Giorno: 23 Febbraio 2016

Venerdì 26 febbraio “Ardecore” live al Circolo Arci Zone K

da: Associazione Zone K

Venerdì 26 Febbraio saranno ospiti del Circolo Arci Zone K di Malborghetto di Boara gli Ardecore, il supergruppo nato dall’incontro artistico tra la band nu-jazz degli Zu, il cantautore folk-blues Giampaolo Felici e Geoff Farina, chitarrista di un’eminente ex-band slowcore/post-rock di Chicago, i Karate. Il progetto nasce nel 2002, quando Zu e Karate dividono il palco della loro tournée europea con Blind Loving Power, la creatura blues-gospel di Felici: all’inizio e alla fine di quelle serate vengono riproposti vecchi stornelli romani. Da qui l’idea di unire le forze per un’operazione di archeologia ed etnologia musicale: riportare alla luce e “sdoganare” i brani più noir della discografia capitolina. Un laboratorio in piena espansione che dal 2005, anno del folgorante esordio dell’omonimo album “Aredecore”, ha macinato musica, chilometri e consensi.
Dopo quattro anni dall’uscita del terzo album “San Cadoco”, la band Ardecore presenta il suo ultimo lavoro “VECCHIA ROMA”, che li restituisce totalmente alla radice culturale degli inizi, dieci anni dopo il primo omonimo “Ardecore”.
Sette brani pescati quasi totalmente della tradizione romanesca pre-guerra, profondamente reinterpretati, questa volta in una direzione più spirituale, con uno stile che sembra trarre spunto dal Gospel degli anni ‘50 e ‘60, ma senza allontanarsi dalle sonorità tipiche del gruppo.

Dei sette brani presenti nell’album, solo quello che dà il titolo al disco, “Vecchia Roma”, è stato composto nel 1947, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Gli altri episodi sono più lontani nel tempo: “Pupo Biondo” e “Serenata Sincera” sono due fra i più noti del repertorio tradizionale, mentre “Girasole”, “Signora Fortuna”, “Serenata a Maria” e “Serenatella Amara”, meno conosciuti, riportano alla luce un’ immagine sensibile di una romanità dimenticata, cuore del concept dell’album, uno spaccato sui sentimenti di una città che non esiste più se non in rari casi, ormai travolta e stravolta dalla velocità di un mondo cambiato profondamente (Er progresso t’ha fatta grande ma sta città nun è quella ‘ndo se viveva tant’anni fa – da “Vecchia Roma”). Sette brani dunque, che nell’artwork dell’insostituibile Scarful divengono sette cartoline che rappresentano il significato delle canzoni, inserite in altrettanti luoghi della “città eterna”.
“Vecchia Roma”, come tutti gli album precedenti degli Ardecore, ruota intorno all’inquietudine artistica del suo fondatore, Giampaolo Felici, capace come nessun altro di condensare la drammaticità, la disperazione, ma anche la passione e la speranza di cui è pregna la tradizione culturale di una città complessa ed affascinante. Il lavoro di ricerca minuziosa, di arrangiamento, di interpretazione di ogni singola canzone fanno di Ardecore la formazione seminale di questo rinnovato percorso creativo, quella che più di tutte ha riportato l’attenzione su una cultura che era ormai relegata al folklore dello “stornello”, divenendo imprescindibile quando si parla di Nuovo Folk Romano.
VECCHIA ROMA è una visione spirituale, a tratti mistica, dei sentimenti puri, che come un filo immaginario ne unisce i capitoli, decisamente drammatici, del disco.
Nei già citati “Girasole” e “Pupo Biondo” si respira un’aria di malinconia solo a tratti spezzata dalla positività che trapela dal carattere romano degli autori originari, oltre che dell’interprete (Felici) in questione. Chiude l’album “Serenata Sincera”, ultima splendida immagine che rappresenta una via d’uscita alla depressione che nasce dall’inesprimibilità dei sentimenti.
Si preannuncia un’altra imperdibile serata. L’ingresso sarà Up To You e riservato ai Soci Arci. L’apertura è prevista per le ore 18, l’inizio del concerto sarà per le ore 22 circa. Per informazioni il numero da chiamare è sempre il 346.0876998.

Cento: tanto consenso da parte del pubblico per gli opuscoli “La via della felicità”

da: organizzatori

A Cento i volontari dell’associazione La via della felicità hanno distribuito migliaia di opuscoli in occasione della storica sfilata di Carnevale.
Distribuiti direttamente nelle mani dei cittadini, gli opuscoli hanno creato tanto consenso e felicità!
L’obbiettivo dell’associazione La Via della Felicità è la realizzazione di una società migliore.
Il libricino La Via della Felicità è una semplice, schietta e chiara guida laica per fare delle buone scelte. Aiuta le persone a prendere delle decisioni e a fare delle scelte positive, decisioni e scelte che conducono ad una vita più felice, decente ed appagante.
I principi che si trovano nel libro La Via della Felicità di L. Ron Hubbard, si fondano sul buon senso e sono stati scritti affinché venissero applicati. Questo libro è una guida veramente pratica e moderna che può essere usata da chiunque per arrivare con fiducia ad una vita più felice e di successo.
L’iniziativa dei volontari si è ispirata ad uno dei precetti dell’opuscolo che recita: “Benché non si possa garantire che tutti gli altri siano felici, si possono aumentare le loro possibilità e sopravvivenza e di felicità. E, con le loro, aumenteranno anche le tue.”

Coldiretti Emilia-Romagna: la politica dell’interprofessione del pomodoro è fallita

da: ufficio stampa Coldiretti Ferrara

“Fuori tempo massimo” l’incontro per la programmazione della produzione 2016 del pomodoro. L’interprofessione non riesce a gestire domanda ed offerta e quindi non si valorizza il prodotto in una regione che produce un terzo del pomodoro italiano.

Arriva fuori tempo massimo il confronto per programmare e valorizzare efficacemente la produzione 2016 di pomodoro. È questo il parere di Coldiretti Emilia Romagna al termine dell’incontro a Parma tra organizzazioni di prodotto e associazioni professionali in preparazione dell’incontro con gli industriali in programma oggi. Non si può fare una programmazione al 20 febbraio – commenta Coldiretti – perché i produttori hanno già programmato le semine. Tutto questo – prosegue l’organizzazione dei coltivatori – denota il fallimento dell’interprofessione che non riesce a gestire domanda e offerta e di conseguenza non riesce a valorizzare il nostro prodotto.
“Diventa sempre più impellente – ha detto il presidente di Coldiretti regionale, Mauro Tonello – cambiare le regole per riuscire a promuovere l’eccellenza della nostra produzione. La lunga esperienza e le conoscenze dei nostri produttori nei campi, dove da anni sono diffuse tecniche a basso impatto ambientale, e il know how dell’industria hanno reso il pomodoro un prodotto di alta qualità, sia in termini di garanzie organolettiche sia in termini di garanzie sanitarie e sociali. È un risultato che si ottiene, sia nei campi sia nell’industria di trasformazione, con il rispetto di corrette e costose regole di produzione il cui valore non sempre viene riconosciuto sia nei campi sia nella trasformazione. Purtroppo non riusciamo ad ottenere il giusto valore lungo tutta la filiera e a promuovere la giusta valorizzazione verso la società civile. In questo momento diventa ancora più importante promuovere ciò che distingue la nostra produzione – afferma Tonello – se consideriamo che a gennaio sono raddoppiate le importazioni di pomodoro del Marocco dopo l’accordo con Bruxelles. Se vogliamo continuare a mantenere le leadership sul mercato (non dimentichiamo che l’Emilia Romagna con un milione e mezzo di tonnellate produce un terzo della produzione nazionale di pomodoro) dobbiamo farci apprezzare dal consumatore proprio per la qualità e la salubrità delle nostre passate e dei nostri pelati. Per questo – conclude Tonello – riteniamo che per i nostri obiettivi sia più adeguato ed efficace create un vero e proprio distretto del pomodoro”.
Intanto, per il 2016, Coldiretti Emilia Romagna invita i soci a verificare presso le proprie organizzazioni di prodotto che il pomodoro che è stato loro chiesto di piantare sia veramente già venduto e a che prezzo, facendosi mostrare i contratti reali, visto che a fronte di una richiesta della parte industriale di una diminuzione di superfici, ci risulta che vi siano invece organizzazioni di prodotto che chiedano agli agricoltori di seminare maggiori superfici.

Cronacacomune: la newsletter del 23 febbraio 2016

da: ufficio stampa Comune di Ferrara

BIBLIOTECA ARIOSTEA – ‘Libri in scena’: incontro mercoledì 24 febbraio alle 17
A proposito dell’ancestrale alleanza tra uomini e cani
23-02-2016

E’ dedicato allo spettacolo ‘Ballata di Uomini e cani’ di e con Marco Paolini, dal 26 al 28 febbraio al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, l’incontro a cura di Laura Beani, dell’Università degli Studi di Firenze, in programma mercoledì 24 febbraio alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea.
L’appuntamento, per il ciclo ‘Libri in scena’, è curato dall’associazione culturale Amici della biblioteca Ariostea, in collaborazione con il Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori
Cani come uomini, uomini come cani. Forse in questo binomio si può concentrare il nucleo narrativo dei Racconti dello Yukon di Jack London. Una terra desolata, il bianco accecante della neve, d’inverno il sole basso sull’orizzonte e la lunga notte polare. In questo scenario estremo si svolge la Ballata di uomini e cani di Marco Paolini: tre racconti tra i più crudeli, Macchia, Bastardo e Fare un fuoco. Nell’ultimo i personaggi non hanno nemmeno nome: nel paesaggio allucinato si muovono “l’uomo” e “il cane”. Nelle pagine di London, dell’ancestrale alleanza tra uomo e cane non è rimasta che “la sopravvivenza del più forte”, “la lotta per la vita”, una visione del darwinismo semplicistica e feroce. Ma chi osserva da scienziato il comportamento degli animali, coglie piuttosto la sottile comunicazione tra cane e uomo, la profonda empatia, quell’espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali, sia pure non verbale, già descritta da Charles Darwin proprio negli anni della corsa all’oro.

BIBLIOTECA BASSANI – Incontro con l’autrice giovedì 25 febbraio alle 16,30
‘Custodi della memoria’: riflessioni poetiche di Rita Montanari
23-02-2016

Sono tutte legate dal tema metaforico delle scale le poesie raccolte nel libro di Rita Montanari ‘Custodi della memoria’ che sarà presentato giovedì 25 febbraio alle 16,30 nell’auditorium della biblioteca comunale Bassani di Barco (via Grosoli 42). Nel corso dell’incontro, aperto a tutti gli interessati, nel parlerà con l’autrice Maria Gloria Panizza. In programma letture a cura di Filippo Scabbia.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori
Custodi della memoria si presenta come un testo composito ed articolato di poesie, quasi tutte inerenti al tema delle scale, vissute e rivissute dall’autrice da diversi punti di vista e momenti della vita. Metafora dell’esistenza nelle sue ascese e discese, esse sono da sempre testimoni silenziose delle vicende umane e rimandano in questi versi a riflessioni talora struggenti di profonda e sentita poesia.
L’autrice è nata nel 1951 a Ferrara, ove risiede. Conseguita la maturità classica al liceo “L. Ariosto” si è laureata in Lettere moderne all’Università di Bologna con una tesi in Storia contemporanea. Ha insegnato al liceo scientifico “A. Roiti” di Ferrara. Collabora con le diverse istituzioni culturali cittadine e tiene corsi di scrittura creativa in scuole e biblioteche. Ha collaborato con il Centro di salute mentale di Codigoro e Portomaggiore.
Ha pubblicato numerosi libri, fra cui ‘Cara sorella, caro fratello’ (1990, riedito nel 2006).

