Giorno: 6 Maggio 2015

Più attenzione ai rischi idrogeologici e sismici

da: organizzatori

Appello dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna per una pianificazione territoriale corretta
La richiesta alla Regione: “Parte dei 100 milioni stanziati siano impiegati in prevenzione”

Senza un’adeguata pianificazione territoriale da parte delle istituzioni locali, le nostre comunità saranno sempre più esposte a troppi pericoli. I rischi idrogeologici e sismici non possono essere ignorati dalle amministrazioni pubbliche nell’adozione degli strumenti urbanistici, altrimenti i costi in vite umane e in termini economici, sociali e culturali continueranno ad essere molto elevati. Per questo motivo l’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna chiede maggiore attenzione e prevenzione per garantire la sicurezza delle comunità e del patrimonio ambientale.
L’appello viene lanciato oggi dal presidente regionale dei Geologi emiliano-romagnoli, Gabriele Cesari, intervenendo a Ferrara al convegno “La conoscenza e tutela del territorio nell’ambito del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (Paes)”, organizzato dall’Ordine in collaborazione con il Comune e l’Università di Ferrara nell’ambito del “XII Salone dell’Arte e del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali”. “La pianificazione territoriale è un processo centrale nella tutela della comunità e del patrimonio – dichiara Cesari – perché ha il compito di orientare le scelte sulla base delle potenzialità e dei rischi del territorio.
Il fatto che spesso i princìpi di prevenzione e di riduzione di consumo di suolo vengano completamente disattesi ha delle ricadute dirette sulla vita e sulle tasche delle persone”.
Al riguardo, il presidente regionale dei Geologi ricorda come “negli ultimi decenni sono state numerose e ricorrenti le emergenze che hanno colpito l’Italia, e tra queste non sono mancate quelle che hanno interessato il territorio della regione Emilia-Romagna, basti ricordare le tante frane in Appennino, le mareggiate sulle nostre coste e il sisma del maggio 2012”.
“Proprio per questo oggi siamo qui a parlare di pianificazione territoriale – aggiungono Mariantonietta Sileo e Rocco Carbonella, rappresentanti dell’Ordine dei Geologi per le province di Ferrara e Bologna -, vogliamo rimarcare l’importanza della conoscenza e della tutela del territorio nell’ambito dei Piani di Azione sulle Energie Sostenibili (Paes)”. Come rileva Sileo, “anche l’aspetto energetico legato alla pianificazione non può prescindere da un conoscenza geologica ed idrogeologica del territorio e delle sue risorse.
Ancora una volta intendiamo sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo fondamentale di queste conoscenze, perché le scelte di oggi ci devono portare al 2020 un po’ meno ‘fossili’ e un po’ più sostenibili, prestando molta attenzione affinché risorse come il suolo e le acque sotterranee vengano gestite con criterio, impedendone il rapido depauperamento”.
“La settimana scorsa il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e l’assessore alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo, hanno annunciato un investimento di 100 milioni di euro per il dissesto idrogeologico – conclude il presidente dell’Ordine dei Geologi regionale, Gabriele Cesari -.
I geologi plaudono a questa notizia e chiedono che una parte di queste risorse sia investita, oltre che per garantire la presenza di più geologi nella pubblica amministrazione, anche per la prevenzione e per una pianificazione territoriale attenta ai rischi idrogeologici e sismici”.

La giornalista Manuela Dviri per la prima volta a Ferrara

da: organizzatori

Giovedì 7 Maggio, alle ore 17.00 presso la Sala Alfonso I di Castello Estense, a cura dell’Istituto di Storia Contemporanea e dell’Associazione Il Fiume , verrà presentato il libro di Manuela Dviri “Un mondo senza noi -due famiglie nel vortice della Shoah” (prefazione di Gad Lerner – Edizioni Piemme Voci 2015).
Ne parleranno con l’autrice Chiara Fabian (Associazione “Il fiume”) e Federica Pezzoli (Istituto di Storia Contemporanea)

Il libro racconta la storia della famiglia dell’autrice. Manuela Dviri è una figlia che riscopre un po’ alla volta un grande mosaico famigliare, ed è una madre che perde in guerra l’amato figlio ventenne e trova nel suo ricordo la forza di rinascere e di battersi perché ad altre madri sia risparmiata l’orribile sofferenza.
Tra l’Israele di oggi e l’Italia di ieri risale i rivoli che si ricongiungono nel vasto fiume di una grande famiglia ebraica, sapendo che il suo viaggio incrocerà gli anni dorati prima della guerra, ma anche gli anni bui, tragici e dolenti della persecuzione. Una grande saga di ebrei italiani prima della Shoah, una storia che il male non è riuscito a cancellare, nel suo folle tentativo di “scrivere” un mondo senza loro, senza gli ebrei. Ma non c’è un loro e un noi, e un mondo senza loro sarebbe un mondo senza noi. Senza tutti noi.
Manuela Dviri, nata a Padova, vive in Israele, a Tel Aviv, ma trascorre periodi in Italia, in Toscana. Dopo la morte nel 1998 del figlio, Ioni, mentre prestava servizio nell’esercito israeliano, si impegna attivamente per la pace.
Ha fondato all’interno del “Centro Peres per la Pace” il progetto “Saving Children”, che ha curato in dieci anni diecimila bambini palestinesi negli ospedali israeliani.
Ultimamente ha partecipato all’incontro in Vaticano tra Shimon Peres e Abu Mazen. Come giornalista, ha collaborato con varie testate israeliane e con il Corriere della Sera, Gq, Traveller e Vanity Fair. Autrice di vari libri in ebraico e di un’opera teatrale portata in scena da Ottavia Piccolo, racconta in Un mondo senza noi la storia delle sue famiglie d’origine.

Festa della Mamma: 69 le madri-portalettere impegnate nel recapito a Ferrara

da: Poste Italiane, ufficio Comunicazione Territoriale Emilia-Romagna e Marche

“Postiamo un sorriso”: quello delle mamme-portalettere, accompagnato dal sorriso dei propri figli. Ecco l’immagine che riassume nei centri di recapito di Ferrara la Festa della Mamma.

Donne e mamme, ecologiche e tecnologiche, protagoniste del servizio di recapito ogni giorno con professionalità, gentilezza e con un sorriso; in contatto con le persone, rispecchiano la capacità da parte dell’azienda di sostenere e valorizzare l’impiego femminile.
Madri determinate che, tutti i giorni, oltre a gestire gli impegni familiari, si occupano del coordinamento e della gestione della consegna della corrispondenza.
Dotate di palmare e pos, sono veri e propri uffici postali “itineranti” e portano a domicilio alcuni utili servizi, fra cui il pagamento di bollettini e la spedizione di raccomandate, o le ricariche telefoniche e della carta Postepay.
Nei due centri di recapito di Ferrara Centro e Ferrara Sud operano 88 donne (di cui 69 mamme) su un totale di 149 addetti che si occupano della lavorazione e della consegna della corrispondenza diretta a oltre 51.000 famiglie e 5.000 fra ditte, studi professionali e esercizi commerciali, ubicati nel territorio comunale di Ferrara, comprese le frazioni.
Il gran numero di donne e mamme nelle Poste ferraresi garantisce da sempre un forte apporto qualitativo al servizio. Sono frequenti le attestazioni di stima e di simpatia della clientela verso le addette per la particolare capacità di relazione e la grande e riconosciuta professionalità.

Seminario di “Tai Chi – Teatro” diretto da Massimo Malucelli e Federica Braiati

da: organizzatori

9 maggio 2015 presso Villa Mensa, via Magnanina 3 – Sabbioncello San Vittore – Copparo.

TAI CHI – TEATRO

Un’iniziativa unica nel suo genere. Un esperimento azzardato e affascinante. Il teatro incontra l’antica arte marziale del Tai Chi.

Tre ore intense dirette da due esperti del settore, aperte agli allievi di Fonè Scuola di Teatro, ai ragazzi del Centro Preformazione Attoriale, ai loro genitori, a tutti gli adolescenti e alle persone interessate ad approfondire l’arte del movimento scenico. A fare da scenario straordinario al corso intensivo sarà la delizia estense di Villa Mensa di Sabbioncello San Vittore, nel comune di Copparo.

L’iniziativa è gratuita. E’ promossa e offerta da Fonè Scuola di Teatro, in collaborazione con il Centro Preformazione Attoriale ed è patrocinata del Comune di Copparo.

Sabato 9 maggio, dalle 15,30 alle 18,30.

Per l’iscrizione mandare la propria adesione all’email: direzione@centropreformazioneattoriale.it

o chiamare il numero 347 599 7889.

Sarà un modo anche per scoprire e conoscere una delizia rinascimentale ancora poco conosciuta della provincia ferrarese e, soprattutto, vedere concretamente dove verrà svolto il Tenda Summer School 2015, la prima scuola estiva europea per adolescenti, che si terrà dal 4 all’8 agosto (vedi: http://www.centropreformazioneattoriale.it/).

