Giorno: 2 Maggio 2017

Concorso Fotografico Confagricoltura Ferrara

Confagricoltura Ferrara

Aperte le iscrizioni al Concorso Fotografico indetto da Confagricoltura Ferrara nell’ambito della Settimana Estense 2017. “La magia dell’acqua nella pianura ferrarese”, questo è il tema scelto per gli scatti d’autore della 18esima edizione. Il concorso è aperto a tutti gli appassionati di fotografia naturalistica, professionisti e non. Ogni autore potrà partecipare con un numero massimo di cinque opere a colori e cinque in bianco e nero. Le stampe dovranno essere di formato massimo 20×30 e inserite in un supporto rigido (cartoncino) con formato 30×40. Sul retro dovrà essere indicato, o comunque allegato: nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, e-mail dell’autore e titolo dell’opera. L’iscrizione è gratuita. Le opere andranno spedite a Confagricoltura Ferrara – Concorso Fotografico – via Bologna 637/b – 44124 Chiesuol del Fosso (FE) o consegnate a mano al suddetto indirizzo negli orari 8.00 – 13.00 dal lunedì al venerdì e dovranno pervenire entro e non oltre lunedì 11 settembre. L’ammissione delle opere e l’assegnazione dei premi avverrà a giudizio insindacabile della giuria. 1° premio € 300,00 + coppa, 2° premio € 200,00 + targa; 3° premio €150,00 + targa. Le premiazioni saranno effettuate nel corso dell’Assemblea dei Delegati di Confagricoltura Ferrara che si terrà entro dicembre 2017. Le fotografie saranno esposte, fino a fine gennaio 2018, presso l’Agriturismo “Ai due Laghi del Verginese” a Gambulaga.

tenzone-aurea-sbandieratori

Ferrara sbanca l’edizione record per il Torneo al Rione Rosso di Faenza con I migliori sbandieratori e musici al Torneo del Pellegrino

Da Organizzatori

Vincono gli sbandieratori di Ferrara, ottimi piazzamenti per i gruppi Toscani, buone prestazione dei gruppi Veneti anche Faenza sugli scudi con una vittoria e piazzamenti prestigiosi.

Ferrara San Giacomo vince singolo e coppia e combinata, metre è secondo in Piccola
Ferrara San Luca ottiene il terzo posto in coppia e quinto nel singolo
Ferrara San Paolo è decimo in Piccola

Su alcune esibizioni dei singoli è stata effettuata una prova per la diretta via Facebook (Baraldi – Ferrara, Rampino – Faenza, Ciampelli – Volterra, Pilati – Ferrara) con connessioni sul Social Network Californiano con oltre 2.000 visualizzazioni all’evento con utenti anche dal Brasile e Porto Rico e per l’anno prossimo è già allo studio una diretta totale dell’evento.

Gran successo di pubblico oltre un migliaio di spettatori nella giornata, per l’undicesima edizione del Torneo del Pellegino in piazza Rampi, la grande corte dell’ex caserma Pasi nel centro storico di Faenza, cuore del Rione Rosso che ha organizzato l’evento sotto l’egida della F.I.SB. (Federazione Italiana Sbandieratori).

A valorizzare il Torneo è stata la partecipazione di ben venti gruppi di alfieri bandieranti e musici con la loro qualità certificata dai successi raccolti in tutta Italia.

E’ significativa la presenza di quattro gruppi di Ferrara e altrettanti di Faenza, che non hanno voluto rinunciare a un’occasione per misurarsi in una gara ad alto livello con concorrenti in arrivo da Emilia-Romagna, Toscana (sei gruppi) e Veneto (due gruppi) che hanno partecipato alle competizioni di Coppia, Singolo e Piccola Squadra.

In una splendida giornata di sole nella cittadina romagnola la Coppia è stata vinta dalla Contrada San Giacomo di Ferrara con Andrea Baraldi e Giacomo Malagoli (già 7 volte campioni italiani) con punti 27,69 davanti ai faentini del Rosso Edoardo Caselli e Raffaele Rampino con 26,33 invece terzo posto ai Ferraresi del Borgo San Luca Lorenzo Pelati e Fabio Zonari con 23,97 quarto posto per il gruppo di Reggio Emilia di Quattro Castella Maestà della Battaglia Lorenzo Leone Marcello Prandi 23,21.

Per la categoria del Singolo Tradizionale ci sono stati tre grandi prestazioni in 44 centesimi di punto; risultato vincitore Andrea Baraldi di Ferrara Contrada San Giacomo – già 7 volte Campione d’Italia – con punti 28,11 con una prestazione superba davanti al campione italiano in carica (vittorioso a Bra nel 2016) del gruppo di Volterra Fabio Ciampelli con 27,72 che con un ottima performance il ragazzino terribile di Massa Marattima ha preceduto il faentino del Rione Rosso Raffaele Rampino di 5 centesimi mentre quarto l’altro faentino Riccardo Lotti del Verde con 26,37.

Per la Piccola Squadra vincitore il gruppo di Faenza del Rione Verde con 27,62 davanti ai Ferraresi della Contrada di San Giacomo 27,12 mentre terzi il Rione Giallo di Faenza con 26,36 e quarti i padroni di casa del Rione Rosso con 23,82 con una buona prestazione in vista delle gare interne di giuno.

Ovviamente la Combinata è stata vinta dalla Contrada San Giacomo di Ferrara davanti Rione Rosso di Faenza mentre terzo il Rione Verde.

Dai partecipanti stessi “è stata considerata una delle maggiori competizioni italiane per sbandieratori e musici se si escludono i campionati nazionali: con gran ospiti di valore nelle competizioni e soprattutto alla sera gran divertimento Infatti nella corte del Rione Rosso si è effettuata il “Cajun Beer Festival” dalle ore 19.30 fino alle 23.30 con musica dal vivo e assaggi di birra; stand gastronomico con hot-dog, hamburger, patatine fritte e ancora… birra.

C.S. Lotta all’abusivismo commerciale, intensificato il presidio della Polizia Municipale in occasione dei ponti di primavera

Da Comune di Comacchio

La Polizia Municipale di Comacchio, in occasione del ponte del 25 aprile e del weekend del 1° maggio, ha intensificato la propria presenza nei punti critici del territorio per la prevenzione e la repressione del fenomeno dell’abusivismo commerciale. Diverse pattuglie della Municipale hanno, quindi, costantemente presidiato Porto Garibaldi, mentre altrettanti agenti a piedi hanno sorvegliato tutte le aree di mercato più sensibili al fenomeno, tra le quali quelle di Lido delle Nazioni, Lido degli Estensi, Porto Garibaldi e Comacchio, nonché le stesse spiagge di Porto Garibaldi.
L’intensificazione dei servizi, che continuerà costantemente su tutto il territorio anche nei prossimi mesi, ha permesso di sequestrare una notevole quantità di accessori contraffatti per l’abbigliamento e di sottoporre ad identificazione, grazie alla collaborazione della Compagnia dei Carabinieri di Comacchio, un cittadino extracomunitario privo di documenti che stava vendendo occhiali senza alcuna certificazione CEE sulla loro provenienza e quindi potenzialmente pericolosi per gli acquirenti.

