Giorno: 6 Giugno 2015

matteo-renzi

L’OPINIONE
L’avventuriero

Gli sviluppi dello scandalo Mafia-Capitale confermano che la mutazione genetica del Pd è arrivata a livelli molto alti. La questione morale riguarda una classe politica e ceti economici di sinistra un tempo esemplari per rigore morale, rettitudine, stile di vita, valori predicati e coerentemente praticati.
Il processo degenerativo non nasce oggi. Ha avuto un’incubazione lunga, data almeno dagli anni ’90 (ne sappiamo qualcosa anche noi a Ferrara) e ha visto in un crescendo stupefacente interi pezzi della sinistra collusi o artefici dello scadimento etico e morale del Paese . Si pensi all’enormità dello scandalo dei consiglieri regionali o al ruolo infamante che parte del mondo cooperativo ha giocato, inquinando ancor più un mercato che bisognava migliorare combattendo la corruzione e le degenerazioni. Si è toccato il fondo.

Ai miei tempi (Pci) orgogliosamente si affermava “Veniamo da lontano e andiamo lontano”. Forse ingenui o troppo “ideologici”? Oggi però sono tanti i postideologici che “vanno” alle Procure della Repubblica convocati per dare “spiegazioni e chiarimenti” che spesso non convincono e per loro si aprono le porte delle patrie galere. Siamo sull’orlo del precipizio e il Pd, attraverso il suo segretario nonché premier, fa proclami roboanti assecondato da dirigenti che penosamente si affannano a spacciare bollini di qualità e di moralità che l’opinione pubblica più non gli riconosce.
Con sprezzo del ridicolo hanno persino tentato di spacciare il voto del 31 maggio come una grande vittoria del Pd e del suo leader. Donne ed uomini senza qualità e dal pensiero debole o nullo che dal berlusconismo hanno tratto il giusto insegnamento: sii fedele al capo, assecondane le iniziative, anche quelle più avventurose, sostieni l’insostenibile perché cosi’ vuole la politica oggi fondata sui leader massimi che allevano cortigiani e rifuggono le menti libere. I risultati sono catastrofici.

Nel giro di poco più di un anno il “fenomeno Renzi” si sta rapidamente sgonfiando. Gli stessi media che lo avevano creato oggi prendono le distanze vaticinando un futuro poco roseo per il rottamatore. Il grande inganno si è avuto nelle mitiche europee del 40,8. Il fiorentino ci ha campato sopra glissando – come tenta di fare ora – sul fenomeno impressionante dell’astensionismo che gli consegnava una percentuale alta ma anche milioni di voti persi (e migliaia di iscritti). Alle europee due italiani su dieci aventi diritto al voto avevano votato Renzi gli altri otto o avevano votato per altri o non erano andati neppure ai seggi.
Ora alle recenti regionali se ne sono persi altri due. Ancora due vittorie come questa e raggiungiamo Alfano! L’innovatore che ha in tasca il futuro per ora ci offre un presente che accentua vieppiù il distacco tra i cittadini , le istituzioni e la politica. Tutti i governatori delle regioni di “sinistra” e non, sono stati eletti (tranne Zaia) a larghissima minoranza.
Rammentate il voto emiliano? 37%!. Con quale autorevolezza e credibilità si rivolgeranno ai loro amministrati? Il consenso non cè, la partecipazione manca, ergo la democrazia ed il Paese sono più deboli. Predominano il disorientamento e la sfiducia che premia una destra non “populista” ma reazionaria. Insomma il re è nudo e al tirar delle somme il bilancio è deludente e si è fermato all’emarginazione di D’Alema, Bersani e qualche altro (da nessuno rimpianti) .

Il Presidente del Consiglio che voleva “cambiar verso all’Italia” per ora registra gli applausi della Confindustria e di Marchionne, mentre piovono i fischi e la rabbia di ceti sociali che si son visti ridurre diritti e spazi di libertà. Sindacati, magistrati, studenti, professori, pensionati sono stati messi nel mirino e vengono quotidianamente sbeffeggiati come forze retrive e di conservazione.
Questo il Presidente poi, viene il Segretario. Del Partito, sempre più in disfacimento: Renzi non se ne occupa, né se ne preoccupa. Cacicchi. camarille, malcostume, pullman di cinesi che votano alle primarie, trucchi in Liguria, voti comprati ‘stile Lauro’ da liste “apparentate” dirette da impresentabili che invitano a votare in Campania per De Luca, nel mentre fanno l’elegia del galeotto Cosentino, clientele intollerabile eccetera: nessuno ci ha messo mano, qui la rottamazione non si applica.
Con quale credibilità del resto se si ha Verdini che ha più pendenze giudiziarie che capelli in testa-come pilastro di sostegno? Se si ha Alfano come interlocutore? Sottosegretari “chiaccherati”?

La politica è passione, ma questa per alimentarsi ha bisogno di coerenza, disinteresse personale, spirito di servizio. Domina in Renzi invece un preoccupante relativismo etico. Nessuno nega che l’Italia abbia bisogno di riforme anche audaci, innovazione, modernità però entro un quadro di valori ed idealità che delineano percorsi politici chiari che sanno per chi e come fare le riforme. Per ora il volto del Pd assume le sembianze di un circo Barnum che spalanca porte e finestre a destra e abbassa saracinesche a sinistra.
La rottamazione renziana non riguarda i protagonisti della sinistra degli ultimi vent’anni. Ma appare a molti la rottamazione dei valori e della storia della sinistra italiana tout court. Si va verso l’ignoto. Buon viaggio Presidente-Segretario.

Rockafe, il programma di oggi

da: organizzatori

Entra nel vivo il concorso under 21 Memorial Paolo Laccetti, ancora due le band in gara. Wild Frontier, giovanissimo duo rock/blues, si ispira ai grandi del genere, Jimi Hendrix e Creedence Clearwater Revival, Gary Moore e Stevie Ray Vaughan, vede Benedetta Crivellaro alla voce e Trentini Davide alla chitarra. I Back Water sono invece composti da Tiziano Albieri alla chitarra, Olivia Santimone al basso e voce e Matteo Morini alla batteria, propongono un genere riconducibile all’hard rock. In giuria gli insegnanti della AMF Scuola di Musica Moderna, Viviana Corrieri apprezzata cantante con un ricco curriculum di esperienze alle spalle e Ludovico Bignardi docente di Pianoforte.
In apertura i Royal Guard compagine Hard Rock proveniente da Voltana (RA) formata da Davide Balbi (Dave) alla voce principale, Andrea Emiliani alla chitarra solista, Enrico Tabanelli (Taba) alla chitarra ritmica e cori, Mattia Martini (Mat) al basso e Simone Spadoni (Simo) alla batteria. Nascono nel 2011 dalle ceneri della punkrock band Madlyricals dopo una decina d’anni di attività tra svariati palchi italiani ed europei.
In chiusura invece i Sgt. Kabukimen (Rock Italiano – Ferrara). Al secolo Nicola Scaglianti voce e chitarra, Francesco Grossi chitarra e cori, Luca Rubbi basso e ukulele e Roberto Mazzoni batteria. Il gruppo miscela sonorità provenienti da vari generi e tradizioni musicali, che vanno dal progressive al pop, dal jazz al post-punk, al reggae, dimostrando uno stile improntato all’eclettismo e alla sperimentazione sonora.
Ultime occasioni per ascoltare un po’ di buon musica a Malborghetto, in questa ventiduesima edizione della manifestazione che, anche se è ancora presto per dirlo, ha già tutti i numeri delle annate speciali. Novità dell’ultima ora e nomi dei finalisti su www.rockafe.it.

