Giorno: 10 Agosto 2015

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Dal 19 al 21 agosto in Piazzetta Emilia-Romagna a Expo 2015 Ferrara in vetrina

da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

Con la partecipazione al bando regionale per animare le presenze territoriali a Expo 2015, la Provincia ha svolto un lavoro di raccordo istituzionale per la condivisione di un programma di animazione degli spazi riservati al sistema Ferrara.
Mercoledì 19, giovedì 20 e venerdì 21 agosto, sono i tre giorni riservati al territorio estense, durante i quali Ferrara racconterà il meglio di sé nella Piazzetta che la Regione Emilia-Romagna ha voluto per promuovere le proprie eccellenze.
Mercoledì 19 è il turno di “Sfoglina per un giorno” a cura del Comune di Bondeno, con la presenza esclusiva di Simone Finetti di Masterchef, cui seguirà il Comune di Cento che metterà in vetrina i propri gioielli: da Guercino al marchio Lamborghini, ai maestri cartapestai del celebre Carnevale.
La bicicletta, poi, sarà il filo conduttore in un video realizzato per l’occasione.
Il giorno seguente, il 20 agosto, in Piazzetta sarà la volta del Ferrara Buskers Festival e del Bundan Celtic Festival.
Venerdì 21 agosto, infine, sarà in vetrina il Festival della rivista “Internazionale”, con la presenza della direttrice scientifica dell’evento, Luisa Ciffolilli. Di seguito si parlerà delle qualità dell’aglio di Voghiera, a cura dell’omonimo Consorzio Produttori, e poi un tuffo nella storia estense con il Palio di Ferrara e il Carnevale rinascimentale (a cura dell’Ente Palio di Ferrara).
Le tre giornate saranno unite tra loro con iniziative e momenti dedicati ai prodotti della terra e della tavola ferrarese, ossia le 17 perle che hanno avuto i prestigiosi riconoscimenti di qualità Igp e Dop, con performance a cura di Prestige Eventi e di MLB Home Gallery.
Un’ulteriore focus su Ferrara a Expo 2015 ci sarà anche il 3 e 4 settembre con l’iniziativa in programma dal titolo “Il Delta del Po: un tesoro da svelare al mondo – cibo, natura, arte e cultura. Man and Biosphere Unesco”, a cura di Delta 2000 in collaborazione con il Parco del Delta del Po.

Controlli notturni della Polizia Municipale un quarantenne denunciato per guida in stato d’ebbrezza

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

La Polizia Municipale anche quest’anno ha intensificato i controlli notturni per la prevenzione del cosiddetto fenomeno delle stragi del sabato sera con due pattuglie dotate di etilometro e pre test Nella notte tra sabato e domenica, sulla Strada statale 309 a Lido Estensi, le pattuglie in servizio hanno controllato complessivamente 24 veicoli ed i rispettivi conducenti. Tra questi uno solo, un ferrarese di 40 anni, è risultato positivo al test dell’etilometro con un valore alcolico pari 0,97 g/l rispetto a quello consentito. Al conducente, è stata immediatamente ritirata la patente di guida ed è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per guida in stato d’ebbrezza. Durante i controlli sono state accertate alcune violazioni al codice della strada tra cui un veicolo che non erano stato sottoposto alla revisione periodica.

crowdfunding

LA NOTA
Crowdfunding in Italia, meno della metà ha successo. Ferraraitalia festeggia e ringrazia i sostenitori

Tredicimila sono i progetti che lo scorso anno in Italia hanno fatto ricorso al sistema di crowdfunding (finanziamento comunitario). Meno della metà, 5.500 (cioè il 42,3% del totale) sono quelli che hanno raggiunto l’obiettivo prefissato. La raccolta generata attraverso le piattaforme specializzate, autorizzate sulla base delle normative attuali, ha registrato un ammontare complessivo calcolato in circa 30milioni di euro, per un valore medio di 2.300 a progetto, attribuito sulla base della totalità dei soggetti che si sono attivati. I dati sono stimati dagli analisti del settore, non sono dunque ufficiali, ma considerati pienamente attendibili.
Ferraraitalia può quindi essere particolarmente soddisfatta del risultato conseguito. Ha fatto centro la nostra pubblica richiesta di sostegno a un modello di “informazione verticale” pluralista, libera da preconcetti e indipendente da potentati e interessi di parte; un’informazione che privilegia l’approfondimento, favorisce la conoscenza e sollecita il confronto oltre i pregiudizi.
Il crowdfunding di Ferraraitalia si è concluso ieri con un attivo di 5.385 euro raccolti, pari al 108% dell’obiettivo, prefissato in cinquemila euro. Facciamo parte della minoranza dei proponenti (meno di uno su due) che ha realizzato il proprio scopo. E abbiamo conseguito, grazie alla generosità dei donatori, un risultato superiore al doppio della somma media versata.

Di questo straordinario successo siamo grati a tutti voi lettori, che avete voluto testimoniare anche concretamente l’apprezzamento al nostro lavoro. E’ uno stimolo in più per migliore il nostro quotidiano.
Da settembre ci riproponiamo di offrirvi un giornale più ricco e meglio ordinato nei contenuti. Questo periodo estivo in cui si lavora a ritmi un po’ più blandi ci consente di riorganizzare le idee e di tare al meglio la macchina. Grazie alla somma raccolta attraverso il crowdfunding per l’autunno Ferraraitalia avrà una redazione, un luogo fisico di lavoro e di incontro con la comunità. E’ il primo fondamentale passo per andare oltre la fase pionieristica e dare stabilità all’impresa, che tale diverrà anche in termini propri, aggregando in forma cooperativa il gruppo di giornalisti che concretamente garantisce la sviluppo di Ferraraitalia.

Pubblicamente esprimiamo la nostra gratitudine a tutti coloro che hanno contributo: i pensionati dello Spi Cgil Ferrara, i partigiani dell’Anpi provinciale di Ferrara, l’Istituto di Storia contemporanea di Ferrara, l’Associazione amici dei musei e dei monumenti ferraresi e Federmanager Ferrara, oltre ai cento-cittadini-cento che citiamo qua sotto uno per uno (ad eccezione di coloro che hanno scelto di non divulgare l’identità). Grazie anche al team Ginger [vedi sito] per l’imprescindibile ausilio tecnico e i preziosi suggerimenti offerti a supporto di tutta l’operazione.

Ferraraitalia è sostenuta da:

Andrea Cirelli
Mario Sunseri
Elena Tamburini
Cinzia Pagnoni
Maurizio Andreotti
Maria Conconi
Francesco Ragusa
Leonardo Fiorentini
Elisa Uccellatori
Paola Bonora
Maria Cavalieri
Alberta e Ranieri Varese
Davide Bassi
Enrico Testa
Federico Varese
Simone Ferraresi
Ivana Cambi
Raffaella Parizzi
Chiara Bertelli
Luca Gavagna
Andrea Boldrini
Paola Conconi
Raffaele Giordani
Camilla Ghedini
Sara Cambioli
Fernando Baraldi
Simonetta Sandri
Iris Corberi
Gianni Venturi
Lucia Marchetti
Giovanni Cocconi
Riccardo Pareschi
Raffaele Rinaldi
Giovanni Samannà
Stefano Pavani
Paolo Mandini e Paola Cardinali
Elisabetta Vincenzi
Giuseppe Milone
Andrea Bighi
Marco Bonora
Michele Andreotti
Claudio Allegra
Carlo Alberto Cova
Giorgia Mazzotti
Rolando Bellani
Alberto Pizzirani
Roberto Vincenzi
Catian Boni
Patrizia Moretti
Mario Caniatti
Alessandra Chiappini
Gianluca Fratini
Leonardo Facchini
Franco Stefani
Gabriella Cavalieri
Cesare Ricchiuti
Patrizio Fergnani
Carla Collina
Massimo Maisto
Fabrizio Saccenti
Alice Pelucchi
Anna Maria Baraldi Fioravanti
Paola Forlani
Fabio Zangara
Fiorenzo Baratelli
Tito Cuoghi
Giovanni Fioravanti
Daniele Lugli
Maurizio Vincenzi
Eleuterio Vincenzi
Giuseppe Sarti
Giorgia Zecchini
Luca Zucchi
Claudio Ramponi
Paolo Vincenzi
Marco Sgarbi
Renzo Canella
Laura Rossi
Donatella Marcigliano
Federica Marmai
Andrea Malacarne

Inoltre:
Federmanager Ferrara
Spi Cgil Ferrara
Associazione amici dei musei e dei monumenti ferraresi
Anpi provinciale di Ferrara
Istituto di Storia contemporanea di Ferrara

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito e a quanti leggono il nostro quotidiano online

Mercoledì 12, musica soul e cucina ferrarese al Bagno Haiti

da: Associazione Culturale Jazzlife

Mercoledi 12 Agosto serata dedicata alla buona cucina e alla musica di qualità al Bagno Haiti al Lido di Spina con un menù degustazione zucca dal titolo “A cena con la ‘Zdora”che proporrà alcuni piatti con uno degli ingredienti protagonisti della cucina tradizionale ferrarese: la zucca, rivisitata dallo chef con creatività.
La cena sarà accompagnata dalla musica del Jazz&Soul Quintet:
Stefania Chiari – voce
Luca di Luzio – chitarra
Enrico Pelliconi – pianoforte
Andrea Taravelli – basso elettrico
Iarin Munari – batteria
Il quintetto presenta un repertorio che spazia dal jazz al soul, con il meglio della back music, tra cui i classici di Stevie Wonder, Ray Charles, Bobby Hebb, Otis Redding interpretati in 5etto con arrangiamenti densi di sfumature funky jazz.

Menù:
A cena con la ‘Zdora
Pinzini di zucca con salumi
Mostarda di zucca con pecorino
Bis di cappellacci di zucca alle noci e marsala e al ragù

Il costo della serata (bevande escluse) è di 20 € – Inizio cena alle ore 20.30
E’ gradita la prenotazione al numero 0533 330669
Il Bagno Haiti è in Via Spiaggia, 37 – Lido di Spina

Lavori all’ufficio postale di Ferrara centro

da: Poste Italiane, ufficio Comunicazione Territoriale Emilia-Romagna e Marche

Per i servizi finanziari e postali restano disponibili 4 sportelli e l’Atm Postamat, oltre alle due sale di consulenza per gli investimenti

Da martedì 11 a sabato 29 agosto l’ufficio postale di Ferrara Centro, in viale Cavour, sarà interessato da lavori infrastrutturali che consentiranno di offrire un servizio qualitativamente migliore in condizioni di maggiore comfort e sicurezza.
Durante il periodo dei lavori la Filiale di Ferrara di Poste Italiane garantirà i servizi finanziari, consegna pacchi e corrispondenza ai casellisti attraverso i due sportelli posizionati in prossimità dell’Atm e quelli postali presso le due postazioni dell’ex ufficio PosteImpresa, conservando i consueti orari di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.20 alle 19.05 e il sabato dalle ore 8.20 alle 12.35.
Sarà inoltre garantito il servizio di accoglienza presso le sale consulenza per gli investimenti finanziari e rimarrà attivo h 24 lo sportello automatico Atm Postamat.
Solo i servizi dello Sportello Amico verranno svolti dagli uffici postali di Ferrara 3 (via Bologna) e Ferrara 6 (via Darsena) dal lunedì al venerdì dalle ore 8.20 alle 13,35 e il sabato dalle ore 8.20 alle 12.35.
Per sopperire alla riduzione degli sportelli operativi a Ferrara Centro e per offrire un miglior servizio alla clientela, nel periodo in questione l’ufficio postale di Ferrara 4 (via Giuoco del Pallone) prolungherà l’orario di apertura al pubblico anche nel pomeriggio, dal lunedì al venerdì fino alle ore 19.05.
La completa riapertura di tutti gli sportelli dell’ufficio postale di Ferrara Centro è prevista nella giornata di lunedì 31 agosto.

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Causa lavori di messa in sicurezza per un mese fuori servizio ascensore del Centro impiego di via Fossato di Mortara

da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

Da lunedì 17 agosto, e per circa un mese, non sarà possibile utilizzare l’ascensore per accedere al Centro impiego di Ferrara e all’ufficio inserimento lavorativo disabili in via Fossato di Mortara 78, a causa dei lavori per la messa a norma in materia di accessibilità alle persone con disabilità motoria.
I servizi per questi utenti saranno comunque garantiti ed erogati in una postazione al piano terra degli uffici dell’azienda Amsef, in una palazzina attigua al centro impiego.
Per informazioni e chiarimenti sarà possibile chiamare i numeri 0532.299851 – 299847 – 299808.

Coldiretti: assegnate 4886 bandiere del gusto made in Italy, la mappa delle regioni

da: ufficio stampa Coldiretti Ferrara

Toscana, Campania e Lazio sul podio delle assegnazioni a livello regionale.

Salgono al numero record di 4886 le “bandiere del gusto” a tavola assegnate all’Italia nel 2015 sulla base delle specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio nazionale. E’ quanto segnala la Coldiretti che nel padiglione “No farmers no party” all’Expo di Milano ha presentato la classifica dei primati enogastronomici con l’assegnazione delle “Bandiere del gusto 2015” e la piu’ ricca esposizione della variegata offerta delle località turistiche italiane durante quest’estate, ma anche l’analisi Coldiretti/Ixe’ sulle “Le vacanze italiane nel piatto”.

Sono 73 i prodotti che – sottolinea la Coldiretti – si sono aggiunti rispetto allo scorso anno e chesono andati ad incrementare sul territorio nazionale il patrimonio di specialità che sono ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni secondo la quindicesima revisione del censimento dei prodotti agroalimentari tradizionali delle regioni.

“E’ questo il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di patrimonio anche culturale sul quale l’Italia puo’ contare per ripartire”.

Sul podio delle bandiere del gusto assegnate a livello regionale salgono – precisa la Coldiretti – la Toscana (461), insidiata da vicino dalla Campania che con 28 nuovi prodotti è adesso a quattro lunghezze dal vertice (457) e dal Lazio (393). A seguire si posizionano, l’Emilia-Romagna che con 378 prodotti ha scavalcato il Veneto (375), davanti al Piemonte con 336 specialità e alla Liguria che può contare su 294 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: la Calabria con 269 prodotti tipici censiti, la Puglia che con 249 prodotti ha superato la Lombardia (247) e la Sicilia (242), la Sardegna con 183, il Molise con 159, il Friuli-VeneziaGiulia con 154, le Marche con 151, l’Abruzzo con 147, la provincia autonoma di Trento con 105, la Basilicata che con 95 prodotti ha superato l’Alto Adige (90), l’Umbria con 70 e la Val d’Aosta con 32.

A prevalere tra lespecialità regionali sono – riferisce la Coldiretti – i 1490 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1366 verdure fresche e lavorate, 782 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 488 formaggi, 221 piatti composti o prodotti della gastronomia, 143 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, 155 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e 153 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei.

Nell’elenco 2015 troviamo – segnala la Coldiretti – numerose new entry tra cui, in Basilicata la soperzata di Rivello, un salume che si distingue per qualità e metodi di produzione dai tanti insaccati analoghi diffusi in tutto il Meridione d’Italia e che vieneprodotto da oltre tre secoli, in Campania la cuccija, una zuppa di grano, ceci, mais, lenticchie ed altro che era tradizione consumarla il 1 maggio perché secondo la leggenda popolare chi la consumava in quel giorno non sarebbe stato aggredito dalle mosche nei campi, in Emilia-Romagna l’imbalsadura, minestrina di piselli, pancetta e pomodoro, in Puglia il carciofo di Mola, la cui coltivazione ha ripreso vigore dopo il declino che sembrava inarrestabile provocato da una malattia che causava l’avvizzimento dei capolini, in Sicilia il cannolo tradizionale di Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela che si distingue dagli altri per essere fatto con scorza ottenuta da farina di grani antichi (maiorca), fresca ricotta di pecora, scaglie di cioccolato fondente 70% (grattugiato al momento) e miele di zagara al posto dello zucchero raffinato e, infine, in Veneto il formaggio al latte crudo di Posina, tipico prodotto lattiero caseario degli alpeggi del Vicentino dove le mucche mangiano solo erbe e fieno d’alto prato.
Ma a Expo – prosegue la Coldiretti – hanno fatto bella mostra di sé numerosi prodotti tradizionali che rappresentano una ricchezza per le regioni che ne hanno consentito la valorizzazione. Si va dal salame d’la doja del Piemonte che prende il nome dal contenitore di terracotta nel quale viene lasciato a maturale, al tetoun della Val d’Aosta, ottenuto dalla salmistrazione delle mammelle di bovine autoctone, dal biscotin de Prost della Valchiavenna (Lombardia) da secoli confezionato a mano come fosse un’opera d’arte al presnitz del Friuli-Venezia Giulia, nel quale un ricco e morbido ripieno a base di frutta secca è avvolto in uno strato di pasta sfoglia di forma circolare a chiocciola, dallo schuttelbrot, pane croccante e ricco di spezie dell’Alto Adige, alla stroscia della Liguria, una torta particolare e friabilissima dove l’olio d’oliva, al posto del burro, assicura una maggiore leggerezza e digeribilità, dal prezioso fagiolo zolfino toscano la cui particolarità è la quasi totale assenza di buccia che ne consente l’immediata cottura al vino di visciole delle Marche, bevanda alcolica che si produce facendo macerare una particolare varietà di ciliegie selvatiche nel vino con l’aggiunta di zucchero, dalla fagiolina del lago Trasimeno, conosciuta sin dal tempo degli Etruschi e salvata in tempi recenti dall’abbandono, alla lenticchia di Onano, prodotto laziale particolarmente apprezzato da numerosi Papi per la sua cremosità, dalla ventricina di Montenero di Bisaccia, salume molisano ben accetto per la magrezza delle carni superiore alla norma e per il grasso dalla consistenza particolare alla marmellata di bergamotto, l’”oro di Calabria”, ricetta tradizionale della zona ionica costiera del Reggino, sino al filu ferro della Sardegna il cui nome – conclude la Coldiretti – ricorda la curiosa pratica adottata nella seconda metà dell’Ottocento dai distillatori isolani per evitare la confisca della grappa che veniva interrata in bottiglie localizzabili da un filo di ferro che spuntava dal terreno in superficie.

L’Università di Ferrara tra i protagonisti del progetto Europeo Torus

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

L’Università di Ferrara ottiene un altro buon risultato a livello internazionale. L’Ateneo estense, infatti, partecipa al progetto da 996.000 euro “TORUS – Toward an Open Resources Upon Services: Cloud Computing of Environmental Data”.

Il progetto, selezionato e finanziato dalla commissione Europea nell’ambito del programma Europeo Erasmus+ Key Action 2: Cooperation for innovation and the exchange of good practices Programme – Capacity building in higher education, vedrà partecipare, oltre a Unife, altri sette partner accademici da Francia, Belgio, Vietnam e Tailandia.

Il gruppo interdisciplinare dell’Università di Ferrara che partecipa al programma è composto da Eleonora Luppi (Responsabile), Franco Mantovani e Massimiliano Fazzini del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra e Luca Tomassetti del Dipartimento di Matematica e Informatica, che porteranno al gruppo di ricerca la propria esperienza e le proprie conoscenze nel campo dell’analisi di dati sperimentali e nello studio delle relazioni tra degrado ambientale e cambiamenti climatici.

Il progetto vincitore del bando Europeo si propone di creare sinergie tra le varie scienze ambientali e le più avanzate tecnologie di calcolo distribuito (quale il cloud computing) per la gestione delle grandi quantità di dati (Big Data) necessari a studiare i vari aspetti che influiscono sull’ambiente.

In questo contesto verranno promosse attività pluridisciplinari e interdisciplinari innovative per affrontare in modo scientifico e organico i grandi temi contemporanei dell’ambiente. Un altro obiettivo del progetto è quello di rafforzare le relazioni tra i sistemi di ricerca e formazione universitaria dei paesi partner e allargarne il contesto socio economico.

A tal fine i partner organizzeranno, sul tema, nuovi percorsi internazionali di alta formazione che permetteranno di stringere accordi di ricerca scientifica e collaborazioni con aziende private dei paesi partecipanti.

Comacchio a Teatro Estate 2015, il Teatro è itinerante

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Si terrà mercoledì 12 agosto, in via Bernina a Lido degli Scacchi, l’ultimo appuntamento con Comacchio a Teatro. La rassegna, che da luglio scorso accompagna l’estate comacchiese, si concluderà con lo spettacolo “Arlecchino e Sganapino in cuccagna” che avrà come protagonisti i Burattini di Massimiliano Venturi.
La rappresentazione, che avrà luogo a partire dalle 21:15, è un classico del patrimonio drammaturgico del teatro dei burattini, rivisitato ed attualizzato ai ritmi ed ai gusti contemporanei. Insomma un show per tutte le età.
La programmazione andata in scena questa estate nei lidi è gemellata con la rassegna ravennate “Burattini alla Riscossa!”, giunta quest’anno alla nona edizione. Le due rassegne sono parte integrante di un cartellone realizzato con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Centro Unima Italia.
L’ingresso allo spettacolo è gratuito. In caso di pioggia gli spettacoli sono rinviati a data da destinarsi. Per il programma completo e la descrizione degli spettacoli: www.comacchioateatro.it

Per altre informazioni: www.burattini.info, www.massimilianoventuri.com – 349/0807587 – email info@comacchioateatro.it.

Puedes Summer Night, mercoledì 12 agosto. Libri, musical e concerto nel mercoledì di Puedes

da: Associazione Culturale Puedes

Tardo pomeriggio (dalle ore 18.30 circa)
“La metà del letto” il libro di Matteo Bianchi, “Peso” e “leggerezza”, due parole in conflitto affiorano fin da subito, orlano il bianco di una dedica, nel nuovo libro di Matteo Bianchi, La metà del letto, fresco di stampa per i tipi di Barbera Editore. Ma il peso qui, singolarmente, è una peculiarità del cielo, emblema della leggerezza. Il volume, accompagnato dalle note di Anna Maria Carpi e Roberto Pazzi, è in primo luogo un ‘ring’, teatro di una lotta tra opposti che si sferrano violenti colpi ma resistono, combattono. Coesistono, sono le facce della stessa medaglia. Bene e male..

After Dinner (ore 21.00 circa)
PUEDES MUSIC & DANCE IN… SUMMER NIGHT!
Lo spettacolo che non è andato in scena, causa maltempo, il 1 agosto, giorno di apertura della rassegna. FRANCESCO CAIRO, WAR-K e i bravi danzatori del JAZZ STUDIO DANCE diretto da SILVIA BOTTONI viaggeranno tra le note attraverso brani senza tempo, colonne sonore di musical, brani inediti e nuove produzioni create appositamente per la manifestazione. Diversi linguaggi espressivi uniti in un progetto comune per una serata all’insegna del divertimento di qualità che si aprirà con la sigla Puedes Summer Night.

Concerto (ore 22.00 circa)

Leonardo Veronesi 

Leonardo Veronesi ha iniziato la sua carriera come cantante di cover band nel 1997 fino al 2000, anno in cui si stacca dai gruppi per proseguire come solista e autore. Dopo aver pubblicato alcuni singoli e scritto alcune sigle televisive, nel 2008 esce il suo primo album “Uno” prodotto con Paolo Martorana. Nel 2011 è ritornato con “Domandario” prodotto con Paolo Valli e il 9 luglio 2013 è stato presentato il suo terzo album “L’anarchia della ragione” prodotto con Nicola Scarpante. Attualmente sta lavorando ad un nuovo progetto. Ha partecipato al 53° Zecchino d’Oro come autore con il brano “I suoni delle cose” ed è arrivato al terzo posto del 55° Zecchino d’Oro come autore del brano “Il blues del manichino” (di questo brano è stata registrata una versione spagnola interpretata da Carmen Gonzalez Aranda. Nel 2014 scrive e realizza 3 brani nel nuovo album di Frenk Nelli dal titolo “Non c’entra niente” tra i quali il singolo e il brano che da il titolo all’album salito ai primi posti della classifica di iTunes fin dalla sua uscita il 27 maggio 2014. Sempre nel 2014 ha scritto il brano “Quello che non c’era” interpretato da War-K, uscito come singolo su iTunes e in tutti i principali store digitali. Lo stesso brano è stato tradotto in spagnolo e cantato al Festival Armonia in Spagna. Nell’estate 2014 viene pubblicato contemporaneamente in Italia ed in Spagna un suo brano intitolato Acqua (Agua) cantato da Carmen Gonzalez Aranda. A dicembre 2014 esce “Il colore Giallo”, brano scritto da Leonardo Veronesi ed interpretato da Enrica Bee, inserito nella colonna sonora dell’ultimo film di Marco Lui “John, il segreto per conquistare una ragazza”.

NB: tutti i concerti e gli eventi di Puedes Summer Night sono interamente gratuiti.

Martedì 11 agosto Jacques Lazzari in concerto a Musica Marfisa

da: Circolo culturale Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” – Ferrara

“Piano Tangram” con Jacques Lazzari per pianoforte e altri strumenti stasera (martedì 11 agosto 2015, ndr) alle 21,30 sul palco di “Musica a Marfisa d’Este”, rassegna organizzata nell’omonima Palazzina di Corso Giovecca 170 dal Circolo Frescobaldi con la collaborazione dei Civici Musei d’Arte Antica di Ferrara. L’ingresso è a offerta libera pro Ant.
Sarà il giovane pianista-compositore ferrarese a proporre un recital di musiche tutte sue, chiamando in pedana anche il violinista Jacopo Ferri e la violoncellista Matilde Lotti: Modular Decembre, Words and Paper, Expressive Tangram, L’attesa; sono solo alcuni titoli delle composizioni di stasera. Sulla sua musica Lazzari ci ha dichiarato: «Le composizioni non possono essere soltanto astrazione. La musica, il suono, vengono raccolti dentro chi ascolta per modificarne profondamente l’impressione. Uno dei compiti più difficili è far sì che la mia musica possa colpire alcune corde dentro qualcuno e regalargli nuove sensazioni, far pensare: in questo senso la mia diventa un’incessante ricerca »

Puedes Summer Night, il programma di martedì 11 agosto. Il rap di Ensi, targato Mtv

da: Associazione Culturale Puedes

Concerto (ore 22.00 circa)

Ensi 
All’anagrafe Jari Ivan Vella, è un rapper italiano, conosciuto per le notevoli doti in freestyle. Fa parte del trio OneMic insieme a Raige (suo fratello) e Rayden. Secondo di tre fratelli, nasce A Torino da una famiglia di origini catanesi. A partire dal 2000 le sue doti nel freestyle lo contraddistinguono subito rendendolo, in pochissimo tempo, uno dei migliori freestyler della scena italiana arrivando primo a numerosissimi contest in Italia , tra cui un edizione di Mtv Spit. Nel gennaio del 2012 Ensi entra ufficialmente a far parte di Tanta Roba, etichetta indipendente fondata da Guè Pequeno dei Club Dogo e Dj Harsh, inserendolo di diritto tra i Rapper più in vista dello scenario Italiano.

Color Vibe del 14 agosto, informazione importante:
per la coinvolgente corsa di 5 km che si terrà la vigilia di ferragosto gli organizzatori di Color Vibe informano che al momento non è possibile ricevere iscrizioni on line sul sito della gara, per un problema di hackeraggio. Gli organizzatori assicurano che a breve il problema sarà risolto, in ogni caso chi si vuole iscrivere alla corsa può farlo ogni sera, compilando l’apposita scheda, presso Puedes Summer Night.

LA MEMORIA
Relativamente a sud: cronaca e storia di pregiudizi, conflitti e insanabili divisioni

In questi assolati e afosi giorni di agosto i dati economici diffusi da tg e giornali d’informazione fotografano una situazione in netto contrasto con i proclami governativi che ci raccontano invece di aumento dell’occupazione, ripresa, sviluppo e di un’Italia che addirittura guida il cambiamento nell’Europa del rigore. La cruda cronaca ci dice invece di un’Italia che arranca, fa fatica, di poveri in aumento, di Comuni che protestano perché non riescono a far fronte ai loro impegni, di una Sanità con meno fondi, di multinazionali che fanno incetta di aziende italiane mentre noi siamo distratti da qualche migliaio di migranti che arrivano sulle nostre coste e che non riusciamo a gestire.

E in un Italia che soffre per il caldo e per la crisi economica esiste anche o ancora una questione meridionale che un po’ come la questione palestinese non vuole morire forse perché non si trova il modo di parlarne in maniera critica, obiettiva, storica e si continua a girarci intorno, a essere ridondanti (utilizzare bene i fondi europei, le vecchie amministrazioni hanno lavorato male, ecc.) e inconcludenti. Intanto anche qui la cruda realtà dei dati dice che la crescita del nostro Sud è peggiore di quella della Grecia ed ancorato al 1977 e che addirittura nascono meno bambini che in età pre unitaria, segno che oramai si è persa anche la speranza.

Parte di questa insistente diversità, di questo sviluppo a doppia velocità tra Nord e Sud ha radici e motivazioni antiche perché la nostra Italia ha una storia fatta di popoli e civiltà diverse e di lingue che poi sono diventate dialetti, quindi una eventuale unione avrebbe dovuto essere fatta in maniera sapiente e condivisa. Quando si è pretesa l’unificazione esistevano fondamentalmente due Regni e un Papato con le loro caratteristiche e il loro sviluppo economico. Di questi il più disastrato e meno credibile agli occhi delle diplomazie europee era sicuramente quello piemontese che intraprese una vera e propria azione coloniale ai danni degli altri.
E come tutte le azioni coloniali, ovviamente non condivise né sapienti, ha lasciato i suoi strascichi negativi che sopravvivono ancora oggi nei dati annuali d’agosto di cui si parla qualche giorno e poi si consegnano alla quotidianità senza mai indagarne le ragioni. Poi, oltre alla critica storica, la riforma strutturale che servirebbe davvero all’Italia sarebbe quella di eliminare l’idea che i nostri problemi si possano risolvere ‘utilizzando bene i fondi europei’ come dice il ministro Madia.

In questo mese di agosto si mescolano dati statistici e ricorrenze di storia unitaria e chissà quanti sanno che a Pontelandolfo e Casalduni il 14 agosto 1861 si ricorda un accadimento luttuoso. In quella data, infatti, i due paesini del beneventano furono rasi al suolo da un esercito che era stato piemontese ma che era da poco diventato italiano.
Un esercito che si vendicava dell’uccisione avvenuta qualche giorno prima di quarantuno bersaglieri e carabinieri, compiuta dai cosiddetti briganti, bruciando case e uccidendo cittadini che da poco, anche loro ma a forza, erano diventati italiani, quindi della stessa nazionalità dei vendicatori. Il numero delle vittime è tutt’oggi incerto e frutto di interpretazioni che fanno ben comprendere la poca chiarezza storiografica degli avvenimenti che vanno dal 1861 al 1865, anni in cui fu fatta l’Italia. Si va infatti da 13 vittime ad addirittura più di mille!

Il punto oggi però non è quanti morti si contarono o quante case furono incendiate ma il fatto che un esercito combatteva la sua stessa popolazione come e più di un esercito coloniale e non come un esercito di liberazione. Una popolazione che si continuò a combattere per molti anni, per convincerla di essere italiana a suon di ferro e fuoco. Ferro e fuoco che lo stesso eroe Garibaldi, dopo aver consegnato un Regno ai Savoia e un popolo a decenni di umiliazioni ed emigrazione gettando le basi per uno sviluppo ineguale, disse non si sarebbe dovuto utilizzare per risolvere i problemi causati dall’invasione che in fondo lui stesso aveva iniziato.
Che eccidio ed errore ci fu lo dimostra comunque il fatto che nel 2011 Giuliano Amato in rappresentanza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo ben 150 anni di oblìo, andò a chiedere scusa a nome della Repubblica Italiana proprio a Pontelandolfo. Poi nel 2013 Venezia tolse il nome alla piazza intitolata al Luogotenente del Re Cialdini che aveva ordinato la strage (astenuta la Lega Nord). Ancora resiste la lapide intitolata al colonnello Pier Eleonoro Negri a Vicenza, che era al comando dei bersaglieri che attaccarono i due paesi.

Sono passati intanto 154 anni dal 1861, dalle lotte ai briganti meridionali, e la cronaca, scritta ovviamente dai vincitori, non ha solitamente bisogno di tanto tempo per diventare storia e poter essere affrontata in maniera aperta e critica. Non sembra però che questo passaggio sia mai avvenuto e la maggioranza dei cittadini italiani continua a pensare che al sud i piemontesi trovarono più miseria e ignoranza di quanto fosse normale al tempo. Fu instillata nella gente del nord la figura grottesca del meridionale basso, sporco, brutto e ignorante. Il contadino che viveva con gli animali e come un animale come se il contadino del nord avesse al tempo già le stalle con l’aria condizionata. E una classe regnante, i Borboni, incurante del benessere del suo popolo, che torturava e lo teneva nell’arretratezza.

Insomma, tutto ciò che era il regno sabaudo fu trasferito, grazie all’opera di Garibaldi, al regno borbonico e per completare il tutto si provvedette a trasferire al nord qualsiasi cosa funzionasse. E addio alle aziende siderurgiche (la Calabria da regione fiorente prima dell’unità d’Italia diventa quello che è oggi), ai cantieri navali e alle sue flotte, agli opifici di lana, cotone e lino, alle fabbriche di macchine agricole.
Si crearono etichette che hanno resistito fino ai nostri giorni che potessero giustificare ogni atrocità ai danni di una popolazione che forse non voleva e non aveva bisogno di essere liberata. Addirittura si andò alla ricerca di un’isola sulle coste dell’Argentina dove deportare i meridionali più difficili da domare, azione che suscitò lo sdegno anche del parlamento inglese e di troppo pochi deputati ‘italiani’.

Chi distrugge, massacra e depreda non dovrebbe mai essere chiamato eroe, tantomeno chi lo fa attaccando e non per difesa. Non c’è mai una ragione nell’attaccare un popolo che vive la sua vita con la sua storia e le sue tradizioni se non l’arroganza di sentirsi superiore.

Ma è interessante osservare che in molti casi la colpa si geografizza, ovvero chi sta a sud è peggio di chi sta a nord e l’Europa si è sempre sentita il nord del mondo. Nelle civiltà antiche era invece il sud la parte nobile e nelle prime embrionali mappe geografiche il sud era rappresentato in alto. Nella stessa Europa c’è sempre stato un sopra e un sotto e il nord dell’Italia sapeva bene cosa voleva dire essere a sud di qualcosa. Il Veneto era stato il sud dell’impero austroungarico è come tale trattato.

La Lega Nord che oggi si erge a difesa degli interessi italiani e contro l’invasione dei sudisti africani, ha per anni soffiato sul fuoco delle interne differenze geografiche e contro i sudisti italiani. Poi però tutti insieme ci stiamo risvegliando a sud dell’Europa che conta, addirittura classificati tra i maiali d’Europa (PIIGS), un po’ come i contadini post unificazione dell’ex Regno borbonico, forse ci sarà chi nel nord Europa pensa che dormiamo con gli animali, che siamo pigri, che i nostri giovani non si impegnano abbastanza (lo pensava anche qualche ministro italiano per la verità!).

L’Italia dovrebbe riconquistare, posto l’abbia mai avuta, capacità e indipendenza di giudizio e di critica storica. Una seria analisi del passato aiuterebbe a capire gli avvenimenti e i dati di oggi. Il Sud di allora, come l’Italia di oggi, non aveva bisogno di essere colonizzato perché le unioni si costruiscono con i valori comuni, la condivisione degli obiettivi, la creazione del benessere diffuso. Questi presupposti non c’erano allora come non ci sono oggi per questa Europa unita in nome degli interessi finanziari, anch’essa divisa geograficamente tra un nord e un sud.

Martedì 11 agosto in programmazione all’Arena La Romana il film di Matthew Warchus “Pride”

da: organizzatori

Tratto da una storia vera, Pride è ambientato in piena era Thatcher, durante lo storico sciopero dei minatori inglesi del 1984. Degli attivisti del movimento gay, spinti dalla solidarietà verso chi, come loro, lotta contro il sistema, decidono di raccogliere fondi per gli scioperanti del Galles. I minatori, però, accolgono con diffidenza l’iniziativa, considerando il sostegno di lesbiche e gay inopportuno e imbarazzante. Senza lasciarsi scoraggiare, gli attivisti decidono allora di ignorare il sindacato e di raggiungere da soli un villaggio di minatori nel profondo Galles per consegnare di persona la donazione. Prende avvio così una storia che porterà due diverse comunità, all’apparenza differenti, a rendersi conto di lottare per la stessa cosa: l’orgoglio.
L’incontro fra i due mondi, difficile, per non dire esplosivo, si trasformerà in solidarietà e in un’amicizia esilarante e commovente. Presentato al Festival di Cannes 2014, è stato premiato con la Queer Palm.

L’arena è organizzata dall’Associazione Ferrara sotto le stelle con Arci Ferrara, con il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.
Quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno validità per tutta la durata della manifestazione.
ABBONAMENTO 10 INGRESSI – 50 €
ABBONAMENTO 10 INGRESSI, SOCI ARCI – 35 €
INGRESSO: INTERO 6 €; RIDOTTO 4,50 € (Soci Arci, studenti Università di Ferrara e possessori della fidelity card – Gelateria La Romana).
Inizio proiezioni ore 21.30. Apertura Parco ore 21.00
In caso di maltempo le proiezioni si svolgeranno presso la Sala Boldini, via Previati 18. Per informazioni: Arci: 0532.241419, Arena Estiva: 320.3570689, Sala Boldini: 0532.247050.
Per il programma completo della manifestazione: www.cinemaboldini.it.

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L’ESPERIENZA
In volo sopra il Po e Ferrara

“Oggi si vola”. Tanti – in questi giorni – volano: mare, montagna, lidi esotici o città internazionali. Ma il volo di questo resoconto, oggi, non va tanto lontano. E’ un volo in ultraleggero, un velivolo biposto che sale sulle nostre teste, si alza sulle case, il fiume e il paesaggio di tutti i giorni. Il pilota è Michele Ferrigato, ferrarese, che lavora per una grande casa editrice e che – oltre alla macchina in garage – tiene un P92, versione italiana del Cessna. Il parcheggio, ovviamente, richiede un po’ più di spazio e lui lo ha trovato insieme con altri due fratelli ugualmente appassionati di volo, che hanno un’azienda agricola nella campagna di Fiesso Umbertiano, provincia di Rovigo, quindici di chilometri da Ferrara. Nel campo coltivato a mais, vite e orto spicca una striscia lunga di terra, piana e rasata. E’ il campovolo Stella, che si trova appunto in via Stella e che da qualche tempo è stato riconosciuto come aviosuperficie a tutti gli effetti, segnalata da cartelli stradali e mappe aeree.

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L’ultraleggero sta per uscire dall’hangar (foto Pava)

“Allora sei pronta?”, dice Michele, mentre fa salire la saracinesca dell’hangar lungo e bianco dove sono parcheggiati il suo piccolo aereo privato con gli altri due. Questi velivoli spiccano il volo spesso per destinazioni dove in tanti facciamo gite e viaggi, a Venezia, in Croazia o a Roma. Solo che Michele e i fratelli Mantovani, in questi casi, non prendono la macchina o il treno, ma fanno come oggi. Alzano il portellone, aprono il piccolo cofano del loro mezzo e controllano che i livelli di acqua e olio siano a posto. Michele fa girare un po’ l’elica manualmente poi spinge fuori il piccolo aereo che è parcheggiato in fila davanti al suo. Sì, basta spingerlo a mano e l’aereo cammina. “Pesa come una Panda”, commenta Michele. Provo, e penso che una Panda sarebbe più pesante per me. “Prego – dice a questo punto – adesso puoi salire. Prima devi infilare il piede sinistro, abbassi la testa e quindi appoggi dentro anche la gamba destra”. Fatto, sono a bordo. “Appoggiati bene allo schienale, che ti fisso le cinture”. Una volta fissate, non mi muovo più, non riesco mica ad avvicinarmi al vetro dell’abitacolo. “Sì, è così che deve essere”, sorride Michele, che intanto sale al posto del pilota e mi passa delle cuffie da infilare in testa. Controlla che la piccola barretta che fa da sicura della mia portiera sia abbassata e spiega: “Tieni il microfono ben vicino alla bocca, adesso metto in moto e ci parleremo attraverso le cuffie. L’unica cosa è che è meglio che non dici nulla quando mi metto in collegamento radio con Padova, perché sennò ti inserisci nel canale radio di comunicazioni aeree e ti sentono in tutta Italia!”. Ok.

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La secca del Po (foto Giorgia Mazzotti)

Piccola inversione a U e poi via, sulla pista gialla che costeggia le piante di mais maturo. Appena sali un po’, vedi un’intera distesa di pannelli fotovoltaici e poi il fiume. Com’è secco il Po, lunghe strisce bianche di sabbia restringono il flusso verde scuro dell’acqua. “Se ti va – dice Michele – scendiamo a Rovigo a prenderci un gelato”. Bello. Ma la voglia di vedere dall’alto Ferrara prevale. “Tieni presente – continua Michele – che a Ferrara non posso scendere sotto i 2500 piedi, che sono circa 800 metri, e quindi vedrai tutto un po’ più da lontano, mentre qui possiamo abbassarci fino a 1500 piedi, cioè 500 metri”. Va bene, inversione di rotta e lui sbotta: “Ma quello è un mezzo del 118!”. Un elicottero giallo sfreccia in direzione Rovigo e Michele dice: “Se vedi aerei in giro, avvertimi, mi raccomando. Quattro occhi vedono meglio di due”. Ah però, è proprio vero che in ultraleggero si naviga a vista

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Stadio e acquedotto di Ferrara visti dall’aereo (foto Giorgia Mazzotti)

Pochi minuti ed ecco Ferrara. “Vedi, quello è il parco urbano, poi ci sono le mura e il cimitero”. Devo fare un attimo mente locale. Già, quelli che sembrano cespugli verdi sono gli alberi del parco Bassani. Ma il cimitero…? Oh, già, minuscola distesa di lapidi, ma siamo già di nuovo oltre. Un corso d’acqua, una nave, un ovale grigio-verde grande grande, un rettangolo di prato verde squillante. “Sono il Po di Volano con sopra il Sebastian pub, l’ippodromo e lo stadio”. Cavolo, ma allora, lì c’è la mia casa. Minuscola. Chissà perché, pensavo che avrei potuto ficcare il naso dentro le mie finestre. No, invece, è un po’ come guardare su Google maps quando fai lo zoom sulla versione satellitare. Solo che quassù grondi di sudore. Letteralmente. “Gira un po’ quel foro nel finestrino”, suggerisce lui. In effetti dal punto di ventilazione entra aria bella fresca, ma l’abitacolo di questo pomeriggio d’agosto padano è un fornetto. Il cielo, invece, sembra quello di un giorno di foschia tardo autunnale. “E’ l’umidità – dice Michele – bisogna che torniamo in una giornata più tersa”. Fa il giro, si piega un po’ per scattare una foto dal suo cellulare a castello e duomo formato mini-plastico, l’aereo si inclina tutto dalla mia parte verso terra. Mi rincuoro pensando che poco prima aveva controllato bene che la sicura della mia porta fosse abbassata. E si ritorna di nuovo al campo Stella. Wow, sembra fresco, adesso, quaggiù. Grazie Michele!

[clicca su un’immagine per ingrandirla e vederle tutte]

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Il P92 pronto a decollare (foto Giorgia Mazzotti)
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Il P92 in volo sul Po (foto Giorgia Mazzotti)
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P92 in manovra (foto Giorgia Mazzotti)
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Il P92 nell’hangar (foto Giorgia Mazzotti)
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L’hangar del P92 affacciato sul frutteto (foto Giorgia Mazzotti)
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Il P92 (foto Giorgia Mazzotti)
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Il campovolo Stella di Fiesso Umbertiano (foto Giorgia Mazzotti)
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Pronti al decollo sul P92 (foto Pava)
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Ferrara con ippodromo e Po di Volano vista dall’aereo (foto Giorgia Mazzotti)
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Castello e duomo di Ferrara visti dall’ultraleggero (foto Giorgia Mazzotti)
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IMMAGINARIO
Ciao, papà di Et.
La foto di oggi…

Se ne è andato il 10 agosto 2012, Carlo Rambaldi, il papà di Et. Tre volte Premio Oscar per gli effetti speciali, nasce a Vigarano Mainarda, a dieci chilometri da Ferrara, nel 1925. Ciao a un grande artista, capace di volare e di farci volare come quella sua magica bicicletta nel finale di “E.T. l’extra-terrestre”…

OGGI – IMMAGINARIO RICORRENZE

e.-t.-carlo-rambaldi-biciOgni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

ACCORDI
Nella realtà.
Il brano musicale di oggi

Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta…

(per ascoltarlo cliccare sul titolo)

Giorgio Gaber, Ci sono dei momenti

“Impegno” è una parola consunta, ormai dimenticata. Riascoltare uno dei più grandi pensatori in musica del Novecento, Giorgio Gaber, ci aiuta a recuperare il senso di un’esistenza  che – pur attraversata da emozioni e turbamenti individuali – non può prescindere dalla sua dimensione collettiva e civile, perché la vita è fatta di condivisione, incontri, confronti e scontri, socialità. Se no, anziché nel mondo reale si finisce per vivere in un’ampolla di vetro come pesci d’acquario.

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