TAI CHI – COSA E’?

Il Tai Chi Chuan (o Tai Chi o Tai Ci) è un’antica arte marziale cinese basata sul concetto taoista di Ying-Yang, l’eterna alleanza degli opposti. Nato come sistema di autodifesa – Tai Chi Chuan significa letteralmente “suprema arte di combattimento” – si è trasformato nel corso dei secoli in una raffinata forma di esercizio per la salute ed il benessere anche se esistono alcune scuole che continuano ad insegnarlo e esercitarlo anche come vero e proprio sistema di difesa.
Lo studio del Tai Chi Chuan inizia con la sequenza di movimenti detta “forma lenta”. Gradualmente si studiano i movimenti e si introducono i principi fondamentali: si impara ad acquietare la mente, a muovere il corpo in modo rilassato e consapevole, a calmare il respiro. La pratica attenta e costante di queste tecniche, grazie alla loro morbidezza, alla circolarità e alla lentezza con cui vengono eseguiti, rende il corpo più agile e armonioso migliora la postura ed ha un effetto benefico sul sistema nervoso e sulla circolazione. Scopo ultimo di questa arte è stimolare il libero fluire dell’energia vitale e così ristabilire armonia ed equilibrio tra corpo, mente e spirito.

Bruno Vidoni (1930-2001): Occhi, nudi e immensi

da: Liceo Artistico Dosso Dossi Ferrara

La poetica dei “Big Eyes” nella ricerca di un artista irriverente

Si inaugura sabato 9 maggio alle ore 17 presso la sala esposizioni del Liceo Artistico “Dosso Dossi” di Ferrara, in via Bersaglieri del Po, 25 la mostra retrospettiva dell’artista centese Bruno Vidoni (1930-2001). OCCHI, NUDI E IMMENSI.
La mostra, curata da Greta Gadda, Emiliano Rinaldi e Roberto Roda partecipa alle iniziative del ciclo VIDONIANA 2015, attraverso cui saranno erogate due borse di studio a studenti meritevoli del Liceo Artistico “Dosso Dossi”, per onorare la memoria e la conoscenza dell’artista centese che del “Dosso” fu studente.

BRUNO VIDONI è entrato nella storia della fotografia italiana grazie ad alcune provocatorie e straordinarie produzioni d’immagini e soprattutto grazie ad alcuni falsi foto-reportage bellici realizzati negli anni settanta del Novecento.
Non solo fotografo ma pittore, incisore, scrittore, poeta, e persino attento cultore della ricerca etno-storica, Vidoni è stato, nel panorama della cultura ferrarese e dell’Arte italiana della seconda metà del Novecento, una presenza attivissima, irriverente, lucida e di complesso vigore intellettuale.
Artista poliedrico, Bruno Vidoni ha utilizzato e mescolare tecniche, generi e discipline differenti. Nato a Cento nel 1930, iniziò la sua formazione presso l’istituto d’arte “Dosso Dossi” di Ferrara per trasferirsi poi all’istituto d’arte di Modena, ove conseguì il diploma.
Nel 1956 approdò all’insegnamento di materie artistiche nelle scuole medie, ove rimase in servizio sino al 1982. Si è spento, prematuramente, per un male incurabile nel 2001. Dal 2011, il Comune di Cento e il Centro Etnografico del Comune di Ferrara (di cui Bruno fu assiduo collaboratore) sono impegnati nella valorizzazione della vasta e complessa produzione artistica e intellettuale vidoniana.

LA MOSTRA OCCHI, NUDI E IMMENSI nasce da una recente azione di ricognizione e riordino dell’archivio di Casa Vidoni a Cento. La ricognizione ha fatto riemergere opere inedite (dipinti, disegni, incisioni, poesie disegnate) e permesso di approfondire alcuni aspetti particolari della poetica vidoniana.
La mostra nella sala del “Dosso” permette di scoprire e analizzare un sentire figurativo che, pur attingendo a modelli non univoci, determina una costante quasi ossessiva: le figure del pittore centese presentano di solito un voluto ipertrofismo oculare.
La mostra svela che Bruno Vidoni amava i grandi occhi della pittura bizantina e li ha innestati in una visionarietà di tipo surreale, ma era attratto anche dagli occhi perturbanti delle bambole e da quelli, irriverenti e caricaturali, dei cartoon. Per oltre 30 anni Vidoni ha composto ossessivamente figure con “grandi occhi”.
Oggi che i media esaltano gli occhioni della Lowbrow Art ( Caesar, Ryden, Christian) e grazie a Tim Burton,riscoprono i Big Eyes della pittrice statunitense Margaret Keane, non pare inopportuno ricordare un’artista italiano che ha posto l’occhio al centro di una poetica personalissima e complessa. La mostra OCCHI, NUDI E IMMENSI, è articolata con una logica “tassonomica”, individuando le diverse tipologie dei big eyes vidoniani e spiegando quasi didatticamente, le fonti d’ispirazione e i processi creativi dell’artista centese.
Chi ha ammirato il Vidoni provocatore e burlone, quello dei falsi reportage fotografici, il creatore dell’universo immaginario di Santa Bladina (una santa, un intero paese, un gustoso patrimonio narrativo-devozionale), chi ha scoperto in lui l’alter ego di Romolo Fabbj, mai nato pittore futurista del Ventennio, troverà in questa mostra un’artista tutto differente, meno scanzonato, proiettato soprattutto nel mondo della fantasia, nella dimensione onirica, ove l’ammirazione per narratori immaginifici come Lovecraft o Buzzati o quella per pittori magicamente erotici come Labisse, non è mai citazione, ma dialogo intertestuale e, come scrive il critico Giovanni Guerzoni nel catalogo della mostra, ricreazione nel doppio significato di ri-creare (partendo da un esistente condiviso) e di passatempo giocoso, di esperienza ludica. Ludica, eppur di serissimo impegno.

Domani la seconda giornata del Salone del Restauro di Ferrrara: Domus Aurea, La Muta di Raffaello, Smart Museum e tanto altro

da: organizzatori

Dopo la giornata inaugurale della XXII edizione del Salone del Restauro di Ferrara, domani, giovedì 7 maggio, alle ore 9, prende il via il folto programma della vetrina internazionale per il mondo dell’innovazione e della ricerca nel campo del restauro e della conservazione dei beni culturali e architettonici.

C’è grande attesa, da parte di pubblico e addetti, per l’appuntamento in Sala Castello con la presentazione del progetto di risanamento della Domus Aurea: Federico Gurgone, Freelance Journalist of History and Archaeology, firma dello Speciale foto-giornalistico pubblicato su National Geoghraphy Italia nel settembre 2014, e Marco Ansaloni, fotografo dello Speciale, illustreranno l’esclusivo progetto che mira a rendere la domus neroniana nuovamente parte integrante del Parco dell’Oppio, sotto la guida della Soprintendenza archeologica di Roma.

Sempre in Sala Castello, nella mattinata di domani sarà uno storico partner di Restauro, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze a svelare una delle più importanti meraviglie a cui le maestrie del settore pitture murali hanno lavorato nell’ultimo anno, con la presentazione del volume Agnolo Gaddi e la Cappella Maggiore si Santa Croce a Firenze. Studi in occasione del restauro, a cura di Cecilia Frosinini, Milano, Silvana Editoriale, 2014. Imperdibile sarà anche l’appuntamento con Raffaello, la Muta. Indagini e restauro, un emozionante racconto, condotto da Giorgio Bonsanti e Alessandro Cecchi, sul recente rientro, dopo un anno di restauro per mano dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, nella Sala dei Banchetti di Palazzo Ducale a Urbino.

Il dibattito europeo sullo Smart Musem e il progetto internazionale “La città del museo. La città della ricerca”, che verrà lanciato nella giornata di venerdì 8, alla presenza del responsabile scientifico Letizia Caselli e di una delegazione proveniente dal Museo Louvre di Parigi, troverà domani ulteriori spunti con La mostra di Escher a Roma e a Bologna e La mostra di Chagall, Love and Life, coordinati da TekneHub, tecnopolo dell’Università di Ferrara, Piattaforma Costruzioni e rete Alta Tecnologia E-R, che presenteranno esempi concreti e interattivi di tecnologie applicate agli allestimenti espositivi.

