Giorno: 19 Marzo 2016

Promuovere Ferrara come città d’arte: il presidente Felloni incontra il ministro Franceschini al Forum Confcommercio

da: ufficio stampa Ascom Ferrara

“Promuovere e valorizzare il sistema Ferrara con particolare attenzione al nostro patrimonio turistico, da sempre uno dei nostri elementi di lavoro come associazione di categoria sulla nostra Città e sull’intero territorio”: un impegno di lavoro che il presidente provinciale di Ascom Confcommercio Ferrara, Giulio Felloni attualmente a Cernobbio nel forum nazionale Confcommercio Ambrosetti ha condiviso ieri (18 marzo) con il ministro Franceschini su alcuni temi chiave per sviluppare concretamente la promozione di Città d’arte e turismo come grande opportunità per tutto il territorio. L’Italia ed il suo patrimonio artistico e monumentale è un vero e proprio museo diffuso, come ha caldeggiato il Ministro, e al di là delle grandi e tradizionali mete turistiche, bisogna lavorare insieme ed intercettare i flussi turistici e coinvolgere le realtà della Città d’arte appunto come Ferrara e della costa in un’ottica per l’appunto di museo diffuso.
“Un grande museo diffuso che può valorizzarsi ed integrarsi con il sistema ricettivo e commerciale – ha concordato il presidente Felloni – e che dobbiamo sviluppare per sostenere i piccoli segnali di ripresa che si intravedono a livello nazionale nonostante le preoccupazioni per spesa pubblica, tasse e burocrazia che frenano le iniziative come ha evidenziato nel suo intervento d’apertura il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli”.

Sisma, per imprese e case un mese in più, fino al 30 aprile, per richiedere i contributi: poi solo per le abitazioni principali ci sarà tempo fino al 31 dicembre

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

A breve le ordinanze del Commissario delegato alla ricostruzione Stefano Bonaccini. L’assessore regioanle Costi: “Accoglieremo le istanze sollevate da Comuni, associazioni di categoria e Ordini professionali. Per le imprese questa non potrà che essere l’ultima e definitiva proroga concedibile in quanto le scadenze imposte dall’Ue non consentono di andare oltre”.

Bologna – «A seguito degli incontri e dei confronti dei giorni scorsi con i Comuni, le associazioni di categoria e gli Ordini professionali, ci sarà un mese in più, ovvero fino al 30 aprile, per presentare le domande di contributo imprese e abitazioni. Poi, per le sole abitazioni principali, il termine sarà fissato al 31 dicembre 2016». Così l’assessore regionale alle Attività produttive e alla ricostruzione post-sisma Palma Costi annunciando in mattinata che il Commissario delegato alla ricostruzione Stefano Bonaccini varerà, a breve, ordinanze che sposteranno le scadenze già previste.
«La valutazione di questa ulteriore proroga, accogliendo anche le istanze sollevate, è data dal fatto che risultano essere ancora numerose le prenotazioni che non si sono tradotte in ordinanze di contributo e pertanto si vuole concedere un’ultima opportunità per non rimanere esclusi dai contributi per la ricostruzione. È chiaro che per le imprese questa non potrà che essere l’ultima e definitiva proroga concedibile in quanto le scadenze imposte dall’Unione Europea non consentono di andare oltre.
Uno specifico provvedimento dettaglierà le casistiche per le domande di contributo per le abitazioni dal 1 maggio in poi a seconda che gli edifici contengano o meno un’abitazione principale o siano di proprietà di imprese o di persone fisiche.

Energia: lunedì 21 marzo appuntamento dedicato a edilizia privata, fonti rinnovabili, risparmio ed efficienza energetica

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

In programma a Bologna la sesta tappa del percorso partecipato avviato dalla Regione verso il nuovo Piano energetico regionale dell’Emilia-Romagna.

Bologna – Edilizia privata, fonti rinnovabili nonché risparmio ed efficienza energetica.Sono questi gli argomenti al centro del sesto appuntamento del percorso partecipato del Piano energetico regionale dell’Emilia-Romagna in programma per lunedì 21 marzo a Bologna, alle 9.15, nella sala “20 maggio” della Terza torre della Regione (viale della Fiera 8).
Dopo l’avvio del percorso per il nuovo Piano energetico regionale nel novembre scorso in occasione degli Stati Generali della green economy aperti dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, prosegue così il percorso degli incontri tematici che coinvolgono gli attori pubblici e privati, chiamati a contribuire alla stesura del nuovo programma per il futuro energetico dell’Emilia-Romagna.
Durante i lavori – che saranno conclusi dall’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi – saranno illustrati la situazione del settore dell’edilizia privata, le potenzialità di risparmio e di efficienza energetica, la diffusione delle tecnologie alimentate da fonti rinnovabili e di sviluppo di soluzioni applicate su scala urbana.
Le date e il programma definitivo del percorso verso il nuovo Piano energetico regionale sono disponibili sul sito http://energia.regione.emilia-romagna.it .

