Giorno: 18 Dicembre 2014

Vergognosa cancellazione di Hamas dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche

Ciò che è avvenuto alla Corte Europea mi ha schifata anche se non era inaspettata la rimozione di Hamas dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche… si respirava nell’aria da tempo. Chi legge si chiederà il perché di questa mia affermazione, perciò è doveroso spiegare il motivo per cui, secondo la sottoscritta, era già tutto stabilito. La tendenza della sinistra, sempre più prona ai voleri dei musulmani, ha costruito un Europa di ignoranti e menefreghisti che votano a favore senza, per esempio, aver mai letto lo statuto del loro “amato” Hamas. Sarebbe bastato prenderne visione, soprattutto per quanto riguarda l’art. 7: ” L’ ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra e l’albero diranno: O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me, vieni e uccidilo…”. Oltre a questo vi è la certezza assoluta che il terrorista in questione, non vuole uno Stato palestinese: vuole esclusivamente la distruzione dello Stato israeliano! Si toglie dalla lista nera un terrorista che vuole la distruzione dell’unico Stato democratico di tutto il medio oriente! Andategli a spiegare che dovrà togliersi la “gioia” di lanciare missili su Israele poiché sarebbe un attacco ad un altro Stato il quale sarà liberissimo di difendersi e allora… Spiegategli che non potrà più “piangere” di fronte al mondo intero che i “cattivoni” israeliani avranno osato difendersi. Spiegateglielo bene, anche se sono convinta che qualcuno dovrebbe spiegarlo prima di tutto a voi…

Il mio profondo disgusto, accompagnato dalla certezza che non poteva andare diversamente, mi ha fatto ricordare un fatto vergognoso sulla politica italiana, e per essere ancor più precisi, oserei dire UNO dei fatti vergognosi: l’intervista rilasciata dall’ex Presidente della Repubblica italiana, Francesco Cossiga, che, molto probabilmente, ha inteso “liberarsi” la coscienza prima di morire, il 3 ottobre 2008 al quotidiano israeliano Yediot Aharonot, abilmente censurata da tutti i mass media italiani. Il titolo, dice tutto: “Ebrei italiani, vi abbiamo venduto”. Vere o false che siano le parole di Cossiga, egli avrebbe dichiarato che l’allora presidente del consiglio Aldo Moro, ucciso dalle brigate rosse e che naturalmente non più in grado di difendersi, avrebbe firmato l’accordo segreto (Lodo Moro), in cui i servizi segreti avrebbero obbedito tacitamente e… gli ebrei sono stati uccisi in attentati terroristici in Italia: l’attacco alla Sinagoga di Roma dove perse la vita un bimbo di appena due anni, la strage di Fiumicino ecc… Quell’accordo, stipulato negli anni ’70 dove i terroristi erano tutelati dal “Lodo Moro” e dove l’Italia NON si sarebbe intromessa negli affari palestinesi, dove si parla di armi sovietiche da far circolare nel nostro Paese e che in cambio i palestinesi non avrebbero colpito obiettivi italiani (dove la mettiamo la strage di Bologna?), per poi scoprire che gli ebrei italiani venivano esclusi da questo “contratto”: potevano essere uccisi come infatti avvenne. Come mai questa infamia? Il patto criminale con Arafat escludeva tutti i cittadini italiani di religione ebraica!
Dare tutta la responsabilità ad Aldo Moro è stato, a parer mio, un grosso passo falso poiché allo stesso Cossiga gli si avrebbe dovuto ricordare la sua responsabilità nell’aver nascosto a casa sua, Arafat, ricercato dalla polizia italiana per l’abbattimento di un aereo militare ed altre cosucce…
A questo punto, vere o false che siano state le “confessioni” di Cossiga, sorge spontanea una riflessione: L’Italia, ormai martoriata e derubata di tutto e di più, quando smetterà di rappresentare un “pupazzo” nelle mani del terrorismo? Sono in attesa di assistere anche alla premiazione dell’Isis… Che ci stiano pensando?

Laura Rossi (Italia-Israele)

Consiglio Comunale per la pace, premiazione Canoa Club Comacchio e illustrazione PSC

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Il Presidente del Consiglio Comunale Robert Bellotti ha convocato una seduta straordinaria del Consiglio Comunale (successiva a quella già convocata per venerdì 19/12) per lunedì 22 dicembre alle ore 19, in apertura della quale il Gruppo Scout di Porto Garibaldi 1 consegnerà la lanterna della pace di Betlemme. E’ poi previsto il conferimento di una targa di riconoscimento al Canoa Club Comacchio per i numerosi successi sportivi. Attualmente i due canoisti di spicco della squadra, GIACOMO CINTI e NICOLA ALBERI, entrambi ventenni, sono in ritiro con la nazionale di canoa a Castel Gandolfo in provincia di Roma, ma lunedì sera ritireranno dalle mani del Sindaco Marco Fabbri l’importante riconoscimento.
L’ultimo punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale è l’illustrazione del documento preliminare del nuovo P.S.C.

Comune di Ferrara, tutti i comunicati del 18 dicembre

da: ufficio stampa Comune di Ferrara

La newsletter del 18 dicembre 2014

18-12-2014

S’intitola ‘Un regalo per Natale – un piccolo pensiero per un grande sorriso’, ed è dedicato in particolare agli oltre cento bambini camerunensi che vivono a Ferrara, l’evento natalizio in programma domenica 21 dicembre alle 16 nella sala di mediazione interculturale del Grattacielo (viale Cavour 179) promosso dalla locale associazione di volontariato Comunità Camerunense.

Nel corso del ritrovo sotto l’albero di Natale allestito per l’occasione, i piccoli ospiti riceveranno doni, faranno nuove conoscenze e magari, abituati a vivere sospesi tra due realtà spesso molto distanti l’una dall’altra, potranno avvicinarsi ad esperienze legate alla loro origine. L’iniziativa si avvale della collaborazione del Comune di Ferrara e della sponsorizzazione di Coop Estense e dell’azienda Chicco del centro commerciale il Castello.
“‘Perché qualcuno si ricordi di noi, dobbiamo a nostra volta ricordare le nostre origini, ci vuole una memoria, un pezzetto di memoria, un pezzetto di tessuto benedetto dove asciugheremo le nostre lacrime’. Partiremo da questa frase dello scrittore Tahar Ben Jelloun – ha affermato il presidente della comunità camerunense Sylvain Nanfack Zambou che coordinerà l’incontro – per puntare a stimolare una riflessione critica, creando una piattaforma per scambi d’idee. Lo scopo è quello di evidenziare per i nostri bambini un nuovo modello di integrazione, modello che potrebbe verificarsi più conveniente garantendo un maggiore equilibrio tra salvaguardia della loro identità e integrazione nel contesto dove sono inseriti”.
“Il Comune di Ferrara ha sostenuto l’iniziativa fin dalla sua progettazione, ritenendone particolarmente positive le finalità. – ha ricordato l’assessora comunale alla Pubblica Istruzione/ Cooperazione Internazionale Annalisa Felletti – Proprio in occasione delle imminenti festività natalizie abbiamo collaborato a dar vita a questo momento d’incontro con tutti i camerunensi che vivono nella nostra città, mettendo anche in atto le condizioni per consegnare doni ai piccoli membri della Comunità grazie alla generosità di alcune realtà commerciali della nostra città”.

Per info: Associazione di volontariato Comunità Camerunense di Ferrara (via Modena, 131 -Tel: 3207725544, 3881794284

ASSOCIAZIONE MUSICISTI FERRARA – Sabato 20 dicembre alle 15.30 nella sede di via Darsena 57 a Ferrara
Guida all’ascolto: ‘Suonare lo Swing’ a cura di Massimo Mantovani, Ambra Bianchi e Stefania Bindini
18-12-2014

Sabato 20 dicembre dalle 15.30 alle 18.30, nella sede dell’Associazione Musicisti di Ferrara – Scuola di Musica Moderna in via Darsena 57, per il ciclo Guida all’ascolto in programma la lezione aperta “Suonare lo Swing” a cua di Massimo Mantovani, Ambra Bianchi e Stefania Bindini.

Per il dodicesimo anno consecutivo, allo scopo di promuovere la cultura e l’educazione musicale in tutte le sue forme moderne, l’Associazione Musicisti di Ferrara-Scuola di Musica Moderna, in collaborazione con il Comune di Ferrara-Assessorato alle Politiche e Istituzioni Culturali, Assessorato Politiche per i Giovani, ha organizzato per l’ anno 2014-2015 una serie di 11 appuntamenti nell’ aula magna Stefano Tassinari della Scuola di Musica Moderna di Ferrara in via Darsena. Gli incontri, a partecipazione gratuita e aperti a tutti, hanno come tema la guida all’ascolto dei generi musicali moderni più importanti e la musica d’insieme.

Nelle lezioni di musica d’insieme, si formano gruppi finalizzati alla prova musicale pratica; queste ‘session’ possono essere seguite anche da appassionati che non praticano lo strumento o si sono avvicinati da poco allo studio dello stesso, per poter apprendere come viene svolta una prova finalizzata alla costruzione di un brano.

“L’esigenza di questi appuntamenti – affermano gli organizzatori – è cominciata quando, durante le lezioni di strumento, facendo alcuni riferimenti a stili e/o ad artisti importanti per la musica studiata, ci siamo accorti che molte cose non si potevano dare per scontate; in poche parole, anche se siamo in un epoca in cui gli ipod straripano di brani, spesso non si sa che cosa si ascolta e da dove proviene tutta questa musica; con queste lezioni, cerchiamo di stimolare l’interesse e l’approfondimento della musica ascoltata e suonata, oltre a creare un ritrovo di persone con lo stesso interesse, siano queste interne alla scuola o esterne”.

Di seguito il calendario di tutti gli appuntamenti del ciclo (orario delle lezioni dalle 15,30 alle 18,30).

sabato 6 dicembre “L’era dello Swing” a cura di Massimo Mantovani

sabato 20 dicembre Musica d’insieme Suonare lo Swing

Massimo Mantovani, Ambra Bianchi, Stefania Bindini.

sabato 10 gennaio Guida all’ascolto La musica Rockabilly

Roberto Formignani

sabato 24 gennaio Musica d’insieme Suonare la musica Rockabilly

Roberto Formignani

sabato 7 febbraio Guida all’ascolto La produzione musicale

Giorgio Canali

sabato 21 febbraio Guida all’ascolto Progressive Rock anni ’70: le parole, i ritmi, gli strumenti e la musica (Limite Acque Sicure) Antonello Giovannelli

sabato 7 marzo Guida all’ascolto Miles Davis: l’evoluzione di un mito

Enrico Merlin

sabato 21 marzo Guida all’ascolto Musica per una Notte: il rapporto fra musica e immagine nel film “La notte” di Antonioni Giorgio Rimondi

sabato 11 aprile Musica d’insieme L’accordo diminuito nella musica moderna

Roberto Poltronieri, Lorenzo Pieragnoli

Associazione Musicisti di Ferrara – Scuola di Musica Moderna

via Darsena 57, 44122 Ferrara Tel. 0532 464661 Fax 0532 1861671

http://www.scuoladimusicamoderna.it/ e-mail amfscuoladimusica@fastewbnet.it

BIBLIOTECA ARIOSTEA – Venerdì 19 dicembre alle 17 nella sala Agnelli
Auguri in musica con un concerto per arpa e flauto del ‘Duo Morrighan’
18-12-2014

Venerdì 19 dicembre alle 17, nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea (via Scienze 17), il “Duo Morrighan” proporrà un augurio in musica con un concerto per arpa e flauto sulle note di brani classici e delle arie natalizie più famose accompagnate da letture dedicate al Natale. L’iniziativa è a cura di Angela Poli della sezione Ragazzi Biblioteca Comunale Ariostea.

LA SCHEDA (a cura degli organizzatori) – Il Duo Morrighan (Irene De Bartolo, arpa classica e Ambra Bianchi, flauto traverso e flauto basso) dal 1992 presenta un repertorio che dalla musica classica si apre al jazz e alla musica leggera. La solida intesa delle due musiciste ferraresi si percepisce ascoltando l’armonia perfetta creata dai due strumenti. La proposta di questo particolare duo si basa sulla ricerca di brani musicali che mettano in risalto le caratteristiche tecniche ed emozionali delle due interpreti che, per formazione ed esperienze, hanno al loro attivo un bagaglio tecnico e di stile molto originale ed articolato. La brillantezza e il potere evocativo del suono del flauto traverso e del flauto basso, uniti alla magia del ricco mondo armonico dell’arpa, accompagneranno il pubblico in un affascinante viaggio musicale.

SERVIZI ALLA PERSONA E PATRIMONIO – Sei unità abitative in via Spagnara a Cassana
Nuovi alloggi Erp acquisiti attraverso la contrattazione relativa al POC
18-12-2014

E’ stato acquisito al patrimonio comunale per essere destinato all’edilizia residenziale pubblica un intero fabbricato di proprietà della Società Sara Costruzioni Srl. L’acquisizione è stata resa possibile nell’ambito della contrattazione legata al Piano Operativo Comunale (POC): la Soc. Sara Costruzioni, per la realizzazione di un nuovo insediamento residenziale in via Copparo, ha ceduto gratuitamente al Comune la proprietà di un intero edificio in via Spagnara a Cassana (nella foto), comprensivo di 6 alloggi con relativi garage.

Tutta la palazzina è stata conferita all’edilizia residenziale pubblica con delibera della Giunta comunale n. 88673 del 2014. Dei sei alloggi, quattro sono vuoti e già pronti per l’assegnazione. Per i restanti due, tutt’ora in locazione, si procederà appena possibile alla disdetta del contratto, per consentire la loro assegnazione tramite la graduatoria di ERP. In base allo standard abitativo stabilito dal nuovo Regolamento comunale in materia, gli alloggi sono di metratura idonea ad ospitare famiglie di 3-4 persone; hanno in media 5 vani per unità, con una superficie di 85 mq. Ad ogni alloggio è abbinato un garage d 15 mq. Tutto il fabbricato ha inoltre a disposizione esclusiva una vasta area cortiliva di circa 1000 mq.

