Giorno: 18 Gennaio 2016

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Servizio civile, la Regione approva il primo Piano di programmazione triennale

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Varrà per i prossimi tre anni e prevede un finanziamento di 600 mila euro all’anno. La vicepresidente Gualmini: “Un altro obiettivo del primo anno di mandato è stato finalmente realizzato: abbiamo approvato in Giunta il primo Piano di programmazione triennale del servizio civile in Emilia- Romagna, un documento atteso sin dalla legge regionale del 2003”

Promuovere l’impegno civico lungo tutto l’arco della vita, aumentare le risorse attraverso un’adeguata pianificazione regionale, semplificare e snellire le procedure relative al Servizio civile regionale. Sono questi, in estrema sintesi, alcuni degli obiettivi del primo Piano di Programmazione triennale del Servizio Civile in Emilia-Romagna, approvato dalla Giunta regionale, valido per il triennio 2016-2018, e che, a breve, andrà al vaglio dell’Assemblea Legislativa.
Con la stesura del Piano di programmazione triennale la Regione vuole offrire una visione di medio-lungo periodo sull’intero panorama delle iniziative di Servizio civile, sulle sue caratteristiche, i suoi destinatari e le sue potenzialità di ulteriore sviluppo.
Il documento, oltre a presentare il quadro di insieme sull’andamento dei posti finanziati e delle domande presentate e accolte, fissa le linee guida per la formulazione e gestione dei progetti, pur lasciando elevata autonomia agli enti promotori, e per il monitoraggio e la valutazione delle attività in termini di efficacia e capacità di incidere e di includere rispetto all’universo giovanile coinvolto.
«Un altro obiettivo del primo anno di mandato è stato finalmente realizzato.Abbiamo approvato nella seduta di Giunta dell’11 gennaio scorso – commenta così Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione e assessore al Welfare e alle Politiche abitative -, il primo Piano di programmazione triennale del servizio civile in Emilia-Romagna, un documento atteso sin dalla legge regionale del 2003». «Si tratta – spiega la vicepresidente – di un importante obiettivo per almeno tre motivi: primo, da qui in avanti presenteremo con molta trasparenza e massima chiarezza le priorità annuali del servizio civile e le risorse dedicate; secondo, intendiamo promuovere con iniziative periodiche e il ‘Celebration day’, istituito ogni annoi nel mese di dicembre, una grande partecipazione dei giovani e dei minori a queste esperienze di solidarietà e di cittadinanza civile. Terzo – conclude Elisabetta Gualmini – desideriamo estendere maggiormente il numero dei settori coinvolti nelle iniziative di servizio civile, oggi in particolare l’assistenza sociale e la promozione culturale, domani, speriamo, in ambiti ancora più variegati».
Tanti sono i ragazzi e le ragazze emiliano romagnoli che desiderano mettersi in gioco grazie a un’esperienza di solidarietà, servizio e aiuto nel campo della protezione civile e ambientale, della difesa del patrimonio artistico e culturale, dell’aiuto agli anziani e ai non auto-sufficienti, dell’accoglienza dei migranti e, più in generale, del vasto insieme di attività di pubblico interesse. L’opportunità riguarda sia il servizio civile regionale, per giovani dai 18 ai 29 anni, ai quali verrà chiesto un impegno che potrà variare in base al progetto scelto tra i 6 e gli 11 mesi e per 15-20-25 ore settimanali, con il riconoscimento di un assegno, rispettivamente di 217, 288 e 360 euro mensili, sia il servizio civile nazionale, per giovani dai 18 ai 28 anni (impegno chiesto, nell’arco di 12 mesi, di 1.400 ore complessive con il riconoscimento di un assegno mensile di 433, 80 euro). Oltre a queste misure, ai giovani impegnati nel Servizio civile regionale che abbiano svolto almeno la metà del progetto e comunque cinque mesi di attività, verrà riconosciuto l’attestato di partecipazione, che potrà essere consegnato, se possibile, in occasione del “Celebration Day”, organizzato annualmente in coincidenza, o prossimità, del 15 dicembre (anniversario dell’approvazione della prima legge italiana sull’obiezione di coscienza).
Dal 2005 al 2015, i giovani dell’Emilia-Romagna impegnati nel servizio civile sono stati 15.448, a fronte delle 42.366 domande presentate nei periodi di apertura dei bandi nazionali e degli avvisi provinciali. 13.715 sono i giovani che hanno svolto attività di servizio civile nazionale e 1.733 quelli destinati al servizio civile regionale, 405 dei quali nell’ambito del programma dell’Unione europea Garanzia Giovani. I posti finanziati per esperienze di servizio civile all’estero gestiti da enti dell’Emilia-Romagna sono stati 378.
I finanziamenti della Regione per il Servizio civile regionale, fino al 2013 per i giovani stranieri e poi aperto a tutti nel 2014 e 2015, ha avuto un andamento costante e un significativo incremento nel 2015 (+20%). Risorse aggiuntive a quelle della Regione sono state quelle del programma europeo di Garanzia Giovani, pari a 2.095.161,75 euro , tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015. Per il prossimo triennio le risorse del Fondo regionale del servizio civile sono confermate in 600 mila euro annui.

Il sistema regionale del Servizio civile in Emilia-Romagna
Il sistema regionale del Servizio civile è composto dal Servizio civile nazionale che comprende le attività di Servizio civile all’estero nell’ambito del quale la Regione svolge le competenze gestionali attribuite dalla legislazione nazionale, quali la tenuta dell’albo degli enti accreditati, la verifica e l’attuazione dei progetti, e il Servizio civile regionale, un programma parallelo a quello nazionale organizzato esclusivamente all’interno dei confini regionali. Quest’ ultimo riguarda i giovani, italiani e stranieri, tra i 18 e i 29 anni, gli adulti e i minori che vogliono prestare servizio gratuitamente, e infine le attività di Garanzia Giovani, il programma dell’Unione europea contro la disoccupazione giovanile, per il quale nel 2015 le attività di Servizio civile regionale sono state considerate eleggibili. All’interno del sistema regionale del Servizio civile un ruolo fondamentale è svolto dai Coordinamenti provinciali degli enti di servizio civile (Co.Pr.E.S.C), istituiti dalla Legge regionale del Servizio civile, n.20 del 2003 : si tratta di associazioni di natura mista, composte da soggetti pubblici e privati, interessate a promuovere il Servizio civile e orientare i giovani nelle loro scelte, senza sostituirsi agli enti che direttamente promuovono i progetti di volontariato, i quali rimangono titolari e responsabili della gestione.

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Alluvione nel modenese due anni dopo: liquidati tutti i danni per le abitazioni

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Il bilancio: per le prime case 21 milioni di euro, contributi a 200 imprese, conclusi 67 interventi sulle opere pubbliche e per le opere idrauliche oltre 71 milioni di euro. Altri 30 in arrivo per Secchia e Panaro

Contributi a 200 imprese per oltre 8 milioni di euro, liquidate tutte le domande per le prime case con quasi 21 milioni di euro, tutti conclusi i 67 interventi sulle opere pubbliche per circa 7,4 milioni di euro e per le opere idrauliche stanziati oltre 71 milioni di euro, mentre altri 30 sono in fase di attribuzione sempre per gli argini di Secchia e Panaro.
Questo il bilancio a due anni dall’alluvione nel modenese, da quell’improvviso lago di 75 chilometri quadrati che tra il 19 e 20 gennaio 2014 sommerse campagne e opere pubbliche, allagò abitazioni, aziende, fece una vittima, Giuseppe Oberdan Salvioli, in quella fetta del territorio gravemente ferito dal terremoto di pochi mesi prima tra Medolla e Bastiglia, Bomporto e San Felice.

“Due anni in cui, con un impegno straordinario da parte di istituzioni, in primo luogo di Provincia e Comuni, cittadini e imprese e un lavoro di squadra – afferma l’assessore regionale alle Attività produttive e Ricostruzione post-sisma Palma Costi – a tutti i livelli per dare nei tempi più rapidi possibili risposte certe e concrete ai cittadini e imprese. Siamo riusciti a soddisfare le richieste di rimborso dei cittadini che hanno subito subìto danni, con la liquidazione pressoché della quasi totalità delle domande di risarcimento. Stiamo mettendo in campo il massimo sforzo per accelerare e chiudere le procedure per le imprese: ad oggi oltre 150 imprese e commercianti del modenese risarciti sulle circa 400 richieste presentate”.
“Superano i 104 milioni di euro gli stanziamenti destinati a Modena a seguito dell’alluvione del 2014 destinati alle opere idrauliche – aggiunge l’assessore alla Difesa del suolo e Protezione civile, Paola Gazzolo -. Ai 71 milioni già programmati si sommeranno infatti a breve altri 33 milioni per il sistema di arginature di Secchia e Panaro. Gli interventi già realizzati hanno aumentato i livelli di sicurezza del nodo idraulico Secchia, Panaro, Naviglio, con le nuove risorse completeremo la programmazione degli interventi insieme ai Sindaci e il nodo idraulico sarà il più sicuro della pianura padana”.

Lo stato delle liquidazioni: privati
Per i danni causati dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013 e dall’alluvione del 19 gennaio 2014, sono state presentate 2.588 domande. A seguito della fase istruttoria sono state ammesse a contributo dai singoli Comuni 2.367 domande relative alle prime case e 113 relative alle seconde case.
Le domande di liquidazione presentate entro il 30 settembre 2015 per gli immobili prima casa, sono state a oggi liquidate tutte, per un totale di 20.850.000 euro, a eccezione di 110 pratiche per le quali si sta concludendo la fase istruttoria della documentazione di spesa consegnata dai privati cittadini.
In particolare, per il comune di Bastiglia sono stati liquidati circa 12.350.000 euro (1.471 domande), per il Comune di Bomporto circa 6.000.000 euro (530 domande) e per il Comune di Modena sono stati liquidati circa 1.165.000 euro (67 domande). Le restanti liquidazioni effettuate riguardano gli altri comuni colpiti dall’alluvione 2014 (Camposanto e San Prospero) e i comuni colpiti dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013 (sia comuni della provincia di Modena – Mirandola e Castelfranco Emilia – sia comuni della provincia di Bologna, per un importo totale di circa 1.200.000 euro).
Per i danni causati alle seconde case i termini per poter presentare la documentazione di spesa per tali tipologie scadono il 30 aprile 2016.
Relativamente alla tromba d’aria del 2014 il 31 dicembre 2015 si sono conclusi i termini per poter richiedere la liquidazione degli interventi eseguiti sugli immobili prima casa e sui beni mobili ivi ubicati. I Comuni di Nonantola e Castelfranco Emilia stanno procedendo alla liquidazione di tutte le domande presentate e ammesse a contributo (82) per un importo di circa 400.000 euro.

Lo stato delle liquidazioni: imprese
Le domande presentate dalle imprese industriali, commerciali ed agricole danneggiate dall’alluvione e dalle trombe d’aria del 2013 e 2014 sono state in tutto 511, di cui 108 ritirate o mancanti dei requisiti minimi previsti. Il termine di presentazione è scaduto il 31 ottobre scorso e le istruttorie sono tuttora in corso.
L’ammontare dei danni richiesti sfiora i 45 milioni di euro che corrispondono a circa 30 milioni di euro di contributi concedibili a fronte dei 60 milioni stanziati dall’ordinanza del commissario.
L’istruttoria si è conclusa per circa 200 pratiche, esaminate dai Nuclei di Valutazione, per un contributo concesso di circa 8 milioni di euro. Altre 207 sono in lavorazione o in attesa di integrazioni documentali e verranno concluse nei prossimi mesi. Le richieste di liquidazione presentate ad oggi sono 36, di cui 17 già liquidate, che si sommano alle 35 domande contestuali già liquidate per un totale di 1,4 milioni di euro erogati.
Le imprese con decreto di concessione, che devono completare gli interventi, possono accedere alle anticipazioni bancarie previste da un accordo sottoscritto da Provincia di Modena, Regione e banche locali.

Lo stato delle liquidazioni: opere pubbliche
Tutti conclusi i 67 interventi finanziati dal Commissario delegato per complessivi 7.393.000 euro, per opere di ripristino dei danni a edifici pubblici o di interesse pubblico.
Di questi, 38 interventi sono stati finanziati ai Comuni per complessivi 4.720.000 euro, 8 ad Acer per 223.000 euro, 14 alla Diocesi di Modena e Nonantola per 1.040.000 euro e 4 agli enti gestori dei servizi essenziali per 510.000 euro. Grazie ai 210 milioni messi a disposizione dal Governo con il Decreto legge 74/2014 poi convertito in legge, il Commissario delegato ha autorizzato interventi con apposite ordinanze. Tra i principali interventi il ripristino della funzionalità degli edifici scolastici e dei municipi, dei cimiteri, degli impianti sportivi, delle sale civiche, della viabilità, degli alloggi in gestione ad Acer, dei beni storico-monumentali, delle reti elettriche di media e bassa tensione, delle isole ecologiche e degli impianti di depurazione.

Lo stato delle liquidazioni: opere idrauliche
A due anni dall’evento alluvionale il Commissario ha programmato attraverso sette Ordinanze 117 interventi, per un totale di 71.367.170 euro. A breve il Commissario stanzierà ulteriori 33 milioni di euro sempre per il sistema delle arginature di Secchia e di Panaro.
A oggi sono stati conclusi 96 interventi per un totale di 23,3 milioni di euro, sono stati progettati 14 interventi per un totale di 20 milioni e sono in corso di progettazione 7 interventi per un totale di ulteriori 28 milioni.
Sono stati effettuati interventi non strutturali finalizzati a ridare piena funzionalità ai corsi d’acqua. Di fondamentale importanza sono state cinque campagne di monitoraggio arginale che grazie alla collaborazione tra Provincia, Comuni, Ambiti Territoriali di caccia con i coadiutori, le organizzazioni di volontariato di Protezione civile hanno permesso l’individuazione di un elevato numero di criticità arginali, base di partenza per interventi di ripristino delle arginature danneggiate da tane di animali, consentendo l’avvio di un programma di limitazione numerica per volpi, tassi e istrici approvato da Ispra e Ministero dell’Ambiente e attualmente nella sua fase operativa. Per quanto riguarda gli interventi strutturali è’ stato effettuato un primo stralcio di interventi di adeguamento strutturale e funzionale delle arginature dei fiumi Secchia e Panaro e del Canale Naviglio. Sono in fase di progettazione gli interventi strutturali sulla Cassa d’espansione del fiume Secchia, già progettati interventi sulla Cassa d’espansione del fiume Panaro, che saranno avviati in primavera. Gli interventi di sui principali affluenti di Secchia e Panaro immediatamente a sud della città di Modena e in particolare torrente Fossa, Grizzaga, Nizzola e Guerro sono stati tutti programmati e conclusi entro il 2015.

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Sacca di Goro, il 21 gennaio l’incontro al Ministero chiesto dalla Regione

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Oggi a Ferrara l’incontro dell’assessore Simona Caselli con le associazioni dei pescatori

La Sacca di Goro sarà al centro di una riunione presso il ministero delle Politiche agricole a Roma giovedì 21 gennaio, convocata su richiesta della Regione. Al centro dell’incontro, cui sono stati invitati la Capitaneria di Porto di Ravenna, i Consorzi dei pescatori di Goro e Cogemo, i rappresentanti del mondo della ricerca e dell’università, le problematiche relative all’utilizzo dell’ idrorasca, l’attrezzo utilizzato per la pesca delle vongole negli impianti di acquacoltura.
La notizia è stata data oggi a Bologna dall’assessore regionale all’Agricoltura, caccia e pesca Simona Caselli, che ha incontrato le associazioni della pesca e dell’acquacoltura della Sacca di Goro, a margine della riunione della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna a Ferrara. “E’ stata un’occasione utile per fare il punto sulle questioni aperte – ha detto Caselli – anche in vista dell’incontro al Mipaaf, che come Regione abbiamo richiesto, durante il quale presenteremo le nostre ipotesi di lavoro”. Tra i temi di cui si è parlato nell’incontro odierno, anche la situazione ambientale della Sacca e l’andamento della produzione.

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Tour della giunta regionale nel ferrarese: dichiarazione del Consigliere regionale PD Paolo Calvano

da: Ufficio stampa Gruppo Partito Democratico, Assemblea Legislativa Emilia-Romagna

Il lunedì “ferrarese” della Giunta regionale ci consegna alcune conferme e serve a rilanciare su alcune questioni aperte per il nostro territorio.
Seguendo il tragitto del Presidente Stefano Bonaccini e degli assessori regionali nella provincia di Ferrara, sono innanzitutto positivi, sia sul piano della salvaguardia e tutela ambientale sia su quello dello sviluppo economico, gli investimenti previsti nell’area del Delta: a partire dai lavori straordinari di ripascimento costiero fino ai finanziamenti per la sacca di Goro.
Il secondo punto che valuto positivamente, è quello della mobilità e del potenziamento della rete infrastrutturale. Il progetto della Statale 16, che serve a collegare in modo più efficiente e rapido il nostro territorio e la Romagna, ora procede a passi regolari. Recente, poi, è la notizia dello sblocco della Cispadana da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il cui tracciato servirà a dare nuova linfa alla rete economica locale e che porterà con sé anche l’autostradalizzazione del tratto Ferrara-Porto Garibaldi.
È stata ribadita la volontà di procedere sulla riorganizzazione della governance locale, con l’obiettivo, dopo la fusione che ha portato alla nascita del Comune di Fiscaglia, a completare in tempi rapidi, nel corso del 2016, il percorso di fusione dei Comuni di Mirabello e Sant’Agostino. E su questo si lavorerà anche e soprattutto attraverso l’Assemblea legislativa.
La Giunta dell’Emilia-Romagna ha confermato quindi la propria sensibilità sul tema del lavoro, e in particolare su quello legato all’area del Petrolchimico: è stata ribadita la centralità della chimica nelle strategie regionali e la volontà di sostenere il comparto anche su scala nazionale. Una sottolineatura importante, a mio parere, anche in vista della manifestazione indetta dai sindacati per mercoledì prossimo, 20 gennaio, alla quale parteciperò in rappresentanza del PD dell’Emilia-Romagna e alla quale sarà presente anche il Segretario Generale della CGIL Susanna Camusso.

Cgil, Cisl e Uil sulla cessione di Versalis da parte di Eni

da: organizzatori

CGIL CISL e UIL di Ferrara, unitamente alle rispettive organizzazioni di categoria FILCTEM FEMCA e UILTEC, esprimono vivo apprezzamento per il documento del 14 gennaio 2016 con il quale le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto rivolgono al Governo non solo un pressante invito ad occuparsi dell’annunciata cessione da parte di ENI del controllo di Versalis, ma altresì un proposta organica di politica industriale per garantire una prospettiva alla industria chimica italiana alla luce della quale valutare le strategie messe in campo da ENI per Versalis. Le Organizzazioni sindacali sottolineano come fatto nuovo e positivo che, per la prima volta da almeno due decenni, le tre Regioni interessate alla presenza dei 4 siti petrolchimici interconnessi di Marghera, Mantova, Ferrara e Ravenna, esprimano una visione strategica comune volta a difendere ciò che resta delle filiere della petrolchimica italiana sottolineandone il valore strategico di infrastruttura fondamentale ai fini della protezione e dello sviluppo della “competitività delle migliaia di piccole e medie imprese trasformatrici a valle presenti nei territori delle tre regioni”, e che a partire da questa consapevolezza vengano indicate le scelte di investimento necessarie per “sviluppare le potenzialità del mercato, con un’attenzione particolare alla produzione di poliolefine”, e per “garantire una prospettiva di lungo periodo alla petrolchimica del quadrilatero padano”, in grado di accompagnare in una logica di “complementarietà e di sostenibilità reciproca” anche lo sviluppo della cosiddetta “chimica verde”.
Si tratta di un approdo importante di una iniziativa politica e istituzionale pluriennale nella quale le Organizzazioni Sindacali Confederali e di Categoria di Ferrara e dell’Emilia Romagna hanno avuto un ruolo essenziale di stimolo e di proposta, fin dalla chiusura della vertenza Basell del giugno 2013 (istituzione del tavolo regionale per lo sviluppo del petrolchimico di Ferrara) alla piattaforma sindacale per il rinnovo dell’”Accordo di programma del polo industriale e tecnologico di Ferrara” del dicembre 2013 per finire con la costituzione del tavolo regionale per lo sviluppo dei poli industriali petrolchimici di Ferrara e Ravenna, istituito dalla Regione Emilia Romagna in occasione della vertenza ENI del luglio – settembre 2014 e riconvocato più volte dal marzo 2015.
Le OOSS riconoscono alla Giunta Regionale dell’Emilia Romagna e alla Amministrazione Comunale di Ferrara di aver perseguito con tenacia e determinazione il confronto con le altre Regioni per approdare ad un risultato fondamentale per poter incidere su scelte di disimpegno dalla chimica che per troppo tempo sono sembrate “ineluttabili”.
Il documento delle Regioni pone ENI e Governo davanti alla necessità di una risposta chiara che si confronti con le esigenze di fondo dell’apparato industriale del Paese.
In questo contesto, frutto di un lavoro a tavoli ai quali hanno concorso anche le rappresentanze delle Imprese Industriali di Ferrara e Ravenna, sarebbe lecito aspettarsi uno sforzo di coesione territoriale a sostegno del documento delle Regioni. Anche per questo appare incomprensibile, e perciò inquietante, l’accanimento con il quale L.Basell persegue lo scontro con la rappresentanza sindacale con il rifiuto a revocare il provvedimento di licenziamento disciplinare verso il delegato Luca Fiorini, in un contesto sia di isolamento interno vista la compatta adesione dei lavoratori di L.Basell agli scioperi dichiarati dal 30 dicembre, sia esterno, sorda al giudizio delle stesse istituzioni.
Ora tocca ancora ai lavoratori di Versalis, delle società del gruppo Eni e di tutte le imprese che operano nel polo petrolchimico di Ferrara fare la loro parte:
con l’adesione allo sciopero del 20 gennaio e con la partecipazione all’assemblea (14 -16.30 sala mensa Sodexo) possono sostenere con forza l’iniziativa per conquistare gli investimenti e le prospettive di sviluppo necessarie ad avere un lavoro più certo, più dignitoso, più rispettato.

NON SI SVENDE LA CHIMICA ITALIANA
NON SI LICENZIANO I DELEGATI

Baseball, Winter League per i ragazzi del Ferrara

da: Ferrara Baseball

Il torneo indoor sarà un banco di prova per la squadra giovanile, da quest’anno iscritta ai campionati FIBS. Ventura, Carlotti e Ragazzi nel nuovo staff tecnico. Domenica amichevole con Ravenna.

Riparte l’attività agonistica per le giovanili del Ferrara Baseball. La società, forte dell’intensa attività di reclutamento dei mesi estivi ed autunnali, quest’anno schiererà i propri colori in tre diverse categorie (minibaseball, ragazzi e cadetti). Conclusa l’affiliazione dell’intero vivaio alla FIBS (Federazione Italiana Baseball Softball): i giovani atleti disputeranno i campionati federali riportando la bandiera del duca nel giro che conta, insieme alle tante solide realtà dell’Emilia-Romagna come Rimini, Bologna, Parma e Godo; finalmente si riannodano i fili col passato, con l’augurio che il baseball metta radici definitive all’ombra del Castello.
Calendario invernale già ricco di impegni, con la squadra ragazzi che prenderà parte alla prossima Winter League: il torneo indoor, che si disputerà tra gennaio e febbraio, è ormai un appuntamento classico, e sarà un’ottima occasione per testare i propri progressi oltre al valore delle tante avversarie dirette della futura stagione. “Questa competizione sarà un bel trampolino di lancio per le nostre numerose nuove leve, e un banco di prova per chi ha già più esperienza”, assicura il tecnico Margherita Ventura, al suo debutto ufficiale sulla panchina degli estensi dopo una lunga (e vincente) esperienza nelle giovanili della Fortitudo Bologna.Oltre alla Ventura, lo staff estense sarà composto dal coach Gianluca Carlotti, dal general manager Fabio Abetini e dal presidente Bibi Squarzanti, mentre Gianluca Regazzi (per tutti “K”, strike out, più che un nome una garanzia) seguirà da vicino i giovani lanciatori.
In preparazione alla Winter League, domenica 17 gennaio la squadra estense ospiterà in casa i pari età di Ravenna, per un test match amichevole. Ferrara riparte dall’ultimo impegno ufficiale, il Torneo Valmarecchia, dove si era classificata a un ottimo secondo posto.

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Nutrie – Con il Collegato ambientale possibilità di Piani regionali per il contenimento dei roditori.

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Caselli: un’importante novità per intervenire in modo organico ed omogeneo su tutto il territorio

“E’ un importante novità. Con il Piano regionale potremo attuare il contenimento delle nutrie su tutto il territorio emiliano-romagnolo, in modo organico e omogeneo, ovviando alle inevitabili difficoltà operative riscontrate specialmente dai piccoli Comuni. Siamo già in fase di avanzata definizione del documento.” Così l’assessore regionale all’agricoltura, caccia e pesca Simona Caselli commenta i contenuti del Collegato ambientale alla legge di Stabilità, approvato il 28 dicembre, ma non ancora pubblicato, che, pur confermando la classificazione delle nutrie tra le specie infestanti, introduce la possibilità di ricorrere a piani di contenimento approvati dalle Regioni con le stesse modalità previste per la fauna selvatica.
Fino alla pubblicazione del Collegato ambientale e all’adozione del Piano regionale , rimangono in vigore in Emilia-Romagna i Piani comunali che sono stati redatti in base alle linee guida regionali approvate dall’Ispra. In base a tali Piani, possono attuare il contenimento dei roditori le guardie provinciali, gli operatori muniti dalle province di specifica abilitazione e gli agricoltori con licenza di caccia sul proprio fondo. Con la legge nazionale dell’agosto 2014, le nutrie, prima comprese tra la fauna selvatica, sono state classificate tra le specie infestanti al pari di topi e ratti e le competenze in materia sono passate ai Comuni.

Banksy does New York al cinema Boldini

da: Arci Ferrara

Mercoledì 20 gennaio ore 21.00 – ingresso 5 euro.
Versione originale con sottotitoli in italiano.

Banksy Does New York è l’ultimo appuntamento della rassegna tenutasi tra dicembre e gennaio al Cinema Boldini, in cui sono già stati proiettati i film The Wolfpack di Crystal Moselle e Finding Vivian Mayer di John Maloof e Charlie Siskel.

31 giorni, 23 pezzi, 10 installazioni e milioni di follower sui social media pronti a rintracciare per le strade di New York il loro imprendibile idolo, Banksy.
Il docufilm Banksy Does New York di Chris Moukarbel ripercorre il soggiorno dell’artista a New York attraverso le sue opere e le testimonianze dei suoi fruitori, a metà tra rete e realtà: erano i primi di ottobre 2013 quando i follower del profilo Instagram di Banksy si resero conto che lo sfuggente di Bristol stava postando una foto al giorno di pezzi realizzati sui muri della Grande Mela. Da quel momento fu chiaro a tutti che Banksy aveva iniziato la sua personale open air, fatta di stencil ma anche installazioni, sculture e video. A ogni opera è così corrisposta una duplice reazione da parte del pubblico: quella virtuale, che ha portato appassionati e neofiti mappare l’attività dell’artista caricando le foto delle sue opere al suono dell’hashtag #banksyny, e assieme quella reale, che ha visto detrattori e mercanti d’arte senza scrupolo deturpare, appropriarsi e addirittura vendere portiere di automobili, mattoni, porte di ingresso e porzioni di muro che recavano il suo segno distintivo.
Il ritratto che ne esce in Banksy Does New York è quello di un artista che non ama parlare di sé ma che riesce perfettamente a fare parlare di sé. Irriverente e imprevedibile, Banksy sa il fatto suo: la sua coscienza no global l’ha portato anche nella globalissima New York a realizzare pezzi che denunciano lo sfruttamento del lavoro nei fast food, la crudeltà verso gli animali nell’industria della carne, le vittime delle guerre di religione, l’ipocrisia nel mondo dell’arte contemporanea che abbatte il 5Pointz a suon di ruspe. Questo lavoro è reso possibile da un’equipe di anonimi aiutanti che, fuori e dentro lo studio, gli danno una mano a ritagliare le dime, a montare le scale, a vendere al ribasso le sue opere per la Fifth Ave, a depositare le sue tele in centri di edilizia per disagiati. Banksy sa di piacere a molti: ne sono un esempio i giornalisti che da sempre seguono la sua evoluzione artistica, Beth Stebner del New York Daily News, Keegan Hamilton del Village Voice, RJ Rushmore e Caroline Caldwell del Vandalog, Jaime Rojo and Steven Harrington del Brooklyn Street Art, ma anche i fratelli proprietari dello store Zabar’s nell’Upper West Side, che hanno messo sotto plexiglass un’opera apparsa fuori dal loro negozio. A fianco degli estimatori non si nasconde chi, per principio o per convenienza, lo denigra, lo insulta, lo deturpa o si appropria delle sue opere per venderle illegalmente: è, quest’ultimo, il caso di Stephan Kezler, proprietario di una galleria di Southampton che con metodi poco ortodossi si appropria della sfinge del sito Willets Point nel Queens ritrovata da operai latini e la rivende a una mostra mercato del lusso sulle cose della Florida. Ma poco importa: la sua è un’arte di strada inevitabilmente costretta a sottostare agli animi di chi la strada la vive.
Al regista va dunque il plauso di avere fatto una panoramica di quei giorni senza tuttavia essere caduto nell’errore di trattare una sola verità, quella di chi apprezza e tutela le sue opere. Testimonianze sono infatti venute anche da chi di quell’arte si è fatto beffa, sfregiandola o condannandola a un destino diverso da quello che Banksy per primo si era prefissato. Ma finchè è l’artista a riconoscerlo, non c’è nulla da temere: there’s nothing more dangerous than someone who wants to make the world a better place.

Per informazioni:
Sala Boldini, via Previati 18 – Ferrara.
www.cinemaboldini.it – www.arciferrara.org
Tel. Cinema (sera) – 0532.247050
Arci Ferrara – 0532.241419

Zoltan Istvan segnala Roby Guerra sul “The Dimensional Shift Observer” per Fiori della Scienza

da: Azione Futurista Ferrara

Nuova segnalazione oltreoceano per il futurista ferrarese Roby Guerra, dopo alcune interviste a sua cura per hPlus magazine, testata del Transumanesimo americano (Los Angeles) e con la band electro e di poesia sonora MAV (con un concerto live in tape nel noto Museum delle Microcassette Art a cura di Hal McGee). Ora il futurista transumanista americano Zoltan Istvan, noto per il bestseller di fantascienza in Usa e GB, Transhumanist Wager e persino candidato presidenziale per il 2016 con il Transhumanist Party, sul network press”The Dimensional Shift Observer” on line ha segnalato/rilanciato di Guerra… Fiori della Scienza, il suo ultimo ebook poetico e antologico neofuturista(1985-2015) edito da La Carmelina.

info e vedi allegato pdf
http://paper.li/colonialdude/Project-X-7?edition_id=2170ffa0-b374-11e5-8cbe-0cc47a0d1605#!art_entertainment

movimento5stelle

Cona, Sensoli (M5S): “Subito i dati sulla legionella. Perché nessuno ha fatto niente per limitare i rischi ai pazienti?”

da: MoVimento 5 Stelle, Gruppo Assembleare Regione Emilia-Romagna

Raffaella Sensoli, consigliera regionale del M5S e vicepresidente della Commissione Sanità, annuncia la presentazione di una interrogazione dopo l’installazione da parte dell’Asl di alcuni filtri anti legionella nelle docce dell’ospedale di Cona. “Asl e Regione rendano pubblici i dati sui controlli idrici. In questi anni i vertici amministrativi hanno sottovalutato il problema esponendo così a rischi altissimi i pazienti”.

“Asl e Regione rendano pubblici al più presto i dati sui controlli idrici fatti a Cona sul rischio legionella. I filtri installati nei giorni scorsi sono la dimostrazione lampante di quello che sosteniamo da tempo, ovvero che le tubature e gli impianti idrici sono in pessimo stato. Un paradosso per un ospedale inaugurato meno di quattro anni fa”. È questo il commento di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del M5S e vicepresidente della Commissione Sanità, che annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta dopo che l’Asl ha provveduto ad installare dei filtri ai rubinetti di alcune docce dell’ospedale per limitare il rischio legionella. La presenza del batterio nelle tubature dell’ospedale ferrarese era stata confermata dall’assessore Venturi proprio in risposta a una interrogazione della consigliera regionale del M5S subito dopo la morte di Giuliano Catozzi, che non è stata causata dal batterio come hanno confermato i controlli eseguiti, sulla quale è stata aperta un’inchiesta della magistratura. “La corsa ai ripari messi in pratica in questi giorni dall’Asl conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, l’assoluta precarietà sul fronte della sicurezza che Cona garantisce ai suoi pazienti – spiega Raffaella Sensoli – I nuovi filtri installati in questi giorni di certo non cancellano i problemi cronici di una struttura che è nata già vecchia. A questo punto vorremmo capire quali sono stati i risultati dei campionamenti che l’Asl ha disposto mesi fa sulle condotte idriche. Solo a novembre il dg Carradori aveva promesso che sarebbero stati resi pubblici a breve. Sono passati più di due mesi ma ai cittadini e ai pazienti non hanno ancora comunicato nulla. Vogliamo che venga fatta chiarezza al più presto. Anche per capire qual è il rischio reale che si corre quotidianamente a Cona”. Nella sua interrogazione la consigliera regionale del M5S chiede dunque alla Giunta di rendere pubblici questi dati, oltre a prendere in considerazione l’ipotesi di prendere dei provvedimenti nei confronti dei vertici amministrativi dell’ospedale. “Secondo quanto è emerso fino a questo momento appare chiaro che in questi anni non si sia fatto nulla per cercare di limitare un rischio che, poi come la cronaca ha dimostrato, è tutt’ora molto elevato – conclude Raffaella Sensoli – Vogliamo capire il perché di questo immobilismo e se non sia il caso di prendere dei provvedimenti urgenti. Si tratta di dirigenti che con il loro immobilismo hanno messo a rischio la sicurezza dei pazienti e del personale sanitario di Cona e che nonostante ciò hanno continuato ad incassare addirittura dei premi. Tutto questo è semplicemente scandaloso. Cona si riconferma ancora una volta un ospedale in costruzione, con i sotterranei pieni di umidità (per non dire ruscelli di acqua), le tubature di scarico liquami con le toppe, i cartelloni con le indicazioni non a norma, i parcheggi anch’essi non a norma, e con la legionella presente sin dalla sua inaugurazione. Taglio del nastro che, come sappiamo, fu ritardato proprio per effetto della stessa e a cui si pone rimedio solo oggi e non in modo definitivo visto che non sono pochi quelli che nutrono dei dubbi sulla scelta dell’installazione dei filtri”.  

La Giunta Regionale in visita a Comacchio

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

E’ iniziata da Comacchio la visita della Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna nella Provincia ferrarese. Questa mattina, infatti, il Presidente della Regione Stefano Bonaccini, accompagnato dal Sottosegretario Andrea Rossi e dall’Assessore al Coordinamento delle Politiche Europee Patrizio Bianchi, ha incontrato a Palazzo Bellini il Sindaco Marco Fabbri e la Giunta Comunale.
L’incontro ha permesso di fare il punto sui progetti riguardanti Comacchio e sulle eventuali opportunità di finanziamento per la Città lagunare. In particolare, il Presidente Bonaccini, ha voluto sottolineare quelli relativi al piano ItaliaSicura, con oltre 100 milioni destinati al territorio dell’Emilia-Romagna e che anche sui lidi comacchiesi consentiranno il ripascimento della costa, e gli altrettanti 20 milioni di euro previsti per la riqualificazione urbana del distretto turistico, per i quali Comacchio candiderà il rifacimento di Viale Carducci al Lido Estensi. L’Assessore Patrizio Bianchi, inoltre, ha voluto rimarcare l’importanza del ruolo dell’Istituto di Istruzione Superiore “Remo Brindisi” nell’avviamento del programma riguardante la formazione sui “Mestieri del mare”. Ma non solo. La Giunta del Comune di Comacchio ha fatto il punto anche sul progetto che intende presentare in Regione per partecipare al bando relativo all’Asse V del POR FESR 2014/2020 e che, se finanziato, permetterà di avviare il processo di riqualificazione turistica delle Valli.
“Questo incontro è un segnale importante dell’interesse di questa Giunta Regionale verso Comacchio e i suoi Lidi e per questo ringrazio il Presidente della Regione Bonaccini per il tempo che ci ha dedicato – ha commentato il Sindaco Fabbri – Ciò di cui abbiamo discusso sono i nostri progetti per la Città, azioni ben definite che fanno parte di ‘Progetto Comacchio 2015-2020’ e che potranno trasformare in nostro terriorio in una perla ricettiva di vanto anche per la stessa Regione Emilia-Romagna”.

La città etrusca e il sacro. Santuari e istituzioni politiche

da: Ufficio Stampa SBArcheo

Il convegno si svolgerà da giovedì 21 a sabato 23 gennaio 2016.
Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Aula Prodi.
Piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna.
Il convegno è aperto a tutti ed è a ingresso libero.

Il Convegno si configura come l’esito di un triennio di ricerca corale di sette Atenei italiani a seguito del finanziamento del Progetto PRIN 2010-2011. Le novità emerse da queste indagini costituiranno l’occasione per dibattere in maniera ampia e articolata il tema, allargando lo sguardo ai grandi santuari dell’Etruria, non previsti nell’ambito del progetto, di Roma, della Grecia e della Magna Grecia.
Il Progetto e il Convegno che ne scaturisce nascono con l’intento di analizzare la relazione tra lo spazio del sacro e la città etrusca nelle sue espressioni politiche e istituzionali. I luoghi di culto sono un punto di osservazione privilegiato per la lettura della dialettica tra sfere sociali e politiche e per l’analisi delle dinamiche storiche che portano alla elaborazione degli assetti istituzionali.

Il programma:

Giovedì 21 gennaio 2016
15.00 Saluti istituzionali
Francesco Ubertini, Magnifico Rettore dell’Università di Bologna
Francesca Sofia, Direttore del Dipartimento di Storia Culture Civiltà
Luigi Malnati, Soprintendente Archeologia dell’Emilia Romagna

Presentazione
Giuseppe Sassatelli

15.30 Veio: dal culto aristocratico al culto poliadico
G. Bartoloni, D. Sarracino
16.00 Ritorno a Pian del Monte. Nuovi dati dall’abitato di Verucchio
P. Rondini, L. Zamboni
Verucchio: spazio abitativo e spazio rituale in un contesto di formazione protourbana avviata, ma non ancora compiuta
M. Harari
16.30 Coffee Break
17.00 Santuario dell’acropoli di Volterra: l’articolazione strutturale
L. Rosselli, E. Taccola
Santuario dell’acropoli di Volterra: i culti
M. Bonamici
17.30 Il sacro in Etruria: dentro e fuori la città
A. Maggiani

18.00 Discussione

Venerdì 22 gennaio 2016
9.00 Tra Caere e Pyrgi. I grandi santuari costieri e la politica di Caere
M.P. Baglione, L.M. Michetti
9.30 Orvieto, Campo della Fiera: forme del sacro nel “luogo celeste”
A. Giacobbi, S. Stopponi
10.00 La dimensione del sacro nella città di Kainua – Marzabotto
E. Govi
10.30 Coffee Break
11.00 La città e il sacro in Etruria padana: riti di fondazione e assetti urbanistico – istituzionali
G. Sassatelli
11.30 Lo spazio del sacro e la città: Cuma e Capua
C. Rescigno
12.00 Il contesto di Fratte
A. Pontrandolfo

12.30 Discussione

14.30 Il santuario dell’Ara della Regina di Tarquinia. I templi tra sacro e istituzioni politiche: un rapporto tra forma ed essenza
M. Bonghi Jovino
15.00 L’emporion arcaico: Gravisca e il suo santuario
M. Torelli
15.30 Pontecagnano e quadro generale del mondo etrusco – campano
L. Cerchiai
16.00 Il santuario di Fortuna e Mater Matuta nel Foro Boario: aspetti politico-religiosi tra età monarchica e repubblicana
P. Brocato
16.30 Coffee Break
17.00 Roma: Valle del Colosseo, Palatino nord – orientale tra età regia e prima repubblica (VI -V secolo a.C.)
C. Panella, S. Zeggio
17.30 Nuove ricerche nel santuario extraurbano di Fondo Iozzino a Pompei
M. Osanna, C. Pellegrino

18.00 Discussione

Sabato 23 gennaio 2016
9.00 Su alcuni spazi sacri ateniesi e il loro rapporto con assetti urbanistici e istituzioni politiche
E. Greco
9.30 Santuari e organizzazione urbana nelle città achee della Magna Grecia
F. Longo
10.00 Santuari e luoghi di culto preromani nell’Italia medio – adriatica
G. Tagliamonte
10.30 La terminologia etrusca per “santuario” e i suoi riflessi istituzionali
G. Colonna
11.00 Coffee Break

11.30 Discussione e Tavola Rotonda


Oltre ai relatori parteciperanno: C. Ampolo, D. Briquel, G. Camporeale, B. d’Agostino, C. Puzadoux

info e testi scaricabili su
http://www.disci.unibo.it/it/eventi/la-citta-etrusca-e-il-sacro.-santuari-e-istituzioni-politiche

Il Convegno sarà online in Live Streaming e potrà essere seguito in diretta tramite computer e tablet fino a un massimo di 200 ospiti. L’URL per accedere all’evento è https://webconference.unibo.it/disci e al momento della web conference si potrà accedere senza alcuna credenziale

Si ringraziano per il contributo: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Dipartimento di Storia Culture Civiltà
Organizzazione: Prof.ssa Chiara Pizzirani
Segreteria organizzativa:
Dott. Andrea Gaucci andrea.gaucci3@unibo.it
Dott.ssa Giulia Morpurgo giulia.morpurgo2@unibo.it
Dott. Stefano Santocchini Gerg stefano.santocchini@unibo.it
Elaborazione grafica: Ing. Simone Garagnani (cover), Bononia University Press (redazione)

A Ferrara il Carnevale è Rinascimentale!

da: Consorzio Visit Ferrara

Dal 4 al 7 febbraio 2016 tornano i fasti della Corte Estense per 4 giorni di eventi. Protagonista Isabella d’Este, a cui Ludovico Ariosto recitò per la prima volta l’Orlando Furioso, che celebra 500 anni.

Per chi è alla ricerca di un Carnevale davvero originale, l’atmosfera giusta è a Ferrara. Nella città rinascimentale per eccellenza, da giovedì 4 a domenica 7 febbraio 2016, si animano gli eleganti palazzi della Corte Estense e del centro storico patrimonio dell’umanità UNESCO, catapultando i visitatori in un autentico viaggio nel tempo, tra i fasti di duchi e duchesse, cavalieri e dame del ‘400 e ‘500. È il Carnevale Rinascimentale a Ferrara, che quest’anno si svolge nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando Furioso (22 aprile 1516), illustre opera letteraria di Ludovico Ariosto, morto nella città ferrarese. Nel febbraio del 1507, il poeta recitò per la prima volta il poema cavalleresco alla principessa Isabella d’Este (Ferrara, 1474 ‒ Mantova, 1539), marchesa di Mantova, figlia del duca Ercole I e di Eleonora d’Aragona. Sarà dunque lei la protagonista della manifestazione che per 4 giorni trasformerà il cuore storico ferrarese in un emozionante concentrato di iniziative culturali, concerti, rappresentazioni teatrali, banchetti in costume con piatti e atmosfera rinascimentale, conferenze su personaggi estensi e su aspetti della vita dell’epoca, itinerari turistici tematici e visite guidate teatrali. Momento clou del Carnevale Rinascimentale sarà il corteo storico del sabato pomeriggio del 6 febbraio, quando oltre 300 figuranti sfileranno lungo le vie del centro, contornati di danze, musici, duellanti, armigeri, giocolieri e spettacoli di fuoco. Tanti anche gli eventi dedicati ai bambini, oltre all’ingresso gratuito nei musei durante il fine settimana.
Il Carnevale Rinascimentale è promosso dal Comune di Ferrara e dall’Ente Palio, in collaborazione con altri partner istituzionali e associazioni culturali, come l’UNESCO, l’Università degli Studi di Ferrara e la Camera di Commercio.
Con il consorzio Visit Ferrara, si può scegliere tra tour con soggiorno, visite guidate, proposte enogastronomiche, esclusive esperienze di Carnevale nelle atmosfere dei palazzi rinascimentali, ed altre attività, prenotando su www.visitferrara.eu
Nello specifico, con la proposta “Vivi il Carnevale e i fasti del Rinascimento”, si può scegliere tra 2 giorni e 1 notte inclusa la visita guidata teatrale al Castello Estense, cena rinascimentale e visita della città, a partire da 97 euro a persona. Con un giorno e una cena tipica in più (3 giorni, 2 notti), da 175 euro.

Per scoprire il Carnevale Rinascimentale www.carnevalerinascimentale.eu e per avere maggiori informazioni sulla manifestazione: info@carnevalerinascimentale.eu

thomas-cheval

“La musica è il mio mondo”. E Cheval dopo ‘The voice’ pensa a Sanremo giovani

Quando entro nel bar in cui ci siamo dati appuntamento mi trovo davanti un ragazzo alto e sorridente, di appena 18 anni; come inizia a raccontarmi la sua vita, vedo svanire quella timidezza con cui molti lo identificano, tradita solo da mani nervose, che non possono fare a meno di giocare con le maniche della felpa che indossa. Quelle di Thomas Cheval non sono le classiche dita lunghe e affusolate di un pianista, eppure quando lo si sente suonare viene spontaneo pensare che le sue mani non siano altro che il prolungamento dello strumento che tanto ama. “E’ stata mia nonna che, quando avevo 5 anni, mi ha fatto capire qual è la mia passione”, mi dice con un sorriso.
Thomas è nato a Ferrara il 23 giugno di 18 anni fa, da madre italiana e padre francese. Attualmente frequenta l’ultimo anno di scuola superiore: “Prima ero al Liceo Ariosto, con indirizzo linguistico, ma quest’ultimo anno mi sono iscritto al Parini; sono stato obbligato a fare questa scelta a causa dei tanti impegni che ho con la musica”. È felice dei traguardi raggiunti nel mondo musicale, specialmente dopo essersi guadagnato il quarto posto a The Voice of Italy: “faccio più serate, ora si lavora di più” mi dice, ma dai suoi occhi è chiaro che a volte, per rincorrere i propri sogni, si è costretti a prendere decisioni scomode, talvolta dolorose, come quella di lasciare la propria classe dopo quattro anni insieme: “Il fattore scuola è ciò che più mi ha marcato: torni da un programma televisivo e ti rendi conto di dover abbandonare i tuoi amici, proprio l’ultimo anno…”.
Musicista prima di tutto, preso sotto l’ala protettiva del maestro Corrado Calessi che per molti anni gli ha insegnato ad apprezzare e a suonare la musica classica; è con lui che si è esibito al piano per la prima volta presso la Chiesa di San Francesco, in occasione di un saggio di fine anno. È stato successivamente avviato alla musica moderna dal Maestro, amico e collaboratore Andrea Bandi.
Mentre Thomas e il pianoforte sono uniti da quasi tutta la vita, è da poco che ha iniziato a dedicarsi al canto: “Due anni fa mia madre mi ha iscritto al Made in Fe’s Got Talent, un concorso locale, senza dirmi nulla. Ero convinto di suonare, ma al sound-check mi sono ritrovato davanti un microfono. In quel momento, timido come sono, ho provato il panico, ma non potevo ritirarmi, così ho cantato per la prima volta davanti a un pubblico ed è andata bene. Ho vinto il concorso e da quel momento ho iniziato a collaborare con Andrea Poltronieri”.
Ed è proprio con il famoso saxofonista che Thomas suonerà sabato 6 febbraio al “#BauMusicGala, una cena a sostegno del progetto di Pet Therapy “Con un battito di coda”, dell’Associazione ChiaraMilla, di cui Thomas è testimonial.
Il giovane talento ferrarese dalle giacche “bariolé” è un ragazzo altruista e genuino che ha intrapreso da circa due anni la via del canto: “Ho preso lezioni, ma per poco perché non avevo abbastanza tempo a causa della scuola e dello sport; ho continuato da autodidatta e ora mi aiuta Bandi; quando vado a registrare in studio lui non manca mai!”.
Ho sentito Thomas cantare non solamente in italiano e in francese, le sue due lingue madri, ma anche in inglese, con una pronuncia impeccabile, così mi chiedo se tra le sue passioni ci siano anche le lingue e lui mi conferma che è proprio per questo che aveva deciso di seguire l’indirizzo linguistico al liceo: “Ho la possibilità di condividere i miei due mondi, quello italiano e quello francese, tramite la musica e questa è per me una bellissima cosa”.

Thomas mi racconta, senza esitazione alcuna, che vorrebbe vivere della sua arte e che lotterà tantissimo per realizzare questo suo sogno; è un ragazzo intelligente, entusiasta, ma per niente esaltato, un giovane con i piedi per terra: “Non abbandono del tutto lo studio perché, purtroppo, nel mondo della musica un giorno sei vivo, il giorno dopo sparisci, è questione di attimi. Dopo la maturità mi piacerebbe iscrivermi a Psicologia che è da sempre la mia altra grande passione; cerco di trovare il giusto equilibrio tra gli studi e la musica”.
Thomas, pur essendo giovanissimo, ha già fatto diverse esperienze nell’ambito musicale: oltre al Made in Fe, ha vinto anche il “Fattore X” di Casumaro nel 2014 ed è inoltre arrivato tra i semifinalisti del “Tour Music Fest”, con Mogol presidente di giuria. E’ proprio grazie a quest’ultimo concorso che il giovane ferrarese è stato notato e contattato dalla produzione di The Voice: “Mio padre mi aveva iscritto a The Voice France, ma non abbiamo ricevuto risposta. La produzione dell’equivalente italiano mi ha sentito cantare al Tour Music Fest, mi ha chiamato e così ho deciso di provarci!”.
Gli chiedo di parlarmi dell’esperienza che lo ha lanciato sul grande schermo e che gli ha permesso di farsi conoscere a tutta l’Italia: “Conservo un bellissimo ricordo di The Voice e porterò sempre quest’esperienza nel mio bagaglio. È un’avventura che consiglio a tutti. Mi ha fatto crescere sia musicalmente che come persona; mi ha aiutato a combattere la timidezza, a non sentire il peso delle telecamere, anche se penso che un po’ di timidezza ci voglia, aiuta a tenere i piedi per terra”.
The Voice è un talent show e per sua natura dà la possibilità ai giovani debuttanti di mostrare il proprio talento, ma è anche una competizione, una gara che alla fine ha un solo vincitore; in quanto tale credevo la rivalità fra i concorrenti fosse tanta, ma questa mia convinzione viene smentita dalle parole di Thomas che mi racconta cos’ha provato a The Voice, le impressioni, i sentimenti, le emozioni: “Giorno dopo giorno mi sembrava di essere sempre più con un piccolo gruppo di amici, non c’è mai stata competizione tra noi, anzi ci aiutavamo a vicenda. Dovevamo imparare canzoni nuove per il giorno dopo, l’ansia e la tensione erano alle stelle, ma per distrarci ci ritrovavamo insieme a suonare e a fare festa”.
Quando Thomas ha cantato per la prima volta all’interno del programma, in occasione delle “blind auditions” (le cosiddette “audizioni al buio” in cui i coach ascoltano la voce del talento senza vederlo fisicamente), tre postazione su quattro dei vari team si sono voltate, esprimendo così il loro desiderio di avere il giovane emiliano nella propria squadra. Thomas ha scelto Noemi e, da come ne parla, è facile intravedere il bel rapporto nato tra lui e la “leonessa”: “È sempre molto dolce e disponibile. Recentemente mi ha chiamato a Rieti per aprire il suo concerto… Noemi cerca sempre di darmi una mano. E’ una donna che merita davvero tanto”.
Thomas non fa altro che parlare positivamente di The Voice, ma sono curiosa di conoscere il suo pensiero generale sui talent show: “Inizialmente non ero troppo d’accordo, ora sono in grado di vederne i pro e i contro. Non bisogna dimenticarsi che sono programmi televisivi, ma sono sicuramente un buon trampolino di lancio con il quale ti fai conoscere, guadagni notorietà, le case discografiche ti notano e musicalmente impari davvero tanto. I talent show sono un punto di partenza”.
Dopo The Voice Thomas ha iniziato a viaggiare per l’Italia, portando in giro la sua musica; mi dice di avere mantenuto un bel rapporto con Ferrara, anche se nella sua voce percepisco una nota leggermente amara: “A volte me la sento stretta; è una soddisfazione suonare e cantare nella propria città natale, ma non sempre si viene apprezzati. Quando sono andato a The Voice molti conoscenti mi hanno votato contro, c’è chi mi ha voltato le spalle, chi mi si è avvicinato solamente per la televisione. Per fortuna c’è stato anche chi mi ha sempre sostenuto. Agli amici che condividono la mia stessa passione e mi dicono di volersi proporre per un talent non posso che dare il mio appoggio ed essere contento per loro. Non penso debba esserci invidia, ma supporto e stima reciproca”. Tra i sostenitori più fedeli di Thomas ci sono i suoi genitori che lo hanno supportato “sempre, sempre, sempre, fin da quando ero piccolo”, mi racconta con un affetto e una riconoscenza che non hanno bisogno di parole per farsi sentire.

Thomas ha solo 18 anni, ma è un ragazzo decisamente modesto e maturo, dà l’impressione di essere più adulto di molti suoi coetanei, membri di una generazione poco combattiva, a tratti rassegnata. Ma il giovane Cheval non ha alcuna intenzione di fermarsi davanti agli ostacoli e, come mi ha raccontato, farà tutto ciò che è in suo potere per fare della musica la sua vita. Per il momento si fa conoscere e accumula esperienze nel suo bagaglio di avventure: “Nell’ultimo periodo ho suonato parecchio: a Capodanno sono stato a Decimomannu e due volte ad Iglesias, sempre in Sardegna. La seconda volta ci sono andato per “Più di prima”, una pièce teatrale che parla di Alessandra Santandrea, dell’incidente stradale che le ha causato la perdita dell’uso delle gambe e da come la sua vita è cambiata da quando ha preso il cane Lulù. Il presentatore è Edoardo Boselli, Marina Casciani la director. Lo spettacolo ha girato un po’ per tutta Italia”.
Un periodo intenso questo, per Thomas, anche se spiega che d’inverno si fanno meno concerti e che lui dedica alla musica tutto il suo tempo libero: “Ora scrivo molto…è una cosa che viene da sé, ma prima di scrivere mi deve succedere qualcosa, bella o brutta che sia. Per crescere musicalmente penso si debbano ascoltare un po’ tutti i generi, passo ore in camera mia ad ascoltare cd”. Thomas spazia tra il soul, il rock, il pop e il blues, ultimamente ascolta molto Mengoni e Adele, “adoro il suo ultimo cd!” esterna con una certa enfasi; tra i suoi artisti preferiti ci sono Amy Whinehouse, i Deep Purple e Paolo Nutini, a cui si ispira molto quando scrive le sue canzoni.
Ho avuto l’occasione di conoscere Thomas grazie ad un altro giovane artista, Luca Bretta. I due talenti hanno recentemente collaborato e dato vita a una cover, “Adventure of a lifetime” dei Coldplay, rivisitata in modo originale: due voci diversissime, accompagnate dai loro strumenti per eccellenza, la chitarra di Luca e il pianoforte di Thomas, senza i quali è ormai quasi impossibile immaginarseli: “Conosco Luca da prima della mia esperienza a The Voice e devo dire che lui non è mai cambiato nei miei confronti. Ci conosciamo grazie alla musica, ma siamo prima di tutto amici”.
Dolce e delicato, ma sicuro e “musicalmente aggressivo” quando serve, Thomas in futuro vorrebbe ritentare Sanremo Giovani: “Ora sono con la Universal, ma la sfortuna ha voluto che l’anno scorso non prendessero le major companies. Ritenterò quest’anno”.

Credo il modo migliore per conoscere un artista sia attraverso la propria arte, ma Thomas è una di quelle persone che ti incuriosiscono e ti portano a volerne scoprire tutte le sfaccettature, così gli chiedo quali pensa siano i suoi punti di forza e quali le sue debolezze: “Musicalmente guardo più all’emotività che alla tecnica perché sono una persona estremamente sensibile; questo per alcuni può essere un difetto, per altri un pregio, io so solo che se non fossi così non sarei la persona che sono”. Ammette di essere pigro, molto permaloso e di avere poca pazienza, ma è quando arriva il momento di parlarmi dei suoi pregi che Thomas si mostra in tutta la sua modestia e la sua genuina semplicità, spiegando che preferisce siano gli altri a giudicarlo.
Thomas è spesso definito un ragazzo timido, The Voice però lo ha aiutato a gestire questo suo tratto che a me piace definire “distintivo”, ma chissà cosa prova quando sale sul palcoscenico, davanti a centinaia, migliaia, di spettatori: “Ho sempre una strizza pazzesca, che io debba esibirmi per 5 persone o per un milione, ma come suono la prima nota al pianoforte, mi sento trasportato nella tranquillità della mia cameretta. Credo la timidezza non vada persa, ma controllata. Sul palco sto veramente da Dio, è il mio mondo, è dove sento di dover stare”.
Il giovane Cheval ha sposato la musica quando era solo un bambino, da adolescente ha vinto concorsi musicali importanti nell’ambito del suo territorio ed è stato il più giovane concorrente ad aver mai partecipato a The Voice of Italy. Ma non voglio dare per scontato che l’esperienza più bella che ha vissuto musicalmente sia quest’ultima, così decido di farmelo raccontare da lui:
“Il momento più emozionante sono state le blind auditions, quando ci sei solo tu e ancora non ti ritrovi a sfidare nessuno. In quell’istante sei totalmente solo e hai il cuore che batte a mille; non scorderò mai nemmeno la finale, quando ho cantato e suonato “Angels” con Noemi.
Un’altra esperienza incredibile l’ho vissuta quando ho registrato il mio Ep. Anche i saggi di pianoforte presso la chiesa di San Francesco rimarranno sempre un bellissimo ricordo, perché tutto è iniziato proprio da lì. Ma il momento più bello in assoluto l’ho vissuto con mia nonna, quando le mie mani hanno toccato il pianoforte per la prima volta”.
Grazie alle esperienze fatte e ai traguardi raggiunti ha iniziato ad avere tanti sostenitori e numerosissimi followers sui vari social network, così gli chiedo se questa notorietà, a soli 18 anni, non lo spaventa: “Non ho paura, se ne avessi sarei incoerente. Per ora ho raggiunto una parte di ciò che volevo, non lo chiamo successo, ma un passo in più lungo il cammino verso quella che spero un giorno diventerà la mia carriera. Se potessi firmare un contratto per un altro anno con la Universal lo farei subito, voglio dare il massimo a questa casa discografica. Non so cosa mi riservi il futuro, so solo che farò tutto ciò che posso per coronare il mio sogno”.
Decido di salutarlo con una domanda che mi piace porre a tutti gli artisti che incontro lungo la mia strada, perché è con questa che ti mostrano la propria anima e capisci, dal luccichio che hanno negli occhi, che la loro arte è una passione a cui, comunque vada, non rinunceranno mai: “Sia quando sto bene che quando ho dei problemi e non voglio avere a che fare con nessuno, la musica mi viene in aiuto, è la mia valvola di sfogo; è con lei che passo la maggior parte del mio tempo perché la musica è il mio mondo”.

Intervento del Presidente di Confartigianato Guido Montanari sulla vicenda Carife

da: Ufficio Stampa & Comunicazione di Camilla Ghedini

La storia di Confartigianato e della sua collaborazione con Carife risale agli anni ’80 del secolo scorso, quando ci fu l’esplosione del manifatturiero, ed è sempre proseguita, in tempi recenti, con i dibattiti e gli incontri anche da noi organizzati sul tema del credito. Ne sono testimonianza le numerose convenzioni stipulate nel corso dei decenni. Ed è indubbio che il risultato sia stato di crescita del territorio e sviluppo imprenditoriale. E, nel contempo, di potenziamento della stessa Carife. Ci piace pensare che la presenza di Confartigianato nel consiglio di amministrazione Carife sia stata giudicata come il riconoscimento del ruolo economico dell’artigianato e forma democratica di rappresentanza. Qualcuno può legittimamente pensare che sia il frutto del consociativismo imperante, ma per quanto ci riguarda la nostra storia dimostra come la marcia di avvicinamento per portare i propri associati dentro il dibattito politico sia stata lunga e faticosa, senza mai esimerci peraltro dall’assumere posizioni a volte di solitaria critica. Questa è la storia del rapporto tra associazione, territorio e banca. Per quanto attiene la storia delle persone, Confartigianato ritiene di avere messo in campo le migliori risorse. Soffermarsi a valutare gli infausti esiti degli ultimi tempi senza storicizzare gli avvenimenti e le decisioni assunte per giustificarli, ci pare parziale, se non addirittura strumentale. Fermo restando le responsabilità personali che stanno emergendo. Il nostro silenzio è stato fin qui giustificato da una sorta di rispetto per chi, azionisti in primis, ha perso tutto. Ed è quindi, in tal senso, anche un’assunzione di responsabilità. Confartigianato, in questo delicato frangente, continuerà a sostenere le imprese e a collaborare con le istituzioni. Tuttavia, potendo esprimere un’opinione, riteniamo che non siano state fatte analisi puntuali e confidiamo in ogni azione per fare chiarezza, convinti come siamo che le soluzioni adottate a partire dal commissariamento non siano giustificate nei modi e nei tempi.

Guido Montanari, Presidente Confartigianato

Copparo, le imprese tra crisi Berco e Jobs Act

da: ufficio stampa comunicazione Camilla Ghedini

I punti oscuri hanno a che fare con la ‘crisi’ Berco, che col suo indotto alimenta un buon numero di imprese, e la spinosa vicenda Carife. Lara Pellegatti, responsabile della sezione locale di Confartigianato, che sul territorio conta oltre 250 realtà, fa il quadro del 2015 appena chiuso, guardando in prospettiva. Rilevate le vulnerabilità, è tuttavia fiduciosa per 4 motivi fondamentali: nel 2015 è ripresa l’elargizione del credito da parte delle banche; l’edilizia torna a marciare, soprattutto per quanto attiene le ristrutturazioni; il Jobs Act ha portato ad alcune decine di stabilizzazioni; si stanno attivando diversi percorsi di accompagnamento nelle imprese a tradizione famigliare. In sintesi, relativamente a quest’ultimo punto: laddove i figli non vogliono portare avanti l’esperienza dei padri, o si intercettano figure qualificate al di fuori, o si perfezionano le competenze all’interno. Ma non si chiude, ossia non si cessa l’attività. «Le realtà che hanno superato questi anni difficili – conferma Pellegatti – stanno guardando al futuro con progettualità. Certo, devono compiere investimenti, soprattutto sul fronte della strumentazione, così da mantenersi al passo con l’innovazione. Ma sono pronte ad affrontare la sfida». Accanto, rileva la responsabile, si stanno consolidando e strutturando start-up. Per il 2016, le incognite riguardano il soprascritto Jobs Act, con sgravi che passano dal 100% per tre anni, al 40% per 2.

Essere giovani tra bellezza e salute

da: ufficio stampa comunicazione Camilla Ghedini

Essere giovani, tra bellezza e salute. E’ il titolo del progetto, con la formula del concorso, realizzato dall’Ordine dei Medici di Ferrara in collaborazione dell’Ust (Ufficio scolastico) e destinato agli studenti delle scuole medie, di capoluogo e provincia. Le adesioni, molte delle quali già pervenute, sono aperte fino al 1 marzo. «L’obiettivo – come recita il testo – è aiutare i giovanissimi, non ancora adolescenti, ad avere una corretta percezione del proprio corpo, tra necessità di condurre una vita sana e naturale esigenza di piacersi». L’idea di rivolgerlo agli studenti delle scuole medie nasce dalla consapevolezza che nella fascia 12-14 anni, i ragazzi sono più permeabili alle suggestioni. E che a causa dell’esasperazione del ‘valore’ della bellezza, vi è una eccessiva attenzione al corpo inteso come involucro ‘estetico’, con conseguenze che spesso assumono la forma del disturbo alimentare. Ciascuna classe partecipante realizzerà elaborati, senza alcun limite di espressione. Potranno essere testi come fotografie o prodotti digitali del tipo fotografie, video, musica. L’adesione dovrà pervenire all’Ust entro il 1 marzo, all’attenzione di Roberta Musolesi, insegnante distaccata con funzione di Supporto all’Autonomia Scolastica, all’indirizzo ust.fe@istruzione.it. I lavori, dovranno invece pervenire all’Ordine dei Medici di Ferrara (via Sacrati 11, 44121 Ferrara) entro il 15 marzo. La premiazione sarà ad aprile (data da definire). Info, 335/454928, info@ufficiostampacomunicazione.com.

Ferrara Tchoukball, i risultati di domenica 17 gennaio

da: ufficio stampa Ferrara Tchoukball

Domenica 17 gennaio a Este la prima giornata ufficiale di Tchoukball ha avviato il girone di ritorno del Girone Est della Serie B.
Le squadre ferrarese tornano a casa entrambe con due vittorie ciascuna, ottenute coi padroni di casa Este Knight e con i Wolves, la seconda squadra di Lendinara.
Nulla da fare, invece, con la capolista Lendinara Dragons con cui i Wildnuts hanno subito una sconfitta piuttosto netta mentre gli Afternuts sono rimasti in partita soccombendo solo nel finale.
Entrambe le squadre ferraresi confermano il secondo e terzo posto nella classifica generale ma devono cominciare a guardarsi alle spalle: i risultati dagli altri campi, infatti, segnalano la rimonta di Forli e Empoli che rientrano a pieno titolo nella corsa alle prime tre posizioni che garantiscono l’accesso ai play off promozione.

Questi i risultati:
Ferrara Afternuts 47 – Este Knights 41
Lendinara Dragons 50 – Ferrara Wildnuts 31
Lendinara Dragons 49 – Ferrara Afternuts 42
Ferrara Wildnuts 41 – Lendinara Wolves 34,
Ferrara Afternuts 34 – Lendinara Wolves 32
Ferrara Wildnuts 40 – Este Knights 25

Dal 19 gennaio al 29 febbraio Davide Fordiani espone “Cromatismi ed emozioni”

da: Spazio D’Arte L’Altrove

Clinica Ferrara Day Surgery, via Verga 17, Ferrara
a cura di Francesca Mariotti
Orario di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00

Nuova Esposizione alla FERRARA DAY SURGERY presso le sale della Clinica in via Verga 17, Ferrara, a cura di Francesca Mariotti, presidente dell’Associazione Culturale OLIMPIA MORATA di Ferrara, con sede in via De Romei 38, a Ferrara. Una bella personale che si lega al 3° FESTIVAL DELLE ARTI 2015, curato e organizzato dall’Associazione Olimpia Morata, iniziato nella primvera 2015 in varie locations storiche o prestigiose della città estense.

Protagonista di questa esposizione è l’artista DAVIDE FORDIANI che propone al pubblico una ventina di opere su tela, in cui protagonista è il COLORE. Una ricerca che porta l’artista ad appassionarsi all’aspetto più profondo del sentire. Lui stesso sostiene che le sue opere nascono da una emozione, da quello che in quel momento “sente e vive”. Segni e colore puro, a volte immagini riempiono le tele di Davide, catturando l’occhio e l’anima di chi si pone di fronte. Impossibile non rimanerne attratti ed affascinati. L’emozione cattura e scuote, pone domande, formula risposte… ad ognuno in modo diverso fa vivere sensazioni e dubbi a cui non ci si può sottrarre…

Nato a Ferrara nel 1966, Davide Fordiani vive gli anni dell’infanzia in un’atmosfera ricca di spunti culturali. Le visite ai grandi musei e alle gallerie espositive nazionali e internazionali, mete dei viaggi di famiglia, contribuiscono a formare la sua personalità artistica, che inizia a emergere già nell’adolescenza. Seguono anni di riflessione e di presa di coscienza della propria pulsione creativa, che si esprime fondamentalmente nel campo dell’astrattismo. Questa forma di potente comunicazione artistica, che consente una costante sperimentazione espressiva simbolica e metacognitiva, si realizza per DF in lavori a tempera su muro, composizioni materiche (plastica, legno, cemento, stucchi, colle, colori acrilici), opere su tela e supporti leggeri, trasformazioni fotografiche. DF ridipinge strato su strato ottenendo un effetto misteriosamente tridimensionale, mescolando materia ed essenza.

La mostra potrà essere visitata dal 19 Gennaio al 29 Febbraio 2016.

Per info:
Spazio D’Arte L’Altrove

Tel. 0532 1824984 – cell. 349 6957480 – info@artelaltrove.it – www.artelaltrove.it

Le vaccinazioni pediatriche: la scienza che protegge la vita

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

Prossimo appuntamento di “EduCARE in Unife” il 19 gennaio

Le vaccinazioni pediatriche: la scienza che protegge la vita. Un tema di attualità e di grande interesse per le famiglie al centro del nuovo appuntamento di “EduCARE in Unife”, il ciclo di incontri dedicato ai genitori che lavorano e studiano all’Università di Ferrara, in programma martedì 19 gennaio, dalle ore 14 alle ore 17.30, in Aula 9 A del Dipartimento di Giurisprudenza (c.so Ercole I d’Este, 46).
All’incontro interverranno numerosi esperti del settore, che offriranno i loro contributi con un taglio multidisciplinare, trattando, oltre agli spetti medici e di igiene e salute pubblica legati all’argomento, anche quelli legali e di ripercussione mediatica.

Ad aprire la sessione sarà Giovanni Gabutti, Vice Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche di Unife ed esperto di Igiene, con l’intervento “Vaccinazioni e salute pubblica”.

Seguiranno i contributi di Roberto Burioni, della sezione di Microbiologia e Virologia dell’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano, sul tema “I vaccini: cosa sono e come funzionano”, e di Marco Magri, docente di Diritto Amministrativo di Unife, con un approfondimento sugli “Aspetti giuridici delle vaccinazioni obbligatorie”.

Parteciperanno in qualità di relatori anche due debunker scientifici: Salvo di Grazia (Dedbunker) su “Vaccini e paure: perché succede?” e Michelangelo Coltelli (Butac, Bufale un Tanto al Chilo) su “L’antivaccinismo in rete”, per parlare di come la rete e i social possano diffondere false paure o inutili allarmismi quando si parla di vaccinazioni, creando di fatto disinformazione.

Coordinerà l’incontro Cristiana Fioravanti, Delegata del Rettore alle Pari Opportunità, benessere organizzativo, disabilità e rapporti con gli studenti di Unife.

NOTA A MARGINE
L’ignoranza

Un filo sottile e robusto lega fra loro due avvenimenti importanti che hanno segnato questo primo scorcio d’anno ferrarese. Due fatti apparentemente lontani e distinti, che hanno riempito le pagine dei quotidiani, animato il dibattito e mosso l’interesse dei lettori, tantissimi su Ferraraitalia in questi giorni: circa ottantamila nella settimana che si è conclusa.

Il primo evento a cui faccio riferimento è la scomparsa di Paolo Mandini, ricordato da tutti come uomo arguto e generoso, stimato anche da chi non condivideva le sue idee perché – come stato giustamente scritto anche su questo giornale – le sue battaglie politiche e civili erano sempre volte a contrastare le idee e mai a denigrare le persone. Quando sposava una causa si batteva con tutto se stesso per realizzare l’obiettivo, sempre nel rispetto dei principi etici. La passione e le idealità che hanno guidato il suo percorso sono proprio gli ingredienti che in questi anni si sono progressivamente rarefatti e rinsecchiti, favorendo il degrado della vita pubblica al quale assistiamo. La causa è appunto l’appannamento degli ideali, unito a una scarsa considerazione del senso di responsabilità individuale che porta ciascuno ad assolvere facilmente se stesso e indulgere sulle proprie mancanze.

La tragica combinazione di questi due fattori – perdita di vista di valori e principi, fra i cui l’uguaglianza fra gli tutti gli uomini e l’indifferenza per le conseguenze dei propri atti – è uno degli elementi che spiega le disgustose frasi razziste rivolte post-mortem all’indirizzo del ragazzo nigeriano che domenica scorsa si è gettato sotto il treno, evidentemente non vedendo più davanti a sé una strada dignitosa, degna di essere percorsa. Degli inumani commenti che sono seguiti si è parlato molto anche a livello nazionale.
Qualcuno, nei forum online – prendendo le distanze – ha scritto “io non mi sento ferrarese”. Ma il problema non è la targa. Il male è diffuso e contagioso. E il male si chiama ignoranza. E’ lo sconosciuto che inquieta e spaventa. Sono la mancanza di conoscenza e l’assenza di curiosità, prima molla intellettuale, che ci inducono a opporre a ogni incognita lo scudo delle nostre povere presunte certezze, rendendoci sprezzanti e aggressivi. Si manifesta così la violenza dei deboli: i deboli di intelletto che proteggono se stessi mostrando i muscoli, la loro sola forza.

C’è un solo grande bene, la conoscenza. E un solo grande male, l’ignoranza” (Socrate)

Il problema è che la piaga è estesa e alla comunità mancano gli anticorpi. Gli anticorpi sono nel sapere e nella conoscenza. La società ignorante ignora persino il suo stesso bene e perde il rispetto per ciò che di più prezioso esiste: la vita umana, la dignità di ogni individuo, il diritto di ciascuno alla ricerca della felicità, il bisogno di saldare un solido abbraccio solidale fra gli uomini.
Il rispetto per tutti gli individui: lo ha testimoniato – praticandolo – anche ieri papa Francesco, recandosi in Sinagoga a Roma e stringendo le mani uno ad uno a tutti gli ebrei presenti. Per riaffermare: tu vali e tutti siete uguali, unici e ugualmente importanti. Un fatto simbolico, comunicativo, certo. Ma la comunicazione è parte fondamentale delle nostre vite, ed è fatta di segni. E il gesto compiuto da Francesco ha creato emozione, ha tramesso un messaggio, ha consolidato un principio.

Il nostro mondo è in crisi perché abbiamo perso il senso dei valori che lo sorreggono. Lo ha spiegato bene Fiorenzo Baratelli, in questi giorni, parlando di democrazia [ascolta la sua conferenza]. Il suo ragionamento travalica l’ambito della politica. La democrazia, fondamento di civiltà, pone a base di se stessa il principio dell’uguaglianza. Le volgari espressioni di scherno che hanno accompagnato la morte di un uomo sono il disconoscimento del valore assoluto della vita e celebrano il funerale della civiltà. Quelle disgustose manifestazioni palesano un cedimento al principio cardine. Lo sfregio all’esistenza di un solo uomo è affronto a ogni uomo libero, negazione dell’uguaglianza, ritorno alla barbarie, quando gli individui si dividevano fra padroni e schiavi e nessun codice etico né giuridico tutelava i deboli e li preservava da abusi e prevaricazioni.

Il parallelo fra le nostre inciviltà e quelle perpetrate dall’Isis, azzardato da Massimo Gramellini sulla Stampa prendendo spunto dal caso ferrarese, purtroppo ha un fondamento. Occorre alzare la guardia e riprendere con forza l’impegno: e non basta uno formale testimonianza, la salvaguardia autentica passa attraverso la pratica dei valori che nel corso dei secoli hanno progressivamente reso un po’ più vivibile e giusta la nostra società. E che oggi di nuovo vacillano. Il caso ferrarese ne è l’ennesima riprova.

Qui mira e qui ti specchia, / Secol superbo e sciocco, / Che il calle insino allora / Dal risorto pensier segnato innanti / Abbandonasti, e volti addietro i passi, / Del ritornar ti vanti (Leopardi, La ginestra)

Senza uguaglianza e giustizia sociale è il cemento comunitario che si disgrega. Il tempo di una rifondazione etica e civile è adesso. E non ci sono alibi per starsene con le mani in mano attendendo che altri per primi si muovano. Il dovere è di tutti e di ognuno. Ciascun individuo è chiamato all’azione secondo il principio della responsabilità individuale. Il movimento collettivo scaturisce dalla piena consapevolezza di ogni soggetto del proprio dovere e dalla contestuale coscienza della inadeguatezza del singolo che da solo si espone al fallimento e ha necessità di stringersi nel solidale consorzio civile.
Primo passo per la risalita dagli inferi è il recupero del rispetto autentico per degli altri. E, in conseguenza, anche per noi stessi.

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STORIE
Progetto Rondine: e chi non ha gambe può volare

Volare nonostante le difficoltà, nonostante le diversità, nonostante le avversità. Ma volare, anche senza l’uso delle gambe, anche in un mondo per molti difficile e diverso. LOGO PROGETTO RONDINE

Il volo da sempre ha significato libertà, curiosità, coraggio, sfida, voglia di tiepida primavera. La rondine ha sempre simboleggiato felicità e prosperità, salute, speranza, purezza, messaggi dagli altri mondi, rinascita e anch’essa libertà. Cosa li unisce, allora? Ancora l’onlus Vola nel Cuore (vedi il sito internet e la pagina facebook) e il suo “progetto Rondine” (vedi): una nuova iniziativa, dopo il “progetti Cipolla” di cui abbiamo parlato (vedi). L’iniziativa nasce insieme al Gruppo Volo di Aguscello (GVA), associazione sportiva dilettantistica aggregata all’Aeroclub d’Italia e titolare della scuola di volo da diporto sportivo (vedi), con lo scopo di far volare bambini in difficoltà in modo totalmente gratuito e dare, quindi, la possibilità a persone diversamente abili di prendere il brevetto di volo, passando dalla carrozzina al cielo.

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Il progetto è articolato e toccherà importanti temi sociali importanti:

– La nascita della scuola di volo per disabili;

– L’acquisto di un velivolo specifico opportunamente modificato per il pilotaggio da parte di disabili con disabilità limitata agli arti inferiori;

– La possibilità di far volare gratuitamente bambini disabili o con problematiche che possano avere giovamento da un’esperienza simile;

– La messa a disposizione del velivolo in caso di emergenze (ricerca persone, sorveglianza…).

Il progetto sarà portato avanti in memoria del Generale Mario Renzo Ottone, che, nell’agosto del 2010, aveva assunto il comando del Comando operazioni aeree Coa e Caoc 5 della Nato presso la base di Poggio Renatico. Avendo questo doppio incarico nel 2012, all’epoca del terremoto, Ottone si era fatto promotore della raccolta fondi e aiuti a favore delle famiglie colpite dal sisma nel cratere ferrarese. Nel suo periodo in terra estense, aveva anche supportato molte iniziative benefiche, rivolte in particolare ai bambini in condizioni di bisogno: iniziative ancora attive tramite “Le streghe di Smirne”, mogli di subalterni che resiedono ancora in zona, che fondarono l’associazione fin da quando, insieme all’alto ufficiale erano con le famiglie dislocati nella base in Turchia. In sua memoria questo gruppo si sta attivando per promuovere azioni a favore dell’associazione Vola nel Cuore, fra cui Progetto Rondine.

In ossequio al testamento spirituale del pilota della Raf, Douglas Bader, privato di entrambi gli arti inferiori a causa di un incidente aereo, suo testimonial sarà Lorenzo Major, l’atleta disabile che ha incantato con le sue avventure in canoa, scherma, tiro a segno, basket in carrozzina, nuoto e arrampicata (vedi).

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Lorenzo Major

Tutto per reagire al dolore e “rialzarsi in piedi” attraverso un percorso nuovo: Ultra Asperitates Volare, anche senza l’uso delle gambe, perché il corpo non sia un ostacolo.

D’altra parte, la rondine è l’annunciatrice della primavera, una creatura che ama sfrecciare sulle acque dei fiumi, tuffandovisi di tanto in tanto, una gioia per gli occhi e per il suo bizzarro chiacchiericcio che fa sorridere e intenerire. In Cina, si narra che la rondine trascorra l’inverno all’interno di una conchiglia in fondo al mare (yin), per poi ridiventare un uccello e accompagnare il movimento ascendente del sole (yang). La presenza dei suoi nidi sotto i tetti delle case annuncia vita matrimoniale serena, salute dei figli, felicità e successo.
Anche da noi è così, quante volte ci siamo rallegrati di un nido sotto il tetto della casa di campagna. Anticamente, i contadini appendevano agli usci delle gallette in forma di rondine e nel giorno del ritorno di questi delicati uccellini, l’Equinozio, si svolgevano i riti di fecondità. Come annunciatrice della primavera, divenne nel Cristianesimo l’emblema della speranza, data anche la sua forma ad àncora, che fin dalle catacombe è stata il simbolo di questa virtù teologale. I simbolisti cristiani elessero poi il volatile ad annunciatore della resurrezione di Cristo, che si festeggia, non a caso, quando le rondini compaiono nei nostri cieli. Una leggenda armena narra che le rondini della Giudea si riunirono intorno alla tomba di Gesù e all’alba della Pasqua, quando egli resuscitò, partirono tutte insieme in coppia e ad ali spiegate verso il mondo, per diffondere la buona novella.
Divenne infine, il simbolo della libertà, poiché non sopporta la gabbia, dell’unione fraterna, in quanto nel pericolo le rondini si soccorrono vicendevolmente, e della dignità, che induce a rifiutare compagnie riprovevoli.

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Non dimentichiamo, infine, Icaro o Leonardo da Vinci: quest’ultimo spiegava la sua passione per il volo raccontando di averne ricevuto il presagio fin dall’infanzia, quando un uccello lo aveva visitato nella culla… il primo ricordo che il genio fiorentino serbava nel cuore e nella mente, un ricordo, un sogno, che non abbandonerà mai. Per “mettere le ali” all’uomo, permettergli di andare lontano anche senza gambe, proprio come il nostro Progetto Rondine.

 

foto di gruppo Sunset

INSOLITE NOTE
Gli Orizzonti celtic rock dei Sunset

Per il loro secondo album “Orizzonti” i Sunset sono andati fino in Scozia a cercare il quintetto folk tradizionale The Blazin’ Filddles. La rock band lombarda propone undici brani firmati da Simon “Byron” Locatelli, cantante e compositore, insieme con Demetrio “Axe” Caracciolo, chitarrista e produttore. Completa la track list “Il lupo e il bracconiere”, la favola per bambini e adulti scritta da Ivan Graziani: “Curiosi aveva gli occhi il lupo mentre lo guardava, l’uomo puntò invece il fucile pietà non provava, sparò una sola volta, sparò per ammazzare, svanì nel nulla il lupo davanti al bracconiere”.

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La copertina dell’album Orizzonti

In tempi di note “scontate” e banalità musicali fa piacere imbattersi in un gruppo che unisce tradizioni rock e contaminazioni etniche per il gusto di ballare e scatenarsi magnificando corpo e pensieri.
Apre il disco il misticismo di “Uno spazio per pensare”, con un travolgente assolo di violino in stile celtic rock, in cui passione ed energia accompagnano le riflessioni sulle occasioni offerte dalla vita: “Ricomincerò a raccontare di vecchie sfide vinte, di nuove strade”.
“Tornerò, tornerò da te desiderando un peccato impossibile”, recita l’inciso dell’omonimo brano, una dichiarazione d’amore scandita dal ritmo, privo di artefici da post-produzione, di chitarra e batteria.
“Orizzonti” è un disco di frontiera, come suggerisce il brano “Verso Timbuctù”, alla scoperta dell’ignoto in compagnia di un amico e dei propri pensieri. “Al di là delle nuvole” viaggia in sella a una favola, esplorando territori sconosciuti dove potere vivere e mettersi alla prova. “Oltre il confine” è un omaggio al Kit Carson dei fumetti d’antan: ambientato in un deserto senza regole, dove il caldo tormenta l’anima dell’uomo di frontiera, intento a raggiungere il Rio Grande, simbolo della speranza dell’emigrante, per varcarne il confine.

foto di gruppo Sunset
Foto di gruppo

L’atmosfera country del brano “Le tue verità” si discosta solo apparentemente dal contesto del disco. Il filo rosso che li lega è la voce di Locatelli, che in alcune tonalità ricorda Pelù, inequivocabilmente Rock! Il ritmo riprende con “Rebelde”, dedicata al lato umano e allo spirito ribelle di Gesù Cristo: “Io vi libererò dalla schiavitù del buio, sulla scia del mio pensero vi solleverò”.
“Danger Zone” chiude, in inglese e con qualche traccia di blues, questo secondo lavoro dei Sunset, diviso tra desiderio e peccato, attraversando deserti e autostrade, dove attenzione e adrenalina si confondono e rendono più vulnerabili.
“Orizzonti” contiene 38 minuti di rock, con contaminazioni folk e blues, ma soprattutto propone una ricerca interiore delle proprie emozioni, una sosta per ripensare al passato prima di ripartire verso nuove vite. Voce, chitarra e batteria suonano quasi senza soluzione di continuità, con ritmi forse già conosciuti ma resi unici dalla metafora del viaggio, visto come allontanamento da tutto ciò che è conosciuto, un po’ come “Bateau livre”, il poema di geografia immaginaria di Arthur Rimbaud.

Guarda il video di “Nuovo Orizzonte”

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Si potrebbero fare le terme nell’area dell’ex Sant’Anna

Quando le giornate sono rigide ma il cielo è terso, non c’è cosa migliore che immergersi in piscine d’acqua calda a 35° per rilassarsi ed essere baciati dal sole, piscine con bolle vigorose e fontane possenti per riattivare muscoli e articolazioni. Sarebbe bello se ci fossero anche a Ferrara… e per un periodo se ne era anche parlato: qualche anno fa, nel 2011, durante i laboratori partecipati per la riqualificazione dell’area dell’Ex Ospedale Sant’Anna, si era proposto di progettare anche un centro benessere con piscine calde e palestre, un vero paradiso non solo per i cittadini ma anche per i turisti. E l’acqua calda ce l’abbiamo già, basti pensare al giacimento e alla centrale geotermica di Cassana…

Per il momento, non ci resta che allungarci fino alle terme di Abano e Montegrotto.

In foto: terme di Széchenyi a Budapest

 

 

 

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osservatorio globale

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