Giorno: 17 Gennaio 2020

Biblioteca Rodari: chiusa per sopravvenuta influenza
(dell’incerto futuro delle bibloteche ferraresi)

Quando arriva il terremoto il Sindaco ordina la chiusura di scuole e biblioteche. Giusta precauzione contro probabili scosse di assestamento. Se muore un congiunto, una piccola bottega (ma ne esistono ancora?) mette in vetrina un cartello: chiuso per lutto. Tutto normale, almeno fin qui. Ma nella novella Ferrara a trazione leghista basta un’influenza per interrompere un servizio pubblico. E’ storia di questi giorni. Oggi (venerdì 19 gennaio) la Biblioteca Gianni Rodari è rimasta chiusa. Ieri è stata aperta, ma martedì e mercoledì era ancora chiusa. Domani è sabato e dovrebbe aprire (così mi dicono). Sperém ben! Ma non più di tanto: visto che l’annuale virus influenzale non ha ancora raggiunto il suo picco, possiamo aspettarci altre brutte sorprese e altre porte chiuse.

Giuro, non ho mai sentito di una biblioteca di una città (una città, come Ferrara, non un paesino sperduto sull’Appennino) che chiude al pubblico perché i bibliotecari hanno preso l’influenza. E dire che io di biblioteche ne ho davvero viste a centinaia. Libri e biblioteche sono una mia passione, un mio pallino – anzi,  qualche lettore si lamenterà per il mio battere e ribattere sul medesimo argomento – tanto che, in qualunque città-paese-borgo arrivi, visito subito (nell’ordine): la piazza del mercato, la biblioteca e il cimitero. Mi sono fatto l’idea che è in quei luoghi che si può capire qualcosa della vita di una città e di chi la abita. Vita e Cultura sono la stessa cosa: la lezione l’ho appresa leggendo Fernand Braudel.

Ok, la Biblioteca Rodari  ha dovuto chiudere per qualche giorno, ma è davvero il caso di farne un dramma? No, evidentemente. Ma se si scava un po’ sotto, si capiscono tante cose. Non tanto belle. Se il Sistema Bibliotecario di Ferrara – gestito da un dirigente competente e con in servizio alcune decine di operatori capaci e appassionati del loro lavoro – ‘va in tilt’ (cioè è costretto a chiudere una biblioteca pubblica) solamente perché è arrivata la solita, periodica epidemia influenzale, significa che siamo ormai arrivati al fondo del barile. Significa che non basta più spostare qualche bibliotecario da una sede all’altra, o richiamare in servizio qualcuno che ha preso ferie per tappare il buco. Significa che il personale è del tutto insufficiente per gestire decorosamente un servizio sociale e culturale di primaria importanza.

E mica è una novità. Non sono certo il solo a denunciarlo. Su iniziativa del sindacato, lo scorso dicembre sono state raccolte più di 2.000 firme per chiedere al Sindaco e alla  Amministrazione Comunale di assumere nuovo personale per rimpiazzare coloro che sono andati e andranno in pensione. La verità – la polvere che qualcuno vorrebbe mettere sotto il tappeto – è che in vent’anni il Comune di Ferrara ha perso centinaia di dipendenti: nel 1.999 erano oltre 1.400, oggi sono poco più di 1.000. Non è finita: nel 2020 andranno in pensione non meno di 60 dipendenti, mentre il Sindaco Fabbri si è impegnato (a voce) ad assumere solo 25 giovani.

Da parecchi anni è in atto (quindi il discorso non riguarda solo la nuova Giunta) una politica di svuotamento progressivo dei servizi pubblici. Tutti i servizi pubblici. Si appalta al privato. Si riducono gli orari di apertura. Si fanno salti mortali per sostituire il personale in malattia. Una cura dimagrante che alla fine (siamo arrivati ad oggi) ci presenta il conto. Si stringe la cinghia: un buco, due buchi, tre… e alla fine non rimane che chiudere la porta. Come alla biblioteca Rodari.

Il Sindaco  ha incontrato proprio ieri il sindacato. Alla richieste dei 2.000 firmatari della petizione popolare,  Alan Fabbri ha risposto con alcune promesse: faremo un concorso e 3 nuove assunzioni nelle biblioteche, decideremo entro il 2020 dove far sorgere la Nuova Rodari per dotare la Zona Sud di Ferrara di una grande biblioteca. Non solo: entro il 2024 la Grande Rodari sarà regolarmente in funzione.

Non so se crederci – di buone intenzioni eccetera eccetera – anche perché parliamo dello stesso Sindaco Fabbri che da mesi promette ( e non mantiene) di trovare una location di pari dignità e rilevanza allo striscione di Giulio Regeni rimosso nottetempo dallo Scalone del Municipio.

Resta un’ultima cosa cui almeno accennare – il discorso sarebbe un po’ lungo. Dobbiamo chiederci (Tutti: noi governati e chi ci governa) quale cultura vogliamo a Ferrara. A me, ad esempio, piace tanto andare alle mostre. Bene la mostra di De Nittis ai Diamanti (tanto bella, tanto emozionante che tornerò a vederla), bene la Collezlone Farina al Padiglione, benissimo il nostro grande Gaetano Previati al Castello e le altre meraviglie che ci promette il nuovo presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi. Ottimo per i turisti e ottimo per i ferraresi. Ma la Cultura di Ferrara non è fatta solo di pietre (Il compianto amico Carlo Bassi ci ha spiegato una volta per tutte “Perché Ferrara è bella”), e non è fatta solo di mostre, rassegne e festival. La Cultura è vera Cultura se è quotidiana, se parte dal basso, se è accessibile a tutti. E allora: scuole e biblioteche prima di tutto. Vogliamo o non vogliamo investire su questo?

 

La ministra Bonetti al Dipartimento di Giurisprudenza di Ferrara inaugura la prima scuola specialistica in diritto di famiglia: “Portate responsabilità nel dibattito superficiale e ideologico su questi temi”

Da: Ufficio Stampa di Università di Ferrara

Venerdì 17 gennaio 2019, Ferrara – Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, è stata l’ospite d’eccezione che ha salutato i partecipanti alla prima lezione della Scuola di Alta Formazione specialistica in Diritto delle Relazioni familiari, della persone, dei minori, che ha preso il via oggi al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Ferrara.

Una presenza che testimonia l’importanza della nuova Scuola, la prima nel suo settore, che ha attratto iscrizioni da ogni parte d’Italia, anche grazie alla possibilità di seguire il corso in videoconferenza. Oltre agli studenti presenti in aula, la Ministra Bonetti ha avuto modo di congratularsi per la scelta di prendere parte al corso con partecipanti in collegamento da sedi universitarie a Torino, Napoli, Salerno, Taranto, Cosenza e molte altre città ancora.

Un corso di alta formazione della durata di 2 anni, per 200 ore complessive di lezione, aperto a tutti gli avvocati iscritti all’albo, che risponde a una crescente richiesta di specializzazione in questo settore sempre più rilevante. La Scuola, infatti, è stata fortemente voluta dall’Unione nazionale delle camere minorili, in collaborazione proprio con il Dipartimento di Giurisprudenza di Ferrara e con la Scuola Superiore dell’Avvocatura.

La ministra Elena Bonetti ha sottolineato in particolare il valore che i partecipanti mostrano nel mettersi in gioco in un ambito così delicato: “Si tratta di temi sui quali c’è un dibattito molto forte in Italia, a volte anche superficiale e ideologico. E quindi è importante che le vostre competenze non restino tra queste mura ma vadano ad alimentare un discorso serio, scientifico e responsabile, che possa essere da guida anche per la società ed il mondo politico. E soprattutto che vada a dare una risposta non solo personale, ma che attivi l’assunzione di responsabilità dello Stato nei confronti di bambini, donne e uomini che compongono famiglie alle prese con momenti particolarmente difficili della loro vita. E davanti ai quali lo Stato e tutti i professionisti coinvolti hanno il dovere di rispondere con la massima competenza”.

L’importanza di un percorso formativo di eccellenza per conseguire una specializzazione, oggi imprescindibile in materia di protezione dei diritti dei bambini, è stata efficacemente messa in luce dall’intervento della Presidente dell’Unione Nazionale Camere Minorili, l’avv. Grazia Ofelia Cesaro.

” L’innovazione non è solo tecnologica, ma anche umana e sociale” ha sottolineato l’avvocato Roberto Casella, direttore del Comitato di Gestione della Scuola. Che ha poi aggiunto come ” il difensore dei minori sarà uno dei ruoli più importanti nei prossimi anni e ognuno di noi dovrà implementare le proprie conoscenze con una preparazione specifica e interdisciplinare”.

” La Scuola – ha ricordato il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza di Ferrara, Daniele Negri – accanto alla formazione in materia di diritto civile, penale e amministrativo, porrà molta attenzione al diritto internazionale, sempre più importante nei casi che riguardano l’immigrazione e i delicatissimi casi dei minori non accompagnati in particolare, in modo coerente con la vocazione internazionale del nostro Dipartimento, riconosciuto tra i migliori in Italia per la qualità della ricerca e della didattica e dal 2018 inserito ufficialmente dal Ministero dell’Università e della Ricerca nel ristretto e prestigioso gruppo dei Dipartimenti di Eccellenza”.

Alla prima lezione, dedicata oggi dalla professoressa Alessandra Annoni alla Tutela dei diritti individuali nelle relazioni familiari e fonti internazionali, seguiranno altri incontri tenuti da docenti universitari, magistrati e avvocati cassazionisti. Al termine della Scuola, previo il superamento della prova scritta e oral

Il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta a Ferrara

Da: Ufficio Stampa Alberto Bova Sindaco

Nel pomeriggio di oggi venerdì 17 gennaio, presso l’Hotel Ferrara (Largo castello, 36 – Ferrara) si è svolto un incontro promosso dall’associazione Riformismo e Solidarietà – Emilia Romagna (ReS) e aperto alle associazioni che sul territorio rappresentano i risparmiatori Carife: Consumatori, Azzerati e organizzazioni sindacali.

A margine dell’incontro, il candidato al Consiglio della Regione Emilia Romagna per la lista ‘Bonaccini Presidente’ Alberto Bova ha incontrato il Sottosegretario Pier Paolo Baretta per farsi portavoce delle istanze che, qualora eletto, intende portare avanti nel nuovo Consiglio regionale: “il territorio ferrarese – ha dichiarato il candidato Alberto Bova – è stato severamente colpito dalla vicenda Carife: a seguito del commissariamento della banca abbiamo dovuto registrare non soltanto drammatiche perdite di posti di lavoro ma anche l’impoverimento della capacità del territorio di sostenere le iniziative culturali, perché questo importante compito sociale è stato svolto dalla banca e dalla Fondazione Carife fino al crac bancario”.

“Voglio siano restituite certezze ai risparmiatori – ha concluso Bova – per questo ritengo sia fondamentale vigilare affinché i rimborsi agli azzerati Carife siano congrui e siano restituiti in tempi rapidi, e perché non si ripeta mai più una vicenda Carife”.

Dopo le dichiarazioni di Stato di emergenza nazionale, via alle richieste di rimborso di privati e imprese per i danni del maltempo

Da: ufficio stampa di Regione Emilia Romagna

Gli episodi di maggio e novembre riguardano tutte le Province dell’Emilia-Romagna e comprendono anche gli ultimi danni causati dalla rotta del fiume Idice nel bolognese. Quelli di giugno reggiano, modenese e bolognese. I contributi potranno arrivare fino all’80% per le abitazioni principali e al 50% per le seconde case. Alle imprese fino a 450 mila euro per ogni sede danneggiata. Online i bandi

C’è tempo fino al 2 marzo prossimo per presentare domanda di rimborso, accompagnata da relativa perizia asseverata, per i danni subiti da privati e attività produttive in seguito alle tre emergenze nazionali che hanno interessato l’Emilia-Romagna nel 2019: il maltempo di maggio che ha riguardato tutte le Province e comprende l’alluvione di Villafranca nel forlivese, quello di giugno, che hanno interessato il reggiano, il modenese e il bolognese, e le piogge eccezionali di novembre, anche qui da Piacenza a Rimini e compresa anche la rotta dell’Idice nel bolognese.

Per le abitazioni principali, gli indennizzi potranno coprire fino all’80% dei danni nel limite massimo di 150 mila euro; il tetto potrà salire fino a un massimo di 187 mila 500 euro per le case distrutte o da delocalizzare, destinate ad abitazioni principali del proprietario alla data dell’evento, con l’aggiunta di 10 mila euro “una tantum” per le demolizioni, se necessarie.

Per le seconde case il contributo potrà invece arrivare fino al 50% e comunque nel limite massimo di 150 mila euro.

In entrambi i casi, per danni superiori a 10 mila euro, alla domanda deve essere allegata una perizia asseverata.

Per quanto riguarda le attività produttive, i contributi potranno essere assegnati fino a un tetto massimo di 450 mila euro per ogni sede danneggiata. Il rimborso verrà concesso fino al 50% del valore minimo tra la stima della perizia asseverata che l’impresa deve fornire e il costo effettivamente sostenuto o da sostenere, se minore. La percentuale salirà all’80% solo per il ripristino o sostituzione di macchinari, attrezzature, arredi o acquisto di scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti.

I bandi che disciplinano i termini, le finalità e le modalità per il riconoscimento dei contributi sono stati pubblicati oggi sul Bollettino ufficiale della Regione e sono consultabili sul sito dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile http://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/

Dal 2 marzo ed entro i 4 mesi successivi, i Comuni provvederanno all’istruttoria controllando le istanze pervenute. Gli elenchi delle domande ammissibili, con il relativo ammontare finanziario richiesto, saranno quindi comunicati al Dipartimento della protezione civile per ottenere l’apposito stanziamento e procedere alle liquidazioni.

Le emergenze maltempo
Sono tre gli eventi meteorologici eccezionali ai quali si riferiscono i rimborsi: l’ondata di maltempo eccezionale che ha interessato tutte le province della Regione nel mese di maggio, causando tra l’altro all’alluvione di Villafranca a Forlì; quella del 22 giugno che ha colpito in particolare le province di Reggio Emilia, Modena e Bologna e le piogge intense del mese di novembre da Piacenza a Rimini, compresa la rotta dell’Idice, nel bolognese. Per ciascuno di questi eventi è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale da parte del Governo, su richiesta della Regione: è la condizione necessaria ad attivare la procedura dei rimborsi dei danni.

Le spese ammesse a contributo
I cittadini privati che hanno subito danni all’abitazione principale o alla seconda casa potranno chiedere gli indennizzi per il ripristino, la ricostruzione dell’abitazione distrutta o la sua delocalizzazione, la sistemazione o sostituzione di serramenti interni ed esterni, degli impianti di riscaldamento, idrico-fognario ed elettrico, di ascensori montascale e beni mobili, non registrati, come arredi ed elettrodomestici.

Per le aziende, sono ammissibili anche le spese per il ripristino o la sostituzione degli impianti relativi al ciclo produttivo e di beni mobili registrati strumentali all’esercizio dell’attività economica, oltre che a macchinari, attrezzature, scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti.

Questi i link per scaricare i bandi:

– https://url.emr.it/ga663b7m

oppure

-http://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/piani-sicurezza-interventi-urgenti/ordinanze-piani-e-atti-correlati-dal-2008/eventi-calamitosi-di-maggio-del-22-giugno-e-di-novembre-del-2019-contributi-per-i-soggetti-privati-e-le-attivita-produttive/eventi-calamitosi-di-maggio-del-22-giugno-e-di-novembre-del-2019-contributi-per-i-soggetti-privati-e-le-attivita-produttive

CIDAS e Istituto Einaudi assieme per formare nuovi OSS

Da: Ufficio Stampa CIDAS

La cooperativa sociale CIDAS, impegnata assieme all’Istituto Einaudi di Ferrara nella formazione degli studenti per ottenere la qualifica di “Operatore Socio Sanitario” (O.S.S.), si congratula con le studentesse e gli studenti che il 16 gennaio, presso l’aula magna della scuola, hanno ricevuto gli attestati al termine del percorso.
Alla cerimonia di consegna, presenziata dalla dirigente scolastica Marianna Fornasiero, hanno partecipato insieme ai docenti, agli studenti coinvolti e alle loro famiglie, anche Lorenza Passarini e Simone Vincenzi del Servizio Interaziendale Formazione e Aggiornamento dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Anna di Ferrara, e Anna Baldoni, Responsabile del Settore Anziani di CIDAS.

Per CIDAS operare per il bene di un territorio, significa anche mantenere forte il legame tra mondo della scuola e mondo del lavoro, mettendo la propria competenza ed esperienza al servizio della formazione delle nuove generazioni.
“L’ambito lavorativo dell’assistenza e della cura delle persone anziane ha grande bisogno di giovani appassionati e motivati come voi, e per qualcuno è già iniziata un’esperienza lavorativa vera e propria in CIDAS, a testimonianza dell’utilità di questo percorso assieme”, ha detto Baldoni ai ragazzi dell’Einaudi.

Il diploma di Operatore Socio Sanitario è un titolo ulteriore, oltre al vero e proprio Diploma di Maturità, che gli allievi dell’Einaudi, iscritti ai Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale, possono ottenere a conclusione del loro ciclo di studi, dopo aver seguito un adeguato iter formativo. Il percorso, che si conclude con l’esame di qualifica per il conseguimento della certificazione regionale per O.S.S., dura complessivamente 1.000 ore, di cui 550 in aula e 450 di stage nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie o socio-assistenziali della nostra Provincia.

La collaborazione tra CIDAS e l’istituto Einaudi, in essere dall’anno scolastico 2016/17, è il frutto di una volontà comune di collaborare per la preparazione di una figura professionale centrale nell’attività di assistenza e cura della persona, capace di migliorare l’assistenza alla persona non autosufficiente nelle attività di vita quotidiana, in ospedale come a domicilio del paziente o nelle residenze, grazie al supporto di operatori adeguatamente preparati che siano presenti vicino alla persona per aiutarla a lavarsi, vestirsi, mangiare, assumere una posizione comoda e sicura nel letto, camminare: tutti interventi che non necessitano espressamente di una competenza di tipo infermieristico ma il cui svolgimento quotidiano permette di evitare serie complicanze – dalle lesioni da compressione all’isolamento sociale – e, più in generale, un progressivo aggravamento delle condizioni della persona, specie se anziana e confinata a letto.
Una convenzione ha regolato il rapporto tra l’istituto e la cooperativa condividendo un impegno comune a “progettare e attuare congiuntamente, tramite i propri esperti, le azioni formative secondo il quadro di riferimento costituito dagli standard professionali della qualifica, gli standard formativi dei corsi e gli standard di certificazione delle competenze acquisite, e progettare e realizzare lo stage”.
L’esperienza formativa ha favorito la preparazione degli allievi facilitandone l’inserimento e mettendoli in condizione di realizzare una valida esperienza di approccio alla realtà produttiva in conformità con gli obiettivi dell’iniziativa.
Le attività previste dal percorso formativo regionale si sono svolte presso le aule didattiche dell’istituto scolastico e sono state rivolte agli alunni delle classi 3S, 4V, 5T, vedendo coinvolti i coordinatori CIDAS nello sviluppo dei moduli didattici su: “Progettazione di interventi socio-sanitari nei diversi servizi sul territorio”, “Principali tecniche di animazione”, “Tecniche comunicative in relazione alle condizioni dell’utenza” e “Profilo professionale dell’OSS, la rete dei servizi per le diverse tipologie d’utenza, i piani assistenziali/educativi/riabilitativi”. Inoltre i ragazzi hanno potuto svolgere 250 ore di tirocinio nelle case residenza per anziani che la cooperativa gestisce in tutto il territorio di Ferrara, potendo mettere in pratica le nozioni apprese sotto la supervisione di personale esperto.

Premio “Patto per il lavoro a Pubbliteam srl”

Lunedì 20 gennaio presso il Teatro “Arena del Sole” di Bologna, in occasione dell’Assemblea di CNA Emilia Romagna, sarà consegnato a Pubbliteam srl il Premio “Patto per il Lavoro”.
La nostra casa di produzione cine-televisiva, con sede a Ferrara e attiva da oltre 35 anni, è stata scelta tra le dieci imprese del territorio emiliano-romagnolo capaci di far fronte con successo alla crisi economica che in questi anni ha inciso sulla vita di molte imprese, continuando a generare buona occupazione e mantenendo livelli di qualità.
“Questa targa ci riconosce un ruolo chiave nel motore dell’economia regionale – spiega il CEO e fondatore di Pubbliteam srl Gianluca Cestari – e sono onorato perché in primis si tratta di un premio al nostro capitale umano, a un team di giovani che grazie alle sue competenze realizza ogni giorno produzioni di pregio, contribuendo così a dare lustro e nuovi stimoli a una realtà socio-economica complessa”.
Gianluca Cestari è uno dei dieci imprenditori che riceverà il premio “Patto per il lavoro” dal Presidente CNA Emilia Romagna Dario Costantini, alla presenza del Presidente Stefano Bonaccini e di tutti i candidati alla presidenza della regione Emilia-Romagna.
Pubbliteam srl, 20 dipendenti e oltre 15 collaboratori, è tra le case di produzione cine-televisive più longeve e strutturare dell’Emilia-Romagna. Nata nel 1983, da allora collabora con i principali broadcaster italiani. Nel 2004 nasce il format originale Icarus in onda su Sky Sport, ancora oggi la rubrica di riferimento del canale per gli other sports e l’outdoor. Grazie a una redazione di giornalisti, autori, videomaker, montatori, registi e creativi Pubbliteam srl firma spot e format tv branded entertainment per Sky e Rai e per le più importanti realtà istituzionali del panorama nazionale e internazionale.

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Il carcere di Ferrara scoppia, Salvini: “il PD di Bonaccini pensa a cancellare i decreti sicurezza, noi ci preoccupiamo della polizia penitenziaria”

Da: Ufficio Stampa Gruppo Lega Emilia Romagna

Il carcere di Ferrara è sovraffollato: a fronte di una capienza regolamentare di 250 persone, nella struttura ci sono circa 355 detenuti.

“Sovraffollamento di detenuti e problemi in aumento per la Polizia Penitenziaria nel carcere di Parma, condizioni allucinanti per chi lavora in quello di Reggio Emilia, difficoltà e problemi in tutte le altre case circondariali della regione a partire da Ravenna, Rimini, Modena dove alcuni agenti sono stati aggrediti. Le galere italiane sono indecenti, soprattutto per le donne e gli uomini in divisa. Il carcere di Reggio Emilia, che ho visitato, andrebbe chiuso. In tutta l’Emilia-Romagna ci sono circa 3.800 detenuti di cui più di 1.900 stranieri. La Lega ha lavorato e lavorerà per far scontare la pena ai detenuti stranieri nel Paese d’origine ed è al fianco della Polizia Penitenziaria. Il Pd di Bonaccini, invece, pensa a smontare i Decreti sicurezza, a schedare le Forze dell’Ordine e a spalancare i porti”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

Schlein su Stefano Solaroli Ferrara. Responsabilità morale chiedere le dimissioni di Solaroli. La lega locale accerti fatti garantendo trasparenza delle istituzioni

Da: ufficio Stampa di Emilia Romagna Coraggiosa

“È proprio vero che ci rubano il lavoro: certi leghisti con la retorica del “prima gli italiani” pare usino i posti nelle istituzioni di Ferrara per zittire chi non è gradito. Questi sono quelli che dicono che vogliono liberare l’Emilia-Romagna, ma sono prigionieri della loro fame di potere. Spero che sugli audio acquisiti e di cui ha dato notizia Piazza pulita, venga fatta piena luce dalle autorità competenti affinché si accertino eventuali responsabilità legali o meno, nell’ottica di una piena trasparenza delle istituzioni e in primis dell’immagine del Comune di Ferrara e del Sindaco. Ciò che risulta certo, al momento, è una grave responsabilità morale su cui la Lega locale dovrebbe prendere posizione chiedendo le immediate dimissioni di Stefano Solaroli ” – così Elly Schlein di Emilia-Romagna Coraggiosa, all’indomani dell’inchiesta di Alessio Lasta in onda ieri nella trasmissione di Piazza pulita.

Domani 18 gennaio l’europarlamentare Calenda sarà in città per sostenere il candidato al Consiglio regionale Alberto Bova

Da: Ufficio Stampa Alberto Bova Sindaco

Nei prossimi giorni saranno diverse le iniziative organizzate in città a sostegno del candidato al Consiglio regionale per la lista ‘Bonaccini Presidente’ Alberto Bova.
Domani sabato 18 gennaio alle ore 16 presso la sala conferenze della Camera di Commercio (Largo Castello, 6 – Ferrara) l’europarlamentare e già Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda sarà impegnato in un incontro pubblico a sostegno del candidato ferrarese Alberto Bova. All’incontro saranno inoltre presenti il senatore di Azione Matteo Richetti e il già presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi.
Saranno poi predisposti dei banchetti informativi nelle giornate di sabato 18 gennaio e domenica 19 gennaio, una importante occasione di dialogo con la città. I banchetti saranno allestiti in piazza Trento Trieste, nei pressi della Galleria Matteotti, negli orari 10 – 12.30. Nella giornata di domenica, i banchetti si terranno anche nella fascia oraria 15 – 18.