(A cura del Servizio Patrimonio del Comune di Ferrara)

CONSIGLIO COMUNALE – Le modalità definite dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari
Il Consiglio comunale di Ferrara si riunirà lunedì 22 dicembre alle 15.30
18-12-2014

Ultimo appuntamento del 2014 per il Consiglio comunale che si riunirà lunedì 22 dicembre alle 15.30 nella residenza municipale. La seduta – le cui modalità sono state definite dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari convocata dal presidente del Consiglio comunale Girolamo Calò – sarà aperta dalla discussione e dal voto su Ordini del giorno e Mozioni (inseriti in scaletta con il criterio dell’urgenza) e proseguirà poi con l’esame di Delibere.

Questo il dettaglio:

• Ordine del giorno “in merito all’opportunità di modificare il Regolamento di assegnazione degli alloggi ERP al fine di introdurre il criterio della residenza continuativa quale condizione valutabile per l’attribuzione del punteggio” presentata dal gruppo consiliare F.I.

• Mozione “per promuovere politiche per il contrasto della criminalità e in difesa dei cittadini, a seguito dell’evidenza del ‘problema sicurezza’ a Ferrara” presentata dal consigliere Spath (gruppo FdI-AN)

• Mozione “per l’Istituzione dell’Albo degli spalatori (di neve)” presentata dal consigliere Fiorentini (gruppo SEL)

• Elezione del “Garante delle persone limitate della libertà personale”

• Delibera del vicesindaco e assessore alla Cultura Massimo Maisto – “Approvazione delle esenzioni e agevolazioni per la fruizione dei Servizi Museali da parte dell’utenza 2015”

•Delibera dell’assessore al Bilancio Luca Vaccari – “Affidamento in ‘House’ della società Amsefc Spa di Ferrara della gestione dei Servizi Cimiteriali nell’ambito del territorio Comunale. Approvazione del Contratto di servizio”.

FERRARA FIERE – Dal 20 dicembre 2014 all’11 gennaio 2015 nel quartiere fieristico del capoluogo estense
Winter Wonderland: Natale in giostra, a misura di giovani e famiglie
18-12-2014

Un evento, due primati nazionali e un servizio utilissimo alle famiglie, che durante le festività natalizie non sanno mai come far divertire i propri figli in piena sicurezza e al coperto.

Sono questi, in estrema sintesi, i principali attributi che fanno di Winter Wonderland – Natale in Giostra un “motivo di orgoglio per la città di Ferrara”, come ha sottolineato in conferenza stampa Caterina Ferri, Assessore comunale all’Ambiente, al Lavoro e allo Sviluppo Territoriale.

La seconda edizione di Winter Wonderland si svolgerà alla Fiera di Ferrara per tutta la durata delle vacanze natalizie (da Sabato 20 Dicembre 2014 a Domenica 11 Gennaio 2015) ed è proprio in questo dato che è racchiuso il primo record detenuto dalla manifestazione: si tratta, infatti, della manifestazione fieristica italiana di maggiore durata (23 giorni senza interruzioni). Il secondo primato, invece, è certificato da altre cifre, non meno impressionanti: con oltre ventimila metri quadrati di superficie allestita, il parco divertimenti indoor ideato dagli organizzatori Catterplanet e F.lli Bisi è il più grande di tutta la Penisola.

Ferrara Fiere Congressi, partner organizzativo di Winter Wonderland, in conferenza stampa era rappresentata dal neopresidente Filippo Parisini: “Mi fa molto piacere inaugurare la mia gestione con un evento tanto ricco e prolungato, che offre alle famiglie un divertimento sano e contribuisce a rafforzare la centralità che la Fiera sta assumendo, anche grazie all’apertura di nuovi assi viari (cfr. il taglio del nastro, avvenuto questa mattina, del primo tratto della tangenziale Ovest, ndr)”.

Sul lunghissimo elenco delle attrazioni, si è soffermato l’organizzatore Luca Catter: “A Winter Wonderland ci saranno i grandi “classici” come l’Autoscontro e il Brucomela, il Tagadà, il Castello incantato e la Piovra, ma anche lo Shuttle e le Waterball per camminare sull’acqua, lo Space Star (un mix di movimento ed emozioni forti unico in Europa), il trenino tematico sul Far West “Gold Mine” e il cinema 5D, Music Express (per la prima volta a Ferrara), il Saltamontes e, nell’area esterna, il pendolo di “Matrix”, che ruota fino a 160 gradi”. E non finirà qui: nel nutrito programma di Winter Wonderland troveranno spazio anche spettacoli di burattini e di magia, concerti, feste a sorpresa e il Winter Circus (senza animali), che approda a Ferrara dopo una tournée mondiale.

L’inaugurazione, fissata per Sabato 20, alle 15, coinciderà con la Festa dello Studente (in replica Lunedì 29): gli alunni delle scuole ferraresi potranno entrare in Fiera gratuitamente e usufruire di omaggi e riduzioni sulle attrazioni presenti.Restando in tema di feste, il 27 Dicembre e il 9 Gennaio si terrà quella promossa dalla Cassa di Risparmio di Cento, special sponsor di Winter Wonderland: le stesse condizioni riservate agli studenti verranno riconosciute anche ai correntisti della banca centese. “Il sostegno a Winter Wonderland – ha dichiarato Carlo Malaguti, Responsabile Mercato di Caricento – si inserisce in un accordo pluriennale con Ferrara Fiere e ci dà l’opportunità di essere una volta di più una banca del territorio, che investe sui migliori progetti e sugli eventi più interessanti per la comunità”.

Accanto agli appuntamenti quotidiani con la baby dance e il face painting, i laboratori e i principali personaggi dei cartoni animati, che si aggireranno tra i padiglioni della Fiera, il pubblico potrà conoscere la mascotte Winterello, presente anche alla conferenza stampa, e assistere all’atteso show cabarettistico “Made in Fe” (6 Gennaio), con Andrea Poltronieri, che si esibirà da solo anche il 27 Dicembre, e altri comici ferraresi.

Tra i partner di Winter Wonderland, una menzione particolare merita l’Associazione Giulia Onlus, che a scopo benefico, per finanziare il progetto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale di Cona, promuoverà un torneo di subbuteo (Sabato 3 Gennaio), un laboratorio di baby cooking, in collaborazione con l’Associazione Professionale Cuochi Italiani – Delegazione di Ferrara (5 Gennaio) e, per diversi pomeriggi, il trucca bimbi.

Last but not least, Babbo Natale e la Befana, ai quali i bambini potranno consegnare le proprie letterine, il veglione di Capodanno, con musica, ottima cucina e divertimento, e la grande festa del 6 Gennaio, che sarà coronata da un emozionante spettacolo pirotecnico.

L’area ristorazione offrirà al pubblico un’ampia scelta di stand, tra tradizione e street food in chiave territoriale: una birreria artigianale ferrarese e una tedesca, con piatti tipici bavaresi come stinco, patate e bretzel; punti ristoro classici con pizze, hamburger e crepes; arancini, spianata bolognese e molto altro ancora.

Il biglietto giornaliero intero costa 4 euro, mentre quello ridotto consente di entrare in Fiera a soli 3 euro e dà diritto a un buono di 2 euro da spendere nelle varie attrazioni presenti. Alle casse o dal sito winterwonderlanditalia@com è possibile prenotare i pacchetti promozionali (scontati) “Fantasia 1” e “Fantasia 2” (per i più piccoli), “Avventura” (per le famiglie) e “Adrenalina” (per i ragazzi), tutti a tiratura limitata.

Da segnalare il trenino turistico gratuito, che consentirà di arrivare dal centro storico di Ferrara (Piazza Donatori di Sangue) al Quartiere fieristico e ritorno.

Inoltre, per i turisti che sceglieranno di soggiornare a Ferrara, sono previste interessanti convenzioni con alcune strutture alberghiere.

Per ulteriori dettagli: www.winterwonderlanditalia.com.

Coldiretti: costituita oggi l’associazione provinciale Terranostra di Ferrara

da: ufficio stampa Coldiretti

Anche la nostra provincia aderisce formalmente al progetto nazionale di rappresentanza dell’agriturismo e dell’ambiente. Paolo Magagna, dell’Agriturismo Corte dei Maghi, primo presidente. Da gennaio le adesioni dei soci ed il programma di attività sulnostro territorio, per un agriturismo di qualità e nuovi servizi ai soci.

Soddisfazione di Coldiretti Ferrara per la costituzione della Associazione Provinciale Terranostra della provincia estense. Stamattina i soci fondatori si sono riuniti ed alla presenza del Notaio, hanno redatto l’atto costitutivo ed approvato lo Statuto provinciale.
“E’ un passo necessario a completare la nostra rappresentanza in conformità all’articolazione nazionale e regionale – commenta Sergio Gulinelli, presidente di Coldiretti Ferrara ed in questa veste tra i soci fondatori – per quanto riguarda il comparto del turismo, della protezione e valorizzazione ambientale e del mondo rurale, nonché, in stretto rapporto con la Fondazione Campagna Amica, dei prodotti tipici territoriali”.
Gli operatori agrituristici sono in effetti i primi esempi di agricoltura multifunzionale ed i primi ambasciatori dell’agricoltura e del territorio e l’offerta agrituristica in questi anni ha incontrato il gradimento di un numero crescente di utenti.
“Abbiamo bisogno di essere presenti e di dare il nostro contributo fattivo al progetto di Coldiretti – conclude il neo presidente Paolo Magagna – di Campagna Amica e delle filiere agricole, così come di trovare occasione per evidenziare i tanti problemi che quotidianamente gli imprenditori agrituristici devono affrontare nel clima generale di crisi economica e di forte impatto con norme e regole spesso non adatte alla realtà che noi rappresentiamo di aziende agricole organizzate per offrire determinati e limitati servizi di ospitalità e ristorazione. Attraverso la potenzialità del sistema Coldiretti lavoreremo già dai prossimi giorni per accogliere innanzitutto le richieste di adesione che potranno pervenire da parte di altre aziende agrituristiche di Coldiretti Ferrara e per preparare un piano di lavoro per il 2015 che ci possa consentire di essere maggiormente visibili ed attrattivi nei confronti dei clienti, sfruttando anche l’occasione dell’EXPO e della nuova programmazione comunitaria dei fondi strutturali, migliorando il nostro approccio al mercato ed al sistema di supporto che Coldiretti potrà darci, conoscendo in modo più puntuale le nostre necessità operative”.

Questa la composizione del Consiglio:
Paolo Magagna – Agriturismo Corte dei Maghi (Ferrara) – Presidente;
Arzenton Giovanni – Agriturismo Novara (Ostellato);
Natali Sergio – Agriturismo La Bozzola (Ferrara);
Tasca Andrea – Agriturismo Cà Nova (Ro);
Trevisani Remo – Agriturismo 3re (Ferrara)
Gulinelli Sergio – Coldiretti Ferrara;
Menegatti Stefano – Coldiretti Ferrara.

Revisori dei Conti: Bonazzi Nicola, Tagliati Valeriano, Baldon Marco.
Collegio dei Probiviri: Serafini Thomas, Ferrozzi Paolo, Mariotti Alessandra.
Segreteria: Casotti Riccardo

Il Sindaco interviene su bilancio di previsione e risponde al Consigliere Di Munno

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Dopo la presa di posizione da parte di alcuni consiglieri di minoranza al Sindaco Marco Fabbri, preme evidenziare che “il Bilancio di Previsione è il documento programmatico fondamentale per tutti gli Enti Pubblici e, come è avvenuto lo scorso anno, l’Amministrazione Comunale si è impegnata al massimo per sottoporlo all’approvazione del Consiglio Comunale entro i termini previsti per legge, ossia entro il 31 dicembre 2014. Cosa che non avveniva a Comacchio da 10 anni e indice della mancanza di progettualità e programmazione del passato. Va anche detto che il Governo, benché non sia ancora stata approvata la Legge di stabilità, ha comunque già prelevato dalle casse del Comune di Comacchio per il 2014 circa di 11 milioni di euro, a fronte dei quasi 9 milioni prelevati nel 2013 da destinare al Fondo di solidarietà nazionale, a sostegno dei Comuni non virtuosi, ma anche per coprire gli 80 euro che Renzi ha concesso agli italiani, ma che sono stati puntualmente restituiti dai cittadini con la TASI, la TARI e l’IMU, riscossa dai Sindaci in questi giorni, ma incassata in larga parte dallo stesso Governo.
Venerdì sera in Consiglio Comunale sarà sottoposto al voto tale documento , che consentirà al Comune di Comacchio di operare NON in esercizio provvisorio di bilancio, ma a pieno regime. Il rinvio dell’approvazione del bilancio – sottolinea il primo cittadino – graverebbe pesantemente sulle possibilità di investimento dell’ente, costretto diversamente a lavorare in dodicesimi di bilancio e questa non è certo la prospettiva auspicabile per un Comune turistico, che ha ingranato la quarta marcia sulla strada della promo-commercializzazione e dello sviluppo del territorio. Non basta, perchè a fronte dell’ingente prelievo statale, gli sforzi dell’Amministrazione – prosegue il Sindaco- hanno comunque consentito il mantenimento dei servizi essenziali alla persona, senza gravare sulle tariffe, dalle mense, agli asili, ai trasporti etcc..La stessa aliquota IRPEF è stata fissata allo 0,4 per mille ed è tra le più basse in assoluto a livello regionale. ” Il Sindaco entra anche nel merito dell’annunciata ‘defezione’ dal Consiglio Comunale da parte di alcuni consiglieri di minoranza, a causa di altri impegni, precedentemente assunti. “Spiace constatare ancora una volta che l’assenza venga strumentalizzata sui social network e sulla stampa – aggiunge il Sindaco – tirando in ballo l’impossibilità di leggere e verificare la copia del bilancio di previsione, inviata all’esame dei consiglieri comunali, con un anticipo in linea a quello degli altri anni, quando invece in commissione capigruppo gli stessi consiglieri avevano già annunciata l’assenza per altri impegni assunti anche di tipo lavorativo.
Gli stessi consiglieri sanno bene che non regge il confronto con la documentazione della conferenza territoriale socio-sanitaria del 26 giugno 2013, trasmessa agli interessati con un paio giorno di anticipo rispetto alla seduta. Sarebbe invece più opportuno riflettere sulle corpose assenze e le defezioni di parte minoranza alle commissioni consiliari e alle sedute di Consiglio Comunale. La stessa commissione consiliare per discutere l’ordine del giorno del Consiglio Comunale è stata convocata con anticipo ulteriore rispetto ai tre giorni previsti da regolamento.
E’ inconcepibile associare l’assenza dall’aula all’impossibilità di verificare i documenti trasmessi all’attenzione dei consiglieri, quando i criteri di trasmissione sono quelli già adottati in passato e previsti per legge. Si dica piuttosto che hanno preso altri impegni per quella sera e che, stante i tempi ristretti per l’approvazione del bilancio, nemmeno l’ipotesi di poter convocare il consiglio di sabato o domenica è stata presa in considerazione. Il venerdì sera d’altronde è una serata di svago per tutti, ma l’impegno e la responsabilità di governare questa città non si concilia con questa esigenza- conclude il Sindaco -.