EVENTUALMENTE
Riuniti al Totem delle arti per il festival della contaminazione

È tornato il Totem Arti Festival: per il terzo anno consecutivo il Parco Tito Salomoni di Pontelagoscuro torna ad animarsi dei ritmi e dei colori della tre giorni organizzata dal Teatro Nucleo.

performances totemiche

Le parole d’ordine sono: partecipazione e contaminazione. Contaminazione fra linguaggi artistici, fra paesaggio urbano e paesaggio naturale, fra passato e presente. Partecipazione per ritrovare il piacere di passare del tempo insieme, fra una birra e un piatto vegan, per fare quattro chiacchere con gli amici e conoscerne di nuovi, riscoprire il senso dell’essere comunità. Ed ecco che il parco Tito Salomoni, cuore della Pontelagoscuro vecchia, prima dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, diventa salotto a cielo aperto illuminato dalle installazioni luminose studiate da Franco Campioni, ma anche arena per concerti all’aperto. Proprio di fronte, il teatro Julio Cortazar apre le proprie porte a chi vuole assistere agli spettacoli di danza e di prosa, sempre all’insegna della sperimentazione e dell’innovazione.

L’inaugurazione ieri ha preso il via verso le 19, con un brindisi e un aperitivo offerto dallo staff totemico, il tutto con il sottobosco musicale – dato che siamo in un parco – del gruppo Re Cane e Suo Marito, ospitato all’interno dello spazio gestitoda Radio Strike, che anche oggi intratterrà il pubblico dalle 18.30 alle 21. Poi, tutti riuniti per assistere a “Segni particolari: un segno sul cuore”: performance conclusiva dal laboratorio itinerante condiviso “Corpo e azione in rete”, curata dalla Compagnia Iris. Frutto di una serie di workshop sulla performance contemporanea e l’espressione corporea tenuti in diverse città dell’Emilia Romagna da insegnanti “itineranti”, fra i quali Natasha Czertok e Greta Marzano del Teatro Nucleo, e già presentata alla Casa del Teatro di Faenza, “Segni particolari: un segno sul cuore” ieri sera è stata riallestita appositamente per poter essere svolta all’aperto.

Alle 21 Simona Bertozzi ha inaugurato lo spazio scenico del Cortazar con “Bird’s Eye View”. La coreografia fa parte di “Homo Ludens” un progetto più ampio imperniato sul concetto di gioco in senso antropologico: uno spazio allo stesso tempo con e senza regole che l’essere umano usa per entrare in relazione con l’altro. Il corpo diventa un paesaggio che vive e cambia in ogni istante. “Bird’s Eye View” è un titolo “tecnico e simbolico insieme – come spiega Simona – perché questa è l’espressione che si usa per la visione panoramica utilizzata per creare le mappe, ma vuole significare anche un punto di vista il più ampio e aperto possibile”. Simona lavora sulle tre dimensioni della verticalità, della distanza e dell’apertura e sul gesto come tramite di visioni e significati universali che esistono a priori e che passeranno a tempi futuri: proprio qui sta il carattere totemico del suo lavoro, commistione di bios, anthropos e technè.

La prima serata del Totem Festival si è conclusa con le contaminazioni musicali di Jessica Hyde: dalla liquid drum and bass al trip hop, in un intreccio di sax, tastiera, chitarra e percussioni.

inaugurazione Totem Arti Festival
L’inaugurazione del Totem Arti Festival
musica nel parco
Musica nel parco
segni particolari: un segno sul cuore
“Segni particolari: un segno sul cuore”
Segni particolari: un segno sul cuore e una bici
“Segni particolari: un segno sul cuore”
Simona Bertozzi
Simona Bertozzi in “Bid’s Eye View”. © Daniele Mantovani
Bird's Eye View
Simona Bertozzi in “Bird’s Eye View”. © Daniele Mantovani

Ecco il programma di oggi: dalle 18.30 alle 21 la musica nel parco di Radio Strike con KingBean e Cold Hands; alle 21 lo spettacolo “Mio figlio era come un padre per me”, di e con Marta Dalla Via e Diego Dalla Via, vincitore Premio Scenario 2013; infine dalle 22.30 la miscela esplosiva di funky, afrobeat, jazz, afrocuban music, psichedelia e canzoni di lotta ed impegno sociale dei Voodoo Sound Club.

I Fratelli Dalla Via, Marta e Diego, sono una piccola impresa famigliare che costruisce storie: dopo aver sviluppato parallelamente una serie di esperienze formative, professionali e umane, decidono di unire la propria voce in un percorso artistico comune ripartendo da Tonezza del Cimone, il paese sulle montagne vicentine dove sono nati. Sono da sempre supportati da Roberto Di Fresco che si occupa di illuminare e musicare tutte le creazioni della piccola compagnia. “Mio figlio era come un padre per me” è la loro seconda creazione: uno studio sugli stereotipi e il territorio, la fragilità umana ed economica. Due fratelli architettano l’omicidio dei genitori. Ma “uccidere i propri padri” sembra un atto impossibile dal momento che questi hanno deciso di farla finita, lasciando in eredità assenza di futuro e consumo del passato.

Voodoo Sound Club è musica animista da ascoltare ma soprattutto da ballare in un concerto dalla forte connotazionI sciamanico- rituali. Il repertorio, composto principalmente da brani originali, ma anche da cover scelte di Manu Dibango, Fela Kuti e Jimi Hendrix, è interamente dedicato all’energia e al ballo e allo stesso tempo riesce a gratificare anche le orecchie degli ascoltatori più raffinati ed attenti. Voodoo Sound Club nel corso degli anni ha sperimentato diverse collaborazioni artistiche, da Roy Paci a Gianluca Petrella, e poi importanti percussionisti africani come Billy Konatè e Sire Doumbouya. Attualmente è in fase di realizzazione un nuovo progetto discografico e live che unisce la loro musica con la sonorità inimitabile delle bande musicali italiane, vero tesoro musicale del nostro Paese.

