Giorno: 25 Maggio 2015

Corlo: 13° Trofeo della Solidarietà

da: organizzatori

Torneo di calcio a 6 squadre e 9 giocatori, il 3, 4, 5 giugno presso il campo sportivo di Corlo.

L’iniziativa di beneficenza vedrà scendere in campo stelle emergenti assieme a vecchie glorie del calcio.
La manifestazione inizierà alle ore 18, con l’apertura degli stand gastronomici ed esibizione delle piccole promesse del calcio locale col Torneo dei Pulcini.

Per ulteriori informazioni: www.trofeodellasolidarieta.it

Festival Crossroads, 30+31 maggio: Mauro Ottolini & Sousaphonix in concerto

da: organizzatori

Il penultimo appuntamento dell’edizione 2015 del festival itinerante Crossroads, organizzato da Jazz Network e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, occuperà un intero weekend.
Il trombonista Mauro Ottolini, sarà infatti inizialmente protagonista di un concerto al Teatro Asioli di Correggio, sabato 30 maggio alle ore 21, con i suoi fantasmagorici Sousaphonix.
Questa orchestra dagli esuberanti colori, suoni e gag sceniche eseguirà la “Musica per una società senza pensieri” con un organico di spericolata varietà: Mauro Ottolini (trombone, conchiglie, flauti sardi, direzione), Vanessa Tagliabue Yorke (voce, pentole cromatiche), Vincenzo Vasi (voce, theremin, giocattoli, elettronica), Flavio Davanzo (tromba), Guido Bombardieri (sax alto, clarinetto), Dan Kinzelman (sax tenore, flauto, clarinetto basso), Roberto De Nittis (fisarmonica, armonio a pedali, piano giocattolo, tastiere), Enrico Terragnoli (banjo, chitarra elettrica, podofono), Danilo Gallo (contrabbasso, balalaika bassa, liuto basso), Zeno de Rossi (batteria), Simone Padovani (percussioni).
Il giorno dopo, domenica 31 maggio, Ottolini tornerà a incontrare il pubblico sempre a Correggio, nella Sala Conferenze di Palazzo Principi alle ore 17:30 (ingresso libero), dove verrà proiettato il film “Musica per una società senza pensieri”: i Sousaphonix affidati alla regia di Francesco Crapanzano.
Il concerto e la proiezione sono realizzati in collaborazione con il Comune di Correggio nell’ambito di Correggio Jazz.

Biglietti: concerto del 30 maggio, prezzo unico euro 10; proiezione del 31 maggio, ingresso libero.

Meritatamente travolto dal successo della precedente avventura dei Sousaphonix (quel Bix Factor che nel 2012 gli ha fatto vincere il Top Jazz), Mauro Ottolini ha da poco sfornato il primo di due volumi che compongono un nuovo concept album di generose dimensioni e dai traboccanti contenuti musicali (pubblicato come il precedente dalla Parco della Musica Records).
Ispirandosi a una formazione realmente esistita quasi un secolo fa a Primolano, al confine con l’Austria, l’Orchestra della Società Senza Pensieri, ma soprattutto alle Folk Songs di Luciano Berio, Ottolini crea un paesaggio fantastico attraversato dalle più varie etnie musicali.
Una babele di lingue e colori strumentali nella quale Ottolini diffonde tutta la sua immaginifica vena di arrangiatore: pagine originali mescolate con motivi folk, canti alpini e ritmi caraibici, melismi orientali e suoni contemporanei, filastrocche e ninne nanne.
Per dare vita a tutto ciò, i Sousaphonix pare abbiano saccheggiato un museo degli strumenti musicali: ai fiati e la ritmica tipici del jazz si affiancano sulla scena oggetti esotici, conchiglie, pentole e giocattoli.
Nato a Bussolengo (VR) nel 1972, Ottolini abbandona il suo posto nell’orchestra dell’Arena di Verona, per darsi alla vita girovaga del jazzista. Suona con Frank Lacy, Trilok Gurtu, Kenny Wheeler, Han Bennink, Carla Bley, Steve Swallow, Tony Scott, Maria Schneider, Enrico Rava e si ritaglia un posto al fianco dei big della canzone italiana, anche come arrangiatore (Negramaro, Lucio Dalla, Antonella Ruggiero, Vinicio Capossela, Malika Ayane, ma anche Luciano Pavarotti ed Amii Stewart).
Oggi suona assiduamente con Franco D’Andrea (trio e sestetto), ma ormai Ottolini è soprattutto il leader di alcune delle più sorprendenti formazioni della musica creativa italiana. Oltre ai Sousaphonix (che rivelano al massimo grado il suo amore per il jazz antico e contemporaneo, sorvolando piuttosto l’era di mezzo del bop), ricordiamo gli Smashing Triad(s), i Lato Latino, l’orchestra Ottovolante, i Separatisti Bassi, oltre a molte altre combinazioni.
Inoltre, domenica 31 maggio (alle ore 17:30 presso il Palazzo Principi; ingresso libero) Ottolini presenterà il film Musica per una società senza pensieri, che lo ritrae all’opera coi suoi Sousaphonix.

Informazioni:
Jazz Network, tel. 0544 405666, fax 0544 405656, e-mail: ejn@ejn.it
website: www.crossroads-it.orgwww.erjn.it

Porto Garibaldi: Caccia ai rifiuti Domenica 31 maggio, ore 8,30

da: organizzatori

Bottiglie di vetro, di plastica, lattine, buste, tappi, coperchi, bicchieri, stoviglie, contenitori, cotton fioc, filo e ami da pesca, mozziconi di sigaretta.

La lista delle schifezze abbandonate che possono rovinare il gusto di una bella passeggiata al mare è lunghissima. Un’aggressione continua e insopportabile ai danni dei paesaggi che amiamo di più, a cui è impossibile rimanere indifferenti.
Cosa possiamo fare? “Prenderci cura delle nostre belle spiagge e liberarle dai rifiuti con una azione volontaria di pulizia”.

Quest’anno andremo a pulire la spiaggia libera di Porto Garibaldi.
Siete tutti invitati, gettate nella raccolta differenziata l’indifferenza e venite ad aiutare.

L’appuntamento è a Porto Garibaldi, di fronte al ristorante “Pericle”, Via dei Mille.
Toglieremo i rifiuti sull’arenile ed attorno alle neonate dune di Porto Garibaldi.
Partecipate DOMENICA 31 MAGGIO 2015 , dalle ore 8,30 alle 13,00.
I guanti ed i sacchi ve li diamo noi, voi portate la vostra gioia per avere svolto un atto virtuoso di volontariato.

L’Officina condivisa: avviare uno spazio, creare una rete

da: Ri-Generazione Urbana

Venerdì 29 maggio a Wunderkammer, una giornata dedicata al co-manufacturing

La pratica del co­working si sta diffondendo con sempre maggiore capillarità, sia in Italia che negli altri Paesi Europei.
L’ufficio condiviso e flessibile risponde alle esigenze di tantissimi giovani professionisti. É possibile estendere questa filosofia per facilitare il lavoro di chi si impegna nell’artigianato, settore dove il mettersi in proprio richiede maggiori investimenti?
Venerdì 29 maggio Wunderkammer a Ferrara ospiterà “L’officina condivisa: avviare uno spazio, creare una rete”, giornata dedicata al tema del co-manufacturing, formula sperimentata in Italia già da diverse realtà.

La giornata, organizzata dall’associazione Basso Profilo, intende informare e far dialogare su questa opportunità, coinvolgendo gli attori che potrebbero promuovere questi spazi, e i giovani che vorrebbero viverli.
La mattinata, dalle 10 alle 13, si rivolgerà principalmente a politici, amministratori e operatori attivi nell’ambito delle politiche giovanili e del lavoro, cooperative sociali e associazioni impegnate nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, docenti universitari, dirigenti e professori di istituto tecnici e professionali.
Il pomeriggio, dalle 15.30 alle 18.30, faciliterà la creazione di una rete provinciale di artigiani e aspiranti artigiani, giovani interessati a lavorare – o che già lavorano – nell’ambito della produzione artistica e innovativa, del design.

Entrambi i momenti comprenderanno la presentazione di BanCO, coworking aperto a Wunderkammer nel 2014, e il confronto con i responsabili di interessanti esperienze avviate in Emilia-Romagna: FabLab Faenza e Officine On/Off di Parma – i quali forniranno consigli pratici su come avviare e gestire uno spazio, ottenendo riscontri positivi da un punto di vista occupazionale e sociale.
L’evento – che si terrà in via Darsena 57 – è gratuito e aperto a tutti, ma si richiede di confermare la presenza per l’incontro della mattina, scrivendo all’indirizzo info@rigenerazioneurbana.org.
Chiuderà la giornata un rinfresco, offerto a tutti i partecipanti.

L’incontro è realizzato nell’ambito del progetto “Informazione e partecipazione: i giovani nel web 2.0”, promosso dalla Provincia di Ferrara e realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivere a info@rigenerazioneurbana.org, oppure fare riferimento alla pagina Facebook di Basso Profilo.

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La Regione mette a disposizione 30 milioni di euro per realizzare laboratori aperti nei 9 capoluoghi (più Cesena) dell’Emilia-Romagna

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

La Regione mette a disposizione 30 milioni di euro di risorse europee per realizzare laboratori aperti nei 9 capoluoghi (più Cesena) dell’Emilia-Romagna, attrezzati con soluzioni tecnologiche ICT avanzate.
L’ok della Giunta regionale in attuazione dell’Agenda Urbana prevista nel Por Fesr 2014- 2020.
L’assessore regionale Palma Costi: “Parte la realizzazione di uno strumento fondamentale per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva dell’Emilia-Romagna e delle sue città”

Trenta milioni di euro di risorse europee a disposizione delle nove città capoluogo dell’Emilia-Romagna, a cui si aggiunge anche Cesena, per i progetti dei laboratori aperti.
Il via libera è arrivato oggi pomeriggio dalla Giunta regionale in attuazione di ‘Città attrattive e partecipate’, asse 6 del Por Fesr 2014- 2020. Le risorse – il 6% dei 482 milioni approvati dalla Commissione europea per l’Emilia-Romagna – a disposizione delle città emiliano romagnole riguardano l’agenda digitale, l’attuazione dei laboratori aperti (innovation lab, ovvero spazi attrezzati con soluzioni tecnologiche ICT avanzate) e il recupero dei contenitori culturali dismessi.
In particolare i laboratori saranno ospitati in beni/contenitori culturali che rappresentano in modo significativo l’identità urbana del capoluogo, favorendo così la partecipazione dei cittadini per far nascere processi di qualificazione e di rivitalizzazione di parti di città.
I 10 laboratori aperti sui temi dell’ICT puntano a favorire lo sviluppo digitale delle città e dei servizi offerti, con la partecipazione attiva di cittadini, imprese, pubblica amministrazione, mondo della ricerca e terzo settore sui temi dell’accesso ai servizi, della mobilità e della formazione.
«Con queste risorse si da concretezza alla realizzazione di uno strumento fondamentale per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva dell’Emilia-Romagna e delle sue città.
Entro il 2020 dovremo far in modo che il maggior numero di famiglie abbia un accesso a banda ultra-larga e che il 100% delle pratiche della pubblica amministrazione sia online», ha evidenziato soddisfatto l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi.

Nelle scorse settimane era stato definito un protocollo d’intesa tra Regione e Comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna (insieme a Cesena) e la costituzione del Laboratorio Urbano.

Reggio Emilia, 30 maggio 2015: Convegno “Archeologie a confronto per la ricostruzione della città Romana” e inaugurazione museo virtuale

da: ufficio stampa SBArcheo Emilia-Romagna

Sabato 30 maggio 2015 (dalle ore 9 alle 17) convegno scientifico internazionale, Archeologie a confronto per la ricostruzione della città Romana nell’ambito del Regium@Lepidi-Project 2200

Dalle 9 alle 13 Sessione “Archeologia virtuale”, dalle 14 alle 17 Sessione “Reggio romana”
c/o Auditorium CREDEM in Via Emilia S. Pietro 4 a Reggio Emilia

Nella stessa giornata

alle ore 15.30 Esibizione della Legio I Italica in Piazza Martiri del 7 Luglio
alle ore 17.30 Inaugurazione del museo virtuale nel Palazzo dei Musei in Via Spallanzani 1

L’auditorium del CREDEM di Reggio Emilia ospita il convegno internazionale “Archeologie a confronto per la ricostruzione della città Romana” organizzato dalla Duke University, in collaborazione con Lions Club Reggio Emilia – Host “Città del Tricolore” e Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna, nell’ambito del Regium@Lepidi-Project 2200.

