Giorno: 13 Aprile 2020

FERRARA IN QUARANTENA:
la cultura è una rete vuota, senza pesci e pescatori

Un giorno, ho messo in fila sulla carta i luoghi che disegnano il profilo delle occasioni culturali che offre la città di Ferrara, una sorta di rete dell’apprendimento di cui istituzioni culturali, associazioni,  teatri e cinema formano i nodi.
L’inventario mi portò ad elencare, senza dubbio per difetto, duecentocinquanta luoghi di apprendimento formale e non formale. Una rete che attende di essere riconosciuta e valorizzata dentro un progetto di città intelligente.

In questi giorni di clausura, questa rete, che potrebbe essere utile per riempire le nostre giornate, è invece silente, come se non fosse mai esistita. Eppure questa era una buona occasione per stare interconnessi, diffondere le proprie proposte, i risultati delle proprie attività, organizzare webinar. C’è da chiedersi quanto smart sia la nostra città. Se è possibile, oltre allo smart working, la smart knowledge. La risposta ahimè è decisamente negativa.

La rete offre link alla visita virtuale di decine di musei, da quelli Vaticani alla Galleria degli Uffizi, alla Pinacoteca di Brera, oltre ai più importanti musei nel mondo dal Metropolitan di New York  alla National Gallery di Londra. Fino alla visita virtuale alle mostre, a partire da quella di Raffaello.

A Ferrara non c’è museo che offra tutto questo. Nulla a Palazzo Schifanoia, nulla per la Pinacoteca Nazionale; il Museo archeologico nazionale di Spina, più attento alla digitalizzazione, propone percorsi molto statici con fotografie, spiegazioni con audio guide, più una documentazione che una visita virtuale vera e propria. Così il Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara si presenta con alcune pagine che sembrano più un album di figurine commentate, anziché essere una scoperta in 3D delle sue sale. I siti del Castello e del Palazzo dei Diamanti non oltrevalicano la dimensione della promozione dei loro eventi. La pagina del Teatro Comunale che pure potrebbe mettere in rete i video di concerti, di prosa e di danza non propone nulla. Per non parlare delle sale cinematografiche, che non riescono a concepirsi, se non per la programmazione in presenza; attraverso i loro siti potrebbero invece offrire rassegne e remake, anche a pagamento, ovviamente. Eppure nulla si muove, come se il Covid 19 oltre a colpire i corpi avesse colpito anche le menti.

Resta attiva la rete delle biblioteche per l’accesso alle librerie digitali. Ma le biblioteche avrebbero potuto farsi promotrici di seminari, conferenze, presentazioni di libri online. Invece di essere creativi si è scelto di essere routinari; eppure sono servizi che dovrebbero fare cultura, ma non sono ancora in grado di concepirsi al di fuori delle loro quattro mura, della loro autoreferenzialità istituzionale.
Neppure associazioni come gli Amici della Biblioteca Ariostea o del Musei e Monumenti Ferraresi brillano per iniziativa, presenza e fantasia. Quasi fossero altro che una accolita di affezionati. Eppure questa era un’occasione per offrire dalle loro piattaforme web iniziative e proposte culturali per tutta la città.
Uniche a  dimostrare intelligenza, iniziativa e invenzione sono le scuole e il CPIA, il Centro Provinciale di Istruzione per gli Adulti, che continuano nella loro offerta di didattica online.

Le attività culturali in rete andrebbero viste come una importante funzione strategica che dovrebbe far parte normalmente dell’impegno e del lavoro corrente delle istituzioni culturali ferraresi: musei, biblioteche, archivi, soprintendenze. Invece tocchiamo con mano quanto siamo distanti, quanto è il ritardo accumulato, quanta miopia nella gestione della cultura. La città della conoscenza, per la quale da queste pagine ci battiamo da anni, è ancora lontana dall’essere compresa, l’idea del sapere diffuso e permanente non appartiene alla città e alle sue istituzioni culturali.