I Fratelli Dalla Via © Marco Caselli Nirmal
voodoo sound club
I Voodoo Sound Club

Serata con Daria Bignardi a Tresigallo

da: Biblioteca di Tresigallo

Grande successo ieri sera all’incontro organizzato dalla Biblioteca di Tresigallo presso il teatro 900 con Daria Bignardi venuta a presentare il suo romanzo ambientato a Ferrrara “L’amore che ti meriti” a presentare l’autrice lo scrittore Diego Marani. Erano presenti oltre 200 persone, grande soddisfazione della dott.ssa Anita Arlotti, responsabile della Biblioteca di Tresigallo.
Si allegano alcune foto, in quella di gruppo a fianco dell’autrice la dott.ssa Anita Arlotti con il comitato della biblioteca.

Ieri un’iniziativa organizzata da Sipro con le testimonianze di Lepida e del Comune di Ferrara

da: S.I.PRO. Agenzia Provinciale per lo Sviluppo SpA

Quale contributo può fornire l’attuazione dell’agenda digitale per aumentare l’attrattività e la competitività del territorio ferrarese?
Se ne è discusso ieri, nel corso dell’iniziativa organizzata da SIPRO, nell’ambito del suo quarantennale, con le testimonianze di Lepida e del Comune di Ferrara.
La Regione ha messo a disposizione 26 milioni di Euro sul POR FESR per l’infrastrutturazione in banda ultra larga per 180 aree produttive, e altri 49 milioni di Euro per l’infrastrutturazione nelle aree rurali, con l’obiettivo di aumentare del 20% la popolazione con certezza di uso della rete.
Queste risorse possono contribuire all’attuazione dell’agenda digitale: ripensando integralmente l’organizzazione della PA, per ridurne i costi ma ancor più per trasformarla da freno all’economia a strumento di promozione dello sviluppo.
Contestualmente, fare agenda digitale significa anche spingere le imprese e i cittadini ad adottare in modo convinto gli strumenti dell’innovazione digitale, oltre a favorire la nascita di nuove imprese incentrate sulle opportunità delle nuove tecnologie.
Per potere attuare al meglio queste azioni servono massima compartecipazione territoriale, massima attenzione normativa, massima semplificazione, massimo riuso.
Il territorio ferrarese si sta già organizzando per rispondere a queste sfide.
SIPRO, nell’ambito dell’accordo sottoscritto con Lepida, è l’interlocutore per il territorio provinciale per la raccolta dei dati necessari alla rilevazione dei fabbisogni dei territori e delle imprese in termini di connessione, e per individuare gli strumenti di finanziamento per le azioni di infrastrutturazione e di investimenti delle imprese.
Il Comune di Ferrara, con l’Agenda digitale locale ed il tavolo Smart city, attivati con la nuova legislatura, ha avviato una serie di azioni per la città e per l’innovazione della macchina comunale, coinvolgendo anche i privati.
L’Assessore Serra, che ha portato i saluti dell’amministrazione del capoluogo, auspica “il massimo coordinamento territoriale per aumentare l’efficacia delle azioni da realizzare, favorendo la massima integrazione dell’utilizzo dei fondi europei, nazionali e regionali”

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Terremoto: ricostruzione delle imprese: mercoledì 9 giugno a Mirandola il primo “Liquidation Day”, giornata di incontri tra la struttura tecnica del Commissario e i professionisti per facilitare la liquidazione dei contributi

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

L’assessore regionale Palma Costi: “Un modo per inquadrare i problemi più frequenti e dare le relative soluzioni: l’obiettivo è corrispondere, nel più breve tempo possibile, le risorse della ricostruzione ai soggetti che ne hanno diritto”

Un giorno dedicato a facilitare la liquidazione dei contributi per la ricostruzione delle imprese. L’appuntamento con il “Liquidation day” è fissato per mercoledì 9 giugno, dalle ore 10 alle 17, a Mirandola presso il nuovo municipio (via Giolitti 22). L’iniziativa sarà replicata nelle prossime settimane a S.Agostino e, se necessario, saranno organizzati altri incontri sul territorio.
«Questa giornata ha l’obiettivo di migliorare il dialogo tra la struttura tecnica del Commissario, gli Ordini professionali e le imprese soprattutto nella presentazione della fatturazione al momento della effettiva liquidazione, risolvendo le principali problematiche riscontrate. Con questo tipo di incontri cerchiamo quindi di inquadrare i problemi più frequenti e dare le relative soluzioni, per guadagnare giorni sui tempi delle liquidazioni dei contributi. Il nostro obiettivo rimane quello di corrispondere, nel più breve tempo possibile, le risorse della ricostruzione ai soggetti che ne hanno diritto», sottolinea l’assessore regionale alle Attività produttive e delega alla Ricostruzione post sisma Palma Costi.
L’iniziativa – dove saranno presentate le casistiche più ricorrenti di best & bad practices con l’opportunità anche di incontrare il team Sfinge per brevi colloqui one to one sulle singole pratiche – è organizzata dalla Struttura tecnica commissariale, Regione, Anci Emilia-Romagna e Comuni dell’area colpita dal sisma, in collaborazione con Ordini e Collegi professionali presenti al “Tavolo tecnico della ricostruzione post sisma 2012”.
Si possono prenotare anticipatamente gli incontri one to one – dove è possibile sottoporre al massimo 2 casi per ciascun progettista all’interno dei 15 minuti previsti – in diverse fasce orarie compilando la scheda di adesione relativa alla scelta effettuata.

Coldiretti: lunedì 8 giugno al padiglione Coldiretti ad Expo Milano, protagonisti i produttori ed i prodotti ferraresi: in mostra, in degustazione e in tavola

da: ufficio stampa Coldiretti Ferrara

Parte lunedì 8 giugno la settimana del protagonismo di Coldiretti Emilia-Romagna ad EXPO 2015; debutto per Ferrara con i nostri prodotti tipici di stagione alla ribalta.

