Giorno: 8 Febbraio 2020

Signor Sindaco Risponda!
L’Assemblea del bibliotecari vuole chiarezza

Come direbbe il bracchetto Snoopy, “l’affare si infittisce”. Parliamo ancora – e non ci stancheremo di farlo – delle biblioteche ferraresi. Il sistema bibliotecario pubblico rimane in emergenza. Dal Sindaco e dalla Giunta sono arrivati messaggi contraddittori, belle promesse e repentine marce indietro. Tant’è, Il cielo rimane pieno di nuvole. Già da oggi il personale dipendente in forza alle biblioteche non può garantire la continuità del servizio; è sufficiente che qualche operatore si prenda un’influenza di stagione – mica il Coronavirus – e una biblioteca rischia di chiudere. E’ già successo, due settimane fa, i lettori di Ferraraitalia sono informati.
Non c’è da far tanti discorsi. Bisogna solo rispondere. L’Amministrazione Comunale ha o non ha intenzione di assumere dieci nuovi bibliotecari, perché tanti ne servono (non uno di meno) per rimpiazzare tutti coloro che stanno andando in pensione? Il Sindaco Fabbri si prende seriamente l’impegno, davanti a tutti i cittadini, di individuare entro questo 2020 la location dove far sorgere la nuova grande biblioteca della Zona Sud? E di metterla poi in funzione entro la fine del suo mandato? Glielo hanno chiesto 2.000 ferraresi firmando una petizione popolare. Ora, dopo risposte ondivaghe e insoddisfacenti, sindacati e lavoratori delle biblioteche gliene chiedono di nuovo conto (leggi di seguito il documento approvato all’unanimità). 
Sembrerebbe che la Nuova Giunta leghista sia bravissima a far promesse, proclami, campagne propagandistiche. Molto meno in tutto il resto. Ho il sospetto che i nostri nuovi amministratori non siano avezzi frequentare libri e biblioteche. Forse sono un pochino ignoranti sull’argomento. O si sono fatti l’idea che Biblioteche Pubbliche siano un ‘piccolo particolare senza importanza’. Soprattutto, non sembrano essersi resi conto che i ferraresi sono affezionati alle loro biblioteche. E le vogliono salvare. E non molleranno l’osso.
Effe Emme

L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori del servizio Biblioteche e Archivi ha compiuto una valutazione dell’iniziativa sviluppata negli ultimi mesi per affrontare le problematiche presenti rispetto alle prospettive del servizio stesso e alla situazione occupazionale. Abbiamo espresso soddisfazione per la raccolta firme sul rilancio del sistema bibliotecario promossa dall’assemblea stessa, con il sostegno di CGIL-CISL-UIL di categoria e delle RSU, che ha visto la firma di ben 2065 cittadini nell’arco di neanche un mese. Così come abbiamo ritenuto andare nella giusta direzione le risposte, sia pure tardive, arrivate da parte dell’Amministrazione, per bocca del sindaco, nell’incontro che si è tenuto il 15 gennaio scorso, in particolare per quanto riguarda l’impegno a ricoprire tendenzialmente tutti i pensionamenti realizzati alla fine del 2019 e previsti nel corso del 2020 ( 9-10 unità) e la volontà di realizzare, nel triennio 2021-2024 e comunque entro la fine del mandato, una nuova importante biblioteca nell’area Sud della città, facendola precedere da un tavolo di studio e confronto, nel corso del 2020, prevedendo che lì siano presenti anche le rappresentanze sindacali e altri soggetti associativi.
Non altrettanto si può dire della risposta formale arrivata sulla petizione sempre da partedell’Amministrazione, in cui si ridimensionano gli impegni in materia di copertura tendenziale del turn-over (le nuove entrate di personale passano da 9-10 unità a 5 certe) e anche quelli relativi al percorso per la realizzazione della nuova struttura bibliotecaria ( non c’è più traccia del tavolo di progetto congiunto per il 2020, ma si parla semplicemente del fatto che quest’anno l’Amministrazione studierà la sua collocazione e la realizzazione viene spostata alla fine del mandato amministrativo).
A questo punto, l’assemblea ritiene fondamentale che si svolga un nuovo incontro con l’Amministrazione Comunale per arrivare alla firma di un vero e proprio accordo sindacale, che ristabilisca in modo preciso gli impegni assunti dalla nostra Amministrazione nell’incontro del 15 gennaio. Nello stesso tempo, valutiamo importante la mobilitazione che si è prodotta anche da parte dei cittadini, a sostegno del rilancio del sistema bibliotecario comunale: ovviamente, intendiamo relazionarci con tale mobilitazione, per produrre una convergenza tra le istanze da noi avanzate e quelle dei cittadini, a sostegno e difesa di un bene comune importante come sono le biblioteche comunali.
Infine, l’assemblea ribadisce che, se non si realizzasse un accordo sindacale in linea con le richieste avanzate e con quanto convenuto nell’incontro con l’Amministrazione del 15 gennaio, si darà continuità alla nostra iniziativa e mobilitazione, nelle forme che riterremo adeguate.

