Giorno: 26 Gennaio 2015

Il presidente Bonaccini illustra le linee guida del suo programma in Assemblea legislativa. Priorità: il lavoro

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Il presidente Bonaccini illustra le linee guida del suo programma in Assemblea legislativa. Priorità: il lavoro. I provvedimenti per ogni settore. Il richiamo alle riforme. Subito un Patto per lo sviluppo. Velocità, lotta alla burocrazia, taglio alle spese

Lavoro, lavoro, lavoro. Come il suo programma elettorale, così il primo intervento programmatico del nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, pronunciato oggi nell’aula dell’Assemblea regionale, torna sul fulcro di quella che viene individuata come la priorità assoluta: le azioni per sostenere l’occupazione. Bonaccini ha annunciato che lunedì prossimo la Giunta regionale si riunirà a San Felice sul Panaro: non si tratterà di un’eccezione, ha spiegato, perché l’obiettivo è convocarla di frequente in vari luoghi del territorio.

Il rilancio dell’economia regionale, la valorizzazione delle risorse, i progetti per i primi cento giorni, annuali, di legislatura e decennali: Bonaccini ha sviluppato in oltre un’ora di intervento un disegno dell’Emilia-Romagna che verrà e lo ha fatto incardinando le annunciate azioni di governo su quella che egli stesso definisce “fretta”. Velocità dunque, sburocratizzazione, razionalizzazione delle risorse e un appuntamento esplicito: “Tra un anno tornerò in quest’aula per presentare a voi e ai cittadini dell’Emilia-Romagna i risultati del lavoro”.

Un saluto “affettuoso” e un ringraziamento a Vasco Errani, predecessore per 17 anni nel ruolo di presidente, e quindi un tributo alla tradizione politico amministrativa di questa terra (“Io sono un riformista”), chiarisce Bonaccini , prima di entrare nel merito con una chiave che il neo-presidente ha già più volte affermato di voler utilizzare: la partecipazione e il coinvolgimento di cittadini e amministrazioni nella complessa gestione delle necessità. Il primo pensiero è per le zone colpite dal sisma dove, conferma, si terrà lunedì prossimo una seduta di Giunta ordinaria ma anche aperta ai sindaci dell’area, a San Felice sul Panaro. Ne seguirà prossimamente un’altra a Piacenza. Per quanto riguarda i temi della ricostruzione, Bonaccini ribadisce la volontà di chiudere tutte le abitazioni provvisorie (Map) entro il 2015, di puntare su un’ulteriore proroga per il pagamento delle imposte e di perseguire l’obiettivo fissato di risarcire fino all’ultimo mattone.

Un tema che si salda con un altro dei punti forti del programma del nuovo presidente: la lotta al dissesto idrogeologico, un impegno decennale che presuppone un’ampia strategia di governo del territorio, con interventi da subito sui principali nodi idraulici.

Ma l’ambiente è anche gestione dei rifiuti, e qui Bonaccini conferma la volontà di una ulteriore riduzione dei rifiuti, con un riciclo della materia del 70% entro il 2020.

Non elude, Bonaccini, il tema della partecipazione e il clima di sfiducia che ha colpito anche questa istituzione: “E’ per noi insopportabile il distacco che si è creato con i cittadini, di cui avvertiamo il discredito. Ma la sobrietà sarà il pilastro del nostro agire, continueremo con i tagli già avviati, razionalizzeremo le spese. Vanno rafforzati gli strumenti di partecipazione, bisogna superare la lontananza anche combattendo la burocrazia”.

Va in questa direzione la riforma che abolisce le Province e la proposta di Bonaccini di “zone intermedie” per il raccordo con le amministrazioni locali, “tre o più Aree vaste”.

Le misure immediate sono orientate a tre azioni fondamentali: la creazione (entro 100 giorni) di una struttura per la sburocratizzazione a vantaggio di imprese e cittadini; il riordino generale della spesa corrente regionale, per destinare i risparmi agli investimenti pubblici e al sostegno di quelli privati; il dimezzamento delle società pubbliche o partecipate.

Non rinuncia, nella veste di delegato allo Sport, a ricordare gli impegni per l’associazionismo e la volontà di fare in modo che “nella sfida che il Governo ha lanciato per Roma 2024, se vinta, l’Emilia-Romagna non sia tagliata fuori”.

Poi conferma la “volontà di triplicare nel mandato i fondi per la cultura”, ricordando le dimensioni di un’industria che conta 30 mila imprese per quasi 80 mila addetti: “E se aggiungiamo il turismo nelle città, ci accorgeremmo di come la cultura rappresenti un asset fondamentale della nostra economia”.

Ribadita inoltre una imminente legge regionale sulla musica, sul modello di quella per il cinema.

“Siamo e vogliamo essere una parte forte dell’Europa – ha detto Bonaccini – e il sapere e la conoscenza sono un fulcro fondamentale della nostra competitività”. “E’ sulla qualità che noi e le nostre imprese possiamo competere”, ha aggiunto annunciando il collegamento in banda larga in tutti e 900 gli istituti scolastici della regione, entro fine mandato.

Qui la partita dei fondi strutturali europei per creare sviluppo e opportunità di lavoro: “Ma chiederemo fondi anche per altri tre progetti chiave legati al riassetto del bacino del Po, alla Blue economy e al fare di Bologna un grande hub europeo per la ricerca”.

Quindi il cuore dell’impegno per lo sviluppo, per ciò che lo stesso presidente definisce “ossessione”, il lavoro: “Tra poche settimane – annuncia a margine dell’Assemblea – convocherò le parti sociali e le università per riuscire a varare entro l’estate un nuovo Patto”.

Il contrasto alla disoccupazione qui verrà posto su una bilancia in cui pesano “il rinascimento della vocazione manifatturiera, la risorsa cultura, quell’agroalimentare che ci vede primi in Europa per prodotti di qualità”. Per il nuovo presidente “già c’è qualche timido segnale di ripresa che non ci deve spingere a facili illusioni, sappiamo che c’è un export che ci favorisce. Ma ci sono aziende che hanno ricominciato a investire qui da noi, non solo puntando sulla quantità ma anche sulla qualità”.

In questo senso, Bonaccini ribadisce come l’Expo di Milano sia “per noi una grande opportunità”.

E ancora le opere pubbliche, sempre con il vincolo di “zero consumo di territorio”, a partire dalla Cispadana (“Mi auguro che tra non molto si possano vedere i risultati”), fino ai trasporti con “la necessità di una robusta cura del ferro” e con l’ipotesi di un sistema intermodale di superficie in Riviera.

Per concludere su sanità e welfare, fiori all’occhiello dell’amministrazione regionale: “Siamo una mosca bianca che sa far quadrare i conti”. Ma in primo piano ci sono i tempi di attesa e la volontà di spezzare “la concezione ideologica che contrappone pubblico e privato, come fossero due settori antagonisti. Dimostreremo che il welfare non è la palla al piede dello stato”.

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Fiorentini (SEL): finalmente a Ferrara la commissione Pari Opportunità, anche di generazione

Fiorentini: finalmente a Ferrara la commissione Pari Opportunità, anche di generazione
Approvata la nuova commissione dal Consiglio Comunale di Ferrara. Presidente Deanna Marescotti (Partito Democratico), Vice Presidente Paola Peruffo (Forza Italia)

Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente eletto nelle liste di SEL:

“E’ un grande passo in avanti quello che abbiamo fatto oggi in Consiglio Comunale a Ferrara. Oggi abbiamo reso esecutiva la nuova Commissione Pari Opportunità, dopo aver trasformato quella che prima era la Commissione “donne elette”.

