Giorno: 13 Agosto 2015

Questa sera, all’Arena La Romana di Parco Pareschi, in programmazione il film di Morten Tyldum “The Imitazione Game”

da: organizzatori

“The Imitation Game” racconta la vita del matematico inglese Alan Turing, genio indiscusso del XX secolo, considerato uno dei padri dell’informatica e dei moderni computer, fino alla sua precoce e tragica scomparsa. Durante i giorni più oscuri della seconda guerra mondiale, Alan Turing, interpretato da Benedict Cumberbatch, presta il suo aiuto nel decifrare il codice segreto nazista Enigma. In una disperata lotta contro il tempo, opera con la sua squadra di collaboratori a Bletchey Park, il centro top secret di criptoanalisi del Regno Unito, e il suo contributo sarà essenziale per accelerare la fine del conflitto e salvare migliaia di vite.
Presentato al Toronto International Film Festival, ha ricevuto innumerevoli nomination nei maggiori festival cinematografici e l’Oscar come migliore sceneggiatura non originale.

L’arena è organizzata dall’Associazione Ferrara sotto le stelle con Arci Ferrara, con il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.
Quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno validità per tutta la durata della manifestazione.
ABBONAMENTO 10 INGRESSI – 50 €
ABBONAMENTO 10 INGRESSI, SOCI ARCI – 35 €
INGRESSO: INTERO 6 €; RIDOTTO 4,50 € (Soci Arci, studenti Università di Ferrara e possessori della fidelity card – Gelateria La Romana).
Inizio proiezioni ore 21.30. Apertura Parco ore 21.00
In caso di maltempo le proiezioni si svolgeranno presso la Sala Boldini, via Previati 18. Per informazioni: Arci: 0532.241419, Arena Estiva: 320.3570689, Sala Boldini: 0532.247050.
Per il programma completo della manifestazione: www.cinemaboldini.it.

Baseball Lab, tutti guardano ai playoff

da: Ferrara Baseball

Dal 6 settembre ultimo atto della Lega Amatoriale. Padova ancora favorita, ma occhio a Conegliano. Ferrara tenta un difficile arrembaggio.

Tempo di bilanci per le squadre iscritte alla Lega Amatoriale Baseball (LAB), in attesa dei playoff che scatteranno il prossimo 6 settembre. La formula scelta per il gran finale prevede scontri diretti per due raggruppamenti da quattro squadre, composti in base ai piazzamenti della stagione appena conclusa: nel girone “euganeo” si affronteranno Padova, Venezia, Ferrara e Mirano; in quello “pedemontano” Conegliano, Ponzano, Badia Polesine e San Biagio di Callalta. Finale assoluta tra le vincitrici dei due gironi, il 20 settembre.
Lasciando gli atleti a prepararsi per l’ultimo atto, vale la pena spendere qualche commento su fatti e cifre del campionato. La presenza degli imbattuti Dragons di Aviano ha dato lustro al torneo: misurarsi con i ragazzi made in Usa è stata per tutti un’occasione per alzare il livello del confronto, e anche se alla fine non ce n’è stato per nessuno resta da ricordare la sfida del 25 aprile, quando una formazione All Star della lega ha perso di un soffio contro Ljuan e commilitoni. Passerella d’onore anche perTreviso, di ritorno dopo lunga inattività: la squadra di Lucio Tirri (che ora non esclude un rientro nei campionati federali) ha ingranato la marcia in corsa, e dopo le prime difficoltà ha concluso alla grande con un meritato terzo posto. Sia Aviano che Treviso non parteciperanno ai playoff, ma in virtù della propria wild card prenderanno parte alla prossima Coppa UISP.
Il Padova 88, squadra campione in carica, ha riconfermato la propria autorità: sconfitti appena due volte su quindici incontri, i patavini hanno dominato forti dell’organizzazione, di una panchina lunga coperta in tutti i ruoli e di un pesante fattore campo; tutti elementi ne fanno l’indiziata principale per la conquista del titolo. Il Libertas Fenice Venezia, prima sfidante dei campioni ai playoff, ha chiuso la stagione ai piani alti e non potrà permettersi distrazioni: le 7 vittorie 8 sconfitte, spesso dopo rimonta avversaria, indicano che i lagunari vanno sciolti quando riescono a imporre il proprio ritmo subendo però facilmente la pressione avversaria; faranno perno sull’esperienza del catcher Calzati e sulla potenza dei propri stranieri: occhio al sudamericano Herman, autore di uno dei due fuoricampo registrati in lega quest’anno. L’altro porta la firma di Bigolin, dei Barbers di Ponzano: per loro alti e bassi dopo un buon inizio, e possibilità di riscatto immediato nella sfida ai Bandits di San Biagio di Callalta, a loro volta all’ultima chiamata per salvare una stagione nera, finita con un ultimo posto difficilmente spiegabile visto il buon piazzamento dell’anno precedente. Saranno pronti a mordere gli Sharks di Conegliano: votati all’attacco e al gioco maschio, gli squali hanno chiuso con un ruolino di 9 vittorie, spesso e volentieri con punteggi in doppia cifra; inaugureranno i loro playoff contro i Drunkballs di Badia Polesine, che dopo un avvio cupo – con la crescita di tutto il gruppo e l’innesto di un paio di rinforzi all’altezza – hanno risalito la china e chiuso al terzo posto a parimerito con Venezia. Debuttanti assoluti, i Rebels di Mirano si sono attestati al penultimo posto, vincendo tutti i possibili premi di simpatia e sportività; nel primo incrocio dei playoff sfideranno il Ferrara Baseball, altro personaggio in cerca d’autore. I ragazzi del Castello, dopo un inizio bene augurante, hanno subito numerose battute d’arresto: molte per grazia altrui, altrettante traditi dai propri stessi limiti. Agli estensi manca la costanza, ma non la qualità: il roster annovera tanti giocatori di esperienza, e fin qui è stata l’unica squadra (a parte Aviano) a permettersi il lusso di battere i primi della classe.
Scatta il conto alla rovescia, in palio un posto al sole: fate il vostro gioco, e vinca il migliore.

