Giorno: 1 Aprile 2015

Comune di Ferrara, tutti i comunicati del 1 aprile

da: ufficio stampa Comune di Ferrara

La newsletter del 1 aprile 2015

SERVIZIO COMMERCIO – Provvedimenti in vigore a partire da venerdì 3 aprile
Aperture prolungabili per gli esercizi pubblici nelle festività pasquali e nei giorni di ‘ponte’ fra San Giorgio, 25 aprile e 1° Maggio
01-04-2015

Per favorire l’ampliamento dei servizi offerti ai cittadini e ai turisti, in occasione delle festività pasquali e nei giorni di ‘ponte’ fra San Giorgio, 25 aprile e 1° Maggio saranno consentite ai pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande deroghe ai consueti orari di chiusura.

A prevederlo è un’ordinanza del Sindaco (29886/15) in base alla quale sarà consentita l’apertura dei locali fino alle 3 del giorno successivo nelle serate del 3, 4, 5, 22, 23, 24, 25, 30 aprile e 1, 2 maggio.

BIBLIOTECA ARIOSTEA – Giovedì 2 aprile alle 17 nella sala Agnelli
“La missione universale dell’arte” secondo Maria Pia Tonioli
01-04-2015

Per il ciclo ‘Approfondimenti’ giovedì 2 aprile alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17) Maria Pia Tonioli terrà una conferenza su “La missione universale dell’arte”. L’iniziativa, a cura dell’associazione Nuova Terraviva di Ferrara, sarà introdotta e coordinata da Marcello Girone Daloli.

LA SCHEDA (a cura degli organizzatori) – Continua il percorso di spiritualità ispirata dalle indicazioni offerte da Rudolf Steiner e l’Antroposofia, o Scienza dello Spirito, con Maria Pia Tonioli che parlerà della missione universale dell’arte: un cammino attraverso la pittura, che parte dall’osservazione della natura e dai grandi artisti del passato. Come lei stessa scrive: “vorrei essere più pratica possibile, raccontando come far uscire l’artista in noi, attraverso l’impulso di Steiner e la creatività individuale”.
Maria Pia Tonioli, medico ginecologo, per sette anni dirigente del Servizio Salute Donna di Ferrara, si è avvicinata alla pittura nel 1986. Da allora ha intrapreso un percorso di formazione antroposofico in Italia e in Inghilterra. Nelle mostre da lei realizzate ha venduto oltre duecento suoi quadri. E’ responsabile delle attività artistiche dell’Associazione Nuova Terraviva dove tiene corsi di acquerello, lana cardata e biografia per adulti, oltre a svolgere attività di arte-terapia per bimbi e adulti con speciali necessità. Il tema costante nel suo cammino è accompagnare la “nascita”, prima della creatura umana, poi dell’artista che è in ciascuno di noi.

Gli incassi del Comune
di Luca Vaccari*

01-04-2015

Lunedì 30 il Sole 24ORE ha pubblicato delle classifiche relative alla capacità di riscossione di imposte e altre entrate da parte dei Comuni capoluogo; dati poi ripresi dalla stampa locale.
Il dato per Ferrara non è lusinghiero, nonostante qualche contraddizione: infatti, se per il 2013 Ferrara sembra riscuotere tra il 67,4% e il 65,6% di imposte e altre entrate, l’indice di riscossione strutturale sul quinquennio 2008-2012 arriva al 99,2%.
Occorre quindi qualche precisazione. Innanzitutto i dati del 2013 sono il rapporto tra riscosso (denaro incassato) e accertato (denaro che si prevede di incassare) per competenza, quindi non si considerano i residui (somme accertate nel 2012 e precedenti) incassati nel 2013: per l’IMU, ad esempio, gran parte dei pagamenti della rata di dicembre risultano incassati nel 2014 a causa dei tempi tecnici di comunicazione da parte delle banche; oppure l’addizionale IRPEF (incassata dallo Stato e girata al Comune) risulta incassata solo per il 31,6% (su un totale di circa € 12,7 milioni); le multe scontano il cambio di contabilizzazione, fino al 2012 si contabilizzavano solo gli incassi, dal 2013 l’importo accertato è stato esteso ai verbali notificati e ciò porta al 35,9% il rapporto riscosso/accertato.
Ciò detto, va sottolineato che il dato veramente importante è l’indice di riscossione strutturale, che il Sole 24ORE stima per Ferrara pari al 99,2%, mentre le nostre stime portano al 100,3%; questo indice tiene conto anche delle riscossioni sui residui ed esprime meglio la capacità effettiva di riscossione.
Si aggiunga un’ulteriore considerazione collegata ai residui: l’operazione di radiazione dei residui, sostanzialmente imposta dalla nuova normativa, in questo Comune è stata avviata nel 2011; ciò ci consente – tra le altre cose – di contenere gli stanziamenti al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità.
Infine, per quanto riguarda l’esazione dei crediti, prosegue l’opera di accertamento e, se del caso, di iscrizione a ruolo delle somme non versate; il che, ad esempio, negli ultimi due anni ci ha consentito di iscrivere a bilancio circa due milioni di Euro all’anno per recupero ICI/IMU.

*Assessore alla Contabilità e Bilancio, Partecipazioni del Comune di Ferrara

ASSESSORATO AL COMMERCIO – A Ferrara dal 19 al 20 aprile organizzate da Confesercenti e Vitrines d’Europe
Dalla 13.a edizione delle ‘Giornate europee’ un forte impulso al rilancio del commercio e del turismo urbano
01-04-2015

Si è svolta oggi (mercoledì 1 aprile) nella residenza municipale la presentazione del programma della 13.a edizione delle “Giornate europee del commercio e del turismo urbano”. Promossa da Confesercenti e Vitrines d’Europe, con il supporto di Comune di Ferrara e Camera di Commercio e la collaborazione della Pinacoteca Nazionale, l’iniziativa si svolgerà nella nostra città giovedì 19 (apertura in Municipio) e venerdì 20 aprile nel salone d’onore della Pinacoteca nazionale di palazzo dei Diamanti.

All’incontro con i giornalisti erano presenti l’assessore comunale al Commercio Roberto Serra, il direttore di Confesercenti Ferrara Alessandro Osti, il segretario generale della Camera di Commercio di Ferrara Mauro Giannattasio, il presidente di Vitrines d’Europe e direttore Confesercenti E.R. Stefano Bollettinari.

(vedi in allegato a fondo pagina il calendario dei lavori)

(A cura di Ufficio Stampa Confesercenti E.R.)

Si svolgeranno a Ferrara dal 19 al 20 aprile prossimi, nel Salone d’Onore della Pinacoteca Nazionale a Palazzo dei Diamanti, le XIII Giornate Europee del Commercio e del Turismo Urbano, organizzate da Confesercenti e Vitrines d’Europe (raggruppamento di associazioni europee del commercio e della p.m.i.) con l’importante supporto del Comune di Ferrara, della Camera di Commercio e la collaborazione della Pinacoteca Nazionale.
Dopo l’accoglienza e il saluto ai partecipanti, provenienti dall’Italia e da diversi Paesi europei e l’inaugurazione delle Giornate di domenica 19 aprile nel Palazzo Municipale, i lavori riprenderanno lunedì alla Pinacoteca Nazionale con quattro sessioni di lavoro:
 Il ruolo del turismo e della cultura nello sviluppo del commercio e dell’economia delle città;
 E-commerce e Smart shop: tecnologie e competenze per l’innovazione;
 Politiche ed esperienze di promozione del commercio urbano;
 Fondi strutturali europei 2014-2020: quali opportunità per i settori del commercio e del turismo.
Parteciperanno, tra gli altri, all’incontro, il Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, il Presidente della Regione Stefano Bonaccini, l’Assessore regionale Andrea Corsini, l’Assessore al commercio di Barcellona Raimond Blasi, l’Assessore Roberto Serra e il Vice Sindaco Massimo Maisto del Comune di Ferrara, il Segretario generale della Confesercenti nazionale Mauro Bussoni, il Presidente della Camera di Commercio Paolo Govoni, il Presidente e il direttore provinciale di Confesercenti Paolo Benasciutti e Alessandro Osti, il Presidente di Vitrines d’Europe Stefano Bollettinari e numerosi altri relatori italiani e stranieri.

