Giorno: 10 Febbraio 2016

Virus Zika, Venturi: “In Emilia-Romagna la situazione è assolutamente sotto controllo”

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

In regione attivo fin dal 2007 un Piano di sorveglianza delle malattie trasmesse da insetti.

Bologna – “La vigilanza resta alta, i servizi sono attivati. La situazione, in Emilia-Romagna, è assolutamente sotto controllo”. Queste le parole dell’assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturi, dopo la conferma del primo caso in regione di virus Zika.
Zika è trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes (principalmente Aedes aegypti, ma anche Aedes albopictus), le stesse in grado di trasmettere la Dengue e la Chikungunya. Aedes aegypti non è presente in Italia, mentre l’albopictus, nota anche come zanzara tigre, è molto diffusa nel Paese e oggetto in Emilia-Romagna, fin dal 2007, di un intenso Piano di sorveglianza e controllo. “Grazie all’esperienza maturata in questi anni e al suo assetto organizzativo – ricorda Venturi – il Piano di sorveglianza regionale delle malattie trasmesse da insetti è in grado di gestire e limitare eventuali focolai di trasmissione autoctona di questo virus”.
La prevenzione e il controllo si basano essenzialmente sulla riduzione del contatto tra le zanzare e le persone. Chi ha in programma un viaggio all’estero nei Paesi in cui sono in corso queste epidemie deve osservare precauzioni di base per proteggersi dalle punture di zanzara: uso di repellenti cutanei, abiti di colore chiaro più coprenti possibile, evitare l’applicazione di profumi. E’ necessario, inoltre, che nei luoghi dove si soggiorna le porte e le finestre siano dotate di zanzariere. Alle donne in gravidanza che hanno in programma un viaggio in questi Paesi si consiglia, se possibile, di rimandare la partenza o comunque di porre un’attenzione ancora maggiore alle misure di protezione. Per ulteriori informazioni si può contattare il personale sanitario che opera negli ambulatori di profilassi per viaggiatori internazionali delle Aziende Usl.

Ripascimento della costa, aggiudicata la gara per 20 milioni

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Otto le località interessate. Il via dei cantieri previsto per i primi di marzo. L’assessore Gazzolo: “Mantenuto l’impegno preso dopo gli eventi calamitosi del 5 e 6 febbraio dello scorso anno”.

Bologna – E’ stata aggiudicata oggi la gara per le opere di ripascimento della costa bandita dal Servizio tecnico di Bacino “Po di Volano e della costa”. I lavori, per 20 milioni di euro – di cui 1 milione e mezzo dalla Regione e i rimanenti dal Ministero dell’Ambiente – , sono andati all’ATI fra le ditte Jan De Nuil (belga) e l’italiana Nuova COEDMAR di Chioggia.
Il via ai cantieri è previsto per i primi giorni di marzo, la fine lavori per i primi di giugno. Tempi record resi possibili da una novità assoluta: il lavoro contemporaneo 24 ore su 24, compresi i sabati e le domeniche, di due draghe che “arricchiranno” le spiagge di otto località costiere con 1 milione e 200.000 metri cubi di sabbia di ottima qualità, al ritmo calcolato di 23/25000 metri cubi al giorno.
Otto le località interessate dal ripascimento: Misano, Riccione, Rimini nord-Bellaria-Igea Marina, Cesenatico, Milano Marittima nord, Lido di dante, Punta Marina, Lido di Spina.
E’ il terzo intervento di questo tipo che si attua sulla costa romagnola, i precedenti risalgono al 2002 e al 2007. Nei prossimi giorni partiranno gli incontri, in ogni località interessata dall’intervento, con le amministrazioni locali, le associazioni di categoria degli operatori di spiaggia per concordare le modalità operative di allestimento dei cantieri in modo da minimizzarne l’impatto sulle varie attività. “Era questo l’impegno che avevamo preso dopo gli eventi calamitosi del 5 e 6 febbraio dello scorso anno – sottolinea l’assessore regionale alla Difesa del suolo e della Costa Paola Gazzolo – . Impegno ribadito nell’accordo con il Ministero dell’Ambiente firmato nel novembre scorso a Ecomondo. Possiamo dire – conclude l’assessore – che quest’intervento rappresenta la prima infrastruttura verde marina che si attua in Italia”.

Ricostruzione, definiti i criteri per la riduzione dei Comuni del “cratere” e per il riparto delle risorse aggiuntive assegnate dal Governo per le opere pubbliche

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Il punto oggi nel Comitato istituzionale sisma convocato dal presidente della Regione e Commissario delegato alla ricostruzione Stefano Bonaccini. L’assessore Costi: “Ci sono i dati oggettivi per restringere il ‘cratere’, un segnale forte a testimonianza che la ricostruzione procede”.

Bologna – Definiti i criteri per ridurre i Comuni del “cratere” e quelli per il riparto delle nuove risorse finanziarie, 130 milioni di euro, assegnate dal Governo per la ricostruzione delle opere pubbliche, l’aggiornamento delle “Linee guida” sulle ordinanze commissariali nonché l’aggiornamento su emendamenti in discussione sul decreto “Milleproroghe”.
Sono questi alcuni dei temi affrontati nel corso del Comitato istituzionale e di indirizzo per il terremoto del 2012 (costituito dai sindaci dei comuni colpiti) convocato oggi a Bologna dal presidente della Regione e Commissario delegato alla ricostruzione Stefano Bonaccini.
Durante la seduta sono stati analizzati i criteri per la riduzione e rimodulazione dei comuni rientranti nelle diverse tipologie di danno del cratere ai fini della gestione delle misure e degli interventi messi in campo dal Commissario delegato. «Diversi Comuni del “cratere”, così come definito dalle norme nazionali, hanno pressoché completato la ricostruzione privata e pubblica. Alcuni – ha evidenziato l’assessore regionale alle Attività produttive con delega alla ricostruzione post sisma Palma Costi – hanno terminato la ricostruzione privata e rimane ancora qualche aspetto di quella pubblica. Altri, invece, sono impegnati su quote importanti di ricostruzione privata e pubblica: su questi Comuni vogliamo concentrare gli sforzi maggiori per accelerare la ricostruzione di abitazioni e imprese. Ci sono i dati oggettivi per restringere il “cratere”, un segnale forte a testimonianza che la ricostruzione procede, come peraltro confermano gli oltre 2,5 miliardi di euro già concessi di cui 1,3 miliardi di euro già liquidati per la ricostruzione privata di imprese e abitazioni».
Per quanto riguarda i criteri generali per il riparto delle nuove risorse finanziare (130 milioni di euro) assegnate dal Governo per la ricostruzione delle opere pubbliche, è stato indicato che saranno suddivise per circa il 55% a enti locali e Regione per opere pubbliche, il 30% per gli edifici religiosi e il 15% ad altri enti.
Sul fronte scadenze, resta confermato il termine per la presentazione delle domande per le attività produttive al prossimo 31 marzo 2016 (le imprese agricole hanno già terminato l’iter di presentazione al 30 giugno 2015), mentre per la parte abitativa è ora allo studio un’ipotesi per portare la scadenza di presentazione della domanda, solo per le prime case, al 31 dicembre 2016.

A Vigarano Mainarda un incontro per i genitori il 13 febbraio

da: ufficio stampa Coopcamelot

La ludoteca La Tana per Noi di Vigarano Mainarda in collaborazione con il centro multimediale Presi nella Rete – entrambi gestiti dalla cooperativa Camelot – propone un incontro, sabato 13 febbraio alle 16, presso la il centro multimediale in piazza della Repubblica 7 a Vigarano Mainarda, con la pedagogista Eva Menegatti che parlerà di educazione alle emozioni.
Le emozioni sono la prima esperienza che i bambini fanno del mondo e delle relazioni con le persone che li circondano. La qualità dello sviluppo è influenzata dal modo in cui i bambini apprendono, fin dai primi anni, ad affrontarle. Questo incontro vuole fornire alle famiglie gli strumenti giusti per affrontare queste importanti fasi di crescita. Per partecipare è necessario iscriversi presso la ludoteca in via Argine Reno 79, il referente è Sergio Del Vecchio, sergiodelvecchio@coopcamelot.org, 0532 739329. Durante l’incontro, i genitori possono affidare i bimbi agli educatori della ludoteca.

Domanda e offerta di lavoro si incontrano a Palazzo Bellini

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Un appuntamento imperdibile per i giovani e per le aziende del territorio è quello che GIOVEDI’ 18 FEBBRAIO, dalle
ore 14 a Palazzo Bellini consentirà a domanda ed offerta di lavoro di incontrarsi attorno ad uno stesso tavolo. Torna infatti per il terzo anno consecutivo in sala polivalente “San Pietro”, l’iniziativa “Oh, my job”, promossa e patrocinata dall’Amministrazione Comunale ed organizzata dall’Informagiovani di Porto Garibaldi. Lavoro, orientamento professionale, autoimprenditorialità sono gli argomenti attorno ai quali verterà l’iniziativa, che si aprirà con il saluto del Sindaco MARCO FABBRI alle ore 14.30. A seguire, alle ore 14.55, sarà il Presidente della Camera di Commercio di Ferrara, PAOLO GOVONI ad approfondire l’interessante tema dell’Autoimprenditorialità e del fare Impresa. Govoni illustrerà gli strumenti operativi e le opportunità offerte dalla CCIA di Ferrara in tale direzione. Alle ore 14.55 interverrà l’Assessore alle Politiche Sociali e al Turismo Sergio Provasi, mentre alle 15 CHIARA BERTELLI di Legacoop Ferrara illustrerà il caso della Cooperativa “Girasole” di Comacchio. Aprendo un focus sulle modalità di costituzione di una cooperativa, Bertelli spiegherà come coraggio, competenza e volontà di un gruppo loc A3 Oh my job! 2016 hqdi lavoratori di un’azienda che aveva cessato le proprie attività, siano state le chiavi vincenti per dare una svolta importante alla vita, al lavoro e al futuro di decine di famiglie comacchiesi. Alle ore 15.10 partirà il vero e proprio incontro tra domanda ed offerta di lavoro. I partecipanti potranno colloquiare con le aziende presenti e consegnare personalmente il loro curriculum vitae. Fornirà il proprio supporto CANDIDA CINTI, responsabile dell’Informagiovani di Porto Garibaldi.

L’Amministrazione Comunale invita anche le aziende che operano sul territorio ad assicurare una presenza numerosa all’iniziativa, compilando il modulo inviato nei giorni scorsi dall’Informagiovani di Porto Garibaldi.

Cronacacomune: la newsletter del 10 febbraio 2016

da: ufficio stampa del Comune di Ferrara

CONFERENZA STAMPA – Venerdì 12 febbraio alle 11, nella Sala degli Arazzi (residenza municipale)
Presentazione degli esiti del progetto triennale ORO
10-02-2016

Si terrà venerdì 12 febbraio alle 11, nella Sala degli Arazzi (residenza municipale), la conferenza stampa di presentazione degli esiti del progetto triennale ORO (Opportunità Reinserimento Occupazionale per persone con disabilità acquisita), che ha visto il coinvolgimento di Ferrara – capofila – , Bologna, Modena, Forlì/Cesena e la partecipazione complessiva di circa 200 utenti.

All’incontro con i giornalisti interverranno presenzieranno l’assessore comunale ai servizi alla Persona Chiara Sapigni, il direttore della Città del Ragazzo Giuseppe Sarti, il direttore generale Aeca (Associazione Emiliano Romagnola Centri Autonomi) Andrea Biondi.