Prolungamento stagione termica fino al 12 maggio

Da Comune di Comacchio

Perdurando le avverse condizioni meteo-climatiche, il Sindaco Marco Fabbri ha adottato l’ordinanza 18/2017, disponendo il prolungamento della stagione termica sino al 12 maggio prossimo. Gli impianti di riscaldamento potranno, dunque, rimanere accesi con la sola limitazione della durata, per non più di sette ore giornaliere, nell’arco temporale compreso tra le 5 del mattino e le 23. L’ordinanza è consultabile integralmente all’Albo pretorio online e sul sito comunale all’indirizzo www.comune.comacchio.fe.it.

Fotoblò, la scatola fotografica | 6 e 7 maggio laboratorio di fotografia stenopeica al Wunderkammer di Ferrara

Da Consorzio “Wunderkammer”

Un ritorno alle origini della fotografia, attraverso la realizzazione di immagini uniche grazie a una semplice scatola con un piccolo foro. Sarà finalmente possibile con Fotoblò, il workshop di fotografia stenopeica racchiuso in due giorni, il 6 e 7 maggio dalle 10 alle 18. Si tratta del terzo dei cinque laboratori pensati dall’Aps Basso Profilo a Wunderkammer (via Darsena 57, Ferrara) per rendere frizzante e curiosa la Primavera a Ferrara.

Il workshop Fotoblò, giunto alla seconda edizione a Wunderkammer, è rivolto a chi vuole avvicinarsi alla fotografia in modo diverso, allontanandosi dalla tecnologia di oggi per tornare all’essenza stessa della fotografia. Durante i due giorni di laboratorio, a cura di Nicoletta Ciunci, si imparerà a costruire una macchina fotografica, ad usarla facendo degli scatti e si svilupperanno le immagini in camera oscura, tornando a scoprire la bellezza e la poesia che c’è dietro un’immagine fotografica. “L’obiettivo non è la perfezione tecnica – spiega Nicoletta Ciunci –, bensì l’unicità e l’originalità di uno scatto. Soprattutto oggi in cui fotografiamo in continuazione e in modo automatico, questa tecnica permette di riscoprire il fascino e la magia di quello che significa davvero scrivere con la luce”.

Discussione in commissione La Lega si astiene, Per non bloccare le risorse sociali destinate ai comuni

Da ufficio stampa Lega Nord Emilia Romagna

ALAN FABBRI E DANIELE MARCHETTI (LN): “TUTTE LE VOLTE CHE SI PARLA DI FONDO SOCIALE, DAI BANCHI DEL PD RISPUNTA UN 10% DESTINATO AL CONTESTO “PLURICULTURALE”. ENNESIMO TORTO FATTO AI NOSTRI CITTADINI E REGALO AGLI IMMIGRATI”

BOLOGNA, 02-05-2017.
«Ci risiamo, come tutti gli anni». E’ questo il primo pensiero che ha attraversato i banchi della Lega Nord, in commissione, al momento di discutere i contenuti e i numeri inerenti la ripartizione delle risorse dei fondi sociali. In cui il Pd ha voluto inserire, anche questa volta, una quota rilevante (il 10%) che sarà destinata alla valorizzazione del “crescente contesto pluriculturale”). Tradotto: «Altri soldi per la cosiddetta integrazione sociale degli immigrati – attaccano il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, ed il consigliere Ln, Daniele Marchetti -. Parliamo di 17milioni e 728mila euro circa, che vengono detratti dal budget complessivo destinato ai comuni, nell’ambito dei Piani di Zona, e che i cittadini italiani non vedranno loro destinati.» La polemica, a dire il vero, parte da lontano: dal momento che nel 2015 la Giunta regionale fece comparire questa discussa voce nel bilancio (queste linee venivano già applicate da diversi anni), che sollevò immediate polemiche. «Che la vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini, giudicò “pretestuose” – ricorda Marchetti – dal momento che, recitando le sue esatte parole, sarebbe stato “l’ultimo anno in cui tali parametri erano presenti”.» «Sono passati due anni – incalzano Fabbri e Marchetti – e questo scorporo del 10% destinato agli immigrati viene riproposto, come una minestra riscaldata. Tradotto in cifre – osserva il Carroccio – vuol dire che gli stranieri presenti sul territorio potranno usufruire del 100% del fondo sociale messo a disposizione come sostegno ai comuni, mentre per gli italiani il budget si riduce al 90%. Se questa non è la dimostrazione di una corsia preferenziale che la sinistra mantiene per gli immigrati e di una discriminazione nei confronti degli emiliano-romagnoli…» Il senso di responsabilità ha portato in ogni caso la Lega Nord a non creare barricate, al di là delle feroci critiche sui contenuti e i metodi adottati dalla maggioranza: «Gli enti locali attendono comunque queste risorse, per far fronte ai tanti problemi dei nostri cittadini – conclude Marchetti –. Pertanto, il nostro voto in commissione è stato di astensione, anche se continueremo a farci sentire in tutte le sedi, per cancellare una volta per tutte questa discutibile voce di spesa riservata ai migranti.» Intanto, Marchetti ricorda come sia in discussione da diverso tempo un progetto di legge, di cui è il primo firmatario, e che richiede espressamente che i cittadini emiliano-romagnoli non siano esclusi dalla ripartizione delle risorse del Fondo sociale.

Primarie Pd, a Ferrara l’affluenza dimezzata suona come una bocciatura

Da Forza Italia Ferrara

Se una considerazione può essere espressa sulle Primarie per la segreteria del Pd è che, per l’ennesima volta, a sinistra non esistono le sorprese. Passa con una grandissima maggioranza (76%) la mozione Renzi, quella del segretario uscente, lo stesso che aveva detto che in caso di bocciatura al referendum costituzionale si sarebbe occupato di tutt’altro, abbandonando la politica.
Non credo di generare scandali se dico che l’esito, anche nelle proporzioni, era più scontato. In alcune località Renzi è stato votato con percentuali che avrebbero spaventato la Bulgaria del periodo del pre-Perestrojka.
Alla vigilia del voto ciò che preoccupava maggiormente i democratici era l’affluenza al voto, infatti le stime sul numero minimo per definirsi soddisfatti era prudentemente quella di un milione di elettori, circa la metà di quello che è stato in base ai dati sommari.
Se a livello nazionale il calo di affluenza è stato netto ma non drastico, in Emilia Romagna, e in particolare a Ferrara, credo che il segnale degli elettori di centro-sinistra sia chiaro, con una mancata partecipazione di circa il 50% rispetto alle ultime consultazione, un dato che suona da forte bocciatura delle politiche adottate dal Pd, sia sul piano nazionale, che in quello locale.
Criminalità diffusa, aumento degli sbarchi, confusione nella politica dei richiedenti asilo, mancanza di lavoro con un numero in costante crescita di giovani italiani costretti a prendere la via del trasferito all’estero, sanità in sempre maggiore difficoltà. È un dato proprio di questi giorni che il sistema sanitario italiano è classificato al 22° posto in Europa. Sempre in termini economici il Pd al governo, è talmente sotto scacco delle forze minoritarie che ha perfino cancellato i voucher pur di non scontrarsi con la Cgil.
E in tutto questo scenario c’è pure chi ha la sfrontatezza di fingere di festeggiare.

