Giorno: 28 Luglio 2018

MEMORABILE
Felici di non essere infelici. Come proteggersi dalla vita

Negli ultimi mesi, il pittore e scrittore ferrarese Marcello Darbo ha pubblicato due intriganti testi in formato ebook, editi entrambi da Tiemme Edizioni Digitali (www.tiemme.onweb.it) e disponibili in tutte le librerie del web. Questa settimana presentiamo il primo in ordine cronologico: ‘Felici di non essere Infelici. Come proteggersi dalla vita’. Dopo avere realizzato che la Felicità non esiste, perso per perso, perché non trasformarci in figli di buona donna e cominciare semplicemente ad accettare la parte di noi stessi animale ed egoista, desiderante e priva di moralità, come fanno tutti gli altri? Per i furbi è facile vivere così. Per i fessi occorre un manuale. Ecco il motivo di questo scritto, che cerca di spiegare come tenersi lontani da Amore, Amicizia, Onestà e Lealtà… per non soffrire.

Eclissi

Nessun evento astronomico riesce ad agitare l’immaginazione umana più dell’eclissi del sole o della luna. Impressiona da sempre ed ancora la metamorfosi della luna argentea, algida e rassicurante in una sfera color rosso sangue, minacciosa, inquietante, e la perdita rapida della luce del giorno in un’oscurità fuori programma richiama le suggestioni di antiche leggende e credenze non ancora perdute. Le eclissi hanno determinato il destino di battaglie e dominazioni, hanno accompagnato la morte di re e confermato il pensiero umano nel campo scientifico. Per i testi religiosi, la grande eclissi è quella del giorno della Crocifissione di Cristo, così descritta da Jacopo da Varazze (1228-1298): “Essendo facte le tenebre sopra l’universo terra, non fu usuale eclipse del sole, perochè l’eclipse non remove el lume a tutte le parti della terra; sì etiam che non può durare l’eclipse per tre ore sopra la terra.”, fornendo l’idea dell’eccezionalità del fenomeno. Durante la spedizione ateniese a Siracusa, nell’agosto del 413 a.C. l’eclissi di luna ritardò la partenza dei marinai greci dal porto della città, spaventati dagli auspici negativi legati al fenomeno, favorendo così la vittoria dell’esercito locale. Nel marzo del 4 a.C. la morte di Erode a Gerico fu anticipata da un’eclissi di luna: una data luttuosa e non solo per la scomparsa del despota. Re Erode, infatti, temendo che alla sua morte nessuna lacrima sarebbe stata versata dal popolo, chiamò a raccolta molti insigni giudei e li fece rinchiudere nell’ippodromo, dando ordine che nel momento della sua scomparsa fossero trucidati e le lacrime scorressero almeno nelle loro famiglie. Una luna rosso sangue che marchierà le pagine della storia. Lo stesso Cristoforo Colombo, a nord della Jamaica, nel febbraio del 1504 si servì dell’eclissi per intimorire gli indigeni che, spaventati, accettarono di rifornire di viveri la flotta. E sicuramente il mistero e fascino spaventoso delle eclissi influenzò anche William Shakespeare che in alcune sue opere come Re Lear, Macbeth e Otello scrive della congiuntura astrale nei momenti più drammatici, colmi di attesa, inquietudine, irrazionalità e tragedia, legando la follia umana agli avvicendamenti astronomici. Ma non tutte le citazioni storiche attribuiscono all’eclissi connotazioni infauste, infatti la più influente prova sperimentale del Ventesimo secolo si basa su dati ottenuti durante l’eclissi solare del 29 maggio 1919, che diedero un contributo determinante alla Teoria della Relatività Generale, con lo studio della deviazione dei raggi luminosi da parte del Sole. Si trattava di pochi dati di non alta precisione ma fondamentali per provare la rivoluzionaria ipotesi gravitazionale di alcuni studiosi, primo fra tutti Albert Einstein, l’allora sconosciuto direttore dell’istituto di fisica Kaiser Wilhelm di Berlino. Un oscuramento del sole che diede origine a una grande stella, destinata a notorietà in tutto il mondo. Animali mitologici che sbranano il sole e la luna, eventi apocalittici, effetti di incantesimi magici, catastrofi, anomalie e distorsioni, punizioni divine e peccati da scontare, conflitti e tragiche ricadute sulla vita degli esseri viventi: ecco le immagini associate all’eclisse, da esorcizzare e allontanare con riti, cerimonie e perfino sacrifici nel passato, e con post più o meno allarmistici e ansiogeni sui social del presente. Perché il terrore ancestrale di un tempo non è scomparso: si è solo trasformato assumendo nuove forme. Sono di questi giorni le raccomandazioni con appelli accorati sui social, riguardanti l’opportunità di stare in casa durante l’eclissi lunare, non seguire il fenomeno in tutta la sua durata per ipotetici danni irreversibili e altre amenità, la più sbalorditiva di tutte, quella riguardante l’uso di cellulari, tablet e computer soggetti ad alta radiazione cosmica. Conseguenza, danni terribili all’incolumità fisica. Fondo di verità scientifica o fake news di dubbia provenienza? Per fortuna, in tutto questo esiste anche il popolo dei romantici, che dell’evento lunare ne ha fatto un momento di poesia e ammirazione disinteressata a tutte le speculazioni possibili, semplicemente sedendosi, alzando gli occhi al cielo, pronti a sorridere, grati dello spettacolo naturale.

Il carcere di Ferrara al festival di Internazionale

Due giornate di apertura della Casa Circondariale “Costantino Satta” di Ferrara alla cittadinanza

Nell’ambito del programma ufficiale del festival Internazionale a Ferrara, i cancelli del carcere di Ferrara si apriranno alla cittadinanza per diffondere il lavoro culturale che viene svolto al suo interno.
Di quanto avviene all’interno delle mura delle carceri sappiamo poco. Per larga parte della società libera, il carcere rappresenta semplicemente un deterrente. In pochi vedono la finalità trattamentale di questo luogo, le opportunità che può offrire a chi vi è destinato. L’ottica con cui ci si volge a queste persone è per lo più assistenziale, di supporto, legata in qualche modo ad un senso di carità. In realtà, in condizione ristretta si trovano anche persone dalle potenzialità inespresse, abilità e sensibilità che per ragioni sovente del tutto fortuite non sono riuscite ad esprimersi a pieno. Concedersi di percepire il detenuto in questa maniera significa per la società iniziare a riappropriarsi di risorse umane utili per il suo funzionamento. Il benessere dei detenuti serve innanzitutto a chi sta fuori.
Il 5 ottobre sarà il turno della redazione dell’Astrolabio, a fare da contenitore con l’iniziativa “LA CITTÀ INCONTRA IL CARCERE” il cui scopo è di far conoscere alcune fra le diverse attività formative in atto all’interno dell’istituto penitenziario.
Il 6 ottobre toccherà alla cooperativa Teatro Nucleo, che forte dell’esperienza al Teatro Comunale, riallestirà con nuovi attori ed in un nuovo spazio, “ASCESA E CADUTA DEGLI UBU” tratto da Ubu Roi di Alfred Jarry.
Per entrambe le giornate è necessario prenotarsi rigorosamente entro il 5 settembre agli indirizzi di posta elettronica indicati di seguito, specificando: nome e cognome, luogo e data di nascita ed allegando la scansione della carta di identità.
Il programma delle due giornate è il seguente:
5 ottobre – La città incontra il carcere
Ore 18:00 – 18:30 Visita alla mostra di pittura e alla mostra fotografica
I quadri e le fotografie sono stati realizzati dai detenuti nell’ambito dei laboratori attivati all’interno della Casa Circondariale. Il pubblico sarà accompagnato dagli operatori e dai referenti delle attività artistiche che illustreranno le opere esposte. Alcuni detenuti saranno presenti all’iniziativa.
Ore 18:30 – 20:00 Incontro con il comitato di redazione di Astrolabio
Il comitato di redazione, composto da persone detenute e da un curatore, incontrerà i giornalisti ed i cittadini per un confronto sul tema della comunicazione. Astrolabio, il giornale del carcere, come tanti altri progetti di valenza sociale, è finanziato dal Comune di Ferrara attraverso le risorse del fondo sociale regionale.
Per partecipare alla giornata del 5 ottobre occorre inviare una mail a: info@giornaleastrolabio.it
6 ottobre – Ascesa e caduta degli UBU
Ore 20:30 Spettacolo della compagnia dei detenuti attori
Dopo l’esperienza fatta al Teatro Comunale di Ferrara, la compagnia porta lo spettacolo all’interno della sala che ospita le prove durante il corso dell’intero anno. Con nuovi attori ed una scenografia tagliata su misura, lo spettacolo verrà presentato con aumentate consapevolezze, grazie alle osservazioni introiettate dopo l’ultima replica. Giocato in casa questa volta, propone un rapporto più stretto con lo spettatore, ritagliando all’interno dell’istituto di pena una stanza che per un’ora vivrà in un altro tempo ed in un altro spazio.
Per partecipare alla giornata del 6 ottobre occorre inviare una mail a: teatroccferrara@gmail.com
Maggiori informazioni si possono trovare alle rispettive pagine web:
www.teatronucleo.org – www.giornaleastrolabio.it

Da: Uffici stampa Astrolabio; Teatro Nucleo

Comunicato Regione: Cultura

Cresce l’impegno della Regione a sostegno della promozione culturale. Finanziati con 3,1 milioni 274 progetti di soggetti pubblici e privati in tutta l’Emilia-Romagna. 18 i progetti in provincia di Ferrara, a cui vanno 245mila euro. L’assessore Mezzetti: “La risposta progettuale del territorio è un segno di grande vitalità e creatività, fattori necessari allo sviluppo dell’intero territorio regionale”

Finanziati circa il 92% dei progetti presentati, 50 in più rispetto allo scorso anno. Le risorse nel 2018 aumentano di circa 400 mila euro destinati alla Settimana della cultura in Emilia-Romagna “EnERgie Diffuse”

Bologna – Dalla cultura popolare, all’arte contemporanea, da iniziative per sostenere i giovani talenti a quelle per la diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. Crescono l’impegno della Regione Emilia-Romagna e la progettualità del territorio in ambito di promozione culturale: la giunta regionale, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, sostiene con 3 milioni e 124 mila euro 274 progetti di soggetti pubblici e privati, circa il 92% delle domande presentate (298), 50 in più rispetto allo scorso anno.

E’ l’esito del bando, varato dalla giunta regionale, a sostegno di progetti e iniziative di promozione culturale in attuazione della legge regionale 37 del 1994, che ha come obiettivi prioritari favorire il recupero e la valorizzazione della cultura popolare, della storia e delle tradizioni locali e di altre culture, e allo stesso tempo sostenere la realizzazione di progetti di promozione dell’arte contemporanea, della creatività giovanile, valorizzando i nuovi talenti e sostenendo la diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. Altro obiettivo importante è quello di promuovere la realizzazione di progetti integrati, favorendo l’aggregazione tra i vari soggetti del territorio.

A questi finanziamenti si aggiungono circa 400 mila euro destinati a sostenere le attività promosse dai Comuni capoluogo dal 7 al 14 ottobre nell’ambito della Settimana della cultura in Emilia-Romagna “Energie Diffuse”, in occasione dell’Anno europeo del patrimonio culturale. L’ammontare complessivo delle risorse regionali destinate al settore della promozione culturale nel 2018 sale quindi a 3 milioni e 494 mila euro.

“E’ un altro tassello importante – commenta l’assessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti- a sostegno della crescita della progettualità e del lavoro, dopo gli investimenti indirizzati al cinema e allo spettacolo. Cresce la progettualità e cresce il lavoro, un elemento evidenziato anche dalla recente ricerca sull’industria creativa dell’Emilia-Romagna, l’Economia arancione. L’ampia risposta progettuale da parte dei soggetti del territorio è un segno di grande vitalità e creatività, fattori necessari allo sviluppo dell’intero territorio regionale”.

Il bando della Regione era indirizzato ad associazioni e istituzioni culturali, Comuni e Unioni di Comuni che potevano presentare domanda, in forma singola o associata. Sono stati ammessi a contributo i progetti di 187 associazioni e 14 istituzioni culturali, mentre tutti i 73 progetti presentati da enti locali hanno ottenuto il finanziamento. I fondi impegnati sono complessivamente pari a 1 milione e 239mila euro a favore di Comuni e Unioni di Comuni e 1 milione 584mila euro a favore di associazioni e istituzioni.

Si completa così il quadro dei finanziamenti complessivamente assegnati dalla Regione in attuazione della legge regionale n. 37/1994 in materia di promozione culturale, che aveva visto nelle settimane precedenti l’assegnazione di 370 mila euro alle tre associazioni regionali (Arci, Endas e Acli Arte e Spettacolo) e all’Istituto nazionale di Studi verdiani, per il triennio 2016-2018.

I finanziamenti in provincia di Ferrara

Sono 18 i progetti finanziati in provincia di Ferrara, a cui vanno 245mila euro. Di questi 13 sono stati proposti da associazioni (finanziati con 96mila euro), 3 da Comuni e Unioni (63mila euro) e 2 da istituzioni culturali 86mila euro). Tra le associazioni vi sono Udi-Unione donne in Italia di Ferrara (“Ketty La Rocca 80 gesture, speech and word”, finanziata con 23mila euro) e il Centro culturale “L’umana avventura” (Sfida della tradizione II con 10 mila euro), mentre tra le iniziative istituzionali troviamo il Comune di Copparo (“In Bibliobus per isole torri e città”- edizione 2018 finanziato con 43mila euro) e il Comune di Argenta (“Saperi e mestieri”, IV edizione, con 12mila euro). Tra le istituzioni Culturali la Fondazione Ferrara Arte (Organizzazione mostra “Stati d’animo, arte e psiche tra Previati e Boccioni”, sostenuta con 80mila euro) e la Fondazione Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoa di Ferrara (Festa del libro ebraico 6mila euro).

(In allegato, la scheda con i finanziamenti e i progetti relativi a ogni provincia)

scheda Ferrara

tabella di sintesi

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Comunicato Regione: Cultura

Cresce l’impegno della Regione a sostegno della promozione culturale. Finanziati con 3,1 milioni 274 progetti di soggetti pubblici e privati in tutta l’Emilia-Romagna. 74 i progetti in provincia di Bologna, a cui vanno 774mila euro. L’assessore Mezzetti: “La risposta progettuale del territorio è un segno di grande vitalità e creatività, fattori necessari allo sviluppo dell’intero territorio regionale”

Finanziati circa il 92% dei progetti presentati, 50 in più rispetto allo scorso anno. Le risorse nel 2018 aumentano di circa 400 mila euro, destinati alla Settimana della cultura in Emilia-Romagna “EnERgie Diffuse”. I fondi e i progetti per ogni provincia

Bologna – Dalla cultura popolare all’arte contemporanea, da iniziative per sostenere i giovani talenti a quelle per la diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. Crescono l’impegno della Regione Emilia-Romagna e la progettualità del territorio in ambito di promozione culturale: la giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini sostiene con 3 milioni e 124 mila euro 274 progetti di soggetti pubblici e privati, circa il 92% delle domande presentate (298), 50 in più rispetto allo scorso anno.

E’ l’esito del bando a sostegno di progetti e iniziative di promozione culturale in attuazione della legge regionale 37 del 1994, che ha come obiettivi prioritari favorire il recupero e la valorizzazione della cultura popolare, della storia e delle tradizioni locali e di altre culture, e allo stesso tempo sostenere la realizzazione di progetti di promozione dell’arte contemporanea, della creatività giovanile, valorizzando i nuovi talenti e sostenendo la diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. Altro obiettivo importante è quello di promuovere la realizzazione di progetti integrati, favorendo l’aggregazione tra i vari soggetti del territorio.

A questi finanziamenti si aggiungono circa 400 mila euro destinati a sostenere le attività promosse dai Comuni capoluogo dal 7 al 14 ottobre prossimi nell’ambito della Settimana della cultura in Emilia-Romagna “Energie Diffuse”, in occasione dell’Anno europeo del patrimonio culturale. L’ammontare complessivo delle risorse regionali destinate al settore della promozione culturale nel 2018 sale quindi a 3 milioni e 494 mila euro.

“E’ un altro tassello importante – commenta l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti- a sostegno della crescita della progettualità e del lavoro degli operatori culturali del territorio, dopo gli investimenti indirizzati al cinema e allo spettacolo. Cresce la progettualità e cresce il lavoro, un elemento evidenziato anche dalla recente ricerca sull’industria creativa dell’Emilia-Romagna, l’Economia arancione. L’ampia risposta progettuale da parte dei soggetti del territorio è un segno di grande vitalità e creatività, fattori necessari allo sviluppo dell’intero territorio regionale”.

Il bando della Regione era indirizzato ad associazioni e istituzioni culturali, Comuni e Unioni di Comuni che potevano presentare domanda, in forma singola o associata. Sono stati ammessi a contributo i progetti di 187 associazioni e 14 istituzioni culturali, mentre tutti i 73 progetti presentati da Enti locali hanno ottenuto il finanziamento. I fondi impegnati sono complessivamente pari a 1 milione e 239mila euro a favore di Comuni e Unioni di Comuni e a 1 milione 584mila euro a favore di associazioni e istituzioni.

Si completa così il quadro dei finanziamenti complessivamente assegnati dalla Regione in attuazione della legge regionale 37/1994 in materia di promozione culturale, che aveva visto nelle settimane precedenti l’assegnazione di 370 mila euro alle tre associazioni regionali (Arci, Endas e Acli Arte e Spettacolo) e all’Istituto nazionale di Studi verdiani, per il triennio 2016-2018.

I finanziamenti in provincia di Bologna

A seguito del bando regionale, sono 74 i progetti finanziati, a cui vanno 774mila euro. Di questi, 58 sono stati proposti da associazioni (finanziati con 449mila euro), 5 da istituzioni (66mila euro) e 11 da Unioni di Comuni (259mila euro). Tra le associazioni vi è Hamelin, finanziata con 40mila euro, la Mozart con 20mila, mentre le associazioni Inedita per la Cultura di Marzabotto, Shape e Senzaspine di Bologna hanno ottenuto 15mila euro. Per quanto riguarda le istituzioni, la Regia Accademia filarmonica (Musica Contemporanea, prime esecuzioni assolute, finanziata con 30 mila euro) mentre tra i Comuni e Unioni c’è Bologna (Bologna Open con 40mila euro) e Crevalcore (TTTXTE_Tre teatri per tre con 40milaeuro).

(In allegato, la scheda con i finanziamenti e i progetti relativi a ogni provincia)

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Scheda Bologna

Convenzioni

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Decreto dignità: Emilia Romagna, bene i voucher per frutta e vendemmia recuperati 10mila posti di lavoro in agricoltura

Saranno la campagna di raccolta frutta e la vendemmia le attività che maggiormente beneficeranno del ritorno dei voucher in agricoltura. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna in merito all’approvazione dell’ emendamento sui voucher nel DL “Dignita” che riapre le porte all’utilizzo dei voucher proprio a partire con le attività agricole principali dell’estate. Con i voucher – sottolinea Coldiretti regionale – circa 10 mila posti di lavoro occasionale possono essere riportati in trasparenza in Emilia Romagna.
“Con il loro ritorno in agricoltura – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romana, Mauro Tonello – si riaffermano i principi originari senza gli abusi che si sono verificati in altri settori, anche perché nelle campagne i beneficiari erano e restano soltanto disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti che non siano stati operai agricoli l’anno precedente, tra l’altro impiegati esclusivamente in attività stagionali”.
“E’ importante – precisa il direttore regionale, Marco Allaria Olivieri – assicurare al settore uno strumento semplificato, agile e flessibile che risponda soprattutto ad un criterio di tempestiva e disponibilità all’impiego e dall’altra sia capace di garantire forme di tutela dei lavoratori ed integrazione del reddito alle categorie più deboli in un momento in cui se ne sente particolare bisogno”.
La normativa che aveva sostituito i voucher – ricorda Coldiretti regionale – è stata un vero flop in agricoltura dove ha fatto crollare del 98% in valore l’uso dei buoni lavoro innanzitutto per effetto di un eccesso di inutile burocrazia.
I voucher – ha ricordato Coldiretti Emilia Romagna – erano stati introdotti per la prima volta in via sperimentale nel 2008 per la vendemmia proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro nelle campagne. Nel corso degli anni successivi l’agricoltura – sottolinea ancora l’organizzazione – è stata l’unico settore che è rimasto praticamente “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito) a differenza di altri settori. Non è un caso – precisa Coldiretti Emilia Romagna – che il numero di voucher impiegati nelle campagne dell’Emilia Romagna siano rimasti stabili e addirittura in calo, passando dai 400 mila del 2013 (8,2% del totale) ai circa 350 mila dell’ultimo anno di applicazione (solo il 2,6% del totale).

COLDIRETTI EMILIA ROMAGNA – ufficio stampa

FUSIONE CIDAS-CAMELOT. Il presidente di Legacoop Estense Andrea Benini: “un momento importante per i soci e per il territorio”.

“Un momento importante per la cooperazione, per il territorio, per le famiglie”. Il presidente di Legacoop Estense Andrea Benini, intervenuto alle assemblee di Cidas e Camelot che si sono svolte il 27 luglio al Cinema Apollo di Ferrara, commenta la fusione delle due cooperative sociali del territorio aderenti a Legacoop.
“Da oggi anche Ferrara ha una impresa cooperativa di dimensioni paragonabili a quelle degli altri territori emiliano-romagnoli e del nord-est, capace di investire nella qualità dei servizi e nelle professionalità degli operatori”.
“I dati della Camera di Commercio – prosegue Benini – evidenziano che il settore dei servizi alla persona è uno dei pochi che è cresciuto anche durante la crisi e può essere strategico per aumentare l’occupazione nel nostro territorio. Non a caso entrambe le cooperative interessate dalla fusione operano con successo anche fuori Ferrara. Pertanto il consolidamento in questo settore di una realtà cooperativa strutturata, ben radicata nella comunità ferrarese ma capace di competere a livello regionale e nazionale, può dare un contributo determinante al rilancio di cui il nostro territorio ha tanto bisogno”.
“Nelle due cooperative lavorano oltre 1500 persone, in gran parte socie – sottolinea Benini – che durante le assemblee hanno partecipato a un processo democratico per costruire insieme il loro futuro imprenditoriale e lavorativo. Hanno deciso di mettersi insieme per dare vita a una realtà unica, capace di garantire lavoro regolare di qualità, servizi altamente professionali e distribuzione sul territorio del valore aggiunto prodotto. Come Legacoop siamo orgogliosi della maturità e della serietà dimostrata da questi soci. A Ferrara sono tante le persone che hanno bisogno quotidianamente della loro professionalità: anziani, bambini, migranti, disabili e malati, con le loro famiglie. Più la cooperativa è forte, migliore è la qualità dei servizi e del lavoro, e più efficace la collaborazione con le Istituzioni e la capacità di fornire nuovi servizi”.
In conclusione, Benini auspica “che la cooperativa sappia affrontare le sfide complesse che ha davanti, a partire dalla Riforma del Terzo Settore, che rischia di mettere in competizione chi fa volontariato e chi opera professionalmente. La giornata di oggi è un primo passo in questa direzione. Auguri di buon lavoro a tutte le socie e i soci, alle lavoratrici e ai lavoratori della cooperativa”.

Da: Ufficio stampa Coop. Camelot

Camelot e CIDAS, la fusione è realtà

Nel pomeriggio di venerdì 27 luglio 2018 le Socie e i Soci della cooperativa sociale Camelot si sono riuniti al cinema Apollo per votare in merito alla fusione con la cooperativa sociale CIDAS, ultimo passaggio dell’iter previsto dalla legge per ufficializzare il progetto che vede impegnate le due Cooperative ferraresi da febbraio 2018.
I 115 Soci di Camelot rappresentati nell’Assemblea Straordinaria si sono espressi all’unanimità a favore della fusione. Il via libera della votazione dei Soci di CIDAS, avvenuta nello stesso pomeriggio, ha trasformato il progetto in una realtà effettiva, che diventerà operativa a partire da dicembre 2018.
Come spiega Carlo De Los Rios, Amministratore Delegato di Camelot:
“Con l’approvazione della Fusione da parte delle due Assemblee dei Soci di Camelot e CIDAS, si è concluso il percorso che abbiamo intrapreso a inizio 2018. E’ stato un lavoro intenso e condiviso con i nostri Soci e Lavoratori, che ci ha permesso di arrivare ad oggi con la piena consapevolezza di ciò che è stato fatto e ciò che si dovrà fare.
La fusione sarà effettiva da dicembre, quando avremo una nuova Cooperativa Sociale che sarà un’opportunità per noi cooperatori ed anche un’importante risorsa per i territori in cui operiamo.
Questo ci permetterà di guardare al futuro con rinnovata solidità e capacità di interpretare le sfide poste da una Società in rapida trasformazione”.
LA NUOVA COOPERATIVA CIDAS IN SINTESI
DIPENDENTI delle due cooperative assieme (dati al 31/12/2017): 1518, di cui 1102 Soci
FATTURATO PREVISTO: 55.000.000 € di fatturato previsto nel 2018.
TERRITORI: 4 regioni e 9 province
Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia nelle Province di Bergamo, Bologna, Ferrara, Ravenna, Padova, Parma, Piacenza, Rovigo, Trieste.
SERVIZI: la nuova Cooperativa è presente nei settori Anziani, Socio – Assistenziale, Educativo, Trasporto Sanitario (in proprio o in committenza con le AUSL, le Aziende Ospedaliere, le Amministrazioni Comunali e le ASP), Disabilità, Inclusione e Lavoro, Accoglienza ed Integrazione, Mediazione interculturale e Insegnamento dell’italiano agli stranieri, Servizi integrati per l’immigrazione, Servizi per la riduzione del danno nella prostituzione e di supporto alle vittime di tratta, Mediazione Sociale, Progettazione locale, nazionale ed europea.

Da: Ufficio stampa Coop. Camelot

Nasce Italtom, primo obiettivo 80mila tonnellate

rgenta (FE), la prima campagna del pomodoro nello stabilimento in cui SterIltom ed Emiliana Conserve hanno investito 4 milioni di euro e assunto oltre 100 persone. Le tre aziende rappresentano, come produzione, il primo gruppo privato italiano dedicato all’horeca e al food service. “Qualità, bontà e sicurezza soprattutto”

(Argenta (Ferrara), 27 lug. 2018) – “In questi 45 giorni di campagna del pomodoro ci giochiamo tutto. E’ una sfida importante, perché la ripresa di questa azienda non è solo imprenditoriale, ma riguarda il recupero di una filiera e di un territorio”. Lo hanno affermato Dario Squeri e Gian Mario Bosoni, amministratori delegati di Italtom, lo stabilimento di trasformazione del pomodoro nato sulle ceneri di Ferrara Food, azienda poi affittata ai due imprenditori piacentini.

La stima per la prima campagna è di una produzione di 80mila tonnellate. Insieme alle oltre 200mila realizzate sia da Steriltom (Squeri) sia da Emiliana Conserve (Bosoni), le tre aziende raggiungono il mezzo milione di tonnellate, diventando così il primo gruppo privato italiano di trasformazione. Importante l’impatto sul territorio, con l’assunzione di oltre 100 persone, tra fissi e stagionali.

All’apertura era presente anche il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, oltre alla autorità locali e al sindaco di Argenta, Antonio Fiorentini. “E’ una sfida – ha affermato il governatore che unisce l’Emilia e la Romagna – e che si fonda sulla qualità, sulla sicurezza del cibo e sulla capacità di esportarle all’estero. Tre punti che danno garanzia a tutta la filiera agroalimentare, che in Emilia Romagna trova un export da 6 miliardi e pone la regione, da tre anni, al primo posto per la crescita in Italia. Per questo dico no ai dazi di qualsiasi tipo e ai blocchi verso i mercati mondiali”.

Nell’ultima fabbrica di pomodoro costruita in Europa, quindi la più moderna, si produrranno polpa, pomodoro in bag in box per horeca e food service (di cui Steriltom è leader europeo). Sono state avviate tre nuove linee e l’investimento totale per la riapertura è di 4 milioni di euro. “E’ fondamentale – ha affermato Squeri – il rapporto con gli agricoltori, in una terra vocata alla coltivazione del pomodoro. Il mercato oggi è il mondo e senza aggregazioni non si va da nessuna parte. I valori di un territorio hanno senso solo se riusciamo a portarli al di fuori, nel mondo”. Squeri ha sottolineato, poi, come il pomodoro “debba essere buono, sano e giusto in un’ottica di sostenibilità. La ricchezza prodotta deve essere ripartita in tutta la filiera”. Bosoni, infine, ha sostenuto che “il mondo del retail è lontano dalla giustizia dei prezzi. E chi produce qualità sconta il fatto che non sempre gli acquirenti sanno chi o dove sia stato prodotto quel cibo. Se tutti abbiamo rispettato le regole di coltivazione, perché sappiamo che al di fuori dell’Italia ci sono regole meno stringenti e si utilizzano prodotti da noi vietati da anni”.

Infine, Cristian Camisa, presidente di Confapi Industria Emilia Romagna “ha espresso soddisfazione per un progetto imprenditoriale importante che garantirà occupazione, che darà maggiore certezza alla filiera. Confapi Industria vuole assistere le aziende e dare opportunità e servizi alle imprese di un settore trainante per l’intera economia regionale come quello agroalimentare”.

Da: UFFICIO STAMPA ITALTOM

Comunicato Regione: Lavoro

Alpi di Modigliana (Fc): siglato in Regione l’accordo per uscite volontarie incentivate dei lavoratori

L’intesa raggiunta in viale Aldo Moro a Bologna nel tavolo di salvaguardia occupazionale con l’assessore regionale Costi e il sindaco Roccalbegni

Bologna – Uscite volontarie per la Alpi Spa di Modigliana (Fc), azienda che produce superfici decorative in legno composto che conta ad oggi 400 dipendenti. I 46 previsti esuberi sono stati trasformati in uscite volontarie incentivate, soprattutto per lavoratori vicini al pensionamento, con il criterio della non opposizione al licenziamento.

È questo in sintesi l’accordo sottoscritto, a Bologna, durante il tavolo di salvaguardia occupazionale tenutosi in Regione al quale hanno preso parte l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, il sindaco di Modigliana (FC), Valerio Roccalbegni, il direttore delle Risorse umane di Alpi Spa, Michele Ruo, i rappresentanti di Unindustria Forlì-Cesena, i rappresentanti sindacali regionali e territoriali di Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, nonché le Rsu aziendali.

L’impegno è siglare, entro il 15 settembre prossimo, un definitivo accordo tra azienda e lavoratori per gli esodi incentivati.

L’assessore regionale Costi evidenziato che: “Il dialogo fra le parti ed il confronto hanno consentito di trovare la mediazione necessaria per gestire questa delicata situazione aziendale. Ci auguriamo che l’intesa raggiunta, anche grazie alla disponibilità delle parti, permetta all’azienda di mantenere e migliorare in futuro la propria competitività produttiva anche in prospettiva occupazionale“.

L’Azienda, nell’accordo, si è impegnata, inoltre, a favorire le occasioni di ricollocazione lavorativa sul territorio, in particolare facendo riferimento alle iniziative di reindustrializzazione attivate dall’amministrazione comunale di Modigliana. Nel periodo in questioni le organizzazioni sindacali e la Rsu sospenderanno ogni forma di mobilitazione.

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Nuovo intervento di repressione contro l’abusivismo commerciale

Nuovo intervento di repressione contro l’abusivismo commerciale, da parte del Comando di Polizia Municipale. Nella mattinata di ieri, dieci agenti, alcuni a bordo di quoad lungo la battigia e altri con autovettura di servizio, sono intervenuti al Lido degli Estensi, nei pressi del Bagno Oro e al Lido di Spina, nei pressi del Bagno Schiuma. Nel corso dell’operazione, inserita nel programma di potenziamento delle attività di repressione e di contrasto dell’abusivismo, sono stati sequestrati accessori per l’abbigliamento, borse, borselli e orologi, delle più note griffes di moda contraffatte e merce non contraffatta, consistente in 23 borse, 15 paia di sandali, 70 bracciali e 290 cover per cellulari. Il tutto privo delle necessarie certificazioni CEE, a tutela dei consumatori.
Le attività di monitoraggio e di contrasto al fenomeno dell’abusivismo, proseguiranno incessantemente.

Comune di Comacchio
Ufficio Comunicazione Istituzionale e Trasparenza

Comunicato Regione: Mobilità sostenibile

Auto ibride, 1.250 i cittadini che hanno chiesto il contributo della Regione: fino a 191 euro, il costo del bollo. Dal 1° settembre al via le domande per chi l’ha acquistata nel 2017, per tutti c’è tempo fino a fine anno

Con l’assestamento di bilancio un altro milione per chi acquista veicoli ibridi in Emilia-Romagna, i fondi regionali salgono così a 6 milioni per tre anni

Bologna – Prosegue il sostegno della Regione Emilia-Romagna per la mobilità non inquinante. Nelle prossime settimane partiranno i primi bonifici sui conti correnti dei 1.250 cittadini emiliano-romagnoli che hanno comprato un’automobile ibrida nel 2018 e richiesto il contributo regionale nei mesi scorsi. Dal 1° settembre, con le stesse modalità online, potranno presentare la domanda anche i circa 5.300 residenti che hanno acquistato un’automobile ibrida di prima immatricolazione nel corso del 2017. Le richieste online potranno essere presentate fino alla fine del 2018.

Con la manovra di assestamento del bilancio la Regione ha infatti appena approvato lo stanziamento di 1 milione di euro per l’acquisto di veicoli ibridi. Salgono così complessivamente a 6 milioni i fondi a disposizione per tre anni. I cittadini potranno così chiedere e ottenere il contributo triennale fino a un massimo di 191 euro all’anno (pari al costo del bollo di un mezzo di media cilindrata).

“Avevamo preso un impegno e l’abbiamo mantenuto”, sottolinea l’assessore alla Mobilità, Raffaele Donini. “C’è una volontà precisa di agire per tagliare le emissioni, ridurre l’inquinamento e tutelare l’ambiente e la salute. E’ un lavoro che stiamo facendo insieme alle istituzioni e ai privati: per ridisegnare complessivamente il modo di spostarsi, investendo nei mezzi pubblici e mettendoci al fianco di chi adotta comportamenti e stili di vita che contribuiscono a migliorare le condizioni dell’aria che respiriamo. Per questo abbiamo scelto di premiare i cittadini che acquistano mezzi a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico”.

Come ottenere il contributo

I residenti in Emilia-Romagna intestatari dell’auto dovranno pagare il bollo auto e poi chiedere il contributo facendo una domanda online sul portale regionale http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/entra-in-regione/bandi/bandi-2018/bando_bollo/

Per accedere al sistema bisogna registrarsi tramite Federa (informazioni per richiedere le credenziali al link http://federazione.lepida.it/registrati) oppure con Spid- Sistema pubblico di identità digitale (https://www.spid.gov.it/).

Una volta inseriti i propri dati anagrafici, quelli dell’auto e le coordinate bancarie sulle quale ricevere l’importo dovuto, si invia la domanda online e la Regione provvederà in automatico all’accredito nei tre anni.

I veicoli ibridi in Emilia-Romagna

Le automobili ibride sono sempre più diffuse in regione: dai 2.776 veicoli ibridi immatricolati nel 2015 in regione si è passati ai 4.369 (+57%) del 2016 e ai 7.056 (tra privati e non) del 2017 (+61% rispetto all’anno precedente).

Incentivi per le auto elettriche

I contributi regionali per le auto ibride si affiancano agli incentivi già previsti dalla legislazione nazionale per l’acquisto delle automobili elettriche, esentate dal pagamento del bollo per 5 anni. Per incentivarne la diffusione, la Regione ha investito 2,4 milioni per l’acquisto di 103 veicoli elettrici per la pubblica amministrazione e sta firmando accordi con i Comuni su regole di accesso ai centri storici e parcheggi gratuiti per le auto elettriche. Sono 150 le colonnine interoperabili attive finora in Emilia-Romagna e ulteriori 30 sono in corso di installazione.

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Progetto per la riqualificazione dell’Ex-Cercom.

L’8 agosto prossimo sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna e sul sito internet comunale, il progetto per la riconversione dell’ex Cercom, un’area fortemente degradata dal punto di vista paesaggistico e ambientale, prossima alle Valli di Comacchio, ma anche adiacente la strada statale Romea, uno degli assi più percorsi del Paese.

Nei prossimi mesi, il progetto, sarà vagliato, nell’ambito di una apposita conferenza di servizi, dagli oltre 20 enti pubblici preposti al controllo scrupoloso di questa fattispecie di interventi e, qualora dovesse presentare tutte le caratteristiche tecniche per insediarsi, non arrecando dunque pregiudizi al territorio, il Consiglio Comunale potrà, tra qualche mese votarne l’avvallo definitivo o meno.

“L’impianto ex Cercom- afferma il Sindaco- rappresenta senza dubbio una ferita aperta del territorio, non solo sotto il profilo ambientale, ma anche a seguito della chiusura e della perdita di oltre un centinaio di lavoratori, avvenuta nei primi anni Duemila. Annunciamo anticipatamente la prossima pubblicazione nello spirito di massima trasparenza che ci ha sempre contraddistinto e con l’auspicio che tutti possano prenderne visione e analizzarne i contenuti in maniera oggettiva. Qualcuno ha legittimamente fantasticato nuovi usi, altri li hanno caldeggiati, non valutandone gli aspetti legati ai costi e alla gestione, ma nella realtà dei fatti negli anni non sono mai pervenute richieste e dunque risorse private per rilanciare quello stabilimento. Anche il pubblico, che arranca anche solo per asfaltare marciapiedi e strade, non può permettersi, oggi, voli pindarici per acquisire quelle aree che richiederebbero stanziamenti di diversi milioni di euro, per l’acquisizione e la bonifica. Mi auguro – aggiunge il Sindaco -, che si possa , senza pregiudiziali, valutare l’intervento sotto il profilo paesaggistico, ambientale e sociale”.

Dal momento della pubblicazione sul Bur, chiunque entro 60 giorni potrà presentare osservazioni, secondo le modalità previste, mentre fin d’ora l’Amministrazione Comunale ha reso disponibile l’indirizzo sindaco@comune.comacchio.fe.it per inoltrare entro il 15 settembre prossimo, eventuali domande, quesiti e curiosità anche di natura non tecnica. Agli stessi sarà dato riscontro per iscritto in apposita sezione del sito e ai più significativi verrà fornito riscontro verbale, in occasione di apposito incontro pubblico che l’Amministrazione fisserà a settembre per garantire la massima partecipazione.

Da: Comune di Comacchio
Ufficio Comunicazione Istituzionale e Trasparenza

Riflessioni sul ruolo del debito pubblico

Un grafico elaborato dalla Deutsche Bank ci regala degli spunti di riflessione molto interessanti:

Agli estremi dei Paesi presi in considerazione ci sono, e non a caso, il Giappone e la Grecia. Il primo è considerato tra i più affidabili al mondo nonostante un debito pubblico che è arrivato al 240%, ovvero per una cifra monster di 8.200 miliardi di dollari, mentre l’ultimo è da tempo considerato un Paese sull’orlo del default con un debito pubblico che sfiora il 180% del rapporto debito / pil, che equivale a circa 320 miliardi di dollari.
Perché il primo è affidabile e non rischia il default mentre nel secondo si grida al crollo un giorno si e uno no? Motivi tutto sommato abbastanza semplici, propaganda a parte, ovvero: diversa distribuzione o allocazione del debito e possibilità di controllarlo.
In nero, nel grafico, appare la quota di debito pubblico detenuta dalle rispettive banche centrali, Enti e privati nazionali, mentre i restanti colori indicano la dipendenza dall’estero, la quota detenuta da operatori di varia natura residente all’estero.
Il Giappone è considerato Paese sicuro perché il suo debito non è molto soggetto a investitori esteri, anzi è detenuto dalla Boj e da residenti il che significa sostanzialmente due cose: che è un debito solo nominale, e che quindi potrebbe anche essere in parte cancellato, e che rappresenta un investimento, un piccolo reddito per i cittadini giapponesi, un debito “buono” che aumenta il benessere del Paese senza comprometterne la stabilità.
La Grecia invece ha la maggior parte del suo debito nelle mani rapaci dei fondi di “salvataggio” europei, soldi che quindi deve restituire a entità estere che possono condizionarla, costringerla vendere i suoi beni nazionali e imporle determinate politiche economiche e sociali. Il grafico di seguito mostra la distribuzione del debito sovrano greco.


Grafico elaborato dalla fefacademy

Efsf sta’ per Fondo europeo di stabilità finanziaria che non nasce per dare solidarietà reale ma solo per rendere possibile quello che è stato reso possibile in Grecia, l’impoverimento di un intero sistema sociale.
Quindi, distribuzione e allocazione del debito il primo punto. Per il secondo, cioè in merito al controllo, la differenza tra i due estremi sta nel fatto che il Giappone controlla emissione monetaria e tassi di interesse, possibilità recluse al mercato, mentre la Grecia è alla mercé dei mercati, delle banche europee e della finanza internazionale.
Quello che produce è quindi un vero debito “cattivo”, senza controllo e che la impoverisce sempre di più mettendola anche a rischio di un default continuo, come l’Argentina o la Russia degli anni ’90 o come tutti i Paesi che scelgono di legare la propria economia ad una moneta che non possono controllare.
Andando oltre con l’analisi del grafico, in rosso possiamo apprezzare anche il fatto che l’Italia ha meno debito verso l’estero della Germania il che, messo insieme al livello del nostro risparmio privato, dovrebbe far vergognare chi continua ad impaurire le massaie sulla possibilità di un default italiano.
I fondamentali dell’Italia sono dunque innegabilmente buoni, ma torniamo al ragionamento fatto sopra per evidenziare le differenze tra Giappone e Grecia. Quando si parla di controllo della moneta, del credito, dei tassi di interesse si allontana il rischio Argentina che solitamente viene evocato proprio per il motivo contrario alimentando confusione sul funzionamento di Stati e banche centrali. Cosa comprensibile quando lo fanno i presentatori TV ma difficile da digerire quando a farlo sono laureati in economia, giornalisti economici ed economisti di varia estrazione. Quanto meno diventa difficile credere che lo facciano in buona fede.
Un debito pubblico ben gestito rappresenta la ricchezza dei suoi cittadini, il suo tenore di vita, la sua posizione nel mondo in termini di potenza industriale e di qualità della vita.


Questa infografica mostra la distribuzione del Debito Pubblico per Paesi

Il debito che uno stato produce viene tramutato in servizi e in surplus per i cittadini. Cioè lo Stato spende attraverso la spesa pubblica e questa spesa diventa guadagno e risparmio per i cittadini mentre se è lo Stato a risparmiare e a non spendere, i cittadini possono contare solo su se stessi e molti o i più, ovviamente, non ce la fanno. Del resto in un mondo dove la ricchezza è soprattutto ricchezza finanziaria, è necessario che qualcuno metta a disposizione la materia prima (il denaro) e questo può farlo solo uno Stato.
Pensiamo alla possibilità di essere curati, di poter usufruire di un’assistenza, di poter avere una bella auto ma anche una buona strada sulla quale guidarla, di avere dei diritti, una pluralità di sindacati, di informazione, scuole, salari minimi, ecc.. La possibilità di trovare tutto questo è molto alta dove c’è spesa dello Stato, intervento nella struttura sociale ed economica. E la troviamo proprio in quei Paesi che hanno una percentuale di debito pubblico alta.
E’ chiaro però che insieme alla spesa dello Stato che arricchisce i cittadini devono esserci anche quei due elementi di cui si è parlato prima: capacità di controllarlo, quindi moneta e tassi di interesse controllati dallo Stato e non dai mercati e, di conseguenza, anche la capacità di decidere come allocarlo.

in copertina illustrazione di Carlo Tassi

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