Nuovo bancomat a Lido degli Scacchi

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Banca Centro Emilia risponde ai commercianti: entro Aprile un Bancomat a Lido Scacchi
Con l’approssimarsi della stagione turistica la chiusura del Bancomat Carife a Lido di Pomposa, annunciata nei giorni scorsi, ha generato preoccupazione nei commercianti della zona lidi nord. Già da tempo gli esercenti locali lamentavano la scarsità di servizi bancari che potessero favorire le loro attività commerciali. Un’ennesima chiusura quella di questo bancomat, dopo gli altri 5 chiusi negli ultimi anni, che genera un enorme disservizio, per la popolazione e per i turisti costretti a muoversi per effettuare un prelievo, ed un freno per lo sviluppo delle attività turistiche. Nell’incertezza generata da questa situazione, Banca Centro Emilia comunica l’apertura, entro aprile, di un nuovo sportello bancomat a Lido degli Scacchi. Nel cuore delle attività commerciali di Viale Alpi Centrali, la BCC installerà il suo sesto sportello Bancomat nel territorio lagunare, che si aggiungerà a quelli già presenti presso le tre filiali di Porto Garibaldi, San Giuseppe di Comacchio e Lagosanto e ai due ATM installati all’interno del Camping Florenz a Scacchi e presso il supermercato Aliper di Lagosanto.
“Abbiamo raccolto la preoccupazione dei commercianti della zona convinti che l’assenza di servizi bancari abbia importanti ripercussioni sull’attrattività turistica e quindi impatti negativi sullo sviluppo dell’economia del territorio. In quanto banca locale non potevamo di certo rimanere indifferenti a questa problematica”. Giovanni Govoni, Direttore di Banca Centro Emilia, commenta in questo modo la delibera C.d.A del 16 Marzo che ha approvato l’installazione del nuovo bancomat.
“Pensiamo che sia positivo che un attore economico attivo sul territorio dia risposte alle necessità di cittadini e turisti in tempi rapidi” , commenta l’Assessore alle Attività Produttive ed al Turismo Sergio Provasi, al quale non più tardi di qualche giorno fa erano giunte le istanze dei molti ospiti dei Lidi Nord che manifestavano le giusta preoccupazione per la mancanza del servizio che ora, invece, appare messo in salvo.

Lunedì 21 marzo l’evento “I poeti fanno gruppo” presso la Libreria Ibs+Libraccio

da: ufficio stampa Ibs Libraccio Eventi Ferrara

Lunedì 21 marzo ore 15:00, presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino, Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara, per la Giornata Mondiale della Poesia, “I poeti fanno gruppo”.

Con letture di Matteo Bianchi, Roberto Dall’Olio, Rita Montanari, Matteo Pazzi, Edoardo Penoncini, Piergiorgio Rossi, Alberto Amorelli, Federica Graziadei, Linda Morini, Sara Suzzi, Chiara De Luca, Giuseppe Ferrara, Jean Robaey, Giuliano Malaguti e Massimo Scrignòli

Che la poesia si nutra solo di solitudine è un mito da sfatare. Il confronto è il fondamento della scrittura e allena la propensione all’ascolto reciproco. Il pomeriggio del 21 marzo saranno letti e commentati versi di tutte le età, degli autori ferraresi e dei grandi che li hanno mossi a scrivere.
Sarà anche l’occasione per ricordare Bruno Pasini a cento anni dalla scomparsa, il maggior poeta dialettale del territorio.
L’evento è stato possibile grazie all’organizzazione di Al. Ce. Editore e alla collaborazione delle Associazioni culturali Evart, Gruppo del Tasso, Gruppo Scrittori Ferraresi, Al Tréb dal Tridèl e Fidapa Ferrara.

Comacchio: oltre 80 eventi con il bando 2016

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Da “Un mare in fiore” a “Comacchio by Night”, dalle gare di windsurf alle serate dedicate alla musica. Sono circa 80 gli eventi che, cofinanziati grazie al bando per l’assegnazione di contributi a sostegno di progetti di animazione in forma aggregata dei Lidi, avranno luogo a Comacchio a partire da Pasqua e fino alla prossima Sagra dell’Anguilla. Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale di Comacchio ha messo a disposizione, insieme alla Camera di Commercio, un ammontare complessivo di 100.000 euro per finanziare gli eventi della prossima primavera e dell’estate 2016 e che andranno ad aggiungersi a tutte le attività già pianificate sul territorio del Comune, dal Lido di Volano ai Lidi Sud, fino al centro storico di Comacchio.
“Nonostante le recenti vicende inerenti la tassa di soggiorno è stato comunque messo a disposizione di consorzi ed associazioni, e quindi di tutte le componenti commerciali e turistiche, una quantità di risorse molto consistente il cui valore verrà sicuramente amplificato dalla grande volontà di tutti gli operatori che già in questi giorni, complice il bel tempo, hanno riaperto le attività, compresi gli stabilimenti balneari”, ha spiegato l’Assessore al Turismo Sergio Provasi.
I contributi erogati, che vanno dal 30% al 50% dell’importo delle spese preventivate per gli eventi, hanno premiato, secondo il punteggio assegnato in graduatoria, la Made Eventi con il programma “Estensi Village 2016”, seguito dal Consorzio Lido Nazioni con “Nazioni Eventi 2016”, da Ferrara Incoming con il Programma “Comacchio By Night”, dal programma “Aspettando la Sagra dell’Anguilla 2016”, promosso da Delta input e, per finire, dal programma “La Costa dei Sogni” organizzato dal Consorzio Sviluppo e Commercio del Lido di Volano.
“Rispetto all’anno scorso siamo arrivati con l’assegnazione del bando a ridosso di Pasqua e questo non perché siamo in ritardo, ma perché avremo un periodo Pasquale molto anticipato che, se da una parte richiede alle imprese ricettive, del commercio e della ristorazione un ulteriore sforzo, dall’altro ci dà già buoni segnali rispetto alle prenotazioni – ha concluso Provasi – adesso speriamo in un tempo clemente, poiché i nostri operatori sono già ben pronti con molte novità e tante opportunità di interesse verso il nostro territorio”.
Il dettaglio degli oltre 80 eventi in programma verrà pubblicato nelle prossime settimane e sarà disponibile al più presto in evidenza sul sito istituzionale del Comune di Comacchio. L’elenco verrà, poi, via via aggiornato con i piccoli e i grandi eventi che per Comacchio sono ancora in via di definizione da organizzatori e promotori.

