Giorno: 23 Giugno 2018

Comunicato Regione: Difesa del suolo

Raddoppiano i fondi per le opere di manutenzione di corsi d’acqua, versanti e della costa. Per il 2018 stanziati quasi 12 milioni di euro: 1,7 milioni per 30 interventi in provincia di Bologna. Bonaccini-Gazzolo: “Per la prima volta un programma triennale con risorse e tempi certi. Al centro la cura costante del territorio”

Obiettivo anche la prevenzione, con fondi per il servizio piena e la vigilanza. Partono i cantieri per salvaguardia e riqualificazione da Piacenza a Rimini. Oltre 160 interventi in tutte le province. Il dettaglio di quelli previsti nel bolognese

Bologna – Raddoppio dei fondi da subito e programmazione triennale, per un’azione continua a strutturale di prevenzione e messa in sicurezza del territorio. Dalla Regione arriva infatti un maxi piano da 160 interventi – che partiranno entro l’anno, da Piacenza a Rimini – per la manutenzione di fiumi, torrenti, versanti e della costa dell’Emilia-Romagna. Un investimento da 12 milioni di euro nel 2018, la prima tranche del programma approvato dalla Giunta regionale e che da qui al 2020 mette a disposizione quasi 19 milioni di euro.
Nel dettaglio, quest’anno per la sicurezza idraulica dei corsi d’acqua la Regione investe 6,33 milioni di euro su un totale di 10,26 disponibili nel triennio. Alla manutenzione dei versanti sono destinati 2 milioni e per gli interventi di ripascimento e riqualificazione delle difese costiere andranno 2,14 milioni. A questi si aggiungono 1,75 milioni per approfondimenti e progettazione degli interventi di prevenzione strutturale (indagini, rilievi, perizie tecniche) di cui 884 mila euro investiti già nel 2018. Altri 1,7 milioni sono destinati per il servizio di piena, ossia la vigilanza sui fiumi in caso di forti piogge.

Nella sola provincia di Bologna, nel 2018 sono previsti 30 interventi di manutenzione di versanti e corsi d’acqua per oltre 1 milione e 700 mila euro.

“Il raddoppio delle risorse destinate già quest’anno alla manutenzione è un grande risultato. E per la prima volta- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo- mettiamo in campo una programmazione che abbraccia un intero triennio: significa cura costante e puntuale del territorio, sapendo con precisione le risorse su cui è possibile contare e le priorità su cui intervenire. La pianificazione è la premessa per accrescere l’efficacia delle azioni, proprio perché inserite in chiara strategia definita che punta ad innalzare sempre più i livelli di sicurezza a fronte delle sfide imposte dal cambiamento climatico e dagli eventi meteo estremi che ne derivano. Ovviamente- chiudono Bonaccini e Gazzolo- rinnovando l’impegno della Regione a intervenire subito in caso di eventi imprevisti per non lasciare soli cittadini, imprese e comunità locali, come successo in questi anni in Emilia-Romagna”.

Tutte le opere nel bolognese
Sono previsti 30 interventi di manutenzione di versanti e corsi d’acqua per oltre 1 milione 700 mila euro.

In particolare, per la difesa dei versanti si investiranno 170 mila euro nei territori di Gaggio Montano, Alto Reno Terme, Castiglione dei Pepoli ed in tutto il bacino del Reno.

A fiumi e corsi d’acqua sono destinati quasi 1 milione e 200 mila euro. Di questi, 300 mila euro per la realizzazione della cassa di espansione torrente Ghironda nel comune di Zola Predosa ed oltre 440 mila euro per il ripristino e il mantenimento delle opere idrauliche nel bacino montano del Fiume Reno, nei comuni di Bologna, Alto Reno Terme, Gaggio Montano, Camugnano, Grizzana Morandi, Vergato, Marzabotto, Sasso Marconi, Monzuno e San Benedetto Val di Sambro. Con 450 mila euro si interverrà sui bacini di Navile-Savena Abbandonato, Sillaro, Idice, Santerno, Senio, medio Reno-Samoggia-Lavino, Basso Reno-Cavo Napoleonico.

Al servizio di piena, per la vigilanza sui corsi d’acqua in caso di piogge intense, sono assegnati 175 mila euro. Altri 200 mila circa saranno utilizzati per studi, indagini e rilievi necessari alla progettazione di interventi di sicurezza del suolo.

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Dance Off luglio Ferrara Off

IL TEATRO FERRARA OFF DEDICA TUTTO LUGLIO ALLA DANZA
DANCE OFF: un mese per danzare a Ferrara

Ogni giorno proposte dedicate sia ai professionisti sia a chi non ha mai mosso un passo

Dal 29 giugno al 29 luglio, dal mattino alla sera, il teatro Ferrara Off diventerà un luogo d’incontro per chi ama la danza e per tutti coloro che vorrebbero saperne di più, con lezioni, laboratori, performance e altre occasioni per avvicinarsi o tornare a praticare quest’attività.

L’approccio mira a rendere la danza, intesa nelle sue varie forme, accessibile a chiunque, abbattendo eventuali barriere, così da ridare a quest’arte il ruolo sociale che merita. Il tentativo è quello di riportare l’attenzione sulla valenza educativa e aggregativa della danza, sulla centralità del corpo e sul benessere che ne consegue fino all’indagine sulle possibilità ancora inesplorate che offre.

Ad aprire letteralmente le danze, il 29 giugno alle 21.30, saranno Alice Formignani ed Enrico Correggioli, con la notte dello Swing e del Rock’n Roll: nel susseguirsi di ballo libero e dimostrazioni di Tranky Doo e Boogie Woogie, un seducente tuffo nei ritmi vorticosi e coinvolgenti degli anni ’40 e ’50.

Il 1° luglio alle 21.30 il teatro ospiterà la restituzione finale del Laboratorio Sperimentale di Voce, Movimento e Improvvisazione condotto da Marta Raviglia e Alessandra Fabbri, che hanno affrontato un processo di ricerca e di studio sul legame sottile tra canto e corpo. “Liquid Conference” è il risultato di un lavoro di gruppo fondato sull’interazione, sul confronto e sul senso di condivisione dell’esperienza artistica.

Dal 2 luglio, ogni mattina, dal lunedì al giovedì, Stefano Babboni, Martina Danieli, Elisa Mucchi, Giacomo Sacenti si avvicenderanno a guidare il training quotidiano mattutino, aperto a danzatori professionisti e non professionisti che abbiano già avuto esperienza e che potranno così accedere ad un allenamento di alto livello tecnico.

Per i non professionisti e per i principianti ci saranno lezioni serali (danza classica, community dance, laboratorio sulla sensorialità), tenute da dance-maker professioniste.

“Usare la musica pop per fare una lezione di danza classica può sembrare un azzardo ma – sostiene Alessandra Fabbri, che nelle giornate del 3 e del 24 luglio guiderà queste classi – è invece un modo efficace ed entusiasmante per divertirsi facendo esercizi fisicamente impegnativi”. Prima delle due lezioni di danza classica ci saranno due lezioni di sbarra a terra gratuite, aperte anche ai principianti assoluti.

Community dance, dal 4 all’8 luglio, consisterà in una serie di esplorazioni di movimento e di improvvisazioni guidate, volte a rendere totalmente fruibile la pratica della danza, che sarà aperta a tutti, senza limiti d’età, provenienza o preparazione tecnica. Le serate dedicate alla Community dance saranno cinque, ma sarà possibile partecipare anche a una sola lezione. Al termine di questi incontri, condotti da Alessandra Fabbri ed Elisa Mucchi, si darà vita, l’8 luglio alle ore 22.00, a una jam session aperta al pubblico.

Nel workshop serale Blind Trust che si terrà dal 17 al 22 luglio, Milka Panayotova guiderà un gruppo di persone alla preparazione di una performance partecipativa, basata sulla riscoperta dei sensi considerati “minori”. Il 22 luglio dalle 20.30 alle 24.00 avrà luogo la performance finale, basata sull’interazione diretta tra performer e pubblico. Gli spettatori infatti entreranno uno alla volta, vivendo individualmente quest’esperienza.

Tango, musica e danza contemporanea si intrecceranno grazie alla sperimentazione del progetto di Elisa Mucchi intitolato “TANCE”, dove un gruppo di ballerini di tango lavorerà tutti i lunedì del mese, per costruire una nuova danza che verrà presentata il 28 luglio alle ore 21.30.

La rassegna si chiude con la restituzione pubblica “Giochi da Giardino”, che si ispira a “Il giardino dei Finzi Contini” e alle indimenticabili pagine scritte da Giorgio Bassani. La performance è frutto della residenza coreografica tenuta durante tutto il mese da Stefano Babboni, Martina Danieli, Elisa Mucchi e Giacomo Sacenti. L’appuntamento è per il 29 luglio alle ore 21.30. Maggiori informazioni al sito www.ferraraoff.it o telefonando al 333.6282360.

Inaugurata a Palazzo Bellini la mostra “Remo Brindisi: Le inquietudini di un secolo”.

La mostra “Remo Brindisi: le inquietudini di un secolo”, inaugurata questa sera nella Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Bellini è un omaggio alla figura del Maestro, nel centenario della sua nascita. Quattro sale del piano terra dell’edificio comunale ospitano alcune tra le opere più importanti dell’artista, che nel 1973 ha creato al Lido di Spina un museo alternativo, all’avanguardia di arte contemporanea, divenuto punto di riferimento per giovani che tentavano di emergere e per intellettuali del suo tempo. Come ha ben spiegato Laura Ruffoni, responsabile dei Servizi Museali Comunali, il fulcro centrale della mostra, con cui prendono avvio le iniziative dedicate ai 100 anni di Brindisi, è rappresentato dal ciclo sul fascismo e sulla Resistenza e da quello della Via Crucis. “Il ciclo sul fascismo, realizzato tra gli anni ’50 e ’60 – ha ricordato Laura Ruffoni -, è frutto della rabbia e del senso di ribellione sbocciati in Brindisi a causa della privazione delle libertà, durante il periodo della dittatura. L’odio e la crudeltà sono stati riversati sulla tela insieme ad un profondo senso di dolore. La Via Crucis invece costituisce un confronto con il sacro rispetto ad una società improntata all’individualismo.” Il video collocato nella prima sala, realizzato da Maurizio Cinti, curato dalla stessa Laura Ruffoni e da Anastasia Rizzoni, animatrice culturale della biblioteca civica “L.A. Muratori”, mette in luce la figura di un uomo, un artista che interpreta le inquietudini del suo tempo, un intellettuale amico di tanti intellettuali, sfuggito alla guerra insieme all’amico Marcello Mastroianni, rifugiandosi a Venezia a dipingere foulards per i turisti.
Collezonista attento ed appassionato, Brindisi apre il suo sguardo al mondo di allora, trasferendo nelle opere la sua visione critica.
Un apporto determinante alla realizzazione della mostra è stato fornito da Orlando Piraccini dell’Istituto per i Beni Culturali dell’Emilia Romagna. Plaudendo al lavoro svolto da Laura Ruffoni e dai suoi collaboratori, l’Assessore alla Cultura Alice Carli ha definito la mostra come “un piccolo frammento di tutto il lavoro messo in campo, per ricordare la figura del Maestro Remo Brindisi, a cento anni dalla sua nascita. Segnalo il prossimo importante evento, quello del 25 luglio, nella casa museo del Lido di Spina, alle ore 18.30, per l’inaugurazione del nuovo allestimento espositivo, mentre durante l’estate si susseguiranno rassegne, concerti, cinema sul mare, incontri letterari, visite guidate e laboratori didattici. Invito tutti ad avvicinarsi alla casa di Brindisi, un grande patrimonio della collettività, che ha tanto da raccontare.” La mostra “Remo Brindisi: le inquietudini di un secolo”, resterà aperta a Palazzo Bellini, ad ingresso gratuito sino al 30 settembre prossimo (dal lunedì al sabato, dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18).

Comune di Comacchio

TPER NON SA QUANTI PASSEGGERI HA…

TPER NON SA QUANTI PASSEGGERI HA… MA MODONESI STANZIA UGUALMENTE!
Questa è la risposta ufficiale dell’azienda a partecipazione pubblica TPER alla domanda della consigliera Ilaria Morghen (M5S) su quanti passeggeri prendano il bus nelle fasce orarie maggiormente attive per i pendolari e gli studenti: “NON LO SAPPIAMO”.
Data la risposta a dir poco vaga e inconcludente, ci chiediamo: su quale base numerica l’assessore Modonesi ha appena stanziato 178mila euro proprio a TPER da utilizzare per il trasporto studenti di terza media? E soprattutto, su che base un’azienda pubblica, che gode di soldi pubblici, redige il proprio piano aziendale se non conosce neanche il numero di utenti che usufruiscono del proprio servizio? Sulla base di quale stima mette in strada tutti i numerosi mezzi, spesso vuoti ed inquinanti (in quanto vetusti e diesel e mai rinnovati nonostante questi forti iniezioni di denaro pubblico)?
I nuovi mezzi tanto decantati in ogni dove sono talmente pochi da rappresentare una percentuale insignificante rispetto al volume di quelli circolanti. C’è rimasto solo il nostro Assessore a definire questi mezzi obsoleti e dalle fumate nere come “mobilità sostenibile”.
Recentemente, il sindaco di Milano, Sala, ha annunciato che nel capoluogo lombardo, entro sette anni, circoleranno solo bus elettrici (con un investimento di 1milione di euro, pari a quello che ha ricevuto la nostra Giunta dal Ministero proprio per la mobilità sostenibile). Qui a Ferrara, invece, si investe ancora in una Azienda non al passo con i tempi (non serve essere innovativi e concorrenziali se hai una Giunta che a prescindere stanzia “agevolazioni” pecuniarie senza imporre un miglioramento degli standards, cfr. Delibera del Consiglio comunale dei giorni scorsi, ulteriori 110mila euro sempre a TPER).
Secondo noi, serve una maggiore trasparenza dei dati delle aziende partecipate e serve che queste presentino dei bilanci attivi anche senza fondi pubblici. Serve che, analizzando costi e benefici (ambiente e mobilità), offrano realmente un servizio ai cittadini e serve che ottimizzino i risultati e che non gravino semplicemente sui contribuenti, così come fa qualsiasi altra azienda presente sul mercato.
Laboratorio Civico Ferrara

Comunicato Regione: Attività produttive

Sciopero nazionale il 25 e 26 giugno dei distributori di carburanti: ecco dove sarà garantito il servizio in Emilia-Romagna

La lista degli impianti che dovranno rimanere aperti sulla rete autostradale durante l’astensione dal lavoro del settore

Bologna – Ecco la lista dei distributori di carburante, disponibile anche on line sul portale della Regione Emilia-Romagna, aperti in occasione dello sciopero nazionale degli impianti della rete autostradale, compresi tangenziali e raccordi, indetto per i giorni del 25 e 26 giugno.
Gli impianti che nella regione devono garantire il servizio per tutta la durata dello sciopero, che andrà esattamente dalle ore 22 di lunedì 25 giugno, alle ore 22 di martedì 26 giugno. Gli impianti sono elencati sulla pagina web all’indirizzo qui http://imprese.regione.emilia-romagna.it/notizie/2018/sciopero-dal-25-al-26-giugno-dei-distributori-di-carburanti

Al via l’AgriAcademy di Ismea. Si comincia da Roma

Agricoltura 4.0, digital transformation, internazionalizzazione. Le parole chiave del programma di alta formazione, che vede la partecipazione di 206 giovani agricoltori provenienti da tutta Italia

Si è aperta oggi venerdì 22 giugno l’Agriacademy di Ismea, il programma di alta formazione su innovazione ed export promosso in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestalie rivolto a giovani imprenditori agricoli vincitori del bando “promuovere lo spirito e la cultura d’impresa”.

Dei 206 giovani agricoltori selezionati nell’AgriAcademy, 46 iniziano oggi un’intensa tre giorni che si terrà in provincia di Roma, fino a domenica 24 giugno, e si concluderà con un secondo appuntamento autunnale nel quale i partecipanti saranno accompagnati nello sviluppo pratico di loro progetti, i migliori dei quali saranno premiati con azioni di coaching aziendale o study visit.

#AgriAcademy è un programma di formazione innovativo e non convenzionale che prevede due week end uno estivo e uno autunnale, fatti di lezioni frontali in aula, laboratori pratici, testimonianze e momenti sociali informali per stimolare l’attività di netwoking. Le sedi dei corsi sono Roma, Bologna e Bari, mentre gli argomenti trattati spaziano da tematiche di stringente attualità come l’agricoltura 4.0, la smart agrifoode la digital transformation, alle strategie di marketing, brand management, e internazionalizzazione.

L’AgriAcademy si pregia della collaborazione con l’Università di Brescia, il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma e l’ Università del Sannio.
Per saperne di più http://www.agriacademy.it/

Segui #Agriacademy su Facebook, Instagram e twitter @Ismeaofficial e @agricolturagiovani

I blues dei Delta per due giorni con Ravenna Festival tra Porto Garibaldi e le valli insieme ad Eugenio Finardi, Vince Vallicelli, Don Antonio.

Nell’anno in cui Ravenna Festival celebra la chitarra elettrica, la collaborazione con il Comune di Comacchio non poteva che rinnovarsi all’insegna di un omaggio a questa autentica icona del rock, che ha saputo contaminare tutti i generi musicali lasciando un’impronta indelebile. Approda domani sera, sabato 23 giugno 2018, sul molo di Porto Garibaldi “Il Blues dei Delta, dal Mississippi al Po (e viceversa), quarta edizione della rassegna musicale estiva, organizzata da Ravenna Festival.
Si comincia alle ore 19, con “Guitars in blues”, una serie di momenti musicali, con chitarre elettriche in solo o a gruppi di giovani musicisti, lungo l’area pedonale del portocanale. Ingresso libero. Si prosegue poi, alle ore 21.30, sempre con vista a mare e ad ingresso libero, dal piazzale del bagno Paradiso con “Sunset Adriatico Blues, Due Delta, tanti mondi, un solo suono”, con la partecipazione di EUGENIO FINARDI (chitarra e voce) e VINCE VALLICELLI (batteria e percussioni). Si consacrerà così un incontro in musica tra due grandi Delta, quello del Po e del Mississippi e tra due mari lontani (l’Atlantico e l’Adriatico). Accanto a due mostri sacri del calibro di Finanrdi e Vallicelli troveremo alla chitarra Don Antonio, Antonio Gramentieri, raffinatissimo chitarrista blues.

Si esibiranno anche Roberto Villa (contrabbasso), Matteo Monti (batteria), Franz Valtieri (sassofoni), Gianni Perinelli (sassofoni) Gionata Costa (violoncello) e Andrea Costa (violino).
Domenica 24 giugno Il Blues dei Delta farà un’incursione nelle Valli di Comacchio, a partire dalle ore 15.30 (con partenza dal Bettolino di Foce), per dare vita ad un concerto trekking e bike dalle grintose tinte blues, grazie alla collaborazione con Trail Romagna. Si raggiungerà in bicicletta la salina, per contemplare un paesaggio unico, sospeso tra terra, acqua e cielo, attraversato dai fenicotteri rosa e da molte altre specie di uccelli autoctoni e migratori. Tappa anche alla cinquecentesca Torre Rossa, ex-postazione di guardiania in uso sino all’età napoleonica, oggetto di un recente restauro conservativo. Per la prima volta sarà il Casone Serilla ad accogliere un concerto, rigorosamente blues, con inizio alle ore 18.
Per informazioni: tel. 0544/249211, per prenotazioni tel. 0544/249244
e-mail info@ravennafestival.org (per informazioni)
tickets@ravennafestival.org (per prenotazioni).

23 giugno Giornata del Servizio Pubblico delle Nazioni Unite

In occasione della Giornata del Servizio Pubblico delle Nazioni Unite che ricorre il 23 giugno, il Coordinamento invita ad una riflessione sul prezioso contributo di dipendenti pubblici e amministratori nello sforzo per fare del mondo un posto migliore in cui i diritti umani costituiscano universale indicatore della buona politica.
La buona politica dei diritti umani, però, prescinde da interessi economici internazionali e punta alla semplice, naturale e universale fermezza del rispetto degli esseri umani a cui spettano eguali diritti innati.
A controllare, sostenere e correggere le politiche sui diritti umani dal  2006 esiste un’istituzione dell’ONU molto importante: il Consiglio dei diritti umani. Esso supervisiona il rispetto e le violazioni dei diritti umani in tutti gli stati aderenti alle Nazioni Unite e informa l’opinione pubblica mondiale in merito allo stato dei diritti umani nel mondo al fine di adottare le migliori politiche internazionali per  dirimere i rischi di ulteriori violazioni.
I giornali di questi giorni riferiscono che, in base a quanto afferma, l’ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite Nikki Haley gli Stati Uniti d’America lasceranno il Consiglio dei diritti umani, accusando l’istituzione di essere “un protettore dei molestatori dei diritti umani e un pozzo nero di pregiudizi politici  – definendola –  un’organizzazione ipocrita e egoista che deride i diritti umani”.
Il Coordinamento Nazionale dei docenti delle discipline dei Diritti Umani, impegnato da diverso tempo sul fronte della sensibilizzazione delle generazioni future circa il rispetto dei diritti umani, esprime una ferma condanna dinanzi alle predette dichiarazioni.
Riteniamo che mettere in dubbio la sacralità del rispetto dei diritti umani e delle istituzioni che se ne fanno garanti sia la via sbagliata per l’educazione umanitaria dei popoli.
Alle generazioni future occorrono unità, pace, politiche internazionali concertate, fratellanza in primo luogo; certamente anche confronti e dibattiti accesi sono ammissibili, purché non si diserti mai il tavolo delle trattative o si delegittimi l’istituzione che agisce con rigore nel rispetto e nel ripristino della legalità.
Ogni funzionario esercita un ruolo tale da dover non solo osservare la normativa vigente del paese in cui opera per espletare al meglio i compiti connessi al proprio mandato, ma anche perseguire una “missione” educativa globale, lata, e pervasiva all’interno delle istituzioni.
Il Coordinamento rivolge un appello a tutti gli educatori, affinché diano origine a un movimento internazionale umanitario, la cui base sia costituita principalmente dagli attori della scuola, che possa influenzare positivamente l’orientamento politico / socio – culturale degli Stati in funzione della difesa della dignità umana nel mondo.

Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

Scuola: Save the Children, contro la dispersione scolastica due seminari Fuoriclasse a Napoli e Milano

Quasi il 14% dei minori in Italia abbandona la scuola precocemente, una delle percentuali più alte in Europa. In un anno 170 scuole, 20.000 minori, 2000 insegnanti e 1000 i genitori hanno aderito al movimento.

Si conclude oggi a Milano il secondo di due seminari nazionali di Fuoriclasse, il Movimento di scuole contro la dispersione scolastica promosso da Save the Children. I due incontri, il primo tenutosi a Napoli lo scorso 18 giugno, hanno visto la partecipazione di oltre 200 tra docenti e dirigenti Fuoriclasse, veri e propri agenti di cambiamento nel proprio territorio che svolgono una funzione di supporto alla formazione di altri insegnanti, alla sperimentazione di attività innovative, alla promozione del Movimento a livello locale e nazionale.

I seminari si sono concentrati in particolare su tre temi principali che sono stati approfonditi grazie alla collaborazione di esperti del settore: didattica inclusiva, protagonismo degli studenti e comunità educante. Gli incontri si sono svolti in collaborazione con i Comuni di Napoli e Milano e hanno visto la partecipazione degli assessori all’Istruzione delle due città.

“La dispersione scolastica in Italia registra ancora numeri molto alti. Quasi il 14% di bambini e ragazzi, infatti, abbandona la scuola prima del tempo. Una delle percentuali più alte in Europa e che raggiunge livelli ancor più elevati in Sicilia (23,5%), Sardegna e Campania (18,1%)[1]. Una emorragia che non accenna a fermarsi e che preclude la crescita e lo sviluppo delle competenze fondamentali per un percorso formativo completo” afferma Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

“Per contrastare la dispersione scolastica è fondamentale che si crei un’alleanza culturale, tra scuole e territori. E’ sempre quindi più necessario fare rete anche sul territorio per trovare soluzioni comuni a promuovere il successo formativo di bambini e adolescenti” conclude Milano.

Per dare un contributo concreto alla lotta contro la dispersione scolastica, nel 2017 è nato Fuoriclasse in Movimento, come azione collettiva e capillare promossa da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro. L’obiettivo del Movimento è agire sulle politiche scolastiche, partendo dal dialogo tra docenti, studenti e famiglie. Per questo sono stati creati i Consigli fuoriclasse, tavoli di confronto tra docenti e studenti per definire insieme soluzioni e azioni di cambiamento nel campo della didattica, delle relazioni, della riqualificazione degli spazi scolastici, della collaborazione con il territorio, in seguito ad un’analisi approfondita dei problemi e delle esigenze di ogni singolo istituto.

Un’esperienza quella di Fuoriclasse che punta al coinvolgimento sia degli insegnanti che degli alunni che si riconoscono in un modello di scuola inclusivo, nel quale i ragazzi diventano i veri protagonisti del cambiamento.

Per approfondire Fuoriclasse in Movimento: www.fuoriclasseinmovimento.it

Ufficio Stampa Save the Children

[1] Fonte: Eurostat, 2017. L’indicatore contabilizza il numero di giovani tra i 18 e i 24 anni in possesso della sola licenza media e che non hanno concluso corsi di formazione riconosciuti di almeno 2 anni

La bella Estate! Da Giorgio Bassani al GAD, Ferrara nella storia e nella cronaca nel Programma delle Passeggiate Culturali

Passeggiata Culturale Sabato 24 delle ore 16.00, Ferrara Magica: itinerario nella Ferrara Esoterica. Splendida Ciclopasseggiata nella Ferrara Ebraica Omaggio al nostro Giorgio Bassani Domenica 24 alle ore 10.30 con appuntamento e partenza dalla libreria Eccelibro in via Saraceno 32. Poi la sera di Domenica 24 alle ore 21.00 sempre dalla libreria Eccelibro Sex in the City originale itinerario nella storia della sessualità attraveso il centro storico medioevale e rinascimentale di Ferrara. Tutti gli itinerari sono a cura di Alessandro Gulinati.

Poi finalmente la Ciclopasseggiata GADSET! – Talk Show by Bike per scoprire insieme, al tramonto, il Quartiere Giardino Arianuova Doro, ai partecipanti sono consigliati abiti bianchi, gialli o comunque ad alta visibilità e luci funzionanti. L’itinerario partirà Lunedì 25 Giugno dal Sagrato della Cattedrale alle ore 21.00. si concluderà curiosando nel Festival Gad-UP! In Piazza Giordano Bruno. Come sempre sarà anche una occasione di confronto sui beni culturali e la qualità della vita in città. La partecipazione aperta a tutte e tutti, residenti e forestieri, amministratori pubblici e militanti di opposizione, perchè se si vuole davvero comprendere Ferrara è dal GAD che occorre necessariamente partire, come tutti coloro che, dal 1862 in poi, sono entrati a Ferrara provendendo dalla Stazione ferroviaria.
La Ciclopasseggiata si svolge rigorosamente ad offerta libera!

Affidata all’A.S.D. San Giuseppe la gestione della Sagra dell’anguilla.

Con Delibera di Giunta Comunale approvata oggi, l’Amministrazione Comunale annuncia che è stata affidata, all’Associazione Dilettantistica di Calcio San Giuseppe, la gestione della Sagra dell’Anguilla 2018. L’affidamento è suscettibile di ulteriore rinnovo della durata di 1 anno. L’A.S.D. San Giuseppe proprio quest’anno ha ripreso a pieno ritmo le attività calcistiche e dalle prossime settimane, grazie ad un gruppo di giovani che si sono messi in gioco, riprenderà tutte le attività collaterali.
L’Amministrazione Comunale ricorda che la Sagra dell’Anguilla, evento clou della programmazione autunnale, che più di tutti incarna gli aspetti identitari e le tradizioni culturali della comunità, si svolgerà a Comacchio nei fine settimana dal 29 al 30 settembre e 6/7 e 13/14 ottobre prossimi.

Comune di Comacchio
Ufficio Comunicazione Istituzionale e Trasparenza

Comunicato Regione: La solidarietà di Bonaccini alla Cgil

La solidarietà di Bonaccini alla Cgil: “Farneticanti estremisti di destra che in Emilia-Romagna non riusciranno a dividerci. Qui guardiamo alle persone in quanto tali, senza discriminazioni e differenze”

“Nella regione dove più sta crescendo l’occupazione proprio grazie alla collaborazione e al dialogo fra tutte le parti sociali nel Patto per il Lavoro, e dove, allo stesso tempo, cerchiamo di dare un aiuto concreto a chi più ne ha bisogno con il Reddito di solidarietà, non riusciranno a calpestare i nostri valori di civismo, solidarietà e coesione sociale”

Bologna – “Nella regione, l’Emilia-Romagna, dove più sta crescendo l’occupazione proprio grazie alla collaborazione e al dialogo fra tutte le parti sociali nel Patto per il Lavoro, e dove, allo stesso tempo, cerchiamo di dare un aiuto concreto a chi più ne ha bisogno con il Reddito di solidarietà, farneticanti estremisti di destra cercano di dividere e di calpestare quelli che sono i nostri valori di civismo, solidarietà e coesione sociale con proclami inaccettabili, per i quali esisterebbero persone diverse, da discriminare. Sappiano che qui non ci riusciranno, che qui non si fanno differenze di censo, razza e orientamento religioso o sessuale. In Emilia-Romagna continuiamo a guardare alle persone in quanto tali, punto e basta”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, nell’esprimere piena solidarietà alla Cgil per i manifesti affissi questa mattina nei pressi delle sedi del sindacato a Bologna, Modena e Reggio Emilia e i volantini comparsi vicino a Centri servizi collegati.

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BORDO PAGINA
Scienza e migrantismo

Info: “Post” di Marco Cattaneo* Facebook

Mi ci vuole sempre del tempo, per mettere a fuoco le dimensioni.
A volte mi servono persino dei disegni, con la didascalia.
Qui sotto, a sinistra, l’isola di Malta, 316 chilometri quadrati. A destra, per confronto, il Comune di Roma, 1.285 chilometri quadrati.
Un altro paio di numeri. Dal 1° gennaio a oggi, in Italia, sono sbarcati 14.330 migranti. Secondo lo Unhcr, oggi le persone costrette a fuggire dal proprio paese sono, nel mondo, 65,6 milioni.
Sono due fatti.
Il primo dovrebbe far capire che Malta non può ricevere molti migranti, per usare un eufemismo.
Il secondo dovrebbe suggerire che non c’è un’invasione. E che forse ci sarà, quando arriveranno immense masse di diseredati.
E arriveranno, prima o poi. Non si tratta di farcelo piacere o meno, ma di prepararci.
Qualcuno lo spieghi anche al Ministro dell’Inferno.
Ps: Non sono dell’umore di digerire polemiche o sofisticati distinguo

Così scrive l’autorevole e certamente uomo di scienza e conoscenza Marco Cattaneo, Direttore de Le Scienze (Italia) e Mente e Cervello…
Tuttavia i dati pare ufficiali del Viminale (!) indicherebbero quantomeno maggiore complessità proprio globale sulla questione, al di là dei dati specifici e contingenti sulle dimensioni e il senso geopolitico di Malta ecc.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/migranti-i-numeri-viminale-6-su-10-non-sono-profughi-1542773.html

Certamente le attuali politiche in merito del Nuovo Governo sembrano “limitarsi” a una sorta di antivirus potenzialmente efficaci a breve e medio termine anche, ma a lungo termine (ma sempre relativamente come di seguito) presuppongono concrete svolte dell’Unione Europea e anche dell’Onu: Realismo politico (e non utopismi pseudoumanitari), analisi e non ideologismi sulla vera natura dei cosiddetti migranti (incluse le infiltrazioni ormai flagranti della criminalità internazionale e collusioni, piaccia o meno con troppo Ong, Cooperative ecc.), piani Marshall 2.0 inediti per comunque l’Africa.
Va da sé, siamo convinti (e da tempo e non solo noi, esperti ben più autorevoli) che il nodo centrale sia ancora misconosciuto nell’infuocato dibattito che a quanto pare anche la comunità scientifica italiana (di cui Marco Cattaneo è figura ineccepibile in tal senso ma in questo caso…) non focalizza in senso neutralmente conoscitivo, rilanciando- come si vede dal post stesso di Cattaneo, francamente troppe fake news buoniste ben note.
Vale a dire: la questione epocale migranti cosiddetta, come poi in realtà tutti i bachi irrisolti contemporanei, è quasi esclusivamente analizzata e discussa (almeno a livello di mass media e politologi e politici) con paradigmi e orizzonti “conoscitivi” obsoleti, come se il mondo del 2000 non sia essenzialmente plasmato, dico a livello letterale psicosociale, dalla tecnoscienza su cui, piaccia o meno, si basano le società occidentali, anzi – nell’era globale – in certo senso il mondo intero.
La sinistra Liberal ha già dimostrato dopo anni di Politica dell’accoglienza e multietnica il fallimento concreto delle sue opzioni. La cosiddetta destra o antipolitica populista oggi scommette come accennato su soluzioni tipo antivirus di relativa potenziale efficacia. Quando, invece, vano girarci attorno, in principio, negli anni duemila inoltrati, è la Tecnoscienza come paradigma conoscitivo strutturale e globale per pilotare e potenzialmente risolvere la cosiddetta questione epocale migranti.
Un esempio? Gli Ogm, sani per la comunità scientifica prevalente, sono banditi dall’Unione Europea! Per la soluzione del non banale problema della Fame in Africa in molte e troppe aree, è incomprensibile non ricorrere a una Politica Alimentare basata sugli Ogm. In prima istanza dovrebbe essere persino banale dirlo per aree dove impossibile, per assenza di sviluppo presente e certamente futuro a medio lungo termine.
Altro esempio: un mito postmoderno, questo della destra in effetti, è quello della denatalità europea! in certo senso. In realtà il problema è quasi opposto: ancora una volta la soluzione è scientifica; la denatalità occidentale è un processo spontaneo positivo per sfidare il futuro anche in Occidente liberandosi almeno parzialmente di certa eccessiva corsa consumistica per penuria eventuale di risorse (attenzione eccessivo consumismo, non il consumismo e lo sviluppo relativo ma crescita… dinamiche pochissime chiare agli attuali cosiddetti Liberal o – peggio – ai teorici ideologici di certa illusoria e pericolosa società a decrescita (sic!) felice).
Mentre invece un controllo della nascite nei paesi arretrati africani ecc, dove assurdamente e senza risorse spesso persino alimentari vige l’anarchia biologia… favorirebbe nell’arco di pochissime generazioni sia la piena efficacia di una nuova politica alimentare basata sugli Ogm, sia esponenzialmente anche – l’avvio non da meno di zero e quindi ad handicap, di complementari politiche di sviluppo basate sull’agricoltura, il commercio, l’industria, naturalmente integrando tali dinamiche con strutturali Piani Marshall 2.0.
Inoltre, le prospettive futuribili, in senso materiale delle cosiddette Stampanti 3 D, anche come cibo sintetico (e non solo anche Case, Farmaci… a ben vedere persino proprio la cosiddetta Moneta, quasi superflua in certo senso nel futuro prossimo come mezzo di scambio per certi bisogni primari almeno) non è solo fantascienza. E tali orizzonti, inoltre, neppure riguardano solo l’Africa, ma anche le società occidentali dell’avvenire..
Soprattutto, riassumendo, qua si parla di soluzioni scientifiche, non ideologiche e né effimere, ma previsionali e prospettiche: e tali orizzonti inevitabilmente dovrebbero indicare la vera via per il futuro, non solo in senso neoconservatore come fanno populisti e antipolitici (non necessariamente negativi però a seconda di certe contingenze storiche – e quella attuale è una di queste che probabilmente domanda parziali soluzioni neoconservatrici): vale a dire, in ottiche di neoprogressismo 2.0, nelle prospettive della conoscenza scientifica, sia dal punto di vista materiale che immateriale (la Tecnologia è una filosofia se orientata anche in senso umanistico… e oggi l’Umanesimo certamente più verosimile di altri paradigmi umanistici storici in sé sia poco credibili che deboli se non filtrati dalla dialettica scientifica) tempo di un Partito della Scienza.
Con la comunità scientifica italiana capace di scendere in campo nell’agorà politico o almeno metapolitico italiano, senza se e senza ma. E contro la vecchia politica della fu sinistra e anche con quella nuova populista o antipolitica perché effimera come abbiamo cercato di indicare.
Per quale motivo figure come lo stesso Cattaneo e troppi altre in Italia non vedono – proprio loro espressioni tangibili del progressismo potenziale sociopolitico italiano – questi futuri almeno verosimili?

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