Non è solo un cambio di denominazione, è un cambio di prospettiva. Prospettiva rivolta non solo alle pari opportunità di genere ma, per la prima volta nella nostra città e probabilmente nel paese, anche di generazione. In Italia il divario fra le generazioni, in termini di status sociale e prospettive di vita, ma spesso anche di diritti veri e propri, è tale da necessitare attenzione anche da parte dell’amministrazione che con questa commissione potrà finalmente avviare un approfondimento che porti ad individuare azioni e interventi da attuare insieme alla società civile cittadina.

A Deanna Marescotti e Paola Peruffo, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della Commissione le mie congratulazioni.”

“The Look Of Science” al Cinema Boldini

da: Arci Ferrara

Ultimo appuntamento con la rassegna dedicata al Biografilm mercoledì 28 gennaio alle ore 21.00 con il film Gran Premio della Giuria al Festival del Cinema di Venezia.

Indonesia: tra il 1965 e il 1966 il generale Suharto prende il potere e dà il via a una delle più sanguinose epurazioni della Storia. Con la complicità e il supporto dell’esercito indonesiano, gruppi para-militari massacrano oltre un milione di persone, tra comunisti, minoranze etniche e oppositori politici. Nato nel 1968, Adi non ha mai conosciuto suo fratello, mutilato e ucciso barbaramente da alcuni membri del Komando Aksi nell’eccidio del Silk River.

Il regista Joshua Oppenheimer, che già aveva rotto il silenzio sul genocidio indonesiano con il suo acclamato The Act of Killing scioccando pubblico e critica di tutto il mondo, porta Adi a incontrare e confrontarsi con i responsabili di quell’atroce delitto, in un percorso che ha come obiettivo quello di tutti i grandi viaggi: la ricerca e l’affermazione della verità.

Il film verrà proiettato in lingua originale con i sottotitoli in italiano.

Ingresso 5 euro.
Per il programma completo – www.cinemaboldini.it

Ferrara e Poggio Renatico: cali di pressione alla rete idrica

da: ufficio stampa Hera

Hera informa che a seguito di lavori urgenti di manutenzione alla rete idrica, mercoledì 28 gennaio, dalle 8 alle 15, si potranno verificare cali di pressione della rete idrica nelle località di San Martino, Montalbano e San Bartolomeo in Bosco in comune di Ferrara e nel territorio del comune di Poggio Renatico.

Durante i lavori e nelle ore successive saranno possibili lievi intorbidimenti dell’acqua, che si risolveranno dopo qualche istante di scorrimento.

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LA NOVITA’
Very bello, chi ha detto che con la cultura non si mangia?

Una rosa di eventi culturali, un viaggio nella bellezza, in quella bellezza che ci caratterizza da secoli, spesso dimenticata, o meglio, sottovalutata. Il momento di ricordarcene, di valorizzarla, di parlarne a tutto il mondo, di gridarla ai quattro venti, di farne una forza. Di questo messaggio vuole farsi promotore il Ministero dei beni culturali e del turismo con la piattaforma digitale interattiva ‘very bello’ (www.verybello.it), presentata ieri da Dario Franceschini a Roma.
Ne hanno parlato anche tutti i telegiornali, citando la Biennale di Venezia, Umbria Jazz e, esplicitamente, anche il nostro Ferrara Buskers Festival. Oltre 1300 eventi, per promuovere il calendario di manifestazioni culturali parallele a Expo 2015, per valorizzare le iniziative sul territorio, da nord a sud, dalle grandi città ai piccoli borghi, ma anche perché i turisti, che arrivano per l’Expo, allunghino la loro permanenza nel nostro Paese. Occasione da non perdere per diffondere l’offerta turistica del Bel Paese. In poche ore, l’hashtag #verybello, lanciato dallo stesso ministro, è entrato nella top ten delle parole chiave più “cinguettate’, gli accessi al sito hanno registrato un vero boom (in 6 ore oltre 5000 accessi). Per la campagna promozionale sul web e negli aeroporti internazionali d’arrivo il ministero ha già messo a disposizione 5 milioni di euro. L’investimento del Ministero per raccontare “il museo diffuso che è l’Italia” comprende uno spot in italiano sulle nostre bellezze con la voce narrante del grande Toni Servillo.
Il portale è strutturato per diversi contenitori culturali: ‘Festival’, ‘Cinema’, ‘Musica’, ‘Concerti’, ‘Teatro’, ‘Mostre’, ‘Danza’, ‘Feste Tradizionali’, ‘Itinerari Turistici’, ‘Libri’ ‘Bambini’, ‘Opera’. Ciascun contenitore, in continuo aggiornamento, fornisce nel dettaglio le informazioni principali dell’evento e la sua localizzazione, permettendo di condividere l’evento stesso sui social network.
Se si effettua la ricerca sul sito per la nostra Ferrara, si troveranno tutti gli eventi principali dell’anno. Fra essi le grandi mostre ‘L’arte per l’arte. Il Castello Estense ospita Giovanni Boldini e Filippo de Pisis’ (31 Gennaio 2015 – 31 Gennaio 2017, Castello Estense), ‘La rosa di fuoco – La Barcellona di Picasso e Gaudì’ (19 Aprile -19 Luglio 2015, Palazzo dei Diamanti); le feste Tradizionali (1 Maggio – 31 Maggio 2015, Palio di Ferrara); musica e concerti (4 Maggio 2015, Grigori Sokolov, pianoforte, al Teatro Comunale); i festival (6 Maggio – 9 Maggio 2015, Salone dell’arte del restauro e della conservazione dei beni culturali e ambientali, 22 Maggio – 24 Maggio 2015, Altroconsumo Festival, 1 Giugno – 31 Luglio 2015, Ferrara sotto le stelle, 20 Agosto – 30 Agosto 2015, Ferrara Buskers Festival, 4 Settembre -13 Settembre 2015, Ferrara Balloons Festival, 2 Ottobre – 4 Ottobre 2015 Internazionale a Ferrara).

Bello, very grazie.

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L’OPINIONE
Sateriale, il “sindaco snob” che sconfisse le lobby in nome della democrazia

Appena arrivato a Ferrara, il giornalista di un quotidiano locale lo ribattezzò “Satellitare” volendo evidentemente alludere a una presumibile sudditanza del nuovo sindaco verso i poteri forti. Ma non lo conosceva. Il suo (pre)giudizio si basava sull’aspettativa che il neo eletto – sconosciuto ai più e catapultato in città per invertire la rotta dopo il dominio esercitato dal Duca Rosso Roberto Soffritti nei suoi sedici anni di regno – non sarebbe stato in grado di svincolarsi dalle vecchie logiche. Oltretutto proveniva dai quadri della Cgil e appariva quindi teoricamente espressione di un apparato organico al sistema di potere dominante a Ferrara. Facile immaginare che inevitabilmente sarebbe caduto vittima delle pressioni e che il peso dei condizionamenti avrebbe zavorrato il suo operato.
Dopo qualche tempo, però, inquadrato il soggetto, l’amico (credo a malincuore) un po’ alla volta ha abbandonato quello pseudonimo al quale era affezionato. E questo perché a Gaetano Sateriale un appunto che non si può proprio muovere è quello di mancare di autonomia critica e di indipendenza di giudizio. Lui è della razza di quelli che fanno (ed eventualmente sbagliano) senza assecondare il volere altrui.
Non a caso nell’incontro-intervista recentemente organizzato dall’associazione ‘Pluralismo e dissenso’ e animato dai giornalisti di Carlino, Nuova Ferrara, Telestense, Estense.com e Ferraraitalia, ha rivendicato come tratto caratterizzante del suo mandato da sindaco “la rottura con gli schemi del passato”, laddove per schemi si devono intendere pratiche ma anche uomini. Così, implicitamente, ha dato risposta a chi tuttora si domanda se i suoi dieci anni alla guida della città siano stati di trasformazione o di transizione.

