Giorno: 30 Marzo 2019

Baratelli, quattro conversazioni filosofico-esistenziali su Giacomo Leopardi

Un itinerario leopardiano in quattro incontri, a cura di Fiorenzo Baratelli (presidente dell’Istituto Gramsci di Ferrara), che si preannuncia come salutare linfa culturale di primavera. Il filo che terrà insieme le quattro conversazioni sarà di carattere ‘filosofico-esistenziale’, non critico-letterario. Giacomo Leopardi è il poeta dei giovani e della giovinezza per la grandezza della sua anima. Il suo dolore è anche il nostro per la comune condizione umana, precaria e fragile. Il suo radicale bisogno di felicità è la nostra continua aspirazione inappagata. E nella guerra quotidiana che è in corso nei nostri cuori non c’è mai definitiva sconfitta per i nostri desideri, ma una continua ‘protesta’ contro la sofferenza e gli ostacoli che insidiano le nostre utopie.

Ecco il programma dettagliato del ciclo che ha per titolo “Giacomo Leopardi, il ‘giovane favoloso’”
Gli incontri si terranno presso la sede del circolo culturale Doro, piazzale Savonuzzi, 8 (Ferrara).

Venerdì 5 aprile, ore 21 “Riflessioni sulla vita di Giacomo Leopardi”
“Ecco entrare il Conte Giacomo Leopardi. Tutti ci levammo in piè. Tutti gli occhi erano sopra di lui. Quel colosso della nostra immaginazione ci sembrò, a primo sguardo, una meschinità. In quella faccia emaciata e senza espressione tutta la vita s’era concentrata nella dolcezza del suo sorriso”. (Francesco De Sanctis “La giovinezza”)

Venerdì 3 maggio, ore 21 “La filosofia di Leopardi. Natura, ragione, pessimismo, dolore, immaginazione, illusione, desiderio”
“…nulla al ver detraendo…” (“La ginestra”)

Venerdì 17 maggio, ore 21 “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani”. Considerazioni su ‘società e politica’ in Leopardi.
“Gl’italiani hanno piuttosto usanze e abitudini che costumi. L’Italia è, in ordine alla morale, più sprovveduta che alcun’altra nazione europea e civile. Sono incalcolabili i danni che nascono ai costumi da un abito di cinismo diffuso”. (“Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani” Marsilio Editore)

Venerdì 31 maggio, ore 21 “L’infinito” (1819): a duecento anni da un capolavoro assoluto.
“Così tra questa / immensità s’annega il pensier mio: / e il naufragar m’è dolce in questo mare”. (“L’infinito”)

Inaugurata stamani 30 marzo “Una Città a Mattoncini” a Ferrara

Da: Ufficio Stampa – Ascom Ferrara

E sei! E’ partita l’edizione 2019 di “Una Città a Mattoncini” nella nuova sede di palazzo Gulinelli – Canonici Mattei (in corso Ercole I d’Este 15): fino a domani (31/03) sarà possibile visitare la mostra organizzata e promossa da Ascom Confcommercio Ferrara che ha per cuore le creazioni realizzate con i mitici mattoncini danesi Lego. L’iniziativa vede il coinvolgimento del gruppo di appassionati di AEmilia Bricks (una trentina gli espositori) mettendo in mostra nello storico e appena restaurato edificio del centro storico di Ferrara (al piano terra) le strabilianti creazioni nate dalla fantasia degli appassionati dei mattoncini. Tra queste spicca un enorme villaggio completo di giostre e attrazioni in movimento e la riproduzione (1:100) del ‘Paolo Mazza” (costruito dai Brickpatici), il più grande stadio in Lego d’Italia.
Per lo svago dei più piccoli non manca nemmeno l’area giochi ed anche un zona vendita a cura di Giocheria. Stamani (30/03) il taglio del nastro alla presenza dell’assessore al Commercio Roberto Serra, in una mattinata già affollata di pubblico, come ormai dal 2014, quando si tenne la prima edizione. Al taglio del nastro sono intervenuti inoltre il presidente del Kleb Basket Francesco d’Auria e Massimiliano Mamini funzionario commerciale del team SPAL.
“Questa edizione vede ancora di più incentivate le collaborazioni – commenta Davide Urban direttore generale di Ascom Confcommercio Ferrara -: con la scuola bilingue “Smiling International” che ci ha permesso di utilizzare gli spazi del bellissimo palazzo Gulinelli; e inoltre la sinergia con il progetto ‘Boldini & the City’, collegato all’evento sul grande ritrattista ferrarese, che permette di accedere a prezzo ridotto ai Diamanti per coloro che acquisteranno i Lego in vendita durante ‘Una città a mattoncini’, così come di ricevere uno sconto sui giocattoli per chi avrà ammirato ‘Boldini e la moda’. Ed infine la collaborazione crescente con la SPAL che ci ha concesso l’uso della riproduzione dello stadio cittadino”.
Ed a proposito di sport lo chef Stefano Malagoli ha realizzato in occasione dell’inaugurazione due creazioni pasticcere: l’una dedicata alla squadra biancoazzurra e l’altra al Kleb Basket Ferrara . L’ingresso ad “Una Città a Mattoncini” – realizzata con il patrocinio del Comune di Ferrara ed il sostegno di Ferrara Incoming ed Ascom Servizi CAT – è ad offerta libera e sarà visitabile oggi (sabato 30/03) fino alle ore 19.00, mentre domani (domenica 31/03) dalle ore 10.30 fino alle 18.30.

Overdose. Prevenire le morti con “self test” e naloxone

Da: Ufficio Stampa

Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana:

“Come le associazioni che si occupano di politiche sulle droghe hanno denunciato nell’ultimo Libro bianco sulle droghe sono cambiate non solo le sostanze, ma anche le modalità ed i contesti di assunzione, ma i servizi sono fermi al modello di consumo degli anni 80. Mentre si fanno campagne allarmistiche su sostanze senza effetti psicotropi (come la cosiddetta cannabis light) si ignorano pericolosi mutamenti dell’uso di sostanze molto pericolose, come l’eroina, in contesti individuali e occasionali e quindi dove è più difficile l’intervento in caso di overdose.”