Ami rinnova la concessione triennale per il collegamento bus tra Ferrara e aeroporto di Bologna

da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

Ami, l’agenzia per la mobilità provinciale, rinnova per i prossimi tre anni la concessione della linea di trasporto bus che collega Ferrara con l’aeroporto di Bologna Guglielmo Marconi. Concessione riconosciuta a Rete Impresa “Ferrara al Volo”, che raggruppa cinque aziende di trasporto estensi.
L’idea è partita come progetto nel 2011, ha ricordato il consigliere provinciale con delega al Turismo, Marco Fabbri, grazie anche alla pensata di Davide Bellotti e Roberto Ricci Mingani, rispettivamente allora assessore e dirigente al Turismo della Provincia.
Un servizio i cui costi sono interamente sostenuti dal privato, come ricordato dal direttore Ami, Michele Balboni, e perciò senza oneri per il contribuente sotto forma di contributi pubblici.
La Provincia sostiene dall’inizio il progetto con un investimento complessivo attorno ai 27mila euro per promozione, informazione, comunicazione. Un’azione prodotta sul territorio regionale, a partire da Ferrara e nello stesso aeroscalo felsineo, fino ad una campagna sui social media in Spagna e con la prospettiva di iniziative mirate sul mercato tedesco, oltre a materiale informativo diffuso a tappeto nelle strutture ricettive del territorio.
“È una scommessa vinta nonostante lo scetticismo iniziale di molti”, ha detto Marco Balestra di Cna Ferrara. In effetti, i dati parlano chiaro. Nel primo anno del collegamento bus sono stati 16.430 i passeggeri e il 2013 si è chiuso con 21.592. Un incremento di cinquemila biglietti in appena tre anni, tenuto presente che in mezzo c’è stato il sisma del 2012.
Dati che fanno il paio con la cifra di 141mila ingressi alla rete dei musei comunali di Ferrara (un rotondo più 10 per cento rispetto all’anno precedente), come ha ricordato il vicesindaco del Comune capoluogo, Massimo Maisto, che ha definito l’iniziativa “la più importante esperienza di pubblico-privato sul territorio”.
Una collaborazione concretizzatasi anche con la convenzione tra aerobus e My Fe Card, con uno sconto del 10 per cento sul prezzo del biglietto della linea di 15 euro.
Il servizio, come spiegato da Pier Gianni Cornacchini di Rete impresa “Ferrara al Volo”, funziona 364 giorni all’anno (solo Natale escluso) e nel frattempo ha compiuto passi organizzativi in avanti con la prenotazione on line dei posti, in prospettiva di rendere digitale anche il pagamento.
Facilitazioni non solo per i passeggeri ma anche per l’impresa, che in base al numero delle prenotazioni può predisporre mezzi più o meno capienti secondo le richieste.
I prossimi impegni riguardano un’ulteriore spinta per far conoscere ad un pubblico maggiore il servizio, con lo sguardo puntato su Expo 2015

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L’INTERVISTA
Caterina Tavolini: “La mia danza, una denuncia della cieca logica del profitto”

Michele Abbondanza e Antonella Bertoni rappresentano ancora oggi il “duo della danza italiana” e “Terramara” il loro primo, originale e irripetibile “pas de deux”. La loro esperienza nasce nei fecondi anni Ottanta, avviati dalla presenza di Carolyn Carlson a Venezia, che segnano la nascita del teatrodanza italiano e della variante mediterranea della danza contemporanea, con la costituzione della Compagnia Sosta Palmizi. Negli stessi anni la coreografa e danzatrice ferrarese Caterina Tavolini è alla ricerca di una danza che le corrisponda. Vede “Underwood” di Carolyn Carlson nel 1982 e “Il cortile” della Compagnia Sosta Palmizi nel 1985 ed è la folgorazione: da allora segue i seminari della compagnia in giro per l’Italia e studia con Michele Abbondanza a Bologna per due anni, inserendosi a pieno titolo nel panorama delle avanguardie del periodo.

Abbiamo intervistato Caterina Tavolini in occasione del riallestimento del duo “Terramara”, andato in scena ieri sera al Teatro Comunale Abbado di Ferrara, che nello stesso luogo vide anche la coreografia originale danzata da Michele Abbondanza e Antonella Bertoni nel lontano 1991 [vedi].

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Michele e Antonella, 1991

Quali i ricordi, le emozioni e le sensazioni di rivedere lo spettacolo qui, al Teatro comunale, ventidue anni dopo, danzato da una nuova coppia di ballerini?
Innanzitutto il grande piacere di poterlo rivedere in scena. E’ una coreografia geniale, di grande intensità, semplice e raffinata al tempo stesso. Riproporla è stata un’operazione sicuramente positiva. Certo, mettere in scena l’inizio della storia d’amore vera vissuta dalla coppia Abb/Bert credo sia stato molto difficile e coraggioso da parte dei nuovi protagonisti, che sono riusciti a dare molto dal punto di vista virtuosistico ed ironico, ma l’emozione che ho provato e la poetica che ne è emersa quando ho visto l’originale, non ha e non può avere confronti. Michele e Antonella si muovevano come pantere sul palcoscenico, istintivi, con un ardore e una sensualità da far venire i brividi.

La mediterraneità, la solarità, il lavoro della terra sono gli elementi principali che connotano questo spettacolo e che, all’epoca, furono di grande innovazione e originalità. Hai ritrovato la stessa tonalità anche nella nuovo riallestimento?
Non sono riuscita a cogliere le differenze fra la prima volta che ho visto Terramara e quella attuale, coreograficamente e scenograficamente mi sono sembrate altrettanto convincenti: l’alternarsi delle giornate, luce e penombra, che scandiscono il lavoro e la vita di un uomo e di una donna che sia amano, che si toccano, si cercano, si prendono e si lasciano per prendersi ancora, e poi danzano e giocano come fossero su un’aia, utilizzando poeticamente ogni spunto simbolico, come l’arancia, il dolce, succoso e profumato frutto della terra, che in scena rappresenta anche il sole e la luna, un cuscino su cui riposare, semi e bambini che vengono mondo.

Ma passiamo a te, quando hai conosciuto Michele Abbondanza e quanto ha influito nel tuo percorso di danzatrice?
Erano i primi anni Ottanta e io ero alla ricerca di una danza che mi coinvolgesse integralmente. Premetto che ho iniziato a danzare da grande, a ventitre anni. Provenivo dalla ginnastica ritmica a livello agonistico ed ho studiato Scienze motorie all’Isef di Urbino. Ho sempre amato la danza ed ho sempre ballato di tutto, fin da piccola, ma fino ad allora non avevo ancora trovato ciò che rispecchiasse la mia idea della danza. Quando ho iniziato ad insegnare educazione fisica nella scuola pubblica, metà del mio stipendio andava per pagarmi i corsi e gli stage in giro per l’Italia e all’estero. Ho vinto anche qualche borsa di studio che mi ha permesso di approfondire la ricerca coreografica. Inizialmente ho provato ad affrontare varie tecniche, dalla modern jazz dance alla moderna alla classica all’hip hop, ma ogni tecnica lasciava una parte di me inespressa.

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Master class con Carolyn Carlson a Reggio Emilia, 1991

Dopo aver visto Underwood di Carolyn Carlson a Venezia nel 1982 [vedi], ho capito che avrei voluto danzare così, con quello spirito. La danza di Carolyn era la semplicità, la forma poetica del movimento, l’ironia, la leggerezza, con un profondo legame con la natura che apprezzavo e che apparteneva alla mia sensibilità artistica.
Successivamente ho cominciato a seguire i suoi danzatori che avevano formato la Compagnia Sosta Palmizi, tra i quali c’era anche un giovane Michele Abbondanza.

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Agrio, coreografia di Caterina Tavolini

Per due anni ho studiato con lui a Bologna e quelli sono stati gli anni fondamentali della mia formazione. Lui è stato il mio primo vero maestro, nonostante fossimo coetanei. In seguito ho frequentato i seminari estivi dei Sosta Palmizi con Raffaella Giordano, Giorgio Rossi e Roberto Castello. Le loro lezioni erano continue fonti di stimoli, la loro creazione più importante “Il Cortile” del 1985 mi ha incantata, lo considero un vero quadro poetico sulla civiltà contadina del teatro danza italiano [vedi]

In quegli anni i Sosta Palmizi rappresentavano l’avanguardia: la danza contemporanea in Germania si chiamava Pina Bausch, negli Stati Uniti Carolyn Carlson, in Italia Sosta Palmizi e poi Abbondanza Bertoni. Era la danza contemporanea in chiave mediterranea. In quale delle tre modalità espressive ti sei più ritrovata?

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Il respiro della terra, coreografia di caterina Tavolini

Per quanto ci siano grandi affinità, ho sempre prediletto la leggerezza, l’ironia e la poesia della Carlson e di Abbondanza. La ricchezza che deriva dal contatto con la natura, presente in tutti e tre i coreografi, è stata un filo conduttore nei miei lavori, fino a creare nel 2009 il duo “Il respiro della terra” dedicato interamente a questo tema. Coreografia che vorrei riproporre e magari approfondire a breve, perché sento l’esigenza di denunciare, anche attraverso il linguaggio della danza, la distruzione dell’ambiente perpetrata da un essere umano sostanzialmente cieco e irresponsabile, legato solo alla logica del profitto.

Che tipo di legame si era instaurato tra te e Abbondanza?
Negli anni si era costruito un bel rapporto di stima e di amicizia, eravamo coetanei e dunque non si trattava del tipico rapporto maestro-allieva. Nei primi anni in cui ho iniziato ad insegnare danza contemporanea, l’ho invitato diverse volte a Ferrara per tenere delle lezioni ai miei allievi.

Abbondanza è stato definito dalla critica “una delle tre presenze più importanti del teatrodanza italiano per qualità espressiva, intelligenza estetica, energia spettacolare, originalità creativa” (Valeria Ottolenghi, La Gazzetta di Parma, agosto 1995)*.
Che lavoro proponeva Abbondanza ai ballerini?

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Spirito libero, coreografia di Tavolini

Lui lavorava molto sull’improvvisazione, sull’essere scenico, sull’aspetto teatrale e laboratoriale della danza, con un attenzione al dettaglio, al movimento di qualità che nasce da un’intenzione, da un’immagine, da un contenuto o da un’intuizione. Credo di aver ereditato da lui la capacità di cogliere intuitivamente l’efficacia di un gesto spontaneo per renderlo unico e insostituibile, al servizio della creazione coreografica. E di questo gliene sono grata.

* in Valeria Morselli, “L’essere scenico. Lo zen nella poetica e nella pedagogia della Compagnia Abbondanza/ Bertoni”, Ephemeria ed., 2007

 

 

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I disegni della coreografia “Terramara”, tratti dall’archivio personale di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni e pubblicati per gentile concessione in Valeria Morselli, “L’essere scenico. Lo zen nella poetica e nella pedagogia della Compagnia Abbondanza/Bertoni”, Ephemeria ed., 2007.

Per saperne di più sul riallestimento di Terramara, visita il sito [vedi] e leggi l’articolo di lancio dell’evento con intervista ai due nuovi ballerini pubblicato su questa testata [vedi]

Sabato 20 dicembre al Jazz Club vibra la voce di Shawnn Monteiro con il suo Christmas 4et

da: ufficio stampa Jazz Club Ferrara

Shawnn Monteiro Christmas Quartet
Shawnn Monteiro, voce; 
Stefano Calzolari, pianoforte;
Aldo Zunino, contrabbasso; 
Adam Pache, batteria

Sabato 20 dicembre il Torrione anticipa il Natale dispensando la magia di una delle voci femminili più carismatiche del jazz, quella della cantante statunitense Shawnn Monteiro. La celebre jazz singer delizierà il pubblico con un repertorio che attinge a piene mani dalla tradizione afroamericana, tra grandi classici e avvolgenti Christmas songs, con un pizzico di latin flavour. Completano la formazione Stefano Calzolari al pianoforte, Aldo Zunino al contrabbasso e Adam Pache alla batteria.

Sabato 20 dicembre (ore 21.30) il Torrione anticipa il Natale dispensando la magia di una delle voci femminili più carismatiche del jazz, quella della cantante statunitense Shawnn Monteiro. La celebre jazz singer delizierà il pubblico con un repertorio che attinge a piene mani dalla tradizione afroamericana tra grandi classici e avvolgenti Christmas songs, con un pizzico di latin flavour. Completano la formazione Stefano Calzolari al pianoforte, Aldo Zunino al contrabbasso e Adam Pache alla batteria.
Sfogliando semplicemente le pagine della, a dir poco, straordinaria biografia di Shawnn Monteiro si comprende ben presto come la musica sia linfa che le scorre da sempre nelle vene. Figlia di Jimmy Woode, contrabbassista di Duke Ellington, Shawnn cresce masticando jazz. Ancor giovanissima viene scoperta da Mongo Santamaria con la cui band intraprende impegnative tournée. Questa occasione la espone al grande pubblico e alla critica che rapiti dalle ineccepibili doti canore e dal precoce carisma di Shawnn la proiettano alle luci della ribalta.
Da allora la Monteiro non ha praticamente mai smesso di esibirsi in ogni parte del globo affiancando giganti del jazz come Clark Terry, Ray Brown, Lionel Hampton, Kenny Barron, Jimmy Cobb, Stanley Jordan, solo per citarne alcuni. Ma ciò che caratterizza Shawnn è altresì la grandiosa versatilità che le permette di abbracciare differenti linguaggi musicali che spaziano tra swing, latin, blues e gospel, non a caso l’abbiamo trovata nella Nelson Riddle Orchestra come anche con gruppi più distanti dal jazz quali la band di Marvin Gaye e i Weather Report.
Ispirata da grandi interpreti come Carmen McRae e Sarah Vaughan, la voce della Monteiro si distingue per eleganza e senso dello swing che si traducono in autentico lirismo, dinamica e unicità del timbro che emerge vibrante e accattivante al tempo stesso giostrandosi tra scat e suadenti refrain; caratteristiche che hanno contribuito ad includerla nell’alveo delle grandi cantanti jazz, come a renderla una delle didatte più apprezzate.