Dal punto di vista delle realizzazioni pratiche ci sono state certamente lacune. La più evidente, riconosciuta da lui per primo, è stato l’epico ritardo nella conclusione dei lavori dell’ospedale di Cona. “L’ho ereditato in costruzione e dopo dieci anni non sono riuscito a inaugurarlo: frustrante”, ha confessato, lamentando le responsabilità delle imprese e il polso malfermo della Regione.
Ma per quanto riguarda la visione di città, Sateriale è stato in grado di elaborare una precisa concezione che trova corrispondenza in un ben delineato profilo amministrativo. Fulcro della sua visione sono stati i temi della partecipazione e dell’inclusione. Nella sua idea, il sindaco non è più deus ex machina, signore e padrone, artefice incontrastato, ma semplicemente il cardine di un meccanismo in cui ogni ingranaggio ha un suo ruolo e nel limite del possibile, in rapporto a opportunità e funzionalità, anche una sua propria autonomia. E i ruoli non sono inamovibili o designati dai classici meccanismi di cooptazione, ma definiti sulla base delle competenze e delle logiche organizzative.
Ne sono esempio gli staff allargati di coordinamento nei quali vengono coinvolti tutti i principali dirigenti dell’amministrazione comunale con lo scopo di coordinare e condividere le strategie di azione. Oppure i forum, come quelli sull’urbanistica partecipata, rivolti a cittadini ai quali si chiede di intervenire ed esprimersi sulla base di opzioni alternative. E così i programmi partecipati di quartiere con i quali si invitano i residenti a stabilire assieme agli amministratori le priorità di intervento e di spesa sul territorio. Ma anche le relazioni annuali di attività esposte pubblicamente nel salone d’onore non sono parate formali e autocelebrative, ma al contrario espressione della volontà di rendere trasparente il disegno ed evidenti a tutti  i cittadini le linee strategiche di azione intraprese, con il preciso intento di far comprendere tali linee, per poterle dibattere ed eventualmente ricalibrare.

Questo operare è coerente con una sua convinzione: che in epoca di declino dei partiti sia saltato il principale elemento di mediazione fra società e istituzioni e la rappresentanza politica da sola non è più in grado di intercettare gli umori e la volontà dei cittadini. Servono dunque nuove forme di coinvolgimento per rendere l’azione amministrativa aderente ai bisogni della comunità. Quindi, in controtendenza, persegue il decentramento delle sedi decisionali e in anticipo sui tempi favorisce l’utilizzo della tecnologia anche con l’ausilio dei social network, promuovendo per esempio un quotidiano telematico come strumento informativo che entra in ogni casa. Propizia inoltre l’utilizzo della rete anche con valenza consultiva, oltre che per l’informatizzazione dei servizi. Si potenziano Urp e Informagiovani, nasce Citybook un facebook di taglio meno intimistico e più rivolto alla socialità.

Certo, Sateriale non è uno sprovveduto e neppure un ingenuo e il non tessere alleanze strategiche non significa dunque che non sappia politicamente muoversi con avvedutezza. Ma l’asse d’intesa a suo tempo stabilito con il segretario ds Roberto Montanari esprimeva essenzialmente l’esigenza di mettere in sicurezza il processo di rinnovamento – del quale i due furono artefici – dagli attacchi concentrici, iniziati già nel giorno dell’insediamento del Consiglio comunale, nel 1999, con il tentativo (naufragato) di Nando Rossi, membro della maggioranza, di far eleggere se stesso alla presidenza con i voti di una parte delle opposizioni e con il sostegno dei dissidenti dei Ds rimasti fedeli all’ex sindaco Soffritti.
Con tali premesse era inevitabile prendere contromisure, ma Sateriale non creò lobby, cercò semplicemente sostegni al suo progetto di cambiamento. Significativo in questo senso è che nel sottotitolo scelto per “Mente locale”, il volume in cui ha trasposto il suo diario politico di quegli anni, sia specificato “la battaglia di un sindaco per i suoi cittadini contro lobby e partiti”. Così lui percepiva e viveva il proprio impegno.

Alcune scelte infelici ci furono, quantomeno per gli esiti sortiti: la nomina di Valentino Tavolazzi come direttore generale, per esempio, o l’indicazione di Ezio Gentilcore alla presidenza di Sipro. Errori di valutazione pagati a caro prezzo con i fondi comunali, quindi con i soldi della comunità
Al di là degli errori, per lui la strada non è mai in discesa e le rose sono state tutte ricche di acuminate spine. Così ogni traguardo si porta appresso, quasi sistematicamente, polemiche o intoppi. Rifà piazza Municipale e la pavimentazione si sbriciola (per responsabilità mai completamente chiarite, con tante ombre e tanti sospetti rimasti tali). Stabilisce un saldo sodalizio con il regista teatrale Luca Ronconi, ma infuriano le polemiche sui costi e il presunto carattere elitario delle opere proposte; accompagna la realizzazione del nuovo bellissimo asilo di via del Salice ma tutto si blocca alla vigilia dell’inaugurazione per indagini ambientali a seguito di sospette esalazioni di cvm, poi escluse anni più tardi. Progetta la nuova viabilità con una tangenziale che libera il comparto sud dalla morsa del traffico ma falliscono le imprese costruttrici… Insomma, una serie di incidenti di percorso da far sorgere il dubbio che i suoi nemici abbiano dimestichezza con le pratiche voodoo. O peggio…

Di suo, a complicarsi la vita, ci mette un’istintiva avversione al populismo che lo fa apparire snob agli occhi di tanti e alimenta la leggenda (in questo caso letteralmente ‘metropolitana’) che lo dipinge come ancora residente a Roma dove, secondo i sempre desti ‘ben informati’, farebbe ritorno ogni week end. Il suo fastidio per ogni strumentale cedimento ai voleri della folla è tale da impedirgli persino gesti semplici (e particolarmente redditizi in una città come Ferrara) tipo recarsi in ufficio in bicicletta.
Preceduto oltretutto da un sindaco che al contrario volentieri si concedeva al capannello, sfugge la chiacchiera da marciapiede e accresce così il senso di distacco personale fra sé e gli amministrati, generando un paradosso: perché il suo ‘atteggiarsi’ genera un moto ostinato e contrario a quello perseguito attraverso l’azione amministrativa che, all’opposto, è di avvicinamento fra la macchina comunale e i cittadini, quindi di coinvolgimento e (appunto) di stimolo alla partecipazione: il sindaco fortemente lo vorrebbe, ma il signor Gaetano Sateriale fatica ad assumere plasticamente la posa e a conformarsi a quell’immagine dell’uno-di-noi che ‘la gente’ tanto ama e che renderebbe più semplice la sua azione e – forse forse – anche più credibile quel suo messaggio di inclusione. In tempi di leaderismo spinto, con politici piacioni che ostentano il loro filantropismo di facciata, pronti ad ogni sorta di performance pur di fare colpo, la sua ritrosia e il suo non concedere nulla alla folla rappresentano un handicap di cui, sul piano personale, certamente paga un prezzo salato.

