Giorno: 30 Luglio 2020

Copparo: divieto di sosta e corsia pedonale per Via del Lavoro

Da: Ufficio Stampa Comune di Copparo

 

Le prime soluzioni alla viabilità dopo l’apertura del secondo accesso Berco.

Sono emerse alcune soluzioni praticabili a breve, oltre a diverse altre
di prospettiva, per risolvere le problematiche legate alla viabilità di
via del Lavoro dopo l’apertura del nuovo varco d’ingresso alla Berco al
fine di applicare le disposizioni di controllo e di prevenzione Covid 19
e di non creare lunghe code e assembramenti in via I Maggio.
Si è infatti svolto nel pomeriggio di giovedì 30 luglio l’incontro
operativo sul tema, a cui hanno partecipato il sindaco Fabrizio Pagnoni
e l’assessore ai Lavori Pubblici Cristiano Pirani, Adriano del Vecchio,
tecnico dell’azienda, la responsabile del settore tecnico comunale,
Giulia Tammiso, il referente di Patrimonio Copparo, Alessandro Cirelli,
e il comandante della Polizia Locale, Gianni Gardellini. Proprio
quest’ultimo ha riferito la necessità di garantire la visibilità in
uscita da via Bissarre, l’accesso ai passi carrai e la percorribilità
della strada, dove la sosta restringe la carreggiata, così come l’attesa
di accesso degli autocarri.
La riunione aveva lo scopo di definire dei correttivi alla luce del
piano di riorganizzazione complessiva da parte di Berco. Adriano del
Vecchio ha quindi esposto un disegno composto di tre elementi: la
riapertura dell’ingresso ovest, l’attivazione di un check in e check out
per gli autotrasportatori e la realizzazione di un parcheggio coperto
per cicli e moto.
Il primo correttivo sarà istituire un divieto di sosta su un lato del
tratto di via del Lavoro, quindi la tracciatura di una corsia pedonale
attigua alla recinzione dell’azienda al fine di consentire un passaggio
sicuro ai dipendenti che dovranno lasciare i veicoli fuori dalla zona e
recarsi all’ accesso.

palestina

Gruppo Europa Verde (ER): approvate dall’Assemblea legislativa risoluzioni riguardanti i diritti del popolo palestinese la vendita di armi ai paesi in guerra e la liberazione di Patrick Zaki

Da: Ufficio Stampa Gruppo Europa Verde

Gruppo Europa Verde dell’Emilia-Romagna: approvate dall’Assemblea legislativa due risoluzioni su temi di politica estera riguardanti i diritti del popolo palestinese, la vendita di armi ai paesi in guerra e la liberazione di Patrick Zaki.
Silvia Zamboni, consigliera regionale del Gruppo Europa Verde: “Sono soddisfatta e ringrazio la maggioranza per l’approvazione dei due documenti. Non sono più accettabili ulteriori violazioni del diritto internazionale che privano ancora di più i palestinesi dei loro diritti. Così come occorre agire perché il Governo italiano sospenda le autorizzazioni all’esportazione e al transito di armamenti verso i Paesi in stato di conflitto armato e la cui politica contrasti con i principi dell’articolo 11 della nostra Costituzione. Infine va posta fine alla carcerazione preventiva dello studente egiziano Patrick Zaki”.

Bologna, 30/07/2020 – Questa mattina l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato due risoluzioni del Gruppo Europa Verde su importanti temi di politica estera: la prima sui rapporti tra Israele e Palestina e sul cosiddetto “piano di pace” del Presidente Trump e l’annessione ad Israele di territori palestinesi, la seconda sull’esportazione di materiale bellico da parte dell’Italia.
Dopo un acceso dibattito in Aula e una netta contrapposizione tra le forze di maggioranza e quelle di opposizione, è stata accolta la richiesta di Europa Verde che impegna la Giunta regionale a sollecitare il Governo Italiano a manifestare in ogni sede la propria contrarietà ad ogni eventuale annessione di territori palestinesi occupati da parte di Israele e ad intervenire a livello politico e diplomatico per impedire ulteriori violazioni del Diritto Internazionale e dei Diritti Umani da parte di Israele e perché si adottino misure concrete atte a sanzionare tali violazioni. Il Piano dell’Amministrazione americana e l’ipotesi di annessione ad Israele di territori palestinesi destano preoccupazione nella comunità internazionale e sono stati fortemente criticati dall’Alto Rappresentante per la politica estera dell’UE, Josep Borrell, che ha dichiarato: “In linea con il diritto internazionale e le relative risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU, l’Unione Europea non riconosce la sovranità di Israele sui territori occupati dal 1967. Passi verso l’annessione, se eseguiti, non possono passare senza conseguenze”. Lo scorso 10 giugno persino la Corte Suprema di Israele ha annullato come “incostituzionale” la legge del 2017 che avrebbe legalizzato circa 4.000 case costruite dai coloni israeliani in Cisgiordania su terra privata palestinese.
Nell’altra risoluzione di Europa Verde approvata dall’Assemblea regionale vengono evidenziati i dati emersi dalla Relazione governativa annuale sull’export di armamenti presentata al Parlamento. Nel 2019 il Governo italiano ha autorizzato l’esportazione di materiale bellico per un valore di 5,17 miliardi di euro; nel loro complesso, il 62,7% delle autorizzazioni ha avuto come destinazione Paesi fuori dall’Unione europea e dalla Nato. Spesso dunque si tratta di forniture non a supporto della nostra sicurezza e della difesa comune ma indirizzate a regimi autoritari che alimentano conflitti contribuendo all’instabilità di intere regioni.
“Sono molto soddisfatta e ringrazio la maggioranza per l’approvazione dei due documenti – afferma Silvia Zamboni, Consigliera regionale di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna -. Non sono più accettabili ulteriori violazioni del diritto internazionale che privano ancora di più i palestinesi dei loro diritti. Così come occorre agire per sospendere l’autorizzazione del Governo italiano all’esportazione e al transito di armamenti verso i Paesi in stato di conflitto armato e la cui politica contrasti con i principi dell’articolo 11 della nostra Costituzione. A tal riguardo Europa Verde ritiene grave e offensivo che sia stata autorizzata la vendita di un così ampio arsenale di sistemi militari all’Egitto a fronte delle pesanti violazioni dei diritti umani da parte del governo del Presidente Al Sisi e della tragica uccisione a Il Cairo di Giulio Regeni, nonché della vicenda dello studente dell’Università di Bologna Patrick Zaki che dal 7 febbraio è detenuto a Il Cairo in regime di carcerazione preventiva, che un paio di giorni fa è stata rinnovata per altri 45 giorni”.

LA QUERCIA FERITA A MORTE
Ha una storia lunga 200 anni ed è sopravvissuta

Ne ha di storia da raccontare questa quercia monumentale situata a Ficarolo, un piccolo e glorioso paese sulle sponde del grande Po. Con i suoi duecento anni e più di vita e con un fusto di oltre 6 metri di diametro, era già  grande, ferma al suo posto, durante la Prima Guerra Mondiale iniziata il 28 luglio 1914. Era solo una pianta bambina, ma forse ha visto nascere i Moti rivoluzionali del 1820/21 ed è rimasta testimone del rincorrersi delle generazioni e della storia: la Grande Storia, quella fatta di eroi, di battaglie, di sciagure,  ma soprattutto le tante piccole storie, le brevi vite degli uomini e delle donne che hanno trovato riposo sotto la sua grande chioma.

Per fortuna non è  stata la follia dell’ uomo a insidiarla, come succede invece nella famosa poesia del Pascoli La quercia caduta. L’11 luglio del 2020, meno di un mese fa, la furia del vento ha spezzato buona parte dei suoi rami principali. Ma la grande quercia, pur colpita al cuore, non è morta. Resiste ancora l’enorme tronco alto 16 metri con sopra una piccola effige religiosa, e un unico ramo ancora verde: vivo!
La quercia, pur ferita a morte, questo silenzioso testimone del tempo, ancora accompagnerà i nostri giorni a venire.
Ho scattato le foto che qui vedete, alcune anche dolorose e drammatiche, per testimoniare questo evento e perché la Grande Quercia non scolori nella nostra memoria.





Cover e foto nel testo di Valerio Pazzi

Regione. Coronavirus: l’ aggiornamento: Nessun nuovo caso nella provincia di Ferrara e a Imola e Forlì. Due decessi

Da: Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

Coronavirus, l’aggiornamento: su oltre 10 mila tamponi effettuati 35 nuovi casi positivi, di cui 20 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. I guariti salgono a 23.874 (+9), l’81% da inizio crisi. Nessun nuovo caso nella provincia di Ferrara e a Imola e Forlì. Due decessi

Effettuati anche 1.335 test sierologici. I casi attivi a quota 1.4711 (+20), di cui circa il 93% con sintomi lievi in isolamento a casa. Quattro (+1) i ricoveri in terapia intensiva, calano a 65 (-1) quelli negli altri reparti Covid

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 29.634 casi di positività, 35 in più rispetto a ieri, di cui 20 persone asintomatiche individuate nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Oltre 10mila i tamponi effettuati da ieri. Un’azione di prevenzione e controlli che ha portato all’ individuazione degli asintomatici attraverso tracciamento (8 casi); controlli a seguito di rientri dall’estero (3), che in Emilia-Romagna prevedono l’effettuazione di due tamponi naso-faringei nei 14 giorni di isolamento fiduciario; screening nel comparto della logistica e della lavorazione carni (1); tamponi pre-ricovero (6); screening con test sierologico (2 casi). Va sottolineato che a 12 persone il tampone è stato fatto quando erano già in isolamento.

