Giorno: 14 Ottobre 2019

Coldiretti: alla scoperta dei social media con i giovani per le imprese agricole

Da: Ufficio Stampa Coldiretti Ferrara

Organizzata da Giovani Impresa Ferrara presso la sede di Coldiretti, una serata per esplorare le potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione anche per le imprese agricole, soprattutto per chi ha un rapporto diretto con i consumatori.

#SOCIAL@AGRI è il titolo della serata in programma a partire dalle 20.30 di mercoledì 16 ottobre prossimo, presso la sala conferenze della sede Coldiretti di Ferrara, organizzata da Giovani Impresa Ferrara ma aperta a tutti i soci che utilizzano o vorrebbero utilizzare meglio gli strumenti dell’era internet.
Dalla presentazione aziendale per agriturismi e vendite dirette con i propri siti aziendali, all’utilizzo dei social media (Facebook, Instagram, Twitter, MySpace, Linkedin, YouTube, Flickr, e simili), alla semplice gestione della propria posta elettronica o dei contatti Whatsapp o Telegram, si tratta davvero di un universo da esplorare e comprendere per farlo diventare parte delle proprie attività quotidiane e trarne il miglior beneficio possibile, restando al passo con i tempi.
A condurre la serata sarà Alexandra Boeru, giornalista e curatrice tra l’altro della testata web Ferrara famiglie.
La serata è aperta a tutte le imprese associate interessate.

Successo per le iniziative di Federfarma “Tour della salute” e “Crescendo in salute”

Da: Organizzatori

Grande successo di pubblico nel fine settimana appena concluso per il doppio evento dedicato alla salute che si è tenuto in Piazza Castello a Ferrara.
La manifestazione di Federfarma ha pienamente centrato il suo obiettivo, che è quello di sensibilizzare i cittadini sull’importanza di uno stile di vita sano e di una corretta alimentazione, al fine di prevenire le malattie e preservare il proprio benessere.

Sabato è stato il giorno del “Tour della Salute”, dedicato ad un target senior, mentre domenica “Crescendo in Salute” ha focalizzato l’attenzione sui più piccoli e sull’universo della famiglia più in generale. Più di 200 cittadini hanno avuto accesso gratuito agli screening effettuati da Federfarma Ferrara, affollando gli ambulatori appositamente allestiti, all’interno dei quali i visitatori si sono sottoposti a controlli della glicemia e della pressione arteriosa, ma anche a screening odontoiatrico, test dell’udito e controllo del peso.

Particolare interesse hanno suscitati i dibattiti e i convegni divulgativi, che si sono tenuti sul palco mobile. Uno dei momenti più significativi del doppio evento è stato senza dubbio il dibattito presieduto dalla presidente di Federfarma Ferrara, Stefania Menegatti, insieme alle consigliere delle società scientifiche, Monica Carozza dell’Adoi (Associazione italiana dermatologi ospedalieri) e Stefania Raimondi dell’Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica), durante il quale sono stati affrontate le tematiche riguardanti la farmacia dei servizi, l’aderenza alla terapia e la psoriasi. All’iniziativa ha preso parte anche Paola Peruffo, come consigliere comunale oltre che come farmacista impegnata per la diffusione delle buone prassi in ambito di salute pubblica.

Non sono mancate attività formative, come le dimostrazioni finalizzate all’apprendimento delle principali nozioni relative alle manovre di disostruzione, e momenti ludici, dedicati in particolar modo ai bambini, come l’Angolo della Merenda biologica e il Concorso di disegno. Altri momenti di intrattenimento hanno visto protagonisti i Piccoli cantori di San Francesco e la Scuola Danza B Family.

La Sagra dell’anguilla di Comacchio chiude con oltre novemila coperti

Da: Organizzatori

Il primo passo per trasformare la Sagra dell’anguilla in un evento turistico di valenza nazionale, è stato fatto. Le presenze quest’anno si sono davvero allargate. Sono arrivati turisti dal Piemonte, dalla Toscana, dalla Lombardia e perfino dall’Austria e dalla Francia. E’ questo il bilancio della XXI edizione che si è chiusa domenica. “Nei tre week end di apertura, allo stand abbiamo fatto oltre 9.000 coperti – spiega Gianluca Castaldi, presidente dell’ASD San Giuseppe, organizzatrice dell’evento – sono stati coinvolti oltre 100 volontari del Canoa Club, Pallavolo Comacchio e Basket Delta. Un ringraziamento va all’Anmi e al responsabile Giulio Giannuzzi, che hanno gestito la cucina. Molto apprezzato il ristorantino e l’impegno dei ragazzi della scuola alberghiera Remo Brindisi, coordinati dal prof. Andrea Piccoli”. Una curiosità: il piatto più venduto è stato l’anguilla alla grigia, ma da parte dei turisti è stato davvero apprezzato anche il brodetto d’anguilla, per molti ancora sconosciuto.
Patrizia Guidi, responsabile della attività di promozione e animazione di Po Delta Tourism: “Il bilancio è certamente positivo. Molto bene il cooking show per la qualità dei protagonisti, la sfoglina Alessndra Spisni, lo chef giapponese Ogata e Igles Corelli. La tradizione lagunare è stata rinnovata grazie alla presenza di associazioni come Al Batal, così come il gruppo dei “Mamalucchi” che hanno organizzato anche una gara molto avvincente, riservata ai bambini. Le escursioni per singoli e gruppi hanno registrato il tutto esaurito. Molto positiva l’apertura della sala degli aceti che in futuro sarà protagonista di altri importanti eventi. Grande successo anche per lo chef Rubio, presente questa volta in veste di fotografo. Sono state anche molto apprezzate le conferenze al Museo Delta Antico sul tema a tavola con gli etruschi di Spina, alle quali ha partecipato un pubblico di grande qualità e di notevole livello culturale. Abbiamo coinvolto anche la nuova scuola di musica di Comacchio. Ma il dato che ci gratifica di più è il grande numero di pernottamenti in tutte le strutture e un’importante presenza di camper, a testimonianza di un pubblico che veniva per la maggior parte da fuori provincia e regione”.
“Il bilancio è certamente positivo e ci sprona ad andare avanti sulla strada della qualità – afferma Ted Tomasi, presidente di Visit Comacchio – vogliamo che la Sagra diventi sempre più un veicolo di promoziona turistica per il territorio. Puntiamo in futuro ad un pubblico di livello, con buona capacità di spesa, che scopra il territorio in bassa stagione per poi tornarci durante l’estate. Per questo abbiamo creato “La porta del turismo”. Un piccolo villaggio che abbiamo sistemato nel parcheggio di fronte all’ingresso del cortile di Palazzo Bellini, nella zona di accesso ai Trepponti. Per questo ringrazio il Club del Sole (che a Spina gestisce il Camping Spina) che lo ha gestito, poi l’azienda Crippa per le case mobili e la Casabella di Lagosanto, che si occupa di manutenzione di immobili e giardini, e che ha presentato il progetto Free zanz, liberi dalle zanzare”.
Da sottolineare in chiusura la presenza delle telecamere di Gambero Rosso che hanno realizzato uno special di mezz’ora dedicato a Comacchio e all’anguilla, che andrà in onda nei prossimi giorni.

La Settimana Nazionale della Protezione Civile al centro dei lavori della Conferenza provinciale permanente

Da: Ufficio Stampa Prefettura di Ferrara

E’ in programma domani 15 ottobre, alle ore 10, presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio, il convegno “Istituzioni, Enti locali e Volontariato nella Protezione Civile: rapporti, competenze, attività”, il principale evento in programma in questa provincia per celebrare la “Settimana nazionale di Protezione civile”, l’iniziativa promossa dal Dipartimento Nazionale di protezione Civile in stretta sinergia con le Prefetture.
L’iniziativa rappresenta un’occasione importante di scambio interistituzionale e di approfondimento sul ruolo e sulle attività dei Vigili del fuoco, colonne portanti della Protezione civile in emergenza, della Regione e dei Comuni, e in particolare, sulla fondamentale attività che gli Enti Locali pongono in essere in tema di pianificazione e di prevenzione di eventi dannosi, nonché sulla necessità di una corretta informazione alla popolazione sui rischi potenziali presenti nel territorio in cui vive ed opera.
Sono previsti interventi dei massimi esponenti del sistema regionale di protezione civile.

Martedì 15 ottobre ore 17.00 Marco Chinaglia sulle tracce di Michele da Firenze

Da: Organizzatori

Martedì 15 ottobre ore 17.00, Sala dell’Arengo di Palazzo Municipale (Piazza del Municipio 2 – Ferrara) Marco Chinaglia sulle tracce estensi di Michele da Firenze (1385-1455 ca.).

La Madonna con Bambino in terracotta, al centro della loggia del Protiro della Basilica Cattedrale di Ferrara, è opera da tempo assegnata al plasticatore Michele. Un artista, la cui vita ed opera sono un affascinante itinerario, attraverso vie terrestri e fluviali che da Firenze conducono nei vasti possessi estensi sulle due sponde del Po. Modena, Ferrara, Adria, sono solo alcune delle tappe in cui i valori plastici maturati nella temperie fiorentina si fondono con la cultura materiale e la tradizione iconografica della Padanìa.

La Basilica Cattedrale offesa dal terremoto del 2012 è oggi completamente invisibile. Con questo conferenza del Prof. Marco Chinaglia, desideriamo rinnovare l’interesse di tutti: Istituzioni, Associazionismo e singoli e cittadini nei confronti di un bene culturale tanto importante.

La festa delle startup: mercoledì 16 ottobre 2019 la finale ferrarese del Premio Cambiamenti

Da: Organizzatori

C’è una classifica in cui Ferrara è quarta a livello nazionale: è la classifica del Premio Cambiamenti 2019, un’iniziativa voluta dalla CNA per valorizzare le imprese startup che nascono e crescono in tutta Italia, lanciando sfide al mercato e creando innovazione.

“Evidentemente lo spirito imprenditoriale a Ferrara non manca, altrimenti – spiega Silvia Merli, responsabile dei giovani imprenditori di CNA Ferrara – non avremmo raccolto 36 domande di partecipazione, di cui 24 ammesse alla finale locale del Premio”.

La finale è in programma a per mercoledì 16 ottobre alle 17.30, presso la sala Convegni di Cna Ferrara in via Caldirolo. Le imprese ammesse alla fase conclusiva appartengono alle categorie più diverse: dal riciclo della plastica ai servizi sanitari e assistenziali, dalla grafica, alla comunicazione, all’automazione; senza dimenticare la toelettatura per cani, la moda, l’innovazione in campo alimentare. La cerimonia del 16 ottobre determinerà la scelta di tre startup vincitrici, che verranno prese in esame dalla giuria nazionale per la selezione dei finalisti nazionali del Premio.

Alla cerimonia in programma per mercoledì prossimo interverranno, Paolo Govoni, Presidente della Camera di Commercio di Ferrara; Angela Travagli, assessore alle attività produttive del Comune di Ferrara; Davide Bellotti, Presidente di Cna Ferrara e Bruno Faccini, Presidente dei Giovani Imprenditori Cna. Poi le imprese finaliste riceveranno un attestato di partecipazione e avranno la possibilità di presentare la propria idea imprenditoriale, in attesa della proclamazione dei vincitori prevista per le 19.00.

Ecco i nomi delle 24 aziende finaliste: A zampe lavate, Cento – Servizi alle persone; ACME, Riva del Po – Altra manifattura; Bytelabs srls, Ferrara – App, Web, Software; Cooperativa Sociale Start Up AVS, Ferrara – Servizi alle persone; Da Zero, Ferrara – Sostenibilità e Sociale; Hazloc Srl, Ferrara – Tecnologie (Macchinari, elettronica, robotica); Il Bosco Officinale, Mesola – Agroalimentare; Integrani s.n.c. di Campanella Vittorio e Moretti Davide &C, Ferrara – Agroalimentare; La Pazienza Arti e Libri, Ferrara – Commercio e Ristorazione; Libreria Albatros, Cento – Commercio e Ristorazione; MediaRes Comunicazione, Ferrara – Comunicazione e Social Media; Museum Interaction eXperience, Ferrara – Cultura, Turismo e Territorio; Polycykle Road Plastic & Recicling Srl, Ferrara- Tecnologie (Macchinari, elettronica, robotica); Puzzle Art Srl, Ferrara – Servizi alle imprese; Rigenesa Beauty & Soul, Comacchio – Salute e Benessere; Sanitaria Tato e Tata, Ferrara – Salute e Benessere; Sartoria Sovversiva, Ferrara – Moda; Scacco Matto srl, Ferrara – Servizi alle persone; Tekamed Srl, Ferrara – Salute e Benessere; Tredici Lab Srl, Ferrara – Arredo e design; Villa Geras, Fiscaglia – Servizi alle persone; Wamo Studio s.a.s. di Nicola Passarotto e c., Ferrara – Comunicazione e Social Media; Wash Dog, Ferrara – Salute e Benessere; ZF Lab s.r.l.s, Copparo – Moda.

A Comacchio Halloween è da paura

Da: Ufficio Stampa Visit Ferrara

Il 31 ottobre 2019 la città sull’acqua si anima di creature terrificanti, con tanti eventi tra i canali del centro storico per grandi e piccoli. Per un ponte di Ognissanti da brividi c’è Visit Comacchio.

Sulle acque dei canali si riflettono le ombre di terribili fantasmi, dai ponti si specchiano le forme di zombie spaventosi e sui palazzi antichi e colorati del centro storico streghe e fattucchiere sorvolano il cielo della notte più tremenda dell’anno. Comacchio (FE) per Halloween si trasforma in una città horror fantasy, per accogliere grandi e piccoli a caccia di misteri e di esperienze da incubo, da vivere con Visit Ferrara e Visit Comacchio. La festa è un’occasione originale per trascorrere il ponte di Ognissanti nella città sull’acqua, approfittando del weekend lungo per esplorare la splendida natura che si tinge d’autunno del Parco del Delta del Po, tra escursioni a piedi, in bicicletta o in barca.
Dal pomeriggio del 31 ottobre 2019 tra le vie di Comacchio si possono incontrare o magari “evitare” i Cavalieri della Morte, con il Tirannosauro Rex e Carnotauro, indomiti sputafuoco, maghi e misteri. Nei pressi della Torre dell’Orologio, l’Horrorificio truccabimbi trasforma i piccoli in creature mostruose, Mythos il trasformista si occupa del makeup professionale di Halloween e si può partecipare ad un concorso a premi per diventare la più brutta del reame. Non manca il tradizionale momento della caccia ai dolcetti o scherzetti mostruosi e tanti momenti musicali fino a notte. Da non perdere, al Ponte dei Trepponti, il Labyrinth Orror e la gara di intagliatori di zucche tra i canali della città. Per un soggiorno da paura ci sono le proposte di Visit Comacchio www.visitcomacchio.it .
Con l’offerta “Un soggiorno da brivido a Comacchio”, 3 notti con colazione in elegante b&b nel centro storico, il Comacchio Museum Pass per navigare nelle Valli di Comacchio e visitare il Museo Delta Antico, la Manifattura dei Marinati e la Casa Museo Remo Brindisi, un’escursione in barca da Comacchio nei luoghi dell’anguilla, sono a partire da 229 euro a persona.
Con la proposta per il “Ponte di Ognissanti nel Parco del Delta del Po” sono incluse 3 notti in hotel nel cuore del parco con colazione, una suggestiva navigazione a bordo di una piccola imbarcazione lungo la foce del Po di Volano, il Comacchio Museum Pass e una passeggiata a cavallo immersi nella natura del Delta. Il prezzo è a partire da 182 euro a persona.

LA PROPOSTA
I rischi di un Internazionale bulimico e la necessità di contrastare il ventre molle di Ferrara

Spalmare sul territorio e nell’arco dell’anno le iniziative del Festival di Internazionale a Ferrara. E’ l’idea lanciata da Michele Ronchi Stefanati, docente e ricercatore universitario in letteratura italiana all’University College Cork, in Irlanda. La sua proposta, comparsa nei giorni scorsi sulle pagine della Nuova Ferrara, mi pare rivolta prioritariamente all’interiorità del territorio e che, a mio parere, deve tenere in considerazione alcuni elementi.
La prima cosa che sottolineo è la natura bulimica ed esteriore di Internazionale, volta a richiamare pubblico da fuori città. E la natura bulimica in generale sottende un’idea di città esteriore, dove per esistere occorre fare qualcosa di grande, visibile e riconoscibile all’esterno. È un’apertura cittadina che ‘ospita’, e come tale è auspicabile, ma il rischio insito è che la proliferazione sotterri psiche e inconscio collettivo, coprendo la città reale con una patina illusoria, nella speranza che l’illusione di colpo diventi realtà.
C’è poi la sensazione che occorra essere colonizzati per ottenere dei grandi risultati, che grandi nomi o palinsesti e intermediazioni possano portare avanti discorsi e pratiche altrimenti non alla portata cittadina. Eppure primarie sono le pratiche e i discorsi, non solo le personalità che li affrontano. E questa città ha al suo interno, anche grazie all’Università, alle scuole, alle associazioni, ottime personalità, un immenso potenziale inespresso, purtroppo per ora quasi del tutto impermeabile e conchiuso.
È forse il discorso interiore che va affrontato? Di sapere ce n’è tanto, ma difficilmente si traduce in percorso comune, collettivo; non condensa, e soprattutto non sempre genera pratiche virtuose, sostenibili, imitabili.
Allora, se la città è rapporto tra interno e esterno, l’apertura di Internazionale aiuta a guardarsi dentro, a vedere quel che resta nella comunità concreta, ma poi occorre la strada da intraprendere. Quella viene da dentro, da noi.
E qui il punto diventa la capacità della città, non di Internazionale, di elaborare e declinare le iniziative culturali attraverso una serie di indirizzi prioritari.
C’è tanto lavoro da fare per ribaltare la sudditanza nel lessico, nelle idee, subordinazione e sostanziale impotenza di fronte a grandi temi e questioni mondiali, nazionali e locali. Città pulviscolare? Eccentrica? Non importa.
Quel che conta è che la cultura è sempre arbitraria, è scelta, dunque in Italia e a Ferrara credo che la questione prioritaria sia il deficit di cultura democratica, la quale rappresenta la frattura tra comunità e società in Italia.
Cultura democratica è antifascismo. Ed è – prima che diritto della maggioranza – regole, processi, strutture, linguaggio, nonché tutela e rispetto dei diritti degli individui e delle minoranze.
Sappiamo bene che la cultura democratica è universalista, imitabile, è sottrarre al mondo la propria parte di odio, di inquinamento, di privilegi e soprusi, è convivenza solidale e riconciliazione col pianeta e gli esseri viventi. Spesso è antieconomica e anticapitalista, e combatte il maschilismo imperante dei cari fat dar, le intimidazioni, le generalizzazioni sui Rom, il disprezzo etnico, per giunta.
Ebbene, questi elementi, che so di condividere con Stefanati, più di ogni altra remora, non mi consentono di condividere appieno il suo appello, non con questi amministratori, con i loro metodi, col loro lessico. La Lega a Ferrara, diranno, è colpa del Pd? D’accordo. Spieghiamo pure al Pd che non basta il nome per essere democratici e per essere un partito.
Tuttavia le regole vengono prima di qualsiasi consenso. E questa città deve saper verificare e scegliere, lavorare per saper scegliere continuamente.
Internazionale funziona perché sceglie di continuo da che parte stare. Ma non può essere lei a scegliere sempre per noi.

Jordi Savall e Les Concert des Nations nelle Sinfonie n. 3 e 5 di Beethoven: mercoledì 16 ottobre ore 20.30

Da: Organizzatori

Mercoledì 16 ottobre – Teatro Comunale “Claudio Abbado”, ore 20.30 – la stagione 2019/2020 di Ferrara Musica prosegue con uno dei suoi appuntamenti più attesi, che si presenta quasi sold-out: Jordi Savall e la sua orchestra, Les Concert des Nations, saranno impegnati nell’esecuzione della Sinfonia n. 3 “Eroica” e della Sinfonia n. 5 di Ludwig van Beethoven. I due celeberrimi capolavori risuoneranno dalla voce degli strumenti originali, coniugando così la ricerca filologica all’energia infusa dalla passione di una delle personalità musicali più carismatiche della scena internazionale. Da oltre quarant’anni Savall è impegnato a far conoscere meraviglie musicali cadute nell’oscurità dell’indifferenza e dell’oblio. Dedicatosi alla ricerca di queste musiche antiche, il maestro catalano le studia e le interpreta, con la sua viola da gamba o come direttore. Grazie alle sue attività di concertista, insegnante, ricercatore e creatore di nuovi progetti, sia musicali che culturali, è diventato un nome di riferimento nella rinascita della musica storica, fondando, insieme a Montserrat Figueras, i complessi musicali Hespèrion XXI, La Capella Reial de Catalunya e Le Concert des Nations. Ora proprio questa ultima formazione è coinvolta nel progetto pluriennale di esecuzione integrale delle Sinfonie beethoveniane: il maestro catalano infatti ha riunito un’Accademia europea – formata da trentacinque musicisti del suo storico ensemble, integrato da altri sedici giovani musicisti-studenti selezionati – che fra 2020 e 2022 porterà nel mondo l’integrale delle Nove Sinfonie. La Prima, Seconda e Quarta sono già state eseguite in un tour europeo; ora tocca appunto alla Terza e alla Quinta.

«Il suono e l’equilibrio dell’orchestra ai tempi di Beethoven – spiega Savall – erano molto diversi da quelle di un’orchestra moderna. Le potenzialità tecniche e il timbro degli strumenti corrispondeva grosso modo alla lenta ma costante evoluzione dell’orchestra, cominciata con gli ensemble barocchi e culminata nella seconda metà dell’Ottocento in quella forma genericamente riferita al classicismo. Conoscendo le idee beethoveniane in merito alla perfezione e il suo interesse all’innovazione, si potrebbe dedurre che in molti modi egli era impegnato a perseguire un’ideale che oltrepassava le possibilità del proprio tempo».

Biglietti da 9 a 49 euro. Info: www.ferraramusica.it

“Coppia d’oro”, la competizione tra fornai per valorizzare il cibo e gli ingredienti naturali

Da: Ufficio Stampa Comune di Bondeno

L’ottava edizione della “Coppia d’oro” ha decretato il vincitore della prestigiosa kermesse dei fornai del territorio matildeo: ha vinto Alan Vacchi de “Il Porticato” di Scortichino, che succede così al Forno di Marco Coni, che si era aggiudicato la precedente edizione e che ha partecipato quest’anno, di conseguenza, “fuori concorso”. Che non si sia trattato puramente di un gioco, ma di una sfida all’insegna della qualità, lo dimostra la particolarità della prova mandata in scena domenica dall’associazione Panarea2 e da Ascom. La giuria tecnica era presieduta da Alberto Succi della Fida Confcommercio ed ha valutato ben undici parametri di riferimento (dalla croccantezza, alla doratura e al sapore). In campo: il “Pane” di Casari Michele, il “Panificio” di Manuela Cavicchioli, “La casa del Pane” di Michele Bosi, il “Panificio” di Loberti e Gulinati, “Il Porticato” di Laura Campini. Fuori concorso, il “Forno” di Marco Coni che aveva vinto l’edizione dell’anno scorso. Il premio rappresentava una delle iniziative territoriali del progetto “Pane al Pane” a cura di Ascom Confcommercio, che ha voluto ribadire – ha detto il vicesindaco Simone Saletti – il valore della “coppia ferrarese”, in un momento in cui parlare del cibo e degli stili di vita basati sull’alimentazione diventa particolarmente importante, in coincidenza con l’imminente Giornata Mondiale del Pane che si svolgerà il prossimo 16 ottobre».

Inaugurata la Fiera di Ottobre nel Comune di Bondeno

Da: Ufficio Stampa Comune di Bondeno

Visita dell’amministrazione al mobilificio Pirani di Gavello. Fabio Bergamini e Simone Saletti: “Da tre generazioni, quella di Lorenzo Pirani è una famiglia che guarda all’innovazione nel settore dell’arredo”.

L’avventura del Mobilificio Pirani di Gavello ebbe inizio con i nonni dell’attuale titolare Lorenzo, ormai diversi anni fa. I quali cedettero quindi il testimone a Giuseppe e, da lui, al figlio. E’ una tradizione di famiglia, insomma, quella dei mobili. In un settore dove il cliente non viene percepito semplicemente come una persona che si reca nel mobilificio per caso, bensì colui che sceglie un percorso fatto anche di “cortesia” ed un “servizio di assistenza” che prosegue nel tempo. A dirlo è il titolare dell’azienda, Lorenzo Pirani, che è tra le cinquanta aziende che hanno deciso di esporre nello stand dedicato, all’interno della centenaria Fiera di Ottobre. Il Mobilificio Pirani è stato visitato nei giorni scorsi dal sindaco Fabio Bergamini e dal vicesindaco Simone Saletti. «Nel nostro territorio – dice Bergamini – esistono realtà importanti nei vari settori produttivi, compreso l’arredamento, che costituisce una delle quattro “A” che hanno consentito lo sviluppo del Paese in passato. Per continuare ad investire in innovazione, occorre continuare a formare il personale di cui le nostre imprese hanno la necessità». Nel dettaglio del mobile, «il segmento di mercato che permette al mobilificio di crescere è quello delle cucine, che realizziamo anche su richiesta, a seconda delle esigenze del cliente – dice Pirani –. Adoperando anche soluzioni tecnologiche avanzate come l’Hpl o il Dekton». Per capirsi, superfici che sono pressoché inscalfibili, anallergiche e antibatteriche, ed in più resistenti a temperature altissime. Il mobilificio è però un’esposizione permanente anche per soggiorni, salotti e camere da letto, come vuole la tradizione. «L’andamento del mercato – spiega Lorenzo Pirani – ci ha permesso di tornare ai livelli pre-crisi, con un 30% di fatturato in più rispetto allo scorso anno e gli ordinativi per il prossimo Natale praticamente già chiusi». Segno che l’arredamento è un settore che gode ancora di buona salute, anche perché «non vendiamo semplicemente mobili e divani – dice il titolare – ma puntiamo su di un servizio di assistenza di qualità. Lo dimostra il fatto che, nel 67% dei casi, il nostro cliente è una persona che torna da noi dopo esserci stato almeno una volta». Attualmente, lo stabilimento di Gavello occupa 11 dipendenti, tra amministrativi, operai e tecnici. Colonna imprescindibile dell’azienda rimane il padre di Lorenzo, Giuseppe Pirani, che continua a dare man forte. «Si tratta di una bellissima realtà di azienda a conduzione familiare – commenta il vicesindaco Simone Saletti – in grado di spedire, in un mercato esteso e in ascesa, circa 500 cucine all’anno. Questo per dare un’idea dei numeri. Certamente, si tratta di un’eccellenza del nostro territorio».

Mercoledì 16 ottobre ore 18: Eraldo Baldini presenta “La palude dei fuochi erranti ” presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino

Da: Organizzatori

Dialogano con l’autore Silvia Cavicchi e Riccardo Vaccari.

Romagna, 1630. Tra le paludi e il monastero si nasconde il Male.

Anno del Signore 1630. A Lancimago, villaggio perso tra campi e acquitrini, gli abitanti aspettano con angoscia la peste che si avvicina. Per prepararsi al peggio, i monaci della vicina abbazia decidono di preparare una fossa comune. Ma durante i lavori di scavo trovano numerosi scheletri sepolti in modo strano, con legacci intorno agli arti e crani fracassati. La memoria collettiva non sa dire chi siano e i frati più anziani, interrogati, rispondono con un muro di reticenza e silenzio. Mentre, con poteri di commissario apostolico, arriva monsignor Diotallevi, incaricato di allestire i cordoni sanitari per contenere il contagio, nelle paludi nebbiose, nei poderi smisurati e nelle boscaglie intorno cominciano a succedere cose inspiegabili e inquietanti: fuochi che paiono sospesi nell’aria, animali scomparsi, presunti untori che si aggirano tra le vigne. «È opera del Demonio» dicono i paesani, e subito cercano streghe e fantasmi da combattere; ma c’è anche chi a Satana si rifiuta di credere, e in nome della scienza perlustra i terreni a caccia di risposte… Eraldo Baldini, maestro del gotico rurale, ci trascina in un mondo sospeso tra religiosità e superstizione, tormentato da paure ancestrali, in cui è impossibile distinguere il naturale dal sovrannaturale, i giusti dai colpevoli, i carnefici dalle vittime.

Scrittore noir, si specializza in Antropologia culturale ed Etnografia, nei suoi romanzi ha saputo coniugare “gotico rurale”, noir e horror in una vena originale. Inizia a scrivere saggi in questo settore e approda alla narrativa negli anni ’90. Nel 1991 vince il Myfest di Cattolica con il racconto Re carnevale. Scrive una lunga serie di romanzi, tra cui due per ragazzi: L’estate strana (edizioni EL, 1997) e Le porte del tempo (Disney Avventura, 2001).
La notorietà arriva con il romanzo Mal’aria (Frassinelli 1998, 2003), pubblicato anche in Francia, con cui vince il prestigioso premio “Fregene”. Tra i suoi libri ricordiamo Come il lupo (Einaudi, 2006) con cui ha vinto il premio “Predazzo” 2006; Melma (Edizioni Ambiente, 2007), Quell’estate di sangue e di luna (Einaudi 2008), L’uomo nero e la bicicletta blu (Einaudi 2011), Gotico rurale (Einaudi 2012), Nevicava sangue (Einaudi 2013), Stirpe selvaggio (Einaudi 2016). Per Fernandel nel 2015 ha pubblicato la raccolta di racconti umoristici Fra l’Adriatico e il West.
Tra i progetti: una sceneggiatura di un film a episodi (scritta con Giampiero Rigosi), tratta da quattro dei suoi racconti.

Per la raccolta dei funghi basta portare con sé copia del bollettino pagato alla regione Emilia-Romagna

Da: Ufficio Stampa Comune di Bondeno

Il prezzo del permesso per la raccolta funghi è di 10 euro annui.

Funghi, che passione. Soprattutto per chi conosce i punti giusti dove trovarli e se, con l’arrivo della stagione “umida”, la raccolta potrà essere più abbondante del solito. Almeno, rispetto ai mesi scorsi, in cui la calura estiva non ha certo aiutato, in tal senso. Ma quali sono le condizioni per poter raccogliere funghi senza incorrere in sanzioni? La normativa attuale prevede che, per l’anno in corso, i funghi possono essere raccolti da coloro che dimostrano di avere versato alla Regione i 10 euro stabiliti dalla delibera regionale numero 527/’18 e dalla determina dirigenziale n. 5192 dello scorso 22 marzo. «Fino a qualche tempo fa – dice il vicesindaco Simone Saletti – la normativa prevedeva che fossero i comuni a rilasciare i “tesserini”, con permessi che (a seconda dei casi) erano giornalieri, settimanali o mensili. Il nostro Comune deliberò a suo tempo che i prezzi dovessero rimanere popolari e invariati, senza cioè modificarli rispetto al passato, consapevoli che i funghi sono un hobby che mobilita anche una forma di turismo, fatto di appassionati». Le regolamentazioni introdotte a livello regionale servono anche a preservare l’ambiente in cui si sviluppano i funghi epigei, in modo che la raccolta avvenga senza eccessi e utilizzando contenitori che favoriscano il rilascio delle spore al suolo. In ogni caso, da quest’anno le regole in Emilia-Romagna sono cambiate. Per poter essere in regola per la raccolta occorre dimostrare di avere versato 10 euro al conto corrente dedicato: 1042629541, intestato a: “Regione Emilia-Romagna, autorizzazione raccolta funghi S.te”. In caso di controllo, occorrerà avere con sé e poter esibire il bollettino di pagamento, che è valido per tutto l’anno in corso. In attesa di capire se ci saranno novità in vista della prossima stagione.

Dibattito sulle questioni relative al “fine vita” e alle cure palliative alla Casa della Salute di Bondeno il 15 ottobre

Da: Ufficio Stampa AUSL di Ferrara

Di “fine vita” e diritti del malato si parla ormai quotidianamente, ma forse non tutti sanno che nel dibattito medico-scientifico contemporaneo è quanto mai di attualità il tema di voler assicurare ai pazienti (ed ai loro cari) la miglior qualità di vita possibile, anche quando l’evoluzione clinica del paziente porta verso un esito irreversibile.
Per questa ragione, martedì 15 ottobre (alle ore 15,30) si svolgerà alla Casa della Salute di Bondeno un seminario informativo sulla questione de “Il fine vita: riflessioni per una scelta libera e consapevole”. Ma di che cosa si tratta esattamente?
Le cure cosiddette “palliative” (ovvero, un approccio multidisciplinare, non solo farmacologico, finalizzato al miglioramento della qualità della vita del malato) sono nate negli anni Sessanta. A lungo applicate per i casi di pazienti terminali affetti da patologie oncologiche e, successivamente, per i malati di Aids, le cure palliative hanno visto estendere successivamente il loro spettro d’azione. «Le maggiori consapevolezze acquisite nel corso degli anni, a proposito dei diritti del malato – spiega l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Bondeno, Francesca Piacentini – hanno successivamente posto la questione anche sul piano normativo. Soprattutto in considerazione del fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (nel 2010) ha affermato che i principi alla base delle cure palliative dovrebbero essere applicati precocemente in nel corso di una malattia cronica». Proseguendo questo percorso fino alla fase terminale. Il punto focale del dibattito, che vedrà l’intervento del dottor Franco Romagnoni, sarà la questione della consapevolezza da parte del malato dei possibili percorsi di cura ai quali potrà accedere, ed in questo entra in scena il non meno importante tema del “consenso informato” del cittadino, normato dalla legge 219 del 2017, che vuole essere uno strumento per creare le condizioni affinché il cittadino partecipi attivamente (una volta in possesso delle corrette ed esaustive informazioni) ad una scelta di cura. Uno strumento, per la verità, non sempre sufficientemente conosciuto e che, quindi, diverrà argomento di confronto durante la giornata del 15 ottobre.
L’incontro viene promosso dall’Ausl di Ferrara e da tutti i Comuni del Distretto Ovest, nell’ambito dei Piani di Zona per la salute e il benessere sociale 2019-2020.

Assegnata il 13 ottobre la Coppia d’Oro 2019 (VIII edizione) a Bondeno a cura di Ascom Confcommercio

Da: Ufficio Stampa Ascom Ferrara

La tradizionale Fiera di Ottobre a Bondeno ha riconfermato la sua attenzione alle eccellenze enogastronomiche: in primis il Pane tipico di Ferrara ossia la famosa Coppia. Domenica sera (13/10) negli spazi espositivi di Panarea e dei Panificatori Ascom è stata premiata c on l’ambita Coppia d’Oro 2019, il forno Il Porticato di Alan Vacchi. Il p remio rappresenta una delle iniziative territoriali del progetto “Pane al Pane” a cura di Ascom Confcommercio per sottolineare degnamente la Ciupeta ferrarese in attesa dell’imminente Giornata Mondiale del Pane che si svolgerà il prossimo 16 ottobre.
A consegnare la targa al vincitore è stato il vicesindaco Simone Saletti affiancato da Roberto Giacomini (segretario delegazione Ascom Bondeno e Cento) e Marilena Magagna (presidente di Panarea).
La giuria tecnica – coordinata da Alberto Succi di Fida Confcommercio – ha soppesato ben undici parametri di riferimento (dalla croccantezza alla doratura, dal sapore alla forma…) in un appetitoso scontro all’ultimo…crostino che ha messo a confronto le Coppie di cinque panifici matildei : il Pane di Casari Michele, il Panificio di Manuela Cavicchioli, La casa del Pane di Bosi Michele, il Panificio di Loberti e Gulinati, e per l’appunto il vincitore ossia il panificio il Porticato di Alan Vacchi. Era invece fuori concorso il Forno di Marco Coni che aveva vinto l’edizione del 2018.

Un Cronos ferrarese alla Mille Miglia Usa

Da: Organizzatori

Dopo la Targa Florio australiana Michele Di Giusto farà di nuovo parte dell’equipe.

Dopo l’ottima esperienza della Targa Florio in Australia dello scorso anno, dove i “signori del tempo” erano partiti per la terra dei canguri per insegnare ai loro colleghi i segreti della regolarità, Michele Di Giusto, componente del consiglio direttivo della Scuola Federale di cronometraggio nazionale, è in partenza per la sua seconda missione oltre Oceano: la “1000 Miglia Warm Up USA” che si svolgerà dal 23 al 26 ottobre in collaborazione con l’Ambasciata d’Itala a Washinghton, Alfa Romeo e Chopard. Solo 40 saranno le vetture storiche al via della 1000 Miglia americana insieme ad un numero ristretto di supercar con un serrato programma di quattro giorni di gara con prove di guida e cronometrate. “Sono orgoglioso che la Federazione mi abbia dato questo incarico – afferma Di Giusto, impegnato anche oggi al “Misano World Circuit Marco Simoncelli”, proprio nel giorno dell’inaugurazione della strada a lui dedicata (ndr.) – dove avrò il compito di istruire una quarantina di persone in un solo giorno sul cronometraggio della regolarità prima di partire per la grande manifestazione americana”. Agli iscritti alle gare di regolarità, infatti, sarà offerta la possibilità di aggiungere una giornata di vero e proprio Warm Up: martedì 22 ottobre, grazie ai Cronos italiani e alle loro strumentazioni già in volo per Washington, si terrà un training dedicato a coloro che, digiuni di 1000 Miglia, potranno avere una panoramica delle regole e delle attività che caratterizzano la partecipazione alla corsa più bella del mondo.

Insieme a Di Giusto partiranno anche i colleghi Pietro Mozzi di Vicenza e Michele Crivellari di Padova. Nelle quattro giornate, le auto partecipanti percorreranno oltre 800 miglia attraverso alcune tra le più suggestive e iconiche zone della Virginia, della Pennsylvania e del Maryland per poi giungere nel cuore di Washington DC dove la manifestazione vedrà il suo epilogo proprio su suolo italiano con la cerimonia di premiazione ospitata nella prestigiosa Residenza Villa Firenze di Rock Creek Park dell’Ambasciata d’Italia a Washington. Una esperienza unica nel suo genere che premia la professionalità del cronometrista Di Giusto.

Giovedì 20 e Venerdì 21 Febbraio 2020 Virginia Raffaele al Teatro Comunale di Ferrara

Da: Ufficio Stampa CAOS

Giovedì 20 e Venerdì 21 Febbraio 2020 – alle ore 21:00 – al Teatro Comunale di Ferrara, grazie a CAOS Organizzazione Spettacoli, arriva Virginia Raffaele col suo nuovo spettacolo “Samusà”.

“Vuole sparare? Si vince sempre!” è la frase che ho ripetuto più volte nella mia vita.
“Stai dritta che siamo al pubblico!” è quella che mi sono sentita ripetere.
Sono nata e cresciuta dentro un luna park, facevo i compiti sulla nave pirata, cenavo caricando i fucili, il primo bacio l’ho dato dietro il bruco mela.
Poi il parco ha chiuso, le giostre sono scappate e adesso sono ovunque: le attrazioni sono io e siete voi.
Tutto quello che siamo diventati stupisce quanto un giro sulle montagne russe, e confonde più di una passeggiata tra gli specchi deformanti.
Prendete posto. Altro giro altra corsa.

Imitatrice, conduttrice, attrice. I mille talenti dell’artista romana nel suo nuovo spettacolo, dopo il successo di Performance andato in scena nelle passate stagioni.
In oltre 10 anni di carriera televisiva Virginia ci ha fatto divertire con le imitazioni di alcune delle donne più note, dalla politica (Maria Elena Boschi) alla musica (Ornella Vanoni) a moda, cinema e tv (Donatella Versace, Sabrina Ferilli e Belen Rodriguez). Dopo essere stata co-conduttrice di Carlo Conti nel 2016 e ospite di Baglioni lo scorso anno, nel 2019 Virginia Raffaele ha affiancato il conduttore, insieme a Claudio Bisio, per tutte le serate del Festival di Sanremo.

Biglietti in vendita da martedì 15 ottobre presso:
Biglietteria del Teatro Comunale di Ferrara (Corso Martiri della Libertà 5 – FE) – Orario di apertura: dal lunedì al venerdì ore 15,30-19,00 sabato 10,00-12.30 e 15,30-19,00;
On-line e nei punti vendita Ticketone.

Per informazioni: 0532 202675 – biglietteria.teatro@comune.fe.it

Da martedì 15 ottobre “Ambientiamoci” all’Alda Costa

Da: Organizzatori

Alla biblioteca dell’Alda Costa di Ferrara, dal 15 al 29 ottobre 2019, sarà possibile visitare la mostra “Ambientiamoci”, scoprendo i simpatici animali della fauna ferrarese reinterpretati con cartapesta e materiali di recupero dagli alunni della Boiardo e i libri digitali narranti favole moderne realizzati dalla classe IIID. Nell’ambiente espositivo sarà possibile visionare i prodotti multimediali, sfogliando le pagine dei racconti, ed ascoltare le voci narranti dei ragazzi.
La mostra, già allestita nel Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara, nasce come fase conclusiva del progetto “Come in un museo”, nel quale sono stati affrontati i temi dell’inclusione e del rispetto per l’ambiente.
È possibile contattare le docenti Claudia Vernacotola e Chiara Romagnoli alla sede Boiardo di via Benvenuto Tisi per organizzare una visita guidata con la referente del progetto ed alcuni ragazzi della III D che presenteranno il percorso svolto.

CIDAS in rete con il volontariato per permettere ai disabili di partecipare

Da: Ufficio Stampa CIDAS

Domenica 13 ottobre gli ospiti con deficit motori e psichici, del Centro Socio Riabilitativo per la Disabilità di CIDAS Parco La Fiorana, hanno preso parte a Portomaggiore all’iniziativa sportiva “La corsa dl’Alievar”, gara podistica organizzata dalla Polisportiva Quadrilatero, con il patrocinio del Comune di Portomaggiore e di UISP Ferrara.

Il sogno di partecipare alla competizione sportiva di Vittorio e Stefano, è stato reso possibile grazie alla collaborazione di una rete di realtà.
L’azienda Kratos di Ivrea e l’Associazione “Un po’ per tutti” con il Comune di Comacchio, hanno messo a disposizione due Kbike, innovative portantine su due ruote che possono trasportare una persona, trainate da un atleta nella parte anteriore e spinte da un altro atleta nella parte posteriore.
A cimentarsi nell’impresa sono stati gli operatori della struttura La Fiorana di CIDAS, Ivan Zaccara atleta della Kratos, Keba El Hadj Kagni giovane gambiano accolto da CIDAS nel progetto SPRAR/SIPROIMI del Comune di Argenta, che hanno scelto di mettersi letteralmente in gioco accanto agli ospiti con disabilità.
Il maestro di musica africana Hamidou Mbengue, che durante l’anno realizza corsi di musicoterapia nel Centro di CIDAS, ha inoltre intrattenuto il pubblico con uno spettacolo di percussioni coinvolgendo i bambini presenti e gli ospiti della Fiorana arrivati a sostenere i loro compagni, assieme ai famigliari.
La Polisportiva Quadrilatero ha fortemente voluto che i team delle Kbike fossero protagonisti della gara, a testimoniare la sensibilità al tema dell’inclusione sociale: sono stati infatti i primi ad essere premiati per la partecipazione alla conclusione dell’evento, ricevendo un riconoscimento direttamente dal Sindaco del Comune di Portomaggiore Nicola Minarelli e dall’Assessore per l’integrazione e la coesione sociale Alessandro Vacchi.

Per i ragazzi coinvolti è stata una straordinaria occasione per sentirsi accolti, anche al di fuori della struttura che li ospita. L’attenzione che è stata loro riservata, ha resto concreta l’idea che è possibile considerare il loro stato come una opportunità e non come un limite. E che la sinergia di più soggetti, coordinata dal personale di CIDAS, può far compiere un piccolo passo ad una portantina, e un grande passo a tutte le persone coinvolte.

Quella di oggi Portomaggiore è stata una giornata speciale, che si inserisce tra le attività educative dedicate a tutti gli ospiti del Centro Parco La Fiorana, pensate per mantenere le abilità fisiche e relazionali. L’équipe di lavoro di CIDAS – composta da coordinatori, operatori socio sanitari, educatori, infermieri, fisioterapisti e personale ausiliario – organizza ad esempio la pet therapy, i laboratori creativi ed artistici, la musicoterapia, la zumba, la ginnastica dolce, la fisioterapia.
Ci sono poi attività che si svolgono all’esterno, permettendo agli ospiti di mantenere il legame con il territorio e le comunità, come nuoto in piscina, ginnastica in palestra con istruttore individuale, sitting volley, partecipazione agli eventi del territorio, gite, visite ai musei ed ai parchi di divertimento.
Sono anche previste attività occupazionali, quali la tenuta di un piccolo orto e dei fiori, il riordino degli spazi interni ed esterni che, assieme alle altre, hanno l’obiettivo di preservare le capacità motorie e stimolare le abilità individuali.

L’approccio alla cura degli ospiti di CIDAS si caratterizza per un metodo di lavoro interprofessionale ed integrato, con un confronto costante tra le differenti figure che operano all’interno, ed anche all’esterno, con i servizi del territorio, al fine di garantire progetti altamente personalizzati a seconda delle esigenze di ognuno.
Altro aspetto distintivo è la volontà di dare voce e spazio alle famiglie, valorizzandone l’esperienza e preservandone il protagonismo accanto ai propri cari.
Una visione dell’approccio riabilitativo che mira a garantire il benessere degli ospiti e del contesto che li circonda.

16 ottobre: “Giornata Mondiale del Pane”

Da: Ufficio Stampa Ascom Ferrara

Significativo appuntamento il prossimo 16 ottobre legato all’alimentare: si festeggia in questa data la “Giornata Mondiale del Pane” e per l’occasione i panificatori di Ferrara, Modena e Ravenna aderenti al sistema Confcommercio, sostenuti da un bando della Regione Emilia-Romagna (delibera della giunta regionale n. 535 del 08/04/2019), hanno voluto sviluppare l’iniziativa “Pane al Pane” per promuovere e valorizzare il pane ed i prodotti da forno. Il progetto vede naturalmente per protagonista la ciupèta estense.

“Il progetto intende valorizzare il nostro pane tipico, alimento unico, naturale e prezioso. Si tratta di una giornata per sottolineare con forza il valore di questa eccellenza agroalimentare indiscussa, rappresentata dalla coppia: i turisti quando vengono a Ferrara, alla loro partenza passano spesso a prendere la ciupèta per ricordare al meglio l’esperienza nella nostra città” commenta Romano Perdonati, titolare dello storico ed omonimo forno e presidente dei panificatori Ascom in provincia di Ferrara.
La ciupèta, citata per la prima volta ufficialmente in un banchetto del 1536 dello scalco di corte Cristoforo di Messisbugo con la sua caratteristica forma di pane ritorto, è per tradizione un elemento insostituibile della tavola ferrarese.
Dunque mercoledì prossimo (16/10) una sessantina di panetterie in tutto il territorio provinciale, da Cento a Comacchio passando per Ferrara, riconoscibili da una specifica locandina, proporranno un’appetitosa degustazione di questo prodotto tipico ed inconfondibile dell’Arte Bianca.

L’infamia del potere

Cosa accomuna questi leader mondiali tra loro? Domanda sciocca si potrebbe dire! L’ovvia risposta potrà senz’altro essere: il potere.
Certo, è naturale che sia così… ma non basta! Perché occorre ribadire con forza che chi ambisce al potere non lo fa per altruismo, ma sempre per ambizione personale. Poi la si può rigirare come si vuole, ma l’ambizione può portare al successo solo se si antepone senza scrupoli se stessi agli altri. Egoismo, egocentrismo, scaltrezza, tanto cinismo, una buona dose di falsità ed il gioco è fatto!
Gli ingredienti ci sono tutti, ma se ci aggiungi anche la spietatezza puoi addirittura ambire a giocare alla guerra e persino far credere ai tuoi contemporanei d’esser nel giusto… Ma non sai che la memoria dei posteri ha già prenotato per te un posto d’onore tra gli infami della storia!

“Il drago, la bestia, l’essere infame è prima di tutto l’avidità, la sete di denaro e di potere.”
Annalena Tonelli

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

I ragazzi curdi

Un fermo immagine, un momento di pausa.
Giovani uomini e giovani donne in divisa. Parlano, sorridono e scherzano tra loro. Sguardi profondi, sinceri, sereni nonostante tutto. Nonostante la guerra tutt’intorno, la morte che incombe, le violenze subite, l’ingiustizia secolare.
Ragazzi fieri, coraggiosi, liberi, battaglieri. Amano la pace, la bellezza, la loro terra violentata. Difendono i loro vecchi e i loro bambini. Non si piegano, non scappano, combattono e muoiono!
Non sono come noi, sono meglio di noi. Sono eroi impavidi, gloriosi, eppure normalissimi. Hanno paura, amano, piangono la vita che fugge, cavalcano i loro incubi, non si arrendono!
Puliti nonostante la polvere, il fango e il sangue addosso.
Sono già morti, traditi dal resto del mondo, lasciati soli… Per questo saranno immortali!

Operation wanxgiving Turkey

Non avrei mai pensato di ritrovarmi a dover sentire di un’altra guerra con gli americani più o meno “indirettamente” coinvolti.
La vita riserva proprio un sacco di sorprese.
Tuttavia le sorprese non sono mai sorprese vere e proprie, soprattutto quando c’è di mezzo chi – da circa un secolo – è sempre stato un po’ “il capo del cazzo e della merda” (cit.).
Non mi pare dunque il caso di spendere parole su Erdogan, anche perché sembra già di suo un po’ una bestemmia traslitterata male.
Se certe cose accadono ci sono delle spiegazioni e le spiegazioni – in questo mondo così prevedibile – sono sempre quelle.
Mi si perdoni dunque questo fare un po’ tranchant ma mentre scrivo il mio umore è un po’ quello che è.
La trancho dunque brevemente e via con un pezzo della settimana forse un po’ banale ma perfetto per questi giorni, per i prossimi e per quelli passati e immagino – purtroppo – anche futuri.
Cordiali saluti.

I’m so bored with the Usa (The Clash, 1977)

LA SEGNALAZIONE
“Paesaggi d’acqua”: in mostra il Po e i suoi miti

Aggiornato al 18 ottobre (prima pubblicazione 26 settembre)

“Paesaggi d’acqua” è il titolo della mostra a cura di Lucio Scardino visitabile fino a sabato 26 ottobre 2019 alla galleria Fabula Fine art (via del Podestà 11, Ferrara). Alle pareti della galleria, nel cuore del centro storico di Ferrara, è esposta una carrellata di disegni e dipinti dedicati al fiume Po.

Mostra “Paesaggi d’acqua” a cura di Lucio Scardino – visita con Vieri e Simone Quilici ( foto GioM)

Una sequenza di opere e di autori che ha anche il sapore di un lascito, una sorta di sintesi per immagini, nomi e cognomi dell’universo culturale e artistico che circonda il curatore di questa mostra. Perché Lucio Scardino, critico d’arte, editore, appassionato studioso e collezionista di opere legate in particolare al territorio emiliano e a tematiche specifiche di mitologie a lui care, mette qui in fila una serie di lavori della sua collezione, tutti legati al fiume Po, interpretato da artisti a lui vicini attraverso tre diversi filoni.

Lucio Scardino ritratto nella casa a Lido di Classe, in Romagna (foto GioM)

Alle pareti, dunque, quadri, sculture e bozzetti che mostrano il fiume Po nella sua versione paesaggistica più classica, fatta di argini, chiatte e golene; poi c’è la serie di opere dove la narrazione palustre acquisisce un sapore fantastico e immaginario, legato a figure che popolano leggende e tradizioni locali; infine, la ricostruzione fatta da artisti che rileggono in maniera tutta personale il mito classico, quello che identifica il Po con l’antico Eridano raccontato dalla mitologia greca e all’interno delle cui acque precipita il più giovane dei figli del dio Elio, Fetonte, che – giovane e avventato – perde il controllo del carro del Sole avvicinandosi troppo alla Terra fino a perdersi in uno schianto mortale.

Simone e Vieri Quilici vicino alla xilografia di Mimì Quilici Buzzacchi intitolata “Al canale Boicelli (foto GioM)

Fuori catalogo, rispetto a questa sequenza di opere messa a punto da tempo [clicca sul link per leggere l’anticipazione], si è aggiunto un quadro che è un omaggio alla memoria di Gabriele Turola [clicca sul nome per leggere l’articolo a lui dedicato], artista ferrarese recentemente scomparso. È a lui che Lucio Scardino dedica l’esposizione. Un omaggio e un ricordo che si concretizzano in una tempera su tela, dove Turola ritrae Scardino stesso con le modalità giocose e fantasiose tipiche della sua opera.  Ecco allora il “Luccio Scardino”, la tela che vede il critico d’arte rappresentato con pinne e squame, che lo rendono protagonista di questo universo di acqua dolce nello stile surreale e colorato che contraddistingue il pittore, nato a Ferrara il 13 agosto 1945 e morto negli ultimi giorni di questo agosto 2019.

“Ritratto di Lucio Scardino” di Gabriele Turola

La mostra – spiega il critico – è articolata in “una quindicina di opere sul Po che vanno dall’inizio del ’900 ai giorni nostri”. Neanche a dirlo “non si tratta di una mostra di cartoline illustrate, ma di un insieme che alterna opere d’arte moderna, come l’interpretazione concettuale rievocativa del mito di Fetonte (autrice Rita Da Re); poi si possono ammirare acquerelli degli argini o rappresentazioni di opere idrauliche come la xilografia “Al canale Boicelli” di Mimì Quilici Buzzacchi (1927); il disegno rievocativo del mito delle ‘anguane’, con una di quelle sirene che la leggenda vuole che popolino le acque dolci e le rive fluviali tratteggiata nel ‘Notturno sul Po’ realizzato da Oreste Forlani attorno al 1905″.

Opera in rame di Nicola Zamboni dedicata alla laguna di Comacchio in mostra

Sintetica eppure naturalistica in maniera immediatamente riconoscibile la versione palustre realizzata dal maestro scultore Nicola Zamboni, autore in collaborazione con Sara Bolzani anche del monumento a Garibaldi e Anita [clicca sul titolo per vederlo] che si trova a Porto Garibaldi (Comacchio) e a quello composto da decine di donne in bicicletta come omaggio alle “Mondine” [clicca sul titolo per vederlo] allestito davanti all’ingresso dell’ospedale di Bentivoglio (Bologna). In rame anche la versione lagunare in esposizione ora a Ferrara, dove l’ossido naturale del metallo rievoca le tinte verdi-azzurre delle acque. Una lettura concettuale del Po è, infine, quella contenuta nell’opera di Daniele Cestari: “Qui – fa notare il curatore della mostra – il fiume è condensato in una striscia color smeraldo, unica traccia di colore sulla carta che riproduce la facciata di Porta Paula. In questo punto di ingresso a Ferrara, infatti, è stata rinvenuta un’antica barca che testimonia la presenza del corso d’acqua nei secoli passati, anche se ormai si trova all’asciutto da tempo”.

“Da Porta Paola una volta scorreva il fiume”: opera di Daniele Cestari per mostra di Lucio Scardino

La rassegna pittorica di interpretazioni e letture di questi luoghi di terra e di acqua ha il patrocinio del Garden Club di Ferrara, con il quale Scardino ha già collaborato con una conferenza dedicata proprio al paesaggio padano.

“Paesaggi d’acqua” a cura di Lucio Scardino 27 settembre-26 ottobre 2019, galleria Fabula Fine Artvia del Podestà 11, Ferrara. Ingresso libero.

[articolo aggiornato il 14 ottobre 2019 in seguito alla visita di Simone e Vieri Quilici, rispettivamente nipote e figlio dell’artista Mimì Quilici Buzzacchi di cui è in mostra un’opera e il 18 ottobre 2019 in seguito alla proroga dell’apertura della mostra fino al 26 ottobre (anziché al 15 ottobre)]

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