Giorno: 13 Marzo 2020

Consulta agricola, bene le proposte della Regione per fronteggiare emergenza Covid-19 in campagna

Da: CIA Ferrara.

Esprime apprezzamento Cia-Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna per le prime ed urgenti misure che la Regione Emilia Romagna ha comunicato di mettere in campo per fronteggiare la crisi da coronavirus.
“Alla luce di ciò che è emerso nel corso della Consulta agricola regionale tenuta stamane (13 marzo) – commenta Cristiano Fini, presidente di Cia Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna – va rimarcata la volontà dell’assessorato all’Agricoltura di accogliere le richieste delle rappresentanze agricole per snellire la burocrazia e prorogare le scadenze di talune pratiche delle imprese emiliano romagnole, prima fra tutte la richiesta di attribuzione del carburante agricolo agevolato (Uma) che dovrà avvenire seguendo modalità semplificate.
Il comparto agricolo, al pari degli altri settori economici – prosegue Fini – sta pagando un prezzo elevatissimo rispetto questa crisi, quindi mai come ora c’è la necessità di fare squadra tra il mondo delle imprese e le istituzioni”. Il presidente della Confederazione fa un appello al Governo centrale affinché intervenga per favorire le aziende che acquistano da allevatori italiani. “Disdire i contratti con l’estero e acquistare latte fresco italiano dai nostri allevatori – sollecita Fini – sarebbe un provvedimento importante dopo i primi segnali di crisi nel settore lattiero-caseario. Le stalle del nostro Paese non possono e non devono fermarsi. Anche se negli allevamenti e negli impianti di raccolta e di trasformazione si continua a lavorare a pieno regime – conclude Fini – i produttori sono preoccupati per i conferimenti di latte nell’immediato futuro, dopo le richieste di alcuni caseifici di rallentare le lavorazioni per la chiusura delle mense e dei canali bar e ristorazione, conseguente alle nuove misure di contenimento”.

Cgil Ferrara: nuovi orari uffici e servizi Cgil Ferrara e provincia

Da: CGIL Ferrara.

Proseguendo nella riorganizzazione della propria attività in tutte le strutture presenti sul territorio, Cgil Ferrara in ottemperanza alle indicazioni finalizzate al contenimento del contagio da Covid 19, comunica che l’accesso al Patronato INCA CGIL sarà, almeno fino al 25 marzo, esclusivamente su appuntamento e per pratiche con carattere di urgenza, telefonando preventivamente alle seguenti sedi :

Camera del lavoro di Ferrara (Piazza Verdi) 0532 783245 (dalle ore 8.30 alle ore 12.30)

Camera del Lavoro di Argenta 0532 804015

Camera del Lavoro di Bondeno 0532 893011

Camera del Lavoro di Cento 051 902484

Camera del Lavoro di Copparo 0532 860010

Camera del Lavoro Codigoro 0533 713040

Camera del Lavoro di Comacchio 0533 312894

Camera del Lavoro di Portomaggiore 0532 811035

Per la società fiscale Teorema Ferrara Srl, sono sospese le presenze in tutte le sedi della povincia tranne nella sede di Ferrara per pratiche urgenti ed inderogabili, esclusivamente su appuntamento telefonando allo 0532783130 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00, per:

– Colf/badanti;

– modello ISEE;

– Reddito di cittadinanza

Maggiori informazioni:

SEDI CGIL – CAMERA DEL LAVORO di FERRARA E PROVINCIA

PER CONTATTI CON LE CATEGORIE SINDACALI:

Categorie

Polizia locale: agenti in prima linea per far rispettare l’ordinanza.

Da: DICCAP e SULP.

I Sindacati DICCAP (Dipartimento Autonomie Locali e Polizie Locali) e SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), Sindacati più rappresentativi nella Polizia Locale Italiana, come sempre più frequentemente accade in questo Paese, in particolar modo nelle situazioni di emergenza, lo Stato si ricorda di avere a disposizione la risorsa della Polizia Locale, vittima di logistiche politiche e sindacali che le negano l’equiparazione alle altre forze dell’ordine.
Proprio per questo, e nonostante questo, il DPCM emanato a fronte dell’emergenza coronavirus ha demandato anche alla Polizia Locale i controlli sul rispetto del decreto nell’ambito della viabilità urbana, inserendola in un inedito contesto di controllo dell’ordine pubblico esteso a tutto il territorio nazionale.
A fronte però dell’impegno richiesto, lo Stato, come da tradizione, non ha previsto un automatico inserimento della Polizia Locale nei dispositivi di ordine pubblico di competenza del Questore.
Questo comporta che per gli Agenti di Polizia Locale lo stato pur chiedendo agli operatori di far rispettare il decreto, non ne garantisce i presidi D.P.I. di protezione contro il contagio da CoviD 19.
I sindacati autonomi per questo motivo hanno scritto, e stanno continuando a scrivere, alle varie amministrazioni della Provincia di Ferrara per chiedere che gli Agenti in strada siano dotati di appositi D.P.I..
Allo stesso modo è stata è stata inoltrata apposita richiesta alla Prefettura e alla Questura di Ferrara affinché venga attribuita l’indennità di ordine pubblico anche alla Polizia Locale, riconoscendo nel suo lavoro pari dignità con quello delle forze di polizia dello Stato.
L’emergenza Coronavirus non ferma comunque l’attività sindacale per Ferrara infatti, infatti il 16 marzo, è stato confermato l’incontro richiesto da DICCAP e SULPL con l’amministrazione per discutere del futuro della Polizia Locale Ferrarese e degli impegni dei prossimi mesi.
L’incontro del 16 Marzo si terrà in video-conferenza per permettere la discussione immediata delle necessità degli Agenti di Polizia Locale.

Prefettura di Ferrara: risultati delle attività di controllo

Da: Prefettura di Ferrara.

A seguito delle determinazioni assunte in seno al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, le Forze dell’ordine territoriali hanno avviato le quotidiane attività di controllo sull’attuazione delle misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, già previste dai D.P.C.M. 8 e 9 marzo 2020 ed ulteriormente rafforzate con l’entrata in vigore del D.P.C.M. 11 marzo 2020.
I controlli sono finalizzati ad accertare che lo spostamento da Comune a Comune, o all’interno dello stesso ambito cittadino, sia giustificato esclusivamente da esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, sulla base di autodichiarazione resa all’operatore di polizia.
Sul sito della Prefettura www.prefettura.it/ferrara è pubblicato il modello di autodichiarazione utilizzabile.
I risultati delle attività condotte sul territorio provinciale da Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza nella giornata 12 marzo 2020 sono i seguenti:

Persone controllate ………………………………………….. 345
Persone denunciate ex art. 650 c.p. ……………………………27
Persone denunciate ex art. 495 e 496 c.p………………………..0
Persone denunciate per altri reati ……………………………….0
Persone arrestate…………………………………………………0

Esercizi commerciali controllati ………………………………937
Titolari esercizi commerciali denunciati ex art. 650 c.p. ………..2
Titolari esercizi commerciali sanzionati amministrativamente…..0

Paola Peruffo

Peruffo: “Oltre alle restrizioni servono aiuti come il Reddito di Quarantena per le P.Iva proposto da Carfagna”

Da: Capogruppo di Forza Italia Ferrara, Paola Peruffo.

Ci auguriamo tutti quanti che le forti limitazioni in atto possano contrastare efficacemente il coronavirus, ma occorre pensare anche al dopo, quando – speriamo il prima possibile – questa emergenza sarà alle spalle.

Il Governo ancora non è entrato nel dettaglio degli aiuti, ma noto che si parla sempre poco dei lavoratori autonomi con partita IVA. Oltre alle difficoltà delle aziende, va ricordato che c’è un numero crescente di lavoratori che vivono del proprio lavoro senza coperture da malattia, infortuni e senza ferie pagate.

In questi giorni ho avuto modo di parlare con la deputata di Forza Italia Mara Carfagna che, anche attraverso l’associazione Voce Libera, ha proposto al Governo l’idea di varare un adeguato – e non simbolico – “Reddito di Quarantena” per le partite Iva, aiutando queste persone, per lo più sprovviste del supporto delle associazioni di categoria, e le loro famiglie a superare questa difficilissima crisi.
Anche a livello locale, pur con i limiti imposti dalle restrizioni sugli spostamenti, cercheremo di dare forza a questa proposta.

Ho, inoltre, da poco appreso della scomparsa di Mario Testi, ex consigliere di Forza Italia, che ha combattuto tante battaglie per Ferrara, in primis sul tema ambientale, lottando in questi ultimi anni con coraggio contro una terribile malattia. Le mie più sentite condoglianze alla famiglia.

L’autotrasporto è in prima linea nell’emergenza. Chiediamo più rispetto per il nostro lavoro

Da: CNA Ferrara.

“Il settore dell’autotrasporto è in prima linea ogni giorno, da quando è iniziata l’emergenza. Decine di migliaia di autotrasportatori sono quotidianamente in strada con il camion per garantire l’approvvigionamento dei generi alimentari, dei medicinali, e di tutto ciò di cui abbiamo bisogno per andare avanti nell’emergenza. Per questo chiediamo più rispetto per i nostri dipendenti e più attenzione alle esigenze delle nostre imprese”.

Fabiano Benazzi, socio della Cna di Ferrara, è una figura storica dell’autotrasporto: dal 1973, insieme al fratello Luciano, è titolare della F.lli Benazzi srl, società che opera su scala europea con 90 dipendenti e sede a Caprile, nel territorio di Codigoro. Per una decina d’anni, dal 1996, è stato presidente della FITA, l’associazione degli autotrasportatori aderente a CNA.

Perché ha deciso di prendere posizione? “Perché il nostro settore ha un ruolo essenziale in questa fase di emergenza, ma non ha il dovuto riconoscimento- spiega Benazzi – I nostri autisti operano in condizioni difficilissime sia durante il tragitto sia alla consegna. Spesso non trovano punti di ristoro aperti lungo la strada, e se li trovano gli viene negato l’accesso ai servizi igienici, o addirittura gli viene impedito di scendere dal camion. E spesso la stesa cosa accade alla consegna, al punto che ai conducenti dei camion viene imposto di starsene in cabina, impedendo loro id controllare lo scarico delle merci”

Insomma, una situazione di estrema difficoltà, che Fabiano Benazzi denuncia, chiedendo più rispetto. Non solo: c’è anche un grave problema riguardo alle revisioni dei camion.

Spiega Fabiano Benazzi: “La motorizzazione civile, anche a causa dell’emergenza, non garantisce adeguatamente i servizi di revisione dei mezzi. Questo crea enormi difficoltà alla circolazione dei camion: oltre frontiera un camion con la revisione in ritardo non può proprio circolare, e questo riduce ulteriormente le nostre capacità di approvvigionamento ma anche di esportazione.”

Matteo Rancan è il capogruppo Lega in regione Emilia Romagna.

Da: Lega Emilia-Romagna.

E’ stata formalizzata la nomina di Matteo Rancan a capogruppo della Lega in Regione Emilia-Romagna.

“Sono onorato – ha dichiarato Rancan – e ringrazio i colleghi per aver scelto la mia figura in questo momento di grande rilevanza politica nel quale certo non mancano le sfide. Oggi siamo tutti impegnati a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Come Lega Emilia-Romagna siamo in prima linea per portare proposte concrete e utili a tutti i nostri cittadini. E’ un momento importante e decisivo nel quale tutta la politica deve dimostrarsi responsabile nell’interesse del territorio. Passata l’emergenza ci presenteremo preparati e decisi a proporre una alternativa amministrativa concreta e valida per la gestione del territorio, capace di concretizzare la proposta politica nella quale tanti emiliano-romagnoli hanno già dimostrato di credere”.

Rancan, piacentino, classe 1991, perito informatico, è al secondo mandato come consigliere regionale: alle elezioni del 26 gennaio scorso è stato rieletto ottenendo 9.272 preferenze. Già assessore del comune di Cortemaggiore (PC), è dal 2010 che ricopre incarichi all’interno della Lega.

Una firma per liberarci di Sgarbi (almeno al MART)
Ma attenzione a non sbagliare bersaglio

il mio fondino di ieri [per chi non l’avesse letto, lo trova QUI] ha provocato una fitta pioggia di lettori, di pensieri, di commenti (una novantina su Ferraraitalia, parecchie centinaia sui social media). E molte domande, che poi era una domanda sola: “Dove si firma?”. Leggevo i commenti e continuavo a pensare. Anche ieri sera, ascoltavo l’ultimo giro di vite per fermare la pandemia, e avevo un motorino che mi girava in un angolo del cervello. Ma intanto, posso dire? Tutti abbiamo un sottofondo sentimentale, a me ad esempio è piaciuta Ursula von der Leyen parlare agli italiani nella lingua di Dante. Dicevano che in questi mesi non aveva combinato nulla come Presidente della Commissione Europea, che il suo Green Deal era ben poca cosa, che la prima donna seduta lassù (tedesca per giunta) non cambiava niente. Beh, con quattro minuti di messaggio in uno stentato italiano, guardando diritto davanti a sé, senza leggere da un foglio, con quel “Siamo tutti italiani”, per me stavolta qualcosa ha combinato.
Pensa che ti ripensa, mi è venuto questo post scriptum. Di seguito, trovate alcune ri-flessioni, le mie reazioni mentali ed emotive alle vostre letture e ai vostri commenti.1.Devo prima di tutto rispondere alla domanda delle domande, o almeno provarci. Dove si firma? Sono in tantissimi che si dicono pronti a firmare per chiedere le dimissioni di Vittorio Sgarbi. C’è una petizione popolare a cui aderire, la raccolta di firme è stata inaugurata pochi giorni fa [aggiornamento: alle 16,40 di sabato 14 marzo, 16.495 firme]. L’hanno promossa, dopo le ultime incivili esternazioni di Sgarbi, i 43 dipendenti del MART di Rovereto, indirizzandola alla Giunta della Provincia Autonoma di Trento. Si intitola: “No ad un Presidente volgare al Museo MART di Rovereto”. Bravissimi, gli faccio un milione di auguri. Per firmare, io l’ho fatto, basta andare su www.change.org [petizione]. Poi c’è il Pubblico Appello ferrarese (in questo caso non è però prevista una raccolta di firme) che chiede al Sindaco leghista  della città estense di togliere a Sgarbi la Presidenza di Ferrara Arte. Non so di altre iniziative in atto. Ma, come buon auspicio, va citato almeno un precedente. Nel marzo del 2018, 33mila firme costringono alle dimissioni Vittorio Sgarbi, che deve lasciare l’alto e ben remunerato scranno di Assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia.

2. Vengo a Vittorio Sgarbi. Ho scritto tre volte su di lui, diciamo pure CONTRO di lui e quello che rappresenta. E tutte le volte ‘mi sono guadagnato’ migliaia di lettori. Come si dice, ho allargato la mia audience. Mi ha anche chiamato un noto giornalista televisivo per invitarmi a una diretta (da casa) nel suo programma. No grazie. Anche perché mi è successa una cosa stranissima: invece di stappare una bottiglia (si sa, per un giornalista essere letto è il primo anche se inconfessato traguardo), mi è venuta giù una gran tristezza.
Siamo sinceri, in verità il ‘successo’ dei miei articoli non è mio ma di Vittorio Sgarbi. Non dipende da colui che scrive, dal SOGGETTO (o dipende dal soggetto in misura assai limitata) ma dall’OGGETTO di cui scrive. Se, per esempio, avessi scritto un bel commento a La Limonata (un formidabile racconto Raymond Carver) avrei raccolto solo i pochissimi innamorati della mia scrittura. Va bene, è una regola aurea del giornalismo, ma non bisogna esagerare. E tanti esagerano, in fondo è abbastanza semplice, basta attaccare (tutti i santi giorni, a testa bassa) un Divo per diventare Divo quanto o più di lui. Non è forse questa la tecnica di quel mediocre giornalista a nome Andrea Scanzi che ‘sulle spalle di Sgarbi’ sta costruendo la sua fortuna mediatica?
Tutto questo per dire due cose. A) Che il vero problema non è Sgarbi, che c’è qualcosa che non va nella nostro sistema informativo, nell’etica del giornalismo, nel nostro approccio ai media, nella società mediatica in generale. B) Che questo vuol essere l’ultimo, o almeno, che spero di non scrivere di Sgarbi per un bel pezzo,  e che invece scriverò di Carver, o di altro, di cose oscure ma più interessanti. Mi avvertono che Sgarbi sparla di me in un altro video. Pazienza. Giovanni Scheiwiller, il più grande dei piccoli editori del Novecento, a chi gli domandava un giudizio sull’ennesimo libraccio fresco di stampa, rispondeva: “Non mi piace e non l’ho letto”. Così io dell’ultimo video di Sgarbi, Non mi piace e non l’ho visto. Che bello se anche voi seguiste il mio consiglio.

3. Il motorino mentale continua a girare. Leggo tra i commenti al mio articolo, non in tutti ma in tanti sicuramente, una specie di gara dell’insulto (a Sgarbi naturalmente). Una corsa a chi la spara più grossa. A chi si sfoga di più. Ora, non voglio difendere il personaggio (ho già detto che non mi piace) ma non capisco questi commenti celibi, questi inutili esercizi. A che serve abbassarsi al livello di chi è ormai diventato una macchietta da avanspettacolo? Faccio fatica a credere in una improbabile, miracolosa, conversione di Vittorio Sgarbi (anche se sappiamo di quell’antico incidente che capitò allo spietato esattore Paolo di Tarso, che era, a onor del vero, ‘un fottutissimo bastardo figlio di puttana’). No, è difficile che Sgarbi caschi da cavallo. Ma il problema è un altro. E cioè, il problema non è Vittorio Sgarbi: dietro di lui, appena un passo indietro e pronti a prendere il suo posto in commedia, c’è  una schiera infinita di aspiranti, praticanti e apprendisti.

4. Aggiungiamo pure la nostra firma. Alla petizione per le dimissioni di Sgarbi dal MART di Rovereto, e a tutte gli altri appelli e petizioni – tutte buone e giuste – che continuano ad arrivarci, nella nostra casella mail, per Messenger o per WhatsApp.  Ma cerchiamo di non confonderci, di non accontentarci di così poco, di non sbagliare bersaglio. Perché dopo uno Sgarbi arriva puntualmente un altro Sgarbi a prendere il suo posto. Nei posti di comando della Cultura, come a dirigere telegiornali o a condurre programmi televisivi. A meno che.
A meno che non capiamo che la battaglia culturale  – perché di vera battaglia si tratta: sangue, sudore e lacrime – si combatte altrove. Lontano? No, vicinissimo a noi. Nelle nostre scuole (di qua e di là dalla cattedra). Nelle nostre biblioteche pubbliche, nei centri culturali, nelle parrocchie. Perfino nei Bar Sport. Alla fine, poco serve abbattere fantocci. Molto serve promuovere una cultura democratica, partecipata, rispettosa, curiosa, gentile.
Ho scelto come cover di questo post scriptum l’ancora e il delfino un particolare della marca di Aldo Manuzio. Lui, il genio assoluto, ‘il migliore’ tra gli editori e stampatori di ogni tempo, aveva un motto che forse può esserci da guida. Traduco in italiano: “affrettati lentamente”. Non c’è fretta, non ci sono scorciatoie, ma occorre non distrarsi. Anche restando a casa, anche “al tempo del colera”, è possibile combattere quella battaglia.

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