Giorno: 1 Maggio 2017

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1° maggio Festa del lavoro

Da Organizzatori

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani, in occasione del Primo Maggio, vuole esprimere il proprio pensiero sul significato attuale della Festa del Lavoro prendendo spunto dalla riflessione che Ettore Ciccotti , storico, docente e politico italiano , nell’ormai lontano 1903, ebbe modo di esternare e partecipare agli italiani.
“Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l’interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de’ sensi; e un’accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell’avvenire, naturalmente è portata a quell’esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa”.
Era il 1903, ma qual è oggi il significato di tale ricorrenza? Oggi, ancora, la gente può gioire delle prospettive dell’avvenire poiché “naturalmente portata a quell’esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa?”
Pur nelle difficoltà che scaturiscono dal difficile momento in cui viviamo, noi crediamo di sì. Vogliamo credere di sì. Vogliamo credere che la festa del Primo Maggio sia ancora un momento di riflessione importante sul lavoro, oggi costituzionalmente riconosciuto come base fondante della democrazia oltre che un forte segno di speranza nel futuro, in un futuro laborioso, in un futuro in cui le giovani generazioni possano riscoprire l’orgoglio di essere cittadini italiani ed europei.
Indubitabilmente questa speranza nasce e si consolida nel lavoro costante che migliaia di docenti, ogni giorno, svolgono nelle loro classi, pazientemente e silenziosamente, con i loro alunni vedendoli crescere, anno dopo anno, e contribuendo in maniera veramente importante alla scelta della loro futura attività che darà impulso al progresso materiale e spirituale della società.
Presupposto imprescindibile di tale scelta è, infatti, il patrimonio culturale che i giovani acquisiscono a scuola, patrimonio oggi più ricco e completo anche grazie alla decisione strategica e fondamentale, di consentire loro, tramite l’esperienza dell’alternanza scuola lavoro, le prime timide, ma entusiastiche esperienze in campo lavorativo, nel rispetto del riconoscimento del diritto al lavoro e nella promozione delle condizioni che lo rendano effettivo.
Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani, i cui membri sono impegnati quotidianamente nella fondamentale opera di diffusione della cultura della legalità, vuole pertanto prendere parte a questa Festa auspicando che il lavoro registri sempre meno precarietà; che vi sia un costante aumento dell’occupazione, in particolare giovanile; che ogni cittadino possa trovare nel lavoro una soddisfazione umana, personale e familiare, che gli consenta di contribuire in maniera proficua alla crescita e al progresso materiale della società; che, infine, tutte le forze di Governo, sappiano cogliere ed incontrare le esigenze vitali dei lavoratori proseguendo, sempre e con energia, a profondere tutti gli sforzi per promuovere le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro.

Attività produttive. Distretti industriali ed export, Costi: “In Emilia-Romagna crescono più della media in Italia. Rafforzare la nascita di reti e network fra le eccellenze del territorio”

Da Giunta Regionale – Agenzia di Informazione e Comunicazione

L’intervento dell’assessore regionale sui dati elaborati dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo

Bologna. “Il quadro che emerge dall’ultimo aggiornamento sui dati dei distretti industriali dell’Emilia-Romagna conferma la performance del sistema produttivo regionale, con i distretti protagonisti della crescita. Una tendenza positiva che ci deve far proseguire nello sforzo per un deciso rafforzamento di reti e network tra le eccellenze del territorio per valorizzare al massimo le nostre potenzialità”.
Così l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi commentando i risultati sull’export che emergono dal monitor dei distretti industriali dell’Emilia-Romagna, curato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. I dati evidenziano il progresso (+1,3% nel trimestre, +2,1% nel 2016) dei distretti industriali dell’Emilia-Romagna che crescono più della media italiana, grazie soprattutto all’export e alla spinta delle imprese medio-grandi.

“La Regione – aggiunge Costi – ha fortemente investito in politiche di ricerca, innovazione, internazionalizzazione, attrattività e formazione. Un ecosistema forte, aperto, sostenibile e globalizzato che crea prodotti richiesti ed esportati in tutto il mondo e dove al contempo tutto territorio è capace di attrarre nuove produzioni e investimenti. Ora lo sforzo deve proseguire per creare valore aggiunto e innovazione nella definizione di nuove politiche regionali su misura basate sulle reali esigenze delle aziende e delle filiere per rispondere a tutto il sistema territoriale”./AA

Master of Food sulla Birra

Da Organizzatori

La condotta “Slow Food Ferrara terre e sabbie” organizza il Master of Food sulla Birra.
Slow Food è una grande associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.

Il Master of Food sulla Birra di Ferrara si compone di quattro serate per avvicinarsi all’affascinante mondo della birra, una delle bevande alcoliche più antiche che l’uomo conosca, che affonda le radici nella nascita stessa delle grandi civiltà. Conosceremo le materie prime, le tecniche produttive, la storia, gli stili e la geografia, senza trascurare le modalità di conservazione, di servizio, la scelta dei bicchieri e gli abbinamenti. Durante il Master of Food assaggeremo assieme una selezione di birre, italiane e non, che ci aiuteranno ad intuire le storie di uomini, di territori, di culture e tradizioni che sono immerse in ogni bicchiere.

Il Master of Food sulla Birra di Ferrara si svolgerà con incontri settimanali dalle 20 alle 22, da giovedì 18 maggio fino a venerdì 16 giugno 2017, presso la Caffetteria Spisani, in via G. Byron 10 a Ferrara.
In aula ci sarà Francesco Immediata, Formatore Slow Food del Master of Food di Birra e coordinatore Guida Birre d’Italia per la regione Emilia Romagna.

Prima lezione (giovedì 18/05):
Le caratteristiche e la geografia delle materie prime, con manipolazione e assaggio di acque, malti e luppoli. Introduzione alla degustazione.

Seconda lezione (venerdì 26/05):
La produzione del mosto, la fermentazione, le tipologie di confezionamento, la filtrazione, la pastorizzazione, la rifermentazione in bottiglia.

Terza lezione (venerdì 09/06):
La cultura e la geografia della birra; le grandi famiglie birrarie: Lager (Germania, Repubblica Ceca, …) e Ale (Belgio, Regno Unito, …); l’analisi del legame tra birra e territorio con un approfondimento del contesto italiano.

Quarta lezione (venerdì 16/06):
La fermentazione spontanea, l’ancestrale e meraviglioso mondo dei Lambic. Indicazioni sulla conservazione delle birre, sul loro servizio (temperatura, bicchieri e tecnica) e sui loro abbinamenti. Le birre più alcoliche, da invecchiamento, o che fanno stile a sé.

La quota di partecipazione è di 95€ (85€ per chi ha meno di 30 anni), i posti disponibili sono 25, riservati ai soci Slow Food (tessera 25€; 10€ per chi ha meno di 30 anni).

Asparago verde di Altedo Igp: annata al top per qualità e consumi

Da Organizzatori

Con almeno quindici giorni di anticipo rispetto al consueto calendario di commercializzazione l’Asparago Verde di Altedo IGP è nel pieno di una campagna che si sta prospettando vivace e di grande soddisfazione.

“La qualità del prodotto – dichiara Gianni Cesari Presidente del Consorzio – è straordinaria quest’anno grazie alle particolari condizioni climatiche del periodo di maturazione dei turioni. La richiesta di Asparago di Altedo IGP – conferma il Presidente Cesari – è aumentata enormemente negli ultimi due anni grazie alla richiesta crescente della GDO italiana e del dettaglio specializzato. La superficie certificata ad asparago è aumentata del 20% negli ultimi anni e si prospetta in ulteriore crescita”.

Anche per il 2017 l’Asparago verde Di Altedo IGP sarà commercializzato anche con il marchioFior Fiore Coop dedicato a tutti i prodotti di origine certificata e garantita dall’Unione Europea.

Per toccare con mano la qualità dell’Asparago IGP ci sono due appuntamenti tradizionali dedicati ai consumatori e realizzati nei territori d’origine del prodotto.

Si tratta della Sagra dell’Asparago di Mesola (FE) dal 22 Aprile al 1° Maggio 2017 (programma
http://www.eventiesagre.it/Eventi_Fiere/670_Fiera+Dell+asparago.html)e la Sagra di Altedo (BO) che si terrà dal 18 al 28 Maggio nella cittadina che dà il nome al pregiato turione.

In concomitanza con la Sagra il 19 Maggio il Consorzio Organizzerà un Convegno dedicato alle DOP e IGP alla presenza delle Autorità del Ministero delle Politiche Agricole e della Regione Emilia Romagna. Un Convegno per mettere in evidenza anche le difficoltà burocratiche che gravano sui produttori impegnati nello sviluppo di questa importante coltura di pregio.

Ong e business dell’immigrazione, Save The Children respinge le accuse: “Nulla a che fare con gli scafisti”

Non passa giorno senza che i telegiornali nazionali non ci aggiornino del numero di migranti morti in mare nel disperato tentativo di raggiungere le coste italiane a bordo di imbarcazioni di fortuna. Il Mediterraneo è ormai un immenso cimitero dove nel 2016 hanno perso la vita oltre 5mila persone: uomini, donne e bambini in fuga da guerre e povertà e salpati dalle coste libiche dove gli abusi perpetrati ai loro danni sono una costante fuori controllo. Il 2017 si profila anche peggiore dell’anno precedente se si considera che sono già più di mille le persone scomparse in mare dall’inizio dell’anno.
A prestare soccorso in mare sono impegnati in tanti: Guardia Costiera, spesso anche semplici marinai e soprattutto le Ong. Ed è su di loro che, di recente, si è abbattuta una bufera di polemiche e accuse scatenate dalle dichiarazioni del vicepresidente della Camera dei deputati Luigi Di Maio. Prendendo spunto dal rapporto 2017 dell’agenzia europea Frontex, e da una inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Catania, Di Maio ha sostenuto che “le Ong sono accusate di un fatto gravissimo, sia dai rapporti Frontex che dalla magistratura: di essere in combutta con i trafficanti di uomini, con gli scafisti, e addirittura, in un caso e in un rapporto, di aver trasportato criminali – e aggiunge – vogliamo vederci chiaro, sapere chi finanzia il business dell’immigrazione“.

La reazione indignata delle Ong che portano soccorso ai migranti non si è fatta attendere e Save The Children, Medici senza Frontiere (che “valuterà in quali sedi intervenire a tutela della propria azione, immagine e credibilità”) e Intersos hanno stigmatizzato accuse ritenute infamanti per tutti gli operatori che quotidianamente lavorano per salvare vite umane.

“Noi siamo dove dobbiamo essere” dichiara deciso Michele Prosperi, portavoce per l’Italia di Save The Children la più importante organizzazione internazionale indipendente impegnata a salvare i bambini in pericolo e a promuovere i loro diritti. Lo raggiungiamo al telefono per far chiarezza nella nebulosa di accuse e contro accuse che si sono succedute in questi giorni sull’operato delle Ong avanzate, oltre che da Di Maio, dal pm Carmelo Zuccaro titolare dell’inchiesta presso la Procura di Catania. “Le operazioni di soccorso in mare non nascono dal nulla ma servono per rispondere a una emergenza umanitaria contingente: quella delle centinaia di persone che da anni, ogni giorno, sbarcano sulle coste italiane. Cerchiamo di fare tutto ciò che è necessario, agendo in totale trasparenza, nell’utilizzo dei fondi e nella rendicontazione di ciò che facciamo, per sopperire a ciò che la politica non è ancora riuscita a disciplinare. Non sono mai stati creati dei corridoi umanitari per permettere alle persone di poter fuggire ‘in sicurezza’ dalle situazioni di guerra e violenza che si lasciano alle spalle. Ma queste persone non hanno alternative: i fattori di emergenza, guerra, carestia, violenza non lasciano loro dubbi sulla necessità di partire. Partono anche se pienamente consapevoli dei rischi e delle tante persone morte prima di loro tentando la fuga. Ma lo fanno lo stesso spinti dalla disperazione”.

E continua: “Dobbiamo aiutare le persone a capire che ci stiamo lasciando ingabbiare dalla convinzione che o aiutiamo queste persone nei loro paesi d’origine oppure li accogliamo nei nostri. Ma non ci deve essere questa alternativa: le strade da percorrere sono entrambe. Lo sforzo per fermare la guerra in Siria o per agire sulle emergenze alimentari in Africa deve procedere di pari passo con le operazioni di ricerca e soccorso in mare. Raccogliamo migliaia di testimonianze delle persone che riescono ad attraversare il mare: ci sono ragazze eritree che prima di partire si fanno fare delle punture di ormoni per entrare in menopausa, sicure che durante il viaggio fino alla Libia verranno ripetutamente violentate. Ho conosciuto personalmente minori non accompagnati che si sono imbarcati nonostante fossero a conoscenza che fratelli o parenti, partiti prima di loro, erano annegati in mare. Ai trafficanti non importa nulla se queste persone sbarcheranno vive o moriranno in mare. Ciò che interessa sono i soldi che se ne possono ricavare. In Grecia abbiamo soccorso naufraghi che erano stati dotati dagli scafisti di salvagenti di polistirolo”.

Sulle accuse mosse all’operato delle organizzazioni non governative, Prosperi ribadisce senza mezzi termini che “è gravissimo sollevare delle accuse alle Ong che sopperiscono alla carenza oggettiva di interventi politici davanti ad una emergenza umanitaria certa. Gettare ombre e discredito non aiuta a fare chiarezza ma mette a repentaglio la prosecuzione delle operazioni di ricerca e soccorso in mare. Sottolineo ancora una volta che questi programmi di aiuti sono decisi e attuati in coordinamento con la Guardia Costiera e che la nostra nave ‘Vos Hestia’ opera in acque internazionali e non è mai entrata in acque libiche. Noi non siamo mai venuti a contatto con i trafficanti. Noi operiamo sull’aspetto umanitario del soccorso in mare: accogliere chi sbarca, curare i feriti, dare soccorso alle donne, bambini, minori non accompagnati. Ci sono poi le autorità competenti che procedono all’identificazione di chi sbarca”. Ci lasciamo al telefono con una riflessione finale: “Chi sostiene che il fattore di attrazione del soccorso in mare andrebbe eliminato, dichiara implicitamente che è pronto a correre il rischio di vedere centinaia di persone morte per provare questa sua teoria. In Grecia, nonostante in blocchi posti, sono arrivate, l’anno scorso, 4.823 persone. E continueranno ad arrivare perché fuggono da situazioni talmente disperate che accettano il rischio di morire”.

(Immagine di copertina, fonte: Save The Children Italia)

alberto-sordi-lavoratori

VETRIOLO
C’è poco da ridere

​Lavoratoooriiiii… Il celebre sberleffo, rintuzzato dal castigo, un tempo faceva sorridere. Ma oggi che per gli affronti non c’è riparo e i lavoratori sono sempre più precari e meno tutelati, il gesto dell’ombrello segnala la tempesta. E senza più speranza di riscatto resta solo grandine e l’eco amaro del finale.

Affinità divertente fra il compagno Tognazzi e noi

Oggi, 1° maggio, Festa dei Lavoratori, vorrei raccontare la storia di un lavoratore davvero speciale.
Ricordo ancora come se fosse ieri il giorno in cui mia madre – grandissima fan del grandissimo Tognazzi – si lasciò sfuggire le parole “Il Petomane”.
Mi spiegò il significato della parola “petomane” e mi spiegò che era anche il titolo di un film del 1983 con Ugo Tognazzi, un film che non ebbe troppa fortuna ma che da quel giorno – saranno passati vent’anni – ho cercato ossessivamente perché in fondo sono sempre stato un ragazzo semplice.
Non riesco proprio a non ridere davanti a un peto lanciato così, con naturalezza, simpatia o gusto per la performance.
Questa cosa a volte ha creato degli equivoci sulla mia persona e a volte mi ha creato anche dei problemi.
Ma il più delle volte mi ha portato solo la gioia più autentica, una gioia che mi trasforma letteralmente in un bambino.
Devo confessare che nei miei momenti un po’ così, spesso, vado su YouTube e mi riguardo la fenomenale “scorreggia di ippopotamo”.
È una delle cose più divertenti ed emozionanti – ma al tempo stesso tragiche – della storia delle immagini.
Divertente per ovvi motivi, se siete come me.
Emozionanti anche.
E tragiche perché il povero ippopotamo, purtroppo, è rinchiuso in uno zoo con la gente che gli ride dietro ma quella è solo la punta dell’iceberg.
La cosa davvero tragica è che quel ridere non è proprio un bel ridere.
Non è quel ridere che scatta – sempre se siete come me – quando un vostro amico si mette di schiena sopra al tavolo per incendiare un peto provocando una vampata degna del Gibby dei tempi d’oro.
È un ridere orrendo, il ridere di chi tratta quel povero ippopotamo non come un meraviglioso attore del meraviglioso palcoscenico della natura bensì come un mero fenomeno da baraccone.
Quel povero ippopotamo – animale davvero maestoso – non merita quel trattamento, lui fa solo la sua cosa e per sua sfortuna la fa in uno zoo davanti a della gente orribile che va allo zoo con lo stesso interesse con cui va boh, all’Ipercoop o da McDonald’s o boh, con lo stesso piglio che han certi riccastri che vanno alla Scala quando si apre la stagione della Scala.
Insomma, ci siamo capiti.
E chiedo scusa se sto divagando quindi faccio subito un po’ di chiarezza: il lavoratore speciale in questo caso non è Tognazzi.
Il lavoratore speciale è Joseph Pujol, detto appunto “Le Pétomane”.
Quando mia madre mi raccontò di quel film – che tra l’altro a lei non era neanche piaciuto troppo – non mi spiegò che era ispirato a una storia vera.
Così, anni dopo – indagando su quel film che mia madre bollò come una vera e propria scoreggia nello spazio – finii per scoprire la vera storia di Joseph Pujol, il petomane del Moulin Rouge.
Provai subito un’enorme ammirazione per quell’uomo.
Joseph Pujol nacque a Marsiglia il 1° giugno del 1857.
Pare che a tre anni circa, al mare, si sia reso conto – trattenendo il respiro in acqua – di essere in possesso della più portentosa muscolatura posteriore della storia dell’uomo.
Praticamente: riusciva a bere col culo, scusate il francesismo.
Consultò anche dei dottori, sembra.
I dottori dissero che non era un problema e lui non ci pensò più.
Però anni dopo, durante il servizio militare, raccontò ai suoi commilitoni quella cosa e, da quel momento, riscoprì quel suo talento così peculiare.
Nel frattempo, dai 13 anni di età circa, era diventato il garzone di un panettiere prima e un panettiere in proprio poi.
Ma dopo aver riscoperto la propria vocazione si dedicò a un allenamento matto e disperatissimo.
Finì quindi per ideare uno spettacolo dimostrativo da proporre a qualche teatro locale.
Nel frattempo si era sposato e il suo forno andava benissimo ma la fama del suo talento si era sparsa così tanto che un impresario gli consigliò di proporre il proprio demo a un Moulin Rouge fresco di apertura.
Così, nel 1892, il buon Pujol partì per Parigi, pronto per la sua audizione.
E l’audizione andò decisamente meglio di quella famosa audizione dei Beatles alla Decca, quell’audizione da cui derivò la proverbiale espressione “non aver capito una Decca”.
Perché il sig. Charles Zidler – gran capo del Moulin Rouge – nonostante un iniziale scetticismo di fronte a quell’omone dallo sguardo triste, capì in fretta di trovarsi davanti un talento unico.
E il resto è storia.
Alcune testimonianze dell’epoca descrivono un pubblico isterico a livelli da Beatlemania: donne, che svengono e vengono portate fuori, uomini che se la fanno addosso e via così.
Io non faccio fatica a crederci.
Joseph Pujol andò avanti come uno schiacciasassi fino al 1914.
Successo e soldi, simpatie pressoché unanimi.
Fece anche in tempo a mettersi in proprio, aprendo un suo teatro, il Théâtre Pompadour.
Però, più o meno allo scoppio della Grande Guerra fu costretto a chiuderlo.
Dice suo figlio:
“Dopo l’armistizio del ‘18, mio padre era così amareggiato dalle avversità e dai guai che non ebbe cuore di riprendere la carriera artistica.”
E fu così che Joseph Pujol tornò a fare il fornaio.
Successivamente aprì anche una fabbrica di biscotti e morì quasi novantenne nel 1945.
Quindi che altro dire?
Buon 1° maggio a tutti i lavoratori con un augurio speciale a tutti i disoccupati, inoccupati o diosantissimo ci chiamano adesso.
Possiate Voi – anzi, possiamo Noi – realizzarci veramente nel mondo del lavoro.
Ma soprattutto: possiamo noi (e possiate Voi) far respirare al meglio la nostra (e Vostra) essenza più intima, un po’ come capitò al grande Joseph Pujol.

PS:
Su YouTube si trova un filmino che mostra Joseph Pujol in azione girato da nientepop*dimeno che: Thomas Alva Edison.

Fast (Butthole Surfers, 1988):

Una crociera in laguna

di Federica Mammina

Milioni di turisti ogni anno per l’unicità di una città senza strade né macchine, ma con calli, barche e le tipiche gondole. Ed arte e storia praticamente ovunque.
Così apprezzata nel mondo che pare ne esistano, di vario genere e forma, fino a 97 copie, dal Canada al Brasile, dagli Stati Uniti alla più vicina Londra. Emblema di queste copie il Venetian di Las Vegas, un hotel con più di 4000 stanze e 32 ristoranti aperti anche di notte, con tanto di gondoliere (americano ben inteso) che ti accoglie nella hall cantando canzoni in veneziano. Più che copie, follie.
Ma se dovessimo, non paghi del primato di cui godiamo, batterci per ottenere il primato anche nella follia, beh vinceremmo anche lì senza fatica.
Non sei soddisfatto di un giro in gondola nell’hotel? Non sei soddisfatto di un giro in barca a Londra? Vuoi un’esperienza fuori dal comune che renda il tuo viaggio indimenticabile? Vieni da noi: potrai entrare nella più spettacolare delle città direttamente con la nave da crociera. Nessuno al mondo potrà garantirti un’esperienza anche solo lontanamente paragonabile. Potrai attraversare comodamente il bacino di San Marco e il canale della Giudecca e risparmiarti la salita al Campanile di San Marco, in fin dei conti un po’ più alto della nave su cui ti trovi.
Forse, preservare una città tanto unica quanto delicata (è pur sempre esposta alla forza erosiva dell’acqua) val bene una passeggiata a piedi senza ingresso trionfale.
Ma non preoccuparti: tu goditi lo spettacolo che a sanare i disastri ci pensiamo noi.

Una vita soltanto!

di Federica Mammina

Non posso fare a meno di notare come sempre più giovani ricorrano davanti alle prime difficoltà della vita alla soluzione radicale di eliminarla quella vita: brutti voti a scuola, normali incomprensioni tra genitori e figli adolescenti, gravidanze inaspettate, difficoltà a relazionarsi con i coetanei, problemi cioè da sempre esistiti, affrontabili con l’aiuto altrui, e che invece con aberrante leggerezza si trasformano in gesti estremi verso sé o gli altri. Il problema non lo si affronta, lo si elimina.
E continuo a vedere in questo declino una preoccupante proiezione della loro vita virtuale: una vita artefatta, dove invece che imparare ad accettare sé stessi si può essere altro da sé, ci si può costruire una vita perfetta…illusoria. Che batterà sempre quella reale uno a zero.
Nascono con una sola vita, crescendo gliene si affianca una seconda, fino a quando realizzano che non possono gestire una doppia vita; meglio tornare ad una sola, peccato però che spesso scelgano quella sbagliata.

“Ricordati che l’uomo non vive altra vita che quella che vive in questo momento, né perde altra vita che quella che perde adesso.”
Marco Aurelio

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

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