Giorno: 29 Marzo 2015

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FERRARA, EUROPA
Maria tranquilla, è l’Ora della terra

da MOSCA – Sono le otto e mezza del 28 Marzo, la signora Maria rientra a casa, dopo una giornata passata a correre qua e là per raggiungere le case dei suoi datori di lavoro, nell’area centrale e ricca della città. Pulizie e incombenze quotidiane non aspettano. C’è sempre molto da rassettare, merende da preparare, compiti da far finire, panni da stirare, argenti da lucidare, cene da allestire. Eh sì, perché ogni cena merita una bella tavola apparecchiata, una candela profumata, bigliettini colorati per i bambini (ogni sera la signora vuole, sotto il tovagliolo, un pensierino, in russo, per i suoi pargoletti che studiano a scuola la lingua di Tolstoj, che per loro non è la madrelingua). Ci vuole fantasia, spensieratezza, idee che Maria ha comunque sempre. Da giovane era un’insegnante, ed è stata assunta anche per questo. La pensione non basta. Eccola dunque uscire di casa, pronta ad attraversare il ponte che dalla casa aristocratica dove lavora la porta alla linea rossa della metropolitana. Stasera è un po’ trafelata, è in leggero ritardo. A casa l’aspetta Igor, come sempre, dagli ultimi quarant’anni. Un grande amore. Il suo unico vero e grande amore. Improvvisamente il buio. Maria si stropiccia gli occhi, oddio cosa succede? Un black-out in questa zona non si era mai visto, almeno lei non lo ricordava. Quantomeno non recente. Tutto scuro, o meglio il Cremlino non è più illuminato. Si vede solo la grande stella rossa. Cosa succede al signor Putin? Oh mamma, che spavento. Starà succedendo qualcosa di grave? Come è possibile? Spaventata, Maria ferma un passante. Anche lui è un po’ anziano, ignora cosa stia succedendo. Si forma un piccolo gruppetto, si parla, si discute, si vocifera, si cercano spiegazioni. Inquietudine. Pochi leggono la stampa, spesso si affidano solo alle comunicazioni che il Comune di Mosca o la rappresentanza del quartiere dove abitano affiggono nelle bacheche condominiali. Nessuna iniziativa strana o manutenzione straordinaria era stata annunciata per quella sera. Si avvicina un giovane, incuriosito dal piccolo assembramento che chiacchiera e si pone domande. E sorride.

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L’Università di Mosca

“Signora, Signori, è l’ora della Terra stasera, non lo sapete? In tutto il mondo si spengono le luci, per un’ora, esattamente da adesso, o meglio da circa dieci minuti fa. Nei Paesi che aderiscono, i grandi edifici pubblici stanno al buio, a Mosca lo faranno dieci ponti e oltre 300 edifici fra i quali il Cremlino, la Cattedrale del Cristo Salvatore, San Basilio, la Duma, i magazzini GUM, le Sette Sorelle. Si tratta di un’iniziativa lanciata, nel 2007, dal Wwf (sapere vero, signori, cos’è il WWF?), ogni anno, l’ultimo sabato di Marzo. Oltre ad altri 162 paesi, la Russia vi aderisce dal 2008, e il Cremlino spegne le sue luci dal 2013. Si vuole riflettere sui cambiamenti climatici in atto e ridurre il consumo energetico almeno per un po’. E’ un invito a tutti a farlo, un omaggio alla Terra. Anche dallo spazio si sono invitate le persone ad aderire (vi dice nulla Samantha Cristoforetti?, continua il giovane)”.

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La Piazza Rossa e San Basilio

Maria è perplessa… dallo spazio? Cambiamenti climatici? Risparmio per un’ora? A cosa serve davvero? Ma non fa troppe domande, si vergogna un po’. Si documenterà meglio domani, a casa (stasera arriverà troppo tardi, il tragitto dura quasi due ore), magari le verrà in mente un pensierino per le cene serali della signora. Un pensierino dedicato alla Terra. La Madre Terra.
Ringrazia e saluta, almeno non è successo nulla di strano nel suo Paese, al suo presidente. Che bizzarria, però. Mah. Si rassetta il fazzoletto colorato, scostato per sentire meglio, e, rassicurata, corre verso la metro, ha accumulato altro ritardo. Igor l’aspetta.

Per vedere l’evento in altri luoghi di Mosca e San Pietroburgo [vedi].