Nei territori, nella provincia di Modena, degli 8 nuovi positivi, 4 sono legati al focolaio originato dalla giovane turista rientrata da Riccione e gli altri sono contatti stretti di casi noti. In quella di Piacenza, dove pure si sono registrati 8 casi, 5 riguardano controlli su persone rientrate o in procinto di andare all’estero, 2 tamponi pre-ricovero (uno al momento dell’ingresso in ospedale e uno in RSA), e un caso estemporaneo di persona con sintomi. Infine, in provincia di Rimini, su 6 nuovi casi, 5 sono contatti di un caso noto in ambito famigliare, l’altro un caso estemporaneo di persona sintomatica.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

I tamponi effettuati ieri sono 10.070, per un totale di 644.350. A questi si aggiungono anche 1.335 test sierologici.

I guariti salgono a 23874 (+9): circa l’81% dei contagiati da inizio crisi. I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 1.471 (20 in più rispetto a ieri).

Si registrano purtroppo due decessi: si tratta di una donna della provincia di Bologna e di un uomo in quella di Ferrara.

Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.402 (+20). Sono 4 i pazienti in terapia intensiva, calano a 65 (-1 rispetto a ieri) quelli ricoverati negli altri reparti Covid.

Le persone complessivamente guarite salgono dunque a 23.874 (+9 rispetto a ieri): 176 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 23.698 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.605 a Piacenza (+8 di cui 2 sintomatici), 3.765 a Parma (+3), 5.092 a Reggio Emilia (+2), 4.126 a Modena (+8, di cui 7 sintomatici), 5.260 a Bologna (+4, di cui 2 sintomatici); 427 a Imola, 1.083 a Ferrara (invariato); 1.155 a Ravenna (+3 di cui 2 sintomatici), 992 a Forlì (invariato), 830 a Cesena (+1) e 2.299 a Rimini (+6, di cui 2 sintomatici)./ gia.bos.

Cgil Ferrara: ordine del giorno approvato dal Comitato Direttivo della Camera del Lavoro

Da: Ufficio Stampa CGIL Ferrara

Il Comitato Direttivo della Camera del Lavoro Cgil di Ferrara dichiara il proprio sostegno alle Organizzazioni Sindacali di categoria e ai delegati di Celanese impegnati nella vertenza contro la decisione del Gruppo di operare la chiusura del sito produttivo di via Marconi che impiega 67 lavoratori. L’operazione determinata esclusivamente dalla volontà societaria di razionalizzare i costi economici, cancellerebbe nel nostro territorio una realtà industriale importante per la tenuta del sito di via Marconi e per gli equilibri del polo chimico. La crisi di Celanese si è determinata a causa di politiche industriali e commerciali disastrose operate dal management societario che hanno fatto di una realtà societaria fiorente una realtà in crisi. Celanese rappresenta un gruppo industriale diffuso nel mondo che ha chiuso gli ultimi bilanci con un utile di 1 miliardo e 200 milioni nel 2018 e di 850 milioni nel 2019. Siamo quindi di fronte ad una realtà societaria dotata delle risorse finanziarie necessarie per rilanciare il sito di Ferrara e riportarlo in breve tempo a costituire un patrimonio per il territorio. A Celanese dovranno essere richiesti interventi responsabili socialmente per salvaguardare occupazione e tenuta economica ed industriale dell’intero polo chimico.
Il Comitato Direttivo impegna tutta la Cgil di Ferrara a sostenere la mobilitazione a tutela dell’occupazione e la rivendicazione di politiche industriali di prospettiva per tutto il nostro territorio.

Vigarano: Davide Bergamini referente provinciale Lega Ferrara: “maggioranza complice del sindaco e delle sue bugie: Comune danneggiato da scelte sbagliate”

Da: Ufficio stampa Lega Provincia di Ferrara

Davide Bergamini, Referente Provinciale Lega per Salvini Premier di Ferrara e capogruppo Lega in consiglio comunale a Vigarano interviene sull’esito del consiglio comunale dello scorso
mercoledì e sul sostegno al sindaco da parte della maggioranza.

I consiglieri di maggioranza e gli assessori hanno perso un’occasione importante per mettere fine all’agonia nella quale versa il Comune di Vigarano: chi ancora una volta ha sostenuto il sindaco, nonostante ci fossero la possibilità e i motivi validi di chiudere questo pessimo mandato, si è reso complice del suo operato e dovrà nei prossimi mesi rendere conto ai cittadini delle conseguenze di questa scelta.
La situazione è grave, il Comune è stato gestito male e le difficoltà in cui Vigarano si trova sono sotto gli occhi di tutti. Se il primo mandato è stato mediocre il secondo è stato veramente pessimo e nonostante le bugie del sindaco che vuole far apparire la situazione migliore di quello che è mentre i vigaranesi sono ben consapevoli della realtà e del futuro che li aspetta.
Nonostante questo, con il loro voto favorevole consiglieri e assessori hanno dimostrato ancora una vola di condividere il percorso voluto da Barbara Paron e a questo punto vanno ritenuti responsabili delle conseguenze che questa cattiva gestione porterà nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Il Comune si trova con un bilancio privo di risorse con il quale faremo fatica a garantire anche i servizi essenziali e lascerà un’eredità pesantissima a chi verrà nella prossima legislatura. Ancora una volta il gruppo di maggioranza ha dimostrato di non avere autonomia nelle decisioni e di essere completamente succube del sindaco che ha imposto ai consiglieri una scelta contraria alle posizioni critiche espresse fino a qualche ora prima. Unico segnale di coerenza è arrivato dalla capogruppo del Pd che è il primo partito che dovrebbe sostenere il sindaco e che, invece, non ha presenziato al consiglio: un segnale significativo della posizione della Paron che è sola al comando, mentre il gruppo di maggioranza altro non fa che piegarsi alle sue decisioni e obbedire, nonostante la direzione presa sia completamente sbagliata.

Comacchio: avviso per la nomina di scrutatore in occasione del referendum costituzionale del 20-21 settembre 2020

Da: Ufficio Stampa Comune di Comacchio

In occasione della prossima tornata elettorale, è stato stabilito di dare priorità nella nomina degli scrutatori a coloro i quali, iscritti all’albo, siano: studenti, iscritti presso una scuola secondaria di secondo grado o università; inoccupati/disoccupati ed iscritti alle liste di collocamento del Centro per l’Impiego; occupati con contratto a tempo determinato con scadenza massima al 15 settembre 2020.

Le domande, redatte secondo il fac-simile scaricabile sul sito internet del Comune o reperibile presso l’ufficio elettorale (tel.0533/310109 – 0533/310172) e l’ U.R.P., dovranno PERVENIRE INDEROGABILMENTE da lunedì 3 agosto a venerdì 21 agosto 2020 entro le ore 12:00.

Coronavirus. Gestire l’emergenza, le epidemie : via libera dalla Giunta regionale a un percorso sperimentale per formare fino a 800 medici

Da:  Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

 

Coronavirus. Gestire l’emergenza, le epidemie e le situazioni catastrofiche: via libera dalla Giunta regionale a un percorso sperimentale per formare fino a 800 medici specializzandi. Una collaborazione con le Università dell’Emilia-Romagna. L’assessore Donini: “Il nostro impegno per poter disporre di personale in grado di affrontare situazioni complesse”

Dalla Regione un finanziamento di 127mila euro. L’Università di Modena e Reggio Emilia (UniMoRe) garantirà il supporto organizzativo e formativo, sia nella parte di didattica online che dei laboratori pratici. Il professor Pellacani, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia e presidente dell’Osservatorio regionale per la Formazione specialistica: “La sfida è il tempo: l’obiettivo è avviare un percorso formativo efficace in tempi rapidi”

Bologna – Controllare il livello di saturazione dell’ossigeno, effettuare terapie di supporto precoce e monitoraggio, intubare. Sviluppare, cioè, una serie di competenze in modo da poter affrontare e gestire emergenze, epidemie e situazioni catastrofiche, indipendentemente dal tipo di specializzazione medica che si sta completando. È quello che potranno fare 800 medici specializzandi dell’ultimo anno degli atenei di Parma, Modena e Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, attraverso un percorso sperimentale ad hoc approvato dalla Giunta regionale nel corso dell’ultima seduta.

Un percorso formativo in parte a distanza, online, ma anche con simulazioni su manichino e tirocinio pratico sul campo, che verrà sviluppato in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, per cui la Regione si impegna a destinare un finanziamento di 127mila euro. Nella stessa delibera è stato approvato anche lo schema di Accordo di collaborazione tra la Regione e UniMoRe per l’attuazione dell’intero percorso.

