Giorno: 28 Aprile 2016

Domenica 1 maggio aperte tutto il giorno le aree archeologiche di Marzabotto (BO) e Veleia (PC) con ingresso gratuito

da: organizzatori

Le vestigia monumentali di Veleia romana o l’unicità della città etrusca di Marzabotto. Non c’è che l’imbarazzo della scelta per chi vuole trascorrere il Primo Maggio visitando le zone archeologiche statali dell’Emilia-Romagna, quest’anno gratuite visto che il 1 maggio coincide con la prima domenica del mese.

Il Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto è aperto dalle 9 alle 18.30 e l’area archeologica dell’antica città di Kainua è visitabile dalle 8 alle 19.
Alle ore 10.30 l’archeologa Anna Bondini guida il pubblico alla scoperta delle “Fasi finali della città etrusca di Kainua: i celti a Marzabotto” mentre alle ore 15 il direttore Tiziano Trocchi accompagna i visitatori alla suggestiva “Necropoli Settentrionale della città etrusca di Kainua” di norma chiusa al pubblico; infine alle ore 17.30, percorso guidato dall’archeologo Alberto Stignani alla “Citta etrusca di Kainua: abitato, necropoli orientale e aree sacre”.
Antica città di Kainua e Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria”, Via Porrettana Sud 13, Marzabotto (BO), tel. 051.932353

Le porte della città romana di Veleia sono aperte dalle 9 alle 19, un’occasione in più per visitare i resti monumentali di un municipium romano tra i più suggestivi dell’Italia settentrionale, incaastonato nelle colline piacentine.
Veleia ruota attorno al proprio foro, la piazza circondata su tre lati da un portico su cui si aprivano botteghe e ambienti a destinazione pubblica. Qui il pubblico può passeggiare tra i monumenti onorari e le vetuste architetture, tra l’edificio termale e i quartieri d’abitazione, e infine visitare il piccolo Antiquarium che, accanto ai calchi della Tabula Alimentaria traianea e della Lex de Gallia Cisalpina, accoglie i reperti che illustrano i momenti più significativi della storia di Veleia.
Area archeologica della città romana di Veleia, Strada Provinciale 14, località Veleia Romana, Lugagnano Val d’Arda (PC), tel. 0523.807113

Maggiori informazioni sul sito della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna (www.archeobologna.beniculturali.it)

Fca Ferrara. Lodi (Fiom Ferrara): “Il lavoro è un diritto, non un favore in cambio di una tessera sindacale. Valuteremo le azioni sindacali e legali sulla vicenda VM”

da: ufficio formazione e informazione CdLT-Cgil Ferrara

Samuele Lodi, segretario generale Fiom Ferrara, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

Il lavoro è un diritto, non può essere né un favore né una concessione. È inaccettabile che, alla VM di Ferrara – azienda del gruppo Fiat – tra gli interinali assunti, la condizione sia stata l’aver fatto la tessera della Fim-Cisl, come racconta l’articolo di Repubblica di oggi.
Sul quotidiano si legge, infatti, una email con la quale la segretaria generale della Fim-Cisl di Ferrara dichiara senza mezzi termini di aver segnalato lei alla Fiat chi assumere e che questi lavoratori, per essere assunti, si erano dovuti iscrivere al suo sindacato. Non paga di ciò, alla richiesta di delucidazioni da parte del giornalista, la sindacalista rivendica quanto fatto giustificandosi con la frase “lo fanno tutti”.
Non è vero che tutti i sindacati fanno così, come non è vero che tutte le aziende si comportano in questo modo. La Fiom-Cgil non lo fa. Il sindacato è una cosa seria: non può ridursi a un sindacato di comodo o ad una agenzia privata di collocamento. Ma la responsabilità più grave di questa vicenda è quella dell’azienda. La legge fa divieto ai datori di lavoro di sostenere associazioni sindacali. Inoltre, nonostante il gruppo Fca sia già stato condannato dai Tribunali per discriminazione, secondo quanto sostenuto dalla sindacalista, continua a mantenere un atteggiamento discriminatorio nei confronti di chi non è iscritto alla Fim-Cisl.
La legittimazione della Fiom nei luoghi di lavoro avviene esclusivamente attraverso la libera ed autonoma scelta dei lavoratori di sostenere un sindacato che ha sempre dimostrato trasparenza, autonomia e correttezza nel rispetto della dignità delle persone e nel tentativo di tutelare tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti. A riprova di questo, nelle ultime elezioni dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, abbiamo ottenuto il 49% dei consensi, eleggendone 4 su 8.
La Fiom di Ferrara ha già chiesto un incontro all’azienda per chiarire la situazione. Inoltre, d’accordo con la Fiom nazionale, valuterà tutte le iniziative sindacali e legali da mettere in campo.

Nessuna stima anticipata per le pesche e nettarine ad Europech

da: ufficio Stampa CSO

CSO ITALY, in accordo con Spagna, Francia e Grecia ha reputato di non anticipare ad Europech i dati su pesche e nettarine delle aree produttive più al Nord.

CSO ITALY per l’Italia, insieme a Spagna, Francia e Grecia hanno deciso di non anticipare i dati sulle produzioni europee di pesche e nettarine per le aree più tardive considerando l’instabilità del clima, le gelate e le grandinate che stanno interessando in questo momento i diversi Paesi, con previsioni meteo che al momento non accennano a stabilizzarsi.
Vista questa situazione piuttosto eccezionale, i diversi referenti che forniscono i dati produttivi hanno deciso di non presentare una stima del raccolto, per le incertezze che permangono sull’evoluzione del carico dei frutti.
Elisa Macchi, Direttore di CSO ITALY dichiara: “Abbiamo concordato tra Paesi produttori di non anticipare dati sulle pesche e nettarine. Le previsioni verranno fatte entro fine maggio, con il quadro europeo completo. Posso affermare comunque – continua Elisa Macchi – che dalle prime indicazioni emerse la produzione è inferiore al 2015 ed anche alla media degli ultimi 5 anni.”
Complessivamente, a livello europeo, si delinea un lieve calo delle superfici di pesche e nettarine nei diversi bacini produttivi: Nord Italia, Francia e Grecia. Solo la Spagna vede una stabilità degli investimenti o addirittura un leggero aumento, ma ad un ritmo che rimane lontano dal trend dell’ultimo decennio.
In aumento gli impianti di percoche in Grecia, Italia e Spagna. Dopo un decennio difficile, il calo della produzione europea ha contribuito a riequilibrare il mercato; in un contesto di crisi dei prodotti freschi, le percoche, principalmente destinate all’industria, ritornano ad essere interessanti per i produttori.
L’andamento climatico anomalo di quest’anno ha visto un autunno e inverno generalmente miti con temperature medie, ben al di sopra del normale. Nel mese di gennaio e febbraio diverse gelate hanno colpito le aree più precoci, che erano ai primi stadi vegetativi (fioritura o presenza di piccoli frutti). Dalla metà di febbraio le temperature sono ritornate nella media, o leggermente al di sotto. La fioritura delle varietà precoci evidenziava un significativo anticipo rispetto alla norma (circa un mese sul 2015) presentando, in alcune aree, qualche danno da gelo per queste cultivar.
Al contrario, per le varietà medie e tardive si è verificato un allungamento della fioritura fino a 3/4 settimane, contro le 2 abituali. Si riduce quindi l’anticipo che inizialmente era stato notato in fioritura ed attualmente appare una notevole eterogeneità tra gli impianti con la presenza di diverse fasi vegetative in contemporanea (ancora in fioritura, in allegagione o in differenziazione). Le ultime indicazioni emerse, in relazione al recente ritorno di freddo, lasciano presagire un calendario produttivo simile al 2015.
Si sottolinea pertanto che non è al momento possibile fornire un quadro produttivo completo per l’instabilità che non accenna ad assestarsi.
Solo nelle Regioni più precoci come l’Andalusia, Murcia, Valencia e l’area del Sud-Italia è possibile avere qualche stima relativamente affidabile.
Anche se al momento non si è in grado di fornire le consuete stime, per i molteplici problemi climatici delle ultime settimane, le condizioni attuali delineano un quadro produttivo europeo che sembra non raggiungere il potenziale produttivo, potrebbe presentare a livello globale un lieve calo sul 2015, in diminuzione anche rispetto alla media degli ultimi 5 anni.
Per le Regioni dell’Italia meridionale (Basilicata, Campania, Puglia, Calabria) dov’è stato possibile effettuare una prima stima, si denota un calo del 7% rispetto al 2015 per pesche e nettarine (in flessione del 6% sulla media 2010/2014), mentre per le percoche la diminuzione è dell’1% sul 2015 e +1% rispetto alla media considerata.
Nel sud della Spagna (Andalusia, Murcia, Valencia) le varietà precoci, che erano in anticipo, sono state interessate da danni da gelo che ne hanno limitato la produzione. L’offerta di pesche, nettarine e pesche piatte dovrebbe essere inferiore del 12% rispetto allo scorso anno, ma superiore del 27% se paragonata alla media grazie ai quantitativi delle pesche piatte che sono raddoppiati rispetto alla media 2010/2014. Per le percoche il calo è del 9% sul 2015 e del 17% rispetto alla media.