Restauro non spegne i riflettori sulla ricostruzione post sisma che ha colpito l’Emilia nel 2012 con una serie di dibattiti e tavole rotonde: domani si parte con il caso del recupero del patrimonio danneggiato nel territorio ospitante, quello di Ferrara: l’Arch. Diego Farina, Presidente dell’Ordine Architetti P.P.C Provincia di Ferrara introduce RU2_RIGENERAZIONI IN CORSO – Sisma 2012, il centro storico, un appuntamento che prevede una serie di interventi da parte degli attori coinvolti nella ricostruzione, tra cui Aldo Modonesi, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Ferrara. A seguire, nel pomeriggio, l’Associazione Regionale delle Fondazioni e la Soprintendenza di Belle Arti e Paesaggio per le province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara presentano IL CENTRO DI RACCOLTA DI PRONTO INTERVENTO PER IL SISMA – 2012: esperienze e prospettive future.

Nell’ambito delle collaborazioni che Il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, che si avvale delle strutture e dei ricercatori del Laboratorio TekneHub del Tecnopolo di Ferrara, afferente alla Piattaforma Costruzioni della Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna, è in grado di attivare con centri universitari esteri, Brasile e India in primis, e prestigiosi partner europei, domani sarà anche la volta del progetto che, per il secondo anno consecutivo, e dopo il successo della sperimentazione volta a rappresentare l’housing paulista del passato anno accademico, vede i docenti responsabili del Corso di Tecniche della Rappresentazione dell’Architettura, Prof. Marcello Balzani e Prof. Giuseppe Dosi, volgere l’attenzione, alla tradizione che vede una forte integrazione tra casa e contesto naturale come nel caso della celebre Casa das Canoas di Oscar Niemeyer, un lascito di edifici straordinari da valorizzare, proteggere, e dai quali trarre spunti di riflessione e vere e proprie lezioni di architettura.

Quella di domani sarà anche la giornata dedicata alla presentazione dei progetti vincitori della quinta edizione del prestigioso Premio Internazionale di Restauro Architettonico “Domus Restauro e Conservazione Fassa Bortolo” quest’anno, e per la prima volta, dedicato alle tesi di laurea. L’altro prestigioso premio proposto dal programma di Restauro è “Architettura Orizzontale”, ideato e promosso dall’Ente Sviluppo Porfido del Trentino in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, che giunto alla quinta edizione, ha confermato il suo ruolo di promozione di interventi contemporanei negli spazi pubblici del tessuto storico. Il convegno di premiazione si terrà nella terza giornata di venerdì 8 maggio e sarà seguito dalla mostra di tutti progetti presso Palazzo Tassoni-Estense. Sarà invece sabato la giornata di premiazione per il “Premio IQU”, che compie nel 2015 dieci anni di Innovazione e Qualità urbana: un traguardo importante per il confronto tra progetti e realizzazioni, tra professioni e pubbliche amministrazioni, tra ricerca e gestione dello spazio pubblico.

Non mancherà la formazione a Restauro, tanti anche quest’anno i seminari che accreditano gli ordini professionali del settore. In particolare, per la giornata di domani, si segnala il workshop di Fabbricazione Digitale per i Beni Culturali (Il rilievo 3D con soluzioni software open source e low-cost e Applicazioni pratiche).

Il programma completo e costantemente aggiornato sul sito www.salonedelrestauro.com

Mercoledì/Venerdì: 9.00 – 18.30
Sabato: 9.00 – 17.00

Ingresso intero: 12 € – ridotto per gruppi di studio 8 €

(per “gruppi di studio” si intende almeno 5 studenti che consegnano alle casse della manifestazione un foglio in carta intestata dell’istituto/università timbrato e firmato dalla segreteria comprendente l’elenco completo dei partecipanti.)L’ingresso in fiera è gratuito, con registrazione all’apposito desk, per:

– Soprintendenti e funzionari delle Soprintendenze- Architetti, Ingegneri e Geometri iscritti ai rispettivi Ordini (si raccomanda di munirsi di apposito documento comprovante l’iscrizione all’Ordine)- possessori di libretto o tesserino UNIFE

La Cna al Salone con i mestieri degli artigiani del restauro

da: ufficio stampa Cna Ferrara

L’Associazione chiederà una definizione conclusiva dei requisiti di accesso alla professione. Quattro imprese di qualità e competenza

Alla odierna edizione del Salone del Restauro, in corso di svolgimento alla Fiera fino a sabato 9 maggio, la Cna partecipa, anche grazie al contributo della Camera di Commercio, con un proprio stand al Padiglione 3, che ospita alcune imprese di grande esperienza e qualità, di Ferrara e della provincia di Bologna.
Si tratta di: Franco Antolini (restauro e conservazione libri e opere su carta per privati, musei e biblioteche – Ferrara), Kriterion di I. Rimondi & C. snc (restauro monumentale e restauro di oggetti archeologici e artistici – Bologna), Massimo Travagli Studios (restauro e creazione di vetrate d’arte classica e contemporanea, restauro di oggetti in vetro, metallo e ceramica – Ferrara), Tryeco 2.0 (prototipi e modelli in 3D – Ferrara).

Sono, questi, esempi di quelle eccellenze, vocazioni tecniche e saperi di un mondo artigiano, che concorre da sempre alla qualità del settore del restauro in Italia, ma anche di nuove specializzazioni tecnologiche.
Di questo ricco universo si parlerà sabato 9 maggio, alle ore 11, presso la sala Ariostea del Salone, in occasione del convegno organizzato dall’Unione nazionale Cna Artistico e tradizionale, dal titolo “Restauratori: qualificazione, quando?”.
Tema annoso, quello del profilo professionale della categoria e dei requisiti per il riconoscimento della qualifica di restauratore che, dopo l’approvazione delle Linee Guida formulate dal Ministero per i Beni culturali pareva aver ormai trovato una soluzione e che, invece, appare ancora avvolto da dubbi e incognite.

“La condizione di molte imprese, che operano nel settore del restauro da anni con qualità e professionalità – spiega Gabriele Rotini, responsabile nazionale dell’Unione Cna Artistico e tradizionale – appare tuttora sospesa, in attesa di una definizione formale dei requisiti per la qualifica di restauratore.
Siamo ancora in attesa del bando che, entro il 30 giugno, dovrebbe indicare i requisiti per l’accesso alla qualifica. Viceversa, ci troviamo, purtroppo, ancora in una sorta di limbo su tempi e modalità, che rischia di sfavorire una parte delle migliaia di imprese italiane, che operano da anni nel settore.
Se non si provvede, in tempi rapidi, con quella sanatoria richiesta da tempo da Cna, si rischiano conseguenze davvero pesanti e l’esclusione dalla possibilità di esercitare la propria attività di imprese di grande competenza, riconosciute non solo in Italia ma anche all’estero”.

La presenza della Cna al Salone del Restauro sarà connotata da una serie di attività di divulgazione, con dimostrazioni dal vivo di due restauratori d’eccellenza del nostro territorio all’opera: Franco Antolini e Massimo Travagli, che daranno un saggio della loro perizia professionale.

Il Copernico-Carpeggiani festeggia l’Europa e partecipa al tradizionale appuntamento del 9 maggio

da: organizzatori

Anche quest’anno l’Istituto ‘Copernico-Carpeggiani’ organizza la Festa dell’Europa. <>.
I partecipanti si ritroveranno alle 8 nell’aula magna dell’istituto. Dopo il saluto del dirigente scolastico, Roberto Giovannetti, prenderanno la parola gli alunni per presentare le relazioni multimediali che hanno preparato con l’ausilio dei docenti.
Vari gli argomenti trattati: ‘Viaggiare in Europa’, ‘Esploriamo l’Europa’, ‘L’Europa in 12 lezioni’, ‘Le religioni: un ponte per l’Europa’.
Inoltre gli studenti mostreranno i reportage sui viaggi di istruzione all’estero e tratteranno dei progetti europei che sono diventati un fiore all’occhiello per l’istituto: il comenius “It makes sense”, l’erasmus “Only one world, don’t waste it” e quello a Malta oltre a un’esperienza di soggiorno-studio in Scozia.
Spazio anche alla collaborazione con soggetti esterni: gli alunni racconteranno gli incontri a cui hanno partecipato lo scorso dicembre nell’ambito dell’iniziativa ‘Raccontare l’impresa’, realizzata con Unindustria Ferrara.
Si tratta degli appuntamenti con Luca Lussetich (responsabile della Ricerca e Sviluppo e direttore del sito ferrarese di Benvic Europe Spa) e con Enrico Zuffellato (project manager della Zuffellato Computers Srl), che hanno offerto la possibilità di guardare l’Europa con gli occhi degli imprenditori.
Verrà anche presentata la piattaforma telematica dell’istituto dedicata all’UE, che è on line da qualche giorno (l’indirizzo è http://www.itiscopernicofe.it/itis/news/news14-15/europa/index.html, oppure si può accedere dalla home page del sito scolastico).
E’ la costola informatica delle attività di educazione alla cittadinanza europea e della festa stessa, contiene i materiali della scorsa edizione e i progetti di didattica innovativa del ‘Copernico-Carpeggiani’.
Il 9 maggio viene illustrata anche una iniziativa sperimentale basata sulla realtà virtuale: si tratta di un’area del cyberspazio, in cui è stato realizzato un ambiente di apprendimento tridimensionale dove docenti e studenti possono utilizzare i propri avatar per partecipare a percorsi educativi sulle tematiche europee(Nell’immagine viene riprodotta una scena del luogo virtuale dedicato all’iniziativa del Copernico-Carpeggiani).
La festa è anche musica.
Quest’anno il ‘Copernico-Carpeggiani’ ospita il coro ‘Euphonè’ (del quale fa parte la docente Monica Ricci), che eseguirà l’inno europeo oltre a quelli di vari paesi dell’UE. Infine verranno distribuiti agli alunni opuscoli, pieghevoli e poster sulle principali tematiche dell’Unione.
Alla manifestazione del 9 maggio partecipano i docenti: Paola Bassi, Renzo Brancaleoni, Simone Ghetti, Maria Letizia Mazza, Angela Pignatelli, Laura Roncarati e Barbara Vischi, l’assistente Maria Teresa Collini e gli studenti delle classi 2ND, 3 EQ, 4 BM, 5 I, 4 G, 2 H, 5N, 2E, 3M, 5M e 5G.

