Giorno: 14 Agosto 2015

L’Italia maschile di Tchoukball terza ai mondiali di Taiwan

da: ufficio stampa Ferrara Tchoukball

La nazionale italiana maschile di Tchoukball conquista la medaglia di bronzo ai Mondiali di Taiwan.
Un risultato di altissimo livello per una squadra ampiamente rinnovata che proponeva in campo solo due superstiti della formazione che nella precedente edizione (a Ferrara nel 2011) aveva conquistato la seconda piazza.
Il miglior risultato possibile, quindi, ottenuto dietro nazioni (Taiwan e Singapore) in cui il Tchoukball gode di finanziamenti governativi e di investimenti di privati che lo portano ormai alle soglie del professionismo. Si potrebbe quasi dire che gli italiani sono i primi nel mondo “normale” del Tchoukball se non fosse che l’assenza di Svizzera, Austria e Germania non rende credibile questa affermazione. Su questo tema la verifica sarà già nel 2016 coi Campionati Europei in Repubblica Ceca.
Molti in Italia e a Ferrara hanno fatto le ore piccole per seguire sul web gli aggiornamenti del Torneo. Il girone di qualificazione ha proposto le sfide inedite con Thailandia, Hong Kong, Indonesia, Pakistan e Francia, vinte agevolmente anche se non sempre rispettando appieno i valori in campo.
La squadra, comunque, accumulava esperienza che è risultata utile per le partite più incerte: quella con la Malesia vinta di soli 3 punti e quella con la squadra B di Taiwan persa con un solo punto di scarto (ma ininfluente per la classifica).
Col primo posto nel girone l’Italia si è qualificata per la semifinale con Singapore.
Tutto ciò, però, è avvenuto con una giornata di pausa forzata dovuta al passaggio del tifone Soudelor che sabato 8 agosto si è abbattuto su Taiwan. Passato l’uragano gli organizzatori hanno recuperato un’intera giornata di gare nella sola mattinata di domenica.
E’ successo così che gli azzurri dalle 8 di mattina alle 13 hanno disputato (unici, a causa del calendario dei giorni precedenti) 4 partite in rapida sequenza. Un tour de force senza precedenti che ha decisamente influito sulla semifinale con Singapore. Il divario fra le squadre è indubbio ma la difficoltà degli azzurri a entrare in partita ha diverse attenuanti.
Bravi i nostri portacolori a raschiare il barile delle energie per portare a casa la medaglia di bronzo vincendo per la seconda volta di soli tre punti con la Malesia.
Buoni segnali per il futuro di questa squadra rinnovata dall’allenatore (il ferrarese Andrea Fergnani) con ragazzi giovani provenienti da più squadre anche di serie B: esperienze forti come questa in terra asiatica rafforzano la coesione e stimolano la voglia di migliorare.
Nel gruppo i tre giocatori ferraresi (Mattia Arveda, Stefano Checchi, Antonio Notarangelo) hanno dato il loro contributo ad un successo frutto del lavoro di squadra.

Poste Italiane: WiFi gratuito e facile per tutti. A Ferrara il servizio è già attivo nell’ufficio postale di Viale Cavour

da: Poste Italiane, ufficio Comunicazione Territoriale Emilia-Romagna e Marche

I cittadini possono accedere alla rete internet con pc, smartphone o tablet

Una realtà postale, quella di Ferrara, più digitale ma anche più moderna e facile per i cittadini, le imprese e la Pubblica Amministrazione: è l’obiettivo principale di Poste Italiane con il lancio del nuovo servizio WiFi gratuito, facile e sicuro negli uffici postali.
«Nel capoluogo della nostra provincia – afferma la direttrice della Filiale di Ferrara Fulvia Allegretti – è già attivo il collegamento alla rete internet all’interno dell’ufficio postale centrale di Viale Cavour, nel quale è a disposizione della clientela un hot spot gratuito che ha il vantaggio di migliorare la Customer Experience e dà la possibilità di svolgere alcune attività propedeutiche ai servizi richiesti. E’ stato inoltre già pianificato il progressivo ampliamento del numero degli uffici abilitati nel nostro territorio».
In Emilia Romagna gli uffici postali con il servizio WiFi sono attualmente 26 e saliranno a circa 60 entro la fine dell’anno.
Accedere alla rete all’interno degli uffici postali è semplice e a portata di click: basta infatti registrarsi comunicando il proprio numero di telefono mobile al quale verrà inviato un messaggio con le credenziali per l’accesso al WiFi. A quel punto, attraverso smartphone, tablet o pc sarà possibile navigare su internet, dialogare sui social network o lavorare in attesa del proprio turno allo sportello.
«Il progetto WiFi – sottolinea l’Ad di Poste Italiane Francesco Caio – rientra nella missione che ci siamo dati per i prossimi anni con il Piano Strategico Poste 2020: vogliamo essere gli architetti di un’Italia digitale e stiamo lavorando per rendere migliore la vita delle persone, includendo tutti, e con particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione. Entro la fine dell’anno saranno 900 gli uffici postali coperti dal servizio, con la previsione di estenderlo a tutti entro i prossimi tre anni, realizzando la rete gratuita di hot spot WiFi più estesa in Italia. E’ un altro passo nello sviluppo di prodotti e servizi semplici e sicuri che, con investimenti per oltre 3 miliardi di euro, punta a fare di Poste Italiane l’azienda leader del processo di cambiamento e di avanzamento economico e sociale del Paese, permettendo a tutti di cogliere le opportunità di sviluppo offerte dal digitale».

Artigiani artisti itineranti al Buskers festival: torna la mostra mercato al Giardino delle Duchesse

da: ufficio stampa Cna Ferrara

Sono 27 le attività provenienti da tutta Italia rappresentative delle più diverse vocazioni artigianali

Da sabato 22 fino al 30 agosto, in occasione del Buskers Festival 2015, al Giardino delle Duchesse di piazza Municipale, appuntamento con la Mostra mercato degli Artigiani artisti itineranti, organizzata dalla Cna, con molti volti nuovi e una grande gamma di creazioni, all’insegna dell’originalità e qualità.
Questa edizione si presenta con i caratteri distintivi di eccellenza del migliore artigianato artistico, capace di combinare tradizione e fermenti innovativi e contemporanei, comunque contrassegnati da quell’impronta di qualità, sapienza manuale, attenzione ai materiali e capacità creativa che contraddistinguono da sempre la produzione del nostro Paese.
Ma ecco i 27 protagonisti del Giardino degli Artigiani artisti itineranti, che ospita sia aziende ferraresi che di altre aree sia della regione che italiane, che si svolgerà proprio nel cuore del Buskers Festival 2015: Aprovecharte di Marco Sala (oggetti di arredo da materiali riciclati – Modena); Arizona di Raffaele Scaldarella (oggettistica in legno – Caserta); Arte De’ Contrari di De Lazzaro Enrico (foto e installazioni visive – Ferrara); Ceramica Artistica Graffita di Mazza Franco (ceramica artistica – Ferrara); Creative Lizeart di Katia Ciocca (oggetti di arredo per la casa – Mondavio); Dasca Design di Davide Angeli (lampade e gioielli in seta vetrificata – Opera); Epan Production di Alessandro Angeli (bolle giganti – Torre del Lago); Barbara Fanti (accessori moda in ceramica – Sasso Marconi); Bottega Gazpacho di Giovanni Cavalleri (Borse e accessori in materiale riciclato – Bergamo); Figli di Trottola di Francesco Bramucci (giochi in legno – Arcevia); Fix Art di Simona Foglia (oggetti, complementi d’arredo e gioielli realizzati con materiali di recupero –Misano Adriatico); Folets Arte e Cuoio di Pietro Traina (calzature e manufatti su misura in pelle – Fano); Sergio Alejandro Godoy (burattini – Casoli); La Botteghilia di Bencivenni Ilaria (accessori e bigiotteria – Marzabotto); Mapulap Laboratorio Creativo di Stefania Gallina (creazioni in cartapesta a tema circense – Torino); Officina Ceramica Artistica di Greta Filippini (ceramiche artistiche – Ferrara); Oxido di Andrea Giovannelli (specchiere e cornici – Argenta); Pachamama di Elisabetta Occhi (ceramiche artistiche – Serravalle); Pensieri di Sabbia di Saieva Minea (quadri, formelle, specchi con la sabbia – Ferrara); Raggi di Luna di Patrizia Gabbanelli (manufatti in pelle e cuoio – Castelfidardo); Michele Ruscitto (lavorazione artistica di vinili – Ota Nova); Sagramoro di Aggeo Caccia (lavorazione pellami – Bondeno); Rita Schiavi (accessori moda in pelle, jeans, stoffa – Ferrara); Sugo di Andrea Mattei (abbigliamento e accessori – Torino); Tekton di Nicolò Nocera (bijoux realizzati a mano – Grugliasco); Grazia Tiberi ( capi di sartoria – Rueglio); Vetro Magico di Claudio Facchini (vetro soffiato – Milano).
“La mostra mercato al Giardino delle Duchesse – sottolinea Mauro Balestra, responsabile di Cna Turismo che ne ha curato la realizzazione – rappresenta un valido spaccato della forza di un settore, quello dell’artigianato artistico italiano, che sa continuamente rinnovarsi e crescere, anche tra le nuove generazioni, nonostante le difficoltà economiche e la crisi dei consumi. L’intento di questa nostra iniziativa è di offrire un’opportunità importante a queste imprese e ad altri giovani che vogliano cimentarsi con questa attività, attraverso la partecipazione ad una manifestazione prestigiosa come il Buskers Festival, che attira migliaia di visitatori”.

DIARIO IN PUBBLICO
Ricordi versiliesi

Ricordo bene l’anno: 1956. I nonni adottivi decidono di trasferirsi a Viareggio ed aprire una piccola attività commerciale di fronte alla Pineta. Lei, la nonna Ghita, discendente dai conti Crispi, lui, il nonno Berto, direttore delle poste ferraresi e naturalmente cavaliere. Hanno una figlia, la zia Lina, bellissima ma claudicante. La famiglia del nonno è pisana e a Ferrara abitano l’appartamento al di sopra di quello dove son nato. Enorme. Quattordici stanze in parte requisite dalla guerra. Lì trascorro la mia solitaria fanciullezza e adolescenza con il cambio casa dal venerdì alla domenica. Regole severe: al cinema sì ma non con mio fratello e i suoi scatenati amici che fumano e rumoreggiano ( specie a vedere “Tarzan”) nei terzi posti. Al massimo un dignitoso secondi posti, da solo. Fra vecchie dame e anziani signori.

Ma a Viareggio le cose cambiano. Ben presto al bagno “Adriana” accanto all’orologio in Passeggiata mi trovo una ghenga di tutto rispetto e la bagnina, la vera potenza del bagno, non storce il naso se per dividere la cabina (obbligatoria) siamo in una quindicina tra ragazze e ragazzi e a lei tocca lavare tutti i costumi. L’altra potenza indiscussa è “la melaia” che, trasportando le mele caramellate lungo il litorale, ci annuncia l’arrivo degli “stranieri” che val la pena di conoscere.

Una vita da spiaggia impossibile da paragonare alla presente. Già il cambio di prospettiva tra la riviera romagnola e quella versiliese comportava un adeguarsi a nuovi riti e nuovi miti: a “Ritzzone” alias Riccione nella parlata romagnola, viale Ceccarini, il “Florida”; a Viareggio i locali della “Capannina” e della “Bussola” che nulla dicevano agli ammiratori scatenati delle straniere e al tipico bagnino palestrato che faceva strage di cuori tra Rimini e Cattolica. Nella ghenga viareggina qualche figlio di potenti ci fece avere la tessera d’ingresso gratuito alla Bussola e dopo aver traccheggiato almeno fino alle una di notte in Passeggiata si inforcavano lambrette, vespe e al caso le biciclette e ci si trasferiva nel luogo magico. Naturalmente impossibile sedersi a un tavolo causa mancanza di dané. Se non si ballava fino allo sfinimento, bisognava appoggiarsi con naturalezza al bancone del bar e far finta di osservare il movimento con occhio falsamente distratto mentre il cuore si scioglieva a sentire Mina o addirittura la immensa Marlene Dietrich. E ballare cheek to cheek sfiorando Paola del Belgio slimonante col suo bel futuro re o i rappresentanti di qualche Agnelli giovane conosciuto solo da pochi lettori della pagina gossip della “Nazione”  mentre noi, vagamente di sinistra, si leggeva “Il Tirreno”.

Ma le mode cambiavano anno dopo anno. Il fotografo della Passeggiata ci immortalava  abbronzati e felici d’estate o, durante il carnevale, con i costumi presi a nolo per la festa immancabile al Principe di Piemonte. Ma non si era più in ad ammucchiarsi dalla Adriana. Bisognava spostarsi alla città- giardino un orrido e lussuoso quartiere tra Viareggio e Lido di Camaiore. Qui travolti da un insolito destino d’agosto i flirt diventavano più impegnativi, spuntavano le prime utilitarie e il vero snob si spostava a Lerici o a Tellaro: andata e ritorno in giornata naturalmente sulla nazionale e non certo in autostrada con colletta generale per la benzina.

L’Università stava per finire e le soste a Viareggio dei nonni sempre più lunghe in tempi non festivi permettevano le biciclettate lungo la battima per raggiungere il caffè Roma al Forte dei Marmi e, confortati dalla presenza aleggiante di Montale, ci si sedeva a leggere la traduzione dell’Ulisse di Joyce sotto le molli ombre dei platani. Poi da Pietrino a mangiare la focaccia o al mercoledì al mercato dove fare un pensiero sui cachemire ( i primi) a prezzi abbordabili.

Sono decenni che non passo le vacanze in Versilia. Le ultime al Bagno Liù dietro il tendone di “Bussola domani”. Qui approdavano Maestri insigni. La casa del bagnino occupata da Paola Barocchi e da Nencioni suo cognato. Una vita semplice fatta di bagni, di sole e di gelati da mangiare ai “Sorci verdi” del Lido di Camaiore. Poi l’ammissione al caffè Roma dove l’aperitivo era condiviso tra elette discussioni con Domenico de Robertis, Adelia Noferi, Piero Bigongiari e talvolta Mario Luzi di passaggio. Ormai “La Bussola” o “La Capannina” stavano tramontando e con esse il senso del ballo inteso non come ora sostitutivo di una  intensa attività fisica. La sua morte era stata decretata dal finale della “Dolce vita”. Le notti versiliesi cambiavano di rotta. Era più credibile passare i pomeriggi al “Caffè Margherita” a parlare d’arte o di letteratura, riesumare l’arte di Lorenzo Viani o procurarsi a ogni costo il biglietto per la serata conclusiva del Premio Viareggio. Spingersi fino a Bocca di Magra sulle tracce di Montale o di Byron e ricordarsi che lì approdavano Vittorini e Sereni e Pavese invano aveva tentato di raggiungere gli amici nell’agosto del Cinquanta.

La mia educazione versiliese finisce lì tra i profumi indimenticati della pineta e le ultime escursioni tra Sarzana e Colonnata. Ora rimangono solo i ricordi di luoghi amatissimi che forse non saranno più quelli che ho conosciuto  ma che ti hanno insegnato a credere nel potere della bellezza e della civiltà.

…E la cronaca del giorno ai Lidi

Appena inviati al giornale i ricordi di una vita da spiaggia di tanti anni fa, ecco che oggi al Lido degli Estensi si scatena la tempesta perfetta consegnando quel che avviene sulle spiagge (a cronache mute, non riportate dai giornali) e fissando per sempre una immagine vergognosa di quel che succede nell’ormai riclassificato Laido, ma soprattutto a coronare la vicenda, mettendo in luce quella razza di “itagliani” che si definiscono villeggianti e che oggi hanno avuto un gran divertimento ed eccitazione per il loro teatro gratuito.

Già dal primo mattino le polpute dame e i curiosi si accalcavano attorno ai baracchini dei dannati della terra che promettevano ulteriori sconti ferragostani. Il mare era completamente nascosto dalle improvvisate estensioni di merce contraffatta e si vedeva solo un immenso palcoscenico di natiche e corpacci sudati tutti intenti ai tristi traffici. Improvvisamente i caporali danno il segnale; ma troppo tardi. Irrompono di corsa dalle passerelle dei bagni una decina di poliziotti che si mettono ad inseguire gli abusivi. Spettacolarmente alcuni di loro si gettano in acqua con la mercanzia, altri fuggono inseguiti da ragazzi in blu che sembrano appena usciti da qualche gara di corsa. Uno viene preso e ammanettato tra i lamenti dei caporali e lo sguardo smorfiosetto delle dame che commentano: “Almeno la polizia ha uno stipendio fisso, questi poveracci non hanno niente!!!” A pensare che chi dovrebbe essere punito sono proprio loro: gli sconsiderati compratori degli stracci firmati. Ecco allora che non i blitz della polizia sono necessari, ma la severa applicazione delle multe ai compratori del falso lusso. Ma il solito sindaco di Comacchio non aveva promesso multe altissime agli sventati e irriducibili compratori di schifezzine? Perché non si applica il provvedimento? Perché ci si limita a minacciare per gattopardescamente non cambiare nulla?
E di fatti stamane i fagotti son più numerosi, le distese, più ampie pigramente sciorinano la loro merce e gli “itagliani” comprano, comprano scuotendo il loro lardo pr rassicurarsi che tutto va ben signor la marchesa…
Prima considerazione: perché solo davanti a certi bagni si vede l’affollamento degli abusivi? Seconda considerazione: la Carife del Lido oggi non distribuisce i soldi prelevati col bancomat. L’Unicredit ne distribuisce solo 150. Siamo in Grecia?

Una città piccola piccola, un sindaco e la sfida dei numeri

Immaginiamo la più piccola città del Canada vista dall’alto, incollati al finestrino di un aereo scintillante che sorvola colorati giardini fioriti, albe arancioni e vite che si intrecciano nella loro più normale, ma allo stesso tempo peculiare, quotidianità. Sotto di noi le vicissitudini di 1500 abitanti scorrono in un romanzo divertente e originale. Un mondo a se’ stante.
Questa cittadina deve restare la più piccola, la meno popolata, entrare quasi nel Guinness dei primati, non un abitante di più non uno di meno. Per mantenere questo numero magico che varrà la visita del Primo Ministro il giorno della festa nazionale canadese, Hosea Funk, classe 1943, sindaco di Algren, dovrà attraversare mille peripezie, combattere duramente per conservare il sangue freddo e fronteggiare mille imprevisti. Quelle visita è per Hosea particolarmente importante, non solo per il lustro che essa porterebbe alla sua cittadina, ma, soprattutto per la confessione di sua madre Euphemia, in punto di morte: il primo ministro, John Baert, è il suo vero padre.

Concepito tanti anni prima dopo un ballo, in un campo di colza illuminato solo da una pallida luna, Hosea desidera, quindi, riscattarsi e incontrare il padre. Ma mantenere quel numero di 1500 diventa presto una vera impresa: Max che rientra per riconquistare la sua donna, ovvero un abitante di troppo, bilanciato dal vecchio Hamm che esala l’ultimo respiro a oltre 90 anni. I conti tornano ma un parto trigemellare rimette tutto in discussione. E poi la fidanzata Lorna che vuole trasferirsi da Hosea, partenze e arrivi, spiegazioni e dubbi, suspense legata sempre alle stesse domande: ce la farà Hosea oppure no? Tornano i numeri? Come farli quadrare? Johnny che se ne va lontano per cercare avventure con altre donne e Tom, l’amico fidato di lunga data che si vede abbandonato da un cuore ormai vecchio e stanco, bilanciano i conti ancora per un po’. Numeri che vanno e vengono come su un pallottoliere, vite che giocano scherzi, che si intrecciano per poi tornare, che tengono Hosea sempre sul filo del rasoio. Non è certo facile cercare di tenere fermo il mondo… .

Mentre i mesi passano e il caso gioca con i numeri e il destino del nostro amico sindaco, perché è diventato nostro amico (e pure simpatico), la vita scorre veloce e lenta ad Algren, le aiuole fioriscono, i prati rinverdiscono, i fiori sbocciano, i cuori palpitano, i malintesi avanzano, le mani si intrecciano, le persone mangiano-bevono-dicono parolacce e poi si amano e si abbracciano. Intanto luglio si avvicina. E “alle cinque del mattino del primo luglio, chiunque avesse visto Algren dall’alto sarebbe rimasto molto colpito. Bandiere canadesi formate da petunie bianche e rosse scintillavano di rugiada lungo tutta la via principale e riflettevano la luce del sole che stava sorgendo. Il nuovo Teatro estivo di Algren pareva davvero un teatro, almeno all’esterno, e lassù in alto, sopra il margine della città, un cavallo bianco volava nel cielo”. Questo mondo in miniatura ci ha tenuto con il fiato sospeso per diverse ore e giorni, piacevolmente passati ad incrociare le vite di tanti protagonisti simpatici e a volte un po’ bizzarri e commoventi. Abbiamo piacevolmente scoperto un romanzo intenso, ironico, divertente e tenero allo stesso tempo. Siamo arrivati anche noi trepidanti al primo luglio. Quel giorno tanto atteso i numeri quasi magicamente torneranno. Ma con sorpresa finale. Inattesa. Che non vi sveleremo, ma che ci lascia con un sorriso.

Miriam Toews, Un tipo a posto, Marcos y Marcos, 2013, 328 p.

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IMMAGINARIO
Mosca da premio.
La foto di oggi…

Un moscone disegnato a penna bic. E’ l’opera vincitrice della sezione pittura nell’ultima edizione del Premio Niccolini di Ferrara, assegnato nel 2009 e bandito ogni sei anni. L’insetto l’ha realizzato Marcello Carrà, artista ferrarese classe 1976, la cui opera si caratterizza per una precisione quasi maniacale che enfatizza per contrasto il senso di fragilità della vita. Carrà è stato protagonista con le sue opere a Ferrara nel 2010, dove ha esposto alla Mlb home gallery, al Museo di storia naturale e nella Casa Ludovico Ariosto. Riguardiamolo in attesa di conoscere i vincitori dell’edizione 2015, di cui si sono appena chiuse le iscrizioni e in attesa dei nuovi esiti, presumibilmente verso la fine dell’anno.

OGGI – IMMAGINARIO ARTE

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“Moscone” di Marcello Carrà vincitore del Premio Niccolini, IX edizione

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

ACCORDI
Music is love.
Il brano di oggi…

Album: If I Could Only Remember My Name del 1971
Album: If I Could Only Remember My Name del 1971

Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta…

(per ascoltarlo cliccare sul titolo)

David Crosby – Music is Love

“Tutti dicono che la musica è amore”: un bellissimo inno alla bellezza e alla purezza della musica è quello che ci proponeva nel 1971 David Crosby – storico chitarrista e cantante dei Byrds e del super-gruppo Crosby, Still, Nash & Young – che oggi compie 74 anni. La sua carriera gli ha permesso di entrare per ben due volte nella Rock and Roll Hall of Fame, una carriera che proprio dal 1971, con l’album If I Could Only Remember My Name, è stata caratterizzata dalla sua produzione da solista che prosegue tutt’oggi.

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