Giorno: 4 Dicembre 2019

Una speranza per i punti vendita Mercatone uno di Ferrara

Da: Organizzatori

Nell’incontro che si è svolto martedì 3 dicembre al Ministero dello Sviluppo Economico per affrontare la difficile vertenza di Mercatone Uno, azienda in fallimento, abbiamo appreso che per i punti vendita di Ferrara vi è stata manifestazione di interesse.
I commissari stanno valutando le offerte pervenute per l’acquisto di 44 punti vendita, anche se nessuna delle manifestazioni di interesse risulta totalmente conforme al regolamento di vendita. Tante incertezze e la mancanza di dettagli indispensabili nei piani industriali, stanno costringendo i commissari ad ulteriori approfondimenti e trattative private con i singoli offerenti.
Si prevede un percorso ancora lungo prima di poter giungere ad una aggiudicazione definitiva. I commissari presenteranno richiesta di proroga del mandato e contestualmente sarà richiesta proroga della Cassa Integrazione straordinaria.
La nostra preoccupazione rimane forte e alta, per la tenuta occupazionale.
Dalla informativa sulle offerte, è risultato evidente che i lavoratori coinvolti nella potenziale cessione potrebbero essere meno della metà degli attuali occupati, sia per i possibili punti vendita esclusi dalla trattativa, sia perché le offerte stesse potrebbero prevedere una sostanziale riduzione del personale.
I 1699 lavoratori in Cigs di cui 85 impiegati a Ferrara e provincia, hanno già subito importanti riduzioni orarie e retributive per avere garanzia di continuità occupazionale e la Filcams Cgil è fermamente contraria ad ulteriori riduzioni di personale.
“Abbiamo richiesto sia al Mise che alle Istituzioni locali presenti -ha affermato Maria Lisa Cavallini segretaria provinciale Filcams Ferrara- di attivarsi al fine di poter ricorrere per tempo alle Politiche Attive. Continueremo a sollecitare il Mise affinché i lavoratori possano percepire indennità di Cigs dignitose, ritornando alle condizioni contrattuali preesistenti alla Shernon”.

Bonaccini: ottimo il Patto per il clima discusso con ‘Emilia-Romagna Coraggiosa’

Da: Organizzatori

Si è aperto in questi giorni il confronto programmatico in vista delle prossime elezioni regionali fra Stefano Bonaccini e la lista Emilia-Romagna Coraggiosa, che ha incontrato il Presidente uscente portando un pacchetto di proposte che riguardano il futuro della Regione su transizione ecologica e lotta alle diseguaglianze.

“Mi pare- afferma Stefano Bonaccini- che con Emilia-Romagna Coraggiosa ci sia una convergenza importante sui temi principali che riguardano il futuro dell’Emilia-Romagna. Mi convince l’approccio che tiene insieme la sostenibilità sociale con quella ambientale, attraverso le leve della ricerca e dell’innovazione. Come ci indica peraltro l’Agenda 2030 delle Nazioni unite, siamo davanti a sfide impegnative che questa Regione può compiere anche grazie al lavoro fatto insieme in questi anni”.

“Sono d’accordo che i risultati raccolti in questa legislatura sul piano occupazionale non possano bastarci– prosegue il Presidente- perché c’è ancora un problema rilevante di precarietà, di redditi, di sicurezze. Credo quindi come loro che ora l’accento vada posto con più forza sul tema della qualità dell’occupazione. Assieme, rinnoveremo il Patto per il Lavoro e mi convince la loro proposta di allargarlo o costruirvi accanto un Patto per il Clima: già ieri, peraltro, nella mia relazione in Assemblea legislativa per la sessione di bilancio, ho fatto mia questa prima proposta di Emilia-Romagna Coraggiosa. Serve davvero un luogo di condivisione con tutte le parti sociali delle scelte di politica economica e industriale, sociale e ambientale, con cui orientare e accompagnare la transizione ecologica e un’idea più matura di sviluppo”.

Il Patto per il Clima proposto da Emilia-Romagna Coraggiosa e discusso con il Presidente Bonaccini consiste in una serie di interventi concreti che mirano agli obiettivi dell’azzeramento delle emissioni climalteranti al 2050 e al passaggio al 100% di rinnovabili entro il 2035. L’idea è quella di partire da un piano condiviso sul dissesto idrogeologico che possa rendere più resiliente la regione, così esposta agli eventi atmosferici estremi, dando anche opportunità di lavoro per i giovani nella cura e manutenzione del territorio e dei fiumi. La proposta si estende poi agli investimenti per rafforzare la rete del trasporto pubblico locale e ferroviario, ad interventi significativi di riforestazione per ridurre le emissioni, all’efficientamento energetico delle strutture pubbliche e alla rigenerazione urbana. Abbraccia infine l’obiettivo di un’economia pienamente circolare per la riduzione dei rifiuti prodotti, per una società del riuso e del riciclo. Tra le proposte di concreta declinazione del nuovo Patto, Emilia-Romagna Coraggiosa ha avanzato anche quella di rendere gratuito il trasporto pubblico locale per i giovani fino ai 25 anni, il cui costo sarebbe stimabile introno ai 25-30 milioni di euro, con l’impegno a studiare più nel dettaglio le possibili soluzioni e coperture.

Molto interesse e punti di convergenza si sono registrati anche sulla proposta di Emilia-Romagna Coraggiosa di un piano regionale per la casa, incentrato su tre assi fondamentali che includano strumenti regionali di sostegno per chi ha difficoltà a pagare il mutuo, per ridurre il patrimonio di case sfitte, per incentivare l’edilizia sociale convenzionata e aumentare le case popolari.

pd

Dimezzata l’IRAP anche nei comuni più fragili del ferrarese

Da: Ufficio Stampa Gruppo Partito Democratico

Calvano e Zappaterra: “Una boccata d’ossigeno per chi lavora in un contesto non facile”. A marzo un bando su tutta la Regione.

Via libera al taglio dell’Irap anche nei comuni più fragili e sotto i 15mila abitanti. In Regione infatti, in sede di bilancio, è stato approvato un provvedimento che permetterà anche ai comuni delle cosiddette “aree interne” di essere inseriti tra i beneficiari del dimezzamento dell’Irap. A marzo 2020 aprirà un bando su tutto il territorio emiliano-romagnolo. «Una boccata d’ossigeno per chi lavora in un contesto non facile». A dirlo sono i consiglieri regionali Paolo Calvano e Marcella Zappaterra, che commentano positivamente questo provvedimento che toccherà anche aree del ferrarese.

«I comuni più fragili del ferrarese che rientreranno nel bando sono Tresignana, Riva del Po, Goro, Mesola e Codigoro – spiegano –. Questa misura regionale si inserisce nelle politiche di contrasto al calo demografico che interessa i territori più fragili oltre ad essere un sostegno concreto ad aziende, commercianti, esercenti, artigiani e liberi professionisti».

In particolare, con l’apposita legge regionale, è previsto un contributo pari al 100% del valore dell’imposta lorda dovuta nel 2017 fino a 1.000 euro, al 50% per gli importi maggiori di 1.000 euro e fino ad un massimo di 5.000 euro; infine, le nuove imprese, insediate a partire dal 1 gennaio 2018, potranno godere di una esenzione totale fino ad un massimo di 3.000 euro l’anno di imposta dovuta, per tre anni.

«L’inserimento delle aree del basso ferrarese all’interno di questo provvedimento non era affatto scontata – concludono i consiglieri dem –, tanto è vero che la stessa Lega aveva ritenuto di escludere nelle proprie proposte le aree del ferrarese. A seguito invece delle numerose discussioni in Assemblea Legislativa abbiamo vinto questa battaglia, al fine di promuovere il benessere socioeconomico e la competitività del sistema territoriale ferrarese».

“GAD: rappresentazioni mediatiche”: laboratorio didattico presso il Liceo Scientifico A. Roiti

Da: Organizzatori

Venerdì 6 dicembre, ore 8.10, c/o Liceo Scientifico “A. Roiti”, Succursale di via Azzo Novello, 2 – Ferrara.

Ciò che leggiamo sul GAD, quindi l’immagine del quartiere che ci viene restituita dalla stampa, è oggettivo? Con “GAD: rappresentazioni mediatiche”, venerdì 6 dicembre (dalle ore 8.10 alle ore 10.10), i laboratori didattici dal titolo “Talk, Talk GAD Tutta la città ascolta” giungono al secondo segmento di argomentazione dedicato alla comunicazione. La serie volta all’educazione ai media, cittadinanza attiva e coesione sociale è promossa da Ufficio Sicurezza Urbana e Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Centro Mediazione Ferrara e Consorzio Factory Grisù. Gli incontri – che coinvolgono svariate classi delle scuole superiori cittadine – sono parte del più ampio progetto “Il Giardino del mondo Fase II” (naturale evoluzione dell’omonimo e precedente “Il Giardino del mondo”).
Partendo dalla catena di trasformazione di un fatto in notizia e passando attraverso svariate modalità di controllo delle fonti, gli studenti della V H del Liceo Scientifico “A. Roiti” coordinati dal professor Andrea Celeghini, studieranno l’immagine del quartiere resa dai media nel corso degli ultimi anni, con l’obiettivo di sviluppare un senso critico di analisi che consenta di avvicinarsi il più possibile alla veridicità dei fatti e ad avere una visione quanto più oggettiva non solo del quartiere, ma della vita in generale.
Seguono il Liceo Roiti gli studenti della V C dell’Istituto Tecnico e Professionale Agrario F.lli Navarra (12/12), la IV Q del Liceo “L. Ariosto” (16/12) e i ragazzi della V F dell’IPSSAR Orio Vergani (19/12)

Informazioni:
Centro Mediazione Ferrara
tel. 0532 770504
e-mail centro.mediazione@comune.fe.it

Dichiarazione Unione degli Universitari: droga in Piazza Verdi

Da: Ufficio Stampa UDU Ferrara

In un momento così delicato, dopo che UDU è riuscita ad aprire un dialogo con il Comune per lavorare sulla Movida Ferrarese, rimaniamo sconcertati da ciò che è accaduto e ci distacchiamo da tale gesto. Chiediamo agli studenti di continuare a mantenere comportamenti civili poiché tutti assieme dobbiamo dimostrare che non siamo noi la causa del degrado della città, bensì una risorsa positiva per il tessuto sociale, culturale ed economico.
Questo consentirà a tutta la comunità di poter incidere in maniera più efficace nelle decisioni che verranno prese il prossimo gennaio riguardanti la Movida.

PD: sollecito integrazioni alla risposta sull’interpellanza “Volo di un drone durante la demolizione e bonifica del campo sosta di via delle Bonifiche”

Da: Ufficio Stampa Gruppo Consiliare Partito Democratico

Egregio Signor Sindaco, per l’ennesima volta spiace constatare come siano disattese le risposte (e le tempistiche di risposta) alle interpellanze dei consiglieri comunali.

In modo particolare la risposta di cui all’oggetto non solo non risponde puntualmente alle richieste avanzate nell’interpellanza, ma illustra in modo chiaro e puntuale come l’utilizzo del drone per le riprese della demolizione e bonifica del campo sosta di via delle Bonifiche, sia avvenuta disattendendo le norme che regolamentano l’impiego degli APR e soprattutto in violazione delle norme che disciplinano l’utilizzo degli Spazi Aerei.

Nella risposta si fa riferimento al “Regolamento mezzi aerei a pilotaggio remoto edizione 2”, dove, indipendentemente dal fatto che attualmente è in vigore l’edizione 3, è espressamente escluso il sorvolo da parte degli APR di “Infrastrutture sensibili”.

In particolare nella risposta si fa enorme confusione tra le norme che disciplinano il sorvolo dei centri abitati e quindi anche della città di Ferrara e l’istituzione di un’area in cui è vietato il sorvolo, costituita da un volume che racchiude il petrolchimico indicata nell’AIP – LIP52 come area tecnologica.

L’ATM del 24/05/2019, richiamato dal Vicesindaco nella sua risposta, prevede infatti al punto 6.1 che “le operazioni in Vlos/Evlos degli Apr con massa operativa al decollo minore di 25 kg, sono consentite senza riserva di spazio aereo se condotte al di fuori degli spazi aerei controllati” e al successivo punto 6.4 (non citato nella risposta) recita “Le operazioni degli APR interagenti con zone proibite (P), pericolose (D) e regolamentate (R) pubblicate in AIP-Italia ENR 5, non sono consentite. Eventuali deroghe possono essere autorizzate da parte dell’ENAC secondo le disposizioni vigenti”.

Il campo sosta di via delle Bonifiche in cui si è svolta l’attività del drone, è ricompreso, come dovrebbe essere noto, nella LIP52, cioè uno spazio aereo in cui è vietata ogni attività di volo. E l’ATM citata in risposta espressamente chiarisce che le attività degli APR, sono consentite esclusivamente al di fuori degli spazi aerei non controllati e quindi in mancanza di autorizzazioni ENAC vietate nelle zone proibite (P), pericolose (D) e regolamentate (R).

Rimangono quindi totalmente inevase le risposte ai seguenti punti dell’interpellanza, che qui per semplicità riportiamo: di conoscere il nominativo del pilota del drone; di conoscere da chi e a quale titolo sia stato autorizzato a entrare nel “cantiere”, e se fosse in regola con le dotazioni di sicurezza necessarie; di conoscere se il pilota fosse in possesso degli specifici attestati di volo su aree critiche rilasciati da ENAC e se il drone fosse in regola con la documentazione e l’assicurazione; di conoscere, visto che le operazioni suddette sono avvenute sotto gli occhi di agenti della Polizia Locale e delle Forze dell’Ordine se queste abbiano verificato o intendano verificare quanto sopra e, onde evitare omissioni, sanzionare e denunciare alle competenti autorità eventuali atti contrari alla normativa.

Rimaniamo quindi in attesa di ricevere da Lei signor Sindaco le opportune integrazioni alla risposta, ricordando che i tempi di riscontro della stessa erano scaduti nella giornata del 4 novembre scorso.

Pista del ghiaccio e iniziative sul Natale a Bondeno e frazioni, programma dal 7 dicembre al 6 gennaio

Da: Ufficio Stampa Comune di Bondeno

Fabio Bergamini, Simone Saletti e Francesca Aria Poltronieri: “Sostenere le nostre tradizioni, con uno sguardo all’animazione delle Vie e delle Piazze, per valorizzare il commercio”.

Un mese di eventi, fra tradizione e cultura, allo scopo neanche troppo celato di animare il centro e sostenere il commercio locale. Perché il periodo natalizio è un’opportunità sicuramente da cogliere, ai fini della sinergia con un settore fondamentale per la vita della città. In tal senso, il sindaco Fabio Bergamini, il vicesindaco Simone Saletti e l’assessore Francesca Aria Poltronieri hanno voluto incontrare le associazioni di categoria – Caterina Tagliani (Spazio 29), Roberto Giacomini (Ascom), Filippo Botti (Cna) – per definire gli ultimi dettagli di un programma vasto, che sarà aperto sabato 7 dicembre e si concluderà con la “calata” della Befana dal municipio, il prossimo 6 gennaio. «Il programma delle festività è il risultato di un lavoro corale svolto con le associazioni (comprese quelle di categoria), le parrocchie, le scuole e il mondo del volontariato nel suo insieme – spiegano Bergamini e Saletti –. Luci, decorazioni ed eventi servono a rendere la giusta atmosfera, impreziosendo le vetrine dei negozi, illuminando le nostre strade in un momento dell’anno in cui l’invito alle famiglie è quello di vivere le piazze e gli spazi pubblici».

Tra gli appuntamenti “da non perdere”, certamente l’arrivo dei “primi” Babbo Natale, già l’8 dicembre (a Scortichino, ore 9,30), che giungeranno a bordo di fiammanti moto, a cura dell’associazione Glorie Italiane. Gli appuntamenti prevedono eventi gastronomici, animazioni, momenti di auguri che caratterizzeranno anche le frazioni, ed i laboratori. A proposito di questo, sabato 14 dicembre, accanto all’apertura della Casa di Babbo Natale (ore 16 in pinacoteca), ci sarà anche il tradizionale appuntamento invernale con Bimbi Chef, a Spazio 29 (ore 16,45). Mentre il giorno successivo (dalle ore 10,30) in zona pista del ghiaccio si svolgerà il Laboratorio in tema Disney. Sempre il 15 dicembre è in programma anche uno spettacolo a tema circense (ore 18) – che avrà un bis con “fuochi e luci” in piazza Garibaldi (il 22 dicembre, ore 19) – mentre si riconferma lo show piromusicale del 15 dicembre (alle ore 18,30).

Un ruolo chiave nell’organizzazione degli eventi lo hanno avuto Spazio 29, Ascom e Cna, che esprimono la propria soddisfazione: «Tutte la azioni che possono fungere da rilancio per l’economia del territorio troveranno sempre in Cna un valido supporto – spiega Filippo Botti (referente locale Cna) –. Le iniziative natalizie messe in atto dall’amministrazione comunale di Bondeno valorizzano un territorio che ha bisogno di un presidio continuativo». «Come Ascom-Confcommercio siamo impegnati a sostenere con entusiasmo e passione le iniziative svolte dall’amministrazione e che trovano il sostegno della nostra base associativa, la quale dimostra vitalità e passione – rilancia Roberto Giacomini (segretario della delegazione Ascom di Bondeno e Cento) –. Ne sono la dimostrazione le recenti inaugurazioni di nuove attività, in particolare legate al mondo della ristorazione. Un sintomo che, nonostante il momento complesso, i commercianti hanno voglia di ripresa e forza per fare impresa. In particolare abbiamo sostenuto il progetto del Comune: “Luci di Natale”, che non accenderà solo come tradizione il centro storico (ossia il centro commerciale naturale) ma illuminerà anche alcune vie della periferia. Nello sforzo di dare un’adeguata visibilità natalizia a tutto il territorio». «Siamo lieti di collaborare all’organizzazione del Natale a Bondeno – aggiunge Caterina Tagliani (Spazio 29) –. Bambini, giovani e famiglie saranno protagonisti delle tante iniziative di animazione natalizia che coinvolgeranno anche il volontariato e gli anziani. Aggregazione, divertimento e partecipazione attiva sono le parole d’ordine del progetto “Spazio al Natale 2019”».

Naturalmente, nel fitto programma non mancano recite a sfondo natalizio e l’inaugurazione dei presepi in ogni angolo del territorio. Ma, senza volersi nascondere, la tradizione delle festività si coniuga con quella dei concerti di Natale: il 20 dicembre (ore 21, sala 2000) toccherà alla Filarmonica “G. Verdi”, che replicherà in palestra a Scortichino il 23 (ore 21); il 22 dicembre (ore 20,30, in duomo) tornerà l’appuntamento con il concerto della band americana “The Gospel Times”; venerdì 27 (centro polifunzionale, ore 22,30) di scena “Lésuo Soundhome”, a cura di Officina Design Café. Chiuderà il programma il concerto di Capodanno, il 1° gennaio alle 16,30 alla sala 2000. La pista del ghiaccio sarà, come intuibile, il fulcro delle attività rivolte ai giovani e non. Per il resto, rimane soltanto l’imbarazzo della scelta, con un mese intero di eventi imperdibili.

Bondeno e “Le domeniche in Biblioteca”: l’8 dicembre si parla di Archeologia

Da: Ufficio Stampa Comune di Bondeno

“Archeologia: storia, metodi e tecniche”, la conferenza di Simone Bergamini.

Archeologia de territorio, tra storia, tradizione e nuove tecniche di lavoro. Esiste un mondo affascinante fatto di scavi e antichi reperti, che non finisce di stupire. Vale per gli scavi della Terramara di Pilastri, ma anche per i saggi di scavo archeologici che sono stati svolti negli scorsi mesi nelle zone attorno a Burana, nel fondo Marchesa e in località Quaranta. Il tutto allo scopo di fare luce sul mondo dell’archeologia, che a Bondeno ha padri illustri come monsignor Guerino Ferraresi (cui è dedicato il museo di Stellata) e Gianfranco Po. Proprio per questo si svolgerà domenica 8 dicembre –alle ore 16, in biblioteca “L. Meletti” – la conferenza dal titolo: “Archeologia: storia, metodi e tecniche”, con relatore Simone Bergamini del Gruppo Archeologico di Bondeno. Il quale proverà a dare una risposta ad un interrogativo vecchio come il mondo: che cos’è l’archeologia? «Una bella domanda – ammette Simone Bergamini – La risposta sembra semplice, ma in realtà è una delle più complesse che l’umanità intera si sia mai data: archeologia significa fare i conti con il proprio passato, sia quello glorioso, che quello meno nobile; significa fare i conti con i propri “passati”. In quanto tale, l’archeologia è stata quasi da sempre strettamente legata alla politica, all’economia, alla società, oltre che all’arte e alla storia. Nel Duemila, fare archeologia ha assunto sfumature ancora differenti – prosegue –. Per questo, abbiamo pensato ad un percorso che, dalla nascita dell’idea di archeologia e studio del passato, che è greca antica, attraversa medioevo ed età moderna, quando l’archeologia si decodifica come disciplina, fino ai giorni nostri. Durante il tragitto scopriremo le figure che sono rimaste nel “mito” dell’archeologia, da Schliemann a… Indiana Jones. Senza dimenticare la nascita e lo sviluppo dell’archeologia nel nostro territorio». Un territorio che, a giudizio dell’assessore alla cultura, Francesca Aria Poltronieri, possiede «una vocazione tutta sua per l’archeologia, che parte da lontano e segue tutto il corso del Novecento fino a giorni nostri. In cui – ricorda – è stata riscoperta con esperienze straordinarie e comunicativamente “aperte” come la Terramara di Pilastri o i saggi di scavo nella zona di Burana. Continuare ad investire sullo studio del nostro territorio – conclude Poltronieri – significa proseguire nella riscoperta delle nostre radici culturali». L’iniziativa rientra nel programma de “Le domeniche in biblioteca”, un ciclo che prosegue con il patrocinio del municipio, ed in collaborazione con la cooperativa Le Pagine e l’Associazione Bondeno Cultura.

Saggi musicali e open day per l’Istituto Comprensivo Alda Costa

Da: Organizzatori

Nuovo week end di scuole aperte e iniziative musicali per l’Istituto Comprensivo Alda Costa. I plessi di via Bellaria saranno entrambi visitabili sabato 7 dicembre mattina: alle 10 apre la Scuola Infanzia con l’incontro guidato dalla dirigente scolastica Stefania Musacci e alle 10.30 la Scuola Primaria Guarini (incontro con la dirigente alle ore 11). La Boiardo propone giovedì 5 e venerdì 6 alle ore 17 nella sede di Via Benvenuto Tisi i saggi degli allievi di pianoforte; lunedì 9 dicembre alla stessa ora sarà la volta di quelli di violino del Maestro Gianluigi Cavallari. L’Open Day Boiardo rivolto alle famiglie interessate ad iscriversi alle future prime è fissato per domenica 8 dalle 10.30 alle 12.30. Come di consueto sarà caratterizzato da un intervento musicale congiunto tra scuola primaria e indirizzo musicale. Insegnanti ed allievi dei corsi di strumento Boiardo accompagneranno dal vivo la classe quinta Primaria Guarini preparata da Carla Dallara.

Giuliano Pontara a Ferrara: “combattere la barbarie senza diventare barbari”

Da: Organizzatori

Prosegue il Festival dei Diritti di Ferrara con l’iniziativa “Combattere la barbarie senza diventare barbari. La nonviolenza per una migliore democrazia” che si terrà venerdì 6 dicembre alle ore 21 presso il Consorzio Factory Grisù (via Poledrelli, 21) a Ferrara.

All’evento interverranno Giuliano Pontara, filosofo, emerito dell’Università di Stoccolma tra i massimi studiosi europei di Gandhi, Daniele Lugli del Movimento Nonviolento.
A 150 anni dalla nascita del Mahatma Gandhi. il suo pensiero e la sua azione offrono straordinari spunti di riflessione per affrontare alcuni tra i problemi fondamentali del nostro tempo: rapporto tra etica e politica; persistenza delle disuguaglianze sociali; minaccia del terrorismo e nuovi conflitti; nonviolenza come modalità di lotta e progetto politico; il diritto-dovere alla disobbedienza civile, alternative possibili alle tendenze naziste – come le definisce Pontara – presenti nel mondo.
Il Festival dei Diritti ha il contributo della Regione Emilia Romagna ed il patrocinio del Comune di Ferrara.

DI MERCOLEDI’
La noncuranza con cui lascia cadere nel vuoto le parole

 

Molte cose accadono di mercoledì. Da molti anni registro che accadono perché al mio paese è giorno di mercato: aumentano le auto in circolazione, molte persone escono dalle case o affluiscono dai paesi vicini e dalla campagna per aggregarsi nella piazza. Abbiamo una piazza grande a Poggio Renatico ed i banchi del mercato sono numerosi e vendono un po’ di tutto. Chi deve fare la spesa settimanale, oppure ha bisogno di andare per uffici aspetta il mercoledì; di mercoledì si possono depennare dalla lista delle commissioni da fare quasi tutte le voci, e se si arriva presto in piazza e non c’è troppa gente si riesce a fare tutto.
Viva l’efficienza, che quando siamo indaffarati (e cioè, quasi sempre) diventa un valore.
Per me che ne scrivo il mercato del mercoledì assume da sempre un bel po’ di significati aggiunti. Mi entra in circolo una umanità così piena di umori che mi fa scattare dentro una sorta di corto circuito, e allora vanno a braccetto quotidianità e letteratura.
Anch’io faccio i miei giri entrando e uscendo dalla piazza, e mi fermo a parlare con tutte le persone che mi conoscono; molte di loro riesco a incontrarle solo in questo giorno della settimana. Pure, un doppio fondo nella mia valigia di parole mi accompagna e mi fa sentire la mia voce mentre parlo, mentre ascolto o mentre rispondo a domande. Mi fa stare dentro e fuori al tempo stesso.
Eccomi per esempio in una estate di molti anni fa, durante la mia adolescenza. Sono in piazza con mia madre che è la regina tra le bancarelle, conosce tutti i venditori sia che si tratti di compaesani, sia che vengano dai dintorni. Il più distante è di San Pietro in Casale (inutile dire che la globalizzazione non c’è ancora) e parla un dialetto bolognese molto marcato. Ha un banco di scarpe molto belle, che espone in base ai prezzi raggruppando sotto la stessa cifra, in lire, i modelli più diversi e dai colori variopinti. Sono tutte scarpe da donna e sono campioni.
Oggi il venditore è più sornione del solito. A chi gli chiede se può provare un certo paio di scarpe risponde sì con la testa; chi invece gli chiede se ha l’assortimento dei numeri di un certo modello non ottiene risposta. Mia madre, che di scarpe e di pellami se ne intende, sferra un attacco dopo l’altro. Gira e rigira tra le mani un bel paio di mocassini color verde tenero, dalla linea affusolata e aggraziata, che mi invita a calzare. E intanto chiede di quale ditta sono, osserva che il pellame è di buona qualità, fa le prove per verificarne la morbidezza, mi sottrae e poi tiene con le due mani la scarpa destra e la piega ad arco trovando che si flette che è un piacere.
Io intanto. Mi trovo in mezzo tra l’entusiasmo di lei, così ciarliera in questo suo giretto del mercoledì (è l’unico svago che si prende durante la settimana, per molte ore ogni giorno la vedo seduta alla macchina per cucire, per cucire la pelle) ed il silenzio incantato che avvolge lui. E ancora una volta lievito al di fuori dalla situazione; vedo mia madre e il venditore bolognese incastonati come diamanti in una bambagia dorata. Il caldo di luglio è appiccicoso come il miele. Le parole che lei ha pronunciato passano scavando piccoli cunicoli sospesi; sono tutte dirette verso di lui che è raggiunto dai tanti spruzzi di miele sonoro. Ma non parla.
Come? E la comunicazione dov’è? Mi sento indispettita per la noncuranza con cui lascia cadere nel vuoto le parole. Ho nella testa ben demarcate le liste di quello che si fa e di ciò che non si deve fare, come su di una lavagna quando alla scuola elementare tiravamo una riga centrale per scrivere i buoni da una parte e i cattivi dall’altra.
Devono passare molti anni prima che io ritrovi la serena accettazione di mia madre nelle parole di un poeta. Leggo i testi che il grande Eugenio Montale ha scritto per la moglie Drusilla, quando rivela di lei la capacità di capire gli uomini “anche al buio” col suo “radar da pipistrello”. La Drusilla che dando il braccio al poeta ha sceso con lui le scale della vita ed ha mediato sapientemente il rapporto del marito con la quotidianità.
Come la Drusilla, mia madre ha capito che il bolognese è stanco, oggi. Oppure è avvilito per qualcosa. Va comunque lasciato “nel suo”. Le persone sono così: non c’è alcun bisogno di esprimere giudizi per una volta che sono “spastati”.
E così dai miei libri, dai tanti che ho letto come se una seconda madre mi stesse parlando, ho imparato. E ancora leggo, e imparo ogni volta. Anche se non è mercoledì.
Sono davvero tanti. Da esprimere uno alla volta finché potrà avere vita questa rubrica.
Incomincio.

I DIALOGHI DELLA VAGINA
A DUE PIAZZE – Confidarsi con l’estraneo…

La confidenza e l’intimità, secondo Nickname, fanno rima con prevedibilità. Ma è sempre così? Dialogo A due piazze fra Riccarda e l’amico Nickname sull’affidarsi a chi non sa nulla di noi .

N: E’ curioso. Quando penso di conoscere del tutto una persona, quando so in anticipo cosa mi risponderà, quando vedo in anticipo la piega di tacita disapprovazione che le si disegnerà sulle labbra, quando la sua prevedibile reazione segnalerà anzitutto la mia, drammatica, prevedibilità, sarà allora che perderò ogni confidenza con lei. La confidenza e la conoscenza diventano allora in proporzione inversa: più conosco una persona, meno le parlo. Meno la conosco, più mi confido. Quest’ultimo rischio contiene un elemento di assurdità: per quale motivo confidarsi con una persona sconosciuta? Credo sia una forma vile di rischio: le persone sconosciute non ci giudicano.

R: E’ un paradosso che funziona. Con le persone conosciute, crediamo di avere già riempito la nostra sagoma e che non ci sia più spazio, con le nuove conoscenze, invece, abbiamo ancora tutto da dire. Non so in quale situazione siamo più autentici: con chi non sa nulla di noi e ce la possiamo giocare ogni volta ma col rischio di riproporre il nostro modello, oppure con chi sa molto, ma sicuramente non tutto? Ed è in quello spazio lì che, credo, dovremmo rimescolare i discorsi e ammettere che possiamo essere cambiati in qualcosa che all’altro potrebbe essere sfuggito. Non è sempre tutto così drammaticamente prevedibile dell’altra persona.

N: A me capita di mettere la mia intimità nelle mani di sconosciuti, incontrati per caso e scelti per intuito. Io, che sono noto per essere riservato fino all’ermetismo. Io, che sono quello che per intuito non sceglie nemmeno il colore del maglione. Ma forse è solo tirchieria: non mi va di raccontarla a uno che ti chiede 50 euro l’ora.

R: Ecco, vedi? Il tuo ermetismo, la tua tirchieria, il tuo pensarti così e non ritrovarti più. Per il colore del maglione, tranquillo, la scelta si limita a poche nuances: il tuo incarnato detta legge.

Pensate anche voi, come Nickname, che sia più facile raccontarsi a uno sconosciuto con cui nulla è prevedibile? E nel rapporto di coppia? L’intimità profonda finisce per limitare la voglia di confidarsi?

Potete scrivere a parliamone.rddv@gmail.com

I pensieri del Comandante

“L’ansia è il fondo di una bottiglia rotta, piantata tra lo sterno e lo stomaco, per quanto coraggio ti toglie ti ricompensa con la paura”. Si preannuncia un gran bel duetto intellettuale, domenica alle 18,30 – “rigorosamente dopo la Spal” – al circolo Blackstar, fra Cristiano Mazzoni (scrittore sempre in prima fila a difesa degli ultimi e della giustizia sociale, perdutamente innamorato – oltreché del rosso – dei colori biancoazzurri, al suo debutto lirico) e Mazzoni Cristiano (cognome e nome proprio come nella locandina di presentazione dell’evento simpaticamente si fa appellare per distinguersi dall’omonimo), anch’egli scrittore di riconosciuto talento, anch’egli ferrarese oltreché amico del suo omologo gemello d’anagrafe. Spunto del dialogare, dissertare e disquisire in libertà sarà “I pensieri del Comandante”, nuova pubblicazione (edizioni Freccia d’Oro) del C.M. che si confronterà con M.C. e con tutti coloro che presenzieranno, al circolo Arci di via Ravenna 104, a questo incontro che si preannuncia ricco di parole, pensieri e passione.

Scrive l’autore della sua poetica raccolta: “Premessa, doverosa premessa. Chi dovesse imbattersi, per sbaglio o – peggio – per scelta in queste pagine, deve essere consapevole di ciò che l’attende. Ammesso e non concesso che per bontà, carità o convinzione arrivi alla fine del libro, il lettore non si imbatterà in un testo di poesie (cosiddetto) canonico. Infatti, l’autore (io), non è a conoscenza della tecnica, della metafora, del sillogismo, né del dolce e neppure dell’amaro stil novo. Alle terzine e quartine preferisco le cinquine (della tombola)… Le parole che scrivo sono raggruppate in frasi che stanno insieme grazie alla giusta miscela tra pensiero e rabbia, tra sogno e materialità, ma fondamentalmente, impastate con la voglia e il bisogno di scriverle. Questo libro è dedicato a mio suocero, grande uomo; e le uniche due vere poesie presenti sono quelle inserite nella post-fazione, scritte da lui dopo la nascita delle mie figlie”.

“I pensieri del Comandante”, edizioni Freccia d’Oro sarà presentato domenica 8 dicembre alle 18,30 al circolo Arci di via Ravenna 104

Nota sull’autore, Cristiano Mazzoni – Figlio unico di madre impiegata e padre sindacalista, Cristiano Mazzoni nasce a Ferrara, nell’autunno caldo del 1969, nelle case popolari a due chilometri dal centro cittadino. Ha pubblicato Batiguàza. Resoconto di una adolescenza (Este Edition 2011), Parole dissociate. Memorie e pensieri (Este Edition 2012). Nel 2014, in occasione dei mondiali di calcio, un suo racconto “Speriamo di non cadere”, viene inserito in una raccolta dal titolo “Racconti Mondiali”, edito da Autodafé Edizioni di Milano. Nel 2015 un suo racconto dal Titolo “Petrolchimico” è inserito in una raccolta pubblicata sempre da Autodafé. Con Autodafé pubblica il suo primo romanzo “Il Bar dei Giostrai” nel 2017. Alcuni suoi pensieri e articoli sono stati pubblicati da Ferrara Italia. E’ in redazione a “Lo Spallino” dove scrive di un grande amore. Scrive, come autoanalisi, per raccontare, soprattutto a se stesso, che non è mai troppo tardi per autodeterminarsi”

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