Giorno: 1 Giugno 2018

MEMORABILE
Buffoni alla Corte di Ferrara. Arazzi e vestiti delle dame estensi

Oltre a ‘Buffoni alla Corte di Ferrara’, di Giulio Bertoni, questo ebook, pubblicato da Tiemme Edizioni Digitali (www.tiemme.onweb.it) e disponibile in tutte le librerie del web, riporta in appendice anche ‘Scene d’amore e di cavalleria in antichi arazzi estensi’ e ‘Motti francesi su maniche e vestiti di principesse estensi nel Quattrocento’. I tre testi sono tratti da ‘Poesie, leggende e costumanze del Medioevo’ di Giulio Bertoni, una raccolta di diciassette studi di filologia romanza: dalle origini della lingua italiana al “dolce stil novo”, dall’“ars amatoria” francese alla leggenda di Tristano e Isotta, ecc.

La crisi, la vecchia politica, il nuovo governo Conte: che brutta pagella

Tutto quello che non avreste mai pensato possibile e che invece è realmente successo. Ecco la storia della crisi di governo più lunga della Repubblica italiana raccontata punto per punto, con tanto di voto ai protagonisti e alle loro imprese.

Avvertenza ai lettori: nell’ultima settimana ho cominciato e cancellato questo articolo cinque o sei volte. Colpa dei continui corteggiamenti, dichiarazioni, posizionamenti, svolte, incontri, scontri, contratti, prime bozze, ultime bozze, ultimissime bozze, appelli alla piazza e voltafaccia che hanno punteggiato la più lunga crisi di governo della nostra Repubblica. Scrivevo una cosa al mattino e a mezzogiorno era già carta straccia.
Ho deciso di riprovarci, dopo che Cottarelli ha salutato (e tutti a fargli i complimenti: “Ma che signore, che stile quel Cottarelli con lo zainetto sulle spalle”), dopo che l’avvocato Conte con voce un po’ malferma (ma era emozionato o semplicemente atterrito dall’arduo compito?) ha letto/annunciato la lunga lista dei ministri del Primo Governo Giallo-Verde: potevo finalmente mettermi a scrivere. Intendiamoci, non qualcosa di duraturo, di definitivo – ché nelle prossime settimane e mesi ne vedremo di belle e di brutte, di cotte e di crude – ma insomma, almeno dal 1 giugno qualcuno bene o male proverà governarci.

Seconda avvertenza ai lettori: questo che segue non è propriamente un ponderato commento politico. Lo stile? Un strano tentativo, un incrocio tra un editoriale domenicale di Eugenio Scalfari e le pagelle sportive di Gianni Mura. Un elenco, ovviamente incompleto, di temi e protagonisti, con a fianco il voto raggiunto. E, visto che stiamo entrando in tempi di esami, vedrete che siamo assai lontani dalla sufficienza e dalla promozione.

Terza Repubblica: voto 4. Perché questa storia ce l’hanno detta e ripetuta di continuo durante 87 giorni (e sicuramente continueranno), ma abbiamo capito benissimo che quella che andava in scena era l’identica trama della Prima Repubblica. Le stesse furbizie, gli stessi avvertimenti trasversali, il dire Bianco al mattino e giurare Nero alla sera, gli stessi identici forni (aperti, chiusi, riaperti, richiusi) tipici della ingloriosa era democristiana. Per ora siamo fermi alla Prima Repubblica. Con una sola variante: la perdita della riservatezza (di un minimo di mestiere e spesso della decenza), cioè l’avvento dell’impero veloce e volgare di twitter, di facebook, degli hashtag applicati alla lotta politica.

Contratto di governo: voto 4. Stiamo parlando della “grande novità”. Molte bozze, aggiunte, cancellature, ingenuità, sparate, ritirate, e nessun numero concreto (le coperture di spesa, le grandi assenti) per arrivare a 42 pagine controfirmate in calce: un contratto privatistico tra i due leader di Lega e 5 Stelle. “Un ottimo lavoro” a detta loro. Salvini: “Dentro il Contratto ci sono tutti i nostri obiettivi”. Di Maio: “Abbiamo portato al governo il nostro programma elettorale”. Naturalmente non è proprio così. Il contratto, invece di costituire una mediazione, è una sommatoria confusa di impostazioni e promesse spesso divergenti. E tanta vaghezza sui punti dolenti: Europa, Euro, Deficit, Grandi Opere, Immigrazione, Superamento Legge Fornero.
Insomma, più che un piano di governo, il contratto è un mix confuso dei due rispettivi programmi elettorali. I due garanti (Salvini e Di Maio), non a caso Vicepresidenti del Consiglio, hanno apparecchiato e imbandito il la tavola (tanta roba!) e l’hanno messa in tasca all’avvocato Conte. Saranno loro i padroni del “governo del cambiamento”, non il Presidente del Consiglio come vuole la Costituzione. E se i due galli non si troveranno d’accordo? Si rivolgeranno al garante previsto dal contratto? Beh, in ogni caso ce lo comunicheranno con due righe di twitter.

Governo di cambiamento: voto 4. Uno slogan, niente di più. Al principio, appena dopo le elezioni del 4 di marzo, faceva un certo effetto, suonava bene. Ma alla fine, quando al Quirinale Conte ha presentato l’elenco dei ministri, non se l’è sentita di ripetere la formuletta. Del resto, i “nuovi politici” non sono sembrati diversi dalla produzione in serie della classe politica italiana. Dediti all’eterna propaganda, sicuramente più chiacchieroni dei predecessori (anche se Matteo Renzi era un bel campione), più ingenui e inesperti (Di Maio), o più tattici e comizianti (Salvini), ma perfettamente in linea con il peggior costume politico del Belpaese. Ricordate? “Il mio interesse è solo il bene degli italiani”, “Sono disposto a fare un passo indietro”, “Bisogna che (un altro naturalmente) faccia un passo a lato”, “Non ci interessano le poltrone, vengono prima i contenuti”.
Governo del cambiamento? Forse il voto giusto sarebbe N.S. (non classificato). Governo rimandato a dopo l’estate, ma con poca speranza di passare l’esame di riparazione.

Di Maio: voto 3. Dilettante allo sbaraglio, è in assoluto quello che le ha sparate più grosse. E ha rischiato grosso. Designato dominus del Movimento, lo ha trasformato in pochi mesi nel suo “partito personale” (superando il fondatore e Kingmaker, ma inaugurando uno stile compito, perennemente in giacca e cravatta). Dopo una campagna elettorale passata a corteggiare e blandire “i padroni dell’Europa e dei mercati”, la sbornia di voti ricevuti il 4 marzo lo ha portato dritto dritto al delirio di onnipotenza. “Il Presidente del Consiglio? O io o nessuno!” ha ripetuto tutti i santi giorni. “E’ un momento storico!”. Intanto ha tentato di svaligiare tutti i forni a disposizione (trovandoli chiusi o senza pagnotte). Non pago, ha cercato di scavalcare a destra il suo alleato: più sovranista della Lega, più anti-euro di Salvini.
Infine, il suo capolavoro: un tentato (e quasi riuscito) suicidio politico: la richiesta (senza basi giuridiche, senza nessuno sbocco) di messa in stato d’accusa del presidente Mattarella. In calo nei sondaggi, criticato apertamente dai suoi colleghi parlamentari, sommerso dai mugugni via twitter e facebook (chi di spada colpisce…) ha fatto una improvvisa inversione a U. Per salvare la pelle è andato a Canossa dal Presidente della Repubblica. Ha ritirato fuori dal congelatore Conte. Ha implorato il permesso a Salvini per spostare dall’Economia lo scomodo Savona. In cambio la Lega si è preso la maggioranza dei ministeri di peso e la guida di fatto del governo.

Salvini: voto 90. Ho messo quel numero perché “la paura fa Novanta”. Parlo della mia paura, e quella di tanti (spero siano tanti) italiani. Non a caso a Salvini gli elogi più sperticati, anche in queste ultime settimane, gli sono arrivati da Marine Le Pen e Nigel Farage. E’ Lui il padrone di casa, non solo del cruciale e muscolare Ministero dell’Interno, ma di tutto il governo. Il vero conte del castello governativo è Salvini, mentre l’avvocato Conte farà più o meno il maggiordomo.
Ovvio, come politico, come tattico, comunicatore, comiziante, arringatore e capopopolo Matteo Salvini si è dimostrato un cavallo di razza e si merita invece un 10 con lode . Lo hanno capito tutti. E lo ha capito anche lui. Sarà lui a dare la linea, e se qualcuno gli metterà il bastone tra le ruote, farà crollare tutto il castello. Darà la colpa a Di Maio, ai Poteri Forti, all’Europa e andrà alle elezioni a cuor leggero visto che i sondaggi arrivano a stimare la Lega sopra il 30%. Ha forse un unico problema – e la parabola di Matteo Renzi dovrebbe insegnargli qualcosa – che l’eccesso di esposizione mediatica può stancare il pubblico.
Chi sceglierà Matteo Salvini come alleato del futuro? L’usato sicuro Berlusconi e quindi il Centro Destra oppure Il Movimento Pentastellato, novello partner di governo? Salvini non ha fretta di scegliere. Intanto il vento gonfia le sue vele.
Se però la Lega alla fine decidesse per la seconda opzione, la mia paura sale. Si impenna come lo spread. Penso a Ferrara, alle elezioni della primavera 2019, a un governo locale stanco e a una sinistra senza un progetto e ripiegata su se stessa. Ma il fosco orizzonte cittadino merita un approfondimento a parte.

L’avvocato e Premier Giuseppe Conte: voto 5. Un assoluto Carneade, un vaso di coccio in mezzo a due vasi di piombo, trovate voi l’immagine più calzante. La sua colpa non è quella di aver taroccato il curriculum – in questo anzi fa tenerezza, mi sembra “un italiano vero” – ma aver accettato (forse per troppa ambizione, ha confessato suo padre) una mission impossible. Come diavolo fai a guidare una macchina se al posto di guida c’è seduto un altro? No, nessuno ce la farebbe, nemmeno l’unico, autentico avvocato Conte, nemmeno quel genio di Paolo Conte.

Mattarella: voto 5. Perché è vero che ha avuto tanta ma tanta pazienza. E secondo il dettato costituzionale, “il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio e su proposta di quest’ultimo gli altri ministri”, ha quindi voce in capitolo e può chiedere (molto sottovoce) e ottenere dal premier incaricato che venga cambiato o spostato un ministro indegno o inadatto (l’hanno fatto diversi suoi predecessori), ma Mattarella ha fatto qualcosa di più, di diverso e di grave. E’ entrato a gamba tesa, ha motivato il suo rifiuto al professor Savona con una motivazione tutta politica: i mercati, l’adesione all’Europa, la difesa dell’euro, il pericolo per i risparmi e i mutui degli italiani.
Un arbitro non può entrare in campo, pena l’appannamento del suo ruolo. Certo, Mattarella non è un traditore della Repubblica (infondata, ridicola e risibile la richiesta di impeachment), ma ha comunque esorbitato dalle sue funzioni. Senza contare che – ma sempre in via riservata, a tu per tu con il presidente incaricato – Mattarella avrebbe fatto meglio a opporsi aquello che è stato il vero strappo costituzionale, quello cioè di un governo diretto (e governato) dall’esterno, da due leader politici e dal contratto da loro siglato, non da un Presidente del Consiglio in piena autonomia.

Partito Democratico: voto 4 meno meno. Un voto meritato in campagna elettorale e confermato nei tre mesi successivi. Diviso, rissoso, opaco o addirittura oscuro, alieno ad ogni analisi autocritica, incapace di parlare ai suoi iscritti e agli italiani. Con un ex segretario ancora padrone dei gruppi parlamentari e della maggioranza della Assemblea e della Direzione. Con un reggente che campa alla giornata, in attesa di essere silurato. Con tanti capi e capetti con poco coraggio e pochissime idee. Ma di che parlerà il congresso?
Il partito trova prima l’unità sull’opposizione dura e senza paura. Poi sul voto a favore del governo tecnico di Cottarelli. Poi sull’astensione a Cottarelli: giusto per non rimanere ancora più soli e abbandonati. Poi per fortuna arriva il governo Conte e si può tornare all’opposizione. La base del partito? “Percossa e attonita” mi verrebbe da dire.
E’ brutto ammetterlo, ma il PD sembra vivere uno stallo infinito. Non è solo fuori dai giochi, da ogni gioco, ma è incapace di scegliere a quale gioco giocare, quale idea di Italia e di Futuro promuovere
.
Carlo Calenda; voto 2. Potrei dare i voti a tanti altri esponenti del Centrosinistra, tutti ampiamente sotto la sufficienza; un bel 3 a Renzi, un 3 all’ex giovane turco Orfini, un 3 ½ al fido Guerrini, un 3 anche al democristiano Franceschini, un 4 al timido Orlando, un 4 ½ a Del Rio ma solo perché sembra una brava persona.. Un 4 a Grasso, Un 4 anche alla Boldrini, un 3 a D’Alema. E Gentiloni? Diamogli un 5+, solo per la fatica degli ultimi 15 mesi.
Basta, non vi annoio oltre, voglio concentrarmi su Calenda. Sarebbe lui, l’ex Ministro per lo Sviluppo Economico, il nome nuovo, l’astro nascente, il prossimo jolly da giocare in parlamento e nel risiko elettorale. Nel partito non tutti credono in Calenda. Ma non è importante: è lui che ci crede fermissimamente e tanto basta al suo ego. Per questo Calenda lo incontri ovunque e a ogni ora del giorno e della notte: cinguetta sui social, partecipa a convegni ed eventi, rilascia interviste a raffica ai giornali, appare su tutti i canali dell’orbe televisivo. Ha solo un’idea da comunicare (lui la trova strepitosa): smontare il partito (a cui si è iscritto il mese scorso) e fare il “Fronte Repubblicano”, europeista e neoliberista. Il Fronte Repubblicano è la meravigliosa macchina da guerra (sappiamo com’è finita), il grande motore per rianimare il fronte degli sconfitti. Qualcuno dovrebbe dire a Calenda che la sua idea è vecchia e perdente, che non si può confondere il 2018 con il 1948.
Ma Calenda insiste – per questo merita un bel 2 – continua a sognare “un fronte ampio” (altra idea nuovissima!), una destra in doppiopetto che si contrapponga alla destra in jeans, felpa e megafono dei neopopulisti. Qualcuno dovrà spiegarglielo: con una formazione e un mister del genere non c’è partita, si perde di goleada.
N.B. Per motivi di spazio e di tempo l’autore si scusa con i lettori e con i leader rimasti senza pagella.

Coldiretti Ferrara: giornata del latte, riscoprire l’importanza di latte e latticini per la nostra salute

Il latte italiano è buono, sano e controllato in ogni fase della filiera. Un alimento importante in ogni fase della vita e che si può trovare anche direttamente dagli allevatori tramite i distributori automatici.

ll latte è un prodotto a elevata “densità nutrizionale” e a basso apporto calorico, che deve essere inserito all’interno di una dieta varia ed equilibrata.
E’ un alimento che ci nutre fin da quando nasciamo, ed il cui consumo rappresenta un patrimonio culturale che appartiene a tutti noi italiani e che abbiamo consolidato con tradizioni e abitudini alimentari tramandate nei secoli, anche se purtroppo a volte messo sotto accusa e penalizzato dalla diffusione di abitudini e modelli alimentari alternativi che privano il nostro regime alimentare dalle grandi valenze nutritive offerte dal latte.

Un tipo di latte che mantiene inalterate la proprie caratteristiche salutari e nutrizionali sino al consumatore è quello che si può trovare nei distributori automatici diffusi in larga parte del territorio, e che si possono trovare anche a Ferrara (In Via Bologna, in Via Modena ed in Via Comacchio), riforniti ogni giorno di latte appena munto dall’azienda agricola dei fratelli Frigati, controllato in ogni fase, dall’allevamento, alla mungitura, al trasporto, disponibile ad ogni ora del giorno e della notte, tutti i giorni ed ad un prezzo conveniente.
Inoltre l’uso delle bottiglie di vetro riutilizzabili, contribuisce anche alla riduzione dell’impatto ambientale.

Il latte (vaccino), composto da acqua (87%), grassi (3,9%) in media, proteine (3,4%) e lattosio (4,8%), è una fonte preziosa di nutrienti perché è la prima fonte di calcio della dieta italiana, proteine di eccellente valore biologico, zuccheri e grassi in percentuale equilibrata, minerali (potassio, fosforo, zinco, magnesio e selenio) e vitamine (soprattutto del gruppo B).

Il latte è fondamentale per le ossa e per la crescita dei più piccoli, perché con il suo consumo giornaliero si hanno le migliori condizioni per l’assorbimento del calcio (elevata biodisponibilità). È infatti importante arrivare ad avere il più alto contenuto di calcio nello scheletro entro i 20 anni, per essere più protetti negli anni successivi.
Il latte crudo che si può spillare dai distributori non ha subito trattamenti termici sopra i 40° ed è acquistabile direttamente dai produttori, ma per essere consumato deve esser bollito per alcuni secondi alla temperatura di 80°.

Cosa fare in caso di intolleranza al lattosio

Il lattosio è uno zucchero (disaccaride) composto da glucosio e galattosio, la cui digestione da parte dell’uomo dipende dall’enzima lattasi che è in grado di scindere il legame tra i due zuccheri permettendone così l’assorbimento. Ma in caso di intolleranza al lattosio, ecco alcuni consigli per non eliminare il latte dalla propria alimentazione:

consumare yogurt, latte fermentato o mangiare formaggi stagionati
bere latte insieme ad altri alimenti (pane, biscotti o prodotti da forno)
bere latte o altri prodotti senza lattosio

Attenzione però alla differenza tra l’allergia al latte e l’intolleranza al lattosio. Con l’allergia si ha una reazione di difesa alle proteine del latte (il lattosio è uno zucchero!) che non vengono “riconosciute” dal nostro organismo. Si può manifestare generalmente nel primo anno di vita (malessere, vomito e, successivamente, orticaria diffusa dermatiti atopiche, nausea, vomito, diarrea) ma fortunatamente tende a scomparire con l’età (il 95% guarisce entro i 10 ann

Latte biologico:
proviene da bovine allevate con metodo biologico, secondo le indicazioni definite nella normativa europea e integrata da decreti del MiPAAF.

Latte fresco pastorizzato:
trattato a 72-78 °C per 15-20 secondi. Si conserva fino a 6 giorni in frigorifero (4-6 °C).

Latte fresco pastorizzato di Alta qualità:
sottoposto ad una pastorizzazione meno aggressiva (72 °C per 15-18secondi), si conserva fino a 6 giorni in frigorifero.

Latte microfiltrato pastorizzato:
sottoposto a un processo di microfiltrazione che ne aumenta la durata anche 20 giorni dopo quello del trattamento termico.

Latte sterilizzato UHT (Ultra High Temperature) – a lunga conservazione:
trattato da 135 a 150 °C per 2-4 secondi, confezionato in condizioni asettiche; si conserva a temperatura ambiente per almeno 3 mesi.

Latte delattosato:
adatto al consumo di chi è intollerante grazie all’utilizzo dell’enzima lattasi che rende i suoi zuccheri più assimilabili, (con la denominazione “senza lattosio” si intende una quantità inferiore allo 0,1% per 100 ml).

IL RESPONSABILE STAMPA COLDIRETTI FERRARA

Tel. 0532/979723 cell. 335/5978493
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Comunicato Regione: L’Accordo

Trentino ed Emilia-Romagna attivano sinergie nella ricerca all’insegna dell’innovazione e del trasferimento tecnologico a supporto delle imprese

Il Protocollo d’intesa è stato siglato oggi a Rovereto presso Trentino Sviluppo, dal vicepresidente della Provincia autonoma Alessandro Olivi e dall’assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna Palma Costi

Bologna – Valorizzazione della ricerca industriale, dell’innovazione, della formazione avanzata, e sviluppo di filiere di specializzazione intelligente nell’ambito dell’agroalimentare, dell’edilizia, dell’energia, dei beni culturali, delle tecnologie per la salute, della meccatronica, dell’industria 4.0 e del digitale.
Sono questi gli obiettivi del Protocollo d’intesa siglato oggi presso la sede di Trentino Sviluppo a Rovereto (Tn), dopo una visita a Polo Meccatronica e ai laboratori ProM Facility, dal vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico e Lavoro trentino Alessandro Olivi e dell’assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna Palma Costi. L’accordo impegna i due territori – che hanno da tempo sviluppato una forte inclinazione a fondare le proprie politiche di sviluppo sulla ricerca, l’innovazione tecnologica e il capitale umano – a favorire opportunità di collaborazione e scambio di conoscenza tra laboratori e imprese nonché a rafforzare reciprocamente l’efficacia delle strategie regionali di specializzazione intelligente, a promuovere la crescita di startup innovative.

“Un’iniziativa importante– ha commentato il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi– perché costruisce una cornice di collaborazione politico-istituzionale su temi quali la ricerca, l’innovazione, l’investimento pubblico a sostegno del trasferimento tecnologico, tra due realtà diverse ma che stanno facendo cose significative nella direzione di migliorare il sistema industriale italiano”.
“L’Emilia-Romagna- ha osservato Olivi- per noi è un punto di riferimento, la ‘sala macchine’ dello sviluppo manifatturiero di qualità di questo Paese. In Trentino stiamo realizzando, su scala minore, dei cluster dove far collaborare formazione, imprese e ricerca e ci serve un partner forte, dal punto di vista politico e istituzionale, per essere dentro una rete di cooperazione che già oggi in Polo Meccatronica vede la presenza di eccellenze industriali che nascono in Emilia e che qui hanno trovato un ecosistema favorevole dove sviluppare la parte più avanzata delle loro produzioni”.

“Credo sia evidente- ha osservato Palma Costi, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna– il fatto che nessun ambito territoriale a dimensione regionale, sul piano della ricerca e della innovazione, possa ritenersi autosufficiente. Per questo è strategico costruire, anche tra realtà territoriali diverse come lo sono Trentino ed Emilia-Romagna, nuove opportunità di scambio e di contaminazione di competenze ed esperienze. Perché vogliamo giocare da protagonisti la sfida dell’innovazione e della ricerca, e per farlo è davvero importante creare legami forti con chi condivide un orizzonte e una prospettiva che punti all’aumento della competitività dei nostri sistemi di ricerca e innovazione, di formazione avanzata, per poter competere con maggiori possibilità di successo con le con le regioni più avanzate d’Europa e del mondo. E questo diventa ancor più importante se pensiamo che dopo il 2020 dovremo fare i conti con una maggiore concentrazione di risorse europee indirizzate proprio ai programmi di ricerca”.

I contenuti dell’Accordo
Le attività di coordinamento, monitoraggio e verifica in merito alle azioni previste dall’Accordo sono affidate per la Provincia autonoma di Trento al Dipartimento per lo Sviluppo economico e lavoro, e per la Regione Emilia-Romagna al Servizio ricerca, innovazione, energia ed economia sostenibile.

La collaborazione tra Trentino ed Emilia-Romagna si potrà concretizzare in particolare:

– nella valorizzazione e messa a disposizione delle strutture di ricerca e trasferimento tecnologico in forma reciproca verso le imprese, anche attraverso i bandi da realizzare con i Programmi regionali;

– nella promozione di collaborazioni tra strutture di ricerca delle due regioni nell’ambito di specifici progetti di ricerca, con il coinvolgimento delle imprese;

– nella costruzione di partenariati e candidature su programmi europei, in particolare i Programmi Quadro, e programmi nazionali; in iniziative per favorire lo sviluppo di reti di imprese a livello interregionale, incluse le start up;

– nell’individuazione e proposta di programmi di cooperazione interregionale a livello europeo nell’ambito della Cooperazione Territoriale Europea (Fesr) con il coinvolgimento di altre regioni, su temi afferenti la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico, lo sviluppo di clusters innovativi, il supporto alle startup tecnologiche;

– nella condivisione di strumenti e metodologie per la governance e il monitoraggio del sistema della ricerca e dell’innovazione;

– nello scambio di esperienze a livello di strumenti di policy nonché nell’iniziative di interscambio di giovani ricercatori, di personale addetto alla gestione, programmazione e governance di interventi per la ricerca e l’innovazione tecnologica.

Le strategie dei due territori
Il Trentino considera queste tematiche prioritarie per lo sviluppo territoriale, promuovendo da molti anni una precisa “Strategia per la Ricerca e l’Innovazione”, attraverso un sistema articolato di normative, strumenti e centri di ricerca e formazione (tra cui l’Università degli Studi di Trento, la Fondazione Bruno Kessler, e la Fondazione Edmund Mach). Fra le specializzazioni presenti in Trentino quelle relative alle varie branche dell’intelligenza artificiale, alle biotecnologie, alla ricerca genomica. La Provincia si è dotata inoltre ad una agenzia territoriale, Trentino Sviluppo, la cui missione è favorire lo sviluppo sostenibile del sistema imprenditoriale trentino. Trentino Sviluppo, Università degli Studi di Trento, Fbk e Fem, hanno costituito a loro volta a Hub Innovazione Trentino-Hit, società che ha l’obiettivo di promuove e valorizzare il sistema della ricerca trentino, al fine di favorire lo sviluppo dell’economia locale.

L’Emilia-Romagna, a sua volta, possiede significative competenze scientifiche e tecnologiche, in particolare nell’ambito delle micro e nanotecnologie e nei materiali avanzati, nel calcolo e nel supercalcolo de Big Data, nella microelettronica e sensoristica, nella biologia molecolare e nella medicina rigenerativa.
In Emilia-Romagna è stata istituita, inoltre, la società consortile per azioni Aster – con la partecipazione della Regione, delle Università presenti sul territorio, del Cnr e dell’Enea, di Unioncamere Emilia-Romagna – per svolgere attività di coordinamento e valorizzazione dei laboratori della Rete Regionale Alta Tecnologia e delle loro risorse. Sviluppata, inoltre, a partire dalle Università e dagli enti di ricerca presenti sul territorio, una rete di strutture di ricerca industriale e trasferimento tecnologico mirata agli ambiti di maggiore interesse.
A ciò si aggiunge che la Regione Emilia-Romagna e la Provincia autonoma di Trento, a supporto delle proprie strutture dedicate alla ricerca e l’innovazione, contribuiscono allo sviluppo di rilevanti network nazionali ed internazionali, tra cui i Cluster Tecnologici Nazionali, le Knowledge Innovation Communities (Digital, Raw Material e Climate), la Vanguard Initiative.

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Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Ferrara mette a punto le misure di security per il “Comacchio Beach Festival 2018”.

Presieduta dal Prefetto di Ferrara, dr. Michele Campanaro, si è tenuta la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha affrontato i temi delle misure di sicurezza da attuarsi in occasione del “Comacchio Beach Festival 2018”.
Presenti alla riunione, il Sindaco della Città di Comacchio (FE), accompagnato dal Comandante della Polizia Municipale, il Questore, i Comandanti Provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco.
Nel corso della riunione di Comitato, sono state definite le misure di security per l’edizione 2018 del “Comacchio Beach Festival”, appuntamento tradizionale di inizio della stagione estiva sul litorale estense e che quest’anno è in programma nelle giornate dell’8 e 9 giugno prossimi, richiamando nella località marina la presenza di migliaia di cittadini provenienti da più parti del Paese.
In aggiunta alle misure di safety, già individuate dalla Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, in occasione dei concerti programmati sulla spiaggia di Porto Garibaldi di Comacchio, nelle due serate dell’8 e 9 giugno, sono state disposte, d’intesa con l’Amministrazione Locale, le ulteriori misure fissate in materia dalle recenti direttive ministeriali (dal potenziamento dei controlli ai varchi nell’area della manifestazione, al divieto di consumo di alcol e di introduzione di bottiglie di vetro).
Infine, sul lungomare comacchiese, particolarmente affollato di turisti, sono state messe a punto specifiche, puntuali misure ai fini antiterrorismo, con l’impiego di barriere jersey e la presenza di Unità Operative Speciali.

PREFETTURA DI FERRARA L’addetto stampa

Ferrara, 1° giugno 2018

Festa della Repubblica al Parco della Resistenza

Per la prima volta il Parco della Resistenza in Corso Garibaldi ha ospitato il tradizionale appuntamento con la Festa della Repubblica. Questa mattina gli alunni dell’Istituto di istruzione secondaria di primo grado “A. Zappata” di Comacchio, ai quali si è unita anche l classe I A dell’indirizzo Servizi enogastronomia ed ospitalità alberghiera dell’Istituto di istruzione secondaria “Remo Brindisi”, sono stati i veri protagonisti della festa, organizzata dall’ANPI di Comacchio.

Dopo aver ricordato la storia del Parco della Resistenza, il presidente dell’ANPI di Comacchio, Vincenzino Folegatti ha sottolineato come “questo luogo riveste un significato profondo per la comunità. Durante la guerra di liberazione è stato la sede del comando nazi-fascista, dove venivano venivano condotti, per torture ed interrogatori, i partigiani intercettati con i rastrellamenti. E’ stato un luogo di sofferenza dei comacchiesi – ha aggiunto Folegatti -, che hanno creduto e combattuto per gli ideali di libertà e democrazia, che sono alla base della nostra Costituzione.”

Anche il Sindaco Marco Fabbri, dopo i saluti alle Autorità, alle associazioni presenti, agli alunni e ai loro insegnanti, rievocando i 70 anni della Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, ha rimarcato il valore del rispetto, definendolo “la più grande conquista dell’uomo.” Ponendo l’accento proprio sulla carta costituzionale, “nostro documento fondamentale ed assoluto”, il Primo Cittadino ha esortato gli alunni a “conservare con cura, leggere e studiare la copia che oggi vi dona l’Anpi, ponendovi anche degli interrogativi.” Gli alunni si sono poi alternati nella lettura di alcuni articoli della Costituzione, accompagnandoli con commenti di approfondimento.
Gli studenti hanno infine mostrato una spiccata conoscenza dei principi egalitari e libertari racchiusi nella Costituzione, rispondendo a domande specifiche sugli articoli 3, 9, 11, 21, mostrando una capacità di analisi sulle libertà fondamentali e sui diritti, frutto della conquiste della Resistenza.
I volontari dell’Avis, nello stand allestito per l’occasione, hanno preparato e servito una merenda a tutti i partecipanti.

Comune di Comacchio
Ufficio Comunicazione Istituzionale e Trasparenza

Comunicato Regione: Agricoltura

Pronto il primo piano regionale di controllo di cornacchie, gazze e ghiandaie contro i danni a frutteti e colture e alla fauna

A una settimana dal via libera al Piano storni, operativo anche quello di controllo dei corvidi approvato dalla Giunta regionale e valido fino al 2022. Sarà ora possibile mettere in campo azioni in difesa dei frutteti e di altre colture sensibili e di protezione della fauna selvatica. Stabiliti i tempi di attuazione e il numero di capi massimo per il prelievo

Bologna – Via libera al primo Piano regionale di controllo di cornacchie, gazze e ghiandaie. Dopo aver ricevuto il parere vincolante e positivo di Ispra, l’Istituto per la prevenzione e la ricerca ambientale, diventa ora pienamente operativo il Piano approvato dalla Giunta regionale che consente per prima cosa di intervenire in difesa di frutteti e altre coltivazioni per limitare i danni.

In seconda battuta, il piano di controllo dei corvidi, punta a limitare la predazione sulle nidiate di alcune specie di fauna selvatica oltre a rientrare nell’attività di sorveglianza per la West Nile e per il virus Usutu realizzata con il monitoraggio sanitario dei corvidi da maggio a settembre.

Gli agricoltori possono richiedere alle polizie di attivare il piano di controllo che può essere effettuato anche dagli stessi agricoltori, se in possesso della licenza di caccia, e da operatori selezionati e abilitati da corsi di gestione faunistica.

“Con l’arrivo del parere vincolante di Ispra possiamo mettere in campo anche il primo piano regionale di controllo dei corvidi- ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli- che si aggiunge a quello per gli storni che ha preso il via nei giorni scorsi, e a quello del piccione e della nutria. È un ulteriore strumento che gli agricoltori possono chiedere di attivare quando le misure di prevenzione non bastano più- conclude l’assessore- necessario per limitare il più possibile i danni all’agricoltura”.

Cosa prevede il piano
Il piano, che durerà fino al 2022 è valido per l’intero territorio con esclusione dei Parchi nazionali e delle Aree protette regionali. Per i siti Natura 2000, nella sua applicazione, vengono adottate misure particolari a tutela delle specie protette.

In tutta l’Emilia-Romagna, ogni anno, il piano di controllo non dovrà superare l’abbattimento complessivo di 22.500 cornacchie, 46.500 gazze e 16.500 ghiandaie, distribuite secondo le diverse necessità dei territori provinciali. L’indicazione del numero di capi che possono essere prelevati tiene conto di quanto già autorizzato dai piani provinciali, in considerazione dei risultati positivi ottenuti rispetto ai danni all’agricoltura.
Di norma gli interventi per limitare i danni saranno effettuati tra il 1^ marzo e 31 ottobre periodo che, nel caso delle piante da frutto, coincide con le prime fasi di sviluppo fino alla raccolta mentre per le colture erbacee e ortive alla fase di semina e di maturazione.
Per le finalità anti predatorie, negli istituti pubblici e privati di produzione e protezione, negli Ambiti territoriali di caccia e nelle Aziende faunistico venatorie il periodo è compreso fra il 1^ marzo e il 31 agosto.

Una volta attivati, i piani ricadono sotto la diretta responsabilità delle Province o della Città metropolitana di Bologna che autorizzano e coordinano l’attività e gestiscono le richieste di intervento. Entro il 31 marzo di ogni anno sarà inviato alla Regione il resoconto mensile dell’attività di controllo con il numero di operatori impiegati, le uscite, i capi rimossi, le località interessate. La rilevazione sistematica dei danni permetterà di monitorare l’efficacia del piano./Eli.Co.

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Giochi a Ferrara, Astro: “No all’autocertificazione: è contro la legge e impedisce i ricorsi”

ROMA – «A Ferrara i nostri associati non seguiranno alcuna procedura di autocertificazione per dichiarare la propria posizione rispetto al distanziometro. L’amministrazione comunale non può rimbalzare sulle aziende ciò che a termini di legge le compete». È il commento dell’avvocato Michele Franzoso, legale di Astro, al termine dell’incontro di questa mattina nella sala Arazzi del Comune di Ferrara, a cui hanno partecipato anche il consigliere di Astro Maurizio Pedrazzi, il responsabile per il territorio Astro Lorenzo Verona e altre associazioni e rappresentanze di settore.

Il punto in discussione è la corretta applicazione della normativa regionale, in base alla quale i punti di gioco a meno di 500 metri dai luoghi sensibili devono chiudere o trasferirsi. Al riguardo l’iter operativo, dettato dalla Giunta Regionale, prevede che siano i comuni a comunicare ai punti vendita se la loro attività sia o meno in regola con le distanze minime. La procedura stabilita dal Comune di Ferrara rovescia invece l’onere di certificazione sui punti vendita, che quindi dovrebbero affrontare i costi per la misurazione e assumersi la responsabilità sull’esattezza della loro distanza dai punti sensibili. Tutto questo è contro la legge, secondo Astro, senza contare che, ricorda l’avvocato Franzoso, «senza l’atto comunale che ne certifichi la posizione, un operatore non potrà impugnare la delibera della Giunta. In pratica, l’autocertificazione sarebbe una rinuncia implicita a ricorrere contro la normativa».

Nel corso dell’incontro di questa mattina, la linea di Astro è stata condivisa da tutte le associazioni e rappresentanze di settore intervenute: le aziende non accetteranno la certificazione. Sta adesso all’amministrazione comunale decidere un eventuale passo indietro, conformando le procedure di certificazione a quelle stabilite dalla Giunta Regionale. Da parte dell’amministrazione comunale è stato mostrato grande interesse per il progetto dell’associazione sulle nuove awp tutor, macchine dotate di un congegno in grado di adattare gli apparecchi alle indicazioni dell’osservatorio anti Gap (gioco d’azzardo patologico).

Agipro s.r.l.

Presidente della Provincia firma decreti da 1,5 milioni per sistemazione strade e guard rail

Quasi 1,5 milioni (1.448.700 per l’esattezza) sono le risorse che la Provincia investe sulla rete stradale, fra nuovi asfalti e guard rail.
Lo ha deciso il presidente dell’amministrazione che ha sede in Castello Estense, con la firma di quattro decreti che danno il via alle rispettive procedure di gara.
Lavori che, salvo imprevisti, dovrebbero terminare complessivamente entro l’autunno 2018.
In dettaglio, 210mila euro saranno spesi per l’istallazione di tre chilometri di nuovi guard rail lungo la Sp 68, nel tratto compreso tra Portomaggiore e Ostellato. Un intervento di protezione, rispetto ai filari di platani ai bordi strada.
Circa 1,3 milioni, invece serviranno per rifare una ventina di chilometri di nuovi manti stradali, dei quali 728mila nel quadrante viario dell’Alto Ferrarese e i restanti 550mila in quello del Basso Ferrarese.
Le strade interessate dai cantieri nell’Alto Ferrarese saranno la Sp 67 di Correggio in località Bondeno, la 65 Ferrara-Consandolo ad Argenta, la 29 a Portomaggiore-Raffanello in localita del comune portuense, la 48 Portomaggiore-Argenta in località Argenta, nel cui comune si svolgerà il cantiere anche lungo la Sp 7 Zenzalino, Sp 22 Bivio Passo Segni-Correggio in comune di Ferrara, la 67 di Correggio in comune di Terre del Reno e a Cento lungo la Sp 66 San Matteo della Decima.
In territorio Basso Ferrarese, invece, queste le Sp con i prossimi lavori in corso: Sp 28 Tresigallo-Jolanda in vari tratti a Jolanda, Sp 32 Luigia a Ostellato e Fiscaglia, Sp 54 Codigoro-Volano a Codigoro, Sp 16 Copparo-Codigoro a Copparo, mentre a Comacchio apriranno i due cantieri lungo le Sp 73 Pega Ovest e 81 Terzone.

Ufficio Stampa
Provincia di Ferrara

Un week-end di eventi con Primavera Slow

FERRARA. Continua Primavera Slow nel Parco del Delta del Po, con tantissime iniziative per vivere la natura in queste prime giornate di sole e caldo, con tutta la famiglia.
Una proposta davvero ampia con tantissimi itinerari diversi per gli amanti della natura.
Ci sarà l’imbarazzo della scelta: escursioni a piedi, in bicicletta e in barca, passeggiate a cavallo, laboratori didattici, visite guidate, eventi sportivi, enogastronomia e molto altro ancora. Un calendario ricchissimo di eventi che avranno luogo nell’intero territorio del Delta del Po riserva di biosfera MAB UNESCO.
Un programma ricchissimo con escursioni ed iniziative per tutta la famiglia, eccone alcune tra le più interessanti.
Per il programma completo www.primaveraslow.it

ARGENTA

In golf car nelle Valli di Argenta – 2 giugno
A bordo di golf car elettriche nelle Valli di Argenta, un itinerario slow per ammirare la bellezza di questo territorio.

La Valle su due ruote – 2 giugno
Escursione guidata in bicicletta di circa 12 km ad anello percorrendo i sentieri del Bosco del Traversante e gli argini della Cassa di espansione Campotto.

Navigando per le Valli di Argenta – 2 giugno
Escursione di un’ora a bordo del Pesce di Legno, imbarcazione elettrica, all’interno della cassa di espansione Campotto, tra canneti e ninfee bianche per ammirare l’incanto delle Valli di Argenta e rientro al museo.

Camminata fotografica – Anse Vallive di Porto – Bacino di Bando – 2 giugno
Accompagnati da una guida esperta i fotografi amatoriali potranno scoprire l’Oasi e i suoi scorci. Tutte le foto saranno pubblicate sulla pagina facebook delle Anse Vallive.

Gratis ai musei di Argenta – 3 giugno
La prima domenica di ogni mese entri gratis al Museo delle Valli e al Museo della Bonifica secondo gli orari di apertura

CODIGORO

Visita al campanile di Pomposa – 2 giugno
Visita guidata ai piani interni della torre campanaria (in caso di maltempo l’accesso alla cella campanaria sarà interdetto per ragioni di sicurezza)

I colori del Delta – 2 giugno
L’estate nel Delta può riservare a volte emozionanti incontri con uccelli che sembrano usciti dalla tavolozza di un pittore o direttamente dalle savane africane. Azzurro e arancione caratterizzano il Martin pescatore, veloce proiettile che frequenta le zone umide nutrendosi di pesce. Giallo e verde sono invece i colori del rumoroso gruccione, che nidifica in colonie […]

Visita guidata all’Abbazia di Pomposa – 2 giugno
Visita guidata al complesso museale e alla chiesa di Santa Maria

Un viaggio nel silenzio della foce – 2 e 3 giugno
Escursione a bordo di una piccola imbarcazione dotata di silenziosi motori, nel rispetto del delicato ecosistema degli impenetrabili canneti della Foce del Po di Volano

Alla scoperta del delta del Po (Volano-Bosco della Mesola-Goro-Gorino-Volano) – 3 giugno
Escursione in bicicletta nel delta del Po

COMACCHIO

Alla scoperta del delta del Po (Comacchio-Valli-Porto Garibaldi-Comacchio) – 2 giugno
Escursione in bicicletta nel delta del Po
Bike & Boat nelle Valli e Salina di Comacchio – 2 giugno
Bellissimo itinerario che alterna la barca alla bicicletta, attraversando la laguna e visitando la salina di Comacchio. Partenza dalla Manifattura dei Marinati e arrivo in barca a Stazione Foce , dove si proseguirà in bicicletta lungo gli argini. L’escursione termina a Stazione Foce ed è comprensiva del biglietto di ingresso alla Manifattura dei Marinati.
Con il trenino in Salina – 2 giugno
Escursioni con il trenino, con l’accompagnamento delle guide, pensate per le famiglie, durante le quali sarà possibile fare piccoli esperimenti per misurare la salinità dell’acqua, osservare i microrganismi al microscopio, oltre a fare birdwatching lungo i percorsi attrezzati, visitare la Torre Rossa, la salinetta didattica e la sala espositiva
In bicicletta alla vecchia Salina di Comacchio – 2 giugno
Lungo un percorso di circa 7 km, accompagnati da una guida ambientale visiteremo la vecchia salina di Comacchio, che conserva un impianto realizzato in epoca napoleonica e testimonia il ruolo rivestito fin dall’antichità da Comacchio nella produzione del sale
In barca dal centro storico alle Valli – 2 giugno
Partendo dal centro storico di Comacchio è possibile effettuare una piacevole escursione a bordo di una piccola imbarcazione percorrendo le Valli a ridosso del centro cittadino.
In bicicletta alla vecchia Salina di Comacchio – 2 giugno
Lungo un percorso di circa 7 km, accompagnati da una guida ambientale visiteremo la vecchia salina di Comacchio, che conserva un impianto realizzato in epoca napoleonica e testimonia il ruolo rivestito fin dall’antichità da Comacchio nella produzione del sale.
A cavallo nel cuore del Parco del Delta del Po – 2 giugno
I cavalli di razza Delta, presenti presso l’Allevamento Spiaggia Romea e di derivazione Camargue, risultano essere, grazie al temperamento mansueto, ideali per tranquille passeggiate immersi nella natura del delta del Po. Accompagnati da una guida specializzata, potrete passeggiare a cavallo in un ambiente di straordinario fascino

Festa della Madonna del Mare – 3 giugno
Festa paesana che prevede una processione in mare con i motopescherecci, animazione e luna park
FERRARA
Viaggetto sul Po, con aperitivo – 2 giugno
Escursione dal centro di Ferrara al Po Grande, navigando sulle vie d’acqua che ricongiungono la città al fiume che la generò. Uno spaccato insolito, un corridoio naturalistico, dove aironi, gruccioni e tartarughe vivono indisturbati, insieme a solitari pescatori.
Alla scoperta del Po di Primaro – 2 giugno
Escursione fluviale a bordo del battello Lupo (12 posti), alla scoperta del lungo fiume cittadino e della natura incontaminata e rigogliosa del Po di Primaro, antico ramo principale del fiume Po, che vide l’origine della città di Ferrara, fra orti, frutteti e piccoli borghi di case.
GORO
Pelagic trip – 3 giugno
Dopo il successo dei due Pelagic Trips organizzati durante l’autunno 2017 in occasione del primo Festival della Natura nel Delta del Po, e che hanno visto una grandissima partecipazione di birdwatchers e fotografi, per il 2018 il calendario si arricchisce di nuove date per la gioia degli appassionati. Si potranno osservare e fotografare uccelli marini […]

MESOLA
Sulle tracce del Cervo della Mesola – 2 giugno
Itinerario guidato in pulmino elettrico alla scoperta di unici ed esclusivi percorsi all’interno della Riserva naturale Bosco della Mesola, in un’area solitamente preclusa al pubblico. Qui sarà possibile vedere da vicino i cervi che vivono liberi nella riserva.
OSTELLATO
Animiamo il cielo con gli uccelli etruschi
Laboratorio didattico rivolto ai bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni: la magia del volo nell’arte etrusca riportata su cartoncino e mossa dal vento
PORTOMAGGIORE
Visita guidata alla Delizia – 2 giugno
Visita guidata della Delizia, del suo giardino, il Brolo, e della necropoli romana dei Fadieni conservata al suo interno

Da: MADE Eventi

ncontro di Agire Sociale sul bando di coprogettazione di rete per le associazioni

Ferrara – Lunedì 4 giugno, alle 17 presso Agire Sociale in via Ravenna 52 a Ferrara, le associazioni di volontariato e di promozione sociale iscritte ai relativi registri regionali e attive a Ferrara e nelle sue frazioni sono invitate a partecipare all’incontro sul nuovo bando regionale di co-progettazione in rete.

L’iniziativa è organizzata da Agire Sociale per illustrare il bando e le sue regole, nonché le priorità progettuali evidenziate dai relativi Uffici di Piano, seguiranno momenti specifici per fare emergere e raccogliere bisogni delle associazioni territoriali e aiutarle a condividere e dare forma ai nuovi progetti partecipati, che potranno essere fino a 4 progetti nel Distretto Centro Nord.

Ci sarà tempo fino al prossimo 14 luglio per partecipare al bando DGR 699/2018,  attivato dalla Regione Emilia Romagna in base all’Accordo di Programma sottoscritto con il Ministero del Lavoro  e delle Politiche Sociali ai sensi del Codice del Terzo Settore, per sostenere progetti sociali di rilevanza locale promossi in rete dalle associazioni territoriali, con la facilitazione del CSV. Info: tel. 0532.205688 – segreteria@agiresociale.it

Comunicato Regione: Il presidente Mattarella nomina i nuovi Cavalieri del Lavoro

Tre gli imprenditori emiliano-romagnoli. Le congratulazioni di Bonaccini: “Motivo di orgoglio per l’intera comunità regionale”

Marco Palmieri, Fabio Storchi e Alberto Vacchi. Il presidente della Regione: “Le loro capacità imprenditoriali e gestionali rappresentano al meglio i valori della nostra terra: Da parte nostra, prosegue l’impegno affinché l’Emilia-Romagna sia sempre più attrattiva e regione di opportunità per esperienze imprenditoriali capaci di assicurare lavoro e nuova, buona occupazione”

Bologna – “E’ davvero motivo di orgoglio per l’intera comunità regionale la decisione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di conferire la prestigiosa onorificenza di Cavaliere del Lavoro a tre imprenditori emiliano-romagnoli: Marco Palmieri, Fabio Storchi e Alberto Vacchi”.
Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che esprime “le più sincere congratulazioni“ ai tre neo Cavalieri del Lavoro, “le cui capacità imprenditoriali e di gestione rappresentano al meglio la capacità di fare impresa, la ricerca continua della qualità e dell’innovazione e la laboriosità, tutti elementi che sono caratteristici della nostra terra”.
“Da parte nostra, continueremo a non far mancare il nostro impegno affinché l’Emilia-Romagna sia sempre più attrattiva e regione di opportunità per esperienze imprenditoriali capaci di assicurare lavoro e nuova, buona occupazione, condizione necessaria per rafforzare il nostro tessuto sociale”.

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Giornata Mondiale latte: Parmigiano e Grana i più esportati nell’anno del record

Due formaggi prodotti in Emilia Romagna, Parmigiano Reggiano e Grana Padano, sono i formaggi italiani più esportati e da soli rappresentano il 22% dell’export di formaggi italiani che nei primi due mesi del 2018 ha fatto registrare un record storico in termini di quantità rispetto al 2017 quando all’estero sono stati consumati 412 mila tonnellate di formaggi italiani. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti su dati Istat relativi ai primi due mesi dell’anno, diffusa in occasione della Giornata mondiale del Latte, indetta dalla Fao l’1 giugno per ricordare l’importanza dell’alimento e dei suoi derivati per la corretta dieta alimentare.
La dimostrazione più eclatante del successo dei formaggi made i Italy è il fatto che i francesi sono diventati i principali consumatori dei nostri prodotti, tanto che quasi il 20% delle esportazioni complessive finisce proprio sulle tavole d’oltralpe. Il primo mercato estero del Parmigiano Reggiano – rileva Coldiretti Emilia Romagna – è proprio la Francia con 9.800 tonnellate, seguita da Germania (9.460 tonnellate), Stati Uniti (9.075 tonnellate), Regno Unito (6.163 tonnellate) e Canada (2.380 tonnellate).
I due formaggi made in Italy più esportati – rileva Coldiretti Emilia Romagna – sono purtroppo anche quelli più taroccati nel mondo dove le imitazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano hanno superato addirittura i prodotti originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan, canadese e australiano e statunitense. Una realtà paradossalmente favorita dai recenti accordi di libero scambio siglati dall’Unione Europea che di fatto – denuncia Coldiretti – stanno legittimando le brutte copie delle specialità nazionali.
Il successo dei formaggio italiano all’estero è la punta dell’iceberg del segnale di ripresa registrato nel settore lattiero caseario nazionale dopo l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte entrato in vigore in Italia il 19 aprile 2017 che ha rivitalizzato il mercato e – conclude la Coldiretti – salvato molte stalle dalla chiusura.

Incontro Cna Ferrara su Credito e incentivi

Incontro Cna – UniCredit martedì 5 giugno in via Caldirolo
Credito e opportunità di finanziamento per le imprese

Ferrara – Il merito creditizio nell’esame dei finanziamenti è un punto centrale nel rapporto tra banca impresa, ma è ugualmente importante essere al corrente di quali siano le opportunità disponibili per le aziende che vogliano investire, sotto il profilo sia dei finanziamenti e degli incentivi che delle possibili garanzie. Di tutto questo si parlerà martedì 5 giugno, alle ore 18, presso la sede provinciale della Cna (via Caldirolo, 84 – Ferrara), all’incontro, promosso da Cna Ferrara in collaborazione con UniCredit Spa, dedicato al tema “Contributi a fondo perduto su investimenti produttivi, da realizzare attraverso finanziamenti bancari con garanzia Unifidi E-R”. Interverranno: Patrizia Barbieri, responsabile di Cna Servizi Finanziari, che tratterà argomenti quali il Bando Por Fesr 2014-2020 della Regione Emilia Romagna azione 3.1.1, le agevolazioni previste dalla Legge Sabatini e la consulenza aziendale fornita da Cna finalizzata alla bancabilità dell’impresa, in relazione alle valutazioni della centrale rischi nell’accesso al credito delle imprese. Seguirà Francesco Rutili, Area Manager Retail Ferrara – UniCredit Spa, che parlerà di merito creditizio nell’esame dei finanziamenti all’impresa e Microcredito; infine, le conclusioni di Giampaolo Lambertini, responsabile provinciale Area Economica Cna.

CNA Ferrara

Conto alla rovescia per il Comacchio Beach Festival

8/9 giugno Edoardo Bennato, Alex Britti, Paolo Ruffini e tanti altri

Parlano il direttore artistico Stefano Salvati e la produttrice Raffaella Tommasi
Il Comacchio Beach Festival a Striscia la notizia
Porto Garibaldi (Fe). Meno otto. Mancano solo otto giorni alla prima serata del Comacchio Beach Festival, e sta crescendo l’attesa per quella che si preannuncia come un’edizione di grandissimo livello artistico. Un Festival “maturo” giunto alla quinta edizione, che nasce dalla collaborazione tra il Comune di Comacchio, promotore e sostenitore dell’iniziativa e l’associazione Comacchio è turismo, principale sponsor dell’evento.
Ne parliamo con Stefano Salvati, direttore artistico e con Raffaella Tommasi, produttrice dell’evento, responsabili di Daimon la società organizzatrice dell’evento nella sua totalità
Salvati che Festival sarà: lo scorso anno è stato un evento grandissimo, con la presenza di Venditti, poi diventato ambasciatore del Parco del Delta. Quest’anno sono convinto che sarà ancora più grande, perché assisteremo ad un concerto irripetibile, unico, con la presenza in contemporanea sul palco di Edoardo Bennato e di Alex Britti. Dopo oltre dieci anni per la prima volta e l’unica in Italia, tornano a cantare insieme in nome della sostenibilità, per il Parco del Delta. Sarà uno spettacolo unico nel quale due grandi amici, quasi due fratelli, canteranno le loro canzoni più belle, nel quale uno canterà le canzoni dell’altro e viceversa.
Questo è proprio l’anno di Bennato. Anche la fiction Il capitano Maria, appena andata in onda su Rai Uno con grande successo, ha scelto per tema l’Isola che non c’è e le sue canzoni come colonna sonora: eravamo certi che l’idea di Bennato fosse vincente. E’ un artista senza tempo, riguardo al suo musical Burattino senza fili c’è un progetto internazionale. E’ stato invitato ovunque: sul Tg1, a Che tempo che fa con Fazio e dappertutto ha parlato del Comacchio beach festival. Siamo entrati nelle case di milioni di italiani.
E adesso Striscia la notizia. Mercoledì 6 giugno Bennato sarà in diretta in studio nel Tg satirico di Canale 5, a parlare del Comacchio beach festival. Un modo per promuovere l’evento a sei milioni di telespettatori.
Parliamo anche della seconda serata. Non era facile superare il 2017. Abbiamo lavorato ad una serata giovane ma con dei big. A cominciare da Biondo che, grazie alla sua partecipazione ad Amici, è l’idolo delle teenagers italiane. Domani esce il suo disco e l’esibizione a Comacchio è la prima nazionale live. E poi c’è Elodie, anche appena uscita con un disco che è già in testa alle classifiche radiofoniche. Abbiamo anche riconfermato Paolo Ruffini. Secondo me è uno dei più grandi intrattenitori che abbiamo in Italia. Un artista completo, che sarà accompagnato dalle Voci Sole che sono 5 grandi interpreti, protagoniste dei musical di più grande successo in Italia. Non ho dubbi, saranno due giorni di grande musica e spettacolo. A completare il cast ci saranno altri Big della musica italiana come Alessio Bernabei, Lele, Chiara Grispo e il veterano del rock, Omar Pedrini
E adesso parola a Raffaella Tommasi, produttore dell’evento. Che ha un sottotitolo molto importante: la musica per la sostenibilità. Siamo convinti – dice Raffaella – che la musica possa essere un collante che unisce arte, spettacolo, ambiente, attenzione per la natura. C’è un territorio, quello del Parco, che sta diventando sempre più importante, dove trovano spazio eventi legati alla natura di valenza internazionale, come ad esempio la Fiera del Birdwatching. Il Parco può diventare un polo di attrazione di eventi e culture diverse, partendo proprio dalla musica. Ben vengano eventi musicali che, pur rispettosi del territorio che li ospita, li valorizzano. Penso ad esempio ai concerti che si fanno nelle Dolomiti o anche a quelli nelle saline. La musica può fare da traino per veicolare i valori legati al rispetto della natura e dell’ambiente assecondando un lavoro che il Parco del Delta ha cominciato addirittura nel 1991”.

Da: MADE Eventi

G.O.L.: Trasmissione Interpellanza Consigliere Francesco Rendine “Colonnine SOS”

OGGETTO: interpellanza “Colonnine SOS”.

Il sottoscritto Consigliere Comunale Francesco Rendine INTERPELLA il Sig. Sindaco e per esso l’Assessore delegato:

PREMESSO
come sia irrilevante che alcuni anni addietro un genialoide dirigente dell’amministrazione comunale si sia inventato che si potevano installare delle colonnine di salvataggio in zone ad alto rischio delinquenziale.

PREOCCUPANTE

che uno sprovveduto politico, di marca PD, abbia dato seguito alla genialata facendo installare, a spese della comunità, sia in Viale Costituzione nei giardini grattacielo sia in Viale Krasnodar vicino all’intersezione con via Mambro, le colonnine di soccorso, per le quali si sono spesi inutilmente soldi sia per l’acquisto e l’installazione sia per i collegamenti telefonici.
Dette colonnine sono sgarrupate, quasi siano state rosicchiate alla base. In tal modo sembra siano state acquistate più per nutrire topi di fogna che per svolgere un servizio.

CIO’ PREMESSO
 Il sottoscritto INTERPELLA il Sig. Sindaco e per esso l’Assessore delegato per sapere:
– quanto é stato speso per le linee telefoniche dall’installazione di queste oziose colonnine a tutt’oggi;
– Se ritiene opportuno intervenire urgentemente per smantellare questi monumenti all’inefficienza piddina.

Si richiede risposta scritta.
Con Osservanza.

Il Consigliere Comunale
Ing. Francesco Rendine

Arriva la 12° Festa del Volontariato di Cento

Domenica 3 giugno torna la Festa del Volontariato in centro storico a Cento – in caso di maltempo la Festa si svolgerà all’interno del Palazzetto dello Sport

Arriva la dodicesima edizione della Festa del Volontariato di Cento, promossa e organizzata da Comune di Cento e Pro Loco di Cento in collaborazione con Cento Insieme e le Associazioni del territorio, nella bella cornice del centro storico della città del Guercino, mentre in caso di maltempo la festa si svolgerà al Palazzetto dello Sport.

La Festa del Volontariato di Cento è un appuntamento ormai tradizionale per decine di associazioni e gruppi centesi che, ogni anno, incontrano la cittadinanza promuovendo iniziative solidali e raccolta fondi in un clima di divertimento.

Domenica 3 giugno si parte alle 14.30, all’incrocio tra via Matteotti e Piazza Guercino, con la cerimonia di apertura delle “Olimpiadi dell’Amicizia” e la sfilata degli atleti e delle squadre che parteciperanno alle Olimpiadi. Alle 14.45 l’accensione del braciere in Piazza Guercino darà il via alle Olimpiadi con i giochi: staffetta, centro l’olimpico, tiro a canestro, tiro in porta.

A seguire alle 15 in Piazza Guercino, spazio al Mercatino della Coperta a cura degli alunni e loro insegnanti degli Istituti Comprensivi 1-2 e 4 di Cento, del Comitato Genitori dell’istituto Comprensivo 1. Nel pomeriggio sono in programma: alle 16.30 in Piazza Guercino, “Events World” con i suoi trucca bimbi, palloncini, tatuaggi (finti); alle 17.15 il Flashmob: #insiemesipuò! a cura dell’Associazione Carnevalesca “I Ragazzi del Guercino”, in collaborazione con il Comitato Genitori dell’istituto comprensivo 1.

Alle 17.30 tutti insieme per l’inaugurazione della 12° Festa del Volontariato di Cento con il lancio dei palloncini e saluto delle autorità.
La festa proseguirà, alle 18, con la premiazione delle squadre e degli atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi.

La giornata si concluderà con “Ceniamo Insieme”, la tipica cena aperta a tutti con maccheroni al ragù, arrosto con patatine fritte, dolce, acqua e vino, dalle 19.30 in Piazza Guercino. La serata sarà allietata dall’intrattenimento musicale di Alessandro Ramin e Christian Sandoni fino a tarda sera.

Prossimo appuntamento della manifestazione domenica 2 settembre 2018, sempre in Piazza Guercino.

Un “caso studio” italiano per studenti del Tennessee (Usa): la cooperativa Piccolo Principe a Ferrara.

Un gruppo di studenti dell’Università di Nashville, Tennessee (USA) attraverso l’organizzazione americana non profit e non governativa CIEE (Council on International Educational Exchange) si è recato in visita presso il CNPIA della Cooperativa Piccolo Principe, una coop ferrarese che opera nella sanità, in costante crescita nel territorio per i suoi servizi all’avanguardia: diagnostica e riabilitazione di tutti i disturbi dell’età evolutiva.

Il Piccolo Principe – www.piccoloprincipecoop.it – è una cooperativa del sistema Confcooperative Ferrara nata nel 2014 che si distingue per servizi accurati ed attenti sia verso le legge vigenti, sia verso il fruitori di questo servizio, gestisce il Poliambulatorio “Centro Ferrarese di Neuropsichiatria, Neuropsicologia e di Riabilitazione” che si caratterizza come un centro specialistico di prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione a favore di bambini, adolescenti e delle loro famiglie.

Il presidente Michele D’Ascanio ed vice Presidente Simone Minichiello, assieme alla responsabile per la Formazione e l’aggiornamento del personale, Melissa Filippini, hanno illustrato le modalità di lavoro e di erogazione del servizio all’interno di una realtà privata, com’è la cooperativa sociale Piccolo Principe, che mira alla costruzione del “progetto individuale” punto fondamentale del servizio che mette al primo piano la famiglia e l’unicità del bambino, e allo stesso tempo risponde alle regole generali dettate dalle delibere della giunta regionale dell’Emilia Romagna n. 91 (25/06/2007) e n. 143 (4/12/2017) per la disciplina “Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Alta partecipazione e interesse da parte degli studenti in visita ieri: le numerose domande relative al funzionamento del servizio hanno dimostrato quanto la sanità del Paese Italia possa essere da esempio, e sono stati affrontati pregi e difetti di un servizio privato, le modalità di lavoro nella rete dei servizi: il sistema scuola e famiglia come obiettivo per la realizzazione del progetto individuale, questo il focus di maggiore interesse per gli ospiti americani che sicuramente hanno notato ed apprezzato le differenze tra il sistema sanitario italiano, e il loro americano, in particolare in merito all’organizzazione sulla ricerca e pratica clinica.

Fonte:

Ufficio Comunicazione
Confcooperative Ferrara

“Cortina tra le Righe”

Da Ufficio stampa OMNIA RELATIONS

“Cortina tra le Righe”, quarta edizione 10-14 luglio 2018

Giornalisti, hacker e informazione digitale

Ritorna il ciclo di incontri di formazione giornalistica a Cortina d’Ampezzo. Eventi gratuiti aperti a tutti i giornalisti.

Dal 5 giugno i primi appuntamenti in piattaforma. Tanti altri in corso di accreditamento.

 
Venezia, 1 giugno 2018_Torna dal 10 al 14 luglio “Cortina tra le Righe”, la quarta edizione della settimana dedicata al giornalismo e al dibattito sul mondo dell’informazione organizzata dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto con il Comune di Cortina e la Fondazione Cortina 2021.

Numerosi gli eventi in programma – tutti gratuiti – parte dei quali già accreditati nell’ambito del programma di Formazione Professionale Continua (FPC) e altri in corso di organizzazione, il cui calendario sarà comunicato al più presto. Dal 5 giugno in piattaforma i primi appuntamenti accreditati.


L’edizione 2018 di “Cortina tra le Righe” è dedicata all’informazione digitale, con l’obiettivo di stimolare una riflessione e un dibattito sui principali fenomeni in atto: dalle fake news al linguaggio d’odio sui social; dai problemi connessi alla privacy a quelli della sicurezza in Rete. Nella consapevolezza del sempre più rilevante ruolo del giornalismo nell’opporsi alla dilagante tendenza alla spettacolarizzazione delle notizie e nell’incrementare il livello qualitativo attraverso il ricorso ad inchieste e approfondimenti; un giornalismo preciso, puntuale, autorevole, capace di dare tutte le notizie, anche quelle più “scottanti”, rispettando la dignità delle persone oggetto delle cronache.
 
Prosegue anche la collaborazione con Google Italia. Venerdì 13 luglio in programma il Google Day.
 
Per favorire la permanenza dei colleghi che decideranno di fermarsi per più giornate a Cortina per partecipare ai seminari di formazione, saranno proposti da alcune strutture dei pacchetti di ospitalità, oltre a convenzioni siglate con ristoranti e altri esercizi. Prezzi hotel a partire da 70,00 euro a notte. Per info e prenotazioni contattare l’Associazione Albergatori scrivendo all’indirizzo info@hotels-cortina.com oppure telefonando al numero 0436 860750.
 
Tutti gli eventi formativi della mattina e del pomeriggio si svolgeranno presso la sala convegni dell’Alexander Girardi Hall, in via Marangoni 1.
Gli eventi tardo pomeridiani saranno invece ospitati dalle più rinomate strutture alberghiere di Cortina.
 
EVENTI GRATUITI GIA’ ACCREDITATI

Le iscrizioni si apriranno sulla piattaforma Sigef a partire dal 5 giugno.

Martedì 10 luglio
14.30 / 16.30
Alexander Girardi Hall
Hacker Etici | Raoul Chiesa: “Privacy, democrazia e controlli massivi digitali”

Mercoledì 11 luglio
10.00 / 12.00
Alexander Girardi Hall
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A cura di:
Ordine dei Giornalisti del Veneto, OMNIA Relations
Con il supporto di:
Associazione Albergatori, Google, Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Regole d’Ampezzo

La Ferrara che cade a pezzi

Le cause di una probabile sconfitta non sono mai da ricercare in un solo fattore. Ancor più complicato si fa il lavoro di individuazione e correzione degli errori se il fenomeno che ti sta portando a rischiare le prossime elezioni riguarda un panorama non sovra-comunale ma bensì, addirittura, sovranazionale. Se ne sono accorti persino in Francia visto che, poco dopo le elezioni, un articolo pubblicato su ‘Télérama‘, tradotto da ‘Internazionale’, a firma di Juliette Bérnabent, titolava che la crisi della sinistra passava proprio per Ferrara. Quindi parlare di ciò che non va qui potrebbe essere usato come esempio da esportare in altri contesti: un’analisi olistica, che dal particolare passi al generale con un’attenta riflessione sui protagonisti.

Partiamo dai dati di fatto. Sappiamo che, a distanza di tre mesi quasi dalle elezioni, l’onda d’urto che ha quasi distrutto la sinistra locale ancora non si è fermata. Lo dimostrano ancora le difficoltà nel rimettersi in carreggiata nelle discussioni politiche. Ciò si potrebbe dimostrare molto pericoloso visto che, a un anno dalle amministrative, possiamo dire che la campagna elettorale è già aperta. I contendenti principali, Lega e Pd, partono da punti diversi ma con un unico comune denominatore: il Gad. E’ proprio in questo quartiere che si giocherà la sfida ed è proprio in questo quartiere che si è aperta informalmente la campagna elettorale. In momenti diversi. La Lega sta portando avanti l’opera da molto tempo, un lavoro che le consente di poter definire, a ragion veduta, questo quartiere un suo feudo. Dalla sua ha almeno due importantissimi fattori: un centro-sinistra che ha abbandonato questa zona per troppo tempo e una stampa che ha contribuito ad aumentare l’alone negativo intorno a queste zone. Premettiamo un’altra cosa: qui la delinquenza c’è. Inutile fare discorsi buonisti o perbenisti. La mafia nigeriana esiste, ha preso largo tra queste strade e ha trasferito le proprie attività anche in centro. Sui probabili perché ho già aperto una grande parentesi: la n’drangheta come anche la camorra potrebbero addirittura trarre giovamento dalla presenza di un’associazione di stampo mafioso tanto cara ai media, e che attirando su di sé i riflettori, può lasciare campo libero a chi deve occuparsi di altri malaffari. I cittadini ferraresi del Gad hanno spesso denunciato una mancanza di dialogo con il Comune e questo ha creato una nicchia che Lodi e compagni non si sono fatti sfuggire: ecco come si sono inseriti all’interno della discussione politica cittadina e ne stanno prendendo il comando. Se poi la Lega dialoghi davvero con i cittadini o meno, o conduca le proprie battaglie seguendo o meno le regole non fa differenza: la metodologia adottata sta pagando, dai social alle ‘irruzioni’, ai documenti chiesti più o meno legalmente, fino ad arrivare alle inchieste che coinvolgono farmacie ed Acer, le azioni fatte dai leghisti piacciono a molti ferraresi, i quali lo hanno dimostrato il 4 marzo.

Dall’altra parte i tentativi adottati dal Pd ferrarese per combattere i cosiddetti ‘populisti’ sono assolutamente in linea con i comportamenti della sinistra nazionale e internazionale: accusare gli altri, arrivare a denigrare l’elettorato (basti pensare che nell’ultima direzione del Partito Democratico c’è stato ancora chi ha dato la colpa della débâcle elettorale agli elettori) e, soprattutto, l’essersi accorti troppo tardi di camminare al di fuori della realtà. Non bisogna andare lontano per accorgersene. Una foto sulla sua pagina facebook del 25 maggio ritrae un Dario Franceschini intento ad andarsene dal suo ufficio e a lasciare quello che lui definisce “il ministero economico più importante del Paese”. Lui a Ferrara ha perso sonoramente. Perché? Perché il ministro dei Beni Culturali perde nella sua città che è persino patrimonio dell’Unesco? Su questa domanda forse una risposta può trovarsi proprio sulle mura ferraresi. Ironico come il simbolo di appartenenza alla cultura mondiale possa far perdere te ministro della Cultura, appunto. I perché sono stati ben spiegati, involontariamente, in una conferenza dove l’ingegner Vittorio Bernardoni, ha presentato i risultati di un’indagine condotta dall’associazione Gad Sicura e Insorgenti.

A sinistra Vittorio Bernardoni (Gad Sicura), al centro Alberto Ferretti (Insorgenti), a destra Raffaele Ferretti (Gad Sicura)

In pratica, foto alla mano, si è dimostrato che le mura non solo stano crollando in più punti e che i lavori iniziati in alcuni tratti hanno causato più danni che altro (si veda quello che è stato il lavoro di sterramento al Baluardo dell’amore, che ha portato alla luce strutture nate, appunto, per rimanere coperte). Tale indagine ha portato alla luce anche quello che è il “mercato del mattone“: una rete che vede dei veri e propri professionisti smontare parti delle mura ferraresi per poter rivenderne il materiale. Il gruppo di cittadini coinvolti degli Insorgenti e Gad Sicura, hanno semplicemente fotografato e dimostrato che un patrimonio, per rimanere tale, dovrebbe essere curato. Questa notizia deve aver sollevato una certa preoccupazione: la stessa mattina della loro conferenza, su un famoso giornale della zona, si titolava già su altre associazioni che si stanno muovendo in merito. Fa strano che la puntualità dell’uscita sia coincisa con quella della conferenza delle due associazioni ferraresi (17 maggio) ma ciò denota, senza quasi dubbio, che le mura, oltre che il Gad, saranno oggetto della prossima campagna elettorale. C’è chi denuncia che siano usate come luogo per nascondere la refurtiva e chi invece dice che dopo 30 anni andrebbero “tagliandate”.

Parte delle mura “smontate” per essere rivendute sul mercato nero dell’edilizia

Giusto. Tutto giusto. Ma da dove si dovrebbe partire? Domanda azzeccata visto che, ultimamente, con ogni ‘muro’ Ferrara sta facendo a botte: da quelli ideologici, passando per i crolli all’ippodromo, senza dimenticare lo stadio. Ma per tornare all’argomento cultura: come mai, se davvero questa città sulla cultura ha investito così tanto, Franceschini non è stato ripagato? Il suo è forse il caso più emblematico di una sconfitta sociale dopo quella di Minniti. Forse tutta la sinistra finalmente sta facendo i conti con una realtà diversa da come se l’era immaginata. Una realtà divisa in due e che vede, appunto, il centro-sinistra ferrarese ancora interpretare male quelli che sono i segnali. Nel frattempo, sempre secondo l’ingegner Bernardoni, i rischi di veder mandato in fumo il riconoscimento Unesco ci sono, come anche i precedenti in giro per il mondo. Se davvero qualcosa si deve fare, si deve partire proprio da qui, dalla parte di città che un tempo difendeva e che ora deve essere difesa da chi, troppo chiaramente, la sta trascurando.

I DIALOGHI DELLA VAGINA
Nel mare dei compromessi e delle opportunità, il caso di due lettrici

Sul modello dell’uomo oblò che si butta in mare aperto spezzando equilibri raggiunti, i lettori raccontano i compromessi raggiunti nella coppia.

Essere l’altra…

Cara Riccarda,
il mio compromesso, che dura da tutta la vita, è fare l’altra donna. Lui è sposato e con figli. Io non ho neanche mai convissuto e non ho figli. La mia vita è questa, a volte felice, a volte no.
B.

Cara B.,
sull’altalena della felicità siamo tutti d’accordo, ciascuno ondeggia, mai fermo, sulla propria. Chissà in quanti ti avranno detto che meriti di più e dovresti svincolarti, farti una famiglia e costruire qualcosa. Ti chiedo solo se ti sei posta la domanda di cosa sia il meglio per te, al netto di tutti gli schemi di vita che gli altri ti propongono di assumere, e se quando ti poni questa domanda, riesci a capire se ti stai accontentando abbassando lo sguardo e quindi le aspirazioni o se invece è proprio quello che vuoi. Solo tu lo sai. Puoi anche decidere di non ascolarti, fare finta che, dire tanto è così, ma se c’è una piccola illuminazione in un senso o nell’altro che ti aiuti a scoprire cosa davvero vuoi, seguila.
Riccarda

Meglio la libertà

Cara Riccarda,
per sopravvivere credo si debba lasciare l’oblò sempre aperto e qualche volta affacciarsi insieme. Se poi uno dei due decide di buttarsi, lasciamolo andare e pensiamo a un piano b.
Debora

Cara Debora,
non mi piace tanto il verbo sopravvivere, preferisco la sua forma più piena e soddisfacente: vivere. La sopravvivenza mi dà l’idea di stenti, cioè il contrario di quello che si dovrebbe provare in amore. Se poi uno si butta dall’oblò, non c’è molto da fare. Il piano b è il semplice corso delle cose, non credo che in coppia si stia a preventivare come fare in caso di perdita, si vive e basta. Se poi capita, ci si attrezza e si comprende (col tempo, a volte molto) che è stata una benedizione interrompere certi legami.
Riccarda

Potete mandare le vostre lettere scrivendo a parliamone.rddv@gmail.com

Nel mese di giugno la rubrica ‘I dialoghi della vagina’ va in vacanza. Ritorneremo a dialogare coi lettori venerdì 6 luglio, a presto.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

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