” L’occasione di poter avere nella nostra città un confronto di così alto livello sulle politiche di valorizzazione dei centri storici, è una gande opportunità e motivo di particolare soddisfazione per Confesercenti Ferrara” sostiene il Presidente Provinciale Paolo Benasciutti che aggiunge: ” proprio in un momento delicato come questo, caratterizzato da una lunga crisi dei consumi, che ha determinato molte chiusure di attività, anche in zone di tradizionale valore commerciale come il centro storico, e si paventa l’apertura di un Outlet a pochi chilometri dalla città, è importante che imprese ed Amministrazioni possano discutere delle proprie esperienze e di come la valorizzazione delle piccole attività di vicinato, rappresentino un valore economico e sociale per le nostre città”

“Speriamo sia finita la fase più nera attraversata dalla piccole e medie imprese commerciali dal dopoguerra ad oggi – sostiene Stefano Bollettinari Presidente di Vitrines d’Europe e direttore di Confesercenti Emilia Romagna – ma proprio nel momento in cui sembra profilarsi la ripresa economica, il nostro intento è di lanciare dalle Giornate di Ferrara un segnale chiaro e forte alle Autorità europee e italiane per valorizzare e promuovere il commercio urbano e di prossimità, vero e proprio presidio sociale che, oltre ad avere un valore economico, garantisce la qualità della vita delle città.
In questi ultimi anni, è bene ricordare, hanno chiuso, solo in Italia, diverse decine di migliaia di piccole attività commerciali, massacrate da una crisi lunghissima ma penalizzate anche dall’aumento della pressione fiscale, da norme sbagliate come la Direttiva europea Bolkestein e dalla mancanza di politiche adeguate di sostegno. Dal Convegno di Ferrara chiediamo una forte svolta nelle politiche per le p.m.i. a tutti i livelli”.

“I momenti di dibattito e di confronto sono indispensabili per superare una crisi senza precedenti, che ha coinvolto non solo il Vecchio Continente. – sottolinea l’Assessore al commercio del Comune di Ferrara, Roberto Serra – L’ assunzione di strategie è indispensabile non solo per garantire un’ immediata ripresa ma anche per prospettare un trend di crescita nel tempo.
L’ amministrazione comunale è ben lieta di ospitare le XIII Giornate Europee del Commercio e del Turismo Urbano nella consapevolezza che scaturiranno importanti input.
Compito di tutti sarà poi, a vario titolo e a vari livelli, rendersi portavoce dei risultati che il Convegno espliciterà”.

INTERPELLANZE – Presentate dal gruppo FDI-AN e dal gruppo GOL in Consiglio comunale
Manutenzione del tratto finale di via Aeroporto e maggiori controlli sulle condizioni economiche degli extracomunitari
01-04-2015

Queste le interpellanze pervenute:
– il consigliere Spath (gruppo FDI-AN in Consiglio comunale) ha interpellato il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore alla Viabilità e Lavori pubblici Aldo Modonesi in merito alla manutenzione del tratto finale di via Aeroporto.

– il consigliere Rendine (gruppo GOL in Consiglio comunale) ha interpellato il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessora alla Sanità Chiara Sapigni in merito a maggiori controlli sulle condizioni economiche degli extracomunitari.

Sostegno del Sindaco a Riccardo Calimani e a Rav Giuseppe Laras per la rimozione del busto di Gaetano Azzariti
01-04-2015

Il Sindaco di Ferrara, città che ospita il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis), esprime il proprio appoggio alla richiesta che Riccardo Calimani e Rav Giuseppe Laras hanno inviato al Presidente della Repubblica in merito alla presenza nella sede della Corte Costituzionale del busto di Gaetano Azzariti, presidente negli anni bui del fascismo dell’indegno e cosiddetto Tribunale della Razza, poi incredibilmente eletto Presidente della Corte Costituzionale negli anni ‘50.

Tiziano Tagliani, unendosi alla protesta espressa, ribadisce la necessità della rimozione del busto: “non possiamo essere indifferenti ed oltraggiare la memoria delle innumerevoli vittime del fascismo e dei loro discendenti esponendo il busto di Gaetano Azzariti l’uomo forte del ministero della Giustizia fascista. Come dimenticare il suo discorso sulla diversità di razza definita “ostacolo insuperabile alla costituzione di rapporti personali, dai quali possano derivare alterazioni biologiche o psichiche alla purezza della nostra gente».Certo, come scritto nella lettera al Presidente della Repubblica, questo purtroppo non è l’unico, triste e scandaloso caso di «riciclo» di un militante fascista antisemita tra le file degli intellettuali e dei politici dell’Italia repubblicana, e proprio per questo dobbiamo avere il coraggio di fare i conti con nostro passato e dare segni concreti, seppur simbolici, del nostro rispetto – non solo declamandolo durante le annuali giornate della memoria – verso chi è stato privato dei propri diritti e della propria dignità”.

(A cura della Portavoce del Sindaco)

MUSEO STORIA NATURALE – Giovedì 2, venerdì 3, sabato 4 e lunedì 6 aprile in via De Pisis previsti tre turni
“Anthropos. Alle origini dell’uomo”, per le festività pasquali ampliate le visite guidate alla mostra
01-04-2015

Un suggestivo viaggio nel tempo per ripercorrere le tappe del cammino evolutivo dell’uomo, dalla conquista della posizione eretta fino all’Homo sapiens. A proporlo, in chiave multisensoriale, è la mostra “Anthropos. Alle origini dell’uomo” del Museo di Storia Naturale (via De Pisis 24), che per le festività pasquali amplia le visite guidate alla mostra. Giovedì 2, venerdì 3, sabato 4 e lunedì 6 aprile (dell’Angelo) tre saranno i turni di visita: alle ore 10, 15 e 16,30.
Per interagire con i materiali ( prototipi tattili, modelli, calchi e repliche di manufatti preistorici) esposti lungo il percorso aperto, approfondire le tematiche connesse e soddisfare mille curiosità, l”esperienza del percorso tattile sarà infatti necessariamente guidata dagli operatori specializzati dell’Associazione Didò.
L’esperienza del percorso tattile guidato è fruibile e apprezzabile anche dalle persone ipo e non vedenti.
Le prenotazioni vanno effettuate al tel.n. 0532 203381. Il costo della visita guidata è di € 5 a persona (gli accompagnatori delle persone non vedenti accedono invece gratuitamente alla visita).

Samantha Cristoforetti dallo spazio parla con il Presidente della Repubblica di Drain Brain

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Collegamento televisivo ieri dalla sede dell’Esa a Parigi, tra il Presidente della Repubblica e Samantha Cristoforetti. Nel corso del lungo colloquio, trasmesso da Rai News 24, Sergio Mattarella ha espresso “l’affetto e orgoglio di tutti gli italiani per la sua missione e gli esperimenti che conduce”. Come vanno gli esperimenti in orbita” – ha chiesto il Capo dello Stato? Molto bene – ha risposto l’astronauta, citando per primo il progetto”Drain Brain”, di cui il Prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro di Malattie Vascolari della nostra Università è il Principal investigator. Drain Brain ha lo scopo di quantificare il ritorno venoso cerebrale in condizioni straordinarie come l’assenza di gravità, e validare nello spazio strumenti diagnostici che rappresentano una novità assoluta e che, una volta ‘atterrati in ambulatorio’, potranno essere utili alle persone malate di insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi), la patologia venosa scoperta dallo stesso Zamboni. Ha mai trovato nella sua carriera – ha quindi chiesto il Capo dello Stato – ostacoli e difficoltà per il fatto di essere donna? “Non credo – ha risposto l’astronauta – e il mio augurio è che sempre più donne del nostro Paese abbiano forte l’aspettativa che avevo io da bambina, che non c’è da aspettarsi di incontrare ostacoli e difficoltà particolari”.

Un primo resoconto sul protocollo dell’esperimento è stato presentato nei giorni scorsi dallo stesso Zamboni, da Angelo Taibi, Ricercatore del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di Unife e Project Manager del progetto e Salvatore Pignataro, Direttore della Missione Futura per l’Agenzia Spaziale Italiana. Per la prima volta viene monitorato a distanza il flusso di sangue dal cervello al cuore. Al di là della rilevanza per la Medicina Spaziale, questo aspetto ha una grande importanza inTelemedicina poichè dimostra anche la possibilità di trasmettere informazioni mediche con le strumentazioni originali frutto della ricerca Unife. Queste strumentazioni un domani possono essere utilizzate per trasmettere da aree disagiate e non raggiungibili informazioni mediche di pazienti. Un secondo esperimento, riuscito già in 2 sessioni del progetto “Drain Brain”, dimostra la possibilità con gli ultrasuoni di misurare l’asse vascolare cuore cervello a distanza. Questa analisi si fa con un comune apparecchio ecografico attraverso dei software di analisi sviluppati nel nostro Ateneo dalla collaborazione fra i gruppi di Medicina e di Fisica.

Una spinta alla ricerca di Unife

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Dall’Ateneo 3 milioni di euro per grandi attrezzature

3 milioni di Euro per l’acquisto di grandi strumentazioni per lo svolgimento di attività di ricerca all’Università di Ferrara. E’ questo l’importo del finanziamento approvato nei giorni scorsi dagli organi di governo dell’Ateneo che consentirà l’acquisto di grandi attrezzature, di banche dati e di materiale bibliografico nel 2015.

Con tale finanziamento, posto interamente a carico del bilancio di Ateneo, i docenti e i ricercatori dell’Ateneo potranno partecipare a un bando per acquistare sia singole attrezzature, sia “piattaforme”, ovvero insiemi di strumenti coordinati per specifiche finalità di ricerca, che saranno utilizzati in comune, indipendentemente dalla loro collocazione, da più gruppi di ricerca, anche afferenti a diversi Dipartimenti.

Un segnale concreto – afferma il Rettore Pasquale Nappi – per il nostro Ateneo che ha fatto della ricerca il proprio asset fondamentale.

Il nostro impegno in questo ambito è testimoniato dagli eccellenti risultati di performance, in termini di efficienza e di qualità della ricerca nel suo complesso, certificati dalla VQR 2004/2010 (il progetto di Valutazione della Qualità della Ricerca affidato all’ANVUR, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) che hanno consentito al nostro Ateneo di ottenere una maggiore quota premiale nella assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario.

Abbiamo quindi deciso di reinvestire nella ricerca, settore che continua ad attrarre e a produrre risorse. Questo finanziamento consentirà di eliminare progressivamente le strumentazioni obsolete, che saranno così sostituite con nuove apparecchiature all’avanguardia, stimolando e aumentando ulteriormente la nostra competitività scientifica a livello nazionale ed internazionale,.
Un modo concreto per corrispondere alle esigenze dei nostri ricercatori e un grande sforzo per sopperire alla ormai cronica insufficienza di finanziamenti statali alla ricerca, situazione che denota una generale disattenzione per le attività scientifiche e il mondo universitario che, invece, dovrebbero essere poste nella condizione di meglio assolvere un ruolo estremamente rilevante per il recupero di competitività dell’intera Nazione.

Infine – chiosa il Rettore – esiste un legame inscindibile tra attività didattica e di ricerca e l’utilizzo di grandi attrezzature scientifiche all’avanguardia offrirà anche un ulteriore impulso ai nostri percorsi formativi, che già si collocano ai vertici delle principali classifiche nazionali.

La darsena si trasforma in giardino alimentare

da: organizzatori

God save the Green: Basso Profilo avvia il programma con la piantumazione di 17 alberi da frutto

Diciassette alberi da frutto per trasformare la darsena di Ferrara in un giardino alimentare: il programma “God save the Green” – presentato martedì sera a Wunderkammer – non avrebbe potuto cominciare sotto auspici migliori. La piantumazione è avvenuta nella mattinata di mercoledì 1 aprile, nella fascia erbosa che caratterizza lo splendido affaccio di Palazzo Savonuzzi sul Po di Volano. L’intera operazione è stata curata e progettata dall’associazione Basso Profilo, in collaborazione con Manfredi Patitucci, garden designer noto alle cronache per essersi occupato negli scorsi anni di riqualificare un’ampia zona verde adiacente a via Padova, convertendola in un piccolo bosco urbano.

«L’obiettivo di “God save the Green” è sensibilizzare i ferraresi sul tema del suolo come bene pubblico – spiega Leonardo Delmonte, direttore dell’associazione -. Per questo siamo felici di questo nuovo giardino, dove abbiamo piantato alberi di mele, pere, melacotogne, nespoli, pesche e prugne. È un segnale piccolo ma importante. Offrirà ombra, e un piccolo spuntino, a chi si vorrà trascorrere qualche ora in questo splendido angolo di città».

Le iniziative messe in campo da Basso Profilo per promuovere l’agricivismo e il greening urbano sono tante. Martedì sono state inaugurate negli spazi di Wunderkammer due mostre a tema, visitabili su prenotazione: “Giardini parlanti”, che comprende gli elaborati realizzati dai partecipanti al corso di illustrazione tenuto da Manuela Santini, ispirati alle narrazioni fantastiche e boschive di Italo Calvino; “Natural Garden”, che raccoglie le suggestive fotografie realizzate da Paolo Zappaterra in giro per il mondo, immagini catturate in Cappadocia, nei deserti australiani, panorami mozzafiato e visioni raccolte in mezzo alla neve, su litorali assolati, tra piante selvatiche e coltivazioni.

Completano il calendario quattro corsi molto particolari, che verranno avviati nelle prossime settimane. Il primo – “Piantala!” – comprenderà otto lezioni e due workshop di giardinaggio e botanica. Il secondo – “Cibo!” – dieci lezioni, sia pratiche che teoriche, dedicate alla cucina consapevole. Il terzo – “Fotografare per dire” – riguarderà la capacità di tradurre attraverso la fotografia l’idea e la narrazione del paesaggio. Il quarto, “Black Meal”, sarà un workshop di danza molto particolare, organizzato sul tema dell’alimentazione intesa in senso esperienziale, sensoriale.

«Questo calendario si inserisce all’interno di un programma chiamato Ri-generazione urbana, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna e patrocinato dal Comune di Ferrara, che come associazione stiamo portando avanti dal 2010 – conclude Delmonte -. In questi anni abbiamo lavorato su svariati temi, cercando sempre di rivolgerci a un target giovanile e di mantenere il focus delle nostre azioni sulla riqualificazione partecipata della città. Per la primavera 2015 ci è sembrato giusto concentrarci sul tema della terra, del verde, del cibo: elementi fondamentali di cui spesso sottovalutiamo l’importanza».

Venerdì 3 aprile, al Torrione, va in scena “Eyes Wine Shot”, esilarante pièce teatrale scritta e interpretata da Giuseppe Gandini e Gianantonio Martinoni

da: ufficio stampa Jazz Club Ferrara

Venerdì 03 aprile le “quinte” di Somethin’Else si trasformano per imbandire il desco ed allestire uno spettacolo interamente dedicato al nettare degli Dèi. Nella suggestiva cornice del Torrione San Giovanni, a quasi una trentina di repliche in meno di un anno dal debutto, va in scena Eyes Wine Shot, esilarante pièce teatrale scritta e interpretata dai noti attori Giuseppe Gandini e Gianantonio Martinoni.

Venerdì 03 aprile (a partire dalle ore 20.00) le ‘quinte’ di Somethin’Else si trasformano per imbandire il desco ed allestire uno spettacolo interamente dedicato al nettare degli Dèi. Nella suggestiva cornice del Torrione San Giovanni, a quasi una trentina di repliche in meno di un anno dal debutto, va in scena Eyes Wine Shot, esilarante pièce teatrale scritta e interpretata dai noti attori Giuseppe Gandini e Gianantonio Martinoni.
Dopo aver assaporato una serie di pietanze, tutte rigorosamente a base di vino, il pubblico sarà coinvolto in una performance oltremodo divertente, ricca di informazioni sulla storia, la chimica ed il linguaggio della prelibata bevanda. Con un incedere incalzante, i due attori dispensano non solo una lettura ironica delle iperboli stilistiche nelle quali sovente ‘inciampiamo’ leggendo guide, o etichette enologiche, ma attingono altresì informazioni semiotico-scientifiche da testi di grandi autori quali Gaber e Neruda, dando vita a sketch ricchi di colpi di scena in cui il talento improvvisativo gioca una componente fondamentale per cinquanta minuti di puro divertimento, durante i quali ‘saprete tutto quello che volevate sapere sul vino e non avete mai osato chiedere, in enoteca’.
L’attore e regista Giuseppe Gandini (Ferrara, 1972) vive e lavora a Roma dal 1993. Protagonista della serie “7vite”, sit-com in onda su Rai 2, ha partecipato a tantissime fiction televisive tra cui “Distretto di Polizia 6”, “Tutti i padri di Maria” e recentemente “Un Matrimonio” di Pupi Avati. Per il grande schermo ha lavorato, tra gli altri, con Ettore Scola ne’ “La Cena” (1998) e a fianco di Julia Roberts nel film “Mangia Prega Ama” (2010). Gianantonio Martinoni (Cittadella, Padova, 1972) si giostra con versatilità tra cinema e teatro. Ha lavorato, tra gli altri, con Fabrizio Gifuni in “La città dei matti” per Rai 1 e con Elio Germano in “Faccia d’angelo” per Sky. Recentemente lo abbiamo trovato al fianco di Terence Hill in “Un passo dal cielo” e nel film di Carlo Vanzina “Buona Giornata” ( 2012). Dal 1998 vive e lavora nella Capitale.
È consigliata la prenotazione della cena al 333 5077059 (dalle 15:30). L’ingresso a offerta libera è riservato ai soci Endas.

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Busto di Gaetano Azzariti: Sostegno del Sindaco Tagliani a Riccardo Calimani e rav. Giuseppe Laras per la rimozione della scultura

da: ufficio Portavoce del Sindaco di Ferrara

Il Sindaco di Ferrara, città che ospita il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis) , esprime il proprio appoggio alla richiesta che Riccardo Calimani e rav. Giuseppe Laras hanno inviato al Presidente della Repubblica in merito alla presenza nella sede della Corte Costituzionale del busto di Gaetano Azzariti, presidente negli anni bui del fascismo dell’indegno e cosiddetto Tribunale della Razza, poi incredibilmente eletto Presidente della Corte Costituzionale negli anni ‘50.

Tiziano Tagliani, unendosi alla protesta espressa, ribadisce la necessità della rimozione del busto: ” non possiamo essere indifferenti ed oltraggiare la memoria delle innumerevoli vittime del fascismo e dei loro discendenti esponendo il busto di Gaetano Azzariti l’uomo forte del ministero della Giustizia fascista . Come dimenticare il suo discorso sulla diversità di razza definita “ostacolo insuperabile alla costituzione di rapporti personali, dai quali possano derivare alterazioni biologiche o psichiche alla purezza della nostra gente».Certo, come scritto nella lettera al Presidente della Repubblica questo purtroppo non è l’unico, triste e scandaloso caso di «riciclo» di un militante fascista antisemita tra le file degli intellettuali e dei politici dell’Italia repubblicana, e proprio per questo dobbiamo avere il coraggio di fare i conti con nostro passato e dare segni concreti, seppur simbolici, del nostro rispetto – non solo declamandolo durante le annuali giornate della memoria – verso chi è stato privato dei propri diritti e della propria dignità “

Dove il fiume Po bacia il mare, la Primavera è Slow

da: Consorzio Visit Ferrara

Fino al 21 giugno 2015 nel Parco del Delta del Po tanti eventi dedicati al turismo naturalistico, cicloturismo, birdwatching ed escursioni in barca. Gli itinerari del consorzio Visit Ferrara.

Seguire i ritmi della natura che si risveglia, percepirne ogni respiro, esplorando la vita all’aria aperta del Parco del Delta del Po (Patrimonio Mondiale UNESCO). Dove si incontrano foreste e lagune, specie di uccelli rari, oasi d’acqua e di vegetazione, isole, ville rinascimentali immerse nel verde, fino a 21 giugno 2015 la Primavera è Slow. Per 13 settimane il Parco del Delta del Po, che abbraccia la Provincia di Ferrara, si trasforma in un concentrato di eventi dedicati al turismo naturalistico e al birdwatching, al cicloturismo e alla fotografia, alle escursioni in barca e alle esperienze enogastronomiche. Tra gli appuntamenti da non perdere di Primavera Slow 2015, il Festival della Fotografia naturalistica a Comacchio dal 1° al 3 maggio, il Birdwatching Days in varie località del Parco dal 15 al 17 maggio, la Pasqua all’insegna di escursioni a piedi, in bici e in barca – dal 3 al 6 aprile – le avventure a cavallo, e gli itinerari sull’acqua nelle sorprendenti Vallette di Ostellato, da attraversare tutte le domeniche dalle 9.30 alle 15.30. Esperienze ideali – da vivere grazie al consorzio Visit Ferrara che mette insieme più di 80 operatori turistici della Provincia ferrarese – per gli amanti della natura e per chi non vede l’ora di riporre piumini e cappotti pesanti, godendosi pic nic nel verde e giornate all’aria aperta.

Skippers in barca a vela.
Tutti i weekend, ma anche nei giorni in mezzo alla settimana, si può provare l’emozione di navigare tra i canali del Parco del Delta del Po guidati da un esperto skipper su una barca a vela. Il programma di tre giorni del consorzio Visit Ferrara prevede tour nella città estense e crociera a partire dal porto del Lido degli Estensi. Un viaggio navigante, sul soffio del vento, per 24 miglia nautiche, fra la costa di Comacchio (la suggestiva città sull’acqua), i tradizionali capanni estivi sulle rive del fiume, l’Isola dell’amore di Goro, un tempo luogo quasi inaccessibile prediletto dagli innamorati, gli habitat naturali di aironi e volatili particolari, la torre cilindrica e l’occhio che scruta il mare del Faro di Goro, le spiagge selvagge tra le dune. L’ultimo giorno è dedicato alla scoperta delle località del basso ferrarese, le valli di Comacchio, l’Abbazia di Pomposa, il Castello di Mesola. Il pacchetto di 3 giorni con 2 pernottamenti è a partire da 165 euro a persona.

Un giorno tra uccelli rari e creazioni d’acqua.
– Per chi ha un solo giorno a disposizione, si può scegliere di partire per una gita in motonave con pranzo di pesce a bordo. Ci si imbarca a Gorino Ferrarese, navigando il Po di Goro fra gli allevamenti di vongole, fino al punto di confine tra la terra e il mare: il Faro di Goro e l’Isola dell’amore, per poi seguire canali e canneti, mentre le luci del cielo si specchiano nelle acque, scoprire la Sacca di Scardovari e il magazzino del riso. Il tour dura 4 ore, ma una volta scesi si può prendere una bicicletta e scoprire le località del Parco del Delta con i suoi tesori storico-artistici. La proposta, ideale per i gruppi, è di 46 euro al giorno.

– Un’altra soluzione di un giorno, permette di immergersi in motonave tra il canto degli uccelli nell’Ecomuseo delle Valli di Comacchio, dove scoprire l’antica atmosfera marinara, navigando tra i casoni – le case di guardia che servivano per la sorveglianza dai pescatori di frodo – ed entrandovi per conoscerne le storie, fra suppellettili ed utensili, le vecchie imbarcazioni, le sale di cottura per la marinatura dell’anguilla, la regina della laguna e protagonista della tavola della Provincia di Ferrara. Il pranzo di pesce è servito in un tipico casone o agriturismo, mentre il pomeriggio è dedicato alla visita di Comacchio, la splendida città sull’acqua dai ponti e canali scenografici, la torre dell’orologio, la loggia del grano e il Museo della Nave Romana, oltre alla fabbrica museo della Manifattura dei Marinati dove si osserva il processo di lavorazione dell’anguilla. Il prezzo è di 56 euro a persona.

Arte e Valli con sapori tipici del Delta.
Tre giorni intensi di natura, bicicletta e il rigoglioso Delta del Grande Fiume. Il primo è dedicato alla visita libera della città di Ferrara, con aperitivo di degustazione e cena tipica in hotel o ristorante. Il secondo, dopo la colazione, è incentrato su Comacchio. Da qui si può partire in motonave con guida a bordo tra le Valli comacchiesi e poi noleggiare una bici per costeggiare gli argini verso le antiche saline. Il terzo giorno si va all’Abbazia di Pomposa, si consuma un pranzo tipico in agriturismo e di parte per Gorino Ferrarese, dove una barca attende i viaggiatori per un’escursione sul Delta del Po, le oasi naturalistiche, i boschi di Mesola e di Santa Giustina, le Delizie Estensi (le regali ville costruite dalla famiglia d’Este nel Rinascimento). Il prezzo, compreso di pranzi, cene e degustazioni, oltre al soggiorno di 2 notti in hotel, è da 245 euro a persona in camera doppia.

Da Ravenna a Ferrara, attraversando la natura.
Due città ricche di monumenti e di storia unite dal Parco del Delta del Po. Sono Ferrara e Ravenna, da vivere con una vacanza di 4 giorni, passando per la splendida Comacchio e per le località immerse nella natura. Si comincia da Ravenna, con le sue preziose basiliche, il Mausoleo di Galla Placidia, l’arte bizantina, le botteghe di mosaico, la tomba di Dante Alighieri e la Domus dei Tappeti di Pietra: la Ravenna sotterranea ricca di mosaici antichi. Il giorno successivo si scopre Comacchio, ci si imbarca per navigare tra le sue Valli, l’ecomuseo, le saline, i casoni, per poi visitare un’azienda agrituristica e degustare vini delle sabbie e prodotti tipici. Terzo giorno alla volta di Pomposa e la sua Abbazia, il tour del Parco guidato, la sua sorprendente flora e fauna, la Delizia estense di Mesola. L’ultimo giorno è dedicato a Ferrara, la città dal volto medievale e rinascimentale da percorrere in bicicletta lungo le antiche mura. Nel pacchetto sono compresi pranzi e cene tipiche, oltre alle escursioni e al pernottamento in hotel. Prezzi a partire da 310 euro a persona.

Nelle festività 6 aprile, 25 aprile e 1 maggio 2015, proclamata l’astensione dal lavoro nel commercio

da: organizzatori

Le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori del commercio FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTuCS UIL dell’Emilia Romagna confermano la netta contrarietà alle aperture festive nel settore del commercio.

Nelle giornate festive del 6 Aprile (lunedì di Pasqua), del 25 Aprile (Festa della Liberazione) e 1° Maggio (Festa dei Lavoratori), i sindacati regionali CGIL, CISL e UIL del commercio proclamano una giornata di ASTENSIONE DAL LAVORO FESTIVO dei lavoratori del commercio e degli addetti di tutte le attività svolte all’interno dei centri commerciali.

Come noto la LIBERALIZZAZIONE degli orari introdotta nel 2011 con il Decreto “Salva Italia” ha eliminato ogni vincolo e regola in materia di orari commerciali, nel totale disinteresse degli effetti negativi prodotti su milioni di persone, in prevalenza donne, e sulle loro famiglie.

Le nuove regole, ancora ferme in Parlamento, se da una parte potranno permettere agli enti locali e alle parti sociali di ridiscutere di orari di apertura degli esercizi commerciali nei territori, dall’altra, non ponendo vincoli, se non la chiusura in sole 6 festività, sostanzialmente non risolveranno il problema.

Anche per questo, nell’ambito anche della “Sunday Alliance” Europea contro le aperture domenicali e festive, le Segreterie regionali hanno deciso di proclamare l’astensione dal lavoro per tutto il turno di lavoro delle festività sopra riportate, ricordando ai lavoratori che sulla base delle norme contrattuali vigenti, potranno rifiutarsi di effettuare prestazioni lavorative in tutte le festività, senza incorrere in nessuna sanzione.

Le liberalizzazioni sono sbagliate, non aiutano la crescita economica, creano dumping tra piccola e grande distribuzione, svendono le festività, svuotano i centri storici delle città a favore delle cittadelle del consumo, sviliscono la qualità del lavoro spezzettando la prestazione lavorativa e costringendo i dipendenti ad orari improbi ben poco concilianti con le necessità di riposo.

La Pasqua è slow

da: ufficio stampa Primavera Slow

Dal 3 aprile al 6 aprile un week-end pasquale totalmente dedicato alla natura nel Parco del Delta del Po con gli eventi e le escursioni di Pasqua Slow

A piedi e in bicicletta tra i sentieri più suggestivi del Parco del Delta, in barca per ammirare la bellezza di luoghi incontaminati che si specchiano sull’acqua ma anche in fuoristrada per un viaggio avventuroso o alla ricerca delle “uova pasquali”. La parola d’ordine per il lungo week-end di Pasqua nel Parco del Delta del Po Emilia – Romagna è solo una: escursioni. Rigorosamente in mezzo alla natura, con gli amici, la famiglia e pronti ad abbandonare i ritmi frenetici di tutti i giorni per godere della su “lentezza”. E’ tutto pronto, dunque, per una vera e propria “Pasqua Slow” che, dal 3 al 6 aprile, animerà il Parco del Delta del Po tra Ferrara e Ravenna. L’evento è inserito nel ricchissimo programma di Primavera Slow che, fino al 21 giugno, aprirà le porte ai turisti che vorranno vivere e scoprire i luoghi più belli del Parco e fare birdwatching.
Davvero molto intenso il calendario di escursioni, visite guidate e appuntamenti enogastronomici previsti per il week-end pasquale, disponibile giorno per giorno sul sito www.primaveraslow.it. Tra le molte proposte offerte dagli organizzatori dell’evento – Delta 2000 e il Parco del Delta del Po – segnaliamo gli eventi dedicati a fotografia e birdwatching: l’escursione nei capanni fotografici della Valli di Argenta; birdwatching nel sentiero natura verso Argenta; birdwatching al faro tra i canneti delle oasi vicino al faro di Gorino e poi, il giorno di Pasqua e Pasquetta anche una divertente e suggestiva caccia ai fenicotteri rosa da Anita fino a Boscoforte. Molti anche gli appuntamenti per chi ama scivolare sulle acque dei canali del Parco con la Minicrociera da Porto Garibaldi fino all’Isola dell’Amore; un Viaggietto sul Po con aperitivo per ammirare gli aironi e poi in motonave nella Valli di Comacchio e fino alla Foce del Po, l’escursione in barca nelle Saline di Comacchio e nell’area del Bevano tra l’Ortazzo e l’Ortazzino. Da non mancare, per gli appassionati di pesca, La pesca delle Valli di Comacchio con le tipiche imbarcazioni dei vallanti, per rivivere le atmosfere e le tradizioni di un tempo. Anche gli amanti delle belle passeggiate saranno sicuramente accontentati: si potrà andare alla ricerca del Cervo della Mesola tra i sentieri del bosco; ammirare la flora e la fauna dell’Oasi di Canneviè all’alba; passeggiare nel cuore delle Saline di Comacchio sulle tracce dell’antica Ficole o percorrere La via dei nidi per vedere la nidificazione degli uccelli nelle Saline di Cervia e la meravigliosa Pineta di San Vitale di Ravenna all’interno della Piallassa della Baiona. Nel fine settimana molte le iniziative anche per i più piccoli, soprattutto nel giorno di Pasqua con il laboratorio didattico Caccia alla traccia pasquale nella pineta di Savio; il Primo volo libero alla Casa delle Farfalle per assistere al primo volo delle farfalle di Primavera; il laboratorio creativo Cartolina dal Parco per realizzare forme e colori ispirate alla natura; Pasqua al Museo di Ostellato per decorare le uova di Pasqua. Con Pasqua Slow, dunque, un week-end per vivere tutti insieme e in armonia il Parco e le sue straordinarie meraviglie naturali.

Il presidente Anbi Vicenzi: “Parla Vicenzi? No, la corte dei conti”

da: ufficio stampa A.N.B.I.

“La politica di tutela del territorio continua a destinare ancora la gran parte delle risorse disponibili, che restano comunque scarse, all’emergenza, anziché ad un’effettiva opera di prevenzione. Negli ultimi 5 anni, quasi 1.500 milioni di euro sono stati stanziati per l’emergenza a fronte di 2.000 milioni di euro, destinati nell’ultima programmazione 2010-2011 agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, peraltro destinati anche a fronteggiare situazioni emergenziali.” A dirlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), ripetendo però pari pari quanto affermato dall’apposita relazione della Corte dei Conti.
“Inconciliabile con l’urgenza di provvedere – continua a riportare fedelmente Vincenzi – è la dilatazione dei tempi di attuazione degli interventi sia per la programmazione attivata nel decennio 1998-2008 sia per gli Accordi di Programma sottoscritti a partire dal 2010. In particolare, per questi ultimi, su un totale di 1621 interventi, una parte significativa, 207, risulta tuttora da avviare o dati non comunicati, mentre risultano conclusi soltanto 317 interventi per 200 milioni di euro rispetto a un finanziamento complessivo pari a circa 2,1 miliardi di euro.”
Il Presidente A.N.B.I. continua a fare proprie le parole della Corte dei Conti: “Appaiono evidenti criticità sistemiche: un contesto decisionale ed operativo caratterizzato dal coinvolgimento di più soggetti pubblici, spesso tra loro non dialoganti e/o in contrapposizione; a ciò deve aggiungersi un quadro continuamente mutevole di risorse finanziarie disponibili ed una programmazione, che non si iscrive in un disegno strategico di opere strutturali, ma risulta frammentata in una molteplicità di interventi. I ritardi – conclude Vincenzi, assumendo fino in fondo il ruolo di megafono per le conclusioni dell’importante organo amministrativo – sono in parte anche conseguenza di un non efficiente sistema di controllo e monitoraggio, che non ha prodotto i risultati attesi. La frammentazione del sistema di rilevamento dei dati, distribuito tra più banche dati, in parte tra loro sovrapposte e non dialoganti, determina spesso risultati incompleti e non attendibili.”
In sintesi, le raccomandazioni della Corte sono il superamento di una politica centrata sull’emergenza; la ridefinizione di una governance degli interventi, maggiormente semplificata e trasparente; la riorganizzazione del sistema di controllo e monitoraggio degli interventi; la prosecuzione nell’azione di impulso alla funzione di indirizzo e coordinamento del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia del dissesto idrogeologico; la valutazione, in una logica comunque di compatibilità con il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica di breve e medio periodo, dell’opportunità di escludere dai vincoli del patto di stabilità interno le spese sostenute dagli enti territoriali per interventi di messa in sicurezza, manutenzione e consolidamento di territori esposti a eventi calamitosi. “Quanto affermato dalla Corte dei Conti – commenta a questo punto il Presidente A.N.B.I. – conferma quanto diciamo da tempo: la sicurezza idrogeologica del Paese non è principalmente una questione di finanziamenti, ma di volontà politica. Dopo anni di denunce in un assordante silenzio complice con le tante tragedie degli anni recenti, potremmo essere colti da scoramento. Figli della cultura del fare, invece rilanciamo, mettendoci ancora una volta a servizio del Paese, affiancando l’encomiabile sforzo della Struttura di Missione contro il Rischio Idrogeologico, cui offriamo anche il contributo del nostro Piano nazionale per la riduzione del pericolo di alluvioni, allagamenti e frane: 3.335 interventi perlopiù immediatamente cantierabili per un importo complessivo di quasi 8.413 milioni euro, finanziabili con mutui quindicennali e capaci di attivare oltre 55.000 nuovi posti di lavoro.”

Abusivismo, sostegni alle imprese e burocrazia, un impegno comune per rilanciare l’economia locale

da: ufficio stampa Cna Ferrara

La Cna del Delta incontra il sindaco di Codigoro Rita Cinti Luciani

Su richiesta della Cna dell’Area Delta si è tenuto, nei giorni scorsi, un incontro con il sindaco di Codigoro Rita Cinti Luciani, con l’obiettivo di esaminare i problemi dell’economia locale, valutando possibili iniziative a sostegno delle imprese, duramente provate dalla lunga crisi di questi ultimi anni. All’incontro, che si è svolto presso il Municipio, oltre al sindaco erano presenti il presidente e la vice presidente dell’Area Cna del Delta, Giordano Conti e Enrica Mantovani, il responsabile dell’Area Luca Corteggiani e il responsabile della Sede Cna di Codigoro, Tiziano Chiarabelli.
Tra i diversi temi trattati, la crescita rilevante dell’abusivismo che, a parere del presidente Cna Conti, investe ormai quasi tutti i settori, in particolare dei servizi (es. parrucchieri, impiantisti, idraulici, ecc.) e, soprattutto negli ultimi anni, delle costruzioni. Un fenomeno da contrastare con determinazione, ad avviso della Cna, sia attraverso una ampia opera di sensibilizzazione dei cittadini sulla nocività sociale dell’abusivismo, che danneggia pesantemente le imprese in regola e contribuisce a mantenere elevata l’evasione fiscale nel nostro Paese, sia attraverso frequenti controlli degli organi preposti di pubblica sicurezza e vigilanza.
Il sindaco Cinti Luciani ha fornito, a questo proposito, la più ampia disponibilità collaborare, così come su altri terreni di particolare rilevanza per le imprese del territorio, sottolineando come il sostegno al tessuto produttivo rappresenti, per l’Amministrazione, una priorità da perseguire attraverso azioni mirate e risorse dedicate, sia pur limitate da problemi di Bilancio. Infatti, proprio a questo titolo il Comune ha recentemente destinato 50 mila euro che, con il contributo delle Associazioni imprenditoriali del territorio come Cna, andranno ad incentivare le azioni ritenute più efficaci nel dare impulso all’attività delle imprese e all’occupazione.
Da questo punto di vista, Cna ha preannunciato il proprio impegno a portare al confronto (che si terrà prossimamente) alcune proposte, anche alla luce delle esigenze espresse dalle proprie imprese. Infine, l’incontro è servito per fare il punto su una serie di altri temi, dalla situazione delle opere pubbliche e degli appalti, ai tempi di pagamento delle imprese per lavori eseguiti per conto dell’Amministrazione. Infine, la burocrazia, tema sul quale i dirigenti della Cna hanno segnalato la difficoltà delle imprese a far fronte al carico e agli oneri economici imposti da leggi e norme pesanti e farraginose, riconoscendo, per altro, lo sforzo dell’Amministrazione su questo versante, a cominciare dallo Sportello Unico, tra gli esempi di maggiore efficienza e qualità in provincia di Ferrara.

A Pasqua e Pasquetta, la sorpresa è nei musei

da: ufficio stampa SBArcheo

E in più, il giorno di Pasqua, prima domenica del mese, ingresso gratuito in tutti i luoghi della cultura statali. Tutti i dettagli su www.archeobologna.beniculturali.it

Le vestigia monumentali di Veleia romana, l’unicità della città etrusca di Marzabotto o la vita laboriosa nella villa rustica di Russi; ma anche la millenaria storia di Parma, i corredi di Spina oppure le molteplici iscrizioni di età romana dell’antica Sassina.
Ce n’è davvero per tutti i gusti, e per giunta gratis il giorno di Pasqua, per chi volesse trascorrere il week-end festivo visitando i musei e le zone archeologiche statali dell’Emilia-Romagna. Come già da qualche anno, tutti i musei hanno rinunciato alla chiusura settimanale del lunedì per consentire a cittadini e turisti di apprezzare i propri scavi e collezioni, e saranno dunque aperti sia a Pasqua che il Lunedì dell’Angelo.

Il Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” (Via Porrettana Sud 13, info 051.932353) è aperto dalle 9 alle 18.30 mentre l’area archeologica di Marzabotto/Kainua è visitabile dalle 8 alle 19.
La Villa Romana di Russi (via Fiumazzo, info 0544.581357) e i resti della città romana di Veleia (Lugagnano Val d’Arda, PC, info 0523.807113) sono aperti in entrambi i giorni dalle 9 alle 19

Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara (Via XX Settembre 122, info 0532.66299) è aperto dalle 9.30 alle 17 e il Museo Archeologico Nazionale di Sarsina (Via Cesio Sabino, info 0547.94641) dalle 8.30 alle 13.30 (in entrambi i musei la biglietteria chiude mezz’ora prima).
Aperto infine dalle 13 alle 19 il Museo Archeologico Nazionale di Parma (Palazzo della Pilotta, info 0521.233718) con ingresso contingentato nella sola giornata di Pasqua.

LA RIFLESSIONE
Come se. L’aereo caduto e il bisogno di rassicurazione

L’eco della tragedia aerea sulle Alpi francesi non si smorza. Nei giorni immediatamente successivi al dramma, giornali e telegiornali ci hanno informato in maniera puntuale e direi quasi ossessiva con continui aggiornamenti sul velivolo precipitato con 150 persone a bordo, tutte decedute in seguito all’impatto. All’inizio la cosa aveva una logica: l’accaduto sollecitava l’umana partecipazione al dolore; al contempo appariva inesplicabile e, come ogni mistero, sollecitava l’interesse e la curiosità. Ma poi quello che si poteva intuire fin dal principio ha trovato conferma: la causa è stata inequivocabilmente ricondotta alla follia suicida del copilota. Questo, come prevedibile, ha alimentato l’ormai consueta spettacolarizzazione dell’informazione, condita anche da dettagli inutili.
Ma a un certo punto si poteva supporre che i riflettore, gradualmente, spostassero il loro cono di luce su altri scenari. Invece no. La notizia resta al centro delle cronache. E questo appare meno facilmente comprensibile.

Credo che la ragione sia in qualche modo riconducibile a ciò che un vecchio maestro di sociologia, Pietro Bellasi, riassumeva nell’espressione “come se”. Il “come se” risponde al bisogno degli individui di dominare ciò che sfugge al loro razionale controllo. Il rito ne è un tipico esempio. Compio (meglio: ripeto) determinati atti o gesti che in passato hanno propiziato un successo (il colloquio di lavoro o l’esame superato, la vittoria della mia squadra del cuore…) come se da essi dipendesse l’esito atteso. In questo modo mi illudo di padroneggiare la sorte.

Nel caso specifico, dopo la razionale volontà di comprendere le ragioni di una tragedia in cui potenzialmente potrebbe incorrere chiunque utilizzi l’aereo, è subentrata l’ansia incontrollabile. La schematica e semplificata sequenza iniziale dai fatti è questa: precipita un velivolo; tutti morti i passeggeri; incomprensibili le ragioni dell’incidente; legittimo interrogarsi e cercare spiegazioni. Accanto all’interesse per il caso specifico, scatta la naturale pulsione all’autodifesa, l’istinto di sopravvivenza. Voglio sapere e capire anche per tutelare me stesso e regolarmi la prossima volta che salirò su un aereo: qual è stato il problema? Se lo so, posso tentare di minimizzare il rischio (banalizzando: posso evitare quella certa compagnia perché inaffidabile, non compiere quella rotta perché pericolosa… eccetera).

Tutto questo, però, è messo in crisi: la causa emersa è la follia. E ciò che è irrazionale è incontrollabile. Ecco il panico. Come posso difendermi, allora? Da qui la morbosa attenzione che ancora viene rivolta dai mezzi di informazione e dall’opinione pubblica all’accaduto. “Come se” si potesse individuare una ragione: come se si attendesse l’emergere di un presupposto che fornisca una spiegazione razionale a un atto irrazionale, come se la follia potesse in qualche modo essere compresa e dunque resa dominabile. L’idea che il pilota si sia ucciso, trascinando deliberatamente con sé decine di persone innocenti, per assurgere a una notorietà mondiale negata dalla vita e acquisita attraverso la morte, è una spiegazione agghiacciante ma plausibile. Però la logica che la presiede anziché placare la nostra ansia la alimenta.

Gli antichi definivano “fato” l’imprevisto, lo ascrivevano al capriccio degli dei e accettavano il destino dandosene pace. Per noi contemporanei scientisti iper-razionali è più difficile riconoscere di essere in balia degli eventi, senza un reale controllo sulle nostre vite. Così ci dibattiamo continuamente alla ricerca di cause che spieghino gli effetti, come se questo ci rendesse padroni dell’esistenza. Che resta invece un mistero inaccessibile. E incontrollabile.

Mercato Bio all’Acquedotto: da Giovedì 2 aprile la spesa si fa al pomeriggio

da: BioPerTutti, Il Mercato dei produttori Biologici e del naturale

A partire da Giovedì 2 Aprile  il  Mercato dei Produttori Biologici e del Naturale si svolgerà in P.zza XXIV Maggio (Acquedotto), in edizione esclusivamente  pomeridiana, dalle 16.30 alle 20,00.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione BioPerTutti  con il Patrocinio del Comune di Ferara è stata accolta fin dall’inizio con grande entusiasmo ed interesse da numeroso pubblico.  Proprio per soddisfare le tante richieste di partecipazione è stata deciso lo spostamento in fascia pomeridiana e consentire a tutti di fare la propria spesa Bio ad un prezzo equo
I consumatori continueranno a trovare un’ampia  gamma  di prodotti di qualità delle  aziende bio del territorio emiliano: frutta e verdura di stagione, riso, uova, formaggi, vino, succhi di frutta, biscotti e torte di cereali antichi; e  inoltre cosmetici, oli essenziali e prodotti per la casa. Tra le novità della Primavera:, frutti di bosco freschi e trasformati dell’Appennino modenese e Lambrusco biologico DOC. Qualità, salute e bontà: sono questi gli obiettivi che l’associazione BioPerTutti porta avanti attraverso il Mercato, primo nel suo genere per la città di Ferrara e  pensato per tutti coloro che cercano prodotti freschi e genuini, garantiti dal rapporto di fiducia con i produttori. BioPerTutti, infatti, non è solo  un’occasione “commerciale” ma soprattutto un luogo di incontro e di condivisione  per chi vuole fare scelte sostenibili e migliorare la qualità della propria vita. L’iniziativa inoltre ha un servizio di informazione per approfondire i valori  del Bio e apprezzare ciò che si acquista.

 

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IL FATTO
Quando le notizie sono a fumetti

Alcuni giorni fa è nato un portale di notizie, inchieste, approfondimenti e reportage a fumetti, una bella idea, fresca e innovativa, capace di attirare anche i più giovani (ma non solo). Si tratta di una bella scelta, quella di un giornalismo innovativo, che accosta alla notizia un disegno accattivante e invitante. Il primo sito italiano digraphic journalism”, intitolato semplicemente “Graphic News” (www.graphic-news.com), sviluppato dall’intuizione di Gianluca Costantini ed Elettra Stamboulis, in una redazione tutta bolognese. Il progetto è partito dalla cooperativa Pequod [vedi], fondata nel 2014 da Michele Barbolini, Pietro Scarnera, David Biagioni, Federico Mazzoleni, ideato con l’associazione Mirada di Ravenna [vedi], nata nel 1997, e realizzato col sostegno del bando 2014 Culturability della Fondazione Unipolis e del bando 2014 Incredibol del Comune di Bologna. Quale nome più adatto per una partenza… Pequod, d’altronde, era la baleniera di Moby Dick, comandata dal capitano Achab, a caccia di balene e capodogli, e in particolare dell’enorme balena bianca, sfida dell’uomo alle grandi forza della Natura, e Mirada, in spagnolo, significa sguardo. Risuona in essa anche la radice latina di miror, che significa stupirsi. Mirada vuole, dunque, proporre sguardi, stupore e sensibilità visiva. E ci è riuscita.

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La redazione si presenta

Il sito, per ora, parte con nove storie, divise in cinque sezioni, tutte rese possibili dall’esperienza sul campo degli autori: news, economia, cultura, scienze, sport. Tra quelli coinvolti, per il momento, ci sono sia nomi già noti che meno, esordienti: Gianluca Costantini, Marco Garofalo, Mattia Moro, Cristina Portolano, Emanuele Racca, Giulia Sagramola, Pietro Scarnera, Francesca Zoni, Brochendors Brothers. Presto, però, arriveranno anche colleghi internazionali. Un bel gioco di squadra, giovane e vispa.

 

 

 

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Fumetto di Giulia Sagramola
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‘Giovani, carini e tartassati’

Così, tra le news, possiamo leggere “Povere veneri”, di Francesca Zoni, che si sofferma sulla vita delle prostitute bolognesi con curiosità e delicatezza (insieme alle volontarie dell’associazione Libera che portano alle ragazze generi di conforto), “Giovani, carini e tartassati”, di Giulia Sagramola, che racconta di tutte le tasse cui sono esposti i poveri, tartassati e indifesi freelance o “Gli ultimi manicomi”, di Emanuele Racca, che indaga sugli ospedali psichiatrici giudiziari e sostiene la campagna Stop Opg [vedi], che ne sollecita la chiusura.

Anche se la fruibilità va ancora migliorata (leggendo su Ipad, ad esempio, si deve girare il dispositivo e la lettura non è sempre agevole per alcuni titoli che, a volte, si accavallano alla notizia), il primo impatto è, generalmente, positivo e piacevole. Una grafica facile da comprendere, semplice, chiara e accattivante, storie da leggere ma soprattutto da vedere. E ci si può anche immaginare dentro di esse, ci si può vedere scorrazzarvi qua e là, attraversarne le righe. Il tema sociale, per ora, pare prevalere. Ma vi è anche una sezione culturale, che ospita un’intervista immaginaria, di Marco Garofalo, “Il bar non mente mai”, con citazioni di Charles Bukowski che raccontano lo scrittore americano sotto una luce particolare, non solo un grande bevitore. C’è spazio per i commenti dei lettori e i link ai social network e a quelli delle varie iniziative di cui si parla. E’ previsto un aggiornamento settimanale, con nuove storie e una versione inglese. Una sperimentazione costante, con al centro le storie, un laboratorio di idee che parte dall’Italia e guarda il mondo, nuove chiavi di lettura. Da seguire.

Clicca qui per visitare il sito

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L’OPINIONE
Se l’anagramma di ministro Poletti è “prometto listini”

In coerenza con lo stile dell’ex ministro Brunetta che (grazie ad informazioni false) ha inventato l’equazione “insegnanti = fannulloni” al fine di tagliare sul personale, l’attuale ministro del Lavoro Poletti, al fine di educare gli studenti a diventare manodopera sfruttata, ha recentemente dichiarato: “Un mese di vacanze va bene. Ma non c’è obbligo di farne tre.“
Osservando certe strategie dei politici che si “larghintendono“, mi sembra di aver imparato che, quando vogliono sottrarre altri diritti ai cittadini, fanno così:
1) “sdoganano politicamente” uno stereotipo collaudato,
2) alzano il volume delle polemiche,
3) abbassano il volume delle informazioni,
4) in tal modo allargano facilmente il consenso,
5) quindi impongono la propria proposta indecente come fosse risolutiva (di un problema che non c’è).
È necessario quindi sfatare lo “stereotipo collaudato” per contrastare il retropensiero che si porta dietro. Basta leggere qualche tabella di una pubblicazione Eurydice del 2012, dal titolo “Le cifre chiave dell’istruzione in Europa” per conoscere nel dettaglio i tempi scuola nei diversi Paesi europei.
La media europea dei giorni di scuola è di 185 giorni; in Italia l’anno scolastico è di 200 giorni di lezione: quindi 15 giorni al di sopra della media europea (insieme a Danimarca, Liechtenstein, Paesi Bassi).
Considerando poi che, in Italia, le ore di lezione sono di 60 minuti mentre in altri paesi di 50 e anche di 40 minuti, il tempo scuola risulta essere nettamente superiore alla media europea. È vero che le vacanze estive sono più corpose in Italia, come pure in altri Stati. Occorre però osservare che, a seconda dei Paesi, c’è una diversa collocazione delle vacanze intercalate durante l’anno.
In Francia, ad esempio, le scuole fanno vacanze di 15 giorni ogni sei, sette settimane.
Nel Regno unito le vacanze di Pasqua sono di due settimane e non di una come in Italia.
Tenendo conto poi delle feste religiose o nazionali decise dagli stati, dai comuni o dalle singole scuole, si può notare che la somma complessiva di giorni di vacanza nell’anno, in Europa, è di circa 120 giorni e quindi sono circa 185 i giorni di scuola.
In conclusione hanno ragione sia Massimo Cacciari quando definisce l’idea del ministro Poletti “troglodita” e anche il collega Matteo Saudino, docente di Storia e filosofia a Torino, nei contenuti della sua bella lettera al ministro.

Egregio Ministro Poletti,
ebbene sì lo devo e lo voglio ammettere. Mi sono laureato, ho preso due abilitazioni a numero chiuso, ho fatto un concorso nazionale e sono precario da 13 anni (assunto il primo di settembre e licenziato il 30 giugno) non tanto perché volevo far l’insegnante, ma per godermi tre mesi di vacanze estive, oltre ovviamente a quelle natalizie, pasquali, di carnevale e ai ponti dei santi, dell’immacolata, del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno. Peccato non si stia a casa anche il giorno della festa della mamma, del papà, della donna e magari dei nonni.

Egregio Ministro Poletti,
ebbene sì lo devo e lo voglio ammettere, la volgarità e la disonestà intellettuale che caratterizza lei e tutto il governo Renzi è squallida e imbarazzante, sintomo di un paese sempre più allo sbando, retto da personaggi di piccolo cabotaggio, corrotti, prepotenti e mediocri.
Probabilmente signor Ministro lei è troppo impegnato in cene e feste con importanti esponenti di Mafia Capitale per conoscere la professione dei docenti e la realtà in cui vivono gli studenti italiani; altrimenti saprebbe che il numero di giorni di scuola in Italia è pari a quello dei principali stati europei (Germania, Francia, Spagna. ..). Le vacanze sono solo distribuite in modo diverso.
Se conoscesse le condizioni in cui versano gli edifici scolastici italiani e l’ubicazione geografica del Paese che governa, saprebbe, inoltre, che andare a scuola a luglio e agosto nella maggior parte delle città (Napoli, Bari, Palermo, Roma, Sassari, Milano) sarebbe impossibile.
Infine, signor Ministro, le ricordo che ormai anche il mio macellaio di fiducia (purtroppo sono carnivoro) non pensa che un insegnante faccia tre mesi di vacanza.
Tra esami di stato, esami di riparazione, riunioni e programmazione, le ferie dei docenti (trenta giorni più le domeniche) si concentrano per lo più da metà luglio al 31 agosto.
Comunque, Egregio Ministro e Esimio Premier, fate bene ad umiliare costantemente noi insegnanti.
Ce lo meritiamo.
Negli ultimi decenni abbiamo accettato tutto supinamente: blocco salariale, classi pollaio, precarietà, aumento dell’orario di lavoro, edifici insicuri, finanziamento alle scuole private, cattedre spezzatino e concorsi truffa.
Ed ora, sprezzanti ma con il sorriso sulle labbra, state realizzando la privatizzazione della scuola e la sua trasformazione in un’azienda senza che il corpo docente italiano dia un sussulto di vitalità. Tra chi aspetta la pensione e chi pensa che un salario fisso anche se basso è meglio che niente, tra chi è stanco di lottare e chi si considera intellettuale, tra chi “tanto mio marito è un dirigente o libero professionista” e chi è solo e disperato, tra chi “o si blocca il paese per settimane o uno sciopero non serve a nulla” e chi “ora servirebbe la rivoluzione”, gli insegnanti stanno assistendo inerti e rassegnati alla lenta morte della scuola pubblica, democratica e costituzionale.
Il nostro silenzio è complice.
E non basta più (se mai è servito a qualcosa) sfogarsi solo sui social network.
Per chi non si vuole arrendere non vi è altra strada che la lotta, per la nostra dignità e per il futuro dei nostri figli e dei nostri studenti.
Una terza via non ci è data.

Comunque vi informiate indignandovi, buona partecipazione.

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ECOLOGICAMENTE
Favola sull’acqua

C’era una volta in un posto lontano un’isola che aveva un nome, ma che tutti chiamavano isola felice. Si viveva bene, le persone erano felici e la natura era meravigliosa. Si coltivavano piante profumate che creavano una atmosfera magica e i frutti allietavano le loro tavole.
Stavano bene e non esistevano malattie gravi. Le vitamine e l’alimentazione in genere li aiutavano a vivere in salute. La grande fortuna era anche che la distanza dalla terra ferma che impediva a molti di spostarsi, quindi la popolazione poteva realizzare progetti che aiutavano tutti e favorivano il benessere generale. Il sole e il mare facevano il resto.
Anche quando si presentò un periodo di caldo insistente, seppero reagire con grande intelligenza. Modificarono le coltivazioni e i sistemi di irrigazione (a goccia) e iniziarono a preservare la natura con coltivazioni integrate biologiche. Anzi iniziarono anche importanti tecniche di riuso dell’acqua.
Però, un anno, la stagione calda diventò torrida e le nuvole tardavano a tornare. Mancavano le periodiche piogge e i fiumi iniziarono a ridursi fino a seccarsi. Gli abitanti iniziarono a preoccuparsi di questa situazione critica. La siccità era diventato il problema da risolvere. Mancava l’acqua. Ormai era diventato un problema grave e per la prima volta si resero conto di quanto l’acqua fosse importante. Non sapevano più come fare se non tentare di trovare nel sottoterra delle falde e dei pozzi che, in passato lontano erano stati utilizzati dai loro nonni, ma che da molto tempo avevano abbandonato preferendo il sistema naturale delle sorgenti e un ciclo idrico integrato efficiente.
Purtroppo le falde non si trovarono più e i pozzi erano tutti secchi. Fortunatamente con le trivelle un giorno fecero una importante scoperta: trovarono il petrolio. Fecero festa per una settimana intera. Erano diventati tutti ricchi e così iniziarono a sviluppare tecnologie e consumi come non avevano mai fatto. Sembrava che si potessero avverare tutti i loro sogni. Costruirono grandi case e nacquero nuove fabbriche. Realizzarono opere gigantesche per il divertimento ma anche per il consumo. Nuove ciminiere nacquero più degli alberi. Il clima pian piano peggiorava e l’aria diventava sempre più secca, anzi inquinata. L’acqua fu sostituita con meravigliose bevande che potevano soddisfare i gusti di tutti, Coca-Cola, birre, succhi, vini e liquori, insomma nulla mancava a tutte le voglie di ogni età. Anche l’igiene non era un problema data la grande quantità di creme e soluzioni igieniche di tipo farmacologico. Bastava comprare e navi cariche di prodotti arrivavano da tutte le parti del mondo. Era passato un anno. Arrivarono però anche le prime malattie sia intestinali sia della pelle.
La loro felicità cominciava a risentire della mancanza di qualcosa. Ci misero del tempo a capire che a loro mancava l’acqua. Divenne un periodo difficile. Avevano tutto quello che potevano comprare, ma non avevano l’acqua. Sentivano la mancanza della pioggia, della doccia, dei giochi in strada con le secchiate che tradizionalmente facevano gli anni precedenti a ferragosto. La situazione peggiorava in modo drammatico. Poi però, come succede in ogni favola che si rispetti, un giorno di settembre videro delle nuvole lontane che il vento portava rapidamente verso di loro. Si stava avvicinando un grosso temporale che, invece di allarmare tutti, li fece uscire in strada per guardare questo meraviglioso spettacolo che avevano dimenticato.
Piovve per 20 giorni, ma nessuno si lamentò. Anzi si preoccuparono quando vi furono tre giorni di sole. Subito dopo ricominciò la pioggia e per tutto ottobre continuo così tanto che i fiumi ripresero i loro corsi e le piante ricominciarono a ricostruire la loro vita. Era bello vedere la natura germogliare. La primavera successiva fu la più bella che gli abitanti avessero mai avuto. Ritornò la felicità di un tempo e tutti compresero quanto i loro futili desideri di consumi eccessivi non valessero quanto la gioia di avere fresca acqua da bere alla fonte. Capirono l’importanza dell’acqua.

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IMMAGINARIO
Libera libera.
La foto di oggi…

Una ragazza, un sorriso, un lenzuolo bianco con tante scritte come una bandiera aperta di libertà. E’ una delle immagini scattate dai ragazzi del presidio studentesco ferrarese di “Libera”. Le foto sono appese alle pareti del locale “381-Storie da gustare”, gestito in cooperativa per cercare di dare spazio a chi non sempre ce l’ha. Come queste foto, che raccontano il viaggio fatto dai giovani del gruppo, partiti da Ferrara per andare a Palermo a festeggiare i vent’anni dell’associazione.

“Libera” ha appena compiuto vent’anni, fondata nel marzo 1995 per promuovere legalità e giustizia coinvolgendo le persone nel sostegno di questi valori in una lotta aperta e civile contro la mafia. Il presidio studentesco cittadino si è formato poco più di un anno fa per iniziativa di allievi dell’istituto Ariosto e del liceo Roiti di Ferrara. La mostra è visibile fino a martedì 7 aprile, piazzetta Corelli 24, ore 11-15.30 e 18.30-22.30.

OGGI – IMMAGINARIO FOTOGRAFIA

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Un’immagine della mostra del presidio studentesco ferrarese di Libera in mostra al caffè 381

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…
[clic sulla foto per ingrandirla]

ACCORDI
Il futuro.
Il brano di oggi…

ogOgni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta.

[per ascoltarlo cliccare sul titolo]

Ennio Morricone – Verso il futuro

Il primo aprile del 1976 nasceva quella che oggi è l’azienda più influente di tutto il globo: la Apple. Concepita dalle menti dei due Steve, Wozniak e Jobs, la “mela morsicata” incarna da sempre l’unione tra bellezza ed innovazione. Due uomini partiti senza un soldo e in un garage che, grazie alla loro genialità, hanno saputo guardare verso il futuro e cambiare radicalmente il mondo della tecnologia.

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