Giorno: 3 Gennaio 2017

Tper guarda al 2017 chiudendo un anno molto positivo

Da: Tper

– Un utile netto stimato in oltre 5 milioni di euro per l’Azienda che si avvia a compiere i suoi primi 5 anni di vita
– Novantasei nuove assunzioni nei primi 10 mesi del 2016
– Aumentano ancora i passeggeri trasportati
– Nel triennio Tper mette sul piatto investimenti autofinanziati per 132 milioni di euro

Quarto esercizio consecutivo chiuso con un utile per Tper: il preconsuntivo approvato dal Consiglio d’Amministrazione indica per il 2016 un risultato positivo di bilancio, in aumento rispetto alle previsioni.
I dati di bilancio saranno consuntivati nei prossimi mesi, ma il forecast attesta la previsione di utile netto intorno ai 5 milioni, superiore di oltre 2 milioni a quanto ipotizzato in sede di budget. Una previsione improntata alla consueta prudenza ed un risultato significativo perché collegato all’incremento di investimenti registrato nel 2016 e importante anche per sostenere l’ambizioso piano di investimenti in programma per migliorare ancora la qualità dei mezzi e del servizio all’insegna della sostenibilità ambientale e dell’innovazione.

“Siamo soddisfatti – spiega la presidente Giuseppina Gualtieri – per i risultati che abbiamo conseguito in un anno molto impegnativo, ma rimaniamo ben consapevoli dei tanti nodi da affrontare e risolvere. Lo faremo puntando sugli investimenti nell’innovazione, per migliorare il servizio, sempre con attenzione alle esigenze dei cittadini e con la convinzione che l’investimento nel trasporto pubblico sia fondamentale per la qualità dello sviluppo del territorio in termini di sostenibilità sociale ed ambientale.
La sfida è quella di coniugare impegno in un servizio pubblico fondamentale e capacità di fare impresa efficiente e sana. Si tratta di un impegno costante del gruppo Tper di cui daremo conto, per il terzo anno consecutivo, anche attraverso la presentazione del nostro bilancio di sostenibilità, un documento che si propone di rendere più chiare le scelte aziendali oltre che più evidenti i risultati conseguiti e, in particolare, l’impegno per la sostenibilità ambientale e sociale”.

L’effetto di un risultato positivo superiore alle aspettative è dovuto a fattori concomitanti; deriva sia da buone performance gestionali, sia da elementi di contesto economico-produttivo. Non solo un attento presidio dei costi, che prosegue nel tempo, ma anche prezzi dei carburanti che non hanno subito sostanziali aumenti e, soprattutto, la conferma – non scontata, dati gli ottimi risultati già ottenuti negli anni passati – di un ulteriore aumento dei ricavi delle vendite dei titoli di viaggio.
Il dato registrato da gennaio a novembre indica, infatti, un tendenziale aumento di oltre 3 punti percentuali rispetto al 2016; i passeggeri complessivamente trasportati da Tper, nei bacini di Bologna e Ferrara e sui servizi ferroviari, erano aumentati dell’11% nel precedente triennio. Questo aspetto è particolarmente positivo perché testimonia che la domanda di trasporto pubblico si mantiene alta nel tempo, con rinnovato gradimento e interesse dell’utenza verso i servizi offerti, e si consolida anche attraverso differenti fasi congiunturali.

Il 2016 per Tper è stato un anno positivo anche sul piano occupazionale. Nei primi 10 mesi dell’anno l’azienda della mobilità ha assunto, infatti, ben 94 persone, tutte nel settore dei trasporti, con assoluta prevalenza di personale operativo. Rispetto al totale dei neoassunti, 76 sono conducenti di bus, 7 macchinisti e 3 capitreno. Il 98,9% dei nuovi contratti è a tempo indeterminato, una percentuale che è segno di una stabilizzazione della professionalità e dell’occupazione, addirittura superiore alla media già molto elevata del triennio 2014-2016, pari al 95,8%. Il personale assunto ha ricevuto uno specifico programma formativo, per una azienda che trova nel fattore-lavoro una delle sue componenti fondamentali per i risultati raggiunti anche in termini di qualità del servizio offerto.
Il personale di Tper si sta, inoltre, tingendo progressivamente di rosa. Sempre nell’ultimo triennio, il 46,6% dei neo assunti sono donne: una percentuale più che doppia rispetto a quella che fotografa la presenza femminile complessiva in azienda. Complessivamente, infatti, in Tper – in linea con quanto avviene nelle aziende che si occupano di trasporti, caratterizzate da un’alta percentuale maschile – la presenza femminile si attesta al 18,4%.

Commentando questi dati, la presidente Giuseppina Gualtieri ha sottolineato che “Tper non è solo una delle principali aziende del territorio per le sue dimensioni operative e per valore della produzione, ma anche un soggetto fondamentale per l’espressione occupazionale di posti di lavoro utili alla qualità della vita dei cittadini”.
Il gruppo Tper, con i suoi oltre 2700 dipendenti, figura, infatti, tra le prime 15 imprese con sede nell’area metropolitana di Bologna per numero di unità di personale impiegate.

Il 2016 è stato, dunque, un anno caratterizzato da un intenso lavoro di prospettiva sul piano dei servizi e su quello degli investimenti che consentiranno una migliore offerta di trasporto, sia in ambito ferroviario che metropolitano.
Sul versante ferroviario è terminata la progressiva entrata in servizio dei primi 19 treni Stadler ETR350, vero fiore all’occhiello dei servizi ferroviari regionali; visto il favore riscosso per le caratteristiche prestazionali e di comfort, saranno presto seguiti da una seconda fornitura di ulteriori 7 di questi elettrotreni – acquistati con un investimento pari a 46 milioni euro, di cui 8 grazie al concorso finanziario della Regione Emilia-Romagna – che entreranno in servizio tutti nel corso del 2017.
Con l’entrata in servizio di questi nuovi mezzi si è iniziato a dare realizzazione, con anticipo, al rinnovamento previsto in sede di gara per i servizi ferroviari regionali, con un riconosciuto incremento della qualità del viaggio per gli utenti pendolari. Gli ultimi mesi dell’anno che sta per chiudersi, hanno visto affacciarsi, però, nuove criticità a cui far fronte, in particolare quelle conseguenti ai provvedimenti di limitazione della velocità massima nelle tratte regionali, stabilite da nuove regole nazionali, che hanno provocato significativi disagi non solo nei tempi di percorrenza su diverse tratte, ma anche la necessità di ridisegnare tutto il sistema di trasporto in ottica intermodale, studiato per garantire coincidenze e orari coerenti con esigenze di lavoro e scolastiche. Tper, di concerto con l’Assessorato alla Mobilità della Regione Emilia-Romagna e con FER, ha recentemente predisposto nuovi orari ferroviari e resta impegnata ad affrontare anche queste criticità con tutti i soggetti coinvolti, per garantire il miglior servizio possibile ai cittadini.

Se il “ferro” si rinnova, anche il versante dei bus è interessato da una decisa svolta in termini di rinnovamento: è già stata aggiudicata la gara che porterà via via a Bologna e Ferrara 68 autobus di diverse tipologie: 43 mezzi di 12 metri per i servizi suburbani ed extraurbani, su cui sono previsti anche 4 bus snodati di 18 metri e 4 di 14 metri; in ambito urbano sono previsti 12 nuovi bus ibridi e 5 minibus, tutti veicoli all’insegna dell’alta compatibilità ambientale.

L’anno si è chiuso, intanto, con la definitiva approvazione, da parte della commissione tecnica ministeriale, del sistema tecnologico di accostamento in banchina del Crealis. La tecnologia adottata dall’impianto di assistenza alla guida di tipo ottico consentirà un accostamento di precisione alle banchine, garantendo l’incarrozzamento a raso facilitato per persone a ridotta capacità motoria, per passeggini aperti e un miglioramento complessivo dell’accessibilità per tutti. Si chiude cosi positivamente e in via definitiva l’annosa vicenda del vecchio progetto Civis e il 2017 sarà l’anno dell’avvio del servizio sulle linee dedicate, con l’entrata in servizio di tutti i 49 mezzi. Si sono chiusi, infatti, quest’anno gli ultimi cantieri in via Amendola e in piazza XX Settembre e si stanno completando i lavori sui bifilari filoviari.

La strada degli investimenti è imboccata con decisione da Tper, che grazie ai risultati di questi ultimi anni e alla raggiunta solidità economica, patrimoniale e finanziaria può sostenere concretamente attività e progetti di mobilità importanti per i territori su cui l’Azienda svolge i propri servizi. Il piano industriale triennale 2016-2018 prevede investimenti lordi pari a 294 milioni di euro, di cui 132 in autofinanziamento dell’Azienda. In coerenza con le revisioni pluriennali, il budget 2017, approvato nell’ultima seduta del CdA di Tper, va nella direzione del sostegno a corposi investimenti, con previsioni di ammortamenti che salgono a oltre 14 milioni e con la previsione della conferma di un utile d’esercizio.

Salva banche coi soldi dello stato ossia di tutti noi

Da: Pietro Zappaterra

Salvare Mps costerà a ogni italiano 105 euro. Il conto, più salato rispetto alle previsioni, l’ha preparato la Bce, che ha rivisto al rialzo il fabbisogno di capitale necessario alla banca senese per non soccombere: servono ora 8,8 miliardi di euro. A luglio i vertici dell’istituto di Rocca Salimbeni e l’Eurotower avevano pensato che potessero bastare 5 miliardi e la banca sperava di raccoglierli attraverso un’operazione di mercato. L’aumento di capitale è però fallito e per il Monte è arrivato il salvataggio pubblico. Chi paga il conto da 8,8 miliardi? Secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, 6,4 saranno a carico dello Stato, mentre i restanti 2,4 arriveranno dalla conversione delle obbligazioni subordinate degli investitori istituzionali. Se si dividono i 6,4 miliardi che sborserà lo Stato per il numero degli abitanti italiani, il conto è presto fatto e ammonta appunto a 105 euro a testa.

Il cambio di passo della Bce sul fabbisogno per Mps
Cinque mesi fa la Banca centrale europea aveva avallato il piano messo a punto dai vertici di Mps, che poggiava su due pilastri: un aumento di capitale da 5 miliardi di euro e la vendita di 27,7 miliardi di sofferenze lorde. Un piano che prendeva come scenario di riferimento quello emerso dagli stress test di fine luglio, quando Mps era risultata la peggiore banca, tra le 51 prese in esame dall’Autorità bancaria europea, registrando un Cet1 ratio, ovvero un indice di solidità patrimoniale negativo in caso di scenario avverso pari nel 2018 a -2,23 per cento. L’obiettivo era allora quello di riportare il Cet1 a un valore pari al 4,5%, sempre nelle condizioni di scenario economico avverso. Per farlo si era calcolato un fabbisogno di 5 miliardi di euro. Il fallimento della soluzione di mercato, con l’aumento di capitale che non ha coperto il fabbisogno necessario anche a causa dell’assenza di un anchor investor, ha fatto lievitare lo stesso fabbisogno. Secondo quanto spiegano fonti finanziarie la Bce avrebbe deciso di aggiornare il conto del salvataggio lo scorso giovedì, portando a 8,8 miliardi la cifra necessaria per autorizzare il via libera dell’intervento dello Stato.

Sul TG3 un nuovo servizio sulla candidatura di Comacchio a capitale della cultura 2018

Da: Comune di Comacchio

Dopo il bel servizio realizzato da Giorgio Tonelli per il programma culturale “Bellitalia”, andato in onda a capodanno, la candidatura di Comacchio a capitale della cultura italiana per il 2018 sarà ancora una volta protagonista nel TG3 NAZIONALE, che andrà in onda domani sera, mercoledì 4 gennaio 2017, alle ore 19. La giornalista Irene Fioretti illustrerà le eccellenze del territorio con 4 guide d’eccezione, a partire da Marcello Simoni, studioso ed ex-archeologo comacchiese, ora scrittore di successo internazionale. Simoni, come noto, ha redatto la prefazione del dossier che ha permesso a Comacchio di agguantare la finale, insieme ad altre 9 blasonate località italiane. Nel servizio interverranno anche il Sindaco Marco Fabbri, il dirigente del Settore Turismo e Cultura, Roberto Cantagalli, la funzionaria Giorgia Mezzogori, il giornalista e scrittore Luciano Boccaccini e Davide Turri, responsabile della lavorazione e marinatura delle anguille, appena ultimata nella Sala Fuochi della Manifattura dei Marinati.
Nel servizio realizzato per il TG 3 nazionale spiccano l’energia e l’entusiasmo di un territorio coeso, un paesaggio culturale, impreziosito da un patrimonio naturale di rara bellezza, da tesori dell’archeologia spinetica e di età romana, che presto torneranno a splendere nel Museo Delta Antico e da un fermento culturale, divenuto un autentico volano di crescita.

Vittorio Sgarbi presenta ‘Dall’ombra alla luce’ all’Ibs+Libraccio

Da: Ibs+Libraccio

Mercoledì 11 gennaio presso Ibs+Libraccio presentazione del nuovo libro di Vittorio Sgarbi “Dall’ombra alla luce. Da Caravaggio a Tiepolo. Il Tesoro d’Italia IV” (La Nave di Teseo, 2016).

Caravaggio muore nel 1610 lasciando dietro di sé una scia di fuoco. L’eco delle sue invenzioni scuote l’Europa e artisti da ogni dove si mettono sulle tracce delle sue opere. Dall’ombra alla luce − quarto volume della storia e geografia dell’arte italiana di Vittorio Sgarbi − prende avvio proprio da un inseguimento: Pieter Paul Rubens cerca Caravaggio a Roma ma non lo trova. Il pittore lombardo è già altrove e così Rubens nel 1608 lascia testimonianza di questo incontro mancato con una straordinaria Natività caravaggesca destinata all’Oratorio dei Filippini di Fermo. Un appuntamento mancato, dunque, e un’opera artificiale con cui Vittorio Sgarbi dà avvio al suo personalissimo viaggio nel Barocco. Un viaggio tra Roma, Napoli, la Calabria, la Lombardia, la Liguria, l’Emilia, le Marche, che terminerà − in un’alternanza di ombre e di luci − a Venezia tra i cieli rosa e azzurri luminosissimi di Giambattista Tiepolo.
Un viaggio all’avventurosa riscoperta di artisti immensi: alcuni interpreti originali della rivoluzione di Caravaggio, altri con lo sguardo rivolto in alto, all’ordine olimpico di Guido Reni e dei Carracci. Ma ogni artista nel racconto di Vittorio Sgarbi sorprende e meraviglia per la propria irripetibile fantasia, si concentra in un dettaglio decisivo che lo rende immortale.

Vittorio Sgarbi è nato a Ferrara. Critico e storico dell’arte, ha curato mostre in Italia e all’estero, è autore di saggi e articoli. Nel 2011 ha di- retto il Padiglione Italia per la 54a Biennale d’Arte di Venezia. Tra i suoi ultimi libri: L’Italia delle meraviglie. Una cartografia del cuore (2009), Viaggio sentimentale nell’Italia dei desideri (2010), Le meraviglie di Roma (2011), Piene di grazia (2011), L’arte è contemporanea (2012), Nel nome del figlio (2012), Il tesoro d’Italia (2013), Il punto di vista del cavallo. Caravaggio (2014), Gli anni delle meraviglie (2014), Dal cielo alla terra (2015).

Inaugurazione Asilo Nido a Ferrara

Da: Nido Green Apple

Sabato 7 Gennaio alle 18:30 in Via Girolamo Savonarola 26 a Ferrara, avrà luogo la festa di inaugurazione dell’Asilo Nido ‘Green Apple’.

La presentazione della nuova iniziativa è rivolta alle famiglie del territorio e ha l’obiettivo di ampliare il ventaglio dei Servizi alla Prima Infanzia, aggiungendo alla professionalità e alla sicurezza una maggiore flessibilità per tutte le esigenze di genitori e figli.
La struttura, che sarà aperta dal 9 gennaio 2017, accoglie 16 bambini dai 12 ai 36 mesi.
Alla cerimonia saranno presenti le fondatrici ed educatrici Anna Graldi, Chiara Bacilieri e Sara Tagliani.

Ai nidi e ai servizi per l’infanzia solo con le vaccinazioni, ora ci sono le linee guida

Da: Regione Emilia-Romagna

Salute. Ai nidi e ai servizi per l’infanzia solo con le vaccinazioni, ora ci sono le linee guida. Venturi: “Vogliamo proteggere i bambini, i vaccini sono uno strumento straordinario per farlo”
Obbligo di vaccinazione per i bambini da 0 a 3 anni che frequentano le strutture educative, pubbliche e private. Anche i bambini che già frequentano devono essere vaccinati

A un mese dalla approvazione della legge sui servizi educativi per i bambini da 0 a 3 anni, la Regione emana le linee guida relative all’obbligo vaccinale. Destinatari sono i bimbi che, a partire dall’anno educativo 2017-2018, frequenteranno non solo gli asili nido, ma anche i servizi integrativi al nido e i servizi ricreativi, sia pubblici che privati, secondo quanto previsto dalla legge regionale approvata lo scorso mese.

“E’ un impegno che avevamo preso- spiega Sergio Venturi, assessore regionale alla Salute- per far sì che la legge potesse essere resa pienamente operativa. Lo ripeto, ancora una volta: i vaccini sono una delle più importanti scoperte scientifiche nella storia della medicina. Sono uno strumento efficace e sicuro per proteggere le persone, in particolare i bambini. E il nostro impegno è finalizzato a raggiungere questo obiettivo, perché non solo noi, ma la comunità scientifica internazionale, ha da tempo ribadito il ruolo essenziale dei vaccini per la prevenzione. Per questo non potevamo rimanere indifferenti al dato secondo il quale in Emilia-Romagna si è scesi, da almeno un paio d’anni, sotto la soglia di sicurezza del 95% delle vaccinazioni. Era, ed è, nostro dovere fare ciò che è possibile per riportare questo dato nei margini di sicurezza: lo stiamo facendo, perchè vaccinare i bambini vuol dire proteggerli”

Le linee guida della Regione
Il provvedimento approvato dalla Giunta stabilisce la road map delle vaccinazioni, indispensabili non solo per i bimbi che accedono per la prima volta ai servizi educativi, ma anche per i bambini che già frequentano questi servizi.
Per servizi educativi la Regione intende l’asilo nido (micronidi, nidi part-time, tempo lungo, ecc.), i servizi integrativi (spazio bambini, servizi domiciliari, centro per bambini e famiglie, ecc.) e i servizi puramente ricreativi.
Le linee guida emanate dalla Regione prevedono che i genitori, una volta scelta la struttura pubblica o privata alla quale intendono iscrivere il proprio figlio, debbano impegnarsi a farlo vaccinare.
Dovranno quindi presentare la certificazione delle vaccinazioni effettuate, che dovrà essere consegnata ai gestori dei servizi educativi e che sarà rilasciata dalle Aziende Usl, oppure autorizzare la direzione della struttura educativa ad acquisire l’idoneità alla frequenza direttamente presso l’Azienda USL di competenza.
Per ottenere la certificazione, e quindi l’accesso ai servizi educativi, sarà necessario che il bambino, per quanto riguarda i vaccini obbligatori (antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B) abbia eseguito 1 dose se ha fino a 6 mesi di vita, 2 dosi entro il primo anno, 3 dosi entro 18 mesi di vita.
Il provvedimento assunto dalla Regione prevede anche la possibilità di accedere ai servizi educativi per i bimbi di età inferiore a 6 mesi: in questo caso c’è l’ammissione con riserva, con l’impegno da parte dei genitori di vaccinare il figlio (1^ dose) entro il compimento del sesto mese di vita.
Per i bambini che si iscrivono direttamente al 2° e 3° anno, e che non sono mai stati vaccinati, è previsto l’obbligo di iniziare il ciclo vaccinale, ed effettuare almeno le prime due dosi di ciascuna vaccinazione obbligatoria prima di accedere ai servizi. Dovranno poi completare il ciclo vaccinale, con la terza dose, prima di iscriversi all’anno successivo.
Le linee guida della Regione prevedono infine che, nei casi in cui la vaccinazione deve essere omessa o differita, l’esonero per motivi sanitari debba essere certificato dal pediatra di libera scelta e autorizzato dai Servizi Vaccinali delle Aziende USL.

La newsletter del 3 gennaio 2017

Da: Comune di Ferrara

MUSEO DI STORIA NATURALE – Attività didattiche per ragazzi il 7 e 8 gennaio alle 15,30
Nel magico laboratorio dei folletti per imparare a costruire i giocattoli

Sulla scia del Natale appena passato, due nuovi laboratori per ‘Apprendisti scienziati’ attendono i ragazzi dagli 8 ai 12 anni, sabato 7 e domenica 8 gennaio, al Museo civico di Storia naturale di Ferrara per scoprire come i folletti aiutanti di Babbo Natale riescono a costruire tanti simpatici giocattoli. I giovani partecipanti potranno imparare a trasformare con le loro mani materiali di uso comune in sorprendenti giocattoli, e scoprire come anche la scienza possa essere divertente.
I laboratori avranno inizio alle 15,30, per una durata di circa due ore.
Per partecipare è necessaria la prenotazione, da effettuare contattando la sezione didattica del Museo (via de Pisis 24, Ferrara) al numero 0532 203381, dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 12,30 o all’indirizzo dido.storianaturale@gmail.com. Il costo è di 6 euro per i bambini e di 2 euro per gli adulti. E’ necessaria la presenza di un adulto accompagnatore pagante.
L’iniziativa è la prima del calendario inverno-primavera 2017 dei laboratori per ‘Apprendisti scienziati’ organizzati dal Museo civico in collaborazione con l’Associazione Didò, che conduce le attività. Il calendario completo alla pagina: www.comune.fe.it/storianaturale

SPETTACOLI – Mercoledì 4 gennaio alle 16.30 per la rassegna “Babbo Natale, gnomi e folletti” alla sala Estense
Con ‘Il libro delle Fantapagine’ a decidere lo svolgimento della storia sarà il pubblico dei bambini

Mercoledì 4 gennaio alle 16,30 alla Sala Estense (Ferrara, Piazza Municipale) la diciannovesima edizione della rassegna natalizia “Babbo Natale, Gnomi e Folletti” si chiude con l’ultimo appuntamento a teatro. E’ la volta della compagnia piemontese Il Melarancio (Cuneo) che presenta uno spettacolo storico: “Il libro delle Fantapagine”, un intenso e fantasioso spettacolo di animazione, basato sull’interazione con il pubblico dei bambini i quali, grazie a una tecnica innovativa basata sulla struttura del gioco di ruolo, del librogame e del pop up decidono – per davvero, senza trucchi! – quale sarà lo svolgimento della storia, quali i personaggi e le avventure che incontreranno i protagonisti e quale il finale a cui andranno incontro prendendo una decisione al posto di un’altra.

La storia è molto fantasiosa: Due bibliotecari custodiscono nei loro scaffali un libro di fiabe unico al mondo, un libro dotato di volontà propria che possiede lo straordinario potere di inghiottire e di far vivere nelle sue pagine, chiunque incautamente gli si avvicini. Camillo e Gelsomino vengono rapiti dal libro e trasportati nel mondo delle fiabe: geni, streghe, draghi, fate ed orchi abitano le contrade di questo mondo e con loro Camillo e Gelsomino vivono straordinarie avventure prima di ritrovare la strada per la realtà. Lo spettacolo si sviluppa intorno ad un grosso libro, ricco di immagini, sorprese, spessori e tridimensionalità sulle cui pagine prendono vita, agiscono e parlano figure bidimensionali. La struttura narrativa è concepita nella forma dell’ipertesto teatrale in cui coesistono numerose storie parallele che si possono concludere con ventotto finali differenti: lo svolgimento del racconto viene scelto dagli spettatori, che, pagina dopo pagina, stabiliscono il proseguimento ed il finale della fiaba. Lo spettacolo è un ‘cult’ della compagnia ed ha superato nei suoi 13 anni di vita le 1200 repliche con rappresentazioni in centinaia di teatri italiani oltre che in Francia, Spagna, Scozia, Belgio, Ungheria e Repubblica Ceca.

La Compagnia ‘Il Melarancio’ dal 1982 svolge attività prevalentemente nell’ambito del Teatro per ragazzi e del Teatro di strada e, coniugando le tecniche del Teatro di figura con quelle del Teatro d’attore, realizza spettacoli di grande coinvolgimento che rappresenta in Italia e all’estero.
Oltre alla produzione di spettacoli, la compagnia svolge attività didattica nelle strutture scolastiche, elabora percorsi di animazione all’interno delle biblioteche, coordina a Cuneo un Centro permanente delle Arti, organizza un festival e diverse rassegne teatrali.

Lo spettacolo si rivolge a tutti i bambini dai 4 ai 9 anni.
Inizio spettacoli: ore 16,30 (la biglietteria apre a partire dalle 15,30)
Biglietti: adulti € 6,00, bambini € 5,00
Il giorno stesso di ogni spettacolo, dalle 10,00 alle 12,00, è possibile effettuare prenotazioni telefoniche con assegnazione di posto telefonando al numero 0532 77 04 58.

Per informazioni: Il Baule Volante – Andrea Lugli – Paola Storari 0532/770458 – 347/9386676.

SPETTACOLI – Concerto per beneficenza giovedì 5 gennaio alle 21
Con ‘Play Mr D’Adamo’ l’armonica torna protagonista sul palco della Sala Estense

Il 5 gennaio 2017 alle 21 alla Sala Estense di Ferrara (piazza Municipale ) si terrà la dodicesima edizione di ‘Play Mr D’Adamo’, concerto di beneficenza in memoria di Antonio D’Adamo armonicista blues (6-1-1960/30-1-2005); l’ingresso costerà 10,00 euro e l’intero ricavato della serata sarà devoluto all’ADO (assistenza domiciliare oncologica).
In questi anni la manifestazione ha sempre visto una grande risposta di pubblico, diventando di fatto uno dei pochissimi eventi a livello nazionale che porta l’armonica diatonica in primo piano.
Ogni anno l’organizzazione propone situazioni diverse, dal repertorio acustico a quello dei classici blues Chicago style con sezione fiati, fino al repertorio originale della band The Bluesmen della quale D’Adamo faceva parte e che vede quindi cimentarsi i vari armonicisti con brani inediti come nel caso di questa edizione; sarà anche l’occasione per ricordare anche un altro grande musicista e amico che ha fatto parte della band The Bluesmen dalla nascita fino al 2008: Bruno Corticelli bassista storico scomparso nel 2013 e che ha partecipato alle edizioni di Play Mr D’Adamo dal 2006, cioè dalla prima edizione.

Sul palco il quartetto ‘The Bluesmen’ accompagnerà 15 armonicisti amici di Antonio D’Adamo che provengono da varie parti della regione.
The Harmonica Players:
Federico Pellegrini, Fabrizio Seva, Gianandrea Pasquinelli, Ermanno Costa, Paolo Giacomini, Vincenzo Cattani, Marco Balboni, Giorgio Pinna, Max De Rosa, Angelo Adamo, Guido Poppi, Andreino Cocco, Paolo Santini, Gianluca Caselli, Paolo Bertelli.
The Bluesmen:
Roberto Formignani chitarra e voce, Massimo Mantovani tastiere, Roberto Poltronieri basso, Roberto Blanzieri batteria

Il concerto è organizzato da: Associazione Musicisti di Ferrara
Ado Assistenza Domiciliare Oncologica
Con il patrocinio del Comune di Ferrara

ANTONIO D’ADAMO (6-1-1960/30-1-2005 Musicista – Armonicista)
Musicista autodidatta, si è dedicato per 25 anni allo studio approfondito dell’armonica a
bocca diatonica nella musica blues, rock, country, bluegrass. Ha fatto parte della “Mannish
Blues Band” fondata insieme all’amico Roberto Formignani, con la quale ha partecipato, negli anni ’80 ad importanti trasmissioni radiofoniche e televisive ( RAI 2 via Asiago Tenda e con Renzo Arbore a Quelli della Notte) e festival blues (Pistoia Blues, Milano Blues Festival, Aventino Blues ecc.. )
Si è esibito in concerto ed in jam session con diversi artisti di fama internazionale fra i quali Carey Bell, Hiram Bullock, Willy Murphy, Alan King, Andy j. Forest.
Nel 1992 contribuisce alla formazione di The Bluesmen, con i quali si esibisce in diversi festival blues (Castel San Pietro Terme In Blues, Imola Blues, Ravenna Blues, Aspro Blues, Delta Blues, Liri Blues Winter 2004, Lerici Blues Joint 2004 ecc.. )
Con questa formazione ha l’onore di aprire I concerti di artisti come: Nine Below Zero, Scott Henderson, Dave Alvin, Jorma Kaukonen, ,Paul Geremia, Billy Boy Arnold, Kelly Joe Phelps, Robben Ford.

Discografia :
-The Mannish Blues Band Demo 1 (1983)
musicassetta autoprodotta registrata al White Studio di Ferrara con la quale la band riesce ad entusiasmare Renzo Arbore e a farsi programmare nella trasmissione “Quelli della Notte”
-The Mannish Blues Band Demo 2 (1986)
musicassetta autoprodotta registrata al White Studio di Ferrara che contiene diversi brani originali
-The Mannish Blues Band – ’87-90 (1990) musicassetta prodotta da Musicando
-The Bluesmen – Intrepido Blues (1996) CD prodotto da Musicando registrato al B&B di Vigarano Mainarda (FE )
-The Bluesmen – The Bluesmen (2002) CD prodotto dal Comune di Ferrara- Assessorato alle Politiche e Istituzioni Culturali e registrato alla N H Q di Ferara

CITTA’ SOLIDALE E SICURA – Venerdì 6 gennaio 2017 alle 16 in via Pietro Lana 1, saletta condominio ‘Il Quartiere’
Appuntamento ‘Far filò’ con la Tombola della Befana

Il gruppo di cittadinanza attiva Far Filò – Foro Boario apre l’anno 2017 con la la Tombola della Befana, in programma venerdì 6 gennaio alle 16 nella saletta del Condominio ‘Il Quartiere’ di via Pietro Lana 1, con giochi, merenda e sorprese per tutti i partecipanti. Sarà il Piano Bar di Andrea Parise a rallegrare il pomeriggio, proponendo un ricco repertorio musicale italiano. Ai bambini verrà dedicato il laboratorio creativo curato da Deborah Ascani (Le Principesse srl), che gestisce il nido ‘Le Ali di Pinocchio’. A partire dalle 18.30 i partecipanti all’iniziativa potranno cimentarsi con il tango, seguiti da Rita Grasso della scuola ferrarese ‘Tango Te’, che proporrà anche una dimostrazione del ballo con coppie di ballerini esperti. L’iniziativa è organizzata dai residenti di Foro Boario, in collaborazione con il Centro di Mediazione del Comune – Progetto Ferrara Città Solidale e Sicura, in collaborazione con l’Urban Center ‘E’ Ferrara’ del Comune – Progetto Officina dei saperi.

CASTELLO ESTENSE – Domenica 5 febbraio dalle 12 alle 20. Ingresso gratuito
Nel ‘Castello degli Sposi’ tante proposte per il giorno più bello

‘Il Castello degli Sposi’ è un evento dedicato ai promessi sposi, organizzato da ‘FEshion Eventi’, in collaborazione con Rossella Rizzi, bridal stylist, consulente d’immagine e Ambasciatrice di Carla Gozzi, per permettere alle coppie di futuri sposi di incontrare in un’unica giornata i migliori professionisti del Matrimonio della zona di Ferrara e dintorni.
Per un’intera giornata il prestigioso Castello Estense sarà la cornice di questo evento dedicato al matrimonio, che si svolgerà domenica 5 febbraio dalle 12 alle 20 nelle sale degli Imbarcaderi (1 e 2).
Lo scopo della manifestazione è quello di promuovere gli operatori del settore, che dovranno proporre le idee più originali, oltre che i classici “must” del mercato del wedding: abito sposo e sposa, location, gioielli, bomboniere, viaggi, servizi video e foto, e molto altro ancora, per poter aiutare i futuri sposi a rendere indimenticabile il loro giorno.
L’evento verrà strutturato in modo dinamico e coinvolgente, con attività, dimostrazioni ed interventi, che coinvolgeranno gli operatori.
In questo contesto i futuri sposi potranno rapportarsi direttamente con i fornitori, in modo naturale e non invasivo e poter valutare accuratamente i servizi da scegliere per il loro giorno.
Il pomeriggio sarà così caratterizzato da un susseguirsi di workshop, laboratori, consulenze e coreografie armonizzate fra gli operatori coinvolti, che spazieranno tra diversi stili.
L’ingresso all’evento sarà gratuito e si accederà dall’imbarcadero 1, entrando nel cortile del Castello.

Per informazioni: Alessandra Scotti n. 3495878324 o Rossella Rizzi n. 3460844177
Url: http://www.feshioncoupon.it/ll-castello-degli-sposi/
Facebook: https://www.facebook.com/events/181433762325844/

Il Castello degli Sposi

Da: Organizzatori

“Il Castello degli Sposi” è un evento dedicato ai futuri promessi sposi, organizzato da “FEshion Eventi”, in collaborazione con Rossella Rizzi, bridal stylist, consulente d’immagine e Ambasciatrice di Carla Gozzi, per permettere alle coppie di futuri Sposi di incontrare in un’unica giornata i migliori professionisti del Matrimonio della zona di Ferrara e dintorni.

Per un’intera giornata il prestigioso Castello Estense sarà la cornice di questo evento dedicato al matrimonio, che si svolgerà domenica 5 febbraio dalle 12 alle 20 nelle sale degli Imbarcaderi (1 e 2).

Lo scopo della manifestazione è quello di promuovere gli operatori del settore, che dovranno proporre le idee più originali, oltre che i classici ‘must’ del mercato del wedding: abito sposo e sposa, location, gioielli, bomboniere, viaggi, servizi video e foto, e molto altro ancora, per poter aiutare i futuri sposi a rendere indimenticabile il loro giorno.

L’evento verrà strutturato in modo dinamico e coinvolgente, con attività, dimostrazioni ed interventi, che coinvolgeranno gli operatori.
In questo contesto i futuri sposi potranno rapportarsi direttamente con i fornitori, in modo naturale e non invasivo e poter valutare accuratamente i servizi da scegliere per il loro giorno.

Il pomeriggio sarà così caratterizzato da un susseguirsi di workshop, laboratori, consulenze e coreografie armonizzate fra gli operatori coinvolti, che spazieranno tra diversi stili.

L’ingresso all’evento sarà gratuito e si accederà dall’imbarcadero 1, entrando nel cortile del Castello.
Per informazioni: Alessandra Scotti n. 3495878324 o Rossella Rizzi n. 3460844177
Url: http://www.feshioncoupon.it/ll-castello-degli-sposi/
Facebook: https://www.facebook.com/events/181433762325844/

Ferrara: a Capodanno raccolte circa 16,4 tonnellate di rifiuti

Da: Hera

Conclusa la grande festa, si fanno i primi bilanci: riduzione della raccolta rifiuti con una punta del -25% sulla raccolta del vetro.

Sono azioni importanti quelle svolte da Hera per riportare alla normalità e al decoro Ferrara, dopo il grande evento della notte di fine anno e i numeri conclusivi lo confermano.

In centro storico, nella mattinata del primo dell’anno, sono state raccolte circa 1,6 tonnellate di rifiuti da spazzamento stradale, 10,6 tonnellate dallo svuotamento dei cassonetti per il rifiuto indifferenziato e 1,2 tonnellate dallo svuotamento dei cestini stradali. Inoltre, di vetro, ne sono state raccolte 3 tonnellate, dato fortemente in diminuzione, pari al 25% in meno rispetto al capodanno precedente.

Complessivamente, quindi, sono state raccolte circa 16,4 tonnellate di rifiuti in una sola notte. Dato in diminuzione rispetto alle 18 tonnellate raccolte nel precedente anno.

Un tecnico di Hera ha coordinato gli addetti e i mezzi che già alle 4 di mattina sono intervenuti in tutte le aree interessate dalla manifestazione.

Per le attività di pulizia complessivamente sono stati impiegati: un tecnico, 20 operatori e 9 mezzi, tra i quali: un mezzo per la raccolta rifiuti affiancato da due operatori a terra, 3 autospazzatrici con 6 operatori, un’idropulitrice con operatore e 6 operatori a terra per il servizio di svuotamento dei cestini.

Dove non è stato possibile accedere con i mezzi meccanici è stato attuato il servizio di spazzamento manuale.

Si è trattato per Hera di un grande impegno organizzativo e di un notevole impiego di risorse che ha avuto la durata di diversi giorni: prima, durante e dopo il grande evento.

Questo sforzo ha permesso di presentare una città pulita a chi ha partecipato alla festa e, già nelle ore immediatamente successive alla conclusione dell’evento, di ripulire il centro città restituendolo ai ferraresi al normale stato di pulizia.

Capodanno all’insegna della buona musica e degli artisti ferraresi

Da: Organizzatori

E’ stato un Capodanno all’insegna della buona musica ferrarese quello proposto che oltre ad un fantastico incendio del Castello ha presentato un programma di grande qualità musicale sul palco montato in Piazza Castello con lo spettacolo “ASPETTANDO LA MEZZANOTTE” Alle 21 in punto è partito lo show per il pubblico che già dalle prime note ha iniziato a riempire la piazza e Laura Sottili e Nicola Franceschini hanno presentato Leonardo Veronesi & Friends un gruppo costituitosi per l’occasione che ha avuto l’onore di aprire lo spettacolo e rompere il ghiaccio e si è esibito durante la serata in 4 interventi musicali.
Il noto cantautore LEONARDO VERONESI accompagnato dalla band KOZMIC FLOOR ha presentato un programma vario miscelando cover selezionate che rappresentano momenti importanti della musica italiana unitamente a qualche suo brano inedito tratto dai suoi album. Dall’uscita del suo ultimo album NON HAI TENUTO CONTO DEGLI ZOMBIE presentato con grande successo insieme a Gene Gnocchi alla libreria “La Feltrinelli” Veronesi ha iniziato un tour promozionale ricco di grandi soddisfazioni alternandosi tra interviste e partecipazioni radiofoniche e televisive su canali nazionali e locali; concerti in locali e teatri; collaborazioni musicali con comici e altri personaggi del mondo dello spettacolo e nuovi videoclip fino ad approdare al palco del prestigioso Capodanno ferrarese. La folla che gremiva la piazza fin dall’inizio dello spettacolo nonostante il freddo polare ha gradito moltissimo questo viaggio musicale tra Bennato, Battisti, Ivan Graziani, Ron e tanti altri autori e gli inediti di Veronesi: A Volte, Da Domani, Mi viene sempre in mente dopo presentati in forma multimediale con proiezioni di videoclip girati a Ferrara che fornivano ai turisti ulteriori scorci della nostra bellissima città. Veronesi si è posto come sempre come musicista di grande qualità suonando e cantando con il suo timbro di voce originale e le sue grandi doti interpretative. E’ stato fatto anche un omaggio ai musicisti scomparsi durante il 2016 attraverso una bella rielaborazione di Purple Rain presentata dai Kozmic Floor. La collaborazione artistica tra Leonardo Veronesi e i Kozmic Floor è parte di un progetto interattivo che sta dando ottimi frutti perché valorizza ancor meglio le peculiarità di ognuno attraverso arrangiamenti e sonorità dei brani creati di volta in volta adeguandoli alle situazioni dei live creando quindi nuovi stimoli musicali per il pubblico e per i musicisti. Kozmic Floor sono Silvia Zaniboni (chitarra e voce) Filippo Dallamagnana (batteria) e Michele Dallamagnana (basso) un trio formatosi nel 2014 che spazia dal blues alle sonorità rock contaminati da atmosfere psichedeliche alternando inediti e classici riarrangiati. Hanno già partecipato a importanti appuntamenti e pubblicato il loro primo EP. Faceva parte dell’ensamble anche il cantante OSCAR NINI, con il quale Veronesi ha in atto una collaborazione artistica, che ha presentato una toccante rielaborazione di ORO del grande Mango. Oscar Nini ha partecipato a varie edizioni del musical “Notre Dame de Paris” e ad altri musical e spettacoli teatrali sempre con ruoli da protagonista. Poi LE VOCISOLE, altri cantanti e i comici di Makkeroni hanno creato una scaletta adatta a tutte le età che ha soddisfatto ampiamente pubblico e addetti ai lavori. Ed ora dopo l’euforia di Capodanno si riparte per altre avventure musicali!

La newsletter del 2 gennaio 2017

Da: Comune di Ferrara

FERRARA FIERE – Fino all’8 gennaio e poi nei fine settimana del 14-15 e 21-22 gennaio in via della Fiera
Winter Wonderland, Farfalle di Ferrara in scena e poi show e attrazioni

Un finale di 2016 da incorniciare per il luna park al coperto più grande d’Italia che continuerà a far divertire grandi e piccini tra i padiglioni di Ferrara Fiere fino all’8 gennaio e che tornerà ancora nei weekend del 14, 15 e 21, 22 gennaio.
Nella giornata di venerdì 30 dicembre record di presenze, con quasi 1000 visitatori, anche grazie agli ospiti d’onore di Winter Wonderland, Cristina D’Avena e Andrea Poltronieri, che si sono esibiti in un live show di un’ora e mezza, intrattenendo tanti bambini, ma anche molti genitori. Il re della risata estense e la regina delle sigle dei cartoni animati hanno duettato sul palco di Winter Wonderland, prima con le gag di Andrea Poltronieri e poi con la voce di Cristina D’Avena accompagnata dal sax di “Poltro”, che si è esibita in tutti i suoi cavalli di battaglia, aggiungendo anche qualche brano inedito del suo toccante cd natalizio.

Spazio ancora una volta alla solidarietà con la lotteria in favore dell’Associazione Giulia: continua infatti il concorso che mette in palio un TV ultra piatto da 49 pollici al fortunato che indovinerà il numero della palline all’interno del box al padiglione 3; per partecipare è sufficiente fare un’offerta libera all’associazione Giulia. Al termine del loro concerto anche Cristina D’Avena e Andrea Poltronieri fatto visita allo stand dell’Associazione, facendosi fotografare assieme ai volontari e al comico Giuseppe Giacobazzi, ormai visitatore fisso di Winter Wonderland assieme alla famiglia. Anche la sera del 31 dicembre ha registrato un afflusso importante al parco divertimenti: 1200 visitatori hanno infatti scelto di trascorrere il proprio Capodanno a Winter Wonderland; tutto esaurito anche il ristorante interno alla manifestazione che ha ospitato 140 persone per il cenone di Capodanno.

Nei prossimi giorni Winter Wonderland proseguirà con tutti gli appuntamenti giornalieri dedicati ai bambini e alle famiglie, dall’animazione agli spettacoli alle attrazioni. Il 5 gennaio tornerà in funzione il servizio navetta gratuito che percorrerà il tragitto da piazza Travaglio fino a Ferrara Fiere e ritorno. Il 6 gennaio a Winter Wonderland arriverà la Befana, mentre il 7 e l’8 gennaio è previsto l’evento nell’evento di Comixland con tanto spazio dedicato ai Cosplay e al mondo Comix, senza dimenticare il concerto di Giorgio Vanni, il re delle sigle dei cartoni animati, il 7 gennaio e iPantellas l’8 gennaio.
Per oggi, 2 gennaio, alle 18 è in programma lo spettacolo delle Farfalle di Ferrara. Si esibiranno i gruppi di agonistica e pre agonistica della ASD Ginnastica Estense allenate dalla professoressa Ghetti.

Visto l’andamento della manifestazione, la ricchezza del programma e il grande successo di pubblico che Winter Wonderland sta ottenendo, il presidente di Ferrara Fiere Filippo Parisini ha espresso grande soddisfazione per la riuscita dell’evento.

Per info: Ufficio stampa, Elenora Manfredini, info@mediainside.it, cell. 349 5736971, sito www.winterwonderlanditalia.com

Winter Wonderland è a Ferrara Fiere, via della Fiera 11, Ferrara. L’ingresso è a pagamento. Orari d’apertura: da lunedì 2 a mercoledì 4 gennaio ore 14-21; da giovedì 5 a domenica 8 gennaio, sabato 14-domenica 15 e sabato 21-domenica 22 gennaio 2017 ore 10-21.

CULTURA – Lunedì 2 gennaio alle 16.30 per la rassegna “Babbo Natale, gnomi e folletti”alla sala Estense (piazza Municipale)
“La bella e la bestia” in scena alla sala Estense

Lunedì 2 gennaio alle 16.30 la rassegna natalizia “Babbo Natale, gnomi e folletti” prosegue, alla sala Estense (piazza Municipale, Ferrara), con il terzo appuntamento a teatro. Il Baule Volante, la compagnia della nostra città, presenta il suo spettacolo più emozionante e più amato “La Bella e la Bestia” una fiaba senza tempo che ha girato l’Europa.

Torna a Ferrara “La Bella e la Bestia”, il fortunatissimo spettacolo della compagnia di casa che narra una vicenda antica e nota al pubblico di grandi e piccini ma sempre avvincente ed emozionante in questa versione prodotta da Accademia Perduta-Romagna Teatri per la regia di Roberto Anglisani.

La storia è quella di un mercante, padre di tre figlie, che si smarrisce nel bosco, di ritorno da uno sfortunato viaggio d’affari. L’uomo trova rifugio nel palazzo della Bestia, un essere orribile, metà uomo e metà belva. Qui cerca di rubare una rosa e per questo la Bestia lo minaccia di morte. L’unica sua possibilità di salvezza è che sia una delle sue figlie a morire al suo posto.
La più bella delle tre figlie accetta il sacrificio e si reca al palazzo. Ma andrà incontro a un altro destino.
Con “Bella e Bestia” prosegue, per Il Baule Volante, un percorso sulla narrazione a due voci e contestualmente un lavoro di ricerca sul tema della diversità. Attraverso l’avvincente intreccio di questa fiaba classica, la compagnia offre una personale disamina di alcuni aspetti di questo tema quanto mai attuale, in particolare, in questo caso, del “diverso” che sta dentro ogni individuo.
Nasce così una storia ricca di fascino e di emozione, in cui i significati più reconditi vengono illustrati attraverso la parola e il movimento. Lo spettacolo utilizza infatti principalmente la tecnica del racconto orale, con la sua essenzialità ed immediatezza. Ma spesso la parola si fonde al movimento espressivo o lascia completamente lo spazio a sequenze di “gesti-sintesi”, nel tentativo di cogliere l’essenza più profonda del racconto, con pochi oggetti e costumi, lasciando alla voce e al corpo tutta la loro forza evocativa.

Dopo anni di successi ininterrotti fra cui la menzione speciale Eolo Awards (maggior riconoscimento nazionale del teatro per ragazzi) e la presentazione dello spettacolo al Festival 2Mondi di Spoleto e al Festival Teatralia di Madrid, “La Bella e la Bestia” è stato presentato nel corso di interminabili tournée in patria – con oltre 600 repliche nei maggiori teatri italiani – e prodotto in versione francese con la collaborazione di centri importanti come la Scène Nationale d’Albi , nei Pirenei (che ha accolto la compagnia in residenza) e il Centre Culturel di Vendenheim, in Alsazia.

Con oltre 100 repliche all’attivo, lo spettacolo è stato così richiesto, nella sua versione francese, dai maggiori teatri d’oltralpe toccando in pratica tutte le regioni dalla Normandia alla Provenza e infine è stato selezionato per essere presentato a RéGéNération, l’esclusivo festival francese di Teatro Jeune Public che ha luogo a Lione.

Splendide soddisfazioni per la piccola compagnia ferrarese che però ancora si offre con piacere al pubblico della città, per regalare un’emozione, per condividere tante fatiche e tanti successi e per il piacere di sentirsi nuovamente a casa, dopo tanto viaggiare e prima di ricominciare la nuova tournée già in corso nella presente stagione.

Per tutti i bambini dai 6 agli 11 anni.

Inizio spettacoli: ore 16,30 (la biglietteria apre a partire dalle ore 15,30)
Biglietti: adulti € 6, bambini € 5. Il giorno stesso di ogni spettacolo, dalle 10 alle 12, è possibile effettuare prenotazioni telefoniche con assegnazione di posto telefonando al numero 0532 77 04 58.

Per info: Il Baule Volante, Andrea Lugli e Paola Storari, tel. 0532 770458, cell. 347 9386676.

BIBLIOTECA BASSANI – Mercoledì 4 gennaio alle 17 in via Grosoli a Barco
Letture per i più piccoli aspettando la Befana

‘Le scarpe della Befana’ (di Anna Genni Miliotti) e ‘L’inverno della strega Sibilla’ (di Korky Paul e Valerie Thomas) sono i racconti scelti per il nuovo pomeriggio di letture rivolte ai più piccoli in programma mercoledì 4 gennaio alle 17 alla biblioteca Bassani di Barco (via G. Grosoli 42, Ferrara). L’incontro rientra nel ciclo l”Ora del racconto’ per bambini dai quattro ai dieci anni, che per questo mese ha per tema ‘Il bosco racconta’. Per l’occasione le letture saranno affidate a Roberto Gamberoni. La partecipazione è gratuita e non è richiesta la prenotazione.

BIBLIOTECA TEBALDI – Martedì 3 gennaio alle 17 nella sala di via Ferrariola a San Giorgio
‘Il tempo dei miti greci’, lettura per bambini dai 3 ai 10

Martedì 3 gennaio alle 17 alla biblioteca comunale Dino Tebaldi di San Giorgio (via Ferrariola 12) è in programma il nuovo ciclo di appuntamenti con le letture per bimbi dai 3 ai 10 anni “Io leggo a te e tu leggi a me” sul tema del titolo “Sei proprio un mito!”.

I temi mitologici caratterizzeranno infatti tutti gli incontri di gennaio. L’appuntamento di questa settimana sarà dedicato alla lettura di ‘Il tempo dei miti greci’ di Sabina Colloredo. Dopo la lettura da parte della persona adulta, come ormai consuetudine verrà data la possibilità ai bambini presenti di esprimesi a loro volta in veste di narratori in erba portando le proprie proposte.

Per info: Biblioteca comunale Tebaldi del quartiere di San Giorgio, via Ferrariola 12 a Ferrara, email bibl.sangiorgio@comune.fe.it, tel. 0532 64215.

ASSESSORATO ALLO SPORT – Ricevute giovedì 30 dicembre 2016 dall’assessore Simone Merli
Le giovani speranze del Canoa Club Ferrara

Titoli tricolori in tutte le categorie, primo posto in coppa Europa, campionati europei e mondiali nella canoa slalom, coppa Italia, serie A femminile, campionato del mondo nella canoa polo. Sono solo alcuni dei titoli e partecipazioni che i dieci ragazzi del Canoa Club Ferrara hanno, conquistato in questo meraviglioso 2016 sportivo. I dieci azzurrini, ragazzi e ragazze tra i quattordici e i diciott’anni – accompagnati da tecnici e dirigenti sportivi – sono stati ricevuti nella sala dell’Arengo in Municipio giovedì 30 dicembre 2016 dall’Assessore comunale allo sport Simone Merli che ha avuto così l’occasione per salutarli e fare i complimenti per gli ottimi risultati raggiunti. Questi atleti hanno vestito nel 2016 la maglia azzurra per difendere i colori dell ‘Italia in campo internazionale. Un gruppo coeso di giovani di cui fanno parte anche altri compagni di squadra (una settantina fra tutte le specialità e categorie), coadiuvati da diciotto istruttori e allenatori, che quotidianamente si allenano nelle acque del Volano a Ferrara e nella sede di Vigarano Pieve (Oasi).

MUSEI CIVICI – Venerdì 6 gennaio 2017
Il giorno dell’Epifania apertura straordinaria per una serie di musei civici ferraresi

Epifania all’insegna della cultura a Ferrara, con una serie di musei civici eccezionalmente aperti, per consentire a ferraresi e turisti di ammirarne sale e collezioni, approfittando della ricorrenza festiva.

Queste le sedi museali cittadine straordinariamente aperte nella giornata di venerdì 6 gennaio:
– Palazzo Schifanoia e Civico Lapidario (9.30 – 18.00)
– Museo di Palazzina Marfisa d’Este (9.30 – 13.00 / 15.00 -18.00)
– Museo del Risorgimento e della Resistenza (9.30 – 13.00 / 15.00 -18.00)
– Casa di Ludovico Ariosto (10.00 – 12.30 / 16.00 – 18.00)
– Museo della Cattedrale (9.30 – 13.00 / 15.00 -18.00)

Per informazioni: www.artecultura.fe.it

ASSESSORATO CULTURA E TURISMO – Quasi il 12% in più di accessi rispetto al 2015
Castello Estense: nel 2016 superata la quota di 168mila visitatori.

Sono stati 168.090 i visitatori del Castello Estense nel 2016, l’11,8% in più rispetto al 2015.
In dicembre gli accessi al museo sono stati 16.112, oltre il 52% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; moltissimi i gruppi che hanno scelto di visitare la mostra al Palazzo dei Diamanti ed il monumento simbolo di Ferrara.
“L’anno di Ariosto, Bassani e Biagio Rossetti è stato anche l’anno d’oro del Castello Estense che continua ad essere il maggior attrattore turistico-culturale della nostra città – ha dichiarato l’assessore comunale alla Cultura e Turismo Massimo Maisto -. Da parte nostra continueremo a promuovere e vivacizzare le offerte del Castello per mantenere questo trend positivo che fa bene alla nostra economia”.

Buon 2017 in versi, alla ferrarese
di M. Cristina Nascosi

AUGURI pr’un 2017 pròpia bèl

a tuti il Dònn Frarési e a tuti i Frarìs in…Frarés

Un Buon Anno in poesia dialettale ferrarese, opera di Liana Medici Pagnanelli, grande poetessa copparese, la migliore tra le Signore della Scrittura in Lingua Dialettale Ferrarese: un pezzo che vuol essere un po’ la madrina spirituale di queste feste …traslate liricamente con matrice marcatamente femminile, un tocco delicato, ma come sempre accade, come solo le grandi Autrici (ed i grandi Autori, perché, no?) possono annunciare, spiccatamente antesignano – più di vent’anni prima – di un destino che parrebbe ripetersi…

Auguri a tutte e tutti !

L’an nóv
Agh manca póch minut, l’an nóv l’è dré ‘rivar,
dóds mis pin ad mistèri e càragh ad pruméss,
tuti as asptén da lu quèl ‘d dólzz e gnént d’amàr,
tut’i ann a vlén ‘st’regàl; tut’i ann al stéss.

Ass brinda tut’inssiém con al spumànt,
(anch ss’al n’è ‘d marca bòna fa l’istéss),
ass cumpurtén cumè di brav cmèdiant
fasénd la nostra part co’n zzèrt sucèss.

Da dré da ‘st’entusiàsam generàl,
agh’én ‘na gran paura ‘d quél ‘ch gnirà,
mo tuti a la lughén, o bén o mal,
viéna quél’ch vién, sarà quél ch’a sarà!

Mustrénss a l’an nuvèl in bèl ritràt,
fénagh ‘na bòna zzéta pòar putìn,
l’è tanta piculìn, l’è ‘péna nat,
féngh un surìs zantìl e’n bèl inchìn:
chissà ch’an ss’incuràgia un pó anca lu,
a farssl’amìgh an cósta mìna gnént,
dill vòlt un bèl destìn aas’al fén nu,
mo én ‘dbisógn ad tuti, tgnivl a mént!

L’ANNO NUOVO
Ci mancano pochi minuti, l’anno nuovo sta arrivando,
dodici mesi pieni di misteri e carichi di promesse,
tutti ci aspettiamo da lui qualcosa di dolce e niente d’amaro,
tutti gli anni vogliamo questo regalo, sempre lo stesso.

Si brinda tutti insieme con lo spumante
– anche se non è di marca buona fa lo stesso –
ci comportiamo come dei bravi commedianti,
facendo la nostra parte con un certo successo.

Dietro questo entusiasmo generale
c’è una gran paura per quel che verrà,
ma tutti la nascondiamo, o bene o male,
venga quel che deve venire, sarà quel che sarà!

Mostriamoci all’anno novello in bel ritratto,
facciamogli una buona accoglienza, povero bambino,
è tanto piccolino, è appena nato,
facciamogli un sorriso gentile e un bell’inchino:
chissà che non s’incoraggi un po’ anche lui,
a farcelo amico non costa mica niente,
delle volte un bel destino ce lo facciamo noi,
ma abbiamo bisogno di tutti, tenetelo a mente!

(Trad. MCNS)

FESTA DI CAPODANNO – Bilancio a cura di Hera
La raccolta dei rifiuti dopo la festa di piazza

Ferrara: a Capodanno raccolte circa 16,4 tonnellate di rifiuti

Conclusa la grande festa, si fanno i primi bilanci: riduzione della raccolta rifiuti con una punta del -25% sulla raccolta del vetro.

Sono azioni importanti quelle svolte da Hera per riportare alla normalità e al decoro Ferrara, dopo il grande evento della notte di fine anno e i numeri conclusivi lo confermano.

In centro storico, nella mattinata del primo dell’anno, sono state raccolte circa 1,6 tonnellate di rifiuti da spazzamento stradale, 10,6 tonnellate dallo svuotamento dei cassonetti per il rifiuto indifferenziato e 1,2 tonnellate dallo svuotamento dei cestini stradali. Inoltre, di vetro, ne sono state raccolte 3 tonnellate, dato fortemente in diminuzione, pari al 25% in meno rispetto al capodanno precedente.

Complessivamente, quindi, sono state raccolte circa 16,4 tonnellate di rifiuti in una sola notte. Dato in diminuzione rispetto alle 18 tonnellate raccolte nel precedente anno.

Un tecnico di Hera ha coordinato gli addetti e i mezzi che già alle 4 di mattina sono intervenuti in tutte le aree interessate dalla manifestazione.

Per le attività di pulizia complessivamente sono stati impiegati: un tecnico, 20 operatori e 9 mezzi, tra i quali: un mezzo per la raccolta rifiuti affiancato da due operatori a terra, 3 autospazzatrici con 6 operatori, un’idropulitrice con operatore e 6 operatori a terra per il servizio di svuotamento dei cestini.

Dove non è stato possibile accedere con i mezzi meccanici è stato attuato il servizio di spazzamento manuale.

Si è trattato per Hera di un grande impegno organizzativo e di un notevole impiego di risorse che ha avuto la durata di diversi giorni: prima, durante e dopo il grande evento.

Questo sforzo ha permesso di presentare una città pulita a chi ha partecipato alla festa e, già nelle ore immediatamente successive alla conclusione dell’evento, di ripulire il centro città restituendolo ai ferraresi al normale stato di pulizia.

castello-fuochi

DIARIO IN PUBBLICO
Capodanno via dalla pazza folla

Le folle fiorentine amalgamano tutto. Sotto le più sfarzose luminarie delle vie e viuzze del centro si muovono come formiche impazzite migliaia di turisti che arrivano dalle più imprevedibili località della terra. I negozi del super lusso esibiscono nello sfarzo dell’interno rigorosamente vuoto statuari guardiani neri. Nel breve giro di tre vie si accalcano i marchi dei negozi più famosi del mondo. Affannosamente al mercato anche noi cerchiamo almeno 20 o 30 grammi di tartufo bianco: impossibile. Sembra che il prezioso tubero non esista e furbe facce asiatiche ti propongono scorzoni neri o palline di qualcosa che non ha né la fierezza né la rarità di ciò che invano cerchiamo. Sul sagrato del Duomo un altezzoso presepe d’autore esibisce la nascita del Bambino tra l’indifferenza dei selfisti tutti presi del e nel loro solitario vizio assurdo. Dobbiamo rinunciare alla ulteriore visita al Museo dell’Opera del Duomo, a mio parere il museo più bello del mondo, perché tutto sold out. Scopriamo che il biglietto che comprende la visita al Museo, alla Cattedrale e alla Cupola del Brunelleschi in realtà fa restare deserto il sublime museo, mentre code inenarrabili attendono ore per salire sulla cupola per scattarsi i selfie. Ah! Gli ‘italiani’!

Decidiamo all’ultimo momento una gita in campagna e via dalla pazza folla. Il Chianti ci accoglie con una giornata perfetta, resa più preziosa dal traffico quasi inesistente. La bellezza totale del paesaggio ci afferra e ci scambiamo poche parole per approfittare di un momento sempre di più raro: la contemplazione della natura lavorata dall’uomo. Il nostro allegro garagista ci dà preziosi indirizzi tra Panzano e Radda e approdiamo a una trattoria d’antan. Perfetta per illustrare l’immagine del Chiantishire. La rivedrò? Forse. Quel che importa è che ci è toccato in sorte una giornata di bellezza speciale e per un momento ci si scorda della banalità della politica, della tragedia di Carife, della volgarità dell’incendio del Castello, della prepotente ‘pancia’ degli ‘itagliani’.
Incontro vecchi studenti, gli artigiani di sempre e parlo di Ariosto con un taxista coltissimo che ci porta a rivedere “Florence”, il film che mi ha conquistato. Qui al cinema altri ex studenti sorridenti e gentili poi, la mattina seguente le ultime visite ai mercati. A Sant’Ambrogio troviamo il vero tartufo; la mia verduraia a San Lorenzo mi offre fragoline di bosco, lamponi, ciliegie e uva. I sorrisi sono sinceri e nonostante siano possibili i botti (“Nardella, ovvia! ma i’che tu fai????”) la città se ne dimentica e alla Lilla non rimane che evitare le decine di carezze che piovono da mani provenienti da turisti di tutto il mondo appena usciti dalla visita al David di Michelangelo. Ormai è conosciuta come la canina dalla scarpetta e sembra ne vada abbastanza fiera.

Nel mio condominio ragazzetti un poco deficienti fanno scoppiare i botti per le scale. M’affaccio e con piglio sicuro li avverto che sto chiamando la polizia. Si ritirano sconfitti e la serata passa tranquillissima tra l’ennesima visione di “Cantando sotto la pioggia” e di “Il marchese del Grillo”. La notte dei botti passa dunque nel silenzio totale. Agli auguri segue un pacifico riposo, mentre Lilla voluttuosamente sdraiata sul piumone digerisce l’ultimo bocconcino di fine anno.
Tutt’altra storia la mattina seguente quando scendo per le funzioni lillesche. Mentre schiere di spazzini ripropongono una Firenze degna del suo nome, nelle viuzze laterali si vedono con disgusto gli esiti immondi della notte. Meglio non indugiare oltre e cominciare il viaggio di ritorno seguendo le orme degli antichi viaggiatori che percorrevano il passo della Futa. A Monghidoro una tappa obbligata, non tanto per ricordare i natali del celebre cantante Morandi, ma perché il nome antico di quel paese, Scarica l’asino, a confine tra lo stato toscano e quello pontificio, mi fa ritornare alla mente le decine di lettere che Canova e anche Foscolo scrivevano da quel luogo. Sui crinali delle colline splende un sole accecante; le tracce degli antichi mestieri legati all’agricoltura e alla pastorizia s’avvertono nella perfetta disposizione di case e di campi. Ti dimentichi per un momento che stiamo vivendo una guerra. Anzi, più guerre che non sono solo quelle combattute con le armi dei soldati o del terrorismo, dei ricchi e dei poveri, ma le più pericolose di tutte legate al denaro e alla presunzione.
Ecco allora che la paura ti afferra, come quella di passare da una via centrale, quale quella della libreria fiorentina a un passo dalla mia facoltà ed essere centrato da una immonda vendetta che sembrerebbe fondarsi su un’ideologia, ma è invece quella della presunzione di essere nel giusto. Di fargliela pagare. Ma a chi? Ai disgraziati frequentatori di una discoteca a Istanbul o a un poveraccio eroe per caso che perde un occhio e una mano per disinnescare la bomba fiorentina? Così l’arrivo a Ferrara diventa mesto e alla casa fredda che t’accoglie s’aggiunge il ghiaccio che hai nel cuore.
Tutti soddisfatti, invece, dello spettacolo clou di Ferrara: l’incendio del Castello con i suoi botti e le sue luci capaci di fare quello che neanche in tempo di guerra si faceva se non in caso di estremo pericolo, ovvero lo sgombero della galleria dei quadri ospitati nelle sale del nostro monumento più importante.
Scordavo. Tutti gli organi di informazione raccontano soddisfatti che per i botti e fuochi d’artificio quest’anno non c’è stato nessun incidente mortale. Solo più un centinaio abbondante di feriti di cui almeno una dozzina assai gravi tra cui i ragazzini. Vuoi mettere????
Coraggio! Si ritorni alle pagine sublimi del Tristram Shandy.

La rivincita di Mahler

di Giordano Tunioli

Tra gli articoli del quotidiano la Repubblica di mercoledì 30 novembre 2016, soffocato da ben più urgenti intestazioni, scorgo un trafiletto il cui titolo, preceduto dall’occhiello «5,6 milioni di dollari» incuriosisce il lettore annunciando: «Record mondiale per la partitura di Gustav Mahler».
Il giornale pubblica così l’avvenuta battuta all’asta di un manoscritto della seconda sinfonia di Gustav Mahler nota col titolo: Resurrezione e pone in evidenzia che questa vendita, avvenuta presso la sede londinese di Sotheby’s, ha superato il primato che apparteneva alle sinfonie di Mozart, cedute nel 1987 per la “modica” cifra di tre milioni di dollari.

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Mahler, definito da sempre l’“inattuale”, sembra volersi rifare non tanto su Mozart, quanto su alcuni compositori del suo tempo. Quel tempo che lo aveva in parte misconosciuto come compositore, per ammirarne soltanto la grande maestria nel dirigere l’orchestra, tanto da fargli pronunciare più volte la ben nota frase «“Meine Zeit wird kommen” (Il mio tempo verrà)». L’espressione potrebbe far pensare ad uno sfogo consolatorio, ma sono parole che, quasi a voler giustificare l’insuccesso di un genio incompreso, rilevano in realtà un forte disagio: se non profetiche, hanno comunque il senso del presentimento.
In un’intervista rilasciata nel 1906 a Bernard Scharlitt, Mahler confessava:
«Sono ben conscio che, come compositore, non avrò riconoscimento durante la vita. Mi è possibile attenderlo solo dopo la morte. Questa distanza è necessaria per l’adeguato assestamento di un fenomeno come il mio, la conditio sine qua non. Finché sarò il Mahler che si aggira tra di voi, “un uomo tra gli uomini”, come creatore posso solo aspettarmi un trattamento troppo umano. Devo prima scrollarmi di dosso la polvere terrena, perché mi sia resa giustizia. Io sono, per usare un’espressione di Nietzsche, un uomo che non appartiene al proprio tempo. Definizione questa che si applica soprattutto ai miei lavori.»
Gustav Mahler (Kaliste o Kalischt, 7 luglio 1860 – Vienna, 18 maggio 1911), incarna il caso particolare di quei musicisti che vivono a cavallo di due secoli rappresentandone la sintesi. In Mahler tutto ciò è accentuato da una personalità complessa, densa di contraddizioni e conflitti interiori che derivano oltremodo dall’essere ebreo – austriaco e da una esasperata sensibilità lungamente provata fin dagli anni giovanili. Diceva spesso: « Sono tre volte senza patria: come boemo tra gli austriaci, come austriaco tra i tedeschi e come ebreo in tutto il mondo. Dovunque un intruso, “desiderato” in nessun luogo».
Nella sua produzione sinfonica e liederistica si ritrovano i presupposti, le componenti psicologiche ed esistenziali dell’essere umano, l’angoscia e la malinconia che dominano costantemente l’esistenza del compositore. Probabilmente anche questo aspetto contribuì al contenuto successo della sua musica. Il periodo in cui visse il giovane Gustav costituisce un decisivo momento di transizione, in cui gli epigoni del Romanticismo si coniugano con le inquietudini del Novecento. Il nuovo secolo sembra sorgere sulle crisi letterarie, artistiche e sociali dell’Ottocento e la stessa funzione sociale e culturale della musica è soggetta a mutare. Con i cambiamenti estetici e stilistici che avvengono tra il 1890 e i primi anni del Novecento verrà a insinuarsi un nuovo concetto di musica che, evolvendosi, assumerà il termine di Musica moderna (o Musica nuova) verso gli anni Cinquanta del Secolo.
Mahler, immerso in questi mutamenti, si serve ancora dell’ambiente tonale e dei molti mezzi ereditati dalla grande tradizione tedesca, consapevole di non appartenere alle avanguardie musicali che si affacciano al Novecento, ma convinto che solo il futuro accoglierà la sua musica. Pur prendendo le distanze dal processo disgregativo della tonalità iniziato con Richard Wagner e condiviso dai più agguerriti musicisti dell’epoca, fin dalle prime composizioni mahleriane si possono scorgere strutture e scelte stilistiche che preludono ad un rinnovamento del linguaggio musicale.
Una testimonianza del Mahler progressista è costituita proprio dalla Sinfonia in do minore n.2 Auferstehung (Resurrezione ) per soli, coro e orchestra composta nello stesso periodo della Prima Sinfonia fra il 1888 ed il 1894. Sinfonia innovativa non soltanto per l’uso delle voci soliste, un soprano, un contralto, un coro (lo aveva già fatto in modo eccelso Beethoven agli inizi dell’Ottocento) né per l’impiego di un organico orchestrale ipertrofico, o per l’inserimento nel quarto movimento di un suo precedente Lied, Urlicht (“Luce primordiale”), quanto piuttosto per un’ardita e più ampia concezione della forma-sonata applicata nel primo e nell’ultimo movimento di questo imponente lavoro. Il primo movimento era sorto come pagina musicale autonoma, dotata di un titolo a sé: Totenfeier (“Rito funebre”); il compositore intendeva questo brano come il funerale del Titano, il personaggio che aveva titolato la prima sinfonia. Lo conferma una lettera del 26 marzo 1896 indirizzata al critico musicale Max Marschalk, in cui Gustav scrisse: « Ho chiamato il primo movimento Totenfeier e, se vuole saperlo, è l’eroe della mia Prima Sinfonia che io porto a seppellire. »
Nella sua forma definitiva la sinfonia è divisa in cinque movimenti:
1. Allegro maestoso. Mit durchaus ernstem und feierlichem Ausdruck
(Allegro maestoso. Con espressione assolutamente seria e solenne)
2. Andante moderato. Sehr gemächlich (Andante moderato. Molto comodo)
3. In ruhig fließender Bewegung (Con movimento tranquillo e scorrevole)
4. “Urlicht” (Luce primitiva) – Sehr feierlich, aber Schlicht (Molto solenne ma con semplicità, come un corale) testo tratto da “Die Wunderhorn” di Ludwig Achim von Arnim e Clemens Brentano
5. Im Tempo des Scherzo. Wild herausfahrend. “Aufersteh’n” (Tempo di Scherzo. Selvaggiamente. Allegro energico. Lento. Misterioso) contiene l’inno Die Auferstehung (La Resurrezione) di Friedrich Klopstock.
Il Lied Urlicht che costituisce il quarto movimento è tratto dalla raccolta di antiche poesie tedesche curata da Achim von Arnim (1781 – 1831) e Clemens Brentano (1778 – 1842) all’inizio dell’Ottocento (1805-1808) “Des knaben Wunderhorn” (I1 corno prodigioso del fanciullo), raccolta più volte utilizzata da Mahler per i suoi Lieder.
Il quinto e ultimo movimento, fu composto probabilmente in occasione della cerimonia funebre per la morte di Hans von Bülow; porta le indicazioni Im Tempo des Scherzo. Wild herausfahrend. “Aufersteh’n” (Tempo di Scherzo. Selvaggiamente. Allegro energico. Lento. Misterioso) e contiene l’inno di Friedrich Klopstock Die Auferstehung (La Resurrezione). A conclusione aggiungerò che la sinfonia, opera di sintesi tra caducità terrena e sublimazione divina, tra morte e resurrezione, venne eseguita per la prima volta a Berlino nel 1895 e pubblicata da Hofmeister, Lipsia, nel 1897.

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Mahler nel 1898, un anno dopo la pubblicazione della sua Seconda Sinfonia

LA CITTÁ DELLA CONOSCENZA
Cultura e cittá

Il sapere è fuggito oltre i limiti delle istituzioni, ad aprirgli i cancelli è stata l’era digitale che ormai viviamo a pieno titolo. Il passaggio dalla società industriale alla società dell’informazione ha cambiato il nostro paesaggio da verticale ad orizzontale, dalle ciminiere alle reti.
Il sapere si è decentrato, si è delocalizzato sottraendo l’esclusiva ai centri tradizionali della sua produzione e trasmissione.
Il sapere si è democratizzato, per la prima volta nella storia il libero accesso all’informazione fornisce alla maggior parte delle persone l’opportunità di costruire il proprio paesaggio di apprendimento.
Mentre l’apprendimento varca i confini entro cui era stato relegato dalla tradizione, occorre interrogarsi sul senso dell’esistenza delle nostre scuole, università e istituzioni culturali così come ancora oggi le intendiamo. È il rapporto tra interno ed esterno, tra dentro e fuori, tra incluso ed escluso che va ripensato. Tra il formale e l’informale, tra l’aula e il corridoio.
Occorre ridefinire la funzione del sistema di istruzione formale, caricarlo di sinergie in grado di facilitare nuovi modi di istruire e di apprendere. Le istituzioni tradizionalmente deputate a produrre e trasmettere cultura non hanno più l’esclusiva, ormai da tempo, ma non hanno ancora riconquistato una nuova centralità che le collochi come nodo di riferimento rinnovato nel tessuto degli apprendimenti diffusi.

La flessibilità e l’estensione del digitale, la sua versatilità fisica e spaziale fanno dei contesti educativi formali un territorio dai limiti rigidi e definiti, con due ambiti ben differenti, quando non contrapposti, l’interno e l’esterno. L’interno luogo dell’apprendimento codificato e riconosciuto, l’esterno come lo spazio dell’indeterminazione, della spontaneità, della esplorazione a cui è precluso il riconoscimento da parte del contesto educativo tradizionale.
La città può essere l’interfaccia possibile affinché lo sviluppo dei processi di apprendimento si produca anche in senso fisico oltre i territori formali della conoscenza.
Le istituzioni dell’apprendimento e della cultura abitano un territorio urbano, che è il territorio di vita dei loro utenti, il territorio dove per primo ciascuno di noi ha appreso, prima di esservi separato mentalmente e culturalmente, da una concezione della conoscenza che induce al divorzio tra saperi formali e saperi che formali non sono.

È possibile pensare che l’interno, in certi spazi e tempi, possa essere contagiato dalle caratteristiche dell’esterno. Alcuni luoghi dove tradizionalmente si impara possiedono caratteristiche anche per l’indeterminazione e la spontaneità, come possiamo incontrare nella città spazi capaci di ospitare attività di insegnamento e di apprendimento, tanto nello spazio pubblico come in quello privato possono esistere spazi satellite nei quali possiamo apprendere.
Lo spazio urbano, che si voglia o no, è una grande aula, è un paradigma di spazio per l’istruzione, disegna la città contemporanea sempre più come il marco fondamentale per un’educazione permanente della cittadinanza.
Da un punto di vista spaziale, tutte le istituzioni formative dalle scuole, all’università alle accademie possono intendersi come un sottosistema incluso in un sistema di maggiore entità, la città.

Sono fondamentali, quindi, scenari che rendano possibile un apprendimento per interazione tra città e luoghi dell’apprendimento formale, come realtà di apprendimento urbano, in spazi pubblici, privati, all‘aria aperta o chiusi, effimeri o permanenti.
I processi di insegnamento e apprendimento contemporanei possono avvenire ovunque, l’uso di questi spazi è un’opportunità preziosa d’incontro tra le persone, le istituzioni, i saperi formali e quelli non formali.

“L’apprendimento deve essere accolto come il miglior regalo, e non come un obbligo amaro”, scriveva Einstein ed invitava ad apprendere inseguendo il piacere. L’era digitale offre la possibilità di disegnare una mappa di apprendimento proprio, che ci inserisca in un ambiente educativo di natura collettiva oltre i limiti delle istituzioni.
Dal punto di vista fisico, quest’interfaccia è la città. Come ente complesso, la città offre praticamente infinite possibilità di apprendimento, da un apprendimento informale, vincolato a proposte educative non programmate o istituzionalizzate ad un apprendimento formale o istituzionale. La capacità dei luoghi tradizionali del sapere di accogliere e generare situazioni ambigue capaci cioè di rendere compatibili i due tipi di apprendimento è una delle loro maggiori potenzialità e attrazioni.

La città dev’essere cultura e la cultura dev’essere città.

In mostra a Firenze i custodi dell’identità tricolore

da: Maria Paola Forlani

Quest’anno la mostra degli Uffizi per il Natale 2016, si è aperta nell’Aula Magliabecchiana con il titolo “La tutela Tricolore. I custodi dell’identità culturale” (catalogo Sillabe), aperta fino al 14 febbraio.
Nelle circostanze in cui viviamo, e dopo i recenti terremoti, nessun argomento poteva essere più calzante di quello scelto, narrando gli avvenimenti storici che hanno coinvolto e troppo spesso ferito il nostro patrimonio culturale dalla Seconda Guerra Mondiale ai nostri giorni, ma anche le azioni legislative e istituzionali che hanno il compito di proteggerlo e custodirlo per le future generazioni. Tra queste la creazione – caso unico al mondo – di un corpo di polizia “specializzato”, il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri che, in quasi mezzo secolo di attività, ha preso parte attiva nella difesa e recupero dei nostri beni culturali.

L’esposizione si articola in otto sezioni che rendono conto dei crimini contro il nostro patrimonio – da quelli di guerra a quelli terroristici, fino ai furti con scopo di lucro e agli scavi clandestini con conseguenti esportazioni illecite (attività quest’ultima legata alle organizzazioni criminali di stampo mafioso e un passato assecondata perfino da istituzioni straniere troppo spesso indifferenti alla provenienza illecita di quanto acquistavano) e dell’opera meritoria del Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.
La prima sezione, Il crimine contro l’arte, racconta come agli Uffizi – una delle massime espressioni del patrimonio artistico nel mondo e non solo in Italia, sostanza fondamentale della nostra civiltà e identità culturale – siano stati oggetto di un attacco terroristico di stampo mafioso il 27 maggio 1993, con alcune opere distrutte ed altre scampate dall’oltraggioso delitto.
L’azione di Rodolfo Siviero e la sua eredità è il titolo della seconda sezione, dove si narra il salvataggio delle opere delle Gallerie di Firenze, trafugate nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. Molte di esse furono recuperate grazie all’attività dell’allora ministro plenipotenziario Siviero, che su nomina di De Gasperi nel 1946 diresse una missione diplomatica presso il governo tedesco allo scopo di ottenere il riconoscimento di un principio di legittima restituzione delle opere italiane. Vi si trovano esposte le celebri Fatiche di Ercole di Antonio Pollaiolo, la Madonna col Bambino (detta Madonna del Solletico o Madonna Casini) di Masaccio, il ritratto di uomo di Memling, l’ Avarizia di Francesco Furini, il Pigmalione e Galatea di Bronzino, Ritratto di giovane donna di scuola emiliana (illecitamente esposta negli Stati Uniti con la suggestiva attribuzione a Raffaello), tutte opere rientrate agli Uffizi grazie a Siviero.
Nella terza sezione Beni archeologici e diplomazia culturale si espone una serie di preziosi recuperi archeologici, per lo più provenienti da scavi clandestini e poi usciti illecitamente dall’Italia. Insieme al lavoro di ricerca e individuazione dei beni artistici da parte dei Carabinieri, la “diplomazia culturale” – di fatto un insieme di accordi diplomatici e trattative internazionali sull’argomento – ha raggiunto risultati prima irrealizzabili. Ricordiamo in particolare il memorandum di intesa tra Stati Uniti e Italia sottoscritto nel 2001, che ha consentito ritorni di opere di grande importanza. In mostra alcuni esempi: la statua di Vibia Sabina, moglie dell’imperatore Adriano rientrata da Boston nel 2007, il cratere del celebre pittore Assteas rientrato da Los Angeles nel 2005 e infine l’Hydria etrusca dove è rappresentata la metamorfosi dei pirati delfini, tornata nel 2014 dal Toledo Museum of Art nell’Ohio.
I Carabinieri dell’arte a grandi passi verso i primi cinquant’anni è la quarta sezione. Una rassegna cronologica di recuperi di dipinti, reperti archeologici, ed altri oggetti di varia provenienza, che illustra il cammino del Comando Tutela Patrimonio Culturale vicino al compimento dei cinquant’anni. Tra queste va ricordata la Triade Capitolina e il Volto d’avorio, il Putto con anatra della Casa dei Vetii a Pompei, l’Adorazione dei Pastori di Dono Doni di Assisi, trafugato dalla Pinacoteca Civica di Bettona.
Con la quinta sezione Scoperte fortuite: l’etica del cittadino, la mostra vuole raccontare anche i comportamenti virtuosi e rispettosi della legge messi in atto da alcuni cittadini che si sono inaspettatamente ritrovati ad essere protagonisti di ritrovamenti. Allo scopo viene esposta una Testa di bambina rinvenuta assieme ad uno straordinario Torso di bronzo (arte romana, II sec. D.C.) nei fondali a lago Puglia e un’Urna cineraria con raffigurazione di defunto recumbente ritrovata in una tomba etrusca nei pressi di Città della Pieve da un agricoltore, che segnalandola alle autorità componenti ha scongiurato il pericolo che i preziosi corredi funerari cadessero in mano a tombaroli senza scrupoli.
La globalizzazione del crimine è la sesta sezione, che espone le Oreficerie Castellani rubate dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia il 30 marzo 2013, su commissione di una facoltosa signora russa che ambiva a possederle, e che sono state fortunatamente recuperate grazie alle indagini e agli interventi dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Non poteva poi mancare uno sguardo sul mondo: sulle guerre che devastano patrimoni artistici che appartengono all’umanità intera, sull’accanimento del terrorismo contro i simboli di antiche civiltà, sulle calamità che continuamente mettono in pericolo edifici e oggetti. Per questo i curatori della mostra hanno scelto di esporre la stele funeraria di Palmira, che assurge a simbolo delle guerre in corso, dove sono entrati in azione i “Caschi blu della cultura” appena costituiti, di cui i carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale sono parte integrante e determinante insieme agli esperti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Quanto le richieste di prestito delle opere, avevano da poco raggiunto i destinatari, il terremoto dello scorso ottobre ne danneggiava gravemente una, l’Adorazione dei Pastori del pittore Dono Doni di Assisi della Pinacoteca Civica di Bettona. La storia per fortuna ha un lieto fine perché la tavola è stata adottata dall’organizzazione della mostra, che finanziandone il restauro ha permesso di cancellarne subito le ferite inferte dal tremendo sisma.

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