In rete ci sono siti come POSSO, il portale dove ognuno mette a disposizione degli altri il proprio tempo e le proprie conoscenze. Una community dove imparare e condividere ciò che si sa fare, che permette il contatto tra le persone disposte a condividere le proprie competenze quali che siano. Bella idea per condividere una cittadinanza, ma la città interconnessa non esiste e ora ne sentiamo la mancanza.
Da questo punto di vista Ferrara non è una smart city, il sito del Comune non offre nessuna iniziativa, nessuno strumento, nessuna piattaforma per dialogare tra cittadini, perché è un’idea che non si è mai concepita, perché non si è in grado di lanciare il proprio sguardo oltre la gestione della quotidianità. Perché l’idea di una città diversa non è passata a nessuno per la testa  a partire dai nostri amministratori. Perché solo gli eventi straordinari ci fanno scoprire l’ordinarietà delle nostre giornate, dei nostri programmi, la miopia delle nostre prospettive, l’ordinarietà delle politiche nella gestione della città. Ma se non si nutre la creatività nei tempi ordinari, quando giungono quelli straordinari si resta con un pugno di mosche in mano. E qui a fregare è ancora una volta l’assenza di cultura.

Coronavirus, l’aggiornamento: 20.440 i casi positivi in Emilia-Romagna, 342 in più rispetto a ieri

Da: Organizzatori

Scende ancora il numero dei pazienti nelle terapie intensive e negli altri reparti Covid. I decessi sono 2.615, 51 in più

Sono 20.440 i casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 342 in più rispetto a ieri. E hanno raggiunto quota 99.047 i test effettuati, 2.343 in più rispetto a ieri. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, lunedì 13 aprile, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, 8.946 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (134 in più rispetto a ieri). Sono 331 le persone ricoverate in terapia intensiva: 4 in meno di ieri. I pazienti ricoverati in terapia non intensiva negli altri reparti Covid sono 3.490 (-1).

Purtroppo, si registrano 51 nuovi decessi: 31 uomini e 20 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 4.007 (+145), delle quali 1.923 riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 2.084 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi (arrivati complessivamente in Emilia-Romagna a 2.615), per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 8 residenti nella provincia di Piacenza, 6 in quella di Parma, 6 in quella di Reggio Emilia, 8 in quella di Modena, 13 in quella di Bologna, (nessuno nell’imolese), 1 in quella di Ferrara, 5 nella provincia di Forlì-Cesena (1 nel forlivese e 4 nel cesenate), 2 in quella di Rimini, 2 in provincia di Ravenna.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 3.138 a Piacenza (38 in più rispetto a ieri), 2.573 a Parma (42 in più), 3.888 a Reggio Emilia (39 in più), 3.132 a Modena (45 in più), 2.947 a Bologna (93 in più), 345 a Imola (2 in più), 618 a Ferrara (2 in più). In Romagna sono complessivamente 3.799 81 in più), di cui 827 a Ravenna (26 in più), 691 a Forlì (30 in più), 554 a Cesena (4 in più), 1.727 a Rimini (21 in più).

La rete ospedaliera: 5.027 i posti letto aggiuntivi destinati ai pazienti Covid-19
Da Piacenza a Rimini prosegue il lavoro all’interno della rete ospedaliera per il piano di rafforzamento dei posti letto messo a punto dalla Regione: sono complessivamente 5.027 quelli rilevati oggi, tra ordinari (4.454) e di terapia intensiva (573). Nel dettaglio: 613 posti letto a Piacenza (di cui 46 per terapia intensiva),1.015 Parma (69 quelli di terapia intensiva), 673 a Reggio Emilia (64 terapia intensiva), 536 a Modena (86 terapia intensiva),1.149 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (163 terapia intensiva, di cui 16 a Imola), 288 Ferrara (38 terapia intensiva), 753 in Romagna, di cui 107 per terapia intensiva (nel dettaglio: 193 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 131 Ravenna, di cui 14 per terapia intensiva, a cui si aggiungono ulteriori 8 posti messi a disposizione da Villa Maria Cecilia di Cotignola per la terapia intensiva; 24 a Faenza, al San Pier Damiano Hospital; 99 Lugo, di cui 10 per terapia intensiva; 89 Forlì, di cui 10 per terapia intensiva, a cui si aggiungono 40 letti ordinari nella struttura privata Villa Serena;128 a Cesena, di cui 26 per terapia intensiva).

Attività dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile

Dispositivi di protezione individuale e materiale medico
Dal Dipartimento nazionale, sabato sono pervenuti all’Agenzia tutti i materiali programmati anche per domenica, vale a dire 100 occhiali protettivi, 120 camici chirurgici, 600 tute e 200 visiere di protezione, 490.000 mascherine chirurgiche, 160 mila mascherine ffp2 e 15 mila tamponi.
Sul sito del Dipartimento e su quello del Ministero della Salute, sono aggiornati i dati complessivi dei DPI e delle apparecchiature elettromedicali distribuiti dalla Protezione Civile a Regioni e Province autonome, attraverso il sistema informatico ADA (Analisi Distribuzione Aiuti).

Volontariato
Nella domenica di Pasqua sono stati 459 i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati nell’emergenza. Dall’inizio dell’emergenza, si sono largamente superate le 20 mila giornate complessive (20.498). Ecco le attività più rilevanti in svolgimento:

supporto ai Comuni per l’assistenza alla popolazione, con un rilevante apporto degli scout Agesci: circa 300
supporto alle Ausl nel trasporto degenti con ambulanze, trasporto campioni sanitari e consegna farmaci (CRI e ANPAS): 155
disinfezione e sanificazione dei mezzi di soccorso: 10
proseguono i turni degli Alpini (ANA-RER) presso l’ospedale da campo di Bergamo
prosegue al porto di Ravenna il supporto di volontari CRI e ANPAS.
Punti Triage e Drive-Through / Transit Point
Sono 33 i punti-triage attivi in Emilia-Romagna (10 davanti alle carceri, 23 per ospedali e cliniche):

3 in provincia di PC (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni);
3 in provincia di PR (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro);
3 in provincia di RE (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla);
5 in provincia di MO (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo e Modena città);
3 nella città metropolitana di BO (davanti al Sant’Orsola e al Maggiore, e a Imola);
2 in provincia di FE (Argenta e Cento);
1 in provincia di FC (Meldola);
1 in provincia di RA (Ravenna città);
1 in provincia di RN (Rimini città)
1 nella Repubblica di San Marino.
Con quelle allestite a Imola e a Medicina, sono salite a 11 le strutture Drive-through predisposte con mezzi e attrezzature dell’Agenzia, dei coordinamenti e consulte provinciali e il lavoro dei volontari: Reggio Emilia, Guastalla, Castelnuovo Monti (Re), Cesena, Forlì, Bagno di Romagna (Fc), Modena (2), Imola, Medicina, Ravenna.

Donazioni
I versamenti possono essere effettuati sul seguente Iban: IT69G0200802435000104428964
Causale – Insieme si può Emilia Romagna contro il Coronavirus.

Pandemia, un importatore cinese cliente di origine group regala mille mascherine protettive a un ospedale italiano

Da: Origine Group S.r.l.

Un importatore cinese, cliente di Origine Group, ha voluto dare un segnale concreto di solidarietà con l’Italia.  
Qupai Fruit è un operatore commerciale storico nel Nord della Cina, dove importa prodotti da tutto il mondo tra cui il kiwi di qualità a marchio Sweeki di Origine Group, il consorzio specializzato nell’export frutticolo con sede a Ferrara.
Quando è scoppiata l’epidemia di COVID-19 in Italia, i dirigenti di Qupai Fruit hanno chiesto a Origine Group come potevano dare un piccolo segno di aiuto al nostro Paese. Reen Nordin, export manager di Origine Group, ha quindi fatto da tramite con l’ospedale di Ovada in Piemonte, che aveva forte necessità di materiale di protezione. Così 1.000 mascherine protettive sono state inviate dalla Cina, offerte da Qupai Fruit, e sono arrivate a destinazione. “Un piccolo gesto che ci parla di solidarietà internazionale e di vicinanza tra i popoli”, commenta Alessandro Zampagna, general manager di Origine Group.

Coronavirus, Filo diretto con la Regione: gli assessori rispondono ai cittadini sui temi legati all’emergenza

Da: Organizzatori

Primo appuntamento con gli assessori allo Sviluppo economico, Colla, e alla Mobilità e turismo, Corsini. Si chiude giovedì 23 aprile con il presidente Bonaccini. Dalla sanità all’economia, dal welfare al lavoro, alla scuola, ai trasporti: le domande potranno essere inviate il giorno precedente ogni appuntamento entro le ore 15, scrivendo all’indirizzo di posta elettronica: FilodirettoER@regione.emilia-romagna.it

Diretta Facebook e su Lepida TV da mercoledì 15 a giovedì 23 aprile, alle ore 12. Ogni giorno la possibilità per cittadini di rivolgere domande a tutti i componenti della Giunta regionale

Al via il filo diretto della Regione con i cittadini sull’emergenza coronavirus: la situazione sul fronte sanitario, ma anche le ricadute che sta avendo su famiglie lavoro, imprese. E ancora: i provvedimenti sul fronte del welfare, della scuola, della cultura e tutto quello che può essere utile sapere in questo difficile momento.

Domande, dubbi, chiarimenti che potranno essere rivolti direttamente agli assessori della Giunta regionale che risponderanno in diretta Facebook sul profilo dell’Ente – @RegioneEmiliaRomagna –, da mercoledì 15 a giovedì 23 aprile, ogni giorno a mezzogiorno. Trasmissione che si potrà vedere, sempre in diretta, anche su Lepida TV sul canale 118 del digitale terrestre il 5118 di Sky e su www.lepidatv.tv: in questi giorni, il meglio del Festivalfilosofia con le venti lezioni di grandi maestri andrà in onda alle 13, subito dopo il Filo diretto con la Giunta, e fino alle 14.

Il primo appuntamento – mercoledì 15 – sarà con gli assessori allo Sviluppo economico e green economy, lavoro e formazione, Vincenzo Colla, e alla Mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo e commercio, Andrea Corsini.

Seguiranno, giovedì 16 aprile, gli assessori alle Politiche per la salute, Raffele Donini, e all’Ambiente, difesa del suolo e della costa, protezione civile, Irene Priolo.

Venerdì 17 aprile, sarà la volta dell’assessore all’Agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca, Alessio Mammi, e della collega con deleghe alla Montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità, Barbara Lori.

Lunedì 20 aprile ci sarannola vicepresidente della Giunta e assessore al Contrasto alle diseguaglianze, emergenza climatica e patto per il clima, welfare, politiche abitative e giovanili, cooperazione internazionale e rapporti con la Ue, Elly Schlein, insieme all’assessore alla Scuola, università, ricerca e agenda digitale, Paola Salomoni.

Martedì 21 aprile, risponderà l’assessore alla Cultura e paesaggio, Mauro Felicori, mentre mercoledì 22 quello al Bilancio, personale, patrimonio, riordino istituzionale, Paolo Calvano, con il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Davide Baruffi.

Concluderà, giovedì 23 aprile, il presidente della Regione Stefano Bonaccini.

Come inviare una domanda
Chi vuole, potrà rivolgere una domanda agli assessori regionali, in base alle loro competenze, scrivendo all’indirizzo di posta elettronica: FilodirettoER@regione.emilia-romagna.it.
Verranno prese in considerazione solo le mail arrivate entro le ore 15 del giorno precedente la diretta con gli assessori ai quali si vuole porre il quesito, ovviamente attinenti le deleghe degli assessori che parleranno di volta in volta. Alle domande alle quali non si potrà rispondere nel corso della diretta, per motivi di tempo, sarà comunque data risposta a cura dei singoli assessorati.
Per motivi organizzativi non si darà risposta a domande inviate al di fuori dei termini indicati.
(Per info: www.regione.emilia-romagna.it/filodiretto) /PF

Coronavirus: il punto della situazione oggi, lunedì 13 aprile, alle ore 17,30 con il commissario Sergio Venturi in diretta Facebook

Da: Organizzatori

Appuntamento oggi, lunedì 13 aprile, per gli aggiornamenti sul Coronavirus in diretta Facebook sulla pagina @RegioneEmiliaRomagna, a partire dalle ore 17,30. Farà il punto il commissario ad acta per l’Emergenza Coronavirus, Sergio Venturi.

La trasmissione sulla pagina @RegioneEmiliaRomagna

Coronavirus: Coldiretti, sos allergie, bene via libera a cura verde e anche alle attivita’

Da: Ufficio Stampa

Con l’arrivo della bella stagione ed il diffondersi di pollini è importante il via libera ai lavori di manutenzione del verde per cercare di prevenire il dilagare di allergie ma anche per scongiurare i gravi pericoli determinati dalla caduta di alberi e rami favoriti dall’incuria e dal moltiplicarsi di eventi climatici estremi. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per la riapertura delle attività di cura e manutenzione del paesaggio a partire dal 14 aprile prevista dal Decreto del presidente del Consiglio insieme alla selvicoltura e alla manutenzione delle aree forestali. Una necessità –sottolinea la Coldiretti – per intervenire nelle città nei confronti di alberi pericolanti e siepi sporgenti sulle sedi stradali con le opportune operazioni di taglio e cura del verde pubblico che ora è importante recepire anche nelle regioni dove ci sono ordinanze più’ restrittive. Altro aspetto – continua la Coldiretti – è quella della necessaria difesa delle piante dall’aggressività di tanti patogeni introdotti negli anni da diverse parti del mondo che vanno affrontati adeguatamente per garantire a bellezza dei centri urbani ma anche sulla loro sicurezza. Già da settimane peraltro – precisa la Coldiretti – sono ormai entrate nel vivo le fioriture, in particolare betulle e frassini. E con il periodo, dilaga anche il rischio di allergie da polline e più avanti anche delle ‘temute’ graminacee di cui, secondo le autorità sanitarie, soffre circa un quarto della popolazione Si tratta dunque – sostiene la Coldiretti – di lavori non derogabili che vanno affidati a professionisti del settore nel rispetto di tutte le precauzioni necessarie a contenere il contagio da Coronavirus. Il verde urbano pubblico in Italia è aumentato del 3,7% in un quinquennio ed ha raggiunto nei capoluoghi di provincia oltre 564 milioni di metri quadrati che corrispondono ad una disponibilità media di 31,1 metri quadri per abitante, secondo una analisi Coldiretti su dati Istat. Ma con l’arrivo delle alte temperature che sta favorendo il moltiplicarsi degli incendi nei boschi è stata accolta la richiesta della Coldiretti di inserire anche che possono continuare ad essere svolte durante l’emergenza coronavirus. Una decisione – sottolinea la Coldiretti – determinante per l’ambiente e la sicurezza della popolazione in un Paese come l’Italia dove più di 1/3 della superficie nazionale è coperta da boschi per un totale di 10,9 milioni di ettari. Un patrimonio che va salvaguardato in un 2020 segnato fino ad ora da caldo e siccità che hanno creato condizioni ambientali particolarmente favorevoli allo scoppio degli incendi. La corretta manutenzione delle foreste – sottolinea la Coldiretti – aiuta infatti a tenere pulito il bosco e ad evitare il rapido propagarsi delle fiamme. Se gli incendi – continua la Coldiretti – sono il pericolo più temuto, con l’avanzare della stagione e l’arrivo del caldo, lo sblocco delle attività nelle aree colpite dalla tempesta Vaia consente la rimozione del legname ancora a terra con il rischio concreto che venga attaccato dai parassiti. L’inserimento delle attività di selvicoltura tra quelle non sospese è importante quindi – sottolinea Coldiretti – per consentire alle imprese del settore di tornare al lavoro e concludere le operazioni programmate. I boschi, gestiti in modo sostenibile – conclude la Coldiretti – assolvono funzioni importanti per tutta la collettività, come per la prevenzione dalle frane e dalle alluvioni, ma serve una corretta gestione per preservare i territori dall’abbandono affinché possano svolgere un insostituibile presidio rispetto all’assetto idrogeologico e mantenere un patrimonio naturale con importante valenza turistica e ambientale

A venti anni dalla morte di Giorgio Bassani

Da: Arch’è Associazione Culturale Nereo Alfieri

Il 13 aprile 2020, a venti anni dalla morte di Giorgio Bassani, lo ricordiamo con la sua poesia Rolls Royce, pubblicata in Epitaffio, 1974. Che così bene si accompagna al momento surreale che stiamo vivendo in questo Lunedì dell’Angelo.
E’ lo stesso Bassani a leggerla nel 1982, in occasione del premio Bernagozzi a lui assegnato a Portomaggiore.

Potete vedere Il video in cui la voce di Bassani accompagna immagini di Ferrara, realizzato dall’Associazione Arch’è, dalla Fondazione Giorgio Bassani e dal Liceo Ariosto in https://youtu.be/eKPF3z8vbdg

ROLLS ROYCE

“Subito dopo aver chiuso gli occhi per sempre / eccomi ancora una volta chissà come a riattraversare Ferrara in macchina / -una grossa berlina metallizzata di marca / straniera dai grandi / cupi cristalli forse una / Rolls- / a scendere ancora una volta dal castello Estense giù per corso/Giovecca verso il roseo / ghirigoro terminale della Prospettiva che intanto piano / piano si faceva grande entro il concavo/ rettangolo del parabrise // Lo chauffeur d’alta e dura collottola seduto a dritta davanti / certo lo sapeva molto bene da che parte dirigersi né io d’altronde / mi sognavo minimamente / di rammentarglielo / ansioso com’ero di riconoscere sulla sinistra la chiesa / di San Carlo più in là a destra / quella dei Teatini / a lei di contro già fermi così di buon’ora in crocchio sul marciapiede / dinanzi alla pasticceria / Folchini / gli amici di mio padre quando lui era giovane / i più con larghe lobbie bige in capo alcuni con tanto di mazza / dal pomo d’argento in pugno / ansioso anzi smanioso com’ero insomma di ripercorrere l’intera Main / Street della mia città in un giorno qualsiasi di maggio-giugno / attorno alla metà degli anni Venti un quarto d’ora avanti / le nove di mattina // Quasi sospinta dal suo stesso soffio lussuoso infine la Rolls svoltava / laggiù per via Madama e di lì a poco in via / Cisterna del Follo / e a questo punto ero io non più che decenne / le guance di fuoco per il timore d’arrivar tardi a scuola / a uscire in quel preciso istante coi libri sottobraccio / dal portone numero/ uno / ero io che pur continuando a correre mi giravo indietro/ verso la mamma spenzolata dalla finestra di sopra a raccomandarmi / qualcosa / ero io proprio io che un attimo prima di sparire / alla vista di lei ragazza dietro l’angolo / levavo il braccio sinistro in un gesto / d’insofferenza e insieme / d’addio // Avrei voluto gridare alt al rigido / chauffeur e scendere ma la Rolls / sobbalzando mollemente già lungheggiava / il Montagnone anzi ormai fuori / Porta già volava per strade ampie deserte/ prive affatto di tetti ai lati e affatto / sconosciute“ (Giorgio Bassani, da Epitaffio, 1974)

PRIMAVERA A DOMICILIO:
scatti di fioriture nelle aree pubbliche di Ferrara

Nel caso non ve ne siate accorti. O siate impossibilitati a verificarlo di persona… questo giornale è lieto di comunicarvi che la Primavera, a Ferrara e ovunque, se ne fotte (con rispetto parlando) del Coronavirus. Continua a fiorire impunemente. E’ evidente che Lei, la Primavera, non sopporta autocertificazioni, quarantene o divieti di sorta.
Un grazie allo ‘straordinario’ – è il caso di dirlo – servizio di Giorgia Mazzotti. E un augurio di buon risveglio a tutti. Presto, si spera.

(Effe Emme)

Il ciliegio in fiore e la sua immagine dipinta e poi fotografata da Simone Bavia nel Giardino del Palazzo Schifanoia, a Ferrara

Le fioriture sono uno spettacolo stagionale, che va colto nel breve arco di tempo in cui le gemme si trasformano nei petali colorati, destinati ad appassire e disperdersi nel giro dei pochi giorni. In questo periodo di isolamento legato all’emergenza sanitaria da Coronavirus è però impossibile – a Ferrara come un po’ ovunque – andare a vedere da vicino quegli alberi che stanno rinnovando la fioritura, colorando con quegli spazi pubblici eppure un po’ segreti e – adesso – segregati.

Fiori del ciliegio giapponese (foto SB)

Per i ferraresi ci sono alcuni luoghi che ogni anno in queste settimane sono meta di pellegrinaggi mirati proprio a cogliere la bellezza delle piante che ci sono: il chiostro del monastero di Sant’Antonio in Polesine, il giardino interno di Palazzo Schifanoia, ma anche parchi pubblici, aree verdi  e i viali alberati che costeggiano le Mura tutt’intorno alla città. A portare una ventata di primavera a domicilio stavolta ci pensa, quindi, un servizio civico che del verde pubblico si occupa in collaborazione con alcuni addetti ai lavori di cura del verde.

Ramo del ciliegio giapponese e di un altro albero nello spiazzo verde di via Podgora a Ferrara (foto GioM)

A fare una ricognizione sulle fioriture degli alberi in aree pubbliche che ora sono inaccessibili viene prima di tutto in soccorso l’Ufficio Verde del Comune.
Una sorta di vedetta in avanscoperta per dare, ai cittadini nostalgici di Mura e di natura, un aggiornamento su quelle piante che normalmente sono oggetto di visite più o meno mirate e che – in questo caso – solo gli addetti ai lavori o i singoli abitanti delle specifiche zone cittadine possono tenere d’occhio in presa diretta.

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“Le alberature che sono in fiore in questi giorni – spiega Giovanna Rio – sono quelle di Ciliegio giapponese (rosa), Albero di Giuda (rosa intenso) e arbusti come la forsizia (giallo)”.

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In esplosione in questa settimana sono le gemme che ogni anno portano una nuvola rosa nel chiostro davanti al monastero di Sant’Antonio in Polesine (via del Gambone 14/a, Ferrara) nel piazzale interno, e ora blindato da un cancello, a metà dell’antica via Beatrice d’Este.

Ciliegio giapponese nel chiostro del monastero di Sant’Antonio in Polesine, a Ferrara (foto GioM)

Uno splendore adesso sono poi le alberature dell’accogliente ed estraniante giardino che si trova nella parte interna di Palazzo Schifanoia (via Scandiana 21, Ferrara), che possiamo vedere grazie al contributo di Simone Bavia, titolare della ‘Caffetteria-ristoro Schifanoia’. Simone racconta che a fiorire in questo momento ci sono il ciliegio comune, con petali bianchi, e il grande ciliegio giapponese con i caratteristici petali rosa.

Panoramica del Giardino di Palazzo Schifanoia a Ferrara (foto Simone Bavia)

“Quello con i fiori bianchi – dice Bavia – è un comune ciliegio da frutta, che fra un mese inizierà a produrre le ciliegie. La sua particolarità è che non essendo mai stato ridimensionato è riuscito ad ingrandirsi molto. Penso che avrà 50 anni ed è alto 25 metri”.

Chiome dei Ciliegi in fiore sul cielo sopra la Caffetteria ristoro Schifanoia, a Ferrara (foto Simone Bavia)

Per quel che riguarda il ciliegio con i fiori rosa, Simone ricorda che “è sempre stato l’attrazione più importante della primavera per i ferraresi e non solo, perché venivano a visitarlo anche da Bologna, da Modena e persino dall’estero. È alto 15 metri e penso che avrà 30 anni. La fioritura, che è ormai al suo apice, dovrebbe restare per alcuni giorni ancora, credo fino al martedì dopo Pasqua, purché nel frattempo non venga a piovere e non si alzi forte vento. A breve fiorirà poi il glicine, che ho potato per dargli una forma molto particolare e suggestiva”.

Ciliegio in fiore nel giardino del Palazzo Schifanoia (foto Simone Bavia)

Ci si domanda anche – mentre si viaggia verso un centro commerciale fuori dalle mura cittadine – che specie sono quegli alberi che di sfuggita sfilano rosei sulla pista ciclo-pedonale di via Padova che collega via Galvani con la pista di pattinaggio tra il quartiere di Barco e Pontelagoscuro. “Quelli – spiega un giardiniere di Ferrara Tua – sono innesti di ciliegio giapponese e altri, uguali, sono stati piantati anche sull’argine del canale di Volano che scorre parallelo a via Darsena dietro allo studentato e al centro commerciale dove c’è la multisala del Cinestar”.

Fiori di ciliegio giapponese lungo l’argine del canale di Volano dietro a via Darsena (foto GioM)

“La scelta del verde – fa notare il giardiniere – risente delle mode. E la tendenza florovivaistica degli ultimi anni ha visto una grande diffusione di questa tipologia di pianta. Negli anni Settanta, invece, andava per la maggiore il Cercis siliquastrum, conosciuto come Albero di Giuda, che è molto bello, ha fiori di un rosa violaceo e un fusto che tende a crescere storto, creando inclinazioni particolari. Tanti di questi alberi sono ora in fiore nei giardini dell’Acquedotto monumentale“.

Due dei numerosi alberi di Giuda che sono attualmente in fiore nei giardini dell’Acquedotto monumentale (foto GioM)

Macchie gialle e rosa pallido colorano le aiuole in via Podgora, fuori dallo spiazzo del giardino dell’Acquedotto, tra piazza XXIV Maggio e corso Isonzo. Quelli gialli quelli sono arbusti di forsizia.

Arbusto di forsizia in via Podgora tra corso Isonzo e l’Acquedotto di Ferrara (foto GioM)

I fiori rosa delle aiuole di via Podgora sono ancora quelli di ciliegi giapponesi piantati in tempi recenti.

Ciliegio giapponesi nell’aiuola di via Podgora (foto GioM)

Ormai sfiorite, invece le magnolie di tipo stellato o lobato e le mimose. I prossimi fiori a sbocciare, tra quelli presenti nelle aree comunali, saranno qi fiori degli ippocastani, la magnolia sempreverde, come quella che si trova nel giardino interno dove ha vissuto lo scrittore Giorgio Bassani, e i glicini violetti come il rampicante che si trova nel giardino della caffetteria di Palazzo Schifanoia, potato dal gestore per dargli un’ampia forma ondulata e decorativa.

Caro, vecchio amico mio

Easy (Commodores, 1977)

Cammino lento nel mio viale della quiete. La quiete di una domenica pomeriggio al riparo dalla nuova malattia. Le case viste da fuori sono silenziose, ma brulicano di vita accerchiata, impaurita, rintanata. Tanti mondi separati da pareti si rimpiangono, s’organizzano, sognano un nuovo inizio. Buoni propositi, promesse, progetti e incognite…

“Non sarà più come prima” recita la litania.
Io non so come sarà, ma so com’è. Ed è la vita che cambia ogni giorno. E ogni giorno che passa è un pezzo di vita andato per sempre. Eppure passa, si perde tra le nebbie della mente, complici i desideri che distraggono, tradiscono, e spesso distruggono.

Guardo in alto. C’è un bel sole caldo. Il cielo è un azzurro limpido, prevalente, sporcato qua e là dagli aloni delle nuvole, rarefatte e presto dissolte. Le curve degli uccelli, traiettorie sconosciute, variabili incostanti, come la vita che m’accompagna.
E come sempre ci sei tu al mio fianco, pronto a reggere il peso dei momenti che mi cadono addosso. Come pietre invisibili, gli istanti si sommano su di me facendomi invecchiare senza colpo ferire.
E tu, che sei già più vecchio di me, mi fai capire tante cose. Un vecchio bambino che fiuta l’aria.
Quanto tempo ho sprecato a trattenere il fiato, a rincorrere splendidi gusci vuoti. Bastava fermarsi, respirare e assaggiare il vento, come fai sempre tu… e forse sorridere un po’ di più.

Caro mio, vecchio amico mio. Per quanto tempo ancora starai al mio fianco? Me lo chiedo sempre più spesso, ogni volta che ti guardo e ti vedo sempre più imbiancato.
Tu mi dici di star tranquillo perché il tempo non esiste. Esiste l’attimo che ti piove addosso, da catturare e conservare, e un giorno, magari, da rivedere. In quell’attimo ci siamo noi, i nostri silenzi, i nostri sguardi, le nostre passeggiate.
Le nostre abitudini, le nostre giornate vissute insieme, come sempre.
Ricordiamole!
Già adesso, a guardarti, mi ricordo di te… e di me.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

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