Il Ferrara Drone Show vola a quota seimila visitatori

da: ufficio stampa Ferrara Fiere Congressi

Che intorno ai droni stia crescendo una comunità – e un business – di proporzioni ragguardevoli lo conferma il positivo bilancio della prima edizione del “Ferrara Drone Show”, l’evento organizzato da Ferrara Fiere, con il patrocinio di ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile). Con le loro linee eleganti e aerodinamiche, questi dispositivi leggeri e versatili, silenziosi e sofisticatissimi hanno richiamato in Fiera oltre seimila visitatori, che hanno potuto toccare con mano modelli in anteprima delle migliori aziende, orientarsi sui costi – variabilissimi, da poche decine a decine di migliaia di euro –, conoscere lo stato dell’arte della normativa, aggiornarsi sulle infinite applicazioni dei droni e sui passaggi da compiere per diventare piloti.
Come sottolinea il Presidente di Ferrara Fiere, Filippo Parisini, “Le fiere devono sempre cercare di catturare le idee nuove e ci rende orgogliosi aver colto per primi, nel sistema fieristico italiano, un argomento innovativo e dalle molteplici implicazioni quale è quello dei droni. Senza contare che la partecipazione di Chris Anderson, icona del settore (che ha già detto di voler tornare a Ferrara), dà al nostro evento un respiro internazionale. Accanto a ciò, ci fa piacere aver ospitato anche diverse aziende ferraresi, che con coraggio e determinazione si sono ritagliate un ruolo di primo piano nel campo delle tecnologie”.
Proprio l’incontro con il CEO di 3D Robotics era il più atteso e, come osserva Marco Robustini, consulente tecnico del Ferrara Drone Show e tra i massimi esperti mondiali in materia di droni, “insieme al convegno di ENAC, ha contribuito a far avanzare il dibattito sulla normativa, con un confronto sui temi della sicurezza e della privacy”.
Non meno affollati gli altri workshop in programma (diciannove, in totale), che degli aeromobili a pilotaggio remoto hanno focalizzato anche i molteplici utilizzi civili: per un’agricoltura di precisione, in campo edilizio, nel restauro, per la mappatura di siti inaccessibili o a rischio, per effettuare riprese cinematografiche o a scopo ludico, per rilevare i danni strutturali agli edifici o verificare se una calamità ha lasciato delle vittime o dei dispersi sul campo, per sorvegliare le greggi o come strumento di sorveglianza privata, ad esempio a presidio di estesi campi fotovoltaici, dove sono frequenti i furti dei pannelli. E, last but not least, l’agonismo, che a Ferrara ha visto competere piccoli quadricotteri a tecnologia “FPV” (si pilotano indossando occhiali virtuali o seguendo da un monitor le evoluzioni del drone) nel “1° Trofeo FPV Multirotor Race”, valevole per il Campionato Italiano “FPV Grand Prix”.
Per gli espositori del Ferrara Drone Show, la sterminata varietà di impieghi dei droni si è tradotta in numerosi contatti commerciali, anche con ufficiali della Marina e dei Carabinieri: indiscussa è, del resto, l’efficacia dei droni nelle operazioni di pattugliamento, ricognizione e controllo del territorio. Basti pensare che l’Operazione Mare Nostrum, per mettere in salvo i migranti che cercavano di attraversare il Canale di Sicilia dalle coste libiche, è stata condotta quasi esclusivamente tramite aerei-droni a controllo remoto, in grado di scandagliare vaste porzioni di Mar Mediterraneo in poche ore.

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BORDO PAGINA
Guido Tagliati, il fondatore della poesia cosmica

Poesia cosmica? Apparentemente nella scia di certe neoavanguardie apparentemente minori, fine secondo Novecento: e da Ferrara, oltre al veneziano Ugo Stefanutti, inventorecon il dr. Vanzelli a suo tempo del Premio di poesia cosmica nazionale, in quel di Canaro, Rovigo, fin dagli anni ’80, e altri, Guido Tagliati è il nome certamente più significativo e – prima o poi – da evidenziare, tra i più grandi della parola futuribile contemporanea.
A Ferrara, anche Emilio Diedo [vedi], poeta e critico letterario, tra i seguaci e promotore oggi principale (che recentemente l’ha segnalato sulla rivista di Roma, PoliticaMente) e più recentemente le stesse poetesse Sylvia Forty e KK (Caterina Costanzo).
Custode in certo senso della sua opera, è l’Associazione Umanità Nova Ad Sidera, curata anche dalla pittrice di Ferrara ben nota Paola Braglia Scarpa, essa stessa in tale scia poetico-cosmica.
Stranamente appena discreta la sua notorietà a Ferrara, nonostante – a suo tempo – autore di raccolte ben conosciute e presentate anche nel tempio della video avantgarde ferrarese (Sala Polivalente) opere straordinarie come “Vuoti d’aria” (Quinta Generazione) “Ad sidera, Quasi Quasars fino a God’s trade” (Il marchio di Dio). Non ultimo, Guido Tagliati anche rilanciato da programmi Rai o dai media a livello nazionale, persino dai media vaticani.

