Giorno: 12 Ottobre 2015

SportAdvisor: un progetto di Unife, Uisp e Kuva Comunicazione

da: Ufficio Stampa Uisp Ferrara

Piattaforma di gestione di manifestazioni, campionati o tornei realizzata in collaborazione con la Facoltà di Ingegneria, che ha coinvolto due tesi di laurea, la prima delle quali è stata discussa oggi, lunedì 12 ottobre

Sport Advisor è il nome di un progetto, tutto ferrarese, nato dall’incontro di Unife, Uisp e Kuva Comunicazione ad uso e consumo di tutti gli appassionati di sport. Gli sviluppatori sono i due laureandi in ingegneria informatica, Giovanni Bucci e Giovanni Grandi che hanno lavorato sotto la diretta supervisione del Prof. Denis Ferraretti.
L’idea di fondo di Sport Advisor è arrivare alla realizzazione di una piattaforma gestionale di manifestazioni, campionati o tornei che, da un lato, raccolga i propri contenuti attraverso un’interazione diretta con i partecipanti e, dall’altro, produca un flusso di notizie personalizzate sulla base delle preferenze degli utenti.
Quest’ultimo aspetto, in particolare, è l’oggetto della tesi di laurea triennale che è stata discussa lunedì 12 ottobre da Giovanni Bucci, ossia la realizzazione di un News Feed simile alla home page di Facebook e Twitter: l’utente, navigando i profili delle diverse squadre o giocatori, deciderà quali seguire e visualizzerà in tempo reale tutti gli aggiornamenti personalizzati. Una seconda tesi, relativa alla realizzazione di un’interfaccia grafica responsive (adattabile a ogni tipo di dispositivo, ndr) verrà discussa a dicembre da Giovanni Grandi.
Un secondo aspetto “social” di Sport Advisor riguarderà profili e commenti: ogni atleta, ogni società, ogni impianto, ogni manifestazione, avrà un suo profilo sportivo identificabile e sarà potenziale oggetto di “discussione” e di apprezzamento da parte degli utenti.
Saranno i prossimi campionati provinciali UISP a fornire il banco di prova e il materiale empirico per il lancio e lo sviluppo della versione base di Sport Advisor, appena realizzata.

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Fusione di Comuni, la soddisfazione di Petitti per i risultati dei referendum

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Ieri i cittadini di 6 Comuni in provincia di Bologna, Parma e Rimini hanno detto sì alla fusione. L’assessore: “Anche questa volta ha vinto la scelta del cambiamento: più servizi, più qualità, meno burocrazia”

In tutti e sei i Comuni dell’Emilia-Romagna dove ieri si sono svolti i referendum consultivi ha vinto il sì alla fusione. Oltre 14 mila i cittadini chiamati al voto a Granaglione e Porretta Terme nel bolognese, Montescudo e Monte Colombo nel riminese, Zibello e Polesine Parmense in provincia di Parma.
“Sono già cinque – afferma l’assessore regionale al Bilancio e riordino istituzionale Emma Petitti – le fusioni realizzate in Emilia-Romagna, che hanno dato vita ai Comuni di Valsamoggia, Fiscaglia, Sissa Trecasali, Poggio Torriana e Ventasso. Anche questa volta i cittadini hanno votato a favore del cambiamento: accorpare i Comuni significa avere meno burocrazia, maggiori servizi e di migliore qualità”.
“É un’altra tappa fondamentale nel processo di riordino istituzionale che abbiamo avviato – aggiunge Petitti -. Ora andiamo avanti sempre più determinati, anche con gli studi di fattibilità già attivati per l’aggregazione di nuovi Comuni. L’obiettivo è chiaro: semplificare, risparmiare, offrire nuove opportunità di investimenti, qualificare ulteriormente i servizi per i cittadini e per le imprese. A disposizione dei Comuni che nasceranno ci sono significative risorse, statali e regionali: solo considerando i primi tre anni, parliamo di 690 mila euro all’anno di contributi finanziari per Granaglione e Porretta Terme, oltre 365 mila per Polesine Parmense e Zibello, quasi 500 mila per Monte Colombo e Montescudo. Per quanto riguarda questi ultimi due Comuni – sottolinea Petitti – è anche giusto riflettere sulla bassa affluenza alle urne, un dato che di per sé non è mai positivo. Rimane il fatto, comunque, che a Montescudo e Monte Colombo rispettivamente oltre l’84% e quasi il 69% dei cittadini che hanno votato si è espresso a favore della fusione”.
L’assessore ricorda inoltre l’importanza data, nella legge regionale di riordino istituzionale, alle Unioni di Comuni e alle Aree vaste: “Abbiamo messo in campo una nuova prospettiva, per passare dal policentrismo alle Aree vaste interprovinciali, i cui ambiti territoriali dovranno essere definiti dai territori. Anche le Unioni di Comuni rivestono un’importanza fondamentale, perché diventano il perno dell’organizzazione dei servizi di prossimità al cittadino. Razionalizzare, semplificare, aggregare – conclude Petitti – sono i cardini del percorso di riordino istituzionale che stiamo realizzando assieme alle Istituzioni locali: l’obiettivo finale è di portare a 300 i Comuni entro questa legislatura”.
Acquisito l’esito dei referendum consultivi, l’Assemblea legislativa delibererà definitivamente entro 60 giorni sui tre progetti di legge di fusione.
Tutti i risultati del voto, con le percentuali di affluenza nei singoli Comuni, sono consultabili sul sito dell’Assemblea legislativa.

La percezione turistica delle spiagge italiane

da: ufficio Comunicazione ed Eventi UniFe

E’ volta al termine nei giorni scorsi l’iniziativa dal titolo “La percezione turistica delle spiagge italiane”, nata e diretta dal Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara, promossa dal Prof. Umberto Simeoni, dalla Dott.ssa Corinne Corbau e dalla Dott.ssa Ilaria Rodella, riguardante la capacità di carico delle spiagge italiane e la percezione turistica delle stesse

Alla ricerca, svolta durante tutta la stagione balneare 2015, hanno preso parte anche il Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero (Gnrac) e Legambiente.
Grazie al coinvolgimento dei gruppi citati e all’adesione di ricercatori, studenti, tecnici del settore costiero e turistico regionali, provinciali e comunali, nonché alla disponibilità di operatori turistici e gestori, l’indagine ha toccato tutte le regioni costiere italiane, con esiti notevolmente positivi.
Dott.ssa Corinne Corbau, Unife : “L’indagine, basata sulla distribuzione e raccolta di questionari che intervistano bagnanti ed operatori del settore turistico, fornirà un quadro nazionale sul profilo turistico degli utenti delle spiagge, sulle criticità gestionale degli arenili, sulla conoscenza delle tecniche di intervento per contrastare l’erosione e sulla gestione integrata della zona costiera (Iczm).”
Dott.ssa Ilaria Rodella, Unife: “La collaborazione di Gnrac e Legambiente è stata preziosa in quanto, tramite il loro apporto, sono stati indagati i litorali di quasi tutte le regioni costiere italiane. Inoltre, Gnrac e Legambiente annoverano numerosi esperti del sistema spiaggia che forniranno supporto sia tecnico che scientifico alle ricerche condotte da Unife”.
Prof. Enzo Pranzini, Presidente Gnrac: “Misurare il livello di conoscenza e le aspettative dei fruitori dell’ambiente costiero è un presupposto essenziale per l’impostazione di politiche condivise di sviluppo e tutela di questa importante parte del territorio. Purtroppo, dai risultati è emerso che i fruitori della spiaggia non conoscono le dinamiche che la regolano e i pericoli connessi alla frequentazione, pertanto è urgente una vera e propria educazione alla spiaggia”.
Dott. Giorgio Zampetti, Presidente Legambiente: “Turismo come vetrina del territorio, simbiosi tra chi visita e chi ospita. Questi sono i valori che come Legambiente promuoviamo, nella valorizzazione di buone pratiche e strategie di turismo sostenibile che concretizzano un nuovo modo di scoprire e vivere i territori della nostra bella Italia. L’approccio scientifico, unito a un costante lavoro dei volontari su informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini, ha garantito il profondo radicamento di Legambiente nella società e sul territorio.”
Prof. Umbero Simeoni, Unife : “E’ stata un’esperienza estremamente positiva, che ha aperto nuove prospettive di collaborazione volontaria tra Istituzioni ed Associazioni e i cui risultati verranno presentati in convegni nazionali e pubblicazioni scientifiche. Inoltre nel prossimo anno si sta lavorando per attivare un’iniziativa simile che riguarda i temi inerenti l’applicazione e l’implementazione della Strategia Marina”.
Per informazioni: Maria Grazia Campantico, cmpmgr@unife.it, tel. 0532 293243, cell. 335 1409739

Il presidente Cavicchi: un calendario selezionato di manifestazioni ed eventi di qualità attento alla valorizzazione delle imprese locali

da: ufficio stampa Cna Ferrara

Cavicchi, presidente di Cna Turismo e commercio, propone un confronto tra Comune e Associazioni imprenditoriali. Privilegiare iniziative capaci di produrre ricadute positive sull’economia ferrarese

In merito alla lettera degli operatori commerciali di Ferrara, rivolta a Comune e Associazioni imprenditoriali, in riferimento alla validità delle manifestazioni di “Food & beverage” ai fini dello sviluppo dell’economia locale e della qualità complessiva degli eventi in programmazione a Ferrara, il presidente provinciale di Cna Turismo e commercio, Riccardo Cavicchi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.
“La nostra Associazione segue da tempo, con molta attenzione e preoccupazione, quello che, sempre più spesso, avviene nella nostra città relativamente allo svolgimento di iniziative di food & beverage. A tal proposito, riteniamo assolutamente legittima e condivisibile la presa di posizione degli operatori del settore rivolta, non tanto e non solo nei confronti della Amministrazione pubblica, quanto di chi le organizza, senza tener conto degli interessi degli operatori della città”.
“Bisogna prendere atto – continua Cavicchi – della grande reazione della nostra città al terribile trauma del 2012, che le ha consentito un rilancio importante come «Città d’arte e di cultura». Ciò va a merito di tutto l’insieme della collettività, degli amministratori, ma anche degli imprenditori che, con tenacia, hanno operato in questo senso con determinazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, alla luce dei recenti dati di aumento dei visitatori e dei turisti e dallo stesso interesse che, operatori e organizzatori esterni alla città, hanno per l’utilizzo della sua piazza e dei suoi spazi. Questo ci pare il tema posto dagli operatori: la città è bella e attraente, i sacrifici li hanno fatti e li fanno principalmente i ferraresi, e chi vi opera tutto l’anno, è auspicabile che siano essi i primi a trarre i benefici di questa attrattività”.
Ferrara, patrimonio dell’Unesco, ha “un valore unico, il cui utilizzo – puntualizza il presidente di Cna Turismo e commercio – non può essere lasciato a iniziative estemporanee, avulse dalle sue vocazioni e caratteristiche, che non favoriscono certamente l’arrivo di turisti ma, anzi, rischiano di sottrarre risorse alle imprese locali. Non possiamo quindi che essere d’accordo con chi ritiene che certi eventi costituiscano più un costo e che una opportunità per Ferrara. Altra cosa sono le iniziative di qualità promosse da ferraresi, che portano effettivamente migliaia di turisti e alle quali bisognerebbe fornire un adeguato sostegno. Ciò non significa che il Centro storico non possa ospitare numerose e diversificate attività di animazione, utilissime ai fini dell’offerta commerciale e turistica. Ma è importante avere la massima attenzione che queste non siano concorrenziali e, soprattutto, non penalizzino le attività esterne al centro storico, la cosiddetta «vasca»”.
In sostanza, Cna Turismo e commercio – e questo è il nucleo della proposta – valuta necessario “non chiudere la città, ma favorire l’apertura ad iniziative selezionate e di qualità, adeguate ai suoi spazi, che meglio evidenzino prodotti e produttori locali, chi li trasforma e li offre ai visitatori. A questo fine, riteniamo indispensabile che l’Amministrazione comunale avvii rapidamente la costituzione di un tavolo con le associazioni di rappresentanza, per definire un insieme di regole condivise e un calendario di iniziative per il prossimo anno, sia per favorire la selezione degli eventi, che per evitare duplicazioni e sovrapposizioni”.

ferrara

NOTA A MARGINE
Alzare lo sguardo: ecco gli ingredienti per cambiare volto a Ferrara

Dipende. Si è speso l’aggettivo “storico” per definire l’accordo siglato questa mattina a Ferrara alla presenza dei ministri Franceschini, Giannini, Pinotti e del sottosegretario all’Interno Bocci. Ma il buon esito non è proprio scontato. Oggetto: l’attuazione di un programma di valorizzazione di tredici “aree e immobili pubblici di eccellenza” della nostra città. Alla base c’è un’intesa ampia e trasversale fra apparati dello Stato. Si tratta di edifici e luoghi storici cittadini, le cui traversie sono ben note e si trascinano da decenni. Proprio per questo la speranza si accompagna alla cautela. I presupposti ci sono, ma la prudenza è d’obbligo. Il fatto che si siano mossi alcuni pesi massimi delle istituzioni, ciascuno ribadendo la convinzione che questo sperimentato a Ferrara è “un modello”, sembra un positivo auspicio. Ma l’esito non è scontato. L’esperienza insegna.

Oltre al Comune di Ferrara sono coinvolti nei progetti di valorizzazione l’Agenzia del Demanio, i ministeri dell’Interno, della Difesa, dell’Istruzione, dei Beni culturali, le Agenzie del Demanio e delle Entrate, la Regione Emilia Romagna. I commensali sono qualificai. Gli ingredienti per ridisegnare il volto della città ci sono tutti, ma se il risultato sarà dolce o amaro dipenderà dalla reale dedizione di chi li dovrà combinarli in un appetitoso menu. E i cuochi non sono ministri, sindaci e presidenti che oggi affollavano la Pinacoteca di palazzo dei Diamanti per la firma dell’atteso accordo: come sempre siamo nelle mani dei funzionari, alcuni solerti, altri pigri. Vedremo.

Di cosa stiamo parlando precisamente? Di immobili e aree che passano finalmente “nella disponibilità dell’amministrazione locale”; una formula che significa sostanzialmente una cosa: edifici e aree in disuso saranno recuperati, altri occupati saranno liberati e restituiti alla pubblica fruizione.
Quattro sono dislocati lungo il perimetro delle mura sud: si tratta di una porzione dell’ex Mof (destinato a verde e residenze), dell’ex carcere di via Piangipane nel quale già si sta realizzando il museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah, del teatro Verdi (“sarà una piazza coperta”, spiega il vicesindaco Maisto), i locali della dismessa caserma Caneva ricavata all’interno dell’ex convento di Sant’Antonio in Polesine.
Altri due si trovano sull’asse centrale di congiunzione fra la città medievale e quella rinascimentale, lungo la direttrice Cavour-Giovecca: l’ex casa del Fascio (poi Genio civile) e la cella di Torquato Tasso (sarà aperta e inserita nei percorsi di visita turistici) con il contiguo auditorium in previsione della sua riapertura al pubblico; a margine di questo comparto è l’area della stazione ferroviaria e dei grattacieli, anch’essa ricompresa nell’accordo.
Tre si affacciano su corso Ercole d’Este (secondo lord Byron “la strada più bella d’Europa”): parliamo di palazzo Furiani (attuale sede della Polstrada), della caserma Bevilacqua (dove si trova l’ufficio passaporti della Questura, di fronte a palazzo Prosperi-Sacrati, nel quadrivio rossettiano) e del poligono di tiro del ministero della Difesa che una volta sgombrato libererà un suggestivo corridoio verde per l’accesso al centro storico dalla porta degli Angeli, parallelo per un tratto a corso Ercole d’Este.
Poi ci sono l’ex convento di San Benedetto (per il cui recupero c’è già un adeguato stanziamento economico garantito dall’Agenzia delle Entrate), l’aeroporto (“sarà il parco sud della città”, precisa l’assessore Fusari) e l’area di Pratolungo, in prossimità di Cona.

Insomma, la razione è ottima e abbondante. Ce n’è abbastanza per ripensare la città, ridefinirne gli usi e le prospettive. Servono per questo idee e denaro. Date per scontate le prime (anche se in verità la ‘visione’ in passato talvolta è parsa appannata), i soldi  – si dice solitamente – “non sono un problema”, ma in genere lo dicono quelli che li hanno. Nel caso specifico, alcuni interventi sono già finanziati, altri invece necessiteranno dell’elaborazione di un piano di investimenti.

firma accordo
Il sindaco Tiziano Tagliani ha parlato di “emozione e grande soddisfazione” sostenendo che si dischiude un orizzonte nuovo per la città. E’ uno sforzo paziente che oggi giunge a risultati concreti – ha aggiunto -. Chiudiamo una fase storica caratterizzata da incertezze e conseguenti difficoltà di gestazione dei progetti degli enti locali. Accordo di oggi è un punto di arrivo su obiettivi condivisi: Pinotti, Giannini Franceschini e Bocci rappresento il governo, Bonaccini testimonia il pieno coinvolgimento della Regione. Attiviamo un volano di dinamismo per la città e la sua economia, che implica lavoro, sviluppo e valorizzazione del patrimonio. Calano sulla città i pezzi di un immenso puzzle che ora prende forma“.

“E’ un accordo che consente di guardare al futuro – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Roberta Fusari – porta nuova linfa ai cantieri (quelli in cui si elaborano le strategia e quelli in cui materialmente si realizzano le opere) e consente di orientare il riassetto urbanistico“.