Stefano Bargi: “Bonaccini promette bus gratuiti? Di gratuito conosce solo i biglietti per andare a vedere la Juve a spese di Iren”

Da: Ufficio Stampa di Gruppo Lega Emilia e Romagna

“Bonaccini promette il trasporto scolastico gratuito. Per il momento, di gratuito ha ottenuto solo i biglietti per andare a vedere la Juve. Tagliandi omaggio per Bonaccini e amici di Bonaccini come Andrea Rossi. Tanto offre Iren”. Così il capogruppo della Lega in Regione, capolista del Carroccio a Modena, Stefano Bargi, commenta la proposta (“Treni e bus gratis per gli studenti”) lanciata dal governatore uscente della Regione, Stefano Bonaccini.

19 Gennaio: “Classica d’Ascolto” rappresentazioni sonore, pittoriche e scientifiche a confronto a cura di Angelo Adamo

Da: Ufficio Stampa di Associazione Musicisti di Ferrara

Anche quest’anno l’Associazione Musicisti di Ferrara propone una serie di 18 appuntamenti ad ingresso libero di guida all’ascolto; il sabato sulla musica moderna e la domenica sulla musica classica denominati rispettivamente Guida all’Ascolto e Classica d’Ascolto.

Classica d’ascolto

Per l’ottavo anno consecutivo, allo scopo di promuovere la cultura e l’educazione musicale in tutte le sue forme, l’Associazione Musicisti di Ferrara-Scuola di Musica Moderna, in collaborazione con il Comune di Ferrara-Assessorato alle Politiche e Istituzioni Culturali, Assessorato Politiche per i Giovani ed il Teatro Comunale Claudio Abbado, organizza una serie di appuntamenti nell’Aula Magna Stefano Tassinari della Scuola di Musica Moderna di Ferrara in via Darsena 57; gli incontri hanno come temi la guida all’ascolto della Musica Classica.

La collaborazione con il Teatro Comunale di Ferrara prevede tariffe agevolate per i soci AMF all’interno della Stagione concertistica di Ferrara Musica; da quest’anno la programmazione è stata pensata per anticipare con nozioni di carattere storico musicale gli appuntamenti che si svolgeranno presso il Teatro.

La finalità di questi appuntamenti è quella di rendere evidente l’attualità di una tradizione che troppo spesso,viene a torto considerata d’elite o “anacronistica”, ma che di fatto costituisce le fondamenta del nostro linguaggio musicale e del nostro patrimonio culturale.

CLASSICA D’ASCOLTO – DOMENICA 19 gennaio 2020 ore 15,30

LA LUNA E SATURNO IN MUSICA
Rappresentazioni sonore, pittoriche e scientifiche a confronto
a cura di Angelo Adamo

Cosa accomuna il tratto di grandi pittori, illustratori, registi e le osservazioni degli astronomi?
E ancora, cosa condividono queste rappresentazioni visive e fisico-matematiche con quelle fornite dai grandi compositori alle prese col problema di dare forma sonora ai due corpi celesti o di commentare immagini in cui essi fanno da sfondo?
In questo incontro Angelo Adamo cercherà di dare risposta a simili interrogativi, districandosi tra inganni della pareidolia, archetipi psicologici, mitologia e certezze scientifiche.

Aula Magna “Stefano Tassinari”
Scuola di musica moderna di Ferrara, Via Darsena 57

inizio ore 15,30 Ingresso libero

Bonaccini incontra Fish e Fand: “Un Disability Manager per coordinare azione assessorati. E più fondi non autosufficienza”

Da: Ufficio Stampa di Stefano Bonaccini

“Attraverso un’azione congiunta di tutti gli assessorati competenti (salute e welfare, scuola, lavoro, mobilità) vogliamo rafforzare ancora di più l’impegno per garantire alle persone con disabilità la possibilità di un progetto di vita reale, per la maggiore autonomia possibile. Per i prossimi 5 anni sarà dunque ancora più forte il coordinamento tra gli assessorati e gli strumenti di confronto con le Associazioni che si occupano di disabilità, assicurando un adeguato sostegno all’Osservatorio regionale sulle disabilità che è stato costituito da FISH e FAND, coordinamento che affideremo a una nuova figura, il Disability Manager, così come le stesse FISH e FAND hanno proposto”.

Lo ha assicurato Stefano Bonaccini questa mattina all’incontro con i rappresentanti della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) e la Federazione delle Associazioni nazionali delle Persone con disabilità (FAND), a Bologna.

Le persone con disabilità, escludendo le situazioni di non autosufficienza legate all’invecchiamento, rappresentano circa il 3% della popolazione di pari età. Ogni anno circa un terzo delle risorse regionali per la non autosufficienza vengono investite nell’area disabilità, con una spesa che nel 2018 ha raggiunto i 170 milioni di euro, ai quali si aggiungono le risorse messe a disposizione dagli Enti Locali (oltre 50 milioni di euro).

“Aumenteremo ulteriormente il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, che nel 2020 raggiungerà i 460 milioni, praticamente quanto lo Stato stanzia per tutta Italia– ha ricordato il presidente uscente e ricandidato alla guida dell’Emilia-Romagna.- Serviranno da un lato a consolidare e qualificare i servizi esistenti e dall’altro a svilupparne di nuovi, sempre più personalizzati, che consentano alle persone con ridotta autonomia di continuare a vivere nelle proprie case e nel migliore dei modi”.

Proseguirà inoltre l’impegno della Regione per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare attraverso la domiciliarità protetta, l’abbattimento delle barriere architettoniche, il ricorso alla domotica, la valorizzazione di reti di solidarietà per contrastare isolamento e solitudine. “Vogliamo lavorare inoltre per l’individuazione di percorsi sempre più personalizzati per le persone affette da disturbi dello spettro autistico, puntando all’accoglienza, oltre che alla cura”, ha affermato Bonaccini, che ha ricordato anche il recente stanziamento di 7 milioni di euro per sostenere i caregiver, ossia chi assiste i propri parenti o amici, figure il cui ruolo per prima la Regione Emilia-Romagna ha riconosciuto con una legge regionale.

mario-zamorani

Mario Zamorani: “A Ferrara è in essere il metodo Fabbri, Lodi e Solaroli?”

Da: Mario Zamorani

A Ferrara é in essere il metodo Fabbri, Lodi, Solaroli? Se venisse confermato si possono configurare varie ipotesi di reato a carico di alcune persone. Per questo in accordo con i miei legali annuncio una mia prossima iniziativa presso la Procura della Repubblica. Sembra configurarsi la volontá di intralcio al corretto funzionamento della pubblica amministrazione. A parte il gravissimo dato di malcostume politico e di gestione privatistica della cosa pubblica messo in atto dal vice capogruppo ( con pistola) della Lega.

Apertura Fondazione Giorgio Bassani

Da: Ufficio Stampa di Fondazione di Giorgio Bassani

Continuano le aperture della sede ferrarese della Fondazione Giorgio Bassani, ospitata a piano terra di Casa Ariosto, via Ariosto 67, ogni sabato dei mesi di gennaio, febbraio. marzo 2020. Sarà possibile visitare anche la piccola mostra documentaria” CARO BASS” curata da Gaia Litrico e Flavia Erbosi, esposta nelle bacheche e avere notizie sullo spettacolo teatrale tratto da “Una lapide in via Mazzini” di Giorgio Bassani, che si terrà alla Sala Estense, il 25 gennaio alle 21. Accompagna come di consueto Silvana Onofri, membro del comitato scientifico della Fondazione.

Sealogy e aqua-view: a Goro e Rimini, delegazione erasmus di università, college e centri di ricerca da 7 paesi europei

Da: Ufficio Stampa Ferrara Fiere Congressi

Quindici professori, ricercatori e tecnici provenienti da Olanda, Belgio, Spagna, Austria, Slovenia, Malta e Italia si trovano in queste ore in Emilia-Romagna, tra Goro e Rimini.
Due i motivi della loro visita: da un lato, sono impegnati a organizzare un importante “Multiplier Event” che si terrà a SEALOGY®, il primo salone europeo sulla Blue Economy (Ferrara Fiere, 6-8 marzo), cui parteciperanno rappresentanti istituzionali della Commissione Europea, del Ministero dell’Istruzione e autorevoli stakeholder nazionali e internazionali. Questo appuntamento servirà a promuovere e divulgare le attività del progetto strategico AQUA-VIEW, ovvero l’altro motivo della presenza dei delegati sulle coste emiliano-romagnole.

Approvato e sostenuto dall’Agenzia Nazionale Olandese nell’ambito di Erasmus Plus (programma di finanziamento dell’Unione Europea dedicato all’istruzione, alla formazione, alla gioventù e allo sport, aperto a tutti i cittadini europei), AQUA-VIEW punta ad allineare i sistemi di istruzione e di qualificazione in acquacoltura, uno dei settori strategici della Blue Economy, non a caso incluso tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Agenda FAO 2030). In altri termini, scopo del progetto – avviato a settembre 2019 e con deadline fissata per la metà del 2022 – è quello di rafforzare e accrescere la qualità delle competenze e delle professionalità nell’acquacoltura, e di aumentare gli standard del settore produttivo, vincolandoli a metodi sempre più sostenibili.

A favorire questo percorso potrebbero essere i due nuovi profili professionali (livello 4 e 5, elaborati in base agli standard EQF – Quadro Europeo delle Qualifiche) alla cui realizzazione gli ospiti europei presenti a Goro (cuore della molluschicoltura italiana) e a Rimini stanno lavorando, da inserire poi nei circuiti educativi e formativi a livello europeo e internazionale.

Uno dei temi cardine di SEALOGY saranno proprio i blue skills&jobs, ovvero i mestieri della Blue Economy, che saranno sviluppati in Fiera attraverso workshop, iniziative mirate e con il coinvolgimento delle scuole e dei molluschicoltori del Medio e Alto Adriatico. Questi ultimi possono, infatti, dare un significativo apporto affinché i nuovi profili professionali rispondano efficacemente alle esigenze del settore e possono contribuire al ricambio generazionale e all’occupazione giovanile nell’acquacoltura.

Nel basso ferrarese, grazie anche all’accoglienza riservata ai delegati dal Consorzio Pescatori di Goro, i rappresentanti del progetto AQUA-VIEW hanno potuto visitare i luoghi di produzione di vongole e cozze, e partecipare a uno scambio di esperienze sui sistemi di depurazione, confezionamento dei molluschi e packaging.

Solaroli e quella “promessa” che fa tremare la Lega

Questa volta la faccenda sembra essere più seria delle altre volte: il vice-capogruppo della Lega in consiglio comunale, Stefano Solaroli, durante una conversazione con Anna Ferraresi, le ha promesso un posto a tempo indeterminato in comune, a patto che quest’ultima, che  è stata una ‘ribelle’ all’interno della maggioranza, citando letteralmente, si “togliesse dal c*zzo”.

Il consigliere in questione non è nuovo a situazioni imbarazzanti, ma andiamo con ordine per capire come si è arrivati a questa proposta.

    • La disssidente

Anna Ferraresi è stata la candidata ‘culturale’ della lista di Alan Fabbri. Molto attiva sui social, ha sempre denunciato il degrado che a suo parere attanaglia la città ed in particolare la zona dove vive, Pontelagoscuro. Con questo suo modo di fare, però, si è attirata le inimicizie di alcuni componenti della maggioranza. Infatti, nonostante la sua entrata in Consiglio Comunale dopo la vittoria alle elezioni, le sue lamentele sono continuate, e questo l’ha portata alla rottura finale del dicembre scorso.

    • Il litigio, l’uscita dal gruppo, la querela

Andare contro Nicola Lodi non sembra portar bene in Comune. A farne le spese sono stati Paolo Vezzani, il quale si è dimesso ad agosto, e Fausto Bertoncelli, stimato dirigente comunale, spesso in contrasto con l’attuale vicesindaco in passato, che si è visto allontanare dal proprio incarico senza troppi chiarimenti (e complimenti). Non sorprende, quindi, che la stessa ‘ribelle’ Ferraresi, rea di troppe lamentele, sia arrivata allo scontro proprio con Lodi. Ma non è stato uno scontro qualsiasi. La vicenda tra i due, infatti, è arrivata alle vie legali: Ferraresi ha querelato Lodi, colpevole a parer suo di averla offesa sul suo profilo Facebook, adducendo che la candidatura dell’ex veterinaria fosse stata mossa da motivi personali e non per tutelare la comunità di Pontelagoscuro e per delle dichiarazioni di Lodi su di un quotidiano locale. La consigliera, nel frattempo, era già uscita dal gruppo leghista ma è rimasta comunque in Consiglio Comunale, nel gruppo misto, perché, sempre secondo sue dichiarazioni, “ha preso un impegno di battersi su alcuni temi”.

    • Il 19 novembre

Prima di arrivare a questo, secondo lo scoop lanciato su La7, ci sarebbe stato un tentativo di sedare questa rivolta. Infatti, proprio il 19 novembre, c’è stato l’incontro tra Solaroli e Ferraresi, nel quale il primo proponeva alla seconda un lavoro a tempo indeterminato nella gestione dell’accoglienza turistica, occupandosi dei nuovi trenini inaugurati dall’amministrazione Fabbri. Tutto questo, naturalmente, in cambio delle sue dimissioni. Secondo Solaroli, poi, Vicesindaco (citato per primo) e Sindaco erano d’accordo. Ultimo, ma non meno importante argomento, il silenzio richiesto alla consigliera:“Se lo sputi fuori, mi brucio io”, ha infatti affermato il vice-capogruppo di maggioranza. Ferraresi ha però rifiutato questa proposta, che l’avrebbe appunto costretta a rinunciare al suo incarico di consigliera, e alla domanda del giornalista di Piazzapulita sul perché nell’audio sembrasse interessata, lei ha risposto: “L’ho fatto apposta, affinché lui non avesse timore a dirmi le cose”.

    • Il servizio di Piazzapulita e le repliche

Il 16 gennaio va in onda su La7 il servizio completo dedicato a Ferrara e questo caso in particolare, nel quale tutta la vicenda viene chiarita (la versione integrale la trovate qui). Oltre alle dichiarazioni di Ferraresi ci sono state quelle del presidente di City Red Bus Paolo Bonferroni, la società che gestisce il servizio di pullman turistici, che ha chiarito che il servizio al  Comune consta solo dell’autorizzazione e che è gestito dalla sua  società, quindi anche le assunzioni vengono vagliate solo da lui, in quanto presidente della City Red Bus Srl. Oltre a questi due interventi c’è stata la risposta del vicesindaco. Proprio così: ha risposto Lodi, non il  Sindaco. Secondo i giornalisti di La 7 sembra che dovesse essere inizialmente Alan Fabbri a chiarire la situazione, ma secondo Lodi, fin dall’inizio avevano avvisato che sarebbe stato lui a parlare. Poco importa. Quello che appare evidente è come la figura di Alan Fabbri sia sempre più messa in disparte dal sempre più ‘ingombrante’ Naomo, e come andare contro quest’ultimo possa portare conseguenze spiacevoli all’interno del Comune. La giustificazione data da Nicola Naomo Lodi è stata netta e chiara: “Prendiamo le distanze”, “non sapevamo nulla”, “sappiamo chi è Anna Ferraresi…”. Nonostante la gravità del fatto, comunque, non c’è stato – come ci si poteva aspettare –  un netto ‘calcio in c*lo’ nei confronti del suo collega di partito, anzi, oltre ad aver promesso solo delle ‘verifiche’, non ha perso l’occasione per un attacco al Pd e alla cooperativa Le Coccinelle, per presunte assunzioni di parenti ed amici del Partito Democratico.

    • Chi è Stefano Solaroli

Militante della Lega, è entrato alla ribalta, oltre che per quest’ultima vicenda, per due fatti che lo hanno visto protagonista. In una di queste, la prima, si vede Solaroli accarezzare un’arma disteso a letto dicendo “ho lei con me”, descrivendo le caratteristiche dell’arma, una Beretta 70 del 1969 [vedi qui l’ articolo su Ferraraitalia ]  e dove invitava tutti a condividere il suo video. Il filmato, reso pubblico durante la campagna elettorale, non piacque assolutamente, ma una nota del Viminale informava che proprio a causa di quel video, nel 2018 gli era stato vietato di possedere armi. (La pistola, comunque, non l’aveva più da tempo).
Un altro video, però, ha indignato l’opinione pubblica. In questo Solaroli, a Comacchio, si aspettava che i rom si “incazzasero”, così da poter montare su un suv un “trinciarom”.
Nonostante questi atteggiamenti e queste uscite, nonostante le prese di distanze, Stefano Solaroli ha trovato posto tra i candidati, è stato votato ed è stato nominato vice-capogruppo della Lega in Consiglio Comunale.

Possibili conclusioni
Da questa vicenda si capiscono almeno tre cose:
1. Che Solaroli non doveva essere candidato.
2. Che il danno d’immagine prodotto dal video è talmente grave che una presa di posizione netta e decisa da parte dell’Amministrazione Comunale dovrebbe essere la minima conseguenza, oltre che una sperabile espulsione diretta dal partito.
3. Che Naomo si conferma essere il reale detentore del potere a Ferrara. Con buona pace di Alan.

Cappelli ricami: una storia lunga tre generazioni, ma anche uno sguardo rivolto al futuro

Da: Ufficio Stampa del Comune di Bondeno

Le sfide dell’alta moda sono sempre più impegnative, ma il ricamificio Cappelli è pronto ad accettarla. La realtà di via Carlo Ragazzi, a Bondeno, è attiva si dagli anni Sessanta e da tre generazioni lavora per la moda. In particolare, il presente è dedicato all’alta gamma. «Siamo partiti con i classici ricami sui grembiulini e i capi da bambino, ma da diversi anni ci siamo rivolti ai grandi marchi della moda, per quel che concerne capi di importanti firme, borse ed accessori», dice Paolo Cappelli, che guida l’azienda di famiglia fondata dal padre Delson Cappelli e dal cognato Roberto Rinaldi, assieme alla moglie Roberta Zanca ed ai figli Alessio e Nicola. «Nel mercato del ricamo – racconta Paolo Cappelli – facciamo solo primissime linee: borse, scarpe, persino ciabatte. Ora, le commesse che abbiamo ricevuto impongono di quadruplicare nel breve periodo la produzione». Si profila, per questa ragione, un investimento importante in termini di macchinari. I quali, nel corso del tempo, sono passati rapidamente da strumenti puramente meccanici, ad altri di tipo ottico, fino alla rivoluzione digitale e dell’industria 4.0: i disegni caricati in rete vengono condivisi e i macchinari provvedono a cucire, tagliare e rifinire i prodotti, con l’utilizzo di tecnologie d’avanguardia, compreso il laser. «Nonostante l’alto grado di automazione, manteniamo un certo livello di presenza di lavoro manuale che garantisce la qualità, nel nostro lavoro», dicono i titolari dell’azienda storica nel campo dei ricami. La quale, nel breve periodo, ha la necessità di assumere 30 dipendenti (offerte di lavoro rivolto a donne, di età compresa tra i 18 e i 45 anni). «Senza particolari competenze pregresse – assicura Paolo Cappelli – in quanto siamo soliti offrire una formazione sul campo, che si svolge direttamente qui in azienda». Attualmente, per capirsi, l’impresa tessile è in grado di produrre circa 40-50 borse di alta gamma la settimana, ma la necessità del mercato impone di portare il quantitativo prodotto ad almeno 150 esemplari. «Cappelli Ricami – dicono il sindaco Fabio Bergamini e il vicesindaco con delega alle attività produttive, Simone Saletti – è un’azienda di eccellenza del nostro territorio, che opera storicamente da noi continuando a produrre posti di lavoro, in modo peraltro sostenibile, ed aggredendo la crisi con la tecnologia e l’innovazione. Crediamo che l’opportunità che verrà offerta a 30 neo-lavoratrici sia l’esempio di come puntare sulla qualità garantisca un valore aggiunto. Proprio il ricamificio – assicurano Bergamini e Saletti – sta usufruendo dello stesso bando comunale per la stabilizzazione del lavoro a tempo determinato, affinché i contratti siano riconvertiti in rapporti a tempo indeterminato». Le domande per i trenta posti disponibili possono già essere inoltrate alla segreteria dell’azienda, assieme al proprio curriculum. Per consentire a Cappelli Ricami di continuare a crescere.

Come rendere un’abbazia la prima d’Italia (e farla rimanere tale per otto secoli)

Chiostri, torri, biblioteche, giardini, orti… A essere svanito nel nulla non è solo l’antico prestigio del “Monasterium in Italia princeps” – come amava definirla Guido il musico – , ma anche la maggior parte dell’intero complesso che un tempo mostrava un’Abbazia di Pomposa molto diversa da quella a cui abbiamo fatto l’abitudine.

Persino ciò che è rimasto appare in una configurazione differente rispetto a quella originale, a partire dalla chiesa. Quella attuale, dedicata a Maria, era già nel IX secolo di forma tipicamente basilicale: pianta rettangolare e tre navate con abside. Lo stile ravennate-bizantino, evidente nella struttura, era dato anche dall’utilizzo di materiale architettonico proveniente da Ravenna, caduta un secolo prima sotto i Longobardi. La facciata, tuttavia, non è più visibile totalmente, poiché fu inglobata da un atrio costruito in seguito, poi a sua volta demolito per mettere in piedi l’ampliamento che vediamo oggi. Spettò infatti all’abate Guido, un ravennate, la trasformazione dell’abbazia per renderla sempre più imponente e sontuosa, a cominciare proprio dall’aggiunta del nuovo atrio, opera del geniale architetto Mazulo. Egli, ornando l’esterno del nuovo corpo con bacini ceramici, stucchi, marmi, pietre e laterizi intagliati e incisi, consegnò all’abbazia quasi una nuova facciata dal lontano gusto orientale. Accanto all’edificio sacro, non è andato perduto il grandioso campanile, la cui costruzione fu avviata grazie a delle donazioni nel 1063, dopo l’atrio quindi, come ci mostra una lapide dedicatoria posta alla sua base. Simile ai suoi colleghi romanico-lombardi, risulta molto vicino alla chiesa e sembra riproporre il complesso sistema decorativo in laterizio dell’atrio, ma con importanti innovazioni figlie dei nuovi tempi. Prima di entrare, tuttavia, per stupirci delle maestose decorazioni ad affresco e dei pavimenti a tarsia e mosaico, è bene fermarsi ancora un attimo ad ammirare l’atrio addossato alla facciata, perché per la sua fattura è riconosciuto come uno degli artefatti più interessanti dell’arte medievale padana: anche se all’epoca non era il solo nell’area ravennate, è oggi rimasto come l’unico esempio di un insieme di forme a notevole prevalenza orientale. Eppure, anch’esso allora doveva mostrarsi ben diverso. Si è scoperto che la sua superficie era probabilmente intonacata, non si sa come, e allo stesso modo vari altri suoi elementi scultorei.

L’abbazia, che senza remore si fa notare dalla campagna circostante grazie al solenne campanile, è però scrigno e custode di un patrimonio artistico che ha fatto la storia del nostro territorio, e non solo. E se già il contenitore riveste questa importanza, figuriamoci il contenuto! Basta introdursi nell’edificio per notare che quasi non esistono vuoti: l’interno è completamente affrescato, ma non tutto risale allo stesso momento, e qualcosa sarebbe stato anche ricoperto da interventi successivi. Gli affreschi furono l’ultima testimonianza della grande arte pomposiana, e i loro committenti si succedettero nel corso di secoli. Dai tradizionali intenti moraleggianti e didascalici, le raffigurazioni mostrano, a chi è in grado di interpretarle, scene tratte dall’Antico, dal Nuovo Testamento e dalla Storia della Chiesa. Le botteghe che vi lavorarono furono diverse, e il tutto sembra innegabilmente confluire verso l’abside, fulcro del ciclo pittorico, che presenta il Cristo benedicente nella mandorla mistica. Ma un tempo c’era dell’altro. Ogni monastero medievale era sede di studio e cultura, a maggior ragione Pomposa: tra le altre cose, la sua biblioteca di centinaia di volumi è oramai perduta, né si sa dove si trovasse.

La poesia di Pomposa è però solo all’inizio. E’ dal vivo che l’impossibile dialogo tra esseri umani e opere d’arte di un tempo passato diventa realtà. E forse solo i versi di Giuseppe Ravegnani, poeta dimenticato, potrebbero descrivere, a chi non lo conosce, uno dei monumenti italiani più visitati: “In mezzo alla campagna sola stai, / o casa del Signore! / Arde sui tetti il sole; / e le campane / cantan lassù come gran guglie d’oro, / le cui voci, pregando, / un po’ di cielo / donano al cuore di chi va sognando… […]” (La Chiesa dell’Amore, I, 1923).

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