Giorno: 31 Marzo 2020

Wunderkammer chiuso ad aprile. Tanti gli eventi sospesi, ma si progetta per il futuro

Da: Consorzio “Wunderkammer”.

Per l’intero mese di aprile, tutti gli spazi del Consorzio Wunderkammer a Palazzo Savonuzzi (via Darsena 57, Ferrara) resteranno chiusi al pubblico, ai lavoratori che utilizzano il co-working BanCO e agli associati. Anche in mancanza, per ora, di nuove disposizioni normative sull’emergenza COVID-19, la decisione unanime delle consorziate – Associazione Phorma Mentis, APS Basso Profilo, Associazione Culturale Fiumana e Associazione Musicisti di Ferrara APS – Scuola di Musica Moderna – è stata quella di procedere alla sospensione delle attività per tutto il mese.

“Una scelta dettata dalla volontà di contribuire, per quanto è nella nostra possibilità, a contrastare la diffusione di un virus che sta mettendo tutti a dura prova – spiegano i rappresentanti delle quattro associazioni a Wunderkammer – In attesa di poter tornare ad animare la darsena, non viene però meno il ruolo di istituzione culturale svolto dal Consorzio Wunderkammer a Ferrara. Siamo al lavoro per trasformare anche questa fase di incertezza in un’opportunità collettiva di studio, analisi e progettazione”. Prevedere l’evoluzione dell’emergenza COVID-19 nel nostro territorio risulta davvero difficile, per questo “valuteremo di mese in mese l’opportunità di riaprire Palazzo Savonuzzi e riavviare le attività del consorzio”.

Annullati eventi e progetti previsti a Wunderkammer. Per via dell’emergenza del Coronavirus e dei relativi provvedimenti emanati per il suo contenimento, tante iniziative previste a Wunderkammer tra fine febbraio e aprile sono state sospese. L’Associazione Phorma Mentis non ha realizzato tre edizioni di corsi legati alle competenze trasversali lavorative, così come i laboratori di tecniche di ricerca attiva del lavoro, i colloqui individuali con utenti disoccupati in collaborazione con il Centro Impiego di Ferrara e gli eventi di orientamento alle scelte di studio e professionali. L’APS Basso Profilo ha sospeso le attività del progetto banCO, in particolare la maratona di progettazione per giovani innovatori prevista a inizio aprile. Sono stati rimandati all’autunno gli open days del progetto multidisciplinare Ferrara Contemporanea, al quale Basso Profilo partecipava con una mostra organizzata con il Dipartimento di Architettura e Design UNIFE, la realizzazione di intervento di street-art e dei laboratori con ‘Senza titolo’ Aps e gli studenti dell’Istituto d’arte Dosso Dossi. Sospesi anche gli appuntamenti di social dance e cultura jazz del progetto ‘Down by the riverside’, con quattro appuntamenti settimanali e centinaia di partecipanti, e la quinta edizione del corso di garden design, ‘Piantala!’. L’Associazione Culturale Fiumana ha sospeso le lezioni del corso di yoga integrato ‘Movimento Essenziale’, del laboratorio di teatro per bambini ‘E la nave va’, e del laboratorio teatrale per disabili ‘L’attore sociale’ e annullato il workshop di focusing e il laboratorio ‘Esperienze bestiali’, oltre all’evento di yoga e musica elettronica ‘Shanty Beat’. L’Associazione Musicisti di Ferrara APS – Scuola di Musica Moderna ha dovuto fermare tutte le lezioni di musica, collettive e individuali, che – con 23 insegnanti coinvolti – vedevano ogni settimana la frequenza di 650 allievi. In aprile sarebbe iniziato anche il corso a cadenza settimanale di coro per cinquanta allievi. Annullate le rimanenti dodici lezioni di Guida all’ascolto e Musica d’insieme, gratuite e aperte al pubblico.

Borse di studio per l’anno scolastico 2019-2020. Quasi 4 milioni di euro tra risorse regionali e ministeriali.

Da: Regione Emilia Romagna.

Per sostenere gli studenti in difficoltà nell’assolvere l’obbligo di istruzione e ridurre il rischio di abbandono scolastico, arrivano anche quest’anno in Emilia-Romagna le borse di studio scolastiche. A disposizione quasi 4 milioni di euro tra risorse regionali e ministeriali.
La Regione ha definito gli importi delle borse per l’anno scolastico 2019/2020, destinate a 15.881 studenti delle scuole superiori del sistema nazionale di istruzione (statali, private paritarie e paritarie degli Enti Locali, non statali autorizzate a rilasciare titoli di studio aventi valore legale) e del sistema di Istruzione e Formazione professionale, risultati idonei perché con un valore Isee fino a 15.748 euro.

“La Regione Emilia-Romagna continua ad investire per un sistema educativo e formativo di qualità, inclusivo e accessibile a tutti, garantendo un sostegno economico agli studenti che rischiano di interrompere il percorso di studio- spiega l’assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni-. Un aiuto concreto e un incentivo per non lasciare indietro nessuno e favorire la permanenza a scuola, almeno fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione”.

Per garantire parità di trattamento in tutto il territorio regionale e un sostegno economico a tutti gli studenti idonei, le risorse disponibili sono state suddivise ugualmente in rapporto al numero dei ragazzi aventi diritto. E per evitare sovrapposizioni con le misure finanziate dalla Regione, è stata prevista la distinzione tra borse di studio regionali e ministeriali.

Le borse di studio finanziate dalla Regione (1,8 milioni) sono destinate a studenti che frequentano il primo e secondo anno delle scuole superiori, e il secondo e terzo anno di Istruzione e Formazione Professionale presso un organismo di formazione professionale accreditato per l’obbligo di istruzione che opera nel Sistema regionale IeFP. Sono 4.661 le borse di importo pari a 181 euro e 4.213 quelle con un importo di 227 euro, riservate a studenti che hanno conseguito una media dei voti uguale o superiore al sette e a studenti in situazione di handicap. La Regione sta provvedendo in questi giorni al trasferimento delle risorse alle Province/Città Metropolitana di Bologna, che erogheranno i benefici alle famiglie.

Le borse di studio finanziate dal Ministero dell’Istruzione (2,1 milioni) sono destinate a studenti iscritti all’ultimo triennio delle scuole superiori.
Sono 7.007 i beneficiari della borsa che ha un importo di 299,50 euro. L’elenco dei beneficiari sarà tempestivamente inviato dalla Regione al Ministero dell’Istruzione, che stabilirà la data a partire dalla quale si potranno riscuotere i benefici e le relative modalità di riscossione.

Il vice sindaco Fatinuoli interviene sulla situazione dell’area artigianale San Giuseppe di Comacchio

Da: Comune di Comacchio.

In relazione al problema segnato da CNA del Delta, circa la difficoltà della gestione dell’area artigianale di San Giuseppe di Comacchio, posta in fregio alla SS. 309 Romea, a fronte di comportamenti che creano degrado a opera di alcuni autotrasportatori di passaggio, evidenziata sugli organi di stampa, il vice sindaco Denis Fantunuoli precisa “Siamo disponibili a realizzare un incontro con i portatori di interesse rappresentati dal comitato della zona artigianale di San Giuseppe e con i responsabili di Cna per cercare soluzioni funzionali per evitare fenomeni di degrado nell’area. Avevamo già affrontato il problema e messo in campo stringenti azioni anche di controllo, tuttavia, in questo momento le forze della Polizia Locale, insieme a tutte le Forze dell’Ordine, sono impegnate a fronteggiare l’emergenza Covid 19 per garantire il rispetto delle disposizioni impartite dal Governo e quindi tutto ciò che garantisce la tutela della salute pubblica. Rassicuro comunque gli operatori che la Polizia Locale, per quanto possibile e compatibile con i servizi di controllo richiesti dall’emergenza epidemiologica in atto, continuerà ad effettuare i controlli dell’area anche se ridotti rispetto a quelli precedentemente effettuati”.

Zappaterra e Fabbri (Pd): “Lavoratori stagionali esclusi dal decreto Cura Italia, occorre trovare una soluzione”

Da: Partito Democratico Emilia Romagna.

I consiglieri regionali intervengono anche per sottolineare un’altra problematica, i dipendenti assunti dopo il 24 febbraio esclusi dalla cassa integrazione in deroga

“Il decreto cosiddetto Cura Italia, che interviene con stanziamenti straordinari per risolvere le prime e più urgenti situazioni di disagio economico e lavorativo dipendenti dall’emergenza Coronavirus, non considera i lavoratori stagionali. Nella nostra provincia parliamo di centinaia e centinaia di operatori del settore agricolo e del comparto turistico” denunciano i consiglieri regionali Pd Marcella Zappaterra e Marco Fabbri.

“Questi ultimi, in particolare, sono i più colpiti visto che il settore è completamente bloccato e non è possibile prevedere come e quando potrà ripartire. – sottolinea Fabbri – La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna oggi ha annunciato l’apertura del confronto con le parti sociali e le associazioni dei comparti turismo e agricoltura sui lavoratori stagionali, per definire possibili interventi di sostegno sulla base delle eventuali misure nazionali, anche con la disponibilità regionale a intervenire. Occorre reagire con rapidità, altrimenti intere famiglie rischiano di non poter contare su alcun reddito”.

Ma non solo, un’altra posizione delicatissima è quella dei lavoratori assunti dal 24 febbraio. “Il Governo – spiega la capogruppo Pd Zappaterra – ha infatti previsto la possibilità di accedere alla cassa integrazione in deroga solo per coloro che risultavano dipendenti al 23 febbraio. Il blocco principale delle attività produttive e lavorative, però, è stato stabilito dopo tale data, con i decreti dell’11 e del 22 marzo. Molte aziende, per far fronte a un aumento della domanda dovuto alle prime misure restrittive, avevano assunto dipendenti che ora sono in un limbo: la loro azienda è stata chiusa per decreto o per mancanza di commissioni, ma non possono accedere agli ammortizzatori sociali. Sono gli esodati di questa emergenza e stiamo lavorando di concerto con la Giunta regionale per tutelarli, promuovendo un emendamento al Cura Italia”.

L’assessore Donini: “La sicurezza degli operatori e dei pazienti deve avere la priorità su tutto”

Da: Regione Emilia Romagna.

I controlli saranno effettuati su tutto il personale della sanità pubblica e privata convenzionata e dei servizi socioassistenziali dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini. Già ordinati ulteriori 100mila test, a regime si arriverà a 200mila

Coronavirus, la Regione è pronta a partire con lo screening di massa a tutto il personale sociosanitario dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini. Mercoledì arriveranno i primi 50mila test sierologici, e già giovedì si inizia con la prima batteria di prelievi, che saranno effettuati al personale della sanità pubblica e privata convenzionata e a quello dei servizi socioassistenziali dell’intero territorio regionale.Complessivamente, si parla di circa 100mila persone, di cui oltre 60mila solo nel sistema sanitario regionale pubblico.

E proprio per garantire la copertura di massa, sono già stati ordinati ulteriori 100mila test, con l’obiettivo di arrivare a 200mila complessivi; saranno effettuati attraverso un piano e un calendario programmato dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute.

“La sicurezza degli operatori sanitari e dei pazienti deve avere la priorità su tutto- commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. É imprescindibile che il personale in prima linea in questa emergenza lavori nella condizione di massima tutela per sé e per i pazienti, senza rischiare di essere una fonte di contagio, e questi test costituiscono uno strumento importante, validato dalla comunità scientifica, che abbiamo nella lotta contro il Coronavirus. Come annunciato solo alcuni giorni fa- aggiunge Donini- siamo pronti a partire con un piano con cui testeremo a tappeto tutto il personale sociosanitario della nostra regione, sintomatico e asintomatico, in tempi rapidi. E per garantire questi numeri, abbiamo già ordinato tutta la quantità di test necessari, e anche di più. Nei prossimi giorni definiremo i dettagli dell’operazione, ma già giovedì partiamo con le prime verifiche”.

I test sierologici permettono di verificare attraverso un prelievo del sangue, in tempi molto rapidi, la presenza e il tipo di anticorpi nell’organismo, e quindi di ottenere informazioni molto importanti, a maggior ragione se relative a personale del comparto sociosanitario: se il paziente è venuto in contatto con il virus, se è o è diventato immune. Chi risulta negativo verrà testato dopo 15 giorni, i positivi saranno sottoposti a un tampone tradizionale per averne conferma. /EC

Borgonzoni appello a Parlamentari Emilia-Romagna: “Votiamo insieme per stop a Plastic e Sugar Tax!”

Da: Partito Lega di Emilia Romagna.

“In una terra che conta una packaging valley con oltre 200 aziende e circa 17mila addetti e, praticamente, l’ultimo zuccherificio rimasto in Italia, plastic e sugar tax sarebbero un colpo mortale all’economia dell’Emilia-Romagna, già provata duramente dall’emergenza coronavirus. Mi appello quindi ai colleghi parlamentari emiliani e romagnoli: sostenete la nostra proposta emendativa per lo stop ai nuovi balzelli. Mettiamo l’Emilia-Romagna prima di tutto. Lo Stato, soprattutto in un momento come questo, deve aiutare aziende e lavoro, non può essere un freno a mano tirato”. Così la senatrice della Lega Lucia Borgonzoni.

Bonaccini-Colla: “Nessuno deve restare indietro, una risposta rapida alla necessità di liquidità delle famiglie”

Da: Regione Emilia Romagna.

Liquidazione anticipata degli ammortizzatori sociali con la sottoscrizione, in Regione, di un Protocollo quadro per il sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19. Uno strumento finalizzato a diminuire il disagio dei lavoratori beneficiari degli ammortizzatori sociali dovuto al tempo che intercorre tra l’inizio delle sospensioni dal lavoro e l’erogazione da parte dell’Inps dei trattamenti stessi. L’accordo è stato sottoscritto dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, dalle istituzioni locali, dai sindacati, dalle rappresentanze delle imprese e da diversi istituti bancari.

“Nessuno deve restare indietro. Questo accordo– affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore Colla- va in questa direzione migliorando e uniformando gli strumenti per accompagnare lavoratori in difficoltà. Un modo rapido per assicurare alle famiglie continuità di reddito. Ma il nostro obiettivo principale resta quello di uscire più rapidamente possibile dalla crisi e trovarci pronti alla ripartenza”.

L’accordo prevede l’attivazione di finanziamenti individuali da parte degli istituti bancari a costo zero e a tasso zero per lavoratori dipendenti di aziende in crisi. Il finanziamento si configura come un anticipo sugli ammortizzatori sociali spettanti al lavoratore per supportarlo nei periodi di temporanea assenza di reddito, in attesa di percepire da parte dell’Inps le indennità di sostegno al reddito spettanti. Le ‘aziende in crisi’ sono quelle che attivano ammortizzatori sociali e non hanno le condizioni per anticipare ai lavoratori il sostegno al reddito. Aziende che hanno attivato gli ammortizzatori sociali conservativi per far fronte a fasi di cessazione di tutta o di parte dell’attività produttiva sul territorio regionale, o in situazione di grave dissesto finanziario, o per sostenere processi di riorganizzazione aziendale o ancora che debbano affrontare una riduzione o cessazione temporanea dell’attività, o abbiano attivato gli ammortizzatori sociali in deroga per il 2020, anche a seguito dell’emergenza Covid-19.

Il Protocollo avrà validità nel periodo compreso tra il 1^ gennaio 2020 e il 31 dicembre dello stesso anno. Potrà essere aggiornato se intervengono sostanziali modifiche normative sugli ammortizzatori sociali. Potrà inoltre essere eventualmente rinnovato o prorogato con il consenso espresso delle parti sottoscrittrici. Altri Istituti di credito potranno aderire al Protocollo anche in un momento successivo.

“L’accordo– aggiungono Bonaccini e Colla- è frutto del contributo e della sensibilità di tutte le parti sociali, degli istituti bancari e delle istituzioni e rappresenta uno strumento su scala regionale che fissa importanti tutele di sostegno al reddito”.

Il finanziamento
Gli istituti bancari, a richiesta del lavoratore e previa valutazione del suo merito di credito, concederanno un finanziamento nella forma tecnica di apertura di credito su un conto corrente dedicato all’operazione per un massimo 700 di euro al mese (minimo 100 euro) per un numero di mensilità pari a: 9 mesi per Cigs e Cigs per Contratti di solidarietà difensivo (per un massimo di 6.300 euro); 2 mensilità nell’anno solare per Cig in deroga (per un massimo di 1.400 euro); 3 mensilità per Cigo (per un massimo di 2.100 euro); 3 mensilità per il Fondo di integrazione salariale (Fis) (per un massimo di 2.100 euro).

Tavolo tecnico
I soggetti firmatari hanno costituito un Tavolo tecnico, promosso e coordinato dalla Regione, che sarà l’organo decisionale e di gestione del protocollo nonché il luogo in cui si definisce l’attivazione dello stesso, si valutano e si discutono i casi particolari e le eventuali problematiche, si definiscono e si attuano le soluzioni per assolvere alle finalità stabilite. Il Tavolo si riunirà almeno due volte all’anno, giugno e dicembre, e comunque ogni qualvolta ne faccia motivata richiesta una delle controparti (raggruppamento banche, sindacati dei lavoratori, associazioni imprenditoriali).

Banche aderenti all’Accordo
Bper Banca Popolare dell’Emilia-Romagna, Banca di Piacenza, Unicredit, Fed. Banche Credito Cooperativo, Cassa di Risparmio di Ravenna e Banca di Imola, Gruppo Bancario Icrea, Cassa di Risparmio di Cento, Intesa San Paolo, San Felice 1893 Banca Popolare, Crédit Agricole Italia, Banca Cambiano 1884 S.p.A., Monte dei Paschi di Siena – Mps.

Firmatari dell’Accordo
Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Agci, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confapi Emilia, Confapi Piacenza, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confimi, Confprofessioni, Confindustria Confservizi, Copagri, Cup E-R, Lega Cooperative e Forum terzo settore.

Il Protocollo è consultabile nella pagina https://imprese.regione.emilia-romagna.it/.

L’abbazia dalle sette regioni

In un periodo turbolento per l’Italia, tra giochi di potere e incertezza sull’avvenire, sorgeva nell’Esarcato di Ravenna un nuovo complesso religioso, pronto a divenire nei secoli uno dei centri monastici con più dipendenze in assoluto.

L’Abbazia di Pomposa sarebbe nata sul confine settentrionale del territorio ravennate verso il VI secolo, ma si trattava ancora solamente di una cappella. Non molto dopo, comunque, sarebbe comparso un primo cenobio, ovvero una comunità di monaci, dai tratti abbastanza dissimili rispetto alle altre realtà italiane. In effetti, i primi eremiti che decisero di condividere la vita terrena presso Pomposa lo fecero in maniera spontanea, non strutturata, anche se si ispirarono certamente alla vita benedettina – “Ora et labora” – . Nella regione non mancavano perfino influenze pagane che ancora resistevano, come divinità celtico-romane di campagna. L’originalità del monachesimo pomposiano si sarebbe poi sviluppata con gli anni, prendendo caratteri provenienti anche da altre esperienze, fino a giungere a una propria regola codificata. Ma come mai fu scelta proprio Pomposa? Si vede che l’antica conformazione del territorio, abbondante di verde e decisamente salutare, evangelizzato solo da un secolo, era fonte di ispirazione e foriera di una intrinseca spiritualità, in un’epoca in cui non esistevano distrazioni tecnologiche e il rapporto con la natura era più vero e intenso. Fu con tutta probabilità la Chiesa di Roma ad assumere l’iniziativa, che toccava un territorio di sua influenza come terreno fiscale. Non si trattava ancora, tuttavia, della costruzione che in parte oggi possiamo ammirare, innalzata, si pensa, verso la metà del IX secolo, ma edificata di certo prima dell’874, anno in cui il papa Giovanni VIII rivendicò la propria giurisdizione sul monastero e su altri luoghi del territorio, meno importanti, contro la Chiesa di Ravenna. La prima chiesa, infatti, venne distrutta a fine VIII secolo durante le migrazioni ungare, provocando altresì la dispersione dei monaci e la conclusione momentanea della vita comunitaria. I primi secoli della nuova abbazia furono toccati continuamente da questioni giurisdizionali: nel 982, per esempio, l’imperatore Ottone II ne parlò come oggetto di donazione compiuta dai suoi genitori in favore del monastero di San Salvatore di Pavia; in seguito però i monaci di Pomposa ottennero da Ottone III la donazione all’arcivescovo di Ravenna, dopodiché concessioni papali e imperiali portarono infine alla piena autonomia nel 1022. Determinante fu proprio Ottone III, che alcuni anni prima aveva dichiarato il monastero “abbazia imperiale”, promulgando un documento in cui era sancita ufficialmente la sua indipendenza. Il potere di Pomposa iniziò così ad accrescersi e nessuno poteva più pensare di avanzare pretese. Nonostante fosse l’unica, tra le grandi realtà abbaziali del tempo, a non poter vantare un santo fondatore, o il possesso di reliquie uniche, fu comunque rilevante nel controllo dei vicini canali. Ma il raggio d’azione non si fermava sull’acqua. La situazione monastica locale era sì circoscritta, eppure Pomposa, agli inizi del XIV secolo, poteva vantare dipendenze distribuite nel Nord e nel Centro, toccando in tutto altre sei regioni oltre all’Emilia-Romagna, per un totale di quasi cinquanta chiese. Dalle antiche donazioni fino alla politica territoriale di espansione che caratterizzò l’abbaziato di Guido di Pomposa, l’abbazia finì per diventare una tra le più ricche di dipendenze: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Umbria. Con Guido, abate dal 1008, Pomposa si fece centro agricolo, culturale, artistico e musicale, fruttando all’importante monastero diritti esclusivi, oltre che lasciti e offerte. Fu il periodo aureo della storia dell’abbazia, da un punto di vista materiale e spirituale.

I monaci che portarono a termine parte della propria parabola umana nel monastero di Pomposa, che da semplice cenobio divenne abbazia, ebbero modo di conoscere figure notevoli e rappresentative del tempo, che li arricchirono e stimolarono. Lo stesso effetto che noi oggi possiamo provare entrando a Pomposa.

Ferrara Sotto le Stelle presenta “Close Up Non Stop” il 2 Aprile

Da: Arci Ferrara.

Giovedì 2 aprile dalle ore 16, con una maratona di 8 ore di dirette streaming e contenuti in prima visione, si conclude la fase iniziale di Close Up – Programmazione di Vicinanza Consentita, promossa da Ferrara Sotto le Stelle: si esibiranno artisti noti del panorama musicale italiano e molte nuove proposte in un susseguirsi di concerti, reading, dj set , performance per mettere al centro la creatività dei musicisti ai tempi della quarantena. Si va dal cantautorato di Colombre, Nicolò Carnesi e Paolo Benvegnù, alle sonorità ricercate ed energiche di Hån, Angelica e Giorginess, alle letture di Emidio Clementi e Max Collini, alle rielaborazioni sonore di Enrico Gabrielli e Sebastiano de Gennaro, alle riletture per violino ed organo di Bologna Violenta fino ai concerti disegnati di Alessandro Baronciani. La parte finale della non stop è dedicata ai dj-set e alla musica elettronica di Godblesscomputers, Dj Rocca e altre sperimentazioni di elettronica, ambient e chillout tra cui spicca il set conclusivo della musicista americana Patricia Wolf.

Per Close Up sono stati sinora realizzati 65 eventi dal vivo, registrati a casa delle artiste e degli artisti che hanno partecipato per 35 ore di musica diffusa via Facebook e Instagram del festival, con contenuti che hanno ottenuto oltre 800 condivisioni tra cui quelle dei canali della Regione Emilia Romagna Music Commission e Lepida Tv, e un incremento di oltre 2000 follower sui social del festival. “Siamo molto riconoscenti a tutti gli artisti che hanno accettato il nostro invito e si sono esibiti dimostrando talento e impegno, con risultati sorprendenti “ afferma Alice Bolognesi, Presidente di Arci Ferrara APS. Tutte le dirette hanno aderito alla campagna “Insieme si può: Emilia-Romagna contro il Coronavirus” per permettere a chiunque di fare una donazione a sostegno della sanità regionale. Corrado Nuccini, direttore artistico di Ferrara Sotto le Stelle, vuole sottolineare come “in questi giorni di isolamento ci stiamo accorgendo di quanto ci manca la musica dal vivo. Le esibizioni di Close Up non colmano il vuoto dei live ma servono a raggruppare una comunità di musicisti, appassionati, professionisti del settore che ora non possono esercitare la propria professione come vorrebbero”.

Close Up, dopo questa prima fase prosegue il suo percorso mantenendo alcuni appuntamenti fissi online alternandoli con produzione di contenuti esclusivi ed approfondimenti sulle nuove scene musicali. “Ci muoviamo per dare una risposta alle nuove esigenze, cercando di lamentarci il meno possibile e rimboccandoci le maniche per offrire il nostro supporto a chi ora è in cerca di vicinanza”, ricorda Alice Bolognesi. La programmazione è in collaborazione con Arci Ferrara APS e con Officina Meca, che ha curato il palinsensto domenicale della rassegna, con l’obiettivo di rimanere vicina al proprio pubblico riprendendo virtualmente le proprie attività e valorizzando artisti del territorio.

Proroghe per l’iscrizione ai serivizi scolastici comunali.

Da: Comune di Bondeno.

L’emergenza “coronavirus“ sposta i termini per l’iscrizione ai vari servizi scolastici. Lo ha deciso l’Amministrazione comunale nei giorni scorsi e il senso del provvedimento viene spiegato dal Sindaco facente funzioni Simone Saletti e dall’Assessore alla Scuola, Francesca Aria Poltronieri: “Erano in agenda alcune scadenze ordinarie per l’iscrizione a servizi come ad esempio il trasporto scolastico. Abbiamo pensato di prorogarle. In particolare, il termine per l’iscrizione ordinaria al servizio di scuolabus è spostata dal 31 marzo al 30 maggio 2020, offrendo un margine di tempo più ampio alle famiglie, fermo restando che terremo monitorata nel frattempo la situazione”. Per la richiesta di iscrizione al Nido d’Infanzia comunale “Margherita” rimane per ora invariato il periodo ordinario di iscrizione (già previsto dal 1° aprile al 31 maggio 2020) salvo diverse successive decisioni da assumersi sulla base delle disposizioni ministeriali relative al’emergenza COVID 19. Ci sono, inoltre, altri servizi per i quali il presente periodo era destinato all’adesione, tipo la refezione scolastica e i servizi di “pre e post scuola”: le domande di iscrizione potranno essere presentate entro la prima settimana di settembre, salvo ulteriori proroghe che saranno comunicate in relazione all’andamento delle misure adottate per contenere le epidemie a livello nazionale.

La novità maggiore, tuttavia, risiede nel fatto che TUTTE le richieste di iscrizione ai suddetti servizi dovranno essere inoltrate al Comune di Bondeno, prioritariamente a mezzo e-mail (o PEC: comune.bondeno@pec.it) allegando la modulistica già disponibile sul sito istituzionale del Comune di Bondeno, ed allegando copia di validi documenti di identità dei richiedenti. In caso si sia impossibilitati, chiamare il numero 0532 899291 per una valutazione singola del caso, in relazione all’organizzazione dei servizi comunali resasi necessaria a seguito della suddetta emergenza.

L’OI PERA finanzia importanti Progetti di ricerca per il contrasto della Cimice Asiatica e della Maculatura Bruna

Da: Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara.

La stagione scorsa è stata drammatica per la pericoltura: i problemi dovuti alla maculatura bruna e alla diffusione della cimice asiatica sono stati enormi, con un calo produttivo e qualitativo mai avuto in precedenza e una perdita di redditività dei produttori stimata in oltre 8.000 euro/ha.
L’OI Pera ha condiviso con il mondo produttivo l’urgenza di proseguire le attività di ricerca in atto e implementarne altre che possano nel più breve tempo possibile dare risposte a questi due grandi problemi, impegnandosi in modo concreto nello sviluppo di progetti di ricerca. Proprio con l’intento di studiare possibili soluzioni a queste problematiche l’OI Pera ha sostenuto una serie di progetti con il coordinamento del CRPV, in cui sono coinvolti importanti Università e Centri di ricerca.
Alcune di queste attività sono state e saranno candidate nell’ambito delle Misure di Innovazione del PSR – Piano di Sviluppo Rurale – della Regione Emilia-Romagna.
Già a fine 2019 infatti l’OI Pera si è resa proponente di un progetto sulla maculatura bruna, che è stato presentato nell’ambito dei PSR alla Regione Emilia Romagna, per complessivi euro 400.000.
E’ invece proprio di questi giorni la presentazione alla Regione Emilia Romagna sempre all’interno dei PSR di quattro progetti di ricerca sulla cimice asiatica, del valore complessivo di 1.100.000 euro. Nell’ambito di questi 4 progetti l’OI Pera si è resa disponibile a fare da capofila di uno dei quattro progetti, sullo sviluppo di una piattaforma informativa, per la gestione delle informazioni.
Il Comitato di Coordinamento dell’OI Pera tenutosi il giorno 26 marzo ha inoltre deliberato di sostenere finanziariamente ulteriori attività sulla maculatura bruna, per un importo di oltre 250.000 euro, ritenute strategiche per poter completare la ricerca, alcune di queste coordinate da CRPV e altre sviluppate da Agri2000.
“Abbiamo lavorato molto sulla condivisione di queste attività– afferma Gianni Amidei Presidente OI Pera – perché è importante il sostegno alla ricerca. Dobbiamo dare risposte e soluzioni alla cimice asiatica e alla maculatura bruna e solo attraverso una ricerca completa, armonica e precisa, possiamo arrivare ai risultato. Ringrazio tutti i Soci dell’OI Pera che con grande senso sinergico e di responsabilità hanno scelto di sostenere finanziariamente le attività aggiuntive e di garantire il sostegno di alcune attività che già nei prossimi giorni partiranno, in attesa dell’esito delle valutazioni della Regione. In un momento così delicato e incerto come quello in cui ci troviamo oggi – prosegue Amidei – il nostro sforzo deve essere anche quello di continuare a ragionare in termini di sviluppo e le attività messe in campo in questi giorni ne sono una prova.”

Sindaci della provincia di Ferrara su ordinanza 658 della Protezione civile

Da: Provincia di Ferrara.

I sindaci dei Comuni della provincia di Ferrara si sono riuniti ieri pomeriggio alle 18 in videoconferenza per discutere in merito alle disposizioni contenute nell’ordinanza 658 emessa il 29 marzo dalla Protezione civile, che assegna fondi ai Comuni per la solidarietà alimentare.
Gli amministratori dei 21 Comuni hanno condiviso all’unanimità le linee d’indirizzo per assegnare tali risorse (400 milioni) e daranno disposizione agli uffici preposti, e in particolare ai distretti sociosanitari, di poter essere operativi nel più breve tempo possibile, probabilmente non prima di qualche giorno.
La Regione Emilia-Romagna si è resa disponibile a integrare il fondo ministeriale.
A questo proposito la richiesta dei sindaci è di indirizzare queste ulteriori risorse al sostegno di altri servizi (come, ad esempio, quelli scolastici) e ad altre necessità diverse da quelle strettamente alimentari.

Il vice sindaco Denis Fantinuoli a capo dell’Amministrazione comunale di Comacchio

Da: Comune di Comacchio.

Questa sera il vice sindaco Denis Fantinuoli ha assunto le funzioni di sindaco di Comacchio. Nell’odierna seduta convocazione “in remoto” il consiglio comunale ha ratificate le dimissioni del sindaco Marco Fabbri (presentate lo scorso 13 marzo) a seguito della sua elezione al consiglio regionale dell’Emilia Romagna.

Il consesso consiliare, riunitosi nel corso di un’insolita seduta in video alle 19.30 (martedì 30 marzo 2020) ha dato così dato attuazione alla normativa prevista in questi casi (art. 53 del D.Lgs. n. 267/2000, Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali) nella quale si prevede che in caso di decadenza del sindaco il consiglio e la giunta rimangono in carica sino alla elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco. Fino alle elezioni, le funzioni del sindaco sono svolte dal vicesindaco.

Il vice sindaco Fantinuoli, assumendo il nuovo incarico ha sottolineato l’eccezionalità del momento ”Ci troviamo in una situazione doppiamente eccezionale. L’elezione di Marco Fabbri al consiglio regionale apre a nuove prospettive per Comacchio, fornendo la possibilità alla nostra comunità di poter contare sull’impegno indiscusso e sulla dedizione di cui Marco ha dimostrato di essere capace in questi anni, già da sindaco. E, purtroppo, l’eccezionale situazione sanitaria da Covid – 19, ci rende vulnerabili ed esposti ad un virus che ha messo in ginocchio il nostro Paese, lasciandosi dietro numerose vittime. Non si può peraltro tacere l’enorme danno al sistema sociale e finanziario anch’esso in preda ad un virus che tuttavia, con il contributo di tutti e tutte, è possibile sconfiggere impegnandosi, insieme, per ricostruire su rinnovate basi il nostro Paese. Il nostro pensiero va a tutto il personale sanitario e non impegnato in prima linea a fronteggiare la pandemia. Alle famiglie delle vittime e alle persone ad oggi malate che hanno contratto il virus e ai loro familiari. Questa è una battaglia che non è riservata solo ad alcune categorie della società e quindi ha bisogno dell’apporto di tutti”.

Fantinuoli ha poi aggiunto “questa situazione emergenziale ci ha permesso di far emergere la straordinaria capacità operativa della nostra macchina comunale, un sistema costituito da uomini e donne capaci e disponibili. Ringrazio i servizi e i dipendenti impegnati in questi giorni a fornire i necessari supporti allo svolgimento di tutte quelle mansioni necessarie per la comunità. In questi momenti non c’è nulla di scontato e il contributo di tutti è prezioso”.

La pietra e la fionda:
#andràtuttobenesenontorneràtuttocomeprima

Ricordate i versi di Quasimodo?
“Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo eri nella carlinga.” .

Ora che il tempo è sospeso, sono annullate le distanze dal passato più remoto, scopriamo che il pericolo muta volto ma non ha epoca. Non c’è ieri, non c’è oggi, non c’è domani, una linea continua dove si perdono le tracce del principio e non si intravede la fine. L’autoconservazione è il nostro salvavita da sempre, con quello siamo apparsi sulla Terra e qui siamo cresciuti. Avevamo appreso dai millenni che a minacciare la nostra sopravvivenza poteva essere il diffondersi di malattie contagiose. Eppure, considerata la scienza e la tecnologia che ci separano dai nostri antenati, siamo ancora a combattere a mani nude; è come se continuassimo a difenderci con la pietra e con la fionda come i nostri più lontani progenitori. Occorrerebbe scuotersi dal principio del piacere, dall’appagamento dell’io, per ritornare al principio di realtà, e sarebbe necessario farlo prima che il principio di realtà si trasformi nuovamente in Thanatos, nel principio di morte.

Potremmo scrivere una lista da vertigine elencando i pericoli con cui continuiamo e continueremo a convivere, se dopo l’esperienza globale di questi mesi tutto tornerà come prima.
Innanzitutto l’impiego delle armi nucleari, i più anziani ricorderanno l’epoca di John Kennedy, quando nel 1961 si sfiorò per davvero la guerra atomica e il disastro mondiale a seguito dei missili installati a Cuba dalla Russia di Chruščëv.
I cambiamenti climatici
,l’esaurirsi delle risorse del pianeta, le diseguaglianze negli standard di vita, che al momento hanno prodotto grandi flussi migratori, ma che un giorno potrebbero esplodere con tutta la virulenza dell’ingiustizia che rappresentano. Basta pensare che 60 milioni di italiani consumano quasi il doppio del miliardo di individui che popolano l’intero continente africano.
Sarà il caso di non dimenticare che negli ultimi decenni alcune nuove malattie, purtroppo fatali come il colera, l’ebola, le infezioni virali acute, l’Aids e altre, sono state ‘importate’ nei paesi ricchi da viaggiatori che arrivavano da zone dove quelle stesse patologie sono endemiche e la prevenzione a livello sanitario quasi nulla. Episodi simili sono purtroppo destinati ad aumentare.
Infine i fondamentalismi. Le psicopatologie dei singoli. Il fondamentalismo islamico, che sembra essere assopito, ma che continua a covare sotto la cenere.

Il silenzio, l’isolamento con la nostra paura di questi giorni, chiusi nelle nostre tane per sfuggire al flagello della natura ribelle, ci fanno sentire più forte la nostalgia del futuro, quello stesso futuro che prima della pandemia pareva essere stato cancellato dalle nostre prospettive. La liberazione non sarà quando potremo ritornare alle nostre routine, alla vita come la consideravamo normale nei giorni precedenti alla nostra quarantena. La liberazione non ci sarà, se uscendo dall’emergenza ci comporteremo come se ci fossimo risvegliati da un brutto incubo. Sarà possibile solo a patto che da questa pandemia mondiale esca una umanità più adulta. Una umanità per la quale valga la pena avere nostalgia del futuro, perché in quel futuro saremo impegnati con tutto noi stessi, con la forza della ragione e dell’intelligenza a cancellare dai nostri orizzonti qualunque causa prodotta dall’uomo che porti con sé l’ombra della morte.

Quando smantelleremo le basi missilistiche nucleari, per praticare finalmente una pace non più armata. Quando porremo fine alla concorrenza internazionale nella gara all’accaparramento delle risorse. Quando prenderemo sul serio il destino del nostro pianeta insieme a quello della nostra sopravvivenza. Quando condivideremo valori e un profondo senso di identità, quando uno per uno ci assumeremo la responsabilità d’essere umani, gli uni con gli altri, e tutti insieme ci faremo carico del nostro ambiente di vita e delle sue risorse.
Jared Diamond, nel suo ultimo libro, Crisi: Come rinascono le nazioni, ci ricorda che per ottenere un miglioramento stabile delle condizioni di vita sul nostro pianeta, basterebbe che tutti i paesi del mondo si accordassero su tassi di consumo decisamente inferiori a quelli del mondo avanzato.
Nulla fa pensare che usciremo dall’incubo del virus con una nuova consapevolezza, tanto meno con l’intenzione di sacrificare i nostri standard di vita per aiutare gli altri. Come ebbe a dire Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti all’epoca di George W. Bush, “l’american way of life non si discute”.
A meno che, usciti dall’emergenza, dietro alla porta ad attenderci non ci sia la nostalgia per il futuro, ma un futuro non desiderabile, peggiore del pericolo appena scampato.

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