INFORMAZIONI
www.jazzclubferrara.com
jazzclub@jazzclubferrara.com

Infoline: 339 7886261 (dalle 15:30)
Prenotazione cena: 333 5077059 (dalle 15:30)

Il Jazz Club Ferrara è affiliato Endas, l’ingresso è riservato ai soci.

DOVE
Tutti i concerti si svolgono presso il Torrione San Giovanni via Rampari di Belfiore, 167 – 44121 Ferrara. Se si riscontrano difficoltà con dispositivi GPS impostare l’indirizzo Corso Porta Mare, 112 Ferrara.

COSTI E ORARI
Intero: 20 euro
Ridotto: 15 euro (la riduzione è valida fino ai 30 anni di età, per i possessori della Bologna Jazz Card e My Fe, se si accede al solo secondo set, prenotando la cena al wine bar)

Intero + Tessera Endas: 25 euro
Ridotto + Tessera Endas: 20 euro

NB Non si accettano pagamenti POS

Apertura biglietteria: 19.30
Cena a partire dalle ore 20.00
Primo set: 21.30
Secondo set: 23.00

Con “Winter Wonderland – Natale in giostra”, il divertimento a Ferrara è da guinnes!

da: ufficio stampa e comunicazione Ferrara Fiere Congressi

Un evento, due primati nazionali e un servizio utilissimo alle famiglie, che durante le festività natalizie non sanno mai come far divertire i propri figli in piena sicurezza e al coperto.
Sono questi, in estrema sintesi, i principali attributi che fanno di Winter Wonderland – Natale in Giostra un “motivo di orgoglio per la città di Ferrara”, come ha sottolineato in conferenza stampa Caterina Ferri, Assessore comunale all’Ambiente, al Lavoro e allo Sviluppo Territoriale.
La seconda edizione di Winter Wonderland si svolgerà alla Fiera di Ferrara per tutta la durata delle vacanze natalizie (da Sabato 20 Dicembre 2014 a Domenica 11 Gennaio 2015) ed è proprio in questo dato che è racchiuso il primo record detenuto dalla manifestazione: si tratta, infatti, della manifestazione fieristica italiana di maggiore durata (23 giorni senza interruzioni). Il secondo primato, invece, è certificato da altre cifre, non meno impressionanti: con oltre ventimila metri quadrati di superficie allestita, il parco divertimenti indoor ideato dagli organizzatori Catterplanet e F.lli Bisi è il più grande di tutta la Penisola.
Ferrara Fiere Congressi, partner organizzativo di Winter Wonderland, in conferenza stampa era rappresentata dal neopresidente Filippo Parisini: “Mi fa molto piacere inaugurare la mia gestione con un evento tanto ricco e prolungato, che offre alle famiglie un divertimento sano e contribuisce a rafforzare la centralità che la Fiera sta assumendo, anche grazie all’apertura di nuovi assi viari (cfr. il taglio del nastro, avvenuto questa mattina, del primo tratto della tangenziale Ovest, ndr)”.
Sul lunghissimo elenco delle attrazioni, si è soffermato l’organizzatore Luca Catter: “A Winter Wonderland ci saranno i grandi “classici” come l’Autoscontro e il Brucomela, il Tagadà, il Castello incantato e la Piovra, ma anche lo Shuttle e le Waterball per camminare sull’acqua, lo Space Star (un mix di movimento ed emozioni forti unico in Europa), il trenino tematico sul Far West “Gold Mine” e il cinema 5D, Music Express (per la prima volta a Ferrara), il Saltamontes e, nell’area esterna, il pendolo di “Matrix”, che ruota fino a 160 gradi”. E non finirà qui: nel nutrito programma di Winter Wonderland troveranno spazio anche spettacoli di burattini e di magia, concerti, feste a sorpresa e il Winter Circus (senza animali), che approda a Ferrara dopo una tournée mondiale.
L’inaugurazione, fissata per Sabato 20, alle 15, coinciderà con la Festa dello Studente (in replica Lunedì 29): gli alunni delle scuole ferraresi potranno entrare in Fiera gratuitamente e usufruire di omaggi e riduzioni sulle attrazioni presenti. Restando in tema di feste, il 27 Dicembre e il 9 Gennaio si terrà quella promossa dalla Cassa di Risparmio di Cento, special sponsor di Winter Wonderland: le stesse condizioni riservate agli studenti verranno riconosciute anche ai correntisti della banca centese. “Il sostegno a Winter Wonderland – ha dichiarato Carlo Malaguti, Responsabile Mercato di Caricento – si inserisce in un accordo pluriennale con Ferrara Fiere e ci dà l’opportunità di essere una volta di più una banca del territorio, che investe sui migliori progetti e sugli eventi più interessanti per la comunità”.
Accanto agli appuntamenti quotidiani con la baby dance e il face painting, i laboratori e i principali personaggi dei cartoni animati, che si aggireranno tra i padiglioni della Fiera, il pubblico potrà conoscere la mascotte Winterello, presente anche alla conferenza stampa, e assistere all’atteso show cabarettistico “Made in Fe” (6 Gennaio), con Andrea Poltronieri, che si esibirà da solo anche il 27 Dicembre, e altri comici ferraresi.
Tra i partner di Winter Wonderland, una menzione particolare merita l’Associazione Giulia Onlus, che a scopo benefico, per finanziare il progetto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale di Cona, promuoverà un torneo di subbuteo (Sabato 3 Gennaio), un laboratorio di baby cooking, in collaborazione con l’Associazione Professionale Cuochi Italiani – Delegazione di Ferrara (5 Gennaio) e, per diversi pomeriggi, il trucca bimbi.
Last but not least, Babbo Natale e la Befana, ai quali i bambini potranno consegnare le proprie letterine, il veglione di Capodanno, con musica, ottima cucina e divertimento, e la grande festa del 6 Gennaio, che sarà coronata da un emozionante spettacolo pirotecnico.
L’area ristorazione offrirà al pubblico un’ampia scelta di stand, tra tradizione e street food in chiave territoriale: una birreria artigianale ferrarese e una tedesca, con piatti tipici bavaresi come stinco, patate e bretzel; punti ristoro classici con pizze, hamburger e crepes; arancini, spianata bolognese e molto altro ancora.
Il biglietto giornaliero intero costa 4 euro, mentre quello ridotto consente di entrare in Fiera a soli 3 euro e dà diritto a un buono di 2 euro da spendere nelle varie attrazioni presenti. Alle casse o dal sito winterwonderlanditalia@com è possibile prenotare i pacchetti promozionali (scontati) “Fantasia 1” e “Fantasia 2” (per i più piccoli), “Avventura” (per le famiglie) e “Adrenalina” (per i ragazzi), tutti a tiratura limitata.
Da segnalare il trenino turistico gratuito, che consentirà di arrivare dal centro storico di Ferrara (Piazza Donatori di Sangue) al Quartiere fieristico e ritorno.
Inoltre, per i turisti che sceglieranno di soggiornare a Ferrara, sono previste interessanti convenzioni con alcune strutture alberghiere.
Per ulteriori dettagli: www.winterwonderlanditalia.com.

Firmato il contratto per la progettazione del restauro di via Savonarola. Un intervento che cambierà il volto di tutto il comparto

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Firmato oggi in rettorato il contratto per la progettazione del restauro e del recupero dei palazzi Renata di Francia, Strozzi, Tassoni e Gulinelli di via Savonarola danneggiati dal sisma del 2012. I lavori prevedono una spesa complessiva di circa 26 milioni di euro.
Nella foto, da sx. l’Arch. Renata Fochesato, l’Arch Massimo Carmassi, rappresentanti dello studio Aeditecne, capogruppo del raggruppamento temporaneo di professionisti, vincitore dell’appalto e l’Ing. Giuseppe Galvan dell’Università.

Si tratta di un intervento che, come aveva già annunciato il Rettore Nappi nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico, sottolinea un nuovo approccio ai temi della conservazione e riqualificazione del patrimonio urbano, considerato come chiave strutturale di uno sviluppo locale, socio-economico, sostenibile.
Gli interventi di recupero degli edifici storici di via Savonarola sono una occasione per ripensare anche in chiave sociale il tema della conservazione dei paesaggi urbani storici, nel senso di un loro recupero ma anche di una loro valorizzazione che ne consenta una maggiore e migliore fruizione da parte della collettività oltre che da parte degli studenti. Sino ad ora il centralissimo complesso di edifici è stato vissuto e fruito dall’università e dalla città esclusivamente dalla prospettiva di via Savonarola e dei fronti che su essa affacciano. Il progetto, invece, intende porre dapprima in comunicazione i giardini e le corti retrostanti gli edifici, e quindi creare le condizioni affinché il complesso risulti aperto ed accessibile tanto da via Savonarola quanto da Corso Giovecca e possa essere fruito anche dalla prospettiva interna dei giardini e delle corti, progettando con tale finalità l’utilizzo degli spazi e i servizi.
Il progetto, che intende rendere visibile e vivibile la storia del Palazzo Renata di Francia e dei numerosi personaggi –non ultimo Calvino – che l’hanno frequentato, ha destato l’interesse di alcuni membri dei programmi World Heritage Cities dell’UNESCO relativi al paesaggio storico urbano che lo ha considerato come occasione per la messa a punto, anche a livello internazionale, di nuove metodologie di intervento e nuove strategie di inclusione e sviluppo culturale e sociale e come caso di studio delle nuove politiche di conservazione.
L’Università anche in questo modo vuole ricoprire un ruolo attivo e consapevole nella tutela e nel recupero del patrimonio artistico e urbanistico, frutto di un dialogo continuo e costruttivo con la città che, sempre più, sta mostrando di voler valorizzare la dimensione universitaria.

Sabato 20 dicembre, “Open Christmas” all’Istituto Comprensivo n.5 “Dante Alighieri”

da: Istituto Comprensivo n.5 “Dante Alighieri” Ferrara

Sabato 20 dicembre 2014 alle ore 15,00 presso la Sala Polivalente della sede dell’I.C. 5 “D. Alighieri” di via Camposabbionario 11/a, si terrà la cerimonia per l’acquisizione del 1° libro del servizio di Biblioteca che sarà allestito presso la scuola dell’infanzia “B. Merletti” di via G. Galilei 13. Ospite d’onore lo scrittore ferrarese Luigi Dal Cin e un incontro-spettacolo, nuova tappa, del Radio Magica Tour. Si sottolinea che detta biblioteca nasce grazie ai contributi volontari versati dalle famiglie degli alunni iscritti alla scuola “B. Merletti”. A seguire, si terrà lo spettacolo di Natale.

Il Dirigente Scolastico
Massimiliano Urbinati

Bando Soroptimist International d’Italia per giovani laureate

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Anche quest’anno 143 giovani donne selezionate dai Club del Soroptimist International d’Italia potranno seguire gratuitamente un Corso di formazione di tre giorni su “Leadership al femminile. Costruiscila con noi”, realizzato dalla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Commerciale “L. Bocconi” di Milano.
Le domande delle laureate all’Università di Ferrara (età massima 28 anni, in possesso di Laurea specialistica o magistrale, con conoscenza della lingua inglese) dovranno essere inviate alla Presidentessa del Club Soroptimist di Ferrara, Carla Biondi: carla.biondi@unife.it; via Terranuova, 7 – 44121 Ferrara, entro il 19 gennaio 2015.
Per scaricare bando e domanda di ammissione alla selezione: www.soroptimist.it/Bandi/

Domani Monica di Sisto spiegherà gli impatti sociali del Trattato internazionale in un confronto con i parlamentari eletti nel territorio ferrarese

da: organizzatori

Sala della Musica, via Boccaleone 19, Ferrara, ore 21:00.
Interverranno i parlamentari Maria Teresa Bertuzzi, Alessandro Bratti e Vittorio Ferraresi.
Modera l’incontro il giornalista scientifico Michele Fabbri

Si occuperà delle trattative in corso tra Unione europea e USA, per negoziare commerci e investimenti tra le due sponde dell’Atlantico, la serata organizzata dal Comitato STOP- TTIP Ferrara, nella giornata di mobilitazione europea contro il TTIP (Transatlantic Trade Investment partneship).
Venerdì 19 dicembre alle ore 21.00, presso la Sala della Musica di via Boccaleone, 19, (all’interno del Chiostro di San Paolo) a Ferrrara, sarà presente Monica Di Sisto, referente nazionale della Campagna Stop TTIP la quale si propone di fare chiarezza sui negoziati in corso e di fermare l’approvazione di un “Trattato di libero scambio e investimenti”che nella sua attuale forma imporrebbe la soppressione delle barriere non tariffarie tra gli Stati Uniti e i Paesi dell’Europa.
Sono stati invitati i parlamentari eletti nel territorio ferrarese e i rappresentanti sindacali confederali.
L’ l’iniziativa – rivolta alla cittadinanza- ha ottenuto il patrocinio del Comune di Ferrara, il quale ha votato una mozione in cui esprime preoccupazione per gli effetti del Trattato e per le modalità con cui è condotto.
Agricoltura, industria, servizi pubblici, regolazione dei brevetti, informatica..in breve ogni settore della vita economica e sociale verrebbe ad essere coinvolto dall’approvazione del Trattato che mira ad uniformare gli standard, ovvero le regole in materia non solo di commercializzazione dei prodotti ma anche di produzione di beni e di gestione dei servizi.
Standard che, in molte materie, finirebbero al ribasso come in campo agricolo o sanitario o in termini di sicurezza sul lavoro, poichè la legislazione americana in molti settori è assai meno prescrittiva di quella italiana.
A preoccupare maggiormente è inoltre l’applicazione dell’Arbitrato internazionale, una sorta di tribunale extragiudizionale presso cui le multinazionali possono citare in giudizio gli Stati “colpevoli” di aver introdotto legislazioni che ostacolano in qualche modo la realizzazione dei loro profitti. Il ricorso all’Arbitrato internazionale ha già creato seri problemi ad alcuni paesi che hanno posto limitazioni al diritto di commercializzazione e produzione di alcune aziende come per esempio la Philip Morris che ha citato in giudizio l’Uruguay per la sua legge antifumo.
L’approvazione del Trattato da parte dell’Unione europea vincolerebbe di fatto gli Stati membri ad uniformarsi ai vincoli imposti, alla faccia della sovranità nazionale!
Per saperne di più sul web e su Fb: Stop TTIP-Italia . Stop TTIP- Ferrara