Di cose, però, ne fa parecchie e importanti: l’ampliamento della zona a traffico limitato, il recupero di significative piazze storiche (in piazza Municipale al suo arrivo c’era ancora l’asfalto e le vetture autorizzate parcheggiavano). Interviene nel mercato degli appalti e riporta nei corretti termini il rapporto con le imprese, arginando le posizioni di rendita dei grandi (paradigmatica la vicenda Coop costruttori, ma anche le successive frizioni con la Sinteco di Roberto Mascellani). Avvia la bonifica del petrolchimico, promuove il festival di Internazionale, guardato con sospetto e provinciale snobismo (quello sì) da parte di tutti sino alla trionfale inaugurazione, cui farà seguito un successo che si ripete e si consolida negli anni.
Inverte la rotta centralistica e guarda al decentramento come a un valore di democrazia, praticandolo anche attraverso piccoli ma significativi atti concreti, come i già citati programmi partecipati o l’istituzione del vigile di quartiere. Riqualifica le periferie: il Barco e via Bologna alle quali si conferisce dignità e identità cittadina in termini di arredo urbano e di servizi. Dà impulso alla città d’arte e di cultura, ottiene la prestigiosa presidenza dell’Associazione italiana città Unesco, avvia con Giorgio Dall’Acqua l’operazione Ermitage, una promettente rendita dissipata dagli eredi. E nel 2005 salva la Spal dal capolinea sportivo.
In termini di partecipazione sostiene con convinzione i processi di Agenda 21 in campo ambientale e per dare concretezza all’obiettivo dell’inclusione sociale promuove la consulta dei cittadini stranieri.

Nella vicenda tragica di Federico Aldrovandi con coraggio compie uno strappo istituzionale e di fatto assurge a paladino dei diritti violati in un titanico e inedito scontro fra istituzioni, dove il Comune per una volta si qualifica davvero come la casa di tutti.

Il tempo finirà per rendere il giusto merito a questo sindaco schivo ma caparbio, il quale un’idea di Ferrara che andasse oltre l’ombra del proprio naso ce l’aveva. E che, a modo suo e per quanto ha potuto, si è prodigato per propiziarne la trasformazione.

Claudio Cazzola ai Corsi di Cultura “Ugo Coluccia”

da: Ufficio Comunicazione Comune di Copparo

Proseguono a Copparo i Corsi di Cultura “Ugo Coluccia”, con il nuovo ciclo di lezioni, curate dal prof. Claudio Cazzola, sul tema “I miti greci e la cultura europea: tradizione e permanenza”. È obiettivo degli incontri lasciare i testimoni antichi nel loro tempo, evitando sterili strumentalizzazioni moderniste, e individuare invece nel nostro tempo autori e opere tali che consentano a noi un ritorno ai classici scevro da idolatria irrazionale e da rifiuto a prescindere. Il primo incontro avrà luogo Mercoledì 28 gennaio, alle 17,30, presso la Galleria Civica “Alda Costa” (via Roma, accanto alla Torre Estense) e riguarderà l’opera “Itaca, di Costantino Kavafis”, universalmente ed unanimemente ritenuto sublime rappresentante della rinascita della poesia greca

Ambiente: In Emilia Romagna aumentano i campi fertilizzati con letame

da: ufficio stampa Coldiretti

Regione anticipa spandimento dei liquami dall’8 all’1 febbraio

Più natura nei campi dell’Emilia Romagna. È questo il positivo commento di Coldiretti Emilia Romagna dalla decisione dell’assessore regionale all’Ambiente e alla Difesa del Suolo Paola Gazzolo di anticipare dall’8 all’1 febbraio la possibilità di spandere i liquami zootecnici nelle campagne. La decisione – informa Coldiretti – si è resa necessaria in quanto l’anomalo andamento meteorologico di questo inverno e le abbondanti precipitazioni soprattutto prima del periodo natalizio aveva portato al riempimento dei lagoni di stoccaggio.
In Emilia Romagna, secondo le elaborazioni di Coldiretti regionale su dati Istat, crescono i terreni fertilizzati con il letame, che ha raggiunto l’11,8 per cento del milione di ettari di superficie agricola utilizzata regionale, mentre calano i concimi azotati (da 1.127.938 quintali del 2012 a 1.025.618 del 2013), i fosfati (da 370.663 a 218.957 quintali) e il potassio (da 199.529 a 131.386). Si tratta – commenta Coldiretti Emilia Romagna – di un sempre maggiore orientamento verso tecniche di coltivazione più sostenibili, in quanto il letame è il principale fertilizzante per le 3.800 aziende che in regione producono biologico.
A preoccupare – secondo Coldiretti – è la ridotta disponibilità del letame per effetto della crisi degli allevamenti regionali con la scomparsa negli ultimi dieci anni di 75 mila mucche, 280 mila maiali, 20 mila tra pecore e capre.

Il mancato pagamento diretto dell’Iva da parte della PAcreerà forti problemi di liquidità alle imprese

da: Ufficio Stampa Cna Ferrara

La protesta di Roccati, presidente di Cna Costruzioni, contro il cosiddetto Split payement per opere e servizi effettuati dalle imprese per la Pubblica amministrazione. Ancora imprecisati tempi e modalità dei rimborsi Iva

Lo “split payment” è il nuovo sistema che, dallo scorso 1° gennaio, in seguito alla Legge di Stabilità, pone a carico delle pubbliche amministrazioni il versamento dell’Iva riferita a cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei loro confronti.
In base a tale disposizione, le imprese che emettono fattura nei confronti della Pubblica amministrazione, a vario titolo (per opere pubbliche, servizi, fornitura di materiali, ecc.) non riceveranno più il pagamento l’importo relativo all’Iva per le operazioni effettuate, in quanto saranno gli Enti stessi (Comuni, Usl, Aziende ospedaliere, Enti di previdenza, ecc.) a provvedere direttamente alla corresponsione dell’Iva all’Erario.
Ciò significa che le imprese operanti in prevalenza per il settore pubblico dovranno anticipare l’Iva ai propri fornitori, senza più incassarla sul versante delle operazioni attive, maturando con ciò posizioni di Iva a credito, da “sbloccare” attraverso complesse procedure di richieste di compensazione, o di rimborso all’Agenzia delle Entrate, non senza dispendio di tempi e oneri.
“Siamo di fronte ad un provvedimento – sostiene Riccardo Roccati, presidente provinciale di Cna Costruzioni – che danneggerà fortemente tutte quelle imprese che oggi riescono a sopravvivere grazie alle commesse pubbliche. Perché, non vedersi corrisposta l’Iva per i servizi e le opere eseguite significherà, di fatto, un ammanco di cassa non indifferente, non potendo compensare l’Iva con quella da pagare ai fornitori. Si parla di rimborsi, ma vista la lentezza con la quale il pubblico effettua i propri pagamenti alle imprese, sarà molto difficile ottenerli in tempi ragionevoli. Oltre certi importi, tra l’altro, molte aziende si potrebbero trovare nella necessità di ricorrere al credito bancario, il cui accesso è già da tempo proibitivo”.
Un pesante colpo in particolare per il settore delle Costruzioni: “già in gravi difficoltà – precisa il presidente Roccati – tenendo conto che nel 2014, settimo anno consecutivo delle crisi del comparto, gli investimenti sono calati del 32%, con 790 mila i posti di lavoro persi”. Per altro, dal 1990 ad oggi, le risorse pubbliche destinate a nuove infrastrutture sono diminuite del 66%. A livello dei territori, poi, in seguito al Patto di stabilità, tra il 2008 e il 2014 i Comuni hanno ridotto le spese in conto capitale (per investimenti) del 47%, aumentando del 17% quelle correnti.