Assemblea dei Lavoratori del Settore Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara
Ordine del Giorno approvato all’Unanimità : Ferrara, 7 febbraio 2020

 

Dal 10 al 13 Febbraio indagini geognostiche

Da: Comune di Bondeno.

Indagini sul terreno di via Dazio in arrivo, e conseguenti piccoli disagi alla circolazione stradale, a partire da lunedì 10 febbraio. Il comando della Polizia municipale dell’Alto Ferrarese ha ricevuto una richiesta da parte di Aipo, inerente alla limitazione della circolazione stradale, in occasione delle indagini geognostiche che si svolgeranno a partire da lunedì 10 febbraio lungo via Dazio. «Indagini che si sono rese necessarie e che sono propedeutiche al ripristino di tratti di argine interessati da frane in un tratto della via che passa sopra l’arginatura del Panaro – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Marco Vincenzi –. Detti lavori partiranno lunedì 10 febbraio alle ore 10 e dovrebbero concludersi giovedì 13 febbraio». La ditta esecutrice dei lavori ha informato gli agenti del comando di Bondeno che sarà necessario occupare solamente metà della carreggiata, quindi la disciplina della circolazione sarà regolata mediante il transito dei veicoli a senso unico alternato, che comunque causerà qualche disagio. Il cantiere, le variazioni intervenute alla circolazione stradale, gli ingombri e gli ostacoli saranno opportunamente segnalati.

Indagini_geognostiche_via_Dazio

DOPOELEZIONI Oggi come nel 1946: “Ascoltare e parlare”.
Serve una politica capace di riparare i guasti del mondo e della nostra città

Con un bell’intervento di Francesco Monini [leggi qui] si è aperto sul “dopo elezioni” con
contributi interessanti. Consapevole del rischio di ripetere cose già – e meglio – dette, provo a scrivere qualcosa. A me pare – nel mondo, in Europa, in Italia, in Emilia Romagna evidente e conclamata – la crisi della democrazia rappresentativa e dei suoi istituti. Mi sembrano sempre più chiare tendenze naziste delle quali ha scritto l’amico Giuliano Pontara nel suo L’antibarbarie, pubblicato nel 2006, e riproposto, aggiornato ed ampliato lo scorso anno. Sia della prima che della seconda edizione ho curato la presentazione, con Pontara, a Ferrara. Ne consiglio la lettura.
La mia esperienza è limitatissima, la mia riflessione modesta. Praticamente non mi muovo da questa piccola città, alla periferia dell’Impero. I problemi però ci vengono però a trovare. Impossibile non vederli anche per un vecchio. Quello che accade perciò non mi meraviglia. Ci avevano avvertiti, negli anni Settanta, un poeta e un socialista. Un ultimo avviso nei primi anni Novanta ce lo aveva dato un nonviolento, amico del vivente. Mario Luzi era stato dettagliato:
“Muore ignominiosamente la repubblica. / Ignominiosamente la spiano / i suoi molti bastardi nei suoi ultimi tormenti. / Arrotano ignominiosamente il becco i corvi nella stanza accanto. / Ignominiosamente si azzuffano i suoi orfani, / si sbranano ignominiosamente tra di loro i suoi sciacalli./ Tutto accade ignominiosamente, tutto / meno la morte medesima – cerco di farmi intendere / dinanzi a non so che tribunale / di che sognata equità. E l’udienza è tolta.”.

I guardoni bastardi, i corvi dal becco tagliente, gli orfani rissosi, gli sciacalli voraci da oltre quaranta anni continuano, affaccendati, le loro occupazioni, come prima e peggio. Già Lelio Basso aveva avvertito: “Nonostante Marx avesse lanciato il famoso appello ‘proletari di tutti i paesi unitevi’, i proletari se ne sono dimenticati, e i capitalisti se ne sono ricordati. […] La democrazia appare sotto assedio. Un pugno di manager di immense multinazionali fanno e disfano quello che vogliono. Gli altri miliardi di uomini sono complici o schiavi. Se si rifiutano, nella migliore delle ipotesi, sono emarginati e non contano niente.

Infine Alex Langer, poco prima del suo brusco congedo, aveva scritto:
“Dopo tre anni tutti noi, umili o potenti, assistiamo al quotidiano ormai banalizzato di una guerra i cui bersagli sono donne, bambini, vecchi, deliberatamente presi di mira da cecchini irraggiungibili o colpiti da obici mortali che sparano dal nulla […] Oggi più che mai in passato dobbiamo armarci di dignità e di valori […] E soprattutto ripetere quel “mai più” che risuona in tutta Europa dalla fine della seconda guerra mondiale […] Bisogna che l’Europa testimoni e agisca! L’Europa può farlo, l’Europa deve farlo. L’Europa, infatti, muore o rinasce a Sarajevo”.
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Così la nostra Repubblica fondata sul lavoro è morta, così l’economia mondiale è controllata da un pugno di extra ricchi, così l’Europa prosegue nella sua agonia e non presenta alcuna alternativa rispetto a grandi potenze guidate da leader autoritari, razzisti, promotori di guerre. Se il quadro è questo, e le tendenze sono quelle indicate da Pontara, perché mai Ferrara non potrebbe tornare ad essere fascista? Rimpiangerà magari di non avere un capo a livello di Italo Balbo, che raccomandava che le bastonate fossero “di stile”. Sembrano ripetersi gli anni Venti del secolo passato, volti in tragedia farsesca o in farsa tragica, con in scena i personaggi che il tempo ci offre e con i quali, incredibilmente, molti amano farsi selfie, oltre a votarli. Come questo sia avvenuto e stia avvenendo lo sappiamo benissimo. William Davies in “Stati nervosi” chiama a supporto della sua analisi la ricerca storica, economica, politica, sociologica, psicologica, filosofica per dirci che siamo in preda a nevrosi contagiose.

La sua lettura ci riporta anche più indietro del secolo, a Gustave le Bon, La psicologia delle folle è del 1895: “Ogni sentimento, ogni atto è contagioso in una folla […] Il contagio è abbastanza potente per imporre agli uomini non soltanto certe opinioni, ma anche certe impressioni dei sensi […] Esagerare, affermare, ripetere e mai tentare di dimostrare alcunché con il ragionamento sono espedienti familiari agli oratori nelle riunioni popolari.”.

Nulla di nuovo quindi: la folla diventa una grande rete neurale attraverso la quale le emozioni viaggiano da un corpo all’altro ad altissima velocità. L’uso dei social la estende e la potenzia. Efficienti untori, sovranisti e populisti, sono all’opera. Un vaccino non si trova. Già lo psicoanalista Luigi Zoja ci aveva spiegato come, morti i partiti e le ideologie, alla politica non restasse che la paranoia, un delirio cronico con convinzioni persecutorie, non corrispondenti alla realtà. Paranoici siamo un po’ tutti, ma qui si esagera, avrebbe detto Totò. Gli immigrati sono il nemico da abbattere, loro e i loro complici. È un messaggio semplice, comprensibile, di successo. Le sole cose che in politica contano.

Incapace di mutare la situazione socioeconomica, di portare libertà e giustizia tra i cittadini, il potere politico alla dimensione nazionale e locale non può che sfogarsi in potere diretto sulle persone, sulle più deboli naturalmente, ricercando tra loro consenso e complicità. Sappiamo bene dunque cosa è successo alla nostra democrazia, accidentale, in Italia e in Europa. Sappiamo anche come è successo. È successo come succede sempre.

Emily Dickinson lo ha scritto più di 150 anni fa:
Crumbling is not an instant’s Act / A fundamental pause  / Dilapidation’s processes  / Are organized Decays -‘Tis first a Cobweb on the Soul / A Cuticle of Dust / A Borer in the Axis / An Elemental Rust -Ruin is formal – Devils work  / consecutive and slow –  / Fail in an instant, no man did  / Slipping – is Crashe’s law.
Sgretolarsi non è Atto di un istante / Una pausa fondamentale / I processi di Disgregazione / Sono Decadimenti organizzati – È prima una Ragnatela nell’Anima / Una Cuticola di Polvere / Un Tarlo nell’Asse / Una Ruggine Primordiale – La Rovina è metodica – i Diavoli lavorano / Costanti e lenti – / Nessuno, si perde in un istante / Scivolare – è la legge del Crollo.

La strada per uscirne – posto che si voglia, a molti piace così – è come per il passato lunga e faticosa, come lungo è stato il processo che ci ha portato a questo punto. Quando le cose crollano occorre ricostruire. Qualche buona pietra, nella Costituzione, c’è. Si può recuperare. Occorre “Una buona politica per riparare il mondo”, come si intitola una antologia di scritti commentati di Langer, alla quale ho contribuito. Non sembra alle viste.

Alla liberazione di Perugia nel 1944, Aldo Capitini, che aveva visto la fragilità delle istituzioni liberali davanti al fascismo, si era inventato i Centri di Orientamento Sociale. “Il C.O.S. è la comunità aperta. La caratteristica della comunità aperta, di contro alle società esistenti, tutte più o meno chiuse, è di essere in movimento, di non ripetere se stessa, il proprio passato, la propria tradizione, le proprie abitudini, ma di aprire continuamente se stessa […] Nella comunità aperta del C.O.S. tutti debbono avere pane e lavoro, e per questo si attua uno scambio di servizi e di aiuti, di pane e di lavoro […] Se ci si impegna a non collaborare e a lottare contro l’oppressione delle libertà di espressione, di stampa, di associazione, di religione; contro la tortura per qualsiasi ragione; contro il nazionalismo; contro lo sfruttamento capitalistico; si ha un impegno interiore che si consolida per il fatto di non subire eccezioni, di non essere sottoposto a criteri di tattica. Pur agendo nel cosìdetto mondo politico, lo si apre continuamente ad altro”.

Così Capitini scriveva agli amici intenti alla Costituzione, ma questi erano già rassegnati o consapevoli della piega presa dalla Repubblica. Su Carta intestata dell’Assemblea Costituente, 23 settembre ́46: “Caro Capitini, in un paese come il nostro, dove i CLN, i consigli di gestione, i circoli, le sezioni, se ancora esistono, somigliano già a uffici del dazio, istituire i COS obbligatori, come tu chiedi, significherebbe agli occhi dei più aumentare il numero delle istanze larvali.” Tuo, Ignazio Silone.
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Lo stato della nostra democrazia, dei partiti, era questo nel 1946. Non è granché migliorato poi. Né hanno giovato comportamenti del ceto politico, visto con qualche ragione come ‘casta’ separata. Perfino Presidenti di Regione hanno amato chiamarsi Governatore, i Consigli regionali Assemblea legislativa, sembrando troppo modesta la dizione di legge. E un acclamato Capitano ha chiesto pieni poteri. Importante anche è non illudersi che sia passata la nottata, che l’alba sia vicina. C’è chi l’ha creduto, nel 1984, elezioni europee, quando il Pci, sulla scorta dell’emozione per la morte di Berlinguer superò la Dc, raggiungendo il 33,33%. O nel 2014, sempre alle elezioni europee, quando il Partito Democratico attinse il 40,8%. In quelle occasioni l’emotività favorì un campo che ora appare sfavorito.

Ascoltare e parlare era il motto dei Centri di Orientamento Sociale. Una politica capace di riparare i guasti del mondo e della nostra città è fatta da persone che ascoltano le paure, le ansie, i dolori, le paranoie proprie e di chi è vicino e cercano di affrontarle assieme, senza confermarle in rancore e risentimento, senza indirizzarle verso capri espiatori. Non fanno come i violenti che si dicono vittime per giustificare come autodifesa la loro violenza. Così facendo danno però una prova del peso che ha l’argomento morale nell’azione politica. Tenere conto di questo peso è della nonviolenza: apertura all’esistenza, alla libertà, allo sviluppo degli esseri. Può confortare che accurate analisi abbiano mostrato il successo delle lotte condotte con metodi nonviolenti rispetto a quelle condotte in modo violento (Ne ha scritto Antonino Drago in Le rivoluzioni nonviolente dell’ultimo secolo,2010).

Continua a occuparsi dei questi aspetti Erica Chenoweth, che con Maria Stephan ha scritto Why Civil Resistance Works: The Strategic Logic of Nonviolent Conflict. La ricerca – 323 campagne violente e non violente – mostrerebbe che i movimenti nonviolenti hanno il doppio delle possibilità di creare cambiamenti sociali duraturi. Se poi il 3,5% della popolazione partecipa, il successo è garantito. Ha scritto recentemente Civil Resistance: What Everyone Needs to Know.
Mentre aspettiamo la traduzione italiana converrà darsi da fare.

11 Febbraio: Gianni Cuperlo presenta “Un’anima Cosa serve alla sinistra per non perdersi”

Da: Libraccio.

E adesso? Quale sarà adesso il destino dell’alleanza imbastita dopo l’annunciata e imprevista crisi di Ferragosto tra le forze più ostinatamente rivali degli ultimi anni? I nemici per eccellenza si sono incrociati a mezza via come anime dannate dalle urne incombenti o l’estate folle del 2019 è destinata a inaugurare davvero una «terza Repubblica»? Il volume, diviso in tre parti, scava nella cronaca e traccia l’ipotesi del dopo. Le prime due affrontano le conseguenze del «conn ubio» per il Partito democratico: natura, identità, prospettive, idee per far ritrovare a un popolo, che si riconosce come tale, la sua anima. La terza parte raccoglie una sintesi del «Diario di mezza estate» scritto nei giorni caldi della vicenda. Capitoli giornalieri che registrano il corso degli eventi, dalla certezza di elezioni all’avvio del dialogo sino alla sconfitta leghista, la mediazione sul programma e il giuramento del nuovo governo. Un itinerario complicato raccontato da un insider col tono informale e discorsivo del cronista. A uscirne è l’affresco in presa diretta di una politica meno epidermica dell’immagine spesso riflessa. Una testimonianza vissuta con quel tanto di passione consapevole che senza un popolo motivato alle spalle anche il sentiero delle pie intenzioni è lastricato di trappole.

Gianni Cuperlo è membro della Direzione nazionale del Pd. per i tipi della Donzelli ha pubblicato: Par condicio? Storia e futuro della politica in televisione (2004); Sinistra, e poi. Come uscire dal nostro scontento (2017); In viaggio. La sinistra verso nuove terre (2018).

Junior: burattini e marionette al Teatro Barattoni

Da: Comune di Comacchio.

Prosegue con affluenza e consensi crescenti l’itinerario sul territorio ostellatese e comacchiese della rassegna Junior! Pomeriggi a teatro, che domenica 9 febbraio inviterà il pubblico al Teatro Barattoni con un appuntamento esclusivo.
Per la prima volta sarà infatti ospite della programmazione Giorgio Gabrielli, burattinaio, marionettista e scenografo mantonvano, che con grande originalità propone una personale interpretazione delle tecniche del teatro di figura: ad Ostellato presenterà uno dei suoi cavalli di battaglia, lo spettacolo Legno, diavoli e vecchiette… storie di marionette.

Protagonista in scena è proprio un burattinaio, un Geppetto dei nostri giorni che dopo tanti anni in viaggio con i burattini ed una piccola baracca sulle spalle, si ferma a raccontare la sua storia, ricordando di come pensò di costruirsi una marionetta che gli permettesse di andare in giro per il mondo guadagnando un pezzo di pane e un bicchiere di vino.
Lo spettacolo mette in scena il percorso che compie l’artista per giungere alla creazione della marionetta: dall’ispirazione, spesso causale, all’invenzione dell’oggetto, fino a dargli vita. Angiolino, il diavolo dei campi, la vecchia Madùra, sono solo alcuni dei personaggi che il marionettista presenterà al pubblico, coinvolgendolo direttamente nel racconto.

L’inizio è fissato per le ore 16 presso il Teatro Barattoni, in via Garibaldi 4/C a Ostellato; l’ingresso è gratuito, e lo spettacolo è adatto a tutti gli spettatori a partire dai 3 anni di età.

Il programma lascerà poi spazio al carnevale per i due fine settimana successivi, e riprenderà domenica 1 marzo a Vaccolino (presso la Tensostruttura Parrocchiale), con lo spettacolo La Casa Stregata, a cura del burattinaio vicentino Paolo Papparotto.
La rassegna è organizzata grazie al sostegno dei Comuni di Comacchio ed Ostellato ed al contributo della Regione Emilia Romagna nell’ambito del progetto Burattini alla Riscossa, per un teatro popolare del Delta del Po. Il programma completo è disponibile sui siti www.comacchioateatro.it e www.sipariostellato.it. Infoline 349 0807587.

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Guida 2020 per l’Imprenditore: legge di Bilancio e nuove responsabilità dell’amministratore

Da: Ascom Ferrara.

Guida 2020 per l’Imprenditore si svolgerà giovedì 13 febbraio a partire dalle ore 15:30 nella sala conferenze di Ascom Confcommercio a Ferrara, in via Baruffaldi (al primo piano) il primo di una serie di seminari tecnici dedicati alla Legge di Bilancio 2020 ed alle nuove responsabilità degli Amministratori rispetto alla crisi d’impresa. L’evento è promosso dall’Ente Bilaterale del Terziario ed è realizzato da Iscom (ente formativo di Ascom Confcommercio) con il supporto della stessa Associazioni Commercianti.
Il programma prevede i saluti del direttore generale di Ascom Confcommercio Ferrara, Davide Urban al quale seguirà l’intervento di Lelio Cacciapaglia direttore tributario del Ministero Economia e Finanze. Numerosi gli argomenti all’ordine del giorno di stringente attualità come ad esempio la lotteria degli scontrini, i nuovi limiti imposti all’uso del contante, il rimborso delle commissioni sulle carte di credito od ancora la tracciabilità degli oneri detraibili. Il seminario al di là degli aspetti legati alla nuova Legge di Bilancio, affronterà il nodo della responsabilità degli amministratori e dei titolari di impresa rispetto alla crisi d’impresa: Maddalena Tamburini avvocato del foro di Ferrara relazionerà nel merito dei nuovi obblighi di comunicazione agli organi societari agli enti terzi (ade esempio Agenzia delle Entrate, Inps) ed ancora sugli strumenti di composizione o regolamentazione della crisi stessa. Temi particolarmente importanti per la vita quotidiana dell’impresa.
Per registrare la propria partecipazione, gratuita, è necessario mandare una mail ad iscomfe@ascomfe.it oppure chiamare lo 0532.234231

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