Giorno: 19 Giugno 2015

Le Soffite di Anna: dopo il singolo “Ti bacio come Giuda”, ora al lavoro sul nuovo album

da: organizzatori

Le Soffitte di Anna sono di nuovo in studio, nel nuovo Sonic Design di Marco Malavasi, a registrare il nuovo album, che avrà al suo interno alcune partecipazioni con altri artisti e che uscirà presumibilmente per l’autunno del 2015.
Venerdì 19 giugno 2015 è uscito il nuovo video del singolo intitolato “Ti bacio come Giuda”, canzone che parla di relazioni amorose e tradimenti, e che è stato realizzato sempre sotto la regia di Giovanni Tutti Films e con la partecipazione di Giulia Roversi.

Le Soffitte di Anna nascono fra Mantova e Ferrara nel 2012.
Tutto nasce in una domenica d’estate, quando Matteo Zibordi (voce e chitarra) e Luca Ventavoli (chitarra) si incontrano a far aperitivo in un bar di Sermide.
Parlando del più e del meno, Matteo confessa a Luca di come abbia già scritto un paio di canzoni, e decidono di trovarsi a suonare quasi per scherzo, iniziando ad attivarsi per cercare un batterista.
Dopo un’estenuante ricerca trovano Alessandro Alberti (batterista), che decide subito di entrar a far parte del gruppo e che presenta agli altri membri l’amico Francesco Zuccoli, che si offre di suonare il basso.
Fin da subito l’idea è quella di fare solo pezzi propri, influenzati sì da gruppi come i Verdena, i Nirvana e i Ministri, ma pur sempre evitando di fare cover.
Nonostante le prime difficoltà, il progetto inizia a prendere forma, con la formazione al completo e con le prime date alle porte, viene anche stabilito quello che sarebbe diventato il nome del gruppo, “Le Soffitte di Anna”, chiaro riferimento ad Anna Frank e alla soffitta di Amsterdam dove si rifugiava dalle persecuzioni naziste.
Il 25 aprile 2013, in occasione del LiberArci organizzato dal Circolo Arci Chinaski di Sermide (MN), LSdA fanno il loro esordio suonando assieme ad altri gruppi locali come i People of the Sun.
Successivamente si fanno conoscere nei vari festival in giro per la provincia di Ferrara e Mantova.
A settembre 2013, d’accordo con gli altri componenti, Francesco Zuccoli decide di lasciare il gruppo, subentra al suo posto quindi la Chiara Ventavoli (sorella del chitarrista).
Nell’inverno del 2013 decidono di andare presso lo studio di Marco Malavasi a registrare il primo EP, intitolato “La Fame” .
Ad inizio anno del 2014, per problemi lavorativi anche la Chiara è però costretta a lasciare il gruppo, lasciando il posto di bassista a Marcello Ghiretti (Bianconiglio), oltre a lasciargli il compito di presentare l’ep nei vari locali.
Nell’estate del 2014 viene realizzato sotto la regia di Giovanni Tutti il video di “Nikolay”, girato fra la saletta e il Gay Pride di Bologna.
Il testo del singolo estratto dall’EP tratta di un tema sociale importante come quello dell’omofobia, riferendosi in particolar modo a Nikolay Alexeyev (leader del movimento LGBT russo).
Dopo un lungo tour di presentazione dell’EP che ci visto suonare nelle zone di Mantova, Ferrara, Rovigo, Bologna, Cremona – e che fra le altre cose ci ha permesso di suonare sul palco de La Tenda di Modena – è seguito un periodo in cui si sono chiusi in saletta a scrivere i pezzi nuovi.
Ed è qui che li troviamo ora.
Chissà cosa uscirà dalle Soffitte..

VIDEO:
Le Soffitte Di Anna – Ti Bacio Come Giuda (Official Video)
https://www.youtube.com/watch?v=N5OET4tLJr4
Le Soffitte Di Anna – Nikolay (Official Video)
https://www.youtube.com/watch?v=rncu2U-iP5E

“Me che libero nacqui al carcer danno”: teatro in carcere

da: ufficio stampa Teatro Nucleo

Spettacolo teatrale con gli attori detenuti della Casa Circondariale di Ferrara a cura di Teatro Nucleo

Lunedì 29 giugno, presso la Casa Circondariale di Ferrara, nell’ambito del progetto del Coordinamento Regionale Teatro-Carcere, con il patrocinio del Comune di Ferrara, della Regione Emilia-Romagna e l’ASP Ferrara, il Teatro Nucleo presenta me che libero nacqui al carcer danno, spettacolo tratto dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, con gli attori detenuti nella Casa Circondariale di Ferrara per la regia di Horacio Czertok in collaborazione con Andrea Amaducci.
Il titolo dello spettacolo prende le mosse da uno scritto teatrale di Goethe su Torquato Tasso e racchiude già in sè il germe delle profonde opposizioni su cui si fonda tutta la Gerusalemme Liberata, in particolare l’episodio del Combattimento di Tancredi e Clorinda, messo in musica da Claudio Monteverdi nel 1624 come madrigale rappresentativo e sul quale si concentra anche lo spettacolo me che libero nacqui al carcer danno.
Come le parole del Tasso, così la musica di Monteverdi ci portano dritti al cuore della tragedia umana e alla sua inesplicabilità.
Per millenni l’uomo ha combattuto e continua a combattere, a offendere ciò che più gli è caro, la vita stessa; come afferma Horacio Czertok, regista dello spettacolo, si combatte “senza requie né respiro contro un altro che ci appare un nemico mortale”, per scoprire infine che “la vittoria era anche, esattamente, una sconfitta” e che – scrive Oscar Wilde – “uccidiamo quello che amiamo”. Ma emerge con la poesia, la musica, il canto e – in una sola parola – con il teatro, il bisogno benefico di raccontare questa lotta con tutti i mezzi possibili.
Questa è la sfida raccolta dai detenuti attori del progetto di Teatro-Carcere. Non negare la lotta, il conflitto – brutale e cieco come quello di Tancredi – ma attraversarli e trasformarli per chi vorrà vedere, ascoltare, considerare anche questi aspetti dell’umano.

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Maltempo febbraio 2015: 26,4 milioni di euro per 555 interventi di messa in sicurezza del territorio

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Approvato dall’Agenzia di Protezione civile il Piano di interventi per 13,8 milioni. Dalla Regione stanziati ulteriori 12,6 milioni. L’assessore Gazzolo: “Disponibili oltre 26 milioni di euro per realizzare 555 interventi di messa in sicurezza del territorio. Abbiamo raddoppiato le risorse per dare risposta ai gravi disagi subiti dalla popolazione”. I finanziamenti e gli interventi suddivisi per provincia

26 milioni e 400 mila euro per finanziare 555 interventi di messa in sicurezza del territorio colpito dal maltempo di inizio febbraio.
È stato infatti approvato dall’Agenzia regionale di Protezione civile il Piano degli interventi urgenti che autorizza finanziamenti per 13 milioni e 800 mila euro.
A queste risorse, assegnate in marzo dal Governo a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, si aggiungono 12,6 milioni appena stanziati dalla Giunta regionale.
“Lo avevamo garantito e ora raddoppiamo le risorse destinate alla messa in sicurezza del territorio – afferma l’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo -.
Agli oltre 5 milioni che nei primi giorni dopo l’evento stanziammo per la gestione dell’emergenza, ne aggiungiamo altri 12,6. Si tratta di uno sforzo straordinario, fatto per dare risposta ai gravi disagi subiti dalla popolazione: frane, strade interrotte, danni ad abitazioni e infrastrutture. Adesso a disposizione ci sono oltre 26 milioni di euro, che consentono di eseguire o ultimare centinaia di lavori urgenti”.
Gli interventi riguardano in particolare: assistenza alla popolazione, immediato ripristino dei servizi pubblici (ad esempio municipi e scuole) e della viabilità interrotta; lavori urgenti a difesa degli abitati per il rientro della popolazione sfollata; risistemazione delle reti fognarie e degli argini danneggiati dalle piene; ripristino della funzionalità di infrastrutture e impianti gestiti da Consorzi di bonifica o aziende operanti nel settore della pubblica utilità.
“Tutti gli interventi definiti nel Piano sono stati individuati e condivisi con le Province – conclude Gazzolo -. E poiché dalla ricognizione dei danni è emerso un aggravamento dei dissesti, abbiamo già inviato al Governo la richiesta di ulteriori fondi”.
Nel Piano vengono anche definiti i criteri, le modalità e i termini per la presentazione delle domande e l’erogazione dei contributi per l’autonoma sistemazione dei nuclei familiari sfollati dalla propria abitazione in seguito al maltempo.
C’è tempo fino al 31 luglio 2015 per presentare domanda al Comune nel cui territorio si trova l’abitazione sgomberata.
Il provvedimento interessa i cittadini che alla data degli eventi calamitosi risiedevano anagraficamente e dimoravano abitualmente nell’abitazione sgomberata con ordinanza.

Risorse e interventi complessivi nelle singole province

Per la provincia di Piacenza sono stati finanziati 48 interventi per un totale di circa 2 milioni e 500 mila euro. Tra i più rilevanti: la messa in sicurezza della strada comunale di Vernasca, del Torrente Guardarabbia nel territorio comunale di Travo a salvaguardia di alcuni centri abitati, lavori urgenti di sistemazione idrogeologica a Ferriere e sulla strada provinciale 586 di Val d’Aveto a Farini.
A questi si aggiungono lavori urgenti sulla strada provinciale 23 del Parco a Morfasso, sulla strada provinciale 52 di Cariseto a Cerignale, sulla strada provinciale 65 di Caldarola, nel comune di Bobbio, e nel comune di Ferriere è stato finanziato l’intervento di completamento della variante Casale-Salsominore.

In provincia di Parma sono 71 gli interventi per un ammontare di circa 2 milioni e 600 mila euro, tra cui le opere di drenaggio per raccolta e smaltimento acque nel comune di Fidenza, interventi sulla viabilità comunale del capoluogo parmense, lavori per il ripristino della strada di bonifica Scorza-Case Baccarini a Berceto e interventi di messa in sicurezza per una frana nel comune di Bardi.
Inoltre sono previsti interventi di ripristino di arginature di difesa della vasta zona del territorio del comune di Mezzani; a Neviano degli Arduini primi interventi di somma urgenza sul versante e ripristino della carreggiata stradale. Lavori di messa in sicurezza idraulica nel tratto del fosso delle Andrelle nel comune di Palanzano e completamento degli interventi per la realizzazione di una pista d’emergenza sulla variante stradale Val Bardea nel comune di Tizzano.

In provincia di Reggio Emilia sono stati assegnati 3 milioni e 100 mila euro per 93 interventi. I lavori più rilevanti riguardano il consolidamento della Pietra di Bismantova colpita da una frana il 13 febbraio scorso, il ripristino della strada comunale via Terrasanta località Cà del cavo a Castelnovo Monti e interventi di messa in sicurezza a seguito di movimenti franosi nei comuni di Vetto, Vezzano sul Crostolo, Viano, Baiso e Scandiano.
È inoltre previsto il consolidamento della strada provinciale 107 nel comune di Baiso, interventi urgenti sulla frana in località Quercioli – Le Macchie – Colombaia, nel comune di Carpineti; a San Polo sulla strada provinciale 513 intervento urgente di ripristino delle opere di regimazione mediante scogliera in massi; opere di sostegno ad Albinea sulla strada provinciale 63 e sistemazioni a sostegno delle scarpate sulla provinciale 74 a Vezzano sul Crostolo.

Nella provincia di Modena sono stati individuati 61 interventi per un totale di oltre 2 milioni e 700 mila euro. Tra i più rilevanti quelli di messa in sicurezza delle strade nei comuni di Montese, sulla strada provinciale 27 della Docciola e nei comuni di Palagano, Marano sul Panaro, Polinago, Riolunato.
A Maranello si interviene con il ripristino e la messa in sicurezza della careggiata della strada provinciale 41 in località Cresta del Gallo, a Montese si prevede la realizzazione di un’opera di sostegno del corpo stradale sulla provinciale 27; sulla provinciale 24 a Palagano intervento di consolidamento della corsia di valle in località Costrignano.

68 gli interventi in provincia di Bologna, per un totale di 2 milioni e 200 mila euro. Si tratta in prevalenza di lavori sulle strade comunali, i più rilevanti a Castel D’Aiano, Monzuno, Marzabotto e interventi di ripristino sul Savena a Malalbergo e Minerbio.
A Monterenzio si lavora al ripristino della strada comunale via Monterenzio Chiesa. A Monte San Pietro intervento di ripristino della strada comunale via Landa; a Sasso Marconi in via Rasiglio 35 sistemazione frana lato a valle della carreggiata e intervento di movimentazione in alveo e risagomatura delle sponde sul Torrente Samoggia.

In provincia di Ferrara sono stati autorizzati 32 interventi per un totale di 1 milione e 250 mila euro, tra cui quelli nel comune di Comacchio per il ripristino delle arginature a difesa dei centri abitati, di messa in sicurezza del canale consortile Fossetta val d’Albero vicino la strada provinciale 2 e sul tratto arginale del Po di Primaro su cui insiste la strada provinciale 7, entrambi nel capoluogo ferrarese.
Nel Comune di Goro è previsto un intervento di escavazione del canale marino di accesso al porto regionale e turistico; a Comacchio si lavorerà al ripristino delle arginature di valle a difesa delle abitazioni retrostanti, mentre ad Argenta è in programma la demolizione e la ricostruzione del ponte in via XXIV Maggio 1918.