“Emilia Sì Sposa” per organizzare un matrimonio perfetto

da: organizzatori

Alle Fiere di Scandiano (RE), il 30 e 31 gennaio e il 1 febbraio. Oltre 100 gli espositori alla rassegna di prodotti e servizi per la cerimonia nuziale. Tra le curiosità, i casting per il programma di FoxLife “Quattro Matrimoni in Italia” e la partecipazione di Amelio Mazzella di Regnella, estroso scultore di ghiaccio

Una kermesse di tre giorni dedicata ai fiori d’arancio in una nuova location, oltre un centinaio di espositori provenienti da tutte le provincie dell’Emilia-Romagna, tanti nuovi eventi per i visitatori pensati per l’occasione, la possibilità di partecipare ai casting di uno dei più noti programmi televisivi sul Wedding.

E’ davvero ricchissima l’offerta proposta da “Emilia Sì Sposa”, la manifestazione su tutto quanto fa matrimonio in programma da venerdì 30 gennaio a domenica 1 febbraio presso il Quartiere Fieristico di Scandiano in provincia di Reggio Emilia, ottava e ultima tappa – la terza del 2015 – del Circuito Fiere Sì Sposa 2014/2015 – rassegna di prodotti e servizi per la cerimonia nuziale in Emilia Romagna ideata e organizzata da bussolaeventi di Valerio Schonfeld. Gli orari: venerdì 30 gennaio dalle ore 19.00 alle ore 23.00 (ingresso gratuito), sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio dalle ore 10.00 alle ore 20.00 (ingresso a 5 euro entrambi i giorni, con il coupon sulla pagina Facebook del Circuito 1 euro).

Unife celebra il “Giorno della Memoria” 2015, l’appuntamento martedì 27 gennaio al Dipartimento di Giurisprudenza

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

In ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti

Anche quest’anno l’Università di Ferrara partecipa alle celebrazioni ferraresi del Giorno della Memoria, coordinate dal Comitato Provinciale 27 gennaio Ferrara.
L’iniziativa Unife, organizzata in collaborazione con la Comunità Ebraica di Ferrara e l’Istituto di Storia Contemporanea, si terrà martedì 27 gennaio, alle ore 15.30 nell’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza, (corso Ercole I d’Este, 37).
Dopo i saluti del Rettore Pasquale Nappi, di Giovanni De Cristofaro, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e di Andrea Pesaro, Presidente della Comunità Ebraica di Ferrara, si svolgerà la prima parte dell’evento che vedrà Laura Fontana del Mémorial de la Shoah di Parigi, tenere la relazione Il processo di decisione del genocidio degli ebrei d’Europa sotto il nazionalsocialismo. A presiedere ed introdurre saranno Giuditta Brunelli, Professore ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico del Dipartimento di Giurisprudenza di Unife e Anna Quarzi, Direttrice dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.
La seconda parte dell’iniziativa, alle ore 17, vedrà invece il Centro Teatro Universitario mettere in scena l’evento teatrale “Noi con le braccia alzate”, azione scenica liberamente ispirata a E. Springer, “L’eco del silenzio” e H. Schneider, “La baracca dei tristi piaceri”, con testimonianze di voci di donne e di Primo Levi e testi poetici di B. Brecht e G. Heym.
Con l’elaborazione drammaturgica, l’organizzazione scenica e la regia video di Daniele Seragnoli, a calcare le scene del palcoscenico saranno gli allievi del CTU e del Corso di laurea “Tecniche di riabilitazione psichiatrica”. Le voci ed i corpi in scena saranno di Giulia Aguzzoni, Giuseppe Lipani, Alessandro Tagliati, Giulia Tiozzo, Flavia Tisato, Alessandra Tracchi con i colori emozionali di Paola Zannini e le presenze (corpi, volti e sguardi) di Giulia Battaglia, Aurora Bertelli, Sofia Bongiovanni, Amalia Intermite, Lara Menegatti, Martina Succi Cimentini, Arianna Trentini, Eleonora Turcati e Paola Zannini.
Riprese e montaggio video: Sara Guberti e Andrea Trevisani di se@unife, Centro di Tecnologia per la comunicazione, l’innovazione e la didattica a distanza.

L’Amministrazione Comunale partecipa al lutto per la scomparsa di Mons. Nevio Punginelli

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Il Sindaco Marco Fabbri, a nome dell’Amministrazione Comunale, si unisce al lutto che ha colpito l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio per la scomparsa di Mons. Nevio Punginelli, parroco amatissimo e stimatissimo dalla comunità comacchiese, nella quale ha lasciato un ricordo indelebile. L’impegno strenuo portato avanti da Mons. Punginelli a sostegno dei giovani e della loro crescita, lo ha reso una figura di riferimento per tante generazioni di ragazzi, che si sono affidati al suo insegnamento ecclesiastico e alla sua amicizia. L’Amministrazione Comunale partecipando al cordoglio per la scomparsa di Mons. Punginelli, fulgido esempio di virtù evangeliche e di grandi qualità umane, preannuncia la presenza in duomo del Gonfalone Comunale durante le esequie funebri.

“Ascom una Rete che ti mette in Luce”: la Campagna associativa 2015

da: ufficio stampa Ascom Ferrara

“Ascom, una Rete che ti mette in Luce”: è il nuovo motto che caratterizzerà la campagna associativa di Ascom Confcommercio Ferrara per l’anno in corso: “Si tratta – spiega il presidente provinciale Giulio Felloni – di un momento per il Terziario che richiede innovazione e coesione e nel quale proprio la capacità di Confcommercio Ferrara di fare rete, di essere a contatto quotidiano con gli imprenditori e con le esigenze di commercio, servizi e turismo e non solo e ci permette di guardare avanti con fiducia”.
Lo slogan della campagna di quest’anno – sviluppato in sette soggetti che si articoleranno attraverso una campagna mediatica in città e nell’intero territorio attraverso affissioni, autobus, e pensiline vede per il 2015 un’altra novità: ” Infatti sarà una campagna itinerante – aggiunge il direttore generale Davide Urban – un vero e proprio road show che cercherà di attraversare e toccare tutta la provincia. Un modo per essere vicini agli operatori del Terziario da Cento a Comacchio passando per il capoluogo per trovare pur nelle diversità un motivo di unità e di solidarietà nell’Associazione”. Si parte dunque da Cento il 29 gennaio (ore 17,00 Antica Osteria da Cencio), poi a Ferrara il 4 febbraio (ore 12,00 in Castello Estense, Sala Alfonso I) ed il 6 febbraio a Comacchio (ore 12,00 Manifattura dei Marinati) e poi via via altre tappe a Poggio Renatico (il 12), a Voghiera (il 19), ad Argenta (il 26) ed altre date ancora su Bondeno, Codigoro e Copparo.
Tra le novità della campagna associativa 2015 un team speciale dedicato all’universo del Lavoro, un pacchetto di scontistiche dedicate alle azioni di promocommercializzazione integrate tra Tv, Web e Radio attraverso una specifica alleanza con l’emittente Telestense. Una finestra sul marketing che continua il percorso del filone ideale della promozione come ad esempio Progetto Web che ha caratterizzato con successo le campagne associative del 2013 e del 2014. Dalla pubblicità al credito come motore fondamentale per le piccole e medie imprese: infatti ogni tappa del road show vedrà anche l’intervento di Cofiter, il principale Consorzio Fidi del Terziario in Emilia Romagna affronterà a secondo delle specificità del territorio il tema dell’accesso ai finanziamenti e la garanzie che il Consorzio stesso può offire alle imprese.