Dario Franceschini, ricordando il “legame personale con tutti i luoghi oggetto di questa valorizzazione” ha segnalato come “di solito quando c’è un progetto che coinvolge immobili dello Stato comincia un andirivieni con i ministeri che mette a rischio il sistema nervoso degli amministratori locali. Per giungere a questo importante risultato è stato prezioso il lavoro svolto dal ferrarese Daniele Ravenna, figlio di Paolo (alla citazione scatta l’applauso dei presenti a sottolineare l’affetto e la gratitudine per il rimpianto presidente di Italia nostra, ndr) che lavora con me al ministero. L’accordo riguarda luoghi significativi, come il monastero di Sant’Antonio in Polesine e la cella del Tasso ove si fece rinchiudere lord Byron alla ricerca dell’ispirazione del poeta.
Con l’acqusizione delle caserme Furiani  e Bevilacqua e del poligono di tiro si prospetta la possibilità di definire il percorso del borgo rinascimentale, a completamente dell’itinerario storico della città, al quale il Meis aggiungerà una perla preziosa. Se il modello qui varato funzionerà, lo esporteremo dicendo orgogliosamente è stato sperimentato a Ferrara”.

“E’ un modello che stiamo cercando di applicare in ogni città del Paese – conferma Roberto Reggi direttore dell’Agenzia del demanio. Qui è stato compiuto un passo per coordinare e integrare gli interventi di numerosi soggetti. Esiste un solo patrimonio pubblico del Paese – ha sottolineato – che va a valorizzato in maniera adeguata al di là di chi sono i soggetti proprietari. C’è un baratto anche di natura tecnica e amministrativa perché oltre ai beni si scambiano anche conoscenze e competenze tecniche. Impegno deve essere di tutti nella piena consapevolezza degli interessi del Paese.
Questa operazione porterà lo Stato a risparmiare risorse importanti in locazioni passive perché verrà razionalizzato l’utilizzo degli spazi. A Ferrara è prevista minore spesa per affitti per un milione e duecentomila euro. Sulla base di quanto realizzato qua potremo rilanciare questo modello su scala nazionale”.

Rossella Orlandi direttrice dell’Agenzia delle entrate, parla nello specifico del complesso di San Benedetto, “che sarà recuperato grazie a interventi e a uno specifico impegno finanziario dell’Agenzia. Firmiamo con convinzione questo accordo, è un esempio tipico di tutela dell’eccellenza, una base solida su cui costruire il futuro del Paese”.

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, ricorda come “già nel 2008 venne sottoscritto un programma d’area per il recupero di aree storiche. Oggi si incrementa quel piano. Questa è la dimostrazione che c’è un’Italia che funzione. Qui, pezzi dello Stato che si mettono insieme per valorizzare il patrimonio comune attraverso un progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana. Si mettono in condizione il territorio e la comunità di recuperare valore grazie alla rivitalizzazione del patrimonio culturale e artistico. In prospettiva deve tornare in campo l promozione del turismo all’estero come ‘prodotto-Italia’ nella sua unitarietà. Ogni regione e ogni località ne avrà di riflesso un beneficio.
Questo è davvero un esempio – ha concluso – un modello che vorrei fosse replicato in tutte le città dell’Emilia Romagna”.

Anche per Giampiero Bocci, sottosegretario del ministero dell’Interno, “il patrimonio pubblico rappresenta una grande opportunità per il Paese: sottoscriviamo gli impegni consapevoli che si opera per ottimizzare le risorse dello Stato superando l’attuale dispersione. E’ il buon senso prima ancora dell ‘spending review’ a suggerire questi comportamenti e queste scelte. Per noi non vedo ricadute negative, perché anche la sicurezza si può gestire meglio investendo sugli uomini e risparmiando sulle sedi”.

“Torno con molto piacere in questa città e lo sottolineo – ha dichiarato il ministro Stefania Giannini, oggetto di contestazioni nella sua recente visita a Ferrara – Presentiamo un modello che vorremmo esportare. Ripartire dalla valorizzazione della città come sede di rilancio del Paese, integrando patrimonio tangibile e intangibile. L’Auditorium di Ferrara da 40 anni attende il recupero. E’ un dovere rendere fruibili questi frammenti di storia e di bellezza. Qui sta la capacità di risposta concreta della buona politica”.

Infine, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, indica il “tema della valorizzazione dei  beni eccellenti del patrimonio pubblico di una città” addirittura come un “dovere patriottico. Sono beni – spiega – che hanno fatto la storia e sono nel cuore”. Nello specifico riconosce: “Non ha più senso che tratteniamo in seno alla Difesa luoghi come il poligono di tiro, in pieno centro storico, la cui indisponibilità preclude la fruizione di percorsi e itinerari funzionali al totale godimento della città. Luoghi così vanno liberati nell’interesse di tutti. Abbiamo già rimesso in movimento 500 immobili da quando siamo in carica. Sosteniamo le necessità della difesa quando sono reali, ma i beni e le strutture utili allo sviluppo del Paese vanno restituiti e resi disponibili”.
Per concludere, un’indicazione di marcia: “Bisogna alzare lo sguardo e dare orizzonti di riferimento – dichiara convinta -. Sottoscrivo l’esortazione del vostro sindaco Tagliani”.

Mercoledì 14 ottobre, Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara ospita Franco Mari per presentare il suo libro “Sala d’attesa”

da: responsabile eventi Ibs Ferrara

Presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino, Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara presenta l’ultimo libro di Franco Mari edito da Este Edition, dialoga con l’autore Riccardo Roversi. L’incontro è previsto alle ore 18:00 di mercoledì 14 ottobre

In tutta la nostra vita c’è la continua attesa di qualcosa. In questi racconti c’è sempre l’attesa di un incontro, di una rivelazione, di una soluzione o di una condanna definitiva. La corda dell’arco si tende nell’attesa di scoccare la freccia, esattamente come il nostro animo si tende speranzoso in attesa che l’ignoto si riveli.
Franco Mari è nato a Portomaggiore nel 1956 e vive a Ferrara, dove esercita la professione di medico chirurgo. Dopo il debutto nel 2011 con Il tesoro di San Leo, per questa casa editrice ha pubblicato: La Gilda (2012), L’amante del Governatore (2012) e Il marrano (2013), Il dito di Dio (2014).

Teatro Comunale di Ferrara: rinviato al 16 febbraio 2016 lo spettacolo di Sabina Guzzanti

da: Caos Organizzazione Spettacoli S.r.l.

Lo spettacolo con Sabina Guzzanti annunciato per il giorno martedì 3 novembre p.v. presso il Teatro Comunale di Ferrara, è rinviato al giorno martedì 16 febbraio 2016 alle ore 21:00 per motivi tecnico organizzativi.
È necessario sostituire i biglietti già acquistati con i biglietti dello stesso spettacolo ma con la nuova data di martedì 16 febbraio 2016. I biglietti dovranno essere sostituiti entro il giorno venerdì 27 novembre p.v.
Per chi volesse eventualmente chiederne il rimborso, può farlo da martedì 13 ottobre entro il giorno venerdì 27 novembre, rivolgendosi al punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto.
Sabina Guzzanti, artista da sempre impegnata su diversi fronti, cinema, televisione, scrittura e musica, farà tappa al Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado” martedì 16 febbraio alle ore 21:00, con il suo nuovo spettacolo teatrale “Come ne venimmo fuori” di e con Sabina Guzzanti per la regia di Giorgio Gallione.
Dopo il lungo percorso del film La Trattativa (progetto sperimentale e d’impatto incentrato sul rapporto Stato-mafia), Sabina Guzzanti torna in teatro per incontrare il pubblico con un monologo satirico esilarante. Uno spettacolo essenziale ed incisivo, nato da approfondite ricerche sul sistema economico post- capitalista o neoliberista su cui l’autrice sta lavorando già da qualche anno. Anche in questo testo, come nei suoi precedenti, l’intento è di affrontare questioni complesse e riflessioni importanti attraverso la comicità e la satira, mettendo il pubblico nella condizione di divertirsi e capire qualcosa in più e coinvolgendolo in un’imperdibile conferenza spettacolo sull’attualità politica e sociale attraverso l’interpretazione di una galleria di personaggi contemporanei…consentendo agli spettatori di farsi belle risate, salutari e liberatorie!
Si ricorda che i biglietti sono in vendita presso:
Biglietteria del Teatro Comunale di Ferrara (Corso Martiri della Libertà, 5 – FE) orario di apertura: dal lunedì al venerdì ore 15,30-19,00 sabato 10,00-12,30 e 15,30-19,00.
On-line www.teatrocomunaleferrara.it
On-line e nei punti vendita Ticketone
Per informazioni:
0532 202675 Biglietteria Teatro Comunale
0521 706214 Caos Organizzazione Spettacoli

Firmato oggi un protocollo di accordo per il patrimonio architettonico di Ferrara

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Ministeri, Regione, Comune e Agenzie pubbliche siglano un protocollo per la valorizzazione degli immobili pubblici e la salvaguardia del prezioso centro storico, bene tutelato dall’Unesco

Un accordo per la città di Ferrara, per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e la salvaguardia del suo prezioso centro storico.
È il contenuto del protocollo firmato oggi nella città estense da Ministeri dell’Interno, della Difesa, dell’istruzione, delle Attività culturali, Regione Emilia-Romagna e Comune di Ferrara, oltre alle Agenzie delle Entrate e del Demanio. Un articolato programma di interventi sottoscritto nel salone d’onore della Pinacoteca nazionale al palazzo dei Diamanti dai ministri Roberta Pinotti, Stefania Giannini e Dario Franceschini, dal sottosegretario dell’Interno Gianpiero Bocci, insieme col presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il sindaco Tiziano Tagliani, i direttori Rossella Orlandi e Roberto Reggi.
“L’Accordo siglato oggi – ha commentato il presidente Stefano Bonaccini – conferma e rafforza gli obiettivi del programma per la riqualificazione urbana da tempo avviato dal Comune e rilanciato dal programma d’intesa tra Comune e Regione Emilia-Romagna. Oggi, l’estensione di quell’accordo ad altre aree è la dimostrazione di un’Italia che funziona nella sinergia tra le diverse istituzioni, dal Governo centrale agli Enti locali, eliminando pesanti quote di burocrazia e nell’ottica di una collaborazione che ha come obiettivo finale la valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale, artistico e architettonico”.
“Pochi mesi fa a Mesola – ha concluso il presidente della Regione – abbiamo presentato il Mab Unesco del Delta del Po, un ulteriore riconoscimento che insieme all’accordo di oggi dà impulso alla valorizzazione del territorio, alla tutela del patrimonio pubblico e all’ attrattivita’ turistica.”
L’accordo.
Un’azione non isolata, che si iscrive in un ambito di politiche tese a tutelare e valorizzare nella maniera più opportuna un centro urbano che esattamente venti anni fa, nel 1995, è stato inserito con il delta del Po nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco, a coronamento di una politica di salvaguardia già avviata dal Comune a partire dagli anni ’60 e culminata nel primo Piano del Centro storico del 1973.
Tra l’altro la Convenzione per il Patrimonio mondiale culturale e naturale dell’Unesco prevede la redazione, ogni sei anni, di un Rapporto periodico che fornisca informazioni aggiornate e valutazioni sul sito. In tale prospettiva, ogni attore coinvolto nel Protocollo siglato oggi ha determinato delle modalità di collaborazione operativa fra le Amministrazioni, al fine di realizzare, con efficienza ed in tempi brevi, un articolato programma di iniziative strategiche per la rigenerazione di importanti aree della città.
Un tavolo permanente, coordinato dal Comune, avrà in primo luogo il compito di individuare le soluzioni tecniche ed i percorsi adeguati, anche in relazione al reperimento delle risorse finanziarie necessarie.
L’accordo, che ha la durata di un anno e potrà essere prorogato anche modificato o integrato, oltre che sottoposto a costante verifica di attuazione attraverso un monitoraggio.
L’elenco dei beni.
In sede di prima individuazione, sono oggetto del presente accordo i seguenti beni: Palazzo Furiani; Caserma Bevilacqua; Aeroporto di Ferrara (porzione); Area ex Mof (porzione); Caserma Caneva – ex convento Sant’Antonio in Polesine; Cella del Tasso e Auditorium del Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi”; Teatro Verdi; Ex convento di San Benedetto; Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah-Meis; Palazzo ex Casa del Fascio; Area stazione ferroviaria e grattacieli; Poligono di tiro a segno; Area Pratolungo.

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Turismo, nasce il nuovo Osservatorio regionale

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Corsini: “Apriamo una nuova fase. Avremo dati quantitativi e qualitativi omogenei per potenziare le politiche di sostegno ad un settore strategico”

Un unico Osservatorio turistico regionale che fornisca dati quantitativi e qualitativi omogenei al servizio di questo settore strategico per l’Emilia-Romagna.
La sua istituzione è stata decisa questa mattina nell’ambito di un incontro a Bologna tra l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, e i rappresentanti delle Province.
“Oggi non abbiamo un sistema omogeneo – sottolinea l’assessore Corsini – che ci consenta di fare un’analisi sufficientemente scientifica, puntuale e accurata che possa innervare le politiche turistiche di ricerca e sviluppo. Abbiamo rilevato la necessità di aprire una nuova fase sulle potenzialità degli osservatori turistici territoriali che permetta di superare sia le criticità sia una fase in cui numeri troppo parziali si sono prestati anche a strumentalizzazioni di diverso genere e si sono rivelati inutili e inutilizzabili per gli scopi e gli obiettivi di uno dei settori trainanti dell’economia italiana e regionale”.
Il nuovo Osservatorio regionale punta a superare la condizione attuale troppo eterogenea per garantire un monitoraggio omogeneo dei dati strategici. Ogni Provincia attualmente ha, infatti, un proprio sistema operativo e svolge attività con modalità eterogenee, rendendo complessa la lettura e la comprensione degli scenari scaturiti dai numeri raccolti. Nel corso dell’incontro in Regione, è stata inoltre condivisa l’esigenza che all’attuale raccolta dei dati, esclusivamente ‘quantitativa’, sia affianchi con adeguato peso anche un’analisi qualitativa, comprendente i contributi provenienti da fonti diversi (Unioncamere, innovativi sistemi di software, ecc…), in modo da comporre un quadro più realistico di quello odierno. Per fare tutto questo, l’assessore Corsini ha annunciato che la Regione riporterà al proprio interno la competenza sulla raccolta, analisi e diffusione dei dati turistici.

Tanto pubblico e spettacolo per la chiusura della XVII Sagra dell’Anguilla

da: organizzatori

Yuri Fogli vince il premio per il ‘miglior paradello di Comacchio 2015”. Al modenese Massimo Riccò l’estemporanea di pittura davanti a Rouhani e Civolani

E’ Yuri Fogli il “miglior paradello 2015 di Comacchio”: dopo un tiratissimo testa a testa, il giovane vongolaro ha battuto nella finale della gara dei ‘vulicepi’ il plurivincitore delle regate di San Cassiano, Luigi Bocchi. Una sfida ad altissimo tasso di spettacolarità, quella disputata ieri pomeriggio fra il Canale Maggiore ed i Trepponti, fra false partenze, rotture di ‘paradelli’ e cadute in acqua (prima il veterano Claudio Cavallari, battuto in semifinale da Fogli, eppoi lo stesso Bocchi nel confronto, vittorioso, con Filippo Sambi) che ha richiamato ed appassionato un foltissimo pubblico. Ma anche le telecamere di Telestense, che hanno trasmesso in diretta la gara così come il ‘taglio’ del primo Prosciutto di Parma interamente ‘made in Comacchio’. Un ‘Crudo con la Corona’ affettato – alla presenza dei primi cittadini Marco Fabbri e Federico Pizzarotti – dall’allevatore Danilo Bassi e dal presidente della Strada del Prosciutto, Mario Schianchi. I quali hanno ‘raccontato’ la storia di questa coscia di maiale, proveniente dall’azienda agricola Corte dei Sapori di Volania, insaporita con il sale della salina sperimentale di Comacchio e stagionata per due anni in un prosciuttificio di Traversetolo, nella food valley parmense. Prima di essere offerto in degustazione insieme a Fortana e Malvasia, vini tipici dei due territori. Un epilogo in grande stile per il week end di chiusura della XVII Sagra dell’Anguilla che ha visto anche, nel Canale Cavour, il susseguirsi di esibizioni e gare di navimodelli curate dai soci di Amirel, associazione di navimodellisti romani e, nella serata di venerdì, la premiazione delle opere vincitrici dell’estemporanea di pittura “Comacchio fra Storia e Colori”: Massimo Riccò, di Modena (1° premio); Mohamed Rouani (2° classificato) e Rossella Civolani, di Lugo (3° classificata).

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Incontro tra Emilia Romagna e Guangdong per avviare nuovi rapporti di collaborazione

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

L’appuntamento, mercoledì 14 ottobre a Bologna, concretizza i contenuti del Protocollo d’Intesa istituzionale siglato in Cina nel maggio scorso dal presidente della Regione Stefano Bonaccini . Il Forum si inserisce nella Settimana di Protagonismo del Guangdong al Padiglione Cina di Expo Milano 2015. Una occasione concreta di incontro tra imprese dell’Emilia-Romagna e quelle cinesi

