Giorno: 15 Giugno 2020

italia

LETTERA APERTA DI UNA SEMPLICE CITTADINA:
“Egr. Sig. Presidente del Consiglio, ecco cosa ci dovrebbe insegnare questo dramma”

Mi voglio rivolgere direttamente a Lei, egregio Presidente del Consiglio on. Giuseppe Conte, perché vorrei poterLa guardare negli occhi e chiederLe a cosa mai sia servito questo dramma così inaspettato ed eloquente rispetto alle scelte sbagliate compiute dai governi precedenti e a quelle che si sarebbero dovute compiere in modo non solo sollecito ma urgente.
Come può essere, signor Presidente, che non siano state concentrate il massimo delle risorse economiche per finanziare, finalmente, la scuola ed il mondo universitario e della ricerca? Questo dopo che si è constatato che ciò che è successo è dovuto in gran parte proprio all’ignoranza nei riguardi della realtà del mondo: della natura umana e della terra. E’ stato solo grazie alla responsabilità dei cittadini che si sono potuti arginare con relativa efficacia i danni avvenuti a causa di scelte irresponsabili e miopi del passato.

Come è possibile che non si sia capito che senza la risposta responsabile degli insegnanti, degli allievi e delle famiglie, nessuno degli obiettivi del governo, rispetto all’emergenza, si sarebbero realizzati?
Come può non tenere conto del fatto che solo grazie agli insegnanti, che si sono messi a disposizione senza chiedere niente in cambio per questo nuovo impegno, parte dei ragazzi ha potuto continuare a usufruire del servizio scolastico, diritto costituzionale. E anche che molti, nonostante questo impegno, sono rimasti scartati da questo servizio per insufficienza di risorse umane e tecnologiche?

Le faccio notare, signor Presidente del Consiglio, che la sospensione delle libertà personali a cui si sono assoggettati tutti i cittadini, ma soprattutto i ragazzi, cioè i meno responsabili di quanto è successo, deve essere giustificata e compensata da un riconoscimento di pari valore e dignità di attenzione e rispetto affinché ciò non debba più accadere in uno Stato democratico degno di questo attributo.

Per questo motivo mi sarei aspettata, e credo non solo io, che le scelte di investimento per far ripartire l’Italia avrebbero riguardato l’ambito dell’educazione, formazione, ricerca e cultura in generale, almeno per il cinquanta per cento delle risorse disponibili. Davvero pensiamo che il mondo futuro possa fare a meno dell’arte, dei musei, della musica, dei teatri, della cultura e della bellezza in generale? Anche questi sono da considerarsi beni primari.
Investire in questo sarebbe il segnale che molti italiani si aspettano per poter capire che le cose stanno cambiando e rinascendo davvero.
Questa scelta dimostrerebbe che qualcuno fra coloro che ci governa ha finalmente capito cosa serva per costruire un mondo più a misura della qualità di una vita all’altezza della nostra evoluzione.

Come può essere che non si capisca che siamo arrivati a questo punto perché precedentemente si è scelta la logica del profitto a tutti i livelli, compreso quello della rendita politica?  I cittadini in maggioranza oggi sanno che il valore di uno Stato democratico sta nell’avere accesso ai servizi necessari perché ciascuna persona abbia la possibilità di realizzare i propri desideri, i propri sogni, cioè poter avere speranza nel futuro che è ciò che dà senso alla vita.
L‘indifferenza di un Governo che si dice  progressista mi indigna, perché è segno di scarsa considerazione per la storia e la cultura del popolo italiano sia recente che rispetto alle sue radici dalle quali nascono le attuali civiltà e democrazie che tutto il mondo ci riconosce.
Se questo governo vuole distinguersi dalla retorica del mondo consumistico, per altro chiaramente in declino per la sua irrazionalità e sconfitto dalla forza stessa della natura, deve fornire quegli strumenti che questa diversificazione garantisce. La natura, lo sappiamo, esige rispetto per le diversità e propende verso una sempre maggiore diversificazione per garantirsi un futuro migliore del presente. Questi strumenti sono quelli dell’educazione finalizzata a riconoscere e sviluppare la capacità creativa e di immaginazione delle giovani generazioni che sono quelle che più si intendono di futuro perché nuovo e imprevedibile. I giovani non si riconoscono più in uno stereotipo che li dipinge come consumatori instancabili e divoratori di risorse, ottusi e inerti, ma si riconoscono attori che desiderano costruirsi un mondo che corrisponda ai loro sogni e alla loro libertà e gusto della vita.

Se vuole distinguersi, egregio Presidente del Consiglio, e dare un vero segno di cambiamento in questo momento di rinascita, metta al centro del suo progetto di governo le persone nella loro dignità di cittadini. Interpreti, nella ricostruzione, la loro insoddisfazione e, partendo da quel centro di valore, costruisca la sua prospettiva di governo. Riconosca i cittadini come coloro che possono trasformare i limiti derivati dalla natura in opportunità di cambiamento e sviluppo, e non soltanto come consumatori che la logica del profitto disegna e costringe in una dimensione di pericolosi parassiti.
Mettendo al centro le persone e avendo a cuore il loro benessere, le priorità delle scelte per un governo che progetta un futuro possibile, ma anche desiderabile si evidenziano quasi spontaneamente. Tutti desiderano vivere una vita con soddisfazione perché ci permette di trasformare ciò che non ci soddisfa. Tutti desiderano vivere in un ambiente armonioso e accogliente di cui si possono assaporare gusti e profumi e contemplare le bellezze insieme agli altri con il piacere di poterlo consegnare alle prossime generazioni. Tutti desiderano vivere in pace e considerano inutili i soldi spesi in armamenti.

Cosa si aspetta, quindi, a scegliere la strada di una finalmente riconosciuta umanità e progettare seriamente una strategia di investimenti veri e utili alla società? Invece di investire sull’Alitalia che tutti sappiamo bene essere una industria in perdita, perché non investiamo su una compagnia Europea?
Rispondere a queste legittime aspettative di avere dei governanti che riconoscono l’urgenza di mettere mano al dissesto territoriale italiano, al patrimonio paesaggistico oltre che ambientale indispensabile alla qualità della vita, sarebbe un’occasione da non perdere, in questa fase, per creare molti posti di lavoro dei quali alcuni anche molto qualificati.
Queste scelte avvierebbero anche un cambio di comportamento di quei giovani che non potendo esprimere il loro sapere e il loro entusiasmo in Italia se ne vanno all’estero, dando ad altri Paesi il loro valore aggiunto.

Spero, signor Presidente del Consiglio, che le sue prossime scelte e i suoi programmi di governo e di investimenti siano veramente lungimiranti e perciò riguardino il reale benessere delle persone, riuscendo a considerare i cittadini capaci di scegliere il loro futuro. La fiducia nell’onestà e nell’intelligenza delle persone è la base per la costruzione di una società democratica che possa sperare che il futuro sia migliore del presente.
Le auguro perciò un buon lavoro e confido nella sua intelligenza di persona non solo lungimirante ma coraggiosa e intraprendente, capace di decidere e di condividere la propria aspirazione e di lasciare in eredità la possibilità di un futuro degno della nostra storia. 

DA LUNEDI’ 22 GIUGNO
via libera ai centri estivi anche per i bambini fino a 3 anni

Da: Regione Emilia Romagna

E’ ufficiale il via libera in Emilia-Romagna alle attività estive anche per i bambini più piccoli, fino a 3 anni, a partire da lunedì 22 giugno. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato oggi una ordinanza che consente nuovamente tali attività nel rispetto del Protocollo regionale definito in stretto raccordo con il territorio. Obiettivo: assicurare la ripresa di tali strutture, fondamentali per genitori e famiglie, garantendo la sicurezza dei bambini e del personale.

In sostanza, potranno operare le strutture già autorizzate nell’ambito dei servizi 0-3 anni in grado di organizzare tali attività – all’interno o in spazi esterni – avvalendosi di educatori e educatrici professionali. Ovviamente rispettando le indicazioni regionali per la sicurezza.

Il nuovo provvedimento arriva dopo l’integrazione e adozione da parte del Governo delle Linee guida nazionali sulle attività estive per la fascia 3-17 anni, riaperte in anticipo in Emilia-Romagna, già dall’8 giugno, che vengono dunque estese ai bimbi più piccoli, recependo le proposte avanzate a fine maggio dalla Regione Emilia-Romagna in stretta collaborazione conenti locali, enti gestori, coordinamenti pedagogici territoriali, esperti universitari e la sanità pubblica.

Le principali regole introdotte

Il Protocollo definito dal tavolo regionale introduce regole per i gestori e indicazioni per le famiglie: accessi e uscite scaglionati, autocertificazione delle condizioni di salute dei bambini, pulizia e disinfezione costante degli ambienti e dei materiali.

Le attività potranno svolgersi in piccoli gruppi composti al massimo di 5 bambini, con la presenza di 1 educatore per ogni gruppo. Tale rapporto può essere potenziato in determinati momenti della giornata o in relazione alle diverse autonomie dei bambini, aumentando la presenza di educatori con specifica qualifica professionale. Nel caso di bambini con disabilità, il rapporto dovrà essere di uno a uno.

In considerazione dell’età dei bambini è inoltre prevista un’adeguata dotazione di personale ausiliario utile a garantire lo svolgimento delle attività, anche tenendo conto dell’organizzazione necessaria al rispetto delle misure di precauzione, igiene e sicurezza. L’indicazione è quella di un rapporto minimo di 1 ausiliario ogni 15 bambini per le strutture che ospitino fino a tre piccoli gruppi, di 1 ogni 10 in quelle che ospitino da quattro gruppi in su.

Anche per i più piccoli è preferibile che le attività vengano svolte prioritariamente all’aperto; non è richiesto, considerata l’età dei bambini, l’utilizzo della mascherina.

Coronavirus, l’aggiornamento: 11 nuovi positivi, di cui 9 asintomatici individuati attraverso screening regionali

Da: Regione Emilia Romagna

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 28.084 casi di positività, 11 in più rispetto a ieri, di cui 9 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale.

tamponi effettuati sono 3.945 che raggiungono così complessivamente quota 410.984, più altri 1.216 test sierologici, fatti sempre da ieri.

Le nuove guarigioni sono 145, per un totale di 22.377: quasi l’80% dei contagiati da inizio crisi.  Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 1.500 (-137 rispetto a ieri).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.299, -132 rispetto a ieri: oltre l’86% di quelle malate.  I pazienti in terapia intensiva sono 13 (- 1), quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 188 (-4).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 22.377 (+145): 374 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 22.003 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 3 nuovi decessi: un uomo e due donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a 4.207. Per quanto riguarda la provincia di residenza, 1 decesso si è avuto in quella di Piacenza, 1 in quella di Ferrara e 1 in quella di RiminiNessun decesso nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e da fuori regione.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.523 a Piacenza (nessun nuovo caso), 3.609 a Parma (+3), 4.971 a Reggio Emilia (+ 1), 3.933 a Modena (+1), 4.705 a Bologna (+5); 402 a Imola (nessun nuovo caso); 1.007 a Ferrara (nessun nuovo caso). I casi di positività in Romagna sono 4.934 (+1), di cui 1.036 a Ravenna (+1), 948 a Forlì (nessun nuovo caso), 782 a Cesena (nessun nuovo caso) e 2.168 a Rimini (nessun nuovo caso).

UNA PROPOSTA INNOVATIVA
Unire l’Italia attraverso i dialetti

di Michele Pilla
Tg in dialetti, un progetto innovativo che ‘unisce’ borghi e regioni italiane
Il primo notiziario interregionale al mondo con le voci (sottotitolate) dei vari comuni italiani
Sono Michele Pilla, giornalista irpino, ideatore del TG IN DIALETTI, il primo notiziario interregionale e internazionale al mondo.
Si tratta di un progetto di comunicazione che racconta i comuni italiani (tutti, senza distinzione), ognuno nel proprio dialetto (con sottotitoli).
A tal proposito, volevo chiedere un vostro supporto per raccontare in dialetto il vostro territorio.
Sul sito ufficiale, www.tgindialetti.it, oltre alle notizie e alle edizioni del tg vi è una sezione dedicata ai paesi e ai dialetti che “visitiamo” – il notiziario si propone di raccontare tutti i comuni e i dialetti italiani e le comunità italiane all’estero – e ai partner che ci supportano in questa iniziativa. Nel ringraziarvi anticipatamente e scusandomi per il disturbo, colgo l’occasione per porvi i miei più cordiali saluti.
Guarda l’Edizione di TG DIALETTI di Giugno: [Qui] 
Segui su Ferraraitalia la rubrica settimanale Al cantóη fraréś: testi di ieri e di oggi in dialetto ferrarese. Per leggere tutte le puntate clicca [Qui]

StoriaNaturaleNews, 263, giugno 2020

Da: Redazione Museo Storia Naturale

Il Museo di Storia Naturale di Ferrara e l’ Orto Botanico ed Erbario dell’Università di Ferrara lanciano Hotel Convolvulus, un progetto per la raccolta di osservazioni naturalistiche legate ai fiori di convolvolo, campanelle e vilucchio.

Intorno a questi umili fiori ruota un complesso sistema ecologico. Molti insetti li amano e li usano per raccogliere nettare e polline oppure per trascorrere la notte in tranquillità, protetti dalle corolle racchiuse. Talvolta, come accade per alcune api selvatiche, questi fiori rappresentanto l’unica fonte alimentare. Certe specie predatrici come i ragni ne sono ben consapevoli e su questi fiori tendono agli insetti i loro agguati.

Le osservazioni vengono raccolte come al solito sulla piattaforma www.iNaturalist.org, il social network per la condivisione di osservazioni naturalistiche provviste di precise coordinate geografiche.
Per partecipare, basta aderire al progetto e aggiungere ad esso le osservazioni opportune.

Il progetto è valido sull’intero territorio nazionale. Ringraziamo la Dott.ssa Lisa Brancaleoni, curatrice dell’Erbario Ferrarese, che ha curato le informazioni botaniche pubblicate nel sito del progetto.

Coldiretti: al via i lanci della vespa samurai

Da: Ufficio Stampa

Liberati in un’azienda di Coldiretti di Modena i primi esemplari dell’antagonista della cimice asiatica “Il lancio della vespa samurai è un passo determinante nella lotta alla cimice asiatica che da anni fa strage nei nostri campi. Si aprono finalmente nuove prospettive, anche se nell’attesa dei risultati alla lotta biologica si deve affiancare il sostegno delle Istituzioni alle imprese, per indennizzare i danni della cimice nel periodo transitorio”. Commenta così il Presidente di Coldiretti Emilia Romagna Nicola Bertinelli il via ai lanci dell’antagonista naturale della cimice marmorata asiatica che solo lo scorso anno ha provocato danni nei campi per 740 milioni di euro colpendo pere, mele, pesche e nettarine, kiwi, ciliegi e piccoli frutti, albicocche, susine, nocciole, olive, soia, mais e ortaggi. L’inizio della diffusione di quelli che saranno centinaia di migliaia di esemplari della minuscola vespa è avvenuto nell’azienda Fraulini di Modena, associata a Coldiretti. La cimice ha già iniziato ad attaccare i frutteti in un anno particolarmente difficile con l’addio ad un frutto su tre per il moltiplicarsi nel 2020 di eventi estremi, dal gelo alla siccità fino alla grandine. A livello nazionale si stima infatti una produzione di pesche e nettarine ridotta del 28% per un raccolto di quasi 820mila tonnellate che colloca l’Italia in Europa dopo la Spagna mentre il Belpaese – sottolinea Coldiretti – resta primo produttore di albicocche con 136mila tonnellate, un quantitativo che è però più che dimezzato rispetto allo scorso anno (-56%) ma in forte calo sono anche i raccolti di ciliegie. La “cimice marmorata asiatica” arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa – sottolinea la Coldiretti – per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. Una vera emergenza per il nostro sistema produttivo perché capace di colpire centinaia di specie coltivate e spontanee e la sua diffusione interessa tutto il territorio nazionale, con danni che hanno colpite ben 48mila aziende agricole. La lotta alla cimice asiatica è particolarmente difficile perché è in grado di nutrirsi su oltre 300 specie diverse di vegetali, si muove molto per invadere sempre nuovi territori da saccheggiare ed è resistente anche ai trattamenti fitosanitari.

“Il via libera alla vespa samurai – conclude Bertinelli – arriva dopo che la Ministra Bellanova, aveva avuto modo di visitare la mostra dei danni causati alle colture da insetti alieni che avevamo allestito al Villaggio Coldiretti di Bologna lo scorso settembre e aveva preso parte alla nostra manifestazione di gennaio a Fieragricola, dimostrando da subito una notevole sensibilità rispetto al tema”.

L’ultima legge di bilancio aveva stanziato 80 milioni per i territori delimitati a livello nazionale.

Ora – conclude Coldiretti regionale – è necessario vengano stanziate ulteriori risorse sul Fondo per coprire i danni accertati alle aziende agricole per ristorarle in modo adeguato

Agricoltura. Parte dall’Emilia-Romagna la lotta biologica contro la cimice asiatica

Da: Regione Emilia Romagna

È piccolissima e già presente in regione, non è pericolosa per l’uomo e neanche per gli animali o le api, si ciba di polline e non punge, il suo unico nemico è la cimice asiatica, il pericoloso parassita che da tempo danneggia le produzioni frutticole della regione e del nord Italia. Il Trissolcus japonicus, più comunemente noto come vespa samurai, è il grande alleato degli agricoltori nella lotta biologica alla cimice asiatica che ha ufficialmente preso il via questa mattina con il primo lancio nelle campagne modenesi.

All’inaugurazione del progetto, presente anche l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi: “E’ in assoluto la prima iniziativa di lotta biologica così radicale, Trissolcus japonicus è l’antagonista naturale che storicamente riequilibra la presenza della cimice asiatica negli ecosistemi e abbiamo quindi valide ragioni per ipotizzare buoni risultati. Dietro alla lotta biologica che parte concretamente oggi c’è un complesso lavoro amministrativo e normativo che, assieme al presidente Bonaccini, abbiamo seguito con grande attenzione, oltre a mesi di studi portati avanti dai consorzi fitosanitari e dal servizio fitosanitario regionale che ringrazio per il prezioso lavoro svolto. Naturalmente si tratta di una sperimentazione per la quale serve tempo, ma abbiamo tutti i motivi per credere che sia uno strumento di azione valido”.

Le prime 110 vespe samurai, di cui 100 esemplari femmina e 10 maschio, sono state liberate a Campogalliano nei pressi di una siepe naturale di proprietà privata, adiacente ai frutteti di un imprenditore associato Coldiretti, coperti con reti monoblocco. L’obiettivo per il 2020 è un insediamento diffuso e veloce, che dovrà comunque essere affiancato da difesa attiva e passiva.

“Oltre alla lotta biologica vanno avanti anche gli interventi di carattere chimico per limitare la presenza della cimice asiatica e gli investimenti sui sistemi di difesa come le reti anti cimice- continua Mammi.  Un investimento di 9 milioni di euro sull’ultimo bando del Programma di sviluppo rurale che ha finanziato le reti, infatti, ha permesso di accogliere tutte le richieste pervenute. Infine, stiamo continuando a raccogliere le domande per riconoscere, entro settembre-ottobre 2020, gli indennizzi per coloro che hanno subito i danni della cimice asiatica nel corso del 2019”.

 Il programma regionale dei lanci

Il piano regionale di contrasto alla cimice asiatica è stato autorizzato dal ministero dell’Ambiente ed è basato su uno studio scientifico del rischio durato due anni e sviluppato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura (Crea-DC).

Il progetto in regione conta 300 siti indicati da un apposito cartello e distribuiti lungo i corridoi ecologici (siepi, aree verdi, boschetti, ecc) dove la vespina samurai non è disturbata e dove il parassita depone le sue uova.

Ogni punto prevede due lanci, verso la metà di giugno e la metà di luglio, in corrispondenza con i due picchi di ovature della cimice. Ogni volta vengono liberati 100 esemplari adulti femmina e 10 adulti maschio, tanti i monitoraggi entomologici da fare prima e dopo il lancio per verificare l’avvenuto insediamento.

Una lotta al parassita che lo scorso anno, nella nostra regione, ha provocato ingenti danni alle coltivazioni che quest’anno dovranno essere comunque difese con reti anti cimice e con il controllo integrato e biologico dal momento che i risultati dell’immissione della vespina e l’auspicato riequilibrio ambientale della cimice potranno essere valutati nei prossimi anni.

Attività produttive. Ok della Regione all’intesa per la stazione elettrica di smistamento a Pomposa in comune di Codigoro (Fe)

Da: Regione Emilia Romagna

Via libera della Regione all’intesa per la localizzazione, la costruzione e l’esercizio della stazione elettrica di smistamento a 132 kV denominata “Carpani”, nonché dei raccordi aerei all’elettrodotto a 132 kV “Cannaviè – Ca’ Tiepolo”, il cosiddetto Conserve Italia a Pomposa (Codigoro). L’intervento proposto è stato sviluppato per consentire la riattivazione dello stabilimento della società Kastamonu Italia Srl (già Falco del gruppo Trombini) a Pomposa nel comune di Codigoro (Fe). Il sito si occupa di produzione di pannelli a base di legno riciclato.

La decisione è stata presa dalla Giunta regionale, su proposta degli assessori Vincenzo Colla (Sviluppo economico e Green economy) e Barbara Lori (Aree interne e Programmazione territoriale) nel corso dell’ultima seduta.
“Siamo fortemente impegnati a sostenere interventi a favore delle aree più deboli della nostra regione– hanno dichiarato i due assessori-. Con questa delibera consentiamo di riattivare un sito produttivo importante per lo sviluppo di quel territorio”.
Ora il provvedimento, per il completamento dell’iter, sarà trasmesso al Ministero dello Sviluppo economico e al Ministero delle Infrastrutture e trasporti, nonché alla società proponente Brulli Service Srl che opera in nome della società Terna Spa.

Coronavirus, Rancan (Lega ER): La regione prenda esempio da Gabriele, giovane donatore costretto ad andare a Mantova per offrire il suo plasma

Da: Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

Gabriele Fervari, piacentino di Caorso, classe 1990, oggi si è recato a Mantova per donare il sangue, dando il suo contribuito all’unica terapia al momento conosciuta ed efficace, contro il Coronavirus. Gabriele non è l’unico donatore emiliano romagnolo costretto ad andare in un’altra regione per dare il suo contributo alla lotta alla pandemia, ma il suo gesto si scontra con una scelta di campo della Regione Emilia Romagna che rischia di essere di ostacolo alla vittoria sul Covid 19.

Sul tema, nei giorni scorsi, era intervenuto anche il capogruppo della Lega Emilia Romagna, Matteo Rancan.

“E’ paradossale che ex malati di Covid emiliano-romagnoli, oggi guariti, siano costretti ad andare in Lombardia per poter donare il loro plasma e salvare, così, tante altre vite umane”. Il professor Giuseppe De Donno, primario presso il Reparto di Pneumologia dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova, “padre” della terapia al plasma-iperimmune, nei giorni scorsi aveva pubblicamente ringraziato altri due donatori, Marco e Giusi, rispettivamente Oss e medico, che si sono recati a Mantova per donare il sangue, dopo essere guariti dal Covid. “E’ imperdonabile il ritardo col quale la Regione Emilia-Romagna sta indugiando rispetto all’introduzione di una terapia richiesta in tutto il mondo e grazie alla quale, secondo De Donno “si sarebbero potute salvare la metà delle 34mila vite che il Covid si è portato via in questi tre mesi” conclude Rancan invitando la Regione Emilia Romagna a prendere esempio dal gesto di Gabriele. Il capogruppo della Lega, assieme alla consigliera del Carroccio Valentina Stragliati hanno  poi ricordato che “tutta l’Emilia Ovest, e, in particolare, la provincia di Piacenza con i suoi 1.000 morti e oltre 4.500 contagiati da Coronavirus, risulta fortemente penalizzata dal progetto Covid Intensive Care presentato dall’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini” hanno denunciato i  Consiglieri Regionali Matteo Rancan, capogruppo, e Valentina Stragliati.

 

Question Time sui giochi del parco di Porotto

Da: La consigliera comunale PD
Caterina Ferri

CONSIDERATO CHE
• Nella risposta PG 56859 del 09 giugno 2020 all’interrogazione di pari oggetto del 09 marzo
2020, a firma del Vice-Sindaco Lodi, si legge che “sentito l’Ente Gestore della manutenzione
del verde comunale Ferrara Tua S.r.l., si rappresenta che è in programma la rimozione dei
giochi ammalorati presenti nel parco giochi di via Todeschi a Porotto. Nel frattempo, in
attesa della loro rimozione, l’Ente Gestore metterà in sicurezza l’area con l’installazione di
un cartello di avviso che le attrezzature non sono utilizzabili ed è pertanto vietato il loro
utilizzo”;
• Che nella stessa data, 09 giugno 2020, il vicesindaco ha pubblicato un post sulla sua pagina
Facebook in cui invita i cittadini a fotografare la situazione dei giochi per bambini nelle aree
pubbliche della città, per consentire all’Amministrazione comunale di decidere la
sostituzione

SI CHIEDE
– Quali siano i tempi previsti per la dichiarata messa in sicurezza e per la rimozione dei
giochi, al fine di salvaguardare l’incolumità dei bambini;
– Se oltre alla rimozione sia prevista una sostituzione dei giochi, e in che tempi, considerato
lo stato di ammaloramento in cui versano ormai da mesi.

Antenna Lido di Spina via Etruschi

Da: Circolo Legambiente Delta del Po di Comacchio

Da alcune settimane, il Circolo Legambiente Delta del Po di Comacchio, ha ricevuto telefonate da soci e da cittadini i quali esprimevano preoccupazione per l’istallazione di nuove antenne sul territorio comacchiese.

A dire di molti su queste antenne vengono posizionati trasmettitori della telefonia mobile di ultima generazione 5G.

Martedì 9 Giugno si è riunito il consiglio direttivo del circolo Legambiente aperto alle persone che avevano espresso preoccupazioni. Dopo una approfondita presentazione e discussione sulla conoscenza attuale delle emissione elettromagnetiche degli attuali trasmettitori di telefonia mobile 2G, 3G, 4G e delle frequenze utilizzate: 700 mhz, 3,7 ghz, 26 ghz . Abbiamo considerato anche che si creerà una rete interconnessa in ogni luogo: casa, auto, ufficio. In pratica saremo circondati per 24 ore da un campo magnetico costante.

Le informazioni disponibili raccontano di una sperimentazione sul territorio nazionale senza studi che confermino o meno la reazione negativa sul corpo umano, sugli animali e sulla flora.

Inoltre, proprio in queste settimane sono tantissimi i comuni che stanno rifiutando l’istallazione sui loro territori a motivo che non viene presentata e documentata una ricerca per garantire i livelli di sicurezza da parte degli enti sanitari.

Quindi abbiamo già presentato al Sindaco del Comune di Comacchio la richiesta di un incontro per conoscere le Sue intenzioni in quanto responsabile della salute dei cittadini.

Siamo in attesa di essere convocati al più presto per ricevere risposte in merito.

Marino Rizzati, Presidente del Circolo Legambiente Delta del Po di Comacchio

Question Time chiusura delegazione Porotto

Da: La consigliera comunale
Cristina Corazzari

Premesso
• che a conferma di quanto già riportato nella comunicazione presente da alcuni giorni sul sito
istituzionale del Comune di Ferrara, al termine del lockdown la delegazione di Porotto non
ha riaperto, a differenza delle altre delegazioni cittadine;
• che della mancata riapertura della delegazione non è stata data alcuna comunicazione ai
cittadini, i quali sgomenti si interrogano circa il futuro di un servizio e di una presenza
istituzionale da sempre rappresentativa dell’identità territoriale.

Considerato
• che l’attuale delegazione già sede della ex Circoscrizione nord-ovest ha un bacino potenziale
di circa 14 mila abitanti, da sempre abituati a frequentare quegli uffici, quale presenza
fattiva delle istituzioni sul territorio e luogo della partecipazione attiva dei cittadini
all’amministrazione della cosa pubblica e della vita sociale delle frazioni a ovest della città.
Ricordato
che l’attuale amministrazione, soprattutto il Vicesindaco con delega al decentramento, durante la
campagna elettorale, ha fatto dell’impegno per le frazioni uno dei suoi principali temi di
propaganda.

Valutato
• che la chiusura della delegazione, per i cittadini di Porotto e delle frazioni limitrofe,
rappresenta la privazione di importanti servizi e causa di disagi soprattutto per le persone più
anziane.

Si interroga il Sindaco e gli assessori competenti per conoscere:
le ragioni della mancata riapertura della delegazione di Porotto e i progetti della Giunta sul futuro di
tali importanti servizi decentrati.

Settore del wedding in difficoltà. Bergamini e Saletti: «Necessario trovare misure di sostegno alle coppie che dovessero decidere di sposarsi comunque nel corso del 2020, per dare respiro ad un settore in estrema difficoltà»

Da: Ufficio stampa
Fabio Bergmini

Esiste un settore che si può considerare come di assoluta eccellenza, ma che non è stato tra i più considerati in termini di misure di sostegno. Forse perché, a livello mediatico, viene quasi sempre associato a viaggi, ville da sogno, abiti sfarzosi. Insomma, l’associazione è che il “Wedding” sia un settore del lusso, ma non è sempre così.

Si parla di una miriade di aziende in sofferenza, che si occupa di organizzazione di eventi, imprese di catering, società per l’affitto di location dedicate ai matrimoni, sartorie, artigiani che producono bomboniere, spettacoli, parrucchieri, fotografie e riprese dei matrimoni. Il 2020 rischia di essere l’anno più “nero” di sempre per il settore degli abiti in bianco. La perdita netta per il settore si aggira attorno al 90% per un indotto che vale da solo 40 miliardi e che impiega complessivamente 100mila addetti nel Paese. Proprio per arginare questa crisi senza precedenti, il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini, ha presentato una risoluzione urgente nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Quando era sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini inaugurò la società di “Wedding Planner” di Stefano Rebecchi, che fu una delle prime start-up nata grazie ad un bando del Comune. Rebecchi, oggi affermato professionista del settore, spiega il suo punto di vista: «Riscontriamo un serio problema di rinvii per quest’anno, ma in realtà stiamo navigando a vista anche per il prossimo – ammette Rebecchi –. La mancanza di certezze ha alimentato il timore da parte dei futuri sposi, i quali hanno rimandato il tutto. Oppure, nel caso dei matrimoni nuovi da farsi nel 2021, hanno preso tempo. Il nostro settore – continua il wedding planner – non è stato considerato, forse perché ritenuto ingiustamente un mondo di lustrini e di cose superflue, ma posso assicurare che non è così: c’è una fascia media, con cifre economiche, che alimenta un settore fatto di location, catering, flowers, musicisti e così via, che sono i nostri fornitori e che ora risente di questa crisi».

Nei giorni scorsi, Fabio Bergamini si è recato con il sindaco di Bondeno, Simone Saletti, in una delle location dedicate alle cerimonie nuziali: Villa Prospera. La titolare della società che affitta per le cerimonie la villa, accoglie i suoi ospiti nell’incantevole tenuta che sorge tra gli abitati di Burana e Gavello, nel cuore delle campagne bondenesi. Un tempo tenuta di caccia nobiliare, oggi luogo in cui promettere amore eterno. «Nelle scorse settimane sono stata contattata da alcune coppie che intendono celebrare i matrimoni, ma ci troviamo tutti in una situazione di grande incertezza – ci racconta la titolare –. Di certo, abbiamo bisogno di regole chiare e della garanzia di non dovere rispondere civilmente di alcune situazioni che potrebbero verificarsi, pur rispettando tutte le norme sanitarie. Molti matrimoni sono stati spostati al 2021, quando tutti sperano di poter tornare alla normalità, ma intanto la crisi morde e prevediamo possa estendere i suoi effetti per un lungo periodo di tempo», e continua «Lo stop ai matrimoni ha lasciato tutto il comparto che si occupa di eventi in una incertezza che comprende anche le regole con cui far ripartire il lavoro. Certezze e regole chiare per noi e per i nostri ospiti: è questo più di tutto che tiene in scacco i clienti, che tendono ovviamente a rinviare, e addetti che non sono più in grado di programmare, in un settore che fa della programmazione a lungo termine una necessità».

Il sindaco facente funzioni di Bondeno, Simone Saletti, ammette che il Comune sta pensando a tariffe agevolate, dopo avere provveduto al rinvio delle scadenze Imu, ma certamente occorre un intervento a livelli istituzionali superiori. E qui entra in gioco Fabio Bergamini: «La nostra risoluzione che porteremo in Assemblea legislativa – dice il consigliere regionale della Lega – intende chiedere alla Regione misure urgenti di sostegno al settore: sgravi fiscali, incentivi alle coppie che decidessero comunque di convolare a nozze, abbattendo una parte delle loro spese vive. Inoltre, incentivi per i cittadini di altre parti del territorio e di altri Paesi che dovessero scegliere la nostra Regione come meta delle loro nozze, alimentando un indotto e una forma di turismo: quella nota come Wedding Destination».

A Bondeno, nei giorni scorsi, si sono celebrate le prime nozze civili di questa fase post-emergenza Covid-19. Un piccolo segnale di speranza, per un settore che soffre e attende urgentemente risposte. Quelle stesse risposte che Bergamini chiederà alla Regione./(FOTO: Fabio Bergamini e Simone Saletti in visita a Villa Prospera)

TERZO TEMPO
La protesta silenziosa

In quest’insolita estate vi capiterà probabilmente di vedere qualche atleta professionista inginocchiarsi durante il pre-partita: un gesto che negli ultimi quattro anni ha assunto un significato più profondo del solito, e che oggi, dopo i fatti di Minneapolis dello scorso 25 maggio, è di nuovo un efficace messaggio di denuncia sociale.

Il primo atleta a inginocchiarsi in campo è stato Colin Kaepernick, ex quarterback dei San Francisco 49ers – una delle squadre più vincenti della NFL, cioè il principale campionato di football americano. Prima di ogni partita della stessa NFL viene eseguito l’inno nazionale statunitense, e nell’estate del 2016 Kaepernick approfittò di quel momento per mostrare, silenziosamente, il suo dissenso verso gli episodi di razzismo sistemico nei confronti degli afroamericani. Così, mentre gli altri giocatori se ne stavano in piedi con la mano destra sul cuore, Kaepernick si inginocchiò più volte, e soltanto alla terza occasione raccolse l’attenzione dei media [Qui]Fu l’inizio di un’ulteriore presa di coscienza collettiva: quel gesto apparentemente innocente – compiuto tra l’altro in un momento che il pubblico nordamericano vive con solennità – non poté che far parlare di sé, e soprattutto del suo messaggio. D’altronde, soltanto due anni prima erano avvenute le uccisioni di Eric Garner e Michael Brown, entrambe per mano di agenti di polizia bianchi.

Sta di fatto che in breve tempo quel gesto venne emulato, oltre che da decine di colleghi dell’ex quarterback, da artisti quali Stevie Wonder, Eddie Vedder e Pharrell Williams. Tuttavia, nonostante sia un giocatore con esperienza e qualità ben sopra la media, Colin Kaepernick è senza una squadra dal marzo del 2017. In un modo o nell’altro, la NFL lo ha lasciato da solo nella sua protesta: nessuna squadra lo ha ingaggiato in questi anni, e anche l’ultimo tentativo di conciliazione [Qui] con la stessa lega è andato piuttosto male. Nel frattempo, a veicolare il suo messaggio ci ha pensato addirittura la Nike, sponsor tecnico della suddetta NFL, pubblicando nel settembre del 2018 una rivisitazione del suo slogan “Just Do It” con Kaepernick come testimonial. La nuova campagna, criticata tra l’altro da Donald Trump, presentava il seguente motto: “Believe in something. Even if it means sacrifice everything”.

Del resto, quello di Kaepernick è stato un vero e proprio “sacrificio”, e in quanto tale non è passato inosservato. Negli Stati Uniti il dibattito sul razzismo è necessariamente all’ordine del giorno, e ciò crea un livello di discussione e di partecipazione che coinvolge qualsiasi altro paese del mondo. Insomma, non solo gesti, ma anche tante parole, come quelle pronunciate dall’attivista per i diritti umani Al Sharpton [Qui] ai funerali di George Floyd.

“Il commissario della NFL ha detto che, sì, forse si sono sbagliati con Colin, e che i giocatori di football avevano il diritto di protestare silenziosamente. Beh, non scusatevi e ridategli il suo lavoro. Non vi presentate con delle scuse vuote: avete preso un uomo, gli avete tolto il suo talento, e quattro anni dopo, mentre il mondo intero sta marciando, chiamate su FaceTime per dire che vi dispiace? Non vogliamo delle scuse, vogliamo che ripariate ai vostri danni.”

Gratitudine

Un germoglio. Un aforisma, un incipit, un motto celebre, un proverbio, una frase ‘rubata’ a questo o a quel grande autore. E dal germoglio esce una riflessione, spunta un pensiero nuovo, germogliano parole che hanno a che fare con il nostro presente. La rubrica Germogli inaugura la settimana di Ferraraitalia. La trovate tutti i lunedì, nella prima ora del mattino.
(La redazione)

Don Domenico Bedin non è uno di quegli uomini che aiutano per avere la riconoscenza di chi quell’aiuto riceve. Ha accolto e dato una mano a tante persone senza badare a nient’altro che al loro bisogno. E’ anche un uomo con un senso della giustizia che gli fa chiamare le cose con il loro nome. Non sarà un ingrato fra tanti grati a guastargli la vita.

“Vale la pena di sperimentare anche l’ingratitudine, per trovare un uomo riconoscente”.
Seneca

Una pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

Per leggere i germogli delle settimane passate, clicca [Qui]

Datemi un voucher e ci farò un piatto di pasta

Nella vita di voucher ne ho avuti parecchi ma un voucher come quello che mi è arrivato per posta la scorsa settimana probabilmente non lo vedrò più.
Anche perché l’ho perso.
Ho messo un cartello nel palazzo con tanto di foto del voucher e promessa di sostanziosa ricompensa (ovviamente altri voucher) ma per ora non si muove niente.
Come uno si possa affezionare così tanto a un voucher l’ho capito solo adesso.
Prima pensavo fossero solo pezzi di carta, una roba tipo i fratelli un po’ scemi dei soldi ma sbagliavo di brutto.
Un voucher è davvero per sempre.
Un voucher ti capisce anche se tu lo disprezzi.
Un voucher ti insegna cose che nella vita non avresti mai pensato di imparare.
Ma vabbè, buona settimana a tutti e speriamo sia un’altra settimana in cui si legge e si sente dire “voucher” dappertutto.
Cordiali saluti.

I Don’t Belong (Fontaines DC, 2020)

NUOVE ANTENNE CRESCONO

Da: Circolo Legambiente Delta del Po di Comacchio

Da alcune settimane, il Circolo Legambiente Delta del Po di Comacchio, ha ricevuto telefonate da soci e da cittadini i quali esprimevano preoccupazione per l’istallazione di nuove antenne sul territorio comacchiese.
A dire di molti su queste antenne vengono posizionati trasmettitori della telefonia mobile di ultima generazione 5G.

Martedì 9 Giugno  si è riunito il consiglio direttivo del circolo Legambiente aperto alle persone che avevano espresso preoccupazioni.  Dopo una approfondita presentazione e discussione sulla conoscenza attuale delle emissione elettromagnetiche degli attuali trasmettitori di telefonia mobile  2G, 3G, 4G  e delle frequenze utilizzate: 700 mhz, 3,7 ghz, 26 ghz .   Abbiamo considerato anche che si creerà una rete interconnessa in ogni luogo: casa, auto, ufficio.  In pratica saremo circondati per 24 ore da un campo magnetico costante.

Le informazioni disponibili raccontano di una sperimentazione sul territorio nazionale senza studi che confermino o meno la reazione negativa sul  corpo umano, sugli animali e sulla flora. Inoltre, proprio in queste settimane sono tantissimi i comuni che stanno rifiutando l’istallazione sui loro territori a motivo che non viene presentata e documentata una ricerca per garantire i livelli di sicurezza da parte degli enti sanitari.
Quindi abbiamo già presentato al Sindaco del Comune di Comacchio la richiesta di un incontro per conoscere le Sue intenzioni in quanto responsabile della salute dei cittadini.

Siamo in attesa di essere convocati al più presto per ricevere risposte in merito.

Marino Rizzati, Presidente del Circolo Legambiente Delta del Po di Comacchio

Via della Ghiara

Convivere allo stesso tempo pur essendo di tempi diversi, eppure trovare accordi cromatici e sintattici spesso riconducibili alla volontà del cervello di trovare una sintesi finale che possa far apparire omogeneo, equilibrato e con un significato ciò che si trova davanti. Volontà intellegibile o fallacia logica? Non è dato sapersi…

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