La Calabria merita un’altra storia: superata l’emergenza, mettiamo a disposizione del governo cento progetti subito cantierabili”

da: ufficio stampa A.N.B.I.

“Deve finire il tempo delle chiacchiere e degli stati di calamità; è tempo di scrivere un’altra storia per la Calabria, per il suo futuro e per i suoi giovani.” E’ quanto afferma Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue (ANBI), nell’esprimere vicinanza alle popolazioni colpite dall’ennesima emergenza idrogeologica, ma soprattutto pieno sostegno a quanto dichiarato dal Presidente Coldiretti Calabria, Molinaro e dal Presidente ANBI Calabria, Blaiotta, che mettono a disposizione del masterplan, indicato da Renzi come obbiettivo di Settembre, i progetti redatti dai Consorzi di bonifica e perlopiù immediatamente cantierabili, finalizzati alla più grande opera infrastrutturale, di cui la Calabria abbisogna: quella contro il rischio da alluvioni e frane. Si tratta di 186 progetti per un importo complessivo di quasi 248 milioni di euro, ricompresi nel Piano Nazionale per la Riduzione del Rischio Idrogeologico annualmente redatto da ANBI e capaci di attivare circa 1.700 posti di lavoro.

“La loro operatività – afferma Vincenzi – è quanto oggi offriamo al Ministro dell’Ambiente, Galletti. Al proposito – conclude il Presidente ANBI – torna di drammatica attualità quanto da tempo ribadisce ANBI Calabria e cioè l’attribuzione ai Consorzi di bonifica di quelle funzioni di manutenzione idraulica oggi in capo ad altri enti e determinanti nell’evitare il ripetersi di tragici eventi, il cui rischio è accentuato dai cambiamenti climatici e da evidenti abusi urbanistici.”

Nelle zone alluvionate stanno operando uomini e mezzi dei Consorzi di bonifica cosentini, cui da stamane si è aggiunta una colonna operativa del Consorzio di bonifica Ionio Crotonese.

Dalla modella vestita di sfoglie tricolore alla sensualità dell’anatomia della “coppia”: grande aspettativa per le performance e le installazioni organizzate da Maria Livia Brunelli per l’Expo

da: MLB Home Gallery

Una modella vestita di tre sfoglie tricolori che evocano la bandiera italiana. La modella cammina e l’abito di sfoglia lentamente si sfascia, lasciandola nuda. E’ la performance Le sfoglie di Garibaldi ideata da Stefano Scheda e organizzata da Maria Livia Brunelli per l’EXPO: una metafora dell’Italia di oggi? Un simbolo della perdita dell’identità nazionale e un invito a “ricucirla”?

“E’ tutto questo e anche altro, quello che le persone vorranno vederci. Una bandiera del cortocircuito fra innovazione e tradizione, in cui l’Italia dovrebbe ritrovare la sua forza. Ma la fragilità di questa bandiera evoca anche quella dell’Italian food, che viene derubato e clonato in tutto il mondo: una bellezza da difendere e tutelare”, racconta l’artista, che insegna “Strategia dell’invenzione” all’Accademia di Bologna.

La performance, che sta già suscitando molta curiosità, avrà luogo il 19 agosto alle 12.45, a cura della MLB Maria Livia Brunelli home gallery, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Provincia di Ferrara nello spazio “Piazzetta” messo a disposizione dalla Regione Emilia Romagna per EXPO MILANO 2015.

Saranno le sfogline dell’Alto Ferrarese di “Miss…ione matterello” a realizzare il vestito per la modella, utilizzando pomodoro per il rosso, farina e acqua per il bianco, spinaci dell’orto per il verde. Alla performance di Scheda seguirà la “risposta” della modella, che svelerà la sua identità nella performance Prêt-à-Le sfoglie. La modella si rivelerà infatti essere una critica d’arte, anzi, una critica d’arte performativa: Isabella Falbo, che utilizzerà a sua volta le sfoglie modellandosele sul corpo come se fossero abiti.
Due azioni che, come scrive lei stessa, “fanno dunque emergere due delle identità nazionali più forti oggi: la pasta e la moda. Il cortocircuito fuori/dentro, cibo/corpo, attivato dall’idea di indossare la sfoglia, porta a riflettere sul corpo come macchina che consuma cibo, alla continua ricerca di un’estetica soddisfatta dalla moda. Inoltre, l’abito di sfoglia rappresenta il prolungamento dell’atto sensoriale legato alla forte componente estetica del mangiare -poiché il cibo viene prima consumato con la vista, poi con l’olfatto ed infine con il gusto- che svanisce nel momento in cui inizia il blackout dei processi interni al corpo”.

Ma Stefano Scheda, bolognese, è solo uno dei quattro artisti che la curatrice e gallerista Maria Livia Brunelli porta in questa occasione a EXPO. Gli altri tre sono tutti talenti Made in Fe. “Quelle che porterò a Milano sono tutte opere con un significato molto preciso, spesso di denuncia, anche se una denuncia ironica e sottile, che vuole far riflettere emozionando”- spiega. Come farà anche Marcello Carrà, un altro artista seguito dalla gallerista ferrarese, che dal 19 al 21 agosto sarà impegnato in un’opera ciclopica: realizzerà un enorme disegno legato alle tematiche dell’alimentazione su un pannello di due metri, usando esclusivamente la penna biro. Non a caso è stato definito, per l’accuratezza e la precisione dei suoi disegni, “il Leonardo della penna Bic”. Straordinaria la sua cavalletta, esposta a Bruxelles, che raggiunge la dimensione di ben otto metri.