Al convegno, che vanta la partecipazione dei più importanti studiosi internazionali di archeologia romana, archeologia digitale e musei virtuali, è abbinata l’inaugurazione del museo virtuale permanente Regium@Lepidi-Project 2200, dedicato alla ricostruzione virtuale ed interattiva della città romana. Questo museo, primo al mondo nel suo genere per il tipo di apparecchiature utilizzate, sarà inaugurato nel pomeriggio (ore 17.30) nel Palazzo dei Musei di Reggio Emilia.

Archeologie a confronto ricompone i diversi approcci metodologici allo studio e interpretazione della città Romana (ovviamente Regium Lepidi).

La sessione del mattino è dedicata ai musei virtuali e all’archeologia digitale, mentre quella del pomeriggio riguarda lo studio storico e archeologico della città romana.

La multidisciplinarietà e varietà di contributi sul soggetto “Regium Lepidi” offre nuove interpretazioni allo studio della città romana e dimostra l’importanza di approcci metodologici innovativi allo studio del passato.

La realizzazione del museo virtuale e la ricostruzione digitale dell’impianto urbano di Regium hanno portato a nuove scoperte archeologiche indagando sul pregresso attraverso sistemi di simulazione e visualizzazione avanzati, senza procedere a nuovi scavi.

L’incontro è adatto anche a un pubblico di non esperti e alle scuole perché affronta tematiche di ricerca particolarmente affascinanti dalla rappresentazione dell’antico alle neuroscienze fra mente, corpo ed estetica, dalle nuove tecnologie per i musei all’archeologia classica al rapporto fra tessuto urbanistico delle città moderna e romana. Un lavoro di ricerca di tante istituzioni nazionali e internazionali e di grandi studiosi che dimostra e conferma la rilevanza del caso di studio di Regium Lepidi dalle sue origini sino allo sviluppo in età imperiale e tardo-antica.

Programma (Conference Chair: Maurizio Forte)

Sessione Archeologia Virtuale 9:00-13:00

Introduzione e saluti

Mary T. Boatwright, Duke University, Vito A. Pellegrino, Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore

Session Chair: Maurizio Forte, Duke University

L. Malnati, Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna
Archeologia a Reggio Emilia a cavallo del 2000: esperienze a confronto

A partire dagli anni 80 del secolo scorso con gli scavi estensivi svolti presso la sede del Credito Emiliano iniziava a Reggio Emilia come nel resto d’Italia, specialmente centro-settentrionale una nuova stagione dell’archeologia, in cui ad un’attenzione rivolta soprattutto al recupero materiale di reperti di pregio estetico e storico si sostituiva un approccio sistematico, in particolare per quanto riguarda l’archeologia urbana, volto al recupero integrale dei contesti.

A Reggio Emilia l’archeologia urbana ha comportato negli anni una molteplicità di interventi, che hanno consentito la ricostruzione della storia della città, innanzi tutto in età romana, ma, con il progredire degli studi e della professionalità degli archeologi che vi hanno operato, anche di quella postantica. E’ stata anche sperimentata una collaborazione sistematica tra la Soprintendenza e i Musei Civici, che ha dato ottimi frutti anche per quanto riguarda la valorizzazione. Ci si deve ora interrogare sul futuro, sulle scelte che l’archeologia deve operare nell’alternativa conservazione/scavo e nelle prospettive di valorizzazione e documentazione, nonché sul ruolo degli archeologi nelle soprintendenze, nei musei e nella libera professione.

M. Minoja, Soprintendenza Archeologica della Sardegna
Digital Monte Prama. Scansione e restituzione 3D delle sculture nuragiche da Monte Prama, Cabras (OR)

Il restauro delle statue di Monte Prama è stato completato con una scansione laser tridimensionale effettuata a cura del “Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori” di Cagliari (CRS4). La scansione ha restituito un numero di punti pari a 8 per millimetri quadrati e costituisce la più grande banca dati di punti misurati su beni culturali mobili. Dalla scansione effettuata dal CRS4 è stato possibile effettuare ricostruzioni tridimensionali delle statue di Monte Prama che hanno permesso di realizzare strumenti di fruizione innovativi e interessanti per il grande pubblico.

M. Forte, Duke University, USA
Archeologie e Virtualità nel Progetto Regium@Lepidi – Project 2200

Maurizio Forte discute gli aspetti metodologici, cognitivi ed epistemologici del Progetto Regium@ Lepidi-Project 2200, le domande archeologiche e tecnologiche alla luce dello stato dell’arte su grandi tematiche come musei virtuali, cyberarchaeology, archeologia digitale. In oltre due anni di lavoro il progetto di ricerca è andato ben oltre la realizzazione di un museo virtuale e ha affrontato tematiche di ampio respiro interdisciplinare finalizzate allo studio, all’interpretazione ed alla comunicazione della città romana.

N. Danelon, Duke University, USA
Regium@Lepidi – Project 2200: Metodologie integrate di archeologia digitale

Regium@Lepidi – Project 2200 è finalmente giunto al termine e i suoi risultati saranno presentati in concomitanza con questa conferenza. Abbiamo seguito un approccio impegnativo che abbraccia discipline eterogenee (archeologia, architettura, geologia, topografia e il telerilevamento) su diverse scale di grandezza, dal paesaggio al manufatto. A compimento di questo progetto sono state allestite diverse installazioni di Realtà Virtuale e Aumentata per i visitatori dei Musei Civici di Reggio Emilia.
Attraverso di esse sarà possibile osservare in stereoscopia il paesaggio urbano e naturale dell’antica Regium Lepidi, così come alcuni manufatti in mostra al museo. In definitiva, il Museo Virtuale ha il duplice obiettivo di ricollegare la città moderna al suo retaggio romano invisibile attraverso accurate simulazioni 3D così come di fungere da laboratorio sperimentale in cui i visitatori possano interagire con gli oggetti in un ambiente virtuale completamente immersivo.

A. Guidazzoli, CINECA, Bologna
Applicazioni Open Virtual Heritage da strumenti di ricerca a spazi virtuali partecipativi

Cineca VisitLab (Visual Information Technology Laboratory) opera da lungo tempo nel campo delle applicazioni informatiche per i Beni Culturali, spaziando dalla realizzazione di filmati 3D educativi in computer grafica a spettacoli emozionali con proiezioni e olografie, dal serious game alle app di realtà aumentata. Saranno presentati alcuni casi di studio caratterizzati dal forte impegno verso la filosofia Open Source e del riuso di contenuti e dall’approccio multidisciplinare.

E.Pietroni, CNR-ITABC, Roma
Il Museo della Valle del Tevere: dalla documentazione alla ricostruzione tridimensionale, a un nuovo approccio narrativo che combina realtà virtuale, tecniche cinematografiche e interazione naturale

Il Museo della Valle del Tevere è stato concepito per incrementare e disseminare la conoscenza, l’interesse e l’affezione verso il territorio a Nord di Roma, attraversato dal fiume Tevere e da due importanti strade consolari, la via Salaria e la via Flaminia, un’area di 40 x 60 km di estensione. A questo scopo è stato creato un sistema integrato di comunicazione che include un sito web (ancora in divenire), un sistema di realtà virtuale e installazioni multimediali allocate nei musei disseminati nell’area, e, centralmente, a Roma, all’interno dei musei piu’ importanti e frequentati. A cominciare dallo studio e documentazione interdisciplinare del territorio e della sua evoluzione attraverso il tempo (da 3 milioni di anni orsono sino ad oggi), sono state realizzate ricostruzioni tridimensionali a differenti livelli di scala della ricostruzione del paesaggio e dei singoli siti.

F. Antinucci, CNR-ISTC, Roma
Il Museo Virtuale 17 anni dopo

Circa 17 anni fa un gruppo di studiosi scrisse un contributo per una edizione speciale della rivista “Sistemi Intelligenti” sul tema “Musei Virtuali” (Bologna, Il Mulino). A questo fece seguito un’ampia discussione sul tema tenuta presso l’Associazione Civita, lo stesso anno. Alcune di quelle persone sono attualmente presenti a questa conferenza. Uno di loro, lo scrivente, si appresta a considerare quanto successo in questo lasso di tempo, paragonando previsioni e aspettative, e su questa base porre alcune domande serie (sebbene non necessariamente benevole) su dove stiamo andando e perché.

V. Gallese, Università di Parma
Il corpo, lo spazio, gli oggetti e il cervello. Lo spazio archeologico “dall’interno”

La nozione di spazio incarnato (embolie space) è affrontato all’interno della più ampia cornice della simulazione incarnata (embodied simulation), discutendo alcune proprietà multimodali recentemente scoperte del sistema motorio. Queste proprietà sono rilevanti per un approccio allo spazio e degli artefatti archeologici che metta al centro la corporeità. Gli stessi circuiti motori corticali che che controllano il nostro comportamento motorio mappano anche lo spazio intorno a noi e gli oggetti a portata di mano in esso contenuti, definendo e modellando in termini motori il loro contenuto rappresentazionale. Lo spazio attorno a noi è così definito dalle potenzialità motorie del nostro corpo. Ciò significa che la percezione richiede sempre il contributo del sistema motorio.

Discussione sulle implicazioni per l’Archeologia 3D e pausa pranzo

Sessione Reggio Romana 14:00-17:00
Session Chair: Marco Podini, Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna

M. Cremaschi, Università di Milano
La città e il torrente Crostolo: geomorfologia e geoarcheologia del sottosuolo di Reggio Emilia

Grazie ai pregressi risultati di 150 anni di archeologia urbana, ed ai dati emersi da più di un centinaio di carotaggi effettuati in occasione di operazioni di Archeologia Preventiva e sulla base di ricerche geoarcheologiche condotte in numerosi cantieri archeologici nel centro storico, viene delineata l’evoluzione dei drenaggi naturali che attraversarono la città e ne sono ipotizzate le cause. Il centro storico di Reggio Emilia sorge sulla parte distale del conoide che il t. Crostolo Il più antico alveo inciso nel conoide risale ad età protostorica ed attraversava da S a N l’intero centro storico, scavandovi un profondo alveo.

A partire dall’ età romana il t. Crostolo si sposta ad occidente, lungo un percorso che rimane attivo fino al XIII secolo. In questo periodo nell’area urbana sono anche attivi drenaggi minori, orientati a NE , che mostrano una marcata ripresa di attività nell’alto medioevo, probabilmente in corrispondenza della crisi climatica che in quel periodo investite l’intera Italia settentrionale. Nel XIII secolo, il Crostolo viene deviato artificialmente più ad occidente, all’esterno della città, e va a lambire un tratto delle fortificazioni , dalle quali, ancora più tardi, nel XVI secolo, viene allontanato ed incanalato nel presente corso. Se l’intervento antropico appare il principale fattore nella migrazione dell’ alveo del Crostolo, le ragioni che hanno orientato le scelte delle comunità che sono intervenute a determinarla appaiono aver avuto una causa remota nella geologia dell’area.

A. Morigi, Università di Parma; R.Macellari, Musei Civici di Reggio Emilia; S. Bergamini, Università di Parma
La città invisibile. Per la carta archeologica e la forma urbana di Regium Lepidi

Il lavoro presenta la carta archeologica su supporto digitale e una proposta di ricostruzione della forma urbana di Regium Lepidi. L’approccio alla ricerca è quello, tradizionale, dei centri a lunga continuità di vita, con sovrapposizione della città moderna a quella antica e sepoltura delle evidenze archeologiche per la continuità d’uso dei comparti urbani. La metodologia di lavoro ha previsto la ricognizione sul terreno e lo scandaglio ad ampio spettro della documentazione d’archivio e bibliografica, a partire dalle fonti antiquarie fino alla bibliografia recente. La scansione dei dati per sito ha consentito di rivedere criticamente la base documentaria già all’atto della sistematizzazione, con riscontro immediato in pianta. Sui dati via via acquisiti si è infine sviluppata la ricostruzione del disegno urbano e del profilo evolutivo di Regium Lepidi antica. Oltre al consistente apporto di nuovi dati, gli aspetti più originali e innovativi del lavoro riguardano le nuove ipotesi relative alle origini della città e all’assetto urbano nella sua fase di maggior monumentalizzazione.