Vetrina di pregio per i prodotti ferraresi ed i loro produttori, che in collaborazione con l’Associazione Terranostra e la Fondazione Campagna Amica di Ferrara, potranno essere conosciuti e gustati dai tanti visitatori di Expo Milano 2015.
Una prima occasione (la seconda sarà a settembre), questa di lunedì 8 giugno, che vedrà alla ribalta riso, asparagi, aglio di Voghiera, salami all’aglio, pane, frutta e verdura di stagione, un laboratorio sulla coppia ferrarese, ma anche la mostra dei vini delle sabbie e l’anguilla marinata di Comacchio.
Saranno direttamente presenti alcuni produttori di Campagna Amica Ferrara che oltre a fornire i loro prodotti per le preparazioni di ristorazione, potranno direttamente illustrare ai visitatori del padiglioneColdiretti le caratteristiche e peculiarità di aglio di Voghiera, riso del delta del Po, salami all’aglio ferraresi, offerti appunto in degustazione insieme all’altro prodotto simbolo della nostra provincia, ovvero la coppia ferrarese, che per l’occasione sarà anche oggetto di un laboratorio di preparazione in diretta, oltre che offerta in degustazione al momento del pranzo ed esposta tra i prodotti “bandiera” di Ferrara tra le altre specialità tipiche e tradizionali della nostra Regione.
Un pizzico di storia ferrarese farà da attrattiva nei dintorni del Padiglione Coldiretti, che si coloreranno dei costumi e delle bandiere del nostro Palio. In particolare saranno presenti cinque giovani under 18 dellacontrada di Santa Maria in Vado, che si esibiranno con bandiere e strumenti con il loro classico costume, attirando sicuramente l’attenzione dei visitatori sul “made in Fe” che per un giorno farà tappa all’esposizione mondiale di Milano, come espressione non solo gastronomica ma anche storica e culturale del nostro territorio.
Sarà anche l’occasione per ribadire la tipicità della produzione frutticola ferrarese e regionale con un momento dedicato, il “Frutta party”, che ogni giorno permetterà di degustare la frutta di stagione preparata in molteplici modi, dagli spiedini, alla macedonia, all’insalata di frutta.

Soggiorni estivi termali per anziani e invalidi

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Castrocaro Terme, Chianciano Terme ed Ischia, sono le località individuate dall’Amministrazione Comunale per i soggiorni termali estivi riservati ad anziani ed invalidi per l’anno in corso. Per partecipare a ciascun soggiorno proposto è necessario il requisito dell’età pensionabile, mentre la tariffa a carico dell’anziano non potrà superare il reddito mensile. Con riferimento alla località di Chianciano gli interessati dovranno trasmettere le loro domande entro e non oltre le ore 12 del 15 giugno prossimo e con riferimento alla località di Ischia, le domande andranno consegnate entro e non oltre le ore 12 del 9 settembre prossimo, allegando la documentazione comprovante le condizioni economiche del nucleo familiare relativa all’anno 2014. Per la destinazione di Castrocaro le domande andavano presentate entro il 5 giugno scorso. Il soggiorno a Chianciano Terme (Hotel Moderno) va dal 3 al 17 luglio 2015, mentre quello ad Ischia (Hotel Felix), va dall’11 al 25 ottobre 2015. Le domande, da compilare sugli stampati in distribuzione presso l’Ufficio Servizi Sociali e Sanità (presso la sede comunale di Piazza Folegatti, 15) o presso l’URP, potranno a sua volta essere consegnate (per la protocollazione) all’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico (Piazza Folegatti, 26 – piano terra – dal lunedì al sabato, dalle ore 8.30 alle ore 12.30). La documentazione reddituale non è necessaria in caso di pagamento della intera quota. Possono partecipare ai soggiorni tutti gli anziani ed i pensionati residenti nel Comune di Comacchio, ma anche i residenti in altri Comuni sino ad esaurimento dei posti disponibili. Ai fini della graduatoria, saranno privilegiate le persone sole e senza figli e con reddito pro-capite sino ad €uro 652,96. Ai cittadini residenti in altri Comuni sarà applicata la quota intera del soggiorno. Per delucidazioni ed informazioni, si suggerisce di contattare l’istruttore amministrativo, sig.ra Margherita Guidi al numero 0533-310115 (e-mail:margherita.guidi@comune.comacchio.fe.it).

Da grande farò l’artigiano

da: Ufficio Stampa&Comunicazione di Camilla Ghedini

Si sono aggiudicati premi per 750, 500, 300 euro, da spendere rigorosamente per materiale indispensabile alla scuola, le classi vincitrici del concorso Da grande farò l’artigiano, rivolto alle terze classi delle scuole secondarie del territorio e promosso dalla Città del Ragazzo diretta da Giuseppe Sarti (nell’ambito di un progetto di orientamento), in collaborazione con la Confartigianato e il patrocinio dell’Istituto di Storia Contemporanea. La cerimonia si è tenuta alla Sala Zarri di via Veneziani. Primo posto per le terze A e B di Baura (Istituto Comprensivo Don MIlani), con Il ristorante dei pennuti; secondo, alla terza C di Cona (Istituto Comprensivo Don Milani), con Lavorare la terra con la Creta; terzo, alle terze A, C, D (San Bartolomeo in Bosco) con Circuito elettrico. Il Miglior Lavoro per la didattica, introdotto da Sarti, è andato alla terza G (Alda Costa Boiardo) per I mestieri anche in ‘ferrarese’. A consegnare le benemerenze (dalla prima alla terza), il direttore Confartigianato, Giuseppe Vancini; l’onorevole Paola Boldrini; il tenente dei Carabinieri, Rossella Capuano. La cerimonia è avvenuta al termine di un percorso che nei mesi scorsi ha visto entrare in classe artigiani, che ai giovanissimi hanno raccontato la loro storia ed esperienza, spiegando come ciò che oggi nelle industrie è fatto dalle macchine, fino a poco tempo fosse eseguito nei laboratori con le mani. da parte loro, i ragazzi, hanno trasformato informazioni e percezioni in prodotti cartacei, video, manufatti, dando una loro interpretazione del ‘mondo del fare’. La valutazione è avvenuta nel rispetto di tre requisiti: qualità, originalità dell’idea, trasposizione nel mondo reale.

Sun Kil Moon feat. Neil Halstead live a Ferrara sotto le Stelle 2015

da: Ferrara sotto le Stelle 2015

Reduce dal successo dell’album “Benji”, acclamato dalla stampa di tutto il mondo, l’ex leader dei Red House Painters Mark Kozelek è unanimemente riconosciuto come uno dei migliori songwriters degli ultimi anni per il suo folk-rock intimo e confessionale e le non comuni doti liriche. Uno dei migliori poeti della musica contemporanea nella sua piena maturità artistica. Ospite d’eccezione della data ferrarese, alla chitarra e alla voce, il leader degli Slowdive, Neil Halstead.

Dopo l’anteprima primaverile scandita dalle sonorità blues di Cody ChesnuTT, la proposta musicale del festival Ferrara Sotto le Stelle torna a toccare corde più classiche e intimiste per il concerto d’esordio della sua ventesima edizione.
Al contrario di ChesnuTT, la cui gentilezza è proverbiale, Mark Kozelek non è una persona facile. Refrattario a interviste e fotografie, invisibile sui social networks che non ama, riflessivo e introverso fino all’umoralità.
Forse è per questo che è uno dei musicisti preferiti di Paolo Sorrentino, che lo ha voluto come attore (nella parte di se stesso) nel suo recente “La Giovinezza” e ha saccheggiato tre suoi brani per la colonna sonora.