“La morte per sospetta overdose di questa settimana è una tragedia che ripone all’attenzione delle Istituzioni quali politiche pubbliche attuare per prevenire le morti per overdose che pur con numeri assolutamente incomparabili con le emergenze overdose in altri paesi, stanno ricominciando a crescere nel nostro paese. Una di queste è la diffusione del naloxone, il farmaco che usato in caso di sospetta overdose, permette di salvare vite umane. Questo salvavita, e le modalità di somministrazione, devono diventare patrimonio comune non solo delle persone che usano sostanze “più esperte”, ma anche dei consumatori occasionali e di amici e familiari di questi. Stessa cosa per il kit di “self testing” introdotto recentemente dalla Regione Emilia Romagna, che però non può rimanere limitato alla distribuzione nei SERD. In questa campagna di informazione e distribuzione può essere fondamentale il contributo del Comune con le sue Farmacie”.

Il consigliere che ricorda una precedente interpellanza presentata il 4 ottobre 2017 e la relativa “insufficiente ed evasiva risposta” ha presentato ieri un question time per conoscere quali siano le modalità di distribuzione del naloxone in città.

Fiorentini rivolge poi un appello alle autorità, sanitarie e di pubblica sicurezza: “rendano pubblici immediatamente i risultati dei test sulla sostanza rinvenuta, rivelando il grado di purezza e le presenze anomale, come fentanili (oppioidi sintetici che nel nord america sono complici di una epidemia di overdose che negli ultimi anni ha ucciso più che l’intera guerra del Vietnam) o altro. Così si salvano vite umane. Non certo diramando comunicati ad un anno di distanza come fatto dal “Sistema di Allerta Rapida” del Dipartimento nazionale antidroga, o parlando genericamente di “eroina gialla” – che significa solo identificare il luogo di provenienza (distretto di Helmand, in Afghanistan) e non certo il grado di purezza o la presenza di tagli pericolosi.”

Poi il consigliere comunale conclude con una piccola nota “è sicuramente positivo che il consigliere Balboni si preoccupi dell’abbandono di siringhe usate proponendo nuove macchine scambiasiringhe (una posizione davvero lungimirante, viste le posizioni storiche del suo partito su questi strumenti), che ovviamente mi vedono d’accordo. Aiuterà sicuramente da un lato la pulizia della città e dall’altro la prevenzione di HIV e HCV e altre malattie trasmissibili fra le persone che usano sostanze. Ma purtroppo nulla servono a prevenire le overdose. Mi piacerebbe ad esempio che a fianco a queste vi fossero anche distributori di naloxone gratuito e di “self test” delle sostanze.”

Presentazione del libro “La dottrina del male” presso la libreria Ibs+Libraccio di Ferrara

Da: Ibs+Libraccio

Lunedì 1 Aprile alle ore 18.00,presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino, alla libreria Ibs+Libraccio di Ferrara
Alessandro Berselli presenterà il libro “La dottrina del male” (Elliot).
Dialogheranno con l’autore Paolo Panzacchi e Alberto Amorelli

Ivan Cataldo è uno spin doctor, un guru della comunicazione politica seducente e carismatico, con un matrimonio appagante e un’invidiabile posizione socioeconomica. Le sue certezze professionali e affettive cominciano a sgretolarsi nel momento in cui alla MindFactory, l’agenzia del quale è amministratore delegato, si presenta il portavoce di una misteriosa organizzazione che si dichiara in grado di vincere le elezioni in tutti gli Stati nevralgici, Italia compresa, per creare un nuovo ordine mondiale. Chiamato a seguirne la

campagna mediatica, Cataldo è dapprima riluttante ma poi, affascinato dal loro manifesto di partito, decide di accettare l’incarico, e sarà il più grande errore della sua vita. Noir distopico e intimista, La dottrina del male riflette sugli inquietanti scenari di dominio all’orizzonte e ne indaga le ripercussioni psicologiche, domandandosi a quale prezzo siamo

disposti a vendere la nostra integrità.

È nato a Bologna nel 1965. Umorista, scrittore, docente di tecniche della narrazione, inizia la sua attività negli anni Novanta, collaborando con le riviste «Comix» e «L’apodittico». Dal 2003 intraprende una carriera parallela come romanziere noir.

Oltre alle raccolte di racconti Storie d’amore, di morte e di follia (Arpanet, 2005) e Anni zero (Arpanet, 2012), ricordiamo i romanzi Io non sono come voi (Pendragon, 2007), Cattivo (Perdisa Pop,2009), Non fare la cosa giusta (Perdisa Pop, 2010), Il metodo crudele (Pendragon, 2013), Anche le scimmie cadono dagli alberi (Piemme, 2014) e Kamasutra Kevin (Pendragon, 2016). Dell’autore, Elliot ha pubblicato il romanzo Le siamesi (2017).

Inaugurato il “punto salute” di pilastri: ospita l’ambulatorio medico, il centro prelievi e il defibrillatore

Da: Ufficio stampa Città di Bondeno

Un “Punto salute”, all’interno di Palazzo Mosti, per offrire un servizio di vicinato alla frazione più distante dal capoluogo, vale a dire Pilastri. Un risultato che l’Amministrazione ha ottenuto lavorando in sinergia con l’Azienda Usl e il volontariato. L’inaugurazione di venerdì sera, davanti alla comunità locale, è stata così un risultato condiviso e l’inizio di un percorso. Lo ha ammesso il sindaco Fabio Bergamini, nel ringraziare i presenti: «vorrei dire grazie a tutti, perché quello che si è realizzato qui è qualcosa di importante – dice Bergamini –. Per portare in questo palazzo storico, ricostruito dopo il terremoto, servizi utili alla collettività in un territorio vasto come il nostro». All’interno di Palazzo Mosti arriverà da lunedì mattina, nel suo nuovo “ambulatorio”, il nuovo medico di medicina generale, Maria Rega, che segue anche i pazienti di Gavello. Nel “Punto salute”, i volontari si occuperanno dell’apertura e della pulizia dei locali adibiti a centro prelievi della frazione che, a cadenza quattordicinale, è attualmente in funzione con un’infermiera inviata dal servizio sanitario. Servizio prelievi al quale si accede attraverso il sistema di prenotazione Cup collocato nella vicina farmacia del paese. Dal dicembre del 2017, all’interno di Palazzo Mosti è collocato anche un apparecchio defibrillatore donato dal Club Vecchie Ruote e inserito nel progetto “RianimiAmo Bondeno”. E’ stata l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti, a ringraziare i volontari del centro sociale presieduto da Catia Melloni, e quelli del Club Vecchie Ruote, i quali hanno donato l’apparecchiatura salvavita. La direttrice del Distretto Ovest dell’azienda sanitaria, Anna Maria Ferraresi, ha ricordato «l’importanza di servizi come quello di Pilastri, per le comunità lontane dai grandi centri urbani. Il 4 maggio inaugureremo anche la nuova Casa della Salute di Bondeno, in cui abbiamo previsto “percorsi facilitati” per la diagnostica di primo livello, per patologie come quelle cardiologiche, diabetiche e così via». Con la benedizione impartita da don Roberto Sibani si è aperta ufficialmente la stagione del “Punto salute”. Dalla prossima settimana, i cittadini di Pilastri avranno un servizio in più sul proprio territorio.

Mostra bi-personale “Duet”

Da: Organizzatori

Duet
Parte la bipersonale di Maurizio Ganzaroli e Eleonora Lestrange. L’inaugurazione avverrà il 6 aprile presso gli spazi dell’hotel Torre della Vittoria alle ore 18.00.
Ganzaroli presenta alcune sue tele già esposte nelle grandi esposizioni di Giorgio Grasso a Venezia, Milano e Piacenza, Bologna, Napoli e la notissima RICORDA CON RABBIA che ha viaggiato per diverse città, fino ad arrivare in una mostra fotografica a Miami.
L’artista inoltre è da poco uscito in libreria con il suo nuovo libro IL CANTO DELLA LUNA scritto in un nuovo ed originale stile letterario denominato dallo stesso artista GOTHIC PUNK. il 12 ho
Eleonora Lestrange pittrice di talento, allieva di Ganzaroli, presenta in anteprima alcune tele inedite, carboncini e lavori su carta.
Lestrange ha già esposto alcune opere in acrilico presso lo showroom di strumenti musicali Ppianissimo in corso Portapo 95 nella mostra I VOLTI E LA MUSICA insieme all’artista Ganzaroli. Ha esposto inoltre un’opera in acrilico su tela presso Palazzo Zenobio per la International Contemporary Art curata da Giorgio Grasso.
La mostra durerà dal 6 aprile sino al 4 maggio.

Caricento: 160 anni insieme

Da: Ufficio Relazioni Esterne

Con una tavola rotonda che ha visto protagonisti Giuseppe Guzzetti, Antonio Patuelli e Paolo Giacomin, oggi sono stati ricordati i 160 anni della Banca.

Cento, 29 marzo 2019 – Nel pomeriggio di oggi la Cassa di Risparmio di Cento ha celebrato i 160 anni dall’apertura al pubblico della prima filiale avvenuta il 27 marzo 1859 in Corso Guercino, in quello che oggi è il salone di rappresentanza.

All’iniziativa sono intervenute numerose Autorità provinciali, fra le quali il Prefetto di Ferrara, i massimi rappresentanti dell’Aeronautica, delle Forze dell’Ordine e della Guardia di Finanza, amministratori e dirigenti della Regione Emilia-Romagna, delle Camere di commercio e di Unioncamere oltre a numerosi sindaci del circondario ed esponenti delle associazioni economiche, nonché amministratori in carica ed ex amministratori e soci della Cassa e della Fondazione.

Il Presidente della Cassa, Carlo Alberto Roncarati ha rivolto agli intervenuti un indirizzo di saluto ricordando che: “Quello del 160esimo compleanno è un traguardo importante che abbiamo raggiunto grazie all’impegno profuso negli anni dagli Amministratori e dai dipendenti che si sono succeduti sempre avendo a cuore l’interesse dell’azienda, ma anche grazie alle proficue ed intense relazioni instaurate con la comunità per la quale abbiamo operato. Non possiamo dunque che essere grati per la fiducia che ci è stata accordata, in particolare da famiglie ed imprese di questo territorio, e sono certo che anche in futuro la Cassa saprà ripagarla continuando a rimanere per tutti un solido ed affidabile punto di riferimento.”

In occasione della ricorrenza si è svolta una tavola rotonda nella quale sono stati dibattuti temi di interesse economico generale quali l’andamento dell’economia e le possibili ricadute sul mercato di un deal o no deal sul fronte Brexit, ma anche di rilevo nazionale e locale quali la congiuntura economica del nostro Paese, l’evoluzione del sistema bancario sulla spinta delle nuove tecnologie e della regolamentazione europea, la necessaria collaborazione fra banche e imprese ed il contributo delle Fondazioni alla collettività

Al dibattito, moderato da Paolo Giacomin, Direttore de “Il Resto del Carlino”, hanno partecipato Giuseppe Guzzetti, Presidente dell’ Acri e della Fondazione Cariplo, e Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI e della Cassa Ravenna. Una fastidiosa indisposizione ha invece impedito la partecipazione di Alberto Vacchi, Presidente di Confindustria Emilia Area Centro.

Nel corso dell’iniziativa è stato dato rilievo anche due importanti avvenimenti: il Salone di Rappresentanza, nella quale si è svolto l’evento, è stato intitolato a Vincenzo Giberti, Presidente ed amministratore di Cassa e Fondazione per 25 anni, recentemente scomparso.

Infine, il Sindaco Fabrizio Toselli ha annunciato che il Comune conferirà a breve la cittadinanza onoraria della città di Cento ad Antonio Patuelli uomo di grande cultura per la sua straordinaria carriera e per il legame, profondo, che dai tempo del compianto Giovanni Malagodi lo lega a Cento e alla sua gente.

“L’affare Dreyfus” al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara

Da: Organizzatori

L’affare Dreyfus Martedì 2 aprile 2019 ore 21.00
ingresso libero
RIDOTTO DEL TEATRO COMUNALE DI FERRARA
(ore 10.00 per le scuole)
Introduce
Anna Maria Quarzi, Presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea
di Ferrara
Con l’intervento di
Massimo Maisto, Assessore alla cultura del Comune di Ferrara
Testi, adattamento e traduzione dal francese
Lorenzo Pavanello, Lucia Pollato
Con la partecipazione di
Lorenzo Pavanello voce narrante
Lucia Pollato voce narrante
Stefano Muroni legge Alfred Dreyfus
Giuseppe Muroni legge Bernard Lazare
Giuliano Scaranello legge Maurice Barrès
e Emile Drumont
Musiche
Nazzareno Balduin violoncello
Claudia Lapolla violino
Lala Murshudli violoncello

Gianni Berengo Gardin a Ferrara per Riaperture Photofestival

Da: Riaperture Photofestival Ferrara

Il futuro arriva in città: la terza edizione di Riaperture, il festival di fotografia che riapre i luoghi chiusi di Ferrara, si è aperta venerdì 29 marzo. Due weekend di mostre fotografiche, ma anche workshop, letture portfolio, presentazioni e incontri, laboratori e dj set, per raccontare tutti i futuri possibili. ‘Futuro’ infatti è il tema di Riaperture 2019, fino a domenica 31 marzo e poi dal 5 al 7 aprile propone diciassette mostre in otto sedi espositive, tutte aperte o riaperte per l’occasione.

L’appuntamento principale della seconda giornata è l’incontro con Gianni Berengo Gardin, uno dei grandi maestri della fotografia italiana. La mostra ‘Venezia e le Grandi Navi‘, in rassegna a Riaperture, documenta il senso di smarrimento di Gianni Berengo Gardin verso la città in cui è cresciuto, che rischia in un futuro sempre più prossimo di trasformarsi in un «giocattolo». Ma è proprio la sensibilità, la cifra stilistica più rilevante nella sua opera di documentazione del reale: creando sempre reportage veritieri in grado di trasmettere l’essenza più autentica del soggetto ritratto. Alla ricerca di una fotografia «più buona che bella». Gianni Berengo Gardin sarà ospite di Riaperture sabato 30 marzo, alle ore 16.30 a Factory Grisù: dialogherà con Daniela Modonesi, giornalista, ripercorrendo la sua carriera e il suo rapporto con la fotografia.

La giornata si aprirà alle 10.30 con l’inaugurazione ufficiale, sempre a Factory Grisù, seguita dall’intervento di Francesco Zizola, vincitore World Press Photo e presidente della giuria del concorso fotografico di Riaperture, che dialogherà con Giacomo Brini, direttore del festival. Alle 15.00 spazio al collettivo di fotografi TerraProject, autori di reportage in tutto il mondo pubblicati sulle più importanti riviste internazionali. Alle 18.30 invece la storia di Marta Viola, fotografa che ha raccontato il suo percorso per affrontare la leucemia nel progetto ‘Sangue bianco’. In serata, si balla con la fotografia con il dj set di ‘Propaganda – Web Radio Giardino’, dalle 21.30 alle 24.00 nel nuovo locale Hangar Birrerie, aperto all’interno di Factory Grisù.

Sono previste anche visite guidate alle mostre, con la presenza degli autori per spiegare direttamente in viva voce il proprio progetto. Zoe Paterniani racconterà ‘Discovery’ alle ore 18.00 nella Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’, Mattia Balsamini invece presenterà ‘Risorse disponibili’, il progetto sulle tecnologie avanzate, alle ore 18.30 a Palazzo Massari. Al via anche la novità 2019, i Caffè con gli autori: dialogo senza filtri negli alberghi della città con gli ospiti del festival, di fronte a un caffè. Alle ore 10.00 all’Hotel de Prati sarà ospite Fabio Sgroi, alle 10.30 al B&B Dolcemela Zoe Paterniani.

È possibile acquistare il biglietto online a prezzo scontato, nella pagina del Programma del festival su www.riaperture.com, oppure presso le due biglietterie in città, a Factory Grisù (via Poledrelli 21) e alla Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’ (lato via Cisterna del Follo 10). Un festival che vuole radicarsi ancora di più nella propria città, con la scelta di lanciare l’anteprima con ‘Displacement’: una mostra dedicata a L’Aquila, dieci anni dopo il sisma del 2009, installata a cielo aperto, fruibile gratuitamente, lungo l’intera via Mazzini. Riaperture 2019 apre poi per la prima volta la Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’, insieme alla Cavallerizza, edificio militare chiuso dal 1997.

Organizzazione, sponsor e partner del progetto

Riaperture Photofestival Ferrara è organizzato dall’APS Riaperture. Ha il patrocinio e il sostegno del Comune di Ferrara. Il festival si svolge in collaborazione con Consorzio Factory Grisù. Il concorso fotografico è sponsorizzato da Foto Pandini.

Partner
KIA Reali Auto, Krifi Caffè, Assicoop, Coop Alleanza 3.0, IBS+Libraccio, Commercianti di via Mazzini, Fujifilm, CIDAS, Zazie Ferrara.

In collaborazione con
Ferrara Arte, Arci Ferrara, FICE, Ferrara Off, Malimpensa, Hangar Birrerie, Web Radio Giardino, Astra Hotel, Hotel Annunziata, Hotel Europa, Hotel Duchessa Isabella, Hotel Ferrara, Hotel de Prati, Dolcemela, B&B Principessa Pio, Fotofabbrica, Viaindustriae, Pizzeria Slurp, CopyArt, Cose Comunicanti.

Media partner
Il Fotografo, The Mammoth Reflex, Filo Magazine

Orari e programma del festival

Apertura mostre venerdì 29, sabato 30, domenica 31 marzo, venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 aprile 2019, ore 10.00-19.00
Programma completo: www.riaperture.com/festival/programma

Ingresso del festival

Intero 15€ / Ridotto 13€*
* online, soci Riaperture, IBS+Libraccio, Arci, ACIS, Ferrara Off, YoungerCard, MyFe Card, studenti, over 65, disabili e accompagnatori. Ingresso gratuito per i bambini fino a 13 anni. In biglietteria verrà consegnato un braccialetto che darà l’accesso a tutte le mostre per i tre giorni del festival. Coloro che torneranno nel 2° weekend sprovvisti di braccialetto, possono riaccreditarsi in biglietteria presentando documento d’identità.
Tutti gli eventi a pagamento non inclusi nel biglietto sono segnalati nel programma.

Biglietteria e infopoint
Factory Grisù (via Poledrelli 21) – Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’ (via Cisterna del Follo 10)
Programma mostre

Gianni Berengo Gardin – Venezia e le Grandi Navi (Factory Grisù)
Francesco Cito – Il Muro d’Israele (Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’)
Elinor Carucci – Getting Closer, Becoming Mother: About Intimacy and Family. 1993 – 2012 (Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’)
Simon Lehner – How far is a lightyear? (Palazzo Prosperi-Sacrati)
Claudia Gori – Le sentinelle (Cavallerizza della Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’)
Mattia Balsamini – Risorse disponibili (Palazzo Massari)
Fabio Sgroi – Past Euphoria. Post-Europa (Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’)
Eugenio Grosso – Kurdistan Memories (Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’)
Tania Franco Klein – Sex Robots (Salumaia Hotel Duchessa Isabella)
Ettore Moni – Alps (Palazzo Massari)
Claudio Majorana – The Lost Generation (Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’)
Zoe Paterniani – Discovery (Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’)
Marika Puicher – Solo (Factory Grisù)

Giovanni Cocco, Caterina Serra – Displacement (via Mazzini)
Concorso fotografico nazionale (Factory Grisù)
Laboratorio CIDAS-Riaperture (Factory Grisù)
Liceo Artistico ‘Dosso Dossi’ – Parola chiave > Futuri (Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’)

Bio e abstract delle mostre: www.riaperture.com/festival/mostre
Foto in alta risoluzione di alcune delle opere degli artisti sono scaricabili all’indirizzo:
www.riaperture.com/file/riaperture2019-autori.zip

Luoghi del festival

Via Mazzini
Installazione lungo l’intera via di ‘Displacement’, mostra di Giovanni Cocco e Caterina Serra, a 10 anni dal terremoto de L’Aquila, dal 16 marzo al 28 aprile 2019.

Factory Grisù
via Poledrelli 21, Ferrara
La Caserma dei civici pompieri venne costruita su progetto dell’ing. Luigi Barbantini ed inserita in una ridisegnata trama viaria e degli spazi edificabili. Inaugurato il 28 ottobre 1930 ed abbandonato definitivamente nel 2004,l’ edificio di via Poledrelli è uno degli elementi architettonici che, nella prima metà del XX secolo, ridisegnarono il “Rione Giardino”. La progettazione di questo quartiere rappresentò un esempio moderno di programmazione e di sviluppo di un’area all’interno delle mura a misura d’uomo ed immersa nel verde.
Nell’agosto 2012 l’immobile è stato concesso dalla Provincia di Ferrara in comodato d’uso gratuito all’Associazione no profit “Grisù” che l’ha gestito fino al febbraio 2016, dando avvio al recupero degli spazi e alla selezione delle prime imprese che si sono insediate al suo interno. Il Consorzio Factory Grisù si è costituito a Ferrara nel febbraio 2016 con lo scopo di partecipare alla gara indetta dal Comune di Ferrara per la nuova gestione della factory creativa, ed è oggi il gestore dell’immobile fino al 2023.
In pieno centro storico Grisù, con i suoi 4000 mq di creatività, è un catalizzatore di progetti d’impresa caratterizzati da talento ed innovazione, solo “per chi ha fuoco dentro”.

Caserma ‘Pozzuolo del Friuli’
via Cisterna del Follo 10, Ferrara
La caserma “Pozzuolo del Friuli”, chiamata dai ferraresi semplicemente “la caserma”, venne costruita durante il secondo decennio del Novecento dall’ingegnere Carlo Luppis e dal costruttore Alessio Lanosi ed inaugurata ufficialmente il 1930. In origine, l’area era occupata dal Duecentesco convento agostiniano di San Vito che venne progressivamente demolito per adibirla ad uso militare, poi fu un giardino dove la famiglia degli Este usava trascorrere i pomeriggi in tranquillità per sottrarsi al turbinio del centro e successivamente, dopo la Devoluzione del 1598, un orto.
La Caserma chiuse definitivamente i battenti nel 1997, in seguito alla disposizione ministeriale che prevedeva la riorganizzazione dell’Esercito italiano comportando un progressivo abbandono e degrado degli immobili. L’ex caserma “pozzuolo del Friuli” venne dedicata al 4° gruppo del 121° reggimento d’artiglieria contraerea in onore dei valorosi militari caduti in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale. Il complesso si estende a sud est della città per un’area di circa 3 ettari e mezzo e si compone principalmente di tre edifici: un corpo centrale e due laterali af iancati più piccoli af iancati da una piazza d’armi, una Cavallerizza e altri edifici minori. Visitando il corpo centrale, che si trova su via Cisterna del Follo, è possibile notare la scritta Fide iter ad astra, motto del reggimento, traducibile in “Con la fede si arriva alla stelle”. In più, all’interno di una piccola nicchia è presente a l’immagine di Santa Barbara con in mano la palma del martirio, protettrice degli artiglieri. I due corpi laterali invece ospitavano i dormitori, uno per i militari appartenenti al 4°/121° artiglieria contraerea leggera e l’altra alla 7° Batteria Missili, un reparto speciale della NATO operativo in Veneto. Attualmente, le stanze che ospitavano i militari sono completamente spoglie e ciò che è rimasto è solo poco dell’arredamento della zona di svago come il bancone del bar e il tavolo di biliardo. La Cavallerizza è un immenso capannone costruito in stile liberty utilizzato come parcheggio a veicoli, salmerie e gruppi elettrogeni.
Nel 1999, la proprietà della totalità dell’area della Caserma passa nelle mani dell’Agenzia del Demanio e dopo il sisma che, nel 2012, ha colpito la Regione Emilia Romagna, la gestione del recupero dell’intera struttura è gestita dalla Cassa Depositi e Prestiti, società per azioni, controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze e, in minor parte, da diverse fondazioni bancarie. Il compendio è sottoposto a vincolo da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Palazzo Prosperi-Sacrati
corso Ercole d’Este 23, Ferrara
Celebre edificio di Ferrara, posto di fronte al Palazzo Diamanti, al centro dell’Addizione Erculea disegnata dagli Estensi. Costruito nel 1493 da Francesco da Castello, archiatra di Ercole I d’Este, ha subito nel corso dei secoli modifiche significative: sono state demolite le due ali laterali e il cortile, su cui apre il loggiato rossettiano, è ridotto a una piccola striscia di terreno. L’interno ad oggi è in condizioni precarie in attesa di restauro.

Palazzo Massari
Corso Porta Mare 7-9, Ferrara
Eretto alla fine del Cinquecento e chiamato anticamente Palazzo Bevilacqua o Palazzo Rosso, venne commissionato dal conte Onofrio Bevilacqua nel 1591 tra il quadrivio degli Angeli, fulcro dell’ambizioso progetto urbanistico di Biagio Rossetti, e l’antica piazza Nova, oggi Ariostea.
Negli ultimi decenni del Settecento, in concomitanza con l’ampliamento dell’edificio, l’architetto Luigi Cosimo Bertelli trasformò gli orti retrostanti in un parco con giardini all’italiana e costruì l’attuale Palazzina dei Cavalieri di Malta, come dépendance in stile neoclassico.
Dopo alcuni decenni di incuria e spoliazioni seguiti alle conquiste napoleoniche e al tramonto delle fortune dei Bevilacqua, all’indomani dell’Unità d’Italia il palazzo divenne proprietà della famiglia Massari che dispose la trasformazione del parco in un giardino all’inglese.
Nel 1936 il complesso venne venduto dagli eredi dei Massari al Comune di Ferrara che, a partire dagli anni Settanta, vi allestì una collezione d’arte contemporanea ospitando tre importanti istituzioni museali civiche ferraresi: il Museo Giovanni Boldini, il Museo dell’Ottocento ed il Museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis. In un edificio esterno è stato ricavato il Padiglione d’arte contemporanea, adibito a sede di esibizioni temporanee.
A causa del terremoto del maggio 2012 Palazzo Massari venne dichiarato inagibile e conseguentemente svuotato di tutte le opere all’interno, da allora è chiuso per lavori di restauro. Una parte delle opere del Museo Giovanni Boldini e del Museo d’arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis sono al momento visibili presso il Castello Estense.
Nel luglio 2018 è stata terminata la prima parte dei lavori (iniziati ad ottobre 2016) che hanno permesso di scoprire la facciata su corso Porta Mare e i colori cinquecenteschi che la decorano. Tra giugno e settembre 2019 è previsto l’avvio della seconda parte dei lavori di riqualificazione del complesso museale che riaprirà probabilmente nel 2022.
Nel 2018 riapre per la prima volta grazie a Riaperture Photofestival, che realizza un allestimento speciale, integrato con le impalcature del restauro. Nel 2019 torna come sede espositiva, per mostrare l’avanzamento dei lavori: oggi la facciata è tornata a splendere, liberata dai ponteggi, così come l’atrio centrale.

Salumaia Hotel Duchessa Isabella
Via Palestro 70, Ferrara
Il lussuoso Hotel Duchessa Isabella, nome che omaggia Isabella D’Este, già membro del Relais & Chateaux, si trova nel centro storico di Ferrara ed è ospitato all’interno di un antico Palazzo del Cinquecento. Al suo interno sono ancora visibili splendidi soffitti a cassettoni con fregi in oro zecchino, porte laccate del XVI secolo, camini dai colonnati antichi, affreschi realizzati dalla scuola ferrarese e pezzi d’antiquariato come la splendida collezione di orologi d’epoca.

Limite serate in spiaggia, il commento di Ascom Confcommercio Provinciale

Da: Ufficio Stampa – Ascom Ferrara

“In merito al limite delle serate in spiaggia, considero perlomeno singolari le dichiarazioni del presidente provinciale della Cna – è il commento di Giulio Felloni, presidente provinciale di Ascom Confcommercio Ferrara – poiché si tratta di decisioni di pertinenza della Regione Emilia Romagna e che quindi dovranno doverosamente coinvolgere tutti i comuni costieri, che vanno da Riccione a Goro, e tenere conto di queste situazioni in diversi ambiti territoriali. Inoltre un altro elemento importante è che ogni orientamento deve essere il frutto ampiamente condiviso di un attento e puntuale confronto che coinvolga attivamente le associazioni di categoria ed in particolare quelle che hanno una maggiore rappresentatività nei settori del turismo e della balneazione” conclude il presidente Felloni.

“I nomi del signor Sulcic” al cinema Apollo di Ferrara

Da: Organizzatori

Unica proiezione
Venerdì 5 aprile, ore 21.30 – cinema Apollo
intervengono
Elisabetta Sgarbi regista
Stefano Bonaccini Presidente della Regione Emilia-Romagna

I nomi del signor Sulcic

Irena Ruppel ha scoperto cose inaudite della sua vita, quando, in compagnia della sua amica Ivana, ricercatrice universitaria, arriva in una valle remota del Delta del fiume Po. E sembra sapere molte cose del valligiano che la accoglie, il quale, a sua volta rimane incuriosito e sconcertato da questa donna slovena, che sembra non parlare italiano, ma che pare capire tutto quello che accade. Irene lascia un indizio esile al valligiano Gabriele, con il suo nome e una località di confine tra Italia e Slovenia lungo il fiume Isonzo, Tolmin (o Tolmino, quando era italiana). Gabriele non resiste e si mette sulle tracce di Irena, da Trieste a Lubiana, infine a Tolmin. Un viaggio che gli spalancherà la verità sulla identità dei suoi genitori, su se stesso e, infine, sulla donna che ha generato questa esplosione nella sua tranquilla e placida vita. Un viaggio nella memoria personale e collettiva, tra spie naziste, fascisti, milizie di Tito, identità vere e false, padri e figli, veri o presunti tali.

Crediti tecnici

Sceneggiatura Eugenio Lio, Elisabetta Sgarbi
Fotografia Andrés Arce Maldonado
Montaggio Andrés Arce Maldonado, Elisabetta Sgarbi
Musiche a cura di Franco Battiato
Una produzione Betty Wrong con Rai Cinema
Assistente alla produzione Chiara Spaziani
Regia Elisabetta Sgarbi
Una distribuzione Istituto Luce Cinecittà
Durata 80 minuti-colori

Declino demografico e immigrazione: che fare?

“Uno spettro si aggira per l’Europa, anzi due”: il declino demografico e l’immigrazione.
Due fenomeni che fanno paura ma, se ben governati, possono portare a nuovo sviluppo e, paradossalmente l’uno (immigrazione) è la soluzione dell’altro (spopolamento).
Le persone nel mondo sono sempre più mobili: i viaggiatori hanno superato 1,2 miliardi all’anno. Le spese per i trasporti degli italiani sono raddoppiate in 50 anni e sono prossime a quelle per alimenti e bevande. L’aeroporto di Bologna ha un traffico passeggeri doppio del valore del Pil dell’economia della città, è cresciuto anche negli anni della grande crisi e dal 2019 allargherà la pista e attiverà una navetta (people mover) per la stazione ferroviaria. Insomma, muoversi è diventato importante quanto mangiare. E tra qualche anno le spese per trasporti supereranno quelle per l’alimentazione. Si muovono innanzitutto i più ricchi e i cittadini dei paesi ricchi, e non solo per viaggi, ma come residenza: basti pensare che nel biennio 2017 e 2018 300mila italiani si sono trasferiti all’estero (più del il doppio dei 119mila immigrati sbarcati nel 2017).
E’ un fenomeno mondiale: in Gran Bretagna (forse la meta più ambita) quelli che se ne vanno sono la metà di quelli che entrano, in Francia sono equivalenti. In Spagna, invece, sono più quelli che escono di quelli che entrano come immigrati (proprio come per l’Italia). Gli italiani, peraltro, hanno una lunga storia di emigrazione. Dopo molti anni in cui l’emigrazione italiana si era ridimensionata attorno alle 50mila unità annue, ora sta crescendo per l’attrazione esercitata da tutti i paesi europei anch’essi in declino demografico e con un grande fabbisogno di giovani. E’ comprensibile che molti dei nostri figli vadano all’estero non solo attirati da salari e lavori migliori, ma per molte altre ragioni: per imparare una lingua, studiare, fare un’esperienza, incontrare altre culture.
Invece gli immigrati e rifugiati che cercano di arrivare in Europa lo fanno perché scappano da situazioni quasi sempre drammatiche: guerre, violenze, miseria. In genere impiegano più di un anno, rischiano moltissimo e devono pagare spesso somme ingenti ai trafficanti di esseri umani. La strategia di bloccare l’immigrazione illegale funzionerà nei prossimi anni solo se si attiveranno flussi regolari e legali di immigrazione di cui abbiamo bisogno. La storia, infatti, insegna che bandire il traffico di alcolici (o droga o prostituzione…) produce un traffico illegale. L’Italia dal 2012 non ha più flussi regolari e ha ormai un fabbisogno consistente di manodopera esterna stimato attorno ai 200-250mila immigrati all’anno .
E’ un problema diffuso in tutta Europa. Se si escludono Regno Unito, Francia e Olanda, quasi tutti i paesi europei perderanno fino al 2030 un milione circa di abitanti all’anno, ma per l’esiguo numero di giovani nati che si presenteranno sul mercato del lavoro, si stima un fabbisogno di manodopera esterna da 2 a 3 milioni all’anno.

La denatalità colpisce in modo più acuto l’Italia: i nati nel 2017 sono stati 458mila (-21% sul 2008) . La causa fondamentale è lo stile di vita, il lavoro di entrambi i genitori, la mancanza di tempo, il crescente benessere che produce ovunque una diminuzione di figli (anche nei paesi in via di sviluppo). Incide anche la crescente infertilità (specie maschile) dovuta a stress e inquinamento.

Il fenomeno riguarda anche la provincia di Ferrara che detiene quasi un record (negativo) in Italia, avendo uno dei più bassi tassi di figli per donna (1,2).
Sul piano più generale dello spopolamento, però, all’interno della nostra provincia ci sono situazioni molto differenziate. Da un lato ci sono i Comuni dell’Alto ferrarese in forte crescita come Cento che dal 2002 ad oggi è cresciuto del 21%, o Poggiorenatico che beneficia nel trovarsi sulla linea ferroviaria con Bologna (+27%), ma anche Vigarano è cresciuto (+10%), Terre del Reno (+5,9%). L’unico comune in crisi demografica dell’Alto ferrarese è Bondeno che ha perso 1500 abitanti (-9,5%).
In forte crisi sono quasi tutti i Comuni del Basso ferrarese, in particolare Berra (-19,1%), Ro (-15,3%), Jolanda (-15%) . Per questo è stato avviato uno specifico progetto della Regione sul Basso Ferrarese con un finanziamento di 12 milioni di euro. Una crescita hanno avuto, invece, Comacchio (+9,2%) e Lagosanto (+10,5%), il primo in quanto capitale del turismo sui lidi, il secondo per la presenza dell’ospedale del Delta.
Ferrara città, nonostante la perdita di popolazione dovuta ad un saldo naturale in cui ogni anno i morti sono circa 2mila e i nati circa 7-800, ha avuto una piccola crescita demografica (1%) dovuta alla economia terziaria del capoluogo che attrae lavoratori. La popolazione nativa ferrarese , come abbiamo visto, è comunque in forte calo.
Su 132mila residenti, gli stranieri sono 13.616 (10,3%). ma gli immigrati dal sud Italia e da altre regioni sono ormai 30mila. Nel giro di 30 anni si stima che i ferraresi nativi diventeranno la metà della popolazione residente..
La capacità di crescita totale (che somma il tasso naturale –molto negativo- a quello esterno –molto positivo-) di Ferrara città (+2%) si colloca al 30° posto in Italia (sui maggiori 120 Comuni). E’ una posizione molto buona, considerando il forte calo naturale. Significa che la città è molto più dinamica e attrattiva verso l’esterno di quanto normalmente non si pensi, perché la residenza è un indice predittore di sviluppo. Non a caso ai primi posti in Italia per crescita totale troviamo città come Milano (+10,8), Treviso, Parma (+6,5), Bergamo, Trento (+4,9), Bolzano, Rimini, Modena(+3), Padova, Reggio e Bologna (+2,3). Si consideri che la crescita demografica è sempre stato uno dei maggiori fattori di sviluppo economico e paesi come Regno Unito, Germania, Francia, Olanda, Canada, Stati Uniti sono cresciuti molto in passato in quanto hanno sfruttato la forte immigrazione che hanno ben governato facendo dei lavoratori “stranieri” (oggi in gran parte loro cittadini) una base eccezionale della crescita della produttività del lavoro .
Se quindi la crescita demografica fa ben sperare per la prosperità dell’Alto ferrarese, della città capoluogo e di Comacchio, ben diversa è la situazione di alcune Aree interne (7-8 ne ha indicate anche la Regione) dove i residenti si riducono ogni anno in grande quantità con il rischio che, giunti al di sotto di una certa soglia, avvenga un vero e proprio “collasso” con l’abbandono di interi paesi, il che pone gravissimi problemi di sicurezza e manutenzione del territorio. Già oggi la popolazione anziana (con più di 65 anni) è salita ad oltre un quarto e nel 2046 la quota di anziani su bambini passerà da 166 a 238 ogni 100.
Come è già successo negli oltre 3mila Comuni italiani in via di spopolamento sugli Appennini, sulle Alpi e nelle aree interne del Sud, il declino demografico porta alla chiusura di asili, scuole elementari, negozi, servizi. Ma c’è una minaccia più grave, proprio perché invisibile, che è determinata dalla mancanza di giovani che si offrono sul mercato locale del lavoro e che siano in grado (per numerosità e qualificazione) di far fronte anche al solo turn over di chi va in pensione.Qualcuno potrebbe azzardare che avendo quasi tre milioni di disoccupati si potrebbero impiegare questi, ma non si fanno i conti che già esiste un milione di posti di lavoro che non vengono occupati da questi tre milioni per varie ragioni .
Un’altra soluzione sarebbe aumentare il tasso di natalità degli italiani, come in parte tentano di fare giustamente le politiche degli ultimi Governi, ma da un lato gli studi internazionali dicono che l’incentivo economico alla natalità ha sempre sortito scarsi effetti, dall’altro qualora avesse effetti significativi, si tradurrebbe in lavoratori dopo…almeno 20 anni.L’Italia con 23 milioni di occupati che pagano oneri previdenziali tutti gli anni per 16 milioni di pensionati (destinati a diventare 20 nel 2030) ha di fronte a sé due sole alternative: a) aumentare gli oneri previdenziali ogni anno in rapporto alla crescita (certa) dei pensionati e quindi aumentare il costo del lavoro; b) aumentare l’occupazione, il che può avvenire solo con una immigrazione legale dell’ordine di circa 150-200mila immigrati all’anno .
Per quanto riguarda Ferrara ogni politica di aiuto alla natalità e che favorisce le giovani coppie è più che benvenuta, ma è probabile che gran parte dei problemi della mancanza di offerta di lavoro che lamentano già le imprese sarà risolta con i giovani meridionali che vengono a Ferrara a studiare all’Università e da una quota residuale di immigrati.
Ciò pone all’ordine del giorno l’importanza di avviare quanto prima (come hanno fatto all’estero) buone politiche di accoglienza ed inserimento al lavoro per lo sviluppo locale, oltre che per evitare tra Ferraresi e “stranieri” (dei quali c’è necessità) conflitti di ordine sociale.

Le modalità di un’accoglienza che porti all’integrazione sono note: si tratta di programmare flussi legali in base ai bisogni delle nostre imprese. Più che un singolo paese, può farlo molto meglio l’Unione Europea, in quanto sarebbe un negoziatore molto più forte e autorevole al fine di selezionare le migrazioni e fare contemporaneamente accordi coi paesi per il reinserimento dei clandestini in Italia ed Europa, dopo una prima fase in cui converrebbe (anche per i costi) tentare l’inserimento di quelli già presenti con percorsi organizzati, lasciando aperta la strada del rimpatriato assistito per altri.

Il Regno Unito, la Germania, la stessa Polonia e l’Ungheria, proprio come l’Italia, non hanno alcun futuro senza immigrazione. Nell’ipotesi (teorica) di bloccare ogni immigrazione le nazioni si troverebbero in pochi anni in recessione dovendo poi tagliare pensioni, welfare e diritti creando un caos sociale.
Occorre quindi organizzare flussi regolari di immigrazione finalizzati alle professioni di cui abbiamo bisogno, con selezioni che favoriscano coloro che hanno i titoli, la conoscenza della lingua, privilegiando le famiglie sul modello del Canada. Per i rifugiati andrebbero rafforzati i ‘corridoi umanitari’, inventati, peraltro, dagli italiani.
Ciò dovrebbe azzerare il traffico di essere umani. Sarà forse impossibile impedire completamente una modesta immigrazione illegale, ma è questo un prezzo da pagare finché non si aiuteranno in modo consistente i paesi Africani. Si consideri che il piano Marshall americano del dopoguerra che aiutò tutta l’Europa fu pari a circa l’1,2% del Pil Usa all’anno e durò 4 anni: 88% furono aiuti e solo 12% prestiti. Il 70% dell’aiuto venne dagli Usa, 12% da Canada, 7,7% dall’America Latina, altri con 6,2%. Una notevole distanza dall’aiuto attuale dell’Italia alla cooperazione internazionale che è pari allo 0,3% del Pil annuo.

La sfida migratoria ci stimola anche a cambiare il modello di apprendimento scolastico basato solo sull’Istruzione e non anche sulla Sperimentazione. Gli Istituti Professionali raccolgono gli studenti che hanno maggiori debolezze nelle “intelligenze” logico-matematiche e sono le principali agenzie formative di quella fascia di operai e tecnici di cui hanno un grande fabbisogno le imprese manifatturiere. Molti di questi studenti hanno altre forme di intelligenza e necessitano di un apprendimento basato su una parte prevalente di laboratori, apprendimento da sperimentazione e alternanza scuola-lavoro. Riforme che hanno avviato da decenni molti paesi europei (ma anche il Trentino Alto Adige) e che dovremmo applicare in tutta Italia, Ferrara compresa.

Tratto da: ANNUARIO SOCIO-ECONOMICO FERRARESE 2019, a cura del Cds di Ferrara

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