BIBLIOTECA ARIOSTEA – GIovedì 25 febbraio alle 10.30 al Teatro Anatomico (via Scienze 17)
Cinquecento anni del “Furioso”, Ferrara ospita la prima riunione del Comitato Nazionale Ariosteo
23-02-2016

Era un tiepido martedì di primavera quel 22 aprile del 1516 quando a Ferrara, per i tipi di Giovanni Mazzocco di Bondeno, uscì la prima edizione dell’Orlando Furioso. Una tiratura in milletrecento esemplari, oggi divenuti rarissimi, che Ludovico Ariosto curò personalmente.

Il Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo, per celebrare nel migliore dei modi la pubblicazione di quella che gli studiosi considerano un grande affresco del Rinascimento, la prima opera moderna appositamente pensata per la stampa, ha istituito con decreto una speciale Commissione Nazionale presieduta dalla prof. Lina Bolzoni della Scuola Normale Superiore di Pisa e coordinata in qualità di segretario e tesoriere dal dott. Enrico Spinelli, direttore della Biblioteca Ariostea di Ferrara. Un Comitato di grande qualità composto da illustri studiosi, docenti universitari, intellettuali, amministratori locali, personalità della cultura e dello spettacolo.

All’ordine del giorno della prima riunione, che si svolgerà proprio a Ferrara giovedì 25 febbraio alle 10.30 nel prestigioso Teatro Anatomico della Biblioteca Ariostea, vi sarà l’analisi e la discussione dei vari progetti di promozione sottoposti al Comitato e la ripartizione dei fondi assegnati dal Ministero. Anche Ferrara, attraverso l’Amministrazione Comunale, intende svolgere un ruolo da protagonista in questo grande evento. Le celebrazioni per i Cinquecento anni del “Furioso” saranno, infatti, al centro della programmazione culturale cittadina, a cominciare dalla mostra libraria e documentaria che sarà inaugurata il 22 aprile in Biblioteca Ariostea, il giorno esatto della pubblicazione della prima edizione.
Inoltre, per definire un calendario comune di iniziative, enti e associazioni cittadine si sono incontrate nei giorni scorsi in Biblioteca Ariostea e i primi progetti da sottoporre al Comitato Nazionale sono già stati consegnati.
Come se non bastasse, a dare ancora più lustro all’anno ariosteo ha provveduto l’Ufficio Unesco del Mibact, che ha assegnato al Comune di Ferrara un contributo per il restauro, la conservazione e la promozione della cospicua raccolta ariostea posseduta della Biblioteca cittadina. Un progetto che ha avviato il proprio iter un paio di anni fa e che ha avuto un felice esito proprio la settimana scorsa. Quasi settantamila euro che potranno essere utilizzati per intervenire sul patrimonio librario e documentario dell’Ariosto e consentirne una valorizzazione nell’ambito dei progetti e delle attività didattiche che il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara realizza quotidianamente.

(Comunicato a cura della direzione della Biblioteca comunale Ariostea)

VIABILITA’ E VERDE PUBBLICO – Provvedimenti in vigore dal 24 al 26 febbraio dalle 8,30 alle 17,30
Via Gramicia temporaneamente chiusa al traffico per interventi di potatura di piante
23-02-2016

Per consentire l’esecuzione di interventi di potatura di piante a cura di Ferrara Tua Srl, in accordo con l’Ufficio Verde del Comune di Ferrara, da mercoledì 24 a venerdì 26 febbraio dalle 8,30 alle 17,30, il tratto di via Gramicia compreso tra piazzale San Giovanni e via Janus Pannonius sarà chiuso al transito (ammessi gli autorizzati).

Direzione obbligatoria a sinistra su via Janus Pannonius per tutti i veicoli, eccetto gli autorizzati, provenienti da via Bacchelli/Porta Catena con direzione centro. Direzioni consentite destra e sinistra per i veicoli in transito sulla rotatoria di piazzale San Giovanni da corso Porta Mare/via Caldirolo con direzione periferia.

BIBLIOTECA BASSANI – Mercoledì 24 febbraio alle 17 in via Grosoli a Barco
Appuntamento con ‘L’ora del racconto’ per bambini dai 4 ai 10 anni
23-02-2016

Ultimo appuntamento del mese, mercoledì 24 febbraio alle 17 alla biblioteca comunale Bassani di Barco (via Grosoli 42), con ‘L’ora del racconto’, letture per bambini dai 4 ai 10 anni. A proposito del tema del mese ‘Qua la zampa amico!’, Giovanni Meloncelli presenterà i racconti ‘Dodo’ (di Moran/Rodero) e ‘Lupo & Lupetto’ (di Brun-Cosme/Tallec).

CONFERENZA STAMPA – Giovedì 25 febbraio alle 11.30 nella sala degli Arazzi della residenza municipale
Presentazione della Semifinale Mondiale IBF pesi Superwelter Marcello Matano/Julian Williams a New York
23-02-2016

Giovedì 25 febbraio alle 11.30 nella sala degli Arazzi della residenza municipale si terrà la conferenza stampa per presentare la “Semifinale Mondiale IBF pesi Superwelter tra Marcello Matano e Julian Williams a New York”, organizzata da Ferrara Boxe ASD.

All’incontro con i giornalisti interverranno l’assessore allo Sport del Comune di Ferrara Simone Merli, il tecnico sportivo di Ferrara Boxe Paolo Buttini e il tecnico sportivo di Ferrara Boxe e allenatore di Marcello Matano Roberto Croce.

MUSEO STORIA NATURALE – Giovedì 25 febbraio alle 21 in via De Pisis
“Volare…: storia naturale dei pipistrelli in 52 milioni di anni”, seconda conferenza del ciclo ‘Darwin Day’
23-02-2016

Giovedì 25 febbraio alle 21 al Museo di Storia Naturale (via De Pisis 24) si terrà la seconda conferenza della decima edizione del ‘Darwin Day Ferrara’, ciclo di incontri promossi dal Museo di Storia Naturale di Ferrara e dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica (SIBE).

La serata, ad ingresso gratuito, sarà a cura di Danilo Russo (Università Federico II di Napoli ) e sarà incentrata sul tema “Volare…: storia naturale dei pipistrelli in 52 milioni di anni”.

LA SCHEDA (a cura degli organizzatori) – A partire dai primi fossili, vecchi di oltre 50 milioni di anni, i pipistrelli (chirotteri) hanno fatto molta strada (naturalmente in volo!), rispondendo ai rigori e alle sfide ambientali con sofisticati adattamenti. Sono infatti mammiferi “estremi” per molti versi. Anzitutto la capacità di volare con performance che non hanno nulla da invidiare a quelle degli uccelli, compiendo spostamenti che in una notte possono superare i 10 km nonché, con l’alternarsi delle stagioni, vere e proprie migrazioni su lunghe distanze. Un formidabile “sesto senso”, poi, l’ecolocalizzazione, presente nella maggioranza delle specie, che consente ai pipistrelli di sondare il buio della notte con “grida” ultrasonore permettendo, quando gli occhi sarebbero di poco aiuto, un volo veloce, acrobazie mozzafiato e la cattura degli insetti più minuti. E poi una socialità complessa, con colonie che possono annoverare fino a decine di milioni di individui nelle quali le madri riescono a riconoscere il proprio piccolo con precisione infallibile. Soluzioni e strategie, queste, che costituiscono alcuni tra i più raffinati esempi di evoluzione per selezione naturale.

Consulta Cronacacomune

SPORT/TURISMO/COMMERCIO – Partenza domenica 6 marzo alle 9 da via Bacchelli. Previsti due percorsi, di 136 o di 80 chilometri
‘Due ruote’ in gara a Ferrara per la seconda ‘Granfondo del Po’, prova dell’Unesco cycling tour
23-02-2016

Si è svolta in mattinata (martedì 23 febbraio) nella residenza municipale la presentazione del programma della seconda edizione della “Granfondo del Po” prova dell’Unesco cycling tour 2016, manifestazione organizzata da Po River asd – Link Tours per le giornate di sabato 5 e domenica 6 marzo. All’incontro con i giornalisti erano presenti gli assessori allo Sport e al Commercio del Comune di Ferrara Simone Merli e Roberto Serra, insieme al presidente di Po River asd e Link Tour Simone Zannini.

“La prima edizione della Granfondo è stata una sfida, – ha esordito l’assessore Merli – ma i risultati finali ne hanno testimoniato la portata vincente. Per questo sponsor importanti hanno deciso quest’anno di sostenere la manifestazione, che arricchisce la città molto più di quello che solitamente riconosciamo a questo genere di eventi. Come conferma anche la soddisfazione del comparto turistico. Siamo orgogliosi che il mondo economico abbia sostenuto quello sportivo, perché significa che ne ha compreso il valore”.

“Ad ancora due settimane dalla Granfondo abbiamo già superato il numero degli iscritti dell’anno scorso (650 n.d.r) e sono già una quarantina i bambini che hanno aderito alla ‘Baby Granfondo’. – ha proseguito Simone Zannini – Le novità di questa edizione vedono il raddoppiamento del percorso della prova di domenica 6 marzo, affiancando un tratto corto di 80 km a quello tradizionale di 136 chilometri, e un programma arricchito. Sabato 5 marzo, infatti, la manifestazione si svolgerà in centro storico per aprirsi agli appassionati e ai turisti. La segreteria organizzativa, localizzata negli Imbarcaderi del Castello, fungerà da punto di partenza per due nuove pedalate: ‘La Furiosa’ e la ‘Baby Granfondo’. La prima – ha puntualizzato l’organizzatore – sarà una ciclostorica che, una volta usciti dal Sottomura, si addentrerà per 60 km nella campagna estense sino alla Delizia del Belriguardo. La seconda, una pedalata ecologica non competitiva di 5 km, sarà invece interamente dedicata ai più piccoli (dai 6 ai 14 anni), ai quali sarà garantita una totale autonomia grazie allo sguardo vigile della Polizia Municipale: da corso Ercole I d’Este procederà a ridosso delle Mura con una tappa per la merenda agli Orti della Fasanara. Da registrare il sostegno e la collaborazione al progetto degli equipaggi dell’Officina Ferrarese, per mettere in sicurezza gli incroci più delicati e attrezzare alla corsa le bici d’epoca”.

A fondo pagina in allegato, a cura degli organizzatori, la presentazione e il programma della due giornate dedicate alla seconda edizione della “Granfondo del Po 2016”.

Per info e iscrizioni www.granfondodelpo.it

GIUNTA COMUNALE – Le principali delibere approvate nella seduta del 23 febbraio 2016
Progetti per l’accoglienza, valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale, sicurezza stradale, educazione alla sostenibilità
23-02-2016

Queste le principali delibere approvate nella riunione della Giunta comunale di martedì 23 febbraio:

Assessorato alla Sanità, Servizi alla Persona, Politiche Familiari, assessore Chiara Sapigni:

Intesa regionale per migliorare i servizi informativi rivolti agli immigrati

Migliorare e coordinare i servizi territoriali di informazione e orientamento rivolti ai cittadini immigrati. E’ questo lo scopo del Protocollo d’intesa che il Comune di Ferrara sottoscriverà con la Regione Emilia-Romagna assieme agli altri Comuni capoluogo della regione (Piacenza, Parma, Reggio-Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì e Rimini).