Per comunicazioni:

C.Ghedini e-mail info@ufficiostampacomunicazione.com

BIBLIOTECA ARIOSTEA – ‘Anatomie della mente’: conferenza giovedì 11 febbraio alle 17
Il personaggio di Peter Pan riletto attraverso l’analisi psicologica del suo creatore
10-02-2016

Sarà dedicata a ‘Peter Pan: il ragazzo che non è mai cresciuto’ e in particolare al suo creatore, James Matthew Barrie, l’analisi psicologica al centro della conferenza prevista per giovedì 11 febbraio alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea (via Scienze 17, Ferrara). L’incontro, a cura di Stefano Caracciolo, docente di Psicologia Clinica dell’Università di Ferrara, è inserito nel ciclo ‘Anatomie della Mente’ organizzato in collaborazione con la Sezione di Psicologia Generale e Clinica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Ferrara.

GIORNO DEL RICORDO 2016 – Convegno giovedì 11 febbraio alle 10,30 alla sala Estense
Storie di Carabinieri al confine orientale durante e dopo la II Guerra mondiale
10-02-2016

Sarà dedicato al ruolo de ‘L’Arma dei Carabinieri al confine orientale nel secondo dopoguerra – 1943/1945′ il convegno in programma alla sala Estense giovedì 11 febbraio alle 10,30, nell’ambito delle iniziative organizzate a Ferrara in occasione del Giorno del Ricordo 2016.
Dopo il saluto introduttivo del presidente del Comitato di Ferrara dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Flavio Rabar, interverranno il comandante provinciale dei Carabinieri di Ferrara Carlo Pieroni, la direttrice del Museo civico del Risorgimento e della Resistenza Antonella Guarnieri e la direttrice dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara Anna Quarzi.
Al centro della conversazione un approfondimento storico sul coinvolgimento di personale dell’Arma dei Carabinieri nelle tragiche le vicende del confine orientale durante e dopo la II Guerra mondiale.
Il programma delle iniziative ferraresi per il Giorno del Ricordo 2016 è curato dalla sezione cittadina dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in collaborazione con il Comune di Ferrara, il Museo civico del Risorgimento e della Resistenza, la sezione cittadina dell’associazione nazionale Partigiani cristiani e l’Istituto di Storia contemporanea di Ferrara.

Per ulteriori dettagli sul programma di iniziative in occasione del Giorno del Ricordo 2016 vedi Cronaca Comune del 3 febbraio 2016

CONCITTADINA CENTENARIA – La consegna della targa venerdì 12 febbraio alle 16
Gli omaggi dell’Amministrazione comunale a Renata Bottoni
10-02-2016

In occasione del suo centesimo compleanno, in calendario venerdì 12 febbraio, la concittadina Renata Bottoni riceverà la tradizionale targa di benemerenza dell’Amministrazione comunale, accompagnata da una lettera di auguri del Sindaco. A effettuare la consegna, alle 16, nella sede del Residence Service (via dei Tigli 3, Ferrara) dove la concittadina risiede, sarà l’assessore comunale Luca Vaccari.

INTERPELLANZA – Presentata dal Gruppo Fratelli d’Italia-AN
Richiesta di chiarimenti in merito al parcheggio a pagamento nel Polo Ospedaliero di Cona
10-02-2016

Il consigliere comunale Paolo Spath, del gruppo consiliare Fratelli d’Italia-AN, ha interpellato il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore Aldo Modonesi in merito al parcheggio a pagamento nel Polo Ospedaliero di Cona.

GIORNO DEL RICORDO 2016 – Le iniziative di mercoledì 10 febbraio
Intitolazione della rotatoria di corso Isonzo ai ‘Martiri delle foibe e agli esuli istriani, giuliano-dalmati’
10-02-2016

Aggiornamento del 10 febbraio 2016 ore 13: in fondo alla pagina documentazione scaricabile (foto e intervento del sindaco Tiziano Tagliani)

da Cronacacomune dell’8 febbraio 2016

E’ in programma per mercoledì 10 febbraio alle 12 la cerimonia per l’intitolazione della rotatoria all’intersezione tra corso Isonzo e via Piangipane, “agli italiani martiri delle foibe ed agli esuli istriani, giuliano-dalmati”. A ufficializzare l’intitolazione sarà l’apposizione, all’interno dell’area verde della rotatoria, di due tabelle segnaletiche.
Alla cerimonia prenderanno parte, tra gli altri, il sindaco Tiziano Tagliani, il vice sindaco Massimo Maisto, il prefetto Michele Tortora, i rappresentanti della sezione ferrarese dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Flavio Rabar e Marisa Antollovich, e il tenente colonnello dei Carabinieri Vittorio Bartemucci.
L’iniziativa rientra infatti nel calendario degli appuntamenti organizzati, in occasione del Giorno del Ricordo 2016, dalla stessa sezione ferrarese dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in collaborazione con il Comune di Ferrara, il Museo civico del Risorgimento e della Resistenza, la sezione cittadina dell’associazione nazionale Partigiani cristiani e l’Istituto di Storia contemporanea di Ferrara.
Il programma degli appuntamenti proseguirà nella stessa giornata di mercoledì 10 febbraio, alle 16, nella sede della Prefettura di Ferrara (corso Ercole I d’Este, 16) con l’incontro degli esuli e dei loro familiari con il prefetto Michele Tortora e le autorità. Seguirà un intervento musicale dell’Ensemble di ottoni del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara.

Giornalisti, fotografi e video operatori sono invitati

Per ulteriori dettagli sul programma di iniziative in occasione del Giorno del Ricordo 2016 vedi Cronaca Comune del 3 febbraio 2016

SERVIZI TRIBUTARI – Nota sulle modalità di fruizione del servizio
Orari sportello Tari-Ici-Tasi-Imu
10-02-2016

Si informa l’utenza che l’erogazione dei biglietti numerati dell’eliminacode del Servizio Servizi Tributari inizierà, negli orari di apertura al pubblico, alle ore 8,40 e si concluderà alle ore 12.40 ed il martedì pomeriggio alle ore 14.40 ed alle 16.40, ovvero venti minuti prima dell’orario di apertura e chiusura dello sportello. Gli orari di ricevimento del pubblico degli uffici TARI_ICI_TASI_IMU rimarranno invariati (lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 9.00 alle 13.00, il martedì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00,il giovedì chiuso al pubblico).

Nota a cura del Servizio Servizi Tributari

AREA GIOVANI – Aperte le iscrizioni alle lezioni organizzate in collaborazione con lo Ial
‘In cucina’, corso pratico per orientarsi ai fornelli
10-02-2016

(Comunicato a cura di Area Giovani)

Mai più pasta in bianco! Il centro comunale Area Giovani e l’istituto di formazione Ial hanno deciso di unire le forze e proporre ai ragazzi ferraresi “In cucina”, un corso dedicato a tutte le persone che, per necessità o per scelta, vogliono migliorare le loro performance ai fornelli. Dallo studente fuorisede che ancora non ha ancora imparato a cuocere un risotto come si deve al lavoratore che vorrebbe cimentarsi con il pane fatto in casa: il corso è pensato per orientare chi non ha grandi esperienze e vuole imparare come realizzare ricette facili ma accurate, capaci di stupire gli amici invitati a cena o semplicemente rendere più gradevole l’esperienza quotidiana a tavola.
“In cucina” – promosso grazie ai Laboratori Sapere & Fare 2016 – si articolerà in quattro incontri, il giovedì pomeriggio, dalle 17 alle 21. Comincerà giovedì 25 febbraio e si terrà presso la sede della scuola, in via Montebello 46, dove ad accogliere i partecipanti ci sarà una cucina attrezzata, materie prime in abbondanza e il cuoco che li condurrà attraverso i segreti della ricetta perfetta.
Nessuna portata verrà tralasciata, il programma comprenderà: panificati, pizza e dintorni, antipasti, primi piatti, secondi piatti, dolci. Durante ogni lezione verranno preparati gli ingredienti e le materie prime, ci si occuperà della loro lavorazione e infine si cenerà tutti assieme – pulizia dei piatti compresa.
Alla lezione finale, che si terrà giovedì 17 marzo, seguirà una cena aperta alla quale ciascun partecipante potrà invitare un amico. Inoltre, a tutte le persone che hanno frequentato il corso, verrà consegnato il ricettario dei piatti sperimentati.
Per ragioni logistiche l’iscrizione al corso è riservata a dieci iscritti. Per informazioni e iscrizioni occorre scrivere all’indirizzo areagiovani@edu.comune.fe.it, telefonare al numero 0532 900380 oppure recarsi nella sede di Area Giovani, in via Labriola 11 a Ferrara, negli orari di apertura al pubblico: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 18, giovedì dalle 15 alle 23.

SISTEMI INFORMATIVI E TERRITORIALI – Lavori in corso
Possibili malfunzionamenti sulla rete internet pubblica “Wi-Fe”
10-02-2016

A causa di importanti lavori sulla rete internet Wi-Fe, si informano gli utenti che per alcuni giorni potranno verificarsi malfunzionamenti del servizio. L’Amministrazione comunale si scusa per il disagio.

“In Cucina”, il corso pratico per orientarsi ai fornelli

da: Area Giovani

Dalla collaborazione tra Area Giovani e Ial, quattro lezioni per imparare ricette facili ma efficaci.

Mai più pasta in bianco! Il centro comunale Area Giovani e l’istituto di formazione Ial hanno deciso di unire le forze e proporre ai ragazzi ferraresi “In cucina”, un corso dedicato a tutte quelle persone che, per necessità o per scelta, vogliono migliorare le loro performance ai fornelli. Dallo studente fuorisede che ancora non ha ancora imparato a cuocere un risotto come si deve al lavoratore che vorrebbe cimentarsi con il pane fatto in casa: il corso è pensato per orientare chi non ha grandi esperienze e vuole imparare come realizzare ricette facili ma accurate, capaci di stupire gli amici invitati a cena o semplicemente rendere più gradevole l’esperienza quotidiana a tavola.

“In cucina” – promosso grazie ai Laboratori Sapere & Fare 2016 – si articolerà in quattro incontri, il giovedì pomeriggio, dalle 17 alle 21. Comincerà giovedì 25 febbraio e si terrà presso la sede della scuola, in via Montebello 46, dove ad accogliere i partecipanti ci sarà una cucina attrezzata, materie prime in abbondanza e il cuoco che li condurrà attraverso i segreti della ricetta perfetta.

Nessuna portata verrà tralasciata, il programma comprenderà: panificati, pizza e dintorni, antipasti, primi piatti, secondi piatti, dolci. Durante ogni lezione verranno preparati gli ingredienti e le materie prime, ci si occuperà della loro lavorazione e infine si cenerà tutti assieme – pulizia dei piatti compresa.

Alla lezione finale, che si terrà giovedì 17 marzo, seguirà una cena aperta alla quale ciascun partecipante potrà invitare un amico. Inoltre, a tutte le persone che hanno frequentato il corso, verrà consegnato il ricettario dei piatti sperimentati.

Per ragioni logistiche l’iscrizione al corso è riservata a dieci iscritti, gli operatori di Area Giovani dunque invitano gli interessati a informarsi o prenotare scrivendo all’indirizzo area giovani@edu.comune.fe.it, telefonando al numero 0532 900380 oppure visitando il centro – in via Labriola 11 – negli orari di apertura al pubblico: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 18, giovedì dalle 15 alle 23.