Cia Agricoltori Italiani Ferrara: votate “Sì” al referendum del 17 aprile

da: ufficio stampa e comunicazione Cia Ferrara

La Cia – Agricoltori Italiani punta a fermare le trivellazioni e propone di coltivare più terra e di investire sulle energie alternative.

FERRARA – “Perché trivellare l’Italia? Coltiviamola!” è lo slogan scelto dalla Cia-Agricoltori Italiani a sostegno del referendum che, il prossimo 17 aprile, chiamerà i cittadini a scegliere se abrogare o meno la norma – comma 17 dell’articolo 6 del decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006 – che consente, in sostanza, le trivellazioni per l’estrazione di gas e petrolio nella nostre acque territoriali. Anche Cia – Agricoltori Italiani Ferrara aderisce a una mobilitazione che punta a sensibilizzare le persone ad andare a votare scegliendo il “SI” per dire NO alle trivelle che causano danni all’ambiente e non sono una soluzione al problema energetico del nostro paese.
«Trivellare terra e mare per estrarre petrolio – spiega Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara – è profondamente sbagliato dal punto di vista ambientale e non rappresenta un’opzione a lungo termine al grande fabbisogno di risorse energetiche del nostro paese. Cosa accadrà quando petrolio e gas naturale saranno esauriti e avremo rovinato irrimediabilmente l’ambiente? Occorre pensare al problema energetico in prospettiva e quella prospettiva è proprio un investimento massiccio nel settore primario. E’ quasi banale dire che agricoltura non è unicamente produzione e allevamento ma salvaguardia della terra e del paesaggio ed anche produzione di energie rinnovabili, dunque infinite e non ad esaurimento come il petrolio. Parliamo – continua Calderoni – di potenziare la produzione energetica derivata da sole, scarti di coltivazioni, legno, assorbimento attivo di Co2 dal suolo e dalla foreste. Forme “green” di produrre energetica che andrebbero fortemente incentivate e rese maggiormente disponibili fino a diventare l’unico modo di fruire energia da parte delle persone. Occorre che le istituzioni si rendano conto che il futuro energetico del nostro paese non può più prescindere dalla sostenibilità ambientale e nemmeno da quell’energia pulita che protegge il benessere e la salute delle persone.
Il punto di svolta per cambiare la tendenza potrebbe davvero essere l’abrogazione della legge che consente di trivellare per estrarre petrolio. Andare a votare non è solo un atto formale ma un modo per dire a chi ci governa che è ora di investire sulle rinnovabili e di impedire concretamente che il nostro territorio subisca danni irreversibili, danni che peraltro gravano anche sulla nostra economia. Perché la trivellazione porta all’oscillazione delle falde acquifere e al conseguente fenomeno della subsidenza, lo sprofondamento del suolo marino e quindi del livello del mare. Un problema idraulico di grandi proporzioni che richiede poi successivi investimenti per riportare l’equilibrio idrogeologico e impedire allagamenti e smottamenti.
Chiediamo, dunque, a tutti i cittadini di informarsi e di iniziare a cambiare la tendenza di sfruttamento delle risorse energetiche del nostro paese andando a votare “SI” il prossimo 17 aprile.»

Movida e Agenda Digitale: i 2 emendamenti al Bilancio del Comune di Ferrara di Sel e Pd

da: gruppo consiliare Sinistra Ecologia e Libertà Comune di Ferrara

Presentati dai consiglieri Leonardo Fiorentini (SEL), Ilaria Baraldi e Davide Bertolasi (PD) 2 dei 4 emendamenti al Bilancio del Comune di Ferrara 2016-18. Si discuterà di mediazione culturale e civica durante la Movida in Centro e di Agenda Digitale Locale.
Lunedì 21 marzo inizia la sessione di Bilancio del Comune di Ferrara. Fra i soli 4 emendamenti complessivamente presentati Bilancio 2016-18, due sono stati presentati da SEL e PD e riguardano la Mediazione Culturale e civica durante la “movida” serale in Centro Storico e l’Agenda Digitale Locale. Eccoli nel dettaglio.