Le azioni delineate dall’accordo, passato oggi al vaglio della Giunta, si propongono, da un lato, di informare le persone immigrate affinché sia loro garantito un accesso adeguato ai percorsi di orientamento ai servizi e al lavoro e, dall’altro, di coordinare e qualificare i soggetti pubblici e del privato sociale che offrono servizi di informazione ed orientamento per i cittadini stranieri.

Obiettivi principali dell’intesa sono, in particolare:

– il rafforzamento di un sistema informativo diffuso ed integrato basato sull’attribuzione di responsabilità redazionali di back office ai diversi soggetti della rete, coordinato a livello regionale così da rendere disponibile a quanti, a vario titolo, svolgono servizi di informazione ed orientamento per i migranti (PA e 3° settore) uno strumento di supporto specialistico multimediale sui temi della migrazione;

– il consolidamento della governance multilivello del sistema informativo capace di attribuire le responsabilità redazionali di back office e di favorire lo scambio bidirezionale delle informazioni, dai punti informativi di primo livello (sportelli sociali, URP) a quelli di secondo (sportelli stranieri/servizi pubblici per l’impiego) e terzo livello (Hub);

– la realizzazione di attività comunicative e formative indirizzate agli operatori e interventi di capacity building anche con il coinvolgimento degli Enti Locali e delle loro associazioni (produzione di materiali formativi ed informativi, azioni formative specifiche rivolte agli operatori dei servizi e degli sportelli che si interfacciano con l’utenza straniera, …).

In arrivo fondi ministeriali per l’accoglienza a Ferrara di 18 minori stranieri non accompagnati

La Giunta ha approvato oggi in via definitiva la convenzione per la gestione del progetto SPRAR – MSNA, rivolto all’accoglienza di 18 minori stranieri non accompagnati (tra cui 6 già presenti e assistiti dal Servizio Sociale Territoriale), approvato nel dicembre 2015 dal Ministero dell’Interno. La proposta di progetto presentata al bando ministeriale dal Comune di Ferrara si è posizionata al 38simo posto, su oltre 100 candidate, e ha ottenuto un finanziamento di 380mila euro, per il biennio 2015/2016, a valere sul Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (FNPSA). L’Amministrazione comunale parteciperà alla realizzazione del progetto con una quota di 76mila euro, costituita da spese di rendicontazione del lavoro del proprio personale.
La gestione delle attività di accoglienza è affidata al Raggruppamento Temporaneo di Impresa (RTI) tra coop.soc. Camelot – Officine di Ferrara e Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza – Casa Buoni Fanciulli – Istituto don Calabria con sede legale a Verona.
L’individuazione di tale partenariato è stata effettuata dal Comune l’estate scorsa, a seguito di una procedura ad evidenza pubblica.
Anche per quanto riguarda l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, con questo progetto il Comune ha quindi superato un approccio emergenziale ed ha strutturato un sistema di governance territoriale, individuando gli interventi più idonei per la tutela e la protezione di questi giovanissimi, tra le vittime più indifese dei flussi migratori.

(a cura dell’Assessorato Servizi alla Persona)

Proseguono nelle scuole del territorio i progetti per la prevenzione del disagio giovanile

Sono ventisei gli istituti di istruzione secondaria di I e II grado del Comune di Ferrara e del territorio provinciale tra i quali sarà suddivisa la somma di 29.850 euro per la prosecuzione dei progetti e delle attività di prevenzione delle varie forme di disagio giovanile a cura del Centro Promeco. I fondi saranno in particolare utilizzati per la prosecuzione del progetto ‘Punto di vista. L’operatore a scuola’ o per l’attivazione di interventi specifici da parte di operatori qualificati per casi determinati e periodi limitati.

Assessorato al Commercio, Semplificazione Amministrativa, Servizi Informatici, Patrimonio, assessore Roberto Serra

Dall’Anci supporto per la valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale

Si chiama ‘Patrimonio Comune’ il progetto dell’ANCI a cui anche Ferrara ha deciso di aderire per poter usufruire del supporto offerto dall’Associazione dei Comuni per la valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare e per l’attuazione del federalismo demaniale. In particolare, l’Amministrazione comunale potrà fruire di assistenza info/formativa di base e aggiornamento normativo relativamente agli argomenti inerenti il patrimonio immobiliare, il suo incremento, il suo migliore utilizzo, e gli strumenti di valorizzazione e alienazione. Potrà inoltre avvalersi di assistenza per l’attività di censimento e regolarizzazione del patrimonio e di supporto per azioni di marketing. Per la partecipazione al progetto il Comune di Ferrara stanzierà la somma di 2mila euro come quota per l’anno 2016.

Assessorato alla Contabilità e Bilancio, Partecipazioni, assessore Luca Vaccari:

Destinata a interventi per la sicurezza stradale la metà dei proventi delle contravvenzioni del prossimo triennio
E’ fissata al 50% la quota dei proventi derivanti da sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada che sarà destinata, negli anni 2016, 2017 e 2018 a interventi per la sicurezza della circolazione, in base a quanto previsto dall’articolo 208 dello stesso Codice della Strada (D.lgs 285/1992). E’ quanto stabilito oggi dalla Giunta che ha dato atto che nella proposta di Bilancio preventivo del Comune per il prossimo triennio la metà delle somme introitate dalle contravvenzioni sarà destinata ad attività di controllo e accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, a interventi riguardanti la segnaletica, la sicurezza stradale a tutela degli utenti deboli e a favore della mobilità ciclistica, e ad altre finalità di miglioramento della circolazione e sicurezza stradale.

Assessorato all’Ambiente, Lavoro, Attività Produttive, Sviluppo Territoriale, assessore Caterina Ferri:

Nell’agenda 2016 del Centro Idea ricco programma di attività per l’educazione alla sostenibilità
Attività di comunicazione, campagne di sensibilizzazione, iniziative di formazione. Si preannuncia come sempre ricca di impegni a tema ambientale l’agenda 2016 del Centro Idea, il Centro di Educazione alla Sostenibilità (Ceas) del Comune di Ferrara, con sede a casa Biagio Rossetti in via XX Settembre. Accanto alla realizzazione di percorsi educativi per gli istituti scolastici cittadini, il programma annuale del Centro, approvato stamani dalla Giunta, prevede infatti, tra l’altro, lo svolgimento di attività comunicative e di campagne di sensibilizzazione su varie tematiche ambientali, la gestione di processi partecipativi e la produzione di materiali divulgativi sui temi legati alla sostenibilità.

Il Centro Idea rientra nella rete regionale Infeas (Informazione Educazione Alla Sostenibilità) che riunisce i Ceas accreditati dalla Regione Emilia Romagna sulla base di una serie di indicatori di qualità.

(Consulta le pagine web del Centro Idea)

Assessorato alla Cultura, Turismo, Giovani e Personale, vicesindaco Massimo Maisto:

Possibilità di tirocini formativi per gli studenti dell’Università Cattolica di Milano negli uffici del Comune di Ferrara

Gli studenti dell’Università Cattolica di Milano potranno svolgere periodi di tirocinio formativo negli uffici del Comune di Ferrara per sperimentare sul campo le conoscenze acquisite con lo studio. La Giunta ha infatti approvato la convenzione da sottoscrivere con l’ateneo lombardo per consentire l’avvio di periodi di formazione e orientamento di tipo curriculare all’interno della struttura comunale ferrarese, per permettere ai giovani studenti di completare il proprio percorso accademico.

Le delibere approvate nel corso delle sedute della Giunta comunale vengono pubblicate nei giorni successivi, con le modalità e nei termini di legge, sulle pagine internet dell’Albo Pretorio on line del Comune di Ferrara all’indirizzo http://www.comune.fe.it/index.phtml?id=1818

LAVORI PUBBLICI E VIABILITA’ – Provvedimenti in vigore giovedì 25 febbraio dalle 7 alle 18
Piazza Buozzi temporaneamente chiusa al transito per la realizzazione della nuova pavimentazione
23-02-2016

Per consentire l’esecuzione dei lavori di stesura della nuova pavimentazione in piazza Buozzi, nella giornata di giovedì 25 febbraio dalle 7 alle 18 l’intera piazza sarà chiusa al transito.
L’intervento rientra nell’opera di riqualificazione dell’area centrale di Pontelagoscuro in corso in questi mesi a cura dell’Amministrazione comunale.

