Giorno: 21 Marzo 2019

Alan Fabbri: “Un welfare piu’ giusto che garantisce equita’ sociale e non lascia indietro anziani e disabili”

Da: Ufficio Stampa

“Un welfare più giusto, che non lasci indietro nessuno, che garantisca i servizi ad anziani e disabili e a tutte le famiglie che ne hanno davvero bisogno. E’ questo che vogliamo per Ferrara. Vogliamo riportare al centro dell’attenzione i bisogni dei cittadini con regole chiare e valide per tutti, senza discriminazioni, partendo dai principi di equità sociale che i nostri padri, con lotte e sacrifici, hanno ottenuto e che ci hanno consegnato. I servizi, a partire dalle case popolari, devono essere garantiti, prima di tutto, a chi ha contribuito a crearli e i cittadini storici devono essere tutelati. E’ questo il vero modo per fare integrazione e per garantire la coesione sociale. A contrario la giunta uscente, ha creato divisioni, assegnando, per esempio, nell’ultimo anno, quasi il 50% delle case popolari, a cittadini immigrati, che a Ferrara sono poco più del 10% della popolazione. La sproporzione è evidente e va sanata. Come? Basta introdurre la norma della residenzialità storica che assegna un punteggio crescente in base agli anni di residenza nel Comune, per chi fa richiesta di alloggio pubblico. E’ un principio semplice, che vale per tutti e che tutela non solo i ferraresi, ma anche gli immigrati che da più tempo vivono e lavorano in città”.

Alan Fabbri, candidato a sindaco di Ferrara per il centrodestra, interviene sulla questione dei servizi e degli alloggi popolari annunciando misure che a livello comunale verranno applicate, se i cittadini sceglieranno di eleggerlo primo cittadino, per garantire un welfare inclusivo.

“Si tratta di garantire equità sociale a tutti i cittadini e noi lo faremo senza discriminazioni, applicando ai servizi regole chiare e valide per tutti che non trascurino chi da più tempo vive a Ferrara”, spiega Fabbri. “Per quanto riguarda gli alloggi popolari, per esempio, il principio della residenzialità storica, vale per tutti, italiani e stranieri e punta a garantire i servizi a chi ha permesso di crearli, lavorando e versando le tasse sul nostro territorio: le case popolari devono tornare agli anziani in difficoltà, alle famiglie ferraresi che ne hanno bisogno, e a chi da più anni risiede in città e da più tempo, magari, attende un aiuto”.

In Regione “come capogruppo della Lega ho portato avanti la stessa battaglia: la Regione Emilia Romagna ha riconosciuto la bontà del principio e ha introdotto il limite dei tre anni di residenza sul territorio (noi ne avevamo chiesti cinque) per poter accedere all’assegnazione degli alloggi Erp”, aggiunge Fabbri. “E’ stato un primo importante risultato che, però, non basta a sanare le disuguaglianze”. Se i cittadini ci daranno la loro fiducia e “saremo alla guida di Ferrara, a chi farà domanda di alloggio popolare verrà assegnato un punteggio crescente in base al numero di anni di residenza, favorendo e garantendo i diritti prima di tutto a chi da più tempo risiede sul territorio”.

Pettazzoni (Ln): Ritardi nell’emissione dei rimborsi per i pazienti in dialisi presso l’ospedale di Cona

Da: Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

Ci sono molti cittadini della provincia di Ferrara che sono costretti a sottoporsi a trattamenti di emodialisi all’ospedale di Cona e molte di queste persone necessitano di un contributo economico per coprire parte dei costi di trasporto.

“ Purtroppo – spiega il consigliere regionale della Lega Marco Pettazzoni che ha presentato un’interrogazione alla Giunta di Aldo Moro – molti pazienti non ricevono i contributi dovuti, mentre altri lamentano forti ritardi. Diverse persone sono anche impossibilitate a svolgere attività lavorativa con conseguenti difficoltà economiche. Per questo motivo – continua l’esponente del Carroccio – vorrei avere dall’ assessorato competente risposte in merito a tali mancanze. Inoltre sapere in quali tempi saranno presi provvedimenti per garantire la puntualità delle erogazioni ai dializzati che ne hanno diritto”.

L’esperimento LHCb del CERN scopre una nuova forma di asimmetria materia-antimateria

Da: Ufficio Stampa,Comunicazione Istituzionale e Digitale

Fisica delle particelle: dall’esperimento dell’acceleratore di Ginevra, con importante contributo Unife, una nuova pietra miliare sul rapporto materia-antimateria che regge il nostro Universo.

Nuova importante scoperta con firma italiana nel campo della struttura elementare della materia, che aggiunge un tassello fondamentale alla conoscenza della asimmetria tra materia-antimateria su cui si regge l’attuale Universo. LHCb, uno dei quattro grandi esperimenti del Large Hadron Collider LHC, il super-acceleratore del CERN a Ginevra, ha riportato stamani la scoperta in uno speciale seminario al CERN di Ginevra e alla conferenza internazionale Recontres de Moriond EW.

Nel decadimento di particelle contenenti un quark “charm” è stata misurata per la prima volta un’asimmetria di comportamento rispetto alle corrispondenti antiparticelle chiamata violazione della simmetria CP, cioè di carica e di parità. I quark rappresentano i mattoni fondamentali di cui sono formati ad esempio i protoni e neutroni i quali a loro volta, insieme agli elettroni, costituiscono gli atomi. Per ciascuno di questi quark esiste la corrispondente antiparticella, che costituisce appunto l’antimateria. Il risultato è stato ottenuto dall’esperimento LHCb, uno dei quattro enormi rivelatori dislocati lungo l’anello sotterraneo di 27 km dell’acceleratore LHC del CERN di Ginevra.
Quella tra materia e antimateria è un’asimmetria minuscola. Eppure, è sufficiente a far sì che il nostro Universo esista e sia fatto di materia. Su questa asimmetria resta ancora molto da capire: la scoperta di oggi, frutto di un lavoro decennale da parte di una vasta collaborazione internazionale, rappresenta il raggiungimento di un traguardo destinato a entrare nella storia della fisica delle particelle elementari.
“La violazione CP è uno dei processi chiave che spiega perché l’attuale Universo si componga di particelle di materia con soltanto una residuale presenza di antimateria. In passato la violazione era stata osservata solo nel decadimento dei quark “strange” e “beauty”, che hanno carica -1/3 di quella del protone. Ora abbiamo osservato e misurato il fenomeno per la prima volta anche sul quark “charm”, che invece ha carica +2/3” afferma Massimiliano Fiorini, responsabile del gruppo di ricerca ferrarese.

La scoperta apre un nuovo campo di studi per la fisica delle particelle e rappresenta un ulteriore pezzo del complesso puzzle dei meccanismi alle basi del funzionamento del nostro Universo. La caccia a nuovi fenomeni fisici, che vadano oltre il Modello Standard nella descrizione della realtà fisica, continua. La collaborazione scientifica LHCb è un sodalizio internazionale di decine di istituti, tra i quali l’Università di Ferrara, con un gruppo di fisici costituito da Roberto Calabrese, Massimiliano Fiorini, Eleonora Luppi, Luciano Pappalardo e Luca Tomassetti. Al gruppo ferrarese della collaborazione LHCb appartengono anche i ricercatori e tecnologi della sezione di Ferrara dell’INFN Mirco Andreotti, Wander Baldini, Concezio Bozzi, Angelo Cotta Ramusino e Stefania Vecchi. Completano il gruppo tecnici dell’Università e dell’INFN e giovani laureandi, dottorandi e assegnisti di ricerca: lavorando con passione in un ambiente internazionale altamente competitivo hanno aumentato il proprio bagaglio di esperienza e conoscenza e hanno avuto modo di farsi apprezzare per le loro qualità. Il gruppo ha avuto un ruolo importante nella costruzione del rivelatore dei muoni ed è fortemente coinvolto nello sviluppo del nuovo rivelatore di luce Cherenkov che verrà utilizzato nella presa dati ad alta luminosità prevista per il 2021. Oltre alla costruzione di rivelatori fondamentali per l’esperimento, il gruppo ferrarese si occupa di selezione e analisi dati, di sviluppo di sistemi di calcolo e gestione dei dati. Figura 1. Veduta dell’esperimento LHCb installato nel tunnel del Large Hadron Collider del CERN.

Musica per Ama Concerto per pianoforte Dario Favretti e Paola Tagliani Musiche di Beethoven e Schubert

Da: Ufficio Stampa Ama

La profondità di due grandi protagonisti della storia della musica a sostegno dei progetti dell’Associazione Malattia Alzheimer. Un concerto a quattro mani è quello proposto sabato 23 marzo alle 17 al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara, con Paola Tagliani e Dario Favretti che proporranno un programma incentrato su Ludwig van Beethoven e Franz Schubert.

“Per il Concerto per Ama-Associazione Malattia Alzheimer protagonista sarà la ‘Musica da salotto’, dai tocchi piacevoli e immediati – spiegano i due pianisti – Le Tre Marce op. 45 e la breve Sonata op. 6 di Beethoven saranno accostate alle Variazioni op. 10 di Schubert, che dedicò proprio al compositore tedesco, e al Rondò all’Ungherese, considerato per dimensioni e profondità espressiva uno dei capolavori assoluti della letteratura per pianoforte a quattro mani”.

AMA E I SUOI PROGETTI PER I MALATI DI ALZHEIMER SUL TERRITORIO
Fondata a scopo volontaristico nel dicembre 1998, l’Associazione Malattia Alzheimer opera su tutto il territorio provinciale con l’obiettivo di aiutare il malato ad accedere ai servizi socio-sanitari disponibili e al contempo sostenere la famiglia lungo tutto il percorso della malattia. Tante sono le attività, sempre più capillari, messe in campo dall’Associazione AMA sul territorio per assistere le famiglie dei malati di Alzheimer (per avere maggiori informazioni: info@amaferrara.it). Grazie all’impegno di AMA, con la collaborazione del Centro per i disordini cognitivi di Ferrara (Unità operativa di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera), Ferrara è stata la prima città in Emilia Romagna ad avere sperimentato la tangoterapia per migliorare la qualità di vita dei malati e dei famigliari con persone affette da demenza di tipo Alzheimer. Nel 2019 il percorso di Riabilitango verrà avviato in quattro centri Ancescao, due a Ferrara, uno a Copparo e uno a Berra, a beneficio di quasi un centinaio di persone. Oltre a Riabilitango, altri progetti attivi sul territorio sono Per non perdersi, con una stimolazione cognitiva di gruppo di pazienti, il Laboratorio Benessere per mantenere le capacità residue del paziente, Mobility and Training per sostenere l’attività motoria, Giocando con Te, percorso estivo per pazienti e famigliari, Sente-Mente per le famiglie con corsi base per i famigliari che si trovino a confrontarsi con la malattia di un parente, Ridere insieme si può rivolto a pazienti e famigliari per il loro benessere, Giorni Felici, percorso rivolto ai famigliari per vivere insieme la malattia, gli incontri mensili di gruppo Auto Mutuo Aiuto e la pubblicazione di Vivere la Memoria, periodico quadrimestrale disponibile sia in versione online sia cartacea.

DUE PIANISTI PER AMA
Paola Tagliani è nata a Ferrara, dove si è diplomata in pianoforte sotto la guida di Rina Cellini ottenendo il massimo dei voti al Biennio Sperimentale. Ha studiato composizione con Arnaldo De Angelis e, dopo la maturità classica, si è laureata in Giurisprudenza all’ateneo cittadino. Insegna Musica alla scuola secondaria di primo grado ‘Dante Alighieri’ di Ferrara, e pianoforte come docente del Conservatorio Frescobaldi in convenzione con la scuola medesima. Svolge attività concertistica come solista e in duo con il sassofonista Roberto Manuzzi, approfondendo il repertorio sia storico che contemporaneo per sax e pianoforte. Ha collaborato all’allestimento di mostre figurative e a produzioni televisive. Assieme a Roberto Manuzzi e a Piero Rovigatti promuove nelle scuole della città e della provincia di Ferrara la conoscenza e la pratica strumentale tramite attività associazionistiche. Sempre con Roberto Manuzzi ha inciso i cd “Una rosa” e “Sette passi verso il cielo”.

Dario Favretti è diplomato in pianoforte, clavicembalo, musica corale e direzione di coro, oltre che in composizione. È laureato in lettere moderne e in pedagogia, con tesi di argomento musicologico sulla didattica del pianoforte in Sigismond Thalberg. È consulente musicale del Teatro Comunale ‘Abbado’ di Ferrara dal 1991, dal 2010 vice direttore della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e dal 2018 direttore artistico di Ferrara Musica. Dal 1993 è titolare della cattedra di pianoforte alla scuola secondaria di primo grado a indirizzo musicale ‘Boiardo’ di Ferrara.

BIGLIETTI PER IL RIDOTTO
Ingresso posto unico: 5 euro a sostegno di Ama Ferrara, biglietti in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale di corso Martiri della Libertà 5 nei consueti orari di apertura (0532.202675, www.teatrocomunaleferrara.it).

Ferrara Film Festival 2019 Venerdì 22 il docufilm sulla vicenda Carife

Da:Ufficio Stampa Ferrara Film Festival & Perpetuus

Prima del via ufficiale della quarta edizione del Ferrara Film Festival si terrà una proiezione di
grande interesse.
Domani, venerdì 22 alle ore 18 presso il “FFF-Hub” a Palazzo della Racchetta (via Vaspergolo
6/8 Ferrara) verrà proiettato il docufilm sul fallimento della CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA
e la conseguente crisi dal titolo “Il buio oltre al risparmio: risparmi di una vita spariti, la
disperazione di chi all’improvviso realizza di non avere più nulla, il senso di vergogna, le storie
degli azzerati da Banca Etruria a Carife”.
Il medio-metraggio (durata 45 minuti) è stato curato da Fabrizio Rizzi con Andrea Bernabeo e
Claudio De Santis, voce narrante di Massimiliano Buzzanca.
A seguito del film seguirà il dibattito moderato dal giornalista Leonardo Rosa, con la presenza di
Katia Furegatti e Giovanni Mazzoni del Gruppo Risparmiatori Azzerati di Carife.

Ferrara, differenziata all’86% nei primi 12 mesi del nuovo sistema di gestione dei rifiuti

Da:Ufficio Stampa

Netto il miglioramento di tutti i servizi ambientali. Merito dei cittadini che hanno utilizzato correttamente la Carta Smeraldo e fatto proprie le buone abitudini proposte. Grazie ai servizi introdotti, 50 nuovi posti di lavoro e tariffe in calo per la maggior parte degli utenti

Con il 2018 si è chiuso il primo anno di attività “piena” delle nuove modalità di raccolta rifiuti nel territorio comunale di Ferrara ed i dati parlano chiaro: il sistema funziona ed è stato ben recepito dai cittadini, con ottimi risultati sia sul piano pratico sia per quanto riguarda la percezione che i cittadini hanno del sistema.
A dimostrarlo sono gli indicatori sui servizi ambientali, il più eloquente dei quali è quello sulla raccolta differenziata, che per il 2018 è arrivata a toccare l’86%. Da un confronto con il 2016 – il 2017 non è un termine di paragone affidabile in quanto anno di transizione durante il quale si sono succeduti modelli di gestione differenti – emerge che nell’arco di 24 mesi l’incremento è stato di oltre 29 punti percentuali.
Tra gli elementi che hanno consentito di raggiungere questi obiettivi c’è anche un’importante e niente affatto scontata scelta tecnica, quella di progettare e mettere a disposizione dei cittadini un sistema di gestione dei rifiuti flessibile e integrato che – a differenza di quanto accade con i tradizionali modelli di raccolta “porta a porta” – consente a tutti di conferire i propri scarti liberamente, anche quando siano serviti dalla raccolta domiciliare.
Inoltre, l’introduzione delle modalità di raccolta è anche stata l’occasione per fare formazione e informazione sui servizi che integrano le raccolte stradale e domiciliare, portando famiglie e attività produttive a comprenderne le caratteristiche e a utilizzarli di più e meglio.
È così cresciuto il ricorso alle tre stazioni ecologiche da parte di cittadini e imprese, anche grazie all’ampliamento degli orari e dei giorni di apertura, che oggi coinvolgono anche la domenica. Nel complesso, sempre con riferimento al 2016, gli accessi alle stazioni ecologiche sono aumentati del 50% e, analogamente, il ricorso al servizio gratuito di ritiro di ingombranti ha registrato un incremento del 50%.
I benefici in numeri
L’impegno dei cittadini ferraresi ha consentito di incrementare di molto la quantità di rifiuti separati che possono essere avviati a recupero. In particolare, la quantità di indifferenziato è crollata a circa il 14% del totale gestito, passando dai 300 kg/anno per abitante del 2016 agli attuali 89 kg/anno per abitante.

Di pari passo, hanno avuto un sensibile incremento tutte le raccolte differenziate, come ad esempio
la plastica è più che raddoppiata ed è passata da 3.085 tonnellate nel 2016 a 6.771 tonnellate nel 2018;
la carta: +62%, da 5.894 a 9.540 tonnellate (confronto 2016 – 2018);
il vetro, da 4.403 a 6.443 tonnellate con un +46% (confronto 2016 – 2018) e i rifiuti organici, di cui nel 2018 sono state raccolte 13.982 tonnellate contro le 6.131 del 2016 (+ 128%).
La riduzione delle quantità indifferenziate ha consentito un importante risparmio sui relativi costi di smaltimento, mentre la vendita di maggiori quantità di frazioni differenziate ai consorzi di recupero, per le quali esse sono (o diventano) materie prime seconde, ha rappresentato un maggiore introito. Di entrambi i fenomeni si è avvantaggiata la collettività, perché sia i risparmi sia i proventi, così come previsto dalla normativa di riferimento, sono stati interamente utilizzati per sviluppare i nuovi servizi di raccolta differenziata, abbattere il costo complessivo dei servizi ambientali dell’anno in corso e, di conseguenza, le tariffe per cittadini e imprese. Inoltre, tra i vantaggi per la comunità ferrarese va senz’altro annoverato l’indotto occupazionale generato dal progetto, che ha visto la creazione stabile di 50 nuovi posti di lavoro.
Grazie a questo saldo positivo è stato inoltre possibile potenziare i servizi a disposizione dei cittadini e attivare iniziative tese ad evitare l’abbandono di rifiuti sul suolo pubblico.
Per contrastare il fenomeno, inoltre, Hera e l’Amministrazione Comunale stanno predisponendo un ventaglio di iniziative: sono stati nominati due accertatori ambientali che, affiancando l’operato della polizia municipale, presidieranno il territorio e potranno, in caso di infrazione, redigere verbali di accertamento; sempre sul tema, è in corso di rinnovo la convenzione con le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) e con il Nucleo Agriambiente Ferrara, che assieme agli accertatori vigileranno sul rispetto delle regole in materia di conferimento dei rifiuti. Anche la tecnologia verrà in aiuto: sono infatti state acquistate 10 telecamere mobili che, posizionate in punti strategici della città, aiuteranno ad individuare i responsabili dei reati ambientali. Infine, in accordo con le associazioni economiche della città, è in fase di definizione una campagna di sensibilizzazione per il decoro urbano che verrà presentata nelle prossime settimane. Campagna alla quale hanno aderito le principali associazioni, ovvero Ascom, Cia Ferrara, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confesercenti, Confindustria.
“Siamo soddisfatti per questi risultati raggiunti nel 2018 e la crescita del gradimento del servizio da parte dei cittadini – ha affermato l’assessore comunale all’Ambiente Caterina Ferri – ma ci tengo a sottolineare l’aspetto della ricaduta occupazionale nel nostro territorio che l’introduzione della tariffa puntuale e del sistema di raccolta con le calotte ha innescato: sono cinquanta i posti di lavoro in più, nuovo personale che ha trovato impiego nelle attività connesse alla raccolta dei rifiuti differenziati e indifferenziati. Abbiamo recentemente approvato le modifiche al regolamento cercando di semplificare le procedure e adattare il servizio alle esigenze dei cittadini. Al momento non riduciamo il numero di svuotamenti previsti ma nel 2020 andremo a ricalibrare il tutto per ottenere maggiori risparmi a favore dei cittadini. Il nuovo sistema di raccolta sta andando a regime e poniamo la massima attenzione a tutte le criticità riscontrate per risolverle. Ringrazio i cittadini e tutti gli operatori del servizio perché è grazie a loro che è stato possibile ottenere questi risultati”.
“I cittadini ferraresi – ha aggiunto l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Verde e Decoro Urbano Aldo Modonesi – hanno dimostrato collaborazione e sensibilità al tema della raccolta rifiuti a alla pulizia della città. Abbiamo intenzione di mettere in campo tutti gli strumenti possibili per combattere il fenomeno degli abbandoni che, anche se limitato, crea disagio e situazioni inaccettabili. A questo scopo saranno potenziati i controlli con nuovi operatori e con l’installazione mirata di foto-trappole e telecamere mobili per individuare e sanzionare le persone che non rispettano le regole. Lo faremo anche grazie alle associazioni di volontariato come le Guardie Ecologiche Volontarie e altre associazioni del territorio. Utilizzeremo risorse (60 mila euro) per fare campagne di informazione e sensibilizzazione al fine di ottenere il migliore risultato possibile in questo frangente. Per quanto riguarda la collocazione di cassonetti in centro storico, abbiamo in programma di procedere con la realizzazione di ulteriori isole ecologiche interrate eliminando i cassonetti. Piazza Verdi, attualmente in fase di riqualificazione, sarà attrezzata con questa modalità di raccolta rifiuti”.
“Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti, dei quali tutti noi ferraresi abbiamo motivo di essere orgogliosi – ha dichiarato Alberto Santini, Responsabile Servizi Ambientali area Ferrara-Modena di Hera – Il ringraziamento va ai cittadini e al Comune di Ferrara, che nel decidere di precorrere i tempi e di essere al nostro fianco con questo nuovo sistema di gestione dei rifiuti ha dimostrato coraggio e capacità di visione, divenendo protagonista e apripista, tra le città di dimensioni medio – grandi, di un cambiamento che è allo stesso tempo una sfida ambientale, sociale e culturale”.
“Le persone oggi pretendono soluzioni responsabili, sostenibili e che guardino al futuro, e tutte le evidenze ci portano a concludere che, con questo modello di gestione dei rifiuti – che pure va ulteriormente affinato, specie nell’aspetto di riduzione degli abbandoni – abbiamo dato una risposta convincente a questa aspettativa. A certificarlo – ha continuato Santini – non ci sono solo i dati tecnici, ma anche un sondaggio su gradimento del servizio secondo il quale, ad esempio, per il 70% degli intervistati questo modello di raccolta è vantaggioso per la città, mentre solo il 15% delle persone è convinta che non lo sia”.
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Ferrara, 21 marzo 2019
L’opinione dei ferraresi sulle nuove modalità per la raccolta differenziata
A distanza di due anni, Hera è tornata a chiedere ai cittadini cosa pensino delle nuove modalità di raccolta differenziata. Il quadro che emerge è di sostanziale miglioramento rispetto alle primissime fasi di avvio, con pareri favorevoli su quasi tutti i parametri misurati
Cosa pensano davvero i ferraresi delle modalità di raccolta differenziata che da ormai un anno e mezzo sono entrate a far parte delle abitudini e dello stile di vita delle famiglie e delle aziende della città?
Per rispondere a questa domanda, Hera ha chiesto alla società CFI di ripetere un’indagine di mercato che era stata fatta proprio su questo tema nel 2017, nelle prime fasi di avvio del progetto.
L’indagine, effettuata tramite interviste CATI della durata di 10 minuti, ha riguardato cittadini privati residenti nel Comune di Ferrara e si è composta di 600 interviste, effettuate tra il 1 e il 7 febbraio 2019.
L’esito dell’indagine è stato positivo, perché sono sensibilmente migliorati tutti i criteri investigati: cresce la consapevolezza che i servizi sono andati adeguandosi alle esigenze delle persone e della città e, dato forse più importante, c’è una diffusa consapevolezza sulla valenza ambientale del progetto.
Nel dettaglio, la soddisfazione complessiva nei confronti dei nuovi contenitori stradali è cresciuta da 59 a 69 punti. Lo stesso incremento viene registrato anche per la domanda se vale la pena impegnarsi in prima persona per la salvaguardia dell’ambiente, per la quale si passa da 77 a 87 punti.
I ferraresi sono dunque consapevoli dell’importanza del contributo del singolo per la sostenibilità e ritengono che il modello di raccolta dei rifiuti “a calotta” contribuisca in questa direzione: lo dimostra il fatto che la dichiarazione “la calotta è vantaggiosa per l’ambiente a Ferrara” abbia totalizzato 77 punti, un incremento di 13 lunghezze rispetto ai 64 del 2017.
Molto significativa, infine, la percezione del rapporto tra servizio erogato e relativi costi: nel 2016, quindi in regime di TARI, l’affermazione “il costo per il servizio di raccolta rifiuti è attribuito correttamente” riscuoteva 51 punti su 100, dato sostanzialmente in linea con la media del territorio servito da Hera. Oggi, lo stesso indicatore riceve un punteggio pari a 63, un netto miglioramento motivata dalla percezione di equità che il sistema a tariffazione puntuale fornisce. D’altra parte, che il sistema sia ritenuto equo lo si legge anche da un’altra informazione rilevata, ovvero che solo secondo il 19% degli intervistati il numero di conferimenti “gratuiti” inclusi nella tariffa è insufficiente, a fronte di un 26% che li ritiene più che sufficienti e di un restante 55% che li ritiene sufficienti.
Ferrara, 21 marzo 2019
Dei rifiuti non si butta nulla: Ferrara e l’impegno di Hera per l’economia circolare
Oltre ai vantaggi economici, la forte spinta verso la differenziazione porta anche grandi benefici in termini ambientali: organico, carta, plastica etc., infatti, da rifiuti diventano risorse che alimentano l’economia verde e contribuiscono all’abbattimento delle emissioni climalteranti
Ad oggi Ferrara è tra le città più virtuose nella gestione dei rifiuti. Grazie all’adozione del modello a tariffa puntuale proposto da Hera, il capoluogo estense è diventato il primo comune di dimensioni medio-grandi a corrispondere a quanto disposto dal Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti che, attraverso la leva della tariffa puntuale, spinge le amministrazioni comunali verso obiettivi al 2020 di riduzione dei rifiuti e di incremento della raccolta differenziata.
Grazie a questo modello e all’impegno dei ferraresi, nell’arco di poco più di un anno è stato possibile raggiungere una percentuale di raccolta differenziata superiore all’86%. Un risultato eclatante, di cui hanno beneficiato anche le frazioni differenziate, con vantaggi che non sono solo economici ma che si esplicitano nella creazione di valore condiviso.
Ne è un esempio l’organico, la cui raccolta a Ferrara è cresciuta di oltre il 90%, dai circa 55 kg/abitante registrati prima dell’avvio della tariffa puntuale agli oltre 105 kg/abitante odierni. Quantitativi destinati al nuovo impianto di produzione di biometano di Sant’Agata Bolognese, che il Gruppo Hera ha recentemente inaugurato e che è il frutto di un investimento di 30 milioni di euro.
Qui, dai rifiuti organici raccolti dalla multiutility si produrranno ogni anno 7,5 milioni di metri cubi di biometano, un combustibile completamente rinnovabile che consentirà di evitare l’utilizzo di oltre 6.000 tonnellate di petrolio all’anno, oltre a 20.000 tonnellate di compost, che potrà tornare a fertilizzare campi e orti.
Analoga sorte tocca al vetro, alla carta e alla plastica, che dopo un’accurata selezione tornano nelle cartiere, nelle vetrerie e negli impianti di riciclo dei polimeri dove divengono prodotti pronti per una seconda vita.
Si chiude così il circuito virtuoso che, attraverso la raccolta differenziata, parte dai cittadini e a loro ritorna: un risultato possibile grazie alla strategia di lungo periodo del Gruppo Hera, che individua nella valorizzazione delle materie prime seconde un importante vettore per generare valore condiviso e per alimentare l’economia circolare.

Occasioni e riuso: domenica 24 marzo torna il Fè nel Baule

Da: Ufficio Stampa Edit Italia

A pochi metri dalla stazione ferroviaria.
Appuntamento dalle 6 alle 16; l’ingresso per i visitatori è gratuito.

Nuova edizione per “Il Fè nel Baule”: il mercato dell’usato con finalità di recupero prenderà forma domenica 24 marzo 2019 nel parco situato a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria di Ferrara, nei giardini del grattacielo, pronto ad ospitare le colorate piazzole allestite dagli espositori, tra oggettistica e design, modernariato e collezionismo, e tanto altro ancora. Appuntamento dalle 6 alle 16; l’ingresso per i visitatori è gratuito.
La Mostra Mercato “Il Fè nel Baule” ha come filosofia quella di “dare nuova vita alle cose”, la stessa che caratterizza le altre iniziative del circuito, già consolidate e di grande successo, come “La Pulce nel Baule” e “La Pulce d’Acqua” a Ravenna. La filosofia, infatti, è sempre quella del recupero, del riciclo e del riuso, con un impatto positivo a livello ambientale. Al “Fè nel Baule” ci sarà spazio anche per l’associazionismo, con le bancarelle gestite dai volontari, che in tal modo potranno sostenere le loro importanti attività.

Inaugurazione nuova sezione al Museo Delta antico, sabato 23 marzo: Uomini, territorio e storie del Delta

Da: Comune di Comacchio-Segreteria Generale

Mancano pochissime ore all’inaugurazione della nuova sala espositiva presso il museo Delta Antico di Comacchio, un’occasione per visitare la città lagunare durante le giornate FAI di primavera 2019! Sabato 23 marzo si terrà la cerimonia inaugurale presso il piano nobile di Palazzo Bellini alle ore 11:00. Interverranno Alice Carli, Assessore alla cultura, Caterina Cornelio, Direttore Museo Delta Antico, Franco dalle Vacche, Presidente Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Marco Fabbri, Sindaco di Comacchio e Marcella Zappaterra Consigliere regionale Emilia-Romagna. L’incontro sarà moderato da Roberto Cantagalli, Dirigente del Settore Turismo-Cultura del Comune di Comacchio. A seguire si svolgerà la visita presso la nuova sezione del Museo. Il nuovo allestimento, che va ad implementare la già prestigiosa collezione permanente, propone documentazione storico testimoniale e apparati iconografici delle storie, degli uomini e del territorio che costituiscono il percorso, attraverso i secoli, dello sviluppo e delle mutazioni idrografiche della laguna. Nel centro storico della città l’Ospedale degli Infermi, oggi come allora, costituisce un vero elemento ordinatore nell’urbanistica di Comacchio, luogo di memoria e scrigno della storia e dell’archeologia del Delta. Per questa occasione sarà possibile ammirare il profondo lavoro di pulizia e manutenzione delle torrette che svettano sul museo Delta Antico, liberate recentemente da sterpaglie ed altri sedimenti. Un’operazione “acrobatica” che si è svolta negli ultimi mesi, grazie al proficuo lavoro del Servizio Lavori Pubblici con la ditta appaltatrice, i cui addetti, come veri acrobati, hanno riportato al loro splendore le celebri torri dell’ex Ospedale degli Infermi.

Consulta provinciale dell’economia e del lavoro in Castello Estense

Da: Ufficio Stampa

Lo stato dell’arte del Patto per il Lavoro – Focus Ferrara al centro dei lavori della Consulta provinciale dell’economia e lavoro, riunita in Castello Estense e convocata dalla presidente della Provincia, Barbara Paron.
“Il Patto per il lavoro è innanzitutto un metodo – ha detto l’assessore regionale Patrizio Bianchi – condiviso e teso a valorizzare il ruolo di corpi intermedi e istituzioni in un impegno comune di composizione del territorio”.
Una necessità sentita alla luce dei dati macroeconomici di Ferrara che rivelano, allo stesso tempo, punti positivi unitamente al persistere di disparità territoriali.
Se, ad esempio, Ferrara città ha dati occupazionali in linea con la media regionale del 5,9 per cento (prossima alla piena occupazione), non altrettanto può dirsi per altre parti del territorio, come nel Basso Ferrarese.
Discorso analogo se si prendono in esame gli indici di dispersione scolastica, scesa in Emilia-Romagna dal 15 per cento al 9,9 (sotto la media europea): Ferrara città è in linea con la tendenza regionale, mentre i numeri sono doppi in alcune parti del territorio del delta.
Positivi sono i numeri analizzati da Patrizio Bianchi sull’Università, con un incremento di 20mila unità dei quattro atenei regionali e con un più 4mila nel solo contesto ferrarese.
Nel settore attività produttive, dati positivi sono riscontrati nel Turismo, con nuove domande in termini di servizi nel turismo culturale, mentre nel manifatturiero l’assessore ha rilevato dinamiche in via di un generale consolidamento.
“Occorre cogliere maggiormente alcune opportunità – ha aggiunto Bianchi – come ad esempio le possibili ricadute dopo che la Regione ha spostato a Ferrara il suo centro di calcolo”.
Prospettive importanti attendono anche il settore agricolo, che da anni sta conoscendo forti trasformazioni tecnologiche, specie se si considera che l’agricoltura sarà chiamata nel futuro prossimo ad aumentare le proprie capacità di produrre cibo per una popolazione mondiale in crescita.
“Un metodo positivo quello del Patto per il lavoro”, ha concordato il presidente della Camera di Commercio, Paolo Govoni, con il riferimento ai vantaggi del Bando multidisciplinare camerale a sostegno della crescita delle imprese, varato nel 2018. Un ragionamento confermato dai numeri: 335 domande, di cui 121 finanziate, 41 le imprese al femminile, con investimenti complessivi avviati per 4.397.000 euro a fronte di finanziamenti per 667.000.
“Il bando multidisciplinare è un altro buon esempio di collaborazione – ha sottolineato Caterina Ferri – perché invece delle risorse usate in proprio dai singoli Comuni, si è riusciti a guardare insieme al territorio in modo unitario”. “Un orientamento importante se si vogliono costruire qui occasioni di lavoro, specie per i giovani”, ha proseguito l’assessore del Comune di Ferrara, che ha anche richiamato l’attenzione sulle ricadute occupazionali in tema di welfare e in particolare sulle opportunità del “welfare di comunità”, con la proposta di creare un fondo dai risparmi fiscali delle imprese con destinazione su tutto il territorio.
“Occorre ora – ha terminato – capirne la praticabilità tecnica e avviare una prima sperimentazione”.
A Michele Zarri di Aeca (Associazione emiliana centri autonomi) è toccato il compito di riassumere i contenuti del progetto Orientamento, a seguito del bando provinciale, a finanziamento regionale, con la finalità di raccordare orientamento scolastico e inserimento lavorativo.
Un percorso destinato a svilupparsi fino al 2021, articolato su più azioni destinate a scuole medie e superiori.
“Anche le scuole medie – ha precisato Zarri – perché da qui si deve partire nella prospettiva delle scelte verso la Formazione professionale”.
Istituzione di un presidio orientativo unico territoriale (individuato alla Città del Ragazzo); seminari per coinvolgere tutti i soggetti (genitori, scuole, istituzioni); un Festival dell’orientamento da tenersi nei mesi tra ottobre e novembre, per mettere a sistema le varie esperienze; azioni mirate a includere maggiormente la popolazione femminile nella scelta delle facoltà scientifiche; sono le principali linee di azione da sviluppare.
“Abbiamo voluto riattivare il tavolo della Consulta – ha detto in chiusura la presidente Barbara Paron, dopo gli interventi di Università sindacati e mondo delle imprese – per dare sede al metodo condiviso che ispira il Patto per il lavoro e la Provincia mette a disposizione il proprio ruolo di regia territoriale per renderne operative tutte le declinazioni come opportunità di crescita unitaria del territorio”.
La prossima Consulta provinciale si riunirà dopo le elezioni amministrative.

Presentata l’edizione 2019 di Primavera Slow nel Parco del Delta del Po

Da: Made Eventi

Tre mesi di iniziative dedicate allo slow tourism

È stata presentata oggi (giovedì 21 giugno) a Bologna, presso lo spazio Galileo, l’undicesima edizione di Primavera Slow, la manifestazione dedicata agli amanti della natura che si terrà dal 22 marzo al 23 giugno 2019 all’interno del Parco del Delta del Po, Riserva MAB UNESCO. Un ricchissimo programma di eventi e visite guidate, escursioni in bici, barca, a cavallo, che tocca tutti i comuni del Parco, da Goro a Cervia. Occasioni di scoperta che uniscono le bellezze naturalistiche del Delta del Po al fascino della cultura che contraddistingue questi territori. Tanti percorsi in cui i visitatori avranno la possibilità di conoscere la natura e osservare da vicino nel loro ambiente le numerose specie di uccelli, di piante e di altri animali che popolano gli ambienti del Delta, e nel contempo “spalancare” le porte di palazzi, monumenti, chiese.
Ad aprire la conferenza, organizzata dall’ufficio stampa Made, il Presidente del Parco del Delta del Po – e sindaco di Comacchio – Marco Fabbri. “Primavera Slow è un evento ormai storico del nostro territorio, nato in un periodo in cui la sensibilità e consapevolezza rispetto alla natura erano sicuramente meno sviluppati rispetto ad ora. Il turismo slow è relativamente nuovo e affianca quello “storico” balneare, contribuendo a creare una nuova consapevolezza dei valori del territorio tra le comunità stesse e tra i turisti”. Sottolinea poi Marchesini, presidente del GAL Delta 2000, quanto “il Parco del Delta del Po sia un importante attrattore turistico della Regione Emilia Romagna. Si è creata una relazione strategica tra enti e comunità, e Primavera Slow è un’eccellente contenitore organizzativo per l’intera offerta di turismo slow”.
La parola è passata poi a Mauro Conficoni, consigliere delegato di Delta 2000: “Grazie ai flussi che sposta e attrae, Primavera Slow è un importante strumento economico di allungamento della stagione, che va così oltre il balneare”. Riccardo Pattuelli, assessore al Turismo del Comune di Comacchio, conferma: “la destagionalizzazione dà ricchezza al territorio e ne aumenta la consapevolezza da parte della comunità stessa. L’offerta di Comacchio è cresciuta, non si limita più solo alle Valli ma tanti sono gli eventi legati alla sostenibilità, come le visite alla Salina – riaperta da pochi anni – e il Comacchio Beach Festival”.
La chiusura è stata affidata ad Andrea Corsini, Assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna: “Nel 2018 l’Emilia-Romagna ha avuto quasi 60 milioni di presenze turistiche, un’industria che rappresenta oltre l’11% del PIL regionale. Ora la sfida è quella di aumentare ancora di più la qualità e l’unicità dell’offerta. Il turismo esperienziale e slow è una componente strutturale e imprescindibile dell’offerta turistica della Regione Emilia-Romagna”. Il programma degli eventi è consultabile sul sito internet www.primaveraslow.it oppure è possibile chiedere informazioni contattando telefonicamente l’ente promotore “DELTA 2000” al numero 0533 57693/4

I concerti di Palazzo Bonacossi: Bach, che famiglia!

Da: Responsabile Comunicazione Conservatorio Frescobaldi di Ferrara

Un pomeriggio interamente dedicato alla famiglia Bach, e che ruota attorno ad alcuni significativi esempi di un genere che all’epoca haI goduto di grande fortuna: la Triosonata. È quello proposto venerdì 22 marzo alle 18 per Concerti a Palazzo Bonacossi. Organizzata dal Conservatorio Frescobaldi di Ferrara in collaborazione con i Musei civici di arte antica al museo di via Cisterna del Follo 5 a Ferrara, la data della rassegna è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. In programma musiche di J. S. Bach e C. Ph. E. Bach, eseguite da Maria Cristina Tarozzi e Morena Mestieri ai flauti, Luca Bellentani al violoncello e Vincenzo Ninci al clavicembalo.

“L’ensemble costituito da due strumenti solisti (come due flauti, flauto e violino, oboe e flauto…) e dal basso continuo (violoncello, o viola da gamba, e cembalo) – spiegano gli strumentisti ospiti del decimo appuntamento de I concerti di Palazzo Bonacossi – permetteva di creare intrecci contrappuntistici molto elaborati, e per questo era molto amato, a tal punto che erano molto frequenti le trascrizioni e gli adattamenti di tali composizioni, per vari organici”. Il programma inizia con uno dei Sei Duetti per due flauti di Wilhelm Friedemann Bach, esecutore e compositore dal genio universalmente riconosciuto, il primo dei figli musicisti di Johann Sebastian. “Questi Duetti costituiscono una delle vette più alte nella produzione cameristica di Wilhelm Friedemann – continuano gli esecutori – pur dedicati a un organico ridotto a due soli strumenti, appartenente a una dimensione quasi ‘domestica’”. Sicuramente però essi superano in difficoltà, intensità espressiva e bellezza molte delle analoghe composizioni coeve.

La Sonata in sol maggiore BWV 1027 per violoncello (originalmente per viola da gamba) e cembalo concertante, la prima delle tre Sonate scritte da Johann Sebastian per questo organico, è conosciuta in tre versioni, rielaborazioni successive della Triosonata BWV 1039, per due flauti traversi e basso continuo. Oltre a queste due versioni, se ne conosce una per organo solo (probabilmente un adattamento successivo ad opera di un allievo di Bach padre), priva del terzo movimento, catalogata come BWV 1027a. L’articolazione in quattro movimenti rispecchia ancora la struttura della Sonata da chiesa italiana, nella sua alternanza di tempi lenti e veloci e che si conclude con un fugato. A questo proposito, è molto interessante notare come fra le due versioni (quella in trio per due flauti, e quella per viola da gamba e cembalo obbligato) alcune indicazioni di tempo si modifichino abbastanza considerevolmente, proprio per la differenza intrinseca di emissione sonora e di articolazione fra i diversi organici.

IL PROGRAMMA COMPLETO

Venerdì 15 Febbraio
M. GIULIANI, R. KREUTZER, A. DIABELLI
Laura Pontecorvo flauto – Giuliana La Rosa viola – Stefano Cardi chitarra

Mercoledì 20 Febbraio
J. VAN EYCK, L. COUPERIN, J.B. DE BOISMORTIER,
A. VIVALDI, F. MOLINO, J.L. TOLOU, F. KUHLAU
Giovanni Lazzari – Beatrice Neri – Mariangela Patrono flauti

Mercoledì 27 Febbraio
G. FAURÉ, C. DEBUSSY, M. RAVEL
Marcello Defant violino – Giacomo Bettarino pianoforte

Venerdì 1 Marzo
LE MILLE VOCI DEL JAZZ. DA DUKE ELLINGTON A BJÖRK
Sara Tinti, Yindi O’Connell, Valeria Burzi, Giorgia Faraone voci soliste
Ensemble vocale e strumentale jazz del Conservatorio Frescobaldi – Roberto Manuzzi, direttore

Mercoledì 6 Marzo
JOHANN SEBASTIAN BACH, DIEGO CONTI
Sonate e Partite per violino solo (I)
Alessandro Perpich violino

Venerdì 8 Marzo
JOHANN SEBASTIAN BACH, DIEGO CONTI
Sonate e Partite per violino solo (II)
Alessandro Perpich violino

Mercoledì 13 Marzo
T.A. VITALI, M. MELLITS, A. PIAZZOLLA, P. GEISS
Marco Gerboni sassofono – Studenti della classe di sassofono- Ensemble di Archi del Conservatorio Frescobaldi

Venerdì 15 Marzo
M. CASTELNUOVO-TEDESCO, A. HONNEGER, A. BENJAMIN, S. BROTONS
Claudio Conti clarinetto – Annamaria Maggese pianoforte

Mercoledì 20 Marzo
W.A. MOZART, C. SAINT-SAËNS
Archi del Conservatorio Boito di Parma – Claudio Brizzi harmonium – Giulio Giuriato pianoforte

Venerdì 22 Marzo
J.S. BACH, C.PH.E. BACH
Maria Cristina Tarozzi flauto -Vanja Gentile oboe – Luca Bellentani violoncello – Vincenzo Ninci clavicembalo

Mercoledì 27 Marzo
L. van BEETHOVEN, J.N. HUMMEL
Alessandro Perpich violino – Jacopo Ferri viola – Luca Bellentani violoncello – Alfredo Trebbi contrabbasso
Francesca Giovannelli pianoforte

Venerdì 29 Marzo
K. WEIL dall’OPERA DA TRE SOLDI
Martina Dainelli – Luca Brunelli – Lorenzo Rizzuta – Ciro Grieco trombe
Massimo Mondaini – Francesco Rizzuta – Maria Benedetta Piermattei corni
Giacomo Scanavini trombone – Paolo Lenzi tuba – Yindi O’Connell soprano
Enrico Dolcetto arrangiamento e direzione

Martedì 2 Aprile
ALLA RICERCA DELLA MUSICA PERDUTA.
LA MESSA IN RE MAGGIORE DI NICCOLÒ PICCINNI
Conferenza-concerto a cura di Adriano Cirillo e Paolo Bucchi
Studenti delle classi di Canto del Conservatorio Frescobaldi- Stefano Bocci pianoforte

Venerdì 5 Aprile
G.B. BUONAMONTE, L. COLISTA, J. VAN EYCK, J.C. NAUDOT,
J.K.F. FISCHER, G.F. HAENDEL, G. SAMMARTINI
Luigi Lupo, Laura Pontecorvo flauti – Marina Scaioli clavicembalo

Venerdì 12 Aprile
A.BERG, M. GATTO, G. MAHLER, F.P. TOSTI, A. PIAZZOLLA, C. GUASTAVINO, H. ARLEN/K. JARRETT, A. GINASTERA
Alessandro Maffucci tenore – Roberto Russo pianoforte

Martedì 7 Maggio
E. PARISH ALVARS, G. FAURÉ
Antonella Ciccozzi arpa

Giornata mondiale della poesia
Luna dolcissima di materna pietà

21 marzo – Giornata mondiale della poesia

Ieri sera poco prima all’equinozio di primavera
Il dito arancione
Del tramonto
Toccava il palmo cobalto della cima a notte
Del bosone
Alla luna dolcissima di materna pietà
Donava una fantasia verde di smalto il cielo
Come un bosco di vento
Un mare a metà
Coi monti accesi dal fuoco
Erano le nostre mani a toccarsi
In nome della poesia
Di tutto il mondo
In nome di un altrove
Che è il nostro dove
Senza fondo
Né sommità

Sviluppo e sostenibilità. A Bologna, venerdì 22 marzo, la giornata regionale dell’economia solidale.

Da: Agenzia Stampa Regione Emilia Romagna
Bologna – I Gruppi che svolgono attività di acquisto collettivo e distribuzione ai propri membri di beni e servizi senza l’applicazione di alcun ricarico (Gas). Le aziende che praticano l’agricoltura biologica e biodinamica e vendono direttamente ai consumatori i prodotti da filiera corta. E poi le iniziative finalizzate al risparmio energetico e all’uso delle fonti rinnovabili, la promozione e lo sviluppo di progetti di co-housing e di inclusione, di riuso del patrimonio immobiliare
dismesso e sottoutilizzato per far fronte all’emergenza abitativa, per finire con la finanza etica e mutualistica.
Sono soltanto alcune delle mille sfaccettature del variegato mondo dell’economia solidale, un modello di sviluppo fondato sui principi di solidarietà e sostenibilità – sia sul piano sociale che ambientale – oltre che sui valori di equità, partecipazione e legame con il territorio, che ha trovato terreno di crescita anche in Emilia-Romagna.
Altri campi di intervento riguardano, l’agricoltura di prossimità e il cosiddetto “km zero”, il trasporto collettivo e la mobilità sostenibile, il riuso e il riciclo di materiali e beni, il turismo responsabile e sostenibile.
Il punto sullo stato dell’arte e sulle prospettive del settore sarà fatto domani, venerdì 22 marzo, a Bologna nell’ambito della prima “Giornata dell’economia solidale dell’Emilia-Romagna”, promossa dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Ervet (Ente per la valorizzazione economica del territorio), società in house della Regione, e con il Forum regionale dell’economia solidale, l’organismo di rappresentanza istituzionale al quale aderiscono una cinquantina di gruppi, associazioni, imprese e altri soggetti riconducibili in vario modo a questo mondo. La giornata, articolata in due sessioni, sarà aperta la mattina dall’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini, e nel pomeriggio dalla vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini.
“La legge regionale varata nel 2014- afferma Corsini- è una delle prime in Italia che si occupa dell’economia solidale, un modello economico ispirato a valori di solidarietà e sostenibilità sui quali si fonda anche l’azione regionale. Dopo la nascita nel 2017 del Forum regionale e il successivo insediamento dell’apposito Tavolo istituzionale, siamo ora impegnati nella promozione di buone prassi e nel sostegno a tutte le iniziative che si muovono nel solco dell’economia solidale. In particolare, stiamo lavorando all’attivazione di un Fondo, alimentato dalla Regione con 100mila euro, per l’erogazione di contributi finalizzati all’abbattimento degli interessi passivi sui prestiti concessi da realtà di finanza etica a progetti di economia solidale”.
‘La risposta ai nuovi bisogni passa sempre di più dalla coesione sociale e dalla rigenerazione delle comunità- sottolinea Gualmini-. In egual modo la qualità delle relazioni tra i soggetti che operano nell’economia solidale – così come la fiducia tra cittadini e istituzioni – incide sulla competitività del territorio e sul suo sviluppo. La legge sull’economia solidale – spiega la vicepresidente- ha posto l’accento proprio sul rapporto inscindibile tra economia e coesione sociale, tra solidarietà e competitività di un territorio. Associazioni, cooperative sociali e gruppi informali rappresentano un asset fondamentale non solo per la coesione, ma per la crescita e lo sviluppo regionale”.

Gli “stati generali” del comparto
Una sorta di ”stati generali” del comparto articolati in due distinte sessioni (o “cantieri”) di lavoro: nella prima, in programma di mattina (dalle 9,30 alle 13,30 presso l’Aula magna della Regione, viale Aldo Moro 30), sarà tracciato un primo bilancio del percorso di attuazione della legge regionale n.19/2014, alla presenza dell’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, del guru dell’economia solidale, il brasiliano Euclides André Mance, oltre a funzionari regionali e referenti di diversi gruppi di lavoro del Forum.
La seconda sessione (dalle 16,30 alle 19,30 – Sala Tassinari di Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6), incentrata su temi come lavoro, tutela dell’ambiente, equa distribuzione delle risorse e partecipazione, sarà aperta dall’intervento della vicepresidente e assessore regionale al Welfare e alle Politiche abitative, Elisabetta Gualmini. A seguire la tavola rotonda con gli interventi, tra gli altri, del segretario della Cgil dell’Emilia-Romagna, Luigi Giove, e dell’assessore a Lavoro, Attività produttive e Terzo settore del Comune di Bologna, Marco Lombardo.
Nell’ambito della “Giornata” saranno presentati i risultati preliminari di un’indagine a campione a cura del Gruppo di lavoro “Consumo critico, promozione e reti telematiche” del Forum e di Ervet che delinea un prima mappa dei soggetti e delle reti dell’economia solidale in Emilia-Romagna.
Dall’indagine, basata su questionari on line e interviste sul campo, emerge che i principali settori di attività riguardano il “consumo critico” (31% di risposte), seguito da “commercio equo e solidale” e “agricoltura biologica” (15% entrambi) e riuso e riciclo (9%). A seguire, con valori sotto il 5%, le voci “finanza etica”, “turismo responsabile”, “risparmio energetico” e via elencando.
Ancora: sotto il profilo delle dimensioni economiche solo il 10% dei soggetti esaminati ha un fatturato sopra il milione di euro; i due terzi dichiarano un giro di affari sotto la soglia dei 100 mila euro annui e quasi un terzo si colloca nella fascia sotto i 10 mila euro. Quanto alla forma societaria, prevalgono nettamente le associazioni registrate; per il resto di tratta di cooperative (18%) e di gruppi informali (14%).
Tra i volontari alta la partecipazione femminile (più della metà del personale nel 75% dei casi), non esaltante quella dei giovani (mancano nel 55%).

Le altre iniziative in cantiere
Per completare l’impianto organizzativo previsto dalla legge regionale è previsto inoltre un Osservatorio, con il compito di monitorare le iniziative avviate sul territorio regionale e predisporre analisi e un rapporto annuale sul circuito dell’economia solidale. Si tratta di un organo consultivo composto da 3 membri nominati dalla Giunta regionale che dovrà inoltre elaborare indici di benessere, equità e solidarietà, in coerenza con quelli individuati da Istat e Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro.
Allo studio anche l’attivazione a breve termine di un portale web finalizzato alla promozione delle buone prassi, alla divulgazione delle iniziative avviate e dei dati più significativi di settore. /G.Ma.

In visita oggi presso la Sede Municipale il sindaco ed i consiglieri del consiglio comunale ragazzi

Da: Stampa

Accompagnati dall’Assessore all’Istruzione Maria Chiara Cavalieri e dal Segretario Generale Dott.ssa Giovanna Fazioli, hanno visitato il Municipio ed hanno potuto apprendere le principali funzioni degli organi politici ed amministrativi negli enti locali. Un grazie ai ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Comacchio e Porto Garibaldi che, con attenzione e serietà hanno preso molto seriamente il loro impegno in Consiglio Comunale, un buon inizio per i cittadini del futuro!

Paola Novara presenta: “Una chiesa, un monastero, un museo. Materiali per la ricostruzione della storia dell’Abbazia di Pomposa

Da: Organizzatori
Sabato 23 marzo alle ore 11.00 al Palazzo della Ragione, si apre il programma degli eventi culturali organizzati da APE (Associazione Pomposa Eventi) e Abbazia di Pomposa. Si inaugura la stagione con un’interessante conferenza dedicata ai materiali da costruzione ritrovati all’interno della Abbazia di Pomposa. La presentazione, a cura della Prof.ssa Paola Novara (Museo Nazionale di Ravenna) autrice di numerosi testi riguardanti queste tematiche ci illustrerà parte dei reparti esposti nel museo pomposiano. L’evento rientra nel calendario della 7° edizione della Primavera Pomposiana, promossa dalla Abbazia di Pomposa e realizzata dai volontari di Ape, “Associazione Pomposa Eventi” in collaborazione con Polo Museale Emilia Romagna con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Codigoro.
L’ingresso è libero

Convegno Bachelet sabato 23 marzo

Da: Segreteria AC Ferrara – Comacchio

Sabato 23 marzo, alle ore 15, presso “Casa mons. Ruggero Bovelli”, in via Montebello 8, avrà luogo il Convegno “Ricordando Vittorio Bachelet. Dialogo con il figlio Giovanni”, promosso dal Settore adulti di Azione Cattolica. Il Convegno è dedicato alla memoria di Vittorio Bachelet (1926-1980), anche oggi un riferimento essenziale per l’Azione Cattolica di cui, negli anni del Concilio, guidò il rinnovamento, prima come vicepresidente (1959-1963) poi come presidente nazionale (1964-1973). Vittorio Bachelet fu figura di alto spessore religioso, umano e civile: docente prima di Diritto amministrativo poi di Diritto pubblico presso vari Atenei italiani e, dal 21 dicembre 1976, Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, alta carica istituzionale che rivestì fino al 12 febbraio 1980. In quel giorno, come è noto, egli fu ucciso dalle Brigate Rosse, al termine di una lezione universitaria, presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Il Convegno vuole ricordarne l’umanità, l’azione di rinnovamento associativo, il metodo del dialogo, l’impegno, attraverso la significativa testimonianza del figlio Giovanni. Una memoria importante anche nel presente.

#marzoambiente – prossimi appuntamenti

Da: Organizzatori
Copparo – #marzoambiente – prossimi appuntamenti

Gli appuntamenti di oggi (venerdì 22 marzo) con #marzoambiente sono alle ore 19 ecoforum “I pirati del Po” sul bracconaggio ittico, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua. Sabato 23 marzo alle ore 10 la presentazione del gioco SLASH! Impara con l’acqua a cura di CADF La Fabbrica dell’Acqua. Tutti gli appuntamenti sono alla Galleria Civica Alda Costa.
Contrariamente a quanto annunciato e riportato sulla stampa, la presentazione del Piano rischio Idrogeologico del Comune, previsto per venerdì 22 marzo è rimandata a data da destinarsi.

25-28 aprile | a San Lazzaro (BO) torna il “Food & beer fest”: cibi di strada, musica, spettacoli e divertimento per tutta la famiglia

Da: Organizzatori
A San Lazzaro di Savena (BO) si rinnova l’ormai tradizionale appuntamento primaverile con il SAN LAZZARO FOOD & BEER FEST, uno degli eventi più attesi e partecipati del territorio che DA GIOVEDI’ 25 A DOMENICA 28 APRILE – dal pranzo alla cena – animerà Piazza Bracci.

Protagonisti come sempre i cibi di strada della tradizione italiana, con un’imperdibile carrellata di specialità provenienti da varie parti dello Stivale che vedrà quest’anno la presenza di tante gustose novità. A grandi classici come gli arrosticini abruzzesi, la porchetta dall’Umbria, il fritto e le olive all’ascolana dalle Marche, il pesce fritto dalla Romagna – presente anche con l’originale piadina di filiera certificata – si uniranno stand dove gustare il panino con il lampredotto da Firenze, le crepes dolci firmate Bombocrep e ancora hamburger d’autore, polenta, barbecue e molto altro.

Nel bicchiere ampio spazio dedicato alle birre di qualità, con una decina di spine selezionate dai Beer Brothers On The Road che ospiteranno le creazioni di piccoli produttori del comparto artigianale, bolognese e non solo, oltre ad ospiti stranieri. E poi vino, cocktails, bibite e succhi di frutta.

Il tutto da gustare seduti ai tavoli sotto la grande tensostruttura presente in piazza, con un super calendario di concerti dal vivo – dal Rock’n’Roll allo Swing passando per Folk e Blues – spettacoli ed intrattenimento. Da non perdere per grandi e piccini gli appuntamenti di sabato 27 con il TEATRO DEI BURATTINI, che in una serie di divertenti spettacoli porterà in scena a partire dalle ore 16.30 le maschere della tradizione bolognese, e di domenica 28 aprile con il LUDOBUS-LEGNOGIOCANDO e i suoi bellissimi giochi di legno, con oltre 40 postazioni a disposizione gratuita di bambini, genitori e nonni.

Nelle giornate di venerdì e domenica a intrattenere il pubblico anche SPETTACOLI DI DANZA, realizzati dagli studenti della scuola Jump Dance Studio di San Lazzaro, e scenografici COMBATTIMENTI SPORTIVI CON SPADE LASER a cura di Ludosport Bologna per un tuffo nel meraviglioso mondo di Star Wars.

In Piazza sarà inoltre presente un’AREA BIMBI gestita dai volontari di Bimbo Tu Onlus (www.bimbotu.it), straordinaria realtà con sede proprio a San Lazzaro da anni impegnata nell’assistenza e sostegno ai piccoli degenti dell’Ospedale Bellaria, ormai storica compagna di viaggio del Food & Beer Fest.

L’evento, alla sua quinta edizione, è organizzato dai Beer Brothers On The Road (https://www.facebook.com/BeerBrothersOnTheRoad/), attivi da anni nel bolognese nella realizzazione di appuntamenti birrari e di street food, e Studio Umami, agenzia operante a livello nazionale nella comunicazione ed organizzazione di eventi di settore, con il patrocinio del Comune di San Lazzaro di Savena.

Prosegue con il secondo incontro “Donna di cuore o cuore di donna?”: secondo appuntamento dedicato al tema del “femminicidio”

Da: Ufficio Stampa
“Donna di cuore o cuore di donna?”. Ovvero, incontri “sull’essere donna e sul saper fare”. Il primo appuntamento si è svolto in coincidenza della Giornata internazionale della donna, ma l’intenzione degli organizzatori (l’associazione Il Mondo di Claudia) è quella di tenere alta l’attenzione sull’argomento “donna” per un periodo abbastanza ampio, tale da incidere sulle coscienze. A cominciare dall’argomento del secondo appuntamento, in programma domenica 24 marzo (ore 16, alla sala 2000) sul tema del “Femminicidio”, che è di stretta attualità, come dimostrano le cronache quotidiane. «Abbiamo voluto proporre qualcosa di diverso. Un ciclo di incontri che faccia riflettere su cosa significhi essere donna, oggi, ed affrontare la questione del saper fare», illustra Luca Palazzi a nome dell’associazione “Il mondo di Claudia”, che ha promosso gli eventi. L’iniziativa ha avuto il patrocinio degli assessorati alle Pari Opportunità e alla Promozione del territorio: «La donna è al centro della nostra società, con il proprio lavoro, la maternità, il suo ruolo nelle relazioni di cura, ma ci sono ai suoi danni ancora pregiudizi: molte donne sono discriminate, oggetto di violenza, persino nel lavoro una donna percepisce un salario inferiore – sottolineano l’assessore Francesca Aria Poltronieri e il vicesindaco Simone Saletti, che hanno appoggiato il ciclo di eventi –. Crediamo che un percorso che si articoli in tre mesi, senza celebrare la donna una giornata soltanto, sia un modo corretto per approfondire tematiche che, viceversa, sarebbero soltanto uno spot». Il 24 marzo interverrà sul tema del “Femminicidio” l’avvocato Maria Cristina Aleotti, mentre altri interventi saranno a cura di Loredana e Massimo del progetto Albachiara. Al termine di ogni incontro le signore intervenute riceveranno un “pensiero col cuore”. E’ gradita la prenotazione, contattando i numeri: 333-5234573, 338-4317338.

Affidato alla cooperativa Serena l’appalto per la continuazione del progetto “vita indipendente”

Da: Ufficio Stampa
A Bondeno, nell’ambito del Distretto sociosanitario Ovest, esiste la possibilità per molti ragazzi in situazione di disagio di ritrovare una vita “indipendente”. Il progetto pilota del progetto si è svolto lo scorso anno ed ha rivitalizzato con tante esperienze socio-educative la casa di via Gorizia, a Ponte Rodoni, già ribattezzata “Villa Futura”. Un nome che evoca speranza. «Lo scorso anno, nel momento in cui è partito il progetto “Vita Indipendente” – ricorda l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti – fu aggiudicato il servizio alla Cooperativa Serena, al termine di una procedure pubblica. Nella sua continuazione, che è stata approvata circa due mesi fa dal consiglio comunale, si è deciso di proseguire tale esperienza, grazie a risorse dell’Ausl e dei comuni del Distretto Ovest che partecipano al programma, che vede Bondeno come Comune capofila». L’azienda Usl contribuirà al programma di reinserimento sociale con un finanziamento di 70mila euro, mentre il resto rimane a carico dei comuni del Distretto Ovest: Bondeno (capofila), Vigarano, Terre del Reno, Poggio Renatico e Cento. Quest’ultimo ente, come risulta dalla determina comunale matildea numero 123, «ha manifestato la volontà di proseguire il progetto, riservandosi di trasmettere la determina d’impegno della quota spettante». Per il momento, gli altri enti hanno conferito rispettivamente 3.756,97 euro (per quanto riguarda Bondeno) e circa 7.094,58 euro (per quel che concerne gli altri enti). «La casa di via Gorizia – conclude Coletti – continuerà ad ospitare le bellissime esperienze tramite le quali, seguiti da educatori e dalla direttrice del progetto Angela Dianati, i ragazzi ospiti svolgeranno attività che vogliono contribuire ad arrivare al raggiungimento di una parziale autonomia, che può essere conquistata insieme». La casa di via Gorizia presenta ampi spazi interni, ed anche spazi verdi che potranno essere valorizzati ed utilizzati per attività di vario tipo.

Sabato 23/3 ore 17:30 Emanuela Provera e Federico Tulli presentano “Giustizia Divina. Cpsì la chiesa protegge i peccati dei suoi pastori”

Da: Eventi Ferrara
Presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino Libreria Ibs+Libraccio di Ferrara.
Dialoga con gli autori Gianpietro Testa.
La prima inchiesta sui luoghi protetti per i sacerdoti e le suore che imbarazzano la Chiesa
Per la legge vaticana sono prima di tutto dei peccatori, come tali devono espiare secondo i canoni della giustizia divina.

Questo libro rompe un altro muro di silenzio sui privilegi del Vaticano. Che fine fanno i sacerdoti denunciati per abusi, truffe o altri reati? Pochissimi finiscono in carcere. C’è una giustizia parallela che opera attraverso l’aspersorio, la preghiera, l’espiazione, perfino l’esorcismo. L’ex numeraria dell’Opus Dei Emanuela Provera e il giornalista Federico Tulli hanno attraversato l’Italia visitando e raccontando i cosiddetti centri di cura per sacerdoti e suore “in difficoltà”. Come funzionano? Chi li finanzia? Da nord a sud, operano nella più assoluta discrezione e riservatezza. Ospitano sacerdoti e suore con le storie più diverse, alcuni dei quali sottratti alla giustizia. Di loro si occupa la Chiesa, come una “madre amorevole”. La violenza sui minori non è l’unico reato commesso da ecclesiastici. C’è la suora stalker, il sacerdote omicida, quello che scappa dopo aver provocato un incidente, il ladro che ruba i soldi delle offerte, storie di truffe, bancarotte, appropriazioni indebite. C’è l’omosessualità, che per la Chiesa resta un peccato da espiare lontano da occhi indiscreti. C’è il prete affetto da ludopatia e quello ossessionato dai siti porno. Una minoranza, certo. Ma molto numerosa. Tutta colpa del diavolo, dice la Chiesa, come documenta l’ultima parte di questa inchiesta, dedicata alle scuole di esorcismo in Italia e alle cerimonie di liberazione dal “maligno” a cui gli autori hanno partecipato di persona. Se questa è la realtà dietro agli appelli e alle battaglie di papa Francesco, se questo è il Vaticano, difficile che qualcosa possa davvero cambiare.

Emanuela Provera, cattolica, vive e lavora come libera professionista a Milano. Nel 2006 ha collaborato al libro «Opus Dei segreta» (Ferruccio Pinotti, BUR-Rizzoli) offrendo la sua testimonianza personale come ex numeraria dell’Opus Dei, istituzione di cui ha fatto parte dal 1986 al 2000. Ha scritto «Dentro l’Opus Dei» (Chiarelettere 2009).
Federico Tulli è redattore del settimanale “Left”. Già condirettore di “Cronache laiche”, collabora con “MicroMega”, per cui firma anche un blog, “Critica liberale”, e “Globalist”. Con L’Asino d’oro edizioni ha pubblicato i libri: «Chiesa e pedofilia. Non lasciate che i pargoli vadano a loro» (2010), «Chiesa e pedofilia, il caso italiano» (2014) e «Figli rubati. L’Italia, la Chiesa e i desaparecidos» (2015).

Mercatino Regionale Piemontese a Ferrara – 23/24 marzo 2019

Da: Mercatino Regionale Piemontese
Il Mercatino Regionale Piemontese è una fiera itinerante di qualità, viene proposto in eleganti pagode espositive, che ospitano al loro interno produttori accuratamente selezionati, specializzati nel proporre i propri prodotti tipici dell’enogastronomia piemontese.
Avventurandovi tra gli stand potrete trovare formaggi d’eccellenza, con riconoscimenti DOP quali Castelmagno, Bra, Testun e moltissimi altri. I palati più raffinati troveranno i preziosi tartufi di Alba. Gli appassionati dell’enologia, invece, potranno degustare ottimi vini come dolcetto, nebbiolo, moscato d’Asti e tanti altri vini Doc.
Potrete trovare salumi delle langhe, salame al barolo e salame al tartufo bianco di Alba. Vi è inoltre un vasto assortimento di pasta fresca, dolci tipici piemontesi, nocciole, cioccolato artigianale, miele, funghi freschi, frutta, riso, marroni di Cuneo e confetture.
Una vera e propria “esplosione” di sapori piemontesi a Vostra disposizione.
A cornice dell’evento verrà realizzata un’area svago per bambini composta da diversi giochi di design, colorati e divertenti.
Vi aspettiamo numerosi!!!!!!!

Venerdì 22/3 torna ‘Ladies in Mercedes’ con “C’è qui qualcosa che ti riguarda”, nuovo progetto di Patrizia Laquidara

Da: Ufficio Stampa Jazz Club Ferrara
Venerdì 22 marzo (inizio ore 21.30) torna Ladies In Mercedes – “quadro nel quadro” di Ferrara in Jazz dedicato a vocalità e creatività femminili – con “C’è qui qualcosa che ti riguarda”, nuovo progetto di Patrizia Laquidara. Accompagnano l’apprezzata cantautrice Daniele Santimone e Davide Repele alla chitarra, Stefano Dallaporta al contrabbasso, Nelide Bandello alla batteria e Andrea Santini all’elettronica.
“C’è qui qualcosa che ti riguarda” è un racconto al femminile che si muove tra quotidiano e tematiche universali, che spinge a guardare lì dove non si è mai guardato, dove anche il buio si trasforma in bellezza. Un viaggio sonoro che unisce il pop alla grande storia della canzone italiana con l’orecchio teso ai suoni contemporanei. Tutto questo e molto di più nel live di presentazione del nuovo disco di Patrizia Laquidara, una delle più apprezzate esponenti del nuovo corso del cantautorato italiano, definita dalla critica “una firma talmente personale da risultare unica”, “un’artista capace di assoluta credibilità” e “una delle voci più intense e liriche della nostra musica cosiddetta leggera”.
Siciliana di nascita e veneta d’adozione, Patrizia Laquidara esordisce alla 13a edizione del Premio Città di Recanati. L’accoglienza è dirompente: suoi sono i premi per la miglior interpretazione, quello per la miglior musica ed il premio della critica. Il primo album di inediti dal titolo “Indirizzo portoghese” (nel quale spicca uno splendido duetto con Mario Venuti sul brano dal titolo “Per causa d’amor”) arriva nel 2003 e le vale l’invito al Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte, durante il quale si aggiudica il premio Alex Baroni per la migliore interpretazione, oltre al premio assoluto della critica Mia Martini. Nel 2005 è chiamata ad eseguire il brano portante del film “Manuale D’Amore” (per la regia di Giovanni Veronesi), il risultato è l’intensissima “Noite Luar”, a firma di Paolo Buonvino e della stessa Laquidara, che le varrà la nomination al David di Donatello nella sezione ‘Migliore canzone originale’. Il 2007 è l’anno del suo secondo disco, “Funambola”, prodotto dall’icona della musica tropicalista e sperimentale Arto Lindsay. L’album la porta a suonare in tutta Europa, in Brasile, in Marocco, in Giappone e negli Stati Uniti. “Funambola” sarà inoltre indicato dal comitato del Premio Tenco come uno dei cinque dischi più belli della stagione. Nel 2011 dà alle stampe “Il Canto Dell’Anguana”, un riuscitissimo album­indagine sulle tradizioni musicali dell’alto vicentino che le vale la Targa Tenco come “Miglior album dialettale”. Ad oggi l’attività concertistica della Laquidara è pressoché ininterrotta e dove trovi altresì il tempo per recitare a teatro, al cinema e pubblicare una raccolta di poesie non si sa…

venti-liberi

ACCAD(D)E OGGI
21 marzo con Libera: Orizzonti di giustizia sociale. Passaggio a Nord Est

Come ogni anno dal 1996, il 21 marzo Libera e Avviso Pubblico insieme alle scuole, a realtà del terzo settore e a tanti cittadini, organizzano e celebrano la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, dal 2017 riconosciuta con legge del Parlamento: con le centinaia di familiari delle vittime, ci si ritrova ogni anno in tanti luoghi in Italia e non solo, per ricordare nome per nome tutti gli innocenti morti per mano delle mafie.

“La trasmissione della memoria – ha spiegato Daniela Marcone, vicepresidente nazionale di Libera e responsabile Libera Memoria, a margine della Assemblea Nazionale dei familiari delle vittime innocenti delle mafie – a partire dai ricordi personali, necessita di una condivisione fattiva da parte delle intere comunità in cui viviamo, solo in questo modo quei ricordi possono contribuire a ricostruire pezzi di storia non scritta nei libri di scuola, che in molti caso hanno letteralmente fatto luce sulle modalità con cui le mafie hanno aggredito il territorio. Non solo, per l’intera rete di familiari e attivisti della rete di Libera è fondamentale che la memoria da portare avanti sia una memoria viva”.

Il tema di questa XXIV edizione, alla manifestazione nazionale a Padova, è ‘Orizzonti di giustizia sociale. Passaggio a Nord Est‘. Un’occasione di riflessione e rilancio per questo territorio: si tratta di cogliere la strutturazione locale degli scambi commerciali, culturali e sociali esistenti, che hanno prodotto ricchezza e prosperità, ma che in parte hanno anche permesso a mafie e corruzione di diventare soggetti riconosciuti e strumenti riconoscibili in un così vasto territorio. Un territorio nel quale, come hanno dimostrato le recenti cronache, la criminalità organizzata ha attecchito e prosperato con lo spaccio di droga, con il più recente traffico di rifiuti, nelle finanze, nel riciclaggio di denaro sporco con l’acquisto di immobili, fino alle redditizie sale scommesse.
Nel Nordest le vittime innocenti non sono solo persone, ma interi luoghi, esseri viventi e territori, distrutti e calpestati dall’incontro tra clan italiani e stranieri nel tessuto imprenditoriale locale, dalle attività di intermediazione e di manodopera gestite dai clan nell’edilizia, nel turismo, nell’agricoltura, grazie anche ai rapporti tra gruppi di ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra con la politica corrotta e l’imprenditoria connivente. Secondo i dati presenti nella relazione del primo semestre 2018 della Direzione Investigativa Antimafia, nelle tre regioni del Nord Est le operazioni sospette, nei primi sei mesi del 2018, sono complessivamente 4.281 pari al 7,7% del totale nazionale. Il maggior numero di segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio sono nel Veneto: ogni giorno in questa regione presso banche ed enti creditizi si effettuano 19 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette di riciclaggio. Sono 161 beni immobili confiscati e destinati agli enti locali (Veneto 126, Friuli Venezia Giulia 19, Trentino Alto Adige 16) e 268 ancora in gestione presso l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Fonte: Relazione semestrale 2017, Direzione Investigativa Antimafia)
Secondo il Rapporto Ecomafie 2018 di Legambiente poi nelle tre regioni del Focus Nord-est complessivamente sono stati 1.706 le infrazioni ambientali: ciò significa che lo scorso anno sono stati verbalizzati più di 4,5 reati al giorno con 1.914 persone denunciate e arrestate e 552 sequestri effettuati (circa il 7% del totale nazionale). Il Veneto è la regione con il maggior numero di reati accertati con 872, 1.267 persone denunciate e arrestate e 318 sequestri, segue il Trentino con 542 infrazione accertate, 207 persone denunciate e arrestate e 9 sequestri mentre in Friuli Venezia Giulia sono 292 infrazioni, 440 persone denunciate e arrestate e 225 sequestri.

Ed è di pochi giorni fa una delle più grosse operazioni contro la criminalità organizzata in Veneto: 33 ordinanze di custodia cautelare contro appartenenti a ‘ndrine operanti in Veneto da parte dei Carabinieri del Comando provinciale di Padova e dei Finanzieri del Comando provinciale di Venezia a seguito delle indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia. Mentre tra fine febbraio e inizio marzo, a seguito di indagini sulle minacce rivolte a Monica Andolfatto, segretaria del Sindacato giornalisti del Veneto e giornalista del Gazzettino la Direzione distrettuale antimafia ha emesso 50 misure di custodia cautelare, tra cui quella al sindaco di Eraclea, che ora rischia di diventare il primo Comune in Veneto sciolto per infiltrazioni mafiose.

C’è ancora difficoltà ad assumere le mafie e i fenomeni corruttivi come una questione nazionale. Questa resistenza è preoccupante perché proviene dalle regioni che determinano l’andamento dell’economia nazionale. Se le mafie non uccidono non esistono. Falso. Questi rapporti di forza però possono essere ancora sovvertiti se mettiamo insieme la necessità di giustizia e l’urgenza della sostenibilità, senza lasciare nessuno indietro.

Una scena di Va pensiero © Silvia Lelli

Nella nostra Emilia Romagna, le cose non vanno molto meglio. Solo un esempio, che non riguarda la cronaca giudiziaria, ma quanto la cultura e i suoi strumenti possano far paura. Marco Martinelli ed Ermanna Montanari del Teatro delle Albe di Ravenna sono gli autori di ‘Saluti da Brescello’ e ‘Va pensiero’ (visto anche qui al Teatro Comunale Claudio Abbado nel marzo scorso), spettacoli ispirati alla vicenda di Donato Ungaro, giornalista e vigile urbano licenziato dopo aver pubblicato articoli sull’infiltrazione della mafia nel suo Comune. Ungaro successivamente ha contestato il licenziamento in Tribunale, vincendo in tutti i gradi di giudizio. L’amministrazione di Brescello poi nel 2016 è stata la prima sciolta per condizionamenti e infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna. In questi giorni l’allora sindaco, Ermes Coffrini, ha depositato una querela al Tribunale di Milano in cui si diffida di portare in scena lo spettacolo nei confronti di Marco Martinelli (autore), Marco Belpoliti (editore) e di Ermanna Montanari (attrice e non autrice) e anche all’ex vigile Donato Ungaro.
La manifestazione regionale si terrà a proprio Ravenna. La città romagnola era già stata scelta prima di questa vicenda, che tuttavia ha un innegabile valore simbolico. La scelta è derivata dal fatto che negli ultimi anni indagini della Magistratura e delle forze dell’ordine hanno dimostrato come soggetti affiliati alla camorra ed alla ‘ndrangheta abbiano operato nel capoluogo ed in numerosi comuni della Provincia. Da segnalare, in particolare, due settori: il gioco d’azzardo e il traffico di stupefacenti. Questi ultimi in arrivo a Ravenna attraverso un doppio canale: la cocaina dal Brasile all’Africa (Nigeria) o all’Europa (Spagna) con destinazione finale Italia; hashish e marijuana, dall’Albania alle coste ravennati e nelle riserve naturali del Delta del Po.

Il 21 marzo a Ferrara. Clicca QUI per leggere il programma delle iniziative

I nomi da ricordare

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