Tutto è nato da una proposta del professor Giovanni Pellacani, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Modena e Reggio Emilia e presidente dell’Osservatorio regionale per la Formazione specialistica, illustrata all’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

“Le esperienze maturate nella gestione dell’emergenza da Covid-19 hanno mostrato come medici di diverse specialità abbiano contribuito a sostenere i reparti interessati, e come la maggior parte dei professionisti coinvolti abbia comunque avuto bisogno di una formazione specifica e di un affiancamento- commenta Donini-. Pertanto, come Regione riteniamo utile e necessario per il nostro Servizio sanitario contribuire alla preparazione dei medici all’ultimo anno di corso delle Scuole di specializzazione nell’affrontare situazioni di epidemia e pazienti in emergenza-urgenza. Ringrazio dunque il professor Pellacani e l’Osservatorio regionale, che hanno proposto questo percorso formativo- conclude l’assessore- e la collaborazione delle Università della regione per l’attuazione”.

Il percorso, che si svolgerà entro il mese di ottobre, “consoliderà la preparazione dei medici specializzandi all’ultimo anno di corso attraverso un gruppo di docenti che definirà i contenuti formativi e le modalità di apprendimento” spiega il professor Pellacani. “È un po’ come se dovessimo formare dei soldati per renderli capaci di entrare in guerra nel modo più veloce possibile. La sfida è il tempo: l’obiettivo è avviare il percorso in tempi piuttosto rapidi- conclude Pellacani- affinché i nostri specialisti siano pronti ad affrontare ogni emergenza, a partire da una possibile recrudescenza del Coronavirus”.

Le quattro Università si occuperanno di definire il percorso formativo e l’individuazione dei docenti, dei formatori, dei tutor, l’utilizzo dei laboratori nelle diverse sedi per la simulazione e per le attività pratiche. L’Università di Modena e Reggio Emilia assicurerà la configurazione dell’infrastruttura telematica utile all’erogazione dei contenuti formativi a distanza, l’assistenza remota agli utenti, la segreteria organizzativa, la produzione e la pubblicazione del corso a distanza, il rilascio delle credenziali per l’accesso. Concorrerà inoltre alla progettazione dei contenuti e alla valorizzazione degli esiti. La Regione, dal canto proprio, finanzierà il percorso con 127mila euro, per i costi tecnici, della docenza e del tutorato nella formazione. /CV

Assessore all’agricoltura Mammi: “il CER infrastruttura essenziale per il territorio”

Da: Ufficio Stampa CER

Da 61 anni il CER svolge attività di ricerca, trasmissione dell’innovazione alle imprese agricole, formazione professionale e scientifica oltre alle attività di sostegno alle politiche settoriali. Ad Acqua Campus l’incontro con istituzioni e università
In un periodo in cui l’andamento stagionale dell’approvvigionamento di acqua a beneficio delle colture tipiche fa conti salati con la scarsità di precipitazioni per poter far fronte all’ultima necessaria fornitura irrigua e portare a termine l’annata (con l’incidenza delle alte temperature sopra la media che causano abbondante evo traspirazione) il Canale Emiliano Romagnolo e l’Assessorato Agricoltura della Regione Emilia Romagna e il mondo accademico sanciscono il solido accordo che avvia, presso i laboratori agronomici Acqua Campus di Budrio (BO), i progetti più innovativi per investire sulle pratiche virtuose nell’utilizzo della risorsa idrica e presentare nel dettaglio la sinergia operativa a beneficio di imprese e territorio.Accordo stretto a margine dell’inaugurazione del 61° anno di ricerca agronomica del Consorzio CER tra l’Assessore all’Agricoltura Regione Emilia-Romagna Alessio Mammi e il presidente del CER e di ANBI Emilia Romagna Massimiliano Pederzoli alla presenza del direttore generale CER Paolo Mannini. Nel corso della mattinata i tecnici agronomici dello staff del CER, coordinati dal neo direttore dell’area agronomica Stefano Anconelli, hanno illustrato – mediante una sintetica ricognizione nei campi sperimentali e sull’asta del Canale – una precisa progettualità frutto del lavoro di ricerca scientifica sul risparmio idrico del Canale Emiliano Romagnolo e della pluriennale e proficua partnership con la Regione Emilia Romagna. All’approfondimento in campo hanno preso parte anche noti accademici del settore che collaborano ai progetti : Federica Rossi CNR-IBE, Istituto di Bioeconomia, Vice Presidente della Commission Agricultural Meteorology, Luca Corelli Grappadelli, Professore Ordinario Arboricoltura e coltivazioni arboree Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO, Stefano Caselli, Professore Ordinario del settore “Sistemi di Elaborazione delle Informazioni” presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Parma, Fabio Mantovani, Prof. Associato Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra – Università di Ferrara Al termine della visita e dell’inaugurazione del 61esimo anno di ricerca l’Assessore Mammi ha dichiarato: “Conoscevo la straordinaria importanza del CER come autostrada dell’acqua per l’agricoltura del territorio centro-orientale della nostra regione e indispensabile vettore d’acqua, oltre che per l’agricoltura, anche per gli usi civili ed industriali; ma la visita ad Acqua Campus mi ha fatto anche comprendere l’alto valore scientifico che il CER esprime da oltre 60 anni con le sue ricerche per trasferire informazioni sull’uso corretto della sempre più preziosa risorsa acqua. In quest’ottica le collaborazioni molto concrete con la Regione

sui progetti presentati rappresentano un impegno concreto per un impiego virtuoso della risorsa a beneficio di imprese agricole e consorzi di bonifica”. Il Presidente del CER e di ANBI Emilia-Romagna Massimiliano Pederzoli ha proseguito: “Ringrazio per le parole di apprezzamento espresse dall’Assessore Mammi e confermo il ruolo strategico del CER per il territorio servito. In epoca di cambiamento climatico infatti il nostro consorzio sta proseguendo con il massimo impegno sia nella manutenzione del Canale irriguo più lungo d’Italia – consentita da importanti finanziamenti statali – sia dell’attività di ricerca scientifica, sostenuta da progetti rilevanti realizzabili proprio grazie ai fondi regionali del Piano Sviluppo Rurale, progetti fortemente apprezzati a livello nazionale ed anche internazionale”. Il Direttore Generale del CER Paolo Mannini: “Ringrazio l’Assessore ed il Presidente e voglio ulteriormente evidenziare che il CER è riuscito con la sua ultradecennale attività di ricerca, sostenuta dalla Regione ER, a mettere a punto Irrinet/Irriframe che è il sistema esperto di consiglio irriguo più impiegato in Europa. I risultati della ricerca sono perciò stati rapidamente messi a disposizione della collettività con un importantissimo risparmio d’acqua in agricoltura. Oggi con i sette progetti regionali in corso siamo impegnati per individuare ulteriori metodologie per ottenere la massima produzione col minimo impiego dell’acqua”.
Ed eccoli i 7 progetti e la convenzione con la RER progetti frutto della ricerca applicata elaborati coi partners tecnici ad Acqua Campus:
1) Fitodepurazione e riuso per migliorare la qualità delle acque di superficie mediante fitodepurazione ridurre gli inquinanti. Verifica del riutilizzo di acque reflue derivanti da processi di lavorazione di filiere agroalimentari, in un processo di “economia circolare” – valutando l’accumulo di sali, l’eventuale presenza di residui nei prodotti agricoli e l’opportunità di utilizzare acque cariche di nitrati per ridurre gli apporti nutrizionali con concimi di sintesi. Inoltre la verifica della possibilità di applicare strategie di lotta biologica per il controllo della cimice asiatica con tecniche a basso impatto nei sistemi fitodepuranti.
2) Servizio Fert-Irrinet esteso alle principali colture e sviluppo di una App per uso mobile. Il progetto si pone l’obiettivo di ottimizzare l’impiego dei concimi minerali attraverso il miglioramento del loro impiego, riducendo sensibilmente le perdite azotate e incrementando le rese. Si vuole anche sviluppare un modello di applicazione per smartphone e tablet di facile utilizzo che fornisca le principali indicazioni nutritive consiglio per il loro frazionamento temporale, coinvolgendo maggiormente i giovani agricoltori.
3) Migliorare la filiera del noce da frutto (Partner: Az. San Martino, Crpv, Astra, Unibo, Dinamica, Az. Nannini e az. Gentilini). Il piano d’innovazione proposto coordinato da Crpv intende migliorare la competitività e la sostenibilità della filiera noce da frutto introducendo innovazioni in tutte le fasi del processo produttivo. Il CER studia la razionalizzazione dell’impiego della risorsa idrica attraverso l’assistenza al produttore nella gestione degli impianti irrigui, mediante l’uso di Irrinet e la valutare della risposta fisiologica e della resa quali-quantitativa di piante sottoposte a differenti regimi irrigui.
4) Sustainable System for Best Tomato and Maize Production Capofila: Coop Agricola Braccianti Territorio Ravennate. Il progetto, coordinato da Agronica, vuole sviluppare un sistema integrato a supporto delle decisioni in materia di difesa, irrigazione e fertirrigazione, fenologia e produzione. Ottimizzare l’impiego dell’acqua a fini irrigui e la riduzione degli input di fertilizzanti chimici e organici attraverso la messa a punto dei modelli Irrinet-Irriframe sviluppato da ANBI nazionale (Associazione dei Consorzi di Bonifica) e dal CER Canale Emiliano Romagnolo, sia in termini di bilancio irriguo che di produzione di singolo consiglio di adacquata.

5) POR-FESR 2019-2021: SMART SPECIALIZED SUSTAINABLE ORCHARD – S3O Coordinatore: Alma Mater Università di Bologna Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale Agroalimentare – CIRI AGRO. Agricoltura Resiliente e Clima-Intelligente. Riunisce in un unico frutteto tecnologie innovative, disponibili o in via di sviluppo, per aumentare la sostenibilità nella filiera frutticola regionale. Gli obiettivi specifici sono: riduzione delle Emissioni di CO2; riduzione del 50% del volume d’irrigazione; riduzione uso di pesticidi; risparmio/riduzione spreco risorse; gestione precisa e intelligente: grazie alle sinergie di tutte le applicazioni descritte e ad i nuovi sensori e approcci Big Data/Cloud che nell’insieme verranno guidate in un’ottica di “Precision Agriculture” volta a rendere più efficiente e sostenibile la produzione frutticola nell’intero complesso. Il prototipo di questo frutteto vuole aprire le porte alla Gestione 4.0 della frutticoltura.
6) POR-FESR 2019-2021: Protocolli Operativi Scalabili per l’agricoltura di precisione – POSITIVE Coordinatore: CIDEA Centro Interdipartimentale Energia Ambiente- Università di Parma Istituire un servizio regionale stabile e gestito da partner istituzionali in grado di rendere disponibili, a cadenza regolare, mappe aggiornate degli indici agronomici più significativi e interfacciarlo al sistema IRRINET; sviluppare componenti per gestire il flusso di informazioni dalla produzione delle mappe di indici ai sistemi di consiglio irriguo e da questi ai sistemi irrigui di precisione; implementare un sistema dimostrativo per la gestione dell’irrigazione di precisione ad elevato grado di automazione che si appoggi a tali servizi e a protocolli condivisi con aziende produttrici di macchine irrigue, migliorare la funzionalità FERTIRRINET del servizio IRRINET: nella qualità del consiglio irriguo e fertirriguo grazie alla integrazione sistematica del dato satellitare e, dove disponibili, dei dati da sensori a terra; producendo piani irrigui a rateo variabile per le colture e gli appezzamenti che ne possono beneficiare.
7) CONVENZIONE RER – CER: Manutenzione ed efficientamento della rete regionale di rilievo della falda ipodermica: La convenzione, stipulata con la Regione Emilia-Romagna, si sviluppa nell’arco di 30 mesi (gen 2020 – giu 2022) e persegue le seguenti finalità: servizio di misurazione falda ed archiviazione dei dati; servizio di manutenzione della strumentazione di lettura; efficientamento della rete di rilievo potenziamento della strumentazione di rilievo della falda.
8) PSR: SERVIZI DI SUPPORTO ALL’APPLICAZIONE DELLA MISURA 10.1 ‘PAGAMENTI AGROCLIMATICI AMBIENTALI’ E 11.1 ‘AGRICOLTURA BIOLOGICA Attività di coordinamento a livello regionale per la corretta applicazione degli interventi irrigui. La figura di coordinatore a livello regionale per la corretta applicazione degli interventi irrigui, è stata individuata, all’interno dello staff agronomico del CER, per svolgere di volta in volta l’attività in collaborazione sinergica con il Servizio Agricoltura Sostenibile, con i Servizi regionali coinvolti, i tecnici dei Consorzi di bonifica e con i Coordinatori provinciali. Finalità dell’attività è quella di creare un coordinamento specifico a livello regionale delle pratiche irrigue ed alla relativa applicazione dei Disciplinari di produzione integrata e dell’agricoltura biologica.

IL TEMPO E’ TESTIMONE
Un ricordo di Marco Chinarelli

Marco Chinarelli (1954 – 1987), si è dedicato per anni – senza nulla far conoscere agli altri – all’elaborazione poetica, rinvenendo materia viva nella propria vicenda personale. Se n’è andato troppo presto, scegliendo da solo la parola fine. Ci ha lasciato molti ricordi e un fascio di parole. 

Col procedere del tempo, può succedere di ricordare più nitidamente episodi, particolari molto lontani. Momenti incastonati in un periodo (l’adolescenza) pieno di novità, vitale o in fasi di passaggio/transizione (la gioventù) verso una maturità percepita ancora molto lontana.

La scuola superiore, l’Istituto Magistrale Carducci frequentato, vissuto intensamente. Un periodo di formazione alla vita sociale, di relazione, in cui sono nate amicizie che si sono protratte nel tempo, per molti anni. Oggi rimangono alcune sporadiche frequentazioni mentre altre si sono interrotte bruscamente procurandomi dolore, rimorsi, sensi di colpa, riflessioni e difficili elaborazioni del lutto.
Una persona, un amico che ho frequentato, e con cui ho condiviso quegli anni adolescenziali e della difficile crescita verso l’età adulta, è stato Marco Chinarelli.

Ricordo una mattina di febbraio. Lezione di matematica già iniziata. Un paio di colpi alla porta e l’entrata di Marco col cappotto completamente coperto di neve. La profe Tinarelli, increspando leggermente le labbra e accennando un sorriso:”Non avevi un ombrello per ripararti, Marco?”. “Mi si è rotto signora”. “Va bene, vai a scioglierti in fondo”. La neve cadeva sul pavimento mentre il lento incedere di Marco lo portava in fondo alla stanza. Noi si rideva piano e brevemente perché la Tea aveva ripreso in mano la situazione e il piglio severo di sempre che, invece, con Marco vacillava, diventava quasi affettuoso. In molti di noi c’era un silenzioso rispetto verso “China”…

Anche Faccini che ogni tanto si divertiva stupidamente a pungere col compasso, debitamente disinfettato (sic!), le terga di molti di noi, risparmiava i compagni di cui temeva violente ritorsioni, ma anche Marco che non avrebbe mai avuto tali caratteristiche.

Tanti gli episodi, le situazioni di vita quotidiana di una classe che stava elaborando i cambiamenti tumultuosi di fine anni sessanta con un approccio prepolitico, più giamburrascoso che contestatario. Gli scioperi si facevano, ma poi si subivano le sanzioni scolastiche con fatale rassegnazione. Spesso, capitava che Marco si offrisse volontario per farsi interrogare ed evitare ad altri compagni della classe l’avventura del sicuro brutto voto. Non sempre c’era una sua puntuale preparazione quanto, piuttosto, una sua forte capacità dialettica che spesso ‘ipnotizzava’ il docente di turno. Mentre nei compagni di scuola del corso C era accentuata la presenza di simpatizzanti della sinistra anche nelle sue propaggini più ‘rivoluzionarie’, nel corso A e nella mia classe molti frequentavano le parrocchie e/o le sale da ballo. Tra gli assidui frequentatori di parrocchie c’ero anche io ma la trasposizione automatica tra Chiesa e DC mi stava stretta e mi trovavo spesso a frequentare luoghi, ambienti della sinistra giovanile anche più ‘strana’. Ricordo una sera invernale che andai con Marco ad una ‘lezione di marxismo’ nella sede del Partito Comunista Marxista-leninista in Via Gioco del Pallone. Un’esperienza che non fu ripresa perché da entrambi giudicata pacchiana e un insulto allo stesso Marx…

Poi, Marco tentò l’esperienza nel collettivo di Lotta Continua ed io nei Cristiani per il Socialismo e nel PdUP.
Tantissime le volte che ci siamo incontrati ad ascoltare musica, a parlare e discutere di politica. Io pieno di progetti e Marco sempre più lontano e sfiduciato, ma non avrei mai pensato a una fine tragica come quella da lui scelta.
Nonostante ci fossimo scambiati tante idee, pensieri, non ho mai saputo delle sue prove poetiche. Marco ascoltava e commentava le mie poesie con fare spesso affettuoso e canzonatorio ma non ha mai condiviso con me quel  suo segreto, quel suo passaggio stretto oltre il terreno della teoria politica, della militanza. Una politica che per lui era bruciata, piena di bacche marce contaminate dal veleno di Chernobil. La politica era un tutt’uno con la vita e la sconfitta dell’una era la fine dell’altra.
La notizia della sua morte fu come una pugnalata e mi interrogai per molto tempo sulla mia incapacità di capirne il perché e, soprattutto, intuirne la possibilità di quella scelta.

Nel 1988, nella collana Testi della rivista ferrarese Poeticamente, pubblicammo una piccola raccolta di poesie di Marco Chinarelli, curata da Laura Fogagnolo. Testi quasi sempre contrappuntati da una data o senza titolo.
Una narrazione che ha spesso un linguaggio asciutto, senza fronzoli, con accenni di neofuturismo. Un esempio.

Scotch o erba che sia
la mia mente
come una vagina umida
partorisce sogni
di integrazione borghese
Me ne vergogno ogni mattina
davanti a un libro immobile
come un’obliteratrice
staccando il biglietto
per la nuova giornata.

Lo Zen mi annoia e
il Comunismo
mi ronza nelle orecchie
sulle liquide rotaie del Metrò
Lo vedo brillare
su ogni schermo di home Computer
davanti a nudi corrucciati
volti di bambini maniaci.

(da Poesie,  di Marco Chinarelli, Ed. Poeticamente/Testi,1988)

Poesie scelte da un quaderno di appunti dove Marco annotava stati d’animo, tracce di lezioni universitarie, appuntamenti, poesie e diverse recensioni di film dove si mescolavano elementi di analisi della trama e note autobiografiche. L’influenza del cinema sulla lingua italiana, sulla sua modificazione attraverso, anche, neologismi o immagini facilitate dalla frequentazione visiva col nuovo mezzo, tentativi di ‘esplorazioni’ in territori ibridi tra carta e celluloide. Gore Vidal diceva che “i film sono la lingua franca del XX secolo”.

Un esempio di recensione tra il personale ed il narrativo è Fuoco fatuo di Luis Malle.  Chinarelli riporta una frase-testimonianza del protagonista del film: “Mi uccido perché non mi avete amato perché i nostri rapporti erano vuoti. Uccidendomi voglio dare un senso ai nostri rapporti”. Il film ricostruisce minuziosamente gli ultimi giorni di un suicidio. “(…)…ex soldato che non ha voluto scegliere la carriera militare, roso di non aver mai saputo conquistare le donne, neppure quelle che, apparentemente, lo hanno amato.”
Chinarelli prosegue con questa dura annotazione personale: “Il tema presente e scabroso è trattato con una tale delicatezza di tono da renderlo…sopportabile. Anche per chi come me, certe tematiche non le regge emotivamente. Angoscia, angoscia. Non posso, certi argomenti con la freddezza di una persona normale”. Cercava di vedere il mondo, leggere la realtà anche attraverso il linguaggio filmico, alla ricerca di una narrazione che ponesse un freno alla sua deriva ideale.

Un contesto sociale, quello degli anni ’80, dettato dal riflusso crescente, dal successo degli yuppies, da un terrorismo sanguinario che ufficialmente non intendeva gettare la spugna mentre nella penombra trattava con pezzi di Stato vie vantaggiose d’uscita. Nei territori di provincia, Ferrara non faceva eccezione, c’era un clima che tagliava il fiato ai movimenti di base ed a chi faticava a ritrovare l’inizio del filo, in mezzo ad una realtà piena di elementi drammaticamente leggibili dove molti giovani avevano scelto l’abbandono dell’impegno politico a favore di situazioni di autodistruzione e dipendenza da sostanze psicotrope o dall’alcol. Questi contesti psicologici, però, si presentavano, spesso, molto annebbiati, come l’aria ferrarese d’inverno.

Chi non trovava luoghi, dimensioni di gruppo accettabili e in cui sentirsi accolto nella propria diversità, nella propria ricerca d’identità, si sentiva uno scarto umano, un tassello rotto del mosaico sociale. Ricordo una importante ricerca del 1981 della Joseph Rowntree Foundation, in cui veniva chiesto a gruppi di giovani nati nel 1958 di compilare un questionario sul loro stato di salute mentale. Il 7 per cento di quei giovani aveva una tendenza alla depressione non clinica.
In una pagina del quaderno, Marco scrive: ”Abbiamo conosciuto un periodo in cui i valori preminenti erano l’impegno, la testimonianza personale, la pratica dell’andare contro-corrente. Poi, un altro in cui il valore dominante è divenuta l’integrazione. Chi pensa come me che ciò che domina è un soffocante conformismo, ad onta di coloro che parlano di una rinascita dell’individuo? Sofferenza Sofferenza Mentire dover mentire? Mentire a se stessi e agli altri per poter vivere. Per menare questo straccio di vita che ti avvilisce e ti spegne sempre più. Identità? Essere dei diversi senza sapere di preciso in cosa? Malato? Studente? Disoccupato? Psicopatico?”.

A questa consapevolezza sempre più nitida, se ne affiancava un’altra altrettanto drammatica: perché scrivere? Per chi?

Questa sera lasciatemi in pace
perché la poesia mi ha lasciato.
Questa sera lasciatemi solo
perché i vostri volti mi rattristano
abbandonato e solo voglio restare
Non preoccupatevi per me
e non pensate di dovermi aiutare
Come potreste?
La poesia mi ha lasciato solo
Essa è una solitudine con gli occhi
di smeraldo
La solitudine invece
sa solo di neon e di asfalto.”

(Marco Chinarelli, inedito)

Una scrittura permeata da una crescente, inesorabile convinzione di (provare ad) essere un intellettuale fuori posto, in una sorta di spaesamento brutale, un pesciolino rosso senz’acqua. Le continue riunioni, i collettivi, terminali di grandi idee realizzate (forse) altrove, lontano. Il ‘tutto politico’ che rinviava sempre oltre il desiderio personale di un amore che unisse le due sfere.
Versi che riversano un sordo rancore verso compagni che sembravano vivere la politica come un momento adolescenziale, in attesa della maturità che gli avrebbe donato una stabilità esistenziale.
Sentire una crescente angoscia, “quell’angoscia perpetua che limitava ogni progetto all’indomani” (Cesare Pavese).

In amara sintesi, le cose che ti accadevano vicino, le cose, le situazioni dove non riuscivi ad entrare dove, con tutti i tuoi sforzi, non riuscivi a sentirtici parte. Uno scarto, una pietra gettata nell’acqua senza rimbalzi.

Comacchio: sportello Informastranieri chiude il 15 ottobre

Da: Comune di Comacchio

Lo sportello Informastranieri, ubicato presso la sede del Comune di Comacchio in Piazza Folegatti, chiuderà i battenti il prossimo 15 ottobre.

La chiusura del servizio è correlata alla decisione assunta da Comune di Ferrara di destinare risorse a sostegno di soggetti più esposti con altri servizi polifunzionali, e quindi terminerà l’esperienza del Centro Servizi Integrato per l’immigrazione.

Il Comune estense comunica che l’appalto di gestione del CSII attualmente in essere, affidato lo scorso anno a CIDAS Soc. Coop. giungerà a scadenza il prossimo 15 ottobre e in tale data termineranno dunque le attività della Segreteria centralizzata a Ferrara (posta in Corso Giovecca) e degli sportelli Informastranieri attivati presso i comuni di Ferrara, Argenta, Comacchio, Ostellato e Portomaggiore.

Lavoro: Coldiretti ER, bene 24 mln aiuti agricoltura

Da: Ufficio Stampa Coldiretti ER

“L’agricoltura sta attraversando un periodo di difficoltà del tutto fuori dall’ordinario, erano necessarie misure straordinarie per aiutarla, le abbiamo chieste e stanno arrivando”. Commenta così Nicola Bertinelli, Presidente di Coldiretti Emilia Romagna la conversione in legge del progetto di normativa regionale.

“La difficoltà che stiamo attraversando è fuori dall’ordinario ed è quindi necessario un atteggiamento straordinario che ci permetta di intervenire nel modo più tempestivo possibile”.

Tra le misure previste dalla legge regionale ci sono contributi integrativi che sostengono i progetti di filiera previsti dal PSR 2014-2020, una liquidità straordinaria di 2000 euro per gli agriturismi e di 1000 euro per le fattorie didattiche. Ma anche un sostegno ai progetti di filiera dell’agroalimentare, con un contributo di 18 milioni. Aiuti anche per gli agricoltori del settore bieticolo saccarifero, ai quali sono destinati 1,5 milioni. Stessa cifra per l’introduzione di sistemi di sicurezza e protezione delle attrezzature e delle macchine agricole presenti in azienda. Sono inoltre previsti fondi per il contributo al miglioramento genetico del bestiame.

“Sostegno alle filiere, all’allevamento e al settore bieticolo saccarifero sono le priorità che il Presidente Bertinelli aveva indicato all’inizio del suo mandato” commenta Coldiretti Emilia Romagna. “Per questo motivo accogliamo con favore questo provvedimento con il quale la Regione conferma di sostenere un settore, quello dell’agroalimentare, che durante l’emergenza sanitaria ha dimostrato di essere, assieme alla sanità, del tutto strategico per il Paese”.

Regione: approvata la legge da 24 milioni di euro per sostenere l’intero settore agricolo

Da: Ufficio Stampa Regione Emilia-Romagna

Agricoltura. Approvata la legge da 24 milioni di euro per sostenere agriturismi, fattorie didattiche e l’intero settore agricolo nella ripartenza post Covid-19. L’assessore Mammi: “Un grande traguardo, un provvedimento importante per il comparto agricolo, con risorse tutte regionali”

L’Assemblea legislativa dà il via libera, con nessun voto contrario, al progetto di legge della Giunta su “Interventi urgenti per il settore agricolo ed agroalimentare”, che introduce, tra le altre misure, contributi integrativi che vanno a sostenere tutti i progetti di filiera previsti dal Piano di sviluppo rurale 2014-2020 e una liquidità straordinaria di 2mila euro per gli agriturismi e di mille euro per le fattorie didattiche

Bologna – Il sostegno al comparto agricolo dell’Emilia-Romagna è legge. Aiuti agli agriturismi, alle fattorie didattiche e, più in generale, all’intero settore e alla filiera agroalimentare nella ripartenza dopo i mesi di emergenza sanitaria.

L’Assemblea legislativa ha approvato, senza alcun voto contrario, il progetto di legge della Giunta sugli ‘Interventi urgenti per il settore agricolo ed agroalimentare’ che stanzia risorse regionali per 24 milioni di euro.

“Ringrazio i consiglieri per l’importante lavoro svolto in Assemblea e i colleghi di Giunta per aver sostenuto con risorse cospicue questo fondamentale progetto di legge- commenta l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. E’ un risultato straordinario, l’ampio consenso ottenuto è il premio al grande impegno profuso dalla Regione Emilia-Romagna per garantire risorse proprie al comparto primario, alle imprese, ai giovani imprenditori agricoli, agli agriturismi e alle fattorie didattiche, per dare respiro e rilanciare il comparto agricolo dopo l’emergenza Covid-19”.

“Il Rapporto agroalimentare regionale che abbiamo presentato in questi giorni e le tante realtà agricole d’impresa che sto incontrando sul territorio dopo il lockdown dimostrano che, nonostante alcune criticità collegate principalmente ai cambiamenti climatici e alla globalizzazione, il nostro sistema agroalimentare è ancora forte, è un importante punto di riferimento ed è un presidio primario per la nostra economia”.

La legge e gli aiuti

Per la filiera agrituristica, la norma prevede risorse pari a 2,7 milioni di euro a sostegno della liquidità delle imprese, attraverso l’erogazione di un contributo di 2mila euro per gli agriturismi e di mille euro per le fattorie didattiche.

Ai progetti di filiera, che promuovono l’organizzazione della filiera agroalimentare, compresa la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei rischi del settore, vanno 18 milioni di euro, mentre è pari a 1,5 milioni il finanziamento per l’introduzione di sistemi di sicurezza e protezione delle attrezzature e delle macchine agricole presenti in azienda.

Per gli agricoltori del settore bieticolo saccarifero, infine, sono previsti altri 1,5 milioni di contributi, e altri 500 mila euro finanziano l’aggiornamento dei libri genealogici degli allevatori.

Approvato ordine del giorno di Europa Verde collegato al progetto di legge “Interventi urgenti per il settore agricolo e agroalimentare”

Da: Gruppo Europa Verde

Approvato l’ordine del giorno di Europa Verde collegato al Pdl “Interventi urgenti per il settore agricolo e agroalimentare”.

Silvia Zamboni, consigliera regionale del Gruppo Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa: “Grazie al nostro ordine del giorno i prossimi bandi regionali prevederanno strumenti premiali per preservare gli ecosistemi agricoli, tutelare le razze di bestiame autoctone e a rischio estinzione e per promuovere l’agricoltura biologica e i metodi di coltivazione a residuo di pesticidi zero”.

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha accolto con 37 voti a favore e sole tre astensioni l’Ordine del giorno del Gruppo Europa Verde che, nell’ambito del Progetto di legge “Interventi urgenti per il settore agricolo ed agroalimentare” approvato oggi, sollecita la Giunta regionale a prevedere contributi e strumenti premiali, in sede di redazione dei prossimi bandi, per azioni mirate a preservare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura e a promuovere pratiche e metodi di coltivazione biologici e a residuo zero di pesticidi.

Più in dettaglio, l’odg di Europa Verde introduce contributi e strumenti premiali per azioni mirate a 1) preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura, 2) incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici che impattano sul settore agroalimentare e forestale, 3) promuovere e diffondere pratiche e metodi di coltivazione biologici e a residuo zero di pesticidi; a valorizzare le razze di bestiame autoctone nell’ambito dei programmi annuali per la raccolta dati in allevamento tesi alla realizzazione dei programmi genetici, e a sostenere la biodiversità delle razze a rischio di estinzione. Inoltre apre le porte della Consulta Agricola regionale alle organizzazioni professionali della filiera biologica che ora ne sono escluse.

“In questa difficile fase di crisi economica che ha colpito anche il settore agricolo e agroalimentare – afferma la Consigliera regionale e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa Silvia Zamboni – è importante sostenere le aziende agricole. Con l’odg approvato oggi, puntiamo a promuovere il metodo di coltivazione che coniuga insieme il pieno rispetto della sostenibilità ambientale e della salute dei consumatori finali come fanno le aziende della filiera biologica e quelle che puntano al residuo zero di sostanze chimiche di sintesi. A tal fine l’ordine del giorno di Europa Verde approvato oggi valorizza le competenze delle organizzazioni professionali della filiera biologica impegnando la Giunta a coinvolgerle nell’ambito dei lavori della Consulta Agricola Regionale quando si trattano temi afferenti l’agricoltura biologica”.

Comacchio Summer Experience: 31 luglio

Da: Ufficio Stampa Madeeventi

Venerdì 31 luglio alle ore 21.30 in Piazzale Caravaggio, a Lido di Spina, appuntamento con Tale e Quale live, organizzato in collaborazione con l’Associazione Lido di Spina, presieduta da Andrea Carletto. Una serata musicale adatta a tutte le età, nata sulla scia del successo dello spettacolo di Rai Uno Tale e Quale Show, condotto da Carlo Conti.

I musicisti porteranno sul palco alcune delle canzoni più celebri della musica italiana con pezzi di Mina, Loredana Bertè, Luciano Ligabue, Caterina Caselli, i Nomadi e tanti altri.

Sempre venerdì 31 continuano anche gli eventi dove il pubblico si potrà immergere in contesti naturalistici di grande fascino.

Alle ore 18 con ritrovo al Bettolino di Foce, nelle Valli di Comacchio, “Camminata e astro-yoga” organizzato in collaborazione con CNA Turismo e Commercio di Ferrara. Riccardo Gennari, guida ambientale-naturalistica e istruttore di yoga, guiderà i partecipanti in un percorso che si snoda nel suggestivo paesaggio delle Valli con una pratica finale di yoga ispirata alle costellazioni. Per info e prenotazioni Po Delta Tourism 0533-81302 – Cell 346 5926555 – Info@podeltatourism.it

Sempre alle ore 18 prosegue anche la rassegna “Musica in Salina”, organizzata in collaborazione con AMF-Associazione Musicisti di Ferrara, una visita guidata che terminerà con le sonorità di Tudandran.

Flavio Piscopo e Lele Barbieri, già collaboratori di musicisti e artisti di livello internazionale nell’ambito jazz pop new Age etno e world, sono due percussionisti in grado di proporre pulsazioni ritmiche, a volte tribali a volte mistiche, con una linea di canto che fa da collante alla cascata di suoni che i due musicisti lasciano cadere idealmente sull’ascoltatore.

Un viaggio attraverso il mediterraneo che tocca luoghi ai quali i nostri artisti sono legati Indissolubilmente, per origine cultura e tradizione. Ospite del concerto in Salina il tastierista e pianista Corrado Calessi. Per info e prenotazioni Salina di Comacchio info@salinadicomacchio.it,

Provincia: il sindaco di Poggio Renatico lancia l’allarme sicurezza degli argini del fiume Reno

Da: Ufficio Stampa Provincia di Ferarra

 

Il sindaco di Poggio Renatico, Daniele Garuti, lancia l’allarme sulla grave situazione prodotta dagli animali fossori che scavano tane e gallerie sull’argine del fiume Reno.

Un problema che il sindaco poggese ha già sollevato al tavolo regionale con i Comuni ferraresi e bolognesi rivieraschi del fiume Reno.

In caso di piena del fiume Reno – dice il primo cittadino – se franassero gli argini pensili alti oltre dieci metri, resi una gruviera, sarebbe una vera e propria minaccia per il territorio poggese, le frazioni di Ferrara e la base Nato”. 

Infatti, il pericolo è che possa cedere un argine nel tratto dove si riscontrano buche molto profonde nella parte sommitale dell’argine, prodotte da istrici e tassi, con spostamenti di notevoli quantità di terreno.

La soluzione sarebbe delocalizzare e spostare gli animali in luoghi dove non fanno danni e a questa già di per sé grave situazione, si aggiungono le tane di volpi e nutrie, che stanno ponendo sempre più a rischio gli argini di tutta la provincia.

Dobbiamo cercare di porre rimedio a questa situazione – afferma Daniele Garuti – e siamo vicini all’allarme che continua a lanciare la Polizia provinciale sul problema, per avere i nuovi strumenti sia per contrastare le nutrie, sia per spostare questi animali fossori”.

Basti pensare che in un tratto di 300 metri sono state rinvenute una ventina di tane, con escavazione di metri cubi di terra, con tutti i rischi di sicurezza idraulica per il territorio ferrarese.

Non è più tempo di aspettare – prosegue il sindaco di Poggio Renatico – ma di prendere delle decisioni insieme e chiedere alla Regione che si occupi di questo problema, per non trovarci nella situazione – come già successo per il canale Navigabile – di contare i danni”.

A tutti piacciono gli istrici – precisa il sindaco – ma se continuiamo a lasciare che creino danni agli argini, le conseguenze potrebbero essere serie per tutti”.

Questo è quello che penso come sindaco di Poggio Renatico – conclude – e credo sia un pensiero di tanti altri sindaci del territorio, e a questo proposito ringrazio l’assessore Paola Zanella, il capogruppo consiliare Francesco Cavallo, i coadiutori e la Polizia provinciale, per la collaborazione in questa importante segnalazione a favore della tutela della sicurezza di tutti”.

Regione. Cinquantacinque corsi per formare 1.100 tecnici pronti a sbarcare nelle imprese emiliano-romagnole

Da: Ufficio Stampa Regione Emilia- Romagna

 

I percorsi di Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) saranno finanziati con risorse del Fondo sociale europeo. L’offerta arricchisce quella della Rete Politecnica che trova il perno centrale nelle Fondazioni Its

 Tecnici specializzati in grado di gestire i processi organizzativiproduttivi e tecnologici strategici per l’innovazione e l’internazionalizzazione delle imprese che operano nei principali settori dell’economia regionale.

Sono 1.100 le persone che, nell’anno scolastico 2020/2021, potranno scegliere un corso tra i 55 percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) che saranno avviati in Emilia-Romagna entro il prossimo novembre.

Il via libera è arrivato dalla Giunta regionale nel corso dell’ultima seduta in cui è stato approvato un finanziamento, con risorse regionali del Fondo sociale europeo, pari a 6 milioni e 874 mila euro. Conseguentemente, è stato approvato il “Catalogo” dell’offerta formativa per l’acquisizione in apprendistato di un certificato specializzazione tecnica superiore.

Ogni percorso formativo ha un finanziamento medio di 120 mila euro, si rivolge a circa 20 destinatari e ha una durata complessiva di 800 ore. La formazione d’aula e di laboratorio è accompagnata da uno stage che consente ai partecipanti di sperimentare in impresa le competenze acquisite, conoscere gli ambienti lavorativi e comprenderne le dinamiche relazionali. I percorsi sono progettati e realizzati congiuntamente da enti di formazione professionali, da istituti di istruzione superiore dalle università e dalle imprese.
Al termine dei percorsi, che prevedono il superamento di un esame, viene rilasciato il Certificato di specializzazione tecnica superiore, riferito a quello definito a livello nazionale.

“Questi percorsi– afferma l’assessore regionale alla Formazione professionale, Vincenzo Colla– sono progettati da soggetti formativi in collaborazione con le imprese, per rispondere in modo sempre più mirato e puntuale ai fabbisogni espressi dal sistema economico-produttivo dell’Emilia-Romagna. Questo per dotare le persone e il territorio di conoscenze strategiche, in risposta ai fabbisogni dei sistemi produttivi regionali, sia quelli maggiormente consolidati e distintivi della nostra economia che quelli innovativi e a forte potenziale di crescita, con l’obiettivo di creare e trasferire nelle imprese nuove competenze tecnico professionali capaci di generare specializzazione e innovazione”.

I percorsi Ifts

I 55 corsi Ifts sono rivolti a giovani e adulti, non occupati o occupati, residenti o domiciliati in Emilia-Romagna, che siano in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore. L’accesso è consentito anche a coloro che siano stati ammessi al quinto anno dei percorsi liceali e a coloro che siano in possesso del diploma professionale, conseguito in esito ai percorsi di quarto anno di Istruzione e formazione professionale. Inoltre, possono accedere anche persone che non siano in possesso del diploma di Istruzione secondaria superiore, previo accreditamento delle competenze acquisite in precedenti percorsi di istruzione, formazione e lavoro successivamente all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

La Regione e i ‘saperi’ tecnici

L’offerta Ifts completa e arricchisce quella della Rete Politecnica, che trova il perno centrale nell’offerta e delle Fondazioni Its, contribuendo ad ampliare le competenze delle organizzazioni di lavoro nell’adozione di modelli di impresa capaci di ripensare modelli e modalita di progettazione, produzione e approcci al mercato, fondati sulla piena valorizzazione delle opportunità offerte dalla digitalizzazione e sulla attenzione agli obiettivi di sostenibilità di Agenda 2030.
I 55 percorsi si aggiungono ai 27 percorsi biennali degli Istituti tecnici superiori (Its), che complessivamente interesseranno oltre 1.600 persone con un investimento della Regione di quasi 15 milioni di euro provenienti dalle risorse del Por Fse 2014/2020 e dalle risorse nazionali della legge 296/2006 per gli Istituti tecnici scientifici.

Copparo: Nomina degli scrutatori ai seggi del referendum

Da: Ufficio Stampa Comune di Copparo

La Commissione Elettorale Comunale di Copparo ha stabilito i criteri di
nomina.

Saranno 69 gli scrutatori necessari ai seggi del Comune di Copparo per
il Referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020. Le
manifestazioni di disponibilità potranno pervenire all’ufficio
Elettorale entro lunedì 24 agosto.
La Commissione Elettorale Comunale ha stabilito precisi criteri di
nomina. Sarà data la priorità agli elettori del Comune di Copparo che,
già iscritti all’Albo unico delle persone idonee all’ufficio di
scrutatore di seggio elettorale, manifestino la loro disponibilità per
la consultazione utilizzando il modulo predisposto, da presentare
personalmente o a mezzo terzi all’ufficio Elettorale, corredato in
questo caso da copia di un documento d’identità, o inviato a mezzo pec
(comune.copparo@cert.comune.copparo.fe.it).
Prioritariamente verranno nominati coloro che avranno dichiarato di
essere nati a Copparo o residenti nel comune per un periodo superiore ai
10 anni, studenti iscritti alle scuole superiori o all’università,
disoccupati. Secondariamente si seguirà l’ordine cronologico di
presentazione delle manifestazioni di disponibilità. I nominativi in
esubero verranno inseriti nell’elenco dei supplenti; mentre, in caso di
manifestazioni di disponibilità insufficienti al fabbisogno, si
procederà al completamento scegliendo i più giovani fra gli iscritti
all’Albo. In analogia con quanto previsto dalla normativa vigente per la
nomina dei presidenti di seggio, non verranno nominati scrutatori coloro
che avranno superato il 70° anno di età.
Per info http://www.comune.copparo.fe.it/nqcontent.cfm?a_id=9143

PD: Interpellanza in merito alla sosta di una Volvo V60 bianca con contrassegno del Comune di Ferrara

Da: Ufficio Stampa Gruppo PD

Premesso che da settimane ci viene segnalata la sosta in piazza Savonarola di una VOLVO V60 bianca targata EG270SG, senza che sul parabrezza sia mai presente alcun permesso di accesso alla Ztl; anche nelle giornate martedì 28 luglio e di mercoledì 29 luglio, la VOLVO V60 sostava per l’intera mattinata in piazza Savonarola, esponendo sul parabrezza il contrassegno del Comune di Ferrara, contrassegno che viene riservato alle auto di rappresentanza del Comune.

Piazza Savonarola è inserita nella Ztl Duomo, e la sosta è consentita entro gli spazi riservati ai taxi e NCC e ai veicoli provvisti di CUDE, e fuori dagli spazi è consentita solo la fermata ai veicoli autorizzati per carico e scarico come nel resto della Ztl Duomo.

Considerato che ad oggi il parco veicoli di rappresentanza ci risulta composto da: 1. TOYOTA PRIUS targata CR 363 WF; 2. AUDI A6 targata DH 411 HC; 3. LANCIA PHEDRA targata DJ 995 HN; 4. SUBARU FOREST targata FW 095 TM

Si chiede, quindi, al Sindaco: se la VOLVO V60 bianca targata EG270SG sia parte del parco dei veicoli di rappresentanza del Comune di Ferrara; • E se così non fosse, a chi l’auto sia intestata, a quale titolo utilizzi il contrassegno del Comune di Ferrara, a quale titolo sia in possesso di un permesso di ingresso nella ZTL e a quale titolo sia autorizzata alla sosta continuativa in piazza Savonarola; se da parte degli agenti della Polizia Locale in servizio in centro storico non sia mai stata segnalata in queste settimane la presenza dell’auto priva di permessi; e se, in caso siano riscontrati abusi nell’utilizzo del contrassegno del Comune di Ferrara o di permessi ZTL, il Sindaco intenda denunciare la situazione. Si chiede risposta scritta.

PD: interpellanza su situazione stabilimento Celanese di Ferrara

Da: Ufficio Stampa Gruppo PD

 

Premesso che in una parte dell’area recuperata dalla chiusura dell’impianto di polimerizzazione di Solvay il gruppo P-Group dell’imprenditore Vittorio Bortolon ha iniziato attorno all’anno duemila la produzione di compound di PP e di Poliesteri. Il Poliestere che viene utilizzato come materia prima viene prodotto dall’impianto 21° presente all’interno del vicino Polo Chimico e di proprietà della stessa società in un interessante ragionamento di integrazione a monte di filiera produttiva.

Le due unità produttive occupano attualmente circa 70 addetti tra il sito di viale Marconi e il sito nell’impianto interno al Polo Chimico. La capacità dell’impianto di compound, organizzato su varie linee, è di circa 30mila tonn/annue. La crisi economica che si è verificato circa una decina di anni fa del gruppo Bortolon, ha visto l’intervento di salvataggio della società Softer di Forli rilevando entrambi i siti produttivi ferraresi e garantendone la continuità produttive. Quattro anni orsono tutte le attività italiane del gruppo Softer in Italia sono state acquisite dalla multinazionale americana, con sede a Dallas in Texas, Celanese. Come per Benvic è presente un laboratorio tecnologico per il controllo qualità, l’assistenza clienti e lo sviluppo di nuove applicazioni che opera in sinergia con la struttura di R&D della società allocata nel sito di Forlì.

Considerato che il Lavoro risulta essere la prima delle priorità inserite nelle Linee di mandato del Sindaco; Il 28 luglio 2020 Celanese ha comunicato alle Organizzazioni Sindacali la decisione di chiudere nel giugno 2021 lo stabilimento di viale Marconi, trasferendo la produzione nella propria sede di Forlì; Le Organizzazioni sindacali hanno immediatamente manifestato la ferma contrarietà alla decisione aziendale rimarcando l’importanza sia per il parco tecnologico di viale Marconi che per tutto il sistema economico della città, della continuità produttiva dell’impianto ferrarese; • Le Organizzazioni Sindacali hanno richiesto un incontro urgente al Sindaco Fabbri a tal proposito, per ricercare le possibili soluzioni per far recedere l’azienda da questa sua iniziativa;

Richiamato che: il Polo industriale e tecnologico è un patrimonio economico, occupazionale e professionale a cui la città non può rinunciare per il know-how sviluppato in tutti questi anni di attività e per i preziosi rapporti tra le Istituzioni Locali e le Organizzazioni datoriali e sindacali; • Suscita allarme e preoccupazione la decisione annunciata da Celanese, che porterebbe alla perdita di posti di lavoro qualificato sul territorio della città di Ferrara, oltre all’impoverimento industriale che deriverebbe dall’abbandono da parte di un’industria strategica per il comparto chimico;

Si interpellano il Sindaco e la Giunta • per chiedere di riferire al Consiglio comunale gli esiti dell’incontro convocato dal Sindaco per il 30 luglio 2020 su richiesta delle Organizzazioni Sindacali; per sollecitare l’apertura di un tavolo istituzionale permanente, alla presenza dell’azienda Celanese, delle Organizzazioni Sindacali e dei rappresentanti dei lavoratori; per conoscere le iniziative che si intendono intraprendere per garantire la continuità produttiva di questa azienda nel nostro territorio, e salvaguardare i posti di lavoro e le professionalità presenti.

PAROLE A CAPO
Roberto Pazzi: “Quando c’era tutto” e altre poesie

Probabilmente oggi è necessario essere un grande poeta lirico per non pretendere che una foglia”
(Walter Benjamin)

Le poesie di Roberto Pazzi che proponiamo oggi, sono tratte da Un giorno senza sera – Antologia personale di poesia 1966-2019, La nave di Teseo, 2020.Sono poesie inedite che fanno parte di Le rotte della mente, l’ultima sezione dell’antologia.
Lunedì 10 agosto sarà la notte di San Lorenzo, all’interno del Cortile del Castello Estense, nell’ambito della rassegna “Tempo d’estate a Ferrara”, Roberto Pazzi leggerà alcune delle sue “poesie di una vita”, con gli interventi musicali dal vivo di Marcello Corvino.

 

L’amore cresce come l’erba 

Non sei mai solo se le cose parlano,
i vestiti smessi nell’armadio,
le penne scariche sul tuo tavolo,
le federe dei cuscini,
il parquet della camera da letto
consumato dai sogni,
l’odore delle stanze che consacra
il ricordo di tante risate,
nelle carni di complici ombre
che si sono nascoste,
ma non ti hanno detto dove,
così sarà più ricca la sorpresa,
chissà, in un tram che sale
le colline di San Francisco,
o in un traghetto del lago Baikal.
Ti è capitato di sobbalzare
alla vista di sconosciuti
che parevano proprio loro
in giro per il mondo,
ma poi si sono voltati.
La ricerca e l’attesa sono la vita,
tu resta ben fermo dove sei,
contano sulla tua fedeltà
non sei più Orfeo che si volta
per paura che lei non ti segua,
hai imparato,
l’amore cresce senza che tu lo veda,
come non vedi crescere l’erba.

 

La fuga da Ferrara

Quando non ci sarò resteranno
i bambini a scuola,
i semafori gialli nella notte,
la gioia del goal,
la mura degli Angeli,
la corsa all’appuntamento
dopo una spruzzata di profumo,
un’ultima occhiata nelle vetrine,
che non ci deluda.
Ci sarà il silenzio di una coppia
in trattoria, prima che esploda il litigio,
lui dolce e mite che l’ascolta,
lei bellissima e tremenda che lo fustiga
senza pietà sapendo che tra poco
gli si concederà.
Ci saranno le entrate a sud e a nord
dell’autostrada che a Roma apre
il sogno di andarsene da qui,
la grande fuga accarezzata sempre.
Ci sarà tutto,
i mancati amori,
i volti che avremmo voluto offrire
agli specchi delusi da noi,
le parole che non vennero,
il nostro nome scelto, non imposto,
il momento della storia
dove ci sarebbe piaciuto scendere.
Ci sarà tutto nel nulla,
quando non ci sarò.

 

Dal pozzo della memoria

Mi ritorna tutto su,
dentro l’estate un’altra estate,
in una via le molte volte attraversate
piene di gente
con scarpe che non si portan più,
nei vestiti che passano di moda,
le martingale, i colli di pelliccia,
i pantaloni a zampa di elefante,
le camicie di popeline,
il gusto che della mente muta,
il sapore del vino che mente alla memoria
al fondo del bicchiere
chiama alla lingua i primi sorsi più golosi
e l’età bambina quando non potevo berne
“fa male ai grandi, figurati a te”
ammonivano a tavola.
Ora che posso bere quanto ne voglio
che posso andare dappertutto,
partire ogni momento
senza chiedere permesso,
mi pare bella solo l’età dei limiti
e dei permessi,
come dal fondo di un pozzo
guardavo me affacciato lassù in alto
che mi sporgevo a spiarmi,
sognavo laggiù quello che sono oggi quassù,
oggi che sono tutto quello che ho sognato

 

Quando c’era tutto

Cos’è mancato?
Niente, c’era tutto una volta,
la giovinezza, il futuro, il sogno,
e volavano i giorni.
L’amore se ne stava in attesa
e nessun giorno era sprecato.
Era un vero scialo del tempo,
se ne perdeva tanto,
si poteva andare e tornare,
non c’erano mai solo andate,
si tornava sempre a sognare
le valigie già pronte,
si trattava di pazientare
ma poi lei,
quella vita solo a noi promessa
sarebbe accorsa a darci il bacio
nel lieto finale di un bel film.
I conti con la felicità erano in ordine,
eravamo allora eterni.

Roberto Pazzi
Poeta, narratore e giornalista, è nato ad Ameglia (SP) nel 1946 ma vive a Ferrara. Ha scritto per il Corriere della Sera e The New York Times, oggi collabora a QN. Laureatosi in lettere classiche a Bologna, relatore Luciano Anceschi, con una tesi su Saba, ha insegnato nella scuola e nell’università a Ferrara e ad Urbino. Il suo esordio in poesia è avvenuto con una silloge di versi apparsa sulla rivista Arte e Poesia nel 1970, con una nota di Vittorio Sereni.La sua produzione letteraria, tradotta in ventisei lingue, comprende otto raccolte di poesie e ventuno romanzi. Tra i molti riconoscimenti ricevuti, ha ottenuto due volte il premio Selezione Campiello, è stato finalista al premio Strega e al Viareggio, ha vinto il superpremio Grinzane Cavour e il Flaiano e i premi Montale, Scanno, Comisso, Elsa Morante, Bergamo, Stresa, Lerici-Pea, Rhegium Julii, Zerilli-Marimò.
Le sue opere più recenti sono il romanzo Verso S. Elena (2019) e l’epistolario con Vittorio Sereni Come nasce un poeta (2018).

La rubrica di poesia Parole a capo esce regolarmente ogni giovedì mattina su Ferraraitalia. 
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