“I consorzi di bonifica espressione dei cittadini verso le istituzioni chiedono lo stop al consumo di suolo”

da: ufficio stampa A.N.B.I.

Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, presenta i risultati del progetto di Difesa Attiva dell’Appennino

“In una fase di trasformazione organizzativa dello Stato, i Consorzi di bonifica si confermano anello di congiunzione fra i cittadini ed i livelli istituzionali nella logica del fare, che ne caratterizza l’operare in adesione al principio di sussidiarietà, che li contraddistingue”: a ribadirlo è Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, in relazione ai risultati prodotti in 4 anni dal Progetto Difesa Attiva Appennino, ideato e realizzato dal Consorzio di bonifica Parmense per snellire e sburocratizzare l’iter per lo stanziamento di fondi, rappresentando oggi un modello operativo di collaborazione fattiva tra imprenditori agricoli, privati ed enti chiamati a contribuire in modo eguale al fine comune della difesa del territorio e delle sue attività.
Indispensabile contro il dilagare del fenomeno di dissesto idrogeologico, la prevenzione capillare ha prodotto risultati tangibili per ben 234 aziende agricole, evitando l’abbandono dei territori montani, che ora possono contare su uno strumento incrementato nei fondi disponibili.
In questo modo anche l’agricoltura torna ad avere un ruolo non solo fondamentale, ma soprattutto riconosciuto nella gestione territoriale.
“E’ quindi indispensabile – conclude il Presidente ANBI – invertire la rotta degli ultimi 20 anni, fermando il consumo del suolo e rivivificando le zone montane, che oggi altresì rischiano lo spopolamento.”

Tavola rotonda Unife-Gruppo Leonardo Solutions per presentare collaborazione Unesco e neo comitato scientifico

da: Ufficio Stampa & Comunicazione di Camilla Ghedini

Del recupero e restauro del patrimonio storico ‘costruito’ e di una progettazione consapevole, si tratterà venerdì, al XXII Salone del Restauro in corso a Ferrara Fiere, nell’ambito di una tavola rotonda organizzata dall’Università di Ferrara con partner tecnico il Gruppo Leonardo Solutions-Domodry di Legnano (Milano).
Evento in cui sarà ufficializzata la collaborazione tra l’Unesco italiana e il neo comitato scientifico composto da Università di Ferrara, Politecnico di Torino, Federico II di Napoli e Università del Salento.
Obiettivo del comitato è dare vita a una ricerca condivisa che porti a divulgare, con il Patrocinio e il sostegno del MiBAC, prassi e materiali scientificamente validi per tutelare al meglio gli interventi sui monumenti di pregio. Un aspetto di cui si è già occupata la rivista Siti, con cui è cominciata una proficua collaborazione. Patrocinata, tra gli altri, dal Ministero dei Beni Culturali e dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio Unesco, l’iniziativa, in programma alle 11, sarà introdotta da Manlio Montuori, del Tecnopolo di Ferrara.
Seguiranno gli interventi di Roberta Fusari, architetto nonché assessore comunale all’Urbanistica; Roberto Castelluccio, docente della Federico II di Napoli; Carlo Ostorero, del Politecnico di Torino; Michele Rossetto, Direttore tecnico Leonardo Solutions; Giorgio Zavarise, Università del Salento; Biancaneve Codacci Pisanelli, del Ministero dei Beni Culturali.
Chiuderà Raymond Bondin, ambasciatore e delegato permanente di Malta presso l’Unesco, che alle 14.30 aprirà invece il convegno tecnico formativo, in cui col patrocinio, anche, di Assorestauro e degli Ordini Professionali si farà il punto sui sistemi di deumidificazione muraria a zero impatto, come il Tnc Domodry, brevettato nel 2008 dal Gruppo Leonardo Solutions-Domodry di Legnano (Milano), che in convenzione con Unife ha effettuato lavori di riqualificazione a Palazzo Renata di Francia e Palazzo Marfisa.
Entrambi gli appuntamenti saranno alla Sala Schifanoia, Padiglione 2.

Bimbimbici domenica 10 maggio

da: organizzatori

Domenica 10 maggio con ritrovo in piazza Duomo alle ore 9.30 sedicesima edizione di Bimbimbici, manifestazione di Fiab Amici della Bicicletta dedicata ai piccoli ciclisti e che coinvolge moltissime città in tutta Italia.

Ritrovo in piazza Duomo dalle ore 9.30 e partenza alle ore 10,15.

Un giro per Ferrara in bicicletta, tra parchi e zone verdi dove verranno raccontate fiabe in un favoloso percorso di parole e musica in bici intorno al mondo della fiaba; voce narrante Teresa Fregola e alla fisarmonica Nicola Canale.

Si farà un’ottima merenda a Parco Pareschi, offerta da: “Un Punto Macrobiotico”.

Conclusione intorno alle ore 12,15 con l’ultima favola presso Associazione Nuova Terraviva di via delle Erbe dove per tutta la giornata si svolgerà la FESTA DI PRIMAVERA.

(Nella foto: un’immagine dell’edizione 2014)

Fondazione Acaref: sabato 9 maggio ad Argenta per parlare di atassia, ricerca scientifica e assistenza

da: ufficio stampa Agire Sociale CSV Ferrara

Malattie neurodegenerative, ricerca scientifica e assistenza. Saranno questi i temi al centro della giornata che la Fondazione A.C.A.RE.F. Onlus organizza sabato 9 maggio, dalle ore 16.30, al Centro Culturale Mercato di Argenta, in Piazza G. Marconi.
L’iniziativa, in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara, il patrocinio del Comune di Argenta e il sostegno di Cassa Padana, si propone come occasione di discussione e approfondimento sui tanti aspetti legati all’atassia, malattia neurodegenerativa che provoca una paralisi progressiva con perdita dell’equilibrio, alla disabilità e all’assistenza.
Dopo i saluti introduttivi del dottor Giampietro Domenicali, presidente della Fondazione Acaref, che illustrerà gli obiettivi e le attività di questa realtà del non profit che opera a livello nazionale, e del Sindaco di Argenta, dottor Antonio Fiorentini, seguiranno due tavole rotonde, ore 16.45, “A Ferrara una nuova ricerca per combattere l’atassia”, ore 17.30, “La sinergia fra organizzazioni come modello di crescita”.
Nel corso della conferenza interverranno importanti ospiti e ci sarà un collegamento via skype con il professor Joseph Glorioso e la dottoressa Paola Grandi, docenti universitari, da Pittsburgh negli Stati Uniti.
La conferenza si concluderà ore 18.15 con l’inaugurazione della mostra fotografica “L’(dis)abilità del vivere”, che racconta le attività delle persone con disabilità presso la Fondazione Casa Viva di Ferrara e sarà visibile fino al 17 maggio. Modererà l’incontro il Dott. Riccardo Loberti, giornalista e divulgatore scientifico. Un altro collegamento della giornata riguarderà le Olimpiadi dell’Amicizia dedicate alla disabilità in contemporanea con Cento.

La Fondazione A.C.A.RE.F. nasce nel dicembre del 2012 come fondazione di partecipazione, dall’incontro tra i volontari dell’Associazione Italiana per la lotta alle sindromi atassiche – AISA, alcuni ricercatori universitari attivi nello studio delle malattie neurodegenerative, i famigliari di persone affette da queste patologie e un gruppo di anziani interessati e coinvolti sui temi della disabilità e della non autosufficienza. A.C.A.RE.F. sta dunque per Allied Community Research Foundation, un’alleanza tra ricerca scientifica, cura e assistenza. L’obiettivo di base è infatti promuovere e sostenere iniziative e progetti che siano in grado di conciliare, in un unico centro di riferimento, aspetti scientifici, di integrazione e di solidarietà intergenerazionale.

“Musei per Tutti, Musei di Tutti: esperienze partecipative a confronto”

da: organizzatori

7 maggio dalle 15 alle 17 presso la saletta B – padiglione 3 – Ferrara Fiere e Congressi

L’ingresso al salone prevede un biglietto diurno di € 12

http://www.salonedelrestauro.com/new/it/visitare

Obiettivo dell’incontro è mettere a confronto MuseoFerrara – il neonato museo-sito della città, pensato e strutturato come un reale museo in cui percorrere virtualmente Ferrara scoprendone i luoghi, la storia e i personaggi – con diverse esperienze di museo partecipato e di promozione culturale. I musei, visti come organismi sensibili in continua e necessaria trasformazione, oggi affrontano nuove dimensioni temporali e nuovi paradigmi: dalla necessità di “fare rete” tra sistemi museali per far fronte alla crisi continuando a manifestare la propria cultura e identità, alla gestione del rapporto con il pubblico che diventa sempre più collaborativo in virtù delle innovazioni tecnologiche e dei linguaggi digitali. Il convegno partecipa alla campagna di promozione “In Emilia Romagna l’Europa si vede da qui” volta a valorizzare i siti e i monumenti oggetto di interventi di valorizzazione finanziati dal Programma POR-FESR 2007-2013: Il Museo delle Culture Umane di Comacchio, Il Museo del Cervo e la Delizia della Mesola, i percorsi d’acqua del Delta del Po.

Interventi previsti:

· “LA CITTA’ COME MUSEO”: FERRARA COME ESEMPIO DI MUSEO DIFFUSO Massimo Maisto – Vicesindaco e Assessore alla Cultura, Turismo, Giovani e Personale Comune di Ferrara)

· Il PROGETTO “MUSEOinVITA”. DALLE RIVISTE CARTACEE AL DIGITALE. Angelo Andreotti – Dirigente del Servizio Musei d’Arte Antica e Storico-Scientifici del Comune di Ferrara

· “L’ORGOGLIO DI ESSERE PICCOLI”: l’esperienza della cooperativa colline metallifere nella rete dell’ “ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI PICCOLI MUSEI” Antonella Cocolli – Consigliere coop colline metallifere

· I LIKE PALAZZO DEI DIAMANTI. LA PROMOZIONE SOCIAL DELLE MOSTRE TEMPORANEE Giulia Bratti – Social Media Manager di Palazzo dei Diamanti – Fondazione Ferrara Arte

· ON LINE E ON SITE: LE DUE VITE DEL MUSEO DELLA CITTA’. L’ESPERIENZA DI TORINO Daniele Jalla – Presidente ICOM International Council of Museums – ITALIA

Introduce e modera:

Giovanni Lenzerini – Dirigente Settore Attività Culturali del Comune di Ferrara, Direttore MuseoFerrara

movimento5stelle

La riqualificazione costa, niente fondi da Roma: il Progettone 3 è ancora in alto mare

da: organizzatori

Interpellanza dei consiglieri M5S Andrea Bertani e Raffaella Sensoli sullo stato dei lavori dopo le violente mareggiate dello scorso inverno: “La Regione ha impiegato 950mila euro ma il piano straordinario di ripascimento con sabbie sottomarine non ha ricevuto ancora il finanziamento. La Giunta chieda i soldi al Ministero, non possiamo più aspettare”.

“Per riparare i danni più urgenti provocati dalle mareggiate dello scorso febbraio la Regione ha già stanziato 950mila euro per le nostre spiagge. Peccato però che il piano straordinario di ripascimento, il cosiddetto progettone 3, sia ancora in alto mare visto che il Ministero non ha ancora messo a disposizione un centesimo”.
È questa la denuncia dei consiglieri regionali M5S Andrea Bertani e Raffaella Sensoli che oggi pomeriggio hanno presentato una interpellanza durante la seduta dell’Assemblea Legislativa per chiedere a che punto fossero le azioni per riparare i danni delle violente mareggiate che nello scorso febbraio hanno devastato la costa adriatica della regione.
“L’assessore Gazzolo nella sua risposta ha ammesso che da Roma non è arrivato ancora nessuno dei 20 milioni previsti per il finanziamento per il progettone 3 – spiegano i due consiglieri M5S – Quasi certamente dovremmo aspettare un altro anno per la riqualificazione delle nostre spiagge, esponendoci così a rischi sempre più gravi come le mareggiate dello scorso inverno ci hanno confermato. Chiediamo alla Giunta di fare tutto il possibile per chiedere che questi fondi vangano sbloccati.
Non possiamo perdere altro tempo”. Nell’interpellanza si chiedevano spiegazioni sulle azioni messe in campo dalla Regione per contrastare il fenomeno della subsidenza, sempre più preoccupante. “L’assessore si è detta tranquilla, sostenendo che i dati in possesso dell’Arpa parlano di un contenimento della subsidenza in questi anni se non una sua diminuzione – aggiungono Bertani e Sensoli – La subsidenza ha effetti devastanti soprattutto in alcune zone quali ad esempio il tratto di costa di Lido di Dante dove si registra una subsidenza di circa 1,9 cm all’anno (la velocità di abbassamento più elevata di tutto il litorale) e di Cesenatico, che dal 1950 al 2005 è scesa di ben 116 centimetri.
Fra le cause di subsidenza, anche il continuo prelievo di idrocarburi che interessano le nostre coste. Ecco perché citare, come ha fatto l’assessore, l’accordo tra il Comune di Ravenna ed Eni per lo studio di questo fenomeno è a nostro avviso fuori luogo.
Visto che il fondo da 12 milioni di euro destinato da ENI per interventi a favore dell’ambiente, sembra sia vincolato ad un preciso impegno politico del Comune: fare pressione sulla Regione, per spianare la strada a nuove trivellazioni.
La Regione sullo sfruttamento dei giacimenti assicura che in ogni procedura di VIA vengono valutate le migliori opere compensative rispetto alle problematiche indotte dal fenomeno della subsidenza, ma non basta – concludono i consiglieri – Per tutelare le nostre spiagge, la nostra costa, si deve avere il coraggio di dire no una volta per tutte al prelievo di idrocarburi”.

Ritorno a Babele: Sima Shafti e Amir Sharifpour

da: organizzatori

EVART, associazione per l’arte e la cultura, ha il piacere di presentare la terza esposizione del
progetto GATE|Porta dal titolo Ritorno a Babele di Sima Shafti e Amir Sharifpour.
L’inaugurazione si terrà venerdì 8 maggio alle ore 18.30.
Ritorno a Babele è il titolo scelto dagli artisti per indicare la confusione attuale della società
umana. Nelle sale della Porta degli Angeli prendono forma installazioni composte da tavole
dipinte scritte in lingue dimenticate o mai esistite, da polveri e sabbie e barche sospese. La
mostra parla dell’attualità, ma con un occhio al passato remoto ed uno al futuro, nella loro
fuggevolezza e ambiguità.

Orari di apertura della mostra:
tutti i pomeriggi dalle 16.00 alle 19.00;
sabato e domenica 10.30-12.30, 16.00-19-00.
Chiuso il lunedì.

Contatti:
E. Scarpante t. 347 244 1042 V. Zanirato t. 335 383 915
#gateporta #portadegliangeli
Facebook: GATE Porta Instagram: gate_porta

Festival Autori Diari di Viaggio: Workshop sulla Street Photography

da: organizzatori

Terza edizione del festival dedicato al disegno e alla fotografia di Viaggio. Cuore dell’evento è la mostra di carnet e foto di viaggio, che si terrà dall’8 al 10 maggio 2015 presso il Palazzo della Racchetta in via Vaspergolo a Ferrara. L’associazione Feedback sarà presente, con le fotografie realizzate dai propri soci durante il viaggio fotografico che si è svolto a Berlino nell’agosto 2013.

Fanno da contorno alla mostra numerosi eventi collaterali, come per esempio diversi workshop di disegno e pittura, e una maratona di disegno e fotografia.

I fotografi dell’associazione Feedback terranno il giorno 9 maggio 2015 un workshop dedicato alla Street Photography.

La Street Photography è l’arte di cogliere speciali attimi di connessione tra l’uomo e lo spazio urbano. Potremmo sintetizzarne il concetto citando il fotografo Thomas Leuthard: la Street Photography è come la pesca. Catturare il pesce è più eccitante che mangiarlo.

Programma della giornata

La giornata inizierà alle ore 9.30 presso l’atrio del palazzo Racchetta e proseguirà, dopo una breve pausa pranzo, fino alle ore 17.30.

Dalle ore 9.30 alle ore 15.30, percorreremo insieme alcuni luoghi caratteristici di Ferrara all’interno delle mura cittadine cercando di immortalarne la “vita”, provando a percepirne gli umori, gli odori, i colori, per poi rappresentarla. L’obiettivo sarà quello di costruire un personale racconto fotografico.

Al rientro, previsto intorno alle 15.30, visioneremo alcune delle foto dei partecipanti e analizzeremo alcuni degli esempi più importanti di Street Photograpy. Sarà inoltre possibile partecipare ad una dimostrazione di gestione, editing e post produzione con il programma Lightroom.

Fotografi: Daniele Zappi, Emanuele Romanelli, Paolo Soriani, Giovanni Peressotti

Il workshop è gratuito.

Info e prenotazioni: scrivere a fotografia@feedbackvideo.it o contattare Alice Benini al 338.6246798

Per ulteriori informazioni sul Festival: www.autoridiaridiviaggio.it

Ferrara baseball: persa l’imbattibilità, salvo l’onore

da: Ferrara Baseball

Una sì, una no: questo il bilancio della terza giornata di campionato LAB per il Ferrara Baseball, dopo il doppio confronto di domenica 3 giugno a Badia Polesine contro i Drunkballs e il Libertas Fenice Venezia.
I ragazzi del Castello viaggiano a due velocità, alternando periodi di intenso agonismo ad intermittenti e pericolosi blackout di rendimento; segnali intuibili, pur nella vittoria, già nella prima partita con Badia. L’inizio è agghiacciante, coi padroni di casa avanti di tre punti al primo inning mentre i ducali si esibiscono in boiate assortite. Il clima è insolitamente nervoso, con tratti di polemica.
Benetti e Della Portella rimescolano il diamante, ma la scimmia la scrolla Ferrigato con un bel fly su pericolosa battuta a sinistra, mentre in pedana un totemico Abetini rimette basse le mazze avversarie: 6 stikeouts con 47 lanci utili su 72, roba che scotta aggiunta a una prestazione altrettanto soda anche in battuta.
Sistemata la difesa l’attacco prende fiducia, e in tre inning entrano 14 punti: festa per tutti, da Novi a Bettoni, e spazio alle rotazioni con gli ingressi dalla panchina dei rientranti Menini e Canci, oltre a Medeot, Stocchi e Francesco Tura a rilevare Abetini nell’ultima frazione. 15-13 il finale, che archivia fino al prossimo luglio la lunga striscia di incontri con i Drunkballs
Con le gambe ancora calde, e la testa forse meno, Ferrara torna in campo per il match contro Venezia: e qui, più che baseball, va in scena uno psicodramma.
Gli estensi ce la mettono di nuovo tutta per complicarsi le cose contro avversari comunque più freschi, che forti di un bel diamante e di un lineup che picchia duro dimostrano di poter dire la loro in chiave campionato. Rispetto alla mattina stavolta si spegne l’attacco: nonostante il rientro di Reitano in interbase e con Benetti in pedana a sostituire il partente Tura, gli estensi balbettano in battuta e nel contempo beccano 12 schiaffi in appena tre inning.
Sembrano partiti già i titoli di coda, quando arriva il colpo di scena: Ferrara alza la testa ed esplode in un diluvio di valide, e i suoi scatenati corridori fanno girare la testa agli interni avversari. La rimonta è brillante, di poco fuori tempo massimo: finisce 12-10 per i lagunari, comunque storditi dall’inaspettata risposta biancoceleste che salva bandiera, orgoglio e morale.
“Con una grinta così avremmo dovuto girarla prima”, è il bonario rimpianto del Presidente Squarzanti; per gli allenatori, comunque, “Bravi tutti”.
Persa la verginità che durava dall’inizio della stagione, Ferrara rimane attestata ai piani alti della classifica, con un onorevole ruolino di quattro vittorie e una sconfitta.
Ora una pausa, poi il campionato riprenderà coi turni più impegnativi: all’assalto delle mura arriveranno Treviso e soprattutto Padova, la squadra da battere.

Presentazione del libro di Francesco Benazzi

da: organizzatori

Come scrivere 180 lettere al direttore senza mai ricevere risposta
Lettere alla “Nuova Ferrara” e al “Resto del Carlino” & scritti vari
(Faust Edizioni, 2015, fuori collana)

Con un saluto di
GIANNA VANCINI
Presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi

Ne parlerà con l’autore
GIAN PAOLO BORGHI
Studioso di etnografia e di storia locale

Letture a cura dell’autore
Sarà presente l’editore Fausto Bassini

Con il patrocinio del Gruppo Scrittori Ferraresi

«Questo “libro-contenitore” nasconde piccoli tesori, tutti da leggere (o da rileggere) per un numero
decisamente elevato di motivazioni che il lettore scoprirà in maniera agevole»

Dalla prefazione di Gian Paolo Borghi

La prima parte del volume raccoglie le lettere originali che Francesco Benazzi ha spedito, in oltre vent’anni, ai quotidiani il Resto del Carlino e la Nuova Ferrara. Sono freschi cammei a tutto campo, storie minime che spaziano dalle lapidi del Castello Estense ai ciclisti indisciplinati, dalla “salama” premiata a Parigi nel 1878 agli errori di toponomastica, da una critica al Barbiere di Siviglia diretto da Abbado alle notizie meteo scritte in versi per renderle meno monotone.
Nella seconda parte vengono proposti gli articoli – spesso veri e propri saggi – pubblicati su riviste locali. Il versatile autore ci conduce tra battaglie instancabili nei palazzi della burocrazia, poesie di Leopardi e fiabe di La Fontaine tradotte in dialetto, eventi della storia ferrarese, grandi protagonisti delle scene musicali tedesca e italiana.
Prenda di mira la mano senza guanto del bottegaio nel macinato, o l’anniversario dimenticato di Cosmè Tura, stiamone certi: la penna ironica e pungente di Benazzi non fa sconti.

FRANCESCO BENAZZI, insegnante di lettere negli istituti superiori cittadini, ora in pensione, ha partecipato a numerosi concorsi letterari conseguendo vari premi. Da sempre appassionato di musica classica tiene, all’Università Popolare, corsi di cultura musicale e guida all’ascolto. Collaboratore di riviste del Gruppo Scrittori Ferraresi e membro del Tréb dal Tridèl (l’Accademia della Crusca del dialetto ferrarese), è al suo terzo libro dopo Mi, Frara e Ludvìg e Ferrara nel processo unitario (1860-61).

“BRIXIA. Roma e le genti del Po. Un incontro di culture” a Brescia dal 9 maggio 2015

da: ufficio stampa SBArcheo Emilia-Romagna

Perché i Romani vollero espandersi verso l’Italia settentrionale? Cosa li attrasse nelle terre del Po occupate da genti di cultura e tradizioni così lontane dalle loro?
Una mostra archeologica risponde per la prima volta a questi interrogativi in un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso reperti inediti.

Nel 295 a.C., a Sentino, nel cuore delle Marche, l’esercito di Roma e dei suoi alleati sconfiggeva la coalizione guidata da Sanniti e Galli Senoni.

Con quella vittoria Roma affermava il suo dominio incontrastato sulla penisola e si apriva la strada per la valle Padana. In pochi anni avrebbe sottomesso il territorio senone e fondato la colonia latina di Rimini, e nei due secoli successivi avrebbe prima conquistato e poi gradualmente inserito nel sistema politico romano tutta l’Italia settentrionale, in un processo conclusosi nel 49 a.C. con la concessione della cittadinanza.

Curata da Luigi Malnati (Soprintendente per l’Archeologia dell’Emilia-Romagna) e Filli Rossi (Soprintendenza Archeologia della Lombardia), la mostra “Brixia” narra una vicenda che ha la forza di un’epopea. Superando lo schema tradizionale dello scontro tra Roma e popolazioni locali considerate semibarbare e da integrare nella civiltà classica, l’esposizione illustra la realtà di un confronto che ha avuto molteplici sfaccettature. Perché questa è una storia che, tra pace e guerra, ha permesso di creare un nuovo modello sociale, modificando e modernizzando un grande territorio.
Una trasformazione non solo culturale ma anche fisica, fatta di disboscamenti, bonifiche, messe a coltura di terre fertilissime, e infine creazione di città unite da grandi strade consolari. Un percorso lungo tre secoli, dopo i quali nulla è più stato come prima.

Sullo sfondo della pianura del Po, area estesa tra gli Appennini e le Alpi e favorita in antico da una posizione privilegiata e dalla presenza di un grande fiume, la mostra ricostruisce la sorprendente fisionomia di un luogo d’Italia che divenne vero laboratorio di integrazione tra etnie e culture diverse e cassa di risonanza del confronto fra cultura romana ed ellenismo.
Lo fa esponendo quasi 500 reperti provenienti da decine di musei e istituzioni italiane, materiali eccezionali e spesso inediti, distribuiti in 12 sezioni lungo un percorso di 1500 metri quadri.

E prolungando l’esposizione con la visita al Parco Archeologico di Brescia, il più importante, esteso e conservato della Gallia Cisalpina (cioè del nord Italia).

Proprio in occasione di questa grande mostra, la Brixia che si erge intorno al celebre Capitolium, nel cuore della moderna città, svelerà due ulteriori gemme: la Quarta Aula del tempio Repubblicano, eretto due secoli prima dell’attuale con i raffinati affreschi parietali appena restaurati, e il grande Teatro Romano di Età Imperiale.
In un percorso che va dal Capitolium, ora integralmente visitabile, al Teatro, a Santa Giulia, dove sono conservate le spettacolari Domus dell’Ortaglia insieme a sontuosi mosaici e ai grandi bronzi, prima fra tutte la celebre Vittoria Alata, nascosti e rinvenuti proprio nell’area archeologica e sacra della città.

Sfuggiti dalle invasioni barbariche per arrivare sino a noi. Un tesoro di statuaria bronzea unico al mondo per qualità e bellezza.

La mostra è arricchita dalle più moderne tecnologie digitali: il percorso espositivo è scandito da quattro multiproiezioni immersive (realizzate in collaborazione con Epson) e da un’avveniristica guida audio-video multimediale.

Il Catalogo generale della mostra è a cura di Luigi Malnati e Valentina Manzelli; il catalogo/guida alla mostra e all’area archeologica è curato da Filli Rossi e Francesca Morandini

BRIXIA

Roma e le genti del Po. Un incontro di culture. III-I secolo a.C.

Museo di Santa Giulia e Brixia, Parco Archeologico di Brescia romana

Via Musei 81/b e Via Musei 55 – BRESCIA

A cura della Direzione Generale Archeologia del MiBACT, Soprintendenza Archeologia della Lombardia, Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei

Progetto scientifico di Luigi Malnati (Soprintendente per l’Archeologia dell’Emilia-Romagna) e Filli Rossi (Soprintendenza Archeologia della Lombardia)

Orari di apertura

dal 9 maggio al 15 giugno 2015: da martedì a venerdì 9.30-17.30, sabato e domenica 9.30-20

dal 16 giugno al 30 settembre 2015: da martedì a venerdì 10.30-19, sabato e domenica 10.30-21

dal 1 ottobre 2015 al 17 gennaio 2016: da martedì a venerdì 9.30-17.30, sabato e domenica 9.30-20 (1 gennaio 2016 dalle 12 alle 17.30)

Chiuso tutti i lunedì non festivi, il 24,25 e 31 dicembre

Il biglietto d’ingresso denominato BRIXIA (intero € 13) comprende la visita alla mostra (allestita nel Museo di Santa Giulia) e al Parco Archeologico (IV cella, Capitolium e teatro); si consiglia la prenotazione per la visita della IV cella data la capienza limitata a un massimo di 150 persone all’ora.

Sono previste altre due tipologie di biglietto che integrano BRIXIA con il Museo di Santa Giulia (intero integrato € 17,50) o con i Musei del Castello (intero integrato € 14)

Cenni storici e scheda della mostra
Le popolazioni che abitavano la valle Padana avevano alle spalle storie molto diverse. Le tribù celtiche (Insubri, Cenomani, Boi.) avevano ereditato le civiltà dei popoli che abitavano quei territori prima di loro, Etruschi, Umbri, Liguri, Celti di ceppo ancora più antico. Ne avevano assimilato i costumi e costituivano un’élite politico-militare ben organizzata.

I Veneti erano di provenienza assai antica, con una cultura urbana elaborata e comuni origini con i Latini. Al contrario i Liguri, che si consideravano a ragione una stirpe autoctona, erano ancora organizzati sul modello tribale.

Ciascuna di queste popolazioni ebbe una propria politica nei confronti di Roma: alcuni furono alleati stabili (Veneti, Cenomani) altri ostili (Boi, Insubri) o divisi al proprio interno (Liguri). Ma neppure la strategia della Repubblica nei loro confronti fu mai univoca: a seconda che prevalessero le ragioni del partito “popolare” o di quello “senatorio” fu attuata una politica aggressiva per guadagnare nuove terre da assegnare a coloni italici disposti a trasferirsi o a collaborazione “amichevole” con i ceti dirigenti e aristocratici locali.

Sono i reperti archeologici presenti nei musei dell’Italia del nord (rinvenuti in scavi anche recenti) che ci consentono di ricostruire un quadro così complesso e vivace, di cui le fonti antiche ci illustrano soltanto gli elementi essenziali.

La mostra segue una sequenza cronologica rispettando la logica del confronto. Le diverse popolazioni padane nel IV e III secolo a.C. sono presentate attraverso reperti significativi e simbolici dei loro corredi funerari e da ciò che è emerso dagli scavi delle loro città. Ne escono immagini di civiltà complesse, con capi che esaltano ora il proprio livello culturale ora il ruolo guerriero, e di un’organizzazioni politiche avanzate, dotate di moneta e scrittura.

A fronte sono esposti i reperti coevi della colonia di Rimini o di centri sotto il controllo diretto di Roma, come Ravenna.

Seguono gli anni delle guerre. L’imponente frontone di Talamone celebra la disfatta dell’ultima offensiva celtica nel 225; la risposta di Roma porterà alla prima conquista della val Padana e alla vittoria di Casteggio.

Poi Annibale passa le Alpi e attraversa la pianura mentre Boi e Insubri, appoggiando la sua impresa, mettono in gioco la propria indipendenza. Di quegli anni sono esposte non solo le armi degli eserciti contrappostí, recuperate nei corredi funerari e rappresentate nei monumenti e nei reperti votivi, ma anche l’esito della penetrazione culturale e politica di Roma, con l’impianto di santuari di tipo italico già alla fine del III secolo, i cui reperti si confrontano con quelli dei contemporanei luoghi di culto locali.

Con il II secolo le principali colonie latine e romane così come le città alleate -da Rimìni a Bologna o Piacenza, da Aquileia e Padova a Brescia o Milano- presentano già caratteristiche comuni. La mostra illustra le mura, le porte urbiche, le strade, gli edifici civili (come il foro), le basiliche e, nel caso di Bologna, uno dei più antichi teatri stabili. I grandi templi come il Capitolium, i santuari urbani e del territorio sono testimoniati da resti architettonici fittilì figurati di tipo italico ed ellenistico e da statue di culto, per lo più acroliti in marmo. Vengono introdotti nuovi culti, italici e orientali, che spesso riflettono gli orientamenti delle diverse personalità politiche romane, ma vengono anche confermati e assimilati i culti locali, come ben dimostra il caso emblematico di Brescia.

La ricchezza crescente della Cisalpina in età repubblicana è evidente non solo negli edifici pubblici e religiosi ma anche nelle case private. La mostra espone soprattutto le pavimentazioni, che evolvono da modesti laterizi e semplici battutì in cementizio a pavimenti decorati con motivi geometrici e a mosaico; ma non mancano decorazioni parietali o reperti di lusso rinvenuti negli scavi per abbandono o tesaurizzazione.

Le planimetrie mostrano come nel I secolo le classi dirigenti abbiano già aderito al modello di casa ad atrio. Nell’Italia settentrionale tutto riflette l’aumento progressivo di ricchezza, dovuto allo sfruttamento agricolo del territorio, ben organizzato grazie al controllo delle acque e alla distribuzione funzionale delle terre (la centuriazione), ma anche alla nascita di manifatture locali (vasellame bronzeo, tessuti, laterizi, ceramiche, carpenteria) e allo sfruttamento di risorse naturali, come le riserve aurifere della Bessa.

In questa fase, il confronto tra le popolazioni locali e i coloni è affidato soprattutto alle sepolture. Per la prima volta vengono esposti insieme corredi e stele funerarie dello stesso periodo attribuibili a romani (in Emilia Romagna e Aquileia), a Veneti, Cenomani, lnsubri e Liguri. È così possibile confrontare l’apparato funerario di un notabile romano sepolto presso Piacenza (strepitoso il suo letto funerario in osso di fattura centro-italica e tradizione ellenistica), con la sepoltura del capo cenomane di Zevio, con resti del carro e vasellame bronzeo della medesima provenienza.

Così, dall’intesa tra le classi dirigenti e da un confronto virtuoso tra le diverse aree culturali, nasceva la provincia della Gallia Cisalpina, centro propulsore delle conquiste di Cesare e futuro baluardo della civiltà classica contro le invasioni germaniche.

Vedi anche http://www.archeobologna.beniculturali.it

Da poco annullata la visita del Ministro Franceschini all’apertura del Salone del Restauro. Oggi si apre la XXII edizione (6-9 maggio)

da: organizzatori

E’ stato da poco comunicato l’annullamento della visita del Ministro Franceschini alla giornata di apertura del Salone del Restauro di Ferrara, prevista per questa mattina alle 11.

Si segnala comunque, tra i focus della giornata di oggi, che dalle 15 alle 18, presso la Sala Castello al I° piano, il prof. Antonio Paolucci, Direttore Musei Vaticani, presenta IL PROGETTO DI ILLUMINAZIONE A LED DELLA CAPPELLA SISTINA.

Elio Fu…Turista al De Micheli chiude la Stagione di Prosa

da: ufficio stampa Teatro Comunale De Micheli

Giovedì 7 maggio ultimo appuntamento del cartellone di Prosa del Teatro Comunale De Micheli, alle ore 21 Elio (senza le Storie Tese) presenta Fu…Turisti, un viaggio esilarante e irriverente alla scoperta del Futurismo. Un viaggio esilarante e irriverente alla scoperta del futurismo tra canzoni originali, reperti d’epoca e letture semi-serie. Sul palco Elio, Danilo Grassi, capomacchina e percussioni; Simone Nicoletta, clarinetto; Giampaolo Bandini, chitarra; Federico Marchesano, contrabbasso; Cesare Chiacchiaretta, fisarmonica: insieme presentano uno spettacolo irriverente alla scoperta dell’epoca futurista.

Il musicista-cantante milanese, protagonista di numerose avventure musicali, questa volta si cimenta in un tema a lui molto caro e con quel peculiare senso ironico che lo caratterizza accompagnerà il pubblico in un viaggio cibernetico nel futuro che è stato e che verrà.

La prima parte dello spettacolo è un vero e proprio viaggio nel mondo futurista, narrato in dieci canzoni, con testi originali composti dallo stesso ELIO e PIERO BODRATO su musica originale di Nicola Campogrande,

Per la prima volta in scena “La magnifica spedizione fu…turista da Milano a Marechiare per uccidere il chiaro di luna”. Si tratta della cronaca di un immaginario e fallimentare viaggio da Milano a Napoli, dove Marinetti, se non avesse sbagliato il calcolo delle fasi, avrebbe voluto scaricare qualche revolverata contro la luna.

Nella seconda parte verrà presentata un’antologia di canzoni futuriste composte da Rodolfo De Angelis e arrangiate da Alessandro Nidi, da “Ma cos’è questa crisi?” (1933) a “Tinghe Tinghe Tanghe”, inframmezzate da letture del “Manifesto futurista” e di “Come si seducono le donne”, due dei volumi partoriti dal genio di Filippo Tommaso Marinetti.

Per informazioni biglietteria del teatro 0532 864580.

Trasparenza e tracciabilità

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Unife promuove una tavola rotonda per la lotta alla corruzione

Venerdì 8 maggio, dalle ore 9 alle ore 13.30, nella Sala San Francesco (via Savonarola, 3), si terrà la tavola rotonda dal titolo “ Trasparenza e tracciabilità: normativa e tecnologia nella lotta alla corruzione”, promossa dall’Università di Ferrara nell’ambito delle iniziative riguardanti il tema della prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione.

“L’evento – spiega Roberto Polastri, in qualità di Responsabile della Prevenzione della Corruzione di Unife – è rivolto in particolare ai Responsabili della Prevenzione della Corruzione, ai Responsabili delle Risorse degli Uffici Gare e Appalti e Uffici Acquisti e ai Responsabili IT della Pubblica Amministrazione. L’iniziativa si propone di evidenziare il nuovo ruolo di ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, e gli strumenti disponibili per garantire vigilanza e trasparenza negli appalti pubblici, di fornire una visione di insieme delle problematiche connesse alla presenza dei fenomeni collusivi nelle procedure di affidamento, delle criticità riscontrate applicazione della normativa e di offrire un possibile approccio per la loro gestione/risoluzione”

“ Lo spunto per l’organizzazione della tavola rotonda – specifica Polastri – è venuto dalla laboriosità e dalle incertezze incontrate a fine 2014 per adempiere a quanto richiesto dalla legge 190/2012, in merito alla pubblicazione dei dati relativi alle informazioni sulle singole procedure e sui singoli contratti stipulati dall’amministrazione nel corso del 2014”.

Dopo i saluti del Rettore, Pasquale Nappi, del Prefetto di Ferrara, Michele Tortora, e dell’Assessore Contabilità e Bilancio, Partecipazioni, Economia solidale del Comune di Ferrara, Luca Vaccari, interverranno: Nicoletta Parisi, Consigliera Autorità Nazionale Anticorruzione, in merito al ruolo dell’ANAC in materia di vigilanza e trasparenza negli appalti pubblici; Marco Magri, Associato del Dipartimento di Giurisprudenza di Unife, sul problema delle offerte collusive nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici; Alberto Domenicali, Dirigente Università di Brescia e coordinatore del Gruppo di Lavoro in materia di Anticorruzione e Trasparenza del CODAU, sull’applicazione della normativa in materia di Anticorruzione e Trasparenza nelle Università, con particolare attenzione ai problemi riscontrati e alle soluzioni adottate.
Nella seconda sessione di interventi, verrà data parola a Alessandro Obino, Ufficio Progettazione e Sviluppo Servizi Informatici ANAC sulle tecnologie e banche dati dell’Autorità, in particolare la BDNCP, il sistema AVCPass e i meccanismi di monitoraggio adottati dall’Autorità stessa, e a Paolo Mezzetti, Socio Fondatore Step Srl, in merito al punto di vista delle stazioni appaltanti e alle tipologie di strumenti informatici e di supporto.

La partecipazione all’evento è gratuita. Per iscriversi, compilare il form al link http://www.unife.it/at/evento8maggio2015). E’ previsto il rilascio di attestato di partecipazione.

Dalla ricerca all’impresa: quali percorsi per la commercializzazione dei risultati

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Quali percorsi e strategie sono oggi più interessanti per i detentori di tale conoscenza? Che ruolo e futuro hanno gli spin-off universitari e come possono beneficiare di strumenti e mercati finanziari sempre piu’ attenti alle reali opportunità che esse propongono?

Questi e altri quesiti verranno trattati nel corso del seminario in programma domani giovedì 7 maggio alle ore 15, nell’Auditorium del Rettorato, Complesso di S. Lucia (via Ariosto, 35). Franco Fornasari, Senior Partner di VTP, Value Tree Partners LLC, società di consulenza strategica per investitori nei settori delle infrastrutture, energie, rinnovabili e nuove tecnologie per la sostenibilità ambientale, parlerà sul tema “Dalla ricerca all’impresa: quali percorsi per la commercializzazione dei risultati?”

L’iniziativa è coordinata da Simonetta Pancaldi, docente del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara e organizzata in collaborazione con l’Ufficio Trasferimento Tecnologico dell’Ateneo.

Affermano gli organizzatori: “La valorizzazione della ricerca e della formazione scientifica di fronte alla globalizzazione del business pone Accademici, Politici ed Investitori ad affrontare radicali mutamenti nel mercato della Tecnologia. La finanza si specializza nella valorizzazione della ricerca; le grandi imprese comprano ricerca e integrano tecnologie in catene del valore sempre più sofisticate. Tutto ciò aumenta sia le opportunità sia la complessità dei processi di valorizzazione della conoscenza scientifica”.

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Il mercato scandinavo alla scoperta di Ferrara

da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

Quindici Tour Operators ospiti nella città estense nell’ambito di un’iniziativa promozionale
organizzata da APT Servizi Emilia Romagna

Il fine settimana offrirà una vetrina importante per la città di Ferrara che riceverà la visita di alcuni Tour Operator provenienti dai paesi scandinavi.
Nell’ambito, infatti, di un’iniziativa promozionale rivolta a tale mercato, organizzata da APT Servizi Emilia Romagna in collaborazione con Provincia e Comune di Ferrara, una delegazione di 15 T.O. scandinavi, visiterà la nostra regione dal 7 al 10 maggio. Venerdì 8 maggio trascorreranno l’intera giornata a Ferrara per un momento business in Castello Estense con gli operatori dell’offerta turistica incoming dell’Emilia Romagna
Nella città estense i 15 ospiti avranno, inoltre, l’opportunità di visitare le due mostre attualmente in corso, “La Rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudí” a Palazzo dei Diamanti e “L’arte per l’arte – Il Castello Estense ospita Giovanni Boldini e Filippo de Pisis” in Castello, oltre ovviamente a fruire di una visita guidata del centro storico, seguendo un itinerario tra medioevo e rinascimento, per far conoscere le bellezze architettoniche e culturali della città e conquistare un mercato che ha indubbiamente molto da offrire.
I tour operator arriveranno in città già a partire da questa sera (giovedì 7 maggio) quando, alle ore 19.00 parteciperanno ad una presentazione della destinazione Emilia Romagna.

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