Mediazione culturale e civica durante le serate in centro storico

Il primo emendamento – a firma dei consiglieri Leonardo Fiorentini (SEL) e Ilaria Baraldi (PD) – vuole avviare con uno stanziamento di 20.000 euro per ogni anno del triennio un progetto sperimentale di mediazione culturale e civica durante le serate in centro storico. Nel testo dell’emendamento si prende atto di come la frequentazione serale e notturna del nostro centro storico sia un fenomeno sociale, e che come tale debba essere trattato. Ovviamente oltre che socialità in senso lato e positivo, essa genera anche disagi e problemi (rumore, sporcizia, rifiuti e altri disagi, ma anche problemi legati al consumo di sostanze legali e non) sino ad arrivare a frequenti “episodi di scarso senso civico da parte di alcuni fruitori notturni della città, sia con danneggiamenti che con comportamenti reiterati di poco rispetto delle regole basilari della civile convivenza”. Per questo si propone di avviare un progetto di “Mediazione culturale e civica durante le serate in centro storico” promosso dall’amministrazione che permetta di interloquire tramite operatori ed educatori con i frequentatori serali e notturni della nostra città e promuovere così cultura della convivenza e senso civico.

Per Leonardo Fiorentini, consigliere indipendente eletto nelle liste di SEL, che è intervenuto più volte sulle polemiche sulla movida in centro storico “le catenelle davanti al Duomo per fortuna non si faranno. Sarebbero stati inutili e controproducenti. Però non per questo bisogna stare con le mani in mano. E’ evidente che esiste un problema di senso civico nella nostra società, come è altrettanto evidente che è necessario un approccio consapevole all’uso delle sostanze, anche quelle legali come l’alcol. Sono convinto che per risolvere questo tipo di problemi sia necessario investire nelle persone e nell’educazione civica, e con questo emendamento facciamo un primo passo in questo senso.”

“Ferrara è una città universitaria, accogliente e vivace” commenta Ilaria Baraldi, consigliera del Gruppo del Partito Democratico. “Spesso la vivacità, soprattutto durante i famosi mercoledì sera, si è trasformata in mancanza di rispetto e delle più elementari regole di convivenza civile. Con questo emendamento al bilancio si propone un investimento nella formazione e nell’educazione, processi certo più complessi ma indubbiamente più efficaci della mera repressione e della negazione della fruizione di spazi collettivi.”

Agenda Digitale Locale

Il secondo emendamento – a firma dei consiglieri Leonardo Fiorentini (SEL) e Davide Bertolasi (PD) – vuole invece dar continuità ai progetti connessi all’Agenda Digitale locale, avviati l’anno scorso proprio a seguito di un analogo emendamento presentato da Fiorentini sul bilancio 2015 e approvato a larghissima maggioranza.

Nel testo dell’emendamento di 15.000 euro (lo stesso importo dell’anno 2015) sull’Agenda Digitale Locale si dà conto del successo delle iniziative promosse nel corso del 2015 e quindi che “appare utile prevedere risorse per dare continuità ed incentivare la realizzazione delle azioni e delle iniziative emerse dal processo partecipativo dando anche continuità allo stesso confronto con i portatori di interessi ed i cittadini”.

“In una città con oltre 260 anziani su 100 giovani, rinnovare il finanziamento, anche per il 2016, per l’Agenda Digitale locale – commenta Davide Bertolasi (PD) cofirmatario dell’emendamento – significa colmare ulteriormente il digital divide culturale fra le generazioni. Dopo la recente messa in opera del progetto SpID, l’identità digitale con cui è possibile accedere con un’unica password ai servizi delle PA e non solo, è ora più che mai importante continuare l’opera di dematerializzazione e utilizzo massivo dei sistemi informatici, per facilitare maggiormente il dialogo del cittadino con l’amministrazione. Con l’emendamento andiamo in questa direzione continuando a fare promozione della cultura digitale fra i nostri cittadini, condividendo con loro in un percorso partecipato, obiettivi e risultati.”

“L’attività dell’Agenda Digitale Locale è importante – aggiunge Leonardo Fiorentini, primo firmatario dell’emendamento – perchè genera cultura diffusa e consapevolezza del vivere in un mondo sempre più digitale. Non è un caso che fra le iniziative di maggior successo dell’Agenda Digitale Locale ci sia quella dell’educazione all’uso consapevole di internet e dei social network. Perchè se è vero che intere generazioni soffrono di un digital divide culturale, essendo cresciute in un mondo che ancora non conosceva la pervasività del digitale, è anche vero che i cosiddetti “nativi digitali” scontano una familiarità quasi innata con gli strumenti che spesso però non è associata con una presa di coscienza reale delle implicazioni delle proprie azioni “digitali”. Bisogna fare in modo che le questioni e le riflessioni che hanno percorso questi ultimi due decenni su privacy, diritti e doveri, opportunità e rischi della rete e del digitale divengano davvero patrimonio di tutta la cittadinanza.”

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155 anni di (Unità) d’Italia

di Federico Di Bisceglie

Due giorni fa, il 17 marzo, l’Italia unita ha compiuto 155 anni.
Il 17 marzo 1861 si concretizzava un sogno. Un’idea sviluppata nel tempo, fondata su principi morali e valori che sarebbero stati destinati a essere le basi di tutta la nostra “breve” storia nazionale, da quella fatidica data fino ad oggi. Per “storia breve” si intende rispetto agli altri Paesi, se non altro quelli europei, che hanno alle loro spalle una tradizione più lunga, più radicata e, di conseguenza, meglio integrata nel loro patrimonio culturale. L’Italia si professa unita da più di un secolo e mezzo, quest’anno ricorrono i centocinquantacinque anni, ma alcuni interrogativi persistono: si è proprio certi di essere un paese unito? Ci sentiamo davvero tutti parte di una sola Nazione? E soprattutto: l’Italia si può davvero definire unica e indivisibile? Esiste una sola Italia?
Presumibilmente il “padre” dell’Italia unita, il teorico dei più elevati principi repubblicani e unitari sui quali il nostro Stato dovrebbe tutt’ora ergersi, Giuseppe Mazzini, non sarebbe fiero di ciò che sta accadendo al giorno d’oggi nel paese che lui ha faticosamente cercato di unire e per il quale ha dato tutto se stesso. E’ vero anche che quando Mazzini scriveva il contesto storico, politico, economico, sociale mondiale era totalmente differente rispetto quello che si è profilato in questi anni, sebbene anche allora ci fossero forti tensioni e le problematiche non fossero di poco conto. Ciò che però è cambiato radicalmente è il popolo. A seguito dei moti di insurrezione popolare che si erano susseguiti nel corso della prima metà del XIX secolo, in Italia si era progressivamente diffuso uno spirito nuovo e si era delineata una visione nuova dello stato. Si respirava la Libertà, iniziava a tirare un vento laico destinato a scaturire in un cambiamento profondo e radicale, che accese nelle menti degli italiani un nazionalismo puro, un amore sincero per il proprio Paese, sotto l’unificatore segno della bandiera tricolore. Tutti questi principi sembrano adesso molto lontani e completamente distanti dalla nostra realtà e in un certo senso sembra non facciano più parte del nostro patrimonio culturale. Contrariamente, si dovrebbe più spesso prestare un’attenzione maggiore ai valori che i padri della nostra Nazione ci hanno faticosamente trasmesso e che altrettanto ardentemente hanno conquistato, per porre fine una volta per tutte a una serie infinita di stereotipi assolutamente infondati che tutt’oggi caratterizzano il popolo italiano, per sentirci finalmente e indiscriminatamente Italiani. E’ proprio perche la classe politica non rappresenta questi valori e questi ideali che gli italiani devono ritrovare in loro stessi un’identità comune, un valore assoluto che vada al di là di appartenenza politica, ideologica e culturale: la propria Nazione.

valerio liboni copertina

Nozze d’oro con la musica per l’autore di Pop Corn e della Strana società

Alla soglia dei cinquant’anni di carriera, tra i nomi storici della scena musicale italiana, l’entusiasmo non ha abbandonato Valerio Liboni: tra poche settimane uscirà il suo nuovo album “Faccio un salto all’Habana”.
Nel 1971, dopo avere debuttato con I Ragazzi del Sole, Valerio Liboni ha contribuito alla formazione del gruppo La Strana Società, noto per il grande successo di “Pop corn” e la partecipazione al Festival di Sanremo 1976 con “Andiamo via”. L’anno successivo Liboni è entrato a fare parte dei Nuovi Angeli e ha intrapreso l’attività di autore, componendo con Cristina Gazzera la canzone “Ciao nonnino”, interpretata da Erminio Macario. Altre sue hit sono “E muoviti un po’” per Fiorella Mannoia e “Che fico” affidata a Pippo Franco (la sigla di Sanremo 1982).
Il 1980 lo ha visto debuttare come cantautore, con il singolo “Marmellata Jane”, e due anni dopo ha realizzato il primo album come solista: “Magari poi”. Nel 1989 ha partecipato, insieme ai Nuovi Angeli, alla trasmissione televisiva “Una rotonda sul mare” condotta da Red Ronnie.
In occasione dei suoi primi quarant’anni di carriera, Valerio ha pubblicato “Cash!”, un libro scritto in collaborazione con il giornalista Maurizio Scandurra in cui racconta storie e curiosità dell’Italia della canzone.

Valerio Liboni (foto di Roberto Troisi)
Valerio Liboni (foto di Roberto Troisi)

Era il 1972 e l’Italia fu colpita dal tormentone di “Pop Corn” de La strana società…
Il brano era una cover di un vecchio pezzo anni Trenta di un certo George Kinsley. La Strana Società, che ho fondato nel 1971, era un gruppo rock, ma i nostri due produttori di allora ci convinsero a usare per primi i sintetizzatori monofonici, o moog se preferite. Il brano fu inciso alla fine di maggio del 1972 alla Fonit Cetra di Milano con un VCS3 a oscillatori di proprietà di Keith Emerson che era posteggiato negli studi. Uscì in settembre e rimase per 16 settimane in hit parade: vendette, anche nelle altre versioni, ben 12 milioni di 45 giri e tutto questo cambiò la mia vita.

Nel 1976 hai partecipato con La strana società al tuo primo Sanremo con il brano “Andiamo via”, poi sono seguiti altri Festival…
Il gruppo si è classificato secondo nella squadra capitanata da Orietta Berti, è stato l’ultimo anno con la sola finale televisiva. Tra gli ospiti mi piace ricordare Erminio Macario, grande comico torinese, che in seguito ho avuto l’onore di produrre e di portare in classifica con la canzone “Ciao nonnino”. Nel 1977, con “Tesoro mio”, non siamo andati neppure in finale. Nel 1981 ho scritto “Che fico” per Pippo Franco. Qualche anno dopo mi sono presentato al Festival da solo, ma non sono arrivato alle selezioni. Nel 1989 ho partecipato con I Nuovi Angeli, ma ci è stata preferita la Steve Rogers Band. Vi posso svelare una piccola curiosità: il pezzo con cui dovevamo partecipare nel 1976 era “Bella da morire”, ma la Durium preferì il brano scritto da un Malgioglio alle prime armi.

i nuovi angeli
I Nuovi Angeli (foto di Piero Ferroglio)

Il 1977 è stato l’anno in cui sei entrato a fare parte dei Nuovi Angeli, un gruppo storico…
Paki Canzi mi aveva contattato per fare una serie di serate al Sud, essendo loro rimasti senza batterista. Tra alti e bassi ci sono rimasto fino al 1992. Da due anni il gruppo si è riunito: abbiamo realizzato due cd con i vecchi successi e alcuni brani inediti. Attualmente stiamo partecipando a numerose trasmissioni televisive e prossimamente saremo ospiti della nuova edizione dei “Migliori Anni Della Nostra Vita”.

Nel 1980 inizia la tua carriera solista e sei anche il produttore dei Camaleonti, Little Tony, Wilma Goich e Jo Chiarello…
Ho sempre desiderato esprimermi da solista, la mia passione sono i testi, raramente la musica e la composizione. Ho prodotto diversi artisti degli anni Sessanta e Settanta, tra i quali mi piace ricordare Little Tony. In dieci anni di lavoro, con il mio staff, ho realizzato 110 album di riproposizione degli artisti di quel periodo, per conto di diverse case discografiche e distribuzioni Italiane. Adesso lavoro prevalentemente con Radio Birikina: negli ultimi mesi ho realizzato progetti per Wilma Goich, Dino, Strana Società 1972, Delirium Project, Nuovi Angeli, Little Tony Family e Lady Tabata. Come solista ho realizzato sette cd e altrettanti 45giri, vincendo con “Anna ti prego” (1984), Premiatissima e il Festival di Seoul in Corea. Il mio primo 45giri, “Marmellata Jane”, era una delle sigle di Alto gradimento, la fortunata trasmissione radiofonica di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni.

copertina disco
Pop Corn

Sei anche l’autore di “E muoviti un po’” cantato da Fiorella Mannoia…
Il brano in realtà era stato scritto per Loredana Bertè che però lo ha rifiutato e così lo ha preso Fiorella. Non ho scritto solo per la Mannoia, ma anche per Mia Martini, Mina, Mal, e molti altri… talmente tanti che a volte sono loro che me lo ricordano, si tratta di più di mille brani, tra musiche da film, pubblicità e sonorizzazioni varie.

Nel 2009 hai pubblicato “Crash!”, con storie e curiosità dell’Italia della canzone in cui hai raccontano i tuoi primi quarant’anni nel mondo della musica leggera italiana…
È stato un discreto successo con importanti prefazioni, per esempio quella di Gigi Vesigna, lo storico direttore di Sorrisi e Canzoni. Il libro ripercorre la mia vita musicale e privata, dal 1968 (Ragazzi del Sole) fino al 2009, anno del mio matrimonio e dello “sbarco” all’Havana. La capitale cubana è una città che adoro, dove ho conosciuto mia moglie e dove desidero trasferirmi alla fine della carriera. Ora sono in uscita ben due libri: il primo è un romanzo che si intitola “Faccio un salto all’Habana” come il mio ultimo album; l’altro è “Io questa maglia sognavo da bambino”, un omaggio alla squadra del cuore, il Torino. Ho scritto anche l’inno ufficiale della squadra piemontese: “Ancora Toro”, che su Internet ha raggiunto un milione di visualizzazioni, tanto da considerarlo il mio maggior successo come interprete e autore.

Quest’anno con I Nuovi Angeli festeggiate i cinquant’anni di carriera…
Stiamo preparando un album di brani nuovi con tutti gli autori che hanno fatto la storia di questo storico gruppo. Da Roberto Vecchioni a Minellono, da Pareti a Limiti, da Pieretti a Guglielminetti, dal sottoscritto a Bonino, da Canzi a Salerno.

“Faccio un salto all’Habana” è il tuo nuovo album, con due singoli nuovi e alcuni brani incisi negli ultimi anni…
Il progetto nasce con Radio Birikina, si tratta di una compilation con due inediti e una serie di brani pubblicati nel corso della mia carriera. L’album uscirà ad aprile 2016.

Il video di “Anna ti prego”

Chiedetelo ai bambini

I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stufano di spiegargli tutto ogni volta. (Antoine de Saint-Exupéry).

CINEMA: VELTRONI, VI RACCONTO I BAMBINII bambini sanno, molto più di noi, più di molti adulti che hanno perso riferimenti, orientamenti e valori. La bocca della verità, la saggezza di chi conosce il mondo ancora troppo poco. Quante volte siamo rimasti esterrefatti e allibiti, spesso imbarazzati, dalla sincerità di figli e nipoti, dalla capacità di dire, a muso duro, verità inascoltate o che non si vogliono sentire. “Beata innocenza”, bofonchiava il nonno messo in difficoltà dall’audace nipotino che aveva dato della befana a un’anziana vicina, sorridendo sotto i candidi e curati baffi. “Beata verità”, sorrideva la mamma che ascoltava il figlioletto che chiedeva tempo al papà. Tempo per stare insieme, tempo per giocare, tempo che non fosse lavoro e fretta di arrivare in orario.
I bambini sanno e le interviste dell’omonimo film di Walter Veltroni ce lo confermano ancora una volta. Italiani, colombiani, filippini, senza distinzione. Un incontro con 39 bambini, tra gli 8 e i 13 anni, che raccontano il nostro tempo. Interrogati sulla vita, l’amore, le loro passioni, il rapporto con Dio, la crisi, la famiglia e l’omosessualità. Molti di loro sono innamorati, e vogliono amare, ma non come lo fanno i grandi. Alcuni non si scandalizzano se si hanno due papà o due mamme, basta che i genitori li amino senza condizioni. Altri hanno perso il conto delle ex mogli di papà o dei fidanzati di mamma, sono confusi sul numero dei fratelli, ma capiscono che due genitori separati sono meglio di due che litigano sempre, quando si cerca di interrompere le grida facendo cadere oggetti e piatti per distrarli. Si confessano i sentimenti, si ricordano nonni uccisi dai terroristi, nei bui anni Settanta, non capendo come si possa togliere la vita a qualcun altro. O anche solo immaginarlo. Pregano a modo loro, si confessano come meglio credono, si prendono per mano senza alcuna remora. Abbracciano e si abbracciano, corrono a perdi fiato, liberi e senza meta, solo per la felicità di correre. Con il vento per amico. Qualcuno spera sempre in un mondo migliore, non è poi tanto difficile. Le loro storie scorrono sullo schermo che non abbandona il filo del pensiero, qualcuno è stato adottato e riportato a nuovo amore. Ferite che si rimarginano, dolcemente, lentamente, gradualmente. Quando i bambini soffrono, soffrono più dei grandi. Non lo capiremo mai abbastanza. Dovrebbero essere loro a insegnare ai genitori come vivere, come basti poco per essere in pace. Piccole preziose perle di saggezza, candore e ingenuità. Con i loro occhi lucenti e trasparenti, con le loro manine che chiamano, i nasini che guardano insù. E invece nessuno li ascolta. Almeno non abbastanza. Dovremo imparare a farlo, perché i bambini sanno. Tutto.

51041I bambini sanno, di Walter Veltroni, Italia, 2015, documentario, 113 mn.

I bambini non sanno quello che non si vuole che sappiano, però guardano, intuiscono, imitano. Non hanno strumenti per ribellarsi, o non li hanno ancora. (Goffredo Fofi)

Il film è andato in onda su Rai Tre giovedì 17 marzo. Riguarda il film

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A Ferrara feste di laurea indecenti: deturpano i monumenti come gli Hooligans

Se fosse successo in centro a Roma, a Milano o anche solo a Bologna, la gente del quartiere sarebbe già insorta da tempo, i giornali e i blog locali avrebbero denunciato il fatto più e più volte. Invece siamo a Ferrara e i ferraresi non se ne occupano: le feste di laurea che si svolgono imbrattando e deturpando lo storico sagrato della Chiesa di San Francesco e il muro del palazzo a fianco, vengono tollerate come se niente fosse. Farina, riso, uova, pomodori, conserva, maionese e ketchup in quantità industriali, vengono lanciati contro il neolaureato, finendo costantemente per spiaccicarsi sulla pavimentazione e sul cotto secolare, con la soddisfazione e l’evidente divertimento di amici e parenti (adulti).

Manifestazioni indecenti dunque, indice di maleducazione e indifferenza per il patrimonio artistico e storico della città, che ricordano i misfatti degli Hooligans a Roma. Solo che qui tutto questo succede quotidianamente, con il completo disinteresse delle Belle arti (a cui sia il palazzo che la chiesa e la piazza sono vincolati), con la condiscendenza dell’Università (che oltre ad avvertire gli studenti di evitare questi comportamenti altro non fa) e dei vigili urbani (che non intervengono perché dicono si tratti di puro divertimento ) e, non da ultimo, dell’amministrazione comunale che afferma di non poter far nulla perché trattasi di proprietà privata (anche se poi chiama Hera per ripulire e sistemare il danno, pagando di fatto un costo aggiuntivo).

I proprietari del palazzo, i commercianti (primo fra tutti il negozio GiroBio che confina con la piazza) e i frati non ne possono più: hanno segnalato il fatto tantissime volte alle autorità preposte ma nulla è cambiato. Se provano a dire qualcosa direttamente ai festeggiati vengono riempiti di insulti e sbeffeggiati (una volta la mamma di un neolaureato ha alzato le mani su una residente). Ora chiedono a gran voce che si intervenga per raccontare questi gravi episodi e perché ognuno faccia la sua parte per fermare lo scempio: le autorità affinché multino i responsabili, i cittadini perché si facciano sentire. Ma una domanda sorge spontanea: possibile che non si riesca a festeggiare in altro modo? Magari suonando, ballando e cantando per le strade come fanno certi ragazzi africani educati [vedi video]?

Nelle foto i resti di una delle feste di laurea di ieri. Clicca le immagini per ingrandirle.

Per vedere la veduta panoramica della chiesa e la piazza su Italiavirtualtour.it clicca qui

Nota storica: fondata dai Francescani fin dagli anni in cui il santo fondatore era in vita, la Chiesa di San Francesco si affaccia su un piazzale di notevoli dimensioni. Nel 1494 Biagio Rossetti viene incaricato dal Duca Ercole I di erigere l’attuale edificio.

Immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

Auguri papà

19 marzo: Festa del papà, nei paesi di tradizione cattolica coincide con il giorno dedicato a San Giuseppe. Auguri a tutti i papà!

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Fedor Dostoevskij

Colui che genera un figlio non è ancora un padre. Un padre è colui che genera un figlio e se ne rende degno. (Fedor Dostoevskij)

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…

Tu DC9 e io dico: @__ *#!’<$£€!!!!!!!

Oggi leggendo le notizie mi parte una rigorosa e motivatissima scancherata contro il calcio.
Lo so, come dice il proverbio: “è stereotipus”.
Ma non me ne frega niente.
Fra l’hooligan dello Sparta Praga che fa pipì sulla poveraccia che chiede le monetine e gli hooligan di qualche giorno fa che le monetine le lanciano (contro altri poveracci) io direi che oggi un bel medio al mondo-del-calcio è più che sacrosanto.
Anche perché nel frattempo è ripartito il solito ritornello: ma il-calcio-non-è-così, quelli-non-sono-tifosi, e-i-sani-valori-dello-sport, il-calcio-si-gioca-in-strada-nei-quartieri-poveri-con-un-pallone-fatto-di-stracci e bla bla bla.
Brano: “Theme From Sparta FC” dei The FallE di nuovo: non me ne frega niente.
Perchè se queste cose – nel-mondo-del-calcio – CONTINUANO A SUCCEDERE, beh: evidentemente il mondo del calcio È anche così.
Per un motivo o un altro succede questa cosa per cui tendenzialmente il-mondo-del-calcio attira un bel po’ di idioti.
Fatevene una ragione perchè succede.
Succede anche con altre cose belle come ad esempio, boh, l’heavy metal.
Quindi basta con ‘ste indulgenze plenarie.
Tanto son cose che sappiamo da un bel po’.
E qui ci attacchiamo alla bella notizia di oggi: l’Alitalia che dona il DC9 del Mundial ’82 al Museo Volandia.
Il DC9, ovviamente, è il DC9 che riportò a casa la nazionale.
Quello della partita a carte Pertini/Bearzot/Zoff/quello-coi-baffi-che-non-mi-ricordo-chi-è.
Tutti felici e contenti perchè “campioni del mondo!” (x3 + ritornello) nonostante il primo scandalo calcioscommesse poco prima.
E per citare un uomo che di “oppiacei e popoli” se ne intendeva ecco che “la storia si ripete”.
2006, tutte quelle storie di Moggi ecc. ma poi tutti felici e contenti perchè “campioni del mondo!”
Stavolta x4 + i poveri White Stripes che giustamente si incazzano per quel “popopopopo”.
Quindi tutti felici e contenti con Montezemolo che strombazza ‘sta cosa dell’aereo “caro a tutti gli italiani”.
Ma a me non frega niente o almeno: c’è un altro celebre DC9 vintage anni ’80 di cui mi frega decisamente di più.
E di quello non sappiamo ancora niente.
Lo so, sono una masegna.
Ma di nuovo: non me ne frega niente.
Perché è una bella masegna anche il calcio, soprattutto con chi del calcio se ne sbatte.
Quindi via con un pezzo a tema: celebriamo il gioco “degli uomini in mutande che fanno sognare i popoli rimasti in mutande”.

Ogni giorno un brano intonato alla cronaca selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.

 

Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. xoxo <3

Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
Un ulteriore punto di forza, forse meno evidente ma non meno importante, è la capacità di far convergere e partecipare ad un progetto le eterogenee singolarità che compongono il tessuto cittadino di Ferrara: lavoratori e precari, studenti universitari e medi, migranti, potranno trovare nella radio uno spazio vivo dove portare le proprie istanze e farsi contaminare da quelle degli altri. Non un contenitore da riempire, ma uno spazio sociale che prende vita a partire dalle energie che si autorganizzano attorno ad esso.

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