Giorno: 2 Aprile 2020

MERITO ED EMERITO
Valutiamo pure a distanza, ma di quale merito parliamo?

Leggo ‘Il dilemma’ dei professori: “Impossibile valutare da dietro a uno schermo”. Oltre a far lezione a distanza, i docenti dovranno anche trovare un modo per dare i voti agli studenti (maturità compresa), come specifica una nota del ministero.
Valutare bene è un problema.
Ho simpatia per il merito. Anche quando è attribuito con scarso fondamento. Nel mio caso ad esempio. Le amiche e gli amici del piccolo e caro Movimento Nonviolento mi chiamano, anche pubblicamente, Presidente emerito. Mi sono accorto che il buffo e immeritato appellativo mi piace. E poi il merito è un valore apprezzato anche dalla nostra Costituzione: articolo 34, terzo comma, “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. È la Repubblica impegnata a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” già indicati al secondo comma dell’articolo 3. La Repubblica lo fa apprezzando il merito. Sempre lo stesso apprezzamento induce a chiamate a posti di massima responsabilità: articolo 59, secondo comma, senatori a vita per altissimi meriti, e articolo 106, terzo comma, consiglieri di cassazione per meriti insigni.
Contro l’ideologia del merito (Saggi Laterza, 2019) di Mauro Boarelli induce al sospetto, se non nei confronti del merito come tale, verso l’uso che se ne fa. In definitiva hai quel che meriti e meriti quello che hai, se il confronto è libero e aperto. Lo decide il mercato in ogni “campo sociale, scientifico, artistico e letterario”, come dice la Costituzione quando è il Presidente della Repubblica a scegliere senatori a vita. È la forma naturale e migliore in cui la società può organizzarsi. Lì si vede il merito all’opera. Da lì può scaturire una società meritocratica. Avanti dunque con privatizzazioni, liberalizzazioni, concorrenza nella scuola, nella sanità, nell’assistenza, nelle condizioni di lavoro… Anche le diseguaglianze che ne derivano non potranno che essere benefiche. Il Merito dà, il Merito toglie, il Merito sia benedetto.
Vaghi ricordi di Sociologia dell’Educazione, coltivata per anni con Alberto L’Abate, mi inducono a pensare si debbano valutare, con attente metodologie, i risultati nel passaggio da insegnamento e apprendimento attraverso la scuola. Non ho pregiudizi quindi nei confronti dell’Invalsi. L’acronimo di Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione poteva essere più felice. Ne ho conosciuto però di più sfortunati: Cagare (Consorzio aziendale gas acqua Reggio Emilia) mutato subito in Acag (Azienda consortile acqua gas). Da qualche anno la gestione è passata, non so se la cacofonia abbia avuto qualche peso, a una multiutiliy dal nome armonioso: Iren. Ho anzi un ricordo piacevole legato a Invalsi. Anni fa, svariati anni fa, mia nipote conduce coetanei a vedermi in spiaggia. Sono sotto l’ombrellone a leggere. Mi salutano. Educatamente si presentano. Vanno via. Le chiedo “Perché sono venuti?” “Ho detto che mio nonno risolve gli Invalsi. Hanno detto che sei un simpatico vecchietto”.
Magari qualche dubbio su come la scuola valuta se stessa ce l’ho. Dai tempi della Lettera a una professoressa non valuta il suo classismo se non in termini di politically correct. La scuola pubblica, quella che Aldo Capitini voleva difesa e sviluppata, è tale perché accoglie tutti e tutti vuole portare ai più alti risultati. Solo nell’eguaglianza di fondo c’è spazio per valorizzare le differenze. Una singola scala di valutazione non può servire. Ci dice una cosa sola: chi è più bravo nel risolvere i quesiti Invalsi. Avessi qualche dubbio ancora e specifico sugli Invalsi, me lo toglie l’amico e ottimo maestro Mauro Presini (dovevamo insieme presentare a Ferrara il numero di Azione nonviolenta dedicato alla scuola, appuntamento rinviato a tempi migliori). Lo conosco da quando, in servizio civile per obiezione di coscienza nei primi anni Ottanta si occupa di integrazione scolastica di alunni portatori di handicap, Lo ritrovo, primi anni novanta, al Provveditorato agli studi di Ferrara nel gruppo di lavoro Interistituzionale per l’integrazione. Non l’ho più perso di vista. È competente e appassionato costruttore di una scuola di tutti e per tutti, in ogni ordine e grado, di una scuola, organo decisivo della nostra Costituzione, secondo la felice espressione di Piero Calamandrei. Ecco un link,  con l’augurio di una proficua e piacevole lettura: mauropresini.wordpress.com [Qui] . Troverete Invalsi è l’anagramma di Salvini, InFalsi d’autore, Test Invalsi da girls & boy…cottare, Invalsi si, Invalsi no…la terra dei cachi, Visi invisi all’Invalsi. Altri ancora mi saranno sfuggiti. C’è poi tantissimo altro e non voglio rovinare la sorpresa.
Per avere un’idea di come l’ideologia del merito si sia impossessata delle menti e dei cuori, che un tempo stavano a sinistra, non trovo di meglio che proporre un breve video di Teresa Bellanova, coetanea di Mauro Presini, giovanissima bracciante e ora Ministro, che sfida gli estremisti del Partito Democratico promotori della congiura degli eguali.[Qui]

L’articolo di Daniele Lugli è apparso su Azione non violenta online con il titolo ‘Mi chiamano Emerito’.………………..….

Mascherina del comune: continua la distribuzione ai cittadini.

Da: Comune di Ferrara.

Nella giornata di oggi presso gli 8 checkpoint organizzati in città sono state distribuite altre 12000 mascherine.

Checkpoint. Sono stati 8 i checkpoint organizzati oggi in città e nelle frazioni: nei punti prefissati, grazie all’aiuto dell’Associazione Nazionale Carabinieri sono state distribuite 12.000 mascherine.

Punti vendita. Nella giornata di oggi sono stati riforniti di mascherine anche la maggior parte dei tabaccai della città e l’operazione di consegna si concluderà domattina. Complessivamente ai tabaccai verranno consegnate 25.000 mascherine.

La Croce Rossa Italiana, la Caritas e l’Associazione degli Scout hanno ricevuto 900 mascherine e hanno attivato le consegne per gli utenti che già abitualmente usufruiscono del servizio spesa a casa.

E’ partita oggi la consegna delle mascherine per i cittadini che hanno fatto richiesta al numero di cellulare dedicato al servizio di consegna domiciliare, 366-8243080 (attivo ogni giorno dalle 9 alle 16). La consegna è stata effettuata da parte del personale della Polizia Locale che si è reso disponibile a gestire il servizio, e così sarà anche nei prossimi giorni.

Oggi sono state raccolte altre 32 richieste che verranno evase nelle prossime ore.

La distribuzione proseguirà presso i seguenti checkpoint:

Nella giornata di venerdì 3 aprile 2020

Dalle ore 9 alle ore 12

RAVALLE PIAZZA FILIPPO E GIACOMO (DELEGAZIONE COMUNALE)

QUARTESANA VIA COMACCHIO (CHIESA)

BOARA VIA COPPARO/VIA VIRGILI

GAIBANELLA STRADA PROV.65 (SCUOLE PRIMARIA)

Dalle ore 14 alle ore 18

IPERCOOP IL CASTELLO, ingresso Via Andrej Sacharov

IPERCOOP LE MURA, ingresso Via Copparo

IPERTOSANO, ingresso Via Diamantina

INTERSPAR VIA POMPOSA, ingresso Via Pontegradella

Comune di Ferrara ed emergenza alimentare
Ferrara si mobilita

Da: Cgil Cisl Uil Ferrara.

Confidiamo sul fatto che possa esserci stata una clamorosa svista in quanto comunicato dal Comune di Ferrara in relazione all’assegnazione delle risorse destinate alla solidarietà alimentare per l’emergenza sanitaria in corso.
Perché se così non fosse ci troveremmo di fronte ad un inaccettabile esercizio di discriminazione, ancor più inaccettabile in tempo di emergenza sanitaria, sociale ed economica.
Prevedere quali requisiti ” elencati in ordine di priorità: avere cittadinanza italiana; avere cittadinanza di uno Stato appartenente all’Unione Europea; essere in possesso della cittadinanza di uno Stato non appartenente all’Unione Europea con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; essere in possesso di una carta di soggiorno per familiare, comunitario o extra comunitario, di cittadino dell’Unione Europea”, oltre a rappresentare un odiosa classifica basata su status e non sul bisogno, significa escludere un’importante parte della cittadinanza – quella che vive la condizione di maggiore precarietà – da una fondamentale misura emergenziale di coesione sociale. Per quale motivo dovrebbe essere ignorato da una misura emergenziale alimentare un cittadino straniero che ha perso il lavoro e si trova in difficoltà, solo perché in possesso di un permesso di soggiorno diverso da quello per soggiornanti di lungo periodo? Magari una delle tante colf e badanti che stanno perdendo il lavoro senza essere coperte da alcun ammortizzatore sociale?
Non è tempo di ciechi populismi e di propaganda, è tempo di fare il proprio dovere istituzionale per rispondere alle esigenze di una collettività.
Chi amministra ha il dovere costituzionale di agire per rimuovere le disuguaglianze nell’interesse di tutti, non di vivere il proprio ruolo come esercizio del potere per decidere a proprio piacimento chi lasciare alla fame e chi no.
C’è un limite a tutto, e qui lo si è oltrepassato: ci appelliamo al Prefetto perché intervenga come rappresentante dello Stato per riportare le azioni di questa Giunta all’interno degli obiettivi dell’ordinanza della Protezione Civile e di un ordinamento democratico.

Comacchio: buoni spesa

Da: Comune di Comacchio.

Sul sito web del Comune di Comacchio (www.comune.comacchio.it) sono state pubblicate le modalità di richiesta per i buoni spesa, previsti dall’ordinanza della Protezione civile n. 658 del 29/03/2020: la cifra destinata a Comacchio è di 154.610,83 euro.

I buoni spesa potranno essere richiesti esclusivamente con le se guenti modalità: prioritariamente ONLINE seguendo la procedura, al link :

https://comunecomacchio.elixforms.it/rwe2/module_preview.jsp?MODULE_TAG=COVID19_001

raggiungibile dalla sezione del sito comunale dedicata ai buoni spesa ed evidenziata nella home page, oppure telefonicamente ai numeri 0533 310143 e 0533 310113 (attivi dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13).

Il valore del buono varia a seconda dei componenti del nucleo familiare, così come indicato nello stato di famiglia anagrafico: 100 euro per ogni componente fino ad un massimo di 400,00 euro per ogni nucleo.

Possono fare richiesta le persone residenti nel Comune di Comacchio facenti parte di nuclei familiari particolarmente esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus COVID-19:

riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare a causa dell’appartenenza ad una categoria senza diritto ad ammortizzatori sociali;

riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare a causa del mancato inizio del lavoro o della perdita di lavori precari (lavoratori stagionali, ecc.);

comprovata incapacità all’approvvigionamento di beni alimentari;

per altre cause, che verranno valutate caso per caso dagli operatori dello Sportello sociale.

Il richiedente nella compilazione delle domanda dovrà dichiarare se risulta assegnatario di sostegno pubblico allo scopo di consentire una corretta valutazione della situazione economica del nucleo.

I buoni spesa verranno erogati in un’unica soluzione e potranno essere spesi presso uno o più esercizi commerciali convenzionati, compresi nell’elenco che a breve sarà pubblicato sul sito istituzionale del Comune, per acquistare generi alimentari e prodotti di prima necessità, con esclusione quindi degli alcolici.

I buoni saranno nominativi. Prima di consegnare il “buono spesa” il beneficiario vi apporrà la data di utilizzo e la firma. Per la consegna dei buoni spesa il Comune si avvarrà del personale della Protezione Civile munito di tesserino di riconoscimento.

Il Comune effettuerà i dovuti controlli, anche a campione, circa la veridicità delle dichiarazioni rese ai fini dell’accesso alle provvidenze, anche richiedendo la produzione di specifiche attestazioni, non appena le direttive nazionali consentiranno la normale ripresa delle attività. Anche per questa procedura valgono le norme previste per chi rilascia dichiarazioni non veritiere.

Coldiretti: rischio scaffali vuoti con bocciatura vocher

Da: Coldiretti di Ferrara.

La bocciatura dell’emendamento sulla semplificazione dei voucher necessari per garantire il lavoro di raccolta nelle campagne mette in pericolo la fornitura alimentare del Paese e rischia di lasciare presto vuoti gli scaffali dei supermercati. E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini in riferimento alla decisione della Commissione Bilancio del Senato di dichiarare improcedibile l’emendamento per la reintroduzione dei voucher nell’ambito dei lavori per la conversione del dl Cura Italia.

Stiamo vivendo una situazione eccezionale con l’intera filiera alimentare impegnata in prima linea a garantire quel cibo necessario alle famiglie italiane e che – sottolinea Prandini – rischia di mancare se non verranno assunti provvedimenti straordinari per assicurare la presenza di manodopera nelle campagne. Soprattutto dopo che – evidenzia il presidente della Coldiretti – il blocco delle frontiere ha fatto venire meno la presenza di gran parte dei 370mila lavoratori stranieri dai quali dipende ¼ della produzione di Made in Italy alimentare.

In una situazione di emergenza nazionale – ha affermato Prandini – serve una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne.

Chi si oppone ai voucher per il lavoro agricoltura – precisa Prandini – si assume la responsabilità di situazioni di tensione sociale generata da una parte dalla mancanza di lavoro e di fonti di reddito per sé e per la propria famiglia e dall’altra dal rischio di carenza di prodotti alimentari in negozi e supermercati. In questo momento – continua Prandini – l’Italia non ha bisogno di posizioni ideologiche, ma di scelte pragmatiche per il bene del Paese, come quelle che riguardano l’agricoltura e la produzione alimentare. Chiediamo quindi – conclude Prandini – al Governo di riammettere l’emendamento nell’ambito della discussione Parlamentare in un clima di collaborazione delle forze politiche nell’interesse generale.

Pubblica amministrazione digitale. Smart working, arrivano dalla Regione 2 milioni di euro per consolidare e sviluppare questa modalità di lavoro.

Da: Regione Emilia Romagna.

Via libera della Giunta regionale al bando, che interessa gli Enti locali dell’Emilia-Romagna. Domande in via telematica da domani, 3 aprile

Accelerare il processo di adozione dello smart working durante l’emergenza Covid 19, per contribuire a garantire la continuità dei servizi e ridurre la mobilità dei dipendenti. Ma ugualmente importante è consolidare questo strumento organizzativo, fondamentale per un cambiamento duraturo e in grado di sostenere il rilancio del territorio.

Queste le finalità del bando approvato dalla Giunta regionale che mette a disposizione 2 milioni di euro per gli Enti locali in Emilia-Romagna (Comuni, Unioni, Province e Città Metropolitana).

“Nell’immediato, questo bando vuole dare alle amministrazioni locali uno strumento che consenta di operare al servizio dei cittadini in tempi di distanziamento sociale- ha detto Paola Salomoni, assessore all’Agenda Digitale-. In realtà si tratta di un significativo investimento per consentire agli enti di utilizzare il lavoro agile anche in futuro, nella loro normale operatività”.
Per l’assessore al Bilancio Paolo Calvano “il Covid ha obbligato le Pubbliche amministrazioni a cambiare le proprie modalità di lavoro. Questo cambiamento avvenuto in emergenza, modificherà anche il futuro della Pa e perciò la Regione ha deciso, con questa importante misura, di accompagnare gli Enti locali in questa transizione. Un’iniziativa che guarda al futuro, nell’interesse di lavoratori e cittadini”.

La procedura telematica
L’apertura del bando è fissata per domani venerdì 3 aprile, alle ore 9.30. La possibilità di presentare domande di contributo sarà possibile fino a esaurimento risorse (e comunque non oltre il 31/7/2020).

Al link http://autonomie.regione.emilia-romagna.it da domattina il bando e la piattaforma per l’invio telematico della domanda.

Le risorse previste nel bando supporteranno gli Enti nell’adottare un efficace piano di avvio e consolidamento dello smart working, realizzarndo iniziative di carattere formativo per dipendenti e dirigenti. La misura consentirà inoltre di reperire tecnologie evolute per supportare questo processo di trasformazione digitale e organizzativa della Pubblica amministrazione.

La Regione e lo smart working
La Regione Emilia-Romagna già dal 2018 ha aderito a questa nuova modalità di lavoro che concorre in maniera sostanziale a trasformare la Pa, aiutandola a compiere un passo avanti nel processo di trasformazione digitale, ridurre i costi di funzionamento ed essere sempre più vicina alle esigenze dei cittadini.
L’amministrazione regionale ha inoltre incoraggiato lo sviluppo di questo processo a livello locale sviluppando, a fine 2019, uno specifico progetto (Emilia-Romagna Smart Working) destinato a creare una comunità tra le Amministrazioni aderenti per lo scambio di buone pratiche, il riuso di soluzioni e l’apprendimento reciproco, sempre con continuo scambio fra pubblico e privato sia nell’esperienza di trasformazione digitale, sia nelle partnership per realizzare nuovi progetti.

Consulta provinciale dell’economia e del lavoro per il rilancio del territorio dopo l’emergenza coronavirus

Da: Provincia di Ferrara.

“Il Covid-19 ha svuotato le nostre città, riducendo le libertà e ci ha chiuso in casa facendoci convivere con la paura. Come se non bastasse, ci si è messo pure il terremoto martedì mattina con la scossa di 2.9 a Mirabello, facendoci tornare in mente i ricordi dell’emergenza del 2012”.
Con queste parole la presidente della Provincia, Barbara Paron, ha aperto la Consulta provinciale dell’economia e lavoro, riunita in videoconferenza.
Quali risposte e come darle a lavoratori, imprese e cittadini con fatturati e redditi falcidiati, subito dopo cessata l’emergenza, è stato il tema.
Per quanto riguarda la Provincia, “si potrebbero mettere in moto risorse per 31 milioni, più 7,5 dell’avanzo sul consuntivo 2019 – ha ricordato la presidente – e gli uffici dell’amministrazione sono già al lavoro per velocizzare le progettazioni relative al piano investimenti e far partire prima possibile i cantieri”.
Un primo impegno è di approvare il consuntivo 2019 entro aprile, proprio per rendere subito disponibile l’avanzo di amministrazione, senza ricorrere alla proroga a fine maggio concessa dal governo.
Servono però segnali da Palazzo Chigi per velocizzare le procedure d’appalto e perché c’è il rischio che gli avanzi possano essere bloccati dalla necessità di istituire un fondo a copertura delle mancate entrate nei bilanci pubblici, per effetto dell’emergenza in corso.
Pronta è stata la risposta del parlamentare ferrarese Luigi Marattin, che ha dato anticipazioni sul nuovo Decreto legge in fase di definizione, per rafforzare le misure già adottate in precedenza sui temi emergenza, credito, lavoro e fisco.
L’entità della nuova manovra dovrebbe essere di almeno altri 25 miliardi.
Sul fronte emergenza – ossia sanità, ordine pubblico e sicurezza – i finanziamenti continueranno a essere a pié di lista.
Sul credito, il governo sta valutando misure per garantire iniezioni di liquidità alle imprese, con lo Stato in veste di garante su crediti bancari rispetto a percentuali di fatturati.
Per il lavoro è atteso il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, come previsto dal precedente decreto legge di marzo, oltre alle proroghe per congedi parentali,voucher, contratti a tempo determinato e autonomi. C’è anche il problema di coloro che rimangono fuori dalla rete degli strumenti di tutela già messi in campo (come i soggetti più in difficoltà).
Qui una delle tesi in campo è di veicolare risorse tramite i Comuni, che conoscono meglio le situazioni in loco rispetto a Roma.
Sul fronte fiscale, poi, l’intenzione è di andare verso altri rinvii delle scadenze.
Raccolto, infine, l’assist della presidente Paron per quanto riguarda la necessità di semplificare le procedure di appalto e far partire i cantieri.
Fra i temi in discussione nel governo, infatti, c’è la sospensione del Codice appalti con l’automatica entrata in vigore della Direttiva Ue in materia, mentre per le grandi opere la strada sembra essere quella seguita per il ponte Morandi a Genova, cioè quella dei commissari straordinari.
È seguito l’intervento dell’assessore regionale allo sviluppo economico, Vincenzo Colla, che ha dato alcuni numeri di scenario per definire una situazione da pandemia economica, oltre che sanitaria. Analisi che prefigurerebbero un calo del 6,5 per cento del Pil nazionale, con migliaia di posti di lavoro a rischio.
Per questo nelle strategie di risposta e rilancio economico devono esserci la sanità (“strategica per l’economia e la democrazia” ha detto), il lavoro (“Cultura della sicurezza e dell’impresa devono andare di pari passo”), con l’auspicio che nel nuovo provvedimento del governo ci sia una copertura degli ammortizzatori in deroga almeno fino a maggio (“a fine marzo utilizzate 8 milioni di ore di cassa integrazione, un dato senza precedenti”, ha ricordato).
Per quanto riguarda i settori economici per l’economia del territorio, l’assessore ha ricordato la digitalizzazione (“è il tema del futuro, l’infrastruttura digitale è strategica”), logistica, trasporti, edilizia agroalimentare. In particolare, su quest’ultimo l’assessore ha lanciato un appello: “occorre spingere sul tasto lavoro, perché le produzioni non restino sui campi”.
Liquidità e meno burocrazia è stato l’sos corale lanciato dal mondo imprenditoriale e delle rappresentanze economiche, mentre la salvaguardia della sicurezza e tutela dei lavoratori è stato l’aspetto maggiormente ricordato dal versante sindacale, con l’invito a dare gambe a strumenti già sottoscritti e operativi come Patto per il lavoro, Aree interne e sviluppo infrastrutturale del territorio.

Gelate e siccità: inizia un altro anno difficile per la frutticoltura

Da: CIA Ferrara.

L’emergenza sanitaria sta mettendo in ginocchio il paese e il clima rischia di fare altrettanto con il settore agricolo, essenziale ora e nei prossimi mesi per garantire i beni di prima necessità ai consumatori. Tutto a causa delle temperature notturne scese sotto lo zero per alcuni giorni, che hanno provocato gelate e conseguenti danni alle colture frutticole come albicocche, pere e mele in una fase vegetativa delicatissima. Anche la siccità è diventata un problema, in particolare per grano, barbabietola da zucchero e mais, tanto che il Consorzio di Bonifica ha deciso di aprire la stagione irrigua in anticipo, già dal 1° aprile.

“In questi giorni ho monitorato il calo termico e gli effetti sui frutteti – spiega Vanni Branchini del Gie (Gruppo di Interesse economico) frutticoltura di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara – e la situazione appare già piuttosto compromessa per gran parte delle varietà di pomacee e drupacee. Nella notte del primo aprile, come era successo la settimana scorsa quando abbiamo avuto i primi danni, la temperatura è scesa fino a -4,5° ed è rimasta sotto lo zero per tutta la notta. Le gelate hanno colpito le pere, che presentano fiori anneriti, soprattutto quelli centrali, mentre gli altri fiori appaiono in condizioni migliori e si potranno avvalere della partenocarpia, perché la necrosi non colpisce tutti gli organi riproduttivi del fiore. Ma in ogni caso queste sono condizioni che portano a una scarsa qualità dei frutti. Stesso andamento per le mele, mentre sono pesantemente compromesse le albicocche, già duramente colpite dalla precedente gelata, così come le pesche. Le susine sono state danneggiate in maniera differente in base alla varietà più o meno precoce e le ciliegie presentano diversi fiori neri, così come i boccioli fiorali non ancora schiusi. Segnalo – conclude Branchini – anche danni anche alle orticole, in particolare le piantine di meloni, in parte già secche dalla settimana scorsa e ora del tutto appassite”.

Una situazione che Cia Ferrara sta monitorando per capire l’entità dei danni e raccogliere le segnalazioni delle aziende agricole più colpite

“Il clima, ancora una volta, mostra segnali inequivocabili di un cambiamento che ormai non è più così inaspettato, ma è già parte del nostro clima – commenta Stefano Calderoni, presidente provinciale dell’associazione. Un cambiamento che dobbiamo saper gestire, cercando di modificare gradualmente il modo stesso di fare agricoltura, trovando varietà più resistenti e forme assicurative più agili. Siamo in contatto con le aziende colpite e stiamo facendo una stima reale dei danni alle colture frutticole, per non dare numeri a caso. In questo momento è necessario garantire che tutti i prodotti agricoli siano “salvi” e disponibili perché la fase acuta dell’emergenza Covid-19 dovrebbe finire in breve tempo, ma la ripresa non sarà così rapida. In questo contesto bisogna gestire ogni “falla” produttiva per impedire nei prossimi mesi manchino frutta e verdura delle nostre campagne e anche il reddito per le aziende che devono poter continuare a produrre e vivere. Ringrazio – conclude il presidente Cia – anche il Consorzio di Bonifica che ha anticipato al 1° aprile l’apertura della stagione irrigua, per dare sollievo alle colture più colpite dalla siccità, un altro problema evidente di queste settimane. L’agricoltura è e rimane in prima linea per garantire beni essenziali e mai come ora è un settore primario per il nostro paese”.

FILASTROCCHE SCACCIAPAURA
4 modi molto astuti per gabbare il virus

1. Gigetto scendiletto

Il virus Gigetto
sta sullo scendiletto.
Sa d’essere invisibile
e si crede invincibile.

Difatti, chi lo vede?
Di certo non un piede!
Ma la festa è finita
con una bella pulita.

L’aspirapolvere lo afferra
e lo solleva da terra
lo manda al suo paese
lui con le sue pretese.

Non tornerà a minacciare i tuoi piedi
questo piccolo virus che non vedi.

 

2. Martina non cammina

Il virus Martina
non corre, non cammina
e dice: “Chi ha il coraggio
di darmi un passaggio?”

Ma stammi ad ascoltare,
non farti incantare.
E voi, state a sentire:
è meglio non uscire.

Il virus Martina
ormai senza benzina
senza arte né parte
ritornerà su Marte.

E se va via qui passa la paura
come al mattino passa la notte scura.

 

3. Gigetto con l’elmetto

Il virus Gigetto
ritorna con l’elmetto.
“Stavolta non mi arrendo,
ti mordo, ti prendo!”

Poi tenta la scalata
ad una fidanzata
che sta nel suo palazzo
e sogna il suo ragazzo

ma lei è intelligente
come tanta altra gente
e sognando il domani
si è lavata le mani.

Guarda Gigetto che bello scivolone
e come ruzzola l’elmetto sul sapone!

 

4. Martina gocciolina

Il virus Martina
sta su una gocciolina
se qualcuno la tocca
può metterselo in bocca.

Ci spera tanto, vorrebbe canticchiare
nella tua gola e lì moltiplicare
con la tua tosse, con i tuoi starnuti
e ogni volta che sorridi o che saluti.

Ma basta solo una bella mascherina
e resta a secco il virus Martina.
Basta lavarsi le mani molto spesso
vedrai che il virus l’avrai fatto fesso.

Metti la maschera e torna il Carnevale
così Martina non potrà farti male.

 

 

 

 

Comacchio: nomina nuovo dirigente e chiusura SP valle mezzano

Da: Comune di Comacchio.

Nominato il nuovo dirigente ai Lavori Pubblici Demanio e Ambiente.
Il Comune di Comacchio ha conferito l’incarico di dirigente all’ingegner Fabrizio Di Blasio per il Settori IV/V “Territorio – Sviluppo Economico Lavori Pubblici, Patrimonio, Demanio e Ambiente”.
L’incarico, attivato con l’avvio del mese di aprile con scadenza alle prossime elezioni amministrative, si inserisce in un contesto emergenziale con le molteplici esigenze attività di supporto necessarie a fronteggiare l’emergenza sanitaria legata al coronavirus.
Il Vice sindaco e la Giunta comunale esprimono gli auguri di buon lavoro al nuovo dirigente consapevoli del difficile periodo in cui dovrà svolgere le sue funzioni.

Chiusura al traffico della strada Mondonuovo Valle Mezzano:
Da martedì 7 aprile 200 parte di via Mondonuovo in Valle Mezzano, la strada provinciale che attraverso le valli e conduce a Portomaggiore, sarà chiusa al traffico, tuttavia fonti della Provincia garantiscono l’accesso esclusivo ai mezzi agricoli a servizio dei poderi interclusi
Il tratto stradale interessato va dall’incrocio appena successivo l’essicatoio CIM (strada comunale di Ostellato denominata “Mezzano”) fino al ponte sul Canale Circondariale (località Trava). La Provincia di Ferrara ha infatti appaltato i relativi lavori di ripristino della strada per 100 mila euro: i lavori avranno inizio non appena saranno concluse le restrizioni causa coronavirus,

A.N.D.O.S. Ferrara: donazione di 500 euro all’ospedale di Cona

Da: A.N.D.O.S. Comitato di Ferrara.

A.N.D.O.S. odv (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) ha deciso di donare 500 euro a favore dell’Azienda ospedaliera-universitaria Sant’Anna di Cona per concorrere a fronteggiare l’emergenza Covid-19.
Il bonifico è stato effettuato nella giornata di ieri dalla dottoressa Marcella Marchi, presidente del Comitato ferrarese di A.N.D.O.S. che ha dichiarato: “Come direttivo locale, confrontandoci anche con A.N.D.O.S. Nazionale, abbiamo preso la decisione di aiutare l’Ospedale ad affrontare questi momenti di difficoltà, attingendo ai fondi della nostra associazione. Questa piccola somma sarà gestita liberamente dall’Arcispedale Sant’Anna, ovviamente senza vincoli, anche se l’auspicio è che possano essere acquistati dei dispositivi di protezione, che l’Ospedale ad ora non fornisce, alle numerose pazienti che si recano in Oncologia per effettuare le chemioterapie indispensabili per la loro salute. Molte di loro sono sprovviste di mascherine e guanti, parliamo – ha specificato la presidente – di soggetti fragili ed immunodepressi, che necessitano di molte tutele e che nei corridoi incrociano varie persone potenzialmente positive. Aggiungo il plauso e la vicinanza, sia personale che a nome di A.N.D.O.S., a tutto il personale sanitario per gli sforzi eccezionali che stanno compiendo”.

Confagricoltura di Ferrara: altra gelata killer.

Da: Confagricoltura di Ferrara.

L’irruzione di aria artica proveniente dalla Scandinavia sta sconvolgendo il clima di questa anomala primavera. Dopo che nella notte tra il 31 marzo ed il primo di aprile sono scese ancora una volta sotto lo zero, nella notte tra l’1 ed il 2 aprile il colpo di grazia, con temperature che su tutto il territorio provinciale sono scese da -2 gradi fino a -4,5 gradi, provocando ulteriori danni ad una frutticoltura già in ginocchio. E’ stato il colpo di grazia per le drupacee, con danni che a questo punto, dopo quelli provocati dalla gelata del 24 marzo scorso, possono essere quantificate nel 90/100% per ciliegie e albicocche e nel 70/80% per susine e pesche. Ma questo susseguirsi di gelate, con piante già fortemente stressate, ha provocato danni anche sulle pomacee. Danni rilevanti sulle mele, in particolare per le varietà Gala e Fuji, ma anche sulle pere per quanto riguarda le varietà precoci, come Santa Maria, Carmen e William, mentre per la varietà Abate e le altre tardive i danni si potranno calcolare solamente nelle prossime settimane. Si è salvato chi ha potuto azionare gli impianti antibrina, mantenendo costanti le temperature sullo 0.

L’assessore Donini: “Ancora una volta la nostra sanità mette a disposizione competenze e professionalità d’eccellenza”

Da: Regione Emilia Romagna.

Funzionante dal 24 marzo scorso, al momento la linea di assistenza esiste solo in Italia, ma è in cantiere l’attivazione di altre analoghe in tutti gli Stati europei che fanno parte della rete. Al Rizzoli circa 800 visite l’anno a pazienti con malattie rare scheletriche, provenienti da tutta Italia

Cento telefonate in tre giorni, con un picco di 45 chiamate nell’arco della prima giornata di attivazione, il 24 marzo. È il primo bilancio della Help Line, funzionante 24 ore su 24 e creata da ERN BOND, la rete europea per le malattie ossee rare di cui ha il coordinamento una realtà d’eccellenza della sanità dell’Emilia-Romagna: l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.

Una linea di assistenza voluta e realizzata con un obiettivo preciso: mettere a disposizione uno strumento di contatto tra pazienti affetti da malattie rare scheletriche che hanno contratto, o sospettano di aver contratto, il Covid-19 e gli esperti della rete ERN BOND; uno strumento importante, tanto più perché questi pazienti presentano purtroppo in molti casi altre patologie, come l’insufficienza respiratoria per deformità della cassa toracica e problematiche cardiologiche.

Non solo pazienti, però: anche i professionisti sanitari di altre realtà, che non hanno mai incontrato nel loro percorso patologie rare, attraverso la Help Line possono chiedere informazioni per procedere correttamente nella cura del paziente.

“Per creare quest’assistenza telefonica sono state ‘riunite’ le competenze di oltre trenta professionisti disseminati in vari istituti italiani- spiega l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini-. È un’iniziativa importante, per i pazienti ma anche per i professionisti, che sta riscuotendo interesse anche a livello europeo. Ed è tanto più preziosa perché rappresenta un aiuto concreto per un gruppo specifico di pazienti, già portatori di patologie spesso difficili da diagnosticare e trattare, e ancora più a rischio in questa situazione epidemica. Questa emergenza- conclude l’assessore- nelle molteplici e complesse problematiche che devono essere affrontate, conferma ancora una volta il livello di competenze e professionalità della nostra sanità, regionale e nazionale”.

L’Istituto Ortopedico Rizzoli effettua circa 800 visite l’anno a pazienti affetti da malattie rare scheletriche; di questi, una minima parte (circa novanta) vengono dall’Emilia-Romagna, gli altri da tutta Italia. Ed è proprio dal resto del Paese che è arrivata la maggior parte di chiamate all’Help Line. Direttore della struttura complessa di Malattie rare scheletriche del Rizzoli è Luca Sangiorgi, medico genetista che coordina la rete ERN BOND e segue l’Help Line.

Realizzata in accordo con la Federazione delle Associazioni di Persone con Malattie Rare d’Italia (UNIAMO FIRM) e con l’Associazione dei Pazienti affetti da Osteogenesis Imperfecta (ASITOI), l’Help Line è contattabile a ogni ora al numero (+39) 331 1728796 (è possibile anche inviare un messaggio su whatsapp). La linea telefonica al momento è attiva solo in Italia, Paese in cui l’emergenza da Coronavirus è più forte, ma ERN BOND è all’opera per attivarne di analoghe in tutti gli Stati europei che fanno parte della rete.

Malattie rare scheletriche, cosa sono
Si tratta di un gruppo eterogeneo di malattie ereditarie del tessuto connettivo, derivanti da anomalie della cartilagine, che causano problemi della crescita e dello sviluppo. Le oltre 200 patologie che ne fanno parte si differenziano in base a caratteristiche cliniche, radiologiche e genetiche. La loro rarità – l’incidenza varia da 1/25.000 a 1/100.000 nei nati vivi – costituisce una sfida per il sistema sanitario perché rende più difficili la diagnosi, l’approntamento di farmaci efficaci e l’individuazione di trattamenti appropriati. /CV

Rette sospese nel periodo di chiusura dei servizi scolastici

Da: Comune di Copparo.

Nella seduta di Giunta del 31 marzo il Comune di Copparo ha deciso di non richiedere il pagamento delle rette dei nidi e delle scuole d’infanzia comunali per il periodo di sospensione dei servizi scolastici
ed educativi.
Riguarderanno le tariffe delle rette dei servizi educativi e integrativi per l’infanzia comunali le decurtazioni approvate dalla Giunta Comunale in relazione ai periodi di servizio non fruiti, a partire dal 24 febbraio scorso, a causa delle sospensioni previste per l’emergenza Coronavirus.
La decisione rappresenta un ulteriore elemento di attenzione verso le famiglie e i servizi per i bambini che si aggiunge a quelli adottati ad avvio legislatura e amplia la fascia di riduzione delle rette utilizzando risorse comunali.

Ferrara Film Festival: “Il Cinema non ti ha abbandonato in questi giorni, supportalo anche in futuro!”

Da: Diretto del Film Ferrara Festival.

In qualità di Direttore del Ferrara Film Festival ho il dovere di informarvi in maniera trasparente ciò che siamo costretti ad affrontare in queste settimane. Durante l’edizione del 2019 abbiamo visto quasi 10.000 persone partecipare al festival, per cui la nostra priorità principale è proteggere la salute e la sicurezza del nostro pubblico, della nostra squadra e di tutti gli ospiti.
Lo scorso mese vi abbiamo comunicato che il festival sarebbe stato rinviato alle nuove date del 2-10 Maggio, tuttavia questa crisi globale sta causando danni molto più grandi di quanto avessimo potuto immaginare. Anche solo due mesi fa nessuno poteva prevedere la portata di tutto ciò che sta accadendo ora. I divieti di viaggio e di aggregazione purtroppo dureranno molto più a lungo di quanto immaginassimo. Tutti i cinema e moltissime attività rimarranno probabilmente chiusi fino a maggio, per questo motivo non abbiamo altra scelta e siamo costretti a rimandare ulteriormente il Ferrara Film Festival a data da destinarsi. Tuttavia, citando il film Il Corvo, mi permetto di dire che: “non può piovere per sempre”. Io e il mio Team non smetteremo mai di far sognare il nostro pubblico, e stiamo lavorando duramente nel trovare il periodo più sicuro nell’arco dell’anno, qualora ce ne fosse la possibilità. Tuttavia, ci tengo moltissimo a sottolineare che il settore del Cinema, per quanto non possa sembrare di primaria importanza in confronto a quello che sta succedendo i questo momento nel mondo, lo sarà quando tutto tornerà alla normalità.
Quando si pensa ai film, vengono in mente le star di Hollywood, gli studios e il glamour. Ma l’industria cinematografica riguarda tutti: le persone che gestiscono i cinema, chi maneggia le attrezzature, chi stacca i biglietti, chi vende pubblicità fino ad arrivare a chi pulisce le sale cinematografiche. Sono queste le persone ci danno la possibilità di “sognare” attraverso il Grande Cinema.
L’essere umano ha bisogno di sognare, di arricchirsi culturalmente e di perdersi in forti emozioni per far sì che la propria giornata finisca in maniera migliore.
Il Cinema è tutto questo, il Cinema È vita. Quando giungerà il momento del ritorno alla normalità, ci sarà ancora più bisogno del vostro aiuto e supporto

Ma noi non siamo Numeri

Numeri che inondano le nostre giornate, sciorinati con una scansione regolare e puntuale che noi attendiamo. Numeri che hanno sostituito il linguaggio verbale consueto con una repentinità a cui ci stiamo ancora abituando, e chissà se ci abitueremo fino in fondo. Hanno assunto in queste settimane un ruolo di protagonisti assoluti delle nostre esistenze e rivendicano rispetto reverenziale, primaria attenzione e credibilità indiscutibile.
Ma i numeri da soli non parlano, anche se il loro potere rappresentativo nella descrizione di questo momento storico può scatenare pensieri, associazioni e reazioni in tutti noi, con immagini e scenari che elaboriamo a modo nostro; a volte li interpretiamo come sensati e verosimili, altre fuorviati e distorti oppure catastrofici o veritieri, realistici, attendibili, approssimativi, indicativi.
Ciascuno di noi si approccia a quei numeri con il proprio bagaglio di emotività e conoscenza che attribuisce loro un peso e un valore. Ma dietro i numeri ci sono i nomi, le vite, le esperienze di ciascuna persona rappresentata, di ciascun evento che la riguarda, di ciò che è in grado di fare o ha lasciato dietro di sé, del suo mondo e dei suoi sentimenti, dei suoi errori, tentativi, successi e insuccessi, lacune e valori, delle sue sofferenze. Ogni persona col suo percorso, la sua evoluzione, le aspettative, i programmi, le proiezioni, le realizzazioni.
I numeri non possono raccontare tutto questo, possono solo indicare quantità. Numeri ufficiali, numeri presunti, numeri di contagi giornalieri, di tamponi fatti, di pazienti in terapia intensiva; numeri di respiratori di cui si ha urgenza, numeri di guariti, delle rsa in situazioni drammatiche. E poi ancora, i numeri delle equipe di medici e personale sanitario e assistenziale, quelle internazionali che arrivano a soccorrerci, dei volontari, di esercizi e aziende chiuse, di famiglie in difficoltà. I numeri dei paesi delle zone rosse, più rosse delle altre; i numeri dei miliardi necessari per far fronte alla crisi e ricostruire il ‘post’.
Siamo numeri anche per quella Comunità europea in cui abbiamo sempre creduto. Il linguaggio del conteggio è quello che prevale sul linguaggio della vera narrazione dove solo le parole, una di fila all’altra, possono parlare di vita e di morte, possono esprimere il dolore di non aver potuto accompagnare i propri morti nel momento finale e stringere loro la mano, la gioia di avercela fatta, il timore del contagio, il disagio di questa inaspettata e pesante virata nelle nostre salde abitudini e pseudo-certezze.
Ma non saranno i numeri a toglierci la voglia di confrontarci, raccontarci, esprimerci liberando parole cariche di significati e sentimenti che vanno aldilà del freddo calcolo dei camion militari che trasportano i nostri poveri defunti, degli ammalati aldilà del vetro della rianimazione, dei positivi in quarantena e, fortunatamente, di coloro risultati guariti.
Non perdiamo la nostra umanità, la voglia di quella libertà che fa correre parole di compassione, comprensione, vicinanza, propositività, progettualità, speranza, determinazione e voglia di futuro.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

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