In provincia di Ravenna sono stati finanziati 83 interventi per un importo di 3 milioni e 400 mila euro. Tra i più rilevanti quelli per il ripristino e la messa in sicurezza del litorale del comune di Ravenna e le opere di ripristino e consolidamento a Fosso Ghiaia.
Messa in sicurezza delle strade comunali Cà Budrio e Cestina nel comune di Casola Valsenio, interventi urgenti sulla rete di scolo a Cervia, lavori di ricostruzione degli argini in sabbia a protezione dei Lidi di Dante, Adriano e Classe, opere di innalzamento dell’argine sinistro del Canale Madonna del Pino a Cervia. A Casola Valsenio si eseguiranno indagini geologiche e i primi interventi di messa in sicurezza del campo sportivo; a Faenza interventi di ripristino della scarpata di via Mercanta e via Rio Biscia e risagomatura dei fossi di raccolta delle acque.
Nel capoluogo programmati lavori di somma urgenza per il ripristino dei ponticelli via Viazza e via Macoda.

In provincia di Forlì-Cesena sono stati finanziati 50 interventi per un ammontare di oltre 4 milioni e 200 mila euro. Tra i più consistenti: gli interventi di messa in sicurezza sulla strada provinciale 47 Predappio-Rocca San Casciano, sulla strada provinciale 20 a Tredozio e sulla viabilità a Bagno di Romagna, Predappio e Rocca; interventi urgenti sulle Porte Vinciane a Cesenatico e opere di sistemazione del fiume Ronco nel comune di Forlì. A Borghi previsti interventi urgenti di messa in sicurezza del versante a protezione della Piazza e dell’abitato di Tribòla, a Cesena in località Roversano interventi di ripristino della viabilità mediante opere di protezione della scarpata.
A Modigliana messa in sicurezza e ripristino della strada provinciale 20 e a Predappio intervento di somma urgenza per il ripristino della viabilità sulla strada provinciale 3 “Rabbi”.

In provincia di Rimini sono stati autorizzati circa 3 milioni e 300 mila euro per un totale di 47 interventi. Tra questi, lavori urgenti di sistemazione della Via Serra a Verucchio per una frana che aveva isolato alcune famiglie, il dragaggio del porto e la pulizia del fiume Uso a Bellaria-Igea Marina, opere di sistemazione della viabilità e dell’arenile a Misano Adriatico, interventi di consolidamento dei versanti a Saludecio.
A Sant’Agata Feltria saranno realizzate opere di messa in sicurezza della strada provinciale 8 e analoghi interventi sono previsti a Verucchio sulla strada provinciale 32. A Mondaino intervento urgente di sistemazione del versante con realizzazione di opere di contenimento strutturale della via Fonte Leali.

La Regione ha anche concesso 450 mila euro al Consorzio di Bonifica della Romagna per opere di ripristino dei tratti arginali del Torrente Rigossa a Gambettola nel forlivese e, a Forlì, per il ripristino delle sezioni d’alveo e della funzionalità idraulica dei canali Tratturo di Villafranca, Centole, Fossatello, Lama di Villafranca e Tratturo di Branzolino.

L’elenco degli interventi suddivisi per provincia è disponibile sul sito dell’Agenzia regionale di Protezione civile

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Santarcangelo, Festival internazionale del teatro in piazza dal 10 al 19 luglio

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Festival internazionale del teatro in piazza dal 10 al 19 luglio. Il più longevo festival della ricerca teatrale in Italia compie 45 anni

Santarcangelo dei Teatri, festival internazionale del teatro torna in piazza dal 10 al 19 luglio, compie 45 anni e affida la direzione artistica a Silvia Bottiroli per tre annualità. Il festival, in linea con quanto accade nelle grandi vetrine europee, si connota sempre più come un centro di ricerca e di creazione, disegnando traiettorie e relazioni tra artisti italiani e stranieri.

Il festival è stato presentato oggi a Bologna, nella sede della Regione Emilia-Romagna, presenti tra gli altri l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, Alice Parma sindaco del Comune di Santarcangelo di Romagna con delega alla Cultura, Silvia Bottiroli, direttrice artistica del Santarcangelo Festival Internazionale del Teatro in Piazza, Roberto Naccari, direttore generale dell’Associazione Santarcangelo dei Teatri, Amalia Maggioli, direttore commerciale del Gruppo Maggioli, main sponsor della rassegna.

Il programma
L’apertura, il 10 luglio, è affidata al lavoro di Milo Rau (CH) Breivik’s Statement (prima nazionale, venerdì 10 ore 21.30, Piazza Ganganelli). Per la prima volta in Italia, Rau, artista che ama indagare temi tra cronaca e politica, qui lavora sul lucido e controverso discorso che il norvegese Breivik, fondamentalista cristiano e nazionalista, ha pronunciato in Tribunale per difendersi dall’accusa di aver ucciso, nel 2011, donne e uomini riuniti in un seminario politico di ispirazione socialista a Utoya. Un testo dove la banalità apparente del male si mostra nella sua terribile ferocia.

Go DEEP è il progetto che il Festival ha affidato ai Motus (IT) e che si rivolge ai giovani del territorio invitandoli a lavorare insieme per dieci giorni all’ex Cinema Astoria di Rimini, sala della città abbandonata ormai da anni. Un laboratorio dalla forte valenza politica che porterà alla realizzazione, anche grazie al lavoro dell’artista visivo Andreco (IT)che lavorerà su materiali di scarto di Arte Fiera Bologna, di una grande parata notturna che accompagnerà la chiusura del Festival (prima assoluta, sabato 18 ore 01.00, Piazza Ganganelli).

Due prime nazionali disegnano il confronto tra teatro e contemporaneità, tra urgenza artistica e necessità politica del teatro. Ecco dunque il lavoro dell’ungherese Béla Pinter (HU) che in Our Secrets (venerdì 10 ore 20.30, sabato 11 ore 22.30, domenica 12 ore 21.30, Supercinema) mette in scena, in forma di teatro musicale, la storia di un’amicizia ambientandola negli anni Settanta del secolo scorso: un’indagine acuta che prende spunto dal privato per guardare all’Ungheria di oggi guidata da un governo di ispirazione totalitarista come anche Timeloss (venerdì 10 ore 22.30, sabato 11 ore 21.30, Hangar Nero) di Amir Reza Kooesthani (IR)che mette in scena l’Iran di oggi.

Santarcangelo si apre a inedite collaborazioni tra discipline e propone lavori che vedono il festival farsi ente produttore insieme a centri d’arte contemporanea. E’ questo il caso di Christophe Meierhans (CH) artista svizzero/belga che in Some use for your broken clay pots lavoro coprodotto da Santarcangelo e On Bologna (venerdì 10 ore 20.00, sabato ore 11 ore 22.30, Hangar Bianco; domenica 12 ore 21.30, Piazza Ganganelli) invita gli spettatori a immaginare insieme una possibile nuova Costituzione e una nuova forma di voto e di governo. Si muove tra il gesto politico e quello artistico anche il lavoro del collettivo tedesco Ligna (DE) che ne Il grande rifiuto (prima nazionale, venerdì 10 ore 19.00, sabato 11 ore 17.00, domenica 12 ore 18.00, lunedì 13 ore 19.00, venerdì 17 ore 19.00, sabato 18 ore 17.30, domenica 19 ore 17.00, arco Piazza Ganganelli) si interroga su cosa sarebbe successo se l’Internazionale socialista prevista per l’agosto 1914 avesse avuto luogo e si fosse opposta al possibile e imminente scoppio della Prima Guerra Mondiale. Il lavoro di Ligna è il frutto di una serie di residenze di ricerca sviluppatesi a Bolzano, Bologna, Genova come risultato della collaborazione tra Ar/Ge Kunst e On Bologna con Santarcangelo, Festival Transart, Goethe-Institut, Teatro della Tosse.

Esempi di teatro politico, di un teatro dove il presente emerge con forza, e di cui il teatro si fa interprete capace di ri-narrare le storie recenti e farle pubbliche, Teatro delle Albe (IT) proporrà Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi (giovedì 16 e venerdì 17 ore 21.30, sabato 18 ore 19.30, Hangar Nero), lavoro sulla straordinaria vita del Premio Nobel birmano mentre Daria Deflorian e Antonio Tagliarini (IT), conCe ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni (venerdì 17 ore 20.00, sabato 18 ore 22.30, Supercinema) ci raccontano la storia di quattro pensionate suicide nel pieno della crisi economica greca, in un lavoro che muove da ‘l’Esattore’, romanzo del grande scrittore ellenico Petros Markaris.

Festival e città
Nel disegno di un festival sempre più orientato alla creazione, le residenze d’artista diventano vere e proprie residenze di produzione. Ecco quindi che un artista come lo svedese Markus Ohrn (SE)ha pensato e creato per il festival un progetto dal sapore antropologico come Azdora (da venerdì 10 a giovedì 16 e domenica 19, ore 19.00-22.00, performance ore 19.30, sabato 18 ore 16.00-22.00, Spazio Saigi), in cui coinvolge donne mature della città romagnola in un approfondito percorso di lavoro comune sulla figura della padrona di casa. L’artista visuale Christian Chironi (IT) presenta Audio Guide (da venerdì 10 a domenica 19, ore 10.30-12.30; 17.00-21.00, Piazza Ganganelli), una serie di tracce audio che realizzerà grazie al contributo dei venditori ambulanti. Anche i Muta Imago (IT) lavorano sul sonoro e in Antologia di S. (prima assoluta, da giovedì 9 a sabato 18, ore 10.00-02.00, domenica 19 ore 10.00-00.00, Piazza Ganganelli n.10), interrogano i passanti sulla ricerca di un amore giovanile. Il risultato di questo lavoro, in forma di radiodramma, si ascolterà nei giorni del festival. Alcune pratiche di intervento sullo spazio pubblico saranno esperite grazie all’inizio di una collaborazione con il centro artistico belga Vooruit che proseguiràin un percorso pluriennale. Saranno a Santarcangelo i lavori di giovani artisti come Simon Allermeersch (BE) che in Rabot 4-358 (sabato 11 ore 21,30, Piazza Ganganelli; sabato 18 ore 21.30. domenica 19, ore 22.30, Lavatoio) affronta il tema del diritto alla casa, Veridiana Zurita (BR), che in Host me and I’ll cook fo you (prima nazionale, giovedì 16 e venerdì 17 ore 20.00-23.00, sabato 18 e domenica 19 ore 18.00-23.00, Sala Porta Cervese) sarà ospite di alcuni Santarcangiolesi e cucinerà insieme a loro in un gesto che da quotidiano si fa politico e Maria Lucia Cruz Correia (PT) che in 1 place and 144000 seconds (domenica 12, ore 07.00, sabato 18, ore 09.00, domenica 19, ore 15.00) invita gli spettatori a scoprire insieme alcuni luoghi in cui la città si fa organo vitale .

Corpo come archivio
Forte del consenso suscitato dal numero zero dello scorso anno, prosegue la sperimentazione della Piattaforma della danza balinese (IT)(da venerdì 10 a domenica 12 e da venerdì 17 a domenica 19 ore 17.00-19.00, Sala del Consiglio Comunale), progetto speciale del Festival curato da Michele di Stefano, Fabrizio Favale e Cristina Rizzo, che lungo le dieci giornate del festival creeranno un contesto di ricerca e scambio artistico negli spazi del Municipio di Santarcangelo.
Il tema del gender – è recente l’intervento del Presidente della Repubblica Mattarella contro l’omofobia – trova spazio a Santarcangelo grazie a Motus (IT), che presenta MDLSX (prima assoluta, sabato 11 e domenica 12 ore 20.00, lunedì 13 ore 21.30, martedì 14 ore 21.00, giovedì 16 ore 20.00, venerdì 17 ore 23.00, sabato 18 ore 20.00, Teatrino della Collegiata), un assolo in cui Silvia Calderoni indaga il confine tra maschile, femminile, la mutabilità di genere e la sua valenza soggettiva e politica.
A Santarcangelo alcuni protagonisti assoluti della danza contemporanea come Tino Sehgal (GB.DE), attualmente artista visuale a tempo pieno, il cui lavoro è stato premiato con il Leone D’Oro alla Biennale di Venezia, ma danzatore e coreografo di formazione: untitled (2000) (sabato 18 ore 18.30 e ore 19.30, domenica 19 ore 19.00 e ore 20.00, Lavatoio) è un lavoro che nasce quindici anni fa e che per Santarcangelo trova un interprete di eccezione in Boris Charmatz, direttore del Musée de la Danse di Rennes e Frank Willens.
Mette Edvardsen (NO) proporrà Time has fallen asleep in the afternoon sunshine (da giovedì 9 a domenica 12 e da martedì 14 a domenica 19, ore 10.30-12.30; 15.00-18.00, Biblioteca Comunale A. Baldini) che trae ispirazione da Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, da cui Truffaut girò il film omonimo.
La danese Mette Ingvartsen (DK) in 69 Positions (prima nazionale, sabato 18 ore 22.30, domenica 19 ore 21.30, Hangar Bianco) indaga, avvalendosi di materiali d’archivio, il rapporto tra politica, sessualità e performance.

Il confronto con materiali d’archivio ispira anche Archive dell’israeliano Arkadi Zaides (IL) (sabato 11 ore 20.00, domenica 12 ore 23.00, Lavatoio) che lavora sulle immagini delle videocamere di sicurezza del centro di informazione per i diritti umani nei territori occupati.
Collettivo Cinetico (IT), uno dei migliori giovani gruppi di danza espressi dal panorama coreografico italiano degli ultimi anni sarà al Festival con due lavori: Ball Roaming (sabato 11 ore 20.30, Spazio Saigi) che invaderà le piazze di Santarcangelo con un gruppo di giovani interpreti che danzeranno guidati dall’ascolto delle loro cuffie audio e Cinetico 4.4 (venerdì 10 ore 17.00, sabato 11 ore 16.30, domenica 12 ore 17.00, Piazza Ganganelli), originale lavoro in forma di gioco di ruolo.

How to Build a Manifesto è un progetto speciale di Santarcangelo. Cinque pubblicazioni in versione bilingue, italiano/inglese sviluppate in una raccolta di materiali da leggere come un saggio. Si vuole costruire un manifesto aperto, la narrazione di un lavoro che spesso resta invisibile al pubblico ma che è il vero valore di un’esperienza come quella di un festival, un lavoro che coinvolgerà più di 30 autori. L’ultimo numero, dedicato a How to Build the Future, sarà affidato alla cura di The School of Exceptions, scuolarealizzata insieme al progetto di ricerca Aleppo e alla tedesca Università di Giessen che coinvolgerà dodici giovani autori selezionati grazie ad un bando pubblico.

Infine, ma non da ultimo, domenica 19 lungo il corso di tutta la giornata, Piazza Ganganelli ospiterà Burning Books (domenica 19 ore 10.00-13.00; 17.00-21.00, Piazza Ganganelli) un’iniziativa di Associazione Ubu per Franco Quadri e Santarcangelo. La casa editrice Ubulibri distribuirà gratuitamente centinaia di volumi del proprio catalogo.

Organizzazione e biglietteria
Santarcangelo Festival Internazionale del Teatro in Piazza, organizzato dall’Associazione Santarcangelo dei Teatri (enti soci: Comune di Santarcangelo di Romagna, Comune di Rimini, Comune di Longiano, Comune di Poggio Torriana e Comune di San Mauro Pascoli), si avvale del contributo di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio di Rimini, Banca Popolare dell’Emilia-Romagna, nonché, in qualità di main sponsor, di Gruppo Maggioli, Gruppo Hera, Cbr, Saigi, Amir.

La prevendita dei biglietti si apre lunedì 6 luglio presso la biglietteria di piazza Ganganelli per tutti gli spettacoli. Prevendita telefonica da lunedì 6 a sabato 18 luglio dalle 10.30 alle 13.00 telefonando al numero 0541 622665. Dal 29 giugno è aperta la prevendita dei biglietti sul sito www.santarcangelofestival.com e sul sito www.vivaticket.it. Sono previste varie forme di abbonamento. Numerosi spettacoli, concerti, installazioni e incontri sono a ingresso gratuito.

Di seguito i link dropbox da cui poter scaricare le foto e un breve trailer di Santarcangelo 15
Foto: https://www.dropbox.com/sh/ioib953kywxr0mj/AABcqti_OEGTTplLfohaN2x_a?dl=0
Video: https://www.dropbox.com/sh/g9hzdxuibqeuyp9/AAD5xouxa2nzworzyVcmoYiGa?dl=0

Expo: Bonaccini e Caselli presentano a Milano il World Food Research and Innovation Forum

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Alimentazione, le sfide del futuro: il presidente Bonaccini e l’assessore Caselli oggi a Milano per la presentazione della prima edizione del World Food Research and Innovation Forum (22, 23 settembre 2015 – padiglione Italia)

Una piattaforma globale permanente per affrontare e discutere le sfide del futuro dell’alimentazione. E’ la prima edizione del World Food Research and Innovation Forum (22, 23 settembre 2015 – padiglione Italia), presentata oggi all’Expo di Milano dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e dall’assessore all’Agricoltura Simona Caselli.
Promosso da Regione e Aster (il consorzio regionale per l’innovazione e la ricerca industriale), patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e da quello dello Sviluppo Economico, il Forum sarà realizzato insieme a istituzioni nazionali, europee e internazionali, ai sistemi delle imprese e delle fiere, alle reti di ricerca e agli attori mondiali del sistema agrifood.

“Il Forum sarà una grande occasione per discutere anche del dopo Expo – ha sottolineato Bonaccini – . Un’occasione per confrontarsi su tutta una serie di sfide che ci attendono, e che non sono più rinviabili: come sfamare i 9 miliardi di persone che popoleranno il pianeta nei prossimi decenni, come coniugare sviluppo e sostenibilità ambientale. Non solo: c’è tutto il tema della sicurezza alimentare.
Sono sfide globali – ha aggiunto il presidente – a cui l’Emilia-Romagna può dare un contributo prezioso. Siamo la regione italiana che, nel 2014, ha registrato il record nell’export, il triplo della Lombardia, perché abbiamo un agroalimentare fortissimo.
In un mondo che cerca sempre più il Made in Italy, possiamo vincere con la qualità e l’innovazione. Tanto più che questa regione ha già, nei fatti, una piattaforma all’avanguardia dedicata ai temi della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, con un’attenzione specifica all’agroalimentare”.

“L’idea è che questa piattaforma abbia una caratura internazionale, e che venga riconosciuta come tale – ha spiegato Caselli – . In Emilia-Romagna, dove l’agroalimentare rappresenta il 20% del Pil regionale, abbiamo Università che vantano una grande tradizione di studio su agricoltura e alimentazione. A ciò si aggiunge la rete dei tecnopoli, con una presenza qualificata di specializzazioni sull’agroalimentare. Senza dimenticare che l’Emilia-Romagna è sede dell’Efsa.
Quindi, dall’insieme di queste realtà, può nascere una piattaforma permanente da aprire al mondo. L’Emilia-Romagna – ha concluso Caselli – ha molto da dire e da fare sul tema Expo, e il World Food Research and Innovation Forum è un passo importante per la ricerca e l’innovazione su questo fronte”.

Durante il Forum esperti e rappresentanti delle istituzioni internazionali discuteranno della sicurezza e della sostenibilità del settore agroalimentare a partire dallo scenario globale che vedrà, entro il 2050, una crescita della popolazione mondiale dagli attuali 7 ai 9 miliardi, e un tasso di sfruttamento delle risorse idriche vicino al 70%. Dopo Milano, il Forum diventerà un appuntamento biennale a livello mondiale.
L’obiettivo principale sarà favorire il confronto, a livello globale, sulle strategie di sviluppo del settore, per valorizzare il contributo della ricerca alla diffusione di un modello fondato su security, safety e sustainability, i tre pilastri fondamentali per garantire il diritto universale a un cibo sufficiente per tutti, sicuro e idoneo.
Sarà attivata una piattaforma a disposizione di istituzioni, nazionali e internazionali, della comunità scientifica, delle imprese e della finanza per definire e condividere strategie e iniziative per il futuro dell’alimentazione del pianeta.

Seconda giornata di eventi e notte speciale con il grande Spettacolo di ReUniOn in Piazza Maggiore

da: organizzatori

La giornata di sabato 20 giugno di ReUniOn – il primo raduno mondiale dei laureati dell’Università di Bologna – ricca di eventi ed appuntamenti, avrà il suo culmine nello spettacolo in Piazza Maggiore (ore 22.00), lo Spettacolo di ReUniOn: un evento speciale pensato per ripercorrere le tappe salienti della secolare storia dell’Alma Mater – l’Università più antica dell’Occidente – tramite video, letture, musica e testimonianze con ospiti legati all’Alma Mater (Alessandro Bergonzoni, Paolo Buonvino, Chiara Gamberale, Paolo Grossi, Francesco Guccini, Rula Jabreal, Valerio Massimo Manfredi, Ettore Messina e Romano Prodi), e a chiudere la serata due special guests: il cantautore Samuele Bersani e il vincitore dell’edizione 2015 di The Voice Fabio Curto.

Inoltre, per questa speciale serata, il Maestro Ezio Bosso ha scelto di trasformare la Magna Charta Universitatum in musica: un regalo che il Maestro ha scelto di donare all’Università di Bologna per ReUniOn ma che supererà i confini della tre giorni bolognese. Per la grande festa dell’Ateneo bolognese, il Maestro Bosso ha composto appositamente la Sinfonia N. 4, dedicata all’Alma Mater e ispirata al testo e ai principi della Magna Charta, il documento che enuncia i principi fondamentali di libertà di pensiero, di conoscenza, di ricerca e di insegnamento per le università di tutto il mondo.
Un’anticipazione della Sinfonia N. 4 sarà eseguita sabato sera in Piazza Maggiore dal Collegium Musicum Almae Matris durante il grande Spettacolo di ReUniOn. Formatosi a Vienna, sotto la guida di Streicher e Österreicher e Schölckner, Ezio Bosso è considerato uno dei compositori e musicisti più influenti della sua generazione, il suo stile cellulare e la sua ricerca sinestetica, il suo approfondito lavoro sugli strumenti ad arco e la agogica, così come il suo avvicinarsi a diversi linguaggi musicali, e la sua ricerca sul concetto di musica empatica, sono riconosciuti da pubblico e critica in tutto il mondo.
Nel 2015 The Arts News Paper e Penelope Curtis (il direttore di Tate Britain) hanno definito il suo concerto alla Ikon Gallery ‘l’evento artistico dell’anno’.

Archiginnasio

All’interno del Palazzo dell’Archiginnasio (Sala dello Stabat Mater) – prima sede stabile dell’Università di Bologna – si terranno gli incontri dal titolo “L’eredità dei Maestri” su Politica (h.10:00) con Angelo Panebianco, Fisica (h.11:30) con Carlo Rovelli, Neuroscienze (h.15:00) con Fabio Benfenati, Diritto (h.16:30) con Marco Cammelli e infine Filologia (h.18:00) con Luciano Canfora. Sotto i portici, sarà possibile osservare la mostra en-plein-air 150 anni di storia dell’Alma Mater organizzata grazie alla collaborazione con l’Archivio Storico dell’Università di Bologna: dai momenti ufficiali dell’Ateneo alle feste degli studenti, dalle cerimonie di laurea alle lotte per la contestazione, una carrellata di volti e situazioni che raccontano le storie di vita che l’Università di Bologna racchiude e accoglie.

Nel cortile dell’Archiginnasio, alle 11.00, il giornalista e corrispondente da Londra Enrico Franceschini terrà un incontro per tutti gli appassionati di giornalismo e reportage, una riflessione a tutto tondo sul mestiere (o vocazione?) del giornalista.

Alle 17.30, Patrizio Roversi e Syusy Blady modereranno Mi fido di te, un dibattito sul rapporto tra uomo e animali con Elisabetta Elianto, Operatrice di Pet terapy, Filippo Frau, Ispettore dell’Unità cinofila e Guido Govoni, Referente programmi veterinari della Croce Rossa (CICR) in Africa. Alle 18:15 l’appuntamento è sempre con Syusy Blady, ma nei panni di ideatrice dello spazio culturale L’Orto dei giusti: insieme a Daniela Gasperi, Responsabile Associazione BiodiverCity, Stefano Frapoli, esperto di verde ornamentale, Patrizio Roversi, Conduttore di Linea Verde e altri esperti di ‘green’, racconteranno in che modo il verde contribuisca a migliorare la qualità della vita in città.

Nella Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, continuano le mostre: Studenti grandi firme… e Complimenti dottore.

Palazzo Pepoli

Alle ore 10:00 appuntamento a Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna per rievocare le origini della Magna Charta Universitatum con Fabio Roversi Monaco Presidente Genus Bononiæ, Musei nella Città.
Si proverà a leggere il futuro attraverso il documento che enuncia i principi fondamentali di libertà di pensiero, di conoscenza, di ricerca e di insegnamento propri di una istituzione universitaria.
Segue l’incontro con Vittorio Sgarbi (11:00) che accompagnerà gli ospiti per una visita guidata della mostra Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice presso Palazzo Fava.

Piazza Galvani

L’Unesco ha proclamato il 2015 l’anno della luce. Ma che cos’è in effetti la luce? Ce lo spiegano, tra gli altri, Vincenzo Balzani e Flavio Fusi Pecci in Piazza Galvani durante il primissimo evento del sabato (ore 10:00) Fiat lux: è possibile un mondo senza luce?

Il secondo panel si apre alle 11:30 con Carlo Paris che dialoga con Nerio Alessandri, Presidente e AD Technogym; subito dopo (ore 12:00) il pubblico di ReUniOn sarà guidato alla scoperta della “medicina personalizzata” – la nuova frontiera del progetto genoma umano – con diversi ospiti, tra cui il patologo Stefano Pileri, insieme a Emanuele Panza del team del prof. Capecchi (Premio Nobel per la Medicina 2007). Piccola pausa e il pomeriggio di ReUniOn ricomincia alle 16:00 con Il cervello vedente e la sua matematica; alle ore 17:00 l’incontro I Dottori del Crimine permetterà al pubblico di guardare da vicino in che modo il linguaggio della “medicina del delitto” sia entrato a tutti gli effetti nel vocabolario dei media e delle serie televisive con il medico patologo newyorkese Mark Taff, l’attore e sceneggiatore Giampaolo Morelli (Ispettore Coliandro) e molti altri.
Alle 19:00, infine, focus sul diritto e la medicina con Alma mater docet: come e a chi? Dibattito a cui saranno presenti Sergio Venturi, assessore regionale alle politiche per la salute e Luigi Stortoni, Penalista.


