Giorno: 13 Luglio 2020

Turismo e Cultura. Stefano Accorsi per rilanciare Città d’arte e cineturismo

Da: Regione Emilia- Romagna

Dopo Alberto Tomba per l’Appennino e Paolo Cevoli per la Riviera Romagnola, parte la nuova campagna di promozione. Partecipano alla presentazione l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, e il coordinatore della Destinazione Turistica Bologna con Modena, Matteo Lepore

Prosegue l’impegno promozionale della Regione a sostegno delle sue eccellenze turistiche: dopo Alberto Tomba per l’Appennino e Paolo Cevoli per la Riviera Romagnola, l’Emilia-Romagna ha scelto un volto di fama internazionale per rilanciare le sue splendide Città d’Arte e i suoi itinerari di cineturismo: Stefano Accorsi.

L’attore emiliano sarà ambasciatore, nei prossimi tre anni, dell’offerta di arte e cultura della Regione – a cui dedicherà anche un video documentario per il grande schermo- nonché del turismo legato ai luoghi dei celebri registi emiliano-romagnoli, da Federico Fellini a Michelangelo Antonioni, da Bernardo Bertolucci a Pier Paolo Pasolini.

I dettagli della nuova campagna promozionale saranno illustrati ufficialmente nel corso della conferenza stampa che si svolgerà mercoledì 15 luglio, alle ore 13.00, nell’Aula Magna della Regione Emilia-Romagna (Viale Aldo Moro 18, Bologna).

All’incontro – nel quale verranno rispettate le misure di sicurezza e distanziamento previste – parteciperanno, assieme a Stefano Accorsi, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, e il coordinatore della Destinazione Turistica Bologna con Modena, Matteo Lepore.

Life: domani un nuovo evento in via Gobetti

Da: Ufficio Stampa LRComunicazione

All’interno della rassegna Life – Note e Letture d’estate, martedì 14 luglio, dalle ore 19, presso Nido Camilla di via Gobetti, è in programma una serata-aperitivo all’insegna della creatività, nel doppio ambito della scrittura e della musica d’autore.

Ospiti della serata saranno Leonardo Rosa, giornalista, copywriter, autore di alcuni libri ambientati a Ferrara come
“Una strada lastricata di sogni” e il giallo “Lo spirito che muove la giostra”, insieme a Cranchi
gruppo folk, capitanato dal cantautore Massimiliano Cranchi, autore di canzoni e musiche da film, in compagnia di alcuni musicisti della band: Marco Degli Esposti, Alessandro Gelli e Luca Zerbinati.

A presentare l’incontro ci sarà Giorgio Ferroni di Life.

Edilizia pubblica: Catellani: “Regione destini quote riservate di alloggi agli over 65”

Da:Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

13 LUG – “Poiché i dati demografici ci presentano una popolazione regionale che continua ad invecchiare, in particolare la popolazione dei “grandi anziani”, rappresentata dalle persone con più di 75 anni (560.835 persone), incide per il 12,6% sul totale dei residenti, ovvero oltre una persona su dieci, e poiché la recente pandemia Covid-19 ha dimostrato la fragilità del sistema regionale di assistenza agli anziani, la Regione, in attesa di una modifica organica della legge regionale sull’edilizia pubblica, raccolga l’eventuale disponibilità di amministrazioni comunali interessate a sperimentare soluzioni abitative con caratteristiche specifiche rispetto alle esigenze di socialità e di necessità socio-assistenziali connesse all’età avanzata”.

E’ quanto chiede Maura Catellani, consigliere regionale della Lega E-R, in una Risoluzione che impegna la Giunta di viale Aldo Moro ad effettuare “un sondaggio” fra le amministrazioni, in attesa di una modifica organica della legge regionale sull’edilizia pubblica che possa prevedere l’introduzione di “quote riservate di alloggi” per “anziani” e “grandi anziani”.

“Oggi, alla luce di quanto accaduto – spiega Catellani – si impone la necessità di ripensare un futuro dei servizi sanitari e in particolare dei servizi socioassistenziali rivolti agli anziani che tenga conto degli insegnamenti che ci ha dato questa malattia. In questa ottica nasce l’esigenza di sperimentare nuovi modelli di residenzialità che facilitino il mantenimento di un’alta qualità di vita per gli anziani, soddisfacendo al contempo una loro esigenza di autonomia e socialità, cosa che andrebbe garantita anche per i sempre più anziani che versano in condizioni particolari di fragilità sotto il profilo economico”.

A tal fine, prendendo atto del contesto socio economico del nostro territorio e dal particolare stato di fragilità nel quale versa una porzione sempre più consistente della popolazione anziana, si impone la revisione della legge regionale 8 agosto 2001, n. 24, recante “Disciplina generale dell’intervento pubblico nel settore abitativo” introducendo la previsione di una riserva di alloggi ad essa dedicata pari almeno al 25% degli alloggi annualmente da assegnare.

“In primo luogo si tratta di inserire una riserva di appartamenti che appositamente riammodernati, all’interno di stabili a ciò specificatamente dedicati, vengano esclusi dalle graduatorie generali ed assegnati sulla base di apposita graduatoria riservata ad anziani (over 65) e grandi anziani (over75);

la costituzione di una riserva di posti all’interno delle assegnazioni deve essere completata da interventi edilizi atti a rendere una parte del patrimonio edilizio pubblico funzionale a questa particolare tipologia di utenza. Gli edifici utilizzati integralmente a tal fine – illustra l’esponente leghista -:dovranno necessariamente essere privi di barriere architettoniche e saranno dotati di ascensore adeguato alla movimentazione di un’utenza con difficoltà deambulatoria, ivi compresa la capienza necessaria a contenere una o più carrozzine per anziani o disabili e relativo accompagnatore; gli stabili dovranno essere suddivisi in mini-appartamenti destinati ad ospitare un singolo utente od una coppia ed essere completati da zone comuni che facilitino la socializzazione dell’utenza; in questa ottica, le abitazioni private, che rimangono un inviolabile spazio di privacy del nucleo familiare dovranno contenere tutte le caratteristiche delle case convenzionali, ma saranno completate da aree comuni che incoraggiano l’interazione sociale consentendo ai residenti di accedere a ulteriori attrezzature e strutture comuni come giardino, lavanderia, sale comuni, biblioteca. Servizi come, ad esempio servizi sociosanitari o socio-assistenziali e di accompagnamento, assistenza domiciliare per anziani e disabili, ecc..”