E. Lippolis, Università La Sapienza, Roma
Regium Lepidi nello sviluppo urbano nell’Italia romana

La particolare duttilità del sistema di romanizzazione si articola coinvolgendo singoli gruppi e diverse organizzazioni insediative come praefecturae, fora, vici e colonie; da un verso mostra una grande capacità di adattamento, dall’alto la versatilità delle forme. Il caso di Regium Lepidi e del suo sviluppo rientra proprio in una di queste categorie: non dipende da una deduzione coloniale e non rappresenta l’esito diretto di una struttura del popolamento precedente.
La sua posizione sulla principale strada di attraversamento della pianura padana meridionale ne spiega nascita e aggregazione mentre la sua conduzione giuridica si rivela una dimensione amministrativa ‘transitoria’. L’abitato è un centro di riferimento per la gestione del territorio in una posizione intermedia e quindi non attribuita alle vicine colonie di Modena e di Parma.
Proprio la stessa gestione del territorio costituisce, quindi, la funzione principale del centro, punto di riferimento per un popolamento misto, culturalmente e giuridicamente, in cui convergono sia affittuari di ager publicus sia singoli assegnatari di lotti, insieme ad altre figure e gruppi differenti.
Il conseguimento compiuto della municipalità appare quindi come l’esito di un processo graduale e rappresenta il momento finale di un percorso di crescita che non appare mai continuo e definitivo.

M.T. Boatwright, Duke University, USA
Immaginare Regium Lepidi storicamente: esempi e contesti di un municipio Romano in Nord Italia.

La frammentarietà di dati storici e archeologici relativi a Regium Lepidi richiede un notevole sforzo di contestualizzazione per rendere plausibile ed intelligibile la ricostruzione. Questo contributo inizia con il riesame dell’evidenza frammentaria relativa alla fondazione di Regium Lepidi – o piuttosto Forum Lepidi (Festus 332L).
Inoltre si focalizza sul ruolo che la conoscenza storica di una città ha per la nostra comprensione del suo assetto urbano nel tempo.
Ci interrogheremo anche su come le moderne ricostruzioni virtuali possano e dovrebbero comunicare i tratti distintivi di un Municipio romano (Aul. Gell. NA 16.13).
Immaginare Regium Lepidi enfatizza la tensione fra individualità e tipicità nella ricostruzione e interpretazione storica.

M. Podini, Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna
Regium, Forum Lepidi, Regium Lepidi, Lepidoregio: storia e trasformazioni di una città alla luce dei dati archeologici

Una parte consistente dei dati su cui è fondata la conoscenza storica e archeologica di Reggio Emilia in età romana deriva dai rinvenimenti e dagli scavi effettuati durante la ricostruzione post-bellica della città (anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso).
Visti il periodo storico e il carattere di necessità e urgenza degli interventi, è evidente che si trattò più che altro di sbancamenti massicci.
Questi determinarono una perdita irrimediabile di informazioni, soprattutto in termini di relazioni fra quanto ritrovato e il contesto archeologico e stratigrafico di riferimento. A partire dai decenni successivi (e in particolare dagli anni ’80) fino al giorno d’oggi, l’esecuzione di scavi archeologici condotti con metodo scientifico, sia puntuali sia in estensione, ha apportato un contributo fondamentale rispetto alla conoscenza della città sotto molteplici punti di vista.
Contestualmente alla comprensione dell’organizzazione urbana e infrastrutturale dell’antica Regium Lepidi, la prospettiva d’analisi di maggiore interesse rimane certamente quella diacronica, tesa cioè a valutare come la città abbia “reagito” e si sia trasformata nel tempo e nello spazio in relazione agli avvenimenti storici.

Il convegno internazionale è promosso da Duke University, Lions Club Reggio Emilia – Host “Città del Tricolore e Comune di Reggio Emilia, In collaborazione con Musei Civici di Reggio Emilia, Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna, Collegio dei Geometri di Reggio Emilia, Archimagica Studio di Architettura e Tecnograf S.r.l. con il patrocinio di Università degli studi di Parma Dipartimento ALEF e con il sostegno di Credito Emiliano, Aerre Partners, Check-Up Service S.r.l., Fondazione “Pietro Manodori”, Main Engineering S.r.l., Studio Alfa S.r.l., Studio Legale Sutich-Barbieri-Sutich, Vimi Fasteners S.p.a. e zSpace

La Cyber-Archeologia arriva a Reggio Emilia: Regium@Lepidi-Project 2200!

Regium Lepidi, l’antica citta’ Romana rivive digitalmente ai Musei Civici in un nuovo museo virtuale permanente

Il 30 Maggio 2015 alle 17:30 presso i Musei Civici di Reggio Emilia si inaugura il Museo Virtuale Regium@Lepidi-Project 2200

Palazzo dei Musei in Via Spallanzani 1

Il Regium@Lepidi 2200 e’ un progetto internazionale sulla ricostruzione virtuale della città Romana di Regium Lepidi (Reggio Emilia), nato grazie alla collaborazione fra Duke University (USA, una delle migliori università al mondo), i Musei Civici di Reggio Emilia e il Lions Club Reggio Emilia Host “Città del Tricolore”.

Dopo oltre due anni di lavoro, in parte a Reggio Emilia ma in gran parte presso i laboratory Dig@Lab a Durham, negli Stati Uniti, vede la luce il Museo Virtuale sulla città Romana ospitato nei Musei Civici di Reggio Emilia

In Europa è il primo museo virtuale con questa impostazione concepito all’interno delle attuali collezioni archeologiche. È progettato secondo un approccio interattivo dove i visitatori sono stimolati a conoscere la realtà del museo attraverso un processo cinestetico di reciproca interazione. L’impostazione del museo virtuale dentro quello reale è particolarmente stimolante perché crea un forte rapporto fra gli oggetti del museo, la collezione tangibile, il suo invisibile contesto storico (la città,intangibile) e le nuove percezioni immersive dei manufatti derivanti dalla dimensione virtuale.

Questa nuova narrazione digitale trasforma la tradizionale tassonomia archeologica in contestualizzazione con potenziali interelazioni fra oggetti e l’ambiente circostante. In tal modo oggetti e siti si incorporano all’interno e all’esterno del museo offrendo una più ampia narrazione storica. Lo scopo finale è di aprire nuove e molteplici prospettive nell’immaginazione virtuale della città piuttosto che scegliere una ricostruzione perentoria e indiscutibile. Il progetto implica un approccio interdisciplinare, già utilizzato per analoghi

casi di studio, e richiede l’integrazione di diverse specializzazioni,dall’archeologia alla geologia, dalla topografia al telerilevamento.

La ricerca si è basata su dati noti e pubblicati e d’archivio ma ha prodotto nuovissime interpretazioni sul tessuto urbano della città. In particolare risulta evidente come in età imperiale fra primo e secondo secolo d.C. l’impianto urbano si sia evoluto in modo sontuoso con edifici di pregio e con una certa ostentazione dell’arredo architettonico. In duemila anni lo sviluppo della città di Reggio Emilia è profondamente influenzato dall’originale piano urbanistico romano. È una sorta di DNA architettonico e urbano.

Scienza interpretazione e immaginazione

L’estensione e i confini della città Romana potrebbero essere ricostruiti sulla base della centuriazione che ancora caratterizza l’ordito stradale e dalla discontinuità tra pavimentazione basolata e glareata lungo la Via Emilia.
Fra la fine del primo secolo a.C. e il secondo d.C. Reggio conobbe un notevole sviluppo urbano coincidente con un periodo di prosperità economica.
Un considerevole rinnovamento urbano ebbe luogo nel centro dove case private al nord del foro furono demolite per fare spazio ad una grande basilica e forse ad altri edifici pubblici. La tecnica di pavimentazione delle case private nell’epoca repubblicana (cocciopesto) fu sostituita soprattutto da pavimenti in mosaico.
In quest’epoca alcune delle più ricche residenze furono dotate con bagni termali a dimostrazione dell’alto tenore di vita raggiunto dai loro proprietari.

Per rendere tutto ciò visibile nella simulazione virtuale sono stati creati flussi di vapore in corrispondenza dei resti archeologici dei bagni termali. Nessun edificio per spettacoli è stato sino ad oggi rintracciato a Reggio anche se ne presuppone l’esistenza.
Sono atti anche ricostruiti un teatro ed un anfiteatro sulla base di un recente studio topografico. Per dare trasparenza a questa simulazione i resti di alcuni edifici sono stati incorporati nello scenario del Foro sovrapponendo dati archeologici con l’ipotetica ricostruzione virtuale.
Allo stesso tempo il progetto mira a ricomporre la città Romana ed attuale in un unico spazio urbano con lo scopo di stimolare gli abitanti a ripensare lo spazio da loro abitato ed immaginare duemila anni di storia e trasformazioni urbane.

Le installazioni

Il percorso del museo virtuale si articola in diverse installazioni virtuali che utilizzano tecnologie innovative per la prima volta presentate al grande pubblico come i caschi immersivi OculusRift, le postazioni olografiche di Z-space, le proiezioni 3D di Dreamoc, i QR code in realtà aumentata e la visualizzazione stereo-immersiva del paesaggio archeologico.

REGIUM@LEPIDI

Questa installazione offre al visitatore una panoramica complessiva del paesaggio di Reggio in età Romana. L’applicazione simula un modello in macro scala del paesaggio e del terreno a volo d’uccello. Lo spettatore può percorrere il paesaggio,caratterizzato da una suddivisione quasi uniforme del terreno, che parte dal centro della città in corrispondenza dell’intersezione delle principali strade (la via Emilia e il cardo massimo). Da lì si può ritornare ai giorni nostri per osservare I cambiamenti del paesaggio nei secoli.
È un’occasione importante per comprendere come i rapporti di spazialità si sono evoluti nel tempo, dato che molti di questi aspetti non sono ormai riconoscibili. Mentre la via Emilia è facilmente riconoscibile nel suo percorso rettilineo, l’originale reticolato urbano è difficilmente rintracciabile nel moderno impianto urbano.
L’antico alveo del Crostolo è ancora identificabile lungo corso Garibaldi. La morfologia del terreno di età Romana è stata ricostruita sulla base di un Modello Digitale del Terreno (DTM).

Gli studi paleoambientali ipotizzano che il paesaggio naturale abbia subito pochi cambiamenti e che tali modifiche siano attribuibili all’azione dell’uomo.
I valori altimetrici in corrispondenza di moderni manufatti di grandi dimensioni, come terrapieni,strade elevate e canali, sono stati rimossi dal DTM, mentre l’originario piano di calpestio della città antica – fino a 4 m più basso di quello attuale – è stato ricreato interpolando le quote dei sondaggi archeologici e geologici relative alle fasi romane.
La configurazione urbanistica della città antica è stata ricreata con l’inserimento delle mappe archeologiche nel GIS (Sistema di Informazione Geografica). L’originale rete stradale è stata ipotizzata dagli studiosi sulla base di frammenti emersi nel periodo di ricostruzione post bellica.
Le forme vettoriali del GIS (punti, line, poligoni) e il DTM modificato sono stati inseriti nel software di modellazione procedurale (City Engine) per riprodurre i quartieri della città e le case residenziali in modo automatico.

FORUM@LEPIDI

Offre una visione della vita quotidiana del foro Romano consentendo di passeggiare fra i monumenti pubblici originalmente localizzati nel centro di Reggio.
“OculusRift”, il casco immersivo, permette all’osservatore di apprezzare su una scala reale i dettagli architettonici da una distanza più ravvicinata rispetto alla precedente applicazione. Simulazioni virtuali di siti antichi sono possibili anche con scarsi indizi archeologici purché il dato empirico sia chiaramente distinto dalla sua interpretazione.
Le imponenti sostruzioni nei sotterranei del Credem furono spogliate dei loro marmi durante il Medioevo e nessuno di essi è stato rinvenuto in situ. D’altra parte alcuni frammenti di notevole pregio furono riutilizzati più tardi in altre costruzioni e sono ora esposti in questo museo.

Z-Space

Z-Space è una piattaforma olografica collaborativa per la realtà aumentata gestita da una penna digitale tridimensionale.
Qui l’utilizzatore può esplorare e vedere il potenziale della propriocezione(il senso di come il nostro corpo è posizionato nello spazio) nell’esplorazione virtuale dei reperti archeologici. Questa è un’interazione collaborativa perché l’interazione dell’utente con gli occhiali stereoscopici viene proiettata su un monitor esterno attraverso una videocamera.
Questo monitor mostra in realtà aumentata persone reali e oggetti virtuali nello stesso schermo.

DREAMOC

Questo è un monitor olografico 3D con un accesso in remoto che permette di caricare i contenuti virtuali. Il sistema mostra modelli tridimensionali dei reperti del museo e ricostruzioni virtuali visualizzate in un contenitore a tre dimensioni.
Dal momento che può contenere un numero illimitato di modelli ed applicazioni AR (realtà aumentata) ed è regolabile in remoto (per esempio dal laboratorio della Duke University negli U.S.A.), è la piattaforma ideale per mostrare oggetti non inclusi in collezioni pubbliche (per esempio pezzi di museo non esposti)o non correttamente contestualizzate.

REALTÀ AUMENTATA

Per I visitatori del museo è stata sviluppata una nuova applicazione con Metaio (software per la realtà aumentata). Codici QR (Quick Response Code) saranno collocati vicino ad una selezione di oggetti più importanti della collezione Romana.
Ogni utilizzatore con uno smart-phone o un I-Pad, dopo aver scaricato l’applicazione, sarà in grado di visualizzare modelli in 3D ed altri metadati associati.

Rapporto agroalimentare 2014: pesano maltempo e prezzi, ma Plv sopra i 4 miliardi

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Maltempo e prezzi condizionano l’annata agraria, ma il valore della produzione agricola resta sopra i 4 miliardi. Si consolida l’ export: 5,5 miliardi. Bonaccini: una delle filiere strategiche per creare nuova occupazione. Opereremo mettendo al centro qualità, innovazione, giovani. Caselli: le quantità hanno tenuto, ma resta il tema della volatilità dei prezzi. Serve più integrazione. Utilizzeremo le risorse del nuovo Psr anche in questa direzione

Un’annata segnata dall’eccezionale maltempo, dal crollo generalizzato dei prezzi all’origine e dalle conseguenze dell’embargo russo, ma nella quale l’agricoltura emiliano-romagnola ha comunque tenuto, attestandosi sui 4,094 miliardi di produzione lorda vendibile, un valore che è in linea con l’andamento degli ultimi cinque anni.
Bene anche l’export di prodotti agroalimentari che nel 2014, con un risultato di 5,5 miliardi di euro, consolida il buon andamento del 2013. Il comparto agroalimentare emiliano-romagnolo ha un valore di 25 miliardi di euro (stima su dati Federalimentare) e dà lavoro a 130 mila persone (65 mila in agricoltura e 68 mila nell’industria alimentare).
“Crediamo che l’agricoltura, l’agroalimentare, l’agroindustria abbiano grandi potenzialità e siano una delle filiere strategiche per creare nuovo lavoro – ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ha concluso a Bologna i lavori di presentazione del Rapporto 2014 sul Sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna promosso da Regione e Unioncamere – metà dei 2,5 miliardi di euro che potranno arrivare in Emilia-Romagna nei prossimi sei anni, grazie alla programmazione dei Fondi europei, fanno riferimenti al Programma di Sviluppo Rurale, valorizzando ricerca ed innovazione, qualità, giovani, tutela del territorio, a partire dal favorire i territori più fragili, quali la montagna.
È’ stata una grande soddisfazione avere ricevuto, prima Regione europea, il via libera da Bruxelles al nuovo Psr. Ora lavoreremo per tradurre questo importante risultato in fatti concreti.”
“Nonostante il maltempo le quantità hanno tenuto – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli –pesa l’instabilità dei prezzi che condiziona molto questo settore e si ripercuote sul reddito degli agricoltori.
Questo aspetto deve essere oggetto di un’iniziativa politica forte, ma anche di un impegno da parte del mondo agricolo a superare quella frammentazione che ancora caratterizza diversi settori. Con il nuovo Psr sono in arrivo 1,2 miliardi.
Puntiamo su filiere, organizzazione, qualità e programmazione. Insieme alla sburocratizzazione, un tema su cui questa Regione è già impegnata come dimostra il lavoro compiuto con il Registro unico dei controlli”.
In ripresa il credito agrario con un valore di 5,63 miliardi di euro (+1,1%) e il superamento della stretta creditizia. In leggero aumento l’occupazione agricola, con un +2,2% per quella femminile.

L’export agroalimentare

L’Emilia-Romagna ha chiuso il 2014 con un valore dell’export agroalimentare di 5,5 miliardi di euro, confermando le buone perfomances del 2013.
Tra le principali destinazioni si confermano Germania, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Per il terzo anno consecutivo si attenua il saldo negativo della bilancia commerciale, che nel 2014 è sceso a – 163 milioni di euro.
Sul podio delle esportazioni emiliano-romagnole ci sono i salumi e le carni trasformate (1 miliardo 199 milioni di euro), i formaggi e i prodotti lattiero caseari (609 milioni di euro), la frutta e gli ortaggi lavorati (500 milioni). Sopra i 400 milioni di euro si collocano anche le esportazioni di frutta fresca, vino e derivati dei cereali. “Il primato dell’Emilia-Romagna nell’export di prodotti agroalimentari di qualità, pari al 16 per cento della quota nazionale, è una leva decisiva – ha spiegato il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna Maurizio Torreggiani , che ha ricordato in particolare il progetto in collaborazione con la Regione Deliziando, “ uno strumento che mette al centro il cibo come brand e supporta le imprese per consolidarne la presenza nei Paesi emergenti, la cui espansione economica determina una crescente richiesta.”

Il valore della produzione agricola nei diversi settori

L’andamento meteo ha pesantemente condizionato la produzione agricola nel corso dell’annata appena trascorsa. Al di là delle ripetute emergenze che hanno coinvolto un po’ tutto il territorio regionale (dall’alluvione di gennaio nel Modenese in poi), il 2014, a causa del susseguirsi di ripetute perturbazioni atlantiche, è stato caratterizzato da un inverno particolarmente mite e piovoso e da un’estate anch’essa piovosa e più fresca della norma.
Contemporaneamente, il sovrapporsi delle produzioni a livello europeo (caso eclatante la frutta), l’andamento negativo delle principali commodities, insieme agli effetti dell’embargo russo, hanno portato a una generale flessione dei prezzi .
Un mix che ha portato a una Plv in calo del 5,9% rispetto al 2013, ma comunque sempre sopra la soglia dei 4 miliardi di euro. Percentuali analoghe di flessione del valore della produzione agricola si sono verificate a livello nazionale.
Secondo i dati del Rapporto 2014, tra i settori in controtendenza, per quanto riguarda l’andamento della Plv, quello delle colture industriali, quali la barbabietola da zucchero, la soia e il girasole, che ha messo a segno un +38%. Bene in particolare la barbabietola (Plv in crescita del 45%). Buoni i risultati anche per il pomodoro da industria (+20%).
Per quanto riguarda i cereali la riduzione della Plv si è complessivamente fermata al -1%, a fronte di un andamento a luci e ombre.
Male sono andati in particolare il grano tenero (-15%), il mais (-6%). Bene invece il frumento duro (+60%).
Il comparto della frutta ha chiuso il 2014 con un -10% di Plv. Qui ha pesato in particolare il diffuso calo dei prezzi dovuto alle sovrapposizioni produttive e allo stop delle importazioni russe.
Nonostante un aumento della produzione e dei volumi, le pere hanno chiuso con un -23%, le pesche con un -24%. Bene l’actinidia con +45%.
Il settore degli ortaggi (-8%), ha registrato un forte calo in particolare per le patate (-30%). Con il segno più le zucchine (35%), gli asparagi (49%), i piselli (41%).
Segno meno anche per gli allevamenti: -7%. Nel dettaglio: carni bovine (-4%), suine (-6%), pollame (-9%), latte (-7,6%).
In flessione la redditività delle aziende.
I dati provvisori (elaborati sulla base di un campione di 145 imprese agricole) danno un calo dei ricavi dell’8,1% non sufficientemente compensato dalla riduzione dei costi intermedi (-2,6%).

(in foto: Il presidente Bonaccini interviene alla presentazione del Rapporto)

pd-logo

E55-E45: massima attenzione da Regione e Gruppo PD

da: ufficio stampa – Gruppo Assembleare PD Emilia-Romagna

Zappaterra e Calvano: ‘Vigileremo su sicurezza, riqualificazione dell’infrastruttura per garantire la mobilità delle persone e lo sviluppo del territorio’

La completa messa in sicurezza ed il recupero della E45 sono prioritari, urgenti e non rinviabili considerate le funzioni strategiche di quella infrastruttura: è questa la rassicurazione dell’Assessore regionale Raffaele Donini che giunge in risposta all’interrogazione presentata del Gruppo PD, prima firmataria Lia Montalti insieme ai colleghi democratici Marcella Zappaterra e Paolo Calvano.
A seguito della revisione delle priorità inserite nel DEF 2015 con il ridimensionamento del programma infrastrutturale, con una cinquantina di priorità tra cui non è stata inserita la nuova E45-E55, la Regione si è presa l’impegno, rispondendo all’interrogazione dei consiglieri PD, di monitorare e confrontarsi con il ministero affinché la E45 venga inserita nel Piano delle Infrastrutture Strategiche che è in corso di aggiornamento da parte del Ministero.
“Già nel Piano regionale dei Trasporti vigente la E45/E55 rivestiva un ruolo strategico, anche in relazione al Corridoio adriatico.
Apprezziamo dunque l’interessamento e l’impegno espresso dall’Assessore Donini –commentano i consiglieri Zappaterra e Calvano, che insistono– come consiglieri saremo al fianco della Regione Emilia-Romagna per tenere monitorata la situazione e mantenere una meticolosa azione di verifica e concertazione con il Ministero: messa in sicurezza, riqualificazione dell’infrastruttura per garantire la mobilità delle persone e lo sviluppo economico del territorio, sono temi che richiedono la nostra massima attenzione e sui quali continueremo con perseveranza a lavorare”.

I Vaticani, il Museo dei Musei

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Lectio di Antonio Paolucci

Domani martedì 26 maggio, alle ore 17, nel Salone d’onore della Pinacoteca Nazionale di Ferrara (c.so Ercole I D’Este, 21), si terrà la lectio di Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, sul tema “ I Vaticani, il Museo dei Musei”.
Introdurrà Francesca Cappelletti, Associato del Dipartimento di Studi Umanistici di Unife e trarrà le conclusioni Gianni Venturi, Presidente Associazione Amici dei Musei e Monumenti Ferraresi.
Si tratta dell’ultimo appuntamento del primo ciclo “Il Museo: dentro e intorno”, realizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici di Unife e TekneHub, con il supporto della Fondazione Ferrara Arte.
Spiegano gli organizzatori: “ Si conclude così questo primo ciclo di Conferenze, che ha visto una partecipazione numerosissima di studenti e di pubblico e che continua a suggellare la collaborazione tra Unife, Comune e Ferrara Arte.
Nel corso del ciclo, abbiamo cercato di presentare temi attuali sulle origini, sulla gestione e sulle attività dei musei, in relazione al territorio e alla ricerca storico artistica, che nel museo ha uno dei suoi centri ineludibili”.
“ In attesa di riprendere in autunno – proseguono gli organizzatori – concludiamo questa prima serie con Antonio Paolucci e i Musei Vaticani.
Antonio Paolucci davvero non ha bisogno di presentazioni: è autore di numerose monografie su artisti del Rinascimento, e, solo per citare alcuni degli incarichi più importanti che hanno contrassegnato il suo percorso di studioso, è stato soprintendente a Mantova, direttore degli Uffizi, ministro dei Beni Culturali, e dal 2007 direttore dei Musei Vaticani.
Ci sembrava opportuno far conoscere agli studenti e al pubblico l’esperienza dei Vaticani, unicum italiano tra i musei del mondo, fra i primi dieci per numero di visitatori che stanno arrivando alla cifra di sei milioni l’anno”.

(in foto: Francesca Cappelletti)

Diritto al cibo

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Agricoltura e sicurezza alimentare in Africa. Il ruolo della cooperazione decentrata

Il 2015 costituisce un anno fondamentale per l’elaborazione di una strategia efficace a favore di una nuova democrazia del cibo.
La comunità internazionale dovrà definire una nuova agenda per lo sviluppo sostenibile verso il 2030 e, a fronte di una popolazione mondiale che raggiungerà i 9 miliardi di persone nel 2050, elaborare nuovi modelli agroalimentari capaci di sfamare tutti in maniera sostenibile.
E’ all’interno di questo contesto che si colloca il dibattito pubblico “Diritto al cibo. Agricoltura e sicurezza alimentare in Africa.
Il ruolo della cooperazione decentrata”, che si terrà mercoledì 27 maggio, alle ore 17.00, nella Sala Alfonso del Castello Estense (Largo Castello, 1).
L’iniziativa, organizzata da ActionAid, Nexus e Regione Emilia Romagna, si inserisce all’interno del programma del Festival dei Diritti di Ferrara e mira ad approfondire il contributo specifico della cooperazione decentrata nel quadro delle politiche di sicurezza alimentare in Africa, con particolare attenzione al ruolo del settore privato.
L’evento è parte integrante del “Progetto di sviluppo rurale e rafforzamento dell’associazionismo di base per le comunità rurali più povere dell’Etiopia con un approccio di genere”, cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Regione Emilia Romagna, realizzato da Nexus Emilia Romagna in qualità di capofila e ActionAid come soggetto partner.
Il dibattito, moderato dal giornalista di Radio Città Fujiko Alessandro Canella, vedrà la partecipazione di Luca De Fraia, Segretario Generale Aggiunto di ActionAid Italia e Roberto Sensi, Responsabile del programma sul diritto al cibo di ActionAid Italia, che discuteranno del ruolo dell’Italia nella lotta alla povertà nel mondo e del modo per combattere la fame partendo dai diritti.
Una delegazione di ActionAid Etiopia, composta da Tinebab Berhane, Responsabile Programmi di Sviluppo e Abebe Wagaw, Capo delle operazioni sul campo, presenterà i progetti avviati dall’organizzazione internazionale con le cooperative locali per lo sviluppo rurale e la sicurezza alimentare in Etiopia.
Rita Tassoni, Coordinatrice dei programmi “Etiopia – Nexus Emilia Romagna” e Francesca Battista della CGIL Ferrara, parleranno di cooperazione decentrata e imprenditorialità femminile, attraverso l’illustrazione di una ricerca sul lavoro informale condotta in Etiopia.
Manuela Melandri di ISCOS Emilia Romagna, porterà il suo contributo sulle sfide della cooperazione decentrata nel settore dell’industria agro-alimentare ed in particolare su tematiche relative alla tutela dei diritti umani e del lavoro dignitoso.
Rosario Cultrera del Centro per la Cooperazione allo Sviluppo dell’Università di Ferrara parlerà del ruolo del mondo accademico nella cooperazione.
Le conclusioni saranno affidate a Rossana Preus del Servizio Politiche europee e Relazioni internazionali della Regione Emilia Romagna.
L’incontro del pomeriggio sarà preceduto da un laboratorio per studenti delle scuole medie superiori, organizzato da ActionAid e Nexus Emlia Romagna, con l’obiettivo di creare un campagna di sensibilizzazione sul diritto al cibo in Africa.

(in foto: Rosario Cultrera)

Il futuro del calcolo distribuito al centro di un convegno

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

organizzato dal Dipartimento di Matematica e Informatica e dal Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di Unife

Da mercoledì 27 a venerdì 29 maggio, dalle ore 9 alle ore 18, l’Aula EC4 del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara (via Voltapaletto, 11) ospiterà il Convegno internazionale dal titolo “5th DIRAC User Workshop“, un appuntamento che riunirà esperti di calcolo scientifico provenienti, oltre che da numerosi paesi europei, anche da Cina, Giappone e Stati Uniti.

L’evento è organizzato in Ateneo da Eleonora Luppi, Associato del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra, e da Luca Tomassetti, Ricercatore del Dipartimento di Matematica e Informatica, entrambi membri del comitato scientifico del Convegno.

“Durante la tre giorni – spiegano gli organizzatori – utilizzatori, amministratori e sviluppatori delle complesse infrastrutture di calcolo che uniscono migliaia di calcolatori sparpagliati in varie sedi nel mondo (DIRAC – Distributed Infrastructure with Remote Agent Control Interware), appartenenti a comunità scientifiche eterogenee, si confronteranno per discutere lo stato dell’arte del calcolo largamente distribuito e per definire le future linee di sviluppo.
Particolare attenzione sarà rivolta alla gestione e all’analisi di grandi moli di dati (big data), soprattutto in riferimento alle applicazioni per gli esperimenti di fisica, in corso e in fase di progetto, in Cina, Sud America, Giappone e al CERN”.
Proseguono gli organizzatori: “I partecipanti presenteranno relazioni sulle proprie esperienze nell’ambito delle applicazioni scientifiche di questi particolari sistemi di calcolo e gli sviluppatori presenteranno in dettaglio le principali funzionalità e i prossimi sviluppi di DIRAC.
Una giornata sarà inoltre dedicata a fornire un tutorial sulla gestione, lo sviluppo e le estensioni del software DIRAC che rappresenta il principale punto di accesso alle griglie computazionali, alle risorse di calcolo on-demand e alle Cloud per numerose comunità scientifiche”.

Alla ricerca della Ferrara perduta

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Domani appuntamento con il nuovo libro di Francesco Scafuri

“Alla ricerca della Ferrara perduta” (Faust Edizioni, 2015). E’ questo il titolo del nuovo libro di Francesco Scafuri , prefazione di Folco Quilici, che verrà presentato in prima assoluta domani martedì 26 maggio, alle ore 17, in Biblioteca Ariostea (Sala Agnelli, via delle Scienze 17), in presenza dell’autore, Responsabile dell’Ufficio Ricerche del Comune di Ferrara e assai conosciuto per aver promosso e ideato numerose visite guidate alla scoperta delle bellezze estensi.

All’incontro, introdotto dai saluti di Cristiano Bendin, Responsabile della Redazione di Ferrara de “Il Resto del Carlino”, interverranno Maria Grazia Suttina, Presidente Fidapa Ferrara, e Anna Maria Quarzi, Direttrice dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.
Affidate invece a Massimo Masotti, Presidente dell’Associazione De Humanitate Sanctae Annae, le letture di alcuni brani estratti dal volume.
Modera l’iniziativa Maria Grazia Campantico, Ufficio Comunicazione ed Eventi dell’Università di Ferrara. Sarà presente anche l’editore Fausto Bassini.

“Debbo un grazie all’Autore che su particolarità a volte rare, a volte curiose, a volte dotte, mi ha aperto gli occhi su pagine di storia cittadina e immagini di bellezza e armonia che in gran parte non conoscevo. O avevo ammirato, ma solo in parte. (…)
Sarebbe magnifico che questa particolare antologia ispirasse analoghi lavori nelle altre cento e cento città e paesi d’Italia.”
(Dalla prefazione di Folco Quilici)

La presentazione del libro “Alla ricerca della Ferrara perduta” apre un Trittico di Incontri con l’Autore, promossi dall’Università di Ferrara, dalla casa editrice Faust Edizioni in collaborazione con importanti Associazioni del territorio.
Secondo appuntamento il 4 giugno alle ore 17 (Biblioteca Ariostea, Sala Agnelli), con la presentazione del libro “Ferrara ieri, oggi, l’altro ieri” di Paolo Maietti.
Terzo appuntamento il 12 giugno alle ore 18 (Salone d’Onore di Palazzo Roverella, c.so Giovecca 47), con l’incontro con Folco Quilici sul tema “Ferrara nel cuore”.

(in foto: Francesco Scafuri)

Korakoinè propone un itinerario “extra-muros” tra le dimore Estensi

da: organizzatori

L’associazione di promozione culturale per la tutela e la valorizzazione del territorio propone una visita accompagnata da Marco Borella

Attraverso la visita alle principali Delizie estensi sparse sul territorio della provincia di Ferrara, cercheremo di capirne la relazione con il territorio circostante e come tale relazione abbia determinato la “forma di un paesaggio storico” che solo in minima parte possiamo oggi osservare intorno a noi.
Un paesaggio cambiato profondamente nel corso dei secoli ma che conserva ancora ben riconoscibili le tracce dell’antico “progetto culturale” che ne ha determinato in modo incancellabile il volto.

Il programma:

domenica 7 giugno 2015

ore 9:20
Ritrovo dei partecipanti (in via Scandiana, davanti al Palazzo Schifanoia)

ore 9:30
Il nostro percorso comincia con:
LA VISITA DI PALAZZO SCHIFANOIA, la prima Delizia ad essere eretta alla fine del XIV secolo in una posizione che all’epoca poteva definirsi suburbana.

La mattina prosegue, raggiungendo:
LA DELIZIA DEL BELRIGUARDO A VOGHIERA,
costruita nel 1436-40 in aperta campagna sull’esempio delle antiche ville romane;
IL CASTELLO DEL VERGINESE, dagli inconfondibili angolari bugnati e dalle quattro torri merlate.

ore 13:00
Sosta per il pranzo (al sacco) a Villa Mensa, Sabbioncello San Vittore.

ore 14:30
Il pomeriggio riprende e continua con:
LA VISITA AL COMPLESSO MONUMENTALE DI VILLA DELLA MENSA, situato a ridosso della sponda sinistra del Po di Volano, e appartenuto fin dall’origine al patrimonio immobiliare dell’episcopio ferrarese;
IL CASTELLO DELLA MESOLA, eretto a partire dal 1578 da Alfonso II, a coronamento della bonifica del Polesine di Ferrara; qui il duca si recava per dedicarsi alla pesca fluviale e alla caccia nei floridi boschi circostanti.

ore 18
Arrivo a Ferrara (in piazzale Medaglie d’Oro)

Come partecipare
L’escursione si svolgerà in pulmann (max 52 posti) che garantirà tutti gli spostamenti della giornata.
Il costo dell’iniziativa è di 23 euro, comprensivo dei biglietti di ingresso a Palazzo Schifanoia (2 euro), alla Delizia di Belriguardo (5 euro) e al Castello della Mesola (2 euro).
Il pranzo è al sacco.

Per partecipare occorre iscriversi entro il 29 maggio:
– versando la quota prevista tramite bonifico bancario intestato a Korakoinè aps IBAN IT62L0312713001000000002280 (dopo avere effettuato il pagamento, si prega di inviare mail di conferma all’indirizzo korakoine@gmail.com oppure telefonando allo 340 553 3025)

– oppure presso l’Istituto di Storia Contemporanea, vicolo Santo Spirito 11, Ferrara dove l’Associazione Korakoinè è a disposizione per ogni ulteriore informazione sull’iniziativa
tutti i giorni, da giovedì 21 a venerdì 29 maggio, ore 18:00 – 19:30 (esclusa la domenica),
il sabato 23, ore 10:00 – 12:30.

Avvertenza. Se alla data sopraindicata non sarà stato raggiunto il numero previsto di partecipanti, l’escursione sarà annullata e le quote versate verranno restituite.
Sarà cura dell’Associazione darne comunicazione agli iscritti nel più breve tempo possibile.

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Presentati i dati sulla qualità dell’aria in Emilia-Romagna nel 2014

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Qualità dell’aria in Emilia Romagna, i dati 2014 nel Report regionale. Concentrazione media annuale di polveri sottili ai minimi storici; in calo, seppure ancora elevati, i valori dell’ozono. L’assessore Gazzolo: “Dati incoraggianti, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Messi a bilancio oltre 3 milioni di euro per il miglioramento della qualità dell’aria. Il lavoro prosegue con i Comuni e le Regioni limitrofe per adottare azioni strutturali contro l’inquinamento. Entro il 2015 l’approvazione del Piano aria integrato”

La concentrazione media annuale di polveri sottili (PM10) ha confermato i minimi storici raggiunti nel 2013; rispettato nel 77% delle stazioni di monitoraggio il limite dei 35 superamenti giornalieri (contro il 28% del 2012 e il 38% del 2013).
Rispettati in tutta la regione anche i valori limite annuali per la protezione della salute umana, sia per le polveri sottili sia per quelle ultrasottili. Confermata l’assenza di criticità per gli inquinanti storici quali monossido di carbonio e biossido di zolfo.
Bene anche il benzene, la cui concentrazione nell’aria si è progressivamente ridotta e ora è stabilizzata su valori sensibilmente inferiori al limite in tutte le stazioni. In diminuzione dal 2011 l’ozono, anche se continua a registrare valori superiori ai limiti.
In calo anche la media annuale del biossido d’azoto: il limite della media annua è stato rispettato in 36 delle 40 stazioni della rete regionale di monitoraggio.
Sono questi, in sintesi, i dati 2014 sulla qualità dell’aria in Emilia-Romagna, contenuti nel Report realizzato da Regione e Arpa (Agenzia regionale per la prevenzione e l’ambiente),presentato oggi alla stampa dall’assessore regionale alle Politiche ambientali Paola Gazzolo e dal direttore generale di Arpa Franco Zinoni.
“Sono dati positivi e incoraggianti, che confermano l’efficacia delle azioni finora intraprese ma che al tempo stesso ci spronano a non abbassare la guardia – ha commentato l’assessore Gazzolo -. Nel bilancio 2015 abbiamo messo a bilancio oltre 3 milioni di euro per azioni destinate al miglioramento della qualità dell’aria.
Entro l’anno approveremo il nuovo Piano aria integrato regionale e stiamo già ragionando con i Comuni per passare, rispetto ai blocchi del traffico, da misure di tipo emergenziale ad azioni strutturali”.
Al contempo, poiché i dati indicano che il 50% dell’inquinamento dell’aria deriva dalle regioni limitrofe, l’assessore ha ribadito “la necessità di continuare a lavorare nell’ambito del protocollo del Bacino padano per intraprendere azioni comuni per il miglioramento dell’aria, tra cui il progetto europeo ‘Life Prepair’ del quale ci attendiamo l’approvazione entro l’estate”.
Zinoni ha evidenziato in particolare come “i valori registrati per le polveri sottili sono ai minimi storici a parità di condizioni meteo rispetto agli anni passati.
Rimangono invece lontani gli obiettivi programmati per l’ozono, anche se i valori si sono ridotti”.
Il Report è disponibile in versione integrale sul sito web di Arpa-Emilia-Romagna

Risorse e azioni intraprese dalla Regione

3 milioni e 350 mila euro per azioni destinate al miglioramento della qualità dell’aria. Sono quelli messi a bilancio 2015 dalla Regione Emilia-Romagna:1 milione e 900 mila euro è destinato ad azioni per il miglioramento della qualità dell’aria; 650 mila euro alla gestione delle reti di monitoraggio qualità dell’aria; 800 mila euro al cofinanziamento del progetto “Life Prepair”, che interessa il miglioramento della qualità dell’aria del Bacino del Po.
A questi si sommano circa 153 milioni di euro per il settennato 2014-2020 previsti nei Piani operativi regionali Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale) e Psr (Piano di sviluppo rurale), che finanzieranno azioni di efficienza energetica, energie rinnovabili, infrastrutture e sistemi di trasporto sostenibili, piste ciclabili e percorsi pedonali, ammodernamento aziende agricole, riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra dall’agricoltura, migliore gestione di fertilizzanti e pesticidi.

I DATI DEL REPORT NEL DETTAGLIO

Polveri fini (PM10, PM2,5)
La concentrazione media annuale di PM10 nel 2014 ha confermato i minimi storici raggiunti nel 2013. É stato rispettato in tutte le stazioni il valore limite annuale per la protezione della salute umana previsto dalla normativa europea (40 microgrammi per metro cubo) e per il PM2,5 (25 microgrammi per metro cubo).
Il numero di superamenti del valore limite giornaliero (meno di 35 superamenti anno della concentrazione media giornaliera di 50 μg/m3) è diminuito nelle stazioni di fondo urbano/suburbano e da traffico, dove si registrano tuttavia ancora situazioni di non rispetto del limite.
Solo nelle stazioni di fondo rurale, per la seconda volta dal 2008, tutti i valori sono risultati inferiori al valore limite giornaliero.
Complessivamente il limite dei 35 superamenti giornalieri di PM10 è stato rispettato nel 77% delle stazioni di monitoraggio, contro il 28% del 2012 e il 38% del 2013.
Analizzando i dati delle polveri fini dell’ultima stagione (compresa tra ottobre 2014 e marzo 2015), emerge una situazione complessivamente migliore rispetto allo stesso periodo degli anni passati: in quasi tutte le stazioni i superamenti della soglia delle polveri sono stati inferiori alla media di quelli verificatisi nello stesso periodo degli otto anni precedenti.
Per alcune stazioni il numero di superamenti è stato addirittura il più basso degli ultimi otto anni: Corte Brugnatella (Pc), Montecucco (Pc), Parco Ferrari e San Francesco (Mo), San Felice (Bo) e De Amicis (Bo), Isonzo (Fe), Savignano (Fc).
Mettendo a confronto, nel semestre ottobre 2014/marzo 2015, il numero medio di superamenti giornalieri e il numero di giorni meteorologicamente favorevoli all’accumulo di polveri sottili, negli ultimi nove anni il rapporto è stato tendenzialmente in diminuzione, passando da 55 giorni su 111 della stagione 2006/07 (49%) ai recenti 30 su 105 del semestre 2014/15 (28%).
Anche per il PM2,5la concentrazione media annuale è risultata in ulteriore miglioramento rispetto agli anni precedenti, con valori inferiori al limite annuale (25 μg/m3) in tutte le 21 stazioni di misura. Se invece si analizza il limite giornaliero del PM10 (media oraria giornaliera da non superare per più di 35 volte=50 microgrammi/m3), sono 8 le stazioni che l’hanno superato nel 2014, pur evidenziando in tutti i casi una netta riduzione del numero dei superamenti rispetto agli anni precedenti.
A Piacenza è successo per una stazione su 4, a Parma 2 su 4, Reggio-Emilia una su 5, Modena 2 su 6, Forlì-Cesena 1 su 5, Rimini una su 5.
Le stazioni nelle quali il limite non è stato rispettato sono: Giordani-Farnese a Piacenza (38 superamenti contro i 71 del 2012 e 43 del 2013), Cittadella (44 contro i 70 del 2012 e 40 del 2013) e Montebello (61 contro i 115 del 2012 e 80 del 2013) a Parma, Timavo a Reggio nell’Emilia (50 contro i 93 del 2012 e 56 del 2013), Remesina a Carpi – Modena (38 contro gli 85 del 2012 e 45 del 2013), Giardini a Modena (36 contro gli 85 del 2012 e 51 del 2013), Savignano (44 contro gli 83 del 2012 e 45 del 2013) a Savignano sul Rubicone (Fc), Flaminia a Rimini (52 contro gli 89 del 2012 e 68 del 2013).

A Bologna, Ravenna e Ferrara non si è verificato alcun superamento.

Biossido d’azoto (NO2)
Nel 2014 solo in 4 delle 40 stazioni della rete regionale di monitoraggio non è stato rispettato il limite della media annua di biossido d’azoto (NO2).
Si tratta di stazioni collocate a bordo strada: “Porta San Felice” a Bologna, “Via Giardini” a Modena, “Giordani-Farnese” a Piacenza e “San Francesco” a Fiorano Modenese.
Un dato in costante calo, perché nel 2012 le stazioni dove non era stato rispettato il limite erano otto ed erano sei nel 2013.
Le province nelle quali è stato rispettato il limite della media annua sono Parma, Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Ozono (O3)
Il numero di superamenti dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana (media massima giornaliera calcolata su 8 ore superiore a 120 microgrammi per metro cubo) dell’ozono, dal 2011 è diminuito nelle stazioni di fondo rurale e urbano/suburbano e ha raggiunto il minimo storico nel 2014.
Andamento favorito dalle condizioni meteorologiche registrate l’anno scorso, con una percentuale di giorni favorevoli alla formazione di ozono inferiore ai valori registrati nel precedente decennio (2004-2013).
La soglia di informazione alla popolazione (media oraria=180 microgrammi per metro cubo) è stata invece superata anche nel 2014 in tutte le stazioni che misurano l’ozono, seppure in numero più contenuto rispetto agli anni precedenti.

Altri inquinanti (CO, SO2, Benzene)

I dati 2014 confermano che gli inquinanti primari, quali monossido di carbonio e biossido di zolfo, che in passato costituivano il principale problema di inquinamento delle aree urbane e industriali, non presentano alcuna criticità.
La concentrazione in aria di benzene si è progressivamente ridotta, stabilizzandosi su valori inferiori al limite anche nelle aree urbane e industriali.

Le fonti dell’inquinamento

L’ultimo inventario delle emissioni in atmosfera delle principali sostanze inquinanti e climalteranti stima quali fonti principali legate all’inquinamento diretto da polveri (PM10) la combustione non industriale (riscaldamento residenziale di cui la pressoché totalità deriva dall’impiego di biomassa come combustibile), che rappresenta il 40% del totale, e il traffico su strada, che contribuisce per il 34%, seguiti dai trasporti non stradali e dall’industria.
I trasporti stradali sono i principali responsabili anche delle emissioni di ossidi di azoto (NOx), contribuendo per il 57%, seguiti dalle attività industriali e di produzione di energia.
Il traffico incide per il 39% sulle emissioni di monossido di carbonio (CO) e rappresenta anche la principale fonte di emissioni di sostanze climalteranti, essendo responsabile del 25% delle emissioni di anidride carbonica (CO2 equivalente).
La concentrazione media di fondo di inquinanti secondari come PM10, PM2,5 e Ozono in Emilia-Romagna dipende in buona parte dall’inquinamento a grande scala tipico della Pianura padana.
In particolare le polveri PM10 e PM2,5 sono in parte (30-50%) di origine secondaria ovvero sono prodotte da reazioni chimico-fisiche che avvengono in atmosfera a partire da inquinanti precursori come l’ammoniaca (NH3) emessa principalmente dalle attività agricole e zootecniche, gli ossidi di azoto (NOx), i composti organici volatili (COV) dovuti principalmente all’uso di solventi.

I dati della Qualità dell’aria in tempo reale

Arpa Emilia-Romagna pubblica quotidianamente i dati relativi alla qualità dell’aria sul proprio sito web (www.arpa.emr.it) in diversi modi. Oltre al dettaglio provinciale, stazione per stazione, per i seguenti inquinanti: Particolato (PM10 e PM2,5); Ozono (O3); Biossido di Azoto (NO2); Benzene (C6H6); Monossido di Carbonio (CO), da quest’anno vengono diffusi la situazione riassuntiva regionale quotidiana della qualità dell’aria e quella specifica relativa all’ozono.
Quest’ultima è la novità più importante, in quanto risponde all’obbligo di comunicare alla popolazione (previsto dall’art. 8 del D.Lgs. n. 155/2010) il verificarsi di un superamento della soglia di informazione o di allarme per l’ozono.
Il bollettino indica per ogni superamento le informazioni previste dalla normativa relative alla durata del superamento e all’orario nel quale esso è avvenuto.
Infine, i dati sulla qualità dell’aria sono disponibili anche su mappa, in particolare quelli di Valutazioni e Previsioni di qualità dell’aria e i dati dalle stazioni di monitoraggio, per i seguenti inquinanti: PM10, PM2,5, Biossido d’azoto, Ozono e Indice di Qualità dell’aria.

Scuola di danza Luisa Tagliani, dimostrazioni a porte aperte

da: organizzatori

ASD Ensemble Danza Estense – Gym & Tonic

Dopo lo spettacolo dell’anno scorso al Teatro Comunale di Ferrara per il ventennale della scuola, quest’anno presso la Gym&Tonic in via Colombarola n. 57 con ingresso gratuito Luisa Tagliani “ apre le porte” al pubblico per far vedere ad amici e parenti od a chiunque sia interessato come si svolge una lezione di danza, a seconda del percorso di studio che, ricordiamo, dura circa dieci anni, dalla prepropedeutica a partire dai tre anni d’età fino all’ottavo accademico per poi proseguire col perfezionamento per prepararsi alle audizioni professionali e con il tirocinio per l’insegnamento o per i laboratori coreografici.

Gli appuntamenti sono tre:

Venerdì 29 maggio h 17 MODERNO GRANDI

Sabato 30 maggio h 15 II Accademico, h 15,45 III – IV Accademico, h 16,45 V- VI Accademico, h 18 VII- VIII Accademico

Mercoledì 3 giugno h 17 PREPROPEDEUTICA E PROPEDEUTICA, H 17,30 I ACCADEMICO, H 18,30 MODERNO PICCOLI E MEDI.

Durante l’estate i corsi continueranno, con possibilità di consulenze per l’avviamento alla carriera professionale.
La scuola, infatti, vanta ormai diversi allievi già avviati ad una carriera internazionale.
Luisa Tagliani annuncia che da metà luglio sarà sempre più stabilmente a Ferrara, per potenziare la scuola ed i progetti didattici nelle scuole di ogni ordine e grado di “ ANNO NUOVO, DANZA NUOVA” lanciato lo scorso gennaio col patrocinio del Comune.

Ringrazia il direttore della Gym&Tonic Giovanni Di Benedetto ed il personale tutto, in particolare le assistenti Luisa Giusti, Federica Manzoli, Alessia Giuliani Bolognini, Eleonora Petrucci, Elena Cavallini Emiliani, Alice Busi, Marina Tagliatti, Alice Asia Bergagnin e Francesca Borciani.

Riprende la campagna “ Io vado e non evado”: il focus di questa edizione è la validazione ad ogni accesso di tutti i titoli di viaggio

da: ufficio stampa Tper

Oggi, lunedì 25 maggio parte la sesta edizione di “Io vado e non evado”, la campagna di sensibilizzazione sulle regole per un corretto utilizzo del mezzo pubblico, che comprende le norme relative ai titoli di viaggio e il contrasto dell’evasione.

Si tratta di un progetto – partito, con la prima edizione, nell’autunno 2012 e ormai consolidato nel tempo – che, grazie al coinvolgimento attivo e volontario, in affiancamento ai verificatori, di tutto il personale di Tper, tra cui dirigenti, quadri, impiegati e operai, contribuisce significativamente a migliorare il dialogo fra l’azienda e la città, focalizzando di volta in volta l’attenzione su aspetti rilevanti legati all’utilizzo del servizio di trasporto.
In questa fase, dal 25 maggio all’8 giugno, nei bacini di Bologna e di Ferrara, 4 squadre di addetti in gilet giallo, composte da due verificatori di titoli di viaggio e due colleghi di supporto, impegnati su turni mattinali e pomeridiani, richiameranno l’attenzione dell’utenza sulla validazione ad ogni accesso al bus, introdotta alla fine del mese di agosto 2014 nel rispetto della normativa regionale di settore.
Alla luce dell’esperienza di questi mesi, il personale fornirà ai passeggeri le informazioni utili, anche in relazione alla specificità delle diverse tipologie di titolo di viaggio.
L’obiettivo di ridefinire in senso positivo il rapporto tra azienda e utenti, rafforzando la capacità di ascolto – comune a “Io vado e non evado” e a tutte le azioni intraprese da Tper in questi anni – è stato centrato, sia in termini di un più diffuso rispetto delle regole, sia sul versante delle vendite di titoli, in particolare quelli più fidelizzanti e, a conti fatti, convenienti: gli abbonamenti.
Le vendite di abbonamenti mensili, sia a Bologna che a Ferrara, negli ultimi tre anni hanno segnato un aumento di oltre il 20%; significativo anche il trend degli abbonamenti annuali, il cui incremento di vendite nello stesso periodo supera l’8% a Bologna e il 5% a Ferrara.

(in foto: l’assessore Comunale alla Mobilità, Aldo Modonesi, il consigliere di Tper, Maurizio Buriani, il Responsabile del Personale di Tper, Fabio Garavina, con il personale di verifica e amministrativo impegnato a Ferrara nella prima giornata di questa edizione della campagna)

Crisi: il crollo della PLV agricola in Emilia-Romagna impone una svolta

da: ufficio stampa Coldiretti

Coldiretti: più sussidiarietà per ridurre i costi burocratici delle aziende

“Il sostanzioso calo di quasi il 5 per cento della produzione lorda vendibile, abbinato al calo dell’8 per cento dei redditi delle imprese agricole sono segnali evidenti della necessità di una svolta per il settore agricolo dell’Emilia Romagna”.
È quanto ha detto il presidente di Coldiretti Regionale, Mauro Tonello, in merito alla presentazione del rapporto agroalimentare regionale.
“È vero che il 2014 è stato un anno particolare sul piano meteorologico, che ha penalizzato le colture – ha detto Tonello – ma produrre in perdita per gli imprenditori agricoli sta diventando quasi strutturale.
Come dimostra il buon andamento delle esportazioni ci troviamo nel paradosso che le nostre produzioni sono più valorizzate all’estero che al mercato interno.
Dobbiamo potenziare la distintività delle nostre produzioni, rendendo trasparente l’origine di tutti i prodotti agricoli e intervenendo in tutti gli spazi possibili per ridurre i costi delle aziende. In particolare – ha specificato Tonello – dobbiamo ridurre la burocrazia che oggi impegna l’imprenditore fino a un terzo del suo lavoro aziendale.
Chiediamo perciò alla Regione di accelerare sul fronte della sburocratizzazione e semplificazione delle pratiche burocratiche applicando la sussidiarietà dando più spazio ai centri di assistenza agricoli nello svolgimento delle pratiche per le aziende”.

Gli Apericinema 2015

da: organizzatori

Come ormai da tradizione ritorna, anche quest’anno nel mese di giugno, l’Apericinema Feedback.
L’appuntamento cinematografico nel quale, a riflessioni cinematografiche fuori degli schemi, si abbina un aperitivo dove condividere in allegria la propria cinefilia.

Quest’anno le serate saranno dedicate al tema delle parti del corpo.

Quattro appassionati esperti guideranno i partecipanti in un percorso alla ricerca di citazioni e riferimenti alle parti del corpo umano nelle opere cinematografiche.

Alle lezioni seguirà, come da tradizione, un aperitivo a buffet offerto dall’associazione Feedback.

Le lezioni si svolgeranno ogni mercoledì sera alla videoteca Vigor (Via Previati 18, Ferrara) a partire dalle 19.30, secondo il seguente calendario:

Mercoledì 3 giugno – tema PIEDI
a cura di Alessandro Bigoni

Mercoledì 10 giugno – tema MANI
a cura di Daniele Pizzimenti

Mercoledì 17 giugno – tema OCCHI
a cura di Massimo Alì Mohammad

Mercoledì 24 giugno – tema XXX
a cura di Paolo Soriani

L’ingresso è libero, riservato ai soci. E’ possibile associarsi la serata stessa in cui si partecipa.


Associazione di Promozione Sociale Feedback
www.feedbackvideo.it

G.O.L. : Risoluzione al bilancio

da: Gruppo Consiliare G.O.L. – Giustizia Onore Libertà

Risoluzione alle delibere consiliari PG. 38916/15, PG 41163/15, PG. 41164/15, PG 47830/15, PG 47836/15 e PG 41897/15.

VISTA

la manovra economica presentata dall’Amministrazione Comunale ferrarese;

RITENUTO

che i cittadini ferraresi sono più poveri dei cittadini delle altre provincie e pagano più tasse;

APPURATO

che nei 5 anni in cui Tagliani ha comandato la città di Ferrara, ha sempre ostentato bilanci con toni trionfalistici, recitando avanzi positivi e riduzione record del debito pubblico (oltre 35.000.000 di Euro nella conferenza stampa del 12.3.2013, Sala Arazzi – Residenza Municipale);

VERGOGNOSO

che il Sindaco Tagliani chieda all’opposizione di fare delle proposte sul bilancio quando il trionfalismo adottato per un quinquennio è contraddetto da una pressione fiscale che non ha mai dato tregua al ferrarese. Infatti, la spremitura attuale è conseguenza, al di là dei proclami di Sindaco e Giunta, delle passate gestioni: chiedere ad altri soluzioni per gli errori commessi, implica la stessa benevolenza che merita il chirurgo che, dopo aver sbagliato l’operazione ed ammazzato il paziente, chiede aiuto al medico di base;

PACIFICO

che al cittadino che paga le tasse non gliene frega niente che il bilancio sia positivo, negativo o indifferente, gli interessa che il quantum da pagare sia il minimo indispensabile e poiché la pressione fiscale negli ultimi anni è cresciuta vergognosamente dobbiamo affermare che la politica economica del Sindaco Tagliani è stata fallimentare. Per questa ragione non è possibile accettare una manovra fiscale che chieda ulteriore denaro al cittadino anziché ridurre i costi della politica comunale;

TUTTO CIO’ PREMESSO
IL CONSIGLIO COMUNALE DI FERRARA
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

• a ritirare le delibere relative alla variazione di bilancio preventivo 2015 ed in particolare le modifiche dell’addizionale comunale irpef e dell’aliquota IMU che comportano un aumento dell’imposizione fiscale comunale di circa 8 milioni di euro;

• ad avviare un iter di approfondimento, nelle compenti commissioni consiliari, al fine di individuare misure alternative all’aumento delle tasse comunali e per il reperimento delle risorse necessarie all’equilibrio di bilancio, al rispetto del patto di stabilità e al sostegno delle spese per gli investimenti comunali, senza chiedere ai cittadini ferraresi nuovi sacrifici.

Il Presidente del Gruppo Consiliare
G.O.L. – Giustizia Onore Libertà


Ing. Francesco Rendine

l’EP “This has already been done” dei Woods of Karma in distribuzione

da: organizzatori

dal 26 Maggio, ed in rotazione radio il singolo “Aubergine”

“This Has Already Been Done”, EP d’esordio discografico dei WOODS OF KARMA, disponibile dal 26 Maggio in CD ed in tutti i negozi digitali, distribuito e promosso da (R)esisto, 4 brani Alternative Rock tra cui il brano estratto come singolo “Aubergine” in rotazione radio.

Con il disco “This Has Already Been Done” i Woods Of Karma uniscono la cura per i dettagli e l’attenzione ai particolari con l’immediatezza di un alternative rock fresco e particolareggiato.
Nei quattro brani contenuti nell’EP trovano spazio numerose atmosfere, tutte comunque riconducibili ad un sound ben marcato e caratteristico.
Il disco suona rock immediato, con sfumature heavy, passando per passaggi più dolci e curati e armonizzazioni vocali.
Il titolo del disco deriva dalla consapevolezza di non essere i primi ad intraprendere quel lungo ma meraviglioso cammino che è il percorso musicale.
I temi trattati nel disco sono particolari, o comunque insoliti.
In “Aubergine” si canta di pretesti utilizzati dalla gente, dei capri espiatori, delle scuse e dell’andare controcorrente per finta.
In “Endlessea” invece, sotto forma di scatola nera di una barca, della disperata lotta di un sub tedesco contro una spietata foca brasiliana.
Nonostante la vittoria in extremis del sub, la bombola di questi esplode, uccidendolo. Una metafora per parlare della tragicità del destino, a cui siamo tutti sottoposti quotidianamente.
Un Ep, sincero e, soprattutto, che rispecchia fino in fondo quelle che sono le speranze e, perché no, i sogni dei Woods Of Karma.

I Woods of Karma si formano a Livorno nel settembre del 2013, ed assumono l’attuale formazione nell’ottobre 2014.
Forti di una nuova composizione che vede Filippo Bertoli alla batteria, Gianmarco Capitano e Lorenzo Rapone alle chitarre, Tommaso Melani alla voce e Diego Valenti al basso, il gruppo inizia ad acquisire notorietà nella loro città per lo stile caratteristico e coinvolgente.
Dopo le registrazioni di un primo demo nel quale è contenuta la canzone “Aubergine”, nel gennaio 2015 entrano al Freedom Recording Studio di Jolanda di Savoia (FE) per le registrazioni del loro primo EP, dal titolo “This Has Already Been Done”, direzione artistica affidata a Michele Guberti e Massimiliano Lambertini.

Negli uffici postali e agli sportelli filatelici della provincia di Ferrara i quattro francobolli dell’emissione dedicata alla Grande Guerra

da: Poste Italiane, ufficio Comunicazione Territoriale Emilia-Romagna e Marche

Disponibili negli uffici postali e agli sportelli filatelici della provincia di Ferrara i quattro francobolli dell’emissione dedicata alla Grande Guerra. Poste Italiane ricorda il grande contributo offerto durante il conflitto per assicurare la comunicazione tra il Paese e le truppe al fronte

In occasione delle celebrazioni per il centenario dell’entrata dell’Italia nel Primo conflitto mondiale, sono disponibili negli uffici postali e agli sportelli filatelici della provincia di Ferrara (Ferrara Centro, Argenta, Cento e Comacchio) i quattro francobolli emessi dal Ministero dello Sviluppo economico per ricordare la Prima Guerra Mondiale.
I francobolli, nel valore di € 0,80 per ciascun soggetto, sono stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Spa.
Le vignette riproducono personaggi e scene della Prima Guerra Mondiale: Francesco Baracca, asso dell’aviazione italiana, accanto al suo velivolo; una postazione di artiglieria da montagna del Corpo degli Alpini del Regio Esercito Italiano; una trincea con una postazione di mitraglieri del Regio Esercito Italiano durante la battaglia di Gorizia; Infine, un MAS (Motoscafo Anti Sommergibile) della Regia Marina Militare Italiana.
Anche le Poste hanno vissuto in “prima linea” la Grande Guerra e hanno offerto un importante contributo al Paese durante tutto il conflitto assicurando la comunicazione tra le truppe al fronte e le famiglie a casa, grazie a uno straordinario impegno organizzativo, logistico e di umano coraggio.
Nei quasi quattro durissimi anni di guerra, ai confini orientali e settentrionali del Paese furono spedite circa 4 miliardi tra lettere e cartoline.
Furono oltre mille i dipendenti impegnati nei servizi di Posta Militare e più di 130 gli uffici postali.
Inoltre, oltre cinquecento furono i dipendenti delle Poste che, arruolatisi, caddero in battaglia.

provincia-ferrara

1.488 ingressi al Castello e mostra “L’arte per l’arte” nell’ultimo weekend

da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

Sono stati 1.488 i visitatori alla mostra “L’arte per l’arte” e al percorso di visita del Castello Estense durante l’ultimo fine settimana (sabato 23 e domenica 24 maggio).
Un saldo positivo di 421 unità, rispetto ai 1.067 ingressi al Castello lo stesso weekend dell’anno scorso.

Per i 50 anni di AIRC concerto straordinario di Bologna Festival diretto da Riccardo Muti

da: organizzatori

Giovedì 28 maggio alle 20.30, nell’ambito della XXXIV edizione di Bologna Festival, Riccardo Muti dirigerà l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” al Teatro Manzoni di Bologna per un concerto straordinario a favore dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (www.airc.it) è il principale polo privato per il finanziamento della ricerca italiana. AIRC supporta in maniera costante la ricerca oncologica, con particolare attenzione ai giovani.
Ogni anno AIRC investe nella ricerca italiana 100 milioni di Euro, finanziando più di 500 progetti di ricerca, di cui 60 riservati ai giovani ricercatori, e 150 borse di studio.
AIRC è una presenza molto attiva nella nostra regione da oltre 30 anni.
Il Comitato AIRC Emilia-Romagna, presieduto da Pierangela Borghi Zecchi, organizza ogni anno una miriade di eventi di raccolta fondi, oltre alle classiche manifestazioni di AIRC: l’azalea per la festa della mamma, i cioccolatini della ricerca e le arance della salute.
I ricercatori dell’Emilia Romagna ottengono importanti risultati grazie ai finanziamenti AIRC, che in questi anni ha portato oltre 35 milioni di Euro sul nostro territorio, finanziando 755 progetti di ricerca sul cancro.
Riccardo Muti dirigerà l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” giovedì 28 maggio alle 20.30 al Teatro Auditorium Manzoni, Via De’ Monari 1/2, Bologna.
In programma musiche di Schubert, Mozart e Verdi. Concerto straordinario (fuori abbonamento).

Per informazioni e biglietti: www.bolognafestival.it

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Arriva la tutela per i nativi digitali. Bertuzzi (PD): prevenzione e formazione primi passi per rispondere all’emergenza dell’era digitale.

da: ufficio stampa Partito Democratico Ferrara

L’utilizzo sfrenato del web è in continua crescita non solo tra le persone adulte, ma sempre più tra le ultime generazioni.
Secondo un recente sondaggio, il 99 per cento dei giovani usa regolarmente Internet e l’89 per cento ha un profilo su un social network; per il 21,5 per cento dei ragazzi i social network sono uno strumento per fare nuove conoscenze ma anche l’occasione in cui si manifestano i rischi maggiori.
I dati confermano le tendenze evidenziate dai più recenti fatti di cronaca: ben il 12,5 per cento del campione riconosce di aver utilizzato i social network per diffondere messaggi offensivi o minacciosi nei confronti di coetanei; molti tra ragazzi e ragazze dichiarano di avere «umiliato» altre persone con la diffusione di materiali offensivi e insinuazioni diffamatorie.
Dati certi e allo stesso tempo molto preoccupanti sono quelli che si estrapolano dall’indagine “I ragazzi e il Cyber bullismo”, realizzata da Ipsos per Save the Children.
La ricerca, risalente al gennaio 2013, è stata realizzata da Ipsos attraverso 810 interviste con questionari compilati online ragazzi di età compresa fra 12 e 17 anni. Essa, oltre a fornire una fotografia sulle abitudini di fruizione del web da parte dei ragazzi italiani, indaga sull’inclinazione sempre più frequente tra i pre-adolescenti, ma ancor di più tra i teenager, a sperimentare attraverso l’uso delle nuove tecnologie una socialità aggressiva, denigratoria, discriminatoria e purtroppo spesso violenta.
I dati: i 2/3 dei minori italiani riconoscono nel bullismo – sia online che offline – la principale minaccia che aleggia sui banchi di scuola, nella propria cameretta, nel campo di calcio, di giorno come di notte. Per tanti di loro, il bullismo arriva a compromettere il rendimento scolastico, erode la volontà di aggregazione della vittima e nei peggiori dei casi può comportare serie conseguenze psicologiche come la depressione. È facile attirare l’attenzione del bullo e del cyber bullo, se ci si veste in modo insolito, se si ha un colore della pelle diverso o finanche se si è la più graziosa della classe.
Nei criteri di elezione della vittima infatti la “diversità”, nelle sue varie declinazioni, gioca un ruolo non secondario: l’aspetto estetico, la timidezza, il supposto orientamento sessuale, l’essere straniero, l’abbigliamento non convenzionale, la bellezza femminile che “spicca” nel gruppo e persino la disabilità possono essere valide motivazioni per prendere di mira qualcuno.
Di minore importanza, o almeno non abbastanza per attirare l’attenzione dei bulli, sono invece considerati l’orientamento politico o religioso, causa di atti di bullismo.

Il cyberbullismo è, solitamente, un fenomeno che dilaga ad alta velocità nel mondo adolescenziale e giovanile, ed interessa – come è stato detto da più d’uno – la fascia di età che va dai 10 ai 17 anni.
Sul tema è intervenuta la Senatrice PD Maria Teresa Bertuzzi, a seguito dell’approvazione del ddl d’iniziativa parlamentare sul cyberbullismo, di cui è cofirmataria, approvato ieri in prima lettura in Senato, all’unanimità. “Ciò che maggiormente preoccupa non è solo il fatto che la presenza dei cyberbulli sia in forte aumento ma il fatto che si stanno anche presentando in fasce d’età sempre più basse. Se prima erano presenti solo tra gli adolescenti, adesso li vediamo presentarsi addirittura nei gruppi di bambini dai tre ai cinque anni. Il mondo degli adulti deve sentire come propria la responsabilità di tutelare i minori che fanno uso scorretto della rete.
C’è poca consapevolezza dei rischi che corrono i nostri ragazzi navigando in internet. Diverse sono le modalità che i ragazzi raccontano di poter mettere in atto online una volta individuata la vittima, come rileva l’indagine Ipsos: si rubano e-mail, profili, o messaggi privati per poi renderli pubblici, si inviano sms o e-mail aggressivi e minacciosi, vengono appositamente creati gruppi “contro” su un social network per prendere di mira qualcuno, o ancora vengono diffuse foto e immagini denigratorie o intime senza il consenso della vittima, o notizie false sull’interessato via sms o mail.
Il ddl sul cyberbullismo – continua la Senatrice Bertuzzi – vuole, dunque, centrarsi sulla prevenzione, attraverso la formazione degli operatori scolastici, primi doverosi passi per rispondere alla nuova emergenza dell’era digitale”.

La proposta di legge va, dunque, a normare una materia certamente delicata: quella della dignità e dei diritti dei minori.
I crimini che possono essere commessi online da bulli digitali vanno dalle minacce e diffamazione, alle molestie, fino alla diffusione di materiale pedo pornografico, furto d’identità ed istigazione al suicidio.

“Oltre la formazione, necessaria a prevenire il fenomeno e che ha lo scopo di educare i nostri giovani ad alcuni valori fondamentali, quali il rispetto verso se stessi e gli altri, – aggiunge la Senatrice PD – il ddl conferisce un marchio di qualità alle aziende che adottano configurazioni child friendly per i dispositivi e le piattaforme, e collaborano con i provider in maniera costruttiva anche mediante codici di autoregolamentazione; i minori ultraquattordicenni potranno poi richiedere direttamente la cancellazione di materiale lesivo e in caso di mancato accoglimento si prevede il ricorso all’intervento dell’Autorità Garante della Privacy”.
Nel testo di legge si sottolinea, inoltre, il principio di cittadinanza digitale e viene istituito un Tavolo interministeriale, che metta in sinergia istituzioni, associazioni, genitori e studenti e aziende del settore new media, forte anche della competenza della Polizia Postale. “Dobbiamo ricordarci che l’isolamento è la conseguenza principale del cyber bullismo.
Per più della metà degli intervistati da Save the Children, infatti, chi lo subisce si rifiuta di andare a scuola o fare sport, ma soprattutto è la dimensione della socialità a risentirne: troppi ragazzi, vittime del cyberbullismo, non vogliono più uscire o vedere gli amici, si chiudono e non si confidano più. L’obiettivo di questa legge – conclude la Senatrice – deve essere un aiuto concreto ai ragazzi, che vada nella direzione di far capire loro che anche nel mondo virtuale esistono rapporti umani, emozioni e sentimenti da tutelare e bisogna fornire strumenti per non lasciare soli i giovani vittime di questo fenomeno.
I nostri giovani sono attori di un mondo complesso che scuola e famiglia non possono affrontare da soli, hanno bisogno del sostegno delle istituzioni.
Quando si chiede ai ragazzi quali contromisure adottare per arginare il fenomeno, la maggior parte suggerisce attività di informazione, sensibilizzazione e prevenzione che prevedano il coinvolgimento ad ampio raggio di scuola, istituzioni, aziende e degli stessi genitori.
Solo unendo le forze e contando sul ruolo chiave della famiglia, si può lavorare assieme con l’obiettivo di sviluppare nei ragazzi e nelle ragazze le competenze emotive necessarie per costruire relazioni significative con gli altri”.

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Redazione

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Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

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