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Guido Tagliati

Un’avanguardia, quella di Tagliati, molto nelle idee, ma anche nella parola, pur nel bordo quasi
neolirico della contemporaneità
più rilevante e tecno scientifico-letteraria: la noosfera di un certo Tehilard de Cahrdin è il Dna azzurrissimo del poeta, un canto dal futuro e dalle stelle, in un volo basato sull’archetipo di certo Cristo cosmico, quasi un’animazione cibernetica senza bulloni o valvole elettroniche, ma squisitamente immateriale e di unanime attrazione quasi molecolare per il nascente Homo sapiens… ma sapiens di luce del prossimo venturo.

Per saperne di più, un articolo di Emilio Diedo pubblicato su L’asino Rosso 3.0 [leggi].

* da Roby Guerra, “Dizionario della letteratura ferrarese contemporanea”, Este Ediiton-La Carmelina ebook 2012 [vedi]

All’Apollo un film in lingua francese

da: ufficio stampa Apollo Cinepark

Lunedì 30 marzo alle ore 21.00 al Cinema Apollo verrà proposto per la prima volta un film il lingua francese.

Ogni lunedì infatti nella sala di via del Carbone viene proiettata una selezione delle nuove uscite in lingua originale, solitamente l’inglese ma – questa settimana la scelta è caduta sul film francese “La Famiglia Belier”, che dopo aver stregato critica e pubblico d’oltralpe, è arrivata nei cinema italiani. Si tratta di una commedia confezionata in modo furbo e irresistibile, che grazie a bizzarrie esilaranti e un paio di potenti affondi emotivi non lascia scampo, e conquistando spettatori di tutte le età.

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LA STORIA
Ercole cura l’orto e il gatto Flash lo difende

“Quando a settembre ho fatto la mia richiesta al Comune volevo utilizzare la striscia di terreno dietro al condominio, ma i vicini non hanno apprezzato la mia idea”. Siamo in compagnia di Ercole Folegati, nel giardino del suo condominio nei pressi del palazzo degli specchi, che, nel 2014, ha deciso di partecipare al progetto “Effetto Farfalla”, promosso dall’assessorato all’Ambiente del Comune di Ferrara attraverso il Centro Idea.

Come spesso accade, il progetto ha origine da un’esperienza personale: “Durante un incontro ci è stato regalato un kit di Eugea “Il giardino delle Farfalle”, contenente i semi di alcuni fiori per attirare le farfalle e creare un ambiente a loro favorevole. Li ho piantati e quando sono sbocciati, il giardino era molto più bello, abbiamo trovato anche dei bozzoli vicino alle piantine, quindi sono sicuro che torneranno anche quest’anno”.

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Lo spazio pubblico in cu si vorrebbe realizzare l’orto

Da lì l’idea di realizzare un orto sinergico (metodo di coltivazione basato sul principio che nulla si sprechi) in uno spazio pubblico, nei pressi del condominio: insieme ad altri quattro volontari, Ercole vorrebbe rivalutare uno spazio verde mal tenuto perché, come racconta, “Qui è sempre tutto abbandonato, il giardino viene usato solo per portare a passeggio i cani, in più il terreno è molto basso, in alcuni punti dell’area verde si trova sempre dell’acqua stagnante. Non sono state posizionate con criterio neppure le panchine: sono proprio nel centro, sotto degli enormi gelsi che, quando fioriscono, rendono impossibile sedersi”. Nel giardino condominiale si aggira Flash, un gatto poco sornione, vero guardiano del territorio.

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Ercole e il suo armadio-serra

Si muove vicino ai germogli di insalata, erba cipollina e odori che Ercole ha iniziato a coltivare in un armadio-serra, accanto alle piantine che, con la fioritura, richiameranno le farfalle. “In un momento di crisi, inoltre, avere la possibilità di poter coltivare autonomamente quello che si desidera è un grande vantaggio. Certo, il terreno scelto non è grande, sono circa 160 metri quadri, ma se qualcuno ne avesse più bisogno di me sarei disposto a farmi da parte. L’importante in questo momento è far partire il progetto e realizzare, in piccolo, un orto che funzioni come quello di Via Poletti, realizzato grazie al progetto “La città degli Orti” co-finanziato con il bando Infea Cea 2008″.
Il terreno in questione, però, è causa di dissidi con alcuni abitanti del condominio adiacente, che vorrebbero utilizzare quello spazio per creare dei posti auto all’aperto. “Ormai – aggiunge Ercole – non ci si conosce più tra vicini, quindi è più difficile proporre un progetto e avere il sostegno degli altri. Qualcuno, che all’inizio non era d’accordo, ha cambiato idea e ora mi chiede quando inizieremo i lavori”.
In attesa di una risposta dal Comune, Ercole coltiva nello spazio del suo condominio, mentre Flash difende il territorio; così si prendono cura del giardino in fiore, ognuno a suo modo.

Galleria fotografica, clicca le immagini per ingrandirle.