Una importante opportunità per le aziende dell’Emilia-Romagna di conoscere il Guangdong, una delle regioni cinesi più dinamiche e internazionalizzate, e allacciare rapporti diretti di collaborazione commerciale. È questo l’obiettivo del Forum commerciale nel settore hotellerie – promosso dalla Provincia del Guangdong, dalla Regione Emilia-Romagna insieme a Confindustria Emilia-Romagna e la Fondazione Italia-Cina – che si svolgerà a Bologna, mercoledì 14 ottobre 2015, dalle ore 10 alle ore 14, al Savoia Hotel (via del Pilastro, 2).
L’appuntamento si inserisce nella Settimana di protagonismo del Guangdong al Padiglione Cina di Expo Milano 2015: nell’occasione la Regione accoglie una delegazione istituzionale e una imprenditoriale di oltre 50 imprese cinesi in cerca di collaborazione commerciale e opportunità d’investimento nel territorio emiliano romagnolo. Una occasione concreta di incontro tra imprese dell’Emilia-Romagna e quelle cinesi alla ricerca di contatti con potenziali fornitori emiliano romagnoli nei settori alimentare, vini, ceramico, arredo e dotazioni per alberghi di lusso, attrezzature alberghiere e per le cucine.
Al Forum interverranno il presidente della Regione Stefano Bonaccini, l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, il vice segretario del Governo provincia del Guangdong Li Yiwei, il presidente della Fondazione Italia-Cina Cesare Romiti, il presidente Ccpit Guangdong Chen Yanqiu e il presidente Commissione internazionalizzazione Confindustria Emilia-Romagna Gino Cocchi.
Nel corso dei lavori è prevista la firma del Memorandum of Understanding da parte di Confindustria Emilia-Romagna e Ccpit Guangdong.
Il Guangdong – la prima provincia cinese in termini di Pil e commercio estero (con una popolazione di oltre 104 milioni di abitanti) è partner privilegiato della Regione Emilia-Romagna in Cina: questo rafforzato anche grazie alla firma, da parte del presidente della Regione Bonaccini, del Protocollo d’Intesa a maggio 2015 ovvero un rapporto di partenariato per realizzare iniziative di scambio e cooperazione tra l’Emilia-Romagna e il Guangdong nei settori del commercio e degli investimenti, della tecnologia, della tutela ambientale, della cultura e del turismo. In quell’occasione è stato anche fatto il punto sullo stato di avanzamento dei progetti in corso e sul lancio delle nuove iniziative congiunte per una nuova strategia condivisa per il periodo 2015-2020.
La giornata sarà completata dallo spettacolo presso il Teatro comunale di Modena ‘Danza del tè’ realizzato da una delegazione composta da cinquantadue ballerini inviati in Emilia-Romagna dal Dipartimento della cultura del Guangdong, per celebrare il rapporto di partenariato.

“Gli ebrei in Friuli, tra integrazione e persecuzione”, prosegue domani il convegno della Fondazione Meis

da: ufficio stampa Meis

Prosegue per tutta la giornata di domani 13 ottobre, presso il Salone d’Onore dell’Istituto di Cultura “Casa Giorgio Cini” (Via Boccacanale di S. Stefano, 24), il convegno internazionale “Gli ebrei nella storia del Friuli-Venezia Giulia. Una vicenda di lunga durata”, promosso dalla Fondazione Meis (Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah), in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine e il suo Dipartimento di Scienze Umane, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Trieste, la Comunità Ebraica di Trieste e l’Associazione per lo Studio dell’Ebraismo delle Venezie.
“Gli ebrei a Trieste, Gorizia e Gradisca” è, in particolare, il tema su cui si confronteranno autorevoli rappresentanti delle Università di Trieste, Udine e Bari, dello Smith College di Northampton, dell’Universität Trier e della Facoltà Teologica del Triveneto, per indagare la presenza e il ruolo degli ebrei in un territorio di confine e a maggioranza cristiana quale il Friuli-Venezia Giulia, per secoli diviso fra i domini della Repubblica di Venezia e quelli dell’Impero asburgico, dal Medioevo ai nostri giorni, passando il tragico strappo della Shoah.
Le relazioni di alto profilo scientifico in programma Martedì 13 verteranno sulla vita economica e sociale degli ebrei a Trieste fra Medioevo ed età moderna, sulla borghesia triestina ebraica tra Ottocento e Novecento, sulle conversioni – indicatori di assimilazione? – a Trieste dall’Ottocento agli anni Trenta, sul Sionismo a Trieste dalle origini agli anni Trenta, sul tempo delle persecuzioni dal fascismo all’occupazione nazionalsocialista, sulle famiglie ebraiche delle “Contee di Gorizia e Gradisca” in età moderna e contemporanea, sulle figure del rabbino e filosofo Isacco Samuele Reggio e di Graziadio Isaia Ascoli, protagonista della civiltà del Risorgimento.
Il convegno si inserisce nell’ambito delle iniziative che da tempo il Meis organizza e sostiene, per approfondire i secolari casi degli ebrei in Italia e in Europa, ed è patrocinato dal Comune di Ferrara, da Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) e dalla Comunità Ebraica di Ferrara.

Polizia provinciale denuncia cacciatore per aver sparato e ucciso il proprio cane a Formignana

da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

La Polizia Provinciale ha denunciato un cacciatore veneto, perché ha sparato al proprio cane lasciandolo morire in mezzo a un campo arato, in località del comune di Formignana

All’episodio hanno assistito alcuni cacciatori che hanno immediatamente avvisato una pattuglia della vigilanza volontaria appartenente alla Federazione italiana della caccia (Fidc), che opera nell’ambito del coordinamento attuato dalla Polizia Provinciale, la quale resasi conto della gravità dell’accaduto ha richiesto l’intervento degli agenti provinciali.
Sul posto gli uomini del comandante Claudio Castagnoli hanno potuto accertare come il cane, una femmina di quasi sette anni di Bracco tedesco, fosse già morto.
Dopo l’identificazione dell’uomo e la contestazione del reato previsto dall’articolo 544-bis del codice penale, “Uccisione di animali”, si è proceduto al sequestro del fucile, mentre l’animale è stato consegnato all’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna Sezione di Ferrara, per l’eventuale necroscopia.
Nello stesso tempo sono stati identificati i cacciatori presenti nei pressi dell’accaduto, al fine di raccogliere testimonianze utili ad accertare i fatti.
Dai primi risultati, sembra che dopo lo sparo il cacciatore non si sia interessato delle condizioni dell’animale, in seguito deceduto, e un’ora più tardi l’uomo è stato trovato in esercizio di caccia mentre col fucile carico vagava in un terreno non distante alla ricerca di selvaggina.

Come sopportare i capricci del clima? Consigli dal cugino Neanderthal

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Nuove importanti scoperte sull’Uomo di Neanderthal proseguono dal gruppo di ricerca di Grotta di Fumane (Vr), guidato da Marco Peresani, Dipartimento di Studi Umanistici, Sezione di Scienze Preistoriche e Antropologiche dell’Università di Ferrara

Questa volta stiamo parlando dello studio condotto del paleontologo Juan Manuel Lopez Garcia dell’Università Rovira i Virgili di Tarragona (Spagna), recentemente inserito nel team di Fumane, i cui risultati pubblicati sulla prestigiosa rivista Quaternary Science Reviews attestano che le oscillazioni climatiche fra i 50.000 e i 35.000 anni fa non rientrano tra i fattori che causarono l’estinzione del Neanderthal.
Commenta Peresani: «Dopo oltre tre mesi di lavoro di ricerca, basato su intensi studi al microscopio su denti e resti di piccoli roditori al fine di risalire alla loro classificazione, possiamo oggi affermare che l’uomo di Neanderthal ha brillantemente superato momenti di grande difficoltà climatica».
«Abbiamo analizzato oltre 8.600 resti di topi, arvicole, ghiridi e altri piccoli roditori – prosegue Peresani – ritenuti affidabili indicatori del paleoambiente e delle condizioni climatiche esistite al tempo delle occupazioni neanderthaliane e dei primi Uomini Anatomicamente Moderni. La sequenza abbraccia una serie di oscillazioni climatiche, peraltro riconosciute su scala globale, responsabili di variazioni dei parametri (temperatura e precipitazioni) con conseguenze sulla densità forestale e sull’estensione degli spazi aperti. I dati acquisiti con questa ricerca sono quindi di estremo interesse per la paleoecologia del Paleolitico medio recente, del periodo Uluzziano e dell’Aurignaziano ».
Grotta di Fumane è uno dei maggiori siti archeologici preistorici d’Europa. Le ricche testimonianze conservate nei depositi di riempimento di questa cavità, oggetto di ricerche promosse nel 1988 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e condotte dall’Università di Ferrara, rappresentano un eccezionale documento delle frequentazioni dell’Uomo di Neandertal e dei primi Uomini Moderni.

Benvenuti nel sito ufficiale di Grotta Fumane


twitter. Grotta_Fumane
Per informazioni: Maria Grazia Campantico, cmpmgr@unife.it, tel. 0532 293263, cell. 3351409739

Al Centro Documentazione Donna ritratto di Anne Hébert

da: Luciana Tufani Editrice

Giovedì 15 ottobre, alle ore 17 presso la biblioteca del Centro Documentazione Donna, Luciana Tufani presenta Anne Hébert. Durante l’incontro letture a cura di Fabrizia Lotta

Anne Hébert è la più grande scrittrice canadese francofona. Autrice di romanzi, racconti, poesie e opere teatrali, è diventata celebre grazie a Kamouraska (1970), romanzo tradotto in 7 lingue e da cui è stato tratto un film tre anni dopo. Un’altra opera che la rese famosa fu Les Fous de Bassan (1982), anch’esso adattato per il cinema. Les Fous de Bassan è stato tradotto e pubblicato in Italia da Luciana Tufani Editrice con il titolo L’ultimo giorno dell’estate. Durante la presentazione, Fabrizia Lotta ne leggerà delle parti.
Altri romanzi di Anne Hébert pubblicati dalla casa editrice Luciana Tufani sono Un vestito di luce (2007) e I bambini del sabba (2008).
L’incontro si terrà giovedì 15 ottobre alle 17, presso il Centro Documentazione Donna in Via Terranuova 12/B (Ferrara). Questa iniziativa fa parte di un progetto di collaborazione con il ciclo di balletti Focus Québec al Teatro Comunale, e si svolgerà in occasione degli spettacoli della Compagnie Marie Chouinard.
Fa parte di questo progetto anche la lettura scenica di Catia Gianisella e Fabrizia Lotta tratta da Un vestito di luce, che avrà luogo presso il Ridotto del Teatro Comunale lunedì 19 ottobre alle ore 17.
La nostra lettrice, Fabrizia Lotta, nasce nel 1984 a Napoli, dove ha studiato teatro. In seguito si è trasferita a Roma per studiare Arti e Scienze dello Spettacolo. Dopo aver conseguito il master in cinematografia alla Scuola di Cinema, ha lavorato come attrice in teatro, nel cinema indipendente e in televisione. Si è trasferita a Ferrara nel 2008 e ha continuato i propri studi all’Università di Bologna. Nel 2010 ha ottenuto la laure magistrale in Discipline dello Spettacolo dal Vivo. Attualmente collabora con il Teatro Comunale di Ferrara.

Il Comune di Comacchio è sempre più social

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Dopo Facebook, il Comune di Comacchio anche su Twitter ed Instagram diventa sempre più social

Dopo l’attivazione del profilo istituzionale su Facebook, che da 3 anni a questa parte sta riscuotendo contatti crescenti, fungendo da primo canale di comunicazione privilegiato da turisti tanto quanto da residenti, in questi giorni l’Amministrazione Comunale è sbarcata anche su Twitter ed Instagram. Grazie a Twitter l’Ente potrà rapportarsi con gli utenti che utilizzano il social network, ma anche con le altre istituzioni presenti sulla piattaforma. Instagram, invece consentirà di condividere le più belle e suggestive immagini di Comacchio, promuovendo contestualmente il territorio attraverso uno strumento semplice e ormai utilizzatissimo in tutto il mondo.
La volontà di aprire due nuovi canali di comunicazione, che si aggiungono a quelli già ben avviati e consolidati, dal sito web istituzionale, aggiornato quotidianamente, a You Tube e Facebook, è scaturita proprio dall’elevato impatto che quest’ultimo ha avuto, in termini di informazione al cittadino e di interazione con esso, con un successo via via sempre maggiore. L’obiettivo è quello di migliorare e potenziare ulteriormente la comunicazione dell’Ente, attraverso tutti gli strumenti che l’innovazione tecnologica offre oggi alle Pubbliche amministrazioni, ma non solo.
Ampliando i canali di comunicazione si potrà in maniera diversificata, ma comunque integrata, promuovere il territorio e migliorare l’immagine di Comacchio a livello locale ed internazionale.
L’esperienza della pagina Facebook, che conta ormai più di 5000 partecipanti, ha dimostrato, infatti, che si può instaurare un’interazione duratura sia con i cittadini che con i turisti, i quali utilizzano il social network per ottenere informazioni, ma anche per dialogare con l’Ente sulle iniziative e sui problemi della Città. Inoltre, attraverso la condivisione di notizie, foto e filmati, che virtualmente possono raggiungere migliaia di contatti in tutto il mondo, per Comacchio si sono aperte nuove opportunità di attrarre e coinvolgere potenziali visitatori.
“Per l’Amministrazione si tratta di sfruttare le potenzialità offerte da un ulteriore servizio di comunicazione istituzionale, potenziando al massimo le opportunità offerte dai nuovi media – ha commentato il Sindaco, Marco Fabbri. – E’ un servizio che, analogamente all’attivazione della pagina Facebook, non comporta oneri aggiuntivi all’Amministrazione, dal quale il territorio trarrà sicuramente molti benefici”.
Sia su Twitter(@comunecomacchio) che su Instagram (comunedicomacchio) è possibile trovare il profilo dell’Ente digitando Comune di Comacchio. Ricordiamo infine, per coloro che non lo avessero ancora visitato, che il profilo Facebook istituzionale è raggiungibile all’indirizzo: https://www.facebook.com/Comune-di-Comacchio-395317850532246/timeline/?ref=hl

Istruzioni per artisti interessati ad esporre alla Galleria Dosso Dossi

da: organizzatori

Per esporre nella galleria del Liceo Artistico Dosso Dossi, in Via Bersaglieri del Po 25 a Ferrara, è necessario far pervenire una richiesta scritta con immagini, all’indirizzo mail galleriadeldosso@libero.it , entro il 30-11-2015.
Nel mese di Dicembre, le richieste pervenute saranno prese in esame dalla Commissione Sala Espositiva, e sarà programmato il calendario per il periodo Febbraio-Novembre 2016.
Per info Prof.ssa Rondina 0532-207416

Al via il 19 e 20 ottobre, il convegno “La storia e le immagini della storia. Seminario tematico: la guerra”

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Dopo la pausa estiva, riprendono le attività di conferenze e seminari con questo importante appuntamento promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara in collaborazione con l’Istituto di Studi Rinascimentali, la Fondazione Ferrara A​rte e i Musei civici di Arte Antica.

Prosegue così, dopo il convegno dello scorso anno dedicato ad indagare la stessa tematica in termini generali e metodologici, la riflessione sulla funzione delle testimonianze visive come fonti storiche e chiavi di accesso alle epoche passate.
Il seminario, svolto secondo la formula del workshop per favorire ulteriormente il confronto fra le diverse discipline e i molteplici approcci, sarà consacrato al tema della guerra. Non si parlerà soltanto di immagini intese come ritratti di personaggi storici in ambientazione militare, ma anche di raffigurazioni belliche, di oggetti dalla dichiarata funzione memoriale, di elementi iconografici in chiave propagandistica. Il tutto in un compasso cronologico che va dal tardo Medioevo all’età contemporanea.
Il convegno si svolgerà presso la Sala Conferenze di Palazzo Bonacossi nelle giornate di Lunedì 19 ottobre a partire dalle ore 15,00 e proseguirà Martedì 20 ottobre alle ore 9,30 per esaurirsi in tarda mattinata.

Alla Sala della Musica, grande successo per lo spettacolo teatrale “Era febbraio”

da: Autori a Corte

Grande successo per il viaggio musical-letterario “Era febbraio” andato in scena alla Sala della Musica di Ferrara. Una bella performance patrocinata dalla fondazione l’Approdo, che ha messo a confronto il periodo della Resistenza e i giorni nostri, attraverso l’alternarsi di letture dedicate. Eccellente interpretazione dell’attore Marco Sgarbi, e ottime esecuzioni delle canzoni eseguite dal vivo del cantautore Beppe Giampà, su testi inediti dello scrittore ferrarese Sergio Gnudi. Storie di Resistenza e consapevolezza civile, del passato e di ricordi contemporanei con richiami alla letteratura, e in particolar modo al romanzo di Renata Viganò (L’Agnese va a morire) con una canzone dedicata al romanzo che ha aperto e chiuso il progetto teatrale con la canzone “Era febbraio”. Interessanti alcuni passaggi multimediali, come voci fuori campo di testimoni e un breve ma appassionante discorso di Sandro Pertini.

Sabato 17 ottobre, al Circolo Arci Zone K, Mastice live

da: Circolo Arci Zone K

Sabato prossimo, al Circolo Arci Zone K, la musica ambient e rock del duo Mastice in concerto, e non solo.

Dopo il grande successo dello scorso sabato con la meravigliosa esibizione di Doug McLeod, il Circolo Arci Zone K si appresta a festeggiare La notte Rossa 2015 con il live dei Mastice, duo ferrarese composto da Igor Tosi e Riccardo Silvestrini, che per l’occasione si propone al pubblico con una line-up allargata ad alcuni ospiti d’eccezione.
I Mastice propongono riverberi e ritmi meccanici intrecciati ad oscillazioni e parole, sonorità industriali, ambient e rock.
“Violente manipolazioni mentali” è il loro album di esordio, uscito a novembre del 2014 per l’etichetta abruzzese “I Dischi del Minollo” con distribuzione Audioglobe. Il disco è stato registrato a Ferrara da Samboela ed è stato anticipato dall’Ep “VMMprologue”, realizzato insieme a Sozu Project. I Mastice hanno anche partecipato a due compilation: “Tutto da rifare, un omaggio ai Fluxus” (V4V records) con la cover di “Vita in un pacifico nuovo mondo” e “Artisti uniti contro il cancro” (Vittek records) realizzata per la raccolta fondi destinata all’Associazione umbra per lotta contro il cancro, con il brano “Animale”.
Ospiti d’eccezione per la serata: Giovanni “Fuzzbinder” Sassu al basso (Revolution#9, Luomonero, Staré Město ), Matteo Guandalini alla chitarra (Devocka) e Sozu Project.
Sozu Project è un progetto di musica electronic/ambient nato nel 2012. Dopo dieci anni di musica elettronica composta per video e performance del gruppo di arte visiva Amae, Sozu debutta nel 2013 con l’album “Requiem” e successivamente con l’Ep “Introspection”, entrambe pubblicati dalla Silent Flow Netlabel. Nel 2014 Sozu presenta il concept “Terra Australis” (VentSound Label), un viaggio immaginario in Antardine basato su suoni originali registrati sul campo dal ricercatore Dominique Filippo. Nello stesso anno nasce la collaborazione con Mastice con l’Ep album “VMMprologue”. All’inizio del 2015 Sozu auto produce la versione digitale dell’album noise/melodico “Electrostatic”. Attualmente sta collaborando con il gruppo di arte visiva Amae, all’album “Quartet” la cui uscita è prevista per il prossimo 9 Novembre.
Le premesse per un’altra interessantissima serata ci sono tutte. Zone K, aprirà dalle ore 18 con l’immancabile aperitivo a suon di dischi in vinile.
L’inizio del concerto sarà intorno alle 22 e 30.
L’ingresso è rigorosamente gratuito e riservato ai soci Arci.

L’OPINIONE
Israeliani e palestinesi, nulla è cambiato

Perché questa escalation di gravissimi attentati in Israele e precisamente a Gerusalemme? Perché i corpi e le teste degli ebrei sono così ingenui da ‘urtare’ inavvertitamente gli innocentissimi coltellacci palestinesi? Perché certa informazione italiana, per fortuna non tutta, continua nelle sue bugie, nella sua faziosità e nell’ignoranza dei fatti? Israele deve difendersi, o no? Precisazione: non vi sono solo vittime palestinesi ma anche vittime israeliane (le quali vengono spesso dimenticate negli elenchi dell’ informazione).
Ciò che sta accadendo a Gerusalemme non è assolutamente un crimine nuovo: gli accoltellamenti ai danni degli ebrei accadevano anche negli anni antecedenti allo Stato Ebraico e al Monte del Tempio. Lo ‘sport’ preferito da alcuni arabi era quello di pugnalare gli ebrei.
La chiamano Intifada? Ma quale intifada, questo è tutt’altro!
Si ricordino alcuni signori e signore della politica italiana, che la demonizzazione, per esempio, non aiuterà mai a porre fine al conflitto Israeliano-palestinese, così come a portare la pace in Medio Oriente. Votare, per esempio, al boicottaggio dei prodotti israeliani, senza essere a conoscenza del grave danno procurato anche a carico di migliaia di famiglie palestinesi che vi lavorano, è demenziale: combattere Israele utilizzando iniziative di boicottaggio economico è veramente ridicolo.
La cosiddetta “marchiatura” dei prodotti israeliani della Giudea e della Samaria, non appoggiata dalle autorità palestinesi che le contrasta come danneggiamento più palestinese che israeliano, è come la corazzata Potemkin (versione Fantozzi)…

Pier Paolo Pasolini dovrebbe insegnare qualcosa: “Compagni perché non capite? – scrive nel 1967 su Argomenti -. In questi giorni leggendo l’Unità ho provato lo stesso dolore che si prova leggendo il più bugiardo giornale borghese. Possibile che i comunisti abbiano potuto fare una scelta così netta, invece della “scelta con dubbio” che è la sola umana di tutte le scelte? Perché l’Unità ha condotto una vera e propria campagna per “creare un’opinione?” Forse perchè Israele è uno Stato nato male? Ma quale Stato ora libero e sovrano, non è nato male? E chi di noi, inoltre potrebbe garantire agli ebrei che in Occidente non ci sarà più alcun Hitler? O che gli ebrei potranno continuare a vivere in pace nei Paesi arabi? Forse possono garantire questo il direttore dell’Unità o qualsiasi altro intellettuale comunista? E che aiuto si da al mondo arabo fingendo di ignorare la sua volontà di distruggere Israele? Cioè fingendo di ignorare la sua realtà? Non sanno tutti che la realtà del mondo arabo, come la realtà della gran parte dei Paesi in via di sviluppo, compresa in parte l’Italia, ha classi dirigenti, polizie, magistrature, indegne?” I comunisti hanno una sete insaziabile di autolesionismo? Così che il vuoto che divide gli intellettuali marxisti dal partito comunista debba farsi sempre più incolmabile?”.
Nulla è cambiato…

Ascolta il brano intonato: John Lennon, Give peace a chance

padiglione-thailandia

Spettacolare Expo, alla scoperta dei padiglioni più belli

di Fausto Natali

Come in ogni fiera che si rispetti, anche i partecipanti ad Expo 2015 hanno ‘esposto la merce’ facendo ricorso a tutta la loro abilità per stupire i visitatori con effetti speciali. Alcuni ci sono riusciti, altri meno. Fatto sta che il risultato è una singolare sequenza di architetture avveniristiche, allestimenti bizzarri (alcuni decisamente kitsch) e austere ambientazioni al limite del monastico. I diversi budget, ovviamente, hanno inciso profondamente sulla progettualità dei singoli Paesi, ma la ridotta capienza del borsellino non sempre giustifica la piatta riproposizione di concetti scontati e banali. La verità è che i padiglioni rispecchiano la situazione politico-culturale del Paese che li ha ideati e costruiti. Emblematico, da questo punto di vista è la Thailandia: un maestoso spazio espositivo a forma di ngob, il tipico copricapo degli agricoltori locali, innalzato per la gloria del “grande Re agricoltore” Bhumibol Rama IX. A noi ricorda la battaglia del grano del Ventennio e ci fa sorridere, ai thailandesi non credo.

Non mancano, comunque, le nazioni che hanno inteso e sviluppato con coerenza lo spirito del messaggio “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. A cominciare dalla Gran Bretagna, un padiglione all’insegna della natura, premiato all’unanimità dagli architetti come il migliore di Expo, che miscela in giuste dosi tecnologia, spettacolarità, concretezza e poetica. Altrettanto convincente per la perfetta combinazione fra design e natura è l’allestimento austriaco. Un autentico viaggio esperienziale in un bosco di dodici mila piante che fornisce 62 chilogrammi di ossigeno fresco ogni ora. “Respira Austria” è il significativo motto di uno degli spazi più efficaci di tutta la rassegna. Non meno interessanti da questo punto di vista sono i cluster, lontani dalla folla del decumano e a volte un po’ ingenui, ma densi di contenuti. Particolarmente apprezzato, e semplice da individuare grazie alla scia olfattiva, il cluster del caffè che riunisce una decina di Paesi coltivatori e che racconta la cultura e le tradizioni del prodotto dal chicco alla tazzina.

Eloquente anche il messaggio della Corea del Sud: mangiate hansik (la tipica cucina fermentata coreana) e vivrete meglio! Un padiglione spazioso e ben strutturato, forse un po’ pretenzioso, che cerca di sbalordire i visitatori con due braccia meccaniche che muovono vorticosamente degli schermi sui quali piroettano immagini di frutti e verdure. Spettacolare, ma ridondante. Un risultato simile si poteva ottenere con un proiettore su una parete. Quello del Giappone, per rimanere nell’Estremo Oriente, è il padiglione più gettonato. Nei week end la fila arriva fino in Slovacchia: novemila chilometri sul mappamondo, sette ore di coda ad Expo. Suggestiva la “Cascata della diversità”, un’accattivante installazione che simula l’effetto di una colonna d’acqua che scende dal soffitto e in mezzo alla quale scorrono notizie su agricoltura, cibi e cultura alimentare giapponese, proposta come modello globale del futuro. Lo spazio si conclude con un ristorante virtuale e uno reale (a prezzi accessibili, per inciso). Altro padiglione che catalizza l’attenzione dei visitatori è quello del Brasile. Non tanto per i contenuti, tutto sommato abbastanza scontati, quanto per l’enorme rete elastica interattiva che collega i tre piani e sulla quale goffamente ci si arrampica. Un padiglione “fisico”, la scalata non è per tutti, ma con ridotti tempi di attesa.

Particolarmente riuscito il Padiglione Zero, vera e propria introduzione ad Expo. Lo spazio, il più visitato dell’intero evento, descrive lo straordinario percorso evolutivo dell’uomo e il suo rapporto con l’alimentazione e l’agricoltura. Di grande effetto l’immenso cortometraggio (per dimensione e suggestione) di Mario Martone.

Un racconto sul cibo così articolato com’è Expo non può essere racchiuso in una sola paginetta e molti altri sono i Paesi ai quali sarebbe giusto dedicare due parole, per lo più positive. Ne cito solo alcuni: l’Oman, l’Estonia, il Kazakistan, la Francia, la Svizzera, la Germania e gli Emirati Arabi (che fra l’altro ospiteranno la prossima edizione dedicata al tema “Collegare le menti, creare il futuro”).

Concludo con alcune considerazioni sui padroni di casa. All’Italia, Paese organizzatore è stato riservato l’intero cardo, ma su tutti spicca Palazzo Italia. Un edificio imponente, costato quasi cento milioni euro, che giganteggia sullo sfondo delle foto dell’Albero della vita e che dal punto di vista estetico sconta l’eccessiva somiglianza con il Nido d’uccello delle Olimpiadi cinesi. Bello, ma già visto. Interessante, invece, l’approccio sostenibile: vetri fotovoltaici e cemento esterno catalitico che cattura gli inquinanti dell’atmosfera lo rendono una delle strutture più ecologiche della manifestazione. Il confuso allestimento interno, invece, non convince del tutto. Un grande viaggio fra le italiche eccellenze, ma che lascia un po’ freddi. Dopo l’Expo dovrebbe essere riconvertito a campus universitario. Speriamo venga utilizzato al meglio.

Un’ultima considerazione voglio riservarla allo spazio espositivo di Slow Food. Una struttura poco spettacolare, ma forse la più coerente con il tema dell’evento. Alcuni lo hanno trovato un po’ triste e desolato, ma la verità è che paga un’infelice collocazione. Al temine del decumano i visitatori arrivano spossati e gli ingressi da Est Roserio sono molti meno delle previsioni, ma l’obiettivo di veicolare un messaggio sostenibile, che tuteli le risorse naturali, il benessere sociale ed economico dei produttori e la salute delle persone, garantendo a tutti un cibo sano, buono e pulito, è stato raggiunto in pieno.

Concludendo, l’Expo è veramente uno spettacolo grandioso. Grandi mezzi, grandi architetture, grandi protagonisti e grandi menu. Un enorme palcoscenico sul quale ciascuno ha cercato di lasciare la propria impronta. Ma era proprio questo lo scopo dell’esposizione milanese? O non piuttosto unire le forze e le progettualità per trovare soluzioni alle difficoltà alimentari del pianeta come, ad esempio, ridurre lo spreco e garantire cibo per tutti?

sabati-famiglie-carcere

L’INCHIESTA
Essere genitori in carcere. Il Garante: “Anche i detenuti hanno diritto di stare coi figli”

SECONDA PARTE – “Il carcere è parte della città”. Nel 2012 il sindaco lancia un chiaro segnale. Servizi e associazioni si mobilitano e avviano progetti innovativi come “I sabati delle famiglie” e “Comunque papà” che affrontano il tema della genitorialità in ambito detentivo. Avviate a giugno 2014 in via sperimentale, oggi le iniziative sono ormai consolidate. Per capire come si è sviluppato il progetto, abbiamo intervistato i promotori, Tullio Monini responsabile del Servizio politiche familiari e Integrazione scolastica del Comune di Ferrara [leggi l’intervista] e Marcello Marighelli, Garante per i diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Ferrara.

Marcello Marighelli
Marcello Marighelli

“L’origine del mio impegno nel progetto – spiega il Garante – sta semplicemente nell’aver accolto le esigenze dei detenuti. Fin dai primi colloqui con i detenuti, infatti, i padri mi ponevano il problema del rapporto con i propri figli e con la famiglia. Facendo una semplice statistica, questa risultava una delle questioni principali. Conoscevo l’attività del Centro per le famiglie del Comune di Ferrara e ho incontrato il dr. Monini e i suoi collaboratori per verificare la possibilità di proporre alla Casa Circondariale l’attivazione di  un servizio di mediazione familiare anche per i genitori detenuti”.

Quindi fu lei a muoversi per primo in questo senso, allo scopo di garantire ai detenuti il diritto di coltivare rapporti familiari…
La figura del Garante è presente nell’Ordinamento penitenziario, ma non è istituita per tutti gli istituti penitenziari e non è nemmeno molto conosciuta. Il Comune di Ferrara e la Provincia l’hanno istituita da diversi anni, prevedendo tra i suoi compiti quello di rendere accessibili i servizi presenti sul territorio anche ai detenuti [vedi], sostenendone l’attività nel rispetto dell’art. 3 della Costituzione italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale”. In questi anni abbiamo cercato di lavorare attivandoci in tutti gli ambiti, dai servizi primari alla sanità, dal diritto al lavoro alla genitorialità, ma purtroppo ma purtroppo sono ancora molti i servizi non pienamente o facilmente accessibili per i detenuti.

Possiamo dire quindi che c’è stata una grande sinergia da parte di tutte le istituzioni convolte?

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Inaugurazione dello spazio verde e dell’area giochi nel carcere di Ferrara: in foto, i rappresentanti delle istituzioni, il personale penitenziario, le educatrici, i giornalisti

E’ così, si è agito contemporaneamente perché si è colta l’esigenza dei detenuti, perché c’era una volontà politica, perché esisteva un servizio dedicato alla genitorialità e perché c’è stata ricezione da parte della casa circondariale. L’operazione è riuscita perché la città era preparata, come si è visto in modo molto significativo anche durante l’ultima edizione del Buskers festival, quando alcuni musicisti hanno suonato come da programma in carcere e, presentando l’iniziativa, la comandante della polizia penitenziaria ha sottolineato che anche il carcere è “una via della città”.

Che significato ha in particolare questo progetto per il Garante?
Questo progetto dal punto di vista del Garante ha un importante significato perché porta un servizio comunale dentro il carcere, affermando il principio che anche i cittadini ristretti nel carcere, se non soffrono di particolari limitazioni, devono avere un concreto ed effettivo acceso ai servizi comunali.

Quali le principali difficoltà nella realizzazione?
Occupandomi io dell’effettivo esercizio dei diritti delle persone detenute, ho dovuto affrontare essenzialmente problemi pratici, come per esempio chiedere alla Direzione della Casa circondariale di riservare una giornata particolare per dare un senso di specialità ai colloqui con le famiglie, ecco dunque l’idea dei sabati.

Come sono organizzati i “Sabati per le famiglie”?
Tutto avviene in modo fluido perché, come tutti i colloqui, anche i Sabati si predispongono per appuntamento telefonico, quindi non si verificano mai code di attesa all’entrata. Mediamente partecipano sette/otto detenuti con i relativi familiari: un adulto accompagnatore e i figli del detenuto, raggiungendo un numero di persone pari a sedici/venti persone a colloquio. A differenza di quelli ‘normali’, questi sono colloqui di ampia durata, due ore, e si svolgono in spazi dedicati. L’incontro ha suo svolgimento che inizia con l’accoglienza, per passare a momenti d’intimità in cui la famiglia si raccoglie attorno al tavolo; in un secondo momento si passa ai giochi e ai laboratori, poi al saluto finale. Per i detenuti questi momenti sono importantissimi, c’è sempre una grande attesa, si tratta di colloqui speciali.

Che atteggiamento hanno i bambini?
I bambini sono il motore degli incontri. La mediazione passa attraverso i bambini che interagiscono tra loro e stimolano gli adulti a partecipare.

E i carcerati?
Molto importanti sono gli incontri di gruppo “Comunque papà” che funzionano anche da preparazione ai colloqui con le famiglie. Occorre ricordare che le situazioni sono molto variegate e che non è sempre così semplice arrivare a colloquio con i propri figli: a volte non c’è la volontà del coniuge a mandare i figli a colloquio col padre, altre volte c’è la distanza a porsi come ostacolo, oppure il senso di vergogna del detenuto stesso. Ecco, tutte queste problematiche vengono affrontate durante la mediazione, permettendo ai padri di esprimere la propria paternità, non abdicare al ruolo di genitore e trovare le forme migliori per gestire il rapporto. Gli incontri sono impostati molto bene, i carcerati lo sentono veramente come una spazio che coltivano e considerano proprio.

Diceva che ci sono tantissimi servizi ancora da attivare, a che cosa state lavorando ora?
Ora puntiamo su ciò che non funziona ancora, per esempio la difficoltà per i detenuti di rinnovare i permessi di soggiorno e di accedere ad altri servizi durante l’ultimo anno di detenzione (prima della liberazione) fruendo per esempio di permessi per poter regolarizzare i propri documenti, per la ricerca del lavoro, per verificare in modo adeguato la propria condizione di salute.

Ascolta il brano intonato: Lucio Dalla. La casa in riva al mare [clic qua]

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Tè e cultura.
La foto di oggi…

Ristorano dalla fatica fisica e intellettuale: letteratura, tè, musica e compagnia sono un piacevole toccasana per chi desidera arricchirsi e mantenersi in salute.

Cominciamo oggi “I tè letterari di San Benedetto“, incontri su grandi temi culturali, di letteratura, di arte, di pensiero, di religione, di spiritualità cristiana, della società di oggi, trattati da relatori di altissima competenza, in un clima di amicizia e familiarità. Gli incontri saranno introdotti da un momento musicale a cura degli allievi del Conservatorio Frescobaldi. Al termine delle presentazioni verrà offerta una tazza di tè accompagnata da pasticcini casalinghi.

Le date degli incontri: 12 ottobre, 9 Novembre, 14 Dicembre 2015, 11 Gennaio, 8 Febbraio, 14 marzo, 11 Aprile, 9 Maggio 2016

Sede degli incontri: Ferrara – Teatro S. Benedetto, via Don Tazzoli.

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