La Confcommercio nazionale premia la cooperativa sociale Pimlico di Ferrara del socio Ascom Marco Romeo

da: ufficio stampa Ascom Ferrara

Arriva direttamente dalla Confcommercio nazionale la citazione di merito per l’architetto di Ferrara Marco Romeo – 34 anni, socio Ascom e componente della giunta provinciale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio – nell’ambito del concorso Giovane Imprenditore 2014: il riconoscimento al suo progetto di cooperativa sociale “Pimlico” si basa sulle seguenti motivazioni: “Per aver sviluppato nella città di Ferrara un modello di impresa che favorisce l’integrazione e le pari opportunità di coloro che vivono situazioni di disagio attraverso l’esperienza professionale di un gruppo di giovani architetti…” che si propongono in definitiva il recupero di spazi dedicati all’aggregazione, alla socialità, alla carità. Luoghi e sedi dedicate al mondo del volontariato. E proprio dal mondo del volontariato cattolico proviene l’architetto Marco Romeo che con un gruppo di giovani colleghi della città ha realizzato già da un paio d’anni questa esperienza imprenditoriale sociale – riprendendo la precedente esperienza della Antoni Gaudì Onlus – che” integra – spiega lo stesso Romeo – lo sbocco occupazionale per professionisti e designer di giovane età disoccupati al recupero di quanti vivano in situazioni di emarginazione o comunque di svantaggio sociale. Attraverso l’esperienza lavorativa condivisa si realizza una proficua sinergia di carattere professionale e sociale con un obiettivo importante: rendere belli, vivibili e pienamente fruibili luoghi dedicati alla socialità ed alla carità come ad esempio è successo per la Bottega della Cattedrale in via Adelardi oppure per il centro di Solidarietà e Carità in via Ripagrande, qui in città”.
“Sono particolarmente soddisfatta commenta – Simona Salustro presidente provinciale dei Giovani Imprenditori Confcommercio di cui ricopre anche l’incarico di componente in giunta nazionale e che ha ritirato a Roma il riconoscimento dalle mani del presidente nazionale dei Giovani Imprenditori Alessandro Micheli – perchè questo premio arriva su Ferrara sottolineando il lavoro di Romeo uno dei nostri associati più attivi. Sono certa che questo riconoscimento sarà un esempio ed uno stimolo positivo per tutti coloro che hanno idee e progetti per il territorio”.

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CALENDARIO DELL’AVVENTO
Paese che vai,
Natale che trovi

Non poteva mancare nel nostro calendario dell’avvento una finestra sui diversi usi tradizionali di festeggiare il Natale in Italia e in Europa.
Abbiamo già parlato della tradizione del presepe, che a Napoli è diventato una vera e propria arte. Non si può non citare il pandoro di Verona, in realtà evoluzione ottocentesca del dolce tradizionale veronese chiamato ‘Nadalin’, o il panettone milanese: nel passato veniva sfornato la sera della Vigilia di ritorno dalla messa di mezzanotte e ne esistevano numerose varianti, che potevano contenere miele, uvetta, castagne, fichi, noci, nocciole e mele. Per molto tempo in Lombardia, soprattutto nelle zone montane di antica influenza tedesca, è stata portata avanti l’usanza di organizzare fiaccolate per festeggiare il ritorno della Luce: in alcune zone erano i bambini mascherati da Re Magi a portare per le strade del paese una stella colorata fatta di cartone e di legno e illuminata dall’interno, al loro passaggio i cantori intonavano canti tradizionali del Seicento accompagnati da violini e strumenti a corda.
Anche l’Emilia Romagna è ricca di tradizioni popolari natalizie: la sera della Vigilia il capofamiglia poneva nel camino un ceppo, possibilmente di quercia, e accendeva il camino recitando un Pater noster, poi l’intera famiglia vegliava fino alla messa. Per ingannare l’attesa si giocava a carte, si ascoltavano i racconti dei più anziani e si faceva l’’arimblén’, una specie di pesca per indovinare cosa avrebbe riservato il nuovo anno in arrivo. A mezzanotte, uscendo di casa, si lasciavano la porta socchiusa e tre sedie vicino al focolare per permettere alla Sacra famiglia di trovare ospitalità e scaldarsi davanti al fuoco. Curiosa anche la tradizione di indossare una camicia nuova il giorno di Natale, cucita appositamente dalle donne di casa, ma non durante le festività perché si credeva portasse sfortuna: una leggenda narrava che la Vergine non avesse di che coprire Gesù e volesse tessere una camicia con i propri capelli, chiese quindi a una filatrice che passava nei pressi della capanna, ma la donna rifiutò di tagliare i suoi capelli donandole invece i lini più pregiati, per questo non si poteva filare compiendo il gesto che quella donna generosa rifiutò.
Spostandoci al di là delle Alpi, un’usanza rivelatrice di una devozione vicina alla vita quotidiana è il ‘Kindelwiegen’, la ‘ninna nanna del Bambino’, sviluppatasi attorno al quattordicesimo secolo e diffuso in tutte le chiese tedesche già nel quindicesimo. Cullando il bambinello i fedeli potevano esprimere la propria devozione anche in maniera fisica: mentre muovevano la culla intonavano canti e, come era usanza presso i popoli germanici nei giorni di festa, danzavano intorno a essa. In molti paesi le credenze più originali riguardavano la notte della Vigilia. Era per esempio un’idea diffusa che a mezzanotte agli animali fosse concesso il dono della parola, a cambiare era il destino di chi li ascoltava: in Svizzera formulavano auspici o predizioni a chi li ascoltava, mentre in Gran Bretagna e fra le Alpi tedesche sentirli parlare era un cattivo presagio.
Caratteristico dell’Inghilterra è lo scambio di biglietti di auguri, un’abitudine che si dice sia iniziata nel dicembre del 1843, quando sir Henry Cole chiese a un amico pittore di dipingere piccole cartoline da portare ad amici e parenti: da allora è diventata una tradizione irrinunciabile per tutti i sudditi di Sua maestà. Inglese è anche l’usanza dei cantori di Natale narrati anche da Charles Dickens, che la sera della Vigilia percorrevano le nebbiose strade londinesi e non solo cantando sull’uscio delle case e facendo gli auguri, ricevendo in dono qualche sterlina.
In Grecia la mattina di Natale i bambini trovavano accanto al letto dolci, un bastone e una bisaccia, con questi oggetti andranno di casa in casa a portare i propri auguri in cambio di piccole somme o leccornie. A pranzo si usa mangiare il Kristofsomo, il ‘pane di Cristo’: un pane speziato e farcito di uvetta, noci e pinoli dalla preparazione lunga e complicata, è considerato sacro dalla chiesa greca ortodossa e si dice che assicuri benessere per un anno intero alla famiglia che lo consuma. Le celebrazioni si chiudevano nel pomeriggio con grandi falò accesi nelle piazze attorno ai quali la popolazione intonava canti tradizionali.
Come dimostrato da questi pochi accenni, ovunque il festeggiamento del Natale era il punto culminante dell’inverno, un’occasione per riunire la famiglia e perpetuare tradizioni famigliari o popolari dal sapore antico. Una dimensione intima e raccolta che negli ultimi anni si sta perdendo nella moderna frenesia della corsa ai regali.

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IL FATTO
Il farmacista saharawi e le erbe del deserto

Trovare nei nostri prati, campi o addirittura balconi, la camomilla selvatica, non è nulla di strano.
Nel deserto roccioso algerino, dove sorge il campo profughi dei saharawi fuggiti dal Sahara Occidentale dopo l’occupazione del Marocco, il ritrovamento della ‘matricaria pubescens’ è invece eccezionale e importante perché sta alla base della medicina tradizionale.
Grazie ad un progetto di solidarietà in collaborazione con il Centro di ateneo per la cooperazione allo sviluppo internazionale dell’Università di Ferrara diretto dal professor Alessandro Medici, è stato possibile assegnare ad un farmacista saharawi, Mohamed Lamin Abdi Mahbes, un dottorato di ricerca per studiare le proprietà delle erbe che crescono nel deserto, ed il loro utilizzo in medicina e cosmesi. Lo scopo ultimo è quello di rendere sempre più autonoma la popolazione saharawi dagli aiuti umanitari, e favorire la produzione di medicine, possibilmente a base naturale, partendo da ciò che si trova attorno alle tendopoli dei rifugiati o nei limitrofi mercati locali.

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Mohamed Lamin Abdi Mahbes

Il progetto ha visto in una prima fase la visita ai campi di una ricercatrice dell’Università di Ferrara, Alessandra Guerrini, che è rimasta una settimana per capire come sono organizzati i laboratori nei campi e qual è il contesto di vita. In una seconda fase, che si è appena conclusa, il dottorando saharawi è stato nei laboratori della facoltà di Chimica e tecnologia farmaceutica di Ferrara, per analizzare, assieme ai ricercatori e ad una studentessa che scriverà su questo la tesi, le proprietà della camomilla che viene dal deserto, e valutarne possibili impieghi.
“Ogni tre mesi vorremmo cambiare pianta tra tutte quelle che Lamin ci ha portato – ha spiegato la dottoressa Guerrini – e dedicare alla sua analisi ogni volta una tesi sperimentale”.
“Al momento stiamo facendo ricerche di base sulla caratterizzazione chimica – ha proseguito la ricercatrice – per capire quali sono i principi attivi delle piante: sappiamo che alcune dovrebbero avere proprietà antiossidanti e antibatteriche, ma prima di destinarle alla produzione di prodotti farmaceutici o di bellezza dobbiamo eseguire i necessari test biologici”.
“Le malattie più diffuse ai campi – ha raccontato il dottor Mahbes, che si è laureato in farmacia nell’ex Urss– sono quelle respiratorie, gastrointestinali, la celiachia e il diabete. Nelle tendopoli le cure sono gratuite, e i medici ricevono solo un incentivo simbolico. Noi lavoriamo per il bene della comunità, non avendo al momento un paese, questo è il nostro modo di lottare”.
“Nei campi profughi esistono due grandi ospedali – ha proseguito Lamin – poi c’è un centro sanitario in ogni provincia, e un dispensario in ogni comune. Se potessimo utilizzare le erbe come integratori per i medicinali, potremmo produrli da soli, riducendo la dipendenza dagli aiuti alle sole materie prime e non ai prodotti finiti”. Un grande passo avanti anche per dare un futuro ai tanti giovani nati nei campi profughi, “un deserto, nel deserto”, che non hanno mai vissuto nella terra d’origine, che al contrario è rigogliosa e affacciata sul mare.

detenuto

L’INCHIESTA
In carcere. Viale K: “Il reinserimento umanizza la pena e fa risparmiare lo Stato”

4.SEGUE – La nostra inchiesta sta mettendo in luce le opportunità di lavoro per i detenuti, un’occasione di impegno concreto per chi è recluso e una risorsa per l’intera comunità. In questa quarta parte, parliamo di questi temi con don Domenico Bedin e Raffaele Rinaldi, rispettivamente presidente e direttore dell’associazione Viale K, realtà nata nel 1991 per contrastare le forme di povertà estrema e di emarginazione sociale. La loro attenzione si rivolge a tutte le persone emarginate, agli immigrati appena arrivati, ai detenuti in misura alternativa al carcere e a tutte quelle persone che versano in situazioni di povertà estrema. Sul loro sito si legge: “Intendiamo adoperarci affinché ciascun uomo veda rispettato il ‘diritto al futuro’ e cioè alla sussistenza, alla salute, al lavoro, all’istruzione, all’informazione”.

Don Domenico, nella scorsa puntata dell’inchiesta [vedi] abbiamo fatto un focus sul progetto regionale che state realizzando ultimamente in collaborazione con la Coop estense e che prevede il reinserimento sociale di persone in esecuzione di pena attraverso l’attività orticola. Altre novità?
A dire il vero sì. Il progetto avviato con la Coop estense non è l’ultimo tra quelli che abbiamo intrapreso. Come Viale K da qualche mese abbiamo avviato, unici a Ferrara, un’esperienza in linea con l’art. 21 per l’inserimento di un detenuto con misura alternativa per l’attività della nostra mensa per i poveri (via Pesci, zona Rivana). Si tratta di un accordo tra l’associazione e la casa circondariale di Ferrara: il detenuto viene accompagnato alla mensa, lavora dalle 8 alle 15, poi viene riportato in carcere.

Ci sono altri enti o cooperative coinvolti in quest’esperienza?
No, non sono coinvolti altri soggetti, questo è un semplice accordo tra la direzione del carcere e l’associazione. Anzi, a questo proposito ci tengo a dire che le misure alternative come da art. 21 andrebbero incentivate perché sono di semplice attivazione, è solo una questione di volontà: concedere i permessi è a discrezione della direzione e la selezione viene effettuata in accordo con gli operatori del carcere stesso, una volta definita l’attività con l’associazione di riferimento il gioco è fatto. Si potrebbe fare molto di più, anche a partire da oggi, ma purtroppo si fatica ad ottenere i permessi dalle direzioni perché ancora non c’è la mentalità giusta, si ha paura del nuovo, si ha paura di osare.

Altre esperienze realizzate per garantire un lavoro utile ai detenuti?
Da molti anni, quasi da sempre, abbiamo in carico diversi “affidamenti in prova ai servizi sociali” come misura alternativa al carcere, ossia persone affidate ai Servizi sociali di grazia e giustizia che risiedono presso le associazioni o presso la propria abitazione, e che possono svolgere attività di volontariato. Nel nostro caso questi affidamenti risiedono presso le nostre comunità e svolgono anche attività di inserimento lavorativo sia all’interno che all’esterno della comunità; prevedono una fase di accoglienza, un periodo di formazione poi l’inserimento lavorativo. Nel periodo 2012-2014, queste esperienze sono rientrate nel progetto “Acero – Accoglienza e lavoro” per percorsi di inclusione lavorativa [vedi]. Il progetto si è appena concluso ma abbiamo buone speranze che venga riattivato. In realtà, per noi non è cambiato nulla, ma rientrare nel progetto regionale significa inserirsi in un contesto più strutturato e condiviso e, cosa non secondaria, ottenere qualche finanziamento.
Per le persone agli arresti domiciliari, invece, le misure sono più restrittive e quindi generalmente sono limitati a svolgere il loro lavoro all’interno delle strutture. In qualche caso possono lavorare all’esterno ma con orari ben prestabiliti.