Sabato 30 aprile i “Modotti”e i “Camera 66” live al Circolo Arci Zone K

da: Associazione Zone K

Sabato 30 Aprile il Circolo Arci Zone K è lieto di presentare una serata davvero speciale con il doppio concerto di due fra le band più interessanti del panorama locale e nazionale. Saliranno infatti sul palco i Modotti supportati dai Camera 66.
Il trio indipendente Modotti ritorna a calcare i palchi presentando il nuovo Ep dal titolo “Come ti senti” con il supporto di Upupa Produzioni e Fooltribe Concerti e Dischi, registrato e mixato tra il Marzo e l’Aprile del 2015 da Manuele Fusaroli presso lo studio “Natural Head Quarter” di Corlo (Ferrara). Si avvale tra l’altro della collaborazione del contrabbassista e violoncellista Alessandro Ceccangeli (nel brano intitolato Jack Ometti) mentre l’ immagine di copertina è tratta dalla serie di polaroid Tokyo, “polaroid#41”, (2009), del fotografo Michele Corleone che conferisce un tocco di movimento e poesia, misura e manifesto programmatico della nuova musica dei Modotti. Fin dalle prime note di apertura di “Come ti senti” si denota come il suono della band intraprenda un’altra evoluzione data da nuove contaminazioni sonore, mantenendo il comune intento dei musicisti di sottrarsi alla mercificazione della forma canzone. Una ricerca che ha portato Modotti a un sound ruvido e matematico dove in questo Ep si aggiunge la componente acustica; John Fahey incontra i Fugazi e le liriche essenziali ritraggono uno stato delle cose: l’individuo si fa carico della violenza e interpreta la sua strategia, sviluppa una coscienza totale dove l’arte e la libertà espressiva diventano il mezzo, strumento di lotta e parola. Dopo aver condiviso il palco a fianco di Massimo Volume, Zu, Offlaga Disco Pax, Zeus!, Enablers, Ice Age, Bob Corn, Altro, Three In One Gentleman Suit, Red Worms Farm e Ofelia Dorme, il trio Modotti ritorna senza punti interrogativi. “Come ti senti” non è una domanda bensì la reazione a ciò che ci circonda.
I Camera 66 nascono nell’autunno del 2003 dall’incontro tra Patrick e Cristian Altieri (rispettivamente piano e chitarra), Alessandro Biancani (batteria) e Alex Giatti (basso). Da subito l’intento è stato quello di far convivere le diverse influenze provenienti dai background musicali di ciascuno (rock psichedelico di fine anni 60, elettronica sperimentale a 360 gradi, post rock). I risultati attuali vedono come tratti salienti del sound del gruppo una ricerca accurata di sonorità distese e dilatate unite ad un’ elettronica minimale di concetto, voci senza tempo che ripercorrono realtà intimistiche. I Camera 66 hanno all’attivo un album autoprodotto registrato al NHQ Studio di Ferrara nel 2004/2005 dal titolo “Nessuna fretta di partire”, e la partecipazione a due compilation: “HIGH FOUNDATION 2005” (BZ Records) distribuito da Audioglobe e “Natural Born Rockers 2006” (NHQ Rec.). Tra il 2005 e il 2007 I Camera 66 hanno suonato a fianco di bands quali: Jennifer Gentle, Three In One Gentleman Suit, My Awesome Mixtape, Giorgio
Canali & Rossofuoco, The Zen Circus, Le Luci della Centrale Elettrica. All’inizio di gennaio 2008, è uscito il secondo disco autoprodotto “In Sospeso”, distribuito da UnhipRecord/Audioglobe.
Dopo una pausa durata due anni, i Camera 66 si sono ritrovati ed hanno prodotto il loro terzo album “Stasi” sotto etichetta FramebyFrame Records. Questo nuovo progetto ha trovato forma nell’improvvisazione, mantenendo le caratteriste di dissonanza e dilatazione dei suoni che ne fanno la firma di questo gruppo.
L’ingresso ad offerta libera è riservato ai soci Arci. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 22 circa. Per informazione il numero da chiamare è 346 0876998.

In un vortice di eventi e di mondi cavallereschi con Visit Ferrara!

da: ufficio stampa Ella Studio di Carla Soffritti e C.

Fino a giugno 2016, la splendida città rinascimentale è il luogo ideale per vivere la primavera tra parchi verdi, arte, cultura e festival. E il 22 aprile è cominciato il Festival l’Anno Ariosteo.

Tra i periodi più vivaci per vivere le atmosfere culturali ed artistiche di Ferrara, ci sono i mesi che precedono l’estate, quando il clima e l’aria primaverile rendono ancora più piacevole girovagare tra le antiche strade e le piazze rinascimentali della città estense sul mezzo di trasporto che qui è un cult: la bicicletta. Tra le vie medievali e gli spazi che lasciano immaginare il mondo delle dame, armi e cavalieri, si aprono rigogliosi giardini, spesso racchiusi tra regali palazzi antichi, o parchi verdi, come il grande parco dedicato a Giorgio Bassani, tra la città e il Po, e il parco del Sottomura (le mura degli Estensi) i cui percorsi si possono attraversare su 2 ruote e a piedi. Chi passeggerà da queste parti, fino a fine maggio, potrà incontrare un gregge di 800 pecore in transumanza “assunte” dal Comune per tagliare l’erba del Sottomura. Pecore-tosaerba, per rispettare i ritmi della natura, mantenendo rasato il manto erboso. Ma tante sono le occasioni per scoprire l’universo ferrarase, soprattutto grazie al Consorzio Visit Ferrara – che unisce circa 90 operatori turistici di tutta la Provincia – che consente di accedere ad offerte vantaggiose ed itinerari su tutto il territorio: www.visitferrara.eu

Un viaggio speciale nel mondo di Ariosto.
Se Ferrara è la città per eccellenza del Rinascimento (il suo centro storico è Patrimonio Mondiale UNESCO), molti dei suoi luoghi sono dedicati a Ludovico Ariosto, che alla corte degli Estensi scrisse il celebre poema dell’Orlando Furioso. In occasione dei 500 anni dalla sua scrittura che avvenne qui nel 1516, Ferrara celebra l’anno ariosteo con un ricco programma di eventi che farà immergere i visitatori nel suo mondo cavalleresco fino al 2017. Si comincia con una mostra bibliografica e documentaria nella Biblioteca Ariostea “1516-2016. Furioso da cinque secoli, ancora Orlando, per sempre Ariosto”, la più importante esposizione di documenti dello scrittore mai realizzata, che sarà visitabile fino al 24 settembre, la data in cui Palazzo dei Diamanti inaugura la grande mostra “Orlando Furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi”. Dal 24 settembre fino all’8 gennaio 2017, negli spazi espositivi del capolavoro dell’architettura cittadina, opere di Mantegna, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Tiziano, e poi sculture, libri, arazzi, armi, racconteranno l’immaginario ariosteo, negli anni in cui scriveva il poema che ha segnato la storia letteraria. La mostra è realizzata dalla Fondazione Ferrara Arte con il Mibact. Intanto, il 16 aprile 2016, la MLB Home Gallery, la casa-galleria di Maria Livia Brunelli, darà il via ad un ciclo di mostre ispirate ad Ariosto. La prima (fino al 26 giugno) dell’artista Giovanna Ricotta, si intitola “Furiosamente. Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori”: una contrapposizione tra il mondo dei cavalieri e quello delle dame in 46 disegni, tanti quanti sono i canti del poema.

Il Palio più antico del mondo.
Per rivivere a pieno l’atmosfera cavalleresca, torna il Palio di Ferrara (www.paliodiferrara.it) , il più antico del mondo (dal 1259). Per tutto il mese di maggio, vessilli al vento e cavalieri al galoppo saranno protagonisti di una grande festa che trasformerà il cuore cittadino. Ogni fine settimana, i visitatori potranno assistere a giochi, spettacoli e prove al canapo, fino a domenica 29 maggio, quando in Piazza Ariostea andranno in scena la corsa delle putte, la corsa dei putti, la corsa delle asine e la corsa dei cavalli. Grazie alle proposte del Consorzio Visit Ferrara, si può scegliere il pacchetto di 1 notte con colazione, pranzo o cena tipica, e bicicletta in occasione della Benedizione dei Palii e l’offerta dei Ceri del 6 maggio (da 91 euro a persona) e l’evento del Corteo storico del 21 maggio (da 81 euro). Per assistere alle gare degli antichi Giochi delle bandiere estensi, il weekend del 14 e 15 maggio – 2 notti con pranzo o cena tipica, visita guidata alla città e carta turistica MyFe Card – è a partire da 187 euro a persona. Da 199 euro, lo stesso pacchetto per il fine settimana clou del Palio, dal 27 al 29 maggio, quando in piazza Ariostea si disputeranno le suggestive corse.

Grandi Festival.
– Dal 20 al 22 maggio, si terrà invece il primo festival italiano sul tema della condivisione e della sharing economy: il Ferrara Sharing Festival (www.sharingfestival.it). Nel centro storico persone interessate, esperti e rappresentanti di imprese potranno partecipare ad incontri, workshop e momenti di intrattenimento, con i migliori operatori dell’economia collaborativa e la social innovation.

– Prima edizione, dal 1° al 5 giugno, anche per il Ferrara Film Festival (www.ferrarafilmfestival.com), rassegna di film, arte, eventi cinematografici e spettacoli, con attori internazionali, personaggi, workshop a tema con esperti del settore, per costruire un ponte culturale tra l’Italia e gli Stati Uniti. Con Visit Ferrara, 2 notti con colazione, cena ed omaggio, sono da 157 euro a persona.

Per informazioni e prenotazioni: Consorzio Visit Ferrara
Via Borgo dei Leoni 11, Ferrara (FE)
Tel. 0532 783944, 340 7423984
E – mail: assistenza@visitferrara.eu
Sito web: www.visitferrara.eu

Di chi sono i dati? Proprietà e accesso alle informazioni nell’era di Internet

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

Conferenza pubblica con Luciano Floridi, Università di Oxford, venerdì 29 aprile Palazzo Bonaccossi.

Domani, venerdì 29 aprile, alle ore 16.30, presso Palazzo Bonacossi, (via Cisterna del Follo, 5), il Master in giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza dell’Università di Ferrara, organizza la conferenza pubblica di Luciano Floridi, professore di Filosofia ed Etica dell’Informazione e direttore di ricerca all’Oxford Internet Institute, “Di chi sono i dati? Proprietà e accesso alle informazioni nell’era di Internet”. Conversano con Floridi Matteo D’Alfonso, Dipartimento Studi umanistici, Marco Bresadola e Michele Fabbri, Direzione del Master.
A chi appartengono i dati che tutti noi immettiamo quotidianamente attraverso la rete? Quanto sono attendibili e imparziali le informazioni a cui accediamo? Risponde uno dei massimi esperti internazionali, riconosciuto oggi come il padre della filosofia dell’informazione, Luciano Floridi.
Il campo della ricerca di Floridi riguarda principalmente la filosofia dell’informazione e della logica, l’etica, l’informatica e l’epistemologia. Su questi temi collabora con le più importanti riviste internazionali ed è autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche. E’ anche Copernicus Visiting Professor dell’Istituto Universitario di Studi Superiori di Ferrara.
“Floridi – afferma Matteo D’Alfonso, Professore di Storia della Filosofia dell’Università di Ferrara -dimostra che è in atto una ‘Quarta rivoluzione’, dopo quelle segnate dalle scoperte di Copernico, Darwin e Freud: la rivoluzione dell’informazione, che sta modificando tutti gli aspetti della nostra vita. E’ una grande opportunità per il nostro Ateneo poter collaborare con lui.”
“C’è bisogno di uno sguardo critico come quello di Floridi – aggiunge Michele Fabbri, Condirettore del Master in giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza- per uscire dalla banalità di un dibattito che da troppo tempo si divide fra chi esalta Internet e chi lo demonizza. I dati sono la vera posta in gioco: quelli ufficiali e quelli che inconsapevolmente forniamo su Facebook. E’ un meccanismo spesso volutamente opaco, che bisogna però conoscere per capire come si articolano nuovi saperi e nuovi poteri.”
Secondo Marco Bresadola, direttore del Master..”la grande disponibilità di dati personali su Internet sta alterando aspetti fondamentali della vita di tutti come quello della salute. Si parla, ad esempio, di Medicina 2.0, che apre a grandi opportunità ma ad altrettanti rischi per i pazienti, medici e la sanità pubblica. Il lavoro di Floridi sull’etica è fondamentale in questo campo”

Venerdì 29 aprile si parla di etica e comunicazione giornalistica al nuovo appuntamento del ciclo “L’etica in pratica”: seminari per conoscere, capire e riflettere

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

L’etica e la comunicazione giornalistica saranno al centro del seminario che si terrà domani, venerdì 29 aprile, dalle ore 10.15 alle ore 12 nell’Aula Magna Drigo del Dipartimento di Studi umanistici, (via Paradiso, 12), che rientra nel ciclo di incontri “L’etica in pratica”, organizzati da Sergio Gessi, docente di Etica della comunicazione e dell’informazione dell’Università di Ferrara.
“Le notizie al tempo dei bit”. E’ questo il titolo dell’appuntamento che vedrà come relatore Marco Zavagli, giornalista e Direttore di estense.com.