“Uno dei maggiori songwriter degli ultimo 25 anni”, ha sentenziato l’influente Ondarock dopo l’uscita di “Benji”, l’album forse meglio recensito dello scorso anno, non a caso finito al primo posto nelle playlist di fine 2014 delle principali testate internazionali.
Ma la sua storia di musicista ha radici che affondano negli anni Novanta, precisamente in quei Red House Painters con cui ha dato voce ad un folk-rock oscuro e minimale, fatto di melodie evocative e testi introspettivi: la band ideale per una label di culto come la 4AD, l’etichetta di Cocteau Twins, Dead Can Dance e This Mortal Coil.
In quattro album con l’etichetta londinese, Kozelek definisce un’estetica inconfondibile, che verrà etichettata come “slowcore” o “sadcore”: folk-rock rarefatto, prevalentemente acustico, ma con significative venature elettriche.
I contrasti con la 4AD provocano il rinvio degli ultimi due album dei Red House Painters: in “Songs for a Blue Guitar” (1996) e “Old Ramon” (2001) cominciano anche a fare capolino gli omaggi ai suoi autori preferiti, da John Denver a Paul Mc Cartney.

L’esordio come SUN KIL MOON, è datato 2003: in Ghosts Of The Great Highway, non mancano sfumature di peculiarità come riff loureediani, sferzate elettriche, corali di archi e accenti di batteria sull’incedere rarefatto. Tiny Cities, del 2005, (un disco di sole cover dei Modest Mouse), è spettrale e scheletrico, un lamento sconsolato dove il cantato è nudo, coperto soltanto da qualche chitarra e pochi violini.
Stesso percorso per i due lavori successivi: in April (2008), disco dalla sorprendente complessità e profondità, ricompaiono crescendo elettrici e brani bluesy, alternati alle consuete ballad acustiche dalle melodie morbide, sebbene gli arrangiamenti rimangano sempre essenziali e misurati. Al disco partecipano due figure di rilievo dell’indie-rock come Will Oldham (Bonnie Prince Billy) e Ben Gibbard (Death Cab For Cutie, The Postal Service); mentre Admiral Fell Promises (2010) è Mark e solo Mark, mai così solitario e nostalgico, ad accompagnare la fragile sensibilità delle narrazioni torrenziali con blue e spanish guitars che infondono calore e danno origine ad incedere asincroni e talvolta vezzosi bolero.
Di nuovo, un contraltare si trova in Among The Leaves (2012), disco più immediato e figlio della prolificità artistica nella carriera del frontman dei Sun Kil Moon; in questo album sono di nuovo batterie spazzolate, contrappunti elettrici e rinforzi corali a dare corpo ad un progetto che trasuda immediatezza, come scritto di getto.
La prova che la carriera di Kozelek è tutt’altro che in fase calante, ma ha raggiunto, col marchio Sun Kil Moon, il proprio apice, risiede nell’album del 2014, Benji. Il compimento di un percorso sonoro e creativo che ottiene il titolo di disco dell’anno per acclamazione plenaria tra le testate del settore, come Pitchfork, NME e l’italiana Rumore.
Fingerpicking pittorico e talvolta ossessivo per sonorità esclusivamente acustiche, addio definitivo alle metafore a favore di racconti di vita vissuti in prima persona, toccanti ed evocative vicende in cui il fato troppo spesso volta le spalle ai protagonisti, brani spesso oltre i 10 minuti, con qualche sapientemente distribuita apertura melodica e corale.
La voce del frontman rimane costante lungo questa evoluzione artistica, si esalta anzichè decadere con l’avanzare dell’età e del tempo, calda, profonda, vellutata, vorticosamente introspettiva.
Inframezzata alla produzione “ufficiale” targata Sun Kil Moon, una serie infinita di album di cover di artisti contemporanei, album da solista e registrazioni dal vivo, progetti paralleli e produzioni per altri musicisti, a testimonianza dell’inesauribile urgenza espressiva e compositiva di Kozelek, che non poteva che sfociare in un immediato successore di Benji, pubblicato il 2 giugno 2015: Universal Themes, titolo antifrastico per un lavoro che restringe ancora maggiormente il focus sul particolare, sul dettaglio infinitesimo e significante di per sè stesso che popola le sue narrazioni musicate: non più metafore ma un flusso di coscienza di fatti.
L’album è già il Disco della Settimana di New Musical Express e ha meritato un lusinghiero 9/10 su Uncut di questo mese.

Proprio sull’onda di questa nuova celebrità e della performance che ha recentemente deliziato il Primavera Sound festival, i Sun Kil Moon si presentano a Ferrara, in una location intima e adeguata a stabilire un contatto con la sensibilità dei brani in scaletta, nelle corde calde della voce e della chitarra di Mark Kozelek, come il Cortile d’Onore del Castello Estense.

L’esibizione ferrarese della band godrà del featuring di un formidabile chitarrista come Neil Halstead degli Slowdive, altro leader del panorama rock desideroso di collaborare con i Sun Kil Moon, dopo le incisioni alla batteria in studio di Steve Shelley dei Sonic Youth.

SUN KIL MOON feat NEIL HASTEAD
Domenica 7 giugno – Cortile del Castello Estense – Ferrara
Ingresso: 15 euro

Orari:
Apertura biglietteria: ore 19:15
Apertura porte: ore 20:00
SUN KIL MOON on stage: ore 21:30

Info: 348-6117254

Ulteriori informazioni sono reperibili presso il sito web della rassegna:

www.ferrarasottolestelle.it

Risorse in rete:

www.sunkilmoon.com

Il Festival è organizzato dall’Associazione “Ferrara sotto le Stelle” con il sostegno del Comune di Ferrara, dell’Amministrazione Provinciale di Ferrara e della Regione Emilia-Romagna.

Totem Arti Festival verso la conclusione con gli spettacoli di Officine Duende e Teatro Nucleo/Sfumature in Atto