Stiamo sempre parlando di lavoro volontario vero?
Per i casi appena descritti sì. Noi purtroppo siamo un’associazione e non riusciamo a pagare degli stipendi ma conferiamo piccole borse lavoro o piccoli contributi. Per quanto riguarda invece il lavoro retribuito la Coop. Meeting Point di via smeraldina, che gestisce il ristorante La Casona, ha un inserimento lavorativo. Il prossimo anno se ne prevede di inserire un secondo.

Tra tutte queste attività, a quante persone siete riusciti ad offrire la possibilità di rendersi utili risarcendo in questo modo la comunità? Per ricavare qualche dato ci siamo rivolti a Raffaele Rinaldi, direttore di Viale K.
Tirare fuori dei numeri non è facile perché il turn over è più veloce per i “fine pena”, mentre i tempi sia allungano per gli altri casi. Però stiamo proprio stilando in questi ultimi giorni il report annuale, quindi possiamo dire che ad oggi abbiamo una decina di casi attivi, mentre nell’arco del 2014 siamo arrivati a coinvolgere quasi 30 detenuti.

Tutti coloro che sono stati intervistati nell’ambito dell’inchiesta hanno detto che si potrebbe fare molto di più, che gli enti locali o le stesse direzioni delle carceri non sfruttano le possibilità e le potenzialità create dalle leggi. Tu cosa ne pensi?
Concordo pienamente e aggiungo anche un paio di considerazioni. In primo luogo occorre ricordare che utilizzare le misure alternative costano alla Stato meno della metà rispetto alla detenzione: a fronte di un costo medio di € 116 al giorno per persona, si scende a circa € 40 con progetti di reinserimento. Per dare un dato che descriva le proporzioni nel 2013, il sistema carcerario è costato 2,8 miliardi di euro, all’esecuzione penale esterna sono andati 471,213 euro mentre solo per le attività trattamentali sono stati spesi oltre cinque milioni di euro. Per questo investire diversamente, e di più, sulle misure alternative vuol dire investire sulla persona e dare valore alla Costituzione. Tutto ciò si tradurrebbe in un risparmio “economico” ma soprattutto “sociale” per la collettività, in termini di certezza del “recupero” e di politiche della sicurezza, perché significa abbassare la recidiva, passare dalla giustizia vendicativa alla giustizia riparativa, in due parole umanizzare la pena.
In secondo luogo, e qui apro un tema più ampio ma di fondamentale importanza, il reinserimento di queste persone – anche da un punto di vista culturale e sociale – non deve essere un tema completamente delegato all’Istituzione carceraria, ma deve essere condiviso e agito anche dalla società civile. Non bastano le leggi, i decreti, le circolari ma è necessaria la disponibilità ad accogliere per dare la possibilità di compiere un percorso graduale e responsabile verso il reinserimento nel tessuto sociale. Paradossalmente, pur esistendo strumenti legislativi per l’accesso alle misure alternative, la società civile non risulta pronta. A Ferrara ci sono tantissime associazioni di volontariato (per fortuna) impegnate nei settori più disparati del vivere civile, ma pochissime si interessano e si dedicano a questa fetta di umanità rinchiusa e contenuta ai bordi della nostra città, come un’isola ecologica dove quotidianamente si sversano i “rifiuti umani”. Perché culturalmente siamo portati a identificare la persona con il reato piuttosto che al percorso di recupero in cui è impegnato. E’ soprattutto la politica che deve misurarsi con questa parte di cittadinanza e del suo recupero, ed è proprio una notizia di qualche giorno fa che vede il Comune approvare una Convenzione l’Asp. Centro servizi alla persona e la Casa Circondariale di Ferrara, per favorire l’inserimento di persone detenute, attraverso lavoro gratuito e volontario in progetti di pubblica utilità (art. 21 e sostitutivi pena). Credo che sia la direzione giusta.

CONTINUA

leggi la prima parte dell’inchiesta
leggi la seconda parte dell’inchiesta
leggi la terza parte dell’inchiesta

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IL CASO
Cona, reparti al freddo e lunghe attese: il ‘Tribunale’ vigila

Sono almeno tre i reparti dove il freddo fa sentire i suoi morsi nonostante l’sos manutenzione lanciato in più occasioni da geriatria, pediatria e radiologia dell’ospedale di Cona. Il tempo è passato e ancora non è stato posto rimedio a un guaio segnalato più volte al Tribunale per i Diritti del Malato, che grazie all’associazione Cittadinanzattiva è operativo da un paio d’anni all’interno del polo ospedaliero ferrarese. “A quanto ci risulta il freddo persiste”, spiegano gli avvocati del Tdm Lucia Gabrielli e Daniela Bizzotto. Dopo aver raccolto le lamentele, averle girate all’Azienda e verificato di persona la scomoda realtà sono state invitate a restare lontane dai reparti. “Ci è stato detto che avrebbero verificato la situazione, ma tutto deve passare attraverso l’Urp, l’ufficio relazioni con il pubblico – spiegano – Sappiamo che è stato aperto un contenzioso per il malfunzionamento dell’impianto, ma le cose sono rimaste immutate. Ci sono stati momenti in cui la manutenzione veniva richiesta un paio di volte la settimana, medici e infermieri spesso si ritrovavano ammalati a causa degli sbalzi di temperatura”.
Niente di nuovo sotto il sole, ma non per questo i mali cronici di Cona, la cittadella della salute sotto inchiesta costante, devono essere accettati come una realtà cui si è abituati. Non c’è abitudine giustificabile quando si parla di salute pubblica, soprattutto a fronte dei costi sostenuti per servizi inadeguati ai bisogni di chi li paga profumatamente per ritrovarsi in ospedale fuori città – quando invece l’aeroporto è a due passi dal centro chissà per quale perversa logica – scomodo da raggiungere e sempre al centro di giustificati mugugni. Non ultimi quelli relativi alle lunghe attese per visite specialistiche di fronte alle quali i pazienti si rivolgono ad altre strutture anche fuori regione, senza parlare del Pronto Soccorso, ingolfato al punto da sembrare quello di una grande città. Un fatto inevitabile dal momento che sul polo ospedaliero vengono dirottate le emergenze della provincia, dove i tagli alla sanità hanno ridotto a un lumicino la maggior parte delle strutture territoriali. Cona “pigliatutto”, compresi gli improperi di chi si ritrova lanciato lungo l’oscura viabilità ospedaliera alla ricerca del Pronto Soccorso, collocato al lato opposto del punto d’arrivo nella cittadella della salute. Il che, diciamolo con chiarezza, offende la logica più comune. E’ un fatto.
“Insieme ai problemi legati alle visite di ogni specialità lamentate dagli utenti, ci sono le lagnanze sui parcheggi, sembra incredibile data la locazione in campagna, ma non ci sono posti a sufficienza – spiegano i due legali – Eppure, nonostante la carenza sia evidente, le multe non vengono risparmiate”. Come dire il danno e la beffa, tanto più che i collegamenti tra la città e l’ospedale non sono certo il garofano all’occhiello del trasporto pubblico. Ma quel che più infastidisce, sostengono Gabrielli e Bizzotto è la mancanza di informazione sulle procedure ospedaliere. “Abbiamo avuto un caso in cui ai figli di una signora impossibilitata ad alimentarsi è stata negata l’opportunità di assisterla richiamando le regole di reparto – raccontano – Li hanno mandati via con la rassicurazione che avrebbero provveduto ad alimentare la madre, ma al loro ritorno hanno trovato il vassoio con il cibo freddo ancora sul comodino. E’ stata aperta un’inchiesta interna all’ospedale, tuttavia non abbiamo saputo nulla in merito al risultato. Non viene mai comunicato né un reclamo né un provvedimento disciplinare”. Silenzio. Eppure un paio di segnalazioni la settimana arrivano nella sede del Tdm. “Ci occupiamo principalmente di transazioni per piccole lesioni, invalidità temporanee – concludono – di casi di malasanità vera e propria ne stiamo seguendo un paio. Ciò non toglie che le denunce siano numericamente cresciute. Con tutta probabilità il fenomeno è dovuto a una maggior consapevolezza dei propri diritti, è un passaggio fondamentale che si sposa con il nostro impegno di volontari, prima di intervenire infatti cerchiamo di verificare nel dettaglio se quanto ci viene riferito sia fondato o risponda piuttosto ad aspettative troppo alte di chi si rivolge al nostro ufficio”.

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Call center: realtà e luoghi comuni

“Buongiorno, sono Paola, come posso aiutarla?”. Quante volte abbiamo avuto bisogno di telefonare a una azienda di servizi pubblici e non abbiamo avuto risposte soddisfacenti? Pensiamoci sinceramente. Il problema è noto per ogni numero verde di ogni tipo di azienda o servizio nazionale (telefonia, etc.) e nei molti casi in cui ci rispondono voci gentili provenienti talvolta da posti lontani, il fatto è spesso piuttosto fastidioso. Ma nel caso di servizi pubblici ambientali è così? Parliamone.
E’ importante facilitare i cittadini che vogliono ottenere informazioni e che hanno quesiti da porre sui servizi e spesso lamentano proprio mancanza di integrazione e difficoltà di accesso alle informazioni e ai servizi. In verità, non sempre siamo pronti a parlare al telefono e non sempre vogliamo informazioni, spesso vogliamo solo discutere. Il call center si presenta ufficialmente come quella struttura dedicata all’ascolto dell’esigenze del cittadino e alla conseguente raccolta delle informazioni.
E’ importante valutare da un lato la qualità del servizio reso al cittadino/utente, l’efficacia/efficienza del metodo usato, la disponibilità e la preparazione del personale, dall’altro la verifica che la soluzione, con lo strumento del call center, sia efficace e organizzata dal gestore per semplificare l’interazione con i cittadini per i problemi dell’utenza, per chiarimenti e informazioni in merito ai servizi resi.
Provare a telefonare ai call center delle aziende di servizi pubblici tramite numero verde (disponibile ormai presso tutti i gestori, tranne qualche caso) è una interessante esperienza. Bisogna verificare prima di tutto la chiarezza e la facilità d’approccio e d’interpretazione al sistema (ci si riferisce al metodo con risponditore a disco automatico) e in quanto tempo, rimanendo in attesa, l’utente raggiunge l’operatore/trice (qualora non sia in grado di interagire con le varie opzioni ) e una volta raggiunto se siete rimasti soddisfatto o meno del servizio reso.
Io ho avuto modo di verificarlo e spesso, a mio avviso, il servizio è stato sufficiente, anzi utile.
Nei termini di pronta capacità di risposta e tempestività ho rilevato un’accessibilità al servizio molto agevole e veloce e dunque un netto miglioramento rispetto ad anni fa. La capacità di risposta è quasi immediata e i tempi medi di attesa per parlare con un operatore o per formulare la domanda sono accettabili. Ho rilevato inoltre come la professionalità degli operatori sia cresciuta molto (tranne qualche caso sporadico) e come l’approccio sia stato spesso di disponibilità ad interagire (assente in alcuni centralini di strutture nazionali). Ho in genere ricevuto risposte complete che spesso andavano oltre la semplice richiesta nello spiegare dettagliatamente i servizi.
Dalle risposte ricevute, ho notato inoltre che il personale che opera presso i call center dei vari gestori distribuiti su tutto il territorio regionale ha raggiunto un buon livello di omogeneità, quasi standard, nella risposta, nonostante operino per aziende diverse, e questo è un bene per il cittadino che in tutta la regione ottiene la stessa risposta per la soluzione dello stesso problema.
Capisco che le frequenti criticità ci portino a dubitare, ma siamo qui per ragionare.
Certo, c’è da dire che rimane però sempre farraginoso il sistema con risponditore a disco automatico, con le infinite opzioni e dunque la difficoltà ad accedere a questo tipo di servizio per quei cittadini/utenti anziani o che non sono quotidianamente in contatto con sistemi moderni di comunicazione. E’ anche vero che in alcuni casi gli operatori si rilevano impreparati a rispondere direttamente e rimandano ad un loro collega (referente del servizio). In qualche caso si è anche rilevato poi un lungo tempo di attesa, per cui quella che dovrebbe essere una soluzione qualificata, diventa a volte un disservizio. Ma, in generale, io mi sento di poter affermare che si tratti di un buon servizio.

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Quando Nanin scoprì che il guanciale si può anche mangiare

Reduce dall’ascolto del “Pellegrino Artusi” letto dall’inimitabile Paolo Poli immediatamente ritorna alla mente il libro che la nonna , quella che mi ha adottato, trattava come un incunabolo. Era infatti la prima edizione, commentata da innumerevoli note a penna e a matita e interfogliata con ricette simili, consegnate con molte raccomandazioni di non rivelarne il contenuto ad altre dame, da parte delle amiche della nonna, messe con fare furtivo in quel volume del sommo giudice che troneggiava, slabbrato e consunto, nel ripiano alto della cucina.

La fame di libri era tale – nell’età dell’onnivora voracità del ragazzetto Gianni, anzi “Nanin” secondo la dizione familiare – che mi spinse alla lettura anche di questo semi-incomprensibile testo. E che sbalordimento al leggere che “guanciale” non era il mio cuscino preferito, senza il quale non dormivo e che il nonno adottivo, pisano d’origine m’imponeva “porta il tu’ guanciale e va a fa’ il ripossino nella mi’ stanza!”, ma una parte prelibata del maiale “disfatto”!

Tuttavia il momento clou si svolgeva alla vigilia di Carnevale, prima della Quaresima, quando nonna Ghita con gli occhi alzati al cielo si dedicava tra tramestii e sospiri all’ardua impresa di confezionare il pasticcio di maccheroni, secondo la ricetta dell’Artusi. L’agitazione si trasferiva alla buona Ernesta che aiutava la nonna d’inverno (d’estate faceva la mondina nel Vercellese e m’incantava con le canzoni che lassù imparava e che erano oggetto della mia stupefatta ammirazione). I problemi diventavano quasi irrisolvibili per la difficoltà di reperimento della materia prima – erano gli albori degli anni Cinquanta del Novecento. Per non perderne la fascinazione m’affido al ricordo e non vado a controllare filologicamente le dosi e il procedimento. Carne e carne bianca doveva produrre un sugo denso in cui avrebbero finito di cuocere i maccheroni. Del destino della enorme quantità di carne impiegata non se ne sapeva più nulla salvo per una piccola parte che sarebbe servita a condire “l’interno” custodito come un gioiello dallo scrigno della pastafrolla che quasi sempre veniva eseguita secondo l’artusiana ricetta uno.