Piazza San Domenico

Ore 10:00 tanti scrittori in piazza a raccontare l’eredità del percorso universitario nei loro personaggi e nei loro testi: presenti lo scrittore Carlo Lucarelli, il musicista e scrittore Emidio Clementi e, tra gli altri, Gianluca Morozzi, Valerio Varesi e Enrico Palandri. Alle 12.00, il regista e sceneggiatore Giacomo Campiotti dialoga con il docente Roberto Farnè.

Alle 16.00, si parla di fotografia con il grande fotografo Magnum Ferdinando Scianna e nell’ambito di questo incontro, in collaborazione con la Fondazione MAST, ReUniOn organizza, su prenotazione, una visita guidata alla mostra Industria.
Si discuterà di legalità alle 17:00 con Bianca Berlinguer e Don Luigi Ciotti (fondatore di Libera). L’Italia che ruolo ha nel panorama europeo? A questa domanda si tenterà di rispondere alle 18.00 con l’incontro Camera con vista (sul Mediterraneo): l’Italia letta dall’estero cui parteciperanno tra gli altri Pierferdinando Casini, Stefano Manservisi, Elly Schlein.


Palazzo Re Enzo

A Palazzo Re Enzo presso il Salone del Podestà, dalle 10 del mattino fino a alla sera si terrà lo StartUp Day: una giornata dedicata a studenti e neolaureati per favorire nuove attività imprenditoriali, a partire dalla creazione di un team.
Verranno presentate innovative idee imprenditoriali, sociali o artistiche. Ideato da tre studenti dell’Università di Bologna (Stefano Onofri, Alessandro Cillario e Matteo Magnaricotte), StartUp Day è realizzato in collaborazione con Unindustria Bologna.

Sempre a Palazzo Re Enzo, alle 10:00, si parlerà di Futuri possibili, ovvero in che modo saper pensare in ottica di futuro può rendere più consapevoli i giovani: con Roberto Poli, Futurologo e Cattedratico Unesco per l’innovazione. Alle 11:00 in Sala degli Atti discuteranno, nell’ambito di Che Coop farà. Innovazione e cooperazione, Giulio Ecchia, Massimo Cacciari, Don Luigi Ciotti, l’economista Mario Mazzoleni e il presidente Coop Adriatica Andriano Turrini.
Alla stessa ora, in Sala Re Enzo, il fisico e divulgatore scientifico Antonino Zichichi racconterà di come un po’ di scienza nella vita di tutti i giorni possa Sconfiggere l’Hiroshima culturale. Sala Re Enzo alle 12:00 ospiterà la conferenza Nutriamo la ricerca: presentazione dei progetti di ricerca dell’Alma Mater raccontati dai protagonisti.
Alle 16.00, un panel interamente dedicato ai social Tra un tweet e un post: il futuro passa dai social, a cui parteciperanno, tra gli altri Antonio Ficai (co-fondatore di Instagramers Italia). Segue la presentazione della mostra #UniAmarcord che mostra le 20 foto più significative legate ai ricordi dell’Università di Bologna, scelte tra tutte quelle partecipanti al concorso lanciato su Instagram con l’hashtag #UniAmarcord. Immagini che ritraggano i luoghi dei ricordi, oggetti ai quali si è affezionati, simboli che riportano indietro nel tempo, vecchie fotografie con i compagni di corso universitario. Alle 17:00, in Sala degli Atti, si parla di Moda 3.0 e fast fashion: il processo creativo incontra le nuove tecnologie, un vero e proprio faccia a faccia, insieme al Presidente di Imperial Fashion Adriano Aere, tra l’accademia e il mondo imprenditoriale, per scoprire quali innovazioni accompagnano e valorizzano la creatività degli stilisti.

Nel Future Lab di Palazzo Re Enzo saranno inoltre presenti Marchesini Group, che allestirà 3 postazioni in cui saranno collocati dei carrelli attrezzi (usati in officina), con video che raccontano la storia e i valori dell’azienda; Gruppo Unipol sarà presente con Cubo Mobile, un tavolo che attraverso due postazioni touchscreen permette ai visitatori di fruire di contenuti multimediali (immagini, video, testi e testimonianze) ripercorrendo, su una linea del tempo che va dal 1961 al 2014, la storia di Unipol in parallelo ai principali avvenimenti storici accaduti a Bologna, in Italia e nel mondo.
Sempre nel Future Lab, saranno presenti anche il Collegio Superiore dell’Alma Mater Studiorum, Unitec e Automobili Lamborghini con l’esposizione di una delle automobili made in Sant’Agata Bolognese.

Piazza Minghetti

Piazza Minghetti aprirà alle 10:00 con l’evento Terra dei motori: l’ingegneria che corre, che vedrà come ospiti Claudio Domenicali (AD Ducati Motor Holding), Mauro Forghieri (progettista di auto di Formula1), Luca Marogna (team principal di UniBo motorsport – formula SAE team), Paolo Martinelli (responsabile direzione Powertrain Maserati), Stefano Mazzetti (responsabile sviluppo Motorpropulsione Automobili Lamborghini), Valerio Piersanti (Brand Manager Ferrari) e a moderare Marco Montemaggi, technical adviser Motor Valley Project.
A seguire, alle 11:00, il panel Reti fisiche e reti metaforiche: grandi aziende e tecnologia per il futuro dei giovani, con il teologo Vito Mancuso, il Vicedirettore Rai Antonio Marano, e l’AD di Finmeccanica Mauro Moretti. A seguire alle 12:30 Advanced Design: come il design guida l’innovazione attraverso la biografia del designer Walter De Silva – intervistato da Flaviano Celaschi, Maria Leitner (conduttrice di Tg2Motori) e Michelangelo Tagliaferri – un excursus sul presente e sul futuro del design per capire quanta estetica c’è dietro l’innovazione.
Alle 16:00 discuteranno su La sfida alimentare: cibo sano, accessibile, equo gli ospiti Giampiero Calzolari (Presidente Granarolo), Lucio Cavazzoni (Presidente Alce Nero), Paolo De Castro, Maurizio Gardini, Tiziana Primori (AD di FICO Eataly World Bologna).

Piazza Santo Stefano

Le conferenze partono alle 10:00 con Capitale sociale: il tesoro di tutti, che vedrà ospiti Federico Bastiani (ideatore della “Social Street”), Giovanni Beccari, Roberto Cartocci, Marco Casari e il sociologo Pierpaolo Donati.
Alle 11:00 Lo spettacolo dello sport: innovare dietro le quinte con, tra gli altri, Stefano Domenicali (Vice president new business initiatives Audi AG), Alberto Fraticelli (head of marketing and communication Lotto sport) e Andrea Zappia (AD Sky Italia).
Subito dopo, alle 12.00, Persone. Diritti da difendere, diritti da conquistare, un incontro su due temi caldi dell’attualità giuridica e sociale: al centro del dialogo, ‘persona’ umana e ‘persone’ come soggetto collettivo. Alle 16:00, la conferenza Obiettivo felicità, che vedrà ospiti tra gli altri lo statistico e sabermetrico Max Marchi.

A seguire alle 17:00 La leadership, dove discuteranno Massimo Bergami, Dean della Bologna Business School, ed Ettore Messina, assistant coach San Antonio Spurs: intervistati dal Direttore di Rai Sport Carlo Paris.
Il panel Le imprese e i mercati nell’economia globale, alle 18:00, verrà introdotto da Fabrizio Guelpa (Responsabile servizio Industry & Banking research Intesa Sanpaolo) e vedrà, come relatori, Marco Alberti (Responsabile affari istituzionali Enel), Stefano Barrese (Responsabile area sales e marketing Intesa Sanpaolo), Massimiliano Magrini (Co-founder di United Ventures), Alberto Vacchi (AD IMA) ed il macroeconomista Filippo Taddei.
Un’attenzione particolare sarà dedicata alle storie straordinarie di UniBo empowered, alle 19:30, raccoglie le testimonianza di 5 persone eccezionali che hanno trasformato idee geniali in realtà: Mauro Checcoli (Ingegnere e medaglia d’oro per l’equitazione), Barbara Covili (Amministratore unico di ClickUtility on Earth), Elena Favilli (Chief executive officer di Timbuktu), Giovanni Saccà (Supply-chain manager di Amazon.com), Christian Sarcuni (Fondatore di PizzaBO).

Ancora musica…

In Piazza Minghetti, sabato alle ore 18.30, si terrà l’incontro Musica e cultura digitale: dalle app alle web radio ovvero Bologna città della musica, della radio e delle sperimentazioni artistiche: oltre al musicista Teo Ciavarella, saranno presenti Alessandro Bergonzoni, Gabriele Falciasecca, Presidente Fondazione Guglielmo Marconi e Nicola Sinisi, Direttore Radio RAI.
Al termine dell’incontro, Teo Ciavarella si esibirà insieme a due cantanti del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, Celeste e Matilde Pierazzini, in una jam tra musica popolare ed elettronica. Piazza San Domenico a sua volta termina la giornata del Sabato in musica con un concerto alle ore 19:30 a cura di Tango creaciòn che ci regalerà melodie, armonie e colori timbrici che disegnano perfette architetture tanguere. Durante tutte le giornate di ReUniOn, Piazza Santo Stefano accoglierà ReuniONmusic: i concerti a cura del GIOCA (Graduate degree in Innovation and Organization of Culture and the Arts) con cantanti e musicisti, studenti, ex studenti e personale docente dell’Ateneo.
In particolare, il sabato sono previsti due appuntamenti: alle ore 14:00 sul palco Acoustic Travelers, Maria Ielli, Tizio Bononcini. I gruppi che chiuderanno la serata alle ore 21:30 invece sono Duoltremare; Gin Gerani; Primi Trentatrè; Stone Flower Orchestra.

Partecipano a ReUniOn anche due tra le maggiori community spontaneamente nate online proprio intorno all’Università.
Hai studiato a Bologna se… (community nata nel 2014 che riunisce gli ex studenti universitari nell’omonimo gruppo Facebook, composto da quasi 23.000 membri che ogni giorno condividono ricordi ed emozioni della propria esperienza universitaria a Bologna) ha lanciato per ReUniOn il contest #etivengoacercare creato per far incontrare dal vivo gli ex studenti che non si vedono dai tempi dell’Università: i protagonisti della storia più bella saranno ospiti speciali durante la giornata di sabato 20 giugno a Palazzo Re Enzo nell’ambito di #reunionUnibo e riceveranno una copia omaggio del libro “Hai studiato a Bologna se…”.

Bolo90 (community nata con l’obiettivo di promuovere la realizzazione di un film documentario sulla vita universitaria a Bologna dai primi anni ’90 fino agli inizi degli anni 2000) invita durante le giornate di ReUniOn, sempre a Palazzo Re Enzo, a condividere i propri ricordi rilasciando una video-intervista e diventando così protagonisti del film.

Infine, Notte Bianca di ReUniOn pensata in collaborazione con ASCOM-Confcommercio Bologna che coinvolge il Quadrilatero e l’area pedonale di Via d’Azeglio.

Una novità per l’estate nel centro storico di Comacchio: “Comacchio by Night” dal 26 giugno 2015

da: ufficio stampa Ascom Ferrara

Sette venerdì sera per riempire di attrazioni il centro storico di Comacchio quando il sole cala. Musei e negozi aperti, gastronomia in evidenza con menù a tema e valorizzazione dei prodotti tipici, spettacoli di poesia, teatro, e musica, animazione e intrattenimento per tutti i gusti.

In una parola: Comacchio by Night. Dal 26 giugno e proseguendo poi per tutto luglio (il 10, 17, 24, 31) e agosto (il 7 ed il 28), la cittadina dei Trepponti si trasformerà per l’estate in uno spazio aperto a tanti appuntamenti sparsi in più location del centro, pensati per garantire a chiunque torni dalle spiagge delle serate suggestive e divertenti, rafforzando il collegamento necessario tra Comacchio e i suoi sette lidi, in un lavoro di promozione della cittadina senza precedenti, che vede impegnati in questo sforzo organizzativo Ascom Confcommercio e Ferrara Incoming, con il supporto del Comune di Comacchio e la partnership di Unogas, azienda leader nel settore del gas e dell’energia elettrica.

“L’azione sinergica dell’Amministrazione Comunale e degli imprenditori locali sta dispiegando da qualche tempo a questa parte risultati impensati sino ad un paio di anni fa – commenta entusiasta il sindaco Marco Fabbri – ed oltre al potenziamento delle strategie di comunicazione, si sta puntando ad una serie di attività di promo-commercializzazione unitaria del territorio, che non ha precedenti.
Comacchio by night rappresenta indubbiamente un’opportunità per imprimere una marcia in più al centro storico, allo scopo di valorizzarlo attraverso una serie di iniziative estive, promosse da Ascom, a cui si esprime viva riconoscenza.
L’Amministrazione Comunale è ben lieta di sostenere eventi come questo, capaci di rendere co-protagonista dell’estate il capoluogo, a pari merito con la costa.”

“Se la stagione a Comacchio sta decollando è frutto di un lavoro che dura ormai da qualche anno e che permette di raccogliere i primi frutti positivi- aggiunge dal canto suo Gianfranco Vitali, presidente di Ascom Comacchio e tra i principali sostenitori del brand turistico Comacchio -; è ovvio che tutto questo deve essere incentivato e sostenuto continuamente.
Per questo nasce Comacchio by Night come un appuntamento periodico, costante, che possa calamitare anche di sera attenzione ed interesse sulla città dei Trepponti sia da parte dei turisti sulle spiagge dei sette Lidi ma anche da altri punti della costa visto la nostra posizione baricentrica rispetto alla Romagna ed al Veneto con un offerta ampia e variegata che avrà particolare attenzione per la nostra cultura popolare e locale”.

Dunque si parte il 26 giugno con le Perle dell’enogastronomia in mostra sotto la torre dell’Orologio (ore 21), per tutta la durata della manifestazione in collaborazione con Confagricoltura, rappresentata in conferenza da Gianmarco Duo; e poi ancora con “A portata di matterello” con le sfogline dell’associazione Miss….ione Matterello che coinvolgeranno adulti e bambini in un laboratorio di tagliatelle (ore 21 nell’Antica Pescheria).
La serata sarà all’insegna anche della cultura: popolare con la poesia dialettale a cura dell’associazione Amici della Poesia all’ombra della Cattedrale (ore 21,30 in piazza XX Settembre), scientifica con lo spazio dedicato alla salute ed alla corretta alimentazione con Mangia che ti passa (ore 21,30 invia Sambertolo), in collaborazione con il medico nutrizionista Giampaolo Bellini e Gf Market.
Per chi vorrà ascoltare buona musica giovanile ci sarà invece l’appuntamento di “Gente emergente”, una rassegna che metterà in luce di venerdì in venerdì i gruppi locali più promettenti: l’apertura vedrà in pista Harmonya Band con rock anni ’70-’80 (ore 21,30 in via Zappata).

Possibilità straordinarie anche per chi vorrà approfittare delle bellezze storico-artistiche di Comacchio, magari dopo una cena nei ristoranti della città: con “Una sera ai musei” per tutta la durata di Comacchio by Night sarà possibile visitare in via eccezionale (dalle ore 21.00 alle 22.30) la Manifattura dei Marinati (uno dei musei del gusto dell’Emilia-Romagna), il museo della Nave Romana e la Cattedrale di San Cassiano, mentre per chi preferisca avere una veduta insolita della città, con imbarco presso l’antica Pescheria ci si potranno concedere suggestive escursioni in batana lungo i canali, grazie ai giovani barcaroli dell’associazione Marasue.

I successivi eventi di Comacchio by Night, pubblicizzati in italiano ed inglese, verranno poi “svelati” settimana dopo settimana, dando visibilità di volta in volta a realtà e gruppi diversi che si alterneranno nei tanti scenari proposti.

“Si tratta in complessivo di oltre 50 appuntamenti – spiega Davide Urban, direttore generale di Ascom Ferrara – che hanno come obiettivo dare una spinta ad un turismo a tutto tondo che vede apprezzare di Comacchio, non solo le sue consuete caratteristiche balneari, ma tutte le ricchezze tramite le realtà ricreative ed associative del suo territorio.
Un’occasione imperdibile per trascorrere serate all’insegna dell’allegria, della tranquillità e dell’ospitalità con tutte le attività in funzione pronte a ad offrire il massimo del servizio, in una Comacchio tutta da apprezzare by Night e….non solo”.
Ed Urban ha concluso con un anticipazione per il 10 luglio: “realizzeremo un grande incontro-dibattito con tutti gli attori istituzionali sul futuro di questo territorio di Ferrara e Provincia nell’ambito dell’Area Vasta.
Lo faremo a bordo di un imbarcazione perché come dire siamo tutti sulla stessa barca”.

Un programma di eventi “interessante – ha sottolineato l’assessore al Turismo Sergio Provasi – che è come dire un modello di quello che questa Amministrazione Comunale intende realizzare, ascoltando le esigenze dei turisti coinvolgendo l’intero centro storico di Comacchio visto come centro commerciale naturale”

La bellezza di un ritorno: L’insegna della fullonica al MAF di Forlimpopoli

da: ufficio stampa SBArcheo Emilia-Romagna

Al Museo Archeologico “Tobia Aldini” di Forlimpopoli (Piazza Fratti 5) fino al 30 maggio 2016
info 0543 748071
info@maforlimpopoli.it

Indicava la bottega artigiana o il piccolo impianto che follava la lana e i tessuti, qualsiasi romano transitasse lungo la strada la riconosceva ictu oculi. L’insegna di fullonica trovata alla periferia di Forlimpopoli nel 1878 viene esposta per la prima volta al MAF grazie al prestito concordato con il Museo Archeologico “Antonio Santarelli” di Forlì che la conserva da 137 anni.

L’originale reperto sarà esposto per un anno (fino al 30 maggio 2016) in uno spazio appositamente allestito nel MAF, Museo Archeologico “Tobia Aldini” di Forlimpopoli.

L’insegna della fullonica fu rinvenuta nel maggio 1878 a Forlimpopoli, in località Melatello, durante lavori agricoli in un terreno di proprietà del notaio forlivese Federico Foschini. Della scoperta fu subito informato l’avvocato Antonio Santarelli, da poco nominato Regio Ispettore alle Antichità per il territorio forlivese, che intuita l’unicità del reperto lo acquisì nelle collezioni d’arte e antichità della città. Da allora il manufatto appartiene di diritto al patrimonio forlivese anche se ogni sortita per mostre temporanee o esposizioni (come quella di Roma del 1937-38) suscita sempre nel pubblico grande interesse e curiosità.

L’insegna è costituita da una lastra in pietra calcarea di modeste dimensioni (cm 45x34x0,8) lavorata a basso rilievo. La resa grossolana delle figure e la fattura “popolaresca” inducono a datarla al III secolo d.C.

La sua decorazione è una straordinaria finestra sul passato anche se ha posto non pochi problemi d’interpretazione. Il rilievo è composto da varie raffigurazioni: c’è un uomo a torso nudo immerso per metà in una tinozza, un rudimentale telaio su cui è teso un tessuto, una piccola altura su cui svetta un tronco con due rami e una foglia stilizzata, una specie di canale o conduttura idrica che rifornisce una grande vasca e infine un oggetto a forma di ‘capanna’ caratterizzato da un ‘intreccio’ di linee orizzontali e oblique.

Santarelli interpretò il rilievo come la rappresentazione di una fullonica, termine con cui i Romani intendevano sia l’officina destinata alla follatura che l’attività svolta dai fullones, cioè dagli operai che preparavano i tessuti: a Pompei sono state trovate ben 13 fullonicae, tutte perfettamente funzionanti al momento della distruzione della città nel 79 d.C.

Gli scarni elementi naturalistici (la piccola altura coperta da vegetazione e il corso d’acqua che da questa diparte) parrebbero suggerire una localizzazione dell’impianto produttivo in prossimità delle prime pendici collinari di Forlimpopoli mentre resta suggestiva l’ipotesi di un possibile approvvigionamento della fullonica foropopiliense alle vicine sorgenti minerali della Fratta.

Quanto alla funzione/destinazione originaria della lastra, tramontata l’ipotesi che potesse far parte del monumento o area sepolcrale di un fullone, sembra oggi chiaro che il reperto fosse l’insegna di una fullonica, intesa come semplice bottega artigianale o, più probabilmente, piccolo impianto industriale.

Il prestito è frutto della collaborazione tra i Comuni di Forlì e di Forlimpopoli e i Musei Archeologici “Antonio Santarelli” di Forlì e “Tobia Aldini” di Forlimpopoli, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna.

Da ottobre a maggio, l’insegna della fullonica sarà al centro di attività didattiche e laboratori per scuole e pubblici vari a cura della Fondazione RavennAntica-Parco Archeologico di Classe.

A partire da settembre è prevista una serie di conferenze a carattere archeologico, frutto della collaborazione fra i musei di Forlì, Forlimpopoli e Galeata, per approfondire gli aspetti legati alla vita quotidiana e al cibo nell’antichità.

Per info:
MAF, Museo Archeologico “Tobia Aldini” di Forlimpopoli
Piazza Fratti 5
tel. 0543.748071
info@maforlimpopoli.it
www.maforlimpopoli.it

Orari luglio e agosto 2015:
venerdì 9.00 – 13.00
sabato 15.30 – 18.30
aperture su richiesta: martedì, mercoledì e giovedì 9.00 – 13.00

Orari dal 4 settembre 2015 al 30 maggio 2016:
venerdì 9.00 – 13.00
sabato e domenica 10.00 – 13.00; 15.30 – 18.30
aperture su richiesta: martedì, mercoledì e giovedì 9.00 – 13.00
Sono sempre previste aperture straordinarie in caso di manifestazioni
Ingresso € 4,00
Ridotto € 2,00 per gruppi minimo 6 persone, studenti 18 – 25 anni, soci Coop

Gratuito Minori 18 anni e la prima domenica di ogni mese
vedi anche il sito della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna
http://www.archeobologna.beniculturali.it/forlimpopoli/fullonica_2015.htm

giardino-duchesse

L’OPINIONE
Elogio dell’incuria

Caro direttore, non so se scrivo in qualità di collaboratore o lettore, fa lo stesso.
Ho seguito con attenzione le proposte di Ferraraitalia per migliorare Ferrara, ne hai parlato tu, lo hanno fatto Stefania Andreotti e, per ultimo, Giovanni Scardovi. Mi aggiungo alla lista. Conosci bene il mio girovagare per la città. A tal proposito lasciami dire che quello che amo di Ferrara ha a che fare con i segni del tempo sul suo corpo. In questo senso, Ferrara mostra una parte di sé che altre città hanno perso. Il corpo di Ferrara ha il suo salotto buono, il suo volto. Poi ci sono luoghi come il giardino delle duchesse, lo sterrato fra l’abside della chiesa di San Paolo e la torre dei Leuti, su cui ci ha portato a riflettere Stefania. Oppure le mura, Sant’Antonio in Polesine, i vecchi archi della chiesa di Sant’Andrea su cui sorge la scuola media Dante Alighieri.
Ci sono luoghi fatti di terra cotta, malta e poesia. Io amo la loro forza evocativa. La loro capacità di testimoniare il nostro rapporto col tempo. Da questo punto di vista Ferrara, per la sua storia, è unica. In certi luoghi l’uomo dovrebbe limitarsi a conservarli bene, in altri dovrebbe osare coraggiosamente. Ma troppo volte ciò ha significato svuotare e imbalsamare i centri storici, renderli sterili giostre e finti parchi artistici oppure snaturarli e distruggerli.
In certe strade di Ferrara mi torna alla mente Fortini: “Penso con qualche gioia / che un giorno, e non importa / se non ci sarò io, basterà che una rondine / si posi un attimo lì perché tutto nel vuoto precipiti / irreparabilmente, quella volando via.”

Credo dovremmo imparare a limitare la nostra invadenza e a esercitare lo sguardo: le case, le strade, i selciati, gli alberi, stanno lì a testimoniare, basterebbe saperli osservare. Io amo la città dei calzolai, degli artigiani, dei piccoli librai, anche se hanno la saracinesca imbrattata e sporca. Amo via Saraceno e il suo asfalto, le facciate consunte, i fossi: significa che su quella strada, ogni giorno, passa la vita. È la parte di Ferrara che non ha l’assillo di apparire. Quella vera, autentica. E vorrei i bambini, che tornassero a giocare a pallone per strada, ieri ce n’erano due in San Romano, usavano, quale porta, l’ingresso di una chiesetta.
Il mio forse è un elogio dell’incuria. Non vorrei che questi angoli, da luoghi unici, divenissero spazi edulcorati simili a tanti altri.
Piuttosto aprirei la città agli studenti, cercherei di trattenere le tante persone di valore che dopo la laurea scelgono altre città. Ferrara ha bisogno di uscire dal suo dolce isolamento. Di trattenere designer, architetti, poeti, scultori, giornalisti, fotografi. Occorrerebbe fornire loro degli studi a prezzi agevolati. Ferrara deve diventare una vera città della cultura, ossia di apertura, ma agli eventi culturali troppo di rado vedo coinvolti i giovani, gli studenti.

Allora, difendiamo la città dagli uomini. Distinguiamo il degrado dalla magia dei luoghi. Quindi, difendo l’incuria, anche l’abbandono, quando testimonia la vita contro il suo simulacro.

Pontelagoscuro e Francolino, problema scuole d’infanzia

da: organizzatori

Confcooperative: la cooperazione vuol costruire e sanare

“Le scuole sono terminate, ma settembre non è così lontano e la situazione della Fondazione Braghini Rossetti e delle sue scuole va chiarita e risolta” questo è l’urgenza per Confcooperative Ferrara.
Da due anni infatti Confcooperative sta supportando, attraverso l’intervento di alcune sue cooperative aderenti, il percorso per evitare la chiusura di undici scuole d’infanzia, sulle quali vi era già stata una decisione in tal senso da parte della Fondazione.

“Conosciamo tutti fin troppo bene la situazione e desideriamo dare una risposta concreta alle famiglie ed evitare anche il licenziamento di 53 persone, solo rispetto alle ultime cinque scuole a rischio di chiusura quest’anno” a mettere a fuoco la vicenda è Biagio Missanelli, Presidente della cooperativa sociale Il Germoglio: “per questo motivo, solo a Pontelagoscuro, parliamo di 17 persone a rischio licenziamento.
In accordo con la Parrocchia locale ed il sostegno del Vescovo, si vorrebbe, e si potrebbe, come diciamo da mesi, sanare la situazione esistente con piena disponibilità da parte nostra ad assumere sul posto le educatrici e ricollocare quelle in esubero in altre strutture della cooperativa o servizi di altre cooperative”.

Per Confcooperative Ferrara, l’obiettivo è molto chiaro: costruire e sanare l’esistente e non distruggere. Non è ancora chiara, purtroppo, la strada che porta all’obiettivo.
La speranza è che tutta la questione “Braghini Rossetti” (la stessa situazione si ha a Francolino, dove la Coop Serena si è messa a disposizione della comunità, insieme alla Parrocchia) non si areni nei soliti meccanismi burocratici e farraginosi – contratti sindacali e conflitti tra le parti – con un unico effetto negativo: diluire ancor più una situazione che stagna da troppo tempo e che, al contrario, ha bisogno di soluzioni immediate per tranquillizzare le famiglie e le persone che rischiano la perdita del lavoro.

“Tenere aperte le scuole significa, in concreto, sostenere centinaia di famiglie che si troverebbero senza altre risposte, con uno svuotamento progressivo anche di quelle stesse comunità (se si dovessero chiudere le scuole d’infanzia sarebbero a rischio anche le elementari) a causa perdita di servizi”, afferma Nicola Folletti, Presidente di Federsolidarieta’ e Direttore di Coop Serena.

I contributi alle scuole paritarie, a Ferrara, sono i più bassi a livello regionale, una somma che incide, in negativo sulla gestione “spese” delle famiglie.
Confcooperative auspica quindi che ci sia la massima e concreta volontà da parte di tutti i soggetti coinvolti, abbandonando inutili demagogie e ritualità, per poter dare effettive risposte a bambini, comunita’, famiglie, lavoratori e in generale alla nostra comunità.

Tper

Sciopero di 24 ore indetto dal Sindacato USB lavoro privato per venerdì 26 giugno: modalità per i servizi dei bus TPer

da: ufficio stampa Tper

Per venerdì 26 giugno, l’Organizzazione Sindacale USB LAVORO PRIVATO ha proclamato uno sciopero di 24 ore del personale del settore automobilistico aziendale Tper dei bacini di servizio di Bologna e Ferrara.

Queste le modalità per i servizi di bus Tper, nel rispetto delle fasce di garanzia previste:

Per il personale viaggiante dei servizi automobilistici e filoviari Tper dei bacini di servizio di Bologna e Ferrara (bus e corriere) lo sciopero si svolgerà dalle ore 8.30 alle ore 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio.

Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti.

Più precisamente per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani del bacino di Bologna saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle ore 8.15 al mattino e fino alle ore 19.15 alla sera.

Durante lo sciopero, al call-center telefonico 051-290290 sarà garantita la presenza di un operatore fino alle ore 9 e dalle ore 16 al termine del servizio.

Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione ferroviaria, o dall’autostazione, fino alle ore 8.20 al mattino e fino alle ore 19.20 alla sera.

Per i mezzi urbani di Ferrara, per quelli extraurbani e del servizio Taxibus saranno garantite solamente le corse dai capilinea periferici, centrali e intermedi con orario di partenza fino alle ore 8.15 al mattino e fino alle ore 19.15 alla sera.

L’Azienda adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio.

L’iniziativa di sciopero non coinvolge il personale viaggiante del settore ferroviario di Tper: pertanto, venerdì 26 giugno il servizio dei treni Tper sarà regolarmente effettuato.

Alessandra Tursi, neo Dottoressa di Ricerca UniFe, vincitrice di una delle borse di studio del programma BEST

da: ufficio Comunicazione ed Eventi UniFe

Si chiama Alessandra Tursi la neo Dottoressa di Ricerca in Tecnologia dell’Architettura dell’Università di Ferrara a cui è stata assegnata una delle quattro borse di studio BEST, Business Exchange and Student Training, bandite per l’anno accademico 2015-2016.
Il Programma BEST, gestito dall’omonimo Steering Committee ed attuato in collaborazione tra Invitalia, l’Ambasciata USA e la Fulbright Commission, offre ai giovani italiani che hanno un’idea imprenditoriale innovativa, la possibilità di fare un’esperienza di sei mesi negli Stati Uniti per sviluppare la propria idea. Obiettivo è stimolare la cultura imprenditoriale high-tech in Italia e trasferire le migliori pratiche culturali e di business statunitensi, attraverso un programma innovativo di scambio con la Silicon Valley.
La Dott.ssa Tursi avrà così la possibilità di frequentare presso la Santa Clara University in California, corsi intensivi di tre mesi in Entrepreneurship (Imprenditorialità) and Management nel settore scientifico e tecnologico, cui farà seguito un internship di tre mesi presso una delle società americane operanti in Silicon Valley.
Al rientro in Italia, grazie ad un programma di mentoring, l’aspirante imprenditrice sarà affiancata nella fase di avvio della propria start-up.
Giuseppe Mincolelli, docente dei Corsi di laurea in Architettura e in Design del prodotto industriale e tutor del percorso di dottorato, commenta il risultato ottenuto dalla dott.ssa Tursi esprimendo le più vive congratulazioni e augurandosi che il percorso di studio all’estero possa rappresentare un’opportunità di crescita per realizzare i propri obiettivi in Italia.

(in foto: la D.ssa Tursi)

Il Comitato Salvaguardia Ospedale del Delta in merito alle “Piastre”

da: organizzatori

È davvero una situazione paradossale quella che si è venuta a creare all’ospedale del Delta dopo la riduzione dei posti letto estiva: personale ottimo ed efficiente costretto a tamponare le carenze di spazio e di letti in accorpamenti di reparti chiamati Piastre.
Per tale motivo il Comitato Salvaguardia dell’Ospedale del Delta, da sempre attento alle problematiche relative al nosocomio di Lagosanto, raccoglie e divulga la segnalazione di un utente della “Piastra Chirurgica” (che raggruppa: Ginecologia – 4 posti letto, Chirurgia – 10 posti letto, Urologia – 10 posti letto e Ortopedia – 12 posti letto – Dati Ausl Ferrara).
“Ho visto persone anziane – prosegue l’utente – ricoverate per interventi ortopedici, dover dividere la stanza con ragazze giovanissime affette da problematiche ginecologiche. Già questa cosa mi è sembrata strana, però quando è entrata nella stanza una ragazza che aveva in programma un day-surgery (operazioni che si concludono entro la giornata – infatti i posti letto dedicati a questo servizio sono stati tutti soppressi dal 1 giugno al 27 settembre ndr) doversi cambiare in mezzo alla stanza senza la possibilità di avere un letto e un posto in cui conservare i propri oggetti personali come il cellulare e il portafoglio, ho pensato davvero che eravamo arrivati al limite”.
Lo sfogo continua e dalla segnalazione emerge come “la piastra chirurgica venga qualificata come intensità di cura, ma direi che l’intensità è un po’ troppo intensa, per dirla con un gioco di parole”.
Infine, ci tiene a evidenziare che “diversi altri pazienti si sono lamentati del fatto che venivano messi in poltrone e non in letti, pur dovendo subire un intervento”; d’altro canto la professionalità e la qualità dell’assistenza fornita dal personale risulta impeccabile, tuttavia senza un ambiente di lavoro ben organizzato dalla Direzione i miracoli non li può fare nessuno.
Auspichiamo un’immediata operazione di ripristino, da parte dei vertici Ausl, di un ambiente di lavoro consono, che permetta agli operatori dell’ospedale di Lagosanto di gestire l’utenza con quegli standard che hanno portato questa struttura ad essere qualificata come una delle migliori della Regione Emilia-Romagna.

A.n.b.i.: “acqua ed olio, binomio indissolubile di qualità: lo certifica il primo PIQ”

da: ufficio stampa A.N.B.I.

“Affermare che la disponibilità dell’acqua ed il suo fondamentale ruolo per il reddito delle imprese agricole e la per qualità per i consumatori è uno degli elementi essenziali nella evoluzione della filiera dell’olio extravergine italiano, è la certificazione dell’impegno che, da anni, i Consorzi di bonifica perseguono nell’ottimizzazione d’uso dell’irrigazione come dimostra anche il sistema esperto Irriframe, presente ad Expo, validato dall’Unione Europea ed ora all’attenzione di numerosi Paesi extracomunitari.”
Lo afferma Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue (ANBI) in relazione ai dati del primo P.I.Q. (Prodotto Interno sulla Qualità) della filiera oleicola, resi noti a Milano per iniziativa della Fondazione Symbola e dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, in cui ANBI era chiamata per le sue competenze strategiche.
“Il P.I.Q., che analizza la filiera qualitativa dell’olio attraverso 102 parametri – interviene il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi – testimonia anche l’indispensabile funzione dell’acqua in agricoltura, dove deve essere non solo adeguata in quantità, ma anche in qualità, altro obiettivo, sul quale sono fortemente impegnati i Consorzi di bonifica anche attraverso innovative esperienze di fitodepurazione.
Infine – conclude Vincenzi – parlando di olio e quindi di olivi, va ricordata non solo l’eccellenza del patrimonio arboreo italiano, ma la sua indispensabile funzione nella salvaguardia idrogeologica, grazie alla capacità delle radici di compattare il terreno, riducendo fortemente il rischio di frane e smottamenti.”

Giornata Mondiale del Rifugiato 20/06: l’accoglienza in Emilia-Romagna e a Ferrara

da: organizzatori

“Il modello di accoglienza che stiamo sperimentando in Emilia – Romagna dovrebbe diventare un esempio a livello nazionale” a dirlo è Bianca Lubreto, vice capo gabinetto della Prefettura di Bologna e membro della commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, intervenuta ieri durante un incontro organizzato a Ferrara da Comune assieme a Cooperativa Camelot, Associazione Viale K e Città del Ragazzo, realtà del terzo settore che si occupano di migranti.
L’occasione è la Giornata Mondiale del Rifugiato, una ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2000, che si celebra il 20 giugno.
Il riferimento di Lubreto non è solo alla trasformazione, simbolica ma quanto mai funzionale, dell’ex centro di espulsione di Via Mattei in hub di accoglienza, ma anche del sistema di organizzazione regionale, che coordinato da Bologna, coinvolge tutte le province.
“Il nostro è un percorso di governance dal basso, partito quando ci trovavamo tutti di notte all’aeroporto Marconi a ricevere numerosi gruppi di migranti.
C’eravamo noi, le coop e le associazioni, i medici e le istituzioni. La condivisione di questa esperienza ci ha consentito di mettere a fuoco i bisogni reali. Di fronte ad una situazione per noi nuova, dovevamo inventarci qualcosa, in particolare un luogo dove concentrare la fase del primo arrivo e attivare i meccanismi necessari a dare un’identità e un nome a queste persone, che arrivavano dal mare senza liste e scomparivano in una categoria generale: annullando l’identità si annulla anche il tratto umano che li contraddistingue. Avevamo bisogno di un posto dove far scattare dei dispositivi sanitari, perché molti non avevano ricevuto cure mediche e avevano ustioni gravi per la fuoriuscita di benzina.
Attorno a questa esperienza pratica, concreta e faticosa, è nata l’idea di creare un luogo in regione dove concentrare i primi arrivi. La nostra idea fin da subito era quella di utilizzare il centro di identificazione ed espulsione di Bologna e la previsione, a luglio scorso, dell’arrivo di 250 persone, ha convinto anche il Ministero a sdoganare la trasformazione dell’ex Cie in un hub”.
All’interno dell’hub viene data la prima assistenza, espletato il foto segnalamento dalla polizia scientifica con l’inserimento delle persone in Eurodac, il censimento dei richiedenti asilo, ed effettuato lo screening medico con medici interni alla struttura.
Non ci si avvale di medici privati che costituirebbero un ulteriore costo. La media di permanenza nell’hub è di tre settimane, anche se a volte turnover è più serrato.

“Quando termina il percorso nell’hub – spiega Lubreto – le persone vengono trasferite nei centri di accoglienza attivi nelle diverse province. Nel trasferimento cerchiamo di non trascurare l’elemento dell’individualità. Quando ci rapportiamo a numeri molto consistenti, la tentazione è quella di maneggiare la quantità e perdere di vista le specificità. Invece noi teniamo conto dei rapporti di amicizia e parentela.
Inoltre dopo un anno conosciamo le specificità dei centri aperti nelle diverse province e cerchiamo di matchare le persone ai progetti.
La persona giusta nel progetto giusto è una risorsa. Il contrario è un problema”.
Dall’inizio di Mare Nostrum nel febbraio 2014, sono transitate sul territorio 6844 persone, 5244 dall’apertura dell’hub.
Questo rende in maniera concreta la capacità di risposta del modello emiliano romagnolo all’attuale situazione.
“Noi dovremmo pensare che tutte le città sono porto di arrivo.
E’ solo così che si può pensare di aprire dei percorsi reali di integrazione per chi sceglie l’Italia come destinazione definitiva. Noi siamo portati a pensare ai migranti come soggetti passivi, più o meno destinatari di atti caritatevoli o erogazioni.
Così perdiamo di vista la consapevolezza che invece portano capacità, saperi e competenze di cui abbiamo bisogno. Il nostro modello di accoglienza, fin dal primo arrivo, vuole promuovere fortemente l’autonomia di queste persone, ognuno dev’essere protagonista consapevole del percorso che lo porta a formulare una richiesta di protezione internazionale e successivamente a costruire il suo percorso di vita qui da noi”.

“Un’accoglienza diffusa permette una maggiore integrazione – ha confermato Jacopo Sarti, Coordinatore progetti di accoglienza richiedenti asilo e rifugiati della cooperativa sociale Camelot – inoltre redistribuire in regione le persone in piccoli gruppi di massimo 10 o 12 persone, permette di non impattare sulle comunità e agevolare l’integrazione”.
Dello stesso avviso è anche Chiara Sapigni, Assessore Sanità, Servizi alla Persona, Politiche Familiari Comune di Ferrara. “Il coordinamento con Bologna e la gestione nella nostra provincia stanno funzionando molto bene. Lo dimostrano alcuni esempi.
Oggi ad Expo, il nostro comune di Vigarano Mainarda, riceverà un premio per la capacità di integrazione dei richiedenti asilo che sta ospitando nel volontariato del proprio paese. Con tre associazioni di volontariato ha coinvolto gli ospiti in attività che sono per il bene di tutti.
A Masi Torello i richiedenti asilo sono stati coinvolti nella verniciatura delle scuole e nella cura del verde. A Cento (dove questa sera alle 21,30 ci sarà un concerto etnico nel piazzale della Rocca) sono impegnati nel Pedibus, un servizio di accompagnamento dei bambini da casa a scuola. Appropriamoci di questa realtà come cittadini e non cediamo alla strumentalizzazione della contrapposizione”.

“Cento e Vigarano Mainarda sono comuni molto colpiti dal terremoto eppure non hanno negato l’accoglienza”. Ha sottolineato Don Domenico Bedin dell’associazione Viale K, rispondendo implicitamente a Fabio Bergamini sindaco leghista di Bondeno, che ha affermato di non volere “profughi nel suo territorio fino a quando non sono sistemati tutti i cittadini terremotati”.
“E’ fondamentale che si pensi seriamente anche al post accoglienza – ha aggiunto Beppe Sarti, dell’Istituto Don Calabria Città del Ragazzo – ovvero a fornire ai rifugiati una formazione per affrontare la vita che li aspetta fuori dai nostri centri di accoglienza, sapendo che la loro permanenza qui è limitata nel tempo.
È importante non solo aiutarli nell’immediato, ma consentire loro di iniziare una nuova vita”.
Lo ha vissuto sulla sua pelle Jean Bosco Ngulwe Mutambala, rifugiato congolese che 10 anni fa è stato accolto a Ferrara dall’associazione Viale K.
“Poi ho fatto il mio percorso come richiedente asilo, ho ottenuto i documenti come rifugiato politico, ed ora sono responsabile della struttura di accoglienza Villa Albertina. Ci vuole coraggio.
Per fortuna c’è gente che può aiutare gli altri a crescere, ma anche noi possiamo dare alla città, bisogna rispettare la gente che c’è qui. Da quando lavoro, sono molto contento, ho fatto arrivare la mia famiglia, moglie e bambini.
Per me è stato un successo, il successo di un rifugiato che arriva ad essere integrato.
Protezione vuol dire anche integrazione nel posto dove uno arriva”.

Arena La Romana: Domenica 21 giugno in programmazione il film “La famiglia Bélier” di Eric Lartigau

da: organizzatori

Nella famiglia Bélier sono tutti sordi, tranne Paula, la figlia di 16 anni. Paula è un’interprete indispensabile per i suoi genitori tutti i giorni, in particolare per il funzionamento della fattoria di famiglia.
Un giorno, spinta dalla sua insegnante di musica che ha scoperto il suo talento per il canto, decide di prepararsi per il concorso di Radio France.
Una scelta di vita che significherebbe per lei l’allontanamento dalla sua famiglia e una transizione inevitabile verso l’età adulta.

L’arena è organizzata dall’Associazione Ferrara sotto le stelle con Arci Ferrara, con il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.
Quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno validità per tutta la durata della manifestazione.

ABBONAMENTO 10 INGRESSI – 50 €
ABBONAMENTO 10 INGRESSI, SOCI ARCI – 35 €

INGRESSO: INTERO 6 €; RIDOTTO 4,50 € (Soci Arci, studenti Università di Ferrara e possessori della fidelity card – Gelateria La Romana).
Inizio proiezioni ore 21.30. Apertura Parco ore 21.00
In caso di maltempo le proiezioni si svolgeranno presso la Sala Boldini, via Previati 18. Per informazioni: Arci: 0532.241419, Arena Estiva: 320.3570689, Sala Boldini: 0532.247050.
Per il programma completo della manifestazione: www.cinemaboldini.it.

Copparo: Convocazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria 22 Giugno 2015, in seduta pubblica

da: ufficio Comunicazione Comune di Copparo

È convocato il Consiglio Comunale in seduta straordinaria e pubblica per il giorno lunedì 22 giugno 2015 alle ore 21.00, presso la Sala Consiliare della Residenza Municipale.
Di seguito l’Ordine del Giorno:

1) Esame e approvazione verbali sedute precedenti e formalità preliminari;
2) Comunicazioni del Sindaco;
3) Interpellanza presentata dal consigliere Luana Veronese del Gruppo Indipendente avente per oggeo “Ex Ospedale di Copparo”;
4) Interpellanza presentata dal consigliere Luana Veronese del Gruppo Indipendente avente per oggeo “Ex Scuola V. Monti di Copparo”;
5) Interpellanza presentata dal Consigliere Marinella Bonazza del Gruppo P.D.: “Pista ciclabile a Cesta”;
6) Interpellanza presentata dal Consigliere Marinella Bonazza del Gruppo P.D.: “Stabile ex ARCI di Coccanile”;
7) Interrogazione presentata dal Consigliere Ugo Selmi del Movimento 5 Stelle: “Impianto di cogenerazione in Copparo a servizio del complesso sportivo
di via dello Sport”;
8) Ordine del Giorno presentato dal Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle: “Mappatura territoriale coperture in cemento-amianto”;
9) Ratifica delibera di Giunta Comunale di variazione di Bilancio di Previsione adottata d’urgenza ai sensi dell’art. 175 – 4° comma D.Lgs. 267/2000;
10) Adesione alla “Carta di Avviso Pubblico”, Codice Etico per la buona politica;
11) Elezione rappresentante in seno al Consiglio dell’Unione dei Comuni Terre e Fiumi a seguito dimissioni Consigliere;
12) Presentazione Bilancio anno 2014 Società Patrimonio Copparo S.r.l. e
Società Gecim S.r.l.;
13) Convenzione tra l’Unione dei Comuni Terre e Fiumi e il Comune di Copparo per la gestione associata del servizio gestione ai. Approvazione.

Liceo Ariosto e RemTech: Ferrara in prima fila su cambiamenti climatici e difesa del suolo

da: organizzatori

C’è un filo rosso che unisce Ferrara all’evento “Verso Parigi 2015. Gli stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del suolo in Italia”, organizzato a Roma per il prossimo 22 Giugno da #italiasicura, la Struttura di missione del Governo contro il dissesto idrogeologico.
Quel filo parte da RemTech, l’appuntamento più specializzato in Italia sulle bonifiche dei siti contaminati e la riqualificazione del territorio, che si terrà alla Fiera di Ferrara dal 23 al 25 Settembre, si annoda intorno al Liceo Ariosto e lo lega saldamente al Consiglio Nazionale dei Geologi, che proprio a RemTech sarà presente con uno stand e interverrà nella sezione speciale CoastEsonda, dedicata al dissesto e alla prevenzione dei rischi.

La collaborazione tra il Liceo Classico di Ferrara e il CNG risale, in realtà, allo scorso inverno e si inserisce nel solco dell’impegno per la tutela dell’ambiente che caratterizza l’istituto ferrarese e che, in Febbraio, si era concretizzato in due conferenze rivolte alle classi del triennio dell’indirizzo scientifico: “Erosione delle coste”, relatore il docente di UniFe Umberto Simeoni, e “Rispetto e salvaguardia del territorio italiano (dissesto idrogeologico ed eventi sismici)”, con il Presidente del CNG, Gian Vito Graziano. Il prossimo Settembre, invece, alla Fiera di Ferrara, alcuni studenti dell’Ariosto saranno presenti nell’area espositiva del Consiglio dei Geologi, che da tempo promuove un “road show” nelle scuole, per fare informazione sui temi della prevenzione, del rispetto e della salvaguardia del territorio.

Ma già Lunedì 22 Giugno, i propositi condivisi dal Liceo ferrarese, dal CNG e da RemTech, la manifestazione organizzata da Ferrara Fiere Congressi (partner la Regione Emilia-Romagna e sponsor Eni Saipem), troveranno espressione a Roma, in occasione degli “Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del suolo in Italia”.
Oltre ad avere tra i propri obiettivi – come ricorda Silvia Paparella, Project Manager di RemTech – quelli di “diffondere la conoscenza delle migliori tecnologie disponibili, creare business per le imprese italiane e sensibilizzare le giovani generazioni alla tutela del territorio”, RemTech e CoastEsonda sono, infatti, tra gli stakeholder che ‪#‎italiasicura ha selezionato per avviare un percorso di partecipazione e che porteranno il proprio contributo al confronto in programma nella capitale.
L’iniziativa del Governo punta a far dialogare la politica e il mondo economico e associativo, dei quali verranno ascoltate le opinioni, le esperienze, le istanze e le proposte sul tema dei cambiamenti climatici e della difesa del territorio, e a presentare le iniziative già adottate in tal senso dall’esecutivo, anche in vista della Conferenza delle Nazioni Unite prevista a Parigi per Novembre 2015.

Di fronte al cambiamento climatico, l’inazione ha un costo molto alto dal punto di vista ambientale (danni agli ecosistemi), economico (danni alle infrastrutture e ai processi produttivi) e sociale (aumento del tasso di emigrazione e mortalità).
Senza contare che l’attuazione delle politiche di mitigazione e adattamento ai mutamenti del clima può significare nuovi posti di lavoro, soprattutto “green”. La prospettiva è, dunque, quella di prendere atto che, se il clima è cambiato, dobbiamo cambiare anche noi. E Ferrara, grazie al Liceo Ariosto e a RemTech, questa sfida l’ha raccolta.

(in foto: Silvia Paparella)

Contro abusivismo in wellness

da: Ufficio Stampa&Comunicazione di Camilla Ghedini

In foto il volto di una donna danneggiato da trattamenti effettuati da operatori non autorizzati. E’ la campagna di Confartigianato Ferrara contro l’abusivismo nel settore del wellness, che dai dati dell’associazione sfiora a livello nazionale – ma nella medesima proporzione territoriale – il 40 per cento.
Un comparto che, come spiega il segretario generale, Giuseppe Vancini, seppure in questi anni ha fronteggiato il perdurare della crisi, «perchè le persone non hanno rinunciato alla cura di sé», comincia a risentire di una forte concorrenza sleale.
Di qui l’avvio della campagna informativa ‘Un abusivo gioca con la tua pelle e i tuoi capelli. Non mettere a rischio la tua salute’.
«E’ un modo per sensibilizzare e informare i clienti, per fare comprendere che non si può avere cura del proprio corpo a discapito della propria salute». Perché quando si parla di bellezza, questo è il concetto, si parla anche e soprattutto di sicurezza. «Per svolgere determinate mansioni – prosegue Vancini – , bisogna essere in possesso di qualifiche, avere fatto percorsi di formazione, essere dotati di macchinari adeguati.
Non ci si può improvvisare mettendo a rischio l’altrui incolumità.
Prezzi troppo bassi si traducono spesso in bassa qualità delle prestazioni». Un fenomeno, quello dell’abusivismo, che se non debellato rischia di disincentivare i giovani ad investire in un settore che invece può offrire grandi opportunità di realizzazione.
«Crediamo – la chiusura di Vancini – che per divulgare una corretta informazione serva collaborazione tra gli operatori e i clienti».

Comunicato a nome e per conto dell’ing. Fabio Bulgarelli in merito a recenti vicende del basket ferrarese

da: organizzatori

Nei pressi della sede delle società facenti capo al presidente della Pallacanestro Ferrara ing. Fabio Bulgarelli la scorsa notte ignoti hanno affisso una scritta su un telo bianco “Bulgarelli è finita! Fuori la verità”. La vicenda ha suscitato incredulità e amarezza nel presidente, che in queste settimane sta producendo il massimo sforzo, assieme al suo staff, per assicurare una squadra competitiva per la prossima stagione di A2.

Sono al vaglio le opportune iniziative tese ad una adeguata tutela della persona e dell’immagine del mio assistito, tenuto conto delle modalità della iniziativa, che travalicano i limiti del lecito, sia per il contenuto della frase, sia per le modalità, che per il luogo prescelto, che nulla ha a che vedere con il mondo della pallacanestro.

Non si vuole in alcun modo impedire l’esercizio della critica, ma si invita a farlo con modalità legittime e con responsabilità, considerando peraltro che Bulgarelli, da quando ha preso per mano la Pallacanestro Ferrara, ci ha sempre “messo la faccia”, mai sottraendosi, anzi, promuovendo in più occasioni, il confronto aperto con la tifoseria.

Avv. Claudio Maruzzi – MGTM Avvocati Associati – legale dell’ing. Fabio Bulgarelli

Al Giardino delle Duchesse con la scuola di scrittura “Itaca” di Roberto Pazzi

da: organizzatori

Amore, erotismo, mistero, paura, segreto, trasgressione

Venerdì 19 giugno 2015
Giardino delle Duchesse, ore 21
Ferrara, via Garibaldi 6
(IN CASO DI PIOGGIA a Palazzo Racchetta, via Vaspergolo 6)

Secondo appuntamento della rassegna di presentazioni librarie, con scrittori di respiro nazionale e internazionale unitamente ad autori ‘eccellenze del territorio’,
ideata e promossa dall’editore Fausto Bassini in collaborazione con Virgilio Patarini
“Faust and friends: il Giardino Letterario del Ferrara Art Festival”

Dopo l’inaugurazione del “Faust and friends” martedì scorso, con la presentazione de La lettera a Hitler di Gabriele Nissim (Mondadori), stasera alle ore 21, nella prestigiosa cornice del Giardino delle Duchesse, verrà proposta l’antologia di racconti Verso Itaca.
Amore, erotismo, mistero, paura, segreto, trasgressione (pubblicata dalla casa editrice ferrarese Faust Edizioni nella collana di narrativa ‘I Nidi’), a cura di Roberto Pazzi, direttore della più prestigiosa scuola di scrittura creativa locale – “Scuola Itaca”, corso Isonzo 42 – alla quale tutti gli autori del volume appartengono.
Questi i 15 narratori, in gran parte ferraresi, e i relativi racconti presenti nel volume: Michele Balboni, IO SONO IL TANGO; Antonella Chinaglia, LA SIGNORA IPEA; Anna Costorella, LA CASA DEI CENTO GATTI; Costanza Fabbri, QUATTRO INTERMINABILI MINUTI; Daniela Frignani, IL GEMELLO CELESTE; Raimondo Galante, INCONTRI RAVVICINATI CON L’ALDILÀ; Paola Gianoli Caregnato, LA FOTO DI FAMIGLIA; Marco Lorenzetti, COSÌ JULIUS PARTÌ; Linda Massarenti, L’IMPREVISTO; Carlo Riberti, LA TELA INSANGUINATA DI PENELOPE; Laila Savazzi, Vannia Virgili, MODELLA D’ANTAN; Eleonora Taruffi, 21 APRILE 2014; Anna Chiara Venturini, L’AQUILA E IL SUO CIGNO; Gabriella Veroni Munerati, PAURA DI VOLARE; Laura Vitali, LUCREZIA.

– Il volume e l’evento sono patrocinati dal Comune di Ferrara –

Il prossimo appuntamento con “Faust and friends” sarà venerdì 26 giugno, ore 21, sempre al Giardino delle Duchesse, con Fra l’Adriatico e il West. 77 racconti “fuori campo” di Eraldo Baldini

Vida Krei al Cargo di Ferrara mercoledì 24 giugno

da: organizzatori

Dopo gli eventi primaverili del RAILWAY FESTIVAL, Mercoledi 24 dalle ore 18:00 presso CARGO (nuova realtà creativa ferrarese adiacente alla stazione FS), si terrà l’ inaugurazione dello studio VIDA KREI (urban&creative solution), composto da un insieme di artisti (Simone Mazzanti, Andrea Amaducci, Stefano Capozzi, Paolo Psiko, Edoardo Mendez) con linguaggi artistici e percorsi differenti, ma con lo scopo di fondere idee e obbiettivi , per poi applicarli a diversi campi dal design, passando per la pittura fino al videomapping.
Durante l’opening party, lo studio verrà aperto al pubblico, dando la possibilità di visitare un ambiente di produzione artistica attivo. L’evento sarà accompagnato dalla musica selezionata da Marco Gallerani aka Peedoo.

PROGRAMMA:
– DALLE ORE 18.00, DJ SET by PEEDOO more guests selezionati da BINARIO 01

Peedoo nasce artisticamente in uno dei locali culto della scena musicale alternativa italiana: il Link di Bologna, dove per quattro anni è fra i DJ resident proponendo le sue eclettiche selezioni al fianco di famosi personaggi della scena alternativa mondiale.
Dal 1996 è A&R dell’Expanded Music dove fra produzioni house e techno A breve distanza di tempo peeDoo è diventato A&R dell’etichetta Mantra Vibes, (sempre famiglia Expanded Music) focalizzata sul suono house più tendenzioso, atipico e pronto alla sperimentazione, da qui il boom verticale di Santos e di un sound Mantra, made in italy e da esportazione… il recente buzz attorno alle sub-labels Mantra Breaks e Mantra Smiles ne consacra versalità e know-how ‘vinilistico’.
Considerato uno dei “pionieri” della scena breakbeat italiana, mantiene nella sua eterogenea selezione musicale che spazia dal rock al funky, dalla techno al dub, dall’house fino all’hip-hop, la sua prerogativa principale. La sua capacità di proporre party music senza mai essere banale l’ha portato inoltre a suonare in alcune fra le migliori situazioni in Italia e nel mondo.

– NELL’AREA ESTERNA, DRINK and FOOD
. . PIADA BIO ALLA BIRRA, BIRRA ARTIGIANALE, SPRITZ and more

INGRESSO LIBERO
Piazzale della stazione 36 | FERRARA
Disponibilità parcheggi in prossimità del piazzale

Germania dopoguerra

NOTA A MARGINE
La nuova Germania e le sue serre con ciclamini

“Serra con ciclamini”, questo è il titolo del testo che Rebecca West ha pubblicato nel 1955, ma che in Italia è stato tradotto solo quest’anno da Masolino D’Amico per la casa editrice Skira. L’argomento non è però la botanica. Un volume a metà tra il reportage e il romanzo, la narrazione degli ultimi giorni del processo di Norimberga e dei primi anni della Germania del secondo dopoguerra, l’epilogo e la rinascita della nazione tedesca fra il 1946 e il 1954, un libro “di una grandezza tale, che non si capisce perché fino a ora non fosse stato pubblicato in Italia”, così lo ha descritto Gianni Venturi durante la sua presentazione alla libreria Ibs di martedì scorso. Nelle sue pagine “l’apparente tranquillità della prosa” crea uno stridente contrasto con la reale “violenza intellettuale” dei contenuti, continua Venturi, secondo il quale la specificità della narrazione risiede nello “sguardo femminile” della West, dotato di una lucidità e di un’intelligenza impressionante.

Germania dopoguerra
La copertina di ‘Serra con ciclamini’

Il volume, pubblicato in inglese nel 1955 con il titolo “A train of powder”, riunisce tre interventi stesi per diverse testate dalla narratrice, giornalista e critica britannica Cicily Isabel Fairfield, acclamata dal “Time” nel 1947 “migliore scrittrice al mondo”, che aveva scelto come proprio pseudonimo il nome di un personaggio di “Villa Rosmer”, un dramma di Henrik Ibsen.
La prima parte è quella scritta sul campo, durante gli ultimi giorni del processo di Norimberga. Secondo il giornalista Marco Contini – anch’egli presente alla presentazione martedì – l’immagine che ne esce è, sia per quanto riguarda la popolazione sia per quanto riguarda le forze alleate, quella di “gente stravolta, sfinita, stanca della guerra, che vive nella povertà assoluta”, “una Germania che in quel 1946 chiedeva di essere punita e quella punizione doveva essere il primo gradino della rinascita”. Anche la descrizione dei gerarchi nazisti in aula è molto diversa dalle figure fredde, austere e solenni che ciascuno di noi ha in mente pensando ai video dell’epoca: “gli occhiali da sole che indossano non segnano la distanza rispetto a chi si ha intorno, diventano uno schermo perché non si riesce a sostenere lo sguardo altrui”, afferma Contini. I vinti “perdono la grandezza del male e diventano gentaglia”, conclude Venturi. Nel suo resoconto troviamo poco degli atti giudiziari, ma possiamo capire moltissimo del contesto. A emergere dalle pagine della West è il tentativo di far vincere il diritto, ma nella costante sensazione di disorganizzazione. Rebecca West ne scrive come un “fallimento delle speranze che aveva suscitato”, un “evento informe” che non è capace di lasciare “nessuna immagine chiara nell’animo delle persone” che l’hanno vissuto, infine, impietosamente, come “uno di quegli eventi che non diventano un’esperienza”.

La seconda parte narra invece della ricostruzione e il suo emblema è proprio la serra di ciclamini del titolo, messa in piedi da un veterano zoppo. L’anziano giardiniere con una gamba sola, tutto preso dalla sua serra e dalla coltivazione di ciclamini da mettere in commercio, diventa per West il simbolo della ripresa: “Era fuggito in un’altra dimensione, in cui il dolore non aveva potere su di lui. Era fuggito nel suo lavoro”. Una speranza che però sembra venire meno già nella terza parte, con la Germania e Berlino, la sua capitale, divise in due fra le potenze occidentali e l’Urss. “Una Berlino – spiega Contini – che vive senza sapere cosa sarà di lei” e che sembra dover scontare, lei sola per tutta la nazione, le colpe del secondo conflitto mondiale.

West
La scrittrice Rebecca West

“Serra con ciclamini” è un libro che aiuta a capire quanto sia difficile orientarsi e narrare un “grosso e caotico evento storico”, in altre parole la storia nel suo farsi, perché Rebecca West sembra riuscire, con il proprio talento di narratrice, a farne emergere le infinite contraddizioni e sfumature.

tacchi-spillo

SALUTE &BENESSERE
Tacchi alti, gioie e dolori

Quante donne in tutto il mondo portano i tacchi alti con regolarità. I tacchi alti, croce per le donne e delizia per gli uomini, donano grazia, eleganza, femminilità e una giusta dose di sana sensualità. E’ anche vero però che l’uso continuato di scarpe coi tacchi ha i suoi effetti collaterali e causa spesso problemi anche gravi. Recenti ricerche hanno dimostrato che i tacchi alti hanno un effetto negativo sulla salute fisiologica e le donne dovrebbero pensarci due volte prima di indossare la loro coppia preferita di tacchi a spillo. Tre su quattro soffrono di un costante dolore al piede e fastidi correlati (calli, dolori artritici agli alluci, dita a martello, verruche plantari).
Indossare il tacco alto è dannoso per il corpo perché questo è stato ‘progettato’ per avere una ripartizione del peso corporeo del 53% sul retropiede e del 47% sull’avampiede, quindi ogni modifica di questo parametro comporta problemi più o meno seri. Già un tacco di 4 cm ribalta in toto queste percentuali, più il tacco è alto più le conseguenze sono evidenti e si riscontrano vari disturbi: peggioramento della lordosi lombare (con una spinta in avanti del bacino con conseguente ptosi viscerale che può portare ad una minore peristalsi intestinale e, quindi, nei casi più gravi, alla stitichezza); altri dolori di schiena in zona lombare; situazioni di ristagni e comparsa d’inestetismi come la cellulite, questo perché la funzione del piede che normalmente durante il passo funge da pompa periferica per il ritorno linfatico verso l’alto tramite due sue strutture (il triangolo della volta e la soletta venosa di Lejars), viene alterata dalla posizione assunta con i tacchi; infine, da un punto di vista muscolare, si evidenzia l’accorciamento delle catene statiche posteriori.
Dita a martello e duroni sono fra le principali malattie causate dalle punte della calzatura addirittura con piccoli tacchi. Altro svantaggio evidente dei tacchi alti è una diminuzione della stabilità con aumento del rischio di distorsione della caviglia o di cadute con esiti dannosi per altre parti del corpo. Un effetto meno evidente di chi porta tacchi alti è una maggiore suscettibilità al mal di testa e all’emicrania. Anche se non c’è alcuna prova scientifica dell’associazione tacco-mal di testa, molte donne ritengono che la crescente tensione muscolare a causa dei tacchi possa contribuire.
A livello posturale globale, il tacco alto sposta il baricentro corporeo in avanti con la conseguenza inevitabile di un recupero della posizione all’indietro attraverso una iperutilizzazione dei muscoli posteriori di lombi e schiena in generale. Ciò genera spesso dolori lombari misconosciuti di tipo mialgico. A livello podalico specifico, il tacco alto sposta quasi tutto il peso corporeo di due centimetri solo sulla parte anteriore avampodalica con conseguente insorgenza di metatarsalgie, alluce valgo, dita a martello e via dicendo.
Attraverso un controllo posturale è possibile stabilire il rapporto fra asse del corpo e centimetri di tacco. La femminilità è donna, quindi bandire del tutto i tacchi sarebbe una violenza, visto che tra l’altro anche le scarpe completamente piatte comportano problemi
Per evitare problemi alla salute, si possono seguire una serie di accorgimenti, e indossare tacchi stratosferici solo occasionalmente. Indubbiamente, i tacchi inferiori ai 5 cm, ma anche fino a 7, non sono causa di eccessivo stress per la colonna come invece lo sono i tacchi a spillo. Tuttavia, spesso il problema non è solo l’altezza dei tacchi ma anche la capacità che si ha o meno di portarli.

Suggerimenti
Se si parte da zero e non si è mai indossato un paio di scarpe con il tacco alto in tutta la vita, optare inizialmente per un tacco basso, dai 2 ai 5 cm. Esercitarsi camminando in giro per casa a lungo, poi usarli qualche volta per uscire e fare brevi passeggiate. Lo scopo è raggiungere una piena stabilità con tacchi bassi, per poi passare a tacchi di 8 o 10 cm! Provare le scarpe con il tacco nel pomeriggio inoltrato: i piedi saranno più gonfi dopo una giornata in piedi, quindi si tratta del momento migliore per trovare scarpe comode e della misura giusta.
Dopo aver acquistato scarpe con il tacco c’è una sola cosa da fare: esercitarsi in casa, è proprio questo l’esercizio giusto per diventare una maga dei tacchi, e soprattutto un modo per abituare i piedi e modellare le scarpe. Dopo aver sperimentato per qualche tempo le scarpe con il tacco, provare a camminare tenendo un libro in equilibrio sulla testa. Le prime volte il libro cadrà subito, ma quando rimarrà fermo vorrà dire che si sarà trovata un’ottima stabilità.

Altri piccoli consigli
– Evitare di irrigidire le ginocchia: ginocchia e caviglie devono essere morbide;
– se le caviglie non sono ben salde, correggere la posizione;
– non sbilanciare il peso in avanti;
– mantenere una posizione ben eretta, petto in dentro e spalle in fuori: il controllo è nei glutei e nella parte inferiore della schiena;
– sentirsi rilassate, non rigide.

Rivolgersi all’osteopata di fiducia per i consigli del caso.

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