da: ufficio stampa Teatro Nucleo

Domenica 7 giugno a Pontelagoscuro si svolgerà l’ultima giornata di Totem Arti Festival, promosso dalla cooperativa Teatro Nucleo all’interno della Primavera del Teatro.
La giornata inizierà alle ore 17 con una lezione di acrobatica aerea su tessuto condotta da Irene Guerrini. La lezione, rivolta anche ai bambini dai 10 anni in su, prevede, dopo una fase di riscaldamento e potenziamento a terra, l’approccio con il tessuto e l’insegnamento delle figure sull’attrezzo.
Irene Guerrini dal 2008 si dedica alla disciplina circense del tessuto aereo e dal 2013
insegna la tecnica di acrobatica a Firenze. Ha partecipato, come acrobata, a numerosi eventi pubblici in Toscana.
A seguire, alle ore 18:30, sarà il momento dello sfizioso Twin Show delle Officine Duende, uno spettacolo teatrale a ingresso gratuito all’interno del Parco Tito Salomoni, adatto ad adulti e a bambini dai 5-6 anni in su. Come nei baracconi delle fiere d’altri tempi, un’inusuale imbonitrice porta nelle piazze la più meravigliosa delle sue creature: le sorelle siamesi. Nel gioco del doppio le sorelle siamesi rappresentano l’amore simbiotico, unico e indissolubile, ma non privo di contraddizioni: l’eterno dilemma è se sia un unico corpo con due cuori oppure due corpi uniti in una sola anima.
Officine Duende, nate nel 2004 dall’incontro di alcuni attori, danzatori e musicisti provenienti da varie zone d’Italia, sperimentano costantemente generi differenti, creando una miscela di linguaggi e immagini rappresentativa della propria visione del mondo. La compagnia è attiva su tutto il territorio nazionale con sedi in Emilia-Romagna, Lombardia e Tri-Veneto.
Il gruppo emiliano, con sede a Castel Guelfo di Bologna, si caratterizza per l’approfondimento e l’analisi del movimento applicato alle diverse tecniche di teatro d’animazione. Con le produzioni di burattini e pupazzi, la compagnia si è esibita in varie piazze e ha partecipato a numerosi Festival Internazionali.
Totem Arti Festival si chiuderà alle ore 21:00 presso il Teatro Julio Cortazar con l’ultima produzione di Teatro Nucleo e Sfumature in Atto: Memorie dal Reparto n°6, liberamente tratto dal racconto di Anton Čhecov, che vede in scena Daniele Giuliani, con la regia di Cora Herrendorf. Lo spettacolo ruota attorno alla poetica di un folle ed emarginato che, nel tentativo di trasformare in poesia il proprio buio, è risucchiato dal cinismo di una istituzione manicomiale che reclude ed esclude chi, per fiducia o costrizione, vi affida la propria vita.
Cora Herrendorf, insieme a Horacio Czertok, alla fine degli anni ’70 ha fondato il Teatro
Nucleo, stabilitosi a Ferrara dopo che i due attori e registi avevano abbandonato l’Argentina nel pieno del regime totalitario. Cora Herrendorf, parallelamente al lavoro di attrice e regista, si occupa dell’applicazione delle tecniche di ricerca teatrale alle terapie di recupero dei disabili psicofisici e ha lavorato presso svariate istituzioni psichiatriche in Argentina, Germania, Norvegia, Svezia, Italia. Questa lunga ricerca applicata l’ha portata a fondare, nel 1995 a Ferrara, il CETT, Centro per il Teatro nelle Terapie, che si occupa prevalentemente della formazione di operatori sociosanitari, attraverso la Scuola per Operatori Teatrali nel Sociale “L’Attore Sciamano”, che dirige presso il Teatro Julio Cortazar.
Daniele Giuliani è attore ed educatore. È fondatore e direttore artistico-pedagogico dell’associazione culturale Sfumature In Atto, che si occupa di progetti formativi attraverso l’utilizzo di tecniche teatrali. È diplomato presso il CETT, diretto da Cora Herrendorf.

Per prenotare la lezione di acrobatica aerea su tessuto di Irene Guerrini, è possibile scrivere a totemartifestival@gmail.com
Sono ancora disponibili posti per bambini e ragazzi dai 10 ai 16 anni. La lezione è gratuita.

LA RIFLESSIONE
Il cucchiaio e il mare. Viva la ‘Cultura del Sì’: per avviare un cambiamento concreto

Più di mezzo secolo fa, Pier Paolo Pasolini ha scritto in una lettera a Pietro Nenni, allora il presidente del Psi: “Io mi chiedo come è possibile passare una vita sempre a negare, sempre a lottare, sempre ad essere testimoni solamente del male“. Esiste un mantra che ci possa liberare dai tanti instancabili critici del meritorio impegno di organizzazioni non governative o associazioni come Amnesty international, che cercano anche di ‘fare’ per cambiare questo mondo, anziché stare solo alla finestra per giudicare e negare sistematicamente ogni progresso e ogni conquista democratica? Quelli di Amnesty si prodigano contro il male del mondo: non lo accettano così com’è e non si piegano alla logica della ‘realpolitik’, del compromesso talvolta anche il diavolo.

Genera pericolosi pregiudizi la ‘Cultura del No’ a oltranza, corroborata da un rosario cinico di accuse contro quelli che hanno la voglia di cambiare il mondo nonostante tutti i fallimenti che abbiamo sulle spalle. C’e molto da fare. Almeno per loro quelli che sono in prigione  causa delle loro idee, perché hanno combattuto per la difesa dei diritti umani nei Paesi in cui le dittature soffocano il dissenso, dove esiste ancora la pena di morte, dove il corpo umano è solo oggetto – in tutti i sensi -, dove i diritti delle minoranze non sono rispettati.

Quelli invece instancabilmente svolge campagne a sostegno dei diritti umani in tutto il mondo non fa parete della ‘cultura del No’, anzi rappresenta la ‘Cultura del Sì’, una cultura del rispetto per gli altri, del rispetto di uno Stato dei diritti, della divisione dei poteri, del rispetto verso i seguaci di ogni religione e anche verso i non credenti di ogni genere.

Contro la globalizzazione etica sono quelli che conoscono solo la mondializzazione di un capitalismo senza regole. I veri ‘global player’ della nostra epoca sono Ong come Amnesty (che a Ferrara festeggia 35 anni di attività) perché loro rappresentano un mondo dove esistono non solo sulla carta ma anche in realtà quotidiana i diritti umani per tutti. La violazione del diritto avvenuta in un punto della terra è patita in tutti i luoghi, come ha scritto Immanuel Kant, uno dei grandi filosofi che attraverso al loro opera e il loro intelletto hanno dato fondamento alla cultura dei diritti umani. Non è un concetto teoretico o astratto quello di Kant. Quelli che operano per Amnesty possono indicarci nomi e cognomi di quelli che soffrono ‘ad personam’ la violazione dei diritti umani.
Per quelli che cinicamente contrastano questo impegno e lo considerano ingannevole e inutile come la fatica di Sisifo’ vale l’osservazione dello scrittore e giornalista Dragan Velekic’, in esilio mentre era al potere Milosevic’: “Con un cucchiaio non si può svuotare il mare. Ma anche ciò che si è raccolto è mare. Io credo che anche la solidarietà tra gli uomini funzioni in base allo stesso principio. Ci saranno sempre ingiustizie e crimini in questo mondo, ma è molto importante che la mano che raccoglie il mare con il cucchiaio non si arrenda”.

Vita-Finzi

LA NOTA
La vibrante passione dell’informale Vita Finzi

Una suggestiva mansarda in un antichissimo palazzo di via Borgo Vado, nel centro storico di Ferrara, pieno di storia, a testimonianza di un presente e di un passato sigmificativi, i ricordi di una vita. Alcuni finestroni aperti sul cielo, lungo le pareti centinaia di grandi tele dipinte, tutte ben allineate con accanto un vecchio tavolino pieno di pennelli vecchi e nuovi, tubi di colore strizzati, rulli. La mansarda è il “rifugio” ideale per un artista. In questo palazzo è nato e continua a vivere il medico-artista ferrarese Alberto Vita Finzi. Un bravo medico specialista (ora in pensione), un bravo artista proveniente da una notissima famiglia ferrarese. Un navigatore solitario per scelta, schivo, che non ha mai fatto parte di un gruppo o di una corrente artistica. Ha sempre dipinto, fin da piccolo, ispirato dal nonno materno (pittore), che lo ha inconsciamente avviato a quella che sarebbe diventata la passione della sua vita (pur laureandosi in medicina con due specializzazioni). Ha mostrato a pochissimi la sua vasta produzione artistica (centinaia di opere), e la sottoscritta ha avuto il privilegio di aver “respirato” la sua intensissima arte.
Non è un artista “costruito”, è fresco ed ha attraversato, come credo si convenga ad ogni artista, varie fasi pittoriche, per approdare, infine, all’arte informale. Che cos’è l’arte informale? Il termine informale sta ad indicare la tendenza verso un nuovo modo di creare immagini, senza ricorrere alle forme riconoscibili.
L’arte di Alberto Vita Finzi cerca di rappresentare ciò che non possiamo vedere né toccare, ma di cui sentiamo la presenza. Alla domanda che cosa rappresenta per lui l’ispirazione, replica: “Un bisogno necessario per comunicare le mie emozioni”. Indubbiamente, il fine conclamato dell’artista è quello di vincere la superficie nei suoi successivi sviluppi, dove per Vita Finzi non si tratta più di esperienze ma di realizzazioni molto importanti.
In questo suo “rifugio” dipinge tele che a volte sembrano più grandi delle stesse pareti. E’ proprio qui che la sottoscritta ha potuto osservare la vera e propria interazione, con scatti talvolta di puro lirismo o vibrante passione e anche di intensa drammaticità. In ogni sua opera si avverte immediatamente una forte carica e molte, appaiono come campi di “battaglia”. Egli smaterializza la realtà esistente e la trasferisce sulla tela. I colori si amalgamano fra loro dando una lettura del suo esprimersi. Una pittura che assume una nuova morbidezza e una nuova sensibilità spaziale, raggiungendo soluzioni di alto valore artistico e di notevole piacevolezza, immersa nel “mare magnum” dell’arte informale.
Artista di notevole capacità che trasporta sulle tele una sapiente stesura cromatica, realizzando così opere colme di valore, in un linguaggio del tutto personale.
Ed è appunto questa potenza di sentimento (cosciente o causale, che importa?) che cattura lo spettatore.

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DIARIO IN PUBBLICO
Pensieri visivi

Un bus semivuoto mi accoglie ancora avvolto dal velo onirico della calda notte. Facendomi la barba ascolto Stefano Folli che ancor più addormentato di me legge a scatti le tremende vicende che corrompono il mondo e l’Italia. Parla di barbuti per connotare i seguaci del Califfato e un pensiero improvviso mi attanaglia. Che metaforicamente tutti – o quasi – i politici italiani si facciano crescere la barba che li rende indistinguibili per mandare un minaccioso messaggio subliminale sulla loro determinazione a perseguire i fini che si sono posti? Resta il mistero del rasato Renzi.

Più facilmente spiegabile il velo nero che si stende sulla faccia del ministro Franceschini condannato come Dorian Gray a un eterno viso di ragazzino.
Un po’ da commiserare i barba-rada che dopo giorni e giorni di faticoso allevamento producono guance a chiazze.

Nei giorni di maggiore attacco politico il sindaco Tagliani esibisce una spazzola dura come le parole che pronuncia. Di pura imitazione quelle che adornano i visi di quasi i tutti i sindaci della Provincia.

Arriviamo frattanto alla volta di piazza Verdi. Una macchinetta sbarra la strada all’ansimante bus. Dopo un’attesa di qualche minuto la bella e brava autista senza alzar la voce dichiara il suo intento di chiamare i vigili. Lasciandoci arbitri di una scelta non facile: scendere e perder il treno oppure sperare in un miracoloso intervento?
Naturalmente i vigili non rispondono ma ecco affannata una giovanetta s’avvicina timorosa e rivela il peccato: “Ebbene sì! La macchina è mia. Ero andata a far colazione al bar”. Dalla mia ugola esce uno strozzato lamento pensando che forse avrei perduto il treno, ma la brava autista non inveisce e professionalmente riprendendo la strada chiama un collega e annuncia il ritardo. Poi sparlano del servizio pubblico!

All’altezza del ponte di via Bologna una bellissima donna vestita con abito lungo e spacco vertiginoso fa danzare un grande cane bianco (forse pitbull) tra l’ammirazione dei presenti. Immediato il ricordo di Montale e a quei versi misteriosi che generazioni di critici non hanno mai saputo spiegare fino in fondo:
“(a Modena, tra i portici, / un servo gallonato trascinava / due sciacalli al guinzaglio).”
Che c’entrano nel Mottetto delle “Occasioni” un servo che trascina al guinzaglio due sciacalli sotto i portici di Modena?
Che c’entra a Ferrara alle 8 di mattina una ragazza dal lungo e nero vestito che trascina un pitbull al guinzaglio?

Sale una signora velata con bambino e sollecitamente porge al secco taglio della macchina “obliteratrice” (per chi non lo sapesse questa è una parafrasi di una bellissima poesia di Carducci) il suo biglietto. Invano. La macchina si rifiuta,quella macchina che fino a poc’anzi funzionava regolarmente.
Tutti tentano di farla funzionare , io compreso, ma invano e la bella conducente tace forse perché stressata da un viaggio così periglioso.

Miracolo! Lo sportello dei biglietti è privo di clienti. Con la felicità dovuta ad un fatto così straordinario mi lancio in un’orgia di prenotazioni; Roma fra due giorni? “Vuole lo sconto che lo inchioda però alla impossibilità di recuperare il biglietto se non partisse?” MAI! è la pronta risposta. E se mi viene il raffreddore? Chi parte più.

All’annuncio di due ricchi biglietti andata e ritorno rigorosamente corridoio per Firenze, la maga buona si scioglie in un sorriso e mi dice che posso fare una prenotazione speciale con risparmio di ben 6 euro a tratta e per biglietto. Che felicità! Pago e saluto accompagnato dal sorriso dell’addetta.

Che importa poi che il sole bruci e ti faccia sciogliere se mentre t’appresti all’attesa una classetta di bambini (terza elementare) in maglia verde parte schiamazzante tra il sorriso trepido dei genitori e la fiera e materna protezione della giovane maestra. Chiedo a uno di loro dove vanno “A Bologna, al museo egizio” e immediatamente si mette in posa come una nuova Iside.