Odori e afrori emanati dall’Ernesta e dalla cagnetta Pupa talmente grassa da non reggersi sulle gambette corteggiavano il processo mentre, sempre più sacerdotessa del gusto, nonna Ghita rivolgeva lo sguardo, come solo Atena avrebbe potuto rivolgere all’implorante vestale, al nonno Berto che da meandri nascosti della livrea-camice che indossava estraeva lui il principe nascosto, la maestà della tavola, il tartufo che solo dopo infiniti scambi di cortesie era riuscito ad ottenere.

Con fare disinvolto ma che nascondeva la massima preoccupazione nonna domandava chi avrebbe pulito il gioiello. Incautamente m’offrivo, ma venivo rigettato con smorfia di disgusto mentre si commentava come, come!, il giudice Artusi poteva con la massima “sprezzatura” nel senso più vicino al “Cortegiano” castiglionesco scrivere di mettere una manciata del gioiello tartufo – quanti? Forse un chilo?- sotto la cenere nell’angolo tiepido del focolare. Da usare m’immaginavo come le castagne che si sbucciavano e si mangiavano con la stessa “divina Indifferenza” (Montale!!!) nelle sere fredde “a veglia”.

E dopo “du’ jorni” tanto nonno Berto imponeva, eccolo il Pasticcio. Appare come un miraggio di lusso e perdizione, di sciupìo e di vertiginosa gioia del palato, trasformando la sala da pranzo in un angolo paradisiaco. Mi veniva concesso anche un goccetto di vino che reputavo pessimo rispetto all’adorata Idrolitina.

La cucina economica ronfava, la Bechi emanava calore diffuso, la gatta mi stava sulla panza e come direbbe il grandissimo Robertaccio Benigni animali e persone magnificavano la natura e le sue meraviglie come un dono inatteso e forse nemmeno preteso.

Gli anni passano e dopo decenni non più “Nanin” ma professor Venturi, “lento pede” traverso le sale vuote di Palazzo Pitti a visitare la bellissima mostra del Furini, quando s’avvicina frettolosa e elegante una silhouette che riconosco immediatamente per il Maestro: Paolo Poli. E così lo saluto ricevendone in cambio un grato sorriso e una excusatio non richiesta “ma che Maestro e Maestro! Dimmi piuttosto che sei!” Declino le mie generalità e immediatamente s’avvia la rincorsa a ricordare amici comuni e soprattutto the comuni, ricevendone compiaciuti segni allorché citavo gli anglobeceri fiorentini che più contavano e i “nobiloni”. Ma nelle sue irriverenti esclamazioni brillava la luce di un’intelligenza inesausta e provocatoria. Da manuale i commenti che ci scambiavamo davanti ai quadri. Poi la citazione della mia città natale: “Ferara”. E la risposta commossa: “L’adôro”. Lì c’è il pubblico che amo di più (evviva!! n.d.r) tutti mi fa fan festa. E come si mangia!”.

Per questo non posso che dedicare a lui il mio libresco assaggio del pasticcio di maccheroni alla ferrarese.

Comune di Ferrara, tutti i comunicati del 17 dicembre

da: ufficio stampa Comune di Ferrara

La newsletter del 17 dicembre 2014

17-12-2014

Ancora una volta i Musei di Arte Antica partecipano ad un importante evento internazionale, con il prestito di una preziosa opera delle collezioni civiche: si tratta della Dolente (1480-85) di Guido Mazzoni, una figura di donna in terracotta policroma proveniente dalla sconsacrata chiesa di San Giovanni Battista. La scultura, già presentata nel 2000 al J.P. Getty Museum di Los Angeles, che ne finanziò in quella occasione il complesso restauro, è attualmente esposta a Francoforte sul Meno nella mostra “True to Life: veristic Sculpture and the Engineering of Illusion”, aperta presso la Stadtische Galerie Liebieghaus fino al 01.03.2015.

Qui, oltre 50 capolavori provenienti dai più grandi musei europei, tra cui il Prado, il Louvre, il Museo Egizio di Berlino ed il Kunsthistorisches di Vienna, illustrano la storia della scultura veristica e le sue tecniche di esecuzione nei secoli, dall’Antichità, attraverso Medioevo, Rinascimento e Barocco, fino all’avvento delle cere nel XVIII e XIX secolo, creando un ponte con il presente grazie ai lavori iperrealistici dei più noti autori americani.

Il busto probabilmente faceva parte di un più ampio gruppo scultoreo, forse un Compianto sul Cristo morto o una Crocefissione; lo straordinario realismo e la ricercata cromia, conferiscono alla Dolente ferrarese la statura dell’autentico capolavoro nell’ambito delle testimonianze plastiche di carattere drammatico-teatrale del XV secolo. Il volto contratto dal dolore, le guance terree rigate dalle lacrime, le braccia serrate al busto con le mani nervosamente intrecciate, trasmettono una emozione tragica, forte ed autentica; per queste sue caratteristiche la scultura occuperà un posto chiave nel percorso espositivo di Francoforte, teso a descrivere l’intramontabile impegno degli artisti nel generare una perfetta illusione creando l’apparenza della vita nella figura umana.

Nelle immagini la Dolente del Mazzoni, fotografata durante l’allestimento della mostra a Francoforte.

(Comunicato a cura dei Musei di Arte Antica del Comune di Ferrara)

CONCERTO DI CAPODANNO – Giovedì 1 gennaio alle 16 nella cornice del Teatro Comunale Claudio Abbado
Avvio in musica del nuovo anno con l’Orchestra ‘Gino Neri’. Programma e novità
17-12-2014

E’ stato presentato ufficialmente questa mattina, mercoledì 17 dicembre nella residenza municipale, il Concerto di Capodanno dell’Orchestra ‘Gino Neri’ in programma giovedì 1 gennaio alle 16 nella sede del Teatro Comunale Claudio abbado. Per illustrare l’ormai tradizionale appuntamento sono intervenuti, a fianco del vice sindaco e assessore alla Cultura Massimo Maisto, il presidente onorario, il direttore e il segretario dell’Orchestra ‘Gino Neri’ Vincenzo Viglione, il maestro Giorgio Fabbri e Riccardo Magri.

LA SCHEDA (a cura dell’Orchestra Gino Neri – Ferrara)

Ferrara – Teatro Comunale Claudio Abbado – giovedì 1 gennaio 2015 ore 16
Concerto di Capodanno Orchestra a Plettro “Gino Neri” direttore Giorgio Fabbri

Giovedì 1 gennaio 2015 alle 16, si svolgerà il tradizionale ‘Concerto di Capodanno’, organizzato dal Comune di Ferrara. Sul podio il maestro Giorgio Fabbri.

Il programma proposto intende ricordare il centenario della Prima Guerra Mondiale, che lasciò sul terreno milioni e milioni di morti. La guerra è sempre testimonianza di quanto crudeli ed efferate possano essere le azioni del genere umano. Ma le nazioni che diedero vita al conflitto mondiale, nel corso del tempo, sono le stesse che hanno dato i natali ad alcuni tra i più grandi geni della musica, divenuti immortali per la loro capacitò di rappresentare con le loro composizioni il meglio dell’animo umano, il suo lato più puro e più elevato, che lo avvicina più alla divinità di quanto la partecipazione alla guerra e all’odio lo avvicini al genere animale. Ed è a questi grandi geni della musica che l’Orchestra Gino Neri vuole rendere omaggio, esprimendo attraverso le loro musiche il messaggio di speranza che mai più il genere umano si trovi a dar vita a guerre, violenze e conflitti.
Il programma scelto comprende opere di uno o più compositori provenienti dalle stesse nazioni che parteciparono alla prima guerra mondiale. Così il pubblico potrà ascoltare dalla Germania l’Egmont di Ludwig van Beethoven, monumento alla capacità dell’uomo di stare davanti alle più grandi sofferenze, dalla Francia la Suite da L’Arlesiana di Georges Bizet e la Marcia Funebre per una Marionetta di Charles Gounod, dall’Inghilterra la Marcia dal brano Pomp and Circumstances di Edward Elgar, dall’Austria l’ouverture del Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart. E infine l’Italia, che vedrà espressa la ricchezza della sua umanità e della sua solarità attraverso uno dei suoi testimoni più fedeli, Gioacchino Rossini, con la brillante e giocosa sinfonia da La Gazza Ladra.
Infine, l’orchestra proporrà alcuni brani tratti dal CD appena pubblicato dalla Tactus, realizzato con il sostegno della Fondazione George Koukis, e che verrà distribuito in tutto il mondo. Il disco rappresenta un traguardo di grande prestigio, perché è la prima volta in Italia che un’orchestra a plettro ottiene la pubblicazione da un’etichetta discografia internazionale. Un riconoscimento prestigioso che la compagine ferrarese ottiene dal mondo della musica, a testimonianza dell’elevato livello artistico e culturale che riesce ad esprimere, attraverso l’impegno e il talento musicale dei suoi componenti.
L’incasso del concerto del 1° gennaio sarà devoluto in beneficenza all’ADO Ferrara. Inizio concerto ore 16, biglietti 7 euro, disponibili sino ad esaurimento dei posti.

—- dal comunicato del Teatro Comunale di Ferrara —————————

Anche nel Capodanno 2015 si conferma il tradizionale appuntamento al Teatro Comunale Claudio Abbado con l’Orchestra a plettro Gino Neri, in programma alle ore 16.00.

Sotto la guida del Maestro Giorgio Fabbri, il complesso proporrà una selezione di trascrizioni di alcuni fra i capolavori della musica classica e romantica, un repertorio particolarissimo in cui a mandolini e mandole si aggiungono strumenti a plettro unici al mondo, appositamente realizzati.

Per l’edizione 2015 del Concerto di Capodanno è prevista l’esecuzione di musiche di Bizet, Mozart, Elgar, Beethoven, Gounod, Munier e Rossini.

I biglietti per il concerto (posto unico 7 euro) saranno in vendita da lunedì 15 a sabato 20 dicembre con orario dal lunedì al venerdì 15.30 – 19 e sabato 10 – 12.30 / 15.30 – 19. La biglietteria sarà inoltre a disposizione del pubblico per i posti invenduti il pomeriggio del concerto a partire dalle 15. Il ricavato verrà devoluto in beneficenza all’ADO di Ferrara

INFO: tel. 0532 202675, www.teatrocomunaleferrara.it

CONFERENZA STAMPA – Giovedì 18 dicembre alle 12,30 nella sala Torre di San Paolo in Castello
Aerobus: rinnovo triennale del collegamento Ferrara-aeroporto di Bologna
17-12-2014

Per la presentazione del rinnovo triennale della concessione per il servizio di collegamento Ferrara – aeroporto G. Marconi di Bologna, si terrà una conferenza stampa giovedì 18 dicembre alle 12,30 nella sala Torre di San Paolo in Castello Estense (2° piano).

Saranno presenti: Massimo Maisto, vicesindaco del Comune di Ferrara, Marco Fabbri, consigliere provinciale, Pier Gianni Cornacchini, Rete Impresa “Ferrara al Volo” e una rappresentanza di Cna Ferrara (partner dell’iniziativa).

(A cura dell’Ufficio stampa Provincia di Ferrara)

BIBLIOTECA ARIOSTEA – Giovedì 18 dicembre alle 16.30 nella sala Agnelli
Una conversazione di Stefano Caracciolo sulla tradizione della Natività
17-12-2014

TORNANO LE ANATOMIE DELLA MENTE DI STEFANO CARACCIOLO

La tradizione della Natività. Rilettura del Presepio e di altre tradizioni natalizie dall’Antichità fino a ‘Natale in Casa Cupiello’

Al via giovedì 18 dicembre, alle ore 16.30, il nuovo ciclo di Anatomie della Mente. Conferenze dei Giovedì di Psicologia, che per l’ottavo anno torna a calcare le scene del Teatro Anatomico e della Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea (via Scienze, 17).

La tradizione della Natività. Rilettura del Presepio e di altre tradizioni natalizie dall’Antichità fino a ‘Natale in Casa Cupiello’ a 30 anni dalla scomparsa di Eduardo De Filippo. E’ questo il titolo del primo appuntamento, che vedrà come relatore Stefano Caracciolo, Ordinario di Psicologia Clinica dell’Università di Ferrara e organizzatore dell’iniziativa

Ci offre un’anticipazione Caracciolo: “Perché Natale si festeggia il 25 dicembre? Il Mistero della Natività di Gesù Cristo affonda le sue radici storiche nelle feste romane dell’antichità (Lupercalia), in cui pure il culto era basato sulla Grotta dove alcuni animali – fra cui Pico il picchio, Fauno Luperco e la famosa lupa – nutrono i gemelli Romolo e Remo, e in cui si festeggiavano con un rito di purificazione tutti i nuovi nati. Solo nel III secolo dopo Cristo però le autorità della Chiesa Cattolica fissano nel Calendario Liturgico la stessa data di fine dicembre come Festa della Natività (Natale). Solo con il Papa Sisto III (432-440 d.C.) si fissa con certezza la prima celebrazione della Messa di Natale a mezzanotte. Da qui l’uso di costruire tettoie in legno con greppie e mangiatoie (Praesepe in latino deriva proprio da qui) in cui si iniziarono a porre statue lignee della Natività, usanza che fu recuperata da S.Francesco nel presepe vivente di Greccio del 1223.

Dal 1700 in poi la tradizione popolare napoletana ha costruito una vera e propria arte presepiale in cui alle statuette dei personaggi della Sacra Famiglia si aggiungono una miriade di altri personaggi della vita quotidiana (pastori, zingare, ambulanti e bottegai) e di oggetti concreti (il fiume, il pozzo, il mulino, la fontana, l’osteria). Ciascuno di questi elementi assume al di là del valore artistico un significato simbolico spesso collegate ad un augurio per il nuovo anno imminente.

‘Natale in Casa Cupiello’, scritta da Eduardo De Filippo in tre diverse versioni nel periodo 1930-35, è entrata ormai a pieno titolo nelle tradizioni natalizie, in relazione anche alle diverse celebri rappresentazioni televisive, mediante la celebre battuta ‘Te piace o’Presepe?’ rivolta dall’anziano protagonista, Luca Cupiello, al figlio Tommasino, ottenendone solo in extremis, quasi in punto di morte, un tiepido assenso dopo tanti ostinati e sprezzanti ‘No, nun me piace!’.

Il presepe di Eduardo in Casa Cupiello rappresenta la tradizione delle usanze natalizie, tramandate assieme a tanti valori familiari di padre in figlio, ma rimanda anche al rispetto e alla gratitudine per le persone anziane e per il loro mondo, così diverso da quello odierno. Nel caso di Eduardo, e dei fratelli Peppino e Titina De Filippo, la vicenda allude anche alla loro difficile vicenda familiare, per i tempi scandalosa, di figli illegittimi – i cosiddetti figli di N.N. – del grande autore teatrale Edoardo Scarpetta, il cui ruolo di padre fu esercitato in modo assai atipico e frammentario con i De Filippo, vissuti sempre con la sola madre che, appunto, diede loro il cognome, pur essendo la loro paternità acclarata e di dominio comune. Ma la vicenda fu spiegata ad Eduardo solo ad una certa età, ed è a questa situazione traumatica che dobbiamo l’ispirazione per una serie di capolavori teatrali di Eduardo che hanno proprio al centro della trama il tema del mancato riconoscimento della paternità, da ‘Filumena Marturano’ a ‘De Pretore Vincenzo.

In ‘Natale in Casa Cupiello’ ritroviamo dunque l’elemento psicobiografico della vita di Eduardo nel difficile rapporto fra padre e figlio e nella misteriosa tradizione della Natività”.

Comunicato a cura dell’Ufficio Comunicazione dell’Università di Ferrara

Per informazioni: mariagrazia.campantico@unife.it

BIBLIOTECA RODARI – Pomeriggio di letture giovedì 18 dicembre alle 17 in viale Krasnodar
“Belle storie di desideri e magie” per bambini dai 3 ai 7 anni
17-12-2014

Sarà la storia ‘Il pacchetto rosso’ ad aprire, giovedì 18 dicembre alle 17 alla biblioteca comunale Rodari, il pomeriggio di narrazioni per bambini dai 3 ai 7 anni. L’appuntamento proseguirà poi con le avventure ‘Il piccolo Babbo Natale’ e ‘Il sacco magico’, il tutto raccontato da Dante Baroni e Teresa Malucelli. L’incontro chiude il ciclo di dicembre di narrazioni “L’ora del racconto”, in programma ogni giovedì pomeriggio nella sala Piccoli della biblioteca comunale di viale Krasnodar 102, che questo mese ha come tema ‘Belle storie di desideri e magie’.

ASSESSORATO ALL’AMBIENTE – Il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile soddisfa appieno i criteri richiesti
Il ‘PAES Terre Estensi’ è stato accettato dalla Commissione Europea
17-12-2014

Il 9 dicembre scorso il percorso di validazione del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile dell’Associazione Intercomunale Terre Estensi, di cui il Comune di Ferrara è capofila, è arrivato a conclusione. La Commissione Europea ha formalmente comunicato che il PAES Terre Estensi è stato accettato con una valutazione positiva del Comitato tecnico del Patto dei Sindaci.
In particolare, sono stati riconosciuti ed apprezzati gli sforzi per aver portato avanti un Piano che copre l’intero territorio dell’Associazione con azioni omogenee e condivise tra i Comuni di Ferrara, Voghiera e Masi Torello, promuovendo in tal senso l’auspicata cooperazione tra istituzioni locali.
Il PAES Terre Estensi soddisfa appieno i sei criteri specifici richiesti ed individuati dalla Commissione Europea:
1. è stato approvato nei mesi di luglio e agosto 2013 dai tre Consigli Comunali dell’Associazione Terre Estensi
2. specifica con chiarezza l’obiettivo di riduzione della CO2 al 2020 (24,7%)
3. i risultati dell’inventario delle emissioni coprono tutti i settori chiave di attività
4. comprende azioni in tutti i settori chiave individuati dalla Commissione Europea
5. il modulo tecnico è stato compilato in maniera corretta e precisa
6. i dati inseriti sono coerenti e completi
La Commissione Europea ha ringraziato l’Associazione Terre Estensi per l’impegno preso a favore del clima e per tutto il lavoro svolto nel produrre il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile. Allo stesso tempo esorta l’Amministrazione ed il suo territorio a proseguire nel lavoro e migliorare costantemente gli obiettivi proposti, con particolare riguardo al settore dei trasporti.
Per maggiori informazioni sul PAES Terre Estensi è possibile consultare il sito http://servizi.comune.fe.it/index.phtml?id=6482
Informazioni sul PAES
In linea con gli obiettivi regionali e comunitari che privilegiano la gestione associata delle funzioni degli enti locali ed in considerazione dei vantaggi che possono derivare da un’azione congiunta, in data 13 novembre 2012, il Comune di Ferrara e i Comuni di Masi Torello e Voghiera hanno aderito al Patto dei Sindaci come Associazione Intercomunale Terre Estensi, adesione che è stata formalizzata con rispettive delibere di Consiglio Comunale – Comune di Ferrara Del. P.G. 76941 del 29/10/2012, Comune di Voghiera Del. N. 46 dell’8/11/2012, Comune di Masi Torello Del. N. 41 del 28/11/2012.

Il Patto – meglio noto come “20-20-20” – obbliga l’Amministrazione all’adozione di un documento di programmazione integrato, il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), in cui si elencano le azioni programmate per raggiungere l’obiettivo.
Il Consiglio del Comune di Ferrara ha approvato nella seduta del 15 luglio 2013 il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) dell’Associazione Intercomunale Terre Estensi, Il Comune di Voghiera lo ha approvato nella seduta del 23 luglio 2013 e il Comune di Masi Torello nella seduta del 2 agosto 2013.
Come previsto dalla sottoscrizione del Patto dei Sindaci, il PAES è stato inviato entro i termini previsti, alla Commissione Europea per la sua approvazione ufficiale ed ora è stato accettato dalla Commissione Europea completando il suo percorso di validazione.

Patto dei sindaci

(Comunicato a cura dell’assessorato all’Ambiente del Comune di Ferrara)

SERVIZIO COMMERCIO – Le deroghe consentite in alcune serate delle festività di Natale e fine anno
Per esercizi pubblici e sale da ballo possibilità di prolungare l’orario di apertura
17-12-2014

Pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande

In occasione delle prossime festività di fine anno, per favorire l’ampliamento dei servizi offerti in città a ferraresi e turisti, saranno consentite ai pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande deroghe ai consueti orari di chiusura.

A prevederlo è un’ordinanza del Sindaco (n. 116536/14) in base alla quale nelle giornate 24, 25, 26, 27 dicembre 2014 e 2, 3, 5 gennaio 2015 sarà consentita l’apertura dei locali fino alle 3 del giorno successivo. Mercoledì 31 dicembre, in occasione della festa di Capodanno, sarà invece consentita l’apertura fino alle 3,30 del giorno successivo

—————————————

Sale da ballo
Per le sale da ballo del territorio comunale è autorizzata (Determina dirigenziale 2218/2014) la protrazione oraria facoltativa di chiusura fino e non oltre le ore 5 dal 19 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015. In occasione della festa di Capodanno mercoledì 31 dicembre la protrazione è autorizzata fino alle ore 7.

INTERPELLANZA – Presentata dal gruppo consiliare FDI-AN
Chiusura dell’attività commerciale nell’ex palazzo della Ragione
17-12-2014

Questa l’interpellanza pervenuta:

– il consigliere comunale Paolo Spath (gruppo FDI-AN) ha interpellato il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore al Commercio Roberto Serra in merito alla chiusura dell’attività commerciale ubicata nell’ex palazzo della Ragione.

CONSIGLIO COMUNALE – L’esito della votazione odierna (17dic2014) conclusiva in residenza municipale
Nella terza seduta il Consiglio comunale approva il Bilancio di previsione 2015 del Comune di Ferrara
17-12-2014

Con 21 voti a favore (PD, Sel, Fe Concreta) e 9 contrari (FI, FdI-An, Ln, M5S e Gol), il Consiglio comunale ha approvato oggi in serata (mercoledì 17 dicembre), nella residenza municipale al termine della terza seduta, la delibera “Bilancio di previsione del Comune di Ferrara per l’anno 2015, il Bilancio per il triennio 2015/1017, la Relazione Previsionale e Programmatica per il periodo 2015/2017 e relativi allegati e l’elenco dei lavori da avviare nell’anno 2015 e il programma triennale 2015/2017 dei lavori pubblici”.

Il percorso si era aperto lunedì 15 dicembre con l’illustrazione della relazione al Bilancio da parte dell’assessore Luca Vaccari e con la presentazione di emendamenti e risoluzioni. I lavori erano poi proseguiti anche martedì 16 dicembre con i contributi al dibattito da parte di consiglieri e assessori.

Complessivamente sono stati presentati 6 emendamenti (quattro della Giunta comunale e due del gruppo SEL) e 24 risoluzioni (2 del gruppo consiliare PD, 7 del gruppo consiliare F.lli d’Italia-AN, 11 del gruppo FI, 2 risoluzioni del gruppo Sel – una anche a nome dei consiglieri Vitellio/PD e Bova/FC-, e 2 risoluzione del gruppo M5S).

Oggi (mercoledì 17 dicembre) alla ripresa pomeridiana dei lavori, nella fase dedicata al dibattito sono intervenuti i consiglieri Spath-FdI-AN (che ha annunciato il ritiro di una risoluzione), Vignolo (PD), Bazzocchi (M5S), Turri (PD), assessora Caterina Ferri, assessore Massimo Maisto, consiglieri Fiorentini (SEL), Bova (FC), Fornasini (FI), Marescotti (PD), Anselmi (FI), sindaco Tiziano Tagliani, assessore Luca Vaccari.

Dichiarazioni di voto sulle risoluzioni: sono intervenuti i consiglieri Bova (Fe Concreta), Fiorentini (Sel), Morghen (M5s), Vitellio (Pd), Fornasini (FI), Spath (FdI-An), Cavicchi (Ln), Rendine (Gol)

Si è quindi proceduto alla votazione sulle risoluzioni (risultati dettagliati del voto nel comunicato di domani, 18 dicembre)

Dichiarazioni di voto sugli emendamenti: sono intervenuti i consiglieri Fiorentini (Sel), Anselmi (FI), Spath (FdI-An).
E’ seguita la votazione sugli emendamenti: tutti gli emendamenti APPROVATI (risultati dettagliati del voto nel comunicato di domani, 18 dicembre) e sulla delibera relativa al Bilancio preventivo 2015 del Comune di Ferrara.

Dichiarazioni di voto sulla delibera relativa al Bilancio preventivo 2015: sono intervenuti i consiglieri Guzzinati (PD), Anselmi (FI), Fiorentini (Sel), Spath (FdI-An), Bazzocchi (M5S), Cavicchi (Ln), Bova (Fe Concreta), Rendine (Gol).

Con 21 voti a favore (PD, Sel, Fe Concreta) e 9 contrari (FI, FdI-An, Ln, M5S e Gol), il Consiglio comunale ha approvato la delibera relativa al Bilancio preventivo 2015. La seduta si è conclusa alle 20.20.

Sul pericolo delle infiltrazioni mafiose nel territorio
di Tiziano Tagliani

17-12-2014

Preoccupato per le notizie riportate dalla stampa, ho inviato agli organi competenti una lettera volta ad avere tutte le necessarie informazioni, garantendo la piena ed incondizionata disponibilità dell’Amministrazione a collaborare per quanto necessario ad allontanare ogni azione della criminalità organizzata dal nostro territorio.

L’interpretazione che pare più corretta alla luce della lettura dello studio di Union Camere, pare essere quello di una crescita di reati “sentinella”, quindi la contraffazione (occhiali), e i reati informatici.

La posizione di Ferrara quindi non è certo un dato assoluto, come può essere inteso dai titoli, ma un dato di crescita percentuale di reati correlati.

Ad ogni modo sarebbe un errore abbassare la guardia.

Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara

DOCUMENTAZIONE ALLEGATA: lettera del Sindaco inviata il 17dic2014

LAVORI PUBBLICI – Giovedì 18 dicembre alle 11, via Beethoven (inizio nuova tangenziale ovest)
Apertura di un tratto della nuova Tangenziale Ovest
17-12-2014

Domani, giovedì 18 dicembre alle 11, l’Anas aprirà al traffico un tratto della tangenziale Ovest di Ferrara di circa 4 chilometri tra via Beethoven e via Primo Levi. Saranno presenti il Capo Compartimento Anas per l’Emilia Romagna Nicola Prisco, il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Aldo Modonesi.

Per i giornalisti il punto di ritrovo è tra via Beethoven e la nuova tangenziale.

Nota a cura dell’Ufficio Stampa Anas

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IMMAGINARIO
Mercato bio.
La foto di oggi…

Vendita diretta di frutta e verdura coltivata dietro casa e poi pane, formaggio, olio, vino, farine da grani antichi, sughi, marmellate, biscotti. Ma anche detergenti, cosmetici e oggetti di artigianato realizzati sul territorio nel rispetto di persone e ambiente. E’ il Mercato del biologico e del naturale questa mattina sullo spiazzo dell’Acquedotto di Ferrara.  Prossimo appuntamento eccezionalmente mercoledì 24 dicembre e poi tutti i giovedì mattina dal 15 gennaio in poi. A cura dell’associazione BioPerTutti con il Centro di mediazione del Comune di Ferrara, ore 7.30-14, piazza XXIV Maggio.

OGGI – IMMAGINARIO DEL GUSTO

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Verdure fresche come una natura morta caravaggesca (foto con la tecnica del “light painting” di RICCARDO BONFATTI)

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

ACCORDI
Una nuova era?
Il brano musicale di oggi

Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta…

buonevistaCuba libera il contractor americano Alan Gross condannato a 15 anni di detenzione per spionaggio. In cambio pare che l’America abbia rilasciato 3 membri dell’intelligence cubana. E’ l’inizio di una nuova era?

(per ascoltarlo cliccare sul titolo)

Buena Vista Social Club, Chan Chan

GERMOGLI
Una vita come un’opera d’arte.
L’aforisma di oggi…

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…

D'Annunzio_4Il 18 dicembre 1945 moriva il poeta italiano Gabriele D’Annunzio.

“Bisogna fare della propria vita come si fa un’opera d’arte. Bisogna che la vita d’un uomo d’intelletto sia opera di lui”. (Gabriele D’Annunzio)

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osservatorio globale

L’occhio di periscopio

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