Giorno: 12 Marzo 2019

Presentazione rassegna cinematografica “Italian Extreme vol. 2”

Da: Organizzatori
L’associazione di promozione sociale Feedback è fiera di annunciare la seconda edizione di Italian Extreme, la rassegna d’incontri cinematografici che ha tinto di underground la Video-Biblioteca Vigor già nel 2018. Continueremo a parlare di cinema italiano estremo, ai margini del circuito produttivo/distributivo, di registi e registe che hanno cambiato le regole del cinema nostrano, concependo opere provocatorie, rivoluzionarie e spesso scomode. Si parte giovedì 14 marzo con l’omaggio dovuto ad uno dei maestri indiscussi del cinema di genere italiano: Antonio Margheriti. Pioniere del cinema di fantascienza italiano degli anni ’60 con Space Men con la quadrilogia della stazione spaziale Gamma 1 e squisito artigiano del servizio, tra gli altri, di Andy Warhol per il suo dittico horror dedicato a Dracula e Frankestein, Margheriti ha spaziato con decine di pellicole tutti i generi cinematografici, toccando una delle sue vette con Apocalypse domani, uno degli cannibal horror politici più ricordati. Ospite d’eccezione della serata il figlio Edoardo che incontrerà il pubblico e presenterà il suo documentario The Outsider dedicato alla carriera del padre.
Giovedì 14 marzo, ore 21, presso Video-Biblioteca Vigor, Via Previati 18, Ferrara.
L’incontro è ad ingresso libero e riservato ai soci Feedback.
E’ possibile tesserarsi la sera stessa in loco.

Calvano (PD): “Sì alla Cispadana e manutenzione della Ferrara-Mare prima dell’estate”

Da: PD Stampa
Il tema delle infrastrutture rimane al centro dell’attenzione e dopo il summit alla Camera di Commercio di Ferrara tra mondo imprenditoriale, sindacati e istituzioni, lo sblocco delle opere strategiche e la migliore pianificazione delle manutenzioni arrivano anche in consiglio regionale. Chiare sono le priorità del segretario e consigliere regionale PD Paolo Calvano, condivise anche dalla collega Marcella Zappaterra, che in una risoluzione impegna la giunta a predisporre, in accordo con Anas, una programmazione degli interventi sulla Ferrara-Mare più efficace in modo da evitare i disagi nella stagione estiva.

«Il potenziamento e il miglioramento degli assi viari del territorio emiliano-romagnolo rappresentano uno sviluppo al quale non si può rinunciare – spiega Calvano –, sia in termini di efficientamento dei collegamenti sia per creare posti di lavoro. È assurda quindi la richiesta del Movimento 5 Stelle dell’Emilia-Romagna che chiede lo stop al progetto della Cispadana. Ci auguriamo che questa infrastruttura non diventi la Tav emiliano-romagnola e che la nostra Regione non sia considerata di serie B, visto che i pentastellati ora puntano sulla Agrigento-Caltanissetta».

Sulla Ferrara-Mare, nella risoluzione, Calvano ricorda: «i disagi e i continui cantieri nei cinquanta chilometri di Superstrada che collegano Ferrara al mare sono sempre nell’occhio del ciclone. Per questo ribadiamo ad Anas la necessità di provvedere ad una costante manutenzione e messa in sicurezza della strada, ma è indispensabile prevedere una pianificazione degli interventi nei periodi antecedenti o successivi alla stagione estiva, per non bloccare cittadini e turisti nel disagio».

Edilizia Scolastica: in provincia di Ferrara oltre 600 mila euro per interventi di adeguamento sismico

Da: Organizzatori
Grazie ai risparmi accertati sul mutuo che la Regione Emilia-Romagna ha stipulato con Cassa Depositi e Prestiti sarà possibile finanziare nella provincia di Ferrara tre interventi di edilizia scolastica.

Oltre 600 mila euro che serviranno per l’adeguamento sismico delle palestre di questi istituti:

• Liceo scientifico “Don Minzoni” – Argenta: 268.048,14 €
• Istituto “Guido Monaco” – Codigoro: 186.000 €
• ITI “Copernico” – Ferrara: 151.530 €

Gli immobili scolastici di proprietà della Provincia di Ferrara hanno bisogno di un’adeguata attenzione. Non avendo a disposizione fondi propri. “Grazie alla lungimiranza della Regione Emilia-Romagna si può disporre di somme rilevanti per attuare interventi fondamentali. Non si fa mai abbastanza su questo fronte- dichiara la consigliera Dem Marcella Zappaterra- ma sono soddisfatta del fatto che in Emilia-Romagna la messa in sicurezza delle scuole e degli impianti sia ancora una priorità.

Workshop di “agritettura” al centro studi Dante Bighi

Da: Organizzatori
Per tre giornate, dal 14 al 16 marzo 2019, Copparo tornerà ad essere terra di ricerca grazie ad un workshop organizzato dal centro studi Dante Bighi in collaborazione con una classe di Master Internazionale del Politecnico di Milano. Venticinque futuri architetti, provenienti da tutte le parti del mondo, attualmente iscritti al Master internazionale del Politecnico, diretto dal prof Richard Ingersoll, si occuperanno di dare vita a scenari di progetto per tre aree, di diversa dimensione, inserite nel Parco del Naviglio di Copparo: il giardino interno all’edificio delle Ex Botteghe, l’area del Parco della Certosa e l’area del Museo della Civiltà Contadina.

Gli studenti, visiteranno i luoghi e incontreranno la Comunità locale per investigare le potenzialità sociali, economiche e ambientali del paesaggio copparese e suggerire, attraverso modelli, progetti e performance, un utilizzo delle risorse urbane in un ambiente naturale prefigurando strategie di futuro per migliorare le condizioni ecologico ambientali del luogo.
Le giornate di lavoro si alterneranno tra la Galleria Alda Costa e Villa Bighi che per l’occasione diverranno laboratori di pensiero internazionale. Durante le giornate di studio, il venerdi 15 ore 17:00 alla Galleria Civica Alda Costa, il prof Richard Ingersoll, terrà una conferenza aperta a tutti dal titolo THE AGRITECTURE PARADIGM mentre, la mattina di sabato 16 alle 10:00, è prevista la restituzione pubblica delle prime idee di progetto.

Le idee verranno poi perfezionate dagli studenti durante la seconda fase del workshop che avrà luogo presso la sede meneghina del Politecnico e il lavoro, nella sua versione finale, sarà consegnato al Comune di Copparo alla fine di aprile, periodo in cui, sarà prevista una mostra dei progetti all’interno dell’Atrio del Palazzo Comunale di Piazza Roma.

È auspicabile, nelle parole degli organizzatori del centro studi Dante Bighi, che i risultati finali non siano veri e propri progetti bensì suggerimenti di proposte utili alla comunità locale per realizzare la propria idea di ambiente urbano in continuità con il sistema naturale degli spazi aperti e verdi.

L’iniziativa si inserisce all’interno della rassegna #MarzoAmbiente, insieme di eventi attorno al tema della tutela ambientale, ideati da Gruppo Zero e Comune di Copparo, che per tutto il mese costelleranno la città, con un quartier generale all’interno della Galleria Alda Costa di via Roma.

Pettazzoni (LN): chiarimenti sulle reti ferroviarie regionali minori

Da: Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna
Ha presentato una interrogazione alla giunta di Viale Aldo Moro, il consigliere regionale della Lega Marco Pettazzoni per chiedere informazioni e chiarimenti su particolari tratte gestite da diversi gestori.
“In Emilia Romagna – evidenzia Pettazzoni – sono state individuate 20 linee ferroviarie gestite da soggetti diversi dal gestore nazionale ovvero RFI, ovvero 5 tratte sono sotto il controllo di Ferrovie Nord, 2 del Gruppo Torinese Trasporti, 6 sono gestite dalle Ferrovie dell’Emilia Romagna ovvero la Suzzara-Ferrara, la Parma- Suzzara, la Bologna- Portomaggiore, la Reggio Emilia-Guastalla, la Reggio Emilia-Sassuolo e infine la Casalecchio -Vignola. Due sono di competenza di ATAC e una ciascuna per le società EAV, Ferrotranviaria, Ferrovie del Sud Est, Umbria mobilità e Sistemi territoriali. Tali linee- spiega il consigliere – sono attualmente sottoposte ad una sorta di processo di nazionalizzazione dato che vengono trasferite a titolo gratuito al demanio e al patrimonio disponibile e indisponibile dello Stato e contestualmente attribuire al gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale”. Pettazzoni chiarisce: “ la Commissione lavori pubblici del Senato ha avviato l’esame del Quarto pacchetto ferroviario cioè un insieme di misure elaborate a livello europeo ai fini del completamento dello spazio ferroviario unico europeo che ha lo scopo di arrivare ad un approccio integrato volto a rivitalizzare il trasporto ferroviario della UE. A fronte di queste considerazioni – conclude l’esponete regionale del Carroccio – vorrei conoscere dal competente assessorato quale è la reale situazione delle cosidette reti minori meno interconnesse con la RFI e quali sono le misure di sicurezza previste, oltre che sapere quali sono le tempistiche e l’entità degli interventi necessari per adeguarsi alle disposizioni previste nel Quarto pacchetto ferroviario “.

Pettazzoni (LN): lotta a zanzare e cimici portatrici di malattie per l’uomo e responsabili di danni alle culture

Da: Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

“IL CALDO ATIPICO DEL MESE DI MARZO E CON UN INVERNO MOLTO MITE ALLE SPALLE , MOLTO PROBABILMENTE FAVORIRA’ IL PROLIFERARE DI INSETTI IN PARTICOLARE DI ZANZARE E CIMICI – SPIEGA IL CONSIGLIERE REGIONALE DELLA LEGA MARCO PETTAZZONI – CON CONSEGUENZE NEGATIVE NEI CONFRONTI DELLA SALUTE DELL’UOMO E ANCHE DANNI ALLE COLTIVAZIONI”.
PROPRIO PER TALI MOTIVI, PETTAZZONI HA PRESENTATO UNA INTERROGAZIONE ALL’ASSESSORE COMPETENTE DI VIA ALDO MORO PER CHIEDERE DI ATTIVARSI PER CONTRASTARE LE POSSIBILI CONSEGUENZE PROVOCATE DAGLI INSETTI .
INFATTI – EVIDENZIA L’ESPONENTE DEL CARROCCIO – CI SONO PARTICOLARI INSETTI, COME LA CIMICE ASIATICA HALYOMORPHA HALYS PORTATRICE DI DANNI IRREPARABILI IN MOLTE COLTIVAZIONI AGRICOLE”. PETTAZZONI CONTINUA “NON PARLIAMO POI DELLE ZANZARE CHE SOPRATTUTTO IN SOGGETTI DEBOLI PUO’ PROVOCARE INFEZIONI E MALATTIE CHE SE NON BEN CURATE PORTANO ANCHE ALLA MORTE. VA DETTO CHE L’ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITA’ DEDICA GRANDE ATTENZIONE ALLA SORVEGLIANZA DELLE ALBOVIROSI ED IN PARTICOLARE ALLA CIRCOLAZIONE DEGLI INSETTI VETTORI AL FINE DI PREVENIRE E CIRCOSCRIVERE EVENTUALI EMERGENZE EPIDEMICHE. VORREI QUINDI AVERE DALLA REGIONE RISPOSTE IN MERITO E CAPIRE SE SONO GIA’ STATI PRESI PROVVEDIMENTI A RIGUARDO, QUALI RISORSE SONO STATE MESSE IN CAMPO E IN QUALI TEMPI E SE IN CAMPO SANITARIO SARANNO ATTIVATI PROTOCOLLI PER GESTIRE EVENTUALI PICCHI DI RICOVERI”
PETTAZZONI POI, NELLA VESTE ANCHE DI CONSIGLIERE COMUNALE DI CENTO, PONE LE STESSE DOMANDE CON UNA INTERROGAZIONE AL SINDACO DI CENTO FABRIZIO TOSELLI PER SAPERE SE IL COMUNE SI E’ GIA’ ATTIVATO E IN QUALI MISURA. “ SOPRATTUTTO – EVIDENZIA PETTAZZONI – PER EVITARE COME GIA’ AVVENUTO LO SCORSO ANNO SI RIPETANO CASI DI MALATTIE GRAVI CHE HANNO PORTATO ALLA MORTE UN CITTADINO DEL TERRIOTRIO CENTESE. MI RIUSULTA CHE ANCORA NON SIANO STATE PRESE MISURE E AZIONI SPECIFICHE PER CONTRASTARE IL PROLIFERARE DI INSETTI CHE QUEST’ANNO SI STIMA SARANNO IN NUMERO ANCORA MAGGIORE RISPETTO AGLI ANNI PASSATI. VORREI ANCHE SAPERE QUALI E QUANTE DOTAZIONI DI PRODOTTI INSETTICIDI E LARVICIDI SIANO STATI MESSI GRATUITAMENTE A DISPOSIZIONE DELLA CITTADINZA”.

Ferrara capitale italiana della cultura – la proposta di Maggi, Zerbini e di Mario Tozzi

Da: Ferrara Cambia
Mario Tozzi, da sabato prossimo in prima serata su Rai3 con “Sapiens”, lancia insieme a Andrea Maggi e Livio Zerbini di “Ferrara Cambia” la candidatura di Ferrara come Capitale Italiana della Cultura.
Afferma Mario Tozzi: “Se esiste una citta che se lo merita, questa è Ferrara: non solo per le grandissime impronte culturali che tutti conoscono, ma anche per il fatto che la città si è sostanzialmente mantenuta intatta. Qui il bello è di casa. E’ uno dei posti dove gli uomini hanno costruito in armonia con il contesto, anche naturale. Una città che va oltre la memoria, oltre la cultura, una città attiva”.
“Una citta straordinariamente ricca dal punto di vista architettonico, storico, culturale come Ferrara, città patrimonio dell’ UNESCO – dichiara Livio Zerbini – ha tutte le carte in regola per questa candidatura. La nostra città, patrimonio dell’umanità Unesco, ha una vita culturale di altissimo livello e una Università attrattiva, dove si è laureato Copernico con più di 20.000 studenti e ai vertici delle principali classifiche nazionali intatte”.
“Sono allo studio in questi giorni a parte di Sandro Mazzatorta, che sta curando il programma della coalizione di centro destra,– afferma Andrea Maggi – le procedure necessarie per formalizzare la candidatura e per partecipare ai futuri bandi. Ferrara merita questo riconoscimento che porterebbe in città fondi da utilizzare per investimenti nel campo del turismo e dei servizi”.
“Chiederemo a breve un incontro con l’On Lucia Borgonzoni Sottosegretario di stato ai beni e attività culturali e al turismo – afferma Alan Fabbri, candidato Sindaco a Ferrara. Per molti anni abbiamo avuto un ferrarese come Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e nulla è stato fatto in questa direzione. E’ ora di dare un segnale di forte discontinuità con l’inerzia passata e presente e dell’Amministrazione comunale”.

Alan Fabbri (Lega): “fondi Meis: dal PD la solita, inutile, strumentalizzazione politica contro il governo”

Da: Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

CONTRO IL GOVERNO”
“Il Pd ci riprova: esattamente come ha fatto con il bando periferie sbandiera ai quattro venti la questione dei fondi al Meis, sapendo benissimo che si tratta di una strumentalizzazione politica. La sinistra, invece di tentare di risolvere i problemi, li cavalca per creare inutili allarmismi, con cui fare una becera propaganda contro il governo, che come è successo con il bando periferie si ritorcerà loro contro. Se davvero ci tenevano a quel progetto, anche a livello regionale, sarebbe stato compito degli amministratori locali verificarne l’andamento, passo per passo, per non scoprire poi dei ritardi che lo stesso aveva subito. In ogni caso il ministro ha già chiarito la volontà politica di procedere al completamento del Meis e se ci sono stati errori formali da parte della direzione regionale del Mibac vorrà dire che verranno risolte”.
Così Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione, interviene sul question time presentato questa mattina durante l’assemblea legislativa dalla consigliera Marcella Zappaterra a cui ha risposto l’assessore Massimo Mezzetti.
“La questione del Meis invece di essere affrontata, viene strumentalizzata dal Pd che, come suo solito, sembra non aspettare altro che si presenti un problema per tentare di denigrare l’operato del governo”, spiega Fabbri “mentre noi siamo abituati ad agire nel concreto per il bene della città”. A Fabbri sembra “sbagliata la strumentalizzazione politica di una questione tecnica che, come ha già spiegato il ministro, verrà risolta, anche da parte dei colleghi in Regione e dell’assessore alla Cultura Mezzetti, che, oggi in assemblea, ha voluto farne uno strumento di propaganda politica”. Proprio a Mezzetti ricordiamo che “è compito di un buon amministratore vigilare con attenzione sui progetti importanti giorno per giorno e verificare che sugli stessi non ci siano ritardi o ostacoli. Se la Regione e il Comune non l’hanno fatto non cerchino ora, quantomeno, di utilizzare l’accaduto per mettere altri in cattiva luce”, soprattutto “dopo la magra figura fatta con i fondi dedicati alle periferie per i quali il Pd aveva strillato per settimane contro il governo e che poi sono arrivati”.

Iniziativa pubblica dal seme alla tavola

Da: Officina Dinamica
Continua l’impegno di Officina Dinamica per favorire piccoli ma grandi cambiamenti per migliorare la nostra vita. Tappa prossima a Copparo #marzoambiente giovedì 28 – galleria “Alda Costa”alle ore 21.00.
Nell’ambito della bella iniziativa #marzoambiente, varata dal Comune di Copparo e dedicata all’Ambiente, siamo lieti di annunciare che Officina Dinamica sarà presente nel programma degli eventi. L’appuntamento è fissato per la serata di giovedì 28 nella galleria “Alda Costa” a partire dalle ore 21.00.
Ma di cosa parleremo? L’incontro, intitolato Dal Seme alla tavola: quanto spreco, condotto da Elisabetta Ciannella, consigliera di Officina e nutrizionista di professione, sarà la giusta occasione per approfondire le nostre conoscenze su un argomento molto attuale, che riguarda noi e le nostre tavole: lo spreco alimentare.
Officina per anni si è occupata di spreco legato al cibo attraverso specifiche attività riunite sotto due progetti specifici inanellati fra loro. Il primo, AvanziAMO ideato e realizzato nel 2015, ha generato il secondo RistoriAMO: ristoranti a spreco zero che si è conclusa a dicembre del 2018. Una iniziativa, quest’ultima, che ha acceso i riflettori su un fenomeno ancora troppo diffuso nel nostro paese: quello di sprecare il cibo. Con RistoriAmo, progetto a cui hanno collaborato diversi soggetti tra cui il Comune di Ferrara, l’Asl, Hera, la ditta Ilip, Arci, CNA e una dozzina di ristoranti virtuosi della citta de zone limitrofe, Officina ha intensificato la sensibilizzazione sul fatto che il cibo oltre a essere passione, è vita.
Sì perché ogni pietanza collega energia, acqua, lavoro, passione. Per questo è importante non sprecarla, non buttarla via. Oggi non si può più immaginare di affrontare i grandi temi globali come la fame, la giustizia sociale, i cambiamenti climatici e la perdita di integrità biologica del pianeta, senza
affrontare contemporaneamente la questione delle perdite e dello spreco degli alimenti.
E allora per avere qualche suggerimento sul come possiamo evitare lo spreco sulle nostre tavole e sul come mangiare meglio e fare una spesa intelligente ovvero, su ciò che davvero serve senza esagerare, siamo tutti invitati ad ascoltare Elisabetta.
Sarà una buona e nuova occasione anche per conoscere l’associazione e i suoi nuovi percorsi sempre all’insegna di favorire comportamenti più responsabili e amici del nostro ambiente che è la nostra casa.

Guglielmo Golinelli (lega): “solidarietà alla famiglia Grampassi per la violenza subita”

Da: Elettorale Lega Nord
“Solidarietà e vicinanza alla famiglia Grampassi, da tutta la Lega, per la terribile violenza subita. Questi episodi ci fanno capire quanto sia necessaria la svolta che la Lega al governo sta imprimendo alla questione sicurezza a partire dal Decreto Salvini fino alla legge urgentissima sulla legittima difesa”.
Così il deputato Lega e commissario Lega Carpi, Guglielmo Golinelli, interviene dopo la violenta rapina in villa subita a … dalla famiglia.
“Non è purtroppo la prima volta che la nostra provincia diventa teatro di episodi così gravi e violenti”, spiega Golinelli “e anche in questo caso, come in passato, pare si tratti di una bandadi predatori esperti dell’est Europa”, spiega Golinelli “ci auguriamo che questi criminali siano ben presto individuati e assicurati alla giustizia”.
Per Golinelli “questa tragedia che segnerà per sempre la vita di una famiglia nota e stimata è l’ennesima prova di quanto sia necessario completare il percorso avviato dal ministero dell’interno sulla questione sicurezza”. In particolare penso alla legge sulla Legittima difesa, importante non solo per garantire i diritti di chi viene assalito in casa propria, ma anche per ridurre il senso di impunità che evidentemente spinge malviventi e rapinatori violenti ad agire senza timore”.

Da Piazzola a Gioacchino Rossini, sassofono e archi al Palazzo Bonacossi di Ferrara

Da: Responsabile Comunicazione Conservatorio di Ferrara

La ricchezza sonora del sassofono sarà la protagonista del nuovo appuntamento per la rassegna musicale I concerti di Palazzo Bonacossi, organizzata dal Conservatorio Frescobaldi di Ferrara in collaborazione con i Musei civici di arte antica al museo di via Cisterna del Follo 5 a Ferrara, mercoledì 13 marzo alle 18. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Marco Gerboni, docente di sassofono al Conservatorio, suonerà per l’occasione insieme agli allievi della classe di sassofono e all’Ensemble di Archi del Frescobaldi. Il programma, che riunisce musica del passato a quella contemporanea, avvicenderà musiche di Tomaso Antonio Vitali (del compositore seicentesco verrà proposta ‘Ciaccona in Sol minore’) a quelle dell’americano Marc Mellits (con ‘Tachycardia’), da Astor Piazzolla (‘Tristeza de un doble A’) ad Aldemaro Romero con ‘Saxophone Quartet’, dalla Rossiniana, fantasia su temi da opere di Gioachino Rossini di Michele Mangani al Tango club di Roberto Molinelli.
L’Ensemble d’Archi ‘Frescobaldi’ è composto da Guglielmo Ghidoli e Carlotta Travaglini, violini, Valentina Franzaroli, viola, Alessandro Malavasi, violoncello, e Stefano Galassi, contrabbasso. La Saxorchestra ‘Frescobaldi’ vedrà coinvolti Hu Lei, sax sopranino, Andrea Baù e Mattia Tomat, sax soprano, Lorenzo Moretto, Cristiana De Luca, Eva Pupo, Luca Verri, Jasmine Mohamed Ismair e Chiara Ghetti, sax contralto, Andrea Del Ben e Li Zefu, sax tenore, Alessandro Salaroli e Riccardo Gubert, sax baritono.

IL PROGRAMMA COMPLETO

Venerdì 15 Febbraio
M. GIULIANI, R. KREUTZER, A. DIABELLI
Laura Pontecorvo flauto – Giuliana La Rosa viola – Stefano Cardi chitarra

Mercoledì 20 Febbraio
J. VAN EYCK, L. COUPERIN, J.B. DE BOISMORTIER,
A. VIVALDI, F. MOLINO, J.L. TOLOU, F. KUHLAU
Giovanni Lazzari – Beatrice Neri – Mariangela Patrono flauti

Mercoledì 27 Febbraio
G. FAURÉ, C. DEBUSSY, M. RAVEL
Marcello Defant violino – Giacomo Bettarino pianoforte

Venerdì 1 Marzo
LE MILLE VOCI DEL JAZZ. DA DUKE ELLINGTON A BJÖRK
Sara Tinti, Yindi O’Connell, Valeria Burzi, Giorgia Faraone voci soliste
Ensemble vocale e strumentale jazz del Conservatorio Frescobaldi – Roberto Manuzzi, direttore

Mercoledì 6 Marzo
JOHANN SEBASTIAN BACH, DIEGO CONTI
Sonate e Partite per violino solo (I)
Alessandro Perpich violino

Venerdì 8 Marzo
JOHANN SEBASTIAN BACH, DIEGO CONTI
Sonate e Partite per violino solo (II)
Alessandro Perpich violino

Mercoledì 13 Marzo
T.A. VITALI, M. MELLITS, A. PIAZZOLLA, P. GEISS
Marco Gerboni sassofono – Studenti della classe di sassofono- Ensemble di Archi del Conservatorio Frescobaldi

Venerdì 15 Marzo
M. CASTELNUOVO-TEDESCO, A. HONNEGER, A. BENJAMIN, S. BROTONS
Claudio Conti clarinetto – Annamaria Maggese pianoforte

Mercoledì 20 Marzo
W.A. MOZART, C. SAINT-SAËNS, G. VERDI
Archi del Conservatorio Boito di Parma – Claudio Brizzi harmonium – Giulio Giuriato pianoforte

Venerdì 22 Marzo
J.S. BACH, C.PH.E. BACH
Maria Cristina Tarozzi flauto -Vanja Gentile oboe – Luca Bellentani violoncello – Vincenzo Ninci clavicembalo

Mercoledì 27 Marzo
L. van BEETHOVEN, J.N. HUMMEL
Alessandro Perpich violino – Jacopo Ferri viola – Luca Bellentani violoncello – Alfredo Trebbi contrabbasso
Francesca Giovannelli pianoforte

Venerdì 29 Marzo
K. WEIL dall’OPERA DA TRE SOLDI
Martina Dainelli – Luca Brunelli – Lorenzo Rizzuta – Ciro Grieco trombe
Massimo Mondaini – Francesco Rizzuta – Maria Benedetta Piermattei corni
Giacomo Scanavini trombone – Paolo Lenzi tuba – Yindi O’Connell soprano
Enrico Dolcetto arrangiamento e direzione

Martedì 2 Aprile
ALLA RICERCA DELLA MUSICA PERDUTA.
LA MESSA IN RE MAGGIORE DI NICCOLÒ PICCINNI
Conferenza-concerto a cura di Adriano Cirillo e Paolo Bucchi
Studenti delle classi di Canto del Conservatorio Frescobaldi- Stefano Bocci pianoforte

Venerdì 5 Aprile
G.B. BUONAMONTE, L. COLISTA, J. VAN EYCK, J.C. NAUDOT,
J.K.F. FISCHER, G.F. HAENDEL, G. SAMMARTINI
Luigi Lupo, Laura Pontecorvo flauti – Marina Scaioli clavicembalo

Venerdì 12 Aprile
A.BERG, M. GATTO, G. MAHLER, F.P. TOSTI, A. PIAZZOLLA, C. GUASTAVINO, H. ARLEN/K. JARRETT, A. GINASTERA
Alessandro Maffucci tenore – Roberto Russo pianoforte

Martedì 7 Maggio
E. PARISH ALVARS, G. FAURÉ
Antonella Ciccozzi arpa

Cinema Boldini Alexander McQueen ilgenio della moda

Da: Ufficio Stampa Arci Ferrara

PROIEZIONE SPECIALE

AL CINEMA BOLDINI

Mercoledì 13 Marzo ore 21.00 – v.o. sott. ita

ALEXANDER MCQUEEN – IL GENIO DELLA MODA

regia di Ian Bonhôte e Peter Ettedgui

(Gran Bretagna, 2018 – 111′)

Ingresso 5 euro

Proiezione organizzata in collaborazione con Palazzo dei Diamanti

Mercoledì 13 marzo alle ore 21.00 al Cinema Boldini verrà proiettato in versione originale con sottotitoli in italiano il docufilm Alexander McQueen – Il genio della moda di Ian Bonhôte e Peter Ettedgui. La proiezione è organizzata in collaborazione con Palazzo dei Diamanti – che al momento ospita l’esposizione “Boldini e la moda” – e restituisce uno sguardo molto personale sulla straordinaria vita, sulla carriera e sul talento artistico del designer Alexander McQueen. Attraverso interviste esclusive a familiari e amici più intimi, materiale d’archivio, splendide immagini e musiche coinvolgenti, Alexander McQueen – Il genio della moda vuole essere una sincera celebrazione ed un entusiasmante ritratto di un autentico visionario della moda, tanto geniale quanto tormentato.

Cresciuto nell’East London, Alexander McQueen era un semplice ragazzo della working class inglese, senza doti né prospettive. Ma nel suo intimo, “Lee” ha sempre saputo di non essere come gli altri. Per anni ha coltivato demoni interiori, dalle sembianze eleganti e spaventose. E soltanto controllandoli, forse, è riuscito a diventare uno dei più iconici artisti del nostro secolo. Come ha fatto questo punk ribelle a conquistare l’alta moda parigina? E perché, al picco della sua fama, ha deciso di mettervi un punto? Riflettendo sulla savage beauty e la dirompente vivacità del suo design, i registi evocano una figura opaca, tra tortura e ispirazione, per celebrare un genio radicale e ipnotico e la profonda influenza che ha avuto sulla sua epoca. Probabilmente è stata la prima volta in cui, dagli anni d’oro della Swinging London anni ’60, che un ragazzotto dell’East End di Londra è riuscito a emergere e a diventare l’artista più originale e influente del suo tempo.

I registi Ian Bonhôte e Peter Ettedgui hanno catturato la vita personale e lavorativa di un talento creativo unico nel suo genere, mostrando la sua gloriosa anarchia nel loro film Alexander McQueen – Il genio della moda. Qui viene offerto un entusiasmante ritratto della vita di McQueen e della sua complessa personalità, seguendolo alla conquista del mondo della moda con i suoi modelli, tanto affascinanti quanto sinistri. Dal suo apprendistato alla prestigiosa scuola di sartoria di Savile Row, dove si mostrò da subito incredibilmente portato, fino alla sua prematura morte all’età di 40 anni, il film racconta la sua storia rompendo le regole della narrazione documentaria attraverso un mosaico composto da molteplici frammenti che dalla loro unione generano un ritratto unico, sfaccettato e rivoluzionario dell’artista McQueen.

Attraverso le riprese dei suoi spettacoli, delle sue sfilate e ad alcuni video personali di Alexander, lo spettatore percepisce un ineguagliabile talento creativo che appartiene allo stilista, capace di dare vita alle sue fantasie più oscure e alle sue più grandi ambizioni attraverso la realizzazione di modelli dal design rivoluzionario; presentati al pubblico tramite sfilate spettacolari ispirate a miti e leggende, ai racconti del popolo Yooruba, all’Inferno di Dante e alla leggenda di Atlantide. Tutto questo contribuisce a creare la singolare visione artistica di McQueen, una visione strutturata per mezzo di una febbrile immaginazione e un mix eclettico di film, arte, musica, storia, danza, tecnologia, il tutto unito insieme al fine di provocare scandalo ed estasi nello spettatore.
Diviso in cinque capitoli, Alexander McQueen – Il genio della moda sottolinea i momenti fondamentali della vita del designer attraverso una selezione dei suoi spettacoli più personali e iconici.

Giovedì 14 marzo al Centro Documentazione Donna di Ferrara

Da: Centro Documentazione Donna di Ferrara

Giovedì 14 marzo 2019 alle ore 17

Giulia Ciarpaglini e Luciana Tufani
parlano di
Miss Marple e Mrs Christie alias Ariadne Oliver
In collaborazione con il Teatro Comunale di Ferrara

Miss Marple è una delle protagoniste più amate dei libri di Agatha Christie non solo dal pubblico ma anche dall’autrice stessa, che non è mai tormentata dalla sua presenza – a differenza di Poirot. Miss Marple è una anziana signora arguta e pungente, dedita a classici passatempo (lavoro a maglia, birdwatching…) e all’indagine della natura umana, in tutte le sue sfaccettature. Mentre Giulia Ciarpaglini racconterà la figura di questa tanto amata donna, Luciana Tufani dipingerà quelli che sono i tratti di Ariadne Oliver, l’alter ego di Christie: la scrittrice di gialli con i suoi scompigliati capelli grigi è la rappresentazione più autoironica di se stessa.

Giulia Ciarpaglini, nata ad Arezzo e ferrarese dal 1975. Fa parte del Centro Documentazione Donna di Ferrara di cui dirige la biblioteca. Con le edizioni Tufani ha pubblicato i romanzi Un segreto, anzi due (2010) e Assassinio alla casa delle donne (2015). Collabora alla rivista «Leggere Donna».
Luciana Tufani, nata a Trieste ha vissuto nei primi anni in diverse città e paesi per poi approdare prima a Milano e infine a Ferrara. Ha insegnato per anni in molte scuole della città e della provincia. Sempre a Ferrara, ha fondato nel 1980 il Centro Documentazione Donna di cui è la presidente. La sua casa editrice pubblica la rivista bimestrale Leggere Donna.

Presentazione del libro “Ascolto ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace” presso Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara

Da: Ibs+Libraccio

Giovedì 14 marzo ore 18:00,presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara Daniele Trevisani presenterà il libro “Ascolto ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace” (Franco Angeli). Dialogherà con l’autore Lorenzo Manfredini

Siamo inondati di messaggi, ma non siamo capaci di ascoltare e di comunicare davvero, anche se sappiamo bene che una comunicazione “vera” contraddistingue le persone speciali, in ogni contesto di vita. Volete essere anche voi “speciali” e fare la differenza, umanamente e professionalmente? Con questo libro, attraverso riflessioni, esempi, casi pratici e concetti d’avanguardia, imparerete ad ascoltare in modo attivo e a coltivare l’empatia. Riuscirete a costruire un vostro modo di essere unici, attenti alla “presenza comunicativa” e alle emozioni. Il mondo di chi ascolta e il mondo di chi parla sono due mondi diversi. Ognuno ha le sue storie, un suo passato, amici differenti e sensibilità diverse. L’ascolto attivo ed empatico può compiere il miracolo e creare un ponte tra questi due mondi, un ponte che porterà tutti nella direzione di un legame più forte, di una maggiore efficacia nel comunicare, di un maggiore senso di competenza, professionalità e spessore umano. Utile per chiunque voglia migliorare in modo significativo il proprio modo di comunicare sia nel privato sia nella professione, il testo propone numerosi modelli fondamentali anche per chi opera nelle professioni di aiuto o nelle organizzazioni come leader o manager e per chi agisce in strutture e imprese che fanno del rapporto umano e dell’ascolto del cliente una leva strategica.

Daniele Trevisani, consulente e formatore aziendale con più di 25 anni di esperienza nel coaching, nel counseling, nella formazione attiva ed esperienziale in azienda, vanta numerose pubblicazioni nazionali e internazionali. Premiato con l’onorificenza Fulbright (Governo USA) per i contributi portati alle scienze della comunicazione e alla ricerca per sconfiggere l’incomunicabilità, ha sviluppato modelli proprietari di comunicazione e management erogati ad oltre 200 imprese e organizzazioni, tra cui le Nazioni Unite, numerose multinazionali e molte imprese italiane in fase di sviluppo o di passaggio generazionale. Dirige i progetti di consulenza e di formazione, coaching e counseling di www.studiotrevisani.it

La violenza sulle donne all’IIS Montalcini

Da: Addetta stampa IIS Montalcini

Gli studenti del Montalcini incontrano alcuni rappresentanti del Centro giustizia donna e del Centro uomini maltrattanti al fine di riflettere sulle modalitá di riconoscimento della violenza contro le donne

Di recente nell’aula magna dell’IIS Montalcini sede di Argenta gli alunni delle classi alte di Ipsia e Liceo hanno riflettuto sul tema della violenza.

Ha aperto i lavori l’assessore alle pari opportunità Samuela Pamini per sottolineare l’importanza di queste iniziative che portano a riflettere sul triste tema della violenza e sull’importanza di educare all’affettività affinché tali forme di prevaricazione non dilaghino.

La psicologa Monica Borghi del centro donna giustizia di Ferrara, ha informato i discenti che presto aprirà uno sportello anche ad Argenta per le donne che avessero bisogno di ascolto, di informazioni e di alcune ‘dritte’ per prendere le distanze dalla violenza.

Oggi purtroppo tale violenza si realizza all’interno di relazioni di intimità, relazioni che sovente nascono dietro la tastiera di un pc.

Il centro donne giustizia si rivolge a donne adulte, ma molte sono richieste da parte di minori che lanciano l’allarme per la propria mamma. La violenza assistita, purtroppo, lascia delle cicatrici profonde sulla pelle di questi minori, che li segnerá per tutto il loro percorso di vita.

É molto importante entrare nelle classi per parlare del fenomeno della violenza sotto molteplici punti di vista. Sradicare gli stereotipi di genere, andare oltre l’apparenza, confidarsi, denunciare sono aspetti fondamentali del fenomeno e quindi vengono invitati i discenti ad intraprendere un percorso di volontariato presso il Centro, così come sta avvenendo per alcune alunne che hanno svolto la propria attività di stage lì e ne sono rimaste affascinate, colpite e segnate positivamente.

La giornata si é conclusa con la creazione di piccoli gruppi di studenti che hanno riflettuto sulle poliedriche forme di violenza attraverso la tecnica del brainstorming.

Un’occasione di spunti e di riflessioni che l’Istituto ha voluto offrire ai propri studenti nella settimana dell’8 marzo ovvero della giornata internazionale della donna, quale giornata di memoria, per tutte le donne che sono state vittime di violenza.

Satrapi e Lanzichenecchi ovvero PD e Lega

Da: Giuseppe Toscano, Segretario Regionale Dc Emilia Romagna

Nell’antica Persia il governatore di una provincia si chiamava satrapo e godeva di immensi privilegi, di enormi proprietà, di amici pingui e fortunati, speculatori ingordi, il tutto a spese della povera gente. I satrapi furono spazzati via dagli arabi di Maometto che con u pugno di uomini e tanta fede li sgominarono combattendo contro enormi schiere di soldati l’un l’altro incatenati per non farli scappare. Rileggendo queste cose spontaneamente nasce la riflessione sulla nostra situazione ferrarese dove il satrapo forse non c’è più. Qui c’è il PCI che da settant’anni governa Ferrara pur nascondendosi dietro mutevoli sigle. La gestione per la gente è pessima: si pensi alle società, alle aziende, alle municipalizzate con clienti cresciuti nel tempo.
Facciamo un esempio: l’azienda municipalizzata delle farmacie ha un costo superiore a più del 30% sulla gestione diretta. Si chiudano i posti nel c.d.a. e si affidi il compito ad un assessore. Facile? No! Anche per le altre aziende, meglio accontentare amici pingui e fortunati.
Stanno arrivando i Lanzichenecchi, soldati luterani tedeschi che nel 1527 misero a sacco Roma con azioni non certo da galateo di mons. Della Casa (quei mercenari mi ricordano i leghisti che con elmi, corna e baffoni biondo-celtici si riunivano a Pontida). Non mi risulta che la Lega voglia fare una riduzione del bottino, ma occupare i posti esistenti dividendoli in percentuale ai voti conquistati con i propri alleati (c’è un tema grave: la sciagurata e permessa indiscriminata invasione di migranti favorita dalla sinistra, il problema del pattume che lo ritroviamo ovunque); anche con queste credenziali vuole mettersi a tavola. Ma per stare a banchetto occorre politicamente seguire pedissequamente mons. Della Casa: far rinunce a vantaggio della gente, non essere onnivori, saper maneggiare forchetta e coltello, usare bene il tovagliolo solo per pulirsi la bocca.
La DC ha nel suo programma la chiusura graduale di municipalizzate e società mangiasoldi con un galateo che voleva mettere a disposizione. Non si è voluto neppure un incontro! I ferraresi avranno allora un bel dilemma il 26 maggio. Dalla padella (dannosa come il PD) alla brace (devastante come i Lanzi).

Riti popolari, sporche guerre e stupefacenti miracoli. Le credibili scritture etno-antropologiche della finzione

Da: Organizzatori

La mostra, allestita presso la sala esposizione del Liceo Artistico Dosso Dossi di Ferrara e in parete fino a domenica 17 marzo, è inserita nel programma di Views 2.0 – Narrazioni Liquide. Festa Internazionale dell’Antropologia Visuale, organizzata dall’Università di Ferrara e della quale il Dosso Dossi è partner.
Bruno Vidoni effettuò i propri studi artistici proprio al Dosso Dossi di Ferrara. Il liceo artistico ne ricorda annualmente la figura artistica, attraverso l’assegnazione di una borsa di studio per due studenti meritevoli del quinto anno.

Artista, fotografo, ma pure ricercatore di etnografia e di storia locale, Bruno Vidoni (1930-2001) è entrato nella storia della fotografia italiana per alcuni falsi reportage di guerra (in primis quello dedicato alla Cambogia/ guerra del Vietnam) realizzati dietro casa, con l’intento di dimostrare che il foto reportage bellico da tempo non riesce più a documentare nulla, ma solo a veicolare luoghi comuni utili alle esigenze dei grandi gruppi editoriali e di potere. Oltre al falso reportage sulla Cambogia, la mostra popone anche due produzioni strettamente legate alla dimensione linguistica dell’etnografia: un falso reportage sul rito spagnolo della corrida, e una serie di ex voto “laici”, cioè falsi dipinti votivi con cui l’artista centese ha esplorato le dinamiche del sacro e della devozione popolare.

L’inaugurazione ufficiale avverrà giovedì 14 marzo, giornata d’apertura delle iniziative cittadine legate a Views 2.0, alle ore 18. Il Dosso Dossi ospiterà inoltre alcuni incontri inseriti nel ricco programma della rassegna: sabato 16 alle ore 10 è infatti prevista una visita guidata alla mostra e, a seguire, si svolgeranno due conversazioni (aperte al pubblico) nella biblioteca dell’istituto ferrarese. Alle ore 10,30 il professor Giuseppe Scandurra (Università di Ferrara) parlerà di Antropologia visuale, narrazioni liquide, scritture ibride mentre alle ore 11.15 Roberto Roda (già Centro Etnografico Ferrarese) interverrà su La tradizione popolare della pittura votiva e la pittura narrativa contemporanea: l’ex voto laico da Dino Buzzati a Bruno Vidoni e oltre.

Bruno Vidoni (1930-2001). Riti popolari, sporche guerre e stupefacenti miracoli. Le credibili scritture etno-antropologiche della finzione. Mostra retrospettiva d’arte.
A cura di Emiliano Rinaldi e Roberto Roda.
Ferrara, Sala espositiva del Liceo artistico “Dosso Dossi”, via Bersaglieri del Po, 25.
Dal 9 al 17 marzo. Orari: tutti i giorni 10:00-12:00 e 16:00-18:00. Inaugurazione 14 marzo, ore 18.

BORDO PAGINA
‘Crionica’ in Italia: Valerija Pride e la KrioRus di… Mosca

“KrioRus (Russian: КриоРус) — the first Russian cryonics company, founded in 2005 as a project by a non-governmental organization Russian Transhumanist Movement. KrioRus is the only cryonics company in Europe, that possesses its own cryostorage . The company stores bodies (or brains) of its cryopatients — dead people and animals, in liquid nitrogen, in the hope that someday it will be possible to revive them by means of the emerging technologies of the future . The company offers a service of freezing either the entire patient’s body, or just their head. KrioRus cooperates with other cryonics companies of the world, and facilitates placement of patients’ bodies in similar storage facilities, situated outside Russia” (KrioRus, Wikpedia)

“La Polistena Human Criopreservation di Filippo Polistena è in assoluto la prima azienda italiana a offrire la possibilità di usufruire del nuovo metodo di conservazione, chiamato crioconservazione, che va a sostituire le soluzioni tradizionali della cremazione e della sepoltura. La Polistena Human Criopreservation è in stretta collaborazione con la KrioRus (azienda russa, la prima in tutta l’Eurasia a mettere piede in questo settore), operando come delegato di questa e offrendo in esclusiva in Italia i servizi di crioconservazione”. (Filippo Polistena sito web)

Per la percezione diffusa italica, nonostante anche certa penetrazione editoriale del cosiddetto Transumanesimo (ad esempio il recente Essere una Macchina di O’ Connell per Adelphi molto in primo piano, in precedenza il leader italiano Riccardo Campa, gli stessi passaggi televisivi dell’americano Zoltan Istvan, l’ipotesi Crionica è ancora essenzialmente fantascienza. (Storicamente in Italia la futurologia transumanista è promossa dall’AIT di Milano e il Network + Transumanisti/Homo Plus dai primi anni duemila, attualmente anche dai Tecnumanisti e da futuristi prossimi allo stesso Istvan).

Pochi ancora sanno, al contrario almeno parzialmente- al primo livello- come di seguito sarà chiaro, che negli Usa già da alcuni decenni circa, l’Alcor Life Extension del filosofo e leader storico del movimento futurologico, Max More, da chi scrive anche apprezzato e conosciuto a Milano nel convegno Transvision 2010, è da tempo anche concretamente operativa e fruibile.

Tra i corpi “ibernati” si parla anche di figure come il celebre informatico Marvin Minsky, si narra (ma qua solo fiction molto probabilmente) dello stesso David Bowie e in futuro di Silvio Berlusconi!

Mentre in Europa, da alcuni anni, è attiva la KrioRus a Mosca con Valerja Pride, fondatrice e Ceo (referente per l’Italia) ”; nella struttura, attualmente in stato di animazione sospesa anche, pare, alcuni italiani.

Per questione di privacy ovviamente i nomi degli esseri umani in stato crionico… sono top secret, ma il loro numero, soprattutto alla Alcor, è già di circa alcune centinaia o migliaia,

Perché ancora in parte, come comunque accennato, media e profani credono sia fantascienza? Scientificamente parlando i lavori e le ricerche in progress sono in realtà molto avanzati ma nello stesso tempo manca per così dire l’anello di congiunzione sperimentale “ominide”.. e clamorosamente umano: topi e conigli sono già stati messi in animazione sospesa e in seguito risvegliati come se avessero semplicemente dormito, in buona salute senza effetti o danni collaterali significativi o penalizzanti.

Le procedure di “ibernazione” crioniche attuali, riassumendo, funzionano, mentre quelle ovviamente fondamentali ed essenziali (l’obiettivo…. di tali opzioni oggi quindi già “possibili”) del Risveglio nel futuro rientrano allo stato attuale nel campo del possibile e del potenziale stessi: differiti a scenari futuri di sviluppo scientifico nello stesso tempo non utopici ma incerti: in parole povere, nessun paziente crionico è mai stato finora risvegliato perché – riassumendo e come accennato, la ricerca non ha ancora sviluppato tecnologie e metodologie del genere: sia perché nel mondo anche accademico, sussistono molte obiezioni anche scientifiche (sarebbe sleale negarlo), nello stesso tempo per vari motivi anche potenzialmente confutabili.

Ad esempio, soltanto con la sperimentazione futura (e lateralmente anche con i primi “risvegliati”) sarà inferibile (su esseri umani impossibile sperimentare per legge e etica, giustamente), e si saprà sul serio, se la crionica è compatibile con la complessità del cervello umano (quel che conterà , naturalmente, è un cervello, al risveglio, cognitivamente integro almeno in senso ottimale e in soldoni normale, memoria del Sé personale ecc.). Relativamente innocua, invece, appare certa preoccupazione eventuale .. se i “risvegliati” possano adattarsi a età storiche del futuro (chi sceglierà tale opzione in fine vita è in genere amante del futuro e della scienza).

Comunque, al di là di certe obiezioni ancora strettamente scientifiche (allo stato attuale delle ricerche e della conoscenza e delle tecnologie), “neppure nel futuro” alcuni ..dichiarano., lasciando perdere anche certe obiezioni bioetiche religiose o filosofiche o persino politiche, di cui anche dopo.., in base a previsioni più o meno condivise, i più ottimisti (scienziati .. non letterati!) fissano nel secondo duemila, verso il XXII secolo, la data zero quando la Crionica sarà una realtà e Medicina… scientifica concreta, altri nel XXI secolo stesso o almeno quello successivo.

Ulteriormente, alcune considerazioni sono rilevanti già ‘oggi: sul piano esistenziale: la crionica va vista nella sfera della libera scelta individuale, un diritto in quanto tale: legittimo essere contrari, per qualsiasi motivazione soggettivi; i cosiddetti Mortalisti che opteranno per le soluzioni di fine vita tradizionali, funerali, bare o cremazione. Costoro “hanno” naturalmente torto se deborderanno (come comunque già si paventa)…in posizioni teocratiche proibizioniste in merito.

Sul piano giuridico in diversi punti il dibattito esiste già in quanto, ad esempio, più o meno nel caso di “pazienti” in stato di animazione sospesa, successioni ed eredità necessitano di riformatizzazioni e integrazioni persino ovvie e tacite

Ma ecco il punto X piu realistico, proprio quello economico: ho accennato a obiezioni politiche (se non catastrofiche pseudo nietszchiane distopiche , quella secondo cui la crionica sarebbe destinata- se funzionasse- a una sorta di futura razza di eletti).

In realtà sia alla Alcor che e ancor di più “conveniente”alla KrioRus di Valeria Pride (a partire, da 80-100 mila euro circa la clinica americana, da 15-30 mila euro circa quella russa), per non parlare di Cliniche “Start Up” nascenti che parlano di 10000 euro… si facciano già attualmente i conti, se non si è prossimi a cifre equivalenti oppure sì superiori – ma non astronomiche per normali milionari e anche assai meno- a normali servizi di pompe funebri…

In ogni caso, a parità o quasi – a seconda di diverse fasce di Budget personali. e come abbiamo pocanzi evidenziato- di prospettive, il nulla (almeno per i non credenti) o la possibilità non fantascientifica, di una Seconda Vita, francamente, anche da tal punto di vista puramente materiale, difficile parlare di irrazionalismo: chi ama la vita, anzi, è perfettamente Logico.

Ancora sul piano economico la finestra, tra costi di funerali classici e la crionica, è destinata a ridursi se non “omologarsi” drasticamente: il trend segnala, un aumento nel divenire storico appena prossimo per i funerali standard e una diminuzione, più avanza la ricerca e la sperimentazione per l’animazione sospesa. Ci si ricordi che cosa è successo in brevissimo tempo con l’avvento dei microchip e dei primi computer di massa (dal Commodore 64, ecc.).

Naturalmente e fondamentale, una eventuale seconda vita in futuro, presuppone diverse “cose” essenziali tacite in queste righe: in caso di fine vita “normale”, per la malattia dell’invecchiamento: nuove tecnologie dovranno permettere di risvegliarsi in età biologicamente più giovane (non avrebbe senso… solo sconfiggere il mero fine vita risvegliarsi ad esempio negli stessi 80- 90 anni!) grazie ai progressi dell’odierna cosiddetta Life Extension, Scienze della longevità.

In caso di fine vita a qualsiasi età per malattie attualmente incurabili la Medicina si suppone in grado di terapie future e cure attinenti. Nel caso infine di “ibernazioni” solo della Testa e del Cervello, tacito che il risveglio dovrà essere accompagnato da tecniche future di clonazione/Rigenerazione del corpo non ibernato.. del paziente stesso in animazione sospesa.

Infine una nota importante che riguarda per l’Europa e l’Italia nello specifico già attinente, la KrioRuss.

In Italia, prima assoluta dinamica in Europa; la KrioRus ha stipulato sinergie e contrattualità precise con l’azienda di pompe funebri di Filippo Polistena a Mirandola (Modena): passaggio iniziale predefinito eventualmente in Italia.

La Crionica nella sostanza molto letterale è destinata a integrare molto semplicemente i servizi di fine vita delle attuali Onoranze Funebri, una opzione alternativa.

Si dice e concludiamo facendo ancora gli avvocati del diavolo: impossibile sconfiggere- almeno relativamente la Morte (almeno per qualche decennio o secolo o altra opzione strettamente tecnologica, almeno in questo modo): taluni forse- e comunque già chiaramente futuristi o visionari eccentrici- ritengono più possibile la stessa longevità o il cosiddetto Mind- Up Loading (la nostra coscienza virtualmente in eterno salvata in computer o un mondo virtuale piu evoluti, senzienti e autocoscienti, quindi).

Eppure, che è successo sul piano tecnologico e scientifico e nel mondo a partire appena dal Rinascimento, pochissimi secoli fa, rispetto alla nascita evolutiva dell’Homo Sapiens nel 50-100 mila A. C.? La storia della scienza semplicemente (ci vorranno decenni o anche secoli…. ma) dimostra probabile una evoluzione futura come la Crionica attuale prevede. Alla luce proprio – su scala storica e “cosmica”, del progresso scientifico era assolutamente meno prevedibile, se non impossibile, prevedere proprio la comparsa della specie umana nella storia dell’evoluzione biologica! Quella artificiale… ha accelerato in modi impossibili ma che già si sono in certo senso letteralmente verificati l’evoluzione stessa.

Perché No, quindi, una seconda vita? …Ricordando quella che è forse una legge del futuro. Perché i bambini nella loro primissima infanzia attraversano – nel loro mondo incantato- la “scienza ” del NO… quando sperimentano già il Linguaggio e il Pensiero?

(*P.S. Noi siamo “futuristi”ma di matrice letteraria, non “scientifica”: probabili imprecisioni sono plausibili, l’intento è il senso già attuale della Crionica e le sue prospettive future).

INFO

https://www.filippopolistena.it/2017/11/13/assicurazione-contro-la-morte-un-azienda-russa-di-crionica-sta-progettando-un-laboratorio-svizzero-per-persone-che-vogliono-vivere-per-sempre/

https://en.wikipedia.org/wiki/KrioRus

https://it.wikipedia.org/wiki/Alcor_Life_Extension_Foundation

LA CITTA’ DELLA CONOSCENZA
Esercizi di stile

Credo che il sesto senso sia il senso d’esserci, il senso del proprio corpo, la consapevolezza d’esistere, la somma di tutti gli altri cinque sensi produce il sesto: sentire d’essere.
A volte la confusione, la concitazione, il precipitare del tempo che ci sta addosso, che ci incalza, non consente di compiere una sosta per accorgerci che ci siamo: che noi siamo noi. Sembra che la narrazione debba correre passandoci sopra e che mai si possa posare il copione per ragionare sulla parte che si sta impersonando. Il mondo ti viene addosso e neppure ti puoi scansare. Non amo l’apologia della lumaca, neppure le testuggini secolari, preferisco l’andante con moto al lentissimo, ma la mia parte nella vita la voglio studiare e soprattutto capire.
Non credo neppure alla retorica della libertà, perché sulle libertà fondamentali che stanno al principio e alla fine della propria esistenza nessuno di noi ha potuto e potrà decidere, e sono queste che nel bene e nel male condizionano tutta la partita.
Non so se memoria e tempo siano la stessa cosa, considerato che la memoria è il prolungamento del tempo nel tempo, ma certo la chiave di tutto non può che risiedere qui. E quando vivi che memoria e tempo non ti tornano è un bel guaio.
A conclusione del Fedro, a proposito di logografia, l’arte di scrivere i discorsi, Platone fa raccontare a Socrate la presentazione della tecnica della scrittura da parte del suo inventore, il dio Theuth, al re dell’Egitto Thamus.
“Questo insegnamento, o re”, disse Theuth, “renderà gli Egiziani più sapienti e più capaci di ricordare, perché è stato inventato quale rimedio per la memoria e la sapienza”.
Thamus non condivide l’entusiasmo del dio e replica: “Così tu ora, come padre della scrittura, per benevolenza hai detto il contrario del suo potere. Essa infatti procurerà l’oblio nelle anime di coloro che l’apprendono per mancanza di esercizio della memoria” .
Chi sa cosa penserebbe Thamus se potesse conoscere il seguito della storia? Certo i sostenitori dell’importanza di esercitare la memoria hanno qui un illustre precursore.
Della memoria bisogna essere gelosi, la memoria è un bene prezioso. Perché la memoria è l’essenza dell’essere che è stato, è l’unica a cui possiamo affidare la consistenza del nostro sesto senso.
Il perdere la memoria, il dramma di tanti anziani della nostra epoca, penso che sia riassumibile in questo, smarrire il proprio sesto senso, il senso di sé.
Il fatto è che non sono solo i nostri anziani a precipitare nella buca dell’oblio, il difetto di memoria è sempre più un limite dei nostri tempi, che pure pullulano di archivi e banche dati, ma le memorie della mente sono sempre meno, perché le onde dell’informazione entrano in cortocircuito, per un eccesso di frequenze e noi rischiamo di smarrire sempre più il nostro sesto senso, il senso di noi stessi.
Come si fanno i nodi al fazzoletto per ricordare, noi li abbiamo fatti al calendario istituendo le giornate della memoria, senza renderci conto che la memoria di un giorno altro non è che un ossimoro. Fino a scoprire che le memorie non sono tutte uguali e a inventare il museo della memoria, come la memoria si potesse mettere in bacheca, più scostata da noi. Così succede che le memorie si confondono o si finisce per scordarle.
Eppure le memorie sono i legami, i vincoli tra noi. Cos’è la vita senza collegamenti, senza ormeggi nel tempo? La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, il nostro sentimento, persino il nostro agire. Senza di essa non siamo nulla, scrive Oliver Sacks. Sempre più assomigliamo a quel suo paziente che scambiò la moglie per un cappello, anche noi disturbati dalla paragnosia, dall’incapacità di riconoscere i volti che l’umanità assume intorno a noi.
Avremmo bisogno di compiere esercizi di stile, trovare varianti alle trame della nostra narrazione, perché la vita non è questa e neanche quell’altra, è inevitabilmente solo quella che scegliamo e di quella portiamo la responsabilità.
Prima di decidere dovremmo sempre prefigurarci altre narrazioni. Non sono più i sì o i no a cui possiamo affidare la nostra storia e la memoria che indissolubile l’accompagna, i nostri giorni, le nostre azioni, le nostre complicità.
Il sesto senso quello dell’essere è sempre trama, è sempre narrazione. Dovremmo provare a narrarcelo tutte le volte nelle sue 99 variazioni come fa Queneau. Ci aiuterebbe di fronte allo smarrimento e al disorientamento a colmare il grande vuoto del non sapere cosa accade. La narrazione dei migranti, la narrazione delle vite dei nostri giovani, la narrazione del nostro paese, le narrazioni che sono già state.
Esercizi di stile significa ritornare alla memoria e riscriverla, come sarebbe andata la storia se non avessimo scelto, per fare un esempio, la persecuzione degli ebrei, se non avessimo scelto le foibe, se non avessimo scelto di chiudere i porti.
“L’uomo nell’alto castello”, i mondi paralleli esistono solo nella fantascienza, ma imparare a riscrivere un’altra realtà è più educativo del solo ricordare, ci richiamerebbe alle nostre responsabilità e gli esercizi di memoria da ricordi si trasformerebbero in azioni, nelle azioni che sono state e forse meglio ci vaccineremmo tutti dalla coazione a ripetere i nostri errori.

ARTE
“L’ingegno di Eva”, dieci artiste per cent’anni di pittura al femminile

Giornata della donna nel segno dell’arte quella dell’8 marzo alla galleria Fabula Fine Art (via del Podestà 11, Ferrara), dove è stata inaugurata la mostra ‘L’ingegno di Eva’ a cura del critico Lucio Scardino. In mostra le opere di dieci artiste che coprono un arco di tempo di oltre cent’anni, dal dipinto di Adriana Bisi Fabbri (cugina di Boccioni), datato 1912, fino alla scultura di Laura Govoni, datata 2019, dove nel cerchio e nel quadrato d’ispirazione leonardesca compaiono scarpe di un verde ambientalista che allude al destino dell’uomo e alla necessità di un recupero umanistico e rigenerante.

“Bambino vitruviano” e “Donna vitruviana” (2019) di Laura Govoni

La scelta del curatore spazia volutamente tra generazioni e tecniche molte diverse tra loro, che mettono a confronto il classico e il contemporaneo, la pittura a olio e la scultura con oggetti trovati e inseriti in una nuova armonia visiva. Si va dalla piccola sequenza di opere su carta del 2017 della 22enne Priscilla Scalvi al dipinto a olio con due donne sullo sfondo di una marina in Egitto (1913) di Maria Chailly, nata nel 1861.

[Cliccare sulle immagini delle opere per ingrandirle]

Generazioni diverse e tecniche pittoriche varie ancora nel grande arazzo intitolato ‘Etiopia’ (2018) di Nedda Bonini, dove si inseriscono ricami di fili dorati, stampa elettrografica e inserimenti vegetali e l’incisione a colori del ‘Ferrariae Castrum’ (1927) realizzata da Mimì Quilici Buzzacchi  con il castello estense immerso in un immaginario paesaggio medievale sognante e sperduto in una valle in mezzo a una radura campestre.

Un classico del genere pittorico come la natura morta floreale (1923) di Ada Santini e un ritratto realizzato da Beryl Hight (1963) si accompagnano a un paesaggio innovativo ed essenziale come ‘La nevicata’ (1955) di Giovanna Baruffaldi, amica di De Chirico e attenta agli sviluppi dell’arte dell’epoca, fino all’anticonformista Leonor Fini con un ‘Ritratto di Felicita Frai’ (1933), che Scardino definisce di “felice sintesi quasi alla De Pisis”.

“Ritratto di Felicita Frai”, 1933, Leonor Fini

‘L’ingegno di Eva’, galleria  Fabula Fine Art, via del Podestà 11, Ferrara. Fino a sabato 23 marzo 2019, visitabile martedì, giovedì e sabato ore 16-19 o su appuntamento telefonando al 347 7159748

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