Giorno: 15 Giugno 2019

giardini-estensi

Avviso pubblico per individuare l’associazione

Da: Ufficio Stampa Ferrara
AMBULATORIO INFERMIERISTICO VOLONTARIO: AVVISO PUBBLICO PER INDIVIDUARE L’ASSOCIAZIONE
CRISTINA COLETTI: «PUNTIAMO AD UNA NUOVA CONVENZIONE PER GARANTIRE IL SERVIZIO INFERMIERISTICO VOLONTARIO DI VIA GOLDONI»

BONDENO (FERRARA), 15-06-2019.
E’ stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune l’avviso pubblico per individuare l’associazione che dovrà riprendere la gestione dell’ambulatorio delle infermiere volontarie. Un servizio considerato di “grande importanza sociale”, quello che è stato gestito fino a non moltissimo tempo fa in via Goldoni, e che ora tornerà presto in funzione. Dopo le richieste da parte dei cittadini, di fare il possibile per ripristinare quel punto di ascolto, medicazioni e “tanta cortesia”, che ha servito per anni i cittadini della zona Ovest e non solo. «L’immobile della Croce Rossa, dove operavano anche le infermiere volontarie, era un punto di riferimento per la collettività, esattamente come sta diventando il Punto Salute di Pilastri, situato all’interno di Palazzo Mosti. Il Lions Club Bondeno ha manifestato al Comune la propria volontà di a sostenere l’attività infermieristica e, come ente locali, siamo pronti a concedere un finanziamento annuale esattamente come veniva fatto al precedente gruppo di volontarie, per fare fronte alle spese per materiali». Le istanze di interesse che saranno inviate al Comune, per gestire l’attività infermieristica volontaria, verranno esaminate e valutate, per dare corso all’individuazione del nuovo soggetto che si occuperà di garantire la ripresa e il proseguimento dell’attività in via Goldoni, una volta sottoscritta la nuova convenzione.

Da: Ufficio Stampa Ferrara

Lavori per la pista ciclabile

Da: Ufficio Stampa Ferrara
SSEGNATI LAVORI PER LA PISTA CICLABILE DI PILASTRI
LAVORI AFFIDATI ALLA DITA COMAS SRL, APPALTO DA 120MILA EURO. FABIO BERGAMINI E MARCO VINCENZI: «UN ALTRO TASSELLO PER AMPLIARE LA NOSTRA RETE DI PISTE CICLABILI»

BONDENO (FERRARA), 15-06-2019.
Sono stati affidati i lavori per la realizzazione del nuovo tratto della pista ciclabile di Pilastri. Quella che dovrebbe proseguire l’opera di messa in sicurezza degli utenti “deboli” della strada (pedoni e ciclisti) in linea con una serie di misure che sono state sviluppate in questi anni, sul piano della sicurezza stradale. Sono stati stanziati 120mila euro per questo appalto, fra lavori, oneri per la sicurezza e Iva. «Abbiamo cercato di accelerare il più possibile i tempi di aggiudicazione, per poter partire con il favore del meteo e veder realizzato presto il tratto di pista ciclabile che andrà a proseguire l’opera di ampliamento delle vie ciclabili pilastresi», dicono il sindaco Fabio Bergamini e l’assessore ai lavori pubblici, Marco Vincenzi. La frazione sarà interessata a breve anche dalle opere tese a mitigare la velocità dei veicoli, «ascoltando – avverte l’Amministrazione – le richieste che ci sono arrivate parlando con i cittadini negli incontri frazionali, ed anche nei mercati». Per quanto riguarda la procedura per l’assegnazione dell’appalto dei lavori, erano state due le offerte arrivate in municipio: quella della ditta Barbin Impianti Srl e quella dell’azienda Comas Srl. La proposta di quest’ultima ditta (che ha sede a Calto, in provincia di Rovigo) è stata giudicata la migliore. Nei giorni scorsi, c’è stato anche il via libera da parte della Centrale Unica di Committenza in merito alla verifica dei requisiti di gara e, dunque, il Comune ha potuto pubblicare la determina numero 589, con la quale si sono aggiudicati definitivamente i lavori. Recentemente, il Comune ha provveduto ad un intervento di risistemazione della pista ciclabile di Gavello, ed ha stanziato risorse anche per la ciclo-pedonale di Scortichino: all’importo iniziale pari a 200mila euro per quest’ultima opera, sono stati aggiunti 34mila euro approvati dal Consiglio comunale e derivanti da “avanzi” relativi al bando sulla sicurezza stradale, cui aveva partecipato il Comune di Bondeno, ottenendo finanziamenti nazionali.

Da: Ufficio Stampa Ferrara

Tre esperienze urbane nella città

Da: Organizzatori

Domenica 16 giugno alle ore 10.00
Nel Medioevo ferrarese – Esperienza urbana dalle origini della città, porto fluviale mediterraneo, all’affermazione estense. Una Ferrara insolita, bizantina e templare, libero comune e infine prima signoria italiana, che riscopriremo a piedi attraversando i luoghi della storia mediovale ferrarese.

Appuntamento davanti al Portale Maggiore della Cattedrale alle ore 10.00 in Piazza della Cattedrale.
Durata circa due ore. Partecipazione: adulti euro 7, studenti euro 5. Minori anni 14 gratis. A cura di Alessandro Gulinati tel. 340-6494998 ale.gulinati@gmail.com

Domenica 16 Giugno alle ore 16.45
Necropolis!
Alla scoperta della Certosa di Ferrara con Alessandro Gulinati.

Un itinerario nelle arti e nella storia patria attraverso la straordinaria Chiesa di San Cristoforo, capolavoro del Rinascimento estense, il luogo di sepoltura del Duca Borso d’Este e quindi i principali monumenti e gli ambienti più suggestivi dell’ex Monastero della Certosa divenuto a partire dal 1811 Camposanto Monumentale della città di Ferrara.

Partecipazione rigorosamente ad offerta libera!

Non occorre la prenotazione! A cura di Alessandro Gulinati
tel. 340-6494998 ale.gulinati@gmail.com

Domenica 16 Giugno alle ore 21.00
Sex in the City – Itinerario nella storia della sessualità
L’originale Passeggiata Culturale conduce i partecipanti alla scoperta della più sensuale delle città dell’Emilia Romagna attraverso il centro storico medioevale e rinascimentale, dove parleremo di delitti passionali, amori travolgenti, malattie a trasmissione sessuale, poesia romantica e bordelli con l’aiuto delle parole di Ludovico Ariosto, Guido Piovene, Tinto Brass, Ludovico Antonio Muratori, Dianne Ghirardo, Alberto Savinio, Giorgio Bassani, Giuliana Berengan, Elena Bianchini Braglia e George Byron. Partecipazione rigorosamente ad offerta libera!
Appuntamento e partenza ore 21.00
presso la libreria Eccelibro in via Saraceno, 32.

Partecipazione rigorosamente ad offerta libera!

 

Da: Organizzatori

Modello ISA

Da: Organizzatori
Oggetto: convegno di Anc – Ferrara in merito al modello ISA e soluzioni alle problematiche sui dichiarativi 2019.

Novità fiscali e la soluzione alle ultime problematiche legate ai dichiarativi 2019 sul modello ISA. Saranno questi i temi al centro dell’incontro organizzato dalla sezione estense dell’associazione nazionale commercialisti, in programma per mercoledì 19 giugno a partire dalle 9 nell’aula Magna della facoltà di giurisprudenza (corso Ercole I D’Este, 37). Al banco dei relatori ci sarà Gianluca Dan, commercialista, revisore contabile e esperto del settore. I focus su cui verterà il suo intervento saranno essenzialmente due: le novità, le differenze e analogie con gli studi di settore in riferimento al nuovo modello ISA e le novità fiscali, con un focus dedicato agli ultimi chiarimenti in merito alla compilazione dei dichiarativi, le relative problematiche e gli eventuali strumenti risolutivi. A fare gli onori di casa sarà il presidente di Anc – Ferrara, Alberto Carion. “Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale, gli Isa – dice Carion – sono stati introdotti in sostituzione degli studi di settore. L’aspetto che più interessa è che questi Isa che vanno ad individuare dei livelli di affidabilità o anomalia correlati a benefici premiali per le ditte che prima applicavano gli studi di settore. Siamo gli unici a Ferrara che facciamo formazione su questo tema che, nel mondo delle professione e delle imprese, è molto sentito”.

Da:Organizzatori

Arena cinematografica estiva: le pagine

Da: Ufficio Stampa Ferrara

ARENA CINEMATOGRAFICA ESTIVA LE PAGINE
Parco Pareschi (C.so Giovecca)
apertura del Parco alle 21.00 – inizio proiezioni 21.30
lunedì 17 giugno ore 21.30

TROPPA GRAZIA, regia di Gianni Zanasi
(Italia/Spagna/Grecia, 2018 – 110′)

Lunedì 17 giugno alle ore 21.30 verrà proiettato presso l’Arena Estiva Le Pagine al Parco Pareschi, il film Troppa Grazia, presentato al Festival di Cannes 2018 (nella sezione della “Quinzaine des realizateurs”), dove è stato insignito del premio “Label Europa Cinemas” come miglior film continentale. Sesto lungometraggio del regista Zanasi, è una commedia dai toni surreali che si avvale di un ottimo cast nostrano: Alba Rohrwacher, Elio Germano e Giuseppe Battiston.

Lucia è una geometra specializzata in rilevamenti catastali, nota per la pignoleria con cui insiste nel “fare le cose per bene”. La sua vita, però, è tutto fuorché precisa: a 18 anni ha avuto una figlia, Rosa, da un amore passeggero; ha appena chiuso una relazione pluriennale con Arturo; il suo lavoro precario non basta ad arrivare a fine mese. Approfittando della sua vulnerabilità economica, Paolo, il sindaco del paese, le affida il compito di effettuare un rilevamento su un terreno dove un imprenditore vuole costruire un impero immobiliare. Ma su quel terreno incombe un problema che Lucia individua immediatamente, anche se non ne vede con chiarezza i contorni. Paolo invece le chiede di “chiudere un occhio”. A Lucia appare la Madonna: una figura femminile straniera e assai decisa che le ordina di far costruire una chiesa proprio su quel terreno comunale, bloccando i lavori per la costruzione del grande centro commerciale.
«Sono venuta solo per te» «Dio, che sfiga!»: sono le due battute che possono riassumere tutto il significato della commedia religiosa e surreale, che però non è un film a tema religioso o sulla capacità di credere in Dio. Il ruolo della Vergine Maria, affidato a Hadas Yaron è solo un espediente per un’analisi introspettiva della protagonista, Lucia, nonché elemento d’aggancio per l’altro tema del film: la salvaguardia del territorio e dell’ambiente, che scatena il dilemma civico e morale.
Zanasi dice: «Volevo osservare il momento in cui la nostra vita sfiora il mistero, immobile e potente, contrapposto alla confusione della quotidianità. Le domande profonde che sentiamo, le risposte scomposte e improvvisate che diamo e ancora di più quelle che evitiamo. La verità e la menzogna, insomma. Ciò che ci affascina della Madonna, al di là dell’iconografia tradizionale, penso sia l’intransigenza. Uno sguardo che ha una nettezza d’altri tempi, e che dice a un presente tutto dedito ai compromessi “tu non sei tutto”. Una Madonna che si fa portatrice di un implacabile e scomodissimo richiamo etico ed esistenziale».
L’Arena cinematografica estiva Le Pagine è resa possibile dalla collaborazione tra l’Associazione Ferrara Sotto Le Stelle e Arci Ferrara, la manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.

INGRESSO Intero 6 € / Ridotto 4,50 € (Soci Arci, Soci Coop, studenti universitari)

Anche quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno validità per tutta la durata della manifestazione:

ABBONAMENTO 10 INGRESSI – 50 €
ABBONAMENTO 10 INGRESSI, SOCI ARCI – 35 € (Tesseramento Arci estivo 7.50€)

In caso di maltempo non saranno previste proiezioni al Cinema Boldini.

Per ulteriori informazioni
Arci: 0532.241419 Arena Estiva: 331.5445128
Per il programma completo della manifestazione: www.cinemaboldini.it
Sabato 15 giugno ore 21.30
IL VERDETTO – THE CHILDREN ACT, regia di Richard Eyre

L’Arena estiva torna al Parco Pareschi con un programma ricco di proposte per chi resta in città nel periodo estivo. Nella serata di sabato 15, l’appuntamento alle 21.30 è con IL VERDETTO – THE CHILDREN ACT di Richard Eyre.
Il film – basato sul romanzo La ballata di Adam Henry, scritto da Ian McEwan – racconta l’ambivalenza dell’animo umano nel ritratto di una donna travolta da quello che è chiamata a giudicare.
Fiona Maye (Emma Thompson), è un Giudice dell’Alta Corte britannica che si trova a dover decidere del destino del giovane Adam Henry – un diciassettenne affetto da leucemia che in accordo alla sua confessione religiosa e sostenuto dalla famiglia, ha deciso di non sottoporsi alle trasfusioni essenziali per la salvaguardia della sua vita.
Fiona – abituata nella vita lavorativa e privata a confrontarsi con situazioni opposte conflittuali e a compiere sempre la scelta giusta – trova il suo animo diviso tra cuore e ragione.
La difficoltà di decidere tra i precetti religiosi della fede del giovane Adam e l’obbligo di accettare il trattamento medico, si intreccia con la sua sfera matrimoniale andando a sconvolgere un delicato quanto fragile equilibrio.
Se la vicenda è incentrata sul conflitto tra moralità e giustizia, il vero palcoscenico è quello privato di Adam e Fiona che prendono dolorosamente coscienza di sé stessi e ribaltano la prospettiva sulla propria esistenza dando un nuovo senso alla parola “responsabilità”.

L’Arena cinematografica estiva Le Pagine è resa possibile dalla collaborazione tra l’Associazione Ferrara Sotto Le Stelle e Arci Ferrara, la manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.

INGRESSO Intero 6 € / Ridotto 4,50 € (Soci Arci, Soci Coop, studenti universitari)

Anche quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno validità per tutta la durata della manifestazione:
ABBONAMENTO 10 INGRESSI – 50 €
ABBONAMENTO 10 INGRESSI, SOCI ARCI – 35 € (Tesseramento Arci estivo 7.50€)

In caso di maltempo non saranno previste proiezioni al Cinema Boldini.

Per ulteriori informazioni
Arci: 0532.241419 Arena Estiva: 331.5445128
Per il programma completo della manifestazione: www.cinemaboldini.it
ARENA CINEMATOGRAFICA ESTIVA LE PAGINE
Parco Pareschi (c.so Giovecca, 148)
Apertura Parco ore 21.00, inizio spettacoli ore 21.30
martedì 18 giugno ore 21.30

Quasi nemici, l’importante è avere ragione, regia di Yvan Attal

(Francia, Belgio, 2017 – 95′)

Martedì 18 giugno alle ore 21.30, verrà proiettato presso l’Arena Estiva Le Pagine al Parco Pareschi Quasi nemici, l’importante è avere ragione. Il titolo originale del film è “Le Brio” e riassume in modo molto chiaro il ritmo della storia che il regista Attal vuole raccontare. Commedia brillante che, con grande maestria e schiettezza, affronta temi difficili come il razzismo, il pregiudizio e la differenza fra classi sociali in una Parigi moderna.
Il nucleo della storia è il rapporto professore-allieva, diversi in tutto ma che, con la forza del dialogo, aprono le menti, fino al rovesciamento completo delle loro idee e dei loro pregiudizi.

Neïla Salah è cresciuta a Créteil, nella multietnica banlieu parigina, e sogna di diventare avvocato. Iscrittasi alla prestigiosa università di Panthéon-Assas a Parigi, sin dal primo giorno si scontra con Pierre Mazard, professore celebre per i suoi modi bruschi, le sue provocazioni e il suo atteggiamento prevenuto nei confronti delle minoranze etniche. Ma proprio il professor Mazard, per evitare il licenziamento all’indomani di uno scandalo legato a questi suoi comportamenti, si troverà ad aiutare Neïla a prepararsi per l’imminente concorso di eloquenza. Cinico ed esigente, Pierre potrebbe rivelare di essere proprio il mentore di cui lei ha bisogno. Tuttavia, entrambi dovranno prima riuscire a superare i propri pregiudizi.

Il refrain del film, nocciolo essenziale delle lezioni di retorica del professore è: «La verità non importa, ciò che importa è avere sempre ragione». I dialoghi costruiti dagli sceneggiatori mostrano uno dei protagonisti intendere la conversazione come una colluttazione, uno scontro, un conflitto, in cui uno dei due interlocutori deve avere sempre la meglio.

L’Arena cinematografica estiva Le Pagine è resa possibile dalla collaborazione tra l’Associazione Ferrara Sotto Le Stelle e Arci Ferrara, la manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.

INGRESSO Intero 6 € / Ridotto 4,50 € (Soci Arci, Soci Coop, studenti universitari)

Anche quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno
validità per tutta la durata della manifestazione:
ABBONAMENTO 10 INGRESSI – 50 €
ABBONAMENTO 10 INGRESSI, SOCI ARCI – 35 € (tesseramento arci estivo 7.50€)

In caso di maltempo non saranno previste proiezioni al Cinema Boldini.

Per ulteriori informazioni
Arci: 0532.241419 Arena Estiva: 331.5445128
Per il programma completo della manifestazione: www.cinemaboldini.it
ARENA CINEMATOGRAFICA ESTIVA LE PAGINE
Parco Pareschi (c.so Giovecca, 148)
Apertura Parco ore 21.00, inizio spettacoli ore 21.30

16 Giugno 2019 ore 21.30
GREEN BOOK, regia di P. Farrelly
(USA 2018, ‘130)

Con cinque candidature ‘pesanti’ tra cui Miglior film, Miglior attore (Viggo Mortensen) e Miglior attore non protagonista (Mahershala Ali) Green Book di Peter Farrely, in sala con Eagle Pictures, già vincitore di tre Golden Globe e del premio del pubblico a Toronto, è certamente tra i film dell’anno e tra i favoriti alla Notte degli Oscar il 24 febbraio. Per la storia e per quello che rappresenta, in tema di inclusione razziale e diversità.
È la storia della vera storia dell’amicizia, durata tutta la vita, nata nel 1962 fra un virtuoso afroamericano del pianoforte, Don Shirley (Ali) e il buttafuori italo americano Tony Vallelonga (Mortensen), ingaggiato dal musicista per fargli da autista e ‘risolviguai’ durante un tour negli Stati Usa del sud, dove il razzismo era ancora profondamente radicato.
“Green Book non ti dice cosa devi pensare, ascoltare o vedere – ha detto Viggo Mortensen, notoriamente poliglotta, in un ottimo italiano, che gli ha anche consentito di interpretare al meglio la lingua ibrida parlata dagli italoamericani come Vallelonga -.
Secondo me è un invito a fare un viaggio, a ridere, a piangere e se vuoi forse a riflettere sui limiti delle prime impressioni.
Non è una lezione forzata, è una bella storia condivisa del passato che può aiutarci a capire il presente”.
L’attore newyorchese di origini danesi, che aveva presentato il film alla Festa di Roma 2018, pensa che “queste storie ti permettano di conoscere un po’ di più chi è diverso da te. Sono molto importanti in questo momento – sottolinea – perché si vede in giro tantissima misoginia e ignoranza, ad esempio su temi come la crisi dei migranti o la religione. Mi spavento soprattutto quando vedo che persone di potere, dai politici ai sindacalisti, sono ignoranti nella stessa maniera o fingano di esserlo, per arrivare o rimanere al potere.
D’altronde il percorso dell’umanità non è diretto, ma pieno di deviazioni e a volte si fanno dei passi indietro, come sta succedendo in tante parti del mondo, Italia compresa”. Il progresso dell’umanità “viene anche dai piccoli gesti quotidiani, come chiedere scusa se urti qualcuno per strada”.
Green Book è basato sulla sceneggiatura scritta dall’attore Nick Vallelonga (figlio di Tony, morto nel 2013, come Shirley) con Brian Currie e il regista Peter Farrelly, uno dei re della commedia Usa in coppia con il fratello Bobby, qui al primo film da solo e alle prese con un genere diverso, la dramedy.
Tony Vallelonga, detto Tony Lip, padre dei famiglia del Bronx, molto innamorato della pazientissima moglie Dolores (Linda Cardellini) si mantiene con lavoretti e scommesse.
Risoluto e affabulatore, quando il club dove lavora viene momentaneamente chiuso, accetta di lavorare per Don Shirley, raffinato e riservato pianista che vive in un lussuoso appartamento al primo piano della Carnegie Hall. Il musicista ha bisogno di un uomo come Tony per risolvere eventuali problemi legati al doversi spostare in stati fortemente razzisti e infatti gli ostacoli e le situazioni rischiose non mancheranno.
Tra i due uomini, però nei lunghi spostamenti in macchina, nasce una reciproca comprensione e voglia di conoscenza.
Mortensen, che per il ruolo è ingrassato una quindicina di chili (“quello è stato piacevole e facile, basta mangiare, ma ci è voluto un po’ per perdere quel peso”) ha definito la sceneggiatura di Green Book (nomination all’oscar) come “una delle più belle e meglio scritte che abbia mai letto – ha detto -. Ho trovato la storia incredibile, mi ha fatto ridere e piangere. Ero un po’ teso perché non sono italiano e sentivo molto la responsabilità di rendere al meglio, senza trasformarlo in una caricatura, questo personaggio. Mi ha molto aiutato la famiglia di Tony, con cui ci siamo capiti subito, a tavola, mangiando insieme per cinque ore. Quando poi li ho visti commuoversi sul set, ho capito che era andata”. È stata molto importante anche l’alchimia con il premio Oscar Mahershala Ali, che Mortensen stima molto: “E’ una persona di grandissima generosità”.

L’Arena cinematografica estiva Le Pagine è resa possibile dalla collaborazione tra l’Associazione Ferrara Sotto Le Stelle e Arci Ferrara, la manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.

INGRESSO Intero 6 € / Ridotto 4,50 € (Soci Arci, Soci Coop, studenti universitari)

Anche quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno validità per tutta la durata della manifestazione:
ABBONAMENTO 10 INGRESSI – 50 €
ABBONAMENTO 10 INGRESSI, SOCI ARCI – 35 € (Tesseramento Arci estivo 7.50€)

In caso di maltempo non saranno previste proiezioni al Cinema Boldini.

Per ulteriori informazioni
Arci: 0532.241419 Arena Estiva: 331.5445128
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ARENA CINEMATOGRAFICA ESTIVA LE PAGINE
Parco Pareschi (C.so Giovecca, 148)
apertura Parco ore 21.00, inizio spettacoli ore 21.30
mercoledì 19 giugno ore 21.30

UN AFFARE DI FAMIGLIA, regia di Kore’eda Hirokazu
(Giappone, 2018 – 121′)
Mercoledì 19 giugno alle ore 21.30 verrà proiettato all’Arena Estiva Le Pagine, presso il Parco Pareschi, Un affare di famiglia, ultima pellicola del regista giapponese Hirokazu Kore’eda. Candidata a numerosi premi internazionali e apprezzata dal pubblico più eterogeneo, ha conquistato la Palma d’oro al Festival di Cannes del 2018.
In un umile appartamento vive una piccola comunità di persone, che sembra unita da legami di parentela. Così non è, nonostante la presenza di una “nonna” e di una coppia, formata dall’operaio edile Osamu e da Nobuyo, dipendente di una lavanderia. Dopo una delle loro sessioni di piccoli furti per i negozi della città, Osamu e suo figlio s’imbattono in una ragazzina esposta al freddo e al gelo. Inizialmente riluttante ad accoglierla in casa, la moglie di Osamu accetta di prendersi cura di lei dopo essere stata messa al corrente delle difficoltà che è stata costretta ad affrontare. Nonostante la povertà dell’atipico nucleo familiare, i cui membri sopravvivono a malapena grazie ai ricavi delle loro attività criminali, sembra che tutti riescano a vivere assieme sereni, fino a quando un incidente imprevisto rivela dei segreti che metteranno a dura prova il legame che li unisce.

Il conflitto tra legge morale e legge sociale trasforma i toni quasi da commedia della rappresentazione della famiglia fittizia in un dramma colorato di nero, che colpisce come una sferzata, dopo aver aperto il cuore al sentimento. Lo scontro tra legge e natura raggiunge il suo apice nell’epilogo del film, dimostrando l’invincibilità della prima – che ostruisce la costruzione di un modello alternativo – ma ribadendo con forza le ragioni della seconda.

L’Arena cinematografica estiva Le Pagine è resa possibile dalla collaborazione tra l’Associazione Ferrara Sotto Le Stelle e Arci Ferrara, la manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.

INGRESSO Intero 6 € / Ridotto 4,50 € (Soci Arci, Soci Coop, studenti universitari)

Anche quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno
validità per tutta la durata della manifestazione:
ABBONAMENTO 10 INGRESSI – 50 €
ABBONAMENTO 10 INGRESSI, SOCI ARCI – 35 € (tesseramento arci estivo 7.50€)

In caso di maltempo non saranno previste proiezioni al Cinema Boldini.

Per ulteriori informazioni
Arci: 0532.241419 Arena Estiva: 331.5445128
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ARENA CINEMATOGRAFICA ESTIVA LE PAGINE
Parco Pareschi (c.so Giovecca, 148)
apertura Parco ore 21.00, inizio spettacoli ore 21.30
giovedì 20 giugno ore 21.30

EUFORIA, regia di Valeria Golino
(Italia, 2018 – 115′)

Giovedì 20 giugno alle ore 21.30 verrà proiettato presso l’Arena Estiva Le Pagine al Parco Pareschi il film Euforia, diretto dalla regista Valeria Golino, che dopo il successo di Miele torna dietro la macchina da presa per affrontare il tema dalla malattia da una diversa prospettiva.
La vita obbliga due fratelli a riavvicinarsi: una situazione difficile diventa per Matteo (interpretato da Riccardo Scamarcio) ed Ettore (interpretato da Valerio Mastandrea) l’occasione per conoscersi e scoprirsi, in un vortice di fragilità ed euforia.

Matteo è un giovane imprenditore di successo, spregiudicato, affascinante e dinamico. Suo fratello Ettore vive ancora nella piccola cittadina di provincia dove entrambi sono nati e dove insegna alle scuole medie. È un uomo cauto, integro, che per non sbagliare si è sempre tenuto un passo indietro, nell’ombra. La scoperta di una malattia grave che ha colpito Ettore (della quale lo si vuole tenere all’oscuro) spinge Matteo a tornare a frequentarlo e ad occuparsi di lui.

Nelle note di regia è la stessa Golino ad offrire una definizione del termine che dà il titolo al film: “Si tratta di quella bella e pericolosa sensazione sperimentata dai subacquei nelle grandi profondità: un sentimento di assoluta felicità e di libertà totale.” Ma è anche e soprattutto un campanello d’allarme: “È una sensazione che deve essere immediatamente seguita dalla decisione di raggiungere la superficie prima che sia troppo tardi, prima di perdersi per sempre negli abissi.”

L’Arena cinematografica estiva Le Pagine è resa possibile dalla collaborazione tra l’Associazione Ferrara Sotto Le Stelle e Arci Ferrara, la manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.

INGRESSO Intero 6 € / Ridotto 4,50 € (Soci Arci, Soci Coop, studenti universitari)

Anche quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno
validità per tutta la durata della manifestazione:
ABBONAMENTO 10 INGRESSI – 50 €
ABBONAMENTO 10 INGRESSI, SOCI ARCI – 35 € (tesseramento arci estivo 7.50 €)

In caso di maltempo non saranno previste proiezioni al Cinema Boldini.

Per ulteriori informazioni
Arci: 0532.241419 Arena Estiva: 331.5445128
Per il programma completo della manifestazione: www.cinemaboldini.it
ARENA CINEMATOGRAFICA ESTIVA LE PAGINE
Parco Pareschi (c.so Giovecca, 148)
apertura Parco ore 21.00, inizio spettacoli ore 21.30
venerdì 21 giugno ore 21.30

LE INVISIBILI, regia di Louis-Julien Petit
(Francia, 2018 – 102′)

Venerdì 21 giugno alle ore 21.30, verrà proiettato presso l’Arena Estiva Le Pagine al Parco Pareschi il film Le invisibili, brillante commedia sociale del francese Loius-Julien Petit, che nonostante sia tratta da un libro, frutto del lavoro lungo molti mesi, riesce a colpire per il suo realistico ritratto della vita quotidiana di due tipi di donne: quelle senza fissa dimora che frequentano le casa d’accoglienza diurne e le operatrici del sociale che con difficoltà e paghe misere cercano di aiutarle.

Quattro assistenti sociali dell’Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora, uniscono le loro forze in nome di una causa assai importante. Quando il Comune decide di chiuderlo, si lanciano in una missione impossibile: dedicare gli ultimi mesi a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, abituate a vivere in strada. Violando ogni regola e incappando in una serie di equivoci, riusciranno infine a dimostrare che la solidarietà al femminile può fare miracoli.

Persone che spesso hanno un passato alle spalle duro che raramente vogliono raccontare e nascondono attraverso uno pseudonimo per tutelare la propria privacy. Sono Chantal, Lady Di, Cicciolina, Brigitte Macron, e sono le protagoniste del film: non attrici ma donne che hanno vissuto effettivamente senza dimora, con la sfida ogni notte di trovare un tetto per non dormire per strada. Sono state selezionate dopo molti colloqui, più che provini, nel corso di mesi in cui Petit è andato alla scoperta di questi centri. Insieme a loro, rispettando la saggia regola del buon cinema realista, alcuni professionisti, per lo più nei panni delle operatrici sociali. Attrici convincenti come Audrey Lamy, Corinne Masiero e Noémie Lvovsky. È proprio l’amalgama riuscito fra attori e testimoni di quella realtà a sorprendere, in un film dalla struttura lineare se non scolastica, capace di colpire e commuovere quando si aprono spiragli di verità e della biografia di queste donne piene di problemi, ma coraggiose.
Presto la loro normalità prende allo stomaco e angoscia lo spettatore, sempre più consapevole come il confine fra una vita “normale” e una in strada sia spesso esile quanto un dramma familiare o un licenziamento.

L’Arena cinematografica estiva Le Pagine è resa possibile dalla collaborazione tra l’Associazione Ferrara Sotto Le Stelle e Arci Ferrara, la manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.

INGRESSO Intero 6 € / Ridotto 4,50 € (Soci Arci, Soci Coop, studenti universitari)

Anche quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno
validità per tutta la durata della manifestazione:
ABBONAMENTO 10 INGRESSI – 50 €
ABBONAMENTO 10 INGRESSI, SOCI ARCI – 35 € (tesseramento arci estivo 7.50 €)

In caso di maltempo non saranno previste proiezioni al Cinema Boldini.

Per ulteriori informazioni
Arci: 0532.241419 Arena Estiva: 331.5445128
Per il programma completo della manifestazione: www.cinemaboldini.it
ARENA CINEMATOGRAFICA ESTIVA LE PAGINE
Parco Pareschi (c.so Giovecca, 148)
apertura Parco ore 21.00, inizio spettacoli ore 21.30
sabato 22 giugno ore 21.30

BOHEMIAN RHAPSODY, regia di Bryan Singer
(Usa, 2018 – 134′)

Sabato 22 giugno alle ore 21.30, verrà proiettato all’Arena Estiva Le Pagine presso il Parco Pareschi, Bohemian Rhapsody, uno dei maggiori successi della stagione cinematografica 2018/2019, valso alla produzione circa 890 milioni di dollari di incassi al botteghino nei primi cinque mesi e vincitore di 4 premi Oscar, nonché acclamato a livello globale.
La pellicola ripercorre i primi quindici anni del gruppo rock dei Queen e del suo celebre frontman Freddie Mercury, dalla nascita della band nel 1970 fino al concerto Live Aid del 1985.

Da qualche parte nelle periferie di Londra, la star di fama planetaria Freddie Mercury è ancora Farrokh Bulsara e vive con i genitori in attesa che il suo destino diventi eccezionale. Perché Farrokh lo sa che è fatto per la gloria. Contrastato dal padre, che lo vorrebbe allineato alla tradizione e alle origini parsi, vive soprattutto per la musica che scrive nelle pause lavorative. Dopo aver convinto Brian May (chitarrista) e Roger Taylor (batterista) a ingaggiarlo con la sua verve e la sua capacità vocale, l’avventura comincia. Insieme a John Deacon (bassista) diventano i Queen e infilano la gloria malgrado (e per) le intemperanze e le erranze del loro leader.

Il fortunato biopic porta sullo schermo luci e ombre dell’ascesa al successo di quel mix di carisma e virtuosità che era Freddie Mercury. Pianista, chitarrista, compositore, tenore lirico, designer, atleta, artista capace di tutti i record (di vendita), praticamente uomo-orchestra in grado di creare e di crearsi. Impersonato dall’apprezzato Rami Malek, il demiurgo che in scena non temeva rivali viene mostrato nel suo lato più umile e fragile, a fare i conti con le discriminazioni del suo tempo circa l’etnia e l’identità sessuale.

L’Arena cinematografica estiva Le Pagine è resa possibile dalla collaborazione tra l’Associazione Ferrara Sotto Le Stelle e Arci Ferrara, la manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.

INGRESSO Intero 6 € / Ridotto 4,50 € (Soci Arci, Soci Coop, studenti universitari)

Anche quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno
validità per tutta la durata della manifestazione:
ABBONAMENTO 10 INGRESSI – 50 €
ABBONAMENTO 10 INGRESSI, SOCI ARCI – 35 € (tesseramento arci estivo 7.50 €)

In caso di maltempo non saranno previste proiezioni al Cinema Boldini.

Per ulteriori informazioni
Arci: 0532.241419 Arena Estiva: 331.5445128
Per il programma completo della manifestazione: www.cinemaboldini.it
ARENA CINEMATOGRAFICA ESTIVA LE PAGINE
Parco Pareschi (c.so Giovecca, 148)
Apertura Parco ore 21.00, inizio spettacoli ore 21.30
Domenica 23 giugno ore 21.30

BOOK CLUB – Tutto può succedere, regia di Bill Holderman
(USA, 2018 – 104′)

Domenica 23 giugno alle ore 21.30 verrà proiettato presso l’Arena Estiva Le Pagine al Parco Pareschi, il film Book Club-Tutto può succedere, che segna il debutto registico di Bill Holderman. Nel cast ci sono quattro regine del cinema americano: i tre premi Oscar Jane Fonda, Diane Keaton e Mary Steenburger e la candidata all’Oscar Candice Bergen. Il personaggio di Diane Keaton è stato scritto appositamente per lei, così come quello di Jane Fonda, che aveva inizialmente rifiutato, finché gli autori non sono riusciti a svilupparlo in maniera più adatta a lei, seguendo i suoi suggerimenti.

Da trent’anni, Diane, Vivian, Sharon e Carol si assegnano a turno un libro da discutere davanti a un bicchiere di vino. Insieme formano un ‘book club’ in cui si confrontano e voltano pagina. Sessantenni sull’orlo di una crisi sessuale, a parte Vivian che è ricca sfondata, colleziona uomini e ha paura dell’amore vero, decidono di leggere “Cinquanta sfumature di grigio”. Le prodezze di Christian Grey le convincono a rimediare alla povertà della loro vita sessuale. Con ogni mezzo, ad ogni costo. Diane seduce suo malgrado un pilota di linea, Vivian flirta con un grande amore della giovinezza, Sharon opta per i siti d’incontri online, Carol prova a risvegliare gli ardori di un marito che le preferisce la moto. Il risultato sarà naturalmente un successo.

Così la sceneggiatrice e produttrice Erin Simms racconta la genesi del film: “Quando è uscita la trilogia di E.L. James. Bill ha deciso di mandarla a sua madre per la festa della mamma, cosa che a me è sembrata una follia. Come poteva avere un legame del genere con sua madre… un legame in cui il sesso è un normale argomento di conversazione?! Ma Bill mi ha detto che sua madre era molto aperta, che era ‘attiva in quel settore’. Per me era esilarante, quindi per la festa della Mamma ho mandato anch’io la trilogia a mia madre, che ha un carattere opposto rispetto a quella di Bill e l’ha trovata divertentissima. Allora ho deciso di completare l’opera e l’ho mandata alla mia matrigna, che è sposata da tantissimo e ha fin troppa dopamina nel cervello, è sempre felice e pensa che la vita sia meravigliosa. Sono tre donne diversissime. Il giorno dopo mi sono chiesta: ‘E se…’ Adesso Bill dirà: ‘Erin dice sempre che l’idea del film è stata sua.’ Beh, è vero. Il giorno dopo sono andata da lui e gli ho detto: ‘E se facessimo un film su un club di lettura di donne di una certa età che leggono Cinquanta sfumature di grigio?’.”

L’Arena cinematografica estiva Le Pagine è resa possibile dalla collaborazione tra l’Associazione Ferrara Sotto Le Stelle e Arci Ferrara, la manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.

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Anche quest’anno al Parco sarà possibile acquistare abbonamenti da 10 ingressi che avranno
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In caso di maltempo non saranno previste proiezioni al Cinema Boldini.

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Apertura Parco ore 21.00, inizio spettacoli ore 21.30
lunedì 24 giugno ore 21.30

IL COLPEVOLE – THE GUILTY, regia di Gustav Möller
(Danimarca, 2018 – 85′)

Lunedì 24 giugno alle ore 21.30, verrà proiettato presso l’Arena Estiva Le Pagine al Parco Pareschi, il film The guilty – Il colpevole, thriller danese dal ritmo incalzante, messo in scena in tempo reale tra due stanze e un corridoio con quasi un solo interprete in scena perennemente al telefono. Ha vinto agli scorsi Sundance Film Festival e Rotterdam Film Festival il premio del pubblico.

Asger Holm è un agente di polizia che si è messo nei guai e per questo è stato confinato a rispondere al numero d’emergenza insieme a più anziani colleghi. Vive questo lavoro con insofferenza e agitazione, anche perché l’indomani lo aspetta il processo che deciderà della sua carriera. Quando riceve la telefonata disperata di una donna che dice di essere stata rapita, Asger decide di mettersi in gioco e fare il possibile, fino a scavalcare le regole, per non tralasciare alcuna possibilità. Il suo desiderio di redenzione si incaglia però in un caso che è molto più complesso di quello che sembra e le sue buone intenzioni rischiano di avere effetti controproducenti per sé e per gli altri.

Thriller sulla coscienza e la parola, questo primo lungometraggio del danese Gustav Möller è una vera sorpresa, che si può inserire sulla scia di Locke con Tom Hardy, per via di un uomo al telefono come fulcro della vicenda, ma in realtà piuttosto diverso e originale. Siamo infatti in un territorio più di genere, a partire dall’ambientazione poliziesca, inoltre al centro di tutto c’è il tema di una colpa inconfessabile che riguarda tanto Asger quando uno dei suoi interlocutori telefonici. Il film è fin dal titolo (che significa appunto “i colpevoli”) figlio di una cultura protestante squisitamente nordica, che ama mettere i personaggi alle strette fino a denudarli delle loro barriere e porli di fronte alla verità su loro stessi.

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martedì 25 giugno ore 21.30

IL PROFESSORE E IL PAZZO, regia di Farhad Safinia

(Irlanda, 2018 – 124′)

Martedì 25 giugno alle ore 21.30, verrà proiettato presso l’Arena Estiva Le Pagine al Parco Pareschi, il film Il professore e il pazzo. La pellicola è l’adattamento cinematografico del libro del 1998 “L’assassino più colto del mondo” scritto da Simon Winchester e narra le vicende di Sir James Murray, che nel 1857 inizia a lavorare alla prima edizione dell’Oxford English Dictionary.

Dopo anni di stallo, nel 1879, la grande impresa di redazione dell’Oxford English Dictionary, trovò nuova linfa, e vide più tardi la luce della pubblicazione, grazie al lavoro infaticabile del professor James Murray e dei volontari di tutto il mondo a cui si era appellato, nella ricerca di individuare e spiegare ogni parola della lingua inglese. Tra questi, il più solerte e affidabile mittente di schede, era un uomo che si firmava W.C. Minor, che Murray scoprì risiedere nel temibile manicomio di Broadmoor. Anni prima, infatti, vittima di una gravissima paranoia, Minor aveva ucciso per errore un passante, scambiandolo per il suo persecutore immaginario, e lasciando la moglie di lui vedova con sei figli da sfamare.

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mercoledì 26 giugno ore 21.30

IL COMPLICATO MONDO DI NATHALIE, regia di David e Stéphane Foenkinos
(Irlanda, 2018 – 124′)

Mercoledì 26 giugno alle ore 21.30, verrà proiettato presso l’Arena Estiva Le Pagine al Parco Pareschi Il complicato mondo di Nathalie. Il film è una commedia francese che profila un toccante e ironico ritratto di una donna sulla soglia dei cinquant’anni.

Nathalie Pêcheux è una professoressa di lettere divorziata, cinquantenne in ottima forma e madre premurosa finché non scivola verso una gelosia malata. Se la sua prima vittima è la figlia di diciotto anni, Mathilde, incantevole ballerina di danza classica, il suo campo d’azione poi si estende ai suoi amici, ai suoi colleghi, fino ai suoi vicini di casa. Il medico le spiega che il suo umore nero è da attribuire al periodo di transizione verso la menopausa, ma i registi David e Stéphane Foenkinos non cercano spiegazioni e si limitano a osservare, a distanza e allo stesso tempo con solidarietà, gli imprevedibili moti d’animo di una donna nella sua seconda adolescenza.

Nathalie è un personaggio scorretto di cui la buona sceneggiatura riesce a rendere la complessità facendola risultare amabile agli occhi dello spettatore, complice la sottile interpretazione di Karin Viard: la sua è una cattiveria maldestra, non feroce, che diverte per il suo candore.

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giovedì 27 giugno ore 21.30

IL CORRIERE – THE MULE, regia di Clint Eastwood
(USA, 2018 – 116′)

Giovedì 27 giugno alle ore 21.30, verrà proiettato presso l’Arena Estiva Le Pagine al Parco Pareschi Il corriere – The mule. Il film è basato sulla storia vera di Leo Sharp, un veterano della guerra di Corea che divenne un corriere per il cartello di Sinaloa, raccontata dal giornalista Sam Dolnick nell’articolo del The New York Times The Sinaloa Cartel’s 90-Year-Old Drug Mule. il protagonista è interpretato dallo stesso Eastwood.

Earl Stone, floricoltore appassionato dell’Illinois, è specializzato nella cultura di un fiore effimero che vive solo un giorno. A quel fiore ha sacrificato la vita e la famiglia, che di lui adesso non vuole più saperne. Nel Midwest, piegato dalla deindustrializzazione, il commercio crolla e Earl è costretto a vendere la casa. Il solo bene che gli resta è il pick-up con cui ha raggiunto 41 stati su 50 senza mai prendere una contravvenzione. La sua attitudine alla guida attira l’attenzione di uno sconosciuto, che gli propone un lavoro redditizio. Un cartello poco convenzionale di narcotrafficanti messicani, comandati da un boss edonista e gourmand, vorrebbe trasportare dal Texas a Chicago grossi carichi di droga. Earl accetta senza fare domande, caricando in un garage e consegnando in un motel. La veneranda età lo rende insospettabile e irrilevabile per la DEA. Veterano di guerra convertito in ‘mulo’, Earl dimentica i principi di fiero difensore del Paese per qualche dollaro in più. Ma la strada è lunga.

“Il corriere – The Mule” rappresenta il ritorno come attore di Clint Eastwood per la prima volta dopo “Di nuovo in gioco” del 2012, e la sua ultima esperienza nella doppia veste di regista e attore dopo “Gran Torino” nel 2008. Il film è uscito negli Stati Uniti d’America il 14 dicembre 2018 distribuito dalla Warner Bros.

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Venerdì 28 giugno ore 21.30
DAFNE, regia di Federico Bondi
RASSEGNA ACCADDE DOMANI – UN ANNO DI CINEMA ITALIANO

Venerdì 28 giugno alle ore 21.30 l’Arena Le Pagine ospiterà nella cornice di Parco Pareschi la proiezione di DAFNE, regia di Federico Bondi. Durante la serata, il regista incontrerà il pubblico, infatti la proiezione rientra nell’ambito della rassegna “Accadde domani – Un anno di cinema italiano” promossa da FICE Emilia-Romagna e AGIS che ogni anno porta in sala gli autori del cinema nazionale.

Il film – vincitore del premio FIPRESCI nella sezione Panorama dell’ultima Berlinale – è la storia di un rapporto padre figlia che in seguito ad un evento drammatico si evolve, portando ai protagonisti ad una nuova consapevolezza.
Dafne ha trentacinque anni, un lavoro e molti amici. Portatrice della sindrome di Down, vive con i suoi genitori, ma l’equilibrio della sua vita viene sconvolto dalla morte improvvisa della madre. Dafne si trova costretta a dover affrontare il tragico evento; grazie all’affetto di chi la circonda e animata da una forte determinazione personale, trova la forza di reagire e di sostenere il padre, caduto in depressione. Ma un viaggio inaspettato che i due intraprenderanno nel tentativo di guardare avanti, li farà scoprire molte cose l’uno dell’altra.
Il ruolo di Dafne è interpretato da Carolina Raspanti, in un film che le è stato cucito addosso.
“Potevo permettermi di ‘tradire’ il testo originario ma non la fiducia di Carolina, che esigeva rigore, rispetto, ascolto. Tutti stimoli per tentare di restituire dignità alla sua storia e al suo sguardo” – scrive Bondi del suo film.
Drammatico, ma di un umorismo spiazzante e reale, Dafne è un film sulla forza d’animo e sull’accettazione e superamento dei propri limiti.
La proiezione è il primo dei tre appuntamenti della rassegna “Accadde domani”.

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apertura Parco ore 21.00 – inizio proiezione 21.30
domenica 30 giugno ore 21.30

LA FAVORITA, regia di Yorgos Lanthimos
(Irlanda/Gran Bretagna/USA, 2018 – 119′)

Domenica 30 giugno, alle ore 21.30, verrà proiettato, presso l’Arena Estiva Le Pagine al Parco Pareschi, il film La Favorita, ultimo lavoro del regista greco Yorgos Lanthimos. Presentato in prima mondiale al Festival di Venezia, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria, è valso un Oscar a Olivia Colman, che interpreta la Regina Anna, risaltando come uno dei film più premiati e apprezzati della stagione.

Basato su fatti storici realmente accaduti e documentati, la pellicola racconta del triangolo carico di tensione, crudeltà, affetto ed erotismo tra l’ultima sovrana degli Stuart e la prima del Regno di Gran Bretagna, la Regina Anna salita al trono il 1° maggio 1707, e due delle sue cortigiane: Sarah Churchill, duchessa di Marlborough, amica, amante e confidente della sovrana, e la giovane Abigail Hill, cugina di Sarah che, arrivata a corte, prese il suo posto nelle grazie della Regina.

La regina Anna è una creatura fragile dalla salute precaria e il temperamento capriccioso. Facile alle lusinghe e sensibile ai piaceri della carne, si lascia pesantemente influenzare dalle persone a lei più vicine, anche in tema di politica internazionale. E il principale ascendente su di lei è esercitato da Lady Sarah, astuta nobildonna dal carattere di ferro con un’agenda politica ben precisa: portare avanti la guerra in corso contro la Francia per negoziare da un punto di forza – anche a costo di raddoppiare le tasse sui sudditi del Regno. Il più diretto rivale di Lady Sarah è l’ambizioso politico Robert Harley, che farebbe qualunque cosa pur di accaparrarsi i favori della regina. Ma non sarà lui a contendere a Lady Sarah il ruolo di Favorita: giunge infatti a corte Abigail Masham, lontana parente di Lady Sarah, molto più in basso nel sistema di caste inglese.

L’idea di trasformare questa storia in un film è stata della sceneggiatrice Deborah Davis, che nasce come storica, e che dopo essersi imbattuta in questa vicenda di donne e di potere ha deciso di approfondirla.
Due sono i testi che si sono rivelati fondamentali per le ricerche della Davis: da una parte la monumentale biografia del Duca di Marlborough, scritta da Winston Churchill prima di diventare Primo Ministro, dove si dedica largo spazio al triangolo tra Anna, Sarah e Abigail; dall’altra il libro di memorie scritto dalla duchessa, nella quale fa la cronaca di come e perché Abigail sia riuscita nel tempo a prendere il suo posto al fianco e nel cuore della Regina.
Le riprese si sono tenute presso Hatfield House, nell’Hertfordshire, la grande villa di architettura giacobiana, dimora e attualmente residenza di Robert Gascoyne-Cecil, VII marchese di Salisbury .

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Apertura Parco ore 21.00, inizio spettacoli ore 21.30
Sabato 29 giugno ore 21.30

DOLOR Y GLORIA – regia, di Pedro Almodovar

Sabato 29 giugno alle ore 21.30, verrà proiettato presso l’Arena Estiva Le Pagine al Parco Pareschi il film Dolor y Gloria del regista Pedro Almodovar.

Salvador Mallo si trova in una crisi sia fisica che creativa. Tornano quindi nella sua memoria i giorni dell’infanzia povera in un paesino nella zona di Valencia, un film da cui aveva finito per dissociarsi una volta terminato e tanti altri momenti fondamentali della sua vita.

Almodóvar (come si definisce ormai in forma icastica da tempo nei titoli di testa dei suoi film) torna ad essere Pedro (anche se sotto le mentite spoglie di Salvador Mallo) e ci parla di sé, del proprio malessere, della difficoltà di portare avanti il pavesiano mestiere di vivere sotto il cielo di Madrid. Lo fa tenendo sotto controllo quel tanto di automanierismo che progressivamente si era insinuato nel suo cinema e, soprattutto, lasciandosi andare sul piano emotivo. Ciò che non era accaduto in La mala educaciòn, film anch’esso legato al suo vissuto giovanile, avviene qui. Grazie anche alla scelta del giusto alter ego.

Come Federico Fellini aveva trovato in Marcello Mastroianni chi poteva tradurre al meglio il se stesso cinematografico così Pedro Almodóvar ha nell’amico e attore Antonio Banderas una persona a cui può trasferire il proprio sentire più intimo con la certezza di non essere mai tradito, neppure in un incontrollato battere di ciglia.

Perché non è facile mettersi a nudo dinanzi a milioni di persone raccontando senza edulcorazioni il proprio periodo di dipendenza dall’eroina così come lo stretto legame con una figura materna la cui perdita ancora si fa sentire in profondità. Si parla di un film rinnegato e poi riabilitato per finire con il prenderne di nuovo le distanze in Dolor y gloria. Si mostra come il teatro, con il suo contatto diretto con il pubblico, abbia una valenza ancestrale che conserva in maniera misteriosa anche quando è il cinema che lo mette in scena. Perché sicuramente questo è un film a cuore aperto in cui la speranza di poter rinascere dal liquido salvifico ma anche amniotico è dichiarata già in apertura, ma è anche una matura e complessa riflessione sul cinema e sulla sua possibilità di esprimere ciò che può sembrare quasi indicibile.

L’Arena cinematografica estiva Le Pagine è resa possibile dalla collaborazione tra l’Associazione Ferrara Sotto Le Stelle e Arci Ferrara, la manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Università di Ferrara.

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Da: Ufficio Stampa Ferrara

mondo

Demolizioni delle abitazioni ad Arsal

Da: Save the Children
Libano: Save the Children, le demolizioni delle abitazioni ad Arsal rendono incerto il futuro di migliaia di bambini rifugiati siriani e delle loro famiglie

Migliaia di famiglie e di bambini rifugiati siriani che vivono ad Arsal, in Libano, nei prossimi giorni assisteranno alla demolizione delle proprie abitazioni, o dovranno abbatterle da sé, in seguito alla decisione delle autorità di radere al suolo qualsiasi struttura utilizzata dai rifugiati che non sia fatta esclusivamente di legno o plastica.

Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – sottolinea come poco chiare siano le soluzioni alternative a disposizione delle famiglie. Alcune hanno già iniziato a demolire le loro case e hanno allestito, nelle zone limitrofe, tende e rifugi provvisori, mentre altre restano in attesa dell’intervento delle autorità.

“Ci è arrivato un avviso che diceva che avremmo dovuto abbattere la nostra casa. Lo abbiamo fatto, siamo andati via ma stiamo ancora aspettando che qualcuno venga a darci teli e legna. Il campo intero è stato raso al suolo, non solo la nostra casa. Ho una bambina piccola che ha l’asma e non possiamo continuare a rimanere all’aperto. Stiamo aspettando che qualcuno venga da noi per registrarci e ancora non so dove dormiranno i miei figli”, è la testimonianza di Bushra, 34 anni, madre di tre bambini di 13, 12 e 3 anni che vive ad Arsal da sette anni.

Sono circa 40.000 i rifugiati siriani che vivono attualmente nella zona di Arsal. Save the Children, in collaborazione con le altre agenzie umanitarie, è tuttora al lavoro per offrire il necessario supporto alle famiglie e ai bambini le cui abitazioni sono state, o saranno, rase al suolo. Nello specifico, l’Organizzazione è al lavoro per garantire la distribuzione di kit per la costruzione di ripari, costituiti da tende, teli di plastica, legna e attrezzi, e allestirà uno Spazio mobile a misura di bambino per offrire ai minori il supporto psicosociale di cui hanno particolare bisogno in questo momento.

Da: Save The Children

Le ragioni della sconfitta? Autoreferenzialità ed equivoci su buon governo e diritti

Nei commenti di questi giorni a proposito della sconfitta del centro-sinistra e, segnatamente, del Pd, nella tornata elettorale amministrativa nella nostra città, è ormai diventato un ritornello quello di individuare la responsabilità primaria nell’opzione di continuità politica e programmatica rappresentata dalla scelta di aver candidato a sindaco Aldo Modonesi e nell’atteggiamento di “arroccamento” del Pd locale. Tutto ciò è senz’altro vero e indica gravi errori di impostazione della vicenda elettorale da parte del Pd ferrarese, cui è necessario che seguano coerenti interventi. Ritengo però quest’analisi un po’ troppo sommaria, con il rischio che essa finisca persino quasi auto assolutoria per troppi. Intendo dire che, forzando solo un poco questo ragionamento, si potrebbe arrivare alla conclusione che, se si fosse avanzata la proposta di un candidato “civico” sostenuto dal Pd, ciò sarebbe stato da solo in grado di produrre un altro risultato oppure che, oggi, il pur indispensabile azzeramento e ricambio dei vertici locali del Pd sortirebbe di per sé un effetto risolutivo rispetto ai problemi aperti. In realtà, a me pare che la scelta di continuità operata dal Pd ferrarese anche in quest’ultima vicenda elettorale non sia altro che la “punta di un iceberg” di questioni ben più profonde e che datano da non poco tempo. Infatti, se, da una parte, è evidente che il voto amministrativo nei Comuni discende sia da elementi di contesto nazionale che da specificità locali, dall’altra, non c’è dubbio che, in una fase di forte mobilità del voto e di frammentazione sociale e politica in particolare nel campo del centro-sinistra e della sinistra, queste ultime acquistano particolare rilevanza. Detto in altri termini, se il Pd paga fortemente gli errori del renzismo e della stessa nuova stagione a guida Zingaretti che non riesce a distaccarsi sufficientemente da esso, quelli che l’hanno portato a separarsi da una parte molto significativa dal “popolo della sinistra”, è altrettanto chiaro che, a livello locale, sempre dal Pd, sono state avanzate ipotesi politiche e di governo che non si discostavano da quell’impostazione e che, in un contesto economico e sociale non semplice come quello ferrarese, hanno rappresentato ulteriori ragioni per alimentare il distacco con le persone che storicamente sono state rappresentate dalla sinistra, a partire dai settori più deboli e fragili della società.

Vale la pena, allora, indagare alcune di queste ragioni. Lo faccio in modo certamente incompleto e in termini esemplificativi ma, spero, sufficientemente chiaro, anche a costo di essere un po’ schematico. Il primo tema riguarda le politiche economiche, sociali e di bilancio realizzate in tutti gli anni dei mandati del sindaco Tagliani dal 2009 ad oggi, di cui peraltro sono stati artefici anche esponenti – penso ad esempio a Marattin – oggi tra i più impegnati a prendere le distanze dalle scelte del Pd ferrarese.

Intanto, penso si possa dire che, in questi anni di crisi economica e sociale, la ricetta del “buon governo”, gravata anche da forti vincoli nazionali, ha assunto come priorità anche a Ferrara la riduzione del debito, sacrificando ad essa la spesa del lavoro pubblico, che è stata presentata come costo e non come risorsa che produce servizi, e la stessa spesa sociale, che pur non riducendosi in termini significativi, ha finito tuttavia per risultare insufficiente rispetto alle povertà, vecchie e nuove, che la crisi produceva. Tutto ciò, oscillando, tra l’altro, tra rappresentazioni ottimistiche – la crisi è alle nostre spalle – e asserzioni “rinunciatarie” – le risorse sono scarse, non possiamo più permetterci le tutele e le protezioni precedenti – ha ulteriormente rafforzato l’effetto di rendere più vulnerabili, e anche più sole, le fasce di reddito medio-basse.

Una seconda fondamentale questione è quella relativa al discorso sulla sicurezza e al legame improprio costruito con l’immigrazione, in particolare quella extracomunitaria. Qui, da parte di chi ha governato la città in quest’ultimo decennio, dapprima – e anche giustamente- si è voluto contrastare un’idea per cui Ferrara o almeno una sua parte era strumentalmente diventata “città invivibile e sotto assedio”, per poi, però, successivamente, dimostrarsi subalterni ad una lettura per cui essa andava affrontata prevalentemente come problema di ordine pubblico. Non si è costruita una “narrazione” alternativa e tantomeno politiche efficaci di legalità, accoglienza e inclusione, che fossero contemporaneamente capaci di produrre contrasto alla criminalità, rigenerazione del territorio e creazione di dialogo interetnico e interculturale. Lasciando spazio ad una “narrazione” di stampo sostanzialmente razzista e xenofoba, quella del “prima gli italiani”, su cui il populismo estremista di destra sta costruendo un egemonia culturale anche nei ceti sociali deboli. Che, non a caso, ha anch’essa come substrato l’idea che, in una situazione di “scarsità delle risorse”, non è possibile ragionare sul rispetto e l’estensione di diritti universali, ma qualcuno, necessariamente, starà indietro e, in questo caso, meglio gli ultimi che i penultimi.

Infine, terzo punto che merita una riflessione, e che ha a che fare con l’impostazione politica di fondo che il centro-sinistra ha messo in campo anche a Ferrara, è quello dell’autoreferenzialità del Pd e dell’Amministrazione comunale di questi ultimi anni, che, proprio per essere messo in discussione, va vista come corollario di una lettura sbagliata della società e delle sue dinamiche dentro la crisi. Detto in altri termini, è evidente che quando si usano lenti che non sanno cogliere i processi e le trasformazioni in atto e questi vanno in una direzione diversa da quanto si supponeva, ciò che mette in discussione dall’esterno le  certezze consolidate (e questo è valso non solo per il Pd, ma anche per settori della sinistra cosiddetta “radicale”, in specie quella di derivazione partitica) viene percepito come potenzialmente minaccioso, le critiche vengono vissute come attacchi strumentali e la partecipazione diffusa viene, nella migliore delle ipotesi, confinata e ricondotta lungo percorsi predefiniti.

Ho ben presente che già la sostanza del ragionamento che ho avanzato indica che risalire la china non sarà compito agevole e di breve durata. Non solo perché dobbiamo aspettarci che la nuova Amministrazione a trazione leghista, al di là di quello che potrà essere un “buonismo” di facciata, non potrà, come del resto succede a livello nazionale, che mettere insieme l’ incapacità di risolvere i problemi di fondo della città (imputati ovviamente ad altri) al fatto di fare strame di diritti umani fondamentali e produrre ulteriori regressioni sul piano culturale. Non solo perché le questioni da affrontare, a partire dai punti di criticità che ho sollevato, sono impegnative e necessitano di risposte complesse, non tutte risolvibili solo a livello locale. Soprattutto perché, se sono almeno parzialmente vere le considerazioni che ho avanzato, ciò significa predisporsi  ad un lavoro importante sul piano culturale, su quello sociale e su quello politico. Non si tornerà ad essere egemoni se non si lavorerà con un progetto sufficientemente definito sull’insieme di questi piani.

Ciò a me pare implichi almeno due terreni di impegno, da far vivere entrambi: un nuovo pensiero, che progressivamente faccia emergere un progetto rinnovato per la Ferrara degli anni a venire, ripartendo e potenziando il lavoro con cui diversi soggetti si sono cimentati anche nella vicenda elettorale (ho in mente, per esempio, i punti programmatici che Il battito della città, La città che vogliamo e Addizione civica avevano condiviso a suo tempo), e una nuova pratica, prima di tutto sociale. Che metta insieme su decisive questioni di scontro culturale e politico, a partire dall’antirazzismo e dall’antifascismo, le tante realtà che sono presenti in città e che possono convergere su contenuti condivisi e precisi, superando le spinte alla frammentazione e le tentazioni della primogenitura. Ma di questo, se il dibattito continuerà, si potrà tornare a parlare in modo più approfondito.

Il neoliberismo non è la fine della storia, serve un’uguaglianza sostenibile

Ottimo consiglio quello di Giangi Franz, lanciato via social, di leggere l’intervista di Fabrizio Barca a Gea Scancarello e pubblicata su Business Insider Italia. L’incipit è già un programma: “Oggi la sinistra è più moderata dei liberali: mancano i valori e una classe dirigente capace”. Un titolo che sembra cadere a fagiolo su un dibattito aperto anche a Ferrara, all’indomani dello storico risultato del ballottaggio alle elezioni amministrative di domenica 9 giugno.

Giuro che ignoravo quest’analisi quando ho scritto il pezzo che Ferraraitalia ha pubblicato con il titolo: “Voto e discernimento: strumenti democratici contro l’internazionale sovranista”, ma conforta verificare che la ben più autorevole lettura della realtà dell’ex ministro per la coesione territoriale del governo Monti, non fa sembrare frutto di allucinazioni le righe che ho messo in fila lo scorso 7 giugno. “Quando si raggiungono certi livelli di disuguaglianze e il malessere è così diffuso – dice Barca – l’idea stessa del capitalismo non può reggere, perché il capitalismo dà il meglio di sé quando è stimolato dalla riduzione delle disuguaglianze”.

A scanso di equivoci, il cofondatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, è perfettamente consapevole che “il capitalismo è sfruttamento per definizione”, ma subito dopo aggiunge che “è questione di bilanciamenti”. È l’antico adagio socialdemocratico del tosare la pecora. Se quindi da decenni si sono prodotte disuguaglianze mai viste prima è perché “sono state fatte scelte politiche sbagliate”. Anziché tosarla, la pecora è stata pettinata.

E qui arriviamo al cuore delle critiche mosse alla sinistra. “La prima è culturale: 30 anni fa, non ieri, molti partiti socialdemocratici – afferma – hanno comprato l’ideologia del “Non c’è alternativa: il capitalismo è uno solo” e se si pensa che non ci siano più i margini per lavorare sui meccanismi di formazione della ricchezza, non lo faccio; non per interesse ma perché mancano i valori”. La seconda è rivolta alle classi dirigenti: “quelle venute su in questi 30 anni sono state selezionate su questo credo, senza più la convinzione di un cambiamento che toccasse i sentimenti delle persone”. Di questo passo i partiti sono diventati “non valoriali”, quasi ossessionati dalla “mitologia del centro”, del “bisogna governare”, dei governi del fare, lasciando stare le visioni. Se si concorda che il ragionamento fila, si può osare un passo avanti.

Si discute, comprensibilmente, di ripartire in casa Pd dopo la caduta di Ferrara, con un dibattito già nelle prime battute plurale di posizioni, opinioni, riflessioni e analisi. Ora, se la questione di fondo è di uscire dallo schema “Non c’è alternativa”, per mettere al centro la necessità di un riequilibrio del sistema capitalista che così com’è non sta in piedi, per la stessa logica capitalista, allora parrebbe logico pensare di trovare un rilancio sfatando quella che Barca chiama la “mitologia del centro”, per riabitare, innanzitutto culturalmente, lo spazio che Bobbio definì quello naturale per la sinistra: l’uguaglianza. Vale a dire quel concetto che sottende un retroterra valoriale, che in questa lunga fase storica è stato svuotato da una drammatica e insostenibile situazione di disuguaglianza e di suicida concentrazione di ricchezza.
Per non parlare della spaventosa concentrazione di potere per il mancato governo dello sviluppo tecnologico e in particolare di internet, che fa dire ad Alex Zanotelli intervistato da Ferraraitalia: “Attraverso i nostri smartphone sanno tutto di noi, ci spiano di continuo. Quelle informazioni sono oro, chi le possiede comanda il tavolo. È ridicolo e grottesco che poi ci riempiono di moduli da firmare a garanzia della privacy”.

Quello di Barca non pare essere il solito appello per una sinistra di testimonianza, dei pochi ma buoni, perché dall’alto della sua osservazione registra che “c’è un pezzo del mondo del business, rappresentato dall’Economist, cioè un giornale liberale, che dice apertamente che così non si può reggere e sta dicendo che è tempo di accettare cambiamenti significativi”. E prosegue citando come esempio concreto l’accordo tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria sulla “necessità di una partecipazione strategica attiva dei lavoratori nelle aziende”, perché “bisogna ridare al lavoro una parola significativa nelle scelte strategiche imprenditoriali”.
Ci sarebbe – così afferma – anche parte del mondo imprenditoriale “che non vuole un mondo autoritario, che ha incassato i benefici di un brutto mondo e adesso si accorge della degenerazione”.
Un segnale che si aggiunge in questa direzione è il documento prodotto dal gruppo socialdemocratico europeo intitolato “Uguaglianza sostenibile”, presentato a Bruxelles il 27 novembre 2018. Fabrizio Barca è inoltre cofondatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, impegnato a studiare e proporre soluzioni concrete che restituiscano senso ai concetti di uguaglianza, pari opportunità e dignità del lavoro, garantiti dalla Costituzione.

Una sfida, quella di uscire dal vicolo cieco neoliberista del “Non c’è alternativa”, che si gioca sul piano europeo, ma che non vede completamente disarmati i contesti nazionale e persino locale, tanto che Barca si dice sicuro che “ogni livello ha spazi di manovra: chi dice il contrario semplicemente non vuole cambiare”. Anche il tempo per aprire questi nuovi fronti ci sarebbe e non pare neppure consegnato a un futuro indistinto: “un arco di tempo di tre, cinque anni”, se ci fosse la volontà delle “forze più avanzate della produzione, del mondo del lavoro e della cittadinanza attiva” di costruire nelle città “piattaforme aperte, collettive, tecnologiche e trasparenti”, di avviare “consigli di lavoro e cittadinanza” e di “sperimentare una strategia sulle periferie”. Un insieme di azioni “che farebbe la differenza e costruirebbe un’alternativa, che diverrebbe poi anche un’alternativa elettorale”.

Senza sapere leggere né scrivere, io un orecchio lo presterei a queste proposte, studiandoci sopra e magari invitando anche gente così a un congresso o a un convegno, giusto per avere un’idea di come ripartire dopo una sconfitta, si dice, non qualunque. Altrimenti occorre prepararsi a “una spirale di meno libertà, meno crescita e più disuguaglianza – è la conclusione – in cui vince il peggio del nostro paese, non il meglio”.

L’Eremo di Camaldoli: fuori dal tempo… per trovare un nuovo tempo

La mia recente esperienza, limitata a qualche giorno, all’interno di un monastero dalla tradizione millenaria, l’Eremo di Camaldoli, cercando di vivere il quotidiano ‘nella prossimità‘ della vita monastica potrebbe apparire a prima vista anacronistica per quella parte di donne e di uomini che mai l’hanno vissuta. È un percorso che non appartiene in generale alle persone, me compreso, che vivono la contemporaneità troppo spesso distratte dalla velocità delle proprie azioni e che non si accorgono, se non tardi, dello scorrere rapidissimo del tempo e di ciò che ci lasciamo di prezioso della Vita irrimediabilmente alle spalle.

All’inizio del Millennio precedente, ma ancora secoli prima, una certa nobiltà si rifugiava nei monasteri per obbligo o per necessità, mentre ora il sentire comune, alimentato dai media di ogni ordine e grado, giudica l’estraniarsi dalla roboante società che ci circonda un esercizio corroborante per la mente e per lo spirito.
Se escludiamo le sincere vocazioni, l’esperienza viene generalmente intrapresa da diverse categorie di esseri umani di vita laica: imprenditori e alti manager dell’industria afflitti nel profondo dallo stress da frenesia di obiettivi o da politici presi da sincera autocritica o da persone comuni attratte all’interno delle mura del monastero dal dubbio esistenziale circa la possibilità di un distacco dall’incombente quotidiano in un diverso equilibrio di vita basato sul silenzio e, perché no, sulla meditazione. Oppure, come il sottoscritto, interessato alla celebre e antica biblioteca dell’Eremo, fondata nell’XI secolo e ampliata nel Cinquecento, ricca di migliaia di preziosi manoscritti, cinquecentine, incunaboli e alla conoscenza del secolare quotidiano dei monaci, utile per un mio lavoro di scrittura in preparazione, ma poi presto coinvolto emotivamente nel temerario tentativo di comprendere il mistero che da circa due millenni motiva donne e uomini a pregare per la salvezza di altre donne e uomini.

Il Sacro Eremo di Camaldoli è stato ‘il mio quotidiano’ per alcuni giorni. Lo si raggiunge dopo circa quaranta minuti di auto uscendo dalla E45 a Bagno di Romagna con direzione Passo dei Mandrioli. Le alte e aride rocce stratificate della prima parte del percorso si trasformano percorrendo la strada tortuosa in pochi attimi in un bosco continuo denso di alberi ad alto fusto fra i quali si intravedono all’ultimo istante, e prima di un pianoro, le alte mura di sasso e malta che cingono le costruzioni monastiche.
Fondato a metà dell’XI secolo da San Romualdo a 1200 metri di altitudine in un’area isolata, di grande emotività, fra i boschi secolari del Casentino che lo hanno protetto come un confine naturale, il complesso dell’Eremo è circondato da mura che si elevano per oltre tre metri e abbracciano la foresteria, la chiesa, l’orto dalle piante officinali e, all’interno di un’area non accessibile ai visitatori, le tante singole cellette che ospitano i monaci di clausura.
Nei suoi quasi mille anni di storia l’Eremo ha ospitato i pellegrini in viaggio verso la Terrasanta e ha conservato immutato per i fedeli più ferventi lo status di luogo di preghiera e di meditazione. Per il sottoscritto, un laico, un luogo di grande fascino, attrazione interiore, misticità e anche curiosità.
Un tempo forse troppo limitato di permanenza il mio, ma l’ho deciso in funzione del mio crescente dubbio di non riuscire a resistere dentro un modello di vita che per certo volevo indagare e conoscere meglio, ma che avevo solamente appreso nei libri letti sul tema storico-politico del monachesimo medievale e dalle informazioni fatte circolare da chi con probabilità ne aveva solamente sentito parlare.

La vita monastica occidentale, eremitica o di comunità nel cenobio, pur nei secoli declinata dai diversi ordini è ancora riferibile alla Regola di San Benedetto, scritta a Montecassino dal santo nel VI secolo d.C. La prima stesura poneva forti limitazioni nella vita quotidiana ai monaci quali la povertà, la castità, l’obbedienza. Tutta la vita si svolgeva all’interno del monastero e, in larga parte, ancora si svolge nella preghiera e nella meditazione per la salvezza degli uomini e, nel passato, nel lavoro interno all’orto e nelle attività collegate che per alcuni ordini rappresentavano la fonte di sostentamento: “ora et labora”. Le attività lavorative si sviluppavano poi anche all’esterno grazie alla popolazione contadina e alle risorse e ai frutti che nei secoli si erano resi disponibili al monastero in ragione le consistenti donazioni di terreni e immobili da parte di nobili o proprietari terrieri locali.

Il lato forse meno conosciuto del monachesimo medievale, e certamente di valenza più terrena, fu l’influenza che famosi abati, il più noto l’Abate Bernardo poi diventato San Bernardo di Clairvaux, esercitarono a partire dall’ XI fino al XIV secolo su papi, re e imperatori. Fu decisivo il loro ruolo giocato nell’epopea delle Crociate in Terrasanta, dall’epica liberazione di Gerusalemme nel 1099 nella prima crociata e nelle successive, e in seguito la presenza si rafforzò con la filiazione delle abbazie in Europa e oltre e con il controverso clamore ottenuto con gli ordini dei monaci guerrieri/cavalieri fra cui il più famoso il potente ordine dei Cavalieri Templari.

La Storia si evolve. Oggi all’interno delle mura l’ambiente della foresteria camaldolese nel quale ero ospitato mantiene i caratteri invalicabili dell’estremo silenzio utile a ripercorrere, nei momenti del quotidiano riposo combinato alla mancanza di ‘connessione’, i cardini della nostra esistenza, il dolore, l’amore, la speranza, la gioia o le profonde amarezze della vita. Questi pensieri venivano bruscamente interrotti dal violento suono delle campane che nei secoli hanno scandito, e ancora oggi scandiscono e organizzano, la giornata dei monaci.
Nel nostro contemporaneo, cosi come nel Medioevo, i momenti della preghiera dei monaci sono regolati con il primo forte scampanio di possenti campane per le preghiere prestissimo il mattino quando ancora è buio. Le Lodi e poi attraverso l’ora sesta, la nona, il Vespro fino alla serale Compieta, verso le 20, che conclude la giornata monastica dedicata alla preghiera per monaci e laici all’interno delle abbazie, ma che secoli orsono gestiva anche la vita lavorativa nei campi dei contadini e degli abitanti dei villaggi non impegnati, come tutti noi oggi con continuità, alla schiavitù (ora irrinunciabile) del telefono portatile o delle conferenze via Skype.
Un mondo monastico quello dell’Eremo di Camaldoli oggi aperto all’esterno con monaci, quelli di Comunità, che insegnano nelle Università, vicini e sempre disponibili al dialogo con le persone ospitate, ma che all’interno delle alte mura di sasso ha conservato nei secoli i principi fondanti originari, declinati in parte alla vita contemporanea ma protetto per i credenti e per i monaci da un filtro antico che è quello della fede e della preghiera.

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