Caro economista, basta ingannarci
di Francesco Gesualdi *

23-02-2016

Caro economista,
il compito che ci attende è immane, serve il contributo di tutti, compreso il tuo. Per questo mi rivolgo a te con un appello scusandomi se le mie parole potranno sembrarti irriverenti, ma il momento è grave, non c’è più spazio per le etichette. Le macerie sociali e ambientali affiorano ovunque. Disoccupazione e povertà non accennano a diminuire, le disuguaglianze hanno raggiunto picchi mai visti nella storia dell’umanità, i processi naturali sono talmente sovvertiti da mettere a rischio la nostra stessa sopravvivenza. Ma tu continui a dirci che ci troviamo nel migliore dei mondi possibili. Addirittura che non esiste altro sistema all’infuori di questo.
Perciò mi rivolgo a te con una preghiera, addirittura una supplica. Ti chiedo di smettere di ingannarci. A partire dalla tua funzione. A te piace presentarti come un ricercatore, uno scienziato asettico del sistema economico. Ti piace paragonarti al naturalista che studia i formicai. Ma mentre il naturalista si limita a osservare, tu pretendi di costruire leggi. Perciò ti sei trasformato da scienziato in ideologo.
La tua presunzione più grave è stata quella di aver voluto equiparare l’economia alla natura. Ovviamente non mi riferisco a te come persona, ma come categoria. So bene che certi passaggi sono stati realizzati secoli or sono dai tuoi predecessori, ma tu conservi la responsabilità di perpetrarli. Constatato che in natura vigono leggi predeterminate, hai stabilito che ogni altro aspetto del vivere umano, economia compresa, è regolato da leggi incontrovertibili. E ti sei messo a definirle con pretesa di scientificità.
L’economia è come il galateo: è’ un’invenzione umana. Per alcuni ruttare è mancanza di rispetto, per altri è indice di gradimento del pasto consumato. Questione opinabile. Ma se scrivi tomi su tomi per descrivere il punto di espansione ideale dello stomaco per sparare un bel rutto, più che un’operazione scientifica fai un’operazione culturale. Non solo dichiari da che parte stai, ma induci la collettività a pensare che ruttare sia bello. Risultato garantito soprattutto se nessun altro scrive il contrario e anzi l’inno al rutto è propagandato in tutti i modi possibili.
Fuor di metafora, di economie possibili ne esistono tante, ma tu ti sei concentrato solo su una. E non quella che ti convinceva di più, ma quella che ti conveniva di più. Ti sei soffermato sull’economia del vincitore perché non è arruolandoti nelle fila degli oppositori che puoi riempire la borsa, ma suonando alla corte dei dominatori.
I vincitori del nostro tempo sono i mercanti. Non per conquista improvvisa, ma per ascesa lenta a partire dal Duecento. All’inizio quasi clandestini, negozianti di stoffe e denaro fuoriusciti dal castello feudale. Poi sempre più potenti e più ricchi, fino ad avere la meglio sulla vecchia classe nobiliare. E raggiunto il pieno controllo dei tre poteri capitali, l’economico, il politico e il militare, il loro problema è diventato il consenso.
Come tutti i prìncipi, anche i mercanti sanno che l’obbedienza si ottiene per coercizione o per convinzione e come tutti i prìncipi anche i mercanti hanno usato entrambi le vie. La storia del capitalismo è lastricata di morti, principalmente lavoratori, caduti per mano di polizie col mandato di reprimere senza pietà ogni forma di opposizione.
Ma la sudditanza basata sulla violenza è insostenibile. Nessun potere può reggersi sulla repressione permanente. Dopo un po’ o fa scattare il consenso o è finito. Per questo tutti i poteri si organizzano per attuare la peggiore delle violenze: il dominio delle menti. E il sistema dei mercanti non ha fatto eccezione, anzi è diventato un caso di scuola.
Le tecniche di plagio collettivo sono ormai consolidate e ruotano attorno a tre fondamenti: il sovvertimento dei valori, il rimodellamento degli stili di vita, la manipolazione dell’informazione. Il sovvertimento dei valori per modificare le convinzioni profonde che stanno alla base del modo di concepire i rapporti umani e sociali. Il rimodellamento degli stili di vita per far assorbire un’altra mentalità in forza dell’abitudine. La manipolazione dell’informazione per far passare una percezione della realtà utile ai disegni del potere.
Il sistema (il padrone avremmo detto in altri tempi) ti ha chiesto di metterti a disposizione per ognuno di questi passaggi. E tu prontamente lo hai fatto, perché a ben guardare il primo plagiato sei tu. A forza di studiare le stesse teorie, di guardare la realtà sempre dalla stessa angolatura, sei diventato un fanatico privo di ogni capacità critica. Le sole parole che capisci sono quelle del mercante: denaro, mercato, concorrenza, costi, ricavi, profitti. Le persone viste solo come costi da comprimere. La natura solo come merci da vendere. Un mondo a senso unico dal quale sono stati estromessi serenità, soddisfazione, affettività, salute. In una parola, tutti gli aspetti che fanno la felicità delle persone.
E a chi cerca di farti notare l’assurdità di una simile impostazione, contrapponi il muro. Tu, unico depositario della verità; tutti gli altri, pericolosi sovversivi da annientare in ogni modo possibile. Così da preteso scienziato ti sei trasformato in custode, addirittura gendarme, dell’ordine mercantile. Basta guardare le posizioni difese dagli organismi internazionali posti a fondamento del sistema economico mondiale: Fondo monetario internazionale, Banca mondiale, Organizzazione mondiale del commercio. Istituzioni alloggiate in palazzi immensi affollati da migliaia di funzionari, apparentemente economisti, in realtà gelidi kapò, che in nome del mercato non si fanno scrupolo a imporre regole che derubano lavoratori, cittadini e comunità a vantaggio di multinazionali, banche e fondi speculativi.
È sempre più evidente che all’interno di questo sistema, dichiaratamente contro le persone e l’ambiente, non troveremo più le risposte ai nostri problemi. La socialdemocrazia se n’è andata per sempre, e anche senza rimpianto, visto che era costruita sullo sfruttamento del Sud del mondo. Per permettere a tutti di vivere dignitosamente, nel rispetto dei limiti del pianeta e della piena inclusione lavorativa, bisogna ripensare totalmente il sistema economico. Prima che negli aspetti organizzativi, nei princìpi fondanti, perché le economie sono il risultato dell’interesse dominante. Nel mondo dei marinai tutto è impostato attorno alle navi, ai remi, alle reti. In quello degli agricoltori è impostato attorno ai carri, agli aratri, ai magazzini. Nel contesto marino gli agricoltori sono in difficoltà e viceversa perché perfino le narrazioni seguono tracce diverse. Se la savana è organizzata per il leone, sarà ben difficile che le gazzelle possano trovare soluzione ai propri problemi. Gli unici spazi possibili saranno quelli stabiliti dai leoni, che però non li definiranno per il bene delle gazzelle, ma di loro stessi. Per le gazzelle si aprirà una prospettiva solo se si ridurrà il potere dei leoni e se la savana sarà riorganizzata per la sopravvivenza di tutti gli animali. Fuori di metafora, noi, comuni cittadini nullatenenti, troveremo la soluzione ai nostri problemi, quello dell’abitare, dello studiare, del curarci, del provvedere a noi stessi, solo se usciremo dal sistema dei mercanti e ne costruiremo un altro al servizio delle persone.
Una prospettiva possibile, ma che ha bisogno del contributo di tutti. Anche del tuo. Se non come sostenitore, almeno come non belligerante. Non solo smettendo di ingannarci sulla scientificità e la neutralità di questo sistema. Ma smettendo di difenderlo a tutti i costi e cominciando, al contrario, a denunciarne i suoi limiti e le sue storture nell’ottica del bene comune.
In altre parole ti chiedo di smettere di difendere l’indifendibile. E te lo chiedo non solo per agevolare l’avvento di un’altra forma di economia, finalmente al servizio di tutti. Lo chiedo anche per te. Affinché tu salti giù dal treno prima che precipiti definitivamente nel baratro. Perché è certo che questo sistema si distruggerà con le sue stesse mani. E non sarà certo un onore per te passare alla storia come chi non ha saputo aprire gli occhi neanche quando le crepe stavano diventando crepacci. Ti conviene rifletterci prima che sia troppo tardi.

* coordinatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo – testo pubblicato su “Risorsa umana”

sito internet: http://www.cnms.it/

E’ stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo per il Consorzio Visit Ferrara

da: ufficio stampa Ella Studio di Carla Soffritti & C.

Il Consorzio che unisce una novantina di operatori turistici di tutta la Provincia ha lanciato la sfida per il turismo del futuro, puntando a fare rete con le 3 Province costiere e ai mercati internazionali. Il nuovo Presidente è Matteo Ludergnani.

Fare della Provincia di Ferrara, come territorio unito, una meta sempre più ambita dai turisti italiani ed internazionali. Con questo obiettivo, con tanti risultati già ottenuti ma con altri traguardi da raggiungere, il Consorzio Visit Ferrara il 22 febbraio 2016 ha rinnovato il suo direttivo. Lo ha fatto con un appuntamento negli spazi della Camera di Commercio di Ferrara, durante il quale Matteo Ludergnani (Hotel Carlton) è stato designato come nuovo Presidente del Consorzio, affiancato da Ted Tomasi (Tomasi Tourism), scelto come Vicepresidente.
Ludergnani segue a Gianfranco Vitali, che ha presieduto Visit Ferrara per 3 anni, fin dalla sua fondazione. «Molte cose sono cambiate in questi 3 anni – ha detto Vitali -. A livello di organizzazione territoriale, le Province saranno abolite e Visit Ferrara è riuscito a mettere insieme tutto il territorio provinciale, con il risultato che la Provincia ferrarese è l’unica ad essere già unita in un solo consorzio e dunque l’unica pronta ad affrontare la nuova legge regionale dell’Emilia Romagna, che la vedrà coinvolta con le altre tre Province costiere. In termini turistici, la Provincia di Rimini ha totalizzato nello scorso anno 15 milioni di presenze, la Provincia di Ferrara 3 milioni. Unire le forze di 3 Province è un bene per il nostro territorio». Secondo i dati raccolti dal Consorzio Visit Ferrara, che oggi può contare su una novantina di operatori turistici di tutta l’area provinciale, nel 2015 sono stati 2 milioni e 600mila mila i visitatori del territorio di Comacchio, 400mila di Ferrara. La nuova sfida del turismo, finalizzato soprattutto ai mercati internazionali nei confronti dei quali la Provincia di Ferrara è ancora debole, passa quindi attraverso un progetto unitario con le Province costiere. È questo uno degli obiettivi che il nuovo consiglio direttivo si prefigge: lavorare per rendere più appetibile la destinazione per i turisti internazionali. «Dobbiamo sviluppare la parte commerciale del Consorzio – ha puntualizzato il nuovo Presidente Matteo Ludergnani -, incrementare la quantità della base sociale prestando grande attenzione alla qualità del prodotto, tessere rapporti con le aree geografiche limitrofe, come quella di Modena, Ravenna e la Romagna, aumentare le presenze turistiche e continuare con la promozione, partecipando a fiere di settore, attraverso la presenza online e sui social, anche per attirare una clientela più giovane e con il sostegno dell’ufficio stampa». Tra le altre finalità tracciate da Matteo Ludergnani, il recupero di fondi europei regionali e lo sviluppo di progetti incentrati sul turismo sostenibile.
L’incontro tra i soci del Consorzio è stato utile anche per approvare il bilancio consuntivo 2015 e preventivo del 2016.
Il consiglio direttivo, oltre al Presidente Ludergnani e al Vicepresidente Tomasi, è ora formato dai consiglieri Davide Bellotti (Consorzio Navi del Delta), Marco Cattabriga (Locanda della Biscia), Paola Luciani (Agenzia Tecnocasa), Valentino Mondo (Nautica Mondo), Adriano d’Andrea Ricchi (Camping Spina), Nicola Scolamacchia (Hotel Astra) e Lisa Testoni (Gulliver’s Island).

Coldiretti Ferrara: mercoledì 24 febbraio “a conti fatti” si parla della zucca ferrarese

da: ufficio stampa Coldiretti Ferrara

Nel corso della trasmissione di RAI 1, in onda a partire dalle 11 spazio alla zucca ferrarese ed ai suoi numerosi utilizzi, in cucina e non solo. In studio Nicola Pircali, giovane agricoltore di Poggio Renatico.

Dici zucca e dici Ferrara, dove la coltura è tradizionale e ogni anno consente di raccogliere tra l’altro la materia prima per confezionare i “cappellacci di zucca”, da poco assunti nel girone dei prodotti IGP riconosciuti dall’Unione Europea.
Della zucca e dei suoi numerosi utilizzi gastronomici e non solo si parlerà domani, mercoledì 24 febbraio, a partire dalle 11.00 nel programma di RAI 1 condotto da Elisa Isoardi “A conti fatti”.
A dare voce ai produttori agricoli il giovane Nicola Pircali, che conduce un’azienda a Poggio Renatico e che da alcuni anni ha introdotto in azienda anche la coltivazione della zucca, della “violina” in particolare.
Sarà Nicola ad illustrare le caratteristiche di questa cucurbitacea, le principali varietà, i piccoli trucchi per riconoscerle ed acquistare quelle più buone per gli usi che si desidera farne: nel minestrone, come ripieno dei cappellacci, come salsa, come contorno, come dolce… insomma anche della zucca non si butta niente, visto che si possono utilizzare anche i fiori e le foglie, oltre che farne soprammobili decorativi o stoviglie “etniche”.
Un prodotto che ovviamente ha la sua stagionalità, oltre che tipicità nel territorio e che rappresenta una delle numerose produzioni di qualità del nostro made in Italy e che merita di essere maggiormente conosciuto ed utilizzato, proprio per la sua versatilità e caratteristica nutrizionale.

Lambrusco – Caselli sulla proposta di ritiro dell’atto delegato: se confermata una notizia di grande importanza

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

“La mobilitazione delle istituzioni e del mondo produttivo sta dando i suoi frutti. Ora non abbassare la guardia”.

Bologna – “La notizia se confermata è di grande importanza. La mobilitazione congiunta delle Istituzioni e del mondo produttivo contro la proposta di liberalizzazione dei vitigni autoctoni sta dando i suoi frutti. L’importante ora è non abbassare la guardia”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli commenta l’annuncio che il direttore generale Joost Korte, proporrà al commissario per l’Agricoltura Ue Phil Hogan il ritiro dell’atto delegato sulla tutela dei vini identitari. “Salvaguardare la tipicità di vini, come il Lambrusco, che hanno un stretto rapporto con il territorio significa difendere un’intera agricoltura che proprio nella tipicità e nella qualità delle produzioni ha un suo asset fondamentale. Significa insomma difendere un made in Italy che nel mondo ha sempre più successo – sottolinea Caselli – su questo fronte il nostro impegno come Regione continuerà, a fianco del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, dei parlamentari emiliano-romagnoli e dell’europarlamentare Paolo De Castro”.

Luiss: gli studenti dell’ Emilia Romagna e quelli di tutta Italia si danno appuntamento alla prima edizione del Festival dei Giovani

da: organizzatori

Al via la prima edizione del Festival dei Giovani, l’evento rivolto agli studenti degli ultimi anni delle Scuole Superiori per dar voce alle nuove generazioni che potranno così confrontarsi in una tre giorni di dibattiti e di eventi sui temi del futuro. Dal 14 al 16 aprile Gaeta (LT) sarà la sede di questa importante iniziativa, nata da un’idea di Strategica Community S.r.l., in collaborazione con l’Università LUISS Guido Carli, il Comune di Gaeta e Intesa Sanpaolo, main sponsor.

La gioventù è in movimento, decisa a lasciare un segno indelebile nella società attuale, e dal 14 al 16 aprile prossimo, a Gaeta, avrà un’occasione unica per far sentire la propria voce, grazie al Festival dei Giovani. Per la prima volta nell’antico borgo laziale saranno accolti i giovani delle scuole di tutta Italia che in questa manifestazione unica troveranno l’opportunità di confrontarsi in maniera dinamica e diretta sulle proprie storie individuali e collettive, ma anche su temi di grande attualità, con gli stessi codici di comunicazione social abitualmente utilizzati nel quotidiano.

Tre giorni ricchi di eventi, oltre 70 le iniziative in calendario, con i riflettori puntati sui ragazzi e su temi a loro più vicini, quali: impresa e lavoro, impegno sociale, integrazione e multiculturalità, social e sharing, nuove tendenze, arte e cultura, sport, laboratori, premi, inchieste e intrattenimento.
Nel programma del Festival sono state inserite anche proposte di alternanza scuola-lavoro che toccano argomenti come la legalità, la cittadinanza attiva, il volontariato e l’economia del mare.

In altre parole, chiosa il coordinatore scientifico del Festival dei Giovani, Luciano Monti, docente LUISS di Politiche europee, “questa iniziativa non intende rappresentare un mero collage di eventi, né un open day per l’alternanza scuola-lavoro, bensì una sorta di ‘città del futuro’, dove i giovani saranno i portatori di nuove conoscenze e di un diverso modo di raccontare se stessi, in un mondo che cambia.”

In dettaglio i progetti di alternanza scuola-lavoro attivati dalla LUISS Guido Carli sono:

Partecipare alla realizzazione un book trailer sull’ultimo libro del famoso scrittore Roberto Costantini, che alla LUISS è direttore responsabile dell’Orientamento e di LUISS ENLABS. Il percorso di stesura, prevede tre fasi per un totale di quaranta ore: la lettura delle copie del libro, la formazione su storytelling e produzione video, lo sviluppo dello storytelling con relative riprese e montaggio.

Per coloro che frequentano il terzo anno di Scuola Superiore, sarà possibile ottenere una certificazione di sessanta ore di alternanza, se parteciperanno almeno ad uno dei tre giorni del Festival dei Giovani.

Un’altra iniziativa, in collaborazione con la LUISS Business School, consiste nell’introdurre i liceali e i loro docenti nell’Economia del mare, non solo per la durata di queste tre giornate, ma anche per i mesi seguenti, al fine di occuparsi della progettazione, formazione e realizzazione di percorsi scuola-lavoro per l’anno scolastico 2016-2017. L’obiettivo primario è la speranza di insegnare loro a guardare il mare da un altro punto di vista, scoprendo così che sulla costa non ci sono solo le spiagge ma un territorio retrostante spesso particolarmente vitale e simbiotico.

Inoltre, è stato indetto un concorso nazionale rivolto agli alunni della Scuola Secondaria Superiore. Esso è rivolto sempre allo stesso target e il suo scopo è quello di fare aprire gli occhi alla gioventù, spingendola a riflettere e a capire cosa le impedisce di realizzare i propri sogni. Si partecipa con un elaborato sul tema “Chi sono i ladri di futuro? Individua i principali responsabili del furto del tuo futuro e fai una proposta per riprendertelo.” I vincitori, studenti e loro scuole, saranno premiati al termine della cerimonia finale che si terrà al Festival dei Giovani Italiani – Noi siamo il futuro.

Per le Iscrizioni al Festival : info@festivaldeigiovani.it
Per conoscere il programma: www.festivaldeigiovani.it

Per vedere il video trailer del docufilm sul Festival dei Giovani Noi siamo futuro realizzato da alcuni studenti liceali https://youtu.be/VQsIjSAmQPM

La Regione rende omaggio a Umberto Eco

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

La vicepresidente Elisabetta Gualmini: “Per Eco non bisognava guardare con paura le cose che cambiavano, le tecnologie che si evolvevano e le conoscenze che si contaminavano. Anzi, la sua capacita’ di tenere insieme conoscenze erudite sulla metafisica con il commento disincantato e spregiudicato dei programmi TV era il suo modo, davvero geniale, di convivere con gli opposti, di costruire ponti quasi inimmaginibili”.

Bologna – “Il tratto più caratteristico di Umberto Eco, era la sua capacità di essere moderno, di aver colto perfettamente il passaggio storico del suo tempo, la transizione piena a una cultura di massa, aveva capito il senso e il significato di una cultura popolare. Sapeva anche che la cultura in fondo e’ un piacere, un qualcosa con cui ci si puo’ divertire, non ‘un appesantimento gravoso da portarsi sulle spalle e da non usare mai.”
Queste le parole espresse da Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna intervenuta oggi, a nome della Giunta, nell’Aula dell’Assemblea legislativa per ricordare lo scrittore e intellettuale scomparso nei giorni scorsi.
“Eco – sottolinea ancora la vicepresidente – era capace di parlare con tutti, di non far mai pesare le proprie enciclopediche conoscenze, di trarre da ogni conversazione, da ogni uomo e ogni donna, un segno di interesse, un segno del tempo. Aveva capito che il cuore del mondo, il senso delle cose, non deve stare rinchiuso in una teca sacra a cui non ci si puo’ avvicinare, custidita da sedicenti intellettuali gelosi dei propri libri e delle proprie conoscenze che, con saccenteria odiosa, ragionavano su come dovessero andare avanti il mondo e le cose.”
“Per Umberto Eco – prosegue Elisabetta Gualmini – non bisognava guardare con paura le cose che cambiavano, le tecnologie che si evolvevano e le conoscenze che si contaminavano. Anzi – aggiunge – la sua capacita’ di tenere insieme conoscenze erudite sulla metafisica con il commento disincantato e spregiudicato dei programmi TV era il suo modo, davvero geniale, di convivere con gli opposti, di costruire ponti quasi inimmaginibili”.
“Il docente, lo scrittore, l’intellettule, il filosofo e il linguista – conclude Gualmini – ci manchera molto, sia a Bologna, la citta dei portici, delle aule e dei palazzi in cui si svolgono i corsi universitari, sia in Emilia Romagna, la terra che lo ha accolto per tanti anni e in cui ha potuto davvero “fare la storia della cultura.”

Elisabetta Gualmini rappresenta la Regione Emilia-Romagna alle esequie che si celebrano a Milano.

Consegna delle poste a giorni alterni: interrogazione Pd in Regione

da: ufficio stampa Gruppo Partito Democratico Emilia-Romagna

Calvano e Zappaterra (PD): ‘Serve condivisione sulle strategie e più attenzione ai territori’.

La riorganizzazione del servizio di consegna della corrispondenza che Poste Italiane Spa ha avviato in via sperimentale in numerosi Comuni dell’Emilia-Romagna arriva anche all’attenzione dell’Assemblea Legislativa regionale.

“Abbiamo rivolto un’interrogazione alla Giunta, insieme ad altri colleghi del Partito Democratico con prima firmataria Lia Montalti, per fare chiarezza sulle nuove modalità di consegna ‘a scacchiera’ che in queste settimane sarà avviata anche nel Ferrarese. Interveniamo, come già fatto lo scorso anno quando venne scongiurata l’ipotesi di chiusura di molti uffici postali decentrati, per chiedere spiegazioni all’azienda che, anche in questa occasione, si è sottratta al confronto con i rappresentanti delle realità locali” spiegano i consiglieri regionali Paolo Calvano e Marcella Zappaterra.

“L’Assessore Emma Petitti ha annunciato di avere già provveduto, insieme ad ANCI, a convocare Poste Italiane per approfondire le modalità organizzative che l’azienda intenderebbe perseguire e fare il punto sui territori che dovrebbero realmente essere interessati alla riorganizzazione, chiarendo i fattori oggettivi alla base di quelle scelte. – riportano Calvano e Zappaterra, che aggiungono – È indubbio, infatti, che Poste Italiane abbia agito con l’autorizzazione di Agcom e sulla base di parametri di legge stabiliti a livello nazionale, ma a livello locale, come è emerso anche dalla lettera alla stampa inviata dal Sindaco di Ostellato Andrea Marchi, si è riscontrato un forte deficit di comunicazione e condivisione delle strategie sia con gli enti locali, sia con gli utenti”.

“Il territorio ferrarese presenta peculiarità specifiche di cui la norma tiene conto e laddove emergano criticità nell’applicazione del provvedimento, la stessa Agcom apre alla possibilità che il recapito della corrispondenza a giorni alterni sia rivisto. Chiediamo quindi un occhio di riguardo per i territori e per le realtà più periferiche e confidiamo in questo sull’appoggio della Regione Emilia-Romagna, come già era accaduto nel 2015” concludono i Consiglieri PD ferraresi.

“Caro Caffè? Il prezzo è basso” la risposta di Ascom Confcommercio Ferrara

da: ufficio stampa Ascom Ferrara

In otto anni il prezzo della tazzina di caffè nei bar di Ferrara è aumentato dell’8,4% pari ad 8 centesimi di euro. Solo in dieci province, tra quelle che rientrano nel piano nazionale di rilevazione dei prezzi della tazzina, l’incremento è stato più basso. Il prezzo della tazzina dipende da fattori molto diversi da quelli a cui l’opinione pubblica spesso si riferisce, ovvero al prezzo della miscela.
“Il prezzo dipende dalle caratteristiche del bar (location, livello di servizio, ambiente, ecc.) – ricorda il direttore generale di Ascom Confcommercio Davide Urban – e dalle abitudini dei consumatori e, dunque, da quanto la tazzina contribuisce a generare i ricavi del bar”. Senza contare un altro elemento che è quello del costo del lavoro: “Più questo contributo è alto, più sulla tazzina gravano i costi generali dell’esercizio a cominciare da quello del lavoro – aggiunge il presidente provinciale della Fipe Matteo Musacci – Un bar è aperto in media 13 ore. Anche il più piccolo bar per stare aperto ha bisogno di una quantità di lavoro pari a 20 ore giornaliere per un costo di 360 euro. La tazzina rappresenta in media un terzo dei ricavi e questo significa che su di essa, se si adottasse una politica dei costi e dei prezzi di tipo lineare, deve essere contabilizzato un terzo dei costi, a cominciare dal lavoro. Il risultato è che, sempre con riferimento a quel piccolo bar, sulla tazzina il costo del lavoro vale da solo 0,66 euro”.
E poi crediamo sia da sottolineare che la pressione fiscale sia a livello locale che nazionale non ha certo lasciato respirare in nessun modo i titolari delle attività commerciali e dei pubblici esercizi. Al contrario secondo un recentissimo studio della Confcommercio (febbraio 2016) la pressione fiscale nazionale è schizzata (dal 1995 al 2015) ad un + 72%. Nello stesso lasso di tempo i tributi richiesti degli enti locali italiani sono letteralmente decollati, in media, al + 248 %. E solo per fare un esempio a Ferrara la tassa sui rifiuti per un ristorante (di 180 mq) è salita del 6% dal 2014 ad oggi (indagine Sole 24 Ore). In definitiva la valutazione dei costi è certamente più complessa e variegata e non si presta ad una lettura semplicistica. Ricordiamo che nel passaggio da Lira ad Euro (2001/2002) il costo del caffè era di 1700 lire e passò ad 0,88/0,90 ed oggi la forbice varia da 1 euro ad 1,10.

