Giorno: 28 Giugno 2018

Comunicato Regione: Lavoro

L’assessore Patrizio Bianchi sente Conform: già liquidati 3,7 milioni, in corso tutte le procedure per accelerare i pagamenti

Sui Centri per l’impiego sforzo straordinario, già assunti 95 addetti e altri 25 in arrivo. Gestiti i dati di 250 mila persone per oltre 700mila misure di politica attiva del lavoro

Bologna – Sono già stati liquidati circa 3,7 milioni di euro, si sta lavorando a tempo pieno per un’integrazione dei sistemi informativi, operazione che riguarda i dati di 250 mila persone per oltre 700mila misure di politica attiva personalizzate, e “sono in corso tutte le procedure necessarie per accelerare e riattivare il flusso dei pagamenti”. Così l’assessore regionale al Lavoro, Patrizio Bianchi, sulla società Conform, che gestisce il servizio di prima assistenza a chi si presenta nei sette centri per l’impiego di Bologna, in difficoltà rispetto ai pagamenti attesi dalla Regione.

L’assessore nel pomeriggio ha sentito telefonicamente l’amministratore unico di Conform per assicurare il massimo sforzo della Regione. In partenariato con AECA e altri soggetti, Conform srl ha erogato misure orientative e di politica attiva del lavoro in attuazione di tre progetti finanziati a supporto dell’attività dei centri per l’impiego della Città metropolitana in anni di forte incremento delle richieste di servizi. L’80% delle risorse relative ai due progetti già conclusi, pari a circa 3,7 milioni di euro, sono state liquidate al partenariato in itinere e per tranche successive.

“Gli uffici- sottolinea Patrizio Bianchi- stanno lavorando a tempo pieno per un’integrazione dei sistemi informativi del lavoro e della formazione, stiamo parlando dei dati di 250 mila persone per oltre 700mila misure di politica attiva personalizzate. Le verifiche dei dati necessari per il saldo sono comunque in corso e si stanno adottando tutte le procedure necessarie per accelerare e riattivare il flusso dei pagamenti. Anche per quanto riguarda il terzo progetto in corso, relativo al 2018, nuove modalità permetteranno l’avvio dei pagamenti entro la prossima settimana”.

Inoltre, l’Agenzia per il Lavoro ha da poco concluso le procedure di selezione del concorso per 120 nuove assunzioni. Questa mattina, sul sito dell’Agenzia sono state pubblicate le graduatorie. “La Giunta regionale- afferma l’assessore- ha già deliberato di anticipare risorse regionali per 95 di queste in attesa del finanziamento che il Ministero del Lavoro deve attribuire alle Regione per il rafforzamento dei Centri per l’Impiego. Le restanti 25 assunzioni sonorese possibili grazie agli investimenti che sempre la Giunta ha già stabilito di fare per rafforzare il collocamento delle persone con disabilità. A breve partiranno le procedure di assunzione”.

Per questo, anche di fronte alle parole della consigliera regionale Silvia Piccinini (M5s) che parla di un sistema che non funziona, l’assessore Patrizio Bianchi ricorda invece come “gli investimenti complessivi che la Regione sta facendo sui servizi pubblici e privati per il lavoro permetteranno di valorizzare le competenze maturate dai soggetti accreditati e dai loro operatori, qualificando i servizi ai cittadini e alle imprese. Stiamo facendo un’operazione enorme, garantendo anche i livelli occupazionali e investendo risorse dirette per il funzionamento dei Centri per l’impiego pubblici dei Comuni, e il nostro sistema di orientamento e politiche attive per il lavoro è preso a riferimento a livello nazionale”.

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Siria: Save the Children, bombardate le scuole supportate dell’Organizzazione tra la violenza crescente e 50.000 sfollati nel sud del Paese

Una scuola supportata da Save the Children a Dara’a in Siria e frequentata da circa 536 studenti è stata gravemente danneggiata in un attacco aereo avvenuto poche ore dopo che le lezioni erano state sospese per motivi di sicurezza a seguito dell’escalation delle violenze. Anche un’altra scuola, gestita dal partner di Save the Children Olive Branch, è stata colpita da un attacco aereo e una guardia accorsa per controllare la struttura è morta in seguito alle ferite riportate nell’attacco stesso.

Questa settimana, anche un’aula allestita in una tenda da Olive Branch è stata distrutta durante il bombardamento che ha colpito un campo di sfollati, e la popolazione è stata costretta a fuggire di nuovo. Tutte le 52 strutture educative gestite dai partner di Save the Children nel sud della Siria sono state costrette a chiudere temporaneamente a causa di attacchi aerei diffusi e della crescente instabilità.

Nella scorsa settimana un attacco aveva distrutto varie parti di un “Centro di apprendimento alternativo”, che forniva l’istruzione a bambini tra i 3 e i 15 anni. Il centro era un servizio di vitale importanza per la comunità locale essendo di fatto una scuola per l’infanzia e per i corsi di recupero per i bambini che non hanno più la possibilità di frequentare le normali scuole e che spesso hanno perso anni di istruzione a causa del conflitto.

Ci sono notizie di numerose vittime finora a causa delle violenze nel governatorato di Dara’a e i combattimenti si sono spostati vicino all’importante valico di frontiera per il rifornimento di aiuti. Secondo le Nazioni Unite inoltre, almeno 50.000 persone, molte delle quali donne e bambini, sono dovute fuggire dalle loro case e molte altre saranno costrette a farlo nei prossimi giorni.

“Le scuole sono pensate per essere un rifugio sicuro per i bambini, anche in zone di guerra. Questi centri hanno fornito istruzione essenziale a centinaia di bambini vulnerabili, molti dei quali sono già stati costretti a perdere mesi o anni di scuola a causa del conflitto e ora sono ridotti a un cumulo di macerie, ha dichiarato Sonia Khush, Direttore per la Siria di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro.

“I bambini della Siria meridionale stanno affrontando il terrore e l’incertezza a causa dei pesanti bombardamenti in alcune aree e decine di migliaia di persone sono state costrette a fuggire. È essenziale che i civili siano protetti e che le armi esplosive non vengano utilizzate nelle aree popolate, dove i bambini e le strutture su cui fanno affidamento sono più vulnerabili agli attacchi. Se le violenze continueranno, saremo costretti a sospendere i nostri programmi e ad assistere ad altre scuole distrutte dagli attacchi.” conclude Khush.

Save the Children chiede un immediato cessate il fuoco, in linea con l’accordo negoziato per il sud della Siria da Russia, Giordania e Stati Uniti proprio l’anno scorso. Tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale umanitario e proteggere dagli attacchi le scuole, gli ospedali e le altre infrastrutture civili di vitale importanza. I bambini sono particolarmente vulnerabili quando si tratta di armi esplosive e tutte le parti in conflitto dovrebbero fare un particolare sforzo per proteggerli.

Ufficio Stampa Save the Children

Comunicato Regione: Welfare

Inaugurato a Podenzano, nel piacentino, un nuovo centro diurno per disabili. Dalla Regione un contributo di oltre 230mila euro. Il presidente Bonaccini: “Impegnati ad ampliare su tutto il territorio la rete di assistenza socio-sanitaria. Fondamentale favorire l’autonomia e l’inclusione sociale delle persone con disabilità”

La struttura si aggiunge ai 168 centri socio-riabilitativi diurni accreditati già esistenti in Emilia-Romagna. Potrà impegnare in attività educative e ricreative 15 persone. Nel 2017 investiti più di 478 milioni di euro dal Fondo regionale per la non autosufficienza

Bologna – Dalla rieducazione motoria allo svolgimento di attività ricreative, manuali, culturali per migliorare l’autonomia delle persone disabili e consentire loro di sentirsi parte attiva della comunità. Sono alcuni dei servizi offerti dal nuovo centro diurno per disabili realizzato a Podenzano, nel piacentino, inaugurato oggi pomeriggio dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

L’edificio, costruito dove prima sorgevano i vecchi ambulatori dell’Azienda sanitaria, in via Cesare Battisti, potrà accogliere durante il giorno e in presenza di educatori e tutor fino a 15 persone, in età adulta e affette da diversi gradi e tipologie di disabilità (motorie, psichiche o relazionali). Per realizzare la struttura sono stati investiti quasi 463 mila euro: poco meno di 233.000 dalla Regione, e l’importo rimanente (230.000 euro) dalla cooperativa sociale AuroraDomus,che gestiràil Centro.

