Giorno: 12 Luglio 2019

“Fuori dagli schermi”

Da: Organizzatori

Antiqua Estensis presenta “Fuori dagli schermi” ovvero la Musica Classica racconta il cinema presso la Palazzina Marfisa d’Este di Ferrara in corso Giovecca, 170.

Entrata ad offerta libera curata dall’associane Amici della Musica Frescobaldi di Ferrara per sostenere iniziative benefiche locali.

L’orchestra Antiqua Estensis diretta da Renato Vanzini farà rivivere film indimenticabili attraverso le loro colonne sonore tratte dal repertorio classico.

Simone Scopa è il curatore della video proiezione.

La musica ha da sempre avuto un rapporto molto stretto con il cinema.
Quando ancora le proiezioni erano prive del sonoro venivano regolarmente accompagnate
da un sottofondo musicale, generalmente eseguito da un pianista o da un piccolo gruppo
che improvvisava musiche più o meno ispirate alle immagini. Pian piano grandi nomi
della musica colta si avvicinarono a questa nuova arte, iniziando a scrivere musiche
originali da eseguire in sincrono con la proiezione; resta il più famoso ed a tutt’oggi
occasionalmente accompagnato con orchestra dal vivo il film “Aleksandr Nevskij” con le
musiche scritte da Sergej Prokof ’ev nel 1938. In gioventù Dmitrij Šostakovic, in
difficoltà economica, per mantenersi gli studi lavorò per anni come pianista in sala
cinematografica, esperienza di per sé faticosa ma fortemente influente nel suo futuro di
compositore, e molte volte si trovò a scrivere musiche per il cinema collaborando con i
registi più influenti del suo tempo. Ad oggi gli autori di musiche da film sono tra gli
esponenti più conosciuti e stimati della musica sinfonica.
Del resto già il termine “colonna sonora” rende chiaramente l’idea dell’importanza
dell’accompagnamento musicale per le immagini, un fondamentale aiuto per calare lo
spettatore in atmosfere e situazioni. E molto spesso alle musiche originali scritte per un
film vengono affiancati brani di musica classica.
Da questa riflessione, l’ensemble Antiqua Estensis sotto la guida del M°Stefano
Squarzina propone ai suoi spettatori un viaggio tra brani noti che sono presenti in famosi
film, riportando così l’ascoltatore ad immagini e ambientazioni conosciute a tutti,
abbinando la cultura della musica classica alla piacevolezza di una sera estiva.
PROGRAMMA:
W.A. Mozart Eine kleine nachtmusik, Allegro Amadeus
J. Offenbach Barcarolle La vita è bella
S. Joplin The Entertainer La Stangata
J.S. Bach Aria Seven
W.A. Mozart Eine kleine nachtmusik, Adagio Alien
A. Vivaldi Concerto in do per mandolino, Allegro Vidoq
Largo, Allegro Casanova
P. Mascagni Intermezzo da Cavalleria rusticana Il padrino III
J. LaCalle Garcia Amapola C’era una volta in America
G.F. Haendel Sarabande Barry Lyndon
D. Sostakovic Valtz n.2 Eyes wide shut
Palazzina della Marfisa, Ferrara
domenica 14 luglio 2019, ore 21.00

ensemble d’archi Antiqua Estensis
Renato Vanzini, direttore
Simone Scopa, videoproiezioni

“Lettera a Fabbri e Lodi “

Da: Marianna Alberghini

Cari signor Fabbri e Lodi
Vi scrivo, perché, non possedendo il vostro strategico sistema di usare la rete, per informare i cittadini di fatti e misfatti che avvengono in città, userò “alla vecchia” il magico uso liberatorio della penna e del foglio.

Premetto che, non sono di nessun partito politico, ma un cane sciolto, e onde evitare le solite battute evidenzio il fatto che non sono del PD, ne del movimento 5 stelle né tantomeno di un partito di destra a cui sono altamente allergica.
Signor Fabbri volevo dirle che lei come primo cittadino, e il suo vice come secondo, siete tenuti per legge e per carica istituzionale ad essere promotori di un sano senso civico.
Ogni cittadino è tenuto a mantenere un profilo civico che sia nel rispetto, dei diritti e anche dei doveri morali, etici, per la valorizzazione di se stesso e degli altri nel rispetto della dignità umana.
Ritengo che dovreste essere da esempio per ognuno di noi, che anche se non siamo più cittadini ma solo consumatore, voglio denunciare formalmente il non sano principio etico e morale che state intraprendendo sia prima che dopo la vostra ascesa.
Sottolineo che io Marianna Alberghini, non accetto in nessun modo , questo continuo e infestante metodo da voi utilizzato, attraverso i video e la rete e l’ausilio e l’appoggio di alcuni quotidiani locali.. che vi sostengono e vi hanno sostenuto in campagna elettorale.
Il video di ieri in cui chiedete i documenti ad un ragazzo nigeriano, con evidenti problemi di salute mentale e quello in piazza Verdi sono qualcosa che offendono la dignità umana.
E voi siete tenuti a proteggerla a quanto mi risulti..
E quanti mi risulta riguardo la movida signor Fabbri, considerando che ha fatto uso dei bar per la campagna elettorale lei non è propriamente astemio.
Vi invito a riflettere.
Sono madre di due figli, e non ho nessuna intenzione, che i miei figli e anche quelli degli altri, guardino video come quelli di Solaroli, e quelli di ieri così liberamente in rete
Quale esempio!
Sa come si chiama quello che state facendo?
Bullismo.
Prendersela con una persona più debole è bullismo non politica.
Per sanare il vostro perpetuo comportamento da bulli ce ne vorrebbero 20 di miliardi destinati all’istruzione, non tagli.
Educare significa tirare fuori.
Cioè valorizzare i talenti di ogni singolo individuo, e per fare ciò servono competenze e sano occhio teso all’osservazione, per sviluppare talenti, empatia e amore.
Voi invece mi sembra che facciate esattamente il contrario.
Tirate fuori il peggio dalle persone, educandole all’intollerenza, al razzismo, al sessismo e al bullismo.

Non sono le telecamere nelle scuole e l’arresto di qualche sputa pallini nigeriani quello che voi chiamate sicurezza.
Ma bensì lo smantellamento delle mafie, delle nostre mafie, che subappaltano ai nigeriani il lavoro sporco, sono solo schiavi della droga. Perché le mafie sono insinuate nella politica, negli appalti, nel traffico internazionale delle droghe e vestono in doppio petto e giacca e cravatta, non con le ciabatte e le scarpe della Nike.
Sa signor Lodi quando lei giocava nei Maceri a San Carlo io abitavo nel Bronx, ai tempi della coca connection, e c’era il coprifuoco.
Ricorda l’Armandon e Gnani?
Erano bianchi.
E ferraresi.
Quando l’eroina faceva strage da piazza Verdi a Krasnodar, e colpiva innocenti disagiati anche a 12 anni si facevano al de pisis nella scuola che frequentavo.
Il problema si risolve creando spazi di aggregazione, nelle scuole facendo prevenzione, come fece l’insuperabile preside Cerioli, facendo prevenzione si spendono poi meno soldi nelle cure dispendiose.
Si fa prevenzione sull’uso dell’alcol, delle droghe chimiche tra i giovani, cui diventano tutti casi psichiatrici.e nessuno è indenne anche quelli che sono e appartengono da ” buone famiglie”.
A casa mia la sicurezza è casa, lavoro e tre pasti al giorno, per tutti non per i ferraresi o gli italiani, il disagio si combatte non lo si fomenta.
Servono soldi non per l’esercito e uno Stato di polizia ma per diffondere la cultura della musica, dell’arte, della danza, del cinema del sapere.
Invece no coi vostri metodi,la società che è alla scataFascio, che ha perso il senso della comunità e della convivenza, voi diffondete il vostro verbo nei bar, facendo finta di ascoltare le persone e strumentalizzando i disagi, avete costruito e innescato la diffusione di paure che non esistono..
Ed io non lo accetto.
Accetto la sconfitta e la trasformo, non la sconfitta del PD ma del buon senso.
E la vittoria di chi usa i mezzi di comunicazione per meri scopi narcisistici e individualistici per la sistematica cultura dell’apparenza e della mancanza di memoria.
Tempi tuitteriani i nostri, in un nanosecondo si dimentica tutto, l’importante è il messaggio deviante.
Ma siamo anche servi di un regime che non usa olio di ricino e manganelli, ma armi più potenti chiamasi televisione, giornali e rete.
Io credo che qui abbiamo un esemplare divorzio tra la realtà reale e la realtà virtuale, che i mezzi di comunicazione mostrano come unica realtà possibile.
E quando verrà il signor Salvini gli comunichi da parte mia che la cultura sessista che sta diffondendo è un’arma a doppio taglio.
Che si adoperi a investire e sottrarre igli 8 miliardi di evasione fiscale che i veneti sottraggono alle nostre casse per i centri antiviolenza.
E smettete di diffondere dati erronei sulla violenza domestica, sono i nostri uomini che ci uccidono e ci fanno violenza che si informi. Che con le bufale non si mangia.
Se le donne si aggregano e giustamente affilano le armi della parola e dell’Unione, si ricordi bene che non ce ne sarà più per nessuno
E faremo tabula rasa, la stessa tabula rasa che avete fatto nel tempo voi alle persone, privandole di logica e ragionamento
Ma con lo scopo però della creazione di una nuova società, e non dello smantellamento della dignità umana e della disgregazione della società..
Ho diritto ad usare i miei metodi come fate voi con il potere.
Ma in positivo.
Da donna e madre non sto zitta e non starò mai zitta
Buon lavoro mi saluti il ministro.

pd-logo

Ditta che ha in appalto le pulizie degli uffici postali in provincia di Ferrara

Da: PD Stampa

Interrogazione in Regione per i lavoratori di Nuova Idea, ditta che ha in appalto le pulizie degli uffici postali in provincia di Ferrara

Calvano (Pd): “Da aprile 80 dipendenti senza lo stipendio dovuto”

“Poste Italiane dovrebbe assumersi la responsabilità dei lavoratori di Nuova Idea srl, ditta che ha in appalto le pulizie negli uffici postali delle province di Ferrara, Rimini, Forlì e Cesena. Per quanto di nostra competenza, abbiamo presentato in Regione un’interrogazione per approfondire la questione e cercare di dare un impulso alla soluzione del grave problema che riguarda i circa 80 dipendenti dell’azienda” annuncia il consigliere regionale Pd Paolo Calvano che ha sottoscritto il documento con la collega riminese Nadia Rossi.

Calvano richiama gli antefatti: “Dallo scorso aprile dipendenti di Nuova Idea sono in stato di agitazione poiché non ricevono, o ricevono in maniera incompleta e con consistente ritardo, lo stipendio dovuto. Il 26 giugno sono arrivati a scioperare per richiamare la massima attenzione sulle drammatiche conseguenze della vicenda sull’economia famigliare. Poste italiane non pare volersi assumere alcuna responsabilità nei confronti dei diritti minimi da garantire ai lavoratori ad essa legati da un contratto d’appalto, per i quali dunque sarebbe eventualmente chiamata a rispondere in solido. Con il documento depositato ci auguriamo che si possa chiarire meglio e rapidamente la questione”.

Coldiretti: stop al cibo anonimo

Da: Coldiretti

COLDIRETTI: SABATO 13 LUGLIO A JOLANDA, PRESSO BONIFICHE FERRARESI IL 7° DEERE DAY. CAMPAGNA AMICA PRESENTE

CON LA RACCOLTA DI FIRME CONTRO IL CIBO ANONIMO

Dalle 9.00 alle 16 grande manifestazione dedicata al mondo John Deere organizzata da Consorzio Agrario dell’Emilia e Sergio Bassan che porteranno in mostra ed esibizione oltre duecento macchine agricole. Largo al “rosa” con tre giovani donne e sfidarsi alla guida dei celebri trattori made in USA

Sabato 13 luglio a Bonifiche Ferraresi, presso il centro di essiccazione e lavorazione cereali della più importante azienda agricola italiana, a Jolanda di Savoia, Consorzio Agrario dell’Emilia e Sergio Bassan organizzano la settima edizione del “Deere Day”, evento dedicato alla celebre marca di trattrici e macchine agricole statunitense.

Un evento che porterà migliaia di appassionati e di professionisti tra i campi di Bonifiche per vedere in mostra ed anche all’opera queste macchine, dando anche spazio alla figura delle imprenditrici, che secondo uno studio di Coldiretti sono ormai circa il 30% delle imprese e che approcciano il settore agricolo anche con la visione della multifunzionalità e di modelli di sviluppo sostenibile.

Donne che si sfideranno anche alla guida di potenti trattori ed animeranno gli spazi del Deere Day.

Dalle 9.00 il via ai vari eventi della giornata, con premiazioni, sfilate, dimostrazioni di lavorazioni in campo e tanto altro.

Per l’occasione Coldiretti Ferrara sarà presente con i propri stand dove verranno allestiti i banchetti di raccolta firme per la proposta di legge europea per dire no al cibo anonimo ed avere indicato obbligatoriamente in etichetta l’origine di tutti i prodotti alimentari in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Ci sarà anche la possibilità di degustare gelato preparato con frutti di stagione delle aziende di Campagna Amica preparato dalla gelateria Snoopy di Jolanda ed omaggi per i visitatori.

pd-logo

Marchetti, Caliandro e Calvaro: ” contributi a chi deve acquistare parrucche come presidi naturali”

Da: PD Stampa

Marchetti, Caliandro e Calvano: “contributi a chi deve acquistare parrucche come presidi sanitari”

Una risoluzione PD in Regione a sostegno concreto dei malati oncologici o affetti da patologie autoimmuni prima fra tutte l’alopecia

La perdita dei capelli durante i trattamenti antitumorali o a causa di patologie autoimmuni come l’alopecia, porta ad una condizione psicologica di estremo disagio nei pazienti. Per questo i consiglieri regionali Francesca Marchetti, Stefano Caliandro e Paolo Calvano hanno presentato una risoluzione per garantire il pieno sostegno a questi malati.

“Patologie di questo tipo causano notevoli sofferenze psicologiche nelle persone, che vedono colpire oltre alla propria salute anche il proprio aspetto fisico con riflesso quindi anche la socialità – spiegano –. Spesso, soprattutto fra le donne e i bambini, è frequente l’utilizzo di parrucche che rappresentano veri e propri presidi sanitari. L’acquisto e la manutenzione di una parrucca però implicano ingenti costi, che non sempre sono affrontabili dai malati. Attualmente queste spese possono essere detratte fiscalmente al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, allegando idonea documentazione. Alcune Regioni italiane stanziano contributi per l’acquisto ai pazienti oncologici. Inoltre, grazie all’importante lavoro dell’associazionismo sono attivi in diversi territori, progetti a sostegno sia dell’acquisto di parrucche sia per la distribuzione gratuita o in comodato d’uso. La Regione Emilia-Romagna, in risposta alla petizione sulla piattaforma Change.org, ha già assicurato che presto verrà fissato un contributo regionale alle donne che richiederanno la possibilità di avere gratuitamente la parrucca a seguito di malattia oncologica. Allo stesso tempo, la nostra Regione chiederà al Ministero della Salute di inserire questa prestazione nell’ambito dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e nel Patto per la salute affinché diventi un diritto in tutto il Paese”.

I dem sottolineano inoltre anche la necessità di istituire un tavolo di confronto con le associazioni dei malati di alopecia areata e con il centro di riferimento specializzato del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna in merito ai percorsi di cura e di riconoscimento di tale patologia. “Nella risoluzione abbiamo chiesto alla Giunta di sollecitare il Governo – concludono Marchetti, Caliandro e Calvano –, affinché riconosca l’alopecia areata- malattia autoimmune di origine genetica- come patologia cronica, quindi da inserire tra le malattie aventi diritto all’esenzione ticket o come patologia rara, affinché venga data la possibilità di scaricare fiscalmente tutte le spese sostenute per l’acquisto di protesi e per i trattamenti di dermopigmentazione. Questi pazienti non vanno lasciati soli ma riconosciuti e sostenuti. Il 13 settembre a Bologna si terrà l’Alopecia AreataDay un’occasione per approfondire la tematica a livello formativo e speriamo di arrivare a quel giorno con le risposte che chiediamo nella risoluzione”.

Coldiretti: ” la giornata del cocomero”

Da: Coldiretti

Dalle 8.30 alle 15.00 nell’ex Chiesa di San Matteo, in via Montebello, 43, giornata dedicata al frutto dell’estate: il cocomero made in Fe. Un prodotto tipico del nostro territorio, di cui scoprire storia, caratteristiche, e consigli per il consumo.

Sabato 13 luglio al Mercato di Campagna Amica di Ferrara in via Montebello 43, arriva la giornata del cocomero. In programma momenti di informazione per conoscere meglio questo estivo, tipico del nostro territorio, perfetto per abbinamento estivi, utile per affrontare meglio il caldo ed il sole.
In programma, in contemporanea con il mercato degli agricoltori di Campagna Amica, degustazione gratuita, descrizione delle caratteristiche delle diverse varietà in commercio, cocomero da bere ed un piccolo gioco per indovinare il peso di un cocomero con la possibilità di vincere un premio consistente in prodotti offerti dalle aziende di Campagna Amica.

Vi aspettiamo dalle 8.30 alle 15.00. Non mancate!

A disposizione un angolo per i bambini dove riposare e giocare, ricette del territorio, la possibilità di degustare i prodotti in vendita.

E ancora raccolta firme della petizione per dire stop al cibo anonimo e scoprire “I sigilli di Campagna Amica”, i prodotti che difendono la biodiversità italiana.

Yemen: Save the Children, attendiamo provvedimenti ufficiali

Da: Save the Children

Yemen: Save the Children accoglie con favore l’annuncio del blocco dell’export delle armi italiane da parte del vicepremier Di Maio al termine del Consiglio dei Ministri di ieri. Attendiamo provvedimenti ufficiali ed effettivo stop

Dall’inizio del conflitto oltre 7.500 bambini sono stati uccisi o sono rimasti feriti

“Apprendiamo con soddisfazione, dalle dichiarazioni del vicepremier Di Maio, che il Consiglio dei Ministri di ieri avrebbe concluso l’iter grazie al quale l’Autorità nazionale per le autorizzazioni dei materiali di armamento potrà bloccare le esportazioni di armi italiane verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, fermando non solo i nuovi contratti ma anche le forniture già autorizzate”, ha dichiarato Filippo Ungaro, portavoce di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

“Attendiamo gli atti ufficiali che attestino tale decisione e, soprattutto, l’effettivo stop all’esportazione delle armi. Se confermato, si tratterebbe di un significativo risultato per il quale ci siamo molto impegnati insieme a un’ampia rete di organizzazioni della società civile. Il conflitto in Yemen continua ad avere conseguenze inimmaginabili sui bambini, che non possiamo più tollerare e di cui il nostro Paese non può e non deve più farsi complice”, ha proseguito Filippo Ungaro.

Dall’inizio dell’escalation del conflitto, sottolinea Save the Children, si sono registrati in Yemen oltre 19 mila raid aerei che hanno costretto più di 1,5 milioni di bambini a fuggire dalle loro case. In base ai casi verificati dalle Nazioni Unite, più di 7.500 bambini sono stati uccisi o feriti, quasi la metà in seguito ai bombardamenti aerei condotti per la grande maggioranza dalla Coalizione militare a guida saudita.

Save the Children ha lanciato la campagna “Stop alla guerra sui bambini” con una petizione pubblica on line per chiedere lo stop immediato alle esportazioni di armamenti italiani in Yemen. La petizione ha già superato le 110.000 firme e tutti possono continuare ad aderire collegandosi al sito https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/campagne/stop-alla-guerra-sui-bambini/petizione-armi-yemen

Solo pochi giorni fa, in occasione del 29esimo anniversario dell’approvazione della Legge 185/90 che regola l’export italiano di armamenti, Save the Children e le altre organizzazioni della società civile parte del coordinamento Yemen sono state protagoniste di un flash mob davanti al Parlamento, dove hanno messo in scena una simbolica pioggia di bombe per sensibilizzare ulteriormente il mondo della politica e l’opinione pubblica.

“Ề molto importante che la decisione annunciata dal Vice Premier venga estesa a tutte le tipologie di armi, non soltanto ai missili e alle bombe d’aereo come previsto dalla mozione approvata dalla Camera il 26 giugno scorso. Chiediamo inoltre che il blocco delle esportazioni comprenda tutti gli attori, statali e non, coinvolti nel conflitto e non solo Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Auspichiamo, infine, che l’Italia, già dal prossimo Consiglio Europeo del 15 luglio, si faccia promotrice di un’iniziativa per un embargo UE sugli armamenti diretti verso il conflitto in Yemen e chiediamo alle istituzioni del nostro Paese di intraprendere azioni concrete a livello globale per sostenere gli interventi umanitari in favore dei bambini e della popolazione dello Yemen”, ha concluso Filippo Ungaro.

Ranieri e Delmonte (Lega): “angeli e demoni: ombra anche sull’ausl di Reggio”

Da: Gruppo Lega Nord Emilia Romagna

RAINIERI E DELMONTE (LEGA): “ANGELI E DEMONI: OMBRE ANCHE SULL’AUSL DI REGGIO. REGIONE APPROFONDICA EVENTUALI RESPONSABILITÀ E SI COSTITUISCA PARTE CIVILE”

“La Regione Emilia-Romagna valuti se vi siano responsabilità interne all’AUSL di Reggio Emilia nelle vicende dell’inchiesta “Angeli e demoni” in cui i magistrati tirano in ballo tale ente sanitario e si costituisca parte civile nell’eventuale processo che ne conseguirà”. È quanto chiedono in un’interrogazione alla Giunta regionale i Consiglieri regionali della Lega, Fabio Rainieri, Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, e Gabriele Delmonte, Vice Presidente del Gruppo regionale.

“Dalle indagini sui presunti illeciti nell’affido dei minori in Val d’Enza emerge che non vi sarebbero implicati solo i servizi sociali dell’Unione dei Comuni, oltre a psicoterapeuti privati e politici locali PD, ma che vi sarebbero anche punti oscuri riguardanti l’AUSL reggiana e quindi eventuali responsabilità e complicità di suoi dirigenti e funzionari – hanno proseguito i due leghisti – In particolare, sarebbero stati spesi indebitamente 200.000 € per sedute private di psicoterapia a cui sono stati sottoposti i minori osservati, ciascuna delle quali era pagata più del doppio del prezzo ordinario (135 € contro 60 o 70 €). Si tratterebbe di prestazioni che sarebbero dovute essere erogate gratuitamente dall’AUSL. Secondo, infatti, la direttiva regionale in materia di affidamento di minori, tutte le attività di assistenza sanitaria e socio sanitaria verso i minori in affido rientrano nei livelli essenziali che l’ente sanitario deve garantire e il Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dello stesso deve garantire ad essi una presa in carico effettiva anche attraverso l’erogazione delle prestazioni sanitarie. Sarebbe quindi strano che nell’AUSL di Reggio nessuno sapesse di queste spese e comunque anche nel caso nessuno sapesse, ci sarebbe un problema di mancata vigilanza. Ma va inoltre attentamente valutato il fatto che riguarderebbe il direttore generale della stessa AUSL, il quale sarebbe indagato per abuso di ufficio per aver tentato di spacchettare in più tranche, insieme ad altri indagati, il servizio di psicoterapia da 80.000 €, in modo da abbassare gli importi ed evitare di indire un bando pubblico”.

“Quelli che riguardano l’AUSL reggiana non sono, purtroppo, che solo gli ultimi tasselli di vicende, che se fossero confermate dall’autorità giudiziaria, lascerebbero inorriditi non solo per la meschinità di soggetti che hanno commesso ingiustizie atroci verso minori e loro famiglie, lucrandoci financo sopra, ma anche perché molti degli accusati erano ritenuti dalle amministrazioni pubbliche guidate dal PD, come quelle locali coinvolte e quella regionale, dei veri e propri luminari nella tutela dei minori – hanno quindi concluso Rainieri e Delmonte – È inutile quindi che Bonaccini e il PD dell’Emilia-Romagna tentino di marginalizzare il problema a una questione puramente giudiziaria che riguarda la gestione dei servizi sociali in una valle, perché l’ombra viene gettata su tutti i servizi sociali per i minori in questa regione. Ed il minimo che si può fare a questo punto è verificare a tutti i livelli se ci siano altri casi simili sul territorio regionale e costituirsi parte civile, senza se e senza ma, nel futuro processo”.

castello-estense-ferrara

Solidarietà alla dottoressa Cristina Beretti

Da: Sofia Nardacchione

Solidarietà alla Dott.ssa Cristina Beretti per le minacce di Francesco Amato

Giovedì 11 luglio, nel corso dell’udienza che lo vedeva imputato per il sequestro di cinque persone, lo scorso 5 novembre, presso l’ufficio postale di Pieve Modolena, Francesco Amato ho rivolto gravissime minacce alla Presidente del Tribunale di Reggio Emilia, Dott.ssa Cristina Beretti. “La Beretti, un morto che cammina”: questa la frase più volte ripetuta da Francesco Amato.

Come Libera esprimiamo la nostra piena solidarietà alla Dott.ssa Cristina Beretti, le cui doti umane e la cui grande professionalità abbiamo avuto modo di apprezzare e di vedere confermate nel corso delle 195 udienze del primo grado del rito ordinario del processo Aemilia, conclusosi, a Reggio Emilia, lo scorso 31 ottobre 2018.
Saremo sempre al fianco delle forze dell’ordine e dei magistrati che, quotidianamente, con tenacia e professionalità, sono impegnati nel contrasto alla criminalità ed alla corruzione.

Marchetti (Lega): “regione, via libera alla legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale?

Da: Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna

MARCHETTI (LEGA): “REGIONE, VIA LIBERA ALLA LEGGE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI PER ORIENTAMENTO SESSUALE? E’ SOLO UNA “MARCHETTA” ELETTORALE”

“Più che una legge anti discriminazioni, la sensazione è che sia una “marchetta elettorale”.

Così il consigliere regionale della Lega, Daniele Marchetti, commenta il passaggio, in commissione Parità, dell’esame dell’articolato della legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere (Progetto di legge accompagnato da oltre 300 emendamenti e che ha come relatori di maggioranza Roberta Mori del Pd e di minoranza Michele Facci di Fdi). Un voto avvenuto tra le contestazioni di Lega e Fratelli d’Italia sull’applicazione del regolamento e sul metodo di votazione e la richiesta di rimandare ancora una volta la discussione del progetto di legge.

Richiesta respinta, vista la scelta della maggioranza di andare avanti a oltranza. Lega e Fratelli d’Italia, per protesta, non hanno partecipato al voto degli emendamenti, ma solamente a quella degli articoli, “per lasciare traccia della nostra completa contrarietà a questa legge”, ha precisato Marchetti.

“Se è svero che è stata fatta qualche modifica, l’impostazione di base del Progetto di legge, nella sostanza, non cambia di una virgola. Rimane il richiamo agli “assurdi” corsi di formazione destinati ai dipendenti pubblici per trattare adeguatamente un cittadino omosessuale,per tutti i settori, dalla pubblica amministrazione alla scuola allo sport e alla sanità”–spiega l’esponente del Carroccio, che poi punge: “A chi verranno affidati questi corsi di formazione e quanto guadagneranno i relativi “docenti”? Ma soprattutto: sono davvero così necessari? A queste domande nessuno mi ha dato una risposta, eppure durante l’ultima aula, la maggioranza disse di voler rinviare tutto in commissione per approfondire l’argomento. Invece, le nostre richieste sono rimaste senza una risposta”.

Sia chiaro che “le discriminazioni di ogni ordine vanno assolutamente contrastate, sono il primo a dirlo, ma dietro al “Progetto di legge regionale contro l’omotransnegatività e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere” vediamo dell’altro” ha ribadito il consigliere leghista.

“L’invenzione dell’omotransnegatività, a nostro parere, suona infatti come una forzatura: esistono già leggi e iniziative per la prevenzione della discriminazione di genere e del bullismo a livello regionale e nazionale, pertato abbiamo davvero bisogno di questi diritti impregnati di ideologia in un quadro organico di politiche familiari?” attacca Marchetti.

Cia: preoccupazione per produzione e prezzi del frumento duro

Da: Cia Ferrara

CIA FERRARA: preoccupazione per produzione e prezzi del frumento duro
Tengono nel ferrarese i frumenti teneri, ma i cali produttivi del duro sfiorano il 50% in meno.
Male anche le prime quotazioni che non vanno oltre i 18 euro al quintale
FERRARA, 11 luglio 2019 – Aziende agricole in difficoltà per i cali produttivi generalizzati dovuti
all’andamento climatico che non ha risparmiato neanche i cereali, in particolare il frumento duro. Cia –
Agricoltori Italiani Ferrara lancia l’allarme per un’annata disastrosa per gli agricoltori, che riusciranno a
stento a ottenere un reddito, indipendentemente dal tipo di coltura sulla quale hanno investito.
L’associazione ha fatto il punto con il suo Gie (Gruppo Interesse Economico) Cereali e Capa Cologna, una
delle principali cooperative del territorio, per capire in dettaglio la situazione e le prospettive della
cerealicoltura ferrarese.
“I frumenti teneri precoci – spiega Marco Leonardi, tecnico di Capa Cologna – hanno avuto delle discrete
performance produttive. In generale, varietà come Rebelde e Bologna, i “grani di forza” hanno prodotto
circa 70 q/ha, ma ci sono state punte di 80-85 per rossi come il Bandera. Discreta anche la qualità, con
livelli proteici oltre il 13-14 punti e pesi specifici appena inferiori o attorno agli 80. Sono andati peggio i
frumenti tardivi, che hanno maggiormente subito le anomalie climatiche, in particolare le basse
temperature di maggio seguite da quelle roventi di giugno. Le varietà più diffuse nel Basso ferrarese, i
“biscottieri” come Bagou e Bisanzio, hanno prodotto appena 60-65 q/ha e hanno avuto problemi di qualità.
In particolare abbiamo rilevato la presenza del DON, una micotossina prodotta da alcune specie di
Fusarium. Per questo motivo stiamo analizzando tutte le partite di frumento per capire quanto è diffuso il
fenomeno, che però crediamo rimanga a livelli contenuti. Il vero problema di questa annata cerealicola –
continua Leonardi – è il grano duro, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Parliamo di una
media generale di appena 50q/ha – negli anni scorsi era sopra i 70 – e di cali produttivi che in alcuni areali
sfiorano il 50%. Molti problemi anche di fusariosi e di volpatura, un’alterazione cromatica provocata da
alcuni micromiceti che colora la cariosside di bruno-rosso e rende difficoltosa la pastificazione”.
Ai diversi problemi produttivi si aggiungono quelli legati alle quotazioni, come sottolinea Federico Biasio
del Gie Cereali.
“Avevamo previsto – spiega il produttore di Marrara – un andamento produttivo difficile, perché la stagione
non è stata favorevole alla corretta vegetazione dei frumenti tardivi e del duro. Ma per gli agricoltori,
soprattutto quelli con aziende medio-grandi a vocazione seminativa, queste quotazioni al “ribasso” sono
un vero disastro. Se il duro è quotato come il tenero – le prime quotazione sfiorano appena i 18 euro al
quintale – non conviene davvero più investire, anche perché è molto suscettibile alle malattie fungine,
richiede maggiori attenzioni e trattamenti e dovrebbe, come accadeva in passato, essere quotato di più.
Vediamo come andrà il mercato, che per fortuna è appena all’inizio e potrà risentire della situazione di altri
paesi produttori. Ma al momento la situazione è molto preoccupante”.

chiesa-san-carlo

Chiesa Universale della nuova Gerusalemme

Da: Chiesa

“Preghiera per la vita eterna di Vincent Lambert”
La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme si stringe in preghiera alla mamma e al papà di Vincent Lambert in questo momento di dolore che ha segnato il loro cuore e il cuore di tutti coloro che hanno veramente, e non ipocritamente, a cuore la vita di ogni essere umano.
Al Cuore del Padre misericordioso e giusto affidiamo l’anima di Vincent e di tutti coloro che si addormentano in Cristo, con Cristo e per Cristo per dimorarvi in eterno.

Petros Markaris firmerà le copie del suo libro : ” il tempo dell’ipocrisia”

Da: Eventi Ferrara

Domenica 14 luglio

alle ore 11

Presso la

Libreria Libraccio di Ferrara

Petros Markaris

firmerà le copie del suo ultimo libro

“Il tempo dell’ipocrisia”

La Nave di Teseo

Il tempo dell’ipocrisia

Il commissario Charitos è appena diventato nonno del piccolo Lambros, quando un imprenditore filantropo, proprietario di una catena di alberghi, viene ucciso con un’autobomba nei dintorni di Atene. L’attentato viene rivendicato da un gruppo che si firma Esercito degli Idioti Nazionali, ma i motivi dell’omicidio restano oscuri.
I sospetti su terrorismo e criminalità organizzata svaniscono mano a mano che la polizia ricostruisce i segreti della vittima, ben nascosti sotto la vita di specchiata onestà che ha sempre esibito. Un messaggio ricevuto dagli investigatori conferma che sono sulla strada giusta: la vittima è colpevole di ipocrisia.
La scia di sangue non si ferma, alcune tra le più alte sfere della Grecia e dell’Europa vengono assassinate con la stessa accusa, che sembra l’unico elemento in comune tra loro.
Charitos, diviso tra il desiderio di guadagnarsi l’agognata promozione e quello di godersi il nipotino, conduce l’inchiesta come un direttore d’orchestra, che tutti ascolta e da ciascuno coglie un elemento che può rivelarsi decisivo, fino a scoprire chi si cela dietro l’Esercito degli Idioti Nazionali e perché ha deciso di vendicare l’ipocrisia e l’ingiustizia del nostro mondo.
Kostas Charitos indaga su un nemico dai mille volti, che costringerà il suo implacabile desiderio di giustizia a fare i conti con la propria coscienza, e con le ragioni imprevedibili del cuore.
Petros Markaris

Petros Markaris è nato a Istanbul nel 1937. Ha collaborato con Theo Angelopoulos a diverse sceneggiature, tra cui L’eternità e un giorno, Palma d’oro a Cannes nel 1998. I romanzi con protagonista il commissario Kostas Charitos hanno incontrato un grande successo di lettori. Presso La nave di Teseo ha pubblicato L’assassinio di un immortale (2016), I labirinti di Atene (nuova edizione 2017), Il prezzo dei soldi (2017), La lunga estate calda del commissario Charitos (nuova edizione 2017), Io e il commissario Charitos (nuova edizione 2018) e L’università del crimine (2018).

Save the children: “350 ragazzi da tutta Italia”

Da: Save the Children

Al via a Bari dal 16 al 18 luglio il Festival SottoSopra 2019 del Movimento giovani per Save the Children: 350 ragazzi da tutta Italia per una tre giorni sul tema dei diritti e del protagonismo

Azioni di cittadinanza attiva, una serata dedicata allo spettacolo e al dialogo tra adulti e ragazzi, che vedrà anche la partecipazione di Anna Foglietta, Gianrico Carofiglio, Amir Issaa e i ragazzi di Friday 4 Future

Si terrà a Bari dal 16 al 18 luglio la prima edizione del Festival Sottosopra, il Movimento giovani per Save the Children attivo in 15 città italiane. Trecentocinquanta ragazzi e ragazze provenienti da tutto il Paese, insieme per tre giorni dedicati all’ascolto, al confronto e la condivisione di diversi punti di vista e una riflessione sul tema dei diritti dei minori, a partire dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. Il festival è patrocinato dal Comune di Bari e dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

“Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza”, come ha detto la giovanissima attivista svedese Greta Thumberg: l’obiettivo della manifestazione è coinvolgere coetanei, adulti e istituzioni in un dialogo costruttivo sul ruolo che i giovani possono giocare, da protagonisti, sui grandi nodi del futuro del nostro Paese, dallo sviluppo sostenibile alla lotta ad ogni forma di discriminazione, dal contrasto alla povertà educativa alla riqualificazione delle periferie urbane.

Azioni di sensibilizzazione e riqualificazione, una serata dedicata allo spettacolo e al dialogo tra adulti e ragazzi e una riflessione sui temi della Convenzione ONU saranno i pilastri principali di questa prima edizione del Festival, dal titolo “We ALL RIGHTS”, dedicato ai 30 anni della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC).

L’apertura del Festival si svolgerà martedì 16 luglio alle 16 presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” con le Istituzioni locali (Dipartimento di Giurisprudenza, piazza Umberto I).

Proseguirà con un evento serale speciale aperto al pubblico presso i giardini di piazza Garibaldi, dedicato ai ragazzi e al protagonismo giovanile: oltre alle performance artistiche e musicali che si susseguiranno nel corso della serata, un talk show dedicato proprio al tema dei diritti e del ruolo dei giovani. A discuterne, oltre ad alcuni rappresentanti del Movimento SottoSopra, del Movimento Friday 4 Future e di Save the Children Italia, il rapper romano Amir Issaa (che chiuderà lo spettacolo con una sua performance musicale), lo scrittore Gianrico Carofiglio e l’attrice Anna Foglietta. Condurrà la serata il giornalista di SkyTg24 Gianluca Ales.

Il giorno successivo le strade e le piazze della città saranno protagoniste dell’Urban Game, una caccia al tesoro per promuovere tematiche e articoli della CRC in collaborazione con realtà del territorio quali Retake, OrtoCircuito, Avanzi Popolo e TouPlay. Inoltre, a conclusione del Festival, il 18 luglio, i ragazzi si confronteranno in tavoli tematici anche con esperti esterni sui temi a loro vicini, tra i quali gli stereotipi, il cambiamento climatico, l’Agenda 2030, le migrazioni e diritti, il Cyber bullismo e le nuove tecnologie.

Il festival vede inoltre la collaborazione di Mama Happy, Casa Centro ANSPI, Spazio 13 e il supporto di Kreattiva.

Petros Markaris presenta: “il tempo dell’ipocrisia”

Da: Ufficio stampa

Per la sesta edizione estiva, Autori a Corte promuove la cultura diffusa anche al di fuori dei confini nazionali, puntando su autori di grande calibro e rinomanza.
In occasione della sua breve tournée italiana che terminerà il 16 luglio, Sabato 13 luglio alle ore 19.15 la Sala Convitto del Consorzio Factory Grisù di via Poledrelli 21 aprirà le porte all’evento speciale, che vedrà protagonista lo scrittore Petros Markaris e la presentazione del suo nuovo romanzo “Il tempo dell’ipocrisia” (La Nave di Teseo Edizioni).
Petros Markaris, scrittore, sceneggiatore e autore di teatro di origini armene, è considerato la punta di diamante della carta stampata in terra ellenica. Il suo nome è legato indissolubilmente al commissario Kostas Charitos, il protagonista di molti romanzi dell’autore, un personaggio scontroso e cinico ma dalle profonde doti umane, definito dalla critica nazionale come il “Montalbano italiano”. Tra le pagine del suo ultimo romanzo prende vita la misteriosa serie di omicidi e la pesante accusa rivolta alle vittime, l’ipocrisia, l’unico elemento in comune tra di esse. La polizia brancola nel buio ma Kostas Charitos che è appena diventato nonno, non riesce a stare alla larga dalle indagini. E non riesce a smettere di farsi una domanda:«Perché l’ipocrisia sembra essere il comune denominatore di questi efferati omicidi? E perché i responsabili di queste morti si firmano con il titolo “Armata degli idioti nazionali?”». Il commissario indagherà su un nemico dai mille volti, che costringerà il suo implacabile desiderio di giustizia a fare i conti con la propria coscienza e con le ragioni imprevedibili del cuore.
Testimone della crisi economica e sociale che ha colpito Atene negli ultimi anni, Petros Markaris si fa portavoce delle ombre e delle incongruenze del suo tempo, attraverso l’ironia pungente della sua penna silenziosa.
Il suo curriculum di tutto prestigio vanta anche la traduzione in greco di molte opere teatrali tedesche, tra cui i due “Faust” di Goethe e “Madre coraggio” di Brecht. Ha collaborato con Theo Angelopoulos a diverse sceneggiature, tra cui “L’eternità e un giorno”, Palma d’oro a Cannes nel 1998. Dal 1964 si è stabilito ad Atene e nel 1974 ha ottenuto la cittadinanza greca.
La presentazione sarà moderata dal giornalista Marco Zavagli, direttore del quotidiano online “Estense.com”. La traduzione della conversazione dall’inglese sarà a cura della giovane scrittrice Giorgia Pizzirani.
La presentazione è a titolo gratuito. È possibile l’acquisto del libro nel luogo stesso dell’evento. Al termine dell’incontro l’autore sarà a disposizione per dediche e foto.

Politica e biologia: la logica del clan

Con questo ‘provocatorio’ intervento il nostro Jonatas Di Sabato si cimenta nell’analisi politica scardinando le ortodosse logiche interpretative. Confidiamo che lo stimolo induca altri a prendere parola e intervenire nel merito del dibattito relativo alle strategie comunicative che caratterizzano il panorama politico attuale

 

Nelle ultime settimane la scena mediatica è stata dominata dalle analisi post elettorali. La sconfitta della sinistra, a tutti i livelli, ha acceso una forte discussione che, nella maggior parte dei casi, porta però sempre verso risposte in qualche misura genericamente rassicuranti, del tipo “bisogna cambiare”. Ma cambiare come? La politica è molto simile a un sistema ecologico, con le sue nicchie occupate dalle varie ‘specie’ che possiamo chiamare partiti. Proprio come un organismo, un partito politico subisce evoluzioni, anche se, in questo campo, sembra che più che Darwin sia Lamarck ad avere la meglio: un partito viene modellato rispondendo agli stimoli che provengono dall’esterno, dal proprio elettorato. Anche la sinistra ha provato a farlo. Basti pensare a come, durante gli anni Settanta, parlare di droga o divorzio fosse considerato un tema ‘borghese’, e infatti le battaglie su quei temi furono portate avanti non dal Pci, ma dal Partito Radicale. Oggi, lo vediamo, la sinistra si è assunta quasi la paternità o comunque la tutela di queste conquiste. Il problema di questi cambiamenti, però, sta nel fatto che, dopo la rivoluzione di internet, la risposta deve essere sempre più immediata. E questo favorisce, per sua natura, chi ha nel proprio ‘dna’ politico delle risposte strutturate ed efficaci. In questo la destra non ha rivali, per un motivo fondamentale: è naturale. Spiegare cosa voglia dire è molto semplice: la destra, e non mi riferisco a quella liberale, risponde a una logica ‘naturale’, quasi biologica, quella del branco: difende ciò che è vicino, simile, familiare. E la sinistra? Oramai è chiaro che l’arrancare dei partiti progressisti non può trovare una giustificazione solamente nel candidato sbagliato o nella gestione dei migranti fatta male. La risposta, questa volta, non può darla neppure l’economia o la politologia. No. Credo a ragion veduta che l’unica spiegazione si possa trovare nella ‘biologia politica‘.

  • Le estinzioni di massa

Quello delle estinzioni è un capitolo ciclico che vede il ripetersi con un ritmo più o meno regolare di scomparse traumatiche di specie viventi. Questo fatto così catastrofico, in realtà, porta con sé un fattore positivo: nuove nicchie ecologiche, accelerazione dei processi evolutivi. Ma cosa c’entra tutto questo con la politica? Ciclicamente anche in politica ci sono delle trasformazioni, delle estinzioni traumatiche. Un esempio potrebbe essere la scomparsa dei partiti d’elité agli inizi del Novecento per dare campo ai partiti di massa. E ora proprio i partiti che hanno fatto la storia del Novecento si trovano in un “collo di bottiglia evolutivo”. In pratica, qualsiasi cosa si tenti di fare, il loro destino è evoluzionisticamente segnato: devono estinguersi perché non hanno saputo adattarsi ai cambiamenti del loro ambiente e Darwin è stato molto chiaro: in natura, come in politica, non vince il più forte, ma chi si adatta meglio. E la sinistra non può adattarsi in un periodo di crisi perché, nel suo Dna, non ha i geni per farlo.

  • Forze centrifughe, forze centripete ed entropia

Per spiegare questa differenza, prenderò per buona l’esistenza in natura della forza centrifuga, anche se, in realtà, non lo è. Ogni forma di aggregazione umana ha al suo interno delle forze che tendono alla disgregazione. Qualunque sia la vostra opinione politica, non si può sfuggire alle leggi della chimica e della fisica. Prendendo come esempio una nazione, all’interno di questo insieme ci sono delle forze che mirano a separare, ad atomizzare, frammentare le componenti interne. Ci vuole molta più forza e quindi energia a far restare uniti invece che distruggere e creare un ambiente caotico. Banale termodinamica. Le forze che disgregano, all’interno degli agglomerati umani, sono essenzialmente due: l’individualità o, meglio nella sua accezione degradante, l’egoismo e la violenza intrinseca. Su quest’ultimo punto tornerò più avanti. Sta di fatto che, quindi, per mantenere un ordine delle cose, un’unione all’interno del sistema nazione, le energie da spendere sono direttamente proporzionate alla sua grandezza. Con energia, naturalmente, in questo contesto, intendo risorse economiche. Quindi, se prendiamo ad esempio un sistema chiuso, l’Italia, ci sono delle forze centrifughe che tendono alla disgregazione: campanilismi, individualismi, scissionisti, indipendentisti, localismi ecc. Per far sì che queste forze non trionfino ci vuole un’immissione di forze contrarie, forze che tendano verso l’unità della nazione e, sia chiaro, non parlo di nazionalismi, ma bensì di costrutti che vadano contro le elencate forze. La sola forza finanziaria non basta, perché eliminerebbe solo il primo fattore e cioè l’egoismo, per creare una vera unità deve essere proiettata verso l’esterno la forza più distruttiva del sistema umano e ovvero la violenza intra-clan. Ma come farlo?

  • Nemici immaginari e nemici reali

Una delle più grandi sfide è proprio quella del saper gestire ogni forma di forza distruttrice interna al gruppo e proiettarla verso l’esterno. Qualsiasi tipo di società, da quelle di stampo egualitario ‘primitivo’ fino alle società complesse, deve affrontare questa problematica. Chi governa, quindi, ha dalla sua due possibilità: avere un nemico o creare un nemico. Nei secoli si sono avuti entrambi gli esempi, ma per restare agli ultimi decenni trascorsi si potrebbe pensare alla seconda guerra mondiale. Un nemico reale, il nazi-fascismo, fa unire gruppi altrimenti lontani da ogni logica alleanza: ed ecco i cattolici con i comunisti, liberali con anarchici. Nonostante alcune problematiche, il riuscire ad incanalare la violenza verso un nemico esterno fa in modo che quella interna al gruppo sia limitata e gestibile. In fin dei conti anche la scelta biologica della sessualità secondaria da parte del genere sapiens ha avuto come fine anche quello di limitare questo genere di problematica. Rapportato in politica chi è avvantaggiato, in questo momento storico, è sicuramente chi propone un nemico, anche artefatto, ma assolutamente percepibile. In questo caso le forze sovraniste hanno fatto un lavoro eccellente. Un esempio è la Lega di Salvini. Quest’ultimo, incanalando verso forze esterne le problematiche italiane, ha riversato tutta la rabbia verso di loro. Così da nord saremmo, nella sua logica, attaccati dai burocrati di Bruxelles, e da sud dall’invasione dei migranti africani. Ma ha fatto un passo in più. Issandosi come cavalleresco paladino della difesa dei valori tradizionali cattolici, combatte anche il nemico interno di una islamizzazione a suo dire sempre più evidente e di una degenerazione dei costumi. Tralasciando se le sue affermazioni siano vere o false, il nocciolo della questione e l’aver saputo creare più nemici e incanalare verso di loro la violenza. È stato talmente abile da aver trasformato un partito di stampo territoriale e federalista, in un partito nazionalista unionista.

  • La crisi perfetta

Durante una crisi le visioni della società si polarizzano e si estremizzano. Vince chi fornisce la risposta migliore, immediata e in grado di creare consenso. Ecco perché, a parer mio, la sinistra fatica a riformarsi e rischia di estinguersi: il motivo risiede proprio nel non riuscire a dare risposte ‘naturali’. Uno dei capisaldi della sinistra fu enunciato da Pietro Nenni: “L’essere socialista vuol dire portare avanti chi è nato indietro”. In pratica aiutare i deboli, creare uguaglianza sociale. La sinistra italiana, poi, mostra l’incapacità di generare un tema forte e unificante attorno al quale aggregare le proprie schiere. Ha provato segnalando il rischio della reviviscenza del fascismo, ma ha fallito, perché, dopo anni di abbandono di una certa nicchia sociale, si è trovata respinta dalle periferie e da parte della classe lavoratrice, che paga il più alto costo della crisi del 2008, ed ha estremizzato il proprio voto verso chi ha dato risposte semplici e perciò ‘rassicuranti’: io sono come te, tu sei come me, sono gli ‘altri’ che ci stanno facendo del male. Sia chiaro che qui non si parla di giusto o sbagliato, ma di ciò che è accaduto e sta ancora accadendo. Altro problema della sinistra, come detto, è l’incapacità di dare risposte in tempi stretti. Questo deriva dal fatto che gli obiettivi della sinistra impongono un lavoro di lunga lena per dissodare l’inaridito terreno sociale. La destra, invece, non deve investire, ma attaccare. Non a caso per stare al potere ha bisogno di generare un clima da campagna elettorale perenne e uno stato di crisi perpetua. Se non ci fosse una crisi, la popolazione andrebbe naturalmente verso posizioni politiche moderate, vincenti in periodi di crescita, come fu per la Dc fino agli anni Ottanta. Ma il problema più grande ancora non si è manifestato: la crisi economica ‘perfetta’ ancora non è arrivata. Quella del 2008 è stata la peggiore crisi che si ricordi dal 1929 eppure, affermano molti esperti, questa potrebbe essere nulla in confronto a quella che potrebbe investirci nel 2020. I motivi sono vari. In primis la crescita esponenziale degli Usa, prima o poi finirà. Quando questo accadrà, andrà ad unirsi alle guerre commerciali messe in atto da Trump, via via sempre più aspre, con Cina, Canada e Messico. Ciliegina sulla torta sarà un conflitto armato. Scongiurata l’ipotesi nordcoreana, i riflettori si sono spostati subito su un altro Paese, il più probabile a questo punto: l’Iran. Solo nelle ultime settimane l’escalation è arrivata a livelli altissimi e un conflitto armato non è più solo un’ipotesi. Quando l’economia statunitense andrà giù, a seguire ci sarà anche quella europea. Quando ciò accadrà, però, al contrario del 2008, non ci saranno governi solidi e strumenti politici adeguati a prevenire una caduta libera. Chi dovrà affrontare la prossima recessione avrà le mani legate, con livelli di debito di molto superiori a quelli attuali. Quando ciò si verificherà, la risposta elettorale sarà ancora più estrema. In questo scenario l’attuale sinistra rischia di essere letteralmente spazzata via, se non riuscirà rapidamente a interpretare i tempi che cambiano e adeguare ad essi la propria azione.

A questo punto bisogna chiedersi: cosa fare? La risposta è dura ma semplice: prima di tutto accettare che la sinistra con stampo novecentesco è entrata in un collo di bottiglia evolutivo. In poche parole è destinata all’estinzione. Meglio correre ai ripari e ripensare un nuovo modello di forma-relazione improntato, appunto, su un’innovativa modalità di risposta alle istanze del nuovo millennio, con parole nuove e, soprattutto, strutturando anche una nuova capacità di movimentazione ideologica. Se ciò non dovesse accadere, quello che ne seguirà è abbastanza evidente: la fragilità dell’economia mondiale sta estremizzando le risposte dei cittadini, da Salvini, a Le Pen, passando per Bolsonaro o Trump. La prossima crisi, forse già alle porte, troverà un panorama politico e sociale già estremizzato. Quello che ne deriverà potrà portare solo alla caduta delle istituzioni più fragili in questo momento, prima tra tutte proprio l’Unione Europea. Tutto ciò che accadrà dopo resta imprevedibile, ma di certo non si profila uno scenario capace di alimentare positivi pensieri.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi