Giorno: 13 Febbraio 2015

L’INTERVISTA
Emilia Romagna Mafia spa. Mazzitelli: “Ferrara tra le province più vulnerabili”

Centosessanta arresti, oltre 200 indagati – dei quali 83 nella sola Emilia Romagna – e il sequestro di beni per un valore di oltre 100 milioni di euro: 205 immobili, 70 società, 15 auto di lusso, 137 mezzi, 65 terreni. I reati contestati vanno dall’associazione di tipo mafioso e dal concorso esterno in associazione mafiosa all’estorsione e usura, al caporalato, e poi trasferimento fraudolento di valori, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti, ricettazione. Sono i dati dell’operazione Aemilia, portata a termine a fine gennaio e coordinata dalla Dda di Bologna. Dati che spingono a parlare non più di allarme infiltrazioni, ma di allarme radicamento nella nostra regione.
“Un risultato storico, senza precedenti. Io non ricordo a memoria un intervento di questo tipo contro un’organizzazione criminale forte, monolitica, profondamente radicata nel territorio emiliano”, queste le parole del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti durante la conferenza stampa su Aemilia. Roberti ha poi sottolineato che “l’elemento nuovo è l’imprenditorialità nel rapporto con il territorio, con il tessuto sociale e con l’informazione”, in altre parole: “una visione politica del radicamento”. Se quella con cui abbiamo a che fare è sempre più “una vera holding finanziaria” o la “’Ndrangheta Emilia Romagna servizi spa”, come scrive Tizian, è necessario chiedersi chi e perché nella nostra regione usufruisce dei servizi finanziari e delle competenze criminali delle organizzazioni mafiose. In altre parole è sempre più urgente indagare come avviene la costruzione di network territoriali in loco da parte delle organizzazioni criminali.
Un possibile contributo è arrivato dal Rapporto “L’economia illegale in Emilia Romagna”, realizzato per l’Osservatorio della Legalità in Emilia-Romagna e Unioncamere regionale dal professor Andrea Mazzitelli di Universitas Mercatorum. Presentato a Bologna a metà del dicembre scorso, ha avuto grande risonanza nelle nostre zone perché dall’analisi dinamica condotta emergerebbe che Rimini e Ferrara sono le due provincie in cui si osserva, tra il 2010 e il 2012, un’improvvisa accelerazione della penetrazione criminale, tanto da occupare a livello nazionale rispettivamente il secondo e il quinto posto. Abbiamo cercato di approfondire il tema con il professor Mazzitelli.

Il punto di partenza di questo documento è la presenza sempre più palpabile di un sistema di connessioni fra la società legale e quella mafiosa e di un’area grigia composta da professionisti, politici, imprenditori, burocrati, che rappresenta il «luogo» dove le diverse alleanze si stringono, si modellano e si ricompongono. Da qui la necessità di cogliere i segnali anticipatori di penetrazione della criminalità organizzata. Come avete tentato di cogliere questi segnali? In altre parole da dove siete partiti per l’analisi e come l’avete strutturata?
L’Osservatorio sulla legalità in Emilia-Romagna e i documenti da esso prodotti hanno l’obiettivo di analizzare come si configurano i comportamenti criminali di natura mafiosa che tentano di infiltrarsi nell’economia legale. La conoscenza di quanto accade nel proprio territorio è determinante per indirizzare meglio le politiche di prevenzione nella lotta contro la criminalità organizzata, anche quando si tratta di un fenomeno complesso e per certi aspetti poco visibile come quello dell’infiltrazione nell’economia virtuosa del territorio. Partendo dall’assunto che nessun territorio è immune dalla penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto sociale e imprenditoriale, abbiamo condotto l’indagine con una visione interdisciplinare, frutto anche di una condivisione e di una fattiva collaborazione con Unioncamere e con l’Istituto Guglielmo Tagliacarne.

Quali fonti avete usato?
L’analisi condotta ha portato alla selezione e individuazione di specifici indicatori riguardanti la vulnerabilità delle infrastrutture, delle imprese, delle famiglie e del territorio, utilizzando open data, ovvero dati disponibili a livello pubblico e provenienti solo da fonti statistiche ufficiali. Il principale risultato conseguito è che il processo di diffusione territoriale della criminalità organizzata è trasversale a tutte le provincie italiane, anzi prevarica i confini amministrativi perché è interprovinciale e interregionale: ciò consente di definire la vera armatura illegale del territorio e quindi di individuare delle partizioni territoriali funzionali a una migliore interpretazione della distribuzione lungo la nostra Penisola dei reati economici e finanziari e le relative connessioni con i gruppi della criminalità organizzata.

Nel rapporto si parla di una matrice vulnerabilità /criminalità, ci può spiegare meglio? Per esempio con “vulnerabilità economica e sociale”?
L’uso unicamente dei dati della statistica ufficiale può comportare anche la sottostima di alcuni fenomeni a livello provinciale, in base alla percezione che ne hanno i cittadini e gli imprenditori, unicamente perché le fonti ufficiali non sono state in grado di catturarli. I risultati ottenuti sono stati riportati in diverse matrici di dati che hanno consentito di valutare la vulnerabilità territoriale e la criminalità a livello locale. La struttura di una generica matrice prevede che nelle righe vengano collocate le provincie e nelle colonne vengano inserite le variabili delle unità statistiche, vale a dire i diversi indicatori misurati per ogni provincia. La vulnerabilità del territorio è stata calcolata attraverso la costruzione di opportuni indici di sintesi che restituiscono significative informazioni circa i fenomeni di vulnerabilità provinciale osservati in campo economico, finanziario e sociale in relazione anche alle infiltrazioni della criminalità organizzata. In altri termini, la selezione degli indicatori di vulnerabilità è stata condotta con l’intento di individuare le principali criticità del territorio che impediscono uno sviluppo economico e sociale dello stesso in termini di competitività, attrattività e benessere.

Cosa si intende con “indice di sintesi di criminalità organizzata”?
L’indice di sintesi della criminalità organizzata è stato costruito basandosi su tre indicatori semplici: criminalità tradizionale o di base (associazione a delinquere, associazione mafiosa, omicidi di stampo mafioso, stragi e attentati), illegalità ambientale (ciclo dei rifiuti, ciclo del cemento, incendi boschivi dolosi), reati spia dell’illegalità economica connessi alla criminalità organizzata (contraffazione, contrabbando, truffe e frodi informatiche, delitti informatici, usura ed estorsione, riciclaggio e reati di intimidazione). Particolare attenzione meritano, tra i reati spia, le truffe e le frodi informatiche nonché i delitti informatici, reati commessi all’interno di quei settori che, nella definizione della Knowledge economy, identificano i servizi di informazione e comunicazione, ovvero il comparto dei servizi ad alto contenuto tecnologico. A ciò si aggiunga che i reati spia sono fortemente analizzati dagli investigatori, perché ritenuti maggiormente indicativi di dinamiche riconducibili alla supposta presenza di aggregati di matrice criminale e/o mafiosa.

Nella seconda parte del Rapporto presentate un’analisi dinamica in cui si segue il cambiamento di ogni provincia nel triennio 2010-12, come cambia la geografia della criminalità organizzata usando questa metodologia?
Per comprendere il processo di diffusione della criminalità organizzata è stata condotta un’analisi dinamica dei dati nel triennio 2010-2012 per ciascuna provincia. L’obiettivo è stato evidenziare le nuove aree di attrattività della mafia diverse dal Mezzogiorno, ovvero quali siano le province del Centro-Nord dove la criminalità comincia a radicarsi stabilmente e a investire legalmente. L’analisi condotta ha confermato l’ipotesi di partenza: il fenomeno della criminalità è cresciuto, nel periodo osservato, soprattutto al Nord, nonostante le analisi puntuali del 2010 e del 2012 rivelino che le provincie del Sud siano caratterizzate da valori assoluti della criminalità organizzata superiori rispetto alle altre aree del Paese. Anche a livello globale il fenomeno mostra un trend crescente: il 53,2% delle province è caratterizzato da un aumento dei reati della criminalità organizzata; il 27% dei reati è cresciuto nelle provincie del Nord; il 13,5% al Sud e nelle Isole; il 12,5% al Centro. Parallelamente i reati sono diminuiti più nel Mezzogiorno (23,4%) che al Nord (16,2%) e al Centro (7,2%).

In Emilia Romagna le provincie con un trend crescente sono Rimini e Ferrara, al 2° e 5° posto, come sono interpretabili questi cambiamenti?
Scomponendo l’indice di sintesi dinamico nelle sue componenti più significative emerge che in Emilia-Romagna il fenomeno dell’illegalità economica è prevalente tra le provincie che insistono sul versante adriatico (Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini), mentre la dinamica dei reati ambientali è prevalente tra le aree appenniniche (Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia). Rimini e Ferrara sono tuttavia tra le provincie più vulnerabili in senso dinamico anche per l’illegalità ambientale dato che occupano rispettivamente il secondo e il dodicesimo posto nella graduatoria nazionale. La posizione di Rimini, insieme al fatto che anche Forlì-Cesena presenti valori elevati, conferma il fatto che la riviera romagnola, al pari di alcune provincie adriatiche delle Marche, sia divenuta nel tempo luogo di attrattività e insediamento di gruppi criminali, italiani e stranieri. Da Ferrara, invece, il fenomeno si espande territorialmente tramite Rovigo verso il Triveneto. La criminalità dunque penetra più facilmente per contiguità territoriale o prossimità logistica da infrastrutture. Le mappe della vulnerabilità alla criminalità evidenziano come essa si manifesti in modo particolarmente critico in gruppi di provincie e di importanti aree urbane confinanti tra loro, come se un’infezione criminale in un’area si potesse diffondere alle provincie circostanti similmente a un virus: si è insomma in presenza di fenomeni di migrazione di organizzazioni criminali tra aree contigue.

Ferrara ha anche valori elevati per quelli che nel Rapporto vengono definiti “shock territoriali”, cosa significa questo?
Vi è una diffusa preoccupazione circa la possibilità che la crisi economica possa determinare una crescita delle attività criminali nel nostro Paese. Gli economisti poi hanno riconosciuto da tempo che la riduzione delle opportunità nel mercato del lavoro può rendere relativamente più vantaggioso il perseguimento di attività illegali. Tuttavia, alcuni recenti lavori hanno sottolineato che il legame tra crisi economica e criminalità è meno evidente nelle regioni meridionali maggiormente caratterizzate da una presenza più radicata della criminalità organizzata (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia), dove la criminalità organizzata detiene il “monopolio” dell’attività illegale: qui risulta difficile per un individuo improvvisare un’attività criminosa a seguito di sopraggiunte difficoltà economiche. In altri termini, le aree del Centro-Nord subiscono veri e propri shock rispetto alla penetrazione dell’illegalità economica perché non abituate a convivere quotidianamente con fenomeni di natura criminale: non hanno ancora piena coscienza a livello culturale e territoriale dei modi di agire tipici della criminalità organizzata. Analizzando le provincie dell’Emilia-Romagna si evince che nessun territorio è immune da tali shock, a cambiare sono velocità e accelerazioni di penetrazione. Ferrara e Rimini, come già ricordato, sono le provincie che presentano i valori più elevati di tale indice. Bologna e Parma, al contrario, denotano valori medio-bassi: questo potrebbe indicare che la criminalità organizzata possa inizialmente aver posto le proprie basi operative nelle suddette provincie, che più di altre hanno subito l’influenza mafiosa nonché l’infiltrazione nel tessuto produttivo negli anni passati.

Lunedì 16 febbraio – ore 17 – biblioteca comunale Ariostea
MAFIA A FERRARA: allarmismo o rischio reale?

(leggi la presentazione dell’incontro)

Leviatano, il mostro dell’intimidazione e della corruzione

Dopo essere stato incoronato miglior film straniero dal Festival di Cannes e aver vinto ai Golden Globe, il film del russo Andrei Zvyagintsev è ora in corsa per gli Oscar. Un tragico dramma di corruzione e d’intimidazione della Russia contemporanea, con ambienti influenzati dall’Antico Testamento e panorami abbandonati, desolati e, lasciatemi dire, a volte grigi, spettrali e tristi ma che danno, anche, una reale sensazione di assoluto, fuori dal tempo.

leviatano
La locandina

Controverso e poco apprezzato da parte del pubblico russo (il ministro della Cultura, che pure lo ha in parte finanziato, è stato molto critico), il film è girato in una cittadina sul Mare di Barents, nel freddo nord del paese. Il protagonista è Kolya (Alexey Serebryakov), un meccanico di automobili che vive, con il figlio Roma (Sergey Pokhodaev) e la sua seconda moglie Lilya (Elena Lyadova), in un’umile casa di legno, che costituisce quasi un baluardo opposto alla desolazione del paesaggio. La casa è il riferimento positivo, un’oasi di luce, di speranza e di calore, risalta oltre la sua effettiva bellezza (che non c’è) e diventa l’ultimo rifugio dell’uomo, dalla brutalità interessata dei suoi simili e da quella disinteressata della natura. Alla desolazione del paesaggio corrisponde il crollo dello Stato di diritto. Nel tentativo di salvare la propria casa dal sindaco speculatore che la vuole espropriare a tutti i costi per farvi costruire sopra un moderno villaggio, Kolya s’imbatte, infatti, nel vuoto delle istituzioni: polizia, magistratura, pubblici uffici, sono tutti al servizio dei potenti e dei loro interessi economici. Vadim, il nuovo e prepotente sindaco della città (Roman Madyanov), è appoggiato dalla malavita e ha piena benedizione della potente e onnipresente chiesa ortodossa. L’intervento di Dmitri (Vladimir Vdovitchenkov), un avvocato di Mosca vecchio amico di Kolya, sembra poter cambiare il corso degli eventi, ma, alla fine, la giustizia è solo di chi se la può permettere, un’illusione che ben si comprende nelle due sentenze prolungate, lette a una velocità sconsiderata e incomprensibile.

leviatanoleviatanoScheletri di balene, relitti di navi e maree si fronteggiano a uomini che tentano ammirevolmente di prevalere, di aggrapparsi disperatamente alla volontà e al libero arbitrio. Anche se il mare grosso e insidioso lavora gli scogli e il cielo scolora tutto in un grigiore diffuso, freddo, che aspetta solo l’oscurità, il vero nemico di quegli uomini persi e sconsolati non è la natura, ma l’arroganza del potere. E comunque anche quella che era amicizia viene tradita. Vi sono silenzi destabilizzanti, tradimenti, sofferenze, ingiustizia, vodka a fiumi. Tutti i personaggi sono assediati, dentro e fuori, da un vuoto che il regista riconosce insostenibile per qualsiasi essere umano. E qui vengono in mente le parole di Paolo Nori “i russi hanno quaranta verbi diversi per dire ubriacarsi”, una vodka onnipresente che, a volte, è percepita come l’unica via di scampo.

leviatanoLa vodka è sul tavolo della disperazione ma anche su quello dello svago, resta un modo per scaldarsi dal freddo e gustarsi meglio le poche occasioni di calore umano. La bottiglia resiste fino all’ultimo istante, nella scena forse più emotivamente cruenta del film, quando la speranza è fatta in briciole, la bottiglia è l’ultima a cadere dal tavolo. Il regista ha ricordato come il titolo del film rinvii, in parte, al Leviatano, il terribile mostro marino citato nella Bibbia (in Giobbe 40, 20-28, Dio indica di aver generato questo mostro marino, simbolo della potenza del Creatore) e, in parte all’omonimo celebre trattato di filosofia politica di Thomas Hobbes (1651), in cui si giustifica lo Stato assoluto, dove il potere dello Stato è paragonato alla forza del terribile mostro descritto da Giobbe ed è considerato necessario per mantenere pace e convivenza tra gli uomini. Quello stesso Stato che, aggiungerei, qui prevale e può arrivare a soffocare. Il Leviatano è uno Stato spietato che non lascia spazio alla marginalità di un normale Kolia. Il film termina con un sermone del pope ortodosso, che, in maniera quasi paradossale, invita la comunità ad aprirsi alla verità. E benedice. La convinzione dell’inutilità di contare sulla religione, ancora troppo occupata a dare una giustificazione divina all’arbitrio senza limiti del potere temporale, appare qui in tutta la sua forza. Un’opera drammatica, persistente, melanconica e lenta, ambientata nelle atmosfere disperanti, e un po’ perse, della provincia. Zvyagintsev riesce a raccontare la tragedia-commedia umana, con la capacità che solo un grande regista contemporaneo può avere. Se poi si vive in Russia, si arriva anche a comprendere qualcosa di più della “duchà” (anima) russa.

“Autorizzo e cedo il mio diritto di governare me stesso a quest’uomo o a questa assemblea di uomini, a questa condizione, che tu gli ceda il tuo diritto, e autorizzi tutte le sue azioni in maniera simile. Fatto ciò, la moltitudine così unita in una persona viene chiamata uno stato, in latino civitas. Questa è la generazione di quel grande Leviatano o piuttosto – per parlare con riverenza – di quel Dio mortale, al quale noi dobbiamo, sotto il Dio immortale, la nostra pace e la nostra difesa […]”. Thomas Hobbes, “Leviatano”.

“Ecco, la tua speranza è fallita, al solo vederlo uno stramazza. Nessuno è tanto audace da osare eccitarlo e chi mai potrà star saldo di fronte a lui? Chi mai l’ha assalito e si è salvato? Nessuno sotto questo cielo. Non tacerò la forza delle sue membra: in fatto di forza non ha pari.” Giobbe (41, 1-27)

Leviathan, di Andrei Zvyagintsev, con Aleksei Serebryakov, Elena Lyadova, Vladimir Vdovichenkov, Roman Madyanov, Russia 2014, 141 mn.

Un viaggio nei gusti e nelle emozioni, gran finale per il Carnevale Rinascimentale

da: Consorzio Visit Ferrara

Sabato 14 febbraio un San Valentino 2015 speciale con la rievocazione storica dell’ingresso di Anna Sforza a Ferrara e tantissimi eventi fino a domenica sera.

Un San Valentino immersi nelle intriganti vicende di Corte e nelle atmosfere eleganti del Rinascimento. È quanto si può vivere nel centro storico di Ferrara il 14 e il 15 febbraio 2015, per gli ultimi due giorni del Carnevale Rinascimentale. Sabato è la giornata più intensa della manifestazione, perché alle 16.15 un lungo corteo storico partirà da Palazzo Schifanoia fino a raggiungere piazza Municipale in onore di Anna Sforza, la madrina dell’evento il cui ingresso trionfale in città – era il 12 febbraio 1491 – sarà rievocato tra centinaia di figuranti e festeggiamenti in costume dell’epoca “cum grande ordine e magnificentia”. In piazza Municipale una folla in festa potrà assistere anche alla commedia burlesca che ha come protagonista un avvinazzato mastro Gian Barba.
Ma già dal mattino, a partire dalle 11.00 fino alle 22.00, nella via coperta del Castello Estense si spandono i profumi de “La contrada del gusto del Rinascimento”. Poi nel pomeriggio alle 15.00 nel Museo di storia naturale i bambini dagli 8 ai 12 anni si destreggiano in una divertente caccia al tesoro nel serraglio. A partire dalle 15.30, tra le vie del centro storico vanno in scena spettacoli di festa carnevalesca, con compagnie di teatranti, giocolieri e fuochisti, duelli cavallereschi itineranti. I “Poeti di strada” declamano versi rinascimentali tra suoni e note, per poi lasciare spazio all’animazione in maschera a tema San Valentino con figuranti in costume e promesse d’amore esilaranti, oltre a degustazioni carnevalesche e danze del Rinascimento. Da non dimenticare, l’appuntamento delle 15.30 nel Castello Estense, dove i visitatori saranno catapultati in un tour animato nelle vicende della bella e controversa Lucrezia Borgia. I festeggiamenti si concludono con banchetti in costume a base di ricette dell’epoca (nel Castello Estense e a Palazzo Roverella). In alternativa alle ore 21 presso la Sala Estense, ingresso ad offerta libera, la Compagnia del Vado mette in scena la commedia comica: La Calandria, di Bernardo Dovizi da Bibbiena (1470-1520).

I musei saranno aperti gratuitamente al pubblico sia sabato che domenica, con proiezioni di documentari, conferenze, danze dell’epoca, concerti di musica rinascimentali, visite guidate particolari.
La manifestazione è promossa dal Comune di Ferrara e organizzata in collaborazione con l’Ente Palio di Ferrara.
Per scoprire il Carnevale Rinascimentale www.carnevalerinascimentale.eu e per avere maggiori informazioni sulla manifestazione: info@carnevalerinascimentale.eu
Con il consorzio Visit Ferrara, si può scegliere tra tour con soggiorno, visite guidate, proposte enogastronomiche, esclusive esperienze di Carnevale nelle atmosfere dei palazzi rinascimentali, e tantissime altre attività, prenotando su www.visitferrara.eu
Per informazioni: Consorzio Visit Ferrara.

Il programma di Sabato 14 febbraio 2015
Minuto per minuto

Dalle ore 11,00 alle ore 22,00 nella Via Coperta del Castello Estense sarà possibile fare Piccole soste gastronomiche a cura della Contrada di San Giorgio. Si potranno gustare le pietanze dal sapore rinascimentale preparate dallo chef del ristorante Don Giovanni e dall’Agriturismo Le Occare con vini del territorio forniti dall’Azienda Vinicola Mattarelli.

Alle ore 15,00 presso il Museo di Storia Naturale, laboratorio ludico didattico con per bambini dagli 8 ai 12 anni con una “Caccia al tesoro nel serraglio”e merenda offerta da Coop Estense; l’iniziativa, assolutamente gratuita, è a cura del Museo Civico di Storia Naturale e Ass.ne Didò, offerta da “F.lli Mora Spa” (per prenotazioni: tel. 0532.203381, dido.storianaturale@gmail.com).

Alle ore 15,30 nel Castello Estense si svolgerà un’interessante visita “Animata” dal titolo: Ritratto di Lucrezia Borgia chiaroscuri del mito ferrarese, un vero e proprio spettacolo teatrale che si svolge nelle splendide sale del Castello, a cura degli attori di Teatrortaet (Prenotazioni: tel 0532 299233, castello.estense@provincia.fe.it).

Alle ore 15,30 in Centro Storico i gruppi teatranti delle Contrade dell’Ente Palio Città di Ferrara e della Compagnia delle Lance spezzate di Ferrara cominceranno ad animare le vie della città con alcuni spettacoli di festa carnevalesca, con banditori, piccole compagnie di teatranti, buffoni di strada, duelli cavallereschi itineranti, spettacoli di giocolieri e fuochisti., mentre dalle ore 15,30 alle ore 18,00 tra Via Canonica e Piazza Trento e Trieste “I Poeti in strada” declameranno i versi dei madrigali del rinascimento, dove l’amore, il gioco e la storia diventano tutt’uno con la musica dei flauti e delle corde pizzicate con destrezza.

Dalle ore 16,00 alle ore 24,00 in Corso Porta Reno angolo Via Ragno, si svolgerà un’animazione in maschera a tema “San Valentino” con figuranti in costume , esilaranti carnevalesche promesse d’amore, con degustazioni gratuite di prodotti tipici carnevaleschi, a cura di CNA Associazione Provinciale di Ferrara e ACC (Associazioni Carnevalesche Centesi).

Alle ore 16,00 in Via Mazzini si apriranno le danze rinascimentali in costumi d’epoca e i visitatori avranno la possibilità di visitare una mostra “diffusa” sulla storia della moda dal titolo “Gli abiti delle dame estensi”, raccontata nelle vetrine abbellite dei negozi (a cura di Feshion Coupon e Ass.ne Novo Balletto Estense).

Alle ore 16,15, nel Museo di Storia Naturale, un racconto animato per bambini dai 5 ai 7 anni e una merenda offerta da Coop Estense regaleranno un clima di festa nelle sale del museo. L’iniziativa è gratuita ed è curata dal Museo Civico di Storia Naturale e dall’Ass.ne Didò, con il contributo dei “F.lli Mora Spa” (Prenotazioni tel. 0532 203381, dido.storianaturale@gmail.com).

Alle ore 16,15 l’evento culminante del pomeriggio a cura delle Contrade dell’Ente Palio città di Ferrara, che prevede la rievocazione del trionfale arrivo di Anna Sforza a Ferrara il 12 febbraio 1491, novella sposa del duca Alfonso I d’Este. Il Corteo storico partirà da Palazzo Schifanoia per giungere a piazza Municipale, percorrendo le vie: via Madama, via Savonarola, via Terranova, via Mazzini, piazza Trento Trieste, piazza Duomo, piazza Municipale. L’ingresso in Piazza Trento e Trieste del corteo di Anna Sforza sarà salutato dal suono a festa delle campane del Duomo grazie ai Campanari Ferraresi, che daranno vita ad un solenne concerto celebrativo.

Alle ore 17,15 il Corteo storico giungerà per il gran finale in Piazza Municipale che, animata dalla festa del Carnevale, accoglierà i dignitari e gli sposi Anna Sforza ed Alfonso I d’Este. In caso di pioggia lo spettacolo avrà luogo presso la Galleria Matteotti dalle ore 17:00.

Alle ore 20,30 nel Castello Estense (Imbarcadero 3) avrà luogo nella suggestiva location una “cena evento in costume” in pieno clima rinascimentale, con ballo , per rivivere l’emozione di una vera cena a Corte; l’iniziativa sarà a cura del Rione San Paolo. Sempre alle 20,30 nel cinquecentesco Palazzo Roverella (Corso della Giovecca 47) si potrà partecipare al “Banchetto a Corte”, a cura del Rione Santo Spirito e della Compagnia Borgo del Diavolo di Funo di Argelato (BO).

Alle ore 21,00 presso la Sala Estense (Piazza Municipale 14) straordinario spettacolo rinascimentale a offerta libera con la Compagnia del Vado che, in collaborazione con il Gruppo Danza L’Unicorno, presenta la divertentissima commedia “La Calandria”, di Bernardo Dovizi da Bibbiena (1470-1520). Ad introdurre l’evento sarà lo storico del Comune Francesco Scafuri.

Sabato e domenica ingresso gratuito ai Musei Civici e Statali. A Casa Romei (Via Savonarola 30), a fine percorso museale, verrà proiettao a ciclo continuo il documentario di Rai Storia: “La Ducissa. Dai carteggi di Lucrezia Borgia”.

L’Europa approva il Por Fesr 2014/20, 482 milioni di risorse. Palma Costi: “Strumento fondamentale per la nostra crescita”

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Fondi strutturali – Approvato dalla Commissione europea il Por Fesr 2014/20. L’assessore regionale Palma Costi: “Sono 482 milioni di risorse pubbliche per realizzare in Emilia-Romagna la strategia di Europa 2020. Uno strumento fondamentale per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva

“Quasi 482 milioni di euro per realizzare in Emilia-Romagna la strategia di Europa 2020, uno strumento fondamentale per attuare nei prossimi anni una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”. Con soddisfazione, l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, annuncia l’approvazione dei fondi per lo sviluppo da parte della Commissione europea “che ricordo avviene a pochi giorni dalla presentazione e approvazione in aula del programma di legislatura da parte del presidente Bonaccini, che ha posto per la nostra Regione traguardi particolarmente ambiziosi, quali il superamento del 2% di ricerca e sviluppo sul Pil e il 50% di Pil esportato nel 2020 con un forte incremento dei livelli occupazionali”.

Nel dettaglio, le risorse del Por Fesr 2014/20 comprendono 145 milioni per la ricerca e l’innovazione, 24 milioni per lo sviluppo dell’Ict, 120 milioni per la competitività e l’attrattività del sistema regionale, 96 milioni per la promozione della low carbon economy nei territori, 48 milioni per la valorizzazione delle risorse artistiche , culturali ed ambientali ai fini dell’attrazione turistica e circa 29 milioni per l’attuazione dell’agenda urbana per le città intelligenti, sostenibili e attrattive.

L’impianto strategico che ne discende per il Programma Operativo Fesr 2014-2020 fa perno sulla Strategia di Specializzazione Intelligente della Regione Emilia-Romagna, che fa della ricerca e dell’innovazione il filo rosso che collega in modo strutturale le imprese e il sistema produttivo regionale con il capitale umano e l’ampio sistema della conoscenza.

Per la Regione Emilia-Romagna significa focalizzare l’azione per: riprendere un percorso di crescita degli investimenti produttivi; accrescere il livello di internazionalizzazione del sistema produttivo; rafforzare ed accrescere la presenza sul mercato delle imprese introducendo servizi, utilizzando in modo diffuso e business oriented, tecnologie dell’informazione e della comunicazione; dare continuità e diffondere le attività di Ricerca e Sviluppo ed innovazione sia da parte della Rete Alta Tecnologia che delle imprese, sfruttando appieno le potenzialità di sviluppo individuate dalla Smart Specialization Strategy; sostenere ed accompagnare l’eccellente dinamica imprenditoriale della nostra regione sia nell’ambito degli spin-off tecnologici che delle start up, sostenendo i percorsi di crescita e rafforzamento delle nuove imprese innovative, l’accreditamento degli incubatori; accrescere l’occupazione e le competenze per dare corpo ad un sistema diffuso dell’innovazione, in linea con la Strategia di specializzazione intelligente; accrescere il capitale delle reti, da quelle tecnologiche diffondendo la banda ultra-larga, a quelle del credito; ridurre i consumi energetici e l’impatto ambientale perseguendo gli obiettivi della low carbon economy e la strategia Europa 20-20-20; accrescere l’attrattività delle città quali motori dello sviluppo della nuova società creativa e innovativa; garantire elevati livelli di coesione territoriale.

Questi i temi, insieme alla qualificazione dei beni ambientali e culturali, vedranno una declinazione operativa del Programma con riferimento al sistema produttivo ed ai territori, in una logica di integrazione tra fondi (Fondo Sociale Europeo e Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale), in grado di consentire l’attivazione di significativi moltiplicatori delle risorse utilizzate.

A fianco del Programma azioni finalizzate a rendere pienamente efficace il recepimento delle direttive comunitarie sia in termini di energia che di semplificazione amministrativa, in particolare attraverso l’attuazione dello Small Business Act, che come noto riserva azioni di accompagnamento per le piccole imprese e semplificazione dei procedimenti.

IL FATTO
TrascriviAmo: per il diritto degli omosessuali a sposarsi (anche a Ferrara)

Chiara e Roberta fanno parte del gruppo dei miei amici di vecchia data. Ho visto nascere il loro amore e la successiva convivenza, c’ero quando sono nate le loro gemelle e quando nel 2010 si sono sposate a Barcellona. Di quel gruppo di amici, e non me ne vogliano gli altri, loro sono l’unica coppia che è rimasta assieme da allora, la prima a sposarsi e ad avere figli. Sono quelle che, avendo un grande senso della famiglia e dei legami, organizzano sempre i pranzi di Natale e Ferragosto, riuscendo con pazienza a raccoglierci tutti attorno ad un tavolo, mantenendo viva la nostra amicizia. In Italia però non hanno il diritto di sposarsi e di vedere riconosciuti una serie di diritti, per loro e per le loro figlie. Per lo Stato italiano Roberta infatti è una ragazza madre ed è l’unica che ha diritti e doveri sulle figlie. E Chiara, nonostante le abbia cresciute e viva con loro, e per lo Stato spagnolo oltre che per vari altri Paesi europei sia la moglie di Roberta e la mamma delle bimbe, qui da noi, non è nessuno. Ha bisogno di una delega anche per andarle a prendere tutti i giorni a scuola. Se Roberta non potesse più occuparsi delle figlie, Chiara, che è l’altro genitore, non le avrebbe in custodia. “Che se poi ci riconoscessero come coppia finiremmo col pagare più tasse ed avere molte meno agevolazioni, quindi in realtà la Stato avrebbe anche un vantaggio nel regolarizzare la nostra unione”, dice Roberta. Per questo Chiara e Roberta, dopo anni di discrezione e riserbo, hanno preso coraggio e  assieme ad Arcigay ed Arcilesbica Circomassimo, alle Famiglie Arcobaleno e all’Associazione genitori di omosessuali, hanno deciso, nel giorno degli innamorati, il 14 febbraio, di essere in piazza sotto il cosiddetto volto del cavallo, con un banchetto per iniziare una raccolta di firme per chiedere la trascrizione dei matrimoni omosessuali anche a Ferrara. L’obiettivo sono mille firme, e la raccolta proseguirà fino al 17 maggio.

Quello di Chiara e Roberta non è un caso isolato, e in tante città italiane dei sindaci coraggiosi e lungimiranti (il più vicino a noi è stato Merola a Bologna) stanno trascrivendo sui registri comunali i matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso. Al momento è un atto simbolico, che non ha valore legale, ma al quale le procure si stanno opponendo con la pretesa di applicare la circolare del ministro dell’Interno Angelino Alfano che impedisce la trascrizione. E ciò testimonia il peso di questa azione, per aprire la strada a nuove leggi che riconoscano i matrimoni e i diritti delle persone omosessuali. A me viene da ridere quando chi predica la famiglia, la solidarietà e la procreazione, poi si oppone alle coppie omosessuali. Io sono eterosessuale e sebbene spesso lo rimpianga, non posso cambiare. Vale anche per loro, a discapito di chi pensa che l’omosessualità sia una patologia dovuta a qualche trauma o devianza, dalla quale si può guarire. Gli omosessuali non sono persone che vanno redente o recuperate. Non è innaturale essere omosessuali, lo è, semmai, negarlo. Quando vedi un albero che cresce nel giardino di casa tua, non ti chiedi perché, dal momento che è nella sua natura crescere. Per questo sono sempre spiazzata di fronte alla violenza delle persone omofobe, ma cosa vorrebbero, che uno smettesse di essere omosessuale? Puoi dire ad un albero di non crescere?

“A Ferrara – ha detto Roberta – sono una decina le famiglie omosessuali che si sono sposate all’estero, altre ce ne sono in provincia. Ma questa non è una battaglia solo per noi, è una battaglia per i diritti”.
“Dopo il divorzio e l’aborto, ora il riconoscimento delle coppie omosessuali è la grande battaglia sociale di questo tempo”, ha spiegato Cristina Zanella di Arcilesbica.
“L’iniziativa si chiama TrascriviAmo e mira a sensibilizzare Tiziano Tagliani e tutti i cittadini. Saremo lì per parlare con loro” ha annunciato Massimiliano De Giovanni di Arcigay. “Vogliamo denunciare la mancanza di leggi a tutela dei diritti dei nostri figli omosessuali” ha affermato Patrizia Malacarne di Agedo.
“Vogliamo essere trasversali e confrontarci con tutti i partiti di destra e di sinistra, e con tutte le sensibilità religiose. Ci apriamo al confronto e speriamo che questo serva a far capire che dall’affermazione dei nostri diritti deriva una maggiore democrazia per tutti” ha concluso Zanella.

Di seguito il programma dei banchetti:

– 14 febbraio, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00
– 21 febbraio, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00
– 14 marzo, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00
– 28 marzo, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00
– 11 aprile, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00
– 18 aprile, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00
– 9 maggio, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00

Inoltre sarà possibile firmare per TrascriviAmo in occasione di:

Tag – Festival di Cultura Lgbt (Sala Estense, dal 27 febbraio all’1 marzo)
Miranda – Soirée Demodée (c/o Zuni, via Ragno 15, tutti i giovedì sera)
No all’omofobia (P.tta San Nicolò, sabato 16 maggio, sera).

Per informazioni: www.trascriviamo.blogspot.com
trascriviamo@gmail.com

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La conferenza stampa di presentazione di TrascriviAMO, da sinistra Crsitina Zanella, Roberta Zangoli, Massimiliano De Giovanni, Patrizia Malacarne (foto di Stefania Andreotti)

Tacchi a spillo o fattori ereditari? Cause e rimedi per l’alluce valgo

Una vera e propria deformazione che interessa l’alluce e che ha riflessi, più o meno dolorosi, su tutto il resto del piede e non solo. A farne le spese, oltre alla qualità di vita delle persone colpite, anche la postura e l’andatura. Diventa difficile scegliere le calzature adatte, trovare le scarpe che consentano di camminare senza troppo dolore e ogni passo può risultare più difficile del previsto. L’alluce valgo non è quindi solo una patologia strutturale, ma causa degli accorciamenti alle catene muscolari inerenti, portando a problematiche posturali di notevole importanza.

Con il termine alluce valgo si intende la deformazione dell’articolazione che sta alla base dell’alluce e che la spinge verso l’esterno, deviando l’asse del dito. Spesso definita con termini popolari assai coloriti “patata” o “cipolla”, si tratta di un’infiammazione caratteristica (borsite) che dà dolore sia per lo sfregamento continuo con la calzatura, che crea arrossamenti e, nei casi più gravi, ulcerazioni, sia per la comparsa di deformità e patologie correlate: dita a martello, dolorose callosità plantari, metatarsalgie ecc. Si parla di alluce valgo quando l’angolo tra il primo e il secondo metatarso, corrispondenti appunto al primo e al secondo dito, è superiore a 8°.

L’alluce valgo è frequentissimo: colpisce più di metà della popolazione femminile oltre i 45 anni ed è spesso ben evidente anche prima, in età giovanile. E’ presente anche negli uomini, ma in percentuali minime rispetto alle donne. Nel determinare questa deformità concorrono sia fattori ereditari (la mamma o la nonna con lo stesso problema), sia fattori ambientali, primo fra tutti l’uso di scarpe con tacco alto e punta stretta.

Con il tempo, può comportare una vera e propria sindrome posturale: tendenza al ginocchio valgo con dolore della faccetta rotulea interna del ginocchio; rigidità delle anche con limitazione della loro rotazione interna; accentuazione della curva lombare con presenza di lombalgia cronica.

Le cause dell’alluce valgo
Le cause dell’alluce valgo sono ancora molto discusse. Prevale generalmente l’idea che si tratti di un disturbo congenito, una patologia che si eredita geneticamente. Ma esistono anche forme acquisite legate a patologie reumatiche, infiammatorie, neuromuscolari o a traumi. Molto discussa è anche la responsabilità delle scarpe nel determinare questo disturbo: quello che è certo è che calzature non idonee alla fisiologia del piede – come quelle con punte strette e tacchi alti, che tanto piacciono alle donne – possono peggiorare la situazione, contribuendo al progresso della deformazione, e sono spesso la causa dell’infiammazione dolorosa.
Sotto accusa anche il piede piatto, spesso associato a questa patologia: la ridotta curvatura della pianta, infatti, porta a un sovraccarico della parte anteriore del piede.

Prevenzione e trattamenti
Per non dover arrivare a soluzioni drastiche, come l’intervento chirurgico, che comporta sempre rischi di complicazioni e dolore nella fase post-traumatica, bisogna lavorare sul fronte della prevenzione. Il trattamento osteopatico lavora sul rilascio della fascia plantare e sul recupero di funzionalità delle articolazioni del piede, sia per alleviare il dolore che per prevenire ulteriori atteggiamenti scorretti di articolazioni e strutture limitrofe. La costanza poi nell’eseguire esercizi specifici, la ginnastica propriocettiva ed eventuali sedute di osteopatia e di antiginnastica possono evitare un peggioramento della patologia, migliorare la sensibilità, correggere l’appoggio a terra e di conseguenza anche l’equilibrio e la stabilità di tutto il corpo.

Esercizi preventivi per la mobilità delle dita dei piedi
1) Afferrare il mignolo e l’alluce e divaricali per alcuni secondi;
2) dopo aver allargato le dita dei piedi, incrociare le dita delle mani con quelle dei piedi;
3) tirare le dita singolarmente come se si volesse svitare dal piede;
4) pensare di raccogliere un fazzoletto di carta con l’idea di appallottolarlo, arricciando le dita dei piedi;
5) camminare sui vari appoggi del piede (talloni, esterno ed interno del piede e con attenzione sulle punte);
6) mettere una pallina da tennis in un calzino e infilando il lembo della calza tra l’alluce e il secondo dito, eseguire delle flesso-estensioni del piede cercando di sostenere il peso senza arricciare le dita (da eseguire seduti su una sedia con il tallone appoggiato sulla stessa, mantenendo la schiena dritta);
7) seduti con una gamba tesa, avvolgere l’alluce con l’elastico tenendolo in mano tipo briglie da cavallo, eseguire quindi delle flesso-estensioni dell’alluce stesso cercando di tenere ferme le altre dita.

IMMAGINARIO
Cuore di cioccolato.
La foto di oggi…

Per chi è in coppia è un gradito regalo, per chi è solo è una consolazione.
Il cioccolato, amico fedele di questi giorni d’inverno, arriva oggi in piazza Castello con Art&Ciocc, la festa del cioccolato, promossa da Comune, Ascom e Camera di Commercio.
Fino al 15 febbraio una trentina di stand di maestri cioccolatieri da tutta Italia proporranno il cioccolato in tutte le sue forme, tra cui l’immancabile cuore dedicato alla festa degli innamorati.

Qui il sito dell’iniziativa.

OGGI – IMMAGINARIO EVENTI

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

art&ciocc-cioccolata-piazza castello-ferrara-immaginario
cuori di cioccolato

ACCORDI
La settimana del Santo.
Il brano di oggi…

Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.

[per ascoltarlo cliccare sul titolo]

Lata J. Ramasar – The Greatest Name That Lives

E’ una settimana di Santi questa, Valentino domani e Remo tutta la settimana.
Scorrendo internet mi è sembrato che quest’anno la gente fosse persino più presa del solito.
Io non sono mai stato un fan, ma qualche spezzone per forza di cose ogni anno me lo cucco. Per ora però, ciccia.
Così, invece di ringraziare il mio di Santo, bello intento a proteggermi dal primo giorno di Festival, ieri notte ho iniziato uno zapping folle cercando di rimediare.
Non so perchè. Ero tranquillo sul divano, avevo una bella fetta di crostata buonissima in mano ma mi ha preso ‘sta cosa.
Il mio Santo però lavora benissimo perchè NON HO TROVATO NIENTE DI NIENTE su Sanremo da mezzanotte alle 4.
Neanche le maratone notturne di commenti, litigate e discussioni di ogni tipo. Mi aspettavo della gran dinamite dalla tv e invece niente.
Anche se su Rai 5 ho trovato Mr. Dynamite in persona, sbiellatissimo e grondante sudore a Montreux nell’81. E me lo sono visto tutto.
E adesso ho capito, ho visto la luce.
Quindi ringrazio il mio Santo dedicandogli il mio pezzo preferito sulle Entità Divine.

monitor TV senza segnale
il singolo The Greatest Name That Lives di Lata J. Ramasar

Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. Xoxo <3 Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
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