Luciano Montanari Come il dolce soffio di un ventaglio

Da Organizzatori

Ferrara, Biblioteca Comunale Giorgio Bassani ▪ 2 Maggio 2017 ▪ ore 17
Presentazione libraria e incontro con l’Autore

Martedì 2 Maggio 2017 alle ore 17, presso la Biblioteca Comunale Giorgio Bassani di Ferrara (Via Grosoli, 42) sarà presentato il romanzo Come il dolce soffio di un ventaglio, di Luciano Montanari (ed. Nuovecarte).
L’Autore introdotto dall’editrice, Silvia Casotti e l’incontro sarà arricchito da letture di brani a cura di Patrizia Fiorini e Sandro Mingozzi.

Nella Francia dei piccoli borghi, delle campagne, dei centri minori si ambienta il romanzo di Luciano Montanari, che riprende e prosegue il precedente Diventare ottobre.
Dopo alcuni anni di lontananza, si incrociano di nuovo le vite di Gérard e Nicole, e si intrecciano con le vicende di altri personaggi: l’amico di vecchia data Robert, Catherine, il saggio benedettino Henri, dell’abbazia di Loc-Dieu.
La storia d’amore fra i due protagonisti, morta sul nascere la prima volta, sembra poter avere finalmente aperture inaspettate, al di là della ritrosia borghese e un po’ puritana di lei, della difficoltà ad abbandonarsi al sentimento e all’altro sesso, da parte di lui.
Saranno il confronto con gli amici, lo scambio schietto di emozioni e ragionamenti razionali, o magari l’assennato consiglio dell’abate – anch’egli combattuto fra ascesi e debolezze secolari – a determinare lo svolgimento dei fatti?
Fra timori, esitazioni, sentimenti repressi e focose passioni, in ogni modo è ancora una volta il romanticismo delicato dell’Autore il vero protagonista.

«Allora, lasciamo che il lettore s’inoltri nel racconto […] inventandosi finali a sorpresa, secondo quanto gli suggerirà man mano l’Autore con la sua prosa lirica, che prende a prestito dai vari fenomeni della natura le modalità per esprimere indirettamente i vari sentimenti dei suoi personaggi. Una maniera, questa, delicatissima e di una leggerezza impalpabile, per mettere a nudo l’animo umano senza forzature, lasciando libero il lettore di adattare ciò che viene narrato alla propria sensibilità» (Carla Baroni).
L’autore, Luciano Montanari, ferrarese, esordisce in campo letterario nel 2003 e prosegue l’esperienza fino al recente Diventare Ottobre, in cui prendono l’avvio le vicende dei protagonisti che ritroviamo in questo suo ultimo romanzo. Si è misurato anche con la scrittura in lingua francese e con la poesia e il teatro dialettali e ha curato (con Marco Chiarini) un’antologia di autori dialettali ferraresi. Per il teatro ha scritto anche in lingua italiana, mentre la sua passione per la musica lo ha fatto approdare alla stesura di versi per arie da camera e di un atto unico per una composizione lirica. Collabora con “L’Ippogrifo” e “La voce di Ferrara e Comacchio”.

Cena con l’Autore Patrizio Fergnani La maggiorana silenziosa

Da Organizzatori

Giovedì 4 Maggio 2017 alle ore 20.30 (con possibilità di arrivo già dalle 20, per intrattenersi con l’Autore), presso la Trattoria “Da Noemi” (via Ragno, 31 – Ferrara) Patrizio Fergnani sarà protagonista di una Cena con l’Autore il cui menù è stato appositamente preparato sul tema della “maggiorana”.
Fra una portata e l’altra, infatti, Fergnani dialogherà con l’editrice, Silvia Casotti, e con i commensali che l’avessero già letto, sul suo ultimo libro: La maggiorana silenziosa (ed. Nuovecarte, con illustrazioni di Raffaella Ferrari), mentre alcuni brani verranno letti da Giorgio Maghini.

Non è stata una scelta casuale, quella della collaborazione con la trattoria ferrarese “Da Noemi”, ma una logica conseguenza, poiché si tratta di uno dei luoghi protagonisti fra le righe, e proprio nel racconto che dà il titolo al volume.

A una decina d’anni dal suo esordio letterario (Forse è davvero così, sempre per Nuovecarte) l’Autore ci propone dieci racconti inediti e tanti personaggi: giovani, anziani, donne e uomini, migranti, sportivi, autori in cerca di ispirazione… È davvero una “varia umanità”, tratteggiata con penna ironica e mai banale, giocando con la lingua e le parole – musicalità, struttura, significati e significanti – per scoprire in esse, con esse, nuove realtà e nuovi percorsi.

“Ricchi di particolari, dettagli, rifiniture e minuzie,” scrive Giuseppe Muscardini nella Prefazione, “i racconti di Fergnani sono partoriti da un ingegno letterario apparentemente speculativo, ma che non si accontenta delle astrazioni con cui è possibile condire il reale. Il reale, pare suggerire l’autore, non si percepisce semplicemente perché vi apparteniamo, ma necessita di un supporto in cui proprio quelle situazioni, così sapientemente narrate, devono incardinarsi per favorire lo svolgimento di una trama.
Ora, a Fergnani interessa davvero la trama, o è forse l’esplorazione a catturarlo, come quando ammettiamo che talvolta è più importante il viaggio della destinazione?
In effetti c’è da supporlo, perché leggendo uno dopo l’altro questi dieci racconti, cui segue un’esplicativa Appendice inattesa firmata da un foscoliano di oggi, di nome Jacopo e amante di Bruce Springsteen, tutto lascia pensare che vi sia, alla base della raccolta, qualcosa di più recondito della rappresentazione del reale. Vi si scorge l’idea di un punto di arrivo che i protagonisti, o buona parte di essi, si sforzano di raggiungere ben sapendo dei molti limiti esistenti.”

Il Menu degustazione prevede: vellutata di zucca, mandorle tostate al profumo di maggiorana; fagottini ripieni di faraona e maggiorana; affettati di salumi con pinzini; semifreddo alla menta; acqua; vino della casa; caffè (per prenotazioni e informazioni, telefonare al numero 0532 769070 o scrivere a info@trattoriadanoemi.it).

L’autore, Patrizio Fergnani è nato a Ferrara nel 1958, è sposato con Fabrizia e insieme hanno cinque figli naturali a cui ogni tanto se ne aggiungono altri in affido. Attualmente è dipendente del Comune di Ferrara nell’ambito dei Servizi alla persona.
Ha iniziato giovanissimo a fare l’animatore di gruppi giovanili nell’Azione Cattolica Ragazzi, mettendo alla prova le sue attitudini nel campo della scrittura e dell’animazione musicale. In quel contesto ha collaborato alla stesura di diversi testi e canzoni per ragazzi (e non solo).
La sua passione per il mondo giovanile lo ha portato anche a un discreto impegno nel mondo dello sport, prima come giocatore e allenatore di basket, recentemente come promotore di uno sport innovativo chiamato tchoukball.
Queste attività non sono mai diventate una professione ma, come tutte le passioni, aggiungono esperienze e punti di vista che ogni tanto riemergono, insieme alla voglia di condividere narrazioni.
Nel 2005 ha pubblicato, sempre per Nuovecarte, il suo primo libro, Forse è davvero così (con disegni e introduzione di Franco Patruno); ora, con La maggiorana silenziosa, propone una raccolta di dieci racconti che testimoniano la sua voglia di mettersi ancora in gioco.

L’illustratrice, Raffaella Ferrari è nata a Ferrara nel 1988. Sin da piccolissima ha mostrato interesse per il mondo dell’arte, tanto che in terza elementare già non vedeva l’ora di seguire le orme della mamma, che aveva frequentato l’Istituto d’Arte “Dosso Dossi”.
Quel mondo le piacque così tanto che decise di proseguire gli studi frequentando l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si specializza nella tecnica del bodypainting, mimetizzando i suoi modelli con sfondi naturalistici e non, come frutta, alberi, fiori, ma anche scarpe, librerie o dischi in vinile e tanto altro.
Attualmente sta seguendo anche la sua seconda passione, non meno importante: quella per i bambini e l’educazione; inoltre insegna Disegno e Pittura all’Università Popolare.
Da tre anni partecipa al Ferrara Buskers Festival, realizzando caricature “fumettate” che le danno spunti creativi per il resto dell’anno, nel quale inventa suoi personaggi e illustrazioni originali.

Al cinema Boldini si parla di libri

Da Arci Ferrara

La rassegna Pagine Nascoste, che presenta documentari su libri, scrittori e scritture che si è affermata negli anni come uno degli appuntamenti più seguiti del Festivaletteratura di Mantova arriva anche a Ferrara, ospitata nel Cinema Boldini. Saranno quattro i film che mettono al centro la vita e la letteratura di grandi figure del ventesimo secolo, da Susan Sontag a John Williams. L’ingresso alle proiezioni, che avranno inizio alle 21, costerà 5 euro.

Mercoledì 3 maggio
REGARDING SUSAN SONTAG, regia Nancy D. Kates
Lingua: Inglese e francese – Sottotitoli: Italiani
Intima e approfondita indagine della vita di una delle intellettuali più influenti e provocatorie del 20° secolo. Appassionata e schietta, Sontag è stata una delle maggiori icone letterarie, politiche e femministe della sua generazione. Viene qui ricordata da amici, familiari, colleghi e compagni, attraverso materiali d’epoca e immagini d’archivio accompagnate da estratti dei suoi testi, letti dall’attrice Patricia Clarkson. Più di ogni altro intellettuale del suo tempo Sontag è stata seguita, filmata, fotografata, e con la stessa attenzione si è occupata di temi diversi come linguaggio, fotografia, guerra, malattia e terrorismo, con riflessioni e analisi tutt’oggi affascinanti.

Mercoledì 10 maggio
END AND BEGINNING: MEETING WISLAWA SZYMBORSKA, regia di John Albert Jansen
Lingua: Polacco – Sottotitoli: Italiani
La poetessa polacca Wislawa Szymborska era praticamente sconosciuta all’estero quando il 3 ottobre 1996 le venne assegnato il Premio Nobel, per la sua poesia “che con ironica precisione permette al contesto storico e biologico di venire alla luce sotto forma di frammenti di realtà umana”. Oggi è forse la più celebrata poetessa dei nostri tempi. Il documentario è un viaggio attraverso Cracovia e la storia della Polonia guidato dalle parole e dai versi della Szymborska, letti da lei stessa, e accompagnato dalle testimonianze di amici e personalità (tra cui la poetessa Ewa Lipska e il cineasta Andrzej Wajda), che ne onorano la vitalità e la centralità nella vita culturale polacca. Il film ha inaugurato nel 2011 il prestigioso Poetry International Festival di Rotterdam.

Mercoledì 17 maggio
LAWNSWOOD GARDENS: A PORTRAIT OF ZYGMUNT BAUMAN, regia di Paweł Kuczyński
Lingua: Inglese e polacco – Sottotitoli: Italiani
Il primo film realizzato su uno dei più importanti e celebrati sociologi europei, padre del concetto di “modernità liquida”, nasce durante quattro giorni della primavera 2010 passati da Bauman, nella sua casa a Leeds in Gran Bretagna, discutendo e confrontandosi con un collega professore di filosofia e un amico artista. I loro dialoghi affrontano in modo appassionante tanto le questioni più profonde quanto apparenti banalità, senza mai perdere l’approccio informale, ma sempre coinvolgente, preferito da Bauman. Il documentario esplora anche, attraverso analisi e testimonianze, i legami tra il suo fondamentale Modernità e Olocausto e Inverno nel mattino, memoriale del ghetto di Varsavia scritto dalla moglie Janina.

Mercoledì 24 maggio ore 21.00 – ingresso 5 euro
THE ACT OF BECOMING, regia di Jennifer Anderson Vernon Lott
Lingua: Inglese, francese – Sottotitoli: Italiani
La vicenda di Stoner, il romanzo del 1965 di John Williams, e della tarda riscoperta che lo ha fatto diventare un bestseller internazionale. Appena uscito vendette meno di duemila copie, finendo rapidamente fuori catalogo, e solo un gruppo di appassionati lettori continuava a farlo circolare; cinquant’anni dopo Stoner vende centinaia di migliaia di copie in tutto il mondo, Italia compresa. Il film vuole scoprire le ragioni di un successo venuto dopo decenni di oblio, e capire come la storia del protagonista, che è poi quella dello stesso Williams, abbia toccato così tanti lettori. Il documentario rompe, come ha fatto il romanzo stesso, il confine accademico tra letteratura ed esperienza, chiedendosi come un’opera d’arte, con la sua improbabile perfezione, può cambiarci.

Il giro del mondo… a disegni!

Da Redazione Ella

A Ferrara, dal 5 al 7 maggio 2017, c’è la 5a edizione di Diari di Viaggio Ferrara Festival, con carnettisti e fotografi provenienti da tutto il pianeta. Un evento da vivere con il Consorzio Visit Ferrara.

Raccontare le emozioni del viaggio attraverso il disegno, la scrittura e la fotografia. È questo il cuore della 5a edizione di Diari di Viaggio Ferrara Festival, che dal 5 al 7 maggio 2017 invita tutti gli amanti delle arti visive nello scenografico centro storico estense. Un evento internazionale da vivere con il Consorzio Visit Ferrara, che mette insieme circa 90 operatori turistici di tutta la provincia. Carnettisti e fotografi arriveranno da tutto il mondo, infatti, per dare libero spazio alle proprie doti creative. Palazzo della Racchetta ospiterà diverse mostre sul tema del viaggio, Palazzo Crema le esposizioni personali dei carnettisti Stefano Faravelli, Lorenzo Dotti e Silvia Cariani, la Galleria dei Garbone vedrà la mostra dell’autore Kjell Ekström. Il programma prevede, inoltre, incontri e workshop, presentazioni di reportage video-fotografici, e il 6 maggio un’avvincente maratona di disegno dal vivo e di fotografia, aperta a tutti, nella “Ferrara Bassaniana” e nella “Ferrara Nascosta”. La manifestazione è organizzata dall’associazione “Autori Diari di Viaggio”.

Per informazioni e prenotazioni: Consorzio Visit Ferrara
Via Borgo dei Leoni 11, Ferrara (FE)
Tel. 0532 783944, 340 7423984

Il fenomeno della rilocalizzazione produttiva (re-shoring) in Emilia Romagna

Da Università degli studi di Ferrara

3 maggio 2017 presso GIESSE S.p.A
Via Tubertini G., 1, 40054 Budrio BO

Mercoledì 3 Maggio p.v., dalle ore 16 alle ore 18.30 presso la Giesse SpA a Budrio si terrà il meeting conclusivo del progetto: “IL FENOMENO DELLA RILOCALIZZAZIONE PRODUTTIVA (RE-SHORING) IN EMILIA-ROMAGNA” sviluppato dall’Assessorato alle Attività Produttive in collaborazione con le Università di Bologna, Ferrara, Modena-Reggio Emilia e Parma.
Oggi il tema della rilocalizzazione produttiva (o “Reshoring”) suscita crescente interesse per i policy maker e gli studiosi in quanto è considerato uno strumento di sviluppo economico in grado di innescare un circolo virtuoso di attrattività di imprese all’interno del nostro territorio, con impatti importanti sull’aumento di posti di lavoro e sul rafforzamento del tessuto industriale.
Data l’importanza strategica di questo fenomeno, la Regione Emilia Romagna ha intrapreso una ricerca in rete con gli Atenei di Bologna, Ferrara, Modena-Reggio Emilia e Parma, allo scopo di indagare il fenomeno e di progettare azioni integrate a supporto di tale fenomeno.
E’ significativo che i Quattro Atenei facciano rete con la Regione per mettere a sistema le proprie competenze, coinvolgendo banche, sindacati e scuole superiori per progettare interventi e strumenti in grado di supportare le imprese nelle decisioni di rilocalizzazione produttiva.
“Questo progetto è nato con l’obiettivo di cominciare ad esplorare un fenomeno, il reshoring, potenzialmente molto rilevante in termini di ricadute occupazionali e di contributo alla innovazione e al rafforzamento delle nostre filiere oltre ad essere un segnale di competitività di un territorio.
Un progetto che, tra gli altri, si è caratterizzato con la collaborazione congiunta di Regione e dei 4 atenei del territorio. Un mix di competenze e saperi, uniti, per elaborare proposte concrete sviluppo per il futuro.” dice il Presidente Bonaccini.
L’indagine sullo stato dell’arte di un fenomeno così complesso e dalle diverse sfaccettature ha visto impegnati Professori e Ricercatori esperti di diverse discipline come Ingegneria Gestionale, Economia Industriale, Management e Sociologia.
Il Prof. Barbieri, dell’Università di Bologna, commenta: “L’integrazione delle competenze e la multidisciplinarietà sono la principale risorsa quando si affronta un problema complesso”
Il fenomeno, ancora poco conosciuto, alla luce della ricerca si è rivelato sorprendentemente più significativo di quanto si pensasse.
Il Prof. Prodi, dell’Università di Ferrara, rileva: “Anche altri paesi, come gli Stati Uniti, stanno creando policy per favorire il rientro. È fondamentale che le istituzioni e i soggetti economici lavorino insieme per favorire e permettere il reshoring”.

La portata del fenomeno è dimostrato anche dai dati emersi dalla ricerca condotta da Uni-CLUB MoRe Back-reshoring (un gruppo di ricerca interuniversitario che si occupa di monitorare il fenomeno di reshoring, cui afferiscono anche gli atenei di Bologna e Modena-Reggio Emilia) da cui è emerso che negli ultimi anni l’Emilia Romagna ha registrato 21 decisioni di reshoring, che rappresentano il 17,4% dei casi registrati in tutta Italia, posizionandosi al secondo posto tra le regioni italiane, seconda solo al Veneto.
Commenta l’Assessore Costi: “La Regione Emilia Romagna ha nell’attrattività e nello sviluppo e rilancio delle sue filiere uno degli asset fondamentali delle sue politiche. Il progetto ha portato a risultati innovativi ed interessanti che rappresentano un punto di partenza nell’elaborazione e nello sviluppo di politiche che possano incentivare e facilitare il rientro di investimenti produttivi che si possano tradurre in occupazione, sviluppo e quindi benessere per i cittadini.”
Tra le aziende emiliane che hanno già effettuato una decisione di Reshoring, Argo Tractors, Beghelli, Giesse e Wayel sono state oggetto della ricerca, e grazie alla loro disponibilità nel fornire informazioni e dati, hanno permesso di ripercorrere il processo che li ha condotti a riportare le attività produttive in Italia. La testimonianza di queste aziende sarà utile per dare al territorio indicazioni su come incentivare queste scelte.
“Come non partire dalle aziende che sono state pioniere per capire questo fenomeno?” riferisce il professor Mosconi, dell’Università di Parma, “il nostro territorio nel tempo ha appreso che per sviluppare queste decisioni è fondamentale un approccio corale che supporti l’impresa fin dai primi momenti. In quella fase, decidere tra la nostra Regione e qualche altra parte nel mondo è un attimo”.
Il progetto promosso dalla Regione ha coinvolto, inoltre, diversi stakeholder del territorio nella co-progettazione di tali azioni e policy di territorio con un workshop organizzato nel mese di Novembre. In tale circostanza sono stati organizzati tavoli di concertazione in cui Sindaci del territorio, Dirigenti d’azienda e Presidi, Banche e Sindacati hanno suggerito proposte su cui costruire policy a livello regionale, che possano favorire il processo di rientro degli investimenti produttivi in Emilia Romagna.
“Non ci possiamo più permettere di stare alla finestra e aspettare che gli altri facciano qualcosa” sottolinea il prof. Matteo Vignoli, dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, “se vogliamo affrontare i problemi del nostro territorio dobbiamo imparare a lavorare insieme, per fornire soluzioni concrete in cui tutti gli attori si sentano responsabili nel metterle in pratica”.
Tra le organizzazioni presenti al workshop oltre alle imprese oggetto della ricerca sono state presenti anche aziende del territorio come Ima, Dallara, Bonfiglioli Toyota LTE, Touring Sense, Marini-Fayat e Soitec, istituzioni finanziarie come Unicredit, Unipol e Intesa San Paolo, Comuni della Regione come Reggio Emilia, Fornovo, Città Metropolitana di Bologna, Ostellato, Associazioni e istituzioni come CNA, CGIL, CISL, CRIT, SIPRO ed enti di formazione e ricerca quali ITS Maker, ITIS di Fidenza, IIS Gadda e l’Università degli Studi dell’Aquila.
Nel corso dell’evento conclusivo saranno presentate e discusse anche le indicazioni più significative emerse durante il Workshop di Novembre. L’evento conclusivo che si terrà presso la Giesse SpA (un’azienda emiliana protagonista di diverse operazioni di rilocalizzazione produttiva) prevede un confronto attivo e trasparente sulle priorità strategiche volte a promuovere il rientro di attività produttive e l’attrattività economica del territorio regionale, alla luce di quanto emerso dalla ricerca.

“Siamo orgogliosi di ospitare questo incontro” dice Matteo Fini, Operations Manager di Giesse, “è significativo che la Regione decida di parlare di rientro della produzione nella speranza che l’esperienza sviluppata da alcune aziende del territorio possa essere messa a valore per tutti”.
Dopo l’introduzione ai lavori dell’Assessore Palma Costi, seguiranno gli interventi dei Professori Paolo Barbieri e Giorgio Prodi, rispettivamente dell’Università di Bologna e di Ferrara, che presenteranno il fenomeno del reshoring in Emilia Romagna, e del Professor Matteo Vignoli dell’Università di Modena-Reggio Emilia, che illustrerà delle proposte di azioni a supporto dei processi di reshoring scaturite della ricerca.
Dopo un dibattito sulle proposte da parte di tutti i partecipanti, seguirà una tavola rotonda moderata dal Professor Franco Mosconi dell’Università di Parma, in cui da diversi punti di vista in base all’esperienza specifica di ognuno si confronteranno Silvano Bertini, Responsabile Servizio Ricerca, Innovazione, Energia Ed Economia Sostenibile della Regione Emilia Romagna, il Sindaco di San Lazzaro di Savena Isabella Conti, Andrea Goldstein, Managing Director NOMISMA e Matteo Fini, Operations Manager di Giesse.
Chiuderà i lavori l’intervento del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini che a partire dalle indicazioni più significative emerse dalla ricerca, traccerà delle potenziali linee di intervento per azioni di supporto all’attrattività del territorio.

Incnotro con il giallista Joan Ganhaire

Giovedì 4 maggio alle ore 12.15 presso il Dipartimento di Studi Umanistici, via Paradiso, 12, Aula Drigo si terrà un incontro con Joan Ganhaire, uno tra i più famosi autori di polizieschi in lingua occitana.
I suoi racconti, che attingano al fantastico, al soprannaturale o al poliziesco, hanno tutti a che fare con il macabro e la morte, una realtà che l’autore, medico condotto per una vita, conosce bene. Con la serie del famoso commissario Alessandre Darnaudguilhem, giunta al suo quinto appuntamento, e la scena delle sue inchieste, la città di Maraval (dove si parla occitano, così come è il siciliano la lingua della mitica Vigata, ambientazione delle inchieste del commissario Montalbano), Ganhaire tiene sospesi i suoi accaniti lettori. La sua penna brillantissima e il suo humour nero danno uno smalto particolare alla sua prosa, tra le più talentuose della letteratura francese in lingua occitanica (ha vinto molti premi letterari), tanto che Fausta Garavini, illustre francesista, gli ha riservato un posto d’onore nel recente numero di «Paragone» (febbraio-giugno 2015), consacrato alla letteratura occitanica oggi.
L’iniziativa fa parte del ciclo di incontri sulla La letteratura occitana tra Francia e Italia ed è
è organizzata da Monica Longobardi, docente di Filologia romanza a Unife

La lingua dei segni Un corso per l’apprendimento

Da Università degli studi di Ferrara

Mercoledì 3 Maggio alle ore 14 presso l’Aula Drigo, via Paradiso 12, si terrà la presentazione dell’insegnamento della lingua dei segni nel corso del seminario “La lingua dei segni italiana: lingua e diritti” tenuto dalla prof.ssa Chiara Branchini di Ca’ Foscari con il coordinamento di Laura Bafile di Unife. L’incontro è aperto a tutti.
​La lingua dei segni italiana (LIS) è la lingua usata dalla comunità sorda segnante in Italia. L’Italia è l’unico paese europeo insieme a Malta e al Lussemburgo a non avere ancora recepito la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità approvata dall’Assemblea generale dell’ONU nel 2006 e dunque a non avere ancora riconosciuto la lingua dei segni della comunità sorda italiana.
La situazione di emarginazione conseguente al mancato riconoscimento e diffusione della lingua dei segni italiana ha rafforzato alcuni pregiudizi nei confronti delle lingue dei segni.Gli studi linguistici sulle lingue dei segni mostrano invece che a tutti i livelli esse possiedono una struttura interna paragonabile alle lingue vocali.La comunità sorda italiana possiede inoltre un ricco patrimonio culturale che si esprime nella produzione poetica, teatrale e cinematografica in lingua dei segni.Oggi, infine, sempre di più la lingua dei segni si rivela uno strumento cruciale per persone udenti con disabilità comunicative come l’autismo, le disprassie verbali, la sindrome di Down, la sindrome di Landau Kleffner, i disturbi specifici dell’apprendimento, nelle quali l’uso della lingua vocale è difficilmente accessibile o non disponibile.

Il seminario è rivolto agli studenti e alle studentesse del “Corso di Linguistica” ed è aperto a chi è interessato a frequentare l’insegnamento, a numero chiuso e con frequenza obbligatoria, di Lingua italiana dei segni (LIS) incardinato nel Corso di Laurea Magistrale in Lingue e letterature straniere.

Vino:Coldiretti, proroga registro al 30/6 salva cantine

Da Coldiretti Emilia Romagna

Prorogato ufficialmente al 30 giugno il registro telematico del vino. Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha infatti firmato il decreto che salva dalle sanzioni circa 6.000 cantine italiane che ora hanno più tempo per adeguarsi. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna ricordando che il ministro ha mantenuto la promessa fatta alla maggiore organizzazione agricola europea già al Vinitaly.
Ad oggi infatti – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – sono 17mila gli operatori che si sono registrati su un totale di 23mila attesi a livello nazionale. Il decreto attuale, in scadenza al 30 aprile ed ora prorogato, serve – precisa Coldiretti Emilia Romagna – per accompagnare al meglio i produttori verso il nuovo registro dematerializzato che consentirà un netto taglio della burocrazia. In tema di dematerializzazione dei registri Coldiretti sottolinea la condivisione del progetto e l’importanza di completare il percorso di semplificazione avviato, mediante la messa a regime dei servizi connessi che consentiranno di eliminare le comunicazioni verso la pubblica amministrazione e le strutture di controllo L’allungamento del periodo di accompagnamento dovrà essere impiegato dall’Amministrazione pubblica per far partire in stretta connessione con il registro telematico la possibilità per i produttori di predisporre direttamente on- line il documento di accompagnamento dei prodotti vitivinicoli, denominato MVV, eliminare le comunicazioni o automatizzare l’interscambio con le strutture di controllo dei vini a denominazione d’origine e indicazione geografica, di rivedere le dichiarazioni vitivinicole, di dialogare on line con lo stesso Istituto Centrale Repressione Frodi o altre Amministrazioni per quanto riguarda dichiarazioni preventive di lavorazione e adempimenti connessi con le planimetrie di cantina.
Il settore vitivinicolo dell’Emilia Romagna – ricorda Coldiretti regionale – vede impegnate 22 mila aziende agricole che coltivano 50 mila ettari di vigneto e producono circa 7 milioni di ettolitri di vino per un valore alla produzione di 350 milioni di euro. l’intero comparto da lavoro a livello regionale a 150 mila addetti e contribuisce alle esportazioni per un valore di 280 milioni di euro.

Vita da artisti: “I committenti ci offrono visibilità, ma con quella non paghi le bollette”

di Cristina Boccaccini

Osservandola dall’alto dei maestosi Trepponti, magari vestita di un tramonto, Comacchio appare come una Musa ispiratrice dal fascino senza tempo, pronta a ispirare e a irradiare arte ad ogni sguardo. Ne ha subito decisamente l’influenza l’artista locale Annachiara Felletti, classe 1987, nata nel Rione San Pietro, uno dei quartieri più pittoreschi della cittadina lagunare. La giovane è in partenza per Roma, dove avrà la possibilità di esporre i suoi lavori, in occasione di un’importante convention internazionale.

Annachiara, quando nasce la tua passione per l’arte?
La passione per l’arte, e più in generale per il disegno, ha radici nell’infanzia, quando scarabocchiavo su qualsiasi superficie di casa mi capitasse a tiro, con grande gioia di mia madre (ride, ndr). Ho disegnato molto, anche durante il liceo artistico, per poi smettere improvvisamente per 8 anni, a causa del lutto per la perdita di mio padre. Successivamente, tra mille difficoltà e con notevole pazienza, ho ripreso in mano la matita, disegnando solo in bianco e nero. Poi ho approcciato il colore, e non sono più riuscita a farne a meno.

Cosa utilizzi per disegnare?
Adopero pennarelli, come i Pantoni, gli Ecoline e i Copic, ma anche gli acquarelli, poco gli acrilici, niente colori ad olio, molta foglia oro. Utilizzo anche il computer, avendo frequentato la scuola internazionale Comics di Padova, dove ho appreso tutti i segreti dell’arte su byte.
Tuttavia non saprei in che categoria dell’arte collocarmi, poiché mi piace spaziare liberamente tra i vari stili, evitando di arenarmi in una comfort zone, che è la morte dello stile.

Il confronto con altri artisti è importante al fine di formarsi come artista?
Senza dubbio. La prima esposizione a cui ho partecipato come artista si è tenuta a Comacchio nel 2014, presso l’Antica Pescheria. Si trattava di una mostra collettiva a cui si accedeva tramite un bando di concorso, che è stato vinto appunto da me e altri due artisti, Anna Agati e Alessandro Lonzi. E’ stata un’ottima occasione per confrontarsi anche con quelle che sono le difficoltà organizzative intrinseche a un’esposizione di quel genere. Ricordo con piacere che il riscontro da parte dei visitatori, in particolare dei turisti stranieri, fu inaspettato e caloroso.
Inoltre a marzo di quest’anno sono stata invitata a prendere parte a una convention romana dedicata alle artiste femminili del tatuaggio. In questo contesto ho potuto sia ottenere visibilità, che interagire con altri artisti, ricevendo talvolta complimenti, talvolta critiche. Ed è proprio dall’analisi delle critiche, che un artista deve trarre insegnamento per migliorarsi giorno per giorno, evitando qualsiasi atteggiamento di ottusa superiorità e chiusura mentale . E’ necessario prendere coscienza del talento altrui, come del proprio, e mettersi al lavoro. Fare l’artista, nel mio caso, non significa solo padroneggiare stili e tecniche pittoriche, ispirandosi più o meno alla realtà che ci circonda, ma anche apportare continue modifiche e correzioni alle proprie realtà interiori.

Riproduci per la maggior parte figure femminili dai lineamenti decisi e molto somiglianti ai tuoi. Lo fai volutamente?
Tendo probabilmente a scacciare le mie insicurezze ricercando canoni estetici forti. Inoltre non avendo un modello che posi per me durante la realizzazione del disegno, e dovendo pescare nella mente per tradurlo in immagine, mi ritrovo inconsciamente, a riprodurre i lineamenti che ho più spesso sott’occhio, i miei. Tuttavia il mio scopo non è focalizzarmi su me stessa, quanto piuttosto tradurre su carta le emozioni. Emozioni con cui mi piace anche giocare, raffigurando per esempio le Korai greche, fanciulle senza espressione, che, a ben guardare, rappresentano un po’ il canone estetico attuale. Inoltre amo servirmi della matita per infondere alla carta il dinamismo e la forza della figura umana, argomento che ho avuto modo di approfondire durante un workshop tenuto dal maestro Mattesi.

Tra artisti nascono spesso delle collaborazioni o tendete a lavorare ognuno per conto proprio?
In campo artistico i freelance sono tantissimi, e generalmente c’è chi, per sbarcare il lunario di questi tempi, fa doppi, tripli lavori, come nel mio caso. Succede poi che quando si tratta di vendere il prodotto della propria arte, una parte di loro tende a farsi pagare una miseria. Motivazione che posso capire fino a un certo punto, in quanto, così facendo, a lungo andare tutta la nostra categoria finisce per risentirne.
L’instaurarsi di una collaborazione dipende dal tipo di persona che si ha davanti: vedo committenti privati e aziende arroganti, che dissimulano la loro ipocrisia al grido di “ti pago in visibilità”, moneta ahimè non valida quando si tratta di bollette da pagare. Per mia fortuna ho avuto la possibilità di conoscere anche persone oneste, che hanno visto in me qualcosa e hanno deciso di supportarmi, ma non tutti sono così fortunati, purtroppo.
Inoltre non mancano i conflitti tra artisti che vogliono primeggiare sugli altri, non rendendosi conto che ognuno ha il proprio campo e la propria fetta di clientela. E’ un mondo che fagocita, se non ci si arma di una buona dose di forza d’animo, oltre che di fortuna. Ho visto molti colleghi gettare la spugna perchè inesorabilmente prigionieri delle proprie insicurezze e paure.

A Comacchio c’è spazio per l’arte?
Gli spazi fisici in cui poter esporre qui non mancano; penso a Palazzo Bellini e all’Antica Pescheria, che, come ho già detto, è stata per me un ottimo banco di prova.
Noto con orgoglio che, attualmente, grazie sia alla candidatura di Comacchio come capitale italiana della cultura che all’apertura del Museo del Delta Antico, stiamo richiamando sulla nostra cittadina l’attenzione di numerose istituzioni e visitatori, locali e non.
Mi piacerebbe che in tutti si creasse uno spazio mentale più ampio per l’arte. Non possiamo dimenticare che l’arte è parte integrante della nostra storia, della nostra tradizione e di noi stessi. Non riesco a immaginare un futuro privo di arte, per colpa magari di una mentalità poco interessata, che non è più in grado di meravigliarsi e percepire la bellezza che ancora pulsa attorno a noi dopo secoli. Occorrono occhi aperti, mani che sfoglino libri, bocche che continuino a raccontare la nostra storia, indipendentemente dal numero di ore previste dall’orario scolastico, strumenti per rendere la tutto ciò il più accessibile possibile. E ovviamente, per incentivare la cultura contano anche il fattore finanziario e la collaborazione tra le istituzioni.

Che consigli daresti a un giovane che voglia fare l’artista?
Armarsi di notevole forza di volontà e determinazione; aprire il proprio campo visivo, andando al di là dei propri orizzonti non solo geografici, come ho fatto io, ma anche personali. Infine, oltre allo studio, è importante mettersi a confronto con diverse personalità del mondo artistico, al fine di forgiare la propria.