Bondeno: Hera ha concluso i lavori per migliorare la rete idrica

da: ufficio stampa Hera

Sostituito un tratto della condotta di via Ferrarese. Il progetto migliorerà il sistema di distribuzione idrica nella frazione di Casumaro.

Sono in fase di conclusione i lavori di Hera per il miglioramento del sistema idrico di distribuzione a Bondeno, in via Ferrarese, prima del centro abitato di Casumaro.

Il progetto, redatto dai tecnici di Hera ha previsto la sostituzione di un tratto della condotta idrica esistente e la ricostruzione degli allacciamenti sottesi.

Le opere, inserite nel piano ATERSIR, sono state eseguite dalla ditta BETONCAT, mentre la la direzione dei lavori è affidata ai tecnici di Hera.

La nuova condotta è in PVC, del diametro di 90 millimetri (2 volte più grande di quella esistente). Per una lunghezza di circa 2 chilometri, è stata posata in terreno di proprietà privata, in buona parte di proprietà della Partecipanza Agraria di Cento.

La tubatura è stata collocata parallelamente a quella preesistente, consentendo così la costruzione del nuovo impianto senza interruzioni del servizio ai clienti Hera ad eccezione della fase finale di rifacimento degli allacci (il tratto che dalla condotta principale porta le acqua negli edifici).

Il progetto migliorerà il sistema di distribuzione idrica nella frazione di Casumaro.

Venerdì 30 gennaio, presso il Korova Milk Bar Ferrara, Alen Grana presenta “I Signori delle Balene”

da: Ufficio Stampa LaPiccolaVolante

Venerdì 30 gennaio alle 19 il Korova Milk Bar Ferrara (via Croce Bianca, 51) offre una serata all’insegna delle avventure piratesche tratte dal libro “I Signori delle Balene”, pubblicato da LaPiccolaVolante. Alen Grana converserà su pirati e balene con lo scrittore Gianluca Morozzi, accompagnati dalle letture di Mara Munerati e Alberto Petrelli. La serata proseguirà in allegria con l’aperitivo ispirato ai pirati.

Romanzo di avventura con forti connotazioni fantasy, I Signori delle Balene è il primo volume di una saga dedicata al mondo dei pirati, ambientato fuori dal tempo in un mondo in cui oceano e avventura fanno da padroni. La forza della narrazione risiede nella caratterizzazione dei personaggi che rende la lettura fluida e interessante, con colpi di scena che lasciano con il fiato sospeso pagina dopo pagina, fino all’ultima battaglia e all’epico finale.

Alen Grana nasce nel 1980 e fin da piccolo sviluppa una forte propensione al nerdismo. Ama i videogiochi, i fumetti e i serial tv che divora come se non ci fosse un domani. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sulle raccolte Carte (Casa Editrice Freccia D’Oro – 2013), 365 Racconti di Natale (Delos Books – 2013), L’(n+1)esimo libro della fantascienza (ebook Barabba – 2013). I Signori delle Balene è il primo volume della saga di avventure piratesche pubblicato per LaPiccolaVolante. Lo sa il mare quanto questo lo porterà a largo.

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A Ferrara la giornalista tedesca Corina Kolbe

da: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Quattro giornate in città per approfondire gli aspetti legati alla musica ed alla cultura ebraica ferrarese

Da ieri (lunedì 26 gennaio) e fino a giovedì 29, sarà a Ferrara la giornalista tedesca Corina Kolbe per una visita organizzata in collaborazione tra Provincia e Comune di Ferrara con il consorzio “Visit Ferrara”.
Laureata in lettere e storia, ha lavorato per l’Agenzia “ANSA”, “Agence France-Presse” e “Netzeitung.de” e attualmente collabora come free press con giornali e riviste in Germania, Svizzera e Italia tra i quali “Zeit online”, “Der Tagesspiegel”, “Das Orchester”, “Neue Musikzeitung”, “Berner Zeitung”, “Musik & Theater”, “Concerti”, “Il Giornale della Musica”, “Musica”, e “Il Corriere Musicale”.
Tra i suoi interessi principali i progetti educational, l’impatto dei nuovi media sulla cultura, e la musica classica, con particolare predizione per Claudio Abbado e le sue orchestre. Non a caso la sua presenza a Ferrara è legata anche al concerto che la “Mahler Chamber Orchestra” ha tenuto ieri sera (lunedì 26) in memoria del compianto maestro Abbado.
Le giornate nella città estense, inoltre, le daranno la possibilità di approfondire le proprie ricerche sullo stesso teatro come parte della vita culturale della città e sulla tradizione ebraica ferrarese, anche in concomitanza con la Giornata della Memoria. A tal proposito, in compagnia della curatrice dott.ssa Sharon Reichel, visiterà la mostra “Torah fonte di vita”, collezione del Museo Ebraico della Comunità di Ferrara, allestita al MEIS.

L’EVENTO
I volti di Arte Fiera

Il ministro Dario Franceschini sul prato nello stand della home gallery di Maria Livia Brunelli e le immagini di Mustafa Sabbagh alle pareti di Arte Fiera 2015. I riflettori si sono accesi in questi giorni sull’attività artistica portata avanti dalla galleria ferrarese, con la visita istituzionale all’installazione di Stefano Scheda, che copre il pavimento dello stand Mlb con erba vera e pelli di mucca. Un pascolo – spiega la curatrice – che vuole essere metafora dello stato di schiavitù a cui vengono ridotti tanti animali. Lo stand espositivo della galleria di corso Ercole d’Este, poi, all’ora di pranzo diventa teatro di una performance estemporanea, con un veloce pic-nic dello staff su quel prato-opera d’arte. E’ uno dei tanti luoghi da vedere, in mostra per l’ultimo giorno all’interno della manifestazione fieristica di Bologna, aperta ancora per oggi dalle 11 alle 17.

L’evento mette insieme due padiglioni pieni di opere, tele, installazione, con un’area dedicata alle fotografie e un’altra alle pubblicazioni d’arte. Un’occasione per rivedere sia i capolavori che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea sia le sue evoluzioni più recenti. E’ il caso dei rappresentanti di un movimento artistico importante come l’arte povera, che alla fine degli anni Sessanta si contrappone a quella tradizionale: le serigrafie su specchio di Michelangelo Pistoletto, che fa diventare i visitatori parte integrante dell’opera stessa e che qui, più che mai, si offrono a riflettere i selfie dei visitatori in molte delle gallerie presenti. Poi ci sono i tagli e i buchi su tele monocolore di Lucio Fontana, le donne rotonde di Fernando Botero, le sfere luccicanti di Arnaldo Pomodoro, i teatrini di Giosetta Fioroni.