Ferrara Buskers Festival® 2016… nell’anima della musica

da: ufficio stampa Ella Studio di Carla Soffritti e C.

Dal 20 al 28 agosto 2016 – con anteprima a Comacchio il 19 – c’è la 29esima Rassegna Internazionale del Musicista di Strada. La nazione ospite è l’Austria.

È la manifestazione che celebra la musica di strada più grande del mondo e la più antica d’Europa. Il Ferrara Buskers Festival® – Rassegna Internazionale del Musicista di Strada – torna con la 29esima edizione nel cuore Unesco della meravigliosa città estense, decorandola di magia e dei più originali suoni, tradizioni ed invenzioni musicali, di ogni angolo del pianeta. Dal 20 al 28 agosto 2016, con anteprima a Comacchio il 19 agosto, oltre 1000 musicisti provenienti da tutto il mondo si esprimeranno sul palcoscenico delle grandi piazze, il Castello Estense, palazzi storici e monumenti ferraresi, donando al pubblico più di 100 spettacoli al giorno, da vivere senza alcun biglietto d’ingresso. Tra i buskers, 20 sono i gruppi di musicisti invitati, protagonisti della manifestazione, di cui 4 arriveranno dall’Austria, per la prima volta nazione ospite.
I musicisti si alterneranno sui diversi scenari open air per tutta la durata del festival, mentre circa 300 gruppi accreditati riempiranno di note e di meraviglia gli spazi cittadini, mettendo in mostra le più eclettiche espressioni delle arti on the street. Tante le sorprese riservate ad ogni edizione al grande pubblico (oltre 800mila gli spettatori ogni anno), che da tutto il globo raggiunge Ferrara per immergersi nelle emozioni della musica on the road. Una delle novità annunciata dall’Ideatore e Direttore Artistico della manifestazione Stefano Bottoni sarà l’istituzione della figura di Socio Onorario, dedicata ai tanti musicisti big internazionali che nella loro carriera si sono sempre esibiti sulle strade, piazze e metropolitane d’Europa, e a Ferrara.
Il Ferrara Buskers Festival® si distingue inoltre per la sua anima green, riproponendo il Progetto EcoFestival, per vivere la rassegna in modo ecosostenibile.

“La Ferrara di de Pisis”, al via la prima conferenza nell’ambito della Mostra “Strappati dalla terra e ridonati al sole”

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

Giovedì 25 febbraio alle ore 17 presso l’Aula 1A di Palazzo Turchi di Bagno, (c.so Ercole I D’Este, 32), si terrà la prima delle quattro conferenze organizzate dal Sistema Museale di Ateneo di Ferrara nell’ambito della Mostra “Strappati dalla terra e ridonati al sole”, visitabile fino a domenica 3 aprile, che vede esposte le ceramiche antiche, le pagine di erbario ed opere grafiche e pittoriche di Luigi Filippo Tibertelli de Pisis (1896- 1956).
Relatore di questo primo appuntamento sarà Ranieri Varese, già docente di storia dell’arte moderna dell’Università di Ferrara, che interverrà sul tema “La Ferrara di de Pisis” e che ci anticipa l’argomento dell’incontro…”Filippo De Pisis ha avuto un difficile e contrastato rapporto con i ferraresi, un legame di odio-amore con la città ‘fantastica’. Molte sono le raffigurazioni che il pittore ha eseguito dei luoghi ove ha abitato: Roma, Parigi, Venezia, Milano, Londra. Mancano i ‘ritratti’ della città natale, o forse non si è ancora stati capaci di riconoscerli. La mostra illustra il momento difficile delle scelte che l’artista è stato costretto a compiere fra il 1915 e il 1920. All’interno di queste è possibile tentare di ricostruire l’immagine di Ferrara”.

Ecco il calendario delle prossime conferenze:
Giovedì 10 marzo ADA PATRIZIA FIORILLO, “Filippo de Pisis: lo sguardo sulle cose, tra vibrazioni di segni e colori”.
Giovedì 17 marzo LUCIA TOMASI TONGIORGI, “Il cammino artistico-culturale degli erbari”.
Giovedì 24 marzo SAURO GELICHI, “Tra Ottocento e Novecento. Ferrara e gli studi sulla ceramica medievale e rinascimentale”.

Per informazioni: Carlotta Cocchi 0532/293554 – 338/6195391

Riscopriamo le identità perdute

da: Partito Repubblicano Italiano – Federazione provinciale di Ferrara

In questo momento storico noi repubblicani ferraresi ci sentiamo accomunati al nostro territorio da una perdita di identità. Senza dubbio In questi ultimi anni, nella vita politica locale, i valori repubblicani sono stati oltremodo assenti; per quanto riguarda il nostro “territorio” invece vale la pena un approfondimento.
L’identità della nostra provincia si è creata attraverso vari passaggi storici che, nei secoli, hanno accomunato e influenzato le popolazioni del territorio ferrarese. E’ opportuno ricordare inoltre che il nostro territorio, prima della cancellazione della provincia, è sempre stato unito a livello istituzionale e amministrativo attraverso uffici ed enti, operanti su scala provinciale, nell’interesse del territorio e dei suoi abitanti. In definitiva, per quanto la nostra provincia sia l’ultima in regione, per una serie di indicatori economici, dal punto di vista socio-culturale resta tuttora una entità ben definita. Forse un distinguo bisogna farlo per due aree che, per collocazione geografica, hanno vissuto di vita propria, svincolate rispetto al restante territorio, come ad esempio l’area del centese, da sempre proiettata verso il bolognese ed il modenese o l’area dei lidi ferraresi, molto vicina alle tematiche del litorale ravennate.

In teoria, le istituzioni politiche locali, dovrebbero tutelare l’identità delle popolazioni, mantenendo le strutture e i servizi territoriali e garantendone l’efficienza; pare invece che nel nostro territorio sia in corso un vero e proprio processo di frammentazione. Infatti la Camera di Commercio locale si è già mossa verso l’integrazione con quella di Ravenna, la sanità sembra sempre di più orientata a confluire verso Bologna, i politici annunciano collaborazioni con Modena per quanto riguarda il turismo. Ci si chiede ovviamente quale lungimirante strategia di insiemistica sia nascosta dietro a questi cambiamenti che preannunciano uno “spezzatino” dell’identità locale.

Purtroppo la constatazione che il nostro territorio sia stato massacrato e svenduto è abbastanza ovvia. La bassa qualità nella gestione della cosa pubblica si evidenzia attraverso le numerose opere incompiute, la mancanza di razionali infrastrutture stradali e ferroviarie, la mancanza di attenzione agli investimenti produttivi, l’assenza di una seria politica per l’ambiente, la mancanza di risposte alle esigenze di sicurezza dei cittadini, e potremmo continuare quasi all’infinito.

Noi repubblicani, in un tale desolante panorama, potremmo dare il nostro contributo politico semplicemente “accodandoci” alle polemiche scatenate da altre forze politiche, potremmo “cavalcare” una qualsiasi protesta nella “foresta” di inqualificabili situazioni presenti localmente: vedi il palazzo degli specchi, il pedaggio del parcheggio dell’ospedale di Cona, l’incompiuta metropolitana di superficie, solo per citarne alcune tra quelle recentemente all’onore della cronaca.

In alternativa alle polemiche, se pur ampiamente sottoscrivibili nella sostanza, vorremmo contrapporre un atteggiamento più propositivo. E’ noto l’immobilismo del cittadino ferrarese di fronte ad avvenimenti e cambiamenti che lo coinvolgono, da sempre abituato ad essere “suddito” del potente di turno, sia esso il duca d’Este, lo stato pontificio o ancor peggio l’attuale gruppo politico, che governa “democraticamente” il territorio da svariati decenni. Noi vorremmo stimolare il “risveglio”, vorremmo poter liberare “il repubblicano” sopito nell’animo di ogni cittadino di buon senso.

Proporremo quindi, sulla piattaforma web, degli argomenti di attualità, con lo scopo di creare un confronto tra i cittadini sulle possibili soluzioni da adottare ed arrivare a formulare insieme delle proposte condivise.

Pertanto ci proponiamo una rinnovata presenza sulla stampa locale, se troveremo lo spazio, e sul sito (www.pri-ferrara.it) con una diversa modalità di comunicazione.

Siamo fiduciosi che la cittadinanza apprezzerà.

Il Segretario provinciale del PRI

Riccardo Saporetti

“La cà sénza fnèstar”, la commedia dialettale in scena a Copparo

da: ufficio comunicazione Comune di Copparo

Appuntamento giovedì 25 febbraio, alle 21, presso il Teatro Comunale De Micheli con la compagnia dialettale Jolanda di Savoia che presenta la commedia brillante “La cà sénza fnèstar”, di Luciano Montanari. Con la regia di Paola Bianchi, la commedia è interpretata da Valeriano Stabellini, Raffaella Vezzali, Silvia Tuffanelli, Paola Tuffanelli, Sergio Vergella, Wanda Raimondo e Angelo Tecchiati.
Ferrara, ai giorni nostri. James, ormai in pensione e residente in un condominio cittadino, vuole trasferirsi in campagna con la moglie e le due figlie. Trova una casa che potrebbe fare al caso suo: in aperta campagna, lontana da rumori molesti e traffico, però… è senza finestre! Si potrebbe ristrutturare, ma non è facile mettere d’accordo tutti. Anche i contadini proprietari del terreno confinante con la casa vogliono dire la loro…
L’acquisto della nuova abitazione mette a confronto i diversi modi di pensare dei componenti della famiglia, che cercano aiuto nella consulenza di un architetto dalle idee molto, molto innovative… E tutte le aspettative di James troveranno una risposta nel consueto finale “a sorpresa”.
Per informazioni e biglietteria 0532 864580.

Sabato 27 febbraio “Gallian/Perrini Acoustic Duo” in concerto a Ferrara

da: Associazione MusiJam Ferrara

Sabato 27 Febbraio alle ore 21 presso la sede di Viale Alfonso I d’Este, 13 a Ferrara, l’Associazione MusiJam Ferrara presenta il Gallian/Perrini Acoustic Duo in “Contemporary Colors Tour”, con Cristiano Gallian alla Chitarra e Vito Perrini alle percussioni e batteria. Ultimo appuntamento della rassegna invernale “..che nessun dorma..” che ritornerà poi a primavera avanzata con altri appuntamenti presso il giardino della Associazione stessa.

Un nuovissimo progetto musicale sospeso tra groove e ricerca!
È quello che è accaduto a due professionisti: Cristiano Gallian (Chitarrista, Produttore Veneto) e Vito Perrini (giovane Percussionista Pugliese). E da qui, hanno dato vita al Gallian/Perrini Acoustic Duo. Il loro repertorio, composto da brani originali, acquista sonorità diverse ed eleganti che viaggiano dallo swing al blues, dal flamenco al soul; suoni capaci di far viaggiare con la fantasia l’ascoltatore grazie, anche, all’immediatezza dei loro strumenti: un Duo nuovo ed “insolito” nel panorama musicale.

Cristiano Gallian (Chitarra Acustica/Produttore)
E’ attivo professionalmente dal 1999 e ha tenuto numerosi concerti, workshop e seminari nelle più’
importanti città’ del mondo (Francia, Spagna, Ungheria, Portogallo, Svizzera, Germania, Polonia, Thailandia,
Cina, Kenya, Burundi, Australia, Cuba e Messico). Svolge un’ intensa attività di turnista ed arrangiatore in
decine di progetti discografici ed ha collaborato live e in studio, con diversi artisti del panorama nazionale.
Dal 2006 inizia a lavorare al progetto di Lounge RoomStudio, producendo diversi artisti emergenti.
E’ endorser per Liuteria Bonafini, Acus Sound Engineering, Aramini Strumenti Musicali ^ G7Th – The Capo Company, Optima Strings, Eleven Electrix ed Essetipicks.

Vito Perrini (Percussioni)
Diplomatosi in Strumenti a Percussione presso il Conservatorio “G. Paisiello” di Taranto, prosegue gli
studi di Batteria e Percussioni Jazz presso il Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo. Approfondisce gli studi partecipando a corsi di approfondimento e masterclass con percussionisti, batteristi, musicisti e compositori di fama internazionale quali: Leo Di Angilla (Percussioni), Claudio Mastracci (Batteria Jazz), Kim Plainfield
(Batteria), Dave Weckl (Batteria), Phil Maturano (Batteria)Mourad Morjan (Tecnica Marocchina), Pino Basile
(Tamburelli a Cornice), Eric Ewazen (Composizione), Marcello Piras (Storia della Musica Jazz). Dal 2005 ad oggi
svolge un ampia attività artistica: ha suonato con diverse orchestre, dirette dal M° Karl Martin, registrato per colonne sonore di cortometraggi. E’ stato in nomination in USA per gli Awards come Best Debut Records con il gruppo
progressive Plurima Mundi.!!Ha suonato e collaborato con diversi musicisti e jazzisti del panorama nazionale.
E’ stato in Tournée sia nazionale che internazionale (Budapest, Germania) collaborando con diverse Band come il Gen rosso – International Performing Arts Group. E’ Endorser Tycoon Percussion, Aramini Strumenti Musicali.

locandina copia

Social Basket Cup: Ferrara eliminata dalla competizione

da: ufficio stampa Super Scommesse

Su Facebook il Campionato tra le pagine ufficiali delle squadre di basket in A2.

Su Facebook il Campionato tra le pagine ufficiali delle squadre di basket in A2
Nulla da fare per Ferrara che viene sconfitta in occasione dei sedicesimi di finale della Social Basket Cup venendo eliminata dalla competizione. Ma il campionato cestistico più social ed avvincente della rete non si ferma continuando a coinvolgere tutte le tifoserie italiane pronte a sfidarsi in un’emozionante gara di voti.
I fans, protagonisti di questo innovativo campionato virtuale, hanno votato e sostenuto fino alla fine la squadra senza ottenere il successo, adesso è tempo delle squadre in gioco per gli ottavi di finale.

VOTA C’È TEMPO FINO ALL’8 MARZO
Le votazioni sono già aperte e sarà possibile esprimere la propria opinione fino all’8 marzo. Puoi trovare l’app del gioco su Facebook, digitando le parole chiave Social Basket Cup! Il regolamento è disponibile al link http://news.superscommesse.it/iniziative/social-basket-cup-2015-2016.html
Partecipa e sostieni il tuo club in questa appassionante sfida fino al suono della sirena!

SQUADRE IN SFIDA NEGLI OTTAVI DI FINALE
Verona-Ferentino; Siena-Rieti; Imola-Tortona; Fortitudo Bologna-Legnano; Omegna-Trieste; Chieti-Reggio Calabria; Recanati-Agrigento; Latina-Trapani

Ferrara Film Festival: tra gli iscritti anche alcuni candidati agli Oscar e ai David di Donatello

da: ufficio stampa Ferrara Film Festival

Dal 31 maggio al 5 giugno previsto il red carpet internazionale.

Ferrara, 23 febbraio – “Ferrara avrà il suo Film Festival. Dal 31 maggio al 5 giugno le strade della nostra città saranno popolate da attori internazionali, personaggi dello spettacolo, mostre e workshop a tema dedicati a esperti del settore e appassionati”.
Così lancia il primo festival a tema “grande cinema americano” il suo inventore e primo sostenitore Maximilian Law, attore e produttore ferrarese da dieci anni cittadino di Los Angeles.
“Dopo l’apertura delle iscrizioni annunciata sui media specializzati, sul sito web www.ferrarafilmfestival.com e tramite le piattaforme internazionali Withoutabox, Film Freeway e Cinema Breve – continua Law fiero del lavoro finora svolto – si sono già iscritti alla selezione della giuria del Festival oltre 200 cineasti provenienti da tutto il Mondo”.
Numeri di tutto rispetto, dal primo lancio del 15 dicembre, quelli che annunciano l’uscita del docu-film Believe, che pubblicizza e racconta la nascita di questo primo festival internazionale dedicato al cinema hollywoodiano inteso come azione, effetti speciali, trame ad alto tasso di suspence e alta qualità.
Le 200 iscrizioni pervenute (termine invio dei materiali per la selezione il 15 aprile), provengono da tutti i Paesi. Il 50% dagli USA; un 30% da Italia, Canada, Iran e il restante 20% da Spagna, Francia, Messico e Turchia.
Il Festival prevede due categorie in concorso: i film “U.S.A.” girati e prodotti negli Stati Uniti e i film “WORLD” prodotti nel resto del Mondo. Due le categorie speciali “Effetto Cinema” dedicata ai film con i migliori effetti speciali e Emilia-Romagna FilmMakers, per i prodotti provenienti dalla regione.
Tra i partecipanti alla prima selezione della giuria di esperti e cinefili anche alcune pellicole in gara agli Oscar del prossimo 28 febbraio e ai David di Donatello previsti per giugno 2016.
Per la categoria fuori concorso due anteprime europee, sulle quali gli organizzatori mantengono ancora il riserbo e oltre dieci anteprime italiane che arricchiranno le proiezioni giornaliere in programma.
I vincitori si aggiudicheranno il premio Dragone d’Oro realizzato a mano nel prezioso metallo da un artigiano orafo italiano.
“Ad oggi sono arrivate iscrizioni soprattutto di commedie, film drammatici e thriller per quanto riguarda i lungometraggi – racconta Law – animazione e drama per i cortometraggi e alcuni candidati al premio per gli effetti speciali e i documentari. Dopo la chiusura delle iscrizioni scioglieremo il riserbo sui titoli selezionati, che siamo sicuri saranno di grande richiamo per tutti i cinefili dello Stivale”.
Molte le indiscrezioni sugli ospiti invitati alla sei-giorni hollywoodiana che si terrà a Ferrara, lo staff del Festival aggiunge soltanto che “saranno presenti attori e registi di fama internazionale, ai quali l’idea di un Festival cinematografico in una città di grande cultura come Ferrara è subito piaciuta. Assegneremo tre premi speciali alla carriera, dedicati a Carlo Rambaldi, ferrarese di origine e internazionalmente riconosciuto come il padre degli effetti speciali, Michelangelo Antonioni, regista di fama internazionale che ha amato moltissimo la nostra città, e a San Giorgio, il santo protettore di Ferrara”.
Per vedere in anteprima Believe http://www.ferrarafilmfestival.com/fff-tv1.html
Per ulteriori informazioni: www.ferrarafilmfestival.com

Il Ferrara Film Festival è ideato e organizzato dalla casa di produzione Perpetuus di proprietà di Maximilian Law. Partner e collaboratori del Ferrara Film Festival sono Ferrara Film Commission, Comune di Ferrara, Stileventi, Teatro Nucleo, Fondazione Carlo Rambaldi, ASCOM e Comune di Vigarano Mainarda.
Patrocina la manifestazione l’Ambasciata Americana in Italia.

bici e libri

DIARIO IN PUBBLICO
Scrivere a Ferrara

L’attività scrittoria ferrarese, come si sa, è imponente. Si scrive per mestiere, per vocazione, per svago e spesso la scrittura diventa un modo nuovo di riconoscersi, specie se si esercita un altro mestiere. È il caso del ministro della cultura Franceschini, dell’ex sindaco Sateriale, della nuova direttrice di Rai Tre, Daria Bignardi (e omen-nomen si noti la curiosa ripetizione del nome declinato in due generi Dario-Daria).
Qui non si parla di chi esercita questa attività come scelta di vita e di professione – come per esempio Roberto Pazzi – ma di chi la coltiva come ‘secretum professionale’, direbbe Pavese, che così titola la prima parte del suo Diario, o meglio ‘vizio’ in senso positivo, che alla fine esplode nella urgenza della pubblicazione. Queste note non nascono dunque per controllare la qualità – una volta si sarebbe detto estetica – delle pagine che vi proponiamo, ma per avvertire di una intensa vocazione alla scrittura di chi svolge altre professioni.
Tra i medici gli esempi sono abbastanza numerosi, ma chi persegue con costanza e perseveranza la narrativa è Gian Carlo Traina, già direttore di fama della Clinica Ortopedica ferrarese. La sua ultima raccolta di racconti si intitola “Sarebbe tre” (Liberty House 2015), alludendo al fatto che è la sua terza fatica letteraria, preceduta da “Brezze marine” del 2012 e “Pinete” nel 2013, sempre pubblicate da Liberty House. Le raccolte di Traina, accompagnate da disegni dello stesso autore, rivelano una nostalgia acuta e una fedeltà linguistica a quelle origini toscane a cui si fa continuamente riferimento nel lessico e nell’ambientazione: il territorio pisano, la Lucchesia, Viareggio e la Versilia, condite da un sale ironico graffiante che le rende ancor più gustose. Si legga la prima novella, “Salomè”, dove la nota vicenda della danzatrice più famosa di ogni tempo si svolge in un contesto storico irrispettoso per i continui scivolamenti nel contemporaneo. Due viaggiatori in treno ricordano la vicenda di Salomè, quella che… “il prete, a noi bimbetti, a domanda non rispondeva mai”. L’uso del vernacolo punteggia una storia trasferita nel racconto in una contemporaneità ‘bassa’, da discorso del bar Sport: “Salomè, che ormai s’è capito che era parecchio disinvolta, girò, guardò, chiese e insegnò a ballare danza moderna a tutte quelle, serve o schiave, che le giravano intorno, così si fece parecchie amiche e qualche amico, ma più in là non si andava”. Tra un re Erode fumato, un’Erodiade scaltra e una Salomè un po’ tonta, che alla fine – dopo che Giovanni le si rifiuta e si avvia a morte certa – sposerà un modesto centurione. Ma il treno è arrivato: “Vieni c’è da scendere, siamo arrivati a Lucca.”
Tra la mediazione di fatti di cronaca nera e la struggente bellezza di un paesaggio e di una lingua che sembra a ogni momento farsi parodia si snodano fatti di ordinaria follia: eredità contese, furti, parodie di leggende come quella indubbiamente indotta dalla storia di San Giorgio e il drago, pedinamenti e telefonate. Sembra quasi che l’ossessione linguistica di Traina comporti, a volte, una specie di compiacimento della koiné linguistica, quasi a misurare la qualità di una lingua amata e rispettata con la volgarità dei temi e la banalità di un mondo piccolo che vive d’espedienti e di truffe.

Altro discorso per il volume di Angelo Andreotti, coltissimo direttore dei Musei d’arte antica e storico-scientifici della città. Andreotti proviene da studi umanistici e la poesia non sarebbe un ‘vizio’, ma il suo mestiere, mentre l’attività di direttore di musei ne è la conseguenza. Insomma, la condizione rovesciata rispetto a quella di Traina. I suoi libri di poesia (la prova più matura è il suo ultimo “A tempo e luogo”, Manni 2016) insistono sullo sguardo che costruisce il tempo. La sua raccolta di racconti s’intitola appunto “Il guardante e il guardato” (Booksalad , 2015). Sono le cose o gli altri che guardano e costruiscono la personalità del guardante o il movimento è al contrario? Il primo racconto, che l’autore afferma essere l’unico con radici autobiografiche, “Pudore”, situa l’azione in una clinica o in un ospedale. Sul letto giace in stato d’incoscienza una persona. Lo sguardo del visitatore si posa con insistenza sull’arredamento per poi fissarsi sul viso immobile del malato. Ogni paragrafo sancisce l’identità esteriore del visitatore: un ‘Lui’ che entra nella stanza, una ‘Lei’ l’infermiera che esce. Poi gli oggetti: ‘Sulla sponda del letto’; ‘Sul comodino’. Si costruisce in questa minuta attenzione ai particolari esteriori una perdita della vista esteriore, che si trasferisce e si trasforma in vista interiore. Poi lo sguardo si posa sul volto. Un paragrafo straordinario sancisce l’inversione della vista:
“Ma se questo è il tempo del dolore, non è ancora il tempo della sofferenza, quella che poi lo sveglierà di notte, con lo sguardo fisso nel buio a trattenere il respiro che non rubi l’aria a quel ricordo, che non lo smuova, che non lo soffi via.”
E di fronte a quel viso immobile si racconta il senso della vita: “La vita è scandalo. Pensa”. Così il racconto procede con un attentissimo uso degli incipit, che insistono tutti sulla disposizione di vocali e consonanti. Due volte appaiono i miti e le possibilità del dire: le parole. “Le parole scandiscono il tempo del tempo, ne afferrano gli istanti e li vestono di significati. Si fanno ascoltare da chi le argina tra un attimo e un altro, nella pausa di un silenzio.”
Non sono moltissimi gli autori oggi che sanno così sapientemente mettere in gioco il senso del narrare e l’uso delle parole: attraverso lo sguardo di chi è guardato e di chi guarda. Altre sorprese ci riserva questo non facile libro che ci costringe a pensare. Tra le suggestioni di una visività improntata agli studi di storia dell’arte e a tagli dei racconti che rammentano la lunga consuetudine di Andreotti con le tecniche del cinema. Un libro colto, ma se si affronta con serietà e consapevolezza (anche aiutati dalla buona Prefazione di Flavio Ermini) ci saprà stupire.
Ormai sembra che la nostra città del silenzio parli, s’interroghi, sfondi la quieta protezione delle mura per comprendere e comprendersi. A volte quasi ossessivamente. Non passa giorno che almeno due o tre ‘eventi’ riempiano le sale dei luoghi deputati alle conferenze e alla presentazione dei libri. Non parliamo poi degli echi straordinari attraverso i quali le mostre, specie quest’ultima dechirichiana, tentano di agganciare la contemporaneità e le sue difficili pieghe.
Eppure ancora un passo andrebbe fatto in questa costruzione di uno sfondo culturale permanente e solido. Quello che permettesse di mettere da parte, una volta per tutte, il segno distintivo di una città che molto spesso confonde ferraresità con rancorosità e sospetto.
E non è un passo facile. Specie nella cultura. Benvenuti dunque gli scrittori ‘alieni’!

“Boscoriandolando”: la Festa di Carnevale a Bosco Mesola

da: Comune di Mesola

Domenica 28 febbraio  2016  arriva  BOSCORIANDOLANDO,  la  Festa  di  Carnevale  a  Bosco Mesola,  organizzata a cura  dell’Associazione  Commercianti  “Bosco  c’è!” e  del Gruppo Artistico  Culturale  Bosco, in collaborazione con le associazioni “Dillo alla  Luna” e “Amici della Moto” e con il patrocinio e il sostegno del Comune di Mesola.
Le varie attività di animazioni, che si terranno a partire dalle ore 14.00 nella centrale Piazza Vittorio Veneto e nella principale via del paese, comprenderanno la sfilata di carri allegorici Pitoch, balli e musica dal vivo con il gruppo MM, trucca bimbi e assaggi di dolcetti e frittelle di carnevale per tutti.
Durante la festa verrà inoltre premiata la maschera e il miglior travestimento di gruppi e di singoli e, inoltre, con il concorso aperto a  tutte le attività  commerciali,  “Vota la vetrina più spiritosa”,  sarà  assegnato  il  premio  al  commerciante  che  renderà  la  vetrina  a  tema più originale, spiritosa e accattivante sul tema del carnevale.
All’interno  dei  negozi,  che  nell’occasione  della manifestazione  saranno  aperti  e  aderiranno all’iniziativa, ci saranno poi personaggi in costume che distribuiranno gratuitamente dolci di carnevale e giocattoli ai bambini e a chi visiterà i negozi verrà fatto omaggio di  shoppers di cotone colorato con logo dell’Associazione Commercianti di Bosco Mesola.
In caso di maltempo la manifestazione sarà organizzata in data da destinarsi.

Pomodoro: incontro organizzazioni dei produttori e organizzazioni professionali

da: ufficio stampa Coldiretti Emilia-Romagna

Coldiretti Emilia-Romagna: fallimento della politica della interprofessione.

Arriva fuori tempo massimo il confronto per programmare e valorizzare efficacemente la produzione 2016 di pomodoro. È questo il parere di Coldiretti Emilia Romagna al termine dell’incontro a Parma tra organizzazioni di prodotto e associazioni professionali in preparazione dell’incontro con gli industriali in programma oggi. Non si può fare una programmazione al 20 febbraio – commenta Coldiretti – perché i produttori hanno già programmato le semine. Tutto questo – prosegue l’organizzazione dei coltivatori – denota il fallimento dell’interprofessione che non riesce a gestire domanda e offerta e di conseguenza non riesce a valorizzare il nostro prodotto.
“Diventa sempre più impellente – ha detto il presidente di Coldiretti regionale, Mauro Tonello – cambiare le regole per riuscire a promuovere l’eccellenza della nostra produzione. La lunga esperienza e le conoscenze dei nostri produttori nei campi, dove da anni sono diffuse tecniche a basso impatto ambientale, e il know how dell’industria hanno reso il pomodoro un prodotto di alta qualità, sia in termini di garanzie organolettiche sia in termini di garanzie sanitarie e sociali. È un risultato che si ottiene, sia nei campi sia nell’industria di trasformazione, con il rispetto di corrette e costose regole di produzione il cui valore non sempre viene riconosciuto sia nei campi sia nella trasformazione. Purtroppo non riusciamo ad ottenere il giusto valore lungo tutta la filiera e a promuovere la giusta valorizzazione verso la società civile. In questo momento diventa ancora più importante promuovere ciò che distingue la nostra produzione – afferma Tonello – se consideriamo che a gennaio sono raddoppiate le importazioni di pomodoro del Marocco dopo l’accordo con Bruxelles. Se vogliamo continuare a mantenere le leadership sul mercato (non dimentichiamo che l’Emilia Romagna con un milione e mezzo di tonnellate produce un terzo della produzione nazionale di pomodoro) dobbiamo farci apprezzare dal consumatore proprio per la qualità e la salubrità delle nostre passate e dei nostri pelati. Per questo – conclude Tonello – riteniamo che per i nostri obiettivi sia più adeguato ed efficace create un vero e proprio distretto del pomodoro”.
Intanto, per il 2016, Coldiretti Emilia Romagna invita i soci a verificare presso le proprie organizzazioni di prodotto che il pomodoro che è stato loro chiesto di piantare sia veramente già venduto e a che prezzo, facendosi mostrare i contratti reali, visto che a fronte di una richiesta della parte industriale di una diminuzione di superfici, ci risulta che vi siano invece organizzazioni di prodotto che chiedano agli agricoltori di seminare maggiori superfici.

Lo Sbaracco a Copparo dal 26 al 28 febbraio a cura di Ascom Confcommercio

da: ufficio stampa Ascom Ferrara

Tre giorni interi dedicati allo Sbaracco a Copparo: dal 26 al 28 febbraio (a partire dalle ore 9 e fino alle 21) si svolgerà l’ormai consueta manifestazione dedicato allo shopping con super occasioni (capi d’abbigliamento, scarpe, accessori…) assolutamente da non perdere per la loro concreta convenienza.
L’iniziativa, nata nel 2008 e giunta alla settima edizione, coinvolge circa una trentina di attività (negozi di ogni tipologia merceologica, ma anche bar e ristoranti) nel cuore del centro storico, ed è promossa da Ascom Confcommercio con il tradizionale supporto e collaborazione del Comune di Copparo .
“E’ sempre più un appuntamento atteso – ricorda Paola Bertelli, assessore al Commercio – sia dai consumatori che dagli stessi operatori. Una tre giorni di shopping non stop , che di fatto avvia a conclusione il periodo dei saldi, che incuriosisce ed attira da tutto il territorio per convenienza e qualità”.
In caso di maltempo l’iniziativa verrà replicata nel fine settimana dal 4 al 6 marzo .

Al via la seconda parte della quinta edizione del Premio Internazionale di Restauro Architettonico “DOMUS Restauro e Conservazione Fassa Bortolo” dedicata alle opere realizzate

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

Al via la seconda parte della quinta edizione del Premio Internazionale di Restauro Architettonico “Domus restauro e conservazione Fassa Bortolo”, ideato e promosso nel 2010 da Fassa s.r.l., titolare del marchio “Fassa Bortolo” e dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, dedicato quest’anno ai professionisti del settore ed ai loro progetti realizzati in ambito italiano e internazionale, all’interno della sezione ‘Opere realizzate’.
Al termine delle iscrizioni, hanno partecipato 84 progetti, nuovo record per la manifestazione, con una distribuzione geografica che dimostra la crescita costante degli interventi di restauro in contesti stranieri anche extraeuropei. Oltre a sedici progetti di diverse nazioni europee, i candidati provengono dal Medio Oriente (Israele), dal Sud America (Brasile, Cile e Argentina), dagli Stati Uniti e dall’Asia (Cina e Giappone).
Per questa sezione il premio avrà un importo complessivo di 10.000 Euro, di cui 5.000 euro e una medaglia d’oro al progetto vincitore e due premi da 2.500 euro e medaglie d’argento ai secondi classificati.
La premiazione del concorso si terrà nel corso del XXIII Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, che si terrà dal 6 all’8 aprile a Ferrara.

Per informazioni: Carlotta Cocchi – 0532/293554 – 338/6195391

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L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

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