Giorno: 23 Ottobre 2017

La Camera di commercio alza le stime di crescita del PIL

La Camera di commercio alza la stima di crescita del prodotto interno lordo (PIL) ferrarese: +1,5% nel 2017 grazie, in particolare, al buon apporto della manifattura (+2,2%), dei servizi (+1,4%) e all’andamento positivo delle esportazioni. Tuttavia – sottolinea l’Ente di Largo Castello – siamo siamo ancora lontani dal compensare il livello più basso dall’inizio della crisi (-11,5%) e ancora incerta risulta essere la ripresa delle costruzioni (-0,7%). A dirlo, l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara sulla base dell’ultima edizione degli Scenari per le economie locali di Prometeia. Una stima di crescita, quella ferrarese, di poco superiore all’1,4% previsto per l’Italia ed inferiore – sebbene di pochi decimali – al valore dell’Emilia-Romagna.

“L’aumento dell’attività economica è un fatto positivo – ha sottolineato Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio di Ferrara – ma se vogliamo crescere dobbiamo correre più degli altri, non più di ieri. L’unica vera dimensione per partecipare alla sfida della competitività – ha proseguito il presidente della Camera di commercio – è la selezione condivisa di progetti di valore strategico, in grado di produrre reali cambiamenti positivi, e la capacità di portarli a termine, compito in cui il contributo di tutti è prezioso per attivare le migliori competenze”.

Tornando all’analisi della Camera di commercio, i settori trainanti del recupero in corso sono il manifatturiero ed i servizi, grazie sia alla composizione della crescita della domanda (beni esportabili e mezzi di produzione) sia al progressivo recupero dei margini e al vivace dinamismo degli investimenti. Abbattere il debito, consolidando il bilancio e non ostacolando la crescita è, per l’Ente di Largo Castello, la grande sfida che il Governo avrà di fronte nei prossimi mesi, che potrà vincere però ad una sola condizione: ripartendo dalle imprese. In Italia come a Ferrara non c’è impresa che non coltivi la tradizione senza aver paura di innovare, intrecciando creatività, cultura, sostenibilità, creando ricchezza e benessere per sé e per le comunità e i territori. Un’economia che grazie ad una caparbia vocazione alla qualità, arriva al mondo.

“La vammana”

Mercoledì 25 ottobre
alle 17.30

Presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino
Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara

Franco Mari

presenta il libro

“La vammana”
Este Edition

Dialoga con l’autore Riccardo Roversi

Un evento imprevisto e drammatico cambia la vita della signora Dolores Fabiani, ostetrica condotta (la popolare levatrice o “vammana”) a Portomaggiore, in provincia di Ferrara. Il suo coinvolgimento personale nel procurare un aborto in una ragazza del paese finisce per sconvolgerla e per mettere in crisi i rigidi valori cui si è attenuta in tutta la sua vita professionale. Per rimediare al suo gesto e al successivo senso di colpa, prende una decisione coraggiosa che darà un diverso indirizzo a tutta la sua vita futura e finirà per coinvolgere intimamente molti dei personaggi della storia.
Franco Mari è nato a Portomaggiore nel 1956 e vive a Ferrara, dove esercita la professione di medico chirurgo. Nel novembre 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo Il tesoro di San Leo. Per questa casa editrice ha pubblicato: La Gilda (2012), L’amante del Governatore (2012), Il marrano (2013), Il dito di Dio (2014), Sala d’attesa (2015), Il caso Pungilupo (2016).

Concerti benefici pro AIL a Ferrara con il sostegno di Ascom

Un mondo d’amore è la serata tutta dedicate alle canzoni di Gianni Morandi interpretate da Roberto Rimondi, di fatto un vero clone vocale del cantante di Monghidoro. La serata tributo – in programma il 27 ottobre nella sala Estense (piazza Municipale a Ferrara) a partire dalle ore 21,30 – è promossa dall’Associazione Dogato Sisters and Friends con il supporto organizzativo di Ascom Confcommercio Ferrara e vedrà devolvere l’intero ricavato a favore della sezione locale dell’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie – Linfomi e Mielomi).
Sul palco dunque sarà Roberto Rimondi, ferrarese doc, che si dilettava ad interpretare le canzoni di Morandi poi la grande svolta come racconta lui stesso: “Nel 2005 Gianni, dopo aver visto un mio filmato dove interpretavo “Solo chi si ama veramente”, mi ha invitato sul palco del Palasport a Ferrara per fare insieme a lui le prove generali di un suo concerto” e da lì un impegno canoro e sociale perché Roberto ora si esibisce “e trasmetto con le canzoni di Morandi – con i cavalli di battaglia come Uno su Mille, Occhi di ragazza – felicità ed allegria a chi mi ascolta ed è una bella soddisfazione leggere questa gioia negli occhi del mio pubblico, magari di chi soffre od è in difficoltà od anziano”
“Non abbiamo finanziamenti pubblici – ricorda Gianmarco Duo presidente dell’AIL – e quindi questi eventi sono importantissimi nel nostro lavoro quotidiano nella lotta alla malattia. Da un lato con la ricerca scientifica: quest’anno abbiamo già stanziato circa 120mila euro suddivisi in quattro assegni di ricerca a favore di altrettanti ricercatori in particolare del reparto di Ematologia ed Onco Ematologia Pediatrica del S.Anna. Dall’altro essendo accanto al malato con l’assistenza domiciliare con uno staff dedicato e composto da un medico, da uno psicologo e da un infermiera. Ringrazio davvero gli organizzatori, gli artisti che si esibiranno e tutti quanti ci daranno una mano nel sostenere questo nostro impegno a favore della Vita”. A Rossano Scanavini referente di Dogato Sisters and Friends il compito di lanciare la volata finale per una serata benefica da promuovere: ” Il nostro scopo come Asscociazione è raccogliere fondi da devolvere in beneficenza e lo facciamo creando eventi e concerti che siano nostre proposte. E’ il caso della scoperta di Rimondi il miglior interprete di Morandi in Italia o delle nove cantanti delle Sisters and Friends che dopo aver supportato progetti locali ora stanno facendo concerti anche fuori provincia” in una solidarietà che non consce confini. A questo concerto ne seguirà un altro, sempre pro AIL, previsto il 17 novembre (sempre alla sala Estense) dove sul palco si esibiranno proprio le Sisters and Friends con un repertorio italiano di musica leggera dagli anni ’60 ai giorni nostri con incursioni anche sui grandi successi internazionali.

Era già successo con gli ebrei

Da Organizzatori

La buona notizia è che si fa chiarezza: a Ferrara le destre si ritrovano tutte assieme in piazza contro lo Ius soli. Fra di loro, e chi poteva mai dubitarne, anche M5S. Spesso odiatori professionisti (basta girare un po’ nei social), ora lo fanno con i bambini di 5 anni. Capisco Fratelli d’Italia, capisco la Lega Nord, capisco Gol (ma come, non c’è Forza Nuova?), capisco bene anche M5S, e in Forza Italia capisco Fornasini, perennemente in delirium tremens antiimmigrati, ma in quel partito quanto e come prenderanno le distanze dalla guerra santa contro i bambini Anselmi, Peruffo e Zardi, persone tranquille e per bene, per nulla assatanate e per nulla xenofobe? Altra buona notizia è che le destre hanno ampiamente annunciato che promuoveranno un referendum abrogativo contro la legge sullo Ius soli: sarà l’occasione per fare finalmente informazione sui bambini ai quali la legge si riferisce, gli stessi che studiano, giocano e litigano con i nostri figli e nipoti a scuola, incapaci, i bambini, di capire le terrifiche differenze che i manifestanti indicano come male estremo per l’Italia e per il diritto di sangue (anche se si sa: non esiste Paese con sangue mischiato nei secoli fra popolazioni diverse come in Italia, cosa che tra l’altro conferisce a tutti noi forza e carattere attraverso il sano rimescolamento di differenti dna) e che li fanno infuriare. Era già successo con gli ebrei.

Ferrara, 22 ottobre 2017

Mario Zamorani
Comitato Ferrara per lo Ius soli

Giornata di formazione hiv e PrEP

Da Organizzatori

In vista del 1 Dicembre Giornata Mondiale contro l’Aids, Circomassimo Arcigay e Arcilebica Ferrara organizza tre giornate di formazione su infezioni sessualmente trasmissibili e metodi di prevenzione, terapia e cura.
Il secondo appuntamento sarà LUNEDI’ 23 OTTOBRE alle ore 20:30 presso Ripagrande12.
Si parlerà dei metodi di prevenzione e cura delle infezioni sessualmente trasmissibili, con particolare attenzione all’hiv: test hiv, profilattici, PrEP, PEP e TasP.
Intervengono: dott.ssa Laura Sighinolfi U.O Malattie Infettive Nuovo Ospedale San’Anna di Cona e referente Commissione interaziendale AIDS E Sandro Mattioli Presidente Plus persone lgbt sieropositive onlus
Informare, prevenire, attivare le coscienze, responsabilizzare è il nostro obiettivo perché la guerra all’Aids conviene a tutti!

Per info 3498739925

Festival RiCrea: «il potenziale dei ragazzi è il valore più grande»

Da Organizzatori

«La sorpresa più entusiasmante che il festival RiCrea ha regalato a Ferrara è arrivata dai ragazzi, dagli oltre duecento adolescenti che sabato pomeriggio hanno presentato i progetti creativi che hanno sviluppato nel weekend». Così Gianfranco Franz, ideatore della manifestazione dedicata alla rigenerazione urbana che per due giorni ha impegnato le sale e il giardino di Factory Grisù, ha voluto concludere l’iniziativa. L’ultimo appuntamento del festival si è tenuto domenica mattina in quella che una volta era la sala macchine dei vigili del fuoco, sala che oggi è diventata il fulcro delle attività che si svolgono all’interno della vecchia caserma di via Poledrelli, al centro dal 2012 di un importante trasformazione.

«La sperimentazione formativa avviata con Ricrea ha dato risultati eccezionali» ha sottolineato il vicesindaco Massimo Maisto, presente all’appuntamento insieme all’assessore comunale all’urbanistica Roberta Fusari. Accompagnati dai professionisti che li hanno guidati in questo percorso, gli studenti hanno realizzato prototipi, materiali per la comunicazione e strumenti per il web: assistenti vocali per la realizzazione di ricette, vestiti che si illuminano, tavoli di legno che grazie a uno speciale inchiostro che trasmette l’energia suonano come pianoforti, video interviste e fanzine cartacee per raccontare il festival, mappe online dedicate ai luoghi abbandonati e da riqualificare, progetti fotografici di grande impatto.

«RiCrea ha portato in città le più interessanti esperienze di riqualificazione avviate a livello nazionale e internazionale, grazie a tanti incontri, workshop e tavole rotonde – ha proseguito Franz –. Ma soprattutto ha contribuito a far crescere un modello di alternanza scuola lavoro effettivamente e concretamente capace di sviluppare le capacità dei giovani, che hanno dimostrato di riuscire autonomamente a proporre soluzioni di sicuro potenziale».

La tavola rotonda ha visto il contributo di tanti protagonisti della vita culturale, sociale ed economica ferrarese, associazioni e imprese impegnate a sviluppare nuove modalità lavorative, creative e inclusive. «Dobbiamo stimolare le istituzioni a portare avanti il cambiamento, per fare in modo che espressioni di vitalità come quelle che abbiamo avuto modo di conoscere in questi giorni possano crescere e diffondersi», ha spiegato Massimo Marchetto, presidente di Factory Grisù e portavoce delle aziende insediate nell’ex caserma, invitando i rappresentanti del Comune a concludere l’incontro.

«Aspettare è l’errore più grosso che si possa fare – ha ribadito Maisto -. I politici devono imparare ad essere meno timidi, a chiedere a livello regionale e nazionale che esperienze come questa escano dal canale della sperimentazione, perché la sperimentazione non può essere infinita. Ma anche chi lavora in ambito creativo deve imparare a essere meno timido, perché il nostro Paese ha senza dubbio un potenziale di crescita ancora non completamente espresso. L’obiettivo è creare occupazione».

RiCrea è ideato e coordinato dell’Università di Ferrara, Dipartimento Economia e Management e Dipartimento di Architettura, sviluppato con la Camera di Commercio, Cna Ferrara e Factory Grisù. Patrocinato dal Comune di Ferrara, verrà realizzato nell’ambito dal progetto “Fare Giardino”, vincitore del bando Anci 2016 per la rigenerazione urbana, grazie al contributo di Ferrara Fiera e a partner tecnici come Bia Spa e Coferasta, al supporto di Ancescao, Web Radio Giardino, Ferrara Off, Impactscool, RemTech, AFM – Scuola di Musica Moderna, Visit Ferrara.

Con il Pelagic trip per la prima volta si è fatto birdwatching in mare

Da Organizzatori

Codigoro. E’ cominciata davvero con grande partecipazione di pubblico la prima edizione del Festival della natura. Sabato nella settecentesca Torre della Finanza di Volano è stata inaugurata dal sindaco di Codigoro, Alice Zanardi, la mostra fotografica organizzata dall’Afni (l’associazione fotografi naturalistici dell’Emilia Romagna) con meravigliose fotografie sulla flora e la fauna del Delta. Fra gli scatti anche quelli di fotografi campioni del mondo, prima fra tutti il notissimo Milko Marchetti. A tutti è stata poi offerta una degustazione prodotti tipici a km 0 della azienda agricola la Giraldina. La mostra sarà visitabile da giovedì prossimo e fino all’1 novembre.
Sempre a Volano di Codigoro Menotti Passarella, guida turistica e uno dei maggiori esperti italiani del Parco del delta del Po, ha guidato un’escursione nelle zone umide di Canneviè e Porticino e alle 18 ha seguito la presentazione in anteprima mondiale del libro “Gulls of the world” (Gabbiani del mondo) scritto dall’ornitologo danese Klaus Malling Olsen, appositamente giunto dalla Danimarca per partecipare all’iniziativa che si è svolta presso l’agriturismo Oasi Bianca di Pomposa. Si tratta del testo più importante ed aggiornato sula vita e gli usi di questa specie per noi così consueta, ma così poco conosciuta nei suoi dettagli di vita.
Grandissimo successo infine stamattina (domenica) ha riscosso l’escursione partita da Gorino dedicata al Pelagic Trip. Si tratta di un’imbarcazione che permette di fare birdwatching non, come siamo abituati, da terra e nelle valli, ma in mare aperto, grazie ad un’imbarcazione appositamente attrezzata. All’escursione hanno partecipato oltre 50 persone, provenienti da tutta Italia a dimostrazione che questo evento è in grado di muovere turismo, soprattutto nella bassa stagione.
La cosa davvero bellissima è stata che i birdwatcher, utilizzando un’apposita App Naturalistic hanno postato in diretta lo loro foto, che così hanno potuto essere condivise in ogni parte d’Italia e del mondo. “Cartoline” bellissime del Delta e del nostro mare.
Il programma del Festival della Natura è visibile su sito deltawelcome.it Per informazioni ed iscrizioni agli eventi e alle escursioni si può telefonare allo Iat di Pomposa allo 0533719110.

A Venezia per visitare la galleria di Palazzo Cini

Domenica 12 Novembre
A Venezia in Dorsoduro 864 è situata nella sede della casa-museo della famiglia Cini la galleria dei dipinti collezionati dal conte Vittorio Cini fra i quali numerose opere di pittori che hanno operato in Ferrara nel periodo dello splendore estense (Cosmé Tura, Ercole de’ Roberti, Lorenzo Costa e altri). Fra queste anche un frammento del soffitto della camera da letto di Alfonso I di Dosso Dossi.
La visita è guidata e abbiamo chiesto di avere notizie sulla collocazione originaria in Ferrara di queste opere.

PERCORSO e SVOLGIMENTO
A Venezia in treno con partenza alle ore 7.51 dalla stazione di Ferrara; arrivati alla stazione di Venezia, ci sposteremo a piedi fino alla punta della Dogana – ove è situato Palazzo Cini – condotti da Monica che, avendo studiato a Venezia, conosce itinerari da “veneziani “ e non da turisti.

Sosta snack durante il tragitto. Alle ore 11 visita guidata alla galleria Cini poi dalle ore 13 passeggiata di ritorno verso la stazione alla ricerca di qualche “bacaro” dove fare un “cichetto” sostanzioso (dalle parti di Rialto).
Nel pomeriggio prenderemo il primo treno utile per tornare a Ferrara.

COSTI
Ogni partecipante deve procurarsi autonomamente i biglietti ferroviari per andata e ritorno, l’ingresso alla galleria costa €8 mentre il costo della guida dipenda dal numero dei partecipanti: €10 se siamo in 10, €5 se siamo in 20. Numero max di partecipanti (per problemi di sicurezza) 25 persone.

Prenotazione obbligatoria entro martedì 7 novembre telefonando a Massimo 05327708773488645028,
oppure mamiglio48@tim.it .

Informazioni e cose da sapere
Fiab è un’associazione ambientalista, non un’agenzia turistica: i capogita sono volontari non retribuiti che propongono escursioni in un territorio che li ha affascinati. Per la buona riuscita delle gite serve la collaborazione di tutti i partecipanti e la disponibilità a affrontare qualsiasi imprevisto con buonsenso e buonumore.

Girare con la bici in ordine: luci e freni funzionanti, camera d’aria di scorta. Il casco non è obbligatorio ma fortemente consigliato.

Ius soli, Barbiana e il senso comune dei bambini

Prologo
Cinquant’anni fa, il 26 giugno del 1967, moriva a soli 44 anni Lorenzo Milani. Pochi mesi dopo era dato alle stampe l’ultimo suo libro, scritto con i suoi ragazzi, quel ‘Lettera a una professoressa’, fonte di un inesauribile – e inesaurito – dibattito. Denunciava, dati alla mano, una scuola “anticostituzionale”, modellata per la carriera dei Pierini (i figli d papà) e che lasciava sempre più indietro (e li bocciava ripetutamente) tutti gli altri, soprattutto i figli della povera gente, i figli dei contadini e degli operai.

A Ferrara e in Parlamento
Oggi viene discussa e votata in Consiglio Comunale una mozione del Pd che chiede al Senato della Repubblica di accelerare la definitiva approvazione della legge sulla ius soli. Nello stesso giorno Lega e Fratelli d’Italia hanno organizzato una manifestazione contro la stessa legge.
Ecco il contesto. Siamo ormai in piena campagna elettorale e, in un clima sempre più arroventato, non sappiamo se, tra furiose polemiche su Bankitalia, legge finanziaria, ‘Rosatellum’, ostruzionismo parlamentare e ricorso alla fiducia, avanzerà il tempo per una legge che aspetta da anni il via libera. Poteva – doveva, visto che era al primo punto del programma dell’ultima campagna elettorale del partito di maggioranza relativa – essere approvata prima, tre anni fa, o due, o uno, ma c’era sempre “altro di più importante da fare”. E soprattutto, pensavano e dicevano: “non era il momento opportuno”.

La professoressa risponde
Con la legislatura agli sgoccioli, qualcosa si è mosso. Sto parlando di un piccolo terremoto che viene dal basso, un sisma che non porta danni a cose e persone, ma scuote le coscienze di una classe politica sempre più lontana dal paese reale.
Settecento insegnanti – sembrerebbe finalmente una risposta alla provocazione del priore di Barbiana e dei suo ragazzi – hanno messo in moto un movimento per l’approvazione di una legge giusta e urgente. Che ha preso il nome comune di ius soli, ma che è in realtà una ius culturae perché concede la cittadinanza italiana a bambini e ragazzi stranieri solo dopo il superamento di un ciclo scolastico nel nostro paese.
Stiamo parlando di circa 800.000 “italiani come noi”, che frequentano le scuole italiane insieme ai figli di italiani. Che giocano a pallone o a moscacieca con i nostri figli.
In un libro bello e fortunato, finalista al premio Strega nel 2016, Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, fondatore della scuola per stranieri Penny Wirton di Roma, ripercorre la breve e intensa vita de ‘L’uomo del futuro’ (Mondadori, 2016). La tesi più forte – più semplice e disarmante – del romanzo-biografia di Affinati è che i ragazzi di Barbiana – gli svantaggiati, gli ultimi della classe – non sono scomparsi. Non sono stati ‘promossi’ dal boom economico degli anni Sessanta, non sono stati ‘elevati’ dall’edonismo degli anni Ottanta, non sono stati ‘inglobati’ dal liberismo o dal consumismo di questi anni presenti. I ragazzi di Barbiana sono ancora tra noi, nelle nostre scuola. Sono i bambini figli degli ultimi arrivati, gli stranieri, i disabili, gli svantaggiati, i figli dei nuovi poveri: italiani e “non ancora italiani”.

La macchia si allarga
Per questa ragione, l’appello degli insegnanti per l’approvazione della legge per dare la cittadinanza agli “scolari stranieri” mi sembra una risposta, una bella risposta, alle domande di uguaglianza e di democrazia poste cinquant’anni fa da Lorenzo Milani.
Il movimento dei settecento insegnanti si è allargato, si è sparso per le cento città d’Italia. E ha rotto i tatticismi di partito. Il senatore Luigi Manconi ha raccolto per primo l’appello per discutere e votare subito lo ius soli a Palazzo Madama e ha aderito al “digiuno a staffetta”. Insieme a lui, più di 100 parlamentari, della maggioranza come della minoranza. Davanti a un problema che non è più politico, ma diventa una scelta civile e umanitaria, si è rotto finalmente il fronte della disciplina di partito, delle convenienze politiche e dei calcoli elettorali.
Intanto il movimento – perché ormai è di movimento che occorre parlare – si è esteso un po’ ovunque. Tra i ragazzi stranieri, dentro e fuori le comunità di accoglienza, tra le associazioni di volontariato sociale, nei partiti, nei sindacati. In tante città, anche a Ferrara una settimana fa, sono sorti comitati per lo ius soli. In tante città, anche a Ferrara, si firma e si digiuna a staffetta. E si tratta di un movimento trasversale, con voci e appartenenze diverse, che interroga la politica facendo appello alla coscienza civile e ai diritti fondamentali sanciti dalla Carta Costituzionale.

La mozione in Consiglio Comunale
La mozione che verrà discussa e votata a Ferrara in Consiglio Comunale non sarà quindi un atto formale. Sarà la risposta che la classe politica cittadina darà a una sensibilità diffusa che va oltre l’appartenenza partitica.
Ho visto tanti video, ho letto tante interviste a questi bambini stranieri, ‘italiani come noi’. E ho fatto la prova, ne ho incontrati alcuni in una classe come tante, per fargli la stessa domanda. Non sapevano di essere ‘stranieri’, erano cioè convintissimi di essere ‘italiani’. E la stessa cosa pensavano di loro, i loro compagni italiani figli di italiani.
Mi è sembrata la prova definitiva di quanto sia giusta e urgente questa legge. Se “il senso comune dei bambini” crede nell’uguaglianza dei diritti, significa che la nostra Costituzione è ancora viva. Rispondere positivamente a questo senso comune è responsabilità della società degli adulti. Se sapremo accogliere questa istanza, se sapremo riconoscere ai “nuovi ultimi” gli stessi diritti e le stesse opportunità dei “primi della classe” avremo anche risposto alle domande inevase del priore di Barbiana. E anche la politica dovrà sturarsi le orecchie.

DIARIO IN PUBBLICO
Conoscere Raffaele

Qualche anno fa vedevo tra le prime file dei seminari o delle conferenze su o intorno a Giorgio Bassani un ragazzo biondo-rosso che mi guardava con occhio entusiasta. Prendeva appunti e in certi passaggi, che evidentemente condivideva, annuiva vigorosamente. Ho chiesto in giro e mi si riferisce che è uno degli operatori di Viale K e lavora a stretto contatto con il prete di strada Don Bedin. Ecco uno stralcio della sua biografia:
Raffaele Rinaldi di origini pugliesi e ferrarese d’adozione […] Lavora come operatore sociale da 15 anni collaborando con l’associazione Viale K-Onlus di Ferrara impegnata nel contrasto alle forme di povertà estrema e nella tutela di persone a rischio di esclusione sociale […] Nel 2005 fonda e coordina lo sportello ferrarese dell’ Associazione Avvocato di strada che offre consulenza legale, gratuita e qualificata, a favore dei senza dimora”.
Ci siamo piaciuti subito. La sua discrezione nell’accostarsi a temi che si capiva lo interessavano me lo rese immediatamente simpatico nel senso originario del termine: colui “che suscita un sentimento d’attrazione, una disposizione favorevole.” All’uscita del suo libro, ‘La metafisica dello sterco’, con un misto di stupore e riconoscenza mi ritrovo tra coloro che vengono ringraziati e ho pensato a quale fosse la ragione, ben presto capibile: la spiegazione che secondo le mie capacità ho saputo dargli dell’insegnamento e delle scelte operati da Giorgio Bassani.

Già il titolo e la copertina rivelano lo stimolo che ha condotto Raffaele a narrare un’impresa, a mettere in parola un ‘fare’ che rovescia estraendolo dalla merda fisica e mentale, dando la priorità all’essere. Nel racconto che dà il titolo al libro la considerazione finale così suona: “Tornando indietro verso l’uscita, mi resi conto che faceva più puzza la miseria che abita gli uomini, che tutto l’edificio in cui abitano gli uomini in miseria. Mi chiedevo se non fosse nient’altro che questa la verità custodita dalle muse” (pp. 59-60).
La copertina è un d’après dell’opera forse più celebre di Giorgio de Chirico, ‘Le muse inquietanti’. Il titolo, invece, così provocatorio, riprende quello della IV epifania, come chiama Raffaele i racconti che compongono il libro. Il quadro rivisitato rivela una capacità di trovare, attraverso la metafisica, la capacità di conoscenza che riporta tutto ai problemi essenziali dell’essere tra cui quello fondamentale del “chi siamo?”.
Nel quadro dechirichiano delle Muse inquietanti si vede in lontananza, alla fine del palcoscenico su cui si posta la scena con i due manichini senza volto, la rappresentazione del Castello estense. Nella re-interpretazione di Rinaldi il quadro viene proposto ‘metafisicamente’ con in fondo il Palazzo degli specchi ormai diruto. Il Palazzo degli specchi, per chi non è ferrarese, fu uno degli scandali più fragorosi degli ultimi tempi nella virtuosa Ferrara, e qui si presenta e viene raccontato con gli occhi ciechi delle sue finestre a specchio infrante e vuote:
“Enormi blocchi gemelli si replicavano davanti a noi, in una serie intervallata da magre torri rossicce più alte, con un’ossessione geometrica e regolare fino ad attorcigliarsi su se stessi” (p. 52). Lo scandalo nella storia reale si è abbattuto sulla politica, viene abilmente sfruttato da leghisti e 5stelle, la cui protesta ha piegato l’amministrazione solo da poco a intervenire sul mostro in abbandono, destinando l’area e la ricostruzione ad abitazioni a prezzo controllato e a uffici pubblici. Ecco che la metafisica s’appropria della realtà fattuale per vederne la sostanza sotto l’apparenza:
“L’intero complesso residenziale, dunque, ci abbracciava nella completa desolazione, immobile e muto, nella metafisica di quelle prime ore oblique, con il loro lento trascorrere inesorabile” (p. 53).

raffaele-rinaldi
Raffaele Rinaldi

Meno convinto mi lascia l’accostamento della metafisica dechirichiana con quella accolta da Rinaldi, attratto da quella scuola che progredisce e nasce a Ferrara tra le avanguardie storiche di primo Novecento.
Il narratore accompagnato da uno degli ‘ultimi’ che abitano quel luogo s’addentra tra odori acri, meglio puzze, che si fanno sempre più intensi fino al terrazzo, letteralmente cosparso di merda che industriosi scarabei stercorari, fedelmente ricostruiti nella versione del quadro, rotolano giù dal palazzo come palle “così perfette da non sembrare più neanche merda, ma pensiero, logica, azione e senso comune”. L’ossessivo allegorismo del racconto diventa così atto d’accusa, come del resto in tutti i dieci racconti o epifanie. Così la narrazione si conclude, accettata l’umanità fatta di sterco, vomito e sudore, con la considerazione finale riportata più sopra.

Il mondo degli ultimi rivela però una sua particolare gentilezza che si vena di pietas come nel primo racconto, ‘La libertà dell’Airone’. Un padre in carcere riceve la notizia che il figlio è morto in un banale incidente automobilistico sulla superstrada del mare. Il narratore lo accompagnerà a vedere la tomba del figlio là vicino a Codigoro, il paese teatro del romanzo più potente di Bassani, ‘L’airone’ appunto. Ripercorrendo il racconto bassaniano s’avviano verso Codigoro per approdare al modesto loculo dove giace il figlio morto.
Quasi ogni racconto ha un nume tutelare riconoscibile nelle citazioni e nelle situazione. Il più surreale di tutti, anche il più concitato e forse il meno risolto, è quello che porta il titolo ‘Cinque minuti di ordinaria follia’, centrato sulla visita a Palazzo dei Diamanti della mostra ariostesca che ebbe tanto successo l’anno scorso. Un accavallarsi di pensieri tra sogno e realtà, fondato sui pericoli e i danni della guerra e della violenza, siglata da un titolo, ‘La grande Psicomachia’, che rimanda a uno dei testi esemplari del Rinascimento e che in italiano suona come ‘Il sogno di Polifilo’ ovvero ‘Hypnerotomachia Poliphili’. Ma qui non si tratta di una battaglia d’amore in sogno bensì, per usare una definizione ormai abusata, dei danni della guerra. La chiusa è esemplare: “Usciti fuori mentre il palazzo svaniva alle nostre spalle sempre più lontano, rivolgendomi a Ludovico e Astolfo, dissi: Amici devo confessarvi che avevo perso la testa, anzi, mi ero perso completamente come in un sortilegio d’odio. Ma era così reale!” (p. 88).
Infine l’incontro con lui, il sommo poeta, in quello che reputo il racconto più ficcante dei dieci, ‘La banda degli “Ignoranti fottuti”’, dove il disprezzo e a volte l’odio per coloro che abitano la “ Ferrara di sotto” si scontra in modo palese con coloro che si sentono forti per il fatto di abitare il ‘di sopra’.
Raccontando l’indifferenza senza scampo con cui due giovani assassini hanno ucciso un anziano per derubarlo e poi nasconderlo in un luogo immondo, così commenta Raffaele Rinaldi questo racconto esemplare che, come tutto il suo libro, dovrebbe innescare un processo di compassione ovvero di sofferenza condivisa:
“Tutto è accaduto al di sotto dell’umanità, come se non esistesse un nesso tra causa ed effetto, come se mancassero le emozioni, quelle più primordiali come l’amore e l’odio, come si fosse appiattita la differenza tra cose e persone, vita e morte” (p. 94).

Se il leone si svegliasse…

di Federica Mammina

Quello che sto per raccontarvi non è una novità, ma purtroppo si tratta di un fenomeno tornato alla ribalta in questi ultimi mesi, forse complice anche la sciocca moda del selfie.
In diversi luoghi esotici del mondo è possibile, in alcuni zoo, scattarsi fotografie con animali che sarebbero altrimenti inavvicinabili. È da diversi anni che molte associazioni hanno denunciato questo tipo di attività e definito questi zoo, non a caso, come luoghi di tortura. Già, perché lo sconsiderato turista non riesce evidentemente a partorire la banalissima considerazione che quegli animali debbano essere quantomeno soggetti a sedazione per poter essere addirittura abbracciati senza incorrere in alcun pericolo, e forse agisce con la consapevolezza della sua specialità e che l’animale sia stato sedato solo per pochi minuti e solo per lui, e non che viva costantemente in quello stato per poter essere sfruttato il più possibile. Figuriamoci poi se, date le premesse, il nostro brillante turista, sia capace di ipotizzare che gli animali vengano perfino torturati: gli elefanti ad esempio per poter essere cavalcati vengono cresciuti in gabbie dove non possono muoversi e seviziati per prostrarne la volontà, mentre ai serpenti si staccano con le pinze i dotti velenosi per renderli innocui e le tartarughe, animali timidissimi che non amano essere toccati, quando vengono presi in mano, si agitano al punto da fratturarsi da soli le zampe.
Ebbene, caro turista, voglio credere che tu lo faccia ignorando completamente le sofferenze che le tue azioni provocano a questi innocenti animali, perché a pensare che tu lo faccia consapevolmente c’è da ritenerti, se possibile, ancor più mostro di chi li sfrutta per denaro.

John, Romeo, Giulietta e…

Vivi il presente John, vivilo e fregatene di ciò che potrebbe essere o di ciò che sarà. La storia d’amore più bella di tutti i tempi è già tua!

Giulietta e Romeo si prendono il loro attimo di gloria eterna amandosi e fuggendo per il tempo di un battito di cuore.
Due sguardi tra mille s’incontrano sfidando la sorte, sorridono al desiderio e alla morte.
Quante volte l’ho sognata: la festa, il ballo; nascondersi al buio, fare tutto in fretta, prima di…
La paura e la voglia matta, gli ingredienti della serata perfetta. Quindi correre via, lontano dai Capuleti e dai Montecchi. Solo Romeo e Giulietta, perdutamente amanti, perennemente giovani.

Un ragazzo d’altri tempi, alto, faccia di bambino e ciuffo alla Elvis, rockabilly all’apparenza e moderno oltre misura. Si muove sul palco come se pattinasse, canta con voce potente, formidabile, quasi non sua. Il ritmo della sua musica invade, stordisce, non risparmia nessuno.
E poi un tarlo nella testa da togliere una volta per tutte. Mille altre storie ancora da scrivere e da cantare.
Su Johnny, non mollare! *

* John Newman sta lottando da anni contro un tumore al cervello che lo ha colpito nel 2012.

Love Me Again (John Newman, 2013)

La selezione naturale… delle amicizie

di Federica Mammina

“Quella persona va d’accordo proprio con tutti”. Quante volte avete pensato o detto questa frase, o magari qualcuno l’ha detta di voi. A me è capitato alcune volte di pensarlo di persone che ho conosciuto, ma confesso di non averlo mai fatto attribuendovi una valenza positiva. Di certo non si intende, con questo, quel comportamento civile e cortese che si dovrebbe in genere tenere nei confronti di chiunque. Piuttosto si utilizza questa espressione per indicare soggetti che hanno amicizie con persone di ogni tipo, anche estremamente diverse fra di loro. E generalmente lo si indica come un pregio. Io invece non lo considero affatto come tale. Le amicizie riflettono noi stessi, e così un superficiale sarà circondato da tutti senza distinzioni, e una persona matura e consapevole di sé avrà una cerchia di amicizie selezionate.
Basta ricordarsi che scegliere non vuol dire giudicare, ma esprimere una legittima preferenza in base ai propri gusti. Anche nei rapporti interpersonali.

“Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d’accordo con tutti. Le cose grandi, ai grandi; gli abissi ai profondi; le finezze ai sottili. Le rarità ai rari.”
Friedrich Nietzsche

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

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