Giorno: 23 Gennaio 2016

Visita del Sindaco M. Fabbri e dell’ Assessore S. Provasi alle colonie feline insieme ai volontari

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Venerdì mattina il Sindaco Marco Fabbri, l’Assessore alle Politiche Sociali Sergio Provasi ed il Presidente del Consiglio Comunale Robert Bellotti, unitamente ai volontari, coordinati dalla referente di zona Maria Nanetti Mazzola, hanno effettuato una visita ad alcune colonie feline, gestire dalla Lida in collaborazione con gli stessi volontari. “Innanzitutto desidero ringraziarvi per il vostro impegno – ha dichiarato il Sindaco, rivolgendosi ad una delegazione di una ventina di volontari, perchè si vede con quanta dedizione e serietà vi state dedicando alle colonie feline. Mi preme anche sottolineare il diverso approccio tra chi va sul territorio a verificare le situazioni e chi invece, ignaro, si fida di informazioni ricevute, ma non appurate di persona.”

Da un anno la maggior parte delle colonie feline presenti sul territorio comunale risulta censita e per ciascuna di esse è stato individuato un referente. Il servizio, grazie a queste componenti è decisamente migliorato. Maria Nanetti Mazzola, coordinatrice del gruppo, ha poi consegnato al Sindaco una lettera con alcune istanze, finalizzate a perfezionare la sinergia instaurata con l’Amministrazione Comunale, in linea di massima condivise. Per fronteggiare i gravi atti vandalici, che negli ultimi tempi hanno minato l’impegno volontario di tante persone e la sicurezza delle colonie feline, il Sindaco si è impegnato al ricorso a piccoli dispositivi con telecamera “A TRAPPOLA”, già in dotazione presso le Forze di Polizia.

Un plauso anche per il recupero dei cassonetti trasformati nel mese di ottobre scorso in dimora per gatti, è giunto dall’Assessore Provasi. “Si è compiuto un passo ulteriore – ha commentato L’Assessore -, per mettere, per dare ai volontari ma soprattutto ai gatti delle colonie ricoveri degni e funzionali. Con Stefano Albieri, responsabile Lida di zona, – ha aggiunto -,periodicamente durante tutto l’anno compiamo sopralluoghi sulle colonie di tutto il territorio comunale. Alcuni cassonetti sono stati recuperati, grazie alla collaborazione di Brodolini, seguendo anche le indicazione degli operatori della Lida. I cassonetti che sono stati recuperati, sarebbero stati altrimenti demoliti. Il loro abbellimento ed il loro riutilizzo ha catalizzato le attenzioni di tanti altri Comuni e sono arrivati plausi da tutta Italia.C’è poco da dire rispetto a quanto fatto, pensiamo ora a come migliorare ulteriormente.”

Il Sindaco ha rinnovato pieno appoggio ai volontari referenti delle colonie feline, esprimendo solidarietà per gli attacchi ingiustificati che hanno recentemente subito. “A noi non interessa apparire – ha concluso il Sindaco -; ci sta a cuore invece mettere in risalto il buon operato di queste persone che a titolo assolutamente gratuito si prendono cura dei gatti randagi. L’Amministrazione Comunale continuerà a sostenere il loro impegno.” Si ricorda infine il Numero Verde 800 600 882, attivo dal 1 gennaio scorso, per salvare gli animali in difficoltà.

Cna premia la capacità di fare innovazione delle pmi

da: ufficio stampa Cna Ferrara

Tre le aziende al top per eccellenza e coraggio di rischiare.
“Imprese di valore” definite una risorsa per tutto il territorio. Riconoscimenti ad altre 12 imprese che hanno saputo puntare sulla propria crescita e maggiore competitività.

Ferrara – Geostrutture di Palo Mazzini (Copparo), Scie – Società Costruzione Impianti Ecologici srl di San Pietro in Casale e Tecnograph srl di Ferrara sono il top delle “Imprese di Valore”, premiate da Cna per la forte propensione all’innovazione. Una percorso di cambiamento molto concreto, a cui queste tre aziende locali – la prima di costruzioni e ristrutturazioni edili, la seconda realizza impianti di trattamento delle acque, la terza si occupa di progettazione di reti infrastrutturali – hanno saputo dare impulso con forza e convinzione, che le ha portate ad una reale crescita.
Ma sono state 15 più complessivamente le “Imprese di Valore”, selezionate tra un nutrito gruppo di aziende che hanno presentato la propria candidatura, a cui è andato il riconoscimento di Cna ed Ecipar, per la loro eccellenza, l’uso di tecnologie all’avanguardia, la capacità di fare leva e valorizzare il proprio personale, la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
Nuove idee e il coraggio di avviare un cambiamento importante, scommettendo su di sé e sulla passione del fare impresa: questo ciò che si è voluto premiare con questo riconoscimento: qualità tanto più apprezzabili, in una fase, ha ricordato il presidente provinciale della Cna, Alberto Minarelli, aprendo la cerimonia di premiazione, di perdurante difficoltà economica.
“Queste realtà imprenditoriali – ha aggiunto il presidente Cna – rappresentano al meglio la capacità di innovazione che oggi sanno comunque esprimere le piccole imprese, nonostante la situazione e le condizioni generali certo non aiutino. Rappresentano una vera risorsa per il territorio, che deve saper puntare su di loro per rilanciare il proprio sviluppo”.
“Fare innovazione significa anche parlare di progresso sociale ed etica – ha insistito l’assessore al Commercio e artigianato del Comune di Ferrara, Roberto Serra – perché queste imprese migliorano complessivamente i servizi alla comunità entro la quale operano”. Mondi ricchi di idee, creatività e di passioni, che tuttavia devono imparare sempre di più confrontarsi tra loro, condividendo progetti e competenze per trarne maggior forza, di fronte ai nuovi scenari di mercato che impongono logiche di cambiamento continuo. Un fattore strategico, ha ricordato a questo proposito Federico Frattini, docente del Dipartimento di Economia e management dell’Università degli studi di Ferrara, sul quale ha pienamente concordato il direttore provinciale della Cna, Diego Benatti, ritenendo compito specifico dell’Associazione quello di operare per lo sviluppo di reti e relazioni tra le imprese, offrendo loro nuove opportunità di business.
Infine, il direttore generale di Camera di Commercio, Mauro Gianattasio, ha sottolineato come la crescita di un territorio (e delle sue imprese) sia strettamente legata alla propria capacità di innovare.

Queste le altre 12 attività imprenditoriali, al quale è stato consegnato il premio delle “Imprese di valore” della Cna:
Cicli Casadei Srl, (costruzione e vendita biciclette e accessori – San Giuseppe di Comacchio); CPM di Castaldini Stefano srl (costruzione pezzi meccanici conto terzi – Portomaggiore); Garani Bruno (servoscale e prodotti elettromedicali- S. Agostino); Hyper Hair Culture di Buozzi Andrea e Armari Catia snc (salone acconciatura – Ferrara); Inpell di Ragazzini Dino (produzione di cinture in pelle e pelletteria – Dogato di Ostellato); ITestense snc (realizzazione siti web, produzione media e gestione communiti – Ferrara); Logikamente di Ciammarughi Stefano & C snc (Siti web, soluzioni software e informatizzazione processi – Ferrara); Made Srl (Organizzazione eventi, fiere, mostre e meeting – Ferrara); Progetto canapa Ferrara srl (Costruzione di edifici in bioedilizia: canapa, calce naturale, argilla, paglia, legno – Mirabello) – Menzione Start up Innovativa; Pronesis srl (siti web e servizi gestionali digitali – Ferrara); Residenza Caterina srl (casa residenza per anziani non autosufficienti – Ferrara); Teamplast srl (produzione e trasformazione materie plastiche – Zerbinate di Bondeno).

Commemorazione della Giornata della Memoria all’Istituto Superiore di Argenta – Portomaggiore

da: Istituto di Istruzione Superiore di Argenta e Portomaggiore

Anche quest’anno l’Istituto Superiore di Argenta – Portomaggiore si appresta a ricordare la giornata della Memoria con numerose iniziative.
Per la sede di Portomaggiore è prevista la visione dei film: “Storia di una ladra di libri” per il biennio e “Hanna Arendt” per il triennio. Le visioni saranno precedute da momenti di approfondimenti organizzati dai docenti. Percorsi di riflessione che seguiranno anche nelle giornate successive nell’ambito del progetto “Guida al pensiero critico”.
Per la sede di Argenta è prevista la partecipazione di tutto l’istituto alla visione del film “Storia di una ladra di libri” fissata per il 29 gennaio al Teatro dei Fluttuanti di Argenta. La visione sarà preceduta per le classi del triennio da due conferenze, una tenuta dal prof Laghi “Dittature e totalitarismi odierni” e l’altra dalla prof.ssa Vandini”Le ragioni della tolleranza”.

Interessante l’iniziativa per il 27 gennaio, proposta agli alunni del biennio della sede di Argenta, ad opera delle insegnanti di materie scientifiche e di laboratorio di chimica in collaborazione con le insegnanti di materie umanistiche. L’attività è legata a Primo Levi , scrittore ebreo e chimico scampato al campo di sterminio di Auschwitz , di cui nel 1975 uscì una raccolta di racconti “Il sistema periodico” dove episodi autobiografici e racconti vengono associati ciascuno ad un elemento chimico.Si ricorda che questa opera, oltre a numerosi premi, ottenne il riconoscimento nel 2006 da parte della Royal Institution del Regno Unito come migliore libro di scienza mai scritto.
Gli alunni, dopo avere svolto un lavoro di preparazione in aula si spostano nel laboratorio di chimica dove approfondiscono le caratteristiche tecnico scientifiche dell’elemento/ racconto scelto, ne scoprono l’uso nel passato ma anche ai giorni nostri per poi procedere alla lettura del brano stesso intervallata da momenti di chiarimento e di riflessione.
I racconti scelti sono “Cerio” per le classi prime e “Vanadio” per le seconde.
L’iniziativa, al suo secondo anno, ha incontrato il favori degli studenti che hanno dimostrato di apprezzare l’integrazione tra scienza, letteratura, pratica di laboratorio, storia e vita quotidiana.

Nello Alba di “Oranfrizer” e Giuliano Cannella dei supermercati “Alì” si aggiudicano il premio “Ortofrutta d’Italia” di Cso

da: ufficio stampa CSO

Il Premio Ortofrutta d’Italia cambia formula e, da quest’anno e per gli anni a venire, si sdoppierà premiando sempre un Protagonista della produzione ed uno della distribuzione o filiera .
Produzione e distribuzione saranno a fianco con il Premio Ortofrutta d’Italia, l’iniziativa di CSO e del Corriere Ortofrutticolo giunta al quinto anno di vita e finalizzata a dare visibilità al sistema ortofrutticolo italiano, con la sua ricchezza e biodiversità.
Il Progetto Ortofrutta d’Italia – dichiara Paolo Bruni – Presidente di CSO prende avvio, ogni anno, con il Premio, nell’ambito dei Protagonisti del Corriere Ortofrutticolo. E’ un Progetto che ci aiuta a comunicare al meglio i valori di un settore che oggi rappresenta 13 miliardi di fatturato ed è il settore trainante per l’export agroalimentare italiano.
Con il Super Premio Ortofrutta d’Italia dedicato a produzione e distribuzione abbiamo voluto creare un binomio forte tra due anelli essenziali della catena produttiva a monte e a valle.
Ritengo che – conclude Bruni- oggi più che mai produzione e distribuzione debbano dialogare e progettare insieme per andare incontro alle esigenze di un consumatore sempre più attento ed evoluto.”
Nello Alba, Presidente di Oranfrizer – rappresenta una realtà imprenditoriale siciliana , in grado di reagire con impegno, competenza e innovazione al mercato globale .
“ Oranfrizer dichiara Nello Alba – è una azienda in continua crescita ed evoluzione – oggi siamo in grado di affermare che sono stati realizzati investimenti importanti per il rinnovo degli impianti agrumicoli. Siamo presenti su diversi mercati internazionali sia con il prodotto fresco che con il trasformato. Abbiamo creduto da sempre nella territorialità del nostro prodotto strettamente legato alla sua origine e non ripetibile in alcun altro luogo. L’Arancia Rossa di Sicilia IGP, di cui noi siamo produttori, in Europa è un prodotto vincente, anche se necessita di una grande attività di comunicazione. “ Ringrazio per questo premio e confermo il nostro impegno verso una sempre maggiore presenza dell’Arancia Rossa Oranfrizer nei mercati del mondo.”
“Oltre ad innovare in produzione-aggiunge Salvo Laudani, marketing manager di Oranfrizer- durante il 2015 abbiamo messo in cantiere altre importanti iniziative, di natura didattico/promozionale, come ORANKITCHEN, LA CUCINA AGLI AGRUMI, un COOKING SHOW TOUR che abbiamo portato in diversi super store in Italia, nel reparto ortofrutta. per coinvolgere il consumatore nell’uso creativo soprattutto dell’arancia in cucina e IL GIARDINO DELLE ARANCE”, un progetto di educazione alimentare studiato appositamente per i bambini della fascia 8-10 anni, che ha coinvolto oltre mille classi delle scuole elementari in Italia, e che ha avuto il suo atto finale in Expo, a Milano.”
A conferma dell’importanza di una valorizzazione dei prodotti legata all’origine certificata c’è l’attribuzione del Premio Ortofrutta d’Italia a Giuliano Cannella Responsabile Acquisti Ortofrutta dei Supermercati Alì , l’insegna che più di ogni altra si caratterizza per attenzione ai prodotti DOP e IGP italiani.
“ Credo fermamente – dichiara Cannella – nella importanza dell’origine per i prodotti ortofrutticoli; una origine certificata dalle DOP e le IGP ma anche presentata con particolare attenzione nei layout dei punti vendita. Una attenzione al consumatore che deve poter riconoscere immediatamente l’origine e la tipicità dei prodotti e la vera qualita’.
Sono convinto che la strada della tipicità legata ovviamente ad una qualità realmente percepibile dei prodotti, sia la strada giusta per aumentare le vendite nella GDO”.
Parte così da Matera, il nuovo anno di attività per Ortofrutta d’Italia , il Progetto di CSO che ha unito le imprese italiane nell’obiettivo comune di comunicare i valori dell’ortofrutta, i requisiti salutistici, le grandi potenzialità di sviluppo dei consumi e l’enorme patrimonio di conoscenze ed umanità delle aziende protagoniste .
Il Progetto 2016 prevederà iniziative di comunicazione rivolte ai consumatori con una campagna pubblicitaria a diffusione nazionale e la messa a punto di materiali e informazioni salutistico/ nutrizionali che andranno a comporre un volume dedicato al progetto che sarà presentato in autunno in un apposito evento .

Continua “Junior!” la rassegna teatrale comacchiese dedicata a ragazzi e famiglie

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Prosegue la programmazione domenicale di Junior!, la rassegna teatrale comacchiese dedicata ai ragazzi e alle famiglie. Domenica 24 gennaio, dalle ore 16, in Sala Polivalente a Palazzo Bellini, i protagonisti saranno i Burattini di Massimiliano Venturi: le maschere e personaggi della tradizione reinterpreteranno, a modo loro e con un originale allestimento, vicende ed intrecci presi a prestito dalla narrativa popolare. Fagiolino, Sganapino e soci accompagneranno lo spettatore attraverso un caleidoscopio di scene e personaggi e in un gioco meta-teatrale dinamico e avvincente, dove a farla da padrone sarà il ritmo serrato e incalzante, tipico del teatro dei burattini. Intrecciando il linguaggio del teatrino tradizionale e della Commedia dell’Arte con il repertorio fiabesco popolarmente noto, Massimiliano Venturi porterà in scena, dunque, uno spettacolo recitato all’improvviso, divertente ed imprevedibile, adatto a coinvolgere e stupire gli spettatori di tutte le età.
Sarà possibile acquistare i biglietti direttamente in Sala Polivalente S. Pietro, a Palazzo Bellini (via Agatopisto 4, Comacchio). La biglietteria aprirà nel giorno di spettacolo a partire dalle ore 15:00: ingresso adulti 6 €, ridotto (over 65 e soci Coop) 5 €, ragazzi fino ai 12 anni 4 €, ingresso gratuito fino ai 3 anni di età.
La programmazione della domenica, dopo la sosta temporanea per dare spazio al Carnevale sull’Acqua, ritornerà domenica 14 febbraio con l’atteso spettacolo della Compagnia dei Ciarlatani. La settimana prossima, invece, tornerà la programmazione serale di “Comacchio a Teatro”: venerdì 29 gennaio andrà, infatti, in scena il nuovo spettacolo di Debora Villa. Il programma completo della rassegna è scaricabile su www.comacchioateatro.it; infoline e prenotazioni: 349 0807587 – info@comacchioateatro.it.

Domani l’inaugurazione della mostra Meis “I mondi di Primo Levi” al Castello Estense

da: ufficio stampa Meis

Sarà inaugurata domani (domenica 24 gennaio, ndr), alle 15, presso la Sala I dell’Imbarcadero del Castello di Ferrara, la mostra I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza, promossa dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi e dalla Fondazione MEIS (Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah). Al taglio del nastro interverranno Dario Disegni, Presidente della Fondazione MEIS, TizianoTagliani, Sindaco del Comune di Ferrara, Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, Paolo Calvano, delegato dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, e il Presidente della Comunità Ebraica di Ferrara, Andrea Pesaro.

Al centro dell’esposizione, che proseguirà fino al 21 febbraio 2016, gli svariati mondi esplorati dal poliedrico Levi: quello del campo di sterminio, cui riuscì a sopravvivere e che descrisse “con strenua chiarezza”; quello della scrittura, che frequentò cimentandosi nei più diversi generi letterari; quello della chimica, suo ambito professionale; quello delle altre scienze esatte, verso cui manifestò una curiosità inesauribile; quello del lavoro, cui dedicò un libro straordinario come La chiave a stella.

Ultima domenica di divertimento a Winter Wonderland alla Fiera di Ferrara

Dopo aver allietato le feste natalizie e i weekend di adulti e bambini per 19 giorni, anche per Winter Wonderland – Natale in Giostra è arrivato il momento di andare in vacanza. Ma non prima di un’ultima giornata all’insegna del divertimento e del gioco, come sempre alla Fiera di Ferrara.
E così, dalle 10 alle 21 di domani (domenica 24 gennaio, ndr), il pubblico della manifestazione dei record organizzata da Catterplanet e F.lli Bisi (partner Ferrara Fiere) potrà guidare spericolatamente sulla pista dell’autoscontro, viaggiare sul Brucomela, visitare il Castello incantato, camminare sull’acqua dentro alle Waterball, lanciarsi sui cuscini d’aria da un’altezza di sei metri con il Free Fall, orientarsi nel labirinto di cristallo di Game City, mettere alla prova la propria resistenza sul Saltamontes e provare l’ebbrezza del cinema 5D.
L’ingresso a Winter Wonderland, che rappresenta l’appuntamento fieristico italiano più prolungato e il parco divertimenti indoor più esteso, sarà gratuito per tutti. Inoltre, acquistando il braccialetto giornaliero a soli 15,00 €, grandi e piccini potranno accedere illimitatamente a tutte le giostre.
Winter Wonderland – Natale in Giostra è patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune e dalla Camera di Commercio di Ferrara; main sponsor, McDonald’s e Cassa di Risparmio di Cento.

Nuova partnership tra Spal ed Ente Palio

da: ufficio stampa Ente Palio città di Ferrara

Si è svolta nella mattinata di venerdì 22 gennaio, presso la sala stampa dello Stadio Paolo Mazza di Ferrara, la conferenza stampa di presentazione della partnership tra l’Ente Palio di Ferrara e la SPAL. Hanno preso la parola il presidente di SPAL 2013, Walter Mattioli, ed il presidente dell’Ente Palio, Alessandro Fortini, i quali hanno, entusiasticamente, presentato, a grandi linee, il progetto che sta alla base di questa collaborazione. Innanzitutto spiegando quante siano le cose che avvicinano il mondo del calcio ferrarese a quello del Palio. In primis il fatto di essere due realtà storiche e fondamentali per la città di Ferrara, accomunate da moltissimi fattori tra cui, principalmente, il numeroso seguito che entrambe hanno nelle tante attività svolte, soprattutto per quanto riguarda il settore giovanile. Due realtà che possono creare una forte sinergia in grado di creare quella rete di collaborazioni di cui entrambe, nonché la città stessa, potranno beneficiare sotto vari aspetti, dal sociale, allo sportivo ed all’economico. Si prospetta insomma una partnership che porterà sicuramente molte novità positive per il tessuto cittadino della città estense.

Continuano i “Monday Night Raw” al Jazz Club

da: ufficio stampa Jazz Club Ferrara

Il 25 gennaio sarà la trascinante performance di Fabio Giachino in solo e trio a riaccendere la miccia degli esplosivi lunedì firmati Monday Night Raw. A fianco del giovane pianista torinese troviamo Davide Liberti (contrabbasso) e Ruben Bellavia (batteria). Ad impreziosire la serata è il consueto aperitivo a buffet accompagnato dalla forbita selezione musicale di France Dj. Segue il concerto l’infuocata jam session.

Il primo episodio 2016 firmato Monday Night Raw – in programma per lunedì 25 gennaio ore 21.30 – si fa in due con un doppio concerto del giovane pianista torinese Fabio Giachino.
Punto di riferimento della nuova generazione jazz italiana, Giachino presenta al Torrione il materiale del suo piano solo, “Balancing Dreams” (Tosky Records, 2015), alternato a quello di “Blazar” (Abeat Records, 2015), realizzato insieme ai fedelissimi Davide Liberti (contrabbasso) e Ruben Bellavia (batteria). Un’appetitosa occasione che offre la possibilità di penetrare a pieno quell’universo sonoro grazie a cui – negli ultimi anni – il leader ha fatto incetta di prestigiosi riconoscimenti internazionali, imponendosi tra le più apprezzate formazioni europee. Svariate sono infatti le prestigiose collaborazioni con artisti del calibro di Dave Liebman, Maurizio Giammarco e Rosario Giuliani tra gli altri. La musica del trio, giunto con “Blazar” alla terza prova discografica, gode di svariate sfaccettature e influenze: la matrice è ben radicata nella tradizione jazzistica, ma frequenti sono le contaminazioni e la sperimentazione ritmico/armonica.
Nato ad Alba nel 1986, ma residente a Torino da qualche anno, Giachino ha iniziato a suonare l’organo a nove anni e solo più tardi è passato al jazz. Conseguito il diploma presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino, ha trascorso qualche periodo nella Grande Mela per specializzarzi a fianco di Fred Hersch e Hal Crook.
Lo scorso anno, ha altresì rappresentato, con il proprio trio, la città di Torino a Bruxelles e a Barcellona per Expo-TO. Ad impreziosire la serata è il consueto aperitivo a buffet accompagnato dalla forbita selezione musicale, rigorosamente in vinile, di Dj France. Segue il concerto l’infuocata jam session. Ingresso a offerta libera riservato ai soci Endas.

INFORMAZIONI
www.jazzclubferrara.com
jazzclub@jazzclubferrara.com

Infoline: 339 7886261 (dalle 15:30)

Il Jazz Club Ferrara è affiliato Endas, l’ingresso è riservato ai soci.

DOVE
Torrione San Giovanni via Rampari di Belfiore, 167 – 44121 Ferrara. Se si riscontrano difficoltà con dispositivi GPS impostare l’indirizzo Corso Porta Mare, 112 Ferrara.

COSTI E ORARI
Ingresso a offerta libera riservato ai soci Endas.
Tessera Endas € 15

Non si accettano pagamenti POS

Apertura biglietteria 19.30
Aperitivo a buffet con dj set a partire dalle ore 20.00
Concerto 21.30
Jam Session 23.00

antonio-gramsci

Le iniziative della prossima settimana dell’Istituto Gramsci

da: Istituto Gramsci Ferrara

Mercoledì 27 gennaio alle 17 Ridotto del Teatro Comunale
Ciclo di conferenze sulla storia della musica a Ferrara

Nella prima delle tre iniziative, promosse in collaborazione con la Biblioteca Archivio del Teatro, Sandro Pasqual interverrà sul tema “Accademie e Confraternite, Morti e Spiriti Santi: Giovan Battista Bassani e la difficile vita del compositore a Ferrara nel Seicento”: un’occasione di ricostruire uno spaccato di vita musicale cittadina e di onorare il terzo centenario della morte del maestro di cappella padovano, il più importante tra quelli presenti a Ferrara nel Seicento.
Sandro Pasqual è diplomato in Violoncello e laureato in Storia. Esperto in economia della musica è da tempo attivo nella divulgazione dei principali problemi che assillano la professione del musicista. Ha pubblicato numerosi articoli e volumi e fra questi il manuale di economia della musica “Fare musica” per Rugginenti Editore. Collabora con il mensile “Il Giornale della Musica”, il bimestrale “World Music Magazine” e l’emittente “Radio classica”. Ha tenuto corsi di Diritto e legislazione dello spettacolo al Conservatorio di Ferrara.
A cura di Agenda Ridotto, (cartellone di divulgazione musicale 2015/2016 della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara) e Istituto Gramsci di Ferrara

Venerdì 29 gennaio ore 17 Biblioteca Ariostea
ELOGIO DELLA DEMOCRAZIA: RAGIONI E PASSIONI

Conferenza di REMO BODEI
L’inizio del ciclo “Le parole della democrazia” è affidato a Remo Bodei che terrà una lectio magistralis sul tema: “Elogio della democrazia: ragioni e passioni”. Remo Bodei è uno dei più importanti filosofi europei. E’ il creatore e il direttore scientifico del Festival della Filosofia di Modena. E’ autore di libri e saggi tradotti in tutto il mondo. Vogliamo segnalare in particolare il trittico composto da tre testi fondamentali per capire l’itinerario dell’emergere della società degli individui nel tempo della modernità e della democrazia: “Scomposizioni. Forme dell’individuo moderno” (Einaudi); “Geometria delle passioni. Paura, speranza, felicità: filosofia e uso politico” (Feltrinelli); “Destini personali. L’età della colonizzazione delle coscienze” (Feltrinelli). E’ professore di filosofia alla University of California, Los Angeles, dopo aver insegnato a lungo alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Tutta la sua vasta e rigorosa opera è all’insegna della definizione che Hegel dava della filosofia: “il proprio tempo appreso mediante il pensiero”.
A cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Inoltre riceviamo a diffondiamo
25 gennaio Dipartimento di Giurisprudenza ore 9
Nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria, l’Università di Ferrara, in collaborazione con il Mémorial de la Shoah di Parigi, organizza il 25 gennaio 2016, presso il Dipartimento di Giurisprudenza, il Convegno internazionale “Quale giustizia per i genocidi e i crimini contro l’umanità? La difesa dei diritti fondamentali davanti alle Corti”.
Dopo la relazione di apertura del giudice Bruno Cathala, Primo Cancelliere della Corte internazionale dell’Aja, esperto di giustizia internazionale, due docenti dell’Ateneo ferrarese, Paolo Veronesi, costituzionalista, e Francesco Salerno, internazionalista, analizzeranno la storica sentenza costituzionale n. 238 del 2014, relativa alla risarcibilità dei danni subiti dalle vittime italiane delle deportazioni forzate e degli eccidi nazisti, nonchè il “dialogo” tra giustizia internazionale e costituzionale in materia di repressione dei crimini internazionali.
Nel pomeriggio interverranno Héléne Dumas, ricercatrice francese, specialista del genocidio dei Tutsi nel Ruanda e della procedura di riconciliazione svolta in quel Paese, e Marcello Flores, storico dei genocidi, docente presso l’Università di Siena, dove dirige un Master europeo in Human Rights and Genocides Studies, che esaminerà il rapporto tra storia, morale e giustizia nei genocidi del XX secolo.
Organizzatrici del Convegno sono Giuditta Brunelli, costituzionalista, e Laura Fontana, rappresentante per l’Italia del Mémorial de la Shoah, che presiederà la seconda sessione del Convegno. La sessione mattutina sarà presieduta da Pasquale Nappi, già Rettore dell’Università di Ferrara e ordinario di diritto processuale civile.
Il Convegno sarà aperto dai saluti del Rettore Giorgio Zauli, del Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Giovanni De Cristofaro e del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani. Sarà inoltre presente e porterà i suoi saluti Bruno Boyer, Responsabile delle relazioni internazionali del Mémorial parigino.

A Comacchio presentazione dell’evento “Carnevale sull’acqua”

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Gli ultimi dettagli sono in corso di ultimazione sulle sgargianti barche mascherate, che domenica 31 gennaio e domenica 7 febbraio torneranno a sfilare lungo i canali del centro storico. Tutta Comacchio sarà mascherata per regalare alle migliaia di visitatori un “Carnevale sull’acqua” indimenticabile.

Alla presentazione dell’evento clou della stagione invernale erano presenti questa mattina a Palazzo Bellini, insieme all’Assessore alle Poltiiche Giovanili, Cultura e Pubblica istruzione Alice Carli e al Direttore della cooperativa sociale Girogirotondo, Carla Carli, tantissimi rappresentanti del mondo dell’associazionismo, delle scuole, delle parrocchie, ma anche operatori commerciali che collaborano con la stessa cooperativa all’allestimento del carnevale, giunto quest’anno alla quinta edizione.

Portando anche il saluto del Sindaco Marco Fabbri che per impegni concomitanti non è stato in grado di prender parte alla conferenza stampa, l’Assessore Carli si è rallegrata con tutti i volontari, “perchè so che avete lavorato a pieno ritmo anche durante le vacanze di Natale per preparare le barche. Vi ringrazio anche a nome del sindaco – ha aggiunto l’assessore- per il vostro impegno, per la passione, per la fantasia che infondete e per aver saputo creare una rete sinergica, che via via si è allargata.”

L’Assessore ha poi svelato una delle tante novità che caratterizzeranno l’edizione 2016 del carnevale sull’acqua, poiché si alzerà il sipario sulla manifestazione al mattino, quando a partire dalle ore 10.30 prenderà avvio dal Trepponti la sfilata in maschera dei bimbi delle scuole d’infanzia. “Ringrazio tutti ed in particolare Patrizia Buzzi responsabile della Pubblica istruzione e Carla Carli per il grande lavoro messo in campo, che è la vera forza del Carnevale.

Passione, fantasia e creatività sono alcuni degli ingredienti fondamentali attorno ai quali si muove la grande macchina organizzativa del carnevale comacchiese che, anche quest’anno sarà documentato passo passo dal challenge fotografico #CARNEVALECOMACCHIO2016, promosso in collaborazione con il gruppo Instagramers di Ferrara. “Lo scorso anno durante le due domeniche della manifestazione – ha commentato Barbara Lunghi, responsabile del gruppo – sono state scattate 600 foto, un vero successo, perché è un evento che richiama tanta gente. Ciascuno con il proprio smart phone può rappresentare il carnevale, secondo la propria sensibilità, il proprio gusto, anche con scatti dal backstage.” La foto impiegata per il manifesto di quest’anno è quella vincitrice della scorsa edizione, scattata da VALENTINA TOMASI. Carla Carli, direttore della cooperativa sociale Girogirotondo ha poi aperto un focus sul ricchissimo programma del carnevale, che ha il suo piatto forte nell’allegra e variopinta parata di barche allegoriche, che lascerà gli ormeggi dal Trepponti alle ore 14.30 di domenica 31 gennaio con replica la domenica successiva, quella del 7 febbraio. Tutto il programma della manifestazione è consultabile sul sito www.comacchio.it

11 sono gli equipaggi mascherati che sfileranno lungo i canali dal “Circo” dei Marasue con tanto di tendone e animali (rigorosamente in cartapesta e pupazzi), alla “Notte” della compagnia “Al Batal” con “Al candalaber” e divertenti, bizzarre coreografie anticipate da Luigi Bellini, vice presidente dell’associazione. Il “Brasile”, “Laguna in festa” ed “Invasione aliena” sono i nomi di altre imbarcazioni mascherate, l’ultima delle quali descritta per sommi capi da Alberto Lealini (associazione H2O). Tra mostri, alieni, Minions, personaggi del mondo delle fiabe, sfileranno anche le anguille in gomma piuma realizzate dai bimbi della scuola di infanzia “Carducci” e tante altre creazioni a cura degli alunni della scuola d’infanzia paritaria del Virgili e delle altre scuole del territorio.

Anche i gruppi parrocchiali si sono cimentati in questa straordinaria avventura allegorica, porteranno in scena l’Estremo Oriente (Parrocchia di San Cassiano e del Rosario) e tante altre sorprese (Parrocchia San Paolo del Lido degli Estensi). Cortei appiedati in maschera avanzeranno al ritmo di danza, grazie alla collaborazione con le scuole di danza (Muovidea di nadia Vitali, Arte e danza di Laura Tomasi, El Movimiento di Beatrice Cavallari, Bottega degli Artisti di Sara Parmiani, Zumba Minions con Daniela Madia).

Non mancheranno i presidi in centro storico, illustrati da Roberta Fogli, presidente della cooperativa sociale Girogirotondo con animazione per grandi e piccini insieme all’”isola che non c’è”, tratta dalla fiaba di Peter Pan a quello dei “Libri, racconti e narrazioni. Il Carnevale lancia un grande messaggio di aggregazione, di voglia di divertirsi insieme, ma anche di sostenibilità ambientale con il presidio condiviso tra Area e la stessa cooperativa Girogirotondo. Nel presidio in questione, denominato “Differenti per…Natura” si svolgeranno attività laboratoriali per riproporre i giochi di una volta con i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, per educare i più piccoli al rispetto dell’ambiente, al riciclo e al riuso degli oggetti.

Vaide Pozzati, presidente del Volania Calcio, società sportiva impegnata con tutte le altre associazioni negli allestimenti delle barche, ha ben descritto lo spirito del carnevale sull’acqua. “Ci aiutiamo con suggerimenti e con riciclaggio di materiali che consentono di risparmiare, ma questo Carnevale rispetto a quello di Cento e di Viareggio dove il burlesco ed il satirico la fanno da padrone, ha quella raffinatezza e quella eleganza che lo avvicina al Carnevale di Venezia.” Infine un fuori programma: lo spettacolo “Sciarivari show” in sala polivalente alle ore 19 di domenica 7 febbraio, quella della chiusura, a cura dei fratelli Biasini con acrobazie ed intrattenimento musicale.

Anche quest’anno la forcola realizzata dall’artista locale Pierluigi Mangherini andrà all’allestimento della barca più bella ed originale e al gruppo più numeroso con voto di una giuria popolare, incaricata per l’occasione dagli organizzatori del carnevale. Appuntamento per tutti a Comacchio, domenica 31 gennaio, a partire dalle ore 10.30 . Il mercatino tradizionale con dolciumi, lo spazio giochi con gonfiabili e gadget per tutti i bimbi, lanciati dalle barche durante la sfilata, arricchiranno la grande parata carnevalesca in centro storico. L’Amministrazione Comunale, che sostiene l’evento con il proprio contributo e con il proprio patrocinio, invita tutti ad unirsi alla festa, rigorosamente in maschera!

IL FATTO
Ferrara perde il festival di Altroconsumo ma lancia quello della Sharing economy

Ferrara perde il festival di Altroconsumo. La quarta edizione non sarà ospitata dalla città estense ma si terrà a Milano in autunno. Il vicesindaco Massimo Maisto non nasconde il rammarico: “Dispiace molto, era una stimolante occasione di confronto e conoscenza, proponeva interessanti temi di discussione e stava crescendo”. In effetti i numeri indicando un trend positivo: 15.000 spettatori nel 2013, 25.000 nel 2014, mentre non furono ufficializzati quelli dello scorso anno, un particolare questo che riletto a posteriori appare come un potenziale indizio. “Nonostante il meteo non sia stato favorevole abbiamo registrato una buona affluenza di pubblico”, si limitò ad osservare a consuntivo il responsabile delle relazioni esterne Marco Pierani, senza snocciolare dati. Una soddisfazione evidentemente di facciata, insufficiente per convincere gli organizzatori a confermare una scelta sulla quale da tempo gravavano perplessità. Così, ecco il radicale cambio di rotta per abbracciare le lusinghe della grande città. Decisione controcorrente, se si considera che quasi tutti i più importanti festival hanno le loro sedi in località di medie o piccole dimensioni: oltre a Ferrara (che già ospita Buskers, Internazionale e Libro ebraico) Mantova, Modena, Trento, Rimini, Pesaro, Perugia, Sarzana… La scelta interna è stata sofferta e contrastata, e a dolersene è anche la direttrice della rivista che promuove prassi di consumo consapevole, sostenibile e intelligente secondo il modello del cosiddetto consumerismo: Rosanna Massarenti era e resta convinta che la nostra città rappresentasse un’ottima soluzione per coltivare questi ragionamenti e sviluppare le idealità proprie di un associazione attiva fin dal 1973. “Diritti dei consumatori, consapevolezza, trasparenza sono questioni importanti e di grande interesse – commenta Maisto -. Anche questa è cultura e la sua diffusione favorisce la crescita di una comunità edotta e responsabile”.

Il disappunto lascia comunque spazio a un’interessante novità. A fine maggio, fra dal 20 al 22, proprio nel periodo riservato all’appuntamento con i consumatori, Ferrara quest’anno lancerà un nuovo accattivante festival: quello della sharing economy. Un tema peraltro al centro dell’edizione 2015 di Altroconsumo, quasi un ideale passaggio di testimone. Troveranno spazio ed espressione tutte le tipiche forme del nuovo modello di condivisione: si discuterà delle piattaforme web che consentono di mettere in comune case, auto, disponibilità di oggetti. Ma soprattutto si rifletterà sugli orizzonti sociali di riassetto delle forme aggregative che queste pratiche sollecitano, espressione proprio di un nuovo modo di concepire i consumi e della capacità dei cittadini di fare rete nel mondo e di farsi parte attiva del mercato, mettendo in comune cose, servizi, idee.

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BORDO PAGINA
La ‘Street art poetry’ di Pier Francesco Betteloni

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Pier Francesco Betteloni

Pier Francesco Betteloni, originario di Bonn (Germania) e discendente da una famiglia antica di poeti, da diversi anni a Ferrara, è noto letteralmente come poeta di strada, una sorta di on the road 2.0. Da oltre un decennio anima periodicamente la città estense con numerose azioni poetiche performative, che mette in scena anche nel resto d’Italia. Una ‘tour-vita’ poetante non stop, che evoca la grande stagione della beat generation o dei contemporanei poeti-writers.
Ha partecipato e partecipa a vari Festival e inaugurazioni culturali: Buskers Festival, Festival Celtici, Festival Medioevali. La Nuova Ferrara l’ha definito “il poeta della gente”.

Da alcuni anni protagonista a Ferrara, come poeta contemporaneo e animatore, gli proponiamo uno zoom retrospettivo. “Da quindici anni vivo a Ferrara, città che amo molto – afferma -. Da undici anni cerco di far vivere nei cuori dei ferraresi, la poesia. Sono discendente di una antica famiglia di poeti, ho avuto nonno, bisnonno e trisnonno poeti, amici di Carducci, Aleardo Aleardi, Govoni, e di altri poeti. Sin da piccolo creo poesie e da undici anni vivo creando poesie per la gente, attraverso le quali cerco sempre di dare un poco di speranza, di positività, di felicità. Ho partecipato a molte iniziative a Ferrara e nei dintorni, dal Buskers Festival al Bundan, alla Giostra del Monaco, al Made in Fe: con i molteplici significati dei colori, di carte e inchiostri, che faccio sceglier, abbinati alla fisiognomica, estrapolo i vari significati, e con empatia, creo una poesia in cui gioie, sofferenze, dolori, speranze, delle persone, prendan vita in modo… felice, per crear un sorriso, una speranza, una lacrima di gioia”.

La sua poetica e il suo stile di vita poetico evocano la leggendaria stagione della Beat Generation… “L’arte della Street Art Poetry nacque in America attorno agli anni Cinquanta – precisa – con artisti del livello di Jack Kerouac e Allen Ginsberg, io non posso esser paragonato a loro, ma come loro amo crear la poesia per chiunque. In Italia, come ben sapranno i lettori, fino al 1800 e anche oltre, i poeti erano anche in strada, pronti a creare emozioni, io cerco da molti anni di far lo stesso, facendo tornar in vita una delle cose più belle: la poesia di strada. Comunque, ai poeti americani degli anni Cinquanta si deve la creazione di alcune delle più belle poesie, sociali, di lotta, come fossero una rivoluzione, vorrei avvicinarmi a quanto facevano con il mio stile. Uno dei poeti che amo di più dell’epoca era senz’altro Jack Kerouac”.

Info: http://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2016/01/pierfrancesco-betteloni-la-poesia-delle-citta-aperte-00726685.html

Visita guidata ai silenzi di De Chirico

Il professore entra nelle sale e si ferma davanti ai quadri appesi uno dopo l’altro alle pareti di palazzo dei Diamanti. Li guarda e poi te li racconta come un pediatra esperto ti parlerebbe del bambino in visita al suo ambulatorio. O un astrofilo delle stelle.

“Sente che silenzio c’è in queste nature morte di Giorgio De Chirico?”, dice davanti al primissimo quadro in mostra al palazzo dei Diamanti di Ferrara. E’ una tela non grande, come la maggior parte di quelle fatte durante il periodo di leva dell’artista nella città estense, tra il 1915 e il 1918, ed esposte qui. “Qui – commenta lo storico dell’arte Carlo Sisi – dove nasce la pittura metafisica”.

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“I progetti della fanciulla” di De Chirico in una foto di Dino Buffagni su Palazzo dei Diamanti Fb

Sullo sfondo appena accennato del castello estense il pittore mette in posa un guanto, dei rocchetti, una scatola. E’ il dipinto “I progetti della fanciulla” del 1915, prestato dal Museum of modern art di New York. “La pittura metafisica di De Chirico e di Carrà – dice Sisi, arrivato da Firenze apposta per vedere questa mostra – riconduce a questa tranquillità apparente, ma è una rappresentazione filosofica. In evidenza ci sono oggetti che, sotto, nascondono sempre simboli; ci sono cose che rimandano a qualcos’altro. Ogni quadro è come una camera magica che evidenzia il mistero degli oggetti”. Un silenzio minaccioso, allora, come quello di un bosco dove sta per scoppiare la tempesta. Per fare capire la tensione che c’è dentro, lo studioso che all’arte moderna ha dedicato la vita, gli studi e la carriera, mette questa quiete in contrapposizione con il rumoroso “zang tumb tumb” di Filippo Tommaso Marinetti e il suo manifesto futurista che qualche anno prima, nel 1909, esaltava un volontarismo e un ottimismo interventista. De Chirico sta dipingendo mentre quella guerra, prima inneggiata e immaginata, adesso c’è davvero. “E capisce che non c’è nulla di bello”. Per questo “gli oggetti sono silenziosi, ma non sono consolatori; hanno un doppio fondo che ti impegna e non ti pacifica”.

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“Natura morta con manichino” di Giorgio Morandi, 1919 (Museo del ‘900, Milano)

Tele piccole, spazi circoscritti, oggetti molto precisi. “Diverso da quello che avviene poco dopo, con il surrealismo – continua Sisi – che riprende molte di queste cose, ma in tutt’altra prospettiva”.

Ecco siamo arrivati nelle sale dove sono esposti i lavori di Max Ernst “Senza titolo” (1925); René Magritte “La condition humaine” (1933); Salvador Dalì “Les plaisirs illumineés” (1929). “Il surrealismo – fa notare Sisi davanti alle tele – entra in un luogo diverso da quello dell’arte metafisica, qui siamo in uno spazio onirico, il quadro si apre a una dimensione più indefinita, gli oggetti si possono sciogliere come fa Dalì o uscire dai confini, come fa Magritte con il vero che si sovrappone alla sua rappresentazione. Si sente la voce della psicanalisi di Freud, c’è già il sentimento inquieto dei film di Hitchcock”.

Il curatore della mostra ferrarese – fa notare Sisi – è l’esperto di de Chirico, lo studioso più importante e che sa tradurre nella maniera più poetica il discorso critico. Ha scelto (e ha potuto scegliere) il meglio: opere arrivate da Stati Uniti, Tunisia, Giappone. Lo capisci anche dalla preziosità dei confronti, dalle opere che raccontano il dialogo con gli altri artisti in quegli stessi anni.

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“I pesci sacri”, Filippo De Pisis 1925, Pinacoteca di Brera, Milano

Per esempio la “Natura morta con manichino” di Giorgio Morandi, 1919. “Ecco, la vede la polvere che c’è lì, in questa scanalatura della scatola nella natura morta di Morandi? E’ il segno del tempo, l’accenno naturalistico che riporta l’oggetto alla realtà viva, il tratto tipico del temperamento di questo artista, che si avvicina alla metafisica, ma senza perdere mai la sua liricità”.

Oppure “I pesci sacri” di Filippo De Pisis, 1925. “De Pisis – fa notare il professore – ha temi e soggetti in comune con De Chirico e Carrà, ma nelle sue nature morte è già vicino allo spirito del poeta Eugenio Montale, i suoi pesci sono ossi di seppia, è la lirica dei relitti. Poi è metafisico perché ti mette insieme cose che insieme non ci starebbero e, così, la composizione prende un altro significato, va oltre la semplice descrizione della realtà”.

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“Le muse inquietanti”, olio su tela di Giorgio De Chirico nel 1918, in mostra a Palazzo dei Diamanti (Studio Esseci)

Arriviamo al celebre “Le muse inquietanti” di De Chirico, l’olio su tela dipinto nel 1918 con il castello estense sullo sfondo e i manichini appoggiati davanti. “Gli oggetti – dice Sisi indicando i manichini – lo vede che sono appoggiati sulle tavole di un palcoscenico? Il teatro è il luogo metafisico per eccellenza. Lì va in scena la vita, ma sai che non è la vita, è la sua rappresentazione. Come in Pirandello e nei suoi ‘Personaggi in cerca d’autore’. I manichini dechirichiani sono come quei personaggi lì, sono persone che attendono di essere realizzate”. C’è ironia, che vuol dire distacco del giudizio, invito a vedere che dietro la realtà ci sono ulteriori significati. Come per Platone – fa notare lo studioso – che ti spiega che l’ulivo che puoi trovare in un campo è una pianta, la materializzazione di qualcosa che però sta in un altro spazio, che lui chiama l’iperuranio, che poi è un piano metafisico, il piano dove ci sono le idee da cui derivano i due tipi di realtà (una che domina sul mondo intelligibile e l’altra sul visibile)”.

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Carlo Sisi in visita ala mostra su De Chirico (foto Giorgia Mazzotti)

Insomma, lo studioso che ha diretto e ridisegnato la Galleria d’arte moderna di Firenze per tanti anni e che ha curato mostre su artisti contemporanei di De Chirico come Boldini afferma che “chi vede questa mostra mette davvero a fuoco l’inizio di un’esperienza artistica come la metafisica, che nasce a Ferrara e influenzerà tanta arte di quegli anni e dopo, a livello europeo”. Un’influenza che non finisce lì, assicura lui. Ma ha eredi tra i contemporanei. Per raccontarlo l’11 febbraio Carlo Sisi tornerà a Ferrara per tenere una conferenza su come la metafisica si sviluppa nell’età contemporanea. Un altro viaggio da fare con il professore.

 

“De Chirico a Ferrara, metafisica e avanguardie”, Palazzo dei Diamanti, corso Ercole I d’Este 21, Ferrara, fino al 28 febbraio 2016, tutti i giorni ore 9-19;

“La metafisica come sentimento”, conferenza dello storico dell’arte Carlo Sisi, sala dei comuni, Castello estense, largo Castello 1, Ferrara, giovedì 11 febbraio 2016, ore 17.

IL DIBATTITO
La nostra ambigua Sinistra avulsa dalla realtà

di Giuseppe Fornaro

Esiste la sinistra italiana? Possibile? Forse in un’altra Europa. Qui in Italia non risulta pervenuta. La vediamo sui giornali, in televisione nei talk show, sulle riviste patinate, ma non lì dove dovrebbe essere. Davanti le fabbriche, sempre più numerose quelle che chiudono, davanti gli uffici, le scuole, tra i senza tetto, i senza lavoro, i giovani. E se c’è è solo per le foto di rito. Sentiamo il suo vociare, i suoi comunicati stampa, sentiamo le dichiarazioni sempre contro qualcosa, la sentiamo, molto, perché è una sinistra ciarliera, e cialtrona. Eppure in Grecia e Spagna la sinistra avanza, stravince, perché non qui? Perché la sinistra o sa coniugare gli ideali con la prassi quotidiana oppure non è. Syriza in Grecia ha trionfato perché in questo ultimo decennio di crisi economica cha ha gettato letteralmente nella fame ampie fasce della popolazione ellenica, quel partito ha saputo stare concretamente accanto alle persone, ha saputo accoglierne la sofferenza con atti concreti, oltre che con un progetto politico, ha organizzato ambulatori popolari con medici volontari che curavano gratuitamente le persone bisognose; ha organizzato mense per chi non riusciva a mettere insieme il pranzo con la cena e nemmeno il pranzo con il pranzo del giorno dopo. Essere di sinistra, appunto, essere, è una prassi, non un bagaglio ideologico o concettuale da sbandierare, un insieme di belle frasi buone per colpire l’uditorio, un bagaglio di buone letture. Certo servono, ma non ci fanno diversi da altri. È esserci lì dove sono le contraddizioni. Essere crogiuolo dei bisogni per dare loro un senso di valori, incanalarli in un progetto di cambiamento, per far sì che la propria diversità sia riconosciuta nella prassi quotidiana. Essere per la giustizia essendo giusti. Essere per l’eguaglianza praticandola. A Ferrara, per restare nel nostro piccolo recinto, conosco un solo medico di sinistra, di cui non farò il nome per rispettarne la privacy, che presta la sua opera volontaria per curare gratuitamente i cosiddetti ultimi. Ma si tratta di una scelta personale, individuale.
Essere giusti vuol dire non cincischiare di fronte all’ipotesi di licenziamento in 48 ore dei dipendenti pubblici infedeli e truffatori, tanto per fare solo un esempio preso dagli ultimi fatti di cronaca. Di fronte all’evidenza dei fatti 48 ore sono pure troppe perché uno che timbra in mutande e torna a letto, o uno che va a fare canotaggio in orario d’ufficio sta truffando la collettività che gli paga lo stipendio, dunque tutti noi che siamo il suo datore di lavoro, sta truffando i colleghi che dovranno farsi carico anche del loro lavoro e i cittadini che come utenti della pubblica amministrazione si attendono delle risposte celeri che invece non arrivano anche per queste prassi disoneste. Allora, di fronte a questi fatti non si possono usare le mezze frasi, i “sì, però…”, “sì, ma il codice civile…”, “sì, ma ci sono già le leggi…”. No! Bisogna essere giusti e dire senza mezzi termini che questa gente deve essere licenziata. Anche perché poi, quella stessa gente quando andrà a votare, voterà chi la rappresenta meglio, voterà chi è simile a sé. E allora smettiamola di gettare fango sulla casta disonesta dei politici, perché nelle istituzioni quei politici ce li hanno mandati quelle stesse persone disoneste che spesso godono di connivenze. Per fare pulizia della casta bisogna fare pulizia delle tante piccole caste e privilegi in cui hanno gioco facile i disonesti e i truffatori. Duole sentire prese di posizione prudenti di esponenti sindacali come Camusso, segretario della Cgil a cui sono iscritto. Basta con le mezze frasi! Le persone ci riconoscono se siamo in grado di essere chiari, non ambigui, di dire senza timore da che parte stiamo. E dire che si deve licenziare in 48 ore non vuol dire stare con Renzi, ma stare dalla parte della giustizia. Chi pensasse il contrario o è stupido o è in mala fede. Oppure è entrambe le cose.

L’etica del lavoro e nel lavoro un tempo era parte costitutiva dell’identità dell’essere di sinistra. Ma oggi parlare di etica, a qualsiasi livello, è considerata alla stessa stregua di una bestemmia in chiesa.
Non voglio tirare Papa Francesco per la tonaca, ma per il concetto di sinistra come la intendo io, è l’unico che sa far seguire le azioni alle parole. Un Papa che fa costruire delle docce sotto il colonnato del Bernini, che è già di per sé un’opera d’arte, a beneficio dei senza tetto, che fa aprire dei dormitori, che apre la porta santa del Giubileo nel posto più sperduto e sofferente del mondo è un esempio concreto che il consenso le persone sono disposte a darlo a chi dimostra coerenza. E infatti, Papa Francesco è ormai un leader mondiale riconosciuto.

Per tornare alla sinistra, temo che Renzi continuerà a stravincere (infatti i sondaggi gli danno costantemente ragione) perché lui è un altro che alle parole fa seguire spesso le azioni e con questa sinistra ha gioco facile. Si può essere d’accordo con lui o meno, e io non lo sono su molte cose, ma gli va riconosciuto che fa quello che dice. Poi, può non piacere, ma è questo che lo rende riconoscibile, che lo fa credibile. A chi è credibile perché coerente le persone sono disposte ad accordare la propria fiducia. Fiducia. Un’altra parola che si è persa ormai. O meglio, è un sentimento che si è perso. Per lo meno io l’ho perso nei confronti della cosiddetta sinistra per averla conosciuta molto da vicino nella mia vita. Tra le ultime esperienze annovero quella della lista Valori di sinistra alle passate amministrative di cui sono stato candidato sindaco e che per me, cane sciolto senza tessera di partito, ha avuto più il significato di volerci mettere la faccia in una sfida che era soprattutto impegno civico. Ma non è da questa esperienza recente che viene la mia sfiducia, sarebbe ben misera cosa e sospetta di essere originata da acrimonia, ma è radicata nelle considerazioni più profonde che facevo più sopra e da una lunga militanza. E del resto cos’è la fiducia? Secondo lo Zingarelli è un “Senso di sicurezza che viene dal profondo convincimento che qualcuno o qualcosa siano conformi alle proprie attese e speranze”. Ecco, non trovo nella sinistra, comunque si chiami, questo essere conforme. E non solo alle mie di attese e speranze.
Speranza, un altro sentimento che molti in questo Paese stanno perdendo. Ed è proprio sulla speranza di riscatto dei più deboli che storicamente la sinistra ha saputo costruire programmi politici di governo di lungo periodo. Ha saputo avere una “visione”, come si suol dire. Ora manca questa visione. L’azione politica della sinistra si riduce al contrasto quotidiano e alla polemica nei confronti dei propri avversari. Si sprecano energie a ribattere alle posizioni degli altri, piuttosto che a costruire un progetto perché questo, oltre ad essere più faticoso, fa conquistare meno titoli di giornale nell’illusione che ciò serva a costruire il consenso. I fatti danno drammaticamente torto a questa idea, con una sinistra ridotta ai minimi termini e non certo per colpa del sistema elettorale, ma semmai per l’incapacità di lavorare affinché la speranza diventi un percorso e un progetto di governo concreti.

P.S. Non ho citato il M5S perché non lo annovero nemmeno tra i possibili soggetti di cambiamento, giusto per non essere sospettato di simpatie grilline. Mi darebbe fastidio!

pozzanghera-ghiacciata

Delta del Po, canali di campagna o giardino zen?

Quando il Delta del Po ghiaccia appare più o meno come in foto da una veduta aerea; come quando le campagne del ferrarese sono strette dalla morsa del gelo e fossi, canali e maceri si ghiacciano durante la notte. Ma quest’anno di ghiaccio ne abbiamo avuto davvero poco: quella che si vede in foto è l’unica pozzanghera ghiacciata che ho visto in città, si trovava nel sottomura e misurava meno di 1 metro di lunghezza per 50 centimetri di larghezza. Ma in fondo è solo una questione di scala e di immaginazione… se vogliamo possiamo vederci anche un giardino zen.

Immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

Ancora naufragi

Oltre quaranta morti, dei quali almeno la metà bambini: è questo il tragico bilancio degli ennesimi naufragi avvenuti ieri sulle coste del mar Egeo, al confine tra Grecia e Turchia.
Là fuori, nei mari, nonostante il gelo, in tantissimi scappano dalla miseria e dalle atrocità dei loro paesi; e qua, tra noi, in tantissimi ancora non capiscono che “Chi fugge dal proprio paese non è un problema. Chi fugge dal proprio paese ha un problema”, come cantava Ivano Fossati nella sua “Mio Fratello che guardi il mondo” del 1992.

Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta…

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osservatorio globale

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