Continuano i “Friday Jazz Dinner”: venerdì 12 febbraio “Valerio Pandolfo Trio” live al Jazz Club

da: ufficio stampa Jazz Club Ferrara

Venerdì 12 febbraio, il secondo appuntamento 2016 firmato Friday Jazz Dinner ospita le swinganti sonorità del Valerio Pontrandolfo Trio, completato da Stefano Senni al contrabbasso e Marco Frattini alla batteria. Ingresso a offerta libera riservato ai soci Endas, è consigliata la prenotazione della cena.

Saranno le swinganti sonorità del Valerio Pontrandolfo Trio a caratterizzare – venerdì 12 febbraio (ore 21.30) – il secondo appuntamento 2016 firmato Friday Jazz Dinner, la serie di serate gastronomico-musicali del Jazz Club Ferrara in cui le invitanti proposte culinarie elaborate dal Wine-Bar sposano i colori del miglior jazz dal vivo del nostro territorio.
Oltre al leader, il trio riunisce alcuni tra i più bravi jazzisti presenti sulla scena nazionale come Stefano Senni (contrabbasso) e Marco Frattini (batteria). La formula pianoless, resa celebre negli anni ’50 dal sassofonista Sonny Rollins, si caratterizza per maggiore libertà creativa non essendo vincolata dall’accompagnamento di uno strumento armonico. Il repertorio alternerà composizioni originali di Valerio Pontrandolfo tratte “Are You Sirius?” – album registrato di recente insieme all’Harold Mabern trio – a classici senza tempo riarrangiati dallo stesso sassofonista.
Classe 1975, bolognese d’adozione, Valerio Pontrandolfo si è formato musicalmente nell’ambiente felsineo (con Piero Odorici e Carlo Atti, tra gli altri), conseguendo il diploma in Musica Jazz presso il Conservatorio “G. B. Martini”. A Bologna ha potuto conoscere il suo mentore, il sassofonista statunitense Steve Grossman, a fianco del quale ha fatto parte del Two Tenors Quintet per ben sette anni (2005-2012), durante i quali ha partecipato ai più importanti festival europei.
La serata con ingresso a offerta libera è riservato ai soci Endas. È consigliata la prenotazione della cena al 333 5077059 (dalle 15.30).

INFORMAZIONI
www.jazzclubferrara.com
jazzclub@jazzclubferrara.com

Infoline 339 7886261 (dalle 15:30)
Prenotazione cena 333 5077059 (dalle 15:30)

DOVE
Torrione San Giovanni via Rampari di Belfiore, 167 – 44121 Ferrara. Con dispositivi GPS è preferibile impostare l’indirizzo Corso Porta Mare, 112 Ferrara.

COSTI E ORARI
Il Jazz Club Ferrara è affiliato Endas, l’ingresso a offerta libera è riservato ai soci.

NB Non si accettano pagamenti POS

Apertura biglietteria 19.30
Cena a partire dalle ore 20.00
Concerto 21.30

Turismo, 46 milioni di presenze nel 2015 (+3,2%)

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

In aumento tutti i dati di Riviera, città d’arte, Appennino e località termali. Un milione e mezzo di presenze in più. Dai dati definitivi dell’Osservatorio turistico regionale arrivi +5,1%. Corsini: “Un anno da incorniciare”.

Bologna – “Un anno da incorniciare”. Così l’assessore regionale a Turismo e commercio Andrea Corsini commenta i dati definitivi 2015 del turismo in Emilia-Romagna, che ha registrato oltre 46 milioni di presenze (+3,2% rispetto al 2014) e circa 8,8 milioni di arrivi (+5,1%). In termini assoluti c’è stato in regione un incremento complessivo di presenze che ha superato il milione e mezzo, considerando anche il movimento prodotto dalle ultime forme di ospitalità della sharing economy (i portali airbnb o holidayletting ne sono un esempio).

In base ai dati elaborati dall’Osservatorio regionale sul turismo di Unioncamere Emilia-Romagna, dopo anni di flessione e stagnazione c’è stato nel 2015 un aumento complessivo del movimento turistico nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere con una crescita di tutti i comparti dell’offerta turistica: Riviera, città d’arte e affari, Appennini e terme.

“I buoni risultati del 2015 per arrivi e presenze rappresentano un punto di partenza dopo anni di stagnazione”, sottolinea Corsini. “Questi dati ci devono stimolare ad agire con più forza ed efficacia sui mercati internazionali, incentivando la quota di incoming dai paesi esteri”.

I numeri
E’ stata soprattutto la ripresa della domanda italiana (+6,9% degli arrivi e +4,8% delle presenze) a produrre il risultato positivo della stagione turistica appena conclusa. Il mercato straniero ha registrato un aumento di circa il +4,2% degli arrivi e il +3,3% delle presenze, al netto del movimento turistico russo che ha avuto un crollo di circa il 40% di arrivi e presenze dovuti alla congiuntura economica negativa. Il dato complessivamente è vede quindi una sostanziale stabilità degli arrivi e presenze straniere (+0,5%).

Riviera dell’Emilia-Romagna
La Riviera adriatica dell’Emilia-Romagna ha chiuso l’anno con un aumento del 5,9% degli arrivi (5.584.000) e del 3,2% delle presenze (37.510.000).
Al netto del calo del movimento turistico russo, l’aumento della componente estera in Riviera è stimabile in circa il +2,4% degli arrivi ed il +2,6% delle presenze.
Tutte le località hanno registrato un ritorno degli italiani e, per quanto riguarda i turisti stranieri, si è registrata la ripresa del mercato tedesco (+3,5%) con punte del +9% di domanda extralberghiera di lingua tedesca per i luoghi di vacanza dei Lidi Ravennati e di Comacchio. In crescita gli arrivi dalla Svizzera (+4,9%) grazie anche al rafforzamento del franco; visibile l’aumento di turisti in arrivo dalla Francia (+6,3%); trend positivo (+7%) della domanda di alberghi di lusso e super lusso (soprattutto 4 e 5 stelle) da viaggiatori di alcune nazioni dell’Est Europa (come Ungheria e Repubblica Ceca) a cui si è aggiunto un movimento positivo di turisti polacchi (+4,5%). La buona performance del mercato straniero è legata in particolare alle presenze registrate dagli hotel di categoria superiore e dal livello di internazionalizzazione della zona Nord della costa emiliano-romagnola, dove grandi campeggi e centri vacanze sono maggiormente frequentati dalla clientela del Nord e centro Europa.

Città d’arte e affari
Il bilancio del 2015 nelle maggiori città d’arte e d’affari della regione presenta un incremento del +2,4% degli arrivi (2.535.000) e del +3,1% delle presenze (5.106.000). Per quanto riguarda l’internazionalizzazione la clientela in arrivo dall’estero cresce del 4,3% mentre le presenze salgono del 5,1% grazie agli ottimi risultati ottenuti a Piacenza, Ferrara, Parma, Modena e Bologna.
A Bologna, Modena e Ferrara anche nel 2015 gli operatori hanno beneficiato delle crescenti opportunità generate dai voli low cost in arrivo nello scalo bolognese, mentre negli altri capoluoghi l’incremento dell’occupazione camere è stato generato in gran parte dal movimento prodotto da Expo.

Appennino
Anche in Appennino c’è stata un’inversione di tendenza rispetto al 2014 dove centrale sono state le condizioni meteo.
Il 2015 si chiude con +10,2% di arrivi (280.000) e +3,9% di presenze (2.038.000) con i turisti italiani a far registrare gli incrementi più interessanti con un +11% di arrivi e +4,8% di presenze. In crescita i turisti tedeschi, francesi, inglesi e belgi.

Terme dell’Emilia-Romagna
Interessanti segnali di ripresa l’anno scorso anche per l’offerta termale dell’Emilia-Romagna con in crescita i turisti che frequentano i centri termali non solo per fini terapeutici. Nel 2015, nelle terme emiliano-romagnole, gli arrivi sono aumentati del 7,3% (382.000) e del 2,9% le presenze (1.515.000).

Gli Oblivion al teatro De Micheli di Copparo con “Human Jukebox”

da: ufficio comunicazione Comune di Copparo

Un gradito ritorno quello degli Oblivion al Teatro Comunale De Micheli, che venerdì 12 febbraio alle ore 21 vanno in scena con “Human Jukebox”. Gli Oblivion sono: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli. Consulenza alla regia: Giorgio Gallione. Musiche: Lorenzo Scuda.
Cinque contro tutti. Un articolato mangianastri umano che mastica tutta la musica mai scritta e la digerisce in diretta in modi mai sentiti prima. Questo è OBLIVION:THE HUMAN JUKEBOX.
Alla perversa creatività dei cinque cialtroni più irriverenti del teatro e della Rete si aggiunge, questa volta, quella del loro pubblico che contribuirà a creare il menù della serata suggerendo gli ingredienti della pozione. Gli Oblivion hanno in repertorio parodie, mashDup, duetti impossibili, canzoni strampalate. Un flusso infinito di note e ritmi che prende vita davanti agli occhi attoniti degli spettatori, ogni sera, per una esperienza folle e mai ripetibile. Dal Trio Lescano ai rapper, da Bach a Verdi, da Ligabue ai Beatles, da Morandi ai Queen, tutte le canzoni senza farne nessuna…
OBLIVION: THE HUMAN JUKEBOX è la playlist impossibile, uno Spotify vivente che provoca scene di panico, isteria collettiva, ma soprattutto interminabili richieste di bis!
Per informazioni, biglietteria del teatro 0532 864580-1.

Adriatico, i dati sulla qualità delle acque nel 2015

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Il mare è in buona salute, nessuna presenza di mucillagini e nessun caso di inquinamento rilevato. I risultati del monitoraggio illustrati oggi a Cesenatico. L’assessore Gazzolo: “Dati molto positivi. La tutela delle acque e del litorale sono una priorità delle politiche ambientali”.

Bologna – Le acque del mare Adriatico sono in buone condizioni: nessun caso di inquinamento rilevato, assenza di mucillagini e della microalga Ostreopsis ovata, poche fioriture di alghe e soltanto qualche caso di spiaggiamento di pesci.
È questo, in sintesi, il risultato del monitoraggio sulle acque marine costiere dell’Emilia-Romagna condotto nel 2015 da Daphne II, la struttura oceanografica di Arpae che ogni anno svolge questo studio attraverso una motonave attrezzata per compiere controlli sull’ecosistema marino.
I dati sono stati presentati questa mattina a Cesenatico dalla direttrice di Arpae-Daphne Carla Rita Ferrari e dall’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo. Erano presenti anche Giannantonio Mingozzi, vicesindaco del Comune di Ravenna, il Comandante di vascello della Capitaneria di porto Aurelio Caligiore (responsabile del Reparto ambientale marino del Ministero dell’Ambiente) e il Comandante di vascello della Capitaneria di porto Giuseppe Meli (direttore marittimo dell’Emilia-Romagna e Comandante del Porto di Ravenna).
“Il nostro mare è in buona salute, anche grazie agli scarsi apporti di acqua dolce dai bacini costieri e alle frequenti mareggiate che si sono verificate lo scorso anno – ha affermato l’assessore Gazzolo -. Non sono stati registrati casi di inquinamento né nell’acqua, né nei sedimenti. Siamo soddisfatti anche di come si sono svolte le complesse operazioni di recupero della motonave turca Gokbel: tutti i controlli effettuati da Arpae hanno confermato che non c’è stato alcun impatto ambientale. Per attuare la ‘Crescita blu’, sostenibile ed ecocompatibile che l’Europa ci pone come obiettivo e che la Regione persegue con convinzione, la tutela del mare rappresenta un presupposto indispensabile”.
Nel 2015 non è stata rilevata la presenza di materiale mucillaginoso, né della pericolosa microalga Ostreopsis ovata, presente invece nel periodo estivo lungo tutte le coste italiane, ad eccezione di Veneto ed Emilia-Romagna dove non è mai stata riscontrata. Fioriture microalgali si sono manifestate nell’area monitorata solo ad inizio marzo e a fine dicembre.
“L’area settentrionale dell’Adriatico – ha spiegato Carla Rita Ferrari – si conferma la più sensibile ai fenomeni eutrofici, sia per la vicinanza agli apporti del bacino del Po, sia per le particolari condizioni di scarso ricambio delle acque. Qui si sono rilevate zone con carenza di ossigeno degli strati di fondo. Si conferma anche quest’anno come questa area di mare presenti un’ampia variabilità di condizioni, strettamente legate alle pressioni antropiche derivanti dai fiumi che sfociano in mare”.
Nel 2015 lungo la costa emiliano-romagnola sono state recuperate 444 tartarughe morte spiaggiate e 63 vive, ospedalizzate e poi liberate dalla Fondazione Cetacea Onlus di Riccione che raccoglie tutti i dati. L’elevato numero di ritrovamenti conferma che l’Adriatico centro-settentrionale è un habitat favorevole alle tartarughe Caretta caretta, che vi trovano abbondante nutrimento e bassi fondali.
Per quanto riguarda le meduse, in giugno è stata segnalata la presenza di Aurelia aurita o Medusa quadrifoglio (specie non urticante, chiamata così per gli evidenti quattro cerchi delle gonadi ben visibili sul dorso); in luglio sono state riscontrate sporadiche presenze della cubo medusa Carybdea marsupialis (specie urticante).

Fenomeni eutrofici
I fenomeni di eutrofia – arricchimento dei nutrienti nelle acque che provoca la proliferazione di alghe – sono rimasti generalmente localizzati nell’area settentrionale della costa (vicino alla foce del Po, dove l’apporto di nutrienti è maggiore), favoriti nel periodi estivo da condizioni di mare calmo, temperature alte delle acque e correnti assenti o limitate che non facilitano il rimescolamento delle acque. Fanno eccezione due significativi eventi eutrofici, a inizio marzo e fine dicembre, che hanno interessato tutta l’area dalla costa fino al largo. Nei restanti periodi dell’anno gli scarsi apporti fluviali hanno innescato localizzate proliferazioni di alghe, sia di microalghe (di dimensioni microscopiche pari ad alcuni micron e visibili quindi solo con un microscopio, ma che se presenti a densità elevata alterano la colorazione e riducono la trasparenza dell’acqua), sia di macroalghe, visibili a occhio nudo e presenti specie in aree protette da barriere frangiflutti, dove il movimento e il ricambio dell’acqua sono più lenti.

Fenomeni ipossici/anossici delle acque di fondo
Lo sviluppo di fenomeni eutrofici e la concomitanza di condizioni di mare calmo, con innalzamento delle temperature delle acque, hanno favorito la formazione di aree ipossiche/anossiche (cioè con carenza/assenza di ossigeno disciolto) negli strati di fondo. Condizioni che si sono manifestate in maniera discontinua tra luglio e agosto. Queste aree si sono formate prevalentemente nella parte settentrionale della costa e, in seguito allo spostamento delle masse d’acqua da nord verso sud, hanno coinvolto anche le restanti aree, da costa fino a oltre i 20 chilometri al largo.
Le correnti e il variare dei venti, tra cui anche il garbino/libeccio che si sono manifestati il 13-14 agosto, hanno favorito lo spiaggiamento in alcune zone della costa, in particolare quella ferrarese, di esigui quantitativi di pesce e organismi di fondo.

Recupero della motonave Gokbel
La motonave Gokbel, di bandiera turca, è affondata il 28 dicembre 2014, a circa 3 miglia dall’imboccatura del porto di Ravenna, a seguito di collisione con la motonave Lady Aziza, di bandiera Belize. Lo scafo si è adagiato sul fondale ad una profondità di circa 14 metri. Per coordinare la rimozione del relitto e minimizzare i rischi di impatto sull’ecosistema marino circostante il ministero dell’Ambiente ha istituito un tavolo tecnico presso la Prefettura di Ravenna, a supporto della locale Direzione marittima, a cui ha partecipato attivamente anche la Struttura oceanografica Daphne. Le complesse operazioni di recupero della motonave si sono concluse il 18 agosto 2015 e il relitto ha lasciato la rada di Ravenna a rimorchio del rimorchiatore Marine Tug diretto in Turchia.

Previdenza complementare: Legacoop Ferrara organizza un seminario con Coopperlavoro

da: ufficio stampa Legacoop Ferrara

Come funzionano la previdenza complementare e i fondi pensione e quali sono i vantaggi per chi aderisce. Per aiutare le cooperative associate ad orientarsi in materia pensionistica,
Legacoop Ferrara organizza un seminario giovedì 11 febbraio dalle 15.00 alle 17.30. Interverrà Federico Spiniello, direttore generale di Cooperlavoro, il Fondo Pensione Complementare
riservato ai soci lavoratori e ai dipendenti delle cooperative di lavoro, delle loro società collegate, delle associazioni cooperative e sindacali promotrici.
«Un’ occasione per conoscere uno strumento integrativo fondamentale in questo momento storico, soprattutto per le nuove generazioni di lavoratori – commenta Chiara Bertelli,
dell’Ufficio Promozione di Legacoop Ferrara – che hanno necessità di tutelarsi con una prestazione previdenziale aggiuntiva a quella prevista dall’Inps».

Per la chimica italiana: le proposte del Pd per il rilancio del settore

da: ufficio stampa Partito Democratico Ferrara

Lo scenario che sta coinvolgendo la chimica in Italia è assai problematico.
Le organizzazioni sindacali unitarie nazionali, con gli scioperi che si sono svolti nei giorni scorsi, hanno recentemente riportato l’attenzione pubblica sullo stato della chimica nel Paese, mandando un forte segnale al Governo affinché valuti e tenga in considerazione,
con la sua azione e il suo intervento, l’importanza strategica, produttiva ed occupazionale del settore.
La regione Emilia – Romagna, si è fatta carico attraverso il lavoro dell’Assessore Palma Costi di coordinare le altre regioni interessate (Lombardia e Veneto) riconducendo attorno al tavolo il cosiddetto “quadrilatero padano”, comprendente Ferrara, Marghera, Mantova e Ravenna, e sottoscrivendo un importante documento congiunto, a partire dalla vicenda ENI-Versalis.
Ecco quindi che per “garantire una prospettiva di lungo periodo alla petrolchimica del quadrilatero padano” diventa indispensabile che ENI realizzi gli investimenti annunciati e non ancora realizzati portando a compimento il Piano Industriale programmato.
In particolare :
il mantenimento e gli investimenti in sviluppo su tutti i poli presenti nei territori dell’Emilia Romagna, della Lombardia e del Veneto;
la tutela dei livelli occupazionali;
le azioni di gestione dell’impatto ambientale a breve e a medio-lungo termine;
il mantenimento del cracking di Marghera ;
la realizzazione degli investimenti, di circa 1 miliardo e 200 milioni nel periodo 2015/2018, concentrati soprattutto nel quadrilatero padano;
la prosecuzione degli accordi di programma volontari, sottoscritti nel 2001 e nel 2008 da aziende istituzioni e sindacati, anche attraverso la riqualificazione dei livelli di sicurezza ambientali e della sicurezza per i lavoratori;
l’investimento previsto di 200 milioni sul polo di Ferrara per l’impianto 27° e la sostituzione della tecnologia dell’impianto di polietilene di Ferrara ( annunciato più volte da Eni) e l’aumento della sua capacità produttiva;
sempre all’interno del polo di Ferrara le aziende devono sentirsi fortemente impegnate per i problemi di manutenzione degli impianti, della sicurezza degli stessi ( sono eccessivi tre casi capitati all’impianto 10°/ polietilene nel giro di un mese) e del controllo delle torce con gli sfiaccolamenti. Si deve sapere che la trasparenza e la chiarezza delle informazioni per la cittadinanza favorisce quella credibilità verso il territorio che in caso contrario rischia di deteriorarsi irreversibilmente.
Con queste motivazioni il Partito Democratico Unione Comunale di Ferrara ha organizzato sabato 13 febbraio p.v alle ore 9.30 c/o il Centro Sociale “Il Quadrifoglio”
viale Savonuzzi, 54 – Pontelagoscuro (Ferrara). Un’iniziativa dal titolo: “PER LA CHIMICA ITALIANA. Le proposte del PD per il rilancio del settore”.
Sono previsti interventi di:
Palma Costi, Assessore regionale alle attività produttive, Tiziano Tagliani, Sindaco di Ferrara, Emilio Miceli, Segretario nazionale Filctem/Cgil.
Conclude l’ on. Alessandro Bratti, presidente Commissione bicamerale ecomafie.

Ai “Venerdì dell’Universo” Marco Durante parla di “Ioni pesanti: dalla terapia del cancro alla missione su Marte”

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

Secondo appuntamento venerdì 12 febbraio alle ore 21 alla Sala Estense (piazza Municipale), della nuova edizione dei “Venerdì dell’Universo”, storica rassegna di seminari scientifici su Astronomia, Fisica e Scienze, che si svolgono da gennaio ad aprile, organizzati dal Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, in collaborazione con il Gruppo Astrofili Ferraresi “Columbia“, Coop. Sociale Camelot e La Terra dell’Orso.
Relatore sarà Marco Durante, direttore del TIFPA, Trento Institute for Fundamental Physics and Application, centro dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, istituito nel 2013 in collaborazione con l’Università di Trento, la Fondazione Bruno Kessler e l’Azienda Sanitaria per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento, che terrà la conferenza “Ioni pesanti: dalla terapia del cancro alla missione su Marte”
“Gli esseri umani sono esposti continuamente a radiazione ionizzante, soprattutto raggi gamma emessi da elementi radioattivi nell’ambiente, particelle alfa nell’aria che respiriamo, e raggi X per applicazioni mediche – ci anticipa Durante – Normalmente non siamo esposti a particelle cariche di alta energia, ma cio’ e’ possibile in due casi. Nel trattamento del cancro (radioterapia) gli ioni accelerati sono molto piu’ precisi dei raggi X ed e’ quindi possibile aumentare il controllo locale e diminuire gli effetti collaterali. Gli stessi ioni che curano cosi’ efficacemente il cancro sono pero’ il rischio principale per gli astronauti impegnati nella esplorazione del Sistema Solare. La cura del cancro ed il viaggio su Marte sembrano due argomenti molto lontani ma le radiazioni li uniscono: la ricerca sulle particelle cariche puo’ salvare la vita ai malati di cancro ed agli astronuati”.

Anche quest’anno gli appuntamenti sono trasmessi in diretta streaming all’indirizzo http://www.fe.infn.it/venerdi/streaming e inoltre è attivo l’indirizzo mail venerdiuniverso@fe.infn.it a disposizione di chiunque voglia rivolgere domande.

Per informazioni: Carlotta Cocchi – 0532/293554 – 338/6195391

Ad Anatomie della Mente il Prof. Caracciolo parla di “Peter Pan: il ragazzo che non è mai cresciuto”

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

Giovedì 11 febbraio alle ore 16.30 nella cornice della Sala Agnelli e del Teatro Anatomico della Biblioteca Ariostea (via Scienze, 17), si terrà il terzo appuntamento del ciclo di Anatomie della Mente, le conferenze dei Giovedì di Psicologia a cura di Stefano Caracciolo, Ordinario di Psicologia Clinica dell’Università di Ferrara, giunto quest’anno all’ottava edizione e con accesso libero e gratuito per tutta la città.
“Peter Pan: il ragazzo che non è mai cresciuto”. E’ questo il titolo della conferenza che sarà tenuta da Stefano Caracciolo, che esporrà uno studio psicobiografico su James Matthew Barrie.
Ed è lo stesso Caracciolo ad offrirci un’anticipazione… “James Matthew Barrie (1860 – 1937) nacque in un piccolo centro manifatturiero in Scozia, Kirriemuir, nono di dieci figli. All’età di sei anni il fratello maggiore morì tragicamente in un incidente pattinando sul ghiaccio. Tutta la sua opera ruota intorno alla drammatica vicenda che la madre non riuscì mai a superare, tanto da indurre il piccolo James a vestirsi come il fratello perduto ed a imitare la sua voce per consolarla, e ruota intorno ad un personaggio fantastico: Peter Pan. Peter Pan non è il ‘ragazzo che non vuole crescere’, come erroneamente tramandato dalla cattiva traduzione italiana (in originale appunto: ‘il ragazzo che non è mai cresciuto’) e come inteso nella cosiddetta ‘Sindrome di Peter Pan’, termine coniato dallo psicologo Dan Kiley nel 1983. Incidentalmente tale sindrome come disturbo clinico non esiste e non è riconosciuta in nessuna delle Classificazioni dei Disturbi Mentali in uso in Psichiatria. Un altro equivoco nasce dalla traduzione italiana del ‘Paese che non c’è’, in originale Neverland, che potremmo meglio rendere come ‘Paese del Mai’. Quindi Peter Pan è il ragazzo che non è mai cresciuto e vive nel Paese del Mai. Così intesa, come originariamente formulata da Barrie nel suo lavoro teatrale del 1904 e poi nel romanzo ‘Peter e Wendy’ del 1911, la questione è quindi ben diversa dal non voler crescere. Perché dunque J.M.Barrie elabora questa storia? Da dove nasce il personaggio Peter Pan e cosa significa? Dalla sua dolorosa storia familiare? E quali bambini vengono presi come fonte di ispirazione per i ragazzi perduti (Lost Boys) che popolano l’isola che non c’è? E perché lo scrittore ha lasciato in eredità i diritti di copyright delle sue vendutissime storie all’Ospedale Pediatrico di Ormond Street di Londra? Quali vicende della sua vita sono collegate a questo personaggio, a quelli di Wendy, Capitan Uncino e tutti gli altri resi famosi dal film di Walt Disney? Perché la famosa pop-star Michael Jackson, vissuto e deceduto in modo assai controverso, ha dichiarato ‘Nel mio cuore io sono Peter Pan’ e ha chiamato ‘Neverland’ la sua faraonica tenuta con parco giochi in California? Tenteremo di rispondere a questi interrogativi in una prospettiva psicologica e psicobiografica”.

Per informazioni: Carlotta Cocchi – 0532/293554 – 338/6195391

Le trasformazioni urbanistiche del Quartiere Barco

da: Azienda Casa Emilia-Romagna (Acer) Ferrara

Il quartiere Barco di Ferrara viene costruito negli anni quaranta a ridosso degli insediamenti industriali che si sono sviluppati al di là della strada statale per Pontelagoscuro. Porta la data del 1941 l’atto di acquisto delle aree da parte dello IACP di Ferrara, come dello stesso anno è il primo finanziamento per la realizzazione di alloggi popolari da assegnare alla popolazione operaia.
La localizzazione dell’insediamento, determinata dalla disponibilità di terreno edificabile a prezzi contenuti, così come dalla volontà di minimizzare i tempi dello spostamento casa-lavoro, denuncia l’intenzione di costruire un quartiere operaio come isola autonoma rispetto alla città, sulla scorta delle esperienze delle numerose Company Towns realizzate in Europa e in Italia in quegli anni: insediamenti costruiti in comunicazione diretta con i distretti industriali, separati dalla città e autosufficienti per quanto riguarda la dotazione di servizi.
La struttura insediativa del quartiere Barco è caratterizzata dalla presenza di edifici molto distanziati tra loro, di altezza non superiore ai 2 piani, che ospitano 4 unità, di cui le due al piano terreno sono dotate di ingresso indipendente. L’immagine nel complesso è quella di un sobborgo giardino, realizzato in conformità all’ideale della casa individuale con spazio verde di pertinenza, propagandato dal movimento per le Garden Cities, e le palazzine hanno il carattere “domestico” delle abitazioni unifamiliari.
La necessità di un intervento sull’area del Barco si manifesta intorno agli anni settanta, viene infatti classificata dal PRG del 1975 come soggetta a ristrutturazione urbanistica, ma è solo venti anni dopo che il Consiglio Comunale adotta il piano particolareggiato progettato da Alfredo Lambertucci e Carlo Melograni.
Il piano prevede la realizzazione, su un area di 8 ha., di 530 alloggi in luogo dei 200 esistenti, previsioni poi riviste da una successiva variante che riduce il numero degli alloggi a 366. Il disegno complessivo dell’intervento ricalca l’impostazione rigidamente geometrica, caratterizzata da due assi perpendicolari, sulla quale si è sviluppato il quartiere esistente. Ognuno dei quattro quadranti è suddiviso in isolati rettangolari di uguali dimensioni, occupati da edifici residenziali a corte di 3 piani, inoltre lungo l’asse longitudinale del quartiere in corrispondenza delle due testate sono localizzati quattro edifici a torre di sei piani; l’incrocio dei due assi viene riconfermato come “centro” del quartiere, e gli spazi per il commercio e di servizio presenti vengono integrati da un centro sociale con funzioni di biblioteca di quartiere.
Il Piano è stato attuato per stralci successivi.
Il primo, partito nel 1995, si è concluso nel 2005 ed ha portato alla realizzazione di centosettanta nuovi alloggi e la quasi totalità dei servizi di quartiere previsti. Per il primo stralcio sono stati spesi diciotto milioni di euro.
Il secondo stralcio, anch’esso concluso, coincide con il programma “Contratti di quartiere 2” e ha portato alla costruzione di altri settantasei nuovi alloggi e di una ulteriore quota di servizi. Per il secondo stralcio sono stati stanziati poco più di sette milioni di euro.
Sempre con il programma “Contratti di quartiere 2” è stato attuato, ad opera del Comune di Ferrara, la riqualificazione dell’asse stradale di Via Bentivoglio, che collega il quartiere con il centro urbano.
Con la conclusione del secondo stralcio i nuovi alloggi realizzati sono duecentoquarantesei, i due terzi del totale.
Gli interventi del terzo e conclusivo stralcio per centoventi alloggi sono finanziati con fondi del programma NAPS e NAPS2, fondi L. 560/1993 derivanti da vendite di alloggi ERP; tra questi la riqualificazione dei 64 alloggi lungo l’asse Grosoli -Casazza di cui è stato completato un primo stralcio di n. 36 alloggi.
Si tratta di palazzine di quattro alloggi su due piani nelle quali si è intervenuti in modo limitato nella disposizione dell’alloggio, principalmente sul bagno, e inserendo un piccolo ripostiglio, prima assente; sono alloggi prevalentemente con una camera da letto (3 una letto+ 1 con due letto per ogni palazzina).
Circa la composizione del finanziamento è importate evidenziare la presenza di una quota importante di risorse locali derivanti da vendite, impiegate soprattutto per la realizzazione delle centrali e delle reti di distribuzione del calore ,che hanno rappresentato un investimento significativo in quanto sono predisposte già in questa fase per alimentare tutte le 16 palazzine di 64 alloggi, che avranno quindi solo due punti centralizzati di produzione del calore e che sarà possibile gestire in remoto.
I vantaggi di questo sistema sono sintetizzabili in: riduzione dei consumi e possibilità di controllo del funzionamento dell’impianto e della sua manutenzione (i due fattori sono legati), che invece con l’impianto autonomo è totalmente affidata ai residenti.
La realizzazione di quella che di fatto è una piccola rete di teleriscaldamento è una scelta di grande rilevanza perchè è il primo step di un progetto complessivo che prevede, in partnership con Hera che gestisce a Ferrara il teleriscaldamento cittadino, l’allacciamento di tutto il quartiere alla rete:non solo quindi gli interventi appena
presentati, che sono già predisposti in tal senso, ma anche i primi interventi, conclusi prima del 2002, nei quali sono presenti le cosiddette caldaiette autonome, e che saranno oggetto quindi di un intervento di ricentralizzazione con una forte valenza sperimentale.
Le caratteristiche di risparmio energetico degli alloggi sono rilevanti: siamo infatti in classe B; nella ristrutturazione infatti è più difficile raggiungere il risultato della classe A, ma qui è evidentemente molto significativa la differenza tra prima (classe G) e dopo (classe B) in termini di consumo energetico.
La parte impiantistica ha il suo cuore in un impianto centralizzato con contabilizzazione autonoma dei consumi. Questa della centralizzazione è una strategia consolidata per ACER (ora obbligatoria per legge ma siamo partiti nel 2002 a non fare più impianti autonomi nei nuovi fabbricati) che in Via Gatti Casazza-Grosoli abbiamo spinto dalla scala del fabbricato, a quella del comparto.

La programmazione dell’Apollo dall’11 al 17 febbraio

da: ufficio stampa Apollo Cinepark

La programmazione dell’Apollo Cinepark da giovedì 11 a mercoledì 17 febbraio è ricca ed interessante.
Arriva sugli schermi il nuovo film di Paolo Genovese, Perfetti Sconosciuti, con Kasia Smutniak, Marco Giallini,Valerio Mastandrea, Anna Foglietta,Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher. Nel corso di una cena, che riunisce un gruppo di amici, la padrona di casa Eva, ad un certo punto, si dice convinta che tante coppie si lascerebbero se ogni rispettivo partner controllasse il contenuto del cellulare dell’altro. Parte così una sorta di gioco per cui tutti dovranno mettere il proprio telefono sul tavolo e accettare di leggere sms e chat o ascoltare telefonate pubblicamente. Quello che all’inizio sembra un passatempo innocente diventerà man mano un gioco al massacro e si scoprirà che non sempre conosciamo le persone così bene come pensiamo.
In sala anche L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo è un film del 2015 diretto da Jay Roach. Il film, basato sulla biografia Trumbo di Bruce Alexander Cook, racconta la vita dello sceneggiatore di Hollywood Dalton Trumbo. Bryan Cranston, candidato come Migliore attore protagonista agli Oscar, interpreta Trumbo, regista e sceneggiatore di successo degli anni ’40, accusato dallo House Un-American Activities Committee e chiuso in carcere per alcuni anni, fu costretto a lavorare sotto falso nome. IN quel periodo scrisse due film che vinsero entrambi l’Oscar come Miglior soggetto: «Vacanze romane» e «La più grande corrida».
Special Event martedì 16 febbraio: alle ore 20.00, in diretta planetaria da Vancouver, TED: Dream. Opening Night – Live at Cinema. Al cinema sbarca quindi l’evento clou dell’anno, la più importante conferenza mondiale su Tecnology, entertainment e design che – nelle passate edizioni – ha visto salire sul palco, fra gi altri, Bono, Bill Clinton, Bill Gates, Michelle Obama, J.J. Abrams, Philippe Stark, Al Gore, James Cameron, Isabel Allende e Gordon Brown.
Restano in sala Joy, scritto e diretto da David O. Russell, con Jennifer Lawrence, Robert De Niro e Bradley Cooper, proposto in lingua originale lunedì 15 ale ore 21.00; l’acclamato film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight, con Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demián Bichir, Tim Roth, Michael Madsen e Bruce Dern; Il Viaggio di Norm, film di animazione diretto da Trevor Wall; “L’abbiamo fatta grossa” di Carlo Verdone con Antonio Albenese.

Cia Ferrara: due incontri per fare il punto sulla vicenda Carife

da: ufficio stampa e comunicazione Cia Ferrara

L’11 e il 18 febbraio l’associazione farà il punto sulla situazione con le aziende agricole e i cittadini che hanno visto andare in fumo i risparmi. La partecipazione è aperta a tutti.

FERRARA – Due incontri per fare il punto sull’ormai nota vicenda Carife che ha mandato in fumo i risparmi di molti agricoltori del territorio. Cia Ferrara, in collaborazione con Federconsumatori, incontrerà aziende agricole e cittadini l’11 febbraio, dalle ore 15.00, presso la sede provinciale (Via Bologna 592/a Chiesuol del Fosso) e il 18 febbraio, sempre alle 15.00, a Copparo (Via Cosmé Tura 6). Nel corso dell’iniziativa Cia Ferrara vuole innanzitutto ribadire la sua vicinanza a tutti coloro che hanno subito danni patrimoniali dal crack di una banca “territoriale”, vicina ai risparmiatori, che ha evidentemente approfittato della loro fiducia. Responsabilità, dunque, da parte di chi la governava ma anche di chi avrebbe dovuto vigilare – Bankitalia e Consob – sugli investimenti.

«Cia Ferrara – spiegano i vertici dell’associazione – ha deciso di schierarsi apertamente e a battersi ad ogni livello perché vengano, in primo luogo, tutelati gli interessi delle aziende agricole e che avevano acquistato titoli e obbligazioni considerandole “sicuri” e che si sono, come sappiamo, rivelati prodotti finanziari rischiosi. Gli incontri dell’11 e 18 febbraio hanno l’obiettivo di analizzare, in primo luogo, il Decreto Salva-banche che ha stabilito i rimborsi per capire come attivarsi, anche in sede legale, per garantire che le aziende e i risparmiatori vengano risarciti dei capitali investiti.

Riteniamo, inoltre, che debbano essere accertate e punite severamente le responsabilità di coloro che, a partire dai vertici, hanno avuto il coraggio di guardare in faccia i piccoli risparmiatori – non navigati speculatori, ma persone desiderose di mettere al sicuro i propri risparmi e, addirittura, di sostenere la banca durante l’aumento di capitale – ed approfittarsi della loro fiducia. Un atto non solo illegale ma privo di etica e contrario ad ogni idea di sostegno al mondo agricolo e produttivo.»

La partecipazione agli incontri è gratuita e aperta a tutti.

Domenica 14 febbraio maratona di beneficenza “Love Walk”

da: organizzatori

Domenica 14 Febbraio siete tutti invitati alla “LoveWalk”, una camminata dell’amore e della solidarietà organizzata per l’ associazione “ADO” in occasione della festa degli innamorati. Il ricavato dell’evento sarà infatti devoluto alla Fondazione “ADO” , che si occupa da anni, di fornire cure palliative di elevata qualità alle persone con patologie oncologiche o con altre patologie croniche evolutive in fase avanzata a domicilio, in ambulatorio e in hospice, prendendosi cura in modo globale del paziente e dei famigliari.
Inoltre, per essere in perfetto tema “San Valentino”, tutti i partecipanti riceveranno un palloncino a forma di cuore da attaccare al polso e da portare durante la camminata!!!

Programma della giornata:
– Ritrovo alle ore 10.15 alla gelateria “Era Glaciale” in corso Martiri della Libertà 12
– Partenza alle ore 10.30
– Giro Podistico (non competitivo) di circa 5 km, passando per Corso Martiri, Viale Cavour fino al Belvedere per salire sulle mura, percorrere le mura fino alla “Casa del Boia”, quindi scendere, arrivare in Ercole I D’Este ed arrivare di nuovo in corso martiri
– Rientro alle 11.30 circa
– Dolce Sorpresa al rientro da ritirare in gelateria

Costo:
– 10€ con dolce e palloncino

Si ringrazia per il supportato all’evento:
– Studio Tecnico Fabio Altieri
– Gelateria “Era Glaciale”

Per info e iscrizioni contattare Alessandra al 3495878324

Incontro sull’economia: chiavi di lettura della crisi economica

da: Gruppo Cittadini Economia Ferrara

Mercoledì 10 febbraio alle 20,30 in Sala Estense di Piazza Municipio (Ferrara). Incontro a cura del Gruppo Cittadini Economia e interventi di Marco Mori e Giovanni Zibordi.

BANCHE E CRISI ECONOMICA – I nostri risparmi sono al sicuro?

Il Gruppo Cittadini Economia, con il sostegno della Comunità Emmaus e il patrocinio del Comune di Ferrara, organizza mercoledì 10 febbraio 2016, nella Sala Estense di piazza Municipio a Ferrara l’incontro dal titolo “Banche e crisi economica. I nostri risparmi sono al sicuro?” con interventi degli organizzatori, dell’Avv. Marco Mori e del Dott. Giovanni Zibordi.

Gli organizzatori si propongono l’obiettivo di diffondere i meccanismi alla base del funzionamento delle banche, del perché in un momento di crisi come quello attuale sia complicato per le aziende e le famiglie ricevere credito mentre i mercati finanziari continuano ad aumentare i loro profitti e se sia immaginabile una soluzione alla perdurante crisi economica. Da diversi punti di vista si cercherà di capire quale sia il livello di sicurezza dei risparmi depositati nelle banche e se le garanzie legalmente concesse siano sufficienti. Al termine della conferenza sarà possibile confrontarsi con i relatori per ulteriori spunti di approfondimento.

LE SCHEDE:

Marco Mori. Avvocato nato nel 1978 a Rapallo (GE) si occupa sia di diritto civile che penale. Esperto in questioni giuridiche è da anni in prima linea nella difesa dei principi costituzionali rispetto ai Trattati Europei. Protagonista di numerose vertenze contro lo Stato e le Banche a tutela dei cittadini a condizioni estremamente agevolate.

Giovanni Zibordi. Laureato in Economia, dottorato in economia, Master in “Business Administration” alla UCLA Anderson School of Management, si è occupato di consulenza manageriale e attualmente si occupa di mercati finanziari. Gestisce il sito finanziario cobraf.com. Ha scritto, insieme a Marco cattaneo, “la soluzione per l’euro. 200 miliardi per rimettere in moto l’economia italiana” ed in collaborazione con altri economisti l’ebook “Per una moneta fiscale gratuita”.

Per informazioni e comunicazioni: gruppoeconomia.fe@gmail.com

castello-fuochi

Per Visit Ferrara c’è ancora molto da fare

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Era il novembre 2013 quando la stampa ferrarese fu convocata in Camera di Commercio per la presentazione ufficiale del Consorzio Visit Ferrara, nato il 31 maggio dello stesso anno, grazie al supporto e alla collaborazione della Camera di Commercio di Ferrara e dalla Provincia di Ferrara.

Scopo dichiarato era costruire una rete operativa sul territorio per rendere il turismo di Ferrara e della sua provincia un elemento trainante per l’economia locale. L’allora presidente della Camera di Commercio, Carlo Alberto Roncarati, aveva affermato che era arrivato il momento di superare i limiti della piccola dimensione puntando sulle sinergie territoriali. Marcella Zappatarra nel suo ruolo di presidente della Provincia aveva fatto un richiamo alla concretezza del progetto e Matteo Ludergnani, vice presidente del Consorzio, aveva spiegato che per realizzare a pieno lo scopo di Visit Ferrara sarebbe stato necessario portare a collaborare al Consorzio almeno 150 imprenditori nel giro di un anno dalla fondazione, partendo dai 46 soci del dicembre 2013.

A tutto il 2015 i soci del Consorzio erano 92, fra Hotel, Room & Breakfast, Campeggi, Residence, Agriturismi, Locande, Agenzie Immobiliari, Agenzie Viaggi, Ristoranti, Stabilimenti Balneari, Guide turistiche, Aziende di trasporti, Centri di formazione e Aziende di servizi, a fronte di diverse migliaia di aziende che orbitano nel settore turistico.

Martedì 8 febbraio 2016, è stato presentato a Comacchio il bilancio delle attività del Consorzio e annunciato il rinnovo del consiglio direttivo della struttura, assieme a un riassetto programmatico delle attività dello stesso, in relazione soprattutto al nuovo ordinamento turistico regionale già approvato dalla Giunta che, come spiegato dal Presidente del consorzio Gianfranco Vitali, modifica sostanzialmente l’impostazione della promozione. “Dai precedenti quattro prodotti, mare, città d’arte, Appennino e terme, si passa ai territori. La Provincia di Ferrara sarà inserita nell’area vasta con le altre 3 Province romagnole. E il consorzio Visit Ferrara è l’unica realtà regionale che promuove una Provincia intera e che dunque già rispetta i criteri della nuova legge. Partiamo dai 4 milioni di presenze in tutto il territorio provinciale del 2015, di cui 2,6 a Comacchio e 0,4 a Ferrara, con l’obiettivo di vedere un aumento del 10 % nei prossimi 3 anni. Strategica sarà una forte integrazione tra Comacchio, Ferrara e il Parco del Delta del Po per la destagionalizzazione e la conquista di nuovi target di turisti”.

Quanto contribuisce Visit Ferrara realmente all’implementazione dell’offerta turistica del territorio e quanto è il ritorno di questa attività in numero di arrivi e pernottamenti? I dati forniti dal Consorzio parlano chiaro: per quello che riguarda le strutture ricettive, nel 2015 hanno utilizzato il sistema di prenotazione on-line offerto dal portale visitferrara.eu 269 utenti, con 54 prenotazioni dirette confermate e 215 richieste di prenotazioni potenziali, mentre per quello che riguarda pacchetti e servizi hanno utilizzato il sistema 244 utenti con 77 prenotazioni dirette confermate e 167 richieste di prenotazioni potenziali.

Se si cerca on line un albergo a Ferrara, il portale di Visit Ferrara scivola nettamente alle spalle dei motori di ricerca come booking.com, trivago, venere.com o hotelscan.com; se si prova inoltre a condurre una ricerca con le parole chiave “visitare Ferrara” troviamo tripadvisor.com, ferraraterraeacqua.it, paesionline.it. in pole position nelle prime pagine dei maggiori motori di ricerca. Con la ricerca diretta Visit Ferrara il portale è ovviamente davanti a tutti, indice del fatto che il main target è il turista straniero.

Sicuramente il lavoro di promozione portato avanti con impegno e a titolo gratuito dai soci e dal consiglio di Amministrazione del Consorzio ha fatto sì che Ferrara, il suo territorio e le sue attività comparissero costantemente sulla stampa di settore, ma c’è ancora molto da fare. Ne è consapevole il vice presidente del Consorzio Matteo Ludergnani, che ha spiegato di come sia stato fatto “Un lavoro importante che porta frutti nel tempo. Abbiamo rafforzato il rapporto tra città e costa e siamo pronti a guardare a progetti che coinvolgano anche territori fuori dalla nostra Provincia”.

Per il prossimo futuro saranno messi in campo diversi progetti, proprio per cercare di posizionare la provincia di Ferrara come una marca turistica d’eccellenza ricca di opportunità per differenti tipologie di target: mare, vacanza attiva, natura, cultura, enogastronomia. Dal consolidamento della presenza della città di Ferrara fra le mete del turismo culturale all’integrazione dei vari prodotti, passando per la commercializzazione di questa offerta integrata, rivolgendosi a nicchie di mercato forti, come quella del ciclo turismo. Per spingere proprio su questa fetta di mercato è stato creato BIKEdIN – Tours around Ferrara & Delta Park, un brand che vede lavorare insieme Visit Ferrara con Po Delta Tourism, Co.Ge.Tour, Comune di Ferrara, Comune di Comacchio, Provincia di Ferrara e Apt Emilia Romagna, senza tralasciare l’attenzione rivolta al prodotto dei Lidi Ferraresi per la stagione estiva.

danza disabilità

Il ballo della vita

Un attimo ti può cambiare la vita. Risucchiati dalla superficiale frenesia di tutti i giorni, è facile dimenticarsi di quanto precaria sia la vita e di come possa essere difficile per chi, a causa di un incidente o di una malattia, si trovi costretto ad affrontare ostacoli enormi per godere di quella che per i più si può considerare la normalità. Forse la superfluità, se non addirittura l’arroganza, ci porta a estraniarci da un mondo di persone come noi che, a causa della loro disabilità, vivono quasi emarginate e per le quali al dramma dovuto all’handicap si aggiunge l’altrui indifferenza.

Indaco (Integrazione danza e comunicazione) è un’associazione sportiva che, tramite la danza, si propone di favorire il recupero motorio e sociale di persone affette da disabilità. Si tratta di un progetto molto nobile nato dalla sensibilità e dalla professionalità di Donata Rodi, che racconta la sua attività e il mondo della disabilità con cui lavora a stretto contatto.

Indaco
Il logo dell’associazione

Personalmente, come probabilmente i tanti che ne sono venuti a conoscenza, trovo la vostra iniziativa bella, affascinante e ‘curiosa’, nel senso che si tratta di qualcosa di estremamente originale. Come è nata l’idea di proporre la danza in carrozzina?
La danza in carrozzina esiste già da diversi anni, soprattutto in Nord Europa e Stati Uniti, in Italia si è diffusa un po’ più recentemente. Io e un altro membro dell’associazione, Mario Montalbano, avevamo scritto un progetto sull’uso della danza nella riabilitazione. Quando sono venuta a conoscenza della disciplina ‘wheelchair dance’ ho studiato per diventare istruttore in Inghilterra. Tornata in Italia ho fondato, insieme al mio collega e a un gruppo di persone che hanno creduto nel progetto, l’associazione Indaco. Crediamo nella possibilità di riabilitazione tramite la danza: i movimenti del ballo possano essere un mezzo per recuperare la motorietà degli arti e, più in generale, del corpo.

Vi sono altre realtà simili in Italia?
Sì, non tantissime, ma abbiamo anche dei campionati e dei campioni. In alcune città come Roma, Torino, Milano, Firenze ci sono scuole che si occupano di questo tipo di disciplina. Tuttavia la danza in carrozzina è ancora poco diffusa fra persone disabili ‘comuni’, ossia coloro che non vogliano fare gare o in generale viverla come un’esperienza atletica.

Che rapporto avete con altre associazioni che propongono danza ‘canonica’?
Per il momento nessuno. Io personalmente sono anche istruttore di danza per normodotati e per diversi anni ho insegnato in quel campo, allora come oggi ho trovato che non vi fossero particolari contatti fra le diverse scuole di ballo. A ogni modo la nostra realtà è aperta a tutte le persone, a prescindere dalla loro condizione psicofisica: chiunque può partecipare a In.Da.Co. e condividere il momento del ballo con persone affette da disabilità. Si abbatte così una grande barriera.

Voi siete affiliati al Cip (Comitato italiano paraolimpico, ndr). Recentemente il Presidente Sergio Mattarella, in un incontro con gli atleti azzurri al Quirinale, ha detto che lo sport e le attività paraolimpiche non eliminano le disabilità, ma le conciliano con le esigenze della vita. Riscontrate questo nella vostra attività?
Sì, la filosofia della nostra associazione è trasformare le cosiddette disabilità in abilità. Ogni persona che può avere disabilità temporanea o permanente in realtà ha ‘abilità residue’, che vengono stimolate e accresciute dalla necessità derivante dal fatto stesso di essere disabile. Quello è ciò che noi vogliamo valorizzare: puntiamo su quello che c’è, non mettiamo in evidenza quello che non c’è. Una citazione di cui non conosco l’autore afferma che “non è l’uomo al servizio dello sport, ma è lo sport al servizio dell’uomo”, vale lo stesso per la danza che può diventare un mezzo di espressione e comunicazione.

Quanto si dà e quanto si riceve dal punto di vista umano dal lavorare a stretto contatto con portatori di handicap?
Personalmente ho un contatto quotidiano sia per lavoro sia per volontariato, anche al di fuori dell’Associazione. Certamente si tratta di un lavoro che richiede una grande professionalità da un lato e una grande umanità dall’altro, tuttavia quello che ricevo è qualcosa di incommensurabile, penso che chiunque altro lavori in questo settore possa sostenerlo. Io stessa, fra l’altro, sono una persona disabile.

Trattandosi anche di una sua esperienza personale, vuole parlarci delle conseguenze che la disabilità ha portato nella sua vita in termini di pensieri e scelte?
La prima cosa che posso dire è che ho capito da quel momento come la vita possa cambiare in un attimo per chiunque, a prescindere dall’abilità della persona. In seguito, inoltre, ho imparato a conoscere un mondo che non conoscevo prima e col quale raramente si viene a contatto se non si ha avuto problemi tali da rendere l’incontro inevitabile, come nel mio caso. Questo ha ampliato molto la mia veduta delle cose. Ho imparato ad apprezzare ciò che normalmente è scontato, fino ai gesti più semplici, che a seguito di un incidente possono diventare tremendamente difficoltosi. Rapportarsi con questo mondo aiuta diventare persone più responsabili e consapevoli, qualsiasi sia la strada si intraprenda.

Indaco
Un momento di una lezione

Integrazione è la prima delle tre parole che compongono la sigla Indaco, il fatto di voler far raggiungere a persone disabili una maggiore integrazione sociale è sicuramente una grande sfida, che risultati avete raggiunto su questo piano?
Facciamo ancora un po’ fatica a ‘stanare’ le persone con disabilità. Un conto è lavorare con un centro come il Perez, dove afferiscono persone con disabilità. Lì, anche dal punto di vista dell’integrazione, abbiamo notato grandi miglioramenti. Il problema è che molte persone disabili hanno la tendenza a chiudersi in famiglia e non penserebbero mai di iscriversi a un corso di ballo. È molto difficile farsi conoscere da queste persone e far avvertir loro le potenzialità che potrebbe avere un progetto come questo. Integrazione, anche attraverso il ballo, è fare in modo che non ci siano più differenze fra chi è in carrozzina e chi è in piedi. Nella vita può capitare che la normalità sia essere in carrozzina, ma ciò non significa che non si possano coltivare le abilità potenziali che si hanno.

Per quanto riguarda la motorietà vedete dei miglioramenti?
Sin dalla prima esperienza con il Centro Perez abbiamo avuto dei buoni risultati anche dal punto di vista fisico. Abbiamo visto persone in carrozzina che, tramite l’attività del ballo, hanno iniziato a voler provare a superare quella che è sempre stata una forma di rassegnazione e abbattimento: in situazioni del genere si tende un po’ a lasciarsi andare, a rinunciare inconsciamente anche a quelle che sono le proprie capacità residue. Attività come la danza o lo sport possono, invece, essere stimolanti per riprendere il contatto con il proprio corpo, che col tempo viene quasi dimenticato. Questo lo abbiamo visto anche al S.Giorgio e negli altri luoghi dove abbiamo operato, perfino nelle situazioni più gravi, con risultati molto positivi. Tendere a un gesto sportivo è diverso rispetto a fare un semplice movimento di riabilitazione: per esempio se, invece che ripetere un esercizio riabilitativo per il braccio, lo stesso movimento ripetuto viene visto come mezzo per arrivare a un altro obiettivo, ossia il ballo, avendo come sottofondo la musica e vivendo la situazione come un’esperienza ricreativa e sportiva, si riesce ad appassionarsi e a tirar fuori una determinazione molto maggiore. Vale anche per altre discipline sportive, la danza però, dal mio punto di vista, ha il valore aggiunto di mettere insieme la musica e il sentimento.

Parliamo di barriere architettoniche. Quanto si è fatto nell’ultimo periodo nella nostra città e quanto si deve ancora fare?
Pur non essendo il mio campo, posso dire che a Ferrara c’è ancora molto da fare sotto questo aspetto. Qualche anno fa fu organizzata, allo scopo di mettere in luce questa necessità, una manifestazione in cui si invitavano i cittadini a fare un giro per la città in carrozzina compiendo azioni per loro normalissime, quali entrare in un supermercato o visitare un museo, allo scopo di dimostrare quanto potesse essere difficile la vita di tutti i giorni per coloro che soffrono di problemi di motorietà. La speranza è che in futuro le cose possano migliorare, anche perché le barriere architettoniche sono una delle principali cause dell’esclusione dalla vita sociale dei portatori di handicap.

Le nuove cure e tecnologie sembrano offrire una speranza a chi è affetto da grave disabilità. Ne avete trovato riscontro pratico?
Io personalmente non ho ancora incontrato persone che utilizzino degli ausili particolarmente tecnologici. Ho visto dei filmati interessanti, ma l’esperienza diretta al momento mi manca. Ho esperienza con persone che usano al massimo carrozzine particolarmente leggere o protesi leggermente più complicate, ma questa grande integrazione fra l’uomo e la macchina per il recupero dalla disabilità sembra essere ancora lontano.

Tornando al vostro progetto, com’è stata la prima esibizione per Indaco?
Per la prima esibizione eravamo in quattro ‘normodotati’ e ballavamo in carrozzina. Lo scopo era dare una dimostrazione pratica ai pazienti del Centro Perez di cosa fosse la danza in carrozzina. Ricordo che per l’occasione abbiamo preparato un valzer lento, una samba e una danza moderna. È stata un’esperienza molto emozionante e ricca di preoccupazioni: il problema principale in quella situazione fu che coloro che ci avrebbero visti ballare sulla sedia a rotelle poi ci avrebbero visti alzarci in piedi. Il nostro lavoro ci porta inevitabilmente a emulare la disabilità, ma il problema è che chi ne è afflitto veramente può vedere la cosa come una presa in giro. A ogni modo abbiamo riscontrato un buon interessamento da parte dei pazienti e da quel momento è partita una collaborazione che va avanti ancora oggi.

Come funziona la preparazione di uno spettacolo di danza in sedia a rotelle?
Le nostre dimostrazioni servono principalmente per far conoscere quest’opportunità alle persone che, in carrozzina da anni, stanno a casa e non sono inserite in un contesto dove In.Da.Co. si può presentare, quali i centri riabilitativi dove operiamo quotidianamente. Queste persone devono sapere che una simile opportunità esiste ed è presente sul territorio. Per adesso, a parte la prima di cui ho già parlato, abbiamo avuto diverse esibizioni dal vivo e sono venute tutte quante molto bene. Da quando collaboriamo con le realtà del Perez e del S. Giorgio, a esibirsi vi sono anche e soprattutto i pazienti che decidono di aggregarsi a noi. La preparazione degli spettacoli di per sé consiste nello svolgere la nostra attività abituale, tuttavia già solo il fatto di lavorare nell’ottica di una dimostrazione si rivela essere un grandissimo stimolo per i nostri ballerini. Bisogna precisare che ci occupiamo non solo di chi è in carrozzina: alcuni dei nostri sono affetti da altri problemi di motorietà, che li portano ad avere capacità ed esigenze differenti. Vi è quindi un grande studio riguardo i diversi movimenti possibili per alcune persone piuttosto che per altre volto non solo al raggiungimento di obiettivi da parte del singolo, ma anche a creare efficaci sinergie di gruppo per far vedere qualcosa che anche nel suo insieme possa risultare bello. Quando si va a fare qualcosa di dimostrativo, soprattutto nell’ambito della danza, è importante anche far passare un’idea di armonia, ciò non vale solo per chi non sia affetto da disabilità.

Che risposte avete dal pubblico?
Per quanto riguarda le persone prive di handicap, c’è poca cultura riguardo a quello che facciamo, quindi il nostro impegno è anche quello di far conoscere il nostro progetto e chi vi partecipa. Spesso, come ti dicevo, si rimane perplessi a vedere che mentre alcuni rimangono seduti, altri, ossia gli istruttori, si possano alzare. Comunque la gente in generale rimane stupita del fatto che con le sedie si possano fare delle coreografie in grado di essere belle ed emozionanti. Per quanto riguarda i disabili è bello notare da parte loro la percezione di poter arrivare a far qualcosa fino a quel momento insperato e magari una ripresa di fiducia in sé stessi e di voglia di vivere.

Che progetti avete per il futuro?
Tanti, forse troppi. Ora stiamo lavorando per un’esibizione in programma per il 19 febbraio presso il Centro Sociale Il Quadrifoglio. Oltre a Ferrara, stiamo cercando di iniziare alcune collaborazioni anche a Bologna, per esempio. In generale il nostro scopo principale è quello di diffondere sempre più la nostra attività lavorando a stretto contatto con chiunque si volesse aggregare. Ci piacerebbe anche che questo progetto portasse a un miglioramento dell’inclusione delle persone con disabilità, a una vita un po’ più ‘normale’, che le aiutasse a raggiungere i propri obiettivi. Allo stesso modo ci piacerebbe che in futuro partecipassero alle nostre iniziative tutti, non soltanto portatori di handicap. Chiunque deve poter venire a fare attività con noi, disabili e non; questo è quello che per noi significa Integrazione.

foibe

LA RICORRENZA
Testimonianza sulle foibe, orrido frutto della degenerazione ideologica

Alba del 14 maggio 1945. La salvezza contro l’impossibile. Graziano Udovisi e Giovanni Radeticchio (detto Nini) riescono a risalire dalle viscere della terra e ritornare nel mondo dei vivi.
Ecco la testimonianza di Udovisi, sopravvissuto all’infoibamento quando aveva solo 19 anni.

“…Eravamo in sei. Dopo una lunga notte di tortura ci fecero camminare verso la Foiba, una voragine dal fondo ricolmo d’acqua, nei pressi di Fianona. Camminammo tra rovi spinosi e sassi appuntiti, quasi nudi, riuniti in un assurdo gruppo con il filo di ferro che serrava e segava la carne dei polsi e delle braccia, picchiati con il calcio e le canne dei mitragliatori. Poi, sull’orlo della voragine… il crepitio assordante della mitraglia… Vedo la fiamma uscire dalla canna… Con lo slancio dei miei 19 anni mi butto nell’orrido ‘buco’ prima che la fiamma si faccia pallottola. Volo nell’abisso di calcare… Madonna… Madonna mia…
Cado su di un ramo sporgente che sembra rallenti quel precipitare nell’oscurità e voglia trattenermi… ma subito si strappa e rovina con me… Sono come piombo che cade… Giù, giù, giù in un sepolcro senza fine… Un tonfo… tanti altri tonfi. E l’acqua si chiude sopra sei poveri esseri umani. Sprofondo… annego… soffoco… o Dio.
Mi divincolo, scalcio, strappo con forza il filo di ferro legato al braccio, ai polsi. Annaspando nell’acqua, tocco una grossa zolla d’erba… No, tra le mia dita ci sono dei capelli. Li afferro e tiro verso di me un corpo quasi inerte… E’ il povero Giovanni Radeticchio, che io sollecito sottovoce con il nome di Nini. Gli metto un braccio attorno al collo e lo trascino, nuotando, alla ricerca di qualsiasi appiglio…Il rumore dell’acqua genera lassù, un’imprecazione: ” Maledetti, ancora non siete morti!”
La voce rabbiosa ci arriva da un universo dantesco che ormai avvolge tutto: l’inferno è quaggiù ed è ancor più terrificante lassù, in superficie, sopra la nostra agonia.
Urla e bestemmie giungono sottoterra, nella tomba dei vivi, assieme a una bomba a mano, che va ad esplodere nella profondità. Ancora un’altra bomba, questa volta scoppia a pelo d’acqua. Il viso e la testa sono colpite dalle schegge… le ossa spezzate. Adesso, Nini e io, non osiamo fare il minimo movimento, neanche quello che obbliga il respiro… La nostra tomba di calcare e acqua è ormai fatta di orrido silenzio. Restiamo in ascolto. Anche da lassù, dall’inferno sopra di noi, non giunge alcun rumore.
I nostri carnefici se ne sono andati?! Nini intravede una rientranza nella roccia. Ci trasciniamo. Ci arrampichiamo piano con immensa fatica. Nel buio. Nel freddo. In un tempo cancellato, perchè il nostro tempo è ormai diventato quello dei morti. Come solo Iddio sa, vediamo all’improvviso una fessura di cielo e portiamo in superficie una pietà infinita: per noi che abbiamo l’aspetto dei cadaveri e per i criminali titini.
Mi sono salvato e con me ho tratto a vita un ‘fratello’, Radeticchio Giovanni detto Nini. Sul fondo della foiba, dove sono precipitati, vivi assieme a noi, resteranno, scomparsi nell’acqua: Cossi Felice, Mazzucha Natale, Radolovich Carlo, Sabath Giuseppe. Pace, pace a voi, vittime inconsapevoli di un genocidio”.
(Testimonianza di Graziano Udovisi, sopravvissuto degli eccidi compiuti dai partigiani di Tito)

I politologi e gli storici ricordano che i grandi sconvolgimenti che hanno segnato il destino di masse di uomini, donne e bambini, sono stati originati, sempre e ovunque, da un disegno ideologico, di cui la politica è sempre stata informata. Le Leggi razziali di Norimberga del 1935 furono lo sbocco tragico della teoria e del ‘mito del sangue’ sul quale si esercitarono da L.Jahn fino ad Hitler.
“Il Capitale” di Karl Max generò la Rivoluzione d’ottobre e degenerò, ovunque si sia attestata quell’ideologia, in regimi dittatoriali.
Molti studiosi condividono l’opinione che la base ideologica del razzismo comunista jugoslavo e il know-how operativo (cioè le istruzioni per portare a buon fine le pulizie etniche compiute nell’area balcanica e in quelle del versante orientale dell’Adriatico), siano contenute in quel famoso trattato di pianificazione territoriale e umana che porta il titolo di “Piano di espulsione degli albanesi”. Quest’opera teorico-pratica venne elaborata dal bosniaco Vaso Cubrilovic, uno dei congiurati dell’assassinio a Sarajevo dell’erede al trono austriaco Francesco Ferdinando, e presentata nel 1937. Nel secondo dopoguerra Cubrilovic divenne la ramazza che ripulì dell’etnia italiana, con rigore scientifico e in maniera pressochè radicale, tutto il versante orientale dell’Adriatico.
Il Piano dette talmente fama all’autore da fargli meritare più volte la carica di ministro in diversi governi del maresciallo Tito. Il manuale Cubrilovic, venne tradotto, nel secondo dopoguerra, in azioni devastanti, in atti legislativi nelle terre dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Esso si stampò come stimmate sulla pelle di migliaia di esseri umani, di cultura italiana, che vivevano pacificamente da sempre.
L’esodo istriano, fiumano e dalmata non avvenne insomma solo per la rivalsa dei vincitori sui vinti o per l’urto di due mondi culturalmente diversi: le tecniche di quell’esodo erano state minuziosamente pianificate, sul pregiudizio razziale già nel 1937. E così si capirà anche che a determinare tale drammatico evento e a renderlo aberrante non fu solo una questione di ‘foibe’: voragini carsiche, profonde anche 200 metri, usate per gettare i ‘nemici del popolo’, dopo un processo sommario o addirittura con un processo fittizio fatto in data posteriore all’infoibamento…
Riflessioni da “Il Libro Bianco di Antonietta Marucci Vascon, ex Presidente del Consiglio della Provincia di Trieste.

cappellacci

Anche il cappellaccio di zucca fa la sua entrata regale alla corte d’Europa

Conditi con burro e salvia o col ragù, i cappellacci alla ferrarese hanno molte virtù: sfoglia leggera di uova dorata racchiude un ripieno di zucca dolce salata, giacché con sale, parmigiano e noce moscata è stata ben bene amalgamata.

E’ stata pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la registrazione della IgpCappellacci di zucca ferraresi”, che entrerà in vigore tra venti giorni. Grande soddisfazione della Camera di commercio per il riconoscimento ottenuto da un classico della cucina ferrarese, tant’è che è in programma per il 16 marzo prossimo un grande evento dal titolo “Prodotti Dop e Igp” con cui la Camera di Commercio vuole ribadire la leadership della provincia di Ferrara nel settore delle produzioni a qualità certificata.

La nuova Igp, con la quale l’Emilia-Romagna si conferma “regina del gusto” in Italia e in Europa, segue a breve distanza di tempo altre due indicazioni d’origine ferraresi: il Pampepato (o Pampapato) di Ferrara e la Salama da sugo.
Il paniere delle Dop e Igp emiliano-romagnole sale dunque a 43, su un totale Ue di 1.267 e italiano di 280, per un valore alla produzione di oltre 2,5 miliardi di euro, pari al 40% del dato nazionale e al 15% di quello europeo. I primi quattro prodotti per valore economico sono: Parmigiano Reggiano Dop, Prosciutto di Parma Dop, Aceto Balsamico Igp e Mortadella Bologna Igp.

Il Regolamento con cui è stata registrata la nuova Igp, pubblicato ieri sulla Gazzetta ufficiale Ue, è il n.164 del 28 gennaio 2016. Scarica sul sito della Camera di commercio www.fe.camcom.it. il documento unico «Cappellacci di zucca ferraresi» contenente, tra l’altro, la dettagliata descrizione del prodotto (ingredienti e forma).

I Cappellacci di zucca sono una pasta fresca ripiena. La ricetta tradizionale prevede la preparazione della sfoglia con farina di grano tenero, duro e uova e un ripieno costituto da polpa di zucca gialla “violina”, con l’aggiunta di formaggio grattugiato, pangrattato, noce moscata e zucchero. Non è consentito l’uso di coloranti e conservanti. La zona di produzione è rappresentato dall’intera provincia di Ferrara.

I primi cenni ai “Cappellacci di zucca ferraresi” si ritrovano nei ricettari rinascimentali degli scalchi al servizio della famiglia d’Este di Ferrara che governò la città dal 1186 al 1597. Nel 1584, in particolare, fu pubblicato “Dello Scalco”, il ricettario di Giovan Battista Rossetti, cuoco presso la corte del duca Alfonso II d’Este. Proprio qui si ritrovano i primi riferimenti ad una preparazione di pasta con la zucca. Gli ingredienti sono gli stessi della ricetta attuale se non fosse per l’aggiunta di alcune spezie, come lo zenzero ed il pepe, oggi cadute in disuso ma all’epoca particolarmente diffuse.

Dai comunicati stampa della Camera di Commercio di Ferrara.

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