L’obiettivo, per Catellani, è quello di concentrare fisicamente questa tipologia di utenza, pur rispettandone la privacy nell’abitare, consente una più agevole e razionale azione sia da parte dei servizi sociali comunali che di quelli infermieristici arrivando ad ipotizzare anche la possibile presenza di un servizio di assistenza infermieristica da remoto sette giorni su sette, 24 ore su 24;

tali stabili potrebbero poi essere dotati di un servizio di portierato sociale grazie al quale associazioni od anche una famiglia in temporanea difficoltà possa vedersi riconosciuto temporaneamente l’alloggio siglando un accordo con l’Amministrazione comunale nel quale il pagamento dell’eventuale affitto è supplito dall’impegno di curare la pulizia e la manutenzione delle aree comuni, nonché nell’eventuale supporto offerto agli utenti per piccoli servizi, quali ad esempio l’andare a fare la spesa.

Una tale soluzione abitativa destinata ad anziani economicamente in difficoltà, che rischiano di restare al margine della società, “avrebbe il pregio di cumulare il beneficio dell’assegnazione di un alloggio di edilizia pubblica con una forma blanda di co-housing che faciliti il formarsi di una nuova socialità per l’anziano e d’altro canto renda più agevole per il pubblico l’offerta di servizi nei suoi confronti limitando, o comunque rimandando il più possibile, il ricorso all’accesso a RSA”.

Catellani, infine, ricorda come “il Presidente della Regione, nel proprio programma elettorale, aveva annunciato “una profonda revisione della legge regionale sulle politiche abitative, per adeguarla alle mutate condizioni sociali generali e di mercato delle abitazioni”, ovvero una revisione della legge regionale 8 agosto 2001, n. 24, recante “Disciplina generale dell’intervento pubblico nel settore abitativo”.

Riapertura dell’Abbazia di Pomposa e del Polo Museale dal 21 luglio 2020

Da: Comune di Codigoro

Dal 21 luglio prossimo le porte dell’Abbazia di Pomposa e del Museo Pomposiano si riapriranno, per consentire ai visitatori di scoprire o riscoprire i tesori preziosi, custoditi da oltre mille anni nel complesso abbaziale, divenuto nell’Alto Medioevo uno dei centri culturali e religiosi più floridi di tutta la cristianità. Il Polo Museale, in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale, ha adottato una serie di misure necessarie alla riapertura, in piena sicurezza della chiesa, della Sala del Refettorio e di quella del Capitolo, prevedendo specifiche modalità di ingresso contingentate, anche per gli spazi museali. “Ringrazio la direttrice del Museo Archeologico nazionale di Ferrara, Paola Desantis – dichiara il Sindaco Sabina Alice Zanardi -, per essersi adoperata a consentire la riapertura dell’Abbazia di Pomposa, autentico gioiello, ricco di storia, archeologia, arte, per secoli punto di riferimento del mondo cristiano e, oggi, tra i siti di interesse turistico e culturale tra i più importanti al mondo. L’emergenza sanitaria ha imposto la chiusura dei luoghi della cultura, ma grazie alle linee guida regionali il Polo Museale ha lavorato attorno ad un piano di riapertura che, alla necessità di assicurare piena sicurezza a visitatori e dipendenti, unisce l’esigenza di rendere nuovamente fruibile uno dei siti storici tra i più amati e visitati, non solo a livello nazionale”. Soddisfatto per il risultato raggiunto, anche il Presidente della Pro Loco di Codigoro Davide Nardini, si unisce ai rallegramenti del Sindaco, ricordando che “nel 2019 sono arrivati in visita all’Abbazia di Pomposa 1.300 pullman, provenienti anche dall’estero. Si sono contati inoltre 150mila visitatori, 75mila biglietti venduti per le visite all’abbazia, con un incremento del 22% rispetto al 2018, delle presenze, nelle strutture ricettive di Codigoro. Quest’anno l’epidemia da coronavirus non ci ha permesso di eguagliare o superare gli eccellenti risultati raggiunti lo scorso anno, – prosegue Nardini -, ma l’ufficio Iat, gestito dalla Pro Loco, sta intercettando il desiderio di tanti che, al telefono o via mail, chiedono informazioni, non solo sull’apertura dell’Abbazia e dell’annesso museo, ma anche sugli itinerari ciclo-turistici. In collaborazione con l’Amministrazione Comunale stiamo lavorando su numerosi progetti, che coniugano il turismo ambientale e culturale ad eventi enogastronomici.”

Cinema sul mare: parte la rassegna di film sotto le stelle

Da: Organizzatori

Prenderà li via mercoledì 15 luglio la rassegna cinematografica dal titolo “Cinema sul mare” che fa parte degli eventi estivi sostenuti dal Comune di Comacchio ed organizzati da Made Eventi. La rassegna, che anche quest’anno sarà curata da Maurizio Cinti, fondatore di Delta cinematica, l’associazione che cura tutto il cartellone, è arrivata alla decima edizione. Dieci anni di cinema in riva al mare che hanno riscosso ogni anno un successo crescente. “L’abbiamo chiamata così, cinema sul mare – spiega Maurizio Cinti – perché è cominciata proprio sul mare, nel piazzale del Bagno Paradiso a Porto Garibaldi. Lo scopo che ci siamo prefissi è quello di diffondere la cultura del cinema, proponendo titoli che per vari motivi sono stati penalizzati dalla distribuzione nelle sale”. E’ il caso proprio del primo film in programma mercoledì nel parco del Museo Brindisi a Lido di Spina. Si tratta di “I villeggianti” di Valeria Bruni Tedeschi. Un film che racconta uno spaccato di certa borghesia in vacanza, quella parte di borghesia che ancora oggi vuole conservare un’idea di superiorità, che oggi la storia non le riconosce più. Con lei nel cast, fra gli altri, ci sono anche Valeria Golino e Riccardo Scamarcio. Valeria Bruni Tedeschi per questo film ha vinto il Davi di Donatello come miglior attrice.
Cinema sul mare sarà divisa in due tranche. La prima, composta di quatto proiezioni, tutte di mercoledì, al Museo Brindisi, la seconda ad agosto nel parco del Capanno Garibaldi a Lido delle Nazioni. Due location molto suggestive, all’aperto, immerse nella natura. L’ingresso alle proiezioni sarà completamente gratuito e nella massima sicurezza per tutti gli spettatori.
Ecco il programma completo della rassegna

CINEMA SUL MARE
Arena cinematografica all’aperto. In collaborazione con Delta Cinematica.

Giardino della Casa Museo Remo Brindisi, Lido di Spina – ore 21.30
Mercoledì 15 luglio, I villeggianti di Valeria Bruni Tedeschi
Mercoledì 22 luglio, Sole di Carlo Siroli
Mercoledì 29 luglio, Cafarnao di Nadine Labaki
Mercoledì 5 agosto, Mirai di Mamoru Hosoda (film d’animazione)

Capanno Garibaldi, Lido delle Nazioni – ore 21.00
Martedì 11 agosto, Stanlio & Ollio La vera storia di un’amicizia irresistibile
Martedì 18 agosto, ARRIETTY – Il mondo segreto sotto il pavimento di Hiromasa Yonebayashi
Martedì 25 agosto, STYX di Wolfgang Fischer

Cooperativa Brodolini cresce: fatturato 2019 a +9,8% per oltre 50 milioni

Da: Ufficio Stampa Brodolini

815 lavoratori in forza a giugno 2020;
9.918 ore di formazione nell’ultimo anno;
92 trasformazioni a tempo indeterminato tra gennaio 2019 e giugno 2020;
Volania, Comacchio – 13 luglio 2020 – Cooperativa Brodolini, una delle più importanti realtà nel settore dei servizi di igiene ambientale attiva in Emilia-Romagna e Veneto, ha chiuso il 2019 con un fatturato per servizi di igiene urbana di 50 milioni e 295 mila euro, in crescita del 9,8% rispetto al 2018.
“Un risultato importante e significativo – ha commentato Enrico Strambini, Presidente di Cooperativa Brodolini – che evidenzia il grande merito di tutta la squadra di lavoro che tra le province di Ferrara, Bologna, Modena, Padova e Parma ogni giorno porta avanti un servizio essenziale e di grande qualità per i cittadini e le comunità”.
I dati, presentati durante l’assemblea dei soci che si è svolta sabato 11 luglio in modalità telematica nel pieno rispetto delle disposizioni di prevenzione e tutela dal contagio da COVID-19, hanno inoltre evidenziato come tra il 2019 e i primi sei mesi del 2020 Cooperativa Brodolini ha trasformato a tempo indeterminato 92 contratti attestandosi a quota 815 lavoratori complessivi nel mese di giugno 2020. Persone che hanno potuto usufruire di quasi 10 mila ore di formazione nell’arco del 2019.
“Colgo quest’occasione – ha aggiunto Enrico Strambini a margine dell’assemblea – per ringraziare di cuore tutti i lavoratori Brodolini che in questo 2020 così complesso hanno sempre fatto la loro parte, come accade da quasi cinquant’anni, nonostante preoccupazioni e timori che ci hanno toccato nel profondo. La Cooperativa ha risposto immediatamente all’emergenza sanitaria attraverso l’acquisto di 150.000 mascherine, 210.000 guanti oltre a tute, visiere, la sanificazione di sedi e automezzi, ma sono stati senso del dovere e responsabilità di tutti che hanno davvero fatto la differenza per poter superare anche questa sfida”.

LA SINISTRA PERDUTA E UN MATCH SENZA STORIA
Il passato di Renzi contro il futuro di Berlinguer

Sentire parlare Renzi di Berlinguer è come sentire Gelain parlare di Edson Arantes Do Nascimiento. Non è semplicemente offensivo, è fuori tema. Non c’entra nulla, sono piani contrapposti, è come scivolare sulle pendici del Montagnone seduti su un cartone e fare la discesa libera sulla Streif a Kitzbühel.
L’ex leader di un partito, che alcuni, ancora, purtroppo, imperterriti ritengono di sinistra, che con orgoglio dichiara di mai essere stato comunista, rivendicando, anche se non palesemente, le sue origini democristiane, è la vera nemesi della evaporazione dei valori di sinistra nella società italiana.
Sia chiaro, nessuna critica a chi è diverso da me, io sono il solito, anacronistico dinosauro e quindi non faccio testo. Ma è interessante analizzare, in maniera sociologica il percorso effettuato dal Partito Democratico, figlio della tradizione catto-comunista italiana, da prima della sua fondazione ai giorni nostri.
Il povero Renzi, figlio dei fantasmi dei Natali precedenti, non perde occasione per dimostrare il suo fastidio nei confronti dei rossi, ‘la lettera scarlatta! che lui e pure gli altri, rifiutano senza se e senza ma. Addirittura nel criticare Berlinguer ed il Pci addita il fatto di essere stato tra la gente, come un difetto, mettendo al primo posto la vittoria elettorale e non la rappresentanza di un popolo. Ricordo al ragazzaccio di Firenze che un Italiano su tre era comunista e che 12.600.000 nostri connazionali a metà degli anni Settanta votarono il primo partito in alto a sinistra nelle schede elettorali.
Il coinvolgimento, il sentirsi una piccola parte di una grande utopia, non ha eguali nel misero panorama politico dell’Italia di oggi.
Sarebbe bello un mondo dove i tasselli del puzzle riprendessero ad avere la loro consona collocazione.
Il Renzismo è un sepolcro imbiancato del neoliberismo attuale, il Partito Democratico è (a parere mio) un raggruppamento moderato di una destra liberale.
E la sinistra?
E’ un’altra cosa.
Non potrà mai esistere, e storicamente mai esistette, una ipotetica unità a sinistra, se non verrà fatta chiarezza su che cos’è o cosa vuole essere la sinistra italiana.
Mille anime, mille rivoli, mille raggruppamenti, che mai vinceranno le elezioni. Ma per ricreare un popolo e ritornare a parlare con quel medesimo popolo è fondamentale, partire da una vittoria elettorale? Ecco, io credo sia quello il problema. E’ come se una squadra di calcio dei dilettanti si ponga il problema di vincere la Champions.
Occorre camminare, prima di iniziare a correre.
La modernità di Berlinguer sta nelle sue idee, sta nell’aver capito che il mondo non è o bianco o nero, sta nella ottusa convinzione che gli ultimi sono la base di un qualsiasi raggruppamento di sinistra, che non si vergogna della bandiera rossa e che addirittura ne rivendica la forza trainante per il cambiamento della società.
Io ritengo legittime le posizione centriste e centripete di molti esponenti della sedicente sinistra italiana. Ma non sono le mie.
Non credo che si esca dalla crisi stando né a destra e né a sinistra, così facendo si diventa barricata, parafrasando Lenin. Semplicemente credo che l’evoluzione del capitalismo rapace, quello della mercificazione e privatizzazione del tutto, abbia fallito, così in Italia e così nel mondo.

La cosa pubblica, il welfare, il solidarismo, “ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni” (cit.), non sono concetti superati e nemmeno ottuse paturnie di pochi trinariciuti vetero comunisti. Sono il punto di partenza o meglio di ripartenza, di una sinistra di popolo, una sinistra dell’anima, che non ha la velleità di ricostruire uno sbriciolato centro sinistra, ma ha l’obbiettivo di ricostruire se stessa.
Matteo, non volermene, ma non metterti più contro Enrico, non ne hai il fisico, sarebbe come se Patricio Sumbu Kalambay avesse voluto sfidare Muhammad Ali.
Sarebbe stato un match senza storia.

Nota: questo articolo è uscito per la prima volta su Ferraraitalia il 15.02.2019

Interpellanza sulla redazione del Piano Urbanistico Generale

Da: Gruppo Azione Civica

premesso che

l’aggiornamento continuo degli strumenti urbanistici generali è necessario soprattutto in
momenti di crisi economica e di difficoltà del mondo imprenditoriale e delle famiglie, non solo
per rispondere alle opportunità e alle richieste che possono emergere dal mondo privato, ma
soprattutto per indirizzare le politiche di sviluppo di un territorio e mettere a sistema tutti gli
aiuti, gli incentivi e gli strumenti individuati dagli enti pubblici statali, regionali e comunali;
che nel 2018 la Regione Emilia-Romagna ha emanato la nuova legge urbanistica (L.r.24/2017)
che impone ai Comuni la redazione del Piano Urbanistico Generale da attivare entro dicembre
2020 e da approvare entro dicembre 2023, con termini perentori la cui disattesa porterebbe a
blocchi dell’attività urbanistica ordinaria; la legge si concentra sul favorire la rigenerazione
urbana eliminando le espansioni nel territorio e preservando il suolo, sulla qualificazione
della città esistente e sulla semplificazione procedurale;
che per Ferrara il PUG è necessario in quanto consentirebbe di mettere a sistema tutte le
misure introdotte negli ultimi anni sull’incentivo alla rigenerazione e riqualificazione urbana,
sul riuso degli edifici, tutte le agevolazioni per le imprese e il tessuto imprenditoriale, tutte le
semplificazioni per i cittadini, e rappresenta lo strumento necessario per affrontare le
tematiche ambientali, di rischio e di opportunità, verso la transizione ecologica;

rilevato che

il nostro territorio ha bisogno più che mai di una cornice programmatoria e di indirizzo,
capace di contenere anche molti dei programmi strategici e dei progetti operativi scritti nel
Documento Unico di Programmazione di questa Amministrazione;
che il Comune di Ferrara, grazie al grande lavoro fatto negli anni scorsi, ha tutte le condizioni
per poter realizzare il PUG con tempistiche e modalità veloci ed efficaci: il personale tecnico.

Inaugurazione Punto di Ascolto Associazione Cuore di Donna

Da: Agenzia stampa Cuore di Donna

L’Associazione Cuore di Donna con sede in provincia di Bergamo, si è sviluppata e cresciuta al punto tale di essere oggi una realtà Nazionale. Da Giugno, opera anche a Ferrara e provincia e più precisamente a Lagosanto dove vivono le prime volontarie e la referente di Cuore di Donna , la signora Lorella Bagarini , che con entusiasmo e determinazione hanno aderito al progetto di lavoro di Cuore di Donna nel Ferrarese e dove verrà inaugurato alla presenza della Presidente Nazionale dell’Associazione, Myriam Pesenti e della vice presidente Nazionale Loredana Pau, il giorno 19 Luglio alle ore 11,00 presso la Sala Civica dell’Antica Pescheria in Piazzetta dei Fiocinini un Punto di ascolto. Il punto di ascolto avrà sede in una delle sale all’interno della stessa Sala Civica gentilmente concessa dall’Amministrazione Comunale di Lagosanto, grazie all’interessamento ed al sostegno del Sindaco Cristian Bertarelli che si è impegnato con entusiasmo a sostenere obiettivi ed iniziative dell’Associazione. Cuore di Donna si costituisce il 2 Dicembre 2012 a Casazza, in Val Cavallina in provincia di Bergamo da un gruppo di donne operate di tumore che si “incontrano” sui social network Facebook, per condividere l’esperienza di un percorso difficile e particolare come quello del tumore, per poi svilupparsi sull’intero territorio Nazionale con delegazioni attive in Lombardia, Liguria, Sardegna, Puglia, Veneto e Lazio e dal 19 Luglio finalmente approda anche in Emilia Romagna. Gli obiettivi primari dell’associazione sono fornire informazione, attuare campagne di prevenzione, sensibilizzare istituzioni ed opinione pubblica sui tumori femminili, in particolar modo sul tumore al seno, stimolare le agenzie sanitarie operanti sul territorio a proporre interventi mirati per le patologie tumorali, rappresentare i diritti delle donne e offrire auto-mutuo-aiuto, impegnarsi in azioni di volontariato anche all’interno delle strutture ospedaliere a supporto delle Breast Unit (unità di senologia) e delle donne in cura.

TERZO TEMPO
I due Clásicos di Laudrup

Tra i calciatori che hanno vestito le maglie di Barcellona e Real Madrid, Michael Laudrup è probabilmente l’unico ad aver lasciato un bel ricordo in entrambe le tifoserie. Il giudizio unanime sull’ex giocatore danese rappresenta una curiosa anomalia, specialmente se consideriamo il fatto che lo stesso Laudrup è passato da una squadra all’altra: un evento, questo, che il più delle volte lascia degli strascichi – basti pensare ai trasferimenti di Figo o Luis Enrique – e può “macchiare” la legacy di qualsiasi atleta. Non è stato il caso di Laudrup, al quale sono bastate due partite per conquistarsi l’affetto più o meno incondizionato di Barcellona e Madrid, la cui accesissima rivalità dà vita all’incontro denominato El Clásico.

Centrocampista o all’occorrenza trequartista, l’ambidestro Laudrup si distingueva per l’eleganza e l’imprevedibilità del suo dribbling, nonché per la precisione nell’ultimo passaggio. Dopo aver trascorso cinque stagioni a Barcellona (1989-1994), nel biennio successivo vestì la camiseta blanca della capitale spagnola, continuando a collezionare trofei e riconoscimenti individuali. Tuttavia, aver vinto da protagonista due Clásicos memorabili, caratterizzati dallo stesso identico risultato e dal suo cambio di maglia, ha elevato ulteriormente il suo status di giocatore determinante. E tutto ciò nel giro di un anno, cioè dal 5-0 dell’8 gennaio 1994 al 5-0 del 7 gennaio 1995: due partite che hanno segnato la fine e l’inizio di due cicli vincenti, seppur molto differenti tra loro.

Highlights del primo dei due Clásicos: all’ultimo anno in maglia blaugrana, Laudrup entra al 47′ al posto di Stoichkov e serve l’assist del 4-0 a Romario. (Clicca sull’immagine per vedere il video)

Il Barcellona di Cruijff era all’apice della sua parabola: in quella stagione segnò addirittura 91 gol – 20 in più del secondo miglior attacco, cioè quello del Real Saragozza – e vinse la sua quarta Liga consecutiva in un modo piuttosto palpitante. Fu infatti l’errore dal dischetto di Miroslav Djukic, difensore del Deportivo La Coruña, a decidere il duello a distanza dell’ultima giornata di campionato. Nonostante ciò, il rendimento di Laudrup subì un lieve calo, e il centrocampista danese venne escluso più volte dalla lista dei convocati, specialmente in Champions League. Il passaggio al Real Madrid di Jorge Valdano arrivò quindi al momento giusto: sia per avviare una nuova fase della propria carriera – Laudrup aveva appena compiuto 30 anni – che per guidare l’ascesa di una squadra ambiziosa e in cerca di riscatto. La scelta si rivelò più che azzeccata, e il primo Clásico in maglia bianca è lì a dimostrarlo.

Highlights del secondo 5-0: Laudrup stavolta è titolare, gioca una gran partita e mette a referto un altro assist, cioè quello del 3-0. (Clicca sull’immagine per vedere il video)

Insomma, quella sconfitta segnò l’evidente declino del Barça di Crujif e, allo stesso tempo, l’inizio di un piccolo ciclo vincente del Real Madrid, che vinse due campionati e una Champions League negli anni successivi al trasferimento di Laudrup. Difatti, la sua prima stagione nella capitale spagnola coincise con la fine del quadriennio di vittorie blaugrana (1990-1994) e il 26º titolo di Campione di Spagna del Real Madrid. Grazie a questo successo, l’ex centrocampista danese è diventato, ed è tuttora, l’unico giocatore ad aver vinto cinque campionati spagnoli consecutivi vestendo più di una maglia: un record che la dice lunga sull’impronta lasciata dallo stesso Laudrup nel calcio iberico. È inevitabile, quindi, che il pubblico della Liga mostri da più di vent’anni un’ammirazione trasversale e sincera nei suoi confronti, e, a tal proposito, l’ex centrocampista di Barcellona e Real Madrid ricorda con piacere un episodio avvenuto qualche anno dopo il suo ritiro.

“All’aeroporto di Valencia un padre con un figlio di circa 10-12 anni si è avvicinato a me chiedendomi una foto. Ho detto di sì, e, mentre ci facevamo la foto, il padre ha cominciato a parlare di me a suo figlio raccontandogli la mia carriera e le mie vittorie, ma prima che potesse terminare la frase il bambino lo ha interrotto dicendo “5-0, 5-0″. Ed è stata l’unica cosa che ha detto, non ha neanche menzionato il mio nome.”

caduta

Parole a capo
Ivan Pozzoni: “Cinquecento” e altre poesie

“La poesia è un diario scritto da un animale marino che vive sulla terra e vorrebbe volare”
(Carl Sandburg)

 

CINQUECENTO

Non scrivo niente da Maggio, e adesso che si è attivato Natale
è ora di mettere fine al mio silenzio occipitale,
l’Italia procede con chiasso, il mercato dei voti è all’ingrosso
il Parlamento giallo-verde si è trasformato in giallo-rosso,
coltelli tra i denti a dibattere sul famigerato MES
che l’italiano medio non arriva alla fin del mes,
da due / tre mes avvengono più sbarchi che in Normandia
e le nuove risorse le piazziamo sotto ai cavalcavia.

È tornato Renzi, con la faccia da Fonzie,
oramai siamo trattati come una nazione di stronzi,
con l’intento di ridestare la legge Fornero
continuando a veder rosso nel bel tempo ci spero,
Berlusconi è caduto sulla soglia del gerontocomio
e subito mi scivola Fede e si rompe un binomio.

Non scrivo niente da Maggio e a Natale niente è cambiato
a Taranto si va avanti a morir di lavoro o a morir disoccupato,
la maggioranza è diventata minoranza, la minoranza è diventata maggioranza
Roma è diventata una discarica e la Raggi dimostra costanza
si vede che adora l’Ama senza mostrare alcun surmenage
che tra i cittadini romani va di moda il bondage.

 

LA MIA DEPRESSIONE È CHIMICA

Ci sono giornate che non ti alzeresti dal letto
non so se è questione di chimica o se son solo matto,
non vedi l’ombra di un futuro, no future, punkabbestia senza cane,
ti senti Mansell, in Williams, abbandonato a una chicane.

Non senti niente da dire, non trovi tasti da battere
la noia ti strangola dentro da non riuscire neanche a combattere
l’idea di te, inutile, l’idea di te, insensato, idee senza senso
non resta che stringere i denti e attendere i frutti di un altro scompenso.

Ci dicono che non funzionino noradrenalina e serotonina
pareggiano imbottendoti i sensi di dopamina e fluoxetina,
il tuo io, schiacciato tra ansia e euforia, è un puck sparato sul ghiaccio
e recita joie de vivre senza copione, farneticando a braccio.

La disoccupazione è al 15%, c’è coda sul reddito di cittadinanza,
i ratings italiani barcollano in mano agli squali dell’alta finanza,
nei grafici del nostro bilancio mi manca l’ascissa:
o sono alienato o io sono sano e l’Italia è depressa.

 

 LA POESIA, L’EMBOLO E I CONATI

Poesia, comprata a cento lire sulle riviste come Atelier
mai assunta a sorsi minuti come avveduti sommelier
buttata allo strazio da centinaia di voci improvvisate
regalata, senza pudore, su blog e antologie vendute a rate.

Poesia, non ti interessi se il mio cane non arriva a bere nel cesso
sbrodoli, versando versi maldestri, di fiori odorosi o me stesso,
chiusa tra le Muse all’Elicona e l’autobiografia,
inizio a delirare di te quando sono depresso,
vittime, entrambe, di una sana alienazione da schizofrenia.

Poesie scritte sul mese di Maggio,
su terre d’Africa olezzanti di foraggio,
su una gioiosa vacanza a Luino
sulla saggezza di un vecchio taccuino.

Poesia scritta su tutto, scritta su tutti, scritta su niente
mi fai venire un embolo al conto corrente
il solo sospetto che tu ci sia
mi avvolge in conati di atarassia.

 

LA MALATTIA INVETTIVA

Per scoprire le cause del mio vivere ogni evento come in dissenteria,
hanno versato inchiostro, enorme svista, nella cannula della gastroscopia
i medici anatomopatologi, e mi hanno diagnosticato la malattia invettiva,
associata a reflussi letterari, dilagati dall’esofago, a ossidarmi la gengiva.

Quando, cane cinico al collare, fiuto odor di malcostume o lezzo d’egopatia
non riesco a tollerare l’altro-nel-mondo, vittima d’abuso di xenofobia
dimentico ogni forma di fair-play, calo nella nebbia del Berserker,
incazzato nero come uno Zulu costretto a sopportare un afrikaner,
dico rom al sinti, sinti allo zingaro, zingaro al rumeno, rumeno al rom
non riuscirei nemmeno a trattenermi dall’urlare a Hitler aleikhem Shalom.

Se non vi digerisco sento dentro «uh, uh, uh» come Leonida alle Termopili,
identificando i vermi, che mi stanno intorno, coll’acuirsi del valore dei miei eosinofili
emetto, in eccesso, acido cloridrico e smetto di disinibire la pompa protonica
con la disperazione di un Mazinga mandato in bianco dalla donna bionica,
sputando, con l’accortezza del Naja nigricollis, ettolitri di cianuro
in faccia a chi, dandomi noia, sia condannato a sbatter la testa al muro.

Per comprendere l’ethos del mio vivere in assenza d’atarassia
barbaro che incontra un cittadino nella chora dell’anti-«poesia»,
sarete tutti, nessuno escluso, costretti a inoltrarvi in comitiva
nei meandri labirintitici della mia malattia invettiva.

(Pubblicata in Anterem, novembre 2019)

Ivan Pozzoni
Ivan Pozzoni è nato a Monza nel 1976. Ha diffuso molti articoli dedicati a filosofi italiani dell’Ottocento e del Novecento, e diversi contributi su etica e teoria del diritto del mondo antico; collabora con numerose riviste italiane e internazionali. Tra il 2007 e il 2018 sono uscite varie sue raccolte di versi.

Dal 6 al 18 luglio  Parole a capo, la rubrica di poesia di Ferraraitalia, esce ogni mattina durante tutta la settimana. Per leggere tutte le puntate e tutti i poeti di ‘Parole a capo’ clicca [Qui]

Copparo: conseguenze del maltempo

Da: Comune di Copparo

Il maltempo di sabato 11 luglio ha causato diversi disagi nel territorio copparese.
In via Chiesa a Sabbioncello San Pietro un albero è caduto su una centralina e ha causato l’interruzione di energia elettrica nella zona. Si è atteso sino al pomeriggio di domenica 12 l’intervento di Enel. La rimozione della pianta da parte dei Vigili del Fuoco infatti è potuta avvenire solo nel momento in cui cavi sono stati messi in piena sicurezza: dalle 15 e per diverse ore si è lavorato per liberare le carreggiate, rinvenendo fra i rami anche i cavi della pubblica illuminazione e di Telecom. Enel, dal canto suo, ha via via ripristinato le utenze.
In via Serraglione, strada bianca di collegamento tra la Sp 5 e via Modena, si è invece aperta una voragine, che ha reso necessaria la chiusura al traffico: il Comune di Copparo, in collaborazione con la Polizia Locale, hanno optato per la transennatura della sede stradale. In questo caso ha nuovamente ceduto il terreno dove circa un mese fa il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara aveva eseguito il ripristino di un tombinamento. Il servizio tecnico comunale ha già segnalato l’accaduto al Consorzio per un intervento urgente.
«Desidero ringraziare quanti sono intervenuti con grande impegno anche in questa circostanza – afferma il sindaco Fabrizio Pagnoni -. I nostri Vigili del Fuoco e la nostra Protezione Civile, la Polizia Locale e l’ufficio tecnico comunale si distinguono per la loro preziosa attività sul territorio in queste ormai purtroppo frequenti situazioni di violento maltempo».

Memoria. Campo di Fossoli, il presidente Bonaccini alla commemorazione

Da: Regione Emilia-Romagna

Il 12 luglio di 76 anni fa vennero trucidate 67 persone recluse nel Campo vicino a Carpi (Mo) utilizzato dalle SS tedesche come luogo di transito verso i lager nazisti in Germania. Oggi luogo visitato da tantissime persone e studenti, valorizzato attraverso fondi regionali e statali

“Il dolore del ricordo è un dovere per chi rappresenta le Istituzioni, un vero e proprio monito cui dobbiamo ancorare il nostro presente. Per questo essere qui oggi a Fossoli, dove il 12 luglio di 76 anni fa 67 persone vennero trucidate dalla follia nazifascista, testimonia che la Regione Emilia-Romagna non dimentica i valori di libertà e democrazia su cui è fondata la nostra Repubblica. E non dimentica i suoi martiri, le tante donne e i tanti uomini che nella nostra regione persero la vita avendo scelto di stare dalla parte della libertà e che contribuirono a fare di quei valori i pilastri delle nostre comunità”.

Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ha partecipato alla commemorazione dell’anniversario dell’eccidio del 12 luglio 1944 presso il poligono di tiro di Cibeno, un quartiere di Carpi (Mo), in cui furono trucidate 67 persone recluse nel Campo di Fossoli. Le vittime provenivano da 27 province italiane, avevano diversa estrazione sociale e rappresentavano le tante anime dell’antifascismo presenti nel Paese.

“Restituire soprattutto ai giovani la trama del presente che origina dalla nostra storia repubblicana- prosegue Bonaccini- è uno dei doveri che abbiamo avuto ben chiari da subito, fin dalla scorsa legislatura, nella quale, primi in Italia, abbiamo approvato la legge regionale sulla Memoria del Novecento, finanziando attività e progetti di ricerca, formazione e divulgazione di istituti storici, enti e fondazioni, Comuni, rivolti soprattutto alle scuole”.

La legge regionale sulla Memoria è finanziata con un milione di euro all’anno (3 milioni già stanziati per il triennio 2019-2021). A partire dal 2016, poi, grazie a un accordo siglato con la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Comune di Carpi, la Regione ha investito sulla valorizzazione del Campo di Fossoli con un primo stanziamento di 1 milione di euro, cui si sono aggiunti altri 3,5 milioni dal Ministero dei Beni culturali. Interventi per realizzare un centro visitatori con un museo multimediale, un luogo di studio, un laboratorio didattico e uno spazio espositivo e per il recupero delle parti originarie della struttura.

Nell’ex Campo si registrano circa 30mila visitatori all’anno, costituiti prevalentemente da studenti e gruppi di scuole.

“Conoscere la propria storia per non doverne rivivere i capitoli peggiori- sottolinea Bonaccini- è oggi tema quanto mai attuale. Nessun tentativo revisionista o negazionista può e deve avere spazio. Essere qui oggi e ribadire con un impegno costante e in ogni gesto quotidiano, la forza della democrazia e della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione, diventa quindi un imperativo che vogliamo onorare. Lo dobbiamo a quei 67 martiri, alle loro famiglie e a tutti quelli che sono caduti per renderci uomini e donne liberi, in una parola, umani”.

Costruito nel 1942 dal Regio Esercito per imprigionare i militari nemici, nel dicembre del 1943, Fossoli fu trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in Campo di prigionia e dal marzo del 1944 diventa Campo poliziesco e di transito, utilizzato dalle SS tedesche come anticamera dei lager nazisti. I circa 5mila internati politici e razziali che passarono da Fossoli ebbero come destinazioni i campi di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Flossenburg e Ravensbrück. Nel 1996 è nata una Fondazione con lo scopo di diffondere la memoria storica, attraverso la conservazione e valorizzazione del Campo. /BB

Trasporti: Tper Sciopero per sabato 18 luglio

Da: Tper Ufficio Stampa

Per sabato 18 luglio, le OO.SS. FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL-TRASPORTI, FAISA-CISAL, UGL-FNA hanno proclamato uno sciopero di 4 ore del personale Tper.
Per il personale viaggiante dei servizi automobilistici e filoviari dei bacini di servizio di Bologna e Ferrara (bus e corriere) lo sciopero si svolgerà dalle ore 11.00 alle ore 15.00.
Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti.
Più precisamente, prima dello sciopero:
-per i bus urbani, suburbani ed extraurbani del bacino di Bologna saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle ore 10.45.
-per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione ferroviaria, o dall’autostazione, fino alle ore 10.50.
-per i mezzi urbani, extraurbani e del servizio Taxibus di Ferrara saranno garantite solamente le corse dai capilinea periferici, centrali e intermedi con orario di partenza fino alle ore 10.45.

Durante lo sciopero, al call-center telefonico 051-290290 sarà garantita la presenza di un operatore.

Lo sciopero riguarda anche il personale addetto all’area Sosta e Mobilità di Tper per il quale saranno garantite le prestazioni, riferite alle attività di prevenzione e accertamento delle violazioni di cui alla Legge 127/97, relative a tre turni mattinali e tre turni pomeridiani di Operatori Qualificati della Mobilità. Per effetto dello sciopero, gli sportelli Tper di via San Donato 25 – Bologna, attivi per il rilascio di contrassegni per le aree regolamentate dal Piano Sosta, potranno essere chiusi o subire una riduzione dei servizi.

L’Azienda adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio.

———————————————————————–
Ai sensi di legge, si riportano le motivazioni per le quali le OO.SS. hanno indetto lo sciopero:
– per l’attuazione, da parte di Tper di concerto con la Regione Emilia-Romagna, di un piano di ridimensionamento dei servizi estivi sui bacini di Bologna e Ferrara, di circa 110.000 km non garantendo la quantità di servizio atteso e previsto dai contratti di affidamento, con ricadute sul personale e un adeguato ed equivalente incremento dei servizi per il prossimo periodo autunnale ed invernale.
Si precisa, inoltre, che le percentuali di adesione degli ultimi analoghi scioperi del personale Tper proclamati dalle stesse organizzazioni sindacali, svoltisi il 24/7/2019 e il 7/9/2019, sono state rispettivamente del 48% e del 39,48%.

Coscienza individuale e incoscienza collettiva

Un germoglio. Un aforisma, un incipit, un motto celebre, un proverbio, una frase ‘rubata’ a questo o a quel grande autore. E dal germoglio esce una riflessione, spunta un pensiero nuovo, germogliano parole che hanno a che fare con il nostro presente. La rubrica Germogli inaugura la settimana di Ferraraitalia. La trovate tutti i lunedì, nelle prime ore del mattino.
(La redazione)

L’uomo è considerato, fin dai tempi di Cartesio, l’unico essere vivente con una coscienza: cosciente della propria esistenza, delle proprie emozioni, del proprio pensiero. Gli animali non lo sono. Proprio questa coscienza non ci esime dalla responsabilità di quanto facciamo nel mondo. Eppure, mentre le specie animali sembrano conservare una inconsapevole responsabilità naturale, il genere umano sembra preda di una periodica, consapevole, irresponsabile voluttà del baratro.

“La possibilità dell’ Apocalisse è opera nostra. Ma noi non sappiamo quello che facciamo”
Günther Anders

Una pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la settimana…

Il futuro non è scritto ma sa già un bel po’ di fritto

C’è una domanda che ronza in giro ormai da un po’: è possibile che ormai, in questi anni ’20 appena iniziati, gli Stati Uniti d’America stiano andando definitivamente a rotoli?
Le risposte sono poche ma le domande sono effettivamente moltissime.
Trump verrà forse rieletto a novembre per un altro spumeggiante mandato da presidente?
Come si può pensare di sfidare la personificazione dell’assurdo più inspiegabile candidandogli contro uno sfidante che si chiama quasi Joe Bidet?
Kanye West correrà per davvero pure lui per le presidenziali o è questa sua recente boutade, un’altra delle sue infinite boutade?
Queste sono sole le prime domande che ci possiamo fare osservando “il Paese leader del Mondo Libero” dopo 4 anni di presidenza Trump, una pandemia ancora in corso e i soliti cronici “problemi sociali” che “la più grande democrazia del mondo” sembra non aver mai avuto intenzione di risolvere per davvero.
Se mi faccio queste domande mi balenano nel cervello il passato remoto di un Ronald Reagan, il passato un po’ più prossimo di George W. Bush, l’imperfetto di Donald Trump e un futuro che non è scritto ma sa già un bel po’ di fritto (cit.).
Collegando questi tre puntini, devo dire che una rielezione di Trump non mi pare così improbabile.
E se una rielezione di Trump può sembrare fattibile, devo ammettere che anche la candidatura dell’autoproclamatosi “rapper-genio-gesùcristointerra” Kanye West possa sembrare non troppo assurda o almeno: assurda uguale all’ipotesi del Trump 2.
In fondo stiamo parlando di un paese in cui sugli specchietti delle macchine bisogna scrivere una frase che avverte sulle reali dimensioni di ciò che si vede nei poco fa citati specchietti delle poco fa citate macchine.
Che dire?
Che fare?
Niente, sono tempi davvero esaltanti in cui vivere addentrandoci sempre più in qualcosa che somiglia per davvero all’Apocalisse di cui un tempo si parlava con una leggera ironia.
L’importante è non perdere la passione, la forza della lucidità e – soprattutto – quel sano spirito che consente di scrutare nell’abisso per poi scatarrarci dentro, tenendosi ben pronti in caso nel caso in cui le cose, come fortunatamente avvenne in passato, possano volgere anche solo per un breve attimo “a favore” di noi comuni mortali comunemente a rimorchi di chi ormai da secoli ci rimorchia nel suddetto abisso.
Buona settimana.

The Voice of America/Damage is done (Cabaret Voltaire, 1980)

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi