Giorno: 18 Giugno 2018

Comunicato Regione: Lavoro

Al via a Bologna la III Conferenza regionale per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. L’assessore Patrizio Bianchi: “In questo campo l’Emilia-Romagna è punta avanzata nel Paese”

Due giorni di confronto – oggi e domani mattina – con le associazioni e le parti sociali, per lavorare insieme al prossimo piano di azione regionale. In Emilia-Romagna oltre 85.600 persone in età lavorativa con disabilità e 16.500 allievi certificati. Tra 2013 e 2017 più di 17.400 avviamenti al lavoro: una media di 3.500 l’anno, pari ai livelli precrisi

Bologna – Elaborare in maniera condivisa con le associazioni che rappresentano le persone con disabilità e con le parti sociali il prossimo piano di azione regionale per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. È questo l’obiettivo della 3a Conferenza regionale per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, che si svolge oggi e domani a Bologna.
La Conferenza – prevista dall’articolo 18 della legge regionale n. 17/2005 – ha il compito di verificare periodicamente l’attuazione degli interventi di integrazione al lavoro delle persone con disabilità, attraverso il confronto con i destinatari diretti e indiretti per acquisire pareri, condividere strategie e formulare proposte per il futuro.
Anche la terza edizione è stata realizzata attraverso un percorso partecipato, che da gennaio scorso ha coinvolto oltre settanta persone delle associazioni che rappresentano le persone con disabilità. Contributi significativi sono venuti dalle stesse associazioni, dalla Commissione regionale Tripartita (sede concertativa di proposta, verifica e valutazione in merito al sistema formativo e alle politiche del lavoro di competenza regionale), dagli Uffici territoriali dell’Agenzia regionale per il lavoro che si occupano di collocamento mirato e dagli assessorati regionali con competenze in materia di disabilità. Le imprese, attraverso i loro rappresentanti nella Commissione tripartita, hanno contribuito a focalizzare le principali problematiche e le piste di miglioramento.

“Continuità tra scuola e lavoro, integrazione dei servizi per il lavoro, sociali e sanitari e uso dei nuovi strumenti che ci permettono di mitigare le situazioni di svantaggio: sono questi i temi chiave alla base della nuova programmazione, che come sempre porteremo avanti in modo condiviso e partecipato- ha detto questa mattina l’assessore regionale al Lavoro, Patrizio Bianchi-. L’Emilia-Romagna intende porsi come punta avanzata nel Paese per l’inclusione sociale e lavorativa e il confronto che attueremo in questi due giorni è l’occasione per confermare e rafforzare la rete di collaborazione di tutti i soggetti del territorio che operano con queste stesse finalità e per fissare nuovi obiettivi condivisi per il prossimo biennio di programmazione”.

Il primo passo per questa riflessione comune è stata la condivisione dei dati di monitoraggio dello stato di attuazione della legge nazionale n.68/99 e della legge regionale n.17/2005 per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, presentato nel corso della Conferenza.

Il monitoraggio
Le persone in età lavorativa (15-64 anni) che hanno una disabilità, in Emilia-Romagna sono 85.687, pari ad un tasso di incidenza del 3% sull’intera popolazione della stessa classe d’età. I maschi sono più delle femmine, sia in valore assoluto sia in valore relativo.
Nel sistema educativo vi sono 16.544 allievi certificati ai sensi della legge n.104 del 1992. Costituiscono il 3% del totale degli studenti inseriti nel sistema scolastico della regione, in costante aumento rispetto agli anni scorsi: sei anni fa erano solo il 2,5%. Gli insegnanti di sostegno sono anch’essi aumentati, arrivati a 8.663 ed è lievemente migliorato il rapporto numerico tra allievi e docenti (1,9 alunni in media per insegnante).
La Conferenza di quest’anno si colloca in un contesto economico ed occupazionale migliore rispetto alla situazione del novembre 2013 in cui si svolse la precedente. La regione Emilia-Romagna nel 2013 aveva il tasso di disoccupazione collocato all’8,4%, nel pieno della recessione economica internazionale. L’Italia aveva invece un tasso al 12,1%. Nel 2017 quel tasso di disoccupazione è sceso in Emilia-Romagna al 6,5%, in l’Italia all’11,2%.
Rispetto all’inserimento lavorativo tramite l’istituto del collocamento mirato, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2017, 15.323 persone sono state avviate al lavoro: 8.430 uomini e 6.893 donne. Di queste, 13.641 persone sono state avviate al lavoro una sola volta, 1.380 due volte, 302 persone più di due volte; questo significa che ci sono stati 17.443 avviamenti complessivi al lavoro in questi anni. Si è tornati pertanto ai 3.500 avviamenti medi ogni anno, sullo stesso livello che si era registrato nel periodo 2000-2006, in cui si aveva una condizione di piena occupazione in Emilia-Romagna (i dati erano stati presentati nella prima conferenza del 2007). Nel corso del periodo 2007-2012, in piena crisi economica internazionale, eravamo scesi a 2.750 avviamenti annui.
Sono 14.561 le imprese che devono riservare 40.125 posti di lavoro alle persone con disabilità, corrispondenti al 2,6% dell’intera base occupazionale regionale alle dipendenze. I posti di lavoro effettivamente scoperti, senza alcuna previsione di assunzione alla fine del 2017, sono 3.959, il 9,9% del totale da riservare all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità nelle imprese della regione. Nel 2008, all’avvio della crisi economica internazionale, ve ne erano 7.751, quasi il 20% del totale; nel 2013 l’11%.
Aumentano gli iscritti al collocamento mirato, che nel 2017 sono stati 6.937 (+54% rispetto al 2008). Un dato che denota come anche persone con disabilità lievi che prima usufruivano del collocamento ordinario ora preferiscano utilizzare quello mirato.
Tra il 2013 e il 2015 in Emilia-Romagna la spesa per l’attuazione delle misure di inclusione socio-lavorativa delle persone con disabilità è stata pari a 39,3 milioni di euro. A questa si aggiunge nel biennio 2016-2017 un finanziamento dedicato allo sviluppo di politiche attive del lavoro di 19,7mln ed ulteriori 18mln per interventi rivolti alle persone (quali adattamento dei posti di lavoro, mobilità casa-lavoro, ecc.) ovvero al rafforzamento e la qualificazione dei servizi. Per il 2018 sono stati programmati 14,7 milioni di euro.
Per quanto riguarda le azioni sviluppate nell’ambito della formazione professionale, orientamento e accompagnamento al lavoro per le 18.433 persone con disabilità coinvolte nell’arco dell’intero periodo 2013-2017, più di 10mila hanno rafforzato le loro capacità e competenze possedute attraverso la partecipazione ad iniziative di formazione professionale; circa 13mila sono state prese in carico dal sistema dei servizi, orientate a accompagnate al lavoro; oltre 3mila sono stati ospitati in imprese con un tirocinio formativo e/o di orientamento finanziato con il contributo pubblico.
Gli utenti con disabilità che si sono rivolti ai servizi per l’impiego sono 18.012 nel 2017 ed hanno ricevuto 73.800 prestazioni. Sono cresciuti costantemente negli anni ed hanno fruito mediamente di più servizi rispetto al passato, avvalendosi della stipula del patto di servizio e di misure personalizzate, quali: colloqui e/o consulenza orientativa, promozione di tirocini, percorsi di accompagnamento al lavoro, intermediazione per l’incrocio tra la domanda e l’offerta, con verifiche puntuali per ricoprire posti vacanti coerenti con la propria candidatura.

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Il nuovo corso della dialettica politica

L’ambito reale dello scontro intrapreso dal Ministro Di Maio non è tra i rider e la tecnologia, come dice l’amministratore delegato di Foodora Gianluca Cocco, ma tra i cittadini, gli esseri umani, e l’uso strumentale che della tecnologia alcuni, come lo stesso Cocco, fanno.
Al momento, infatti, funziona che questa è al servizio delle grandi aziende, delle multinazionali, dei pochi geniacci dell’app mentre i restanti 6.5 miliardi persone (… e il calcolo è alla buona) si connettono ad internet ed usano Whatsapp.
Un po’ come i vantaggi dell’eurozona. Da una parte pochi esercitano il potere, fanno affari, traggono interessi e aumentano il lusso, dall’altra la maggior parte delle persone grazie all’euro va in vacanza in Francia, Germania, Spagna e Grecia senza il fastidio di dover cambiare valuta.
Nel caso specifico, si impone nella discussione la “necessaria” flessibilità, la diminuzione dei diritti, delle tutele e degli stipendi in cambio del lavoro. O lo si accetta oppure l’arroganza del potere minaccia la fuoriuscita dal Paese alla ricerca di altri luoghi dove imporre la giungla del mercato. Ed è chiaro che in questo momento storico questo potere vincerà perché fuori dalla portata di Di Maio e del tentativo tutto italiano di mettere la dignità davanti al potere c’è il mondo. Un mondo neoliberista, flessibile, disuguale e classista che non sa che farsene della coscienza di un ragazzo di trent’anni che vuole fare il Ministro e vorrebbe andargli contro.
La tecnologia aiuterà l’essere umano solo quando sarà democratizzata ma in questo momento bisogna prendere atto che laddove non fossimo capaci di piegarla al nostro bisogno allora Foodora, come minacciato dal suo Amministratore, può accomodarsi alla porta, ce ne faremo una ragione. Non vogliamo avere uno schiavo a consegnarci la pizza, non necessariamente dobbiamo essere partecipi di questo obbrobrio, possiamo perfino scegliere di comprare le scarpe al negozio all’angolo e, forse, in questo sistema sbagliato di valori contribuiremmo a migliorare la vita di tutti.
Il bisogno di rivolgersi ad Amazon è un falso bisogno o, meglio, un bisogno indotto dalla necessità di contenere le nostre spese e gestire il nostro tempo. Ma questi purtroppo sono due aspetti della vita moderna scolpita nello stampo neoliberista che vuole lo scambio sociale al minimo al pari dei salari, in modo da avere più potere di contrattazione e controllo del dissenso.
E quindi la battaglia di DI Maio mi sembra una gran bella battaglia, dignitosa e onesta, che meriterebbe un sostegno forte almeno da parte di noi cittadini, anche di quelli che hanno un lavoro meglio pagato e tutelato dei “porta pizza”. Un momento, questo, in cui fare Paese e smetterla di attaccare l’operato di questo Governo, di tener conto sì dei 620 migranti indirizzati in Spagna ma anche considerare i 1.000 appena sbarcati e metter insieme le due cose, riflettere per indirizzare la lotta politica e di opinione, comprendere di cosa ha realmente bisogno la gente.
E prendere atto che la politica sta davvero cambiando, bisogna farsi forza e vedere cose che ci sono finora sfuggite. Il PD aveva torto e continua ad averne. Perché dell’impatto della tecnologia sulla dignità del lavoro, dello strapotere delle multinazionali, dei riders e dei migranti utilizzati nella raccolta dei pomodori e della frutta a 2 euro all’ora, della schiavitù sempre più evidente a cui il lavoratore italiano e straniero è sottoposto sul nostro territorio, non si è mai occupato veramente oppure l’ha accettata o, peggio, ha fatto finta di niente e l‘ ha nascosta dietro le belle chiacchiere di Saviano. Sono mesi che il PD parla dell’importanza di fare autocritica ma i suoi dirigenti continuano a sparlare e ad attaccare più gli altri che se stessi perché forse hanno già deciso di non avere niente di cui pentirsi o da rimettere in discussione.
E gli attacchi arrivano da tutte le TV dando l’impressione, viste le presenze, di aver occupato lì le poltrone che gli sono sfuggite a Palazzo Chigi.
Questo Governo non sta’ facendo campagna elettorale ma qualcosa a cui non eravamo abituati: sta facendo. Eravamo abituati alle grandi promesse prima e al silenzio dopo, invece Salvini sta procedendo come i treni, su binari tracciati in campagna elettorale. Sta mettendo in atto, lui come Di Maio quello che avevano annunciato di voler fare.
La cosa ci sconvolge talmente tanto che questo darsi da fare non sappiamo come chiamarlo e lo chiamiamo campagna elettorale, cioè, invece di appoggiarlo e rispettarlo e magari legittimamente criticarlo e indicare vie diverse senza dimenticare l’obiettivo, lo denigriamo. Rivogliamo dunque Renzi, Del Rio, Padoan e la Boschi? E per far cosa, perché tutto rimanga fermo e uguale seguendo quel processo che la sinistra ha iniziato negli anni ’80 quando ha abbandonato la gente, le persone, i lavoratori per dedicarsi al grande capitale e alla finanza?
In questi anni è stato creato un modello di società diviso in due, poveri e ricchi. Come non se ne vedevano dai tempi peggiori dei re e dei nobili con l’aggravante che i tribuni della plebe, negli ultimi decenni, parteggiavano per i ricchi. E questa situazione ci costringe a gridare al miracolo quando un partito, talmente liberista da proporre addirittura la Flat Tax di Milton Freedman, dimostra di tenere di più alla gente dei tribuni della plebe, mostra un volto umano e si preoccupa non di risanare a parole l’immagine del mondo ma nei fatti di migliorare l’esistenza di qualche milione di italiani e di coloro, non italiani, che ci vivono, di ridare dignità alle città e alla convivenza insieme ad un altro partito che vuole ridare dignità al lavoro rimettendo mano alle opere di “sinistra” come il Job Acts e la legge Fornero e tutti insieme rivedere i termini dell’Unione Bancaria per evitare la completa distruzione e precarizzazione del sistema bancario.
E magari ridare dignità al processo di unificazione europea guardandolo, finalmente, non dal solo punto di vista finanziario e di tutela delle élite, ma anche dal punto di vista delle persone reali e degli europei, se mai esistesse una identità in tal senso anche fuori dai confini del limes romano.

Etichettatura, informazioni al consumatore e sacchetti in plastica Seminario di aggiornamento delle imprese del settore alimentare

Mercoledì 20 giugno promosso da Cna

“Sanzioni etichettatura alimenti, Acrilammide, Moca e Shopper”, è il titolo del seminario di aggiornamento organizzato da Cna Alimentare per mercoledì 20 giugno, alle ore 17, presso la sede provinciale dell’Associazione (via Caldirolo, 84 – Ferrara). L’iniziativa, rivolta agli imprenditori del settore, intende approfondire le problematiche legate al Decreto 231/2017 che, nel prevedere sanzioni per violazioni sull’etichettatura degli alimenti, introduce precisi obblighi in capo alle imprese relativamente alle informazioni da fornire al consumatore con particolare riferimento agli allergeni. Inoltre, nell’incontro si farà il punto sulla normativa riguardante la commercializzazione dei sacchetti di plastica, distinta dal trattamento degli imballi primari, che sono soggetti invece alla cosiddetta “Moca”. I lavori si apriranno con il saluto di Laura Salani, presidente provinciale dell’Unione Cna Alimentare, alla quale seguiranno gli interventi di Maria Pia Miani, consulente in Diritto alimentare di Cna Interpreta e di Gabriele Rotini, responsabile nazionale di Cna Alimentare.

CNA Ferrara

Comunicato Regione: Salute

Farmaci cannabinoidi, da settembre 2016 ad aprile 2018 in Emilia-Romagna oltre 1.000 pazienti trattati, in maggioranza donne, e 4.000 prescrizioni mediche effettuate. Venturi: “Grazie al nostro sistema informatico, su cui la Regione ha deciso di puntare ed investire, abbiamo potuto effettuare un monitoraggio preciso e costante”

Prodotti prescritti soprattutto per ridurre il dolore neuropatico cronico di intensità elevata (65%) e trattare i pazienti affetti da sclerosi multipla con spasticità (15%), in caso di resistenza alle terapie convenzionali. I dati illustrati oggi in Commissione assembleare, aperta ad associazioni di pazienti, medici prescrittori e farmacisti

Bologna – 1.031 pazienti trattati, in maggioranza (63%) donne, con una durata media del trattamento di quattro mesi. 4.000 prescrizioni mediche effettuate, prevalentemente per ridurre il dolore neuropatico cronico di intensità elevata (65%) e trattare i pazienti affetti da sclerosi multipla con spasticità (15,4%), in caso di resistenza alle terapie convenzionali.
Sono i dati sull’uso dei farmaci cannabinoidi in Emilia-Romagna in 20 mesi: dall’1 settembre 2016, quando è stato avviato il percorso prescrittivo della cannabis in modo omogeneo su tutto il territorio regionale, al 19 aprile 2018. Numeri illustrati oggi alla presenza dell’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, in Commissione assembleare, aperta ad associazioni di pazienti, medici prescrittori e farmacisti erogatori dei prodotti.

“Un monitoraggio utile e prezioso, che ci offre un riscontro puntuale del numero dei pazienti trattati e della patologia per la quale vengono curati- sottolinea Venturi-. Ed è unicamente grazie al nostro sistema informatizzato se oggi riusciamo ad avere il quadro preciso sull’uso della cannabis a scopo terapeutico in Emilia-Romagna. Si tratta di un tema rispetto al quale la nostra attenzione è sempre stata elevata, tant’è che nel 2014, in un momento in cui a livello nazionale non erano ancora presenti indicazioni specifiche, abbiamo adottato una legge regionale per dare la possibilità ai medici di utilizzare la cannabis come opzione terapeutica. In questi anni- aggiunge l’assessore- possiamo dire che l’offerta terapeutica ha funzionato, a parte qualche difficoltà di approvvigionamento, tra fine 2017 e inizio 2018, dovuta principalmente all’afflusso di pazienti da altre regioni presso le farmacie del nostro territorio e al superamento delle quote di prodotto importato dall’estero”.

I dati, in sintesi
Le prescrizioni a carico del Servizio sanitario regionale sono state rilasciate in modo informatizzato attraverso la piattaforma Sole – lo strumento a disposizione dei medici convenzionati, dipendenti del Sistema sanitario regionale e liberi professionisti, per la prescrizione ai cittadini residenti o domiciliati in regione – ed è quindi stato possibile effettuare il monitoraggio raccogliendo dati anonimi.
La piattaforma ha permesso di tracciare nel dettaglio la tipologia delle persone trattate e gli usi clinici della cannabis: dei 1.031 pazienti complessivi, 650 sono donne e 381 uomini. La maggior parte (691) ha un’età compresa tra i 19 e i 65 anni; 335 pazienti hanno più di 65 anni e solo 5 ne hanno meno di 19. In alcuni casi la prescrizione riguarda più di una patologia.
I preparati sono stati utilizzati principalmente per il trattamento del dolore neuropatico cronico di intensità elevataresistente a trattamenti convenzionali (65% del totale); la riduzione del dolore in pazienti affetti da sclerosi multipla, associato a spasticità, resistente alle terapie convenzionali (15%); tra gli altri impieghi, ma in percentuale molto più contenuta, per contrastare il dolore non neuropatico cronico in pazienti con resistenza a trattamenti convenzionali (5%).

I dati per Azienda sanitaria
Questo il numero di pazienti trattati, per Azienda sanitaria locale di residenza (la numerosità dei soggetti in terapia è correlata alla dimensione dell’area territoriale):
Piacenza: 31 pazienti; Parma: 90; Reggio Emilia: 164; Modena: 161; Bologna: 160: Imola: 19; Ferrara: 88; Romagna: 313 (totale 1.031, compresi 5 pazienti per i quali non era dichiarata la Ausl di residenza).
Le farmacie convenzionate che ad oggi hanno deciso di allestire ed erogare preparazioni magistrali di cannabis sono state complessivamente 31, così distribuite nel territorio: Romagna 12, Modena 5, Bologna 4, Imola e Parma 3, Reggio Emilia e Ferrara 2.
La presenza sul territorio regionale di numerose farmacie convenzionate ha determinato un largo afflusso di pazienti provenienti da tutta Italia. Più della metà del consumo complessivo, infatti, riguarda la cura di pazienti non residenti. Sulla base dei dati forniti dal ministero della Salute, in Emilia-Romagna è stato consumato un quantitativo di infiorescenze essiccate di cannabis pari a: 31 kg nel 2016, 53 kg nel 2017, 24 nel primo trimestre 2018.

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20 giugno: al via gli esami di maturità una corretta idratazione per affrontarli “a mente fresca”

Una corretta idratazione oltre ad avere benefici sull’organismo,
influisce positivamente sulle funzioni del cervello

Il Prof. Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino, spiega come una corretta idratazione può aiutare a mantenere alta la concentrazione e le prestazioni cognitive durante la preparazione degli esami di maturità

Milano, 18 giugno 2018 – Mancano solo due giorni all’inizio degli esami di maturità: mercoledì 20 giugno è infatti in programma la prima prova delle tre prove scritte. Un esercito di studenti in queste ore è alle prese con il rush finale dedicato a studio, ripetizioni e “toto tracce”.
Sulla scia dell’hashtag #nopanic lanciato dal MIUR nel 2017 e riproposto quest’anno per comunicare ai giovani studenti con ironia l’importanza di vivere questo importante momento della vita con serietà ma appunto senza farsi prendere dal panico, il dottor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino, sottolinea che l’importanza di uno stile di vita corretto, in particolare, in questo periodo. Quando si affrontano momenti particolarmente intensi o di particolare stress, sono 3 i “pilastri” che giocano un ruolo fondamentale: sana alimentazione, riposo e corretta idratazione. Mangiare in maniera sregolata e saltare i pasti, si sa, non gioca a favore del nostro benessere così come le notti insonni trascorse sui libri, il rapporto tra corretta idratazione e cervello, invece, viene ancora oggi troppo spesso sottovalutato.

Bere la giusta quantità di acqua, distribuita nel corso della giornata, infatti oltre ad avere benefici sull’organismo, influisce positivamente sulle funzioni del cervello: “mal di testa, stanchezza, minor capacità di concentrazione e di esecuzione anche di compiti semplici sono spesso segnali di una moderata disidratazione. Essa, infatti influisce più di quel che si pensi, con le capacità cognitive di ognuno e quindi sulla resa scolastica” – spiega il Dottor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation – “In situazioni di tensione, come certamente sono gli esami finali per tanti studenti italiani, si tende a sudare di più, non solo a causa della temperatura più elevata tipica del periodo estivo. È quindi estremamente importante mantenere un adeguato livello di idratazione, per tenere alta la concentrazione e l’attenzione, oltre che aiutare la memoria”.

Per affrontare al meglio gli esami di maturità è quindi utile prestare la giusta attenzione alla corretta idratazione tenendo sempre a portata di mano dell’acqua ovunque ci si trova: appoggiando la bottiglietta sulla scrivania o ricordandosi di metterla nello zaino prima di uscire.

“Suggerisco agli studenti di bere frequentemente durante tutto l’arco della giornata, senza arrivare ad aspettare la comparsa dei primi sintomi della sete, che in realtà già una inziale carenza di acqua comporta effetti negativi sulle prestazioni intellettive. Bisogna esserne consapevoli per rieducarsi ad una corretta idratazione” – conclude il dottor Zanasi.

Bere è sempre fondamentale, ma lo è ancora di più per una migliore funzionalità cerebrale in situazioni di elevato stress come lo studio. Nei momenti di affaticamento, per avere prestazioni cognitive performanti bastano uno o due bicchieri di acqua, sufficienti a riportare il cervello alla normalità. Quando si beve non solo ci si disseta, ma si assumono elementi importanti come calcio, magnesio, ferro, zolfo, essenziali per il benessere psico-fisico.

SANPELLEGRINO
Sanpellegrino è l’azienda di riferimento nel campo del beverage in Italia, con acque minerali, aperitivi analcolici, bibite e tè freddi. I suoi prodotti, sintesi di benessere, salute ed equilibrio, sono presenti in 150 Paesi attraverso filiali e distributori sparsi nei cinque continenti.
Sanpellegrino, come produttore di acqua minerale, è da sempre impegnata per la valorizzazione di questo bene primario per il Pianeta e lavora con responsabilità e passione per garantire a questa risorsa un futuro di qualità. Un impegno che passa anche attraverso la promozione dell’importanza di una corretta idratazione: Sanpellegrino infatti sostiene e diffonde i principi di benessere psico-fisico legati al corretto consumo di acqua, facendosi portavoce dell’“educazione all’idratazione” attraverso un programma che promuove il consumo quotidiano della corretta quantità di acqua, a seconda delle diverse esigenze e stili di vita.

Gruppo Sanpellegrino

Ufficio Stampa MSL Italia

Sinatra (Univendita): «Ministro Salvini: blocca l’abusivismo commerciale e la contraffazione firmando il protocollo di intesa già approvato da Mise e Viminale»

«Caro ministro Salvini: firmi subito il Protocollo d’intesa per il contrasto all’abusivismo commerciale e alla contraffazione nella vendita a domicilio, che Univendita ha messo a punto con Confcommercio e che ha già ricevuto il via libera da parte del MISE e dagli uffici del Viminale. A questo documento manca dunque solo quest’ultimo passaggio della firma per diventare operativo: contiamo quindi sul suo appoggio! Le faccio questo appello cogliendo l’occasione dell’inaugurazione della Settimana Anticontraffazione.
La lotta alla contraffazione è un tema cruciale sotto il profilo della sicurezza dei consumatori e della tutela delle aziende, e ho molto apprezzato l’impegno preso al riguardo dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, durante l’Assemblea di Confcommercio del 7 giugno scorso. Univendita – che fa dell’etica e del rispetto dei lavoratori i propri valori fondanti – è da anni impegnata in questa battaglia al fianco delle Istituzioni e, in quest’ottica ha svolto un’audizione presso la Commissione Parlamentare di Inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo, istituita durante la scorsa Legislatura, per illustrare gli effetti negativi di questo fenomeno sulla vendita a domicilio».

Ciro Sinatra, nato nel 1961, è il presidente di Univendita, l’associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende operanti nel settore della vendita diretta a domicilio in Italia. Le imprese associate a Univendita hanno realizzato nel 2017 un fatturato complessivo di 1,66 miliardi di euro. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

Fatturazione Elettronica. Normative ed adempimenti

Una full immersion per comprendere lo stato dell’arte sulla Fatturazione Elettronica e tutto quello che c’è da sapere verso la pubblica amministrazione e verso i privati. Giovedì 21 giugno alla sala conferenze in Ascom (primo piano in via Baruffaldi 14/18) si terranno due appuntamenti per capire la normativa e gli adempimenti per le aziende e le relative scadenze Il primo incontro è alle ore 15.00 ed è promosso e finanziato dall’ Ente Bilaterale Terziario (E.Bi.Ter) Ferrara: il secondo invece in serata (alle ore 20.30) è organizzato da Ascom Confcommercio Ferrara.
La Fatturazione elettronica sarà resa obbligatoria dal 1° gennaio 2019 con un primo step già dedicato alla categoria dei benzinai (quest’ultimi a partire dal 1° luglio, salvo proroga in valutazione proprio in queste ore da parte del Governo).
“E’ necessario fornire risposte tempestive ai quesiti che verranno dai nostri associati e lo scopo è per l’appunto dare strumenti semplici rapidi ed efficaci: è necessario lavorare per rendere più snelle le procedure su temi che impattano nella quotidianità delle piccole imprese del Terziario. Ascom Confcommercio Ferrara è a disposizione per gli aggiornamenti del caso” considera il direttore generale Davide Urban.
Entrambi gli incontri sono gratuiti ma l’iscrizione è obbligatoria rivolgendosi agli uffici Ascom (0532.234211).

Ufficio Stampa – Ascom Ferrara

Frutta, verdura e carboidrati integrali: così la fertilità si preserva anche a tavola

Una dieta sana ed equilibrata aiuta a mantenere la capacità riproduttiva. «Attenzione a intolleranze alimentari, obesità e alcolici», osserva Marina Bellavia specialista del centro Procrea

La prevenzione della fertilità inizia dagli stili di vita. E i cibi che si mettono in tavola possono aiutare a mantenere in buona salute la propria capacità riproduttiva. In una società dove una coppia su cinque soffre di problemi di infertilità (dati OMS), è bene quindi prestare attenzione alle proprie abitudini. «Evitare il fumo, l’eccesso di alcol e l’uso di droghe: sono le prime raccomandazioni che rivolgiamo alle coppie che sono alla ricerca di un figlio», premette Marina Bellavia, ginecologa, specialista in Medicina della riproduzione del centro per la fertilità ProCrea di Lugano. «L’alimentazione rientra tra le abitudini di vita che influiscono sulla nostra fertilità. Pur non essendoci delle ricette miracolose, sono diversi gli studi che indicano un’alimentazione equilibrata quale primo passo per conservare la propria capacità fertile».
Una ricerca della Harvard School of Public Health ha scoperto un calo dei problemi di infertilità nelle donne alla ricerca di un figlio che seguivano una dieta sana: chi segue regimi alimentari corretti riduce del 66% il rischio di infertilità per problemi di ovulazione. In una equilibrata alimentazione rientra anche l’assunzione di caffè. Nessuna controindicazione davanti al consumo di un paio di tazze al giorno, ma le donne che consumano più di cinque caffè al giorno, secondo uno studio danese della Fertility Clinic di Aarhus, avrebbero il 50% di probabilità in meno di ottenere il successo con una fertilizzazione in vitro.
Cosa mettere in tavola? In generale le raccomandazioni riguardano: «Evitare i grassi saturi, preferire pane, pasta e riso integrali, assumere proteine vegetali – dice Bellavia -. Una dieta corretta deve tener conto di prodotti stagionali e prevedere l’assunzione regolare di frutta e verdura. Sul fronte maschile viene raccomandata l’assunzione di antiossidanti – come per esempio ciliege, cioccolato fondente, carote e the verde – che permettono di combattere quello stress ossidativo determinato da colesterolo, diabete, fumo, che può danneggiare il processo di spermatogenesi, ovvero la produzione di spermatozoi».
Dalla tavola possono derivare anche problemi di infertilità. «Le intolleranze alimentari sono correlate alla capacità fertile», sottolinea la specialista di ProCrea. «Possono causare una diminuzione delle probabilità di impianto dell’embrione, aborti ricorrenti e ritardo di crescita intrauterina. Infatti, l’assunzione di cibi non tollerati provoca un’infiammazione cronica e quindi una risposta immunologica esagerata che può essere dannosa per la maturazione degli ovuli». Inoltre, «una problematica di malassorbimento, anche se non percepito dalla paziente, può portare ad un deficit di vitamina D e K, di ferro, acido folico e altri oligoelementi essenziali all’organogenesi del feto». Non solo. «Sovrappeso e obesità aumentano l’infertilità. Nell’uomo provocano la riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi e aumentano in maniera significativa il danno al DNA dei gameti. Nella donna c’è un aumento dell’incidenza di aborti spontanei e si hanno importanti modifiche a livello follicolare, con alterazione dei livelli di ormoni chiave che possono influenzare negativamente l’ovulazione».
Per questo è fondamentale seguire un’alimentazione salutare, «ma anche fare dell’attività fisica: la sedentarietà è nemica della fertilità». Conclude Bellavia: «Da non dimenticare il fattore età che, in particolare nella donna, influisce in modo determinante sulle possibilità di avere una gravidanza».

ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. www.procrea.ch .

Ufficio Stampa ProCrea

Donatella Bignardi presenta il libro: “Buonasera signora Luna”

Mercoledì 20 giugno
alle 18.00
Presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino
Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara

Donatella Bignardi
presenta il libro

Buonasera signora Luna
(Historica Edizioni)

Dialogano con l’autrice

Matteo Bianchi e Mara Guerra

“Nel maggio del 2012 Ferrara è stata colpita da due violente scosse di terremoto. La mia casa è stata dichiarata inagibile e mi sono trasferita altrove. Trascorsi tre anni e terminati i lavori antisismici avrei potuto ritornarvi, ma qualcosa lo impediva: inventavo scuse a cui io stessa credevo. Ero andata in pensione proprio nei giorni del terremoto; quella coincidenza ha trasformato la mia vita. Il brusco cambiamento, il tempo che prima non avevo hanno creato il movimento della mia memoria. La ricerca dei motivi dell’incapacità di tornare a casa e il timore di perdere anche il passato hanno dato il via alla scrittura, tra passato e presente. Accanto alle vicende della mia vita e della mia famiglia scorre la storia degli ultimi sessant’anni, il cambiamento del mondo. Oltre alla passione per i ricordi c’è il mio amore per la natura, gli animali, l’arte e la musica. E per Ferrara, che ho amato di più dopo il terremoto. Ferita come e più di me.”

Donatella Bignardi è nata a Ferrara da genitori bolognesi. Nonni ferventi repubblicani, di cui uno marchigiano e ateo ma discendente da un santo veneratissimo, patrono d’Abruzzo. Laureata in Lettere a Bologna, ha insegnato alle scuole superiori, coltivando sempre l’interesse per la letteratura e la scrittura.
È appassionata di storia famigliare, a cui si dedica con indagini accurate su documenti, foto e testimonianze. Le violente scosse del 2012 in Emilia e a Ferrara hanno cambiato la sua vita: il bisogno di fermare i ricordi, di salvarli anche dalle macerie della casa danneggiata dal terremoto, è diventato un’urgenza narrativa. Il racconto La telefonata, selezionato dalla FUIS e da Meetale, è stato presentato al Salone di Torino; Margherita è entrato nella rosa delle finaliste del premio letterario “Storie di donne”, promosso dall’EWMD di Genova. Buonasera Signora Luna è il suo primo romanzo.

Per informazioni Ibs+Libraccio

Ferrara, Piazza Trento e Trieste, Palazzo San Crispino

eventife@libraccio.it – Tel. 0532241604

Porto Ferrara: una sinistra plurale col desiderio di capire

di Laura Fogagnolo

E’ un’interessante pubblicazione ‘Porto Ferrara‘ che chiude gli anni settanta in città. Un mensile d’informazione culturale che ha l’esordio interno alla CoopStudio nel gennaio ‘82, poi, dal numero due del marzo dello stesso anno, l’intera progettazione grafica sarà curata da Claudio Gualandi come libero professionista. Tiratura: cinquemila copie.
E’ un odore di polvere stantia quello che coglie le narici, quando si sfogliano le pagine di questa rivista dal taglio innovativo, unita ad un superbo corredo fotografico.
Anime redazionali ne sono: Luciano Bertasi, Mario Fornasari, Stefano Tassinari, Giuliano Guietti, Sandra Pareschi, Marco Tani, Alberto Tinarelli e Marilena Zaccarini, coadiuvati da una nutrita compagine di collaboratori fissi e saltuari che si alternano nel dibattito sull’attualità, sulle problematiche sociali nonché sul ruolo del sindacato e sulla cultura con incursioni nella critica cinematografica, teatrale e musicale.
Sono le voci e le espressioni dei futuri quadri professionali e dirigenziali dell’Ente Locale, dell’Università unite a quella del Sindacato.
In una nota rivolta alla critica dietrologica, il comitato redazionale afferma testualmente che “la pubblicazione nasce come iniziativa aperta, luogo di espressione e confronto di posizioni diverse dentro la sinistra. Suo scopo è di contribuire ad un innalzamento del dibattito politico e culturale della città e della provincia”.
Gli articoli economici registrano la grave crisi aziendale dell’allora Montedison, uscita da una Cassa Integrazione di dieci mesi nel 1981, quando si paventavano cinquecento licenziamenti per ridimensionamento nel Petrolchimico. L’ex sindacalista, segretario provinciale della Federazione Lavoratori Chimici, e futuro Sindaco della città nella seconda metà degli anni novanta, Gaetano Sateriale auspicava l’apertura di un dibattito culturale sulle scelte di politica industriale e sulle trasformazioni che il tessuto sociale stava subendo.
Negli stessi anni la Berco, l’industria metalmeccanica di Copparo, dopo aver conosciuto uno sviluppo senza precedenti dal ’75 all’80, a causa della saturazione dei mercati e del blocco delle opere pubbliche nei Paesi occidentali, era afflitta da una caduta e da una grave crisi che sboccava nella proposta di riduzione di mano d’opera di centosettantotto unità e l’avviamento alla Cassa Integrazione di duemila operai.
Sorge inevitabilmente, dalla lettura degli articoli economici, una riflessione amara sul destino e sulla sorte della classe operaia oggi, a quasi quaranta di distanza, che ci interroga sul futuro e sulle mutazioni in corso della forza lavoro.
Risolleva, per fortuna, l’umore la lettura dell’articolo di Francesco Monini sulla mostra: Ferrara a Parigi dal diciannove aprile alla fine di maggio dell’82. Rivolta al pubblico cosmopolita di Parigi, l’esposizione rappresentava un assaggio di Ferrara che permetteva alla città di affacciarsi al mondo e di incrementare l’industria turistica, mentre le aziende di casa se la passavano male.
Si delineano, in quegli anni, le direttrici della promozione turistica della città che daranno frutti duraturi con le grandi mostre di Palazzo dei Diamanti, patrocinate dal genio di Franco Farina, e le iniziative culturali che faranno conoscere Ferrara a livello europeo ed internazionale.

Genio e imbecille, due in uno

È con la più estrema gioia e molestia che mi accingo a proclamare la settimana che inizia oggidì – qui ma anche nella mia vita e in quella di chiunque mi finirà davanti da qui a domenica – “settimana-mondiale-del-più-grande-Baronetto-della-Storia”.
Quindi la faccio breve: oggi ne fa settantasei e ordunque tanti auguri, Sir Paul.
È inutile girarci attorno, ci sono miliardi di ragioni per cui dobbiamo ringraziare quest’Uomo gigantesco.
Quindi, per chi è ancora un miscredente, ho pensato che potesse essere utile questo pratico e conciso elenco che ho deciso di buttare giù così da poter facilitare la cosa.
Sono solo tre semplici macro-punti che includono naturalmente altri miliardi di altri macro-punti:
1) Macca è il più importante pezzo di ‘900 che ancora cammina su questo pianeta.
2) Macca è ancora il più peso musicista vivente.
3) Macca è l’uomo che ha praticamente inventato il basso elettrico e – mi dispiace per tutti i bassisti tecniconi – resta comunque sempre il migliore nel settore.
Bene, io c’ho provato e non so se questa cosa funzionerà.
Conosco troppe persone che – nel 2018, diosanto – ancora snobbano i Beatles, conosco troppe persone per cui – ancora – McCartney è “quello delle canzoncine”, insomma: conosco troppa gente che continua – ancora – a non capire niente.
Queste persone – mi duole dirlo – sono senza speranza e io purtroppo sono – ancora – troppo povero per potermi far costruire il posto che ormai da anni penso di riservar loro: un bellissimo, praticissimo gulag.
Quindi, nel frattempo, posso solo ringraziare Paul McCartney per tutto quello che ha fatto e continua a fare per noi poveri esseri umani.
In questo momento – così, a caso – desidero ringraziare il buon Macca per:
1) il suo garbo nella gestione del suo non mangiare animali.
2) la parte di basso di Rain.
3) un pezzo come English Tea.
4) tutto quello che ha fatto – lui e non Lennon come ancora credono troppi polli – per la fase psichedelica dei Beatles.
5) la sua apparizione in quell’episodio dei Simpson.
6) i suoi pezzi più idioti come boh, Maxwell’s Silver Hammer.
7) il suo aver salvato – anche solo con il suo basso – i pezzi più loffi del suo amico Lennon.
Ma c’è anche una cosa altrettanto gigantesca per cui dovremmo tutti dire a grazie a quest’Uomo: Paul McCartney è un genio ma al tempo stesso è anche il più grande imbezil della storia della musica pop/rock o come la si vuol chiamare.
Questo suo lato è uscito fuori costantemente nella sua opera e nel suo modo di stare al mondo come figura pubblica.
Penso in questo momento a pezzi come Maxwell, penso al suo prendersi nobilmente per il culo nel video di Coming Up, penso alle centinaia di foto visibili a tutti in cui il nostro Baronetto appare come un vero e proprio cretino, una su tutte: lui che registra un rullante inserito dentro la tazza del cesso.
Ma penso anche a tutte le volte in cui il suo essere un cretino, un grandioso cazzeggiatore e un curiosissimo imbezil è andato di pari passo con il suo essere un genio.
Una su tutte: la tanto celebrata Tomorrow Never Knows.
È vero, il pezzo è di Lennon ed è, per i precedentemente citati polli, la prova fondamentale: quello sperimentale era Lennon.
Ma chiedo io, a questi polli: come sarebbe stato quel pezzo se il buon Paul non si fosse imbecillemente intrippato a cazzeggiare in casa sua coi nastri, decidendo poi – insieme a quel santo di George Martin – di inserirli nella registrazione che conosciamo più o meno tutti?
Ma da nessuna parte, dico io.
Ed è anche per questo che quest’Uomo va ringraziato: Paul – contrariamente ad altri baronetti di cui non farò il nome – ha sempre lavorato sulle cose degli altri con lo stesso impegno che metteva nelle proprie.
Forse è per questa cosa qua che poi ha finito per rompere le palle fino alla fine nel tentativo di tenere uniti i Beatles, alle volte anche esagerando così tanto da arrivare a ottenere l’effetto contrario.
Sarà forse questa una qualche forma di quella che io chiamo “la saggezza del bassista naturale”?
Boh, chi se ne frega, questa cosa la saprà solo lui.
Io, di mio, so solo che ogni mattina – nella vita di tutti i giorni – dovremmo ricordarci sempre tutti quanti queste parole: sii sempre un po’ un imbezil.
E dunque buona settimana a tutti con un perfetto esempio di questa regola aurea.

Coming Up (Paul McCartney, 1980)

L’ora delle rondini

di Maria Luigia Giusto

L’ora delle rondini è quella particolare porzione di spazio-tempo che torna ad ogni inizio estate. Prima sparse, poi in gruppi, le più socievoli in stormi, ruotano in circoli nell’aria azzurro pallido del momento speciale che ancora tramonto non è. Si cercano, rincorrono e chiamano con garriti a volte musicali, a volte gutturali e stridenti, quasi spaventate dal non ritrovarsi più. Sfiorano gli ostacoli dei palazzi, dei comignoli e dei fili del bucato, abili pattinatrici dell’aria. Bussano ad ogni pertugio dei sottotetti e delle grondaie finché l’odore unico del proprio nido, terra e piume, le farà sapere di nuovo a casa. Hanno danzato per un’ora, bisogna riposare.

La distrazione naturale

di Maria Luigia Giusto

Nelle difficoltà della vita quotidiana spesso ci si rifugia nella natura. C’è chi si rilassa curando o ammirando il giardino, chi ama il mare e il dondolio delle onde, chi punta gli occhi al cielo a seguire il cammino delle nuvole o a contare le stelle. Il verde, il cielo, il mare avvolgono ed abbracciano, lasciano immergere gli uomini nel loro tutto, ricordano loro che ci sarà sempre un domani.

“A quanti uomini, presi nel gorgo d’una passione, oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza, dalla miseria, farebbe bene pensare che c’è sopra il soffitto il cielo, e che nel cielo ci sono le stelle. Anche se l’esserci delle stelle non ispirasse a loro un conforto religioso, contemplandole, s’inabissa la nostra inferma piccolezza, sparisce nella vacuità degli spazii, e non può non sembrarci misera e vana ogni ragione di tormento.”
Luigi Pirandello

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

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