Hai in mente di tornare a Comacchio?
Al momento sto cercando di formarmi il più possibile, confrontandomi con altri contesti, come può essere quello di una grande città come Roma. Poi chi lo sa, in futuro potrei anche ritornare nella mia Comacchio.

E’ un futuro che prevede ulteriori attività?
Esatto. Esporrò i miei lavori all’ International Tattoo Expo 2017, che si terrà i primi di maggio a Roma. Sto inoltre prendendo contatti con l’estero per eventuali collaborazioni. Per il resto sono costantemente in evoluzione, come artista e come persona.

LA CITTA’ DELLA CONOSCENZA
“Apprendere per essere”, un percorso virtuoso e trascurato

Con il Memorandum del 2000 l’Europa si proclama Società della Conoscenza e assume l’apprendimento permanente, vale a dire per l’intero arco della vita, come chiave di volta del suo futuro sviluppo centrato sul capitale umano come risorsa di saperi e di competenze.
Da allora l’Europa ha sdoganato gli apprendimenti informali e non formali, attribuendo ad essi la stessa dignità degli apprendimenti formali, ovvero di quelli acquisiti all’interno dei percorsi di istruzione tradizionali. Anzi, l’Europa ha fatto di più, ha chiesto ai paesi membri di istituire entro il 2018 modalità per la certificazione dell’apprendimento non formale e informale che consentano a tutte le persone di ottenere una convalida delle conoscenze, abilità e competenze acquisite in questi contesti.
Nel 2012 la legge Fornero, in materia di riforma del lavoro, con i commi dal 51 al 61 dell’articolo 4 ha recepito le indicazioni europee in merito al riconoscimento ed alla certificazione degli apprendimenti informali e non formali. Ma la strada da percorrere per giungere “alla individuazione ed al riconoscimento del patrimonio culturale e professionale comunque accumulato dai cittadini e dai lavoratori nella loro storia personale e professionale” è ancora molto lunga. Da un lato per l’insieme dei soggetti coinvolti che dovrebbero sedere intorno allo stesso tavolo, dal Ministro dell’istruzione, università e ricerca, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico, alle parti sociali interessate, dall’altro per via del taglio prevalentemente mercatistico che si è dato alla questione, dovuto essenzialmente alla miopia con cui si è convogliata l’istruzione permanente verso il mercato del lavoro, con le Regioni in prima linea a validare competenze e qualifiche rilasciate dagli operatori della formazione professionale.
Non si sa se per ignoranza o insipienza, ma le nostre classi politiche paiono immemori del rapporto dell’Unesco, noto come rapporto Faure dal titolo significativo “Learning to be”, “Apprendere per essere”, che già nel lontano 1972 assumeva l’istruzione nelle varie fasi della vita come strategica per lo sviluppo sociale e delle persone, come condizione per migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze di ciascuno, uscendo da una visione preminentemente scolastico-accademica dell’apprendimento.
Da allora si è dilatato lo spazio dei saperi, ma non si è dilatata la mente dei nostri governanti né a livello nazionale né ai livelli locali, nessuno riesce a rendersi realmente conto di come il quadro dell’istruzione e degli apprendimenti sia radicalmente mutato, di come sempre più sia cresciuto generosamente il numero delle molte cose che si imparano senza insegnamento piuttosto di quelle che si insegnano senza apprendimento. Forse è il caso davvero di occuparsene e di fare i conti con tutto ciò.
Il nostro paese sconta gravi carenze in materia di istruzione, di competenze e capacità di riflessione che consentano di coltivare idee e progetti e non solo riforme spesso estemporanee.
Conoscenza e formazione hanno bisogno di più spazio e non di essere indirizzate per binari diversi: da un lato l’istruzione formale, dall’altro quella non formale e informale, senza mai che si incontrino e si possano contaminare.
È in questo quadro che i discorsi sui voti, le bocciature, i compiti a scuola e comunque sull’istruzione in generale perdono di ogni significato, si scolorano, finiscono per odorare di stantio e di pigrizia mentale, di ritardo sul nuovo che avanza, che richiederebbe di riconsiderare istruzione e apprendimento come dati costanti della nostra esistenza umana e non più come riti di passaggio o segmenti a sé stanti nella vita delle persone.
Tutta la varietà, diversità e complessità degli apprendimenti oggi dovrebbe condurre a un radicale ripensamento dei tradizionali sistemi formativi, per come li abbiamo concepiti finora, per iniziare a costruire spazi nuovi, più ampi e flessibili per tutti: studenti e adulti. Iniziare a costruire “città che apprendono” è l’idea forte per dare vita a questi spazi, per assumere l’iniziativa verso un impegno continuo per l’apprendimento permanente e per una visione nuova dell’istruzione. Non si tratta di voler descolarizzare la scuola, ma di descolarizzare l’apprendimento e l’idea di apprendimento come continuiamo a pensarlo, liberarlo dalle gabbie tradizionali, da cui del resto è già fuggito per via di internet.
Aprire le mura delle scuole, delle università e dei luoghi di lavoro all’idea che sono le città e le comunità sociali che apprendono. Può sembrare strano detta così, perché solitamente siamo portati a ritenere che solo gli individui apprendono e che questo è generalmente un fatto loro. Tuttavia non possiamo non tenere conto di come i cambiamenti sociali su larga scala sono prodotti dalle persone, in quanto cittadini che insieme possono agire.
L’idea, fatta propria dall’Europa, della società della conoscenza, con l’apprendimento come promozione del cambiamento sociale al suo interno, è il punto di riferimento, la guida per aiutare le persone e le comunità ad orientarsi nella società globale.
Un’idea che non si può esaurire nell’individuazione, validazione e certificazione delle competenze, è invece un’idea che richiede di ripensare come studiamo e come apprendiamo in una società dai saperi diffusi, in una società dove le nuove tecnologie hanno rivoluzionato sia la formazione che l’informazione.
Quello che si sta facendo per dare attuazione ai commi della citata legge Fornero, a proposito del riconoscimento degli apprendimenti informali e non formali delle persone, non solo procede a rilento, ma è estremamente parziale e riduttivo. Così come del resto è inadeguata la riforma intitolata alla “Buona scuola”, non già per le critiche che le vengono rivolte, da questo o quel settore del mondo della scuola, ma perché ad essere vecchia è la cultura della formazione e dell’apprendimento che la sottende. Sostanzialmente, sia la riforma degli apprendimenti della Fornero sia la riforma della scuola, sono il prodotto di legislatori impreparati rispetto ai temi e alle sfide della società della conoscenza, delle città che apprendono, sull’importanza della gestione della conoscenza e su come oggi si coniugano diritto all’istruzione e diritto alla formazione.
Temi che altrove in Europa, come in altri paesi del mondo sviluppato, costituiscono invece il cuore di ogni riflessione sulla necessità di riformare gli attuali sistemi di formazione e di istruzione, assumendo come stella polare l’istruzione permanente, l’apprendimento per l’intero arco della vita di ciascuno, senza i quali non è possibile disegnare alcun sistema formativo né per il tempo in cui viviamo né tanto meno per il tempo in cui vivranno le nuove generazioni.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi