Giorno: 10 Giugno 2020

CNA: Procedure più rapide per l’approvazione degli eventi serali in spiaggia

Da: Ufficio Stampa

“Bisogna rendere più rapide le procedure di approvazione degli eventi serali sui Lidi, nei bagni e nei locali che fanno intrattenimento. Le tempistiche ordinarie prevedono che le richieste precedano di almeno 45 giorni l’inizio delle programmazioni. Nella situazione di post emergenza in cu ci troviamo, tuttavia, rispettare tali tempistiche renderebbe impossibile organizzare qualsiasi cosa prima della fine dell’estate”.

Nicola Ghedini, titolare del bagno Kursaal di Spina e portavoce dei Balneari di Cna Ferrara, spiega così le ragioni che hanno indotto CNA ad inviare alla Regione una richiesta urgente di deroga. La lettera è firmata dal Presidente di CNA Davide Bellotti ed è indirizzata all’assessore al turismo Andrea Corsini e all’ambiente Irene Priolo: tra i sostenitori della richiesta di Cna figura l’ex sindaco e Consigliere Regionale Marco Fabbri, già portatore di analoga istanza.

Il problema è semplice: durante il lockdown nessuno ha potuto organizzare una programmazione di eventi in vista dell’estate, né tanto meno inoltrarla all’approvazione comunale. Ora la stagione è cominciata, ma i 45 giorni sono davvero troppi per consentire ai bagni e ai locali di organizzare una programmazione credibile.

Da qui la richiesta contenuta nella lettera di CNA firmata dal Presidente Davide Bellotti: “Chiedo pertanto agli uffici da Voi rappresentati la produzione di un urgente deroga alle attuali disposizioni temporali prevedendo l’autorizzazione delle prime attività già dalla seconda metà di giugno, con le stesse modalità tecniche sin ora utilizzate e concedendo la possibilità di riuso delle precedenti relazioni sulle medesime attività chieste in autorizzazione”.

Nel frattempo CNA Ferrara ha avviato una collaborazione con il Comune di Comacchio per individuare, in attesa dell’approvazione regionale, le procedure che potrebbero rivelarsi più adatte a semplificare e rendere più rapido l’iter di approvazione della programmazione di eventi.

Coronavirus, l’aggiornamento: 24 nuovi positivi, di cui 21 asintomatici individuati grazie agli screening regionali

Da: Regione Emilia Romagna

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 27.970 casi di positività, 24 in più rispetto a ieri, di cui 21 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale.

I nuovi tamponi effettuati sono 7.793, che raggiungono così complessivamente quota 375.278, più altri 1.783 test sierologici.

Le nuove guarigioni sono 112, per un totale di 21.717: oltre il 77% sul totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 2.061 (-95 rispetto a ieri).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.808 (quasi l’88% di quelle malate): -91 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 25 (- 6), quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 228 (2 in più rispetto a ieri).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 21.717 (+112): 491 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 21.226 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 7 nuovi decessi: tre uomini e quattro donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a 4.192. Per quanto riguarda la provincia di residenza, 2 decessi si sono avuti in quella di Piacenza, 1 in quella di Bologna (nessuno nell’Imolese), 3 in quella di Ferrara (decessi avvenuti ieri), 1 in quella di Rimini. Nessun decesso nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Ravenna, Forlì-Cesena e da fuori regione.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.514 a Piacenza (+7), 3.580 a Parma (+8), 4.966 a Reggio Emilia (+1), 3.928 a Modena (+1), 4.659 a Bologna (+4); 399 a Imola (nessun nuovo caso); 1.002 a Ferrara (+2). I casi di positività in Romagna sono 4.922 (+1), di cui 1.031 a Ravenna (nessun nuovo caso), 945 a Forlì (nessun nuovo caso),781 a Cesena (nessun nuovo caso) e 2.165 a Rimini (+1).

Fase 3: Coldiretti, via libera a vespa samurai salva raccolti

Da: Ufficio Stampa

Per salvare i raccolti italiani e garantire le forniture alimentari arriva il via libera alla diffusione della vespa samurai, nemica naturale della cimice asiatica, l’insetto killer che ha provocato lo scorso anno la strage nei campi con 740 milioni di danni a pere, mele, pesche e nettarine, kiwi, ciliegi e piccoli frutti, albicocche, susine, nocciole, olive, soia, mais e ortaggi. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che è stato finalmente firmato il Decreto Ministero dell’Ambiente per l’inizio sperimentale della “lotta biologica” in piena emergenza coronavirus. Il Decreto autorizza le Regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano e Provincia autonoma di Trento, all’immissione in natura della specie Trissolcus japonicus (Vespa Samurai) quale agente di controllo biologico del fitofago Halyomorpha halys (Cimice Asiatica). L’inizio della diffusione di centinaia di migliaia di esemplari della minuscola vespa è previsto nei prossimi giorno con l’obiettivo di fermare l’invasione della cimice asiatica che ha già iniziato ad attaccare i frutteti in un anno particolarmente difficile con l’addio ad un frutto su tre per il moltiplicarsi nel 2020 di eventi estremi, dal gelo alla siccità fino alla grandine. A livello nazionale si stima infatti una produzione di pesche e nettarine ridotta del 28% per un raccolto di quasi 820mila tonnellate che colloca l’Italia in Europa dopo la Spagna mentre il Belpaese – sottolinea la Coldiretti – resta primo produttore di albicocche con 136mila tonnellate, un quantitativo che è però più che dimezzato rispetto allo scorso anno (-56%) ma in forte calo sono anche i raccolti di ciliegie. La “cimice marmorata asiatica” arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa – sottolinea la Coldiretti – per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. Una vera emergenza per il nostro sistema produttivo perché capace di colpire centinaia di specie coltivate e spontanee e la sua diffusione interessa tutto il territorio nazionale, con danni che hanno colpite ben 48mila aziende agricole. La lotta alla cimice asiatica è particolarmente difficile perché è in grado di nutrirsi su oltre 300 specie diverse di vegetali, si muove molto per invadere sempre nuovi territori da saccheggiare ed è resistente anche ai trattamenti fitosanitari. Il via libera alla vespa samurai, un insetto antagonista delle dimensioni di poco piu’ di un millimetro, apre dunque – continua la Coldiretti – nuove prospettive anche se ci vorrà tempo prima di avere risultati. E’ per questo motivo che alla lotta biologica con la vespa samurai si deve affiancare – conclude la Coldiretti – il sostegno delle Istituzioni alle imprese, per indennizzare i danni della cimice nel periodo transitorio

Agricoltura. Firmato il decreto ministeriale per l’avvio dei lanci della vespa samurai nella lotta biologica contro la cimice asiatica

Da: Regione Emilia Romagna

Lotta biologica alla cimice asiatica, ormai ci siamo. Con la firma, ieri sera, da parte del direttore generale del ministero dell’Ambiente del decreto che autorizza l’Emilia-Romagna, insieme ad altre quattro Regioni dell’Italia settentrionale (Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia), al rilascio in campo aperto della vespa samurai, è partito il conto alla rovescia per l’avvio del piano regionale di contrasto al pericoloso parassita che dalla sua comparsa nelle campagne dell’Emilia-Romagna ha provocato danni ingentissimi a molte coltivazioni, in primis la frutta (pesche, pere e mele).

Tutto è pronto, quindi, per il lancio in tappe successive di un piccolo esercito di oltre 65mila esemplari di vespa samurai che, in base al piano messo a punto dalla Regione, saranno complessivamente impiegati nella guerra alla cimice e liberati in circa 300 siti sparsi in tutto il territorio regionale, individuati dei tecnici del Servizio fitosanitario regionale.

“Con il via libera finale del ministero dell’Ambiente al rilascio in campo aperto della vespa samurai- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi- si completa l’ultimo di una serie di passaggi istituzionali molto impegnativi e presto prenderà finalmente avvio un progetto nel quale crediamo fortemente e sul quale abbiamo investito molto. Il Servizio fitosanitario regionale, in collaborazione con una rete di laboratori pubblici e privati, ha lavorato nel periodo invernale per la raccolta delle ovature della cimice che servono per la riproduzione della vespa samurai. Ora siamo nelle condizioni di far decollare il piano, consapevoli che si tratta di una sfida importante, il più grande programma di lotta biologica mai tentato nel nostro Paese”.

Intanto prosegue la raccolta delle domande per il rimborso dei danni causati dalla cimice nel 2019. Le richieste vanno presentate esclusivamente attraverso un’apposita piattaforma regionale (https://agreagestione.regione.emilia-romagna.it/siag). C’è tempo fino al 18 luglio prossimo. A disposizione ci sono gli 80 milioni di euro stanziati dall’ultima legge di bilancio per tutti i territori delimitati a livello nazionale, di cui 40 milioni per quest’anno e l’altra metà ripartita in due tranche da 20 milioni ciascuna per gli anni 2021 e 2022.

“Se le disponibilità si rivelassero insufficienti a coprire tutti i danni accertati alle aziende agricole emiliano-romagnole- conclude Mammi- torneremo a sollecitare il governo per incrementare la dotazione finanziaria prevista affinché tutte le aziende che rientrano nei criteri per beneficiare degli indennizzi siano adeguatamente ristorate”.

Aree interne. Investimenti strategici per il Basso ferrarese e per l’Appennino Piacentino-Parmense

Da: Regione Emilia Romagna

“Fare Ponti” è la strategia rivolta in particolare a giovani e anziani dell’area del Basso ferrarese che prevede investimenti per oltre 12 milioni di euro, mentre “Appennino Smart” è il progetto da 14 milioni di euro dedicato al miglioramento delle condizioni di vivibilità e ai servizi ai cittadini sull’Appennino

È un traguardo sul quale la Regione ha puntato molto, perché permette – tra l’altro – di contrastare il fenomeno dello spopolamento di aree che potrebbero correre il rischio di diventare marginali.

Ed è l’Emilia-Romagna una tra le prime regioni d’Italia ad aver definito due Accordi di programma quadro (Apq) e un investimento da 26 milioni di euro complessivi, siglati dalla Regione e dedicati alle aree interne pilota del Basso ferrarese e dell’Appennino, che consentono di attivare ulteriori risorse nazionali per 3,7 milioni di euro, per ogni area interna.

Sistemi di mobilità, istruzione, tutela della salute: sono questi gli ambiti di intervento sui quali si investirà per consentire ad alcuni territori di rimanere al passo con il resto della regione.

Oltre che al Basso ferrarese e all’Appennino, la Regione volge ora la propria attenzione all’Alta Valmarecchia. La firma anche di questo accordo non dovrebbe tardare.

“La sottoscrizione degli Accordi di programma quadro del Basso ferrarese e dell’Appennino Piacentino Parmense- spiega l’assessora alle Aree interne, Barbara Lori-, costituisce un importantissimo passo per l’attuazione delle strategie ‘Fare Ponti’ e ‘Appennino Smart’ dalle quali ci aspettiamo importanti risultati. Grazie all’accordo, oltre alle risorse regionali in buona parte già erogate, arriveranno su questi territori anche i fondi nazionali che serviranno per finanziare servizi che miglioreranno la qualità della vita delle popolazioni locali”.

“Ad esempio, in questa fase di distanziamento imposta dal Covid-19- prosegue Lori- risultano di particolare utilità i servizi di didattica digitale, come anche quelli di telemedicina che consentono il monitoraggio a distanza dei malati cronici. Stiamo lavorando intensamente al nuovo ciclo di programmazione 2021-27 dei Fondi europei per lo sviluppo regionale e la coesione, vogliamo dare continuità alla sperimentazione avviata con successo nelle quattro aree interne pilota regionali con l’obiettivo di ampliarle ed estenderle ad altri territori”.

Gli interventi (1): area interna del Basso ferrarese

La strategia del Basso ferrarese “Fare Ponti” ha l’obiettivo di contrastare la preoccupante situazione demografica dell’area (calo della popolazione residente, forte invecchiamento, scarsa presenza di giovani) favorendo lo sviluppo turistico e l’innovazione in campo agricolo e assicurando maggiori servizi di mobilità, di istruzione e di salute alla popolazione.

Si tratta di un’area con una estensione di oltre 1.000 chilometri quadrati, che conta 95mila abitanti e dieci comuni compresi nelle Unioni Terre e Fiumi e Delta del Po, oltre al comune di Comacchio.

L’Apq conta 24 interventi, per un investimento complessivo di quasi 12 milioni di euro, di cui circa sette provenienti da risorse regionali dei programmi europei, finalizzati a finanziare azioni di sviluppo produttivo, 3,7 da risorse nazionali per finanziare i servizi di mobilità, socio-sanitari e di istruzione e 700mila euro da cofinanziamenti locali.

“Ringrazio la Regione e tutti i colleghi sindaci, le scuole e gli enti che hanno creduto fin da subito in questa importante sfida per il nostro territorio- commenta il presidente dell’Unione Terre e Fiumi e portavoce del Basso ferrarese, Andrea Zamboni-, che ci ha consentito di arrivare al traguardo della firma dell’Accordo di programma quadro. Siamo al centro di un’emergenza globale che sta mettendo a dura prova il nostro sistema sociale ed economico e gli interventi inseriti nella strategia ‘Fare Ponti’ ci consentono di investire e allo stesso tempo sperimentare un modo nuovo di pensare allo sviluppo, che mette al centro le aree periferiche, per sostenere le persone e le imprese”.

Gli interventi (2): area interna Appennino Piacentino-Parmense

La strategia dell’Appennino Piacentino-Parmense “Appennino Smart” agisce su un’area vasta, caratterizzata da una notevole dispersione insediativa e di difficile accessibilità e punta a costruire un territorio unitario, che si pone l’obiettivo di sviluppare soluzioni condivise per i problemi comuni, contrastando il dissesto e rafforzando il sistema di protezione civile. Comprende 29 Comuni tra le province di Parma e Piacenza con oltre 58mila abitanti di cui 13 classificati in “area progetto” per un’estensione di oltre 1200 chilometri quadrati e il coinvolgimento di tre Unioni di comuni (Alta Val Nure, Alta Val d’Arda, Valli Taro e Ceno).

L’Apq prevede 42 interventi, per un investimento complessivo di circa 14 milioni di euro, di cui circa dieci provenienti da risorse regionali dei programmi europei finalizzati a finanziare azioni di sviluppo produttivo, 3,7 da risorse nazionali per finanziare i nuovi servizi di mobilità, socio-sanitari e di istruzione e circa 600mila euro da cofinanziamenti locali.

“Con la firma dell’Apq si apre finalmente la fase attuativa di ‘Appennino Smart’, declinazione nell’Appennino piacentino e parmense della strategia nazionale aree interne- commenta il sindaco di Bettola e portavoce dell’Appennino Piacentino-Parmense, Paolo Negri-. Dopo tre anni di progettazione, modifiche, approfondimenti che hanno portato questo territorio a definire e ad anticipare questioni divenute, qui e in tutta Italia, improvvisamente prioritarie (la medicina territoriale, la didattica distanza, la capacità di attivazione della protezione civile, il turismo lento), nel prossimo triennio tutte queste idee saranno sperimentate nella realtà dei comuni delle nostre valli. Oggi il mio ringraziamento va ai cittadini e agli amministratori dell’Area interna che in tutti questi anni hanno dato il proprio contributo per arrivare fino a qui. Tra tutti il mio ricordo va in particolare a Gianni Malchiodi, sindaco di Ferriere e protagonista della strategia fin dalla prima ora, che purtroppo è scomparso a causa del coronavirus poco prima di vedere realizzato questo importante traguardo”.

Tavolo del Turismo

Da: Organizzatori

Si è svolto oggi (mercoledì 10 giugno), in videoconferenza, il Tavolo del Turismo. Vi hanno preso parte gli assessori al marketing turistico Riccardo Pattuelli e Robert Bellotti responsabile delle attività produttive, il dirigente al turismo Roberto Cantagalli e il Comandante della Polizia Locale Paolo Claps. Collegati all’incontro in video i rappresentanti delle associazioni Ascom, CNA, Confartigianato, Asb Balneari, referenti dei Consorzi dei Lidi, Confesercenti, Cesb, Legacoop e Confindustria.

Fra protocolli di sicurezza, limitazioni e attese, l’incontro ha permesso realizzare un proficuo confronto di idee e di prospettive fra l’Amministrazione Comunale e imprenditori turistici.

Mercatini serali sui Lidi – Congiunta la volontà di riattivare i mercatini, prevedendo aree più espanse a loro dedicate che consentano una maggiore circolazione delle persone e garantire sicurezza e applicazione dei protocolli previsti. Quindi, un’operazione analoga a quella che l’Amministrazione ha già attuato per i mercati settimanali. I tempi di avvio saranno dunque correlati agli aspetti procedurali previsti dalla normativa vigente e poi, via agli appuntamenti serali con i mercatini sui lidi.

Zone a Traffico Limitato – Confermate quelle già previste su tutti i Lidi nei luoghi e negli orari. Le associazioni, a fronte delle opportunità offerte per l’ampliamento dello spazio, anche su aree pubbliche, delle attività, così come previsto dalle attuali normative, auspicano la creazione di aree – isole pedonali, nuovi tratti stradali dedicati appunto a riconnettere le attività allo spazio esterno per fornire ai clienti nuove e diverse situazioni di fruizione.

Pubblico spettacolo – Il recente Decreto regionale del 6 giugno scorso ha indicato le modalità previsti per i pubblici spettacoli. Alla luce di questo l’Amministrazione e le associazioni hanno ribadito la necessità di garantire lo svolgimento degli appuntamenti di intrattenimento pur con le norme indicate in questo periodo di ripresa. Un pubblico spettacolo sarà ancora limitato e gli assembramenti andranno evitati tuttavia, anche lo snellimento delle procedure autorizzatorie permetterebbe una più agile gestione dell’offerta ai turisti. Ed è questa richiesta di snellimento dei tempi e delle procedure che sarà presentata alla Regione emiliano romagnola.

Discoteche e movida – Sono attese in questi giorni le prescrizioni regionali per queste attività pur nel quadro normativo emanato dal Governo.

L’assessore Pattueli chiosa “La sicurezza dei nostri ospiti è sacrosanta ma ciò non ci impedirà di garantire il necessario supporto alle imprese affinchè la nostra costa possa offrire ai suoi ospiti occasioni di svago per rendere la vacanza davvero speciale, come lo è questo momento” mentre l’assessore Bellotti precisa “Come in queste settimane è già avvenuto seguiamo in tempo reale l’evolversi della normativa di riferimento per cogliere ogni opportunità che provenga dagli enti sovraordinati al fine di adeguare gli strumenti comunali alle nuove disposizioni in tempi rapidi. Contiamo molto anche sul lavoro del consigliere regionale Fabbri che ci permette di portare le istanze del territorio in Regione in modo diretto e incisivo”.

INCHIESTA FIERE FERRARA,
Bargi (Lega E-R): “Nuovi guai per la AEC,
la Regione relazioni in commissione su lavori e finanziamenti all’azienda modenese”

Da: Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

Nuovi guai per la Aec: dopo l’inchiesta sul cemento-depotenziato utilizzato per la costruzione delle scuole Frassoni a Finale Emilia (MO) e di diverse altre costruzioni private, l’azienda di costruzioni modenese è finita nuovamente nel mirino degli inquirenti che stanno indagando sull’affaire fiere di Ferrara.

Sul ruolo di Aec costruzioni nell’ambito dell’operazione congiunta tra Carabinieri e Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ferrara e che sta indagando per reati contro la pubblica amministrazione (peculato, concussione, corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta nonché falso ideologico e materiale e truffa) e, soprattutto, sui legami della società con la Regione Emilia-Romagna vuole vederci chiaro il consigliere regionale della Lega E-R, Stefano Bargi.

L’esponente del Carroccio ha infatti depositato oggi un’interrogazione nella quale chiede contezza “dell’elenco dei lavori affidati e l’entità dei finanziamenti ricevuti da Aec dalla Regione Emilia Romagna e dalla struttura commissariale post sisma presieduta dal Presidente della Giunta Regionale in qualità di commissario delegato”.

Bargi ricorda infatti che “Aec costruzioni dal 6 agosto 2019, in seguito alla modifica della Legge Regionale dell’Emilia Romagna 28 ottobre 2016, n. 18, è stata inserita nell’Elenco di Merito delle imprese e degli operatori economici che svolgono la propria attività nel settore edile e delle costruzioni della Regione Emilia Romagna”.

“Poiché Aec costruzioni nel corso degli anni è risultata destinataria di diversi finanziamenti da parte della struttura commissariale post sisma della Regione Emilia Romagna – sottolinea Bargi – sarebbe opportuno sotto il profilo della corretta e della trasparenza dell’azione della pubblica amministrazione che la giunta Bonaccini venisse a relazionare urgentemente in commissione riguardo quanto emerso dall’indagine ferrarese che vede indagati i massimi dirigenti dell’Ente Fiera, imprenditori, tecnici, amministratori di Acer (l’Azienda casa dell’Emilia Romagna che aveva gestito la gara d’appalto) e della pubblica amministrazione”.

Stando alla nota emanata dalla Procura di Ferrara, l’inchiesta prenderebbe le mosse dalla gara d’appalto per l’assegnazione dei lavori post sisma del 2012 eseguiti sul Palazzo della Fiera: 5 milioni di euro di finanziamenti regionali per interventi antisismici affidati alla ditta modenese AEC costruzioni, i cui massimi dirigenti sarebbero indagati per turbativa d’asta.

Bargi, inoltre, rivendica chiarimenti anche in ordine all’indagine ferrarese, alla luce dell’intreccio azionario che riunisce Ferrara Fiere Congressi srl, Fiere Internazionali di Bologna spa e la Regione Emilia Romagna.

“Poiché Ferrara Fiere Congressi srl è partecipata al 51% da Fiere Internazionali di Bologna s.p.a. mentre Bologna Fiere s.p.a. è partecipata per l’11,561% dalla Regione Emilia Romagna, quanto emerge dall’inchiesta merita un approfondimento assemblare, anche alla luce delle recenti dichiarazioni del Presidente Bonaccini sul rilancio della vocazione internazionale del sistema fieristico dell’Emilia Romagna” conclude il leghista.

Sicurezza, Pelloni (Lega E-R): “Sperimentare la pistola taser anche nei comuni con almeno 50mila abitanti”

Da: Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

Formazione del personale a carico della Regione e richiesta al Governo che venga consentito anche ai Comuni con almeno cinquantamila abitanti o alle Unioni di Comuni con almeno cinquantamila abitanti, che abbiano trasferito le funzioni di Polizia Locale in capo all’Unione, la sperimentazione e la successiva eventuale adozione, di armi comuni ad impulso elettrico da parte degli agenti di pubblica sicurezza della Polizia Locale.

E’ quanto chiede una risoluzione, a prima firma Simone Pelloni, che i consiglieri regionali della Lega hanno presentato alla Giunta per potenziare gli strumenti di deterrenza e difesa delle polizie locali. Una risoluzione, quella proposta dalla Lega Emilia Romagna considerato che negli anni si sono verificati pochissimi effetti collaterali (uno studio del 2009 commissionato da Axon rivelava come nel 99,75% dei casi l’uso del Taser non avesse determinato danni o lesioni serie, ma solo escoriazioni o semplici graffi, e che nessuna morte era stata provocata). “La pistola elettrica -si legge nella risoluzione che i consiglieri del Carroccio hanno presentato all’Aula – rappresenta al giorno d’oggi uno strumento fondamentale per le moderne forze di polizia, consente infatti all’operatore di evitare l’impiego dell’arma da fuoco di ordinanza in tutta una serie di circostanze al limite delle regole d’ingaggio, per esempio nei casi in cui l’aggressore brandisca un coltello o un altro oggetto contundente; è da considerare inoltre come nella maggior parte delle situazioni d’utilizzo la sua sola impugnatura e esposizione e/o l’attivazione warning arc (scossa di avvertimento con puntamento della pistola), da parte dell’agente induca l’individuo criminoso a desistere. L’utilizzo di quest’arma garantisce in definitiva sia l’incolumità dell’operatore, sia un ulteriore strumento a tutela dei cittadini e della legalità”. Già adesso, previa adozione di un apposito regolamento comunale, emanato in conformità alle linee generali adottate in materia di formazione del personale e di tutela della salute, con accordo sancito in sede di Conferenza unificata, (articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 ),i Comuni capoluogo di provincia, nonché quelli con popolazione superiore ai centomila abitanti possono dotare di armi comuni ad impulso elettrico, quale dotazione di reparto, in via sperimentale, per il periodo di sei mesi, due unità di personale, munito della qualifica di agente di pubblica sicurezza, individuato fra gli appartenenti ai dipendenti Corpi e Servizi di polizia locale. La risoluzione avanzata dalla Lega propone di estendere anche ai Comuni con almeno cinquantamila abitanti o alle Unioni di Comuni con almeno cinquantamila abitanti questa sperimentazione ed eventualmente poi, con proprio regolamento, i Comuni possono deliberare di assegnare in dotazione effettiva di reparto l’arma comune ad impulsi elettrici positivamente sperimentata. La risoluzione impegna poi la Giunta regionale a provvedere all’ organizzazione della formazione del personale di Polizia Locale della Regione E-R in modo da sgravare i comuni dagli oneri che tale formazione comporterebbe ed ottenendo uniformità di professionalizzazione riguardo all’utilizzo di tale strumento.

“TORNARE” DI CRISTINA COMENCINI
La programmazione dell’Apollo Cinepark.tv con #iorestoinsala

Da: Ufficio Stampa Apollo Cinepark

Arriva in sala virtuale 1 sulla piattaforma Cinepark.tv dell‘Apollo il nuovo film di Cristina Comencini Tornare, con Giovanna Mezzogiorno e Vincenzo Amato e una giovanissima Beatrice Grannó. Il film è ambientato a Napoli negli anni 90 e la vicenda ruota attorno ad Alice (Giovanna Mezzogiorno) quarantenne expat in America che, costretta a tornare a casa per il funerale del padre, si troverà a ripercorrere i luoghi della sua infanzia rimanendo coinvolta in un mondo misterioso e pericoloso, in cui dovrà fare i conti con il suo passato e la propria identità.

Restano disponibili in streaming anche Favolacce (sala 2), L’Hotel degli Amori Smarriti (sala 3 alle ore 10.30, 17.00 e 21.00), Georgetown (sala 3 alle ore 15.00, 19.00, 23.00) e Alla mia piccola Sama (in Sala 4).
La programmazione virtuale rispetta gli stessi orari per tutte le sale: 10:30, 15:00, 17:00, 19:00, 21:00, 23:00. Lo spettatore potrà cominciare a vedere il film fino ad 1 ora dopo l’orario di inizio spettacolo indicato e la fruizione del film acquistato sarà possibile entro 36 ore dal momento dell’acquisto. #iorestoinsala permette anche – a chi ne avesse voglia – di incontrare gli altri spettatori in sala, fare amicizia, conversare in chat con il vicino di poltrona e commentare il film.

Sport. L’Emilia-Romagna riparte e punta sui grandi eventi per il rilancio turistico dei territori

Da: Regione Emilia Romagna

Dopo l’emergenza Coronavirus e il lockdown che ha spento i riflettori su tutte le manifestazioni sportive, l’Emilia-Romagna riparte e punta sui grandi eventi anche come volano per il rilancio turistico dei territori.

Si riaccendono così a settembre i motori della Moto GP al Misano World Circuit intitolato a Marco Simoncelli, un appuntamento molto seguito dagli appassionati delle due ruote che già lo scorso anno aveva visto un’affluenza record con circa 160mila spettatori presenti nel week end di gara e 65 milioni di euro di indotto per il territorio e che quest’anno vedrà importanti novità, pur nel rispetto dei protocolli di sicurezza, rendendo ancora una volta protagonista la Riders’ Land romagnola.

Novità che verranno presentate giovedì 11 giugno alle ore 11.45 dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini e dai promotori della manifestazione, in una videoconferenza stampa in contemporanea con l’annuncio del nuovo calendario delle gare del Motomondiale 2020.

Interverrà da Madrid l’amministratore delegato di Dorna Sports, Carmelo Ezpeleta.

Parteciperanno i segretari di Stato della Repubblica di San Marino, Teodoro Lonfernini (Sport) e Federico Pedini Amati (Turismo), il presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi, il sindaco di Misano Adriatico, Fabrizio Piccioni, il sindaco di Rimini e presidente di Visit Romagna, Andrea Gnassi, il presidente di Santa Monica spa, Luca Colaiacovo, e il managing director Misano World Circuit, Andrea Albani.

Per ragioni tecniche, i giornalisti che intendono partecipare sono pregati di inviare, entro le ore 9 di domani, giovedì 11 giugno, una mail di conferma all’indirizzo stampaseg@regione.emilia-romagna.it.

I giornalisti accreditati potranno accedere alla stanza virtuale a partire dalle ore 11.30.

Al termine degli interventi, le risposte alle domande dei giornalisti che potranno essere inviate via WhatsApp nel corso della presentazione – indicando nome e testata giornalistica – al numero 3357216314.

Tutti i numeri telefonici saranno cancellati al termine della videoconferenza.

Istruzioni di accesso/collegamento per i giornalisti

Per collegarsi da pc o tablet, direttamente da Google Chrome:

https://call.lifesizecloud.com/797963

Scegliere ‘partecipa alla riunione’, poi digitare il PIN 19961

Per collegarsi da smartphone:

1) scaricare l’app Lifesize: da App Store o da Google Play

2) avviare ed entrare come ospite, specificando solo nome e cognome

3) in corrispondenza di ‘Estensione’, digitare 797963

4) il codice richiesto per accedere al meeting è: 19961, seguito da #

ATTENZIONE:

Il numero massimo di utenti che possono partecipare alla videoconferenza è di 50 (la stazione + 49 esterni).

Si prega cortesemente di TENERE I MICROFONI IN MUTO quando non si debba intervenire
A chi si collega da computer/smartphone/tablet chiediamo di utilizzare questi strumenti con le cuffie/auricolari, NON IN VIVA VOCE
Si sconsiglia il collegamento di computer attraverso connessioni WiFi
Collegamento 15 minuti prima dell’inizio della conferenza stampa

Corso di Studio in Tecnologie agrarie e acquacoltura del Delta: parte la collaborazione tra Unife e Consorzio Pescatori di Goro

Da: Organizzatori

Tirocini di laurea, attività seminariale, e collaborazioni su attività di ricerca ad hoc: sono queste le attività previste dalla futura collaborazione tra l’Università degli Studi di Ferrara e il Consorzio Pescatori di Goro per il nuovo Corso di Studi in Tecnologie agrarie e acquacoltura del Delta, la nuova laurea triennale che esordirà nell’anno accademico 2020/2021.

“Questo nuovo corso di studi – afferma il prof. Michele Mistri, coordinatore del corso – ha lo scopo di preparare laureati in possesso di una solida preparazione interdisciplinare, in grado di applicare le tecnologie agrarie alle molteplici problematiche connesse all’utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse naturali, in un territorio fragile e di pregio naturalistico peculiare. La nuova laurea pone particolare attenzione alle caratteristiche di innovazione che vedono il settore dell’agricoltura/acquacoltura in costante sviluppo, e che richiedono un continuo ed efficiente aggiornamento, che tenga il passo con l’incalzante incremento delle conoscenze scientifiche e delle loro applicazioni tecnologiche alla moderna Agricoltura 4.0, quali l’agricoltura di precisione, il geo-mapping, i sensori e il telerilevamento. In questo ambito, la collaborazione con le imprese di settore come le cooperative della pesca e dell’acquacoltura, ed il Copego in particolare, è per noi prioritaria. Questo per consentire ai nostri studenti di conoscere da vicino il settore in cui andranno a operare, e sperimentare sul campo le conoscenze acquisite in ambito universitario. La presenza sul territorio di una realtà importante come il Copego genera valore per tutti, anche per l’Università ed i suoi studenti”.

Copego è la più grande organizzazione di produttori del settore acquacoltura d’Italia e, con i suoi 600 soci, soddisfa il 55% della richiesta italiana di vongole e il 40% della richiesta europea. Gestisce, in forma cooperativa, concessioni all’interno della Sacca di Goro, con attenzione alla salvaguardia delle risorse ambientali e alla distribuzione di reddito e benessere diffuso. “Copego è diventato un’eccellenza internazionale nel settore grazie alla professionalità acquisita in tanti anni di impegno e duro lavoro, un bagaglio di esperienza che vogliamo mettere a disposizione degli studenti” afferma il presidente Massimo Genari. “Per Copego la collaborazione con questo nuovo corso di studi è anche una grande opportunità di scambio, che può consentirci di qualificare operatori e soci e di avviare progetti di ricerca, capaci di portare innovazione per il consorzio”.

“Quello della pesca e in particolare dell’acquacoltura è un settore strategico per l’economia ferrarese – afferma la coordinatrice territoriale di Legacoop Estense Chiara Bertelli – perché genera occupazione e reddito lungo una filiera che ha ancora potenzialità inespresse. Come Legacoop, intendiamo dare il nostro supporto a Unife e alle cooperative di pesca, perché la collaborazione reciproca possa generare nuove opportunità per tutto il territorio, all’insegna dello sviluppo sostenibile”.

Contraffazione: Coldiretti, paura a tavola per 2 italiani su 3

Da: Ufficio Stampa

Quasi due italiani su tre (65%) hanno paura delle frodi e contraffazioni a tavola perché al danno economico si aggiungono i rischi per la salute. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ in riferimento all’ultima stima dell’Ufficio Ue per la proprietà intellettuale (Euipo) secondo cui ogni anno la contraffazione genera perdite pari a 15 miliardi di euro nelle entrate dei bilanci dei governi Ue colpendo dai vini agli alcolici, dai famarci ai giochi per bambini.

La contraffazione è un crimine particolarmente odioso perché – sottolinea la Coldiretti – mette a rischio la salute delle persone come confermato dalla stessa analisi Euipo, si fonda sull’inganno e colpisce soprattutto in questo periodo di crisi con l’emergenza coronavirus quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa a causa della crisi e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo, dietro i quali spesso si nascondono infatti ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi sui quali è importante garantire maggiore trasparenza.

A livello mondiale le frodi sul cibo valgono oltre 100 miliardi di falso Made in Italy agroalimentare con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio, per effetto della pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che richiamano all’Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. Proprio la malavita – continua la Coldiretti – considera l’agricoltura e l’alimentare aree prioritarie di investimento strategiche in tempo di crisi perché del cibo nessuno può fare a meno, ma soprattutto perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la vita quotidiana della persone sia dal punto di vista economico che della salute.

L’ottima attività messa in campo dalla forze dell’ordine va accompagnata dalla revisione delle leggi sui reali alimentari con la proposta a costo zero elaborata da Giancarlo Caselli nell’ambito dell’Osservatorio agromafie promosso dalla Coldiretti per introdurre nuovi sistemi di indagine e un aggiornamento delle norme penali adeguate a combattere le frodi agroalimentari diventate più pericolose con l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali.

La contraffazione alimentare rischia di allargarsi con le nuove tensioni commerciali a partire dai dazi Usa nei confronti dell’Unione Europea già colpita dall’embargo russo per una serie importanti di beni perché favorisce la produzione di imitazioni locali, dal parmesan statunitense alla mozzarella “Casa Italia” russa.

DI MERCOLEDI’
Verde acqua

Di mercoledì ho saputo che dal prossimo settembre sarò in pensione. E’ accaduto una settimana fa e allora  la vita ha bussato, si è fatta avanti e anche senza scompigliare troppo le carte ha spostato il baricentro dei miei pensieri. Confusamente ho pensato che non ho libri che mi supportino in questo momento. Quante volte sono ricorsa a loro per farmi scudo verso gli impegni della giornata, anche la domenica; è stato come fare il pieno di carburante prima di partire. Ero pronta prima di uscire per un impegno famigliare, ero in anticipo e impiegavo quella mezz’oretta per leggere qualcosa, quasi sempre per rivedere un argomento delle lezioni del giorno dopo. Anche se tutto era già stato predisposto e ci avevo lavorato abbondantemente. Ma il viatico della lettura era un rito sedimentato da troppi anni, serviva a me per quella giornata stessa.

L’ho definito il terzo stadio della mia sindrome letteraria. Durante gli anni di Università ho capito che gli studi umanistici avevano a che fare con la mia identità; durante i lunghi anni di docenza è stato chiaro che insegnare per me significava fare opera di mediazione, offrire agli studenti tutte le mie conoscenze di contenuti e di metodo, ma soprattutto la passione. Da anni, ed eccoci allo stadio attuale, so che la letteratura soccorre anche le mie fragilità e mi rende meno vulnerabile.

In questi giorni, però, non succede: non mi vengono in mente libri che parlino di pensionamento. La galleria frettolosa di protagonisti che scorro non ha pensionati da presentarmi. Mi dibatto tra eroi di decine di romanzi di formazione, tutti rigorosamente giovani e speranzosi come Rambaldo di Rossiglione, che attende impaziente di affrontare la prima battaglia della sua vita e ascolta i consigli di Agilulfo, il cavaliere che non c’è ma sa di esserci, protagonista del celebre Il cavaliere inesistente di Calvino. Oppure penso a tanta narrativa dedicata a coloro che vivono l’ultima fase della vita. Mi pare che ultimamente siano diventati  proprio tanti; se ci penso l’amato Niente caffè per Spinoza di Alice Cappagli uscito l’anno scorso parla di questo. E di questo parla il comicissimo libro di Howard Jacobson, Su con la vita, che racconta le avventure quotidiane di una signora novantenne e delle sue badanti. Di come lei trascorra le giornate tormentandole con la lettura dei suoi diari e si dimostri lucida e attiva, arrivando perfino a procurarsi una caduta per dar loro qualcosa da fare.

Verde acqua si insinua piano: l’ho letto durante questi mesi così evanescenti da sembrare un tempo ora lunghissimo ora breve e fuori fuoco. E’ un diario che racconta due segmenti della vita dell’autrice, infanzia ed età adulta,  che vengono liberamente alternati e il lettore passa dagli anni dell’esodo da Fiume avvenuto per la famiglia della scrittrice nell’estate del 1949  fino all’oggi. L’oggi per Marisa Madieri, che ha raccontato di sé con generosità e con gentilezza, è il 27 novembre 1984. Sposata con lo scrittore Claudio Magris e con due figli maschi ormai grandi, vive col marito in una grande casa dove i libri si accumulano a grande velocità, dove, senza le voci dei due ragazzi, si è accumulato anche il silenzio. Ma il cuore è grande. Marisa lo riempie con i ricordi intensi di tutte le persone che ha amato: i genitori e la sorella, i nonni e più tardi le amiche e i colleghi, la sua nuova famiglia. Si può dire che il suo temperamento e la fede profonda l’hanno condotta ad amare il genere umano e i bambini. Cito da una delle ultime pagine: “Eppure, quando le persone che mi hanno conosciuto prima ch’io lasciassi l’insegnamento, che pure amavo, mi chiedono ‘cosa faccio adesso tutto il giorno’, mi riesce difficile spiegare in poche parole, senza cadere nella retorica, che il fronte del mio impegno attuale è sul confine tra la vita e la morte”. Allude da un lato ai viaggi che fa col marito, ai figli, al corso di informatica a cui si è iscritta per usare il computer appena comprato; dall’altro pensa ai bambini che hanno bisogno di aiuto per nascere e poi per crescere. Nel novembre del 1983 ha scritto nel diario una pagina breve in cui racconta di avere tenuto tra le braccia una bambina di poche settimane, Laura. Laura non doveva nascere, ma ora i colori delle sue guance e dei capelli, il rosa e il nero, hanno conquistato sia i famigliari che gli amici di famiglia, prima non disponibili ad accoglierla. ”Sono andata a trovarla assieme ad un’altra volontaria del Cav”, e mentre i giovani genitori le preparavano il biberon “pensavo che Laura in fondo era anche un po’ mia e non lo avrebbe saputo mai”.

Marisa convive da tempo con la malattia ma sa parlarne con pudore e un forte senso di cristiana accettazione. Le ultime parole del diario esprimono gratitudine, lei dice, per le persone “che non solo mi hanno aiutato a vivere ma, forse, sono la mia vita stessa”. Verde acqua è il colore del completo che la madre le aveva comprato per la sua prima festa ai tempi del liceo; un cardigan e una maglia a giro collo che la fecero sentire adeguata, elegante come le altre sue compagne. La madre, però, aveva portato al Monte di Pietà un bracciale di valore e una vecchia pelliccia per poter fare l’acquisto. “Verde acqua si chiamava quel colore, che per me è ancor oggi il colore dell’amore”.

Claudio Magris venne al Liceo a incontrare gli studenti qualche mese dopo la scomparsa della moglie, avvenuta nell’estate del 1996. Allora sapevamo del lutto recente che lo aveva colpito, e per questo notammo che si stava dedicando con generosità ai ragazzi, ma sembrava stanco. Spento. Anni dopo, mentre al caffè San Marco di Trieste mostravo ai ragazzi di quella bella gita scolastica tra Trieste e Fiume il suo tavolo fisso, dove si tratteneva d’abitudine a scrivere e a leggere, ripensavo a quella sua assenza di luce e speravo in cuor mio che la luce fosse presto tornata in lui.

Ecco, l’ho trovato il mio libro del momento. Scritto da una donna preziosa e dal nobile sentire che mi lascia un colore. Ora dovrò risponderle col mio, quando l’avrò individuato tra le possibili tinte di un tempo nuovo.

I riferimenti ai testi letterari provengono rispettivamente da:
Italo Calvino, Il cavaliere inesistente, 1959
Alice Cappagli, Niente caffè per Spinoza, 2019
Howard Jacobson, Su con la vita, 2019
Marisa Madieri, Verde acqua. La radura e altri racconti, 1998

DI MERCOLEDI’, la rubrica di indizi terrestri e letterari di Roberta Barbieri, esce su Ferraraitalia nel suo giorno dedicato.
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CIA FERRARA: cimice asiatica, le pere sono già pesantemente attaccate dall’insetto

Da: Ufficio Stampa

In questi giorni è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo
102/2004 del Ministero delle Politiche agricole, che riconosce il carattere di eccezionalità per i danni
causati da cimice asiatica e, dunque, consente alle aziende frutticole più colpite di presentare domanda
per ottenere il risarcimento. Ma proprio in queste settimane la cimice asiatica ha ricominciato a colpire la
pericoltura, come sottolinea Cia – Agricoltori Italiani Ferrara, che ha accolto le segnalazioni delle aziende
agricole nell’area del copparese, anche se il fenomeno caratterizza tutta la provincia.
“Sapevamo che la cimice sarebbe tornata – afferma Antonio Fioravanti, frutticoltore di Copparo – e
osservando le varietà estive, come la Santa Maria, è evidente che ha già provocato dei danni. Peraltro
l’unico principio attivo, il clorpirifos-metile, che riesce a contenerla se usato in determinati momenti, deve
essere fatto 70 giorni prima della raccolta, quindi da qui a quel momento non abbiamo più nessuno
strumento di difesa per cercare di fermare gli insetti che stanno attaccando le pere precoci. Siamo ancora
quasi del tutto disarmati – continua Fioravanti – di fronte a un flagello che continuerà a fare quello che è
nella sua natura: diventare adulto e attaccare le altre varietà di pere, l’Abate in particolare, aiutato dal
fatto che le gelate hanno danneggiato, purtroppo, le altre varietà di frutta e la cimice tenderà a nutrirsi di
quella che è a disposizione”.
Le risorse messe a disposizione dal Mipaaf e la ricerca di antagonisti, come la vespa samurai, appaiono
dunque insufficienti a contenere un fenomeno che anche quest’anno sarà probabilmente aggressivo e
difficile da contenere, come spiega Stefano Calderoni, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara
“La lotta per debellare la cimice asiatica non è una corsa veloce, ma una maratona. Questo è apparso
chiaro anche l’anno scorso a novembre, quando i massimi esperti e ricercatori si sono riuniti a Futurpera,
la fiera dedicata al comparto. Ascoltando i diversi suggerimenti sul come contrastarla, un mix di
monitoraggio, antagonisti naturali e la ricerca di principi attivi specifici, è apparso chiaro che il 2020 non
sarebbe stato l’anno di svolta per cancellare la cimice dai nostri frutteti. Anche liberare la vespa samurai
a ridosso della raccolta delle prime varietà non potrà, certo, fare miracoli. Allora cosa serve? In poche
parole: più fondi per chi ha subito danni. I 40 milioni di euro stanziati quest’anno e gli altri 20 milioni negli
anni 2021 e 2022 non bastano e i criteri per accedere sono quantomeno discutibili. Possono fare
domanda, infatti, le aziende che hanno subito danni superiori al 30% della PLV (Produzione Lorda
Vendibile) aziendale riferita al 2019, rispetto a quella del triennio precedente. Ma questa percentuale è
calcolata sulla superficie di tutta l’azienda, mentre la nostra associazione aveva chiesto di considerare solo
la superficie frutticola. Inoltre l’eventuale ammissione al risarcimento è calcolato considerando gli
eventuali danni da grandine subiti nei tre anni precedenti, così molte aziende potrebbero venire escluse.
Quindi – conclude Calderoni – ribadisco la necessità di considerare la cimice come un evento non
eccezionale ma ricorrente, che sicuramente non sparirà nei prossimi anni, pianificando lo stanziamento
di fondi aggiuntivi a quelli previsti e distribuiti alle aziende che hanno i requisiti in maniera equa”.

I DIALOGHI DELLA VAGINA
Sliding doors

L’avvicinamento nell’isolamento e la carica degli ex. Settimane lontani da tutto, rubrica da scorrere avanti e indietro, noia, rigurgiti di ricordi. Più facile sentirsi che vedersi, quasi scontato buttare lì un approccio che tanto non sarà nell’immediato e che, forse, non sarebbe mai avvenuto in tempi normali. Tornano persone che si riaffacciano con un assalto debole, un po’ patetico e poco convinto, ma puntuale.
Il mio amico P., che ho ritrovato dopo anni e svariati giri (suoi) intorno al mondo, mi racconta di non esserci caduto: “L’isolamento credo abbia riaperto la finestra, ma dalla finestra entrano solo i ladri, le cose giuste bussano alla porta”.
Gli do ragione, anche se penso a quante volte l’entrata furtiva di qualcuno non annunciato, non richiesto, possa essere eccitante. “Forse mi serve questa metafora per capirmi meglio”, dice P., “quando si entra veloci e leggeri, temo che allo stesso modo poi si possa andare via”.
Mentre parla, ricordo il vanto di una persona che diceva di praticare solo rapporti free, proprio questa parola stupida usava, come elemento caratterizzante e unico del suo essere.
“Ora preferisco il toc toc alla porta, voglio essere io a dare il permesso se fare entrare e accomodare e così, quella ex, l’ho lasciata fuori”.
Non so se sia l’intuito, l’esperienza o l’essere stato molto sorpreso dalle correnti d’aria, ma P. non ha fatto fatica a chiudere porte e finestre, non ha lottato con il dubbio, nessuna scusa di rivincita con lei, né gioco di pareggio per l’autostima. “Il rischio è sigillarsi troppo, però ho imparato a capire le intenzioni, a seconda di dove uno si presenta”, dice.
E le porte girevoli dove non ci si piglia mai? Quelle mi hanno sempre disorientato, mi sembrava di essere in giostra, ma poi sbagliavo il momento giusto per uscire e facevo un altro giro, inutilmente.
Dove hanno bussato le persone che si sono affacciate alla vostra vita? E come è andata quando non hanno bussato, ma sono entrate e basta?

Potete scrivere a parliamone.rddv@gmail.com

Per le tante lettrici e lettori affezionate/i a questa storica rubrica, e per chi la scopre solo ora, I DIALOGHI DELLA VAGINA torna puntualmente ogni mercoledì mattina.
Per leggere le puntate precedenti clicca [Qui]

In copertina: elaborazione grafica di Carlo Tassi

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

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