Giorno: 12 Aprile 2020

Coronavirus, l’aggiornamento: 20.098 i casi positivi in Emilia-Romagna, 463 in più rispetto a ieri

Da: Organizzatori

Sono 20.098 i casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 463 in più rispetto a ieri. E hanno raggiunto quota 96.704 i test effettuati, 4.945 in più. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, domenica 12 aprile, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, 8.812 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (245 in più rispetto a ieri). 335 le persone ricoverate in terapia intensiva: sei in meno di ieri. E diminuiscono anche i pazienti ricoverati in terapia non intensiva, negli altri reparti Covid (-39).

Purtroppo, si registrano 83 nuovi decessi: 45 uomini e 38 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 3.862 (+203), delle quali 1.953 riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 1.909 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.
Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 11 residenti nella provincia di Piacenza, 18 in quella di Parma, 13 in quella di Reggio Emilia, 9 in quella di Modena, 18 in quella di Bologna, (nessuno nell’imolese), 3 in quella di Ferrara, 5 nella provincia di Forlì-Cesena (3 nel forlivese e 2 nel cesenate), 3 in quella di Rimini, 2 in provincia di Ravenna e 1 non residente in Emilia-Romagna.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 3.100 a Piacenza (37 in più rispetto a ieri), 2.531 a Parma (19 in più), 3.849 a Reggio Emilia (84 in più), 3.087 a Modena (76 in più), 2.854 a Bologna (116 in più), 343 a Imola (6 in più), 616 a Ferrara (36 in più). In Romagna sono complessivamente 3.718 89 in più), di cui 801 a Ravenna (12 in più), 661 a Forlì (19 in più), 550 a Cesena (29 in più), 1.706 a Rimini (29 in più).

La rete ospedaliera: 5.018 i posti letto aggiuntivi destinati ai pazienti Covid-19

Da Piacenza a Rimini prosegue il lavoro all’interno della rete ospedaliera per il piano di rafforzamento dei posti letto messo a punto dalla Regione: sono complessivamente 5.029 quelli rilevati oggi, tra ordinari (4.456) e di terapia intensiva (573). Nel dettaglio: 615 posti letto a Piacenza (di cui 46 per terapia intensiva),1.015 Parma (69 quelli di terapia intensiva), 673 a Reggio Emilia (64 terapia intensiva), 536 a Modena (86 terapia intensiva),1.149 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (163 terapia intensiva, di cui 16 a Imola), 288 Ferrara (38 terapia intensiva), 753 in Romagna, di cui 107 per terapia intensiva (nel dettaglio: 193 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 131 Ravenna, di cui 14 per terapia intensiva, a cui si aggiungono ulteriori 8 posti messi a disposizione da Villa Maria Cecilia di Cotignola per la terapia intensiva; 24a Faenza, al San Pier Damiano Hospital; 99 Lugo, di cui 10 per terapia intensiva; 89 Forlì, di cui 10 per terapia intensiva, a cui si aggiungono 40 letti ordinari nella struttura privata Villa Serena;128 a Cesena, di cui 26 per terapia intensiva).

Attività dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile

Dispositivi di protezione individuale e materiale medico

Dal Dipartimento nazionale, sono pervenuti all’Agenzia 100 occhiali protettivi, 120 camici chirurgici, 600 tute e 200 visiere di protezione, 490.000 mascherine chirurgiche, 160.000 mascherine ffp2, 15.000 tamponi.

Sul sito del Dipartimento e su quello del Ministero della Salute, sono aggiornati i dati complessivi dei DPI e delle apparecchiature elettromedicali distribuiti dalla Protezione Civile a Regioni e Province autonome, attraverso il sistema informatico ADA (Analisi Distribuzione Aiuti): https://app.powerbi.com/view?r=eyJrIjoiNTE2NWM3ZjktZGFlNi00MzYxLWJlMzEtYThmOWEzYjA1MGNhIiwidCI6ImFmZDBhNzVjLTg2NzEtNGNjZS05MDYxLTJjYTBkOTJlNDIyZiIsImMiOjh9

Volontariato

Sabato 11 aprile i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati nell’emergenza sono stati 1.156. Per il secondo giorno consecutivo, il numero ha superato quota 1.000, perché molti volontari stanno curando la consegna di donazioni e offerte pasquali alle famiglie bisognose, nonché collaborano alla distribuzione di mascherine. Dall’inizio dell’emergenza, si sono superate le 20.000 giornate complessive (20.039). Tra le attività più rilevanti vi è il supporto ai Comuni per l’assistenza alla popolazione, con un rilevante apporto degli scout Agesci (circa 800), il supporto alle Ausl nel trasporto degenti con ambulanze, trasporto campioni sanitari e consegna farmaci (CRI e ANPAS)( totale 208) e la disinfezione e sanificazione dei mezzi di soccorso a Parma (12). Proseguono inoltre i turni degli Alpini (ANA-RER) presso l’ospedale da campo di Bergamo e il supporto al porto di Ravenna dei volontari Cri e Anpas.

Punti triage e Drive-Through/ transit Point

Sono 33 i punti-triage attivi in Emilia-Romagna (10 davanti alle carceri, 23 per ospedali e cliniche): 3 in provincia di Piacenza (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni); 3 in provincia di Parma (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro); 3 in provincia di Reggio Emilia (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla); 5 in provincia di Modena (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo e Modena città); 3 nella città metropolitana di Bologna (davanti al Sant’Orsola e al Maggiore, e a Imola); 2 in provincia di Ferrara (Argenta e Cento); 1 in provincia di Forlì-Cesena (Meldola); 1 in provincia di Ravenna (Ravenna città); 1 in provincia di Rimini (Rimini città); 1 nella Repubblica di San Marino.

Con le postazioni allestite a Imola e a Medicina (presso la Casa della Salute), sono diventate 11 le strutture drive-through predisposte con mezzi e attrezzature dell’Agenzia di Protezione civile, dei coordinamenti e consulte provinciali e il lavoro dei volontari: Reggio Emilia, Guastalla, Castelnuovo Monti (RE), Cesena, Forlì, Bagno di Romagna (Fc), Modena (2), Imola, Medicina, Ravenna.

Donazioni

I versamenti vanno effettuati sul seguente Iban: IT69G0200802435000104428964
Causale – Insieme si può Emilia Romagna contro il Coronavirus.
/BM

DIARIO IN PUBBLICO. Vacanza pasquale

La ‘Pasqua con chi vuoi’ nei bei tempi andati era una minaccia che tentavo di esorcizzare ogni anno ricorrendo a trucchetti simil-ignobili che si riflettevano sulla scelta di sollecitare (figurando entusiasmo) ai miei parenti il prestito di un appartamento ai Lidi Comacchiesi. Loro, ben consapevoli della mia falsità, mi bloccavano, dandomelo generosamente  e pregustando quale sarebbe stata la mia débacle. Quello situato al sesto o ottavo piano del più alto edificio del Lido estense  aveva il vantaggio di non essere umido e bagnaticcio come l’altro, ficcato dentro la pineta, ma poteva riservare la sorpresa che l’ascensore si bloccasse e fosse necessario farsi il tragitto a piedi (oggi però, le scale al posto dell’ascensore, è un’ottima precauzione).
La meta più agognata era quella di potersi recare a Ravenna, a fare l’ennesimo giro delle basiliche o sostare presso la tomba di Dante leggendo qualche brano della Commedia. Non proprio entusiasmante specie per chi sedeva al fianco della mia bianca 124. Mentre l’universo mondo s’ingozzava tra merende, pranzi, festini caserecci, consumando enormi quantità di cibo, noi avevamo già prenotato i nostri ristoranti top tra Comacchio e la laguna. Scelta che permetteva di trascorrere ore su ore per essere serviti, condensando il tempo non in un brunch ma in un pranzo-cena. Altro che i giovanili e insulsi aperi-cena! Poi, mentre le ombre si allungavano, tornavamo al silenzio lidesco tanto simile a quello che oggi ci circonda.

E ben che vada che non piovesse o la festività cadesse presto nel calendario!! Allora, muniti di ombrelli, trascinavamo gli stanchi passi per il viale: su e giù. Giù e su. La nota più eccitante era il mercato del sabato (e pensiamo adesso cosa significa quell’irraggiungibile luogo!) dove compravamo le cose più inutili, e che si concludeva, carichi di merci, al caffè. In tempi felicissimi c’era ancora il cinema, che ovviamente programmava i film più melensi della stagione, e talvolta, se mia madre era con noi, rivisti di seguito almeno due volte. Un evento clamoroso talvolta ci premiava. Poteva essere la presenza a Ravenna di Riccardo Muti, allora la festa era assicurata, nel suo salotto a parlare di Firenze e dei nostri amici. Ma l’occasione era sempre più rara, proporzionale alla fama mondiale del direttore.

Ora mi domando, dalla immobilità della mia postura di criceto, se il rifiuto dei Lidi fosse spiegato proprio  a causa di questo tempo sospeso, sonnolento, quasi inutile dovuto o  alla mancanza di ‘dané’, o perché le gite pasquali mi procuravano quel senso di tristezza dovuta proprio alla constatazione che Pasqua significava doversi divertire a ogni costo.
Nel ricordo però s’insinuano momenti dolcissimi: il borbottio di Eleonora amata amica/sorella che con me condivideva l’insofferenza del mare o l’arrivo di Romano con tutta la sua carica ed energia da scaricare in pranzi e cene nei luoghi più ‘buoni’ da lui conosciuti. Mi ricordo poi che dalla campagna avevo trasportato al mare l’intera collezione dei gialli di Agatha Christie, che venivano delibati tra l’umido delle lenzuola, avvolto in felpe mostruose.
Sono i ricordi che si fanno più vivi man mano che il tempo passa e il presente o il passato prossimo si sfumano e si falsificano, restituendo un passato remoto vivace, fresco, luminoso.

Quando poi arrivammo a permetterci i viaggi di lusso o a Parigi o in Egitto o negli States nei giorni prescritti, il silenzio si accordava al rumore delle città, alla grandiosità dei monumenti, alle notti bucate dalle stelle. Sarà vero, allora, che la pandemia ci obbligherà a ricostruire un presente/futuro che cancellerà quel passato a cui si rifà la vita di tutti noi? Mah!

Così mi compro la colomba pasquale, faccio l’ennesima telefonata alla farmacia per reclamare le introvabili mascherine, compio  una visita veloce al negozio di pesce in taxi per procurarmi le delizie ittiche, e… un colpetto di tosse mi mette subito in apprensione, ma passa presto e allora, scodinzolando a mo’di criceto, continuo il mio walk about  girando intorno, intorno al giardino, tra il prato fitto di margherite e le camelie trionfanti che se ne infischiano ormai delle ‘regolate’ del giardiniere ed esplodono selvaggiamente come un fiore dei tropici.
AVGURI come diceva la nonna.

PER CERTI VERSI
Frammenti d’Italia (settima tappa)

La descrizione, frammento dopo frammento, di un paese meraviglioso…
Ma questo paese è il nostro paese!
E proprio questa intensa opera lirica dà la misura della bellezza incomparabilmente varia di una terra ammirata e invidiata da tutti eppure, forse proprio per questo, denigrata da molti.
In un’Italia che in questa drammatica emergenza rischia d’andare in pezzi, ma che – ne sono convinto – saprà riemergere più forte e coesa di prima, è forse arrivato il momento per noi tutti di comprendere quanta fortuna significhi esservi nati e cresciuti, nonché l’onore d’esserne figli. Scopriamolo scrutandone i frammenti nell’omaggio poetico di Roberto Dall’Olio che, per quattro settimane, si rinnoverà ogni domenica e ogni mercoledì.
Buona lettura e buon viaggio.

Carlo Tassi

FRAMMENTI D’ITALIA

LII

il bianchello
del Metauro
era alla mano
accompagnando
il profumo
delle sogliole
allo Squero
di Fano

LIII

io sono
più
antifascista
di te
ecco
l’italietta
da caffè

LIV

il silenzio
senza aggettivi
sulla via
degli Angeli
immobile
scorre
non ha bivi

LV

impara l’arte
e finisci in disparte

LVI

l’ambiente
è in prognosi
riservata
frane
piene
plastiche
svastiche

LVII

certi personaggi
della Bassa
li trovi
solo al Po
l’unico fiume
che ha un mondo

LVIII

Canaletto
forse Venezia
la luce
l’acqua
non va
mai a letto

LIX

il colore
del lago
di Tenno
la critica
della ragion pura
gli occhi
di Brenno

LX

in Istria
certe case
invase
dalla solitudine
dal silenzio
fatto di spine
frammenti
d’Italia
oltre confine

vai alla sesta tappa

vai alla ottava tappa

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