In esposizione anche una installazione su un altro tipico prodotto del Made in Fe, l’osannata salama da sugo: la food artist Giulia Bonora, nel suo rapporto di odio-amore con questo piatto della tradizione ferrarese, lo ha scomposto nelle sue tre componenti (siero, pelle e polpa), accompagnando questa ironica “vivisezione” con una lettera indirizzata alla salama, in cui evoca i suoi ricordi da bambina legati a questo famoso insaccato durante le festività in famiglia. Giulia Bonora è stata anche una delle protagoniste dei laboratori didattici e creativi proposti dalla MLB home gallery sui temi dell’EXPO, “Per mangia/arti meglio”: un modo per avvicinare i più piccoli all’arte attraverso ciò che di quotidiano e familiare si presenta loro in tavola, attraverso l’incontro ludico con Andy Warhol, Tom Wesselmann, Piero Gilardi, Daniel Spoerri.

Maria Chiara Bonora espone invece una serie di 20 fotografie dall’accattivante titolo “L’anatomia della coppia”, che hanno per protagonista la tradizionale coppia di pane ferrarese, interpretata in chiave erotica come incontro fra una coppia di amanti. Una ricerca che ha per oggetto le analogie formali, posturali e materiche, tra il pane di Ferrara e l’approccio sessuale tra gli amanti, mettendo in luce la somiglianza della coppia con le rotondità del corpo, le sue torsioni e tensioni, in un climax ascendente di intimità. Perché, come spiega l’artista, “spezzare, dividere una coppia di pane a Ferrara, può voler dire separare due amanti, interrompere un gesto d’amore in atto e udire un gemito di delusione”.

“Ma dopo l’EXPO non ci fermeremo – annuncia la Brunelli-. Seguirà una cena tricolore che faremo per pochi fortunati commensali, ripetendo la performance di Stefano Scheda, il 26 settembre a Ferrara. Ho infatti chiesto ad alcuni artisti se una cena potesse diventare anche una performance artistica. E la risposta è stata sì, se ideata da artisti che hanno messo al centro del loro lavoro l’idea del food e se lo spazio è suggestivo, come la MLB home gallery, la casa-galleria in cui vivo, metà galleria e metà casa abitata. Verrà eccezionalmente viene ‘prestata’ ai commensali, per far assaporare loro l’emozione di essere protagonisti dell’arte in un palazzo privato rinascimentale di fonte al Castello Estense, circondati da opere di artisti internazionali, in collegamento tematico con le mostre del vicino Palazzo dei Diamanti. Un luogo magico, dove farò scoprire come l’arte può invadere anche la camera da letto, tappezzata di opere d’arte”.

Il programma delle dinner-performance (oltre a quella di Scheda il 26 settembre, è in programma “La seduzione a tavola” con Giovanna Ricotta il 31 ottobre) e dei pranzi-performance con lo chef stellato Pier Luigi di Diego (ogni prima domenica del mese) è consultabile su: www.marialiviabrunelli.com/cene-ad-arte-art-tour-o.php. Partner del progetto è Augustoitalianfood.com, che fornisce online selezionati prodotti di gastronomia di qualità.

Maria Livia Brunelli è conosciuta dal grande pubblico per le sue installazioni che fanno sempre molto parlare: in occasione dell’Anno Mondiale della Biodiversità, aveva disseminato il centro di Ferrara di sculture di grandi animali in via di estinzione di Stefano Bombardieri. Tutti quelli che ci sono stati ricordano ad ArteFiera di Bologna di qualche anno fa, la grande installazione di monetine che ricopriva il pavimento dello stand della MLB home gallery; quest’anno invece protagonista era un prato ricoperto di pelli di mucca. Aspettiamo ora di farci sorprendere all’EXPO.

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Vino, 3 milioni 852 mila euro dalla Regione per le aziende vitivinicole

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Assessore Caselli: “risorse per continuare a crescere investendo sulla qualità e sui nuovi mercati”. Domande entro il 30 settembre.

Nuove risorse dalla Regione per i vini dell’Emilia-Romagna. Si tratta di 3 milioni 852 mila euro per sostenere progetti di sviluppo delle aziende agricole e vitivinicole con attività di trasformazione e commercializzazione. Il termine per presentare le domande scade mercoledì 30 settembre 2015.
“E’ un ulteriore intervento a sostegno di un comparto che negli ultimi anni ha conosciuto un’evoluzione positiva – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli – e una crescita determinate sia dagli investimenti sulla qualità che da quelli sull’export. Dal 2008 a oggi le risorse europee, statali e regionali per il settore vitivinicolo sono state superiori in Emilia-Romagna ai 225 milioni di euro e sono andate al rinnovo dei vigneti, alla modernizzazione delle cantine e alla promozione sui mercati esteri. Alle risorse pubbliche, naturalmente, si sono affiancate quelle private. Ora non bisogna rallentare. Per continuare a crescere bisogna continuare a investire sulla qualità e sui nuovi mercati”.

Il bando per presentare le domande è stato approvato dalla Giunta regionale nella seduta del 3 agosto 2015 con la delibera n.1155. Si tratta di risorse dell’Ocm vino e nel bando sono definiti i diversi contributi per la costruzione o ristrutturazione di immobili, l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, la realizzazione di punti vendita diretta o di siti di e-commerce. Gli aiuti sono pari al 40% della spesa ammissibile. Gli investimenti proposti dovranno essere compresi tra i 40 mila e 1 milione di euro.