L’evento mette in mostra anche produzioni meno note, come le nature morte all’uncinetto, immortalate con una luminosità caravaggesca da Daniela Edburg; il pianoforte sotto l’acqua scrosciante; gli alambicchi di liquidi colorati. Senza dimenticare gli estrosi cromatismi dei visitatori, che dialogano con sculture e quadri davanti ai quali si soffermano. Buona visione.

[clic su un’immagina per ingrandirla e vedere tutta la gallery]

 

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Spettatore dell’opera con autoritratto di Pistoletto
Pic-nic sul prato-opera d’arte dello staff della galleria di Maria Livia Brunelli
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Colori, scambi e confronti ad ArteFiera 2015
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Galleria con tendina oro e argento
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“Breakfast with pliers” di Daniela Edburg
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Pianoforte sotto l’acqua scrosciante
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Visitatori in uno dei padiglioni di ArteFiera 2015
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Visitatrici in uno dei padiglioni di ArteFiera 2015
Il ministro Dario Franceschini nella Mlb home gallery
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Alambicchi colorati
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Un visitatore fotografa un’opera in mostra
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Giochi cromatici in una galleria di ArteFiera 2015

 

 

 

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NOTA A MARGINE
A spasso per le vie dell’arte tra curiosità, voyeurismo e pura passione

Da venerdì scorso fino ad oggi, i padiglioni di Bologna Fiere ospitano l’annuale esposizione d’arte, la più importante in Italia, oggi alla 39esima edizione, in cui le gallerie, che quest’anno sono ben 188, mostrano opere di fama mondiale e propongono novità ed artisti emergenti. Tra più di duemila opere, disposte in due padiglioni, si resta ammaliati davanti ai quadri di Giorgio De Chirico, si osservano i ready-made di Mimmo Rotella e si fotografa la Marilyn di Andy Warhol.

arte-fiera-bolognaMa l’acquisto delle opere sembra essere l’ultimo dei motivi per cui passare qualche ora circondati dall’arte. Più che per guardare, sembra si vada per essere guardati. Nella giornata di sabato, avvicinarsi ai quadri era un’impresa impossibile, i padiglioni e gli stand delle gallerie erano affollati già dal primo pomeriggio, con numeri che tendevano ad aumentare con il passare del tempo. Potreste pensare che questa sia un’ottima notizia, che, nonostante i tagli alla cultura, l’arte interessi ancora a tanti. Lo credevo anche io, prima di sentire pezzi di conversazione come “amore, un bolero”, con tanto di foto ad una delle celebri donne formose di Botero, che una signora in pelliccia aveva confuso con le sinuose ballerine, avvolte in abiti aderenti, che si muovono seguendo ritmi spagnoli. Arte Fiera, proprio grazie alla fama conquistata nel tempo, si è trasformata da vetrina a passerella: le opere d’arte disposte nei padiglioni sono solo la scenografia ideale in cui mostrarsi, magari nella speranza di incontrare le cosiddette celebrità o un famoso critico d’arte.

arte-fiera-bolognaTolta una piccolissima parte di visitatori che è lì veramente per l’arte, i curiosi si guardano intorno, fotografano pezzi contemporanei di dubbio gusto e girovagano tra gli stand nel tentativo di capirci qualcosa. I più audaci osano chiedere i prezzi, spesso da capogiro, illudendo per qualche minuto i galleristi. Tra i tanti che desideravano mostrare l’opera d’arte che è la propria persona e i pochi che speravano di trovare tra gli artisti emergenti il nuovo Picasso, molti erano anche gli interessati all’evento vero e proprio. Perché l’arte moderna e contemporanea è spesso concettuale, impossibile da comprendere per chi possiede solo le conoscenze di base insegnate nelle scuole italiane. Partecipare a quest’evento mi è servito a comprendere la vastità del concetto di arte e la mia ignoranza in merito. Dopo aver compreso questo, ho iniziato ad osservare le reazioni degli altri visitatori che, in buona parte, sembravano divertiti o perplessi, ma mai totalmente consci di ciò che stavano guardando. Di questo se ne sono resi conto anche i galleristi, alcuni dei quali, visibilmente annoiati, hanno paragonato i corridoi dei due padiglioni alle vie di passeggio.

arte-fiera-bolognaEppure la presenza di tante persone, di tutte le età, vorrà pur significare qualcosa. Perché all’evento forse mancava la conoscenza di artisti o di opere, ma di certo non mancava la curiosità. Tanta era la voglia di comprendere e di fronte diverse opere avrei voluto la presenza di qualcuno in grado di istruirmi su ciò che stavo osservando senza capire. Il rischio del non insegnare l’arte è quello di farla diventare di nicchia, spegnendo voglia di conoscenza che ancora spinge verso questo mondo.

 

arte-fiera-bolognaarte-fiera-bolognaCamminando tra i padiglioni, dedicati all’arte moderna e contemporanea, ma anche alla fotografia e alle mostre monografiche degli spazi del Solo Show, ci si immerge in mondi ignoti. Si dice che non importa sapere cosa significa un’opera, il suo compito è quello di emozionare, ed è quello che succede anche passeggiando tra gli espositori: si resta incantati dai tratti realistici di quadri che sembrano fotografie, si ride, osservando opere bizzarre come lo struzzo fatto di carte da gioco di Nicola Bolla e si riflette dubbiosi, mentre tutti fotografano i tagli di Fontana, “forse questo potevo farlo anch’io!”.

Per saperne di più visita il sito [vedi]

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LA RIFLESSIONE
Se fossi una finestra…

Ho sempre amato le finestre, le guardo con ammirazione e curiosità, ovunque mi trovi nel mondo. Le fotografo e le sogno. Immagino. Attraverso di loro viaggio e invento. Ecco allora perché, a volte, vorrei essere una di loro… Quante cose potrei fare…

Se fossi una finestra me ne starei sempre aperta, pronta a lasciare entrare solo i raggi del sole e i pensieri buoni.
Se fossi una finestra chiuderei fuori tutti i dolori e i dispiaceri, sbatterei loro in faccia, con forza, le mie potenti persiane.
Se fossi una finestra guarderei sempre il mondo, lascerei i bambini affacciarsi a me per sorridere, giocare e osservare il sole.

se-fossi-finestrase-fossi-finestraSe fossi una finestra chiuderei i battenti solo a notte fonda, e leggermente, lasciando passare i raggi della luna, perché i suoi luccichii cristallini possano illuminare i volti degli innamorati.
Se fossi una finestra vorrei avere appesi alle mie guance solamente fiocchi e cristalli di neve e magari nastrini colorati che, a Natale, abbelliscono e decorano pensieri, parole e sorrisi.
Se fossi una finestra vorrei lasciare passare solo Gesù Bambino. Magari farei entrare anche Babbo Natale e la Befana, ma solo a condizione che portino doni, bellezza e buone notizie.

se-fossi-finestraSe fossi una finestra lascerei fuori le guerre, chiuderei gli occhi di coloro che sparano, colpiscono e feriscono, per fare vedere loro, anche solo per un momento, cosa c’è aldilà dei sogni.
Se fossi una finestra, soffierei il mio caldo e accogliente alito di vento su un camino, perché anche la brina possa riscaldarsi al tepore dell’immenso amore che abita nella mia casa.

Se fossi una finestra, toglierei tutte le barriere e le spranghe di ferro che separano gli uomini dalla libertà e dal mondo. E questo perché le nuvole possano volteggiare, passeggiare e veleggiare leggere verso chi sta rinchiuso per scelta o per imposizione.
Se fossi una finestra prenderei i vecchi sotto braccio, perché attraverso di me possano ritrovare il pensiero leggero della giovinezza e perché i loro ricordi lontani non siano fonte di rimpianto e di tristezza ma di allegra e gioiosa spensieratezza.

se-fossi-finestraSe fossi una finestra vorrei solo fiori sul mio davanzale.
Se fossi una finestra non accetterei mai di vedermi avvinghiata dall’edera soffocante. Non sopporterei la sua afa.
Se fossi una finestra vorrei profumare l’aria di gelsomino, attraverso di me passerebbero solo tenui profumi di primavera.
Se fossi una finestra, farei magari passare qualche fiocco di neve, ma solo a patto che sia leggero e candido come i miei gelsomini.
Se fossi una finestra mi farei attraversare solo note di Chopin o al massimo di Tchaikovsky, sempre che provengano da un lungo ed elegante pianoforte a coda.
Se fossi una finestra non sbatterei mai le mie persiane, a meno che si tratti di batter le mani di fronte a un bacio degno di un film.
Se fossi una finestra, sarei spalancata come un’intelligenza vivace che propone idee e belle parole.
Se fossi una finestra non coprirei mai il mondo, nemmeno con una pagina di giornale. Sarei quiete sempre viva e accesa.
Ah, se solo fossi una finestra…

Non basta aprire la finestra per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi per vedere gli alberi e i fiori.
C’è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori; e un sogno di ciò che potrebbe essere visto se la finestra si aprisse.

Fernando Pessoa

(Fotografie di Simonetta Sandri)

Testo pubblicato in versione ridotta in Omero Magazine [vedi]

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Il cambiamento ‘fai da te’

“Scout in Piazza Ariostea per salvarla dalla movida”, così La Nuova Ferrara di sabato titola un articolo che presenta l’iniziativa di un gruppo di giovani Scout dell’Agesci per tenere pulita la piazza. L’idea è in linea con il progetto del Comune “Ferrara Mia” che mira a favorire iniziative promosse dai cittadini. Il progetto ha una valenza pratica – migliorare la sicurezza di un luogo molto frequentato da bambini – e una educativa che è la più importante.
Il contagio positivo è alla base di una infinita quantità di azioni che trovano nel web un indispensabile supporto. Se la democrazia è un ambiente e non solo un sistema di governo e un insieme di regole, allora “le strade per la democrazia sono infinite” e passano per una miriade di contesti locali, come assume il ciclo dal suggestivo titolo “La democrazia come problema”, organizzato dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di storia contemporanea di Ferrara.
A partire dall’idea che la partecipazione assume nuove forme, il cambiamento può non essere solo atteso e auspicato, ma in un certo senso prodotto, attraverso la condivisione. La rete offre uno straordinario supporto. Un solo esempio: Change.org è la più grande piattaforma al mondo che incoraggia le persone a sostenere petizioni sui temi di proprio interesse. Change.org è una piattaforma on-line gratuita per promuovere campagne sociali, fondata nel 2007 negli Stati Uniti, da Ben Rattray, considerato da Tima Magazine tra le 100 persone più influenti al mondo. Nel luglio 2012 l’organizzazione lancia il sito in italiano. La missione di Change.org è permettere a tutte le persone in tutto il mondo di “creare i cambiamenti” che desiderano, unendo i valori di un’organizzazione non-profit con la flessibilità e l’innovazione di una startup tecnologica. Oltre 70 milioni di utenti in 196 Paesi (2.3 milioni in Italia) ogni giorno usano Change.org, con il supporto di un team di professionisti. Chiunque può lanciare petizioni rivolte a realtà locali, istituzioni, grandi aziende o realtà internazionali. Che si tratti di una madre che combatte contro il bullismo nella scuola di sua figlia, di clienti che fanno pressione sulle banche per eliminare una tassa ingiusta o di cittadini che denunciano funzionari corrotti, migliaia di campagne lanciate da persone normali possono avere successo. Se in passato coagulare le persone intorno ad una causa richiedeva fatica, soldi e infrastrutture complesse, oggi la tecnologia ci ha reso più connessi. Tutti possono lanciare una campagna e mobilitare in poco tempo centinaia di persone localmente e migliaia in tutto il mondo, rendendo governi e associazioni più reattivi e attenti.
Change.org viene presentata come una piattaforma gratuita concentrata sulla missione di rendere le persone attori di cambiamento e investe tutte le entrate nei servizi rivolti agli utenti. I fondi di Change.org provengono da petizioni sponsorizzate da organizzazioni come Amnesty international, Medici senza frontiere. Così si legge nella pagina italiana di Change.org. “Stiamo lavorando ad un mondo in cui nessuno rimanga inascoltato e in cui creare il cambiamento sia parte della vita di tutti i giorni” [vedi].
Si può concordare sul fatto che simili forme dal basso rischiano di essere ingenue; certo non sostituiscono forme di democrazia rappresentativa adeguate, però possono contribuire a spostare, almeno in parte, le discussioni dal Palazzo alla vita reale.

Maura Franchi – Laureata in Sociologia e in Scienze dell’Educazione. Vive tra Ferrara e Parma, dove insegna Sociologia dei Consumi e Social Media Marketing. Studia i mutamenti socio-culturali connessi alla rete e ai social network, le scelte e i comportamenti di consumo, le forme di comunicazione del brand.
maura.franchi@gmail.com

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IMMAGINARIO
La Chamber per il suo Abbado.
La foto di oggi…

Questa sera alle 20,30 Ferrara Musica propone uno degli appuntamenti più attesi della stagione. Al Teatro Comunale “Claudio Abbado” la Mahler Chamber Orchestra rende omaggio al maestro che l’ha fondata, scomparso un anno fa.
A dirigerla ci sarà Daniele Gatti che ricorderà Claudio Abbado, con un programma sinfonico interamente beethoveniano, che prevede l’esecuzione della Prima, la Seconda e la Quinta Sinfonia.

In una recente intervista per La Stampa realizzata da Sandro Cappelletto, Gatti ha dichiarato: “E’ il musicista che ho sempre considerato il mio ‘maestro aggiunto’: da quando ero studente al Conservatorio di Milano e lui, che dirigeva l’Orchestra della Scala, dedicò un ciclo di concerti ad Alban Berg, agli ultimi incontri in cui andavo a chiedergli indicazioni, a confrontarmi. Di queste attenzioni verso di me gli sarò sempre grato. Come tutti i grandi esempi, rimane unico. In questa tournée dirigerò dei musicisti che hanno tante volte suonato con lui: sarà un modo di sentirlo ancora presente, di sentire vivo il suo stimolo morale”.

Info: www.ferraramusica.it, tel. 0532-202675; biglietteria@ferraramusica.it

OGGI – IMMAGINARIO MUSICA

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

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la Mahler Chamber Orchestra (foto di Marco Caselli Nirmal)
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Daniele Gatti
L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

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