Come per l’Esterina di Montale io prego per loro un destino di visi glabri e di poter mantenere una parte di quella vivacità che ora li accompagna alla scoperta della Bellezza.

GIARDINI E PAESAGGI
Kurosawa sogna Van Gogh

Il caldo opprimente di questa settimana è stato preceduto da giorni di pioggia e di vento che ci hanno regalato un fine maggio di cieli olandesi. Olanda, Paese piatto, steso come una tavola dove nessun rilievo oppone resistenza al vento e dove hai sempre la sensazione di stare in corrente tra due finestre aperte. I cieli olandesi cambiano continuamente, il vento gioca e sposta masse di nuvole di ogni colore e forma, quando si ferma diventano un gregge di pecore sparse su un prato azzurro, e allora sai che nel giro di un’ora, pioverà. Pioggia, nuvole, vento, movimento continuo di luce e acqua creano un paesaggio lindo, dove i colori brillano splendenti come in questa domenica pomeriggio in mezzo ad una campagna ferrarese che sembra uscita da una tela di Van Gogh. Amato Vincent, condannato ad avere un cervello abitato dal vento, dove i pensieri e le idee corrono irrefrenabili come la locomotiva di un treno a vapore. Non si può fermare questo mostro metallico che pulsa nella testa, solo una pallottola ci può riuscire, ma prima, prima dello sparo, è solo arte.
Un’arte potente e lucida di un uomo che in pochissimi anni ha prodotto opere straordinarie, un patrimonio dell’immaginario collettivo e come tali, molto interessanti dal punto di vista turistico. In Provenza, tra Arles e d Aix-en-Provence, nei paesi dove Van-Gogh visse gli ultimi anni della sua vita tormentata, ci sono diversi itinerari che propongono al turista di seguire i passi del pittore suggerendo proprio le viste precise dei quadri con cartelli, che riproducono le opere e che sono posizionate nel luogo dove sono state dipinte. Come se fosse possibile entrare nel quadro e vedere i luoghi con gli occhi dell’artista, un po’ come succede nell’episodio “Corvi” nel film di Akira Kurosawa: “Sogni” del 1990, in cui il regista giapponese ci mostra aspetti della cultura giapponese e i suoi cambiamenti attraverso immagini oniriche.
Perché dunque un episodio su Van Gogh? A parte l’intenzione di rendere un omaggio a questo artista, sicuramente Van Gogh, tra i tanti suoi contemporanei affascinati dal Giappone, è stato quello che ha saputo veramente fondere Oriente e Occidente in uno stile unico e personale, e Kurosawa con sensibilità e chiarezza ce lo mostra attraverso il sogno di un giovane pittore, che incantato davanti alle opere esposte in un museo, si trova all’improvviso nelle campagna della Provenza. Qui incontra le lavandaie, al lavoro sotto il ponte di Langlois, che gli indicano dove potrà trovare il pittore. Il ragazzo cammina finché non raggiunge l’artista in un campo. Il dialogo fra i due è velocissimo, poche battute che dicono tutto. Van Gogh sta dipingendo quello che vede, con ansia, velocemente, perché deve seguire il sole, la luce indispensabile al suo lavoro, ma l’opera d’arte non è nella tela, è lì davanti ai loro occhi. Poi l’artista abbandona il giovane pittore perché deve seguire il sole, non può fermarsi a fare conversazione, e il giovane lo segue camminando, perdendosi in un paesaggio che ormai è quello inconfondibile delle tele dipinte. Uno sparo alza i corvi in volo su un campo grano, come nel celebre dipinto, e riporta il giovane alla realtà nella galleria del museo. Questo è il sogno che il turista rincorre seguendo i cartelli degli itinerari proposti, ma può bastare? Se bastasse questo l’arte sarebbe ben poca cosa, ma per fortuna l’arte è quella straordinaria invenzione che ci fa vedere il mondo, e così, davanti a una campagna anonima, in un fresco pomeriggio di maggio, provo gratitudine infinita per un uomo che mi ha regalato la possibilità di vedere il blu del grano mentre matura e le onde nelle chiome verde cupo degli olmi che ballano, davanti a un cielo azzurro olandese, in mezzo a campi padani infiniti, dove la profondità dell’orizzonte è una prospettiva “giapponese” senza protagonisti, dove l’occhio si allarga nelle sue linee orizzontali e vedo la sua bellezza, senza cartelli, senza frecce segnaletiche, semplicemente apro gli occhi e posso vedere.

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IMMAGINARIO
Eppur si muovono.
La foto di oggi…

Oggi alle 18, al teatro Ferrara Off, ultima replica di Immobili, lo spettacolo teatrale con Elsa Bossi e Giulio Costa (drammaturgia e regia Giulio Costa, produzione Bossi-Costa/Arkadis, in collaborazione con il Teatro de LiNUTILE).

Il Novecento visto attraverso la Casa del Popolo Rinascita: nata nel 1904 per dare spazio alle idee di tutti i lavoratori, bruciata da una squadra fascista nel 1921, ricostruita dalla collettività nel 1949, oggi a rischio demolizione per assecondare il mercato immobiliare.

Un modo per riflettere sulle case del popolo, sul loro esempio e sul loro futuro come già ha fatto Edoardo Nannetti sul nostro settimanale [leggi].

Dopo lo spettacolo, sarà proiettato il documentario Case Rosse, prodotto da Arci Ferrara, che racconta come, partendo dall’esperienza passata, le case del popolo della provincia ferrarese, si stiano rinnovando, guardando al futuro.

Durante l’evento, sarà possibile sottoscrivere donazioni per il Crowdfunding di Ferraraitalia.

OGGI – IMMAGINARIO EVENTI

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

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foto di Daniele Mantovani

GERMOGLI
Alba.
L’aforisma di oggi

All’alba del 6 giugno 1944: un enorme corpo di spedizione alleato sbarca sulle coste della Normandia, presso la Penisola di Cotentin, sotto la direzione del generale americano Dwight Eisenhower e il comando operativo del maresciallo britannico Bernard Montgomery, con un poderoso appoggio aeronavale. Un nuovo inizio.

albaOgni raggio dell’alba prenda per mano i tuoi sogni notturni, i più belli. E li conduca alla realtà (Proverbio tibetano)

 

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…

ACCORDI
Ministri… musicali.
Il brano di oggi…

Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta…

(per ascoltarlo cliccare sul titolo)

Ministri – Balla quello che c’è

Tornano dopo due mesi di silenzio i Ministri, gruppo alternative rock milanese capitanato da Federico Dragogna. Ritmi decisi, musica energica e testi impegnati contraddistinguono questa band ,che dal 2009 a oggi è riuscita ad esibirsi in tutta Italia e buona parte d’Europa. Il nuovo singolo è intitolato Balla quello che c’è ed è il primo estratto dal prossimo album, in uscita entro il 2015.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

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Redazione

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