“Una nuova e bella struttura, che amplia la rete regionale di assistenza socio-sanitaria della nostra regione e che questa Giunta, anno dopo anno, intervento dopo intervento, ha contribuito significativamente a rafforzare- ha sottolineato Bonaccini al taglio del nastro-. Il tema della disabilità e la conquista di autonomia e inclusione sociale delle persone che ne sono affette richiedono grande attenzione e sensibilità, innanzitutto da parte delle istituzioni, chiamate a dare risposte concrete ai bisogni delle persone più fragili. Noi cerchiamo di farlo da anni- ha aggiunto il presidente- attraverso il Fondo per la non autosufficienza, che tra tutte le Regioni in Italia finanziamo con maggiori risorse; ma anche con i contributi sul ‘Dopo di noi’, fino all’impegno con cui a livello nazionale abbiamo chiesto e ottenuto, assieme a tanti amministratori del nostro territorio, il primo Fondo sui Caregiver. Continueremo a investire- ha concluso Bonaccini- nella dimensione culturale ed educativa dell’accoglienza e dell’inclusione delle persone diversamente abili in tutti gli ambiti della nostra società, perché nessuno ne resti ai margini”.

All’inaugurazione erano presenti anche il presidente della Provincia di Piacenza, Francesco Rolleri, il sindaco di Podenzano, Alessandro Piva, il direttore del distretto di levante dell’Ausl di Piacenza, Rossana Ferrante e Daniela Chinosi, presidente della Cooperativa sociale Aurora Domus.

L’impegno della Regione per i disabili
Sono 168 i centri socio-riabilitativi diurni presenti in Emilia-Romagna, che offrono una disponibilità di 2.561 posti. Si tratta di servizi di piccole dimensioni, fortemente radicati sul territorio, che rispondono agli standard di qualità fissati delle norme regionali sull’accreditamento. Queste strutture hanno consentito la chiusura dei grandi istituiti di ricovero ancora presenti in molte altre regioni.

Sul piano dell’assistenza a disabili e anziani, l’Emilia-Romagna è la Regione con il Fondo regionale per la non autosufficienza – istituito nel 2004 – più alto in Italia: nel solo 2017 sono stati investiti oltre 478 milioni di euro, in aumento rispetto al 2016 (466 milioni), per lo sviluppo della rete dei servizi socio-sanitari, residenziali e semiresidenziali e la realizzazione di interventi di natura assistenziale ed economica. Ogni anno un terzo delle risorse del Fondo, più di 160 milioni, viene destinato a finanziare i servizi socio-sanitari per persone con disabilità. L’Emilia-Romagna, inoltre, è stata la prima Regione ad avere adottatouna legge specifica per i caregiver, coloro che assistono familiari o amici disabili e non autosufficienti, offrendone un riconoscimento giuridico sull’esempio di altri Paesi europei.

Garantire assistenza, indipendenza e autonomia ai familiari disabili rimasti privi di sostegno, perché orfani o con genitori ormai anziani è ciò che si prefigge la Regione con il programma di attuazione della legge nazionale sul ‘Dopo di noi’. Per il triennio 2016-2018, all’Emilia-Romagna sono stati assegnati dallo Stato 13 milioni di euro; di questi, oltre 9 sono già stati destinati dalla Regione ai Comuni per l’acquisto o la ristrutturazione di appartamenti per disabili soli, oppure per l’avvio di nuove forme di coabitazione come case per piccoli gruppi(massimo 5 persone) o soluzioni di co-housing (un modo di abitare in comunità, che coniuga gli spazi privati con aree e servizi a uso comune).
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Comunicato Regione: Attività produttive

Vinyloop di Ferrara chiude e licenzia. L’ira di Regione e Comune: “Un’assoluta mancanza di rispetto e considerazione per i lavoratori, le istituzioni e il territorio”

Messi in mobilità 19 dipendenti dell’azienda, specializzata nel riciclo di materiale plastico. La comunicazione della cessazione di attività avvenuta al di fuori del tavolo di salvaguardia attivato in viale Aldo Moro

Bologna – “Certo non ci aspettavamo che venisse ignorato l’impegno preso al tavolo regionale, denotando un’assoluta mancanza di rispetto e considerazione per le istituzioni, il territorio e i lavoratori. Ora eserciteremo la nostra funzione all’interno della procedura di legge con l’obiettivo, se non sarà possibile impedire la messa in liquidazione dell’azienda, di valorizzare quel sito produttivo anche in prospettiva futura all’interno del polo industriale del petrolchimico di Ferrara, per permettere ai lavoratori un percorso che riconosca la loro professionalità e che ne consenta la ricollocazione il prima possibile”.

E’ stata immediata la reazione dell’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi e dell’assessore comunale di Ferrara, Caterina Ferri, dopo la comunicazione da parte dell’amministratore delegato di Vinyloop, Francesco Tarantino, ai rappresentanti sindacali riguardo la decisione presa dalla proprietà, di cessare l’attività con la conseguente messa in liquidazione dell’azienda, avviando la procedura di licenziamento collettivo per tutti i 19 dipendenti.

La Vinyloop è insediata nell’area industriale ex Solvay di via Marconi a Ferrara, ed è specializzata nel riciclo degli scarti di Pvc.

“Lo abbiamo appreso dopo che- proseguono gli assessori Costi e Ferri- in sede di tavolo di salvaguardia occupazionale regionale, l’azienda si era impegnata a comunicare nella stessa sede le decisioni che avrebbe adottato. Agendo diversamente da quanto concordato, oltre a non aver rispettato l’impegno preso si impedisce alle istituzioni di esercitare ogni intervento possibile prima dell’avvio delle procedure di legge. Avevamo già sperimentato in precedenza difficoltà di interlocuzione con questa azienda, che ci ha negato la possibilità di confrontarci direttamente con i soci proprietari, Inovyn Italia Spa e il Gruppo francese Serge Ferrari”.

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Formignana è il miglior Comune “Rifiuti Free”

Tra i Comuni serviti da Clara podio anche per Ro e Poggio Renatico nell’iniziativa nazionale di Legambiente

Il Comune di Formignana è stato protagonista ieri, a Roma, della 25^ edizione di Comuni Ricicloni, l’iniziativa nazionale di Legambiente che premia ogni anno quelle realtà locali che più si sono distinte nella gestione virtuosa dei rifiuti per aver saputo ridurre drasticamente lo smaltimento in discarica o all’inceneritore. Sono quelli che Legambiente definisce i Comuni “Rifiuti Free”, dove cioè vengono prodotti meno di 75 Kg di rifiuto indifferenziato all’anno per abitante.
Formignana è risultato il vincitore assoluto per la categoria Comuni sotto i 5mila abitanti per la Regione Emilia-Romagna, con una quota pro capite di rifiuto secco residuo di soli 62,9 Kg e l’82% di raccolta differenziata. Secondo classificato, a ruota, il Comune di Ro, con 70,1 Kg pro capite di non riciclabile. Nel 2017 Formignana e Ro sono stati, tra i piccoli Comuni dell’Emilia Romagna, gli unici due con una produzione di indifferenziato inferiore ai 75 Kg per abitante.
Sul podio regionale, per la categoria Comuni tra i 5mila e i 15mila abitanti, compare anche Poggio Renatico, secondo classificato – dopo Novi di Modena – con 69,6 Kg di indifferenziato pro capite.
«Il plauso va innanzitutto ai cittadini di Formignana, che grazie al loro impegno e senso di responsabilità, hanno portato il nostro Comune a questi risultati. Ne siamo molto orgogliosi», ha sottolineato il vicesindaco di Formignana Marco Ferrari.
«Grazie al porta a porta i Comuni serviti da CLARA hanno già superato gli obiettivi di raccolta differenziata, di riciclo e di riduzione dell’indifferenziato che la legge Regionale 15/2016 pone per il 2020 » ha spiegato il direttore generale Raffaele Alessandri, presente ieri a Roma per la premiazione di Formignana. «Le analisi merceologiche che periodicamente commissioniamo mostrano tra l’altro che la qualità dei materiali raccolti attraverso il sistema porta a porta è elevatissima rispetto a quella dei cassonetti stradali, per cui è maggiore la quota di recupero effettivo delle varie frazioni di rifiuti (concetto diverso da quello della percentuale di raccolta differenziata, ndr). Ma si può migliorare ulteriormente, soprattutto perché nel contenitore dell’indifferenziato si trovano ancora materiali riciclabili».
Nel 2017 nel territorio servito da CLARA con sistema porta a porta (ormai tutti i Comuni, con le sole eccezioni di Vigarano Mainarda, Sant’Agostino di Terre del Reno e i lidi di Comacchio), la percentuale di raccolta differenziata ha sfiorato il 78%, con punte che superano abbondantemente l’80% nei Comuni in cui è attivo un sistema di tariffazione puntuale (Ro e Formignana appunto). In questi Comuni si è assistito ad una riduzione drastica del rifiuto indifferenziato avviato all’inceneritore, sceso sotto i 70 Kg pro capite all’anno, contro una media, nei Comuni serviti con porta a porta ma con Tariffa tradizionale, di 110 Kg a testa.
Da luglio di quest’anno il porta a porta sarà esteso a Vigarano Mainarda e, a seguire, entro i primi mesi del 2019, anche a Sant’Agostino, uniformando così il servizio in tutto il territorio. Anche la Tariffa su Misura sarà applicata ad ulteriori comuni: già in queste settimane è in corso a Tresigallo la distribuzione dei contenitori con microchip, e dal 2019 la Tariffa sarà calcolata col nuovo sistema.

Da: CLARA SpA

La Notte Rosa tra Comacchio e i sette lidi

Sarà un’esplosione di musica, per tre giorni di divertimento non-stop, ma la “Notte Rosa” riserverà il 6 e 7 luglio prossimi, anche una miriade di sorprese e di occasioni speciali, per far vivere il territorio, a turisti e visitatori di tutte le età, all’insegna della cultura e delle tradizioni.

Se l’area verde di viale Mare Jonio e via Valtellina tra il Lido degli Scacchi ed il Lido di Pomposa si trasformerà in un palcoscenico naturale, per ospitare il grande concerto di Nina Zilli (venerdì 6 luglio, alle ore 22.30), “La salina in rosa”, a partire dalle ore 18.30, farà da apripista, al Lido di Spina alla tre giorni del capodanno estivo sul litorale. Il concerto “Musica di corte tra 500 e 600”, in un luogo dal fascino ambientale unico, quale è la salina, sarà preceduto da un’escursione guidata in trenino. Per informazioni e prenotazioni: cea@cadf.it

A Comacchio, il Trepponti sarà immancabilmente illuminato di rosa (dal 5 luglio, all’8 luglio 2018), mentre il centro storico accoglierà eventi, racconti, musica dal vivo, escursioni in batana a cura dei “Marasue”, animazione per bambini. Come tutti i venerdì d’estate, andrà in scena infatti “Comacchio by night”, a cura dell’Ascom.

La magia ed il fascino dell’archeologia con “Una sera al Museo Delta Antico” (dalle ore 21.30) e la scoperta degli antichi mestieri lagunari, nello scrigno che li custodisce, ossia la Manifattura dei Marinati (sino alle ore 23), sono il viatico per una Notte Rosa dalle grandi suggestioni, un omaggio autentico alla storia del territorio. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0533-311316 e info@museodeltaantico.com e manifatturadeimarinati@parcodeltapo.it

Il Lungomare Italia del Lido delle Nazioni ospiterà una serata speciale per i giovani con una discoteca all’aperto, DJ set e vocalist

Il Lido degli Estensi sarà teatro, dalle ore 21 alle ore 01 di “Dance on the road”, una spettacolare esibizione delle scuole locali, che si esibiranno a ritmo di tutti i generi musicali, che hanno fatto furore dagli anni ’60 in poi.
Varietà, balletti e parodie, ispirate a musical, colonne sonore e film, offriranno un tributo ai grandi personaggi del panorama musicale internazionale, grazie a “The rising star show”.

La Casa Museo Remo Brindisi resterà eccezionalmente aperta dalle ore 19 alle ore 01, con visite guidate comprese nel biglietto di ingresso (dalle ore 21 alle ore 23). Per informazioni: tel. 0533-330963.

A Porto Garibaldi si alzerà il sipario sulla “Notte Rosa in jazz”, con il tradizionale appuntamento del venerdì sera al mercato ittico, (dalle ore 19) tra racconti, ricordi, narrazioni, sull’esperienza di pesca e sulla memoria del borgo marinaro. Assaggi di buon pesce fritto, accompagnato da un calice di vino del Bosco Eliceo, a cura della Cooperativa Piccola e Grande Pesca.

Recupero di specialità culinarie tra una bici passeggiata guidata e gratuita con aperitivo finale, a base di stuzzicherie locali e concerti al femminile, a partire dalle ore 21, lungo la banchina del porto-canale, con degustazioni di prodotti tipici.

In Viale Ugo Bassi si terrà il classico mercatino serale.

Per la prima volta, in Piazza dei daini al Lido di Volano, prenderà forma La Sagra del Buongustaio con la mostra mercato di street food, birre artigianali e prodotti tipici.

Bis di musica, divertimento e spettacoli anche nella serata di sabato 7 luglio, in occasione de “La Notte Rosa continua”. Dalle ore 17 escursioni in trenino e caccia all’oro bianco in salina, con attività di raccolta del sale nella salinetta didattica, a cura del personale della salina.

A Comacchio, il Giardino del Museo Delta Antico, spalancherà le porte, alle ore 21, alla presentazione delle rassegne musicali estive in salina e in riva al mare, nell’ambito del festival Euphonie. Seguirà il concerto di Greta Panettieri.
Proseguirà l’apertura straordinaria serale del Museo con visite guidate alle ore 18 e alle ore 20.
Per informazioni: 0533-311316/81302 e info@museodeltaantico.com

Al Lido degli Estensi, in viale delle Querce sarà di casa il mercatino serale con prodotti biologici, “Il giardino dei semplici”.

Uno spettacolo itinerante con artisti di strada, clown, fantasisti, tra giochi, acrobazie e gags abbraccerà, dalle ore 21, i Lidi Scacchi e Pomposa, mentre al Lido di Volano (Piazza dei Daini, dalle ore 18) tornerà La Sagra del Buongustaio.

Per informazioni: 348-9030832. Lungo le vie dei Daini, della Vigna e dei Camosci si svolgerà il tradizionale mercatino serale.

“La Notte Rosa continua” anche domenica 8 luglio con il Trepponti fasciato di rosa, con l’elezione di Miss e Mister Notte Rosa al Lido degli Estensi, in viale Alighieri (dalle ore 20). Al Lido di Pomposa, in Viale Mare Adriatico, tornerà il mercatino serale, mentre Piazza Italia al Lido delle Nazioni, accoglierà la Sfilata Moda Mare- defilè di moda (dalle ore 21).

Immancabili le escursioni serali in motonave, con partenza da Porto Garibaldi e cena a bordo, per assistere allo spettacolo pirotecnico del venerdì sera, direttamente sul mare. Informazioni e prenotazioni: Consorzio Navi del Delta, cell. 346-5926555.

Allestimenti in rosa ai lidi, serate e cene a tema nei locali, animazione negli stabilimenti balneari arricchiranno la già ben assortita offerta proposta per la tredicesima edizione de La Notte Rosa sulla costa comacchiese.

Informazioni ed aggiornamenti sono disponibili su www.lanotterosa.it, sul profilo Facebook dedicato e sui social network comunali.

Comune di Comacchio
Ufficio Comunicazione Istituzionale e Trasparenza

Delta 2000, chiuso a Bagnacavallo il meeting sul turismo rurale all’interno del progetto RuralGrowth

Il turismo rurale: Politiche, progetti ed esperienze di sviluppo locale

6th RuralGrowth Interregional Exchange meeting nel Delta del Po

Con il meeting sul tema ”Politiche, progetti ed esperienze di sviluppo locale”, si è chiuso questa mattina a Bagnacavallo il 6th RuralGrowth Interregional Exchange meeting, alla presenza di una folta delegazione del progetto RURALGROWTH: la quale, capitanata dal partner italiano DELTA 2000, è stata in visita per tre giorni nel Delta del Po.

Il progetto RURALGROWTH si colloca nell’ambito dell’Obiettivo Specifico 2.1 del programma INTERREG Europe e ha l‘obiettivo generale di migliorare le policies per garantire uno sviluppo sostenibile, innovativo e integrato delle economie rurali attraverso l’aumento della competitività delle PMI che operano nel settore del turismo rurale. Per perseguire l’obiettivo sono state individuate azioni volte a stimolare e promuovere programmi locali e regionali di sostegno alle PMI che operano nel settore turistico, in particolare rurale, per migliorare le competenze, adottare soluzioni innovative ed ecocompatibili basate sui concetti di turismo lento e sostenibile, avviare nuove imprese e sviluppare nuovi prodotti e servizi orientati a un offerta di qualità attraverso la creazione e realizzazione di partnership.

La delegazione, costituita da 28 rappresentanti dei Paesi partner del progetto: Comune di Nagykanizsa, UNGHERIA, Provincia di Drenthe, OLANDA, Savonlinna Business Services Ltd, FINLANDIA, Municipality of Medina del Campo, SPAGNA, Harghita County Council, ROMANIA, DELTA 2000, ITALIA sta visitando quelle che sono state considerate buone prassi per lo sviluppo rurale, occupazione e attività di impresa e che valorizzano le eccellenze del Delta del Po, un’area vocata al turismo slow e all’ecoturismo, dove la natura viene tutelata proprio grazie a una mobilità sostenibile e a buone pratiche di gestione turistica.

Varie le esperienze che i partner di progetto stanno scoprendo: l’Ecomuseo delle Erbe Palusti di Bagnacavallo con la sua vocazioe di recupero delle tradizioni e dei mestieri antichi, il Centro Visita Salina di Cervia accompagnati da Atlantide (Società che gestisce altre 17 strutture sia nel territorio regionale che in altre regioni), le Valli di Comacchio, il suo centro storico e la Manifattura dei Marinati esperienza gestita da Cogetur che si occupa di turismo ambientale e servizi integrati intermodali nell’area nord del Delta del Po.

“È una grande soddisfazione per DELTA 2000 essere partner di questo progetto europeo – sottolinea Lorenzo Marchesini, Presidente di DELTA 2000 – in particolare perché il GAL si sta impegnando da anni nell’ambito del turismo rurale del Delta del Po cercando di sviluppare e stimolare un turismo lento e attento al territorio e all’ambiente. Il territorio del Delta è uno scrigno di tesori e di esperienze che, anche con progetti come questo, abbiamo il piacere di condividere e far scoprire al resto del mondo!”

”Un progetto di questo tipo ha particolare importanza per le policies delle località coinvolte – gli ha fatto eco Mauro Conficoni, Consigliere delegato del GAL – e noi abbiamo la fortuna di avere costruito un ottimo rapporto con le comunità locali”. Rapporto virtuso confermato anche dal vicesindaco di Bagnacavallo, Matteo Giacomoni, in aperura dell’incontro con i giornalisti.

In allegato, i vertici del GAL con il vicesindaco di Bagnacavallo e il rappresentante del Lead Partner, il Comune ungherese di Nagykanisza.

Da: Ufficio stampa Alberto Mazzotti

Lettera al Ministro dell’Economia e delle Finanze, su classificazione IMU impianti di bonifica e sperequazione.

Egregio Sig. Ministro,

Da ormai diversi anni i comuni della Provincia di Ferrara sul cui territorio insistono impianti della Bonifica si trovano giudizialmente opposti al Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara ed alla Agenzia delle Entrate a seguito di un molteplice contenzioso arrivato fino alla Suprema Corte di Cassazione, la quale se da un lato ha sancito la legittimità delle pretese fiscali delle amministrazioni locali ( un tempo ICI ora IMU), al tempo stesso ha pure sancito una serie di palesi iniquità ed una gestione del problema da parte della Agenzia delle Entrate che entrambi giudichiamo da doversi superare.

I Comuni ed il Consorzio infatti pur su fronti contrapposti si riconoscono reciproca legittimità di condotta e pari impotenza nell’evitare questi contenziosi che traggono origine dagli accertamenti e dalle classificazioni operate dalla Agenzia delle Entrate, un contenzioso caratterizzato da pronunciamenti nelle Commissioni Tributarie sia provinciali che regionali spesso di segno opposto.

Accade infatti che in territori diversi del nostro paese le Agenzie delle Entrate si comportino in modo difforme in ordine alla classificazione delle medesime tipologie di fabbricati consortili. Ci risulta in particolare che solo a Modena, Ferrara e nel Consorzio del Veneto Orientale (San Donà di Piave – Portogruaro) sul territorio nazionale, siano nella situazione che andiamo a rappresentarLe e che oltre ad essere sperequata, si presta anche a comprensibili, ancorchè formalmente infondate, doglianze fra un comune e l’altro nel medesimo territorio: infatti la classificazione in classe D dei fabbricati della bonifica, onerati quindi del tributo IMU, costringe i cittadini di tutto il territorio provinciale a contribuire, mentre a beneficiarne sono stati soli i comuni sul cui territorio insiste l’impianto.

Non stiamo parlando di importi modesti, ma di milioni di euro all’anno, recuperati anche per il pregresso, che sommati ad una bolletta energetica di oltre 5 milioni di euro, gravata di accise ed imposte, fanno si che un territorio ampio e storicamente idrogeologicamente a rischio di allagamento, debba dirottare ogni anno ingenti risorse prelevate dai cittadini e dalle imprese alla fiscalità piuttosto che agli investimenti ormai da anni carenti.

Ciò premesso entriamo nel merito della questione chiedendo a Lei ed agli uffici del Ministero interessati di intervenire, ed ai parlamentari di farsi carico di una situazione insostenibile e nel prosieguo anche rischiosa.

Dal 2015 in poi il nostro Consorzio ha ricevuto n. 32 avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate con i quali è stata modificata la classificazione di immobili adibiti ad Impianti di Bonifica e situati in diversi Comuni della Provincia di Ferrara dalla Cat. E9 (esenti da IMU) alla Cat. D (soggetti ad IMU);
Il Consorzio ha provveduto ad impugnare suddetti provvedimenti con ricorsi alla Commissione Tributaria Provinciale e la stessa e ha accolto i ricorsi del Consorzio con sentenze nn. 479, 527, 528 e 529 del 2016;

Alla luce delle pronunce favorevoli emesse in favore del Consorzio di Bonifica Agenzia delle Entrate (durante il contenzioso attivato con altri ricorsi avanti alla CTP) ha annullato in autotutela diversi provvedimenti di classificazione, con conseguente cessazione della materia del contendere, tuttavia al tempo stesso la Agenzia ha poi promosso ricorso alla Commissione Tributaria Regionale nei confronti delle sentenze della CTP sopracitate (cause tuttora in corso, non ancora fissate le udienze) costringendo gli enti anche per i ricorsi accolti a dover accantonare per il pregresso e l’eventuale rischio di soccombenza somme rilevantissime.

Ribadiamo che in quasi tutti altri territori italiani le stesse tipologie edilizie ed impiantistiche sono viceversa classificate sub E ergo non soggette ad imposta.

Al danno fatto ed alle somme già erogate e sottratte ad investimenti più utili anche in tema di risparmio energetico, non c’è rimedio, ma il futuro è tutto nelle mani dell’atteggiamento che auspichiamo coerente e comprensivo da parte delle Agenzie che, a parte i costi dei contenziosi nei quali sarà soccombente come ad fino oggi è avvenuto, dovrebbe farsi carico anche di una riflessione in tema di interesse pubblico delle realtà consortili, senza scopo di lucro e, lo ripetiamo, di una omogeneità territoriale che oggi ci vede particolarmente penalizzati.

Le chiediamo dunque un personale intervento, manifestandoLe la nostra disponibilità sia a fornire tutto il materiale idoneo ad una valutazione del problema evidenziato, sia a partecipare ad un incontro presso il Ministero confidando nel Suo fattivo interessamento.

COMUNE DI FERRARA Città Patrimonio dell’Umanità
Gabinetto del Sindaco
Ufficio Portavoce

Violenza assistita: Save the Children, il 5 luglio a Palazzo Merulana, a Roma, un evento esperienziale per vivere direttamente l’esperienza di un bambino che assiste alla violenza in casa

L’evento, realizzato grazie alla tecnologia bone conductor, è legato al lancio della nuova campagna Abbattiamo il muro del silenzio

Moltissimi bambini e bambine, nel nostro Paese, sono testimoni di violenze che si consumano tra le mura domestiche. Una realtà, quella della violenza assistita, ancora poco conosciuta dall’opinione pubblica ma che produce sui minori un impatto catastrofico, dal punto di vista fisico e psicologico, con ripercussioni che possono durare anche tutta la vita.

Per accendere i riflettori su questa piaga e raccontare cosa significa, per i bambini, assistere direttamente o indirettamente alla violenza nei confronti della loro mamma, giovedì 5 luglio 2018 alle ore 10.30 presso Palazzo Merulana, in via Merulana 121 a Roma – Save the Children, invita a un evento esperienziale nel corso del quale, grazie alla tecnologia bone conductor, il partecipante potrà letteralmente sentire nelle ossa ciò che provano tanti minori in silenzio tra le mura domestiche.

Durante l’iniziativa, promossa dall’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro in occasione del lancio della nuova campagna Abbattiamo il muro del silenzio, il partecipante avrà quindi l’opportunità di immergersi completamente nella storia di Alessandro, un bambino come tanti, vittima di violenza assistita.

Nella stessa giornata l’Organizzazione diffonderà inoltre il nuovo rapporto “Abbattiamo il muro del silenzio. Bambini che assistono alla violenza domestica”.

Si prega di confermare la propria presenza all’evento esperienziale scrivendo una e-mail a ufficiostampa@savethechildren.org.

Comunicato Regione: Territorio

Le spiagge di Rimini si illuminano di notte, per garantire sicurezza a cittadini e turisti. Parte il programma ‘Luci sulla spiaggia’: luci, videosorveglianza, veicoli speciali per i pattugliamenti di Polizia, informazione. Bonaccini: “Siamo al fianco delle comunità, alla paura rispondiamo con ascolto, prevenzione e legalità”

Siglato da Regione e Comune di Rimini l’accordo di programma per rendere più sicuro l’arenile con azioni di prevenzione integrata. Investiti nel progetto 140mila euro, 90mila dalla Regione tra nuove attrezzature e attività culturali e di formazione

Bologna – Spiagge illuminate e più sicure di notte anche grazie al potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e alla presenza di pattuglie delle forze dell’ordine attrezzate con veicoli speciali. E poi attività di informazione ai cittadini, per promuovere l’ascolto e la cultura del rispetto di genere. E formazione per il personale che, attraverso azioni di prevenzione, deve garantire la sicurezza di chi accede all’arenile.

Oltre all’accoglienza e al costante miglioramento delle strutture ricettive, in uno sforzo condiviso che vede insieme istituzioni, amministrazioni locali e operatori privati del settore, l’impegno è quello di rispondere alla domanda di sicurezza di residenti e turisti che affollano Rimini.

E’ quanto previsto nell’accordo di programma ‘Luci sulla spiaggia 2018’, approvato dalla Giunta regionale nell’ultima seduta e finanziato con 91mila euro, sui 140mila complessivi, intesa tra Regione e Comune di Rimini che punta a rendere più sicuro il litorale grazie ad azioni di prevenzione integrata, con anche quindi attività culturali e di formazione, aperte al personale delle Forze dell’ordine.

“L’attenzione alle comunità locali e ai territori è in testa alle nostre priorità- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- e anche in questo caso siamo a fianco del Comune e dei cittadini per ribadire la nostra volontà di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità e competenze per contrastare ogni forma di violenza, abuso e criminalità. Qui a Rimini, in accordo col sindaco Gnassi, abbiamo voluto mettere in campo azioni in grado di rispondere al bisogno di sicurezza delle persone, perché vivere o visitare una città splendida come questa, e più in generale tutta l’Emilia-Romagna, deve continuare a essere un’esperienza bella ed emozionante”. “L’accordo- conclude Bonaccini- dimostra la nostra ferma determinazione a investire sulla prevenzione. Alla paura rispondiamo con ascolto, prevenzione e legalità, senza dimenticare il costante lavoro d’aiuto per chi, purtroppo, si trova ad averne bisogno che portiamo avanti con la Fondazione regionale vittime di reati, anche qui in collaborazione con i Comuni e i territori”.

“La sfida della sicurezza- sottolinea il sindaco, Andrea Gnassi- la si vince quando le nostre città sono belle, piene di gente, fruibili in ogni angolo, senza zone proibite, lasciate nel degrado. La sfida della sicurezza si vince con una visione positiva. Sono necessari i controlli, la sorveglianza ma è altrettanta necessaria la riappropriazione degli spazi da parte della comunità. Con questo progetto, e grazie al concreto sostegno della Regione, Rimini mette un altro mattone nel suo processo di cambiamento urbano, teso a rischiarare sempre più, sia metaforicamente che materialmente, i luoghi per farvi venire persone, in modo che possano essere vissuti in tranquillità e senza alcun timore. Noi, la Regione, Rimini, vogliamo vincere questa sfida, con la fiducia”.

“Luci sulla spiaggia”: dai veicoli Atv, alla videosorveglianza, e poi informazione e formazione
L’accordo di programma prevede l’illuminazione dei tratti di spiaggia libera di Rimini, che oggi non sono illuminati, con l’obiettivo di rendere sicuro l’intero arenile della città.
Allo stesso tempo sarà rafforzato l’impianto di videosorveglianza e saranno acquistati gli Atv (All terrain veichles), veicoli adatti al pattugliamento notturno della spiaggia da parte della Polizia di Stato riminese. Questi mezzi, in grado di affrontare terreni sabbiosi e bagnati, potranno essere impiegati sia nelle attività preventive che repressive per interventi rapidi.

Inoltre, saranno promosse anche attività culturali, quali incontri e dibattiti aperti ai cittadini, su temi relativi alla violenza di genere e corsi formativi aperti al personale delle Forze dell’ordine, con l’obiettivo di fornire elementi maggiori di conoscenza per la gestione preventiva di reati specifici.

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Coldiretti Ferrara, continua la petizione stop cibo falso. Anche i sindaci sottoscrivono

Coldiretti ricorda che la raccolta di firme è ancora in corso e che è necessario far sentire la voce dei cittadini e delle amministrazioni locali per avere una chiara indicazione obbligatoria dell’origine nelle etichette di tutti gli alimenti, in tutti i Paesi dell’Europa.

Continua la raccolta di firme della petizione “Stop cibo falso” lanciata da Coldiretti per chiedere all’Europa di rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti allo scopo di prevenire e combattere gli scandali alimentari, che mettono in pericolo la nostra salute, e difendere la nostra agricoltura e tutelare il vero Made in Italy.
“Si tratta di una iniziativa quantomai necessaria – sottolinea il responsabile provinciale di Fondazione Campagna Amica, Riccardo Casotti – di fronte alle intenzioni che esprime l’Unione Europea, che tramite regolamenti ed indirizzi operativi non pare proprio aver intenzione di cogliere le richieste dei consumatori europei, nonostante le sperimentazioni in materia di 7 importanti Paesi UE, con in prima fila la Francia. Riteniamo che ogni passo indietro rispetto all’obbligo dell’origine ed a regole valide in tutto il territorio dell’Unione e per tutti gli alimenti, siano pericolosi per i consumatori e dannosi per i nostri produttori, che solo riuscendo davvero a distinguere le proprie produzioni, possono anche valorizzarle all’interno della filiera”.
A condividere questi obiettivi anche esponenti politici ed amministratori locali. Nella nostra provincia hanno già sottoscritto la petizione i sindaci di Vigarano Mainarda, Barbara Paron, di Cento, Fabrizio Toselli e di Codigoro, Alice Zanardi.
Per tutti coloro che volessero apporre la propria firma si ricorda che possono farlo presso gli Uffici di Coldiretti e nei Mercati di Campagna Amica, presenti sul territorio provinciale.

Da Coldiretti Ferrara

ISTAT: UECOOP, stop aumento IVA contro calo potere acquisto

Scongiurare l’aumento dell’Iva è una priorità per difendere il potere di acquisto delle famiglie in pericolosa diminuzione nel 2018. E’ quanto afferma l’Unione europea delle cooperative Ue.Coop nel commentare i dati Istat relativi al primo trimestre 2018 che indicano come il reddito delle famiglie, con un calo reale dello 0,2% del potere di acquisto, sia in frenata rispetto all’ultimo trimestre dell’anno scorso, eroso anche dall’aumento dell’inflazione che a giugno ha raggiunto l’1,4% su base annua. Per tenere costanti i consumi – spiega l’analisi di Ue.Coop su dati Istat – le famiglie hanno dovuto quindi erodere i loro risparmi. In questo contesto – afferma Ue.Coop – è necessario evitare qualsiasi intervento, come l’aumento dell’Iva, che possa incidere sulla capacità di spesa delle famiglie in un momento in cui si avvertono preoccupanti segnali di stagnazione dell’economia.

Da: Ufficio stampa UE.COOP

Comunicato Regione: Agricoltura

Danni da cimice asiatica nei frutteti, l’assessore Caselli risponde all’allarme lanciato dal presidente di Aiab, Associazione italiana agricoltura biologica: “Dalla Regione un impegno costante dal 2015 e oltre 10 milioni di euro di investimenti per sviluppare azioni concrete di contrasto e difesa delle colture. Le richieste molto al di sotto dello stanziamento”

Dai finanziamenti agli agricoltori per l’installazione di reti sui frutteti, alla ricerca per individuare gli insetti antagonisti, gli interventi della Regione in collaborazione con Università, Consorzi fitosanitari, organizzazione e associazioni di produttori agricoli

Bologna – “Gli interventi messi in campo dalla Regione per fronteggiare i danni provocati alle coltivazioni dalla cimice asiatica e per attuare tutte le misure di prevenzione e lotta necessarie sono stati in questi anni numerosi e puntuali. Vanno dalla ricerca per individuare insetti antagonisti autoctoni, ai finanziamenti agli agricoltori – 10 milioni di euro nell’ultimo bando – per installare reti antinsetto sui frutteti, fino alla richiesta al ministero dell’Ambiente, assieme alle altre Regioni italiane, di modificare le norme che attualmente impediscono l’importazione di insetti antagonisti da altri ambienti”.

In relazione all’allarme lanciato dal presidente di Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) dell’Emilia-Romagna sui danni provocati dalla cimice asiatica alla frutticoltura, e in particolare a quella biologica, l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli spiega le strategie messe in campo dalla Regione per contenere la diffusione e limitare i danni provocati dall’insetto cercando comunque di salvaguardare gli equilibri biologici dei diversi agroecosistemi del nostro territorio.

Per quanto riguarda le strategie di difesa e di contrasto alla cimice con risorse del Programma di sviluppo rurale, è stato finanziato per 380 mila euro, nell’ambito delle misure per l’innovazione, un progetto di un Gruppo Operativo formato da imprese agricole ed enti di ricerca che terminerà nel 2019. Si sta lavorando sullo studio dell’insetto, sui predatori naturali, sulle tecniche di monitoraggio, sulle trappole e sulle modalità di difesa passiva con l’impiego di reti antinsetto. Un secondo progetto di tipo sperimentale sin dal 2016 è direttamente finanziato dalla Regione al Consorzio Fitosanitario di Modena con 30 mila euro all’anno; si punta sulla ricerca e sull’impiego di insetti antagonisti e che vede al lavoro il l’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di ricerca Crea. “Chiaramente- precisa l’assessore- tali tecniche di diesa biologica devono essere attentamente verificate e testate prima di diffonderle agli agricoltori; l’obiettivo è di passare prima possibile dal laboratorio a situazioni di pre-campo”.

“L’altro importante versante di azione- continua l’assessore Caselli– riguarda i bandi per l’installazione delle reti antinsetti da impiegare sui frutteti”.
Il bando, aperto a tutti i frutticoltori del territorio regionale e non solo ai produttori di pere del modenese, è stato pubblicato nel settembre 2017 con una dotazione di ben 10 milioni di euro, ha visto un’adesione di sole 92 imprese per richieste complessive di 1,4 milioni di euro.

“Una risposta decisamente al di sotto delle aspettative rispetto alle potenzialità che le azioni previste dal bando avrebbero potuto garantire. Per favorire l’adesione delle imprese al prossimo bando sono state proposte modifiche al PSR introducendo nuove tipologie di intervento come le coperture monofila dei frutteti e riducendo il volume minimo d’investimento a 2.500 euro per consentire l’accesso anche alle aziende di ridotte dimensioni”. Tali modifiche saranno trasmesse alla Commissione europea per l’approvazione nei prossimi giorni, dopodiché sarà possibile attivare un nuovo bando.

Per i produttori di ortofrutta che aderiscono ad una organizzazione di produttori sono disponibili ogni anno le risorse dei programmi operativi della Organizzazione comune di mercato dell’ortofrutta che possono finanziare come nel caso del Psr la realizzazione di impianti permanenti di difesa.

Vanno infine sottolineate le molte riunioni formative e divulgative svoltesi sui territori dal servizio fitosanitario regionale per aggiornare gli agricoltori sui sistemi di lotta e di contrasto attualmente a conoscenza del mondo scientifico internazionale. “Ci auguriamo- chiude Caselli – che Aiab ci aiuti a diffondere le opportunità anziché lanciare allarmi su una problematica di cui siamo consapevoli da tempo”.

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Gestione della sofferenza economica

Venerdì 29 giugno 2018, ore 17 Sala Arengo di Palazzo Municipale, Ferrara
Lo Sportello Anticrisi del Movimento 5 Stelle di Ferrara è lieto di invitare la Cittadinanza ad una Lezione sulla prevenzione e la gestione della sofferenza economica in stato avanzato.
Il contenuto è incentrato sulla discussione di una piccola linea guida di prevenzione al sovraindebitamento così articolata:
1. Come funzionano le agenzie di prestito;
2. Valutare le reali esigenze di spesa quotidiana commisurate alle entrate;
3. Imprese in sofferenza: cosa assolutamente fare prima del baratro.
Saranno nostri relatori la portavoce del M5S di Ferrara, Dott.ssa Ilaria Morghen, il Dott. Gilberto Battistini, commercialista di Bologna, e il Dott. Davide De Matteis, Gestore della Crisi presso OCC di Bologna.
Seguirà un aperitivo di autofinanziamento dalle ore 19.15 al Caffè Cairoli, locale aperto con il Microcredito.
Per info: sportelloanticrisife@gmail.com
www.movimento5stelleferrara.it/sportello-anticrisi/
Sportello Anticrisi M5S Ferrara

Cooperazione: il bolognese Claudio Gallerani vicepresidente nazionale di UE.COOP

Il bolognese Claudio Gallerani, 63 anni, è stato eletto vicepresidente nazionale di Ue.Coop, l’Unione europea delle Cooperative, nell’ambito dell’assemblea nazionale che ha eletto alla presidenza Gherardo Colombo, ex giudice della Corte di Cassazione, storico componente del pool di Mani Pulite e magistrato protagonista di importanti inchieste della storia repubblicana. Lo comunica Ue.Coop Emilia Romagna ricordando che Gallerani, imprenditore agricolo, è presidente di Coprob, la Cooperativa Produttori Bieticoli di Minerbio (BO), leader del settore bieticolo saccarifero italiano. L’elezione è avvenuta all’unanimità da parte dei delegati delle 4.000 cooperative associate che operano in tutte le categorie, con oltre 600 mila soci, dislocate in tutte le Regioni del Paese nel corso dell’Assemblea a Roma al Palazzo Rospigliosi sede di Coldiretti.
Ue.Coop intende rilanciare in Italia un sistema cooperativo che rispetti le regole fondamentali di mutualità, solidarietà e trasparenza al servizio dei soci e della comunità. In Emilia Romagna Ue.Coop associa oltre 200 cooperative con 20 mila soci impegnati in un’ampia gamma di settori, dal lavoro al sociale, dall’edilizia all’agricoltura.

Ufficio stampa UE.COOP

Comunicato Regione: Agricoltura

Innovazione tecnologica, attrezzature moderne, e-commerce e vendita diretta: le cantine dell’Emilia-Romagna si rinnovano per migliorare la qualità dei vini. Dalla Regione incentivi finanziari per 5,4 milioni di euro

Via libera dalla Giunta regionale al bando per gli investimenti in azienda. Domande entro il 13 settembre 2018. L’assessore Caselli: “La vitivinicoltura emiliano-romagnola sta facendo passi significativi, aiutiamo le imprese a diventare più competitive”

Bologna – Arrivano dalla Regione oltre 5,4 milioni di euro per dare ancora più qualità ai vini dell’Emilia-Romagna, favorire l’innovazione tecnologica e l’ammodernamento delle attrezzature in cantina. E’ la dotazione finanziaria di un bando approvato dalla Giunta di viale Aldo Moro; a disposizione delle imprese che svolgono attività di produzione e commercializzazione di prodotti vitivinicoli (vino e mosto d’uva), contributi in conto capitale fino al 40% delle spese per la realizzazione di progetti di intervento, in attuazione della misura “Investimenti” dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) del settore vitivinicolo per il 2019.
Gli aiuti sono finalizzati ad accrescere la competitività delle imprese che operano in un contesto di filiera e spaziano dalla costruzione e ristrutturazione di immobili, all’acquisto di impianti e macchinari specifici, fino all’allestimento di negozi per vendita diretta al consumatore finale dei prodotti aziendali e alla creazione di siti internet per l’e-commerce.

Un’opportunità, quest’ultima, che può rivelarsi decisiva per consentire anche ai piccoli viticoltori che fanno della qualità la loro bandiera di far conoscere le proprie produzioni nei mercati nazionali e internazionali. Le domande vanno presentate entro il 13 settembre prossimo, secondo le modalità stabilite da Agrea, Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura.

“La vitivinicoltura emiliano-romagnola- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli- sta facendo passi significativi sul piano della qualità e dell’immagine presso i consumatori, grazie all’impegno degli imprenditori e alle politiche messe in campo dalla Regione. Un salto di qualità che trova riscontro anche nel trend positivo dell’export regionale, che nel 2017 ha superato i 320 milioni di euro, con un balzo in avanti del 10,7% sull’anno precedente. Con questo bando sosteniamo gli investimenti che puntano a valorizzare i vini di qualità, favorire l’introduzione di tecnologie innovative in cantina anche nell’ottica di incentivare il risparmio energetico, la riduzione dell’impatto negativo dell’attività produttiva e il miglioramento della sicurezza sul lavoro”.

Contributi fino al 40% dell’investimento

Il budget disponibile è suddiviso in due tranche: il 40% delle risorse è destinato a finanziare i progetti di investimento presentati da imprese agricole che producono vino con le proprie uve e lo vendono direttamente come attività connessa; il restante 60% è invece riservato alle aziende agroindustriali che commercializzano il vino prodotto con materia prima in prevalenza acquistata da terzi o conferita da soci. Saranno pertanto due le graduatorie finali. Escluse dai contributi le imprese che effettuano la sola commercializzazione dei prodotti.

Circa la dimensione economica dei progetti di investimento, devono essere compresi tra un minimo di 40mila e un massimo di un milione di euro. La percentuale di aiuto è fissata al 40% delle spese ammissibili per le micro, piccole e medie imprese, scende al 20% nel caso di aziende fino a 750 dipendenti e fatturato annuo inferiore ai 200 milioni di euro e al 19% per le imprese ancora più grandi.

Tra i criteri di priorità adottati per la formazione delle graduatorie figurano le produzioni bio e certificate, le etichette Dop ed Igp, l’appartenenza a forme aggregative di filiera, il risparmio energetico. In caso di parità di punteggio la precedenza andrà ai progetti che riguardano i maggiori quantitativi di uva e gli investimenti più onerosi.

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Regresso e progresso, è tempo di agire

La parola d’ordine, oggi, è sicurezza. Il diritto al lavoro, alla pensione, all’assistenza, all’alloggio – tutte conquiste che nel secolo scorso, grazie alle politiche di sostegno attuate dallo stato sociale, apparivano acquisite e indiscutibili – ora vacillano. Ovunque – e anche in Italia – le certezze che hanno accompagnato le nostre esistenze sono svanite. E la vita attuale, per milioni e milioni di donne e di uomini, è densa di insidie e di preoccupazioni.
Anche per questo i fenomeni migratori vengono percepiti come una minaccia. Frutto essi stessi di profondi squilibri geopolitici – eredità delle vicende coloniali – e ora generati da situazioni di miseria estrema e da pericoli incombenti (spesso aggravati da conflitti armati o persecuzioni attuate da regimi dittatoriali nei confronti della popolazione), divengono motivo di tensione e di paura per i cittadini di quegli Stati, meta dei disperati esodi, che individuano negli “invasori” un ulteriore elemento di sottrazione alle già risicate risorse di cui dispongono. E’ la guerra dei poveri che torna ad affacciarsi. Ma il paradosso è che deprivazioni e indigenza colpiscono ampie fasce della popolazione, mentre ristretti gruppi di individui possiedono ricchezze superiori a quelle di intere nazioni. Basti pensare che oggi dieci persone possiedono da sole il cinquanta per cento delle ricchezze dell’intero pianeta.

Lo scenario, dunque, è drammaticamente dissestato. Gli squilibri sono vertiginosi. Il tessuto sociale è sfilacciato, al sentimento di solidarietà si è sostituito quello, prevalente, di paura. L’altruismo cede il passo a un egoismo difensivo. L’idea di un costante progresso nel cammino sociale si scontra con ostacoli imprevisti. La prospettiva per le generazioni future è di vivere in un mondo peggiore rispetto a quello che noi abbiamo ereditato, in condizioni di maggiore incertezza e di instabilità e privi di quelle tutele che hanno garantito a tutti (o quasi), per decenni, dignitose condizioni di vita.
In questa temperie prospera la criminalità, che in parte costituisce l’estrema derelitta risposta al disagio.

Il punto di ripartenza, per un umano consorzio che intende – e deve – recuperare i caratteri di civile e solidale convivenza, può essere la città, il luogo in cui i rapporti personali in parte si alimentano ancora della fiducia che scaturisce dalla conoscenza e il legame sociale, per questo, non si è del tutto dissolto.
Occorre però un salto di qualità per recuperare, da un filantropico mutualismo di prossimità, una dimensione di relazione e di azione collettiva, fondata su un più esteso patto di cittadinanza.

Un tempo si era arrivati a dire: tutto è politica… Oggi si è alla esasperazione opposta: il rifiuto della politica come cosa sporca, cosa inutile. E al respingimento tout court dei suoi attori (tutti uguali, tutti corrotti…). Ma la politica non è altro che l’autogoverno della comunità, e in questa prospettiva nessuno può sentirsi escluso e ciascuno ha il dovere di rendersi disponibile e partecipe a un progetto di rinascita civile, solido e concreto. Per conferire respiro a tale scenario – che parte dall’oggi e guarda al domani – serve però pure una visione utopica, la definizione di un futuro desiderabile che dia senso al cammino e ai sacrifici necessari per compierlo. Utopia non è l’astratta terra promessa. E’ la stella polare che orienta i nostri passi e delinea l’orizzonte verso il quale indirizzarci. E attraverso il progetto si definiscono concretamente le tappe di approssimazione alla meta.

Bisogna ripartire da quella che i tedeschi definiscono weltanschauung, una visione del mondo che tenga insieme valori, credenze, ideali. E’ ciò che potremmo tradurre in ideologia se il termine non fosse stato corrotto dall’improprio uso propagandistico e dogmatico che ne hanno fatto nel secolo scorso regimi illiberali d’ogni fronte per piegarlo al proprio interesse di potere, bollare d’eresia ogni manifestazione di dissenso e confiscare così la libertà di pensiero e di opinione.

E bisogna necessariamente agire per superare la deresponsabilizzante dicotomia “noi-loro” quando si ragiona di politica, perché l’evidente presenza di una casta separata – quella degli eletti – deputata a governare le comunità, se ora trova riscontro nella realtà dei fatti, non ha fondamento dottrinario poiché la dimensione politica va riconsiderata nella sua classica e appropriata concezione: governo della polis, cui ogni cittadino è idealmente preposto. Serve, allora, un impegno attivo, personale, propositivo da parte di tutti coloro che a questa situazione non intendono più sottostare.

Investimenti per ricerca e sviluppo dell’Italia nel contesto europeo e mondiale

L’analisi delle risorse finanziarie dedicate complessivamente dall’Italia a ricerca e sviluppo evidenzia che:

– con l’investimento dell’1,29% del PIL, siamo al 20° posto fra i 35 paesi aderenti all’OCSE;
– nel 2016 abbiamo investito 21,6 miliardi di euro in ricerca, con un incremento, rispetto al 2008, del 13,8%, inferiore a quello di tutti i principali paesi concorrenti dell’Unione Europea, tranne la Spagna (-9,8%), pari a circa la metà dell’incremento medio dei paesi UE (+26,3%);
– siamo al 4° posto, nell’Unione Europea, per stanziamenti governativi per la ricerca e lo sviluppo (8,7 miliardi di euro), ma in decremento, rispetto al 2008, del 12%;
– dopo la Spagna (46%), siamo il Paese dove la spesa per ricerca e sviluppo è maggiormente sostenuta dal finanziamento pubblico (40%);
– al finanziamento pubblico di ricerca e sviluppo dedichiamo l’1% della spesa pubblica complessiva, posizionandoci al 16° posto fra i 28 paesi dell’UE.

Elaborazione Centro Studi Confagricoltura

Nasce il Centro di Medicina di Genere di Unife

Venerdì 29 Giugno dalle ore 9 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Economia e Management via Voltapaletto 11 il neonato Centro Studi per la medicina di genere apre le proprie porte e si presenta con il Convegno “Centro Studi per la medicina di genere: le ragioni di un centro universitario”.
Il Centro nasce con il concreto contributo del MIUR sulla scorta di un percorso culturale e professionale che da tempo vedeva impegnati docenti e personale dell’Università e delle Aziende sanitarie ferraresi e si inserisce in un contesto internazionale di grande fervore culturale e professionale e di collaborazioni nazionali, prima fra tutte quella con l’Istituto Superiore di Sanità. E’ stato anche presentato alla Conferenza Permanente dei Presidenti dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia un Progetto Pilota Nazionale che ha strutturato la Medicina di genere nel proprio percorso di formazione dei medici e del personale sanitario.
Come afferma il Direttore del Centro, Michele Rubbini, l’Università di Ferrara, raccogliendo i frutti di un intenso lavoro iniziato da tempo e consolidatosi su vari temi di ricerca, si inserisce da protagonista in questa prospettiva di sviluppo delle tematiche di Genere, continuando sulla strada della ricerca, della formazione, della diffusione e trasferimento nella pratica assistenziale aprendosi alla collaborazione con Istituzioni e Ricercatori.
Nel corso del Convegno verranno presentati i campi di interesse, le linee di attività e una particolare attenzione verrà posta agli strumenti legislativi che la nuova legge prevede. A seguire, una Tavola Rotonda sul tema dello sviluppo della Medicina di Genere, approfondirà ulteriormente le attività future e le loro applicazioni nei campi della ricerca, della formazione e dei risvolti assistenziali.
Sono particolarmente soddisfatta, afferma la senatrice ferrarese Paola Boldrini, prima firmataria della proposta di legge per la medicina di genere. Auspico ora un confronto su questi temi con gli altri paesi europei.
Nella foto: da sx: Fulvia Signani (USL),Michele Rubbini, Tiziana Bellini, Roberto Manfredini (docenti unife), Paola Boldrini(senatrice).

Università degli Studi di Ferrara
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