Le domande vanno presentate utilizzando il sistema operativo e la modulistica presenti su:

http://agrea.regione.emilia-romagna.it/servizi/accesso-agli-applicativi-1/sistema-operativo-pratiche-sop

Musica Marfisa, ultimi 2 concerti sabato 15 domenica 16 agosto

da: Circolo culturale Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” – Ferrara

Gli ultimi due appuntamenti della rassegna “Musica a Marfisa D’Este” si svolgeranno sabato 15 e domenica 16 agosto alle 21,30. I concerti si terranno presso l’omonima Palazzina di Corso Giovecca 170 e sono organizzati dal Circolo Frescobaldi con la collaborazione dei Civici Musei d’Arte antica di Ferrara. L’ingresso è a offerta libera pro Ant. Questo il programma delle due serate:
Sabato 15 agosto ore 21,30: sarà di scena l’operetta con il soprano Benedetta Kim e il tenore Stefano Colli; al pianoforte il maestro Roberto Bonato. Il programma è incentrato sulle più belle arie e i più bei duetti del mondo operettistico come il Valzer di Frou-Frou (dall’operetta La duchessa del bal tabarin) Napoletana come canti tu e Una rondine non fa primavera (Scugnizza), Tu che m’hai preso il cuor (Il paese del sorriso), O Cin-Ci-Là mordi rosicchia divora (Cin Ci Là), È scabroso le donne studiar e Tace il labbro (La vedova allegra), Hurrà Hurrà! (La principessa della Czarda) e tante altre. Benedetta Kim, coreana naturalizzata italiana, e Stefano Colli con il pianista Bonato si sono esibiti assieme in numerose occasioni e le loro performance sono state riprese da network televisivi.
Domenica 16 agosto ore 21,30: ritorna la musica classica a Palazzina Marfisa D’Este per chiudere in bellezza una rassegna che ha incontrato un buon successo di partecipazione. Il concerto finale è affidato alla pianista Rina Cellini che nel suo recital eseguirà un programma incentrato su musiche di Wolfgang Amadeus Mozart (Sonata in Re maggiore K 311), Ludwig van Beethoven (6 Bagatelle dall’Op.126), Fryderyk Chopin (la Polacca in Do diesis minore Op.26 n.1 e la Tarantella) e Franz Liszt (la commovente Consolazione n.3; il Notturno n.3 “Sogno d’amore”; e la Leggerezza dai Tre Studi da concerto). Un programma che la Cellini ha preparato con dedizione e impegno particolare essendo lei, oltre che eccellente pianista, anche socia storica del Circolo Frescobaldi.

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Ambiente, la Regione stanzia 4,5 mln per le Aree Protette

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

L’assessore Gazzolo: “Vogliamo rilanciare, attraverso i Parchi e le Riserve, l’opera di tutela e valorizzazione del territorio più pregiato dell’Emilia-Romagna”

I Parchi, le Riserve, i Paesaggi protetti. La Giunta ha assegnato circa 4,5 milioni di euro alle Aree Protette dell’Emilia-Romagna: risorse che derivano in parte dal bilancio 2015, in parte dal Piano regionale di Azione Ambientale, e che serviranno per finanziare opere di manutenzione e valorizzazione della natura, progetti di divulgazione, interventi di conservazione della rete dei sentieri, di sistemazione dei centri visita e, più in generale, di fruizione del territorio. I fondi saranno destinati agli enti regionali per i Parchi e la Biodiversità e al Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello, condiviso con la Regione Marche. Entro il 15 ottobre gli enti dovranno presentare i progetti preliminari degli interventi; quelli selezionati, potranno usufruire di un contributo regionale fino al 90% sulla spesa dei lavori da realizzare.

“E’ un primo, significativo atto d’impegno di questa Giunta per rilanciare, attraverso i Parchi e le Riserve, l’opera di tutela e valorizzazione del territorio più pregiato dell’Emilia-Romagna e per dare forza al disegno, iniziato la scorsa legislatura, che vuole rendere più efficiente e razionale il sistema delle Aree Protette” ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo, che ha espresso molta soddisfazione anche per la collaborazione dimostrata dagli enti di gestione, “che hanno condiviso con la Regione metodi e obiettivi per giungere a questo risultato”.

“Mi auguro – ha concluso l’assessore – che i lavori possano partire entro l’anno, anche per dimostrare ai cittadini che vivono nei comuni delle Aree Protette, soprattutto quelle interne, la forte attenzione da parte della Regione, che considera la tutela della biodiversità un valore primario e le aree protette uno strumento insostituibile per dare un futuro alle comunità locali e fronteggiare fenomeni negativi ambientali in atto, a cominciare dai cambiamenti climatici e dal consumo di suolo”.

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Stanziati un milione mezzo di Euro dalla Regione. Zappaterra (PD) ‘Credito più facile per le aziende agricole. Priorità per imprese condotte da giovani’

da: ufficio stampa Partito Democratico Emilia-Romagna

‘L’iniziativa della Giunta regionale di stanziare un milione e mezzo di euro per il credito agevolato, è un segnale concreto di sostegno ai nostri agricoltori’.

La consigliera Marcella Zappaterra (PD) plaude all’iniziativa dell’Assessore regionale Simona Caselli che ha promosso lo stanziamento di un milione e mezzo di euro per abbattere il costo del denaro per il credito di conduzione fino a 1,25 punti percentuali, rispetto ai tassi applicati normalmente dalle banche.

‘Il sostegno al credito per gli agricoltori è fondamentale e la priorità che si intende dare per le aziende di imprenditori under 40 vuole incentivare la scelta di tanti giovani che hanno ripreso a vedere l’agricoltura come una opportunità di lavoro’ – sottolinea la consigliera regionale.

Tutte le imprese agricole senza distinzioni tra settori di produzione potranno presentare domanda al proprio Istituto di credito e all’organismo di garanzia di appartenenza fino al prossimo 2 ottobre per il tramite degli Agrifidi, gli organismi di garanzia che operano in agricoltura. Gli Agrifidi provvedono direttamente all’istruttoria dell’istanza, alla concessione e alla liquidazione del contributo usando le risorse della Regione. I prestiti, a breve termine e con durata fino a 12 mesi, coprono le spese che l’imprenditore deve anticipare per il completamento del ciclo produttivo-colturale, fino alla vendita dei prodotti.

‘Un aiuto importante – sottolinea la Zappaterra – che vuole incentivare lo straordinario dinamismo con cui in questi anni difficili le imprese agricole emiliano-romagnole hanno cercato di resistere alla crisi. Siamo convinti che nella nostra Regione l’agricoltura, l’agroindustria e l’agroalimentare, tanto più in questo momento di difficoltà, possano rappresentare un volano di sviluppo per tutto il territorio regionale”.

Puedes Summer Night: ferragosto con i Vallanzaska, domenica il ritorno degli Strike

da: Associazione Culturale Puedes

IL PROGRAMMA DEL 15 AGOSTO
Concerto (ore 22 circa) Vallanzaska 
I Vallanzaska nascono a Milano nel 1991 il giorno di San Valentino. Nel 1992 incidono due brani che andranno su uno Split Ep (vinile rosso) edito dalla Nutty Life Records. Nel 1994 dopo tre anni di concerti, cantina e sudore, si autoproducono il loro primo disco Otto etti di ottagoni netti. Condividono il palco con Elio e le Storie Tese, partecipano al primo Moonstomp Ska Festival e interpretano lo spot della Heineken. Nel 1998 esce Cheope (Audiar/Sony) pietra miliare per il genere Ska. L’album sarà presente per sei mesi nella classifica di vendite di Musica & Dischi. Aprono agli OffSpring nell’incredibile ‘Americana Tour’ del 1999.

IL PROGRAMMA DEL 16 AGOSTO

Aperitivo “Dammi spazio” (ore 19 circa)
Un gesto semplice per salvare una vita – L’importanza del massaggio cardiaco. A cura di Giorgio Cantelli medico del 118.

Concerto (ore 22 circa) Strike
Gli Strike, dal 1986 sulla scena, genialmente creativi, casinisti di un pensiero che con il tempo non tende a rimarginarsi, a smettere di suonare. Grazie alla loro spinta innovativa sono nate negli anni band che oggi raccolgono i frutti di una vita e che li ha portati a copiare o prendere spunto dai primi nati, dai primi arrivati dal punto di vista musicale. Troppo impegnati a suonare, hanno sempre avuto poco tempo per fermarsi in studio a registrare: le chiamano ‘live band’, e spesso hanno un destino segnato.

Sing&Sound: vincono Thomas e Rossella, ma la finale l’avrebbero meritata un po’ tutti

da: organizzatori

Grandi qualità canore a Lido di Spina per la quinta tappa del contest musicale

Thomas e Rossella sono i finalisti selezionati ma il gala conclusivo di Sing&Sound l’avrebbero meritato un po’ tutti: tappa di grandissima qualità canora e molti imbarazzi per la giuria tecnica che – come da regolamento – ha comunque dovuto eliminare cinque fra le sette voci in gara, l’altra sera a Lido di Spina. Davanti ad un numeroso pubblico, il penultimo appuntamento di qualificazione del contest itinerante promosso nell’ambito di “Aspettando la Sagra dell’Anguilla” ha individuato ancora due fra le dodici voci che saranno protagoniste nella finalissima di domenica 4 ottobre a Comacchio in occasione della grande kermesse della ‘regina delle valli’. Dopo il ‘fuori concorso’ di Arianna Carli – ideatrice e art director dell’evento – che, insieme alla giovanissima Serena Mancini, ha proposto un’intensissima performance di canto e danza sulle note di “Black and Gold”, sono saliti sul palco allestito in piazzale Caravaggio – presentati dalla sempre bravissima Ester Dianati – i bolognesi Fabio della Casa, che ha proposto “Un’avventura” di Lucio Battisti e Chiara Bincoletto con “Luce” (Elisa), Alice Montorsi, di Formigine, con “Wunderkind” di Alanis Morisette, Simone Leonardi, di Lugo, con “Sally” di Vasco Rossi e la migliarinese Barbara Sciara con “La cura” di Franco Battiato. Il verdetto finale, dopo l’applauditissima passerella di Beatrice Cavallari e dello zumba team El Movimiento, ha premiato Thomas Bocchimpani, quindicenne di Bassano del Grappa che ha ammaliato il pubblico cantando e ballando sulle note di “Uptown funk” di Bruno Mars, e la strepitosa voce della modenese Rossella Longo, con “It’s a man’s world” di Cristina Aguilera. Prossimo ed ultimo appuntamento di qualificazione, sempre con l’animazione di Radio Sound 98.1 Fm, giovedì 20 agosto alle 21,30 in piazza Italia a Lido delle Nazioni. Info & iscrizioni: tel. 349 8190452 www.eventicomacchio.it

Straferrara: 84 anni il 14 agosto e non li dimostra…

da: Maria Cristina Nascosi Sandri

Ottantaquattro anni: un bel traguardo per chi lo raggiunge, specie se a farlo è una compagine di teatro, il lavoro individuale e, ancor più, corale di molte persone che, nel corso del tempo, alcune ancora ‘presenti’, altre no, han superato armoniosamente tante vicissitudini, alcune forse brutte, molte sicuramente belle, se l’amore per la Grande Magìa, il teatro, come la definiva Eduardo De Filippo, li ha tenuti insieme così a lungo.
E’ la storia della Straferrara quella che fra un anno toccherà un numero magico, scaramantico, gli 85 anni di vita
Il 1923 è l’anno che segna la nascita ufficiale della produzione di commedie originali scritte in lingua dialettale ferrarese: il merito va tutto ad Alfredo Pittèri, il più grande autore di drammi in lingua dialettale, certo – ma anche autentico intellettuale antesignano del suo tempo, collaboratore, tra gli altri di F. Tommaso Marinetti – ed al suo Adìo, Rusìna che vede la luce il 23 marzo di quello stesso anno, presso il Teatro del Soldato di via XX Settembre.
La data di nascita, imprescindibile, per il teatro dialettale ferrarese, dunque, è il 14 agosto del 1931: viene fondata la compagnia “Straferrara” e capocomico è Ultimo Spadoni ed insieme con lui sottoscrivono l’atto fondativo Norma Masieri, moglie di Alfredo Pitteri, Erge Viadana (la migliore interprete in senso assoluto de La Castalda, uno dei loro cavalli di battaglia), Mario e Piero Bellini, Umberto Makain, Renato Benini, Leonina Guidi Lazzari, Arnaldo Legnani.
La neo-compagnia esce ufficialmente allo scoperto circa due settimane più tardi, il 3 di settembre di quello stesso 1931, sede il Teatro dei Cacciatori di Pontelagoscuro.
La commedia proposta era Pàdar, fiòl e … Stefanìn, un testo di Alfredo Pitteri cui fece seguito, come prassi d’allora, un atto unico sempre di sua mano, L’unich rimèdi.
La “Straferrara” del cav. Ultimo Spadoni, di sua moglie Teresa Bosi resse fino al 1967 e poi, con passaggio di artistico testimone, fu nelle mani della loro figlia ‘Cici’ Rossana Spadoni, (la così definita dalla stampa nazionale di allora Shirley Temple italiana, talmente brava da calcare le scene, all’età di tre anni, con una compagnia a lei intestata, proponente testi di autori nazionali come Eligio Possenti, anche a Trieste o, Dario Niccodemi) che ne diresse la conduzione insieme con il marito Beppe Faggioli, mantenendola tuttora, pur se Beppe, il grande Beppe, ci ha lasciato quasi 2 anni fa…

Da quel lontano 1931 a tutt’oggi – com’è ben noto – la “Straferrara” non ha mai smesso di recitare, neppure in tempo di guerra, sotto i bombardamenti: attori, personaggi/interpreti, caratteristi han sempre lavorato, con contributi a vario titolo, per il grande cinema girato a Ferrara ( Michelangelo Antonioni, Vittorio De Sica, Gianfranco Mingozzi, Gigi Magni – mancato 2 anni fa un mese dopo Beppe – Florestano Vancini, per non citarne che alcuni, ferraresi e no, nazionali ed internazionali ) e per la televisione degli sceneggiati-capolavoro che han fatto Storia e, soprattutto, Cultura, come Il mulino del Po, di Sandro Bolchi, tratto dall’omonimo romanzo di Riccardo Bacchelli.
Giovedì 27 agosto, alle ore 21, presso il Centro Sociale del Barco, la Straferrara dedicherà una serata alla memoria di Beppe Faggioli, Anima della Compagnia, con una serie di esilaranti atti unici: La comicità, allora, sarà per davvero in scena…

Favole sotto gli alberi, l’ultimo appuntamento

da: organizzatori

Torna in scena il Baule Volante con “Nico cerca un amico”.

L’undicesima edizione della rassegna estiva di Teatro per Bambini e Famiglie Favole sotto gli alberi si concluderà, sabato 15 agosto alle ore 21,15 presso il Giardino delle Duchesse (ingresso da Via Garibaldi, 6) con lo spettacolo della compagnia di casa: Il Baule Volante presenta lo spettacolo più amato dal pubblico dei piccolissimi “Nico cerca un amico”.

Accade spesso al Baule Volante che quella al Giardino delle Duchesse sia la tappa conclusiva di una faticosa tournée durata un anno intero oppure anche molto di più: dopo una lunga maratona di spettacoli che ha portato la compagnia ferrarese in Francia (con oltre 30 repliche tra Lorena e Rodano-Alpi), in Svizzera, ma anche in Calabria, Lazio, Piemonte, Lombardia, Toscana e una miriade di teatri piccoli e grandi della nostra regione (per un totale di oltre 130 repliche !!), è sempre un grande piacere per Liliana Letterese e Andrea Lugli, gli storici fondatori della compagnia cittadina, concludere la tournée presentando ai bambini della loro città uno fra i migliori spettacoli del repertorio.
“Nico cerca un amico” è uno spettacolo piccolo, pensato per i piccoli, che racconta una storia piccina piccina ma tenera e ricolma di poesia, come solo le cose piccole possono fare.
La storia narrata è quella di Nico: Nico è un topolino felice. Ha una bella casa, gli piace giocare con i suoi amici topi, mangiare, dormire, passeggiare.
Un bel giorno, però, scopre di non aver più voglia di giocare, e nemmeno di mangiare o di dormire… Ha voglia di cercare un nuovo amico, un amico speciale: un amico diverso da lui. E allora parte alla ricerca. Esce di casa e incontra tanti animali, tutti diversi, alcuni grandi, altri piccoli, altri addirittura piccolissimi. Alcuni anche pericolosi! A tutti offre la sua amicizia, ma… scopre ben presto che non è così facile trovare un amico diverso…

Musica Marfisa: questa sera in concerto i Look Mama

da: Circolo culturale Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” – Ferrara

Saranno in pedana stasera (giovedì 13 agosto 2015, ndr) alle 21,30 a “Musica a Marfisa d’Este” i Look Mama. La rassegna è organizzata nell’omonima Palazzina di Corso Giovecca 170 dal Circolo Frescobaldi con la collaborazione dei Civici Musei d’Arte Antica di Ferrara. L’ingresso è a offerta libera pro Ant.

Look Mama è una formazione nata nel 2012 a Ferrara dall’unione delle diverse esperienze musicali dei propri componenti, aggregati approdando ad un genere musicale che unisce standard jazz, bossanova, blues, canzone d’autore italiana e qualche rimando al pop anni ’80 del Novecento. I suoi componenti sono Barbara Felisatti e Silvia Cariani (voci), Cecilia Bertacchini (sax tenore), Simona Squarzoni (sax alto e tenore), Stefano Mandrioli (sax baritono e soprano), Oleg Alessandro Andreatti (sax contralto), Davide Zabbari (chitarra e basso), Roberto Baiocchi (basso e chitarra), Marco Artioli (percussioni) e Stefano Guarisco (batteria). In programma musiche e canzoni di Jobim, Duke Ellington, Cole Porter, Billie Holiday, Paolo Conte, Fred Buscaglione, Mina, Sade

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IL CORSIVO
La locanda di Valle Oppio

Pronto Ada? Non mi faccio viva da tempo perché il sant’uomo questa volta la sua aureola formato famiglia se l’è proprio guadagnata: col sudore della fronte e il sangue del suo sangue. Novello Pistorius, si è fatto fare un ginocchio di titanio, per l’operazione ha scelto l’ospedale del Delta, che, come sai, si trova nella valle di Lagosanto, là dove salpano i gabbiani. Volevi che lo lasciassi solo laggiù in quella landa desolata? Con tutti i mali che ho non se ne trova uno che mi valga il ricovero, però pochi giorni prima dell’intervento veniamo a sapere che a 200 metri dall’ospedale è aperta la Locanda. Benedetto infermiere chiacchierino: Grazie alle vostre informazioni saporite scendo alla Locanda. E’ difficile descrivere che cosa si prova alla Locanda. La camera da letto è in realtà una camerata dove riposano con agio quattro letti, le finestre (sigillate perché in valle le zanzare non perdonano) sono ornate da alte tende rosse (sigillate come sopra) che conferiscono all’ambiente inutilmente ampio e vacuamente solenne l’ria di un manufatto del realismo socialista. Si sente la mancanza di un ritratto di Stalin alla parete, per il resto tutto – il democratico neon al soffitto, le indistruttibili rose di plastica sul finto bureau – tutto inneggia all’arte sovietica. E poi, Ada, non ti ho ancora detto della Locandiera: una non più giovane ragazzona dell’Est che la sera, per la cena, indossa un abito scaltro da gran gourmet, completando la scenografia con una cuffietta candida inamidata e siamo in pieno Vermeer. Ma il meglio (o il peggio) sono i dopocena, quando l’anima nibelungica della Locandiera si apre ai ricordi. Non ti ho ancora detto che sono l’unica ospite, quindi la facondia della locandiera è tutta per me. E’ durato tre sere il racconto del funerale della mamma, morta stecchita a Berlino, dove lei era andata a farle visita. Non volendo seppellirla laggiù pensa bene di far cremare la mamma e portarsela con sé in Italia. Quando alla dogana presenta lo scatolone dei Gran Pavesi e le chiedono che cosa contenga, la fanciulla, che fino a quel momento aveva retto, scoppia in un pianto dirotto: “No, non ci sono i Gran Pavesi, c’è la mia mamma in polvere”. Ignoro in quale cimitero riposino ora i resti cinerini della mamma, ma nel giardino della Locanda sorge un cespuglio di settembrini incarognito e stenterello, vuoi vedere che è la mamma ancora incazzata per la faccenda dei Gran Pavesi? Io, comunque, giro alla larga e anche il gatto, quando passa di lì, non mi sembra contento. Per il resto l’ospedale del Delta è un luogo allegro, essendo vicino alle località balneari, è frequentato da molti incidentati: il ventiduenne eh si è maciullato un gomito correndo sui pattini, il pluribarbuto danese, che, ubriacato dal fascino italiano, si è tuffato nell’azzurra piscina del Lido credendola colma di acque celestiali e, invece, era vuota! Insomma, il sant’uomo ha modo di passarsela perché, sai Ada, se si gode di buona salute all’ospedale si sopravvive benino. Però, quando la sera giunge l’urlo dell’ambulanza che ricovera la ragazza con i capelli impastati di sangue benzina, il sorriso si tace e il sant’uomo chiede di spegnere la luce.

Puedes Summer Night: questa sera Social street e la storia del rock

da: Associazione Culturale Puedes

Aperitivo “Dammi spazio” (dalle ore 18.30 circa)
Social Street, i nuovi vicini di casa, con esponenti di vari Social Street tra cui Federico Bastiani, il fondatore della prima social street ormai una star internazionale. L’idea del “social street” ha origine dall’esperienza del gruppo facebook “Residenti in Via Fondazza – Bologna” iniziata nel settembre 2013. L’obiettivo del Social Street è quello di socializzare con i vicini della propria strada di residenza al fine di instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti collettivi di interesse comune e trarre quindi tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione sociale..

Concerto (ore 22.00 circa)
Ambramarie | Lo spettacolo proposto da Ambramarie e i suoi musicisti è un viaggio fra le canzoni della storia del rock, riarrangiate e reinterpretate dalla voce potente e “graffiata” della front-girl, alternati ai brani estratti dal suo album d’esordio. Un nuovo modo di proporsi che fa della cantante bergamasca una delle icone della scena live dell’underground nostrano, che però riesce a catturare l’interesse della grande massa. AmbraMarie partecipa insieme a Pierò Pelù e a Stefano Bollani alla realizzazione del disco “Nessuna Pietà” per sostenere Emergency, compone la sigla “I Don’t Mind” per la trasmissione televisiva “Central Station” condotta da Omar Fantini, conduce in veste di VJ la rubrica Rock Deejay su Deejay Tv.

L’ANTICIPAZIONE
Diritto di rete. Storia di Asif Mohiuddin, vincitore del Premio Anna Politkovskaja 2015. A Ferrara per il festival di Internazionale

Lo hanno perseguitato, picchiato, ferito, arrestato. Hanno spento il suo blog, cercato di ucciderlo, di rubargli la voce e il pensiero. Ma non è servito. Il bengalese Asif Mohiuddin, 30 anni, vincitore dell’edizione 2015 del Premio giornalistico Anna Politkovskaja, istituito nel 2009 in occasione del festival di Internazionale, che si svolge a Ferrara in ottobre, non ha mai smesso di scrivere, parlare, difendere i diritti di donne e bambini del suo Paese, il Bangladesh. Di denunciare le aberrazioni di ogni fondamentalismo religioso, in particolare di quello islamico che, giorno dopo giorno guadagna terreno nel suo Paese. Lo ha fatto in modo laico e nel nome di una libertà d’espressione costata la vita a molti suoi colleghi e amici. La sua è un’esistenza a rischio, come quella di altri blogger, che seppure hanno lasciato il Paese, restano nell’occhio del ciclone, minacciati dagli estremisti di Allah sparpagliati in Europa.

 

“Non mi aspettavo di vincere il premio, è un riconoscimento che mi rende orgoglioso e mi spinge a fare il mio lavoro con sempre maggior professionalità”, dice con un pizzico di emozione. Sulla sua testa pende un processo per blasfemia, è accusato di essere un nemico dell’Islam e di aver diffamato il governo con i suoi commenti in rete. Il suo nome è finito insieme a quello di altri 83 colleghi in una lista nera stilata da una commissione di nove Imam nominata dalle autorità. Niente di buono, tanto che si è ritrovato dietro le sbarre dopo aver subito ogni sorta di interrogari. “Quando ero in carcere, hanno tentato di accoltellarmi, le prime settimane sono state davvero spaventose – racconta – erano tutti ragazzi, volevano uccidermi senza sapere il vero motivo per cui lo stavano facendo. Dietro a quel gesto c’era ignoranza, per questo sono convinto dell’importanza di incidere sul sistema educativo. La religione va insegnata come qualsiasi altra materia, non deve essere l’unico input e soprattutto non deve assoggettare le persone”. Una volta uscito dal carcere è espatriato, l’unica mossa per uscirne vivo, ma non senza rischi.

 

Amnesty International, Reporter senza frontiere, il gruppo bengalese di Bielefeld e dell’Hamburg Foundation for Politically Persecuted People, hanno fatto il possibile per dar voce al suo caso e garantirgli un anno “protetto” lontano dal Bangladesh. Far conoscere il caso di Asif non ha significato azzerare completamente i pericoli che ne accompagnano l’esistenza e la paura che li accompagna. I brutti ricordi sono sempre una presenza scomoda. Nel 2013 davanti alla porta del proprio studio, fu aggredito e accoltellato alle spalle per ben 53 volte, lo trovarono in una pozza di sangue. E a molti suoi colleghi e attivisti andò peggio.   “Ho perso tanti amici, assassinati, ma altri sono ancora in Bangladesh e continuiamo a sentirci attraverso la rete e il profilo face book. La situazione è molto pesante – racconta – Personalmente convivo con la paura da diverso tempo, sapevo di essere nella lista nera dei fondamentalisti, che mi hanno cercato anche all’estero”. Il diritto all’informazione, allo studio, alla libertà di espressione, però possono più della paura. E vivono sulla sua tastiera di blogger.

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IMMAGINARIO
Corsa nei colori.
La foto di oggi…

“Vibe” in inglese vuol dire atmosfera, vibrazione, sensazione. E la “ColorVibe 5Km Run” – in programma per domani sera nel sottomura dei Baluardi – sarà una corsa messa a punto proprio per creare un’atmosfera piena di sensazioni e colori: quelli che finiscono addosso ai partecipanti e che, a loro volta, possono lanciare.

Il Vibe Village fa parte del “Puedes summer night”, il cartellone che porta avanti rinnovandola la tradizione del Buskergarden, la manifestazione che ogni anno anticipa e prepara l’atmosfera del Buskers festival di Ferrara. Il punto di ritrovo – dove si finirà con una festa, musica a tema, bevanda aromatica e immersione tra profumi orientali – è allestito nel sottomura di via Baluardi (ingresso da via Bologna 1) a Ferrara.

Le iscrizioni apagamento sono aperte fino a oggi, giovedì 13 agosto (http://colorvibe.it/localita/ferrara15/), ma online ci si potrà iscrivere fino a domani, 14 agosto

OGGI – IMMAGINARIO EVENTI

color-vibe-corsa-ferraraOgni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

ACCORDI
The wall.
Il brano di oggi…

Album: The Wall del 1979
Album: The Wall del 1979

Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta…

(per ascoltarlo cliccare sul titolo)

Pink Floyd – Another Brick In The Wall

Il 13 agosto del 1961 a Berlino incominciarono i lavori di costruzione del muro più famoso della storia. La Germania ed il mondo venivano divisi ufficialmente in est ed ovest, una divisione che costò la vita a moltissimi temerari che tentarono di oltrepassarlo.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

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Redazione

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