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LA SEGNALAZIONE
Turismo accessibile, Gondola4All

“La libertà è quando si è liberi di poter andare dove si vuole”. Leggendo questa frase che lancia la campagna di crowdfunding dell’iniziativa che mira ad eliminare le barriere a Venezia permettendo ai disabili in carrozzina l’accesso alle gondole, ho ricordato la disagevole sensazione di frustrazione che si prova quando non ci si può muovere come si vuole.

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Un bambino in carrozzina a Venezia di fronte al canale
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Una bambina in carrozzina trasportata a braccia sulla gondola

La mia esperienza era ed è legata all’impossibilità o alla difficoltà di spostarsi liberamente in Paesi dove manca la sicurezza, quando devi sempre essere accompagnato, quando devi guardarti intorno con circospezione, quando non puoi camminare per le strade, salire su un taxi o un autobus qualsiasi, parlare con chi vuoi. Lì capisci quanto sia davvero importante la libertà di potersi muovere, quanto sia bello poter prendere un bus o un treno. L’esperienza di un familiare è invece, e purtroppo, legata all’impedimento fisico, quello motorio, che ti lega agli altri e alla speranza che barriere architettoniche impietose non t’impediscano di accedere a servizi fondamentali o a bellezze architettoniche o paesaggistiche uniche. Ricordo bene, in proposito, il maestro Bernardo Bertolucci quando si era corrucciato per l’impossibilità di accedere al Campidoglio con una sedia a rotelle. Il problema non era solo il suo ma quello, ovviamente, di tante persone nelle sue condizioni.

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Disegno del pontile che si vuole realizzare

Ecco alcuni dei motivi per i quali ci sembra importante segnalarvi un’importante iniziativa che vuole assicurare ai turisti in carrozzina la possibilità di ammirare, da una gondola, la bellissima, magica e romantica Venezia. Si cerca aiuto dalla rete, con il crowdfunding lanciato dalla Onlus Gondola4All che vuole permettere ai disabili l’accesso alle gondole. Si tratta di raccogliere 56.000 dollari per costruire un pontile galleggiante che ospiti una pedana automatica in grado di garantire un inserimento sicuro e controllato della persona con la sua carrozzina. Contribuire è davvero molto facile, basta donare un importo qualsiasi o scegliere un contributo fisso proposto dalla campagna che poi darà diritto anche alla scelta di uno dei premi (dalle t-shirt al giro in gondola in anteprima, fino alla sponsorizzazione con il proprio nome di uno dei quattro pali del pontile).

gondolas4allTutti devono poter provare l’emozione di percorrere i canali e le calli di Venezia affacciandosi ad essi direttamente dalla laguna, di percepire la magia che proviene dai riflessi delle piccole onde che accarezzano, leggere e spensierate, la gondola che sfreccia leggera.
Nessuno deve esserne escluso, la bellezza non va preclusa ad alcun essere umano che voglia sentirla scivolare sulla sua pelle. Tanto più se a impedire sono parti del nostro stesso corpo, di una vita che vuole vivere, comunque. La bellezza è di tutti e deve essere per tutti. Il vostro aiuto è molto importante, dunque, la campagna si conclude il 7 maggio. Pensateci!

Per aderire alla campagna:
Clicca qui per vedere il cartoon promozionale
Clicca qui per vedere il video promozionale
Per informazioni visita il sito di Gondolas4all [vedi] e la pagina Facebook [vedi].

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IMMAGINARIO
Pezzi di vita.
La foto di oggi…

Un “patchwork” è un lavoro fatto di tanti pezzi di colori, forme o materie diversi. E quello della mostra che si intitola “Patchworks”, nel salone d’ingresso del palazzo Municipale, è un lavoro fatto di immagini inedite della città e delle sue presenze femminili. Volti e luoghi inquadrati e fotografati da donne che vengono dall’Africa, dell’Est Europa o dal Sud America e che in comune hanno l’arrivo qui, in questa città, dove hanno trovato accoglienza per fuggire da violenze, schiavitù, sopraffazione. La mostra è il risultato di un progetto del Centro donna giustizia di Ferrara in collaborazione con le fotografe professioniste Ippolita Franciosi e Letizia Rossi. Una carrellata di immagini che dà forma per la prima volta alla creatività e ai pensieri di donne migranti, che raramente hanno l’occasione di raccontare la loro visione della realtà o di esprimere la propria fantasia nello spazio pubblico della città. Il titolo è in inglese perché questa è la lingua che accomuna il dialogo tra le partecipanti di varie nazionalità.
“Patchworks, the face of freedom is female” è visitabile liberamente in cima allo scalone del Municipio, a Ferrara, fino a giovedì 2 aprile.

OGGI – IMMAGINARIO FOTOGRAFIA

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…
[clic su una foto per ingrandirla e vedere tutta la sequenza]

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

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