Vis 2008 vola alle finali nazionali

da: ufficio stampa Vis 2008

Impresa storica per il basket ferrarese, quella compiuta dai ragazzi della categoria under 20 elite ad insegna VITALDENT-CARICENTO. I ragazzi di Franchella e Spettoli staccano il pass per le finali nazionali che si disputeranno a Vicenza dal 9 al 15 maggio. Un risultato davvero storico, essendo la prima volta che una squadra ferrarese maschile arriva in finale fra le prime 16 squadre d’Italia. Il risultato ha ancora più dell’incredibile se si pensa che è stato ottenuto con una squadra molto più giovane della media nazionale. Un solo 96 in campo a Cecina (Gianmarco Ebeling ha dovuto purtroppo finire anzitempo la sua stagione), cinque 97 (assente Gnani per infortunio) e, per il resto, 98 e 99. I vissini arrivavano a Cecina con un pronostico sfavorevole, essendo dovuti passare per lo spareggio di lunedì 18 aprile a Tortona. Le avversarie erano Treviso Basket, società che aveva dominato il difficilissimo girone veneto, Virtus Civitanova Marche, seconda nel campionato marchigiano, e Basket Todi, prima squadra umbra. Lunedì 25 i vissini hanno incrociato le armi con la quotatissima squadra veneta. Partita tosta, fra due squadre che sapevano che ben iniziare il girone era fondamentale. Tanti giocatori in doppia cifra per la Vis, che ha ben diviso le forze tra le tante bocche di fuoco. Una caratteristica che a fine interzona è stata decisiva. La vittoria arride ai ferraresi che giustamente esultano, sapendo che con la formula del concentramento non si può mai esultare fino a quando la matematica non sia favorevole. La vittoria per 78 a 67 dà diritto ai vissini di affrontare Civitanova Marche che il primo giorno ha battuto Todi dopo un supplementare. Martedì rifinitura mattutina e partita alle ore 14:00. Le caratteristiche dei marchigiani sono completamente diverse rispetto ai veneti. Due giocatori talentuosissimi e tantissima intensità. I vissini con pazienza attaccano la zona degli avversari, pur passando attraverso momenti di difficoltà. Fine terzo quarto con Civitanova a +4. Poderosa frazione finale per i ferraresi che dominano per 28 a 8 per il 74 a 58 finale.
La vittoria di Treviso contro Todi proietta i vissini alle finali nazionali. Un traguardo storico.
Il giorno dopo contro Todi i vissini cercano, giustamente, di onorare il torneo. Partita vera, che gli umbri cercano in tutti i modi di vincere. I vissini mollano un po’ nel finale, e Todi vince meritatamente per 76 a 73. Adesso sotto con il lavoro in palestra. Il 9 maggio è lì vicino, e in aggiunta, ci sono le ultime tre partite della fase interzona under 18, per il finale di una stagione che in ogni caso entra di diritto nella storia del basket ferrarese.

TABELLINI:

De Longhi Treviso – Vitaldent Caricento 67-78 (19-20, 43-42, 53-56)
Ferrara, Grazzi ne, Cervellati 2, Bianchi 5, Brilli, Kekovic 21, Verrigni 14, Mastrangelo 4, Ghirelli 10, Gamberini 10, Ebeling M 12, Bianchini. All.re. Franchella – Spettoli

Vitaldent Caricento – Virtus Civitanova Marche 74-58 (17-13, 32-32, 46-50)
Ferrara, Cervellati 3, Bianchi 4, Vivarelli, Kekovic 7, Verrigni 9, Cavicchioli 9, Mastrangelo 5, Ghirelli 14, Gamberini 4, Ebeling M 19, Bianchini. All.re. Franchella – Spettoli

Basket Todi – Vitaldent Caricento 76-73 (10-9, 31-34, 52-63)
Ferrara 8, Grazzi 13, Bianchi 6, Brilli, Vivarelli 4, Fiore 5, Verrigni 17, Cavicchioli 9, Ghirelli, Gamberini 6, Ebeling M 3, Bianchini. All.re Franchella – Spettoli

Formazione, alternanza scuola-lavoro: accordo con Ducati e Lamborghini

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Siglata oggi l’intesa fra la Regione, l’Ufficio scolastico regionale e i due Gruppi motoristici per realizzare un percorso biennale per gli studenti delle Aldini-Valeriani e del Belluzzi-Fioravanti di Bologna.

Bologna – Una nuova edizione del percorso biennale di alternanza scuola-lavoro, dal 2014 punto di riferimento nazionale per il sistema duale. Il Progetto Dual Education System Italy (Desi II) è stato siglato oggi tra Regione Emilia-Romagna, Ufficio scolastico regionale, Automobili Lamborghini e Ducati Motor Holding. L’intesa, in coerenza con l’accordo aziendale firmato ieri, dà il via ad una nuova progettualità che valorizza l’apprendimento in azienda e permetterà agli studenti degli Istituti Belluzzi-Fioravanti e Aldini-Valeriani di Bologna di vivere un’esperienza di alternanza tra scuola e lavoro altamente qualificata, e conseguire un diploma d’istruzione professionale.
“Nel Patto per il Lavoro ci siamo impegnati a promuovere una maggiore integrazione tra i soggetti formativi e le imprese per intercettare, anticipare e implementare competenze nuove e innovative per lo sviluppo – ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini – Il progetto che abbiamo siglato oggi va esattamente in quella direzione, confermandosi punto di riferimento a livello nazionale per il sistema duale”.
“DESI II conferma la capacità di istituzioni, parti sociali, autonomie formative e imprese d’eccellenza del territorio di lavorare insieme per costruire opportunità innovative per la formazione dei giovani e la loro transizione verso il lavoro. L’accordo raggiunto ieri in sede aziendale e le importanti novità dell’intesa che firmiamo qualificano l’intera infrastruttura educativa e formativa regionale e rafforzano uno dei suoi segmenti strategici – ha detto l’assessore regionale a Scuola, Formazione e Lavoro Patrizio Bianchi – perché superano la fase di sperimentazione del duale in Emilia-Romagna per porsi come esperienza riproducibile a livello regionale”.
“L’avvio di questo progetto costituisce un ulteriore passo in avanti nella qualificazione dei percorsi di istruzione professionale, qualificazione – ha ricordato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Stefano Versari – che si realizza sia in termini di nuove metodologie di apprendimento sia in termini di arricchimento di saperi e competenze che migliorano l’occupabilità degli studenti una volta diplomati. Si tratta di un obiettivo specifico dell’istruzione, confermato anche dalla recente legge di riforma, che chiede alle scuole di stringere alleanze strutturate con i soggetti operanti nel territorio di riferimento, alleanze che in Emilia Romagna sono una tradizione che si rinnova.”
Sulla base dell’esperienza maturata con il progetto Desi I avviato nel 2014, l’accordo Desi II prevede la realizzazione negli anni scolastici 2016/2018 e 2017/2019 di due percorsi biennali di istruzione e formazione nelle classi quarta e quinta dei due istituti scolastici bolognesi, percorsi caratterizzati dall’alternanza scuola-lavoro e finalizzati al conseguimento del diploma quinquennale d’istruzione professionale e all’acquisizione di ulteriori competenze tecnico-professionali spendibili e richieste dal mercato del lavoro.
L’obiettivo è costruire un sistema duale, cioè un’esperienza di alternanza scuola-lavoro rafforzata, con una presenza degli studenti nell’ambiente aziendale, più ampia di quella prevista dall’ordinamento scolastico degli istituti professionali, sulla base di un progetto formativo unitario, articolato all’interno dell’orario curriculare e attraverso attività extracurriculari.
Nell’anno scolastico 2016/17 potranno accedere al progetto venticinque studenti del quarto anno dell’IIS Belluzzi-Fioravanti e venticinque studenti dell’IIS Aldini-Valeriani. In entrambi i casi si tratta di studenti dell’istituto professionale, a indirizzo “Manutenzione e Assistenza Tecnica”. L’anno successivo 2017/18 parteciperanno al progetto le conseguenti due classi quinte e due nuove classi quarte, e l’anno 2018/19 le conseguenti due classi quinte.
Gli studenti dell’Aldini-Valeriani svolgeranno la formazione in azienda presso la Automobili Lamborghini Spa, mentre quelli del Belluzzi-Fioravanti la svolgeranno presso la Ducati Motor Holding Spa. Tra ciascuna scuola e l’azienda partner sarà stipulata una specifica convenzione. Gli studenti saranno impegnati per circa 1000 ore. Sulla base dell’intesa siglata oggi, agli studenti coinvolti nelle attività sarà riconosciuta da parte della Regione Emilia-Romagna e attraverso le scuole una indennità di tirocinio di 450 euro, calcolata sulla base della legge regionale e sui periodi di attività extracurriculare svolti presso i training center aziendali.
Il percorso Desi verrà presentato a tutti gli studenti, e alle loro famiglie, delle classi terze dei due istituti professionali, in tempi utili per raccogliere le domande di partecipazione e per costituire le classi. Le domande saranno valutate sulla base di criteri attitudinali, motivazionali e di merito.

Il Progetto Desi I
Realizzato in collaborazione con la Fondazione dipendenti Volkswagen, Ufficio Scolastico regionale per l’Emilia-Romagna e la Regione Emilia-Romagna. Lamborghini e Ducati, le due società bolognesi del Gruppo Audi, a partire da settembre 2014 hanno offerto a 48 giovani selezionati in base al merito e alle condizioni legate al reddito, la possibilità di fare un’importante esperienza scolastica e formativa attraverso un programma ispirato al sistema duale tedesco. Dopo una prima fase didattica che si è svolta a scuola, si è tenuta una sessione pratica presso i due moderni Training Center Lamborghini e Ducati. In collaborazione con i due istituti superiori Aldini-Valeriani e Fioravanti-Belluzzi di Bologna, le aziende hanno sviluppato un programma congiunto di attività didattica in aula e training on the job, al fine di stabilire un doppio percorso tra scuola e azienda.

Pubblicata la prima mappa dell’intero piano della nostra galassia nel lontano infrarosso

da: ufficio comunicazione ed eventi Unife

Unife partecipa allo studio con i ricercatori del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra.

A un milione e mezzo di chilometri di distanza dalla Terra, si trova dal 2009 il satellite Herschel, che ora è pronto a svelare dati preziosi alla comunità astronomica: per la prima volta la nostra Galassia viene mappata grazie a un telescopio spaziale costruito ad hoc. E’ il programma Hi-Gal dell’Agenzia Spaziale Europea che ha consentito la creazione di una mappa ad alta risoluzione dell’intero piano della nostra Galassia.
Le immagini, che coprono circa 800 gradi quadrati (il 2% del cielo), campionano accuratamente il piano della Via Lattea, la galassia che ci ospita, e ne svelano la complessa trama di gas e polvere cosmica entro cui si formano le stelle.
Al progetto Hi-Gal, guidato da Sergio Molinari dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (IAPS) dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, (INAF), ha partecipato il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di UNIFE, con il team del Prof. Paolo Natoli.
“Siamo abituati a pensare alla Via Lattea come ad un contenitore di stelle – afferma Natoli – ma in effetti essa ospita molta più materia sotto forma di nubi di polvere e gas, all’interno delle quali le stelle si formano. Questo processo non può essere osservato con i tradizionali telescopi ottici perche’ la luce visibile, a cui sono sensibili i nostri occhi, non riesce a penetrare queste nubi. La radiazione infrarossa, invece, svela i complessi meccanismi fisici che sono alle base della formazione stellare”.
Il ruolo del team ferrarese è stato determinante per la creazione delle mappe di cielo di Hi-Gal, che come commenta Natoli “costituiscono una vera miniera di informazioni per la conoscenza della nostra galassia e del ciclo di nascita, vita e morte delle stelle che ospita. Creare queste mappe ha rappresentato una sfida notevole: ciò che vediamo alla fine del lavoro è un’ immagine, assimilabile a una fotografia digitale, ma è bene tener presente che si tratta di ‘falsi colori’, perche’ i nostri occhi non riuscirebbero a percepire le frequenze a cui Herschel lavora. Riuscire a condensare questi dati in immagini, senza alterarne l’informazione scientifica che esse contengono, vero obiettivo delle successive analisi, ha richiesto lo sviluppo di algoritmi dedicati e l’uso di supercalcolatori oltre ad anni di lavoro di giovani scienziati, molti dei quali precari. Il fatto che esse siano anche belle dal punto di vista estetico rappresenta un qualcosa in più, e ci ricorda la bellezza che spesso si incontra nell’indagine fisica della natura.”

Made in Italy: più di 7000 agricoltori Coldiretti a Bologna

da: ufficio stampa Coldiretti Emilia-Romagna

Con 8 miliardi di falsi prodotti agroalimentari che si rifanno all’enogastronomia regionale, l’Emilia Romagna ha il primato delle imitazioni a tavola del made in Italy, che nel mondo valgono 60 miliardi. E’ quanto emerso alla mobilitazione di oltre 7 mila di agricoltori di Coldiretti intervenuti in difesa del made in Italy dentro e fuori al Paldozza di Bologna, capoluogo della regione che con 43 prodotti Dop e Igp che valgono circa 3 miliardi di euro ha il primato italiano dei prodotti a denominazione d’origine riconosciuti dall’Unione Europea.
Alla mobilitazione ha partecipato la giunta nazionale di Coldiretti, guidata dal presidente nazionale Roberto Moncalvo e dal vicepresidente nazionale e presidente di Coldiretti regionale Mauro Tonello. Alla manifestazione hanno partecipato rappresentanti del Governo nazionale, con il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e quello dell’Ambiente Gian Luca Galletti, del Governo regionale, con il presidente Stefano Bonaccini, il sindaco di Bologna Virginio Merola e l’eurodeputato Paolo De Castro. Bonaccini e De Castro all’incontro hanno sottoscritto anche l’impegno a sostenere in Emilia Romagna e in Europa l’etichettatura d’origine obbligatoria per tutti gli alimenti, a partire dal latte e i suoi derivati.
All’esterno del Paladozza è stato riprodotto un grande supermercato con corsie distinte per capitale europea dove sono stati esposti gli inganni nei confronti dei consumatori europei determinati dall’uso di immagini, parole e tricolore che richiamano impropriamente alla qualità del Made in Italy che sono l’obiettivo dei Carabinieri dei Nas che per la prima volta in collaborazione con la Coldiretti sono andati all’estero per verificare cosa viene venduto come “italiano”, grazie ad un progetto dell’Europol. E’ anche stata apparecchiata una grande tavolata su come sono modificate grossolanamente all’estero le ricette nazionali più tipiche, alcune delle quali riguardanti proprio l’Emilia Romagna, come i Kapeleti e la Mortadela sloveni, il Parmezali rumeno, fino ad arrivare a piatti pronti inesistenti come gli “Spaghetti alla Bolognese” con una improbabile salsa al pomodoro e polpette di carne.
Se nessun italiano si sognerebbe di comprare simili prodotti – commenta Coldiretti Emilia Romagna – non è così per i consumatori esteri che vengono attirati dall’immagine di italianità ad essi collegati, fornendo alle aziende produttrici un vantaggio competitivo perché associano indebitamente ai propri prodotti l’immagine del made in Italy apprezzata dai consumatori stranieri nonostante il prodotto che essi acquistano non abbia alcun legame con il sistema produttivo italiano, facendo concorrenza sleale nei confronti dei produttori nazionali impegnati a garantire standard elevati di qualità.
“Bisogna combattere un inganno globale per i consumatori che causa danni economici e di immagine alla produzione italiana sul piano internazionale – ha detto il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello – per questo occorre fare chiarezza a livello nazionale ed europeo estendendo a tutti i prodotti l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti alimentari, compresa la materia prima utilizzata nei trasformati e nei piatti pronti”.

Comacchio, prorogati i termini del bando per promuovere la sicurezza stradale

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Ci sarà tempo fino alle ore 12 del 23 maggio 2016 per partecipare all’avviso pubblicato dal Comune di Comacchio per l’ideazione, la progettazione e la realizzazione di progetti educativi e di coinvolgimento della cittadinanza in favore della sicurezza stradale. L’Amministrazione ha, infatti, deciso di prorogare i termini per la raccolta delle manifestazioni di interesse, bandita a seguito del finanziamento regionale ottenuto nell’ambito del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale e destinato alla realizzazione di un progetto di connessione ciclabile in sicurezza. Il progetto, infatti, oltre a prevedere le opere infrastrutturali di collegamento ciclo-pedonale di Trepponti-Via Marina, del quartiere Raibosola e degli attraversamenti in sicurezza in Via Marconi, via degli Agostiniani e nell’ultimo tratto di pista ciclabile in località Porto Garibaldi, prevede anche una serie di azioni di sensibilizzazione sul tema della sicurezza stradale in favore della comunità. La progettazione del piano di comunicazione ed educazione dovrà, quindi, contenere non solo la proposta di concept e visual della campagna promozionale ed il relativo piano dei media, ma anche l’organizzazione di incontri pubblici e banchetti informativi, la redazione della mappa delle vie ciclabili del territorio comunale e la realizzazione di un processo partecipativo finalizzato all’istallazione di fioriere e altro arredo urbano.
La domanda di partecipazione è disponibile, insieme al bando, sul sito istituzionale del Comune. Per informazioni è possibile contattare il responsabile del procedimento, tutti i giorni dalle 9 alle 13, ai seguenti recapiti 0533/318610-625 o agli indirizzi e-mail gguidi@comune.comacchio.fe.it e sbeneventi@comune.comacchio.fe.it.

Giovedì 5 maggio Avishai Cohen in concerto per il Ravenna Jazz 2016

da: ufficio stampa Ravenna Jazz

Dopo l’anteprima in Piazza del Popolo del 2 maggio, Ravenna Jazz 2016 arriva finalmente in teatro: per dieci giorni esplorerà il jazz nelle sue più varie espressioni stilistiche, dalle evoluzioni funky a quelle latine, dalle incursioni rock-blues agli affondi nella grande tradizione afro-americana, con una particolare attenzione per il canto.
Il Teatro Alighieri ospiterà il primo big del cartellone festivaliero: giovedì 5 maggio (alle ore 21) il contrabbassista israeliano Avishai Cohen darà prova della sua conturbante sovrapposizione di linguaggi musicali assieme al suo trio (con Omri Mor al pianoforte e Daniel Dor alla batteria). Sapori mediorientali si infiltrano nella matrice jazzistica statunitense dando vita a una musica ritmicamente esuberante e dall’intensa, talvolta struggente, carica melodica. Biglietti: intero da 25 a 15 euro; ridotto da 22 a 12.
Al via anche i concerti Aperitifs, a ingresso gratuito, che si terranno ogni pomeriggio alle ore 18:30 nei locali del centro cittadino. Il primo sarà ospitato da Leonardi Dolciumi 1957, dove si esibirà il cantante e chitarrista brasiliano Rogerio Tavares.
Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network con la collaborazione degli Assessorati alla Cultura del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna, con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con la partecipazione della SIAE.

Protagonista di un concerto da standing ovation a Crossroads 2015, Avishai Cohen torna in regione pronto a stupire nuovamente.
Nato nel 1970 in Israele in una famiglia dai forti interessi musicali, Avishai Cohen viene avviato agli studi di pianoforte all’età di nove anni. Quando ne ha quattordici, la sua famiglia si trasferisce a St. Louis, nel Missouri. L’arrivo negli Stati Uniti coincide con l’inizio della passione per il basso, dapprima quello elettrico, stimolata dall’ascolto di Jaco Pastorius. Avishai ritorna però in Israele dove prosegue gli studi e svolge il servizio militare: è solo dopo di questo che decide di trasferirsi a New York. Vi arriva nel 1992 e deve affrontare una vita dura per mantenersi. Inizia però presto a suonare con Ravi Coltrane, Wynton Marsalis, Joshua Redman, Paquito D’Rivera, Roy Hargrove, Danilo Perez, finché, nel 1997, la sua fortuna cambia radicalmente quando Chick Corea lo coinvolge nel suo trio e nel gruppo Origin. Cohen viene catapultato nei piani alti del jazz, posizione da cui continua ad affinare la sua tecnica strumentale e compositiva.
Corea permette a Cohen di esordire anche come leader, producendogli con la sua etichetta discografica una serie di album a partire da Adama (1998). È chiaro sin da subito che guidare i propri gruppi permette a Cohen di dare libero sfogo non solo alle sue doti solistiche ma specialmente a quelle compositive, mentre nella sua musica emergono influssi latini e mediterranei. Da allora la sua carriera è proseguita con una fitta produzione discografica da leader, sospinta anche dalla creazione di una propria etichetta, la Razdaz Recordz.
Da alcuni anni Cohen si è stabilito nuovamente in Israele: gli elementi mediorientali e gli influssi della musica ebraica si intrecciano ora ancor più saldamente alla matrice jazzistica afro-americana. Il trio è la perfetta incarnazione di questo ritorno alle origini di Cohen, come dimostra il suo più recente lavoro discografico: From Darkness (2015).

Rogerio Tavares, originario del nord-est del Brasile, inizia a suonare la chitarra molto presto, per accompagnare il padre cantante. La sua formazione avviene sia come autodidatta che presso il conservatorio di Natal, mentre i suoni della sua terra permeano definitivamente il suo stile. Trasferitosi stabilmente in Italia dagli anni Novanta, ha pubblicato il primo disco da leader nel 2004 (Galope), seguito nel 2008 da Round per la Philology. Collabora con Lucio Ferrara, Roberto Taufic, Roberto Rossi, Giancarlo Bianchetti, Silvia Donati…

Informazioni
Jazz Network, tel. 0544 405666, fax 0544 405656
e-mail: ejn@ejn.it
website: www.ravennajazz.org

Prezzi
Teatro Alighieri:
Abbonamenti alle 4 serate (5-7-8-14 maggio): platea e palchi I-II-III ordine € 80, palchi IV ordine e galleria € 60, loggione € 40.
Biglietti: platea e palchi I-II-III ordine intero € 25, ridotto 22; palchi IV ordine e galleria intero € 20, ridotto 18; loggione intero € 15, ridotto 12. Diritti di prevendita: maggiorazione del 10% sul prezzo dei biglietti e del 4% su quello degli abbonamenti venduti on-line e presso IAT Ravenna e IAT Teodorico (diritti esclusi per la vendita presso l’Alighieri sia dei biglietti il giorno stesso di spettacolo sia degli abbonamenti).

Riduzioni valide per under 25, over 65, soci Touring Club Italiano, soci Combo Jazz Club di Imola.

Indirizzi e Prevendite
Teatro Alighieri:
Via Mariani 2, tel. 0544 249244: giorni feriali ore 10-13, giovedì anche ore 16-18, biglietteria giorni di spettacolo dalle ore 20.
Prevendita: Biglietteria del Teatro Alighieri; tutte le agenzie e filiali della Cassa di Risparmio di Ravenna; IAT Ravenna, Piazza San Francesco 7, tel. 0544 35404; IAT Teodorico, Via delle Industrie 34, tel. 0544 451539; IAT Cervia, Via Evangelisti 4, tel. 0544 974400; biglietteria on-line: www.crossroads-it.org, www.teatroalighieri.org, www.erjn.it, www.ravennajazz.org.

Leonardi Dolciumi 1957, Via Pellegrino Matteucci 5/A, tel. 0544 37414, 340 9697947, info@leonardidolciumi.it, www.leonardidolciumi.com

Made in Italy: Coldiretti, 3000 posti di lavoro dalla lotta ai falsi esteri

da: ufficio stampa Coldiretti Emilia-Romagna

Dalla lotta alla contraffazione e alla falsificazione dei prodotti alimentari italiani di qualità potrebbero nascere trecentomila nuovi posti di lavoro. E’ quanto denuncia il Dossier Coldiretti che ha collaborato alla “task force” dei Carabinieri dei Nas all’estero per verificare cosa viene venduto come “italiano”, grazie ad un progetto dell’Europol presentato alla mobilitazione a difesa del Made in Italy di migliaia di agricoltori italiani con i trattori dentro e fuori il Paladozza a Bologna in Emilia Romagna, la regione con il primato italiano ed europeo della qualità per il maggior numero di prodotti a denominazione di origine riconosciute dall’Unione Europea.

Questi prodotti sono stati determinanti nel consentire all’Italia di raggiungere nel 2015 il record storico delle esportazioni agroalimentari di 36,8 miliardi, un valore che è praticamente raddoppiato negli ultimi dieci anni (+74%). A trainare – sottolinea la Coldiretti – è soprattutto il vino che fa registrare un aumento dell’80 per cento nel decennio per raggiungere nel 2015 un valore delle esportazioni di 5,4 miliardi che lo colloca al primo posto tra i prodotti della tavola Made in Italy all’estero. Al secondo posto – precisa la Coldiretti – si posiziona l’ortofrutta fresca con un valore stimato in 4,4 miliardi nel 2015, ma con una crescita ridotta e pari al 55%, mentre al terzo posto sul podio sale la pasta che raggiunge i 2,4 miliardi per effetto di una crescita del 82% nel decennio. Nella top five ci sono anche – continua la Coldiretti – i formaggi che hanno raggiunto un export stimato a 2,3 miliardi con un balzo del 95% in dieci anni, mentre la classica “pummarola” fa salire la voce pomodori trasformati a 1,5 miliardi (+88% nel decennio). A determinare l’ottima performance dell’agroalimentare italiano sono stati però anche – precisa la Coldiretti – l’olio di oliva che è aumentato del 24% nel periodo considerato per raggiungere 1,4 miliardi a pari merito con i salumi.

Circa un prodotto alimentare italiano esportato su cinque – sottolinea la Coldiretti – è “Doc” con il valore delle esportazioni realizzato grazie a specialità a denominazione di origine, dai vini ai formaggi, dalle conserve all’olio fino ai salumi, che rappresenta il 20% del totale.

“Con i prodotti originali sono però aumentate sui mercati esteri anche le imitazioni con l’agropirateria internazionale che fattura sul falso Made in Italy a tavola 60 miliardi di euro nel mondo, quasi il doppio dei prodotti originali”, ha denunciato Moncalvo nel sottolineare l’importanza di un’azione più decisa dentro e fuori l’Europa.

In testa alla classifica dei prodotti più taroccati – rileva la Coldiretti – ci sono i formaggi a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina. Poi ci sono i nostri salumi più prestigiosi dal Parma al San Daniele che spesso “clonati”, ma anche gli extravergine di oliva, le conserve e gli ortofrutticoli come il pomodoro San Marzano. Se gli Stati Uniti sono i “leader” della falsificazione, le imitazioni dei formaggi italiani sono molto diffuse dall’Australia al Sud America, ma anche sul mercato europeo.

A questa realtà però – conclude la Coldiretti – se ne aggiunge una ancora più insidiosa: quella dell’italian sounding di matrice italiana, che importa materia prima dai Paesi più svariati, la trasforma e ne ricava prodotti che successivamente vende come italiani senza lasciare traccia, attraverso un meccanismo di dumping che danneggia e incrina il vero Made in Italy’, perché non esiste ancora per tutti gli alimenti l‘obbligo di indicare la provenienza in etichetta.

Sabato a Poggio Renatico celebrazione per il 70° anniversario della Cna

da: ufficio stampa Cna Ferrara

Riconoscimenti alle imprese associate da oltre 25 anni.

Sabato 30 aprile, alle ore 10, presso la Sala dell’Auditorium comunale di Poggio Renatico (via Salvo d’Acquisto, 5) Cna premia i propri imprenditori di più lunga fedeltà associativa con una cerimonia pubblica, alla quale interverranno i sindaci di Poggio Renatico Daniele Garuti e di Vigarano Mainarda Barbara Paron, il presidente provinciale della Cna Alberto Minarelli, il direttore provinciale Diego Benatti e il presidente dell’Area Cna Alto Ferrarese Stefano Grechi.
L’iniziativa, con la quale l’Associazione celebrerà il 70° anniversario della sua fondazione, costituisce una occasione di festa e, al tempo stesso, di riflessione sul valore odierno della rappresentanza e sul ruolo delle piccole e medie imprese nell’economia del territorio. In particolare, sabato mattina, la cerimonia di consegna dei riconoscimenti intitolata “70 anni di Cna: valori e opportunità per la crescita delle imprese del territorio”, riguarderà gli imprenditori soci di Poggio Renatico e Vigarano Mainarda per un periodo compreso tra i 25 e i 45 anni.

Made in Italy: dagli spaghetti alla bolognese al pesto genovese, i piatti più sfregiati dagli chef Ue

da: ufficio stampa Coldiretti Emilia-Romagna

Tre italiani su quattro restano delusi dai piatti “italiani” serviti all’estero dove vengono portate in tavola le più bizzarre versioni delle ricette tradizionali, come l’abitudine belga di usare la panna al posto del pecorino nella carbonara, quella tedesca di impiegare l’olio di semi nella cotoletta alla milanese, quella olandese di non usare il mascarpone nel tiramisù, fino agli inglesi che vanno pazzi per gli spaghetti alla bolognese che sono del tutto sconosciuti nella città emiliana. E’ quanto denuncia il Dossier Coldiretti che ha collaborato alla “task force” dei Carabinieri dei Nas all’estero per verificare “Cosa mangiano di italiano in Europa”, presentato alla mobilitazione a difesa del Made in Italy di migliaia di agricoltori italiani con i trattori dentro e fuori il Paladozza a Bologna in Emilia Romagna, la regione con il primato italiano ed europeo della qualità per il maggior numero di prodotti a denominazione di origine riconosciute dall’Unione Europea.

E’ significativo e preoccupante il fatto che – sottolinea la Coldiretti – uno dei piatti “italiani” più diffuso siano gli spaghetti alla bolognese che spopolano in Inghilterra, ma che non esistono nella tradizione nazionale se non nei menu’ acchiappaturisti. Una variante molto diffusa spacciata come tricolore è anche la ‘Pasta with Meatballs’, pasta con le polpette che nessun italiano servirebbe a tavola.

Tra le specialità più “tradite” ci sono anche – sottolinea la Coldiretti – la pasta al pesto proposta con mandorle, noci o pistacchi al posto dei pinoli e con il formaggio comune che sostituisce l’immancabile parmigiano reggiano e il pecorino romano. Una offesa che si vuole combattere con la candidatura del pesto alla genovese a patrimonio immateriale dell’umanità per tutelare una tradizione conservata nel tempo da intere generazioni che deve rappresentare anche una difesa nei confronti delle troppe imitazioni, a tutela del basilico genovese a denominazione di origine (Dop). Nella ricetta tradizionale della costoletta alla milanese invece – continua la Coldiretti – non possono mancare oltre alla costola di vitello battuta, il pane grattugiato grosso, le uova, il burro, meglio se chiarificato, e il sale. Una ricetta che purtroppo non sempre è rispettata e – sostiene la Coldiretti – all’estero non è certo difficile trovare la costoletta alla milanese realizzata con carne di pollo o di maiale o fritta nell’olio di semi. Praticamente ovunque – continua la Coldiretti – è poi diffusa la tipica caprese servita con formaggio industriale al posto della mozzarella di bufala o del fiordilatte.

La carbonara – ricorda la Coldiretti – è stata addirittura oggetto di un recente scandalo in Francia dove è stata diffusa una video-ricetta delle farfalle alla carbonara con panna, uovo crudo, pancetta e pasta stracotta per quindici minuti che ha suscitato indignazione e pubbliche scuse. Ma non si tratta purtroppo di un caso isolato. La tipica ricetta della pasta alla Norma – continua la Coldiretti – viene infatti spesso taroccata dalla sostituzione della immancabile ricotta salata con semplice formaggio grattugiato mentre il Tiramisu’ che è forse il piu’ conosciuto dolce italiano all’estero viene spesso tradito nelle sue componenti caratteristiche, savoiardi, mascarpone e marsala.

Per non parlare poi della pizza che viene offerta nelle versioni piu’ inimmaginabili, da quella hawaiana con l’ananas a quella di pollo. Aumenta anche l’offerta di piatti italiani “pronto uso” sugli scaffali dei supermercati all’estero, dove è possibile acquistare dal sugo liofilizzato per spaghetti alla bolognese ai tortellini, alle lasagne in lattina fino ad un fantomatico piatto all’italiana in barattolo fatto di polpette di carne e pastina da minestra, che farebbero inorridire qualsiasi consumatore del Belpaese.

“Dalla tutela delle ricette tipiche dipende molto del successo del prodotti Made in Italy sui mercati internazionali”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’Italia può contare su una risorsa importante poiché nel futuro ci saranno più di due cuochi per ogni operaio, con la crisi che ha cambiato profondamente le aspirazioni dei giovani e ha provocato il crollo delle iscrizioni agli istituti professionali a indirizzo industriale rispetto al boom delle scuole di enogastronomia e turismo, come dimostrano le iscrizioni all’alberghiero degli ultimi anni”.

Made in Italy: in Europa si fanno formaggi senza latte e vini senza uva

da: ufficio stampa Coldiretti Emilia-Romagna

Ma c’è anche la pasta scotta di grano tenero vietata in Italia.

Nella giungla del falso Made in Italy a tavola in vendita nelle principali capitali europee è alta la probabilità di trovare sullo scaffale, con nomi ed immagini e colori che richiamano l’Italia, la pasta di grano tenero, i formaggi ottenuti dalla polvere o il vino zuccherato vietati nel nostro Paese, che è quello con le regole produttive piu’ stringenti di tutta l’Unione Europea. E’ quanto denuncia il Dossier Coldiretti che ha collaborato alla “task force” dei Carabinieri dei Nas all’estero per verificare cosa viene venduto come “italiano”, grazie ad un progetto dell’Europol presentato alla mobilitazione a difesa del Made in Italy di migliaia di agricoltori italiani con i trattori dentro e fuori il Paladozza a Bologna in Emilia Romagna, la regione con il primato italiano ed europeo della qualità per il maggior numero di prodotti a denominazione di origine riconosciute dall’Unione Europea.

L’Italia nel tempo – sottolinea la Coldiretti – ha adottato norme a tutela della qualità dei prodotti agroalimentari nazionali che non valgono in altri Paesi dell’Unione Europea dove tuttavia si tenta di sfruttare l’immagine positiva conquistata dal Made in Italy con l’inganno. “L’Unione Europea, anziché difendere le distintività territoriali, spinge verso un appiattimento verso il basso delle normative sotto il pressing delle multinazionali, per dare spazio a quei Paesi che non possono contare su una vera agricoltura e puntano su trucchi, espedienti e artifici della trasformazione industriale per poter essere presenti sul mercato del cibo”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare “una concorrenza sleale che danneggia gli agricoltori italiani e i consumatori i quali trovano sul mercato prodotti di imitazione che non hanno certo le stesse caratteristiche degli originali”.

In Italia – sottolinea la Coldiretti – vige la storica “legge di purezza”, la numero 480 del 4 luglio del 1967 e successive modificazioni, che impone l’obbligo di produrre pasta esclusivamente con grano duro, difendendo dal rischio di trovarsi quella scotta nel piatto come accade spesso all’estero. Ma l’Unione Europea consente ai Paesi del Nord Europa di aumentare la gradazione del vino attraverso lo zuccheraggio che è sempre stato vietato nei Paesi del Mediterraneo e in Italia, dove la Coldiretti ha combattuto una battaglia per impedire il “trucco di cantina” e affermare definitivamente la definizione di vino quale prodotto interamente ottenuto dall’uva.

L’ultima storica battaglia l’Italia l’ha dovuta combattere per difendere la legge n.138 del 11 aprile del 1974 che vieta l’utilizzo di polvere di latte per produrre formaggi, yogurt e latte alimentare ai caseifici situati sul territorio nazionale contro la quale la Commissione Ue aveva minacciato nel giugno del 2015 l’avvio della procedura di infrazione perché la legge italiana a tutela della qualità della produzioni rappresenta una restrizione alla “libera circolazione delle merci”, essendo la polvere di latte e il latte concentrato prodotti utilizzati in tutta Europa. Una battaglia che è stata vinta grazie alla mobilitazione della Coldiretti in Italia dove si continua a tener alta la qualità delle produzioni casearie, a differenza degli altri Paesi dell’Unione Europea dove si continuano a produrre e vendere formaggi senza latte, magari da “spacciare” come italiani ottenuti dalla polvere.

Il problema – continua la Coldiretti – riguarda anche il boom in Europa della produzione dei cosiddetti similgrana di bassa qualità, spesso venduti con nomi di fantasia che ingannano i consumatori sulla reale origine, che è prevalentemente di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia e Lettonia. Una concorrenza sleale nei confronti degli autentici Parmigiano Reggiano e Grana Padano che devono essere ottenuti nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione.

Una tendenza che è degenerata in alcuni Paesi dove sono stati messi addirittura sul mercato kit per la produzione casalinga dei formaggi italiani piu’ tipici. Si tratta di confezioni per la produzione di Parmigiano o Romano venduti da una ditta inglese a circa 120 euro mentre quelle per la Mozzarella Cheese costano circa 30 euro. Nei kit in vendita per i due prestigiosi formaggi a pasta dura è contenuta però anche una piccola pressa da formaggi. Si possono lavorare, con gli ingredienti a disposizione, circa 8 litri di latte per volta e, complessivamente, 40 litri di latte. “La mozzarella – si legge nelle istruzioni – non è il formaggio più facile da fare e richiede un po’ di pratica per perfezionare l’operazione di estensione della cagliata. Se i vostri primi due tentativi sono deludenti – si puntualizza – non fatevi scoraggiare. Sarete ricompensati”.

Nell’Unione Europea circolano anche – conclude la Coldiretti – oltre venti milioni di bottiglie di pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette piu’ prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco o Montepulciano. Dopo la diffusione in Nordamerica, i wine kit sono arrivati anche in molti Paesi dell’Unione Europea dove si possono acquistare via internet o in molti negozi nonostante il fatto che – denuncia la Coldiretti – in base alla normativa europea non è possibile aggiungere acqua nel vino o nei mosti. Invece dalla Gran Bretagna alla Svezia con una spesa compresa tra i 30 e i 40 euro per un kit da 30 bottiglie è possibile realizzare a casa un processo che promette anche in 5 giorni di produrre di vini delle piu’ note denominazioni.

I TRUCCHI DEL FALSO MADE IN ITALY IN EUROPA

La pasta di grano tenero che scuoce – In Italia vige la storica “legge di purezza”, la numero 480 del 4 luglio del 1967 e successive modificazioni, che impone l’obbligo di produrre pasta esclusivamente con grano duro che difende dal rischio di trovarsi quella scotta nel piatto come accade spesso all’estero.

I formaggi dalla polvere – L’Unione Europea – sostiene la Coldiretti – ha chiesto all’Italia di non vietare l’utilizzo di polvere di latte per produrre formaggi, yogurt e latte alimentare ai caseifici situati sul territorio nazionale. Una pratica consentita in tutti i Paesi dell’Unione Europea anche per la produzione di formaggi di tipo italiano.

Il similgrana low cost senza indicazione di provenienza – Nell’Unione Europea è permessa la vendita imitazioni low cost importate dall’estero del Parmigiano reggiano e del Grana Padano senza alcuna indicazione della provenienza e con nomi di fantasia che ingannano i consumatori.

Mozzarella e Parmigiano kit – Nell’Unione Europea è stata scoperta dalla Coldiretti la commercializzazione di kit che promettono di ottenere in casa in pochi giorni alcuni dei formaggi italiani piu’ prestigiosi dal Grana Padano al Parmigiano reggiano fino alla mozzarella.

Wine kit – il vino dalla polvere – L’Unione Europea permette la vendita di pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette italiane piu’ prestigiose con la semplice aggiunta di acqua.

Il vino allo zucchero – L’Unione Europea consente ai paesi del Nord Europa di aumentare la gradazione del vino attraverso l’aggiunta di zucchero. Lo zuccheraggio è sempre stato vietato nei paesi del Mediterraneo e in Italia, che con la Coldiretti ha combattuto una battaglia per impedire un “trucco di cantina” e per affermare definitivamente la definizione di vino quale prodotto interamente ottenuto dall’uva.

Mobilità, più aggiornamenti su strade, flussi di traffico, segnaletica e normativa. Nuovi contenuti per Viabilità E-R, l’app del Servizio Viabilità della Regione

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Con l’app Limiti aumentate le segnalazioni dei “limiti puntuali” (altezza, larghezza) su 13.000 km. di strade. Sull’app Flussi è possibile visualizzare su mappa i flussi di traffico rilevati dalle 282 postazioni dell’apposito sistema regionale.

Bologna – Più informazioni per i cittadini, più possibilità di ricerca, più servizi. L’app Viabilità E-R, ideata e realizzata dal Servizio Viabilità della Regione e scaricabile gratuitamente, si arricchisce di nuovi contenuti. Un’opportunità in più per chi desidera essere aggiornato su strade, limiti per i veicoli, flussi di traffico, segnaletica e normativa.
Se, da un lato, viene conservata la struttura originaria (un “contenitore unificato” di app tematiche), dall’altro vengono sviluppati i servizi di alcune applicazioni. Come ad esempio l’app Limiti, che informa sulla percorribilità delle strade per i veicoli e i trasporti eccezionali, l’app Flussi, che fornisce dati sul traffico dei veicoli, l’app Box, che contiene norme, pareri e circolari tecniche di settore e, infine, l’app Ars, che contiene l’Archivio regionale delle strade. Inoltre, da oggi sono disponibili anche i collegamenti ai portali Te_online (dedicato ai trasporti eccezionali, e in particolare a operatori del settore, trasportatori ed agenzie) e Arpa Meteo, e viene inserito il lettore di codici QR per verificare l’autorizzazione al transito di veicoli e trasporti eccezionali.

Nel dettaglio, tra le principali novità, da segnalare l’aggiornamento nell’app Ars delle informazioni, amministrative e tecniche, relative alle oltre 72.000 strade presenti sul territorio regionale. L’app Limiti è stata arricchita con segnalazioni relative alla transitabilità (per esempio, la presenza di un ponte, di un passaggio a livello, di strettoie) di ulteriori 2000 km. di strade comunali, in continuità con gli 11.000 km. di autostrade, strade statali e provinciali già presenti e tutte consultabili su mappa. Sono quindi a disposizione dei cittadini circa 2.200 “limiti puntuali” (altezza, larghezza) con l’opzione “ricerca” per sei tipi di manufatto (ponte, sottopasso, galleria, passaggio a livello, linea aerea ferroviaria, strettoia), per nome dell’attraversamento (autostrada, ferrovia, fiume, torrente) e per classificazione amministrativa (autostrada, statale, provinciale, comunale).

L’app Flussi si arricchisce con la visualizzazione dei flussi di traffico rilevati dalle 282 postazioni dell’apposito sistema regionale su circa 2.000 km. di strade statali e provinciali, aggiornati con continuità; in più, c’è l’inserimento dell’opzione ricerca per Provincia, Comune, nome e numero strada, postazione, tipologia dei veicoli (leggeri, pesanti, conteggiati, non classificati).

Nuove sezioni per l’app Box, che verranno via via implementate: Norme tecniche (con documenti per la costruzione e manutenzione delle strade), Pubblicità (con documenti in materia di pubblicità sulle strade), Pubblicazioni (con linee guida, libri, repertori riguardanti la rete stradale regionale), Foto (con rilievi e campagne fotografiche sulla rete stradale regionale) e Te (con documenti che riguardano veicoli e trasporti eccezionali).

Nel “contenitore” Viabilità E-R si aggiungono i collegamenti ai portali Arpa Meteo e Te_online e l’inserimento di un lettore di codici QR per il controllo dell’autorizzazione al transito per i veicoli e trasporti eccezionali. Confermati il collegamento al portale Mobilità e l’app Segnaletica con le Linee guida regionali in materia di segnaletica verticale.
Viabilità E-R è scaricabile gratuitamente da Google Play, per sistemi operativi Android. Per sistemi operativi iOS c’è l’app ER-ARS, con l’Archivio regionale delle strade.

Sabato 30 aprile la finale del “Primo festival Canoro” by Spirito a Vigarano Mainarda

da: Silvia Bottoni

Si svolgerà sabato 30 aprile la finale del “Primo Festival Canoro” by SPIRITO organizzato da Paolo De Grandis in collaborazione con l’etichetta discografica Jaywork Label di Paolo Martorana e Luca Facchini presso il noto locale Spirito in Via Rondona a Vigarano Mainarda.
Questo festival sta ha riscuotendo un grande successo per l’alto livello dei concorrenti che sono arrivati alla finale battendo degli altrettanti meritevoli cantanti. Saliranno sul palco:

Anna Gobetti
Deve
I Mislem
Gledis Cavallaro
Andrea Tramacere
Elena Mazzetto
Matteo Catenazzi
Sarà Bonamici
Giovi
Klaudija Ever

Ospite della serata sarà il cantautore Leonardo Veronesi che proporrà brani estratti dal suo ultimo album NON HAI TENUTO CONTO DEGLI ZOMBIE.

Saranno presenti anche Rawn Maylor che hanno vinto la tappa a Sottomarina e il vincitore della serata del 30 aprile sarà poi guest nella prossima città.

Il Festival ha riscosso finora un grande gradimento anche da parte del pubblico per la varietà di generi musicali rappresentati e la professionalità dei partecipanti e degli organizzatori.

Il “DOREMIFESTIVAL” nasce dall’esigenza di rendere sempre più protagonista la persona, il singolo elemento che, forte dei vari reality televisivi, si sente all’altezza di poter gareggiare e di poter vincere, magari di fronte ad un pubblico giudicante. L’ebbrezza del partecipare non conosce sesso, età e classe sociale.
Studiato per essere spalmato in tre serate, prevede due semifinali ed una finale: le semifinali serviranno per scremare i cantanti che poi si affronteranno nella serata conclusiva.

il 1° classificato avrà possibilità di incidere un proprio cd presso la JayWork Label, casa discografica a livello nazionale ed internazionale, con sede a Ferrara.

La finale darà seguita in diretta radiofonica per tutta la serata dai conduttori di LITEFM, in collegamento con altre 5 radio nazionali, dalla Sicilia, al Lazio, al Piemonte, alla Lombardia Con 12000 contatti provati ad ogni finale già svolta.

Canottaggio, risultati del fine settimana: Balboni all’Europeo, il 2 senza primo ai regionali, Lunghi sesto in una gara internazionale

da: ufficio stampa Cus Ferrara

Fine settimana soddisfacente per la Sezione Cus di Canottaggio. Balboni Giovanni ha fatto un’ottima impressione al raduno a Piediluco con la nazionale junior di canottaggio. Al momento è sul 4 senza federale e con molte probabilità parteciperà all’Europeo in programma a Trakai in Lituania. Domenica 24 aprile, invece, si è svolto il regionale a San Giorgio di Nogaro. Il Cus ha chiuso con 1 oro, 2 argenti e 3 bronzi, tutti gli atleti a medaglia, ecco i risultati: Matteo Rinaldi (singolo Cadetti) terzo, Simone Pappalepore (singolo Allievi C) quarto, Giovanni Fiorentini (singolo Allievi C) quarto, Simone Pappalepore – Giovanni Fiorentini (Doppio Allievi C) secondi, Nicolò Marchini – Riccardo Venturi (2 senza Ragazzi) terzi, Filippo Dinardo – Antonio Caputo (2 senza
Ragazzi) primi, Nicolò Marchini – Riccardo Venturi – Filippo Dinardo, Antonio Caputo (4 senza Ragazzi) secondi, Giacomo Braghiroli-Riccardo Peretti (2 senza senior) secondi, Giacomo Braghiroli – Riccardo Peretti (doppio senior) sesti, Giovanni Ambrosini (singolo Ragazzi) quinto. Nelle giornate di sabato e domenica era in programma anche l’internazionale di pararowing a Gavirate sul lago di
Varese, il primo appuntamento internazionale della Nazionale italiana. Luca Lunghi era membro del 4 con. Erano presenti tutte le nazioni che avevano già qualificato le imbarcazioni per le paralimpiadi di Rio, tutti tranne l’Inghilterra che è campione mondiale. Gara valsa come test di prova per valutare il livello di preparazione. La barca con il cussino Lunghi era già qualificata perché arrivata quarta l’anno scorso ai mondiali in Francia (pass per paralimpiadi, a numero chiuso con 12 posti, otto già occupati dai mondiali, due attribuiti a Garavite, un posto al Brasile che ospita, e un posto ad un paese emergente). L’Italia è arrivata sesta in finale A che è un brutto risultato considerando che è stato cambiato in inverno un membro dell’equipaggio.

Made in Italy: da Kapeleti e Mortadela, all’estero falsi in 2 casi su 3

da: ufficio stampa Coldiretti Emilia-Romagna

Dai Kapeleti e Mortadela sloveni al Parmezali rumeno, dalla Milaneza pasta portoghese, fino al “Carpaccio formaggio” olandese sono particolarmente fantasiose le imitazioni dei prodotti italiani che tolgono spazio al vero Made in Italy. E’ quanto emerge dal Dossier Coldiretti, che ha collaborato alla “task force” dei Carabinieri dei Nas all’estero per verificare “Cosa mangiano di italiano in Europa”, presentato alla mobilitazione a difesa del Made in Italy di migliaia di agricoltori italiani con i trattori dentro e fuori il Paladozza a Bologna in Emilia Romagna, la regione con il primato italiano ed europeo della qualità per il maggior numero di prodotti a denominazione di origine riconosciute dall’Unione Europea.

Con due prodotti tricolori su tre venduti nei supermercati all’estero che non sono risultati avere alcunché a che fare con la realtà produttiva nazionale, si tratta del primo progetto del Comando carabinieri Tutela della Salute (Nas), nato per combattere gli inganni nei confronti dei consumatori europei determinati dall’uso di immagini, parole e tricolore che richiamano impropriamente alla qualità del Made in Italy, realizzato attraverso verifiche nei supermercati delle capitali di principali Paesi Europei: da Londra a Berlino, da Bruxelles a Budapest, da Bucarest a Lubiana.

Un fenomeno assolutamente trasversale e talmente radicato – denuncia la Coldiretti – dove non ci si preoccupa ormai neppure di mantenere la fedeltà al nome originale della specialità Made in Italy copiata. Così gli spaghetti perdono consonanti o cambiano vocali a seconda del paese “imitatore”, diventando Spageti in Slovenia, Spaghete in Romania, fino all’incredibile Spagheroni scovati nei supermercati olandesi. A volte il termine spaghetti viene invece mantenuto, ma abbinato a parole che richiamano specialità inesistenti in Italia, come “Bolognese”, oppure accompagnato da aggettivi come “Italiano”, ovviamente senza curarsi del corretto uso di singolare e plurale.

Ma tra i termini più usati dal Made in Italy “taroccato” c’è anche “maccheroni”, anch’esso variamente storpiato, per di più con l’aggravante di assomigliare al termine con cui gli italiani venivano indicati in senso dispregiativo. E’ il caso dei Makaroni in vendita nei supermercati britannici e in quelli ungheresi, dei Macarone e Macaroni trovati in Romania e Bulgaria.

Altrettanto diffuso – rileva la Coldiretti – è il fenomeno delle contraffazioni del nostro Prosecco, divenuto a tal punto star dei mercati internazionali da trovare una folta schiera di imitatori che ne mettono a rischio l’ascesa, peraltro attingendo a un repertorio che pare inesauribile di “Prosecco sounding”. Si va dai Semisecco, Consecco e White Secco fatti in Germania dove si producono pure Meer Secco e Krissecco, al Crisecco imbottigliato in Romania, fino al Prisecco inglese aromatizzato alla frutta.

Ma le storpiature la fanno da padrone un po’ per tutti i prodotti. La vicina Slovenia si distingue – spiega la Coldiretti – più degli altri per la fantasia con cui imita le specialità Made in Italy, dalla Mortadela al Bovizola, formaggio bovino che dovrebbe evocare il gorgonzola, dalla Milanska salama al Maskarpone con la “kappa”. Neppure quell’Austria che costruisce il muro al Brennero per difendere la propria identità nazionale si fa troppi problemi a scippare quella italiana producendo in casa sughi Arrabbiata e Bolognese, scovati nei supermercati viennesi. E persino l’inflessibile Germania del rigore – prosegue la Coldiretti – chiude volentieri un occhio se tra i suoi confini si fanno e commercializzano “Mortadella a macina grossa italiano”, la Zottarella, formaggio che richiama la nostra mozzarella, un “Feine salami” con l’aggiunta di parmigiano reggiano e un “Firenza salami” sempre con formaggio, il Cambozola invece del gorgonzola e persino il “Tortellone all’italiana”. In Olanda regna una confusione ancora maggiore se si pensa al “Carpaccio formaggio” scovato tra i negozi di Amsterdam o agli Spagheroni, mentre nei supermercati di Bruxelles, la capitale dell’Ue, è facile imbattersi in “Italiano sugo”, “Sugo Napoli”, Ravioli e Cappelletti con la scritta in italiano “Come a casa” fino alle Tagliatelle Carbonara che non esistono nella cultura culinaria nazionale. I Taralli Don Maralli sono, invece, tra i prodotti scovati nei supermercati della Gran Bretagna, dove vendono anche pomodori “Capri tomatoes” e “Mini San Marzano”, anche qui senza alcun legame con quelli originali.

Pure nei paesi dell’Est Europa – conclude la Coldiretti – che hanno fatto il loro ingresso nell’Unione dilagano i finti prodotti tricolori, dagli “Italia Biscuit” della Bulgaria ai “Salam parmezali” rumeni, che producono anche il “Salam Napoli” e il “Salam Bergamo”, i “Mini salamini piccollini”, con la doppia elle da penna rossa. Sugli scaffali ungheresi si possono, invece, acquistare mozzarella “Grande Napoli”, caffè in versione “Sicilia style”, “Milano style” e “Corso Verona”, oltre a “Donna pasta” e San Francesco “Tricolore penne”.

“In una fase di stagnazione dei consumi nazionali, il mercato estero in crescita è diventato fondamentale per l’agroalimentare nazionale, tanto da rappresentare circa 1/3 del fatturato complessivo, ma in alcuni settori, come ad esempio il vino, le vendite fuori dai confini sono addirittura arrivate a superare quelle interne”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare “l’ormai improrogabile necessità di estendere e potenziare le azioni di vigilanza, tutela e valorizzazione del vero Made in Italy all’estero negli scaffali dei supermercati e sulle tavole dei ristoranti dove possiamo contare su una estesa rete di chef da primato a livello internazionale”.

Primo Maggio: tante iniziative nel Ferrarese

da: ufficio segreteria Spi Cgil Ferrara

Ad Argenta , con il patrocinio del Comune, Cgil, Cisl e Uil celebreranno il Primo Maggio con un comizio in Piazza Marconi alle 10, preceduto da un concerto della Corale “G. Verdi” che inizierà alle 9. Al comizio parleranno Giuliano Canola, segretario della Lega Spi, il sindaco di Argenta Antonio Fiorentini e Raffaele Atti, segretario generale della Camera del Lavoro di Ferrara. Alle 11 proseguirà il concerto della Corale “G. Verdi”. Da Filo, alle 9, partirà il tradizionale corteo di mezzi meccanici e biciclette che transiterà da San Biagio alle 9,30 per giungere in piazza Marconi ad Argenta alle 10, passando per via Da Vinci. Le manifestazioni argentane sono promosse, oltre che dal Comune e dalle organizzazioni sindacali, dalle aziende municipalizzate, dalle associazioni di volontariato dalle cooperative e dagli istituti scolastici locali.
A Portomaggiore , alle 9, distribuzione del garofano a cura della Lega Spi- Cgil; alle 10,30 saluto del sindaco Nicola Minarelli; alle 10,45 intervento di Massimo Zanirato, segretario provinciale della Uil, a nome di Cgil, Cisl e Uil; al termine, aperitivo a tutti i partecipanti.
A Lagosanto, sabato 30 aprile e domenica 1 maggio, tradizionale distribuzione dei garofani, così come a Comacchio, domenica 1 maggio dalle 9 alle 12, presso la Loggia del Grano. Qui, alle 11, la Lega Spi-Cgil ha promosso un incontro con Gaetano Sateriale, responsabile Cgil per il Piano del lavoro, che presenterà il suo libro “Tutti i colori dello zucchero”. Interverrà Riccardo Grazzi, della segreteria provinciale Cgil.
La Cgil e le Leghe Spi dei Comuni di Ostellato, Fiscaglia, Codigoro, Goro e Mesola hanno organizzato la “Festa dei lavoratori” per il 1° Maggio nella piazzetta delle Vallette di Ostellato, dove alle 11 verranno distribuiti i garofani; in successione, tombola e pranzo alle 12, 30; alle 17,30 saluto del sindaco di Ostellato Andrea Marchi. Musica dal vivo per l’intera giornata.
Comizi unitari si svolgeranno a Massafiscaglia alle 11, con Luca Greco, del sindacato Funzione pubblica della Cgil, ed a Migliaro, sempre alle 11, con Francesco Barigozzi, della segreteria provinciale Cgil.
A Masi Torello, in piazza Cesare Toschi, dalle 9, distribuzione del garofano a cura della Lega Spi; alle 10 30 interventi del sindaco Riccardo Bizzarri e di Luca Roverati, segretario provinciale della Filt-Cgil, a nome delle tre organizzazioni sindacali. Al termine, aperitivo ai partecipanti.
A Copparo, in Piazza del Popolo, dalle 9 distribuzione del garofano; alle 9.30 musica popolare con la Corale Oreste Marchesi; alle 11 saluto del sindaco Nicola Rossi; alle 11,15 interverrà Dario Alba, segretario provinciale della Flai-Cgil, a nome di Cgil, Cisl, Uil.
Nell’Alto Ferrarese, a Bondeno, dalle 9, distribuzione del garofano in piazza Garibaldi, dove alle 10,30 parlerà Marco Corazzari, della Filctem-Cgil, a nome di Cgil, Cisl e Uil; nel territorio comunale al mattino distribuzione del garofano a Pilastri, Gavello, Scortichino, Stellata e Burana. A Poggio Renatico, alle 11, comizio unitario di Vittorio Caleffi, della Uiltec-Uil.
A Cento, dalle 9 alle 12, in Piazza del Guercino, distribuzione del garofano a cura della Lega Spi-Cgil.
La Fiom festeggerà il 1° maggio al Centro sportivo di Alberone di Cento (via Rossini, 22), dove alle 11,30 si svolgerà l’incontro “1970-2016, da Statuto a Statuto, passando per Marchionne e il Jobs Act”, con Bruno Papignani (segretario generale Fiom Emilia-Romagna); Michele De Palma (coordinatore nazionale Fiom del gruppo FCA). Interverranno il sindaco di Cento Piero Lodi e una rappresentanza dell’Anpi. Alle 12,30 pranzo, poi musica e lotteria.

Mille giovani del servizio civile nazionale per l’agricoltura sociale

da: Davide Bertolasi – Partito Democratico Ferrara

Bertuzzi (PD): “Un altro tassello importante ed innovativo per i nostri giovani”.

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato siglato, dal Ministro Maurizio Martina e dal Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali Luigi Bobba, l’accordo per il progetto cofinanziato di impegno di mille giovani del servizio civile nazionale in esperienze di agricoltura sociale in tutta Italia. L’intesa quadro tra Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali prevede che i mille giovani possano lavorare in progetti di agricoltura sociale.

L’accordo prevede attività fondamentali come l’inserimento lavorativo di persone con difficoltà, la formazione (soprattutto con forme come la borsa lavoro e tirocini) finalizzata anche all’inserimento lavorativo, offerte di attività di co‐terapia, in collaborazione con i servizi socio‐sanitari, per persone con difficoltà temporanee o permanenti (handicap psico‐fisico, problemi psichiatrici, anziani) e offerte di servizi alla popolazione: bambini (agri‐nidi, attività ricreative, campi scuola, centri estivi), anziani (attività per i tempo libero, orto sociale, fornitura di pasti, assistenza).

“L’approccio nuovo è quello di sperimentare nuovi percorsi- ha affermato la Capogruppo PD in Commissione Agricoltura al Senato Maria Teresa Bertuzzi – in un ambito che uno spettro molto ampio, per la formazione non solo professionale, ma anche personale dei giovani. Sarà sicuramente un’avanguardia sul fronte dell’inclusione sociale e della formazione al lavoro. Avremo mille giovani del servizio civile nazionale che verranno inseriti in progetti di agricoltura sociale. La riforma del terzo settore e la legge sul l’agricoltura sociale sono passi di civiltà importanti in sé, ma la vera sfida sarà la capacità che avremo di integrarne finalità e modalità operative, creando opportunità nuove sia per costruire nuove figure professionali, sia per aprire esperienze nuove di inclusione in un ambito così naturalmente vocato qual è l’impresa agricola, ma soprattutto per diffondere anche tra le nuove generazioni la cultura dell’integrazione”.

“Non vorrei caricare troppo questo protocollo di aspettative –conclude la Senatrice PD- ma ha veramente grandi potenzialità. Se pensiamo poi che, per costruire o anche semplicemente per preservare ambiente e agricoltura sostenibili, abbiamo bisogno di nuove generazioni consapevoli, perché da queste dovranno uscire i nuovi decisori di domani”.

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