Giorno: 5 Novembre 2020

CSO Italy ottiene la Presidenza del Gruppo di dialogo civile della Commissione Europea
su Qualità e Promozione

da: CSO Italy

CSO Italy ottiene la Presidenza del Gruppo di dialogo civile della Commissione Europea (CDG) su Qualità e Promozione

Simona Rubbi  di CSO Italy è stata eletta oggi presidente del Gruppo di Dialogo Civile della Commissione Europea (CDG) su Qualità e Promozione, dopo due anni di vicepresidenza. Nello stesso organismo comunitario Simona Rubbi  rappresenta anche l’Associazione europea Freshfel Europe.

“Sono onorata di questa nomina – dichiara Simona Rubbi –  e lavorerò con grande impegno visti gli importanti temi  prioritari  per il CDG nell’ambito della strategia From Farm to Fork,   che includeranno la  revisione  della politica di qualità delle  IGP, le frodi alimentari e la tanto attesa revisione della politica di promozione dell’UE.  Mi impegnerò per assicurare discussioni costruttive  in modo che il CDG possa continuare il suo lavoro positivo insieme ai funzionari della Commissione Europea”.

Il CDG su Qualità e Promozione è una piattaforma di dialogo organizzata sotto la competenza della DG AGRI della Commissione Europea. Convocato per tre volte nell’arco di un nno, il CDG facilita la discussione tra le parti interessate su questioni relative ai regimi di qualità, come IGP e DOP, nonché alla politica di promozione dell’UE, compresa la sua gestione e le priorità nell’ambito dei programmi di lavoro annuali.

“Come presidente di CSO Italy – commenta da parte sua Paolo Bruni –  posso dire che siamo orgogliosi e onorati di avere una nostra apprezzata collaboratrice nel ruolo di Presidente di questo organismo europeo;  credo peraltro che la dottoressa Rubbi sia la persona giusta al posto giusto e  che questa nomina sia il meritato riconoscimento dell’impegno che ha profuso nei ruoli europei in questo ultimo decennio”.

 

Energia verde. A Ecomondo primo confronto sul Piano Energetico Regionale

Energia verde. A Ecomondo primo confronto sul Piano Energetico Regionale, in vista del Triennale di attuazione. Colla: “Un percorso democratico e partecipato per costruirlo. Il nuovo modello è fare ambiente creando occupazione. Nel Patto per il lavoro previste una legge regionale per il Clima e una sulle Comunità energetiche”

Al Convegno virtuale di Rimini, che ha coinvolto associazioni, imprese, esperti dei vari settori, illustrati i programmi regionali per la transizione energetica e un futuro sostenibile. Prevista una serie di incontri, entro gennaio 2021, per definire i contenuti del nuovo Piano Triennale di attuazione 2021-2023 del Piano Energetico Regionale. Gli obiettivi: ridurre del 40% le emissioni inquinanti, raggiungere il 27% di fonti rinnovabili e aumentare fino al 47% il livello complessivo di efficienza energetica

Bologna – Un territorio sempre più green, privo di emissioni di carbonio, per un futuro sostenibile. La Regione parte da Ecomondo Digital Edition, la fiera internazionale di Rimini (quest’anno in versione virtuale) dedicata all’economia circolare e al recupero di materia ed energia, per lanciare il confronto sul Piano Energetico regionale. Un confronto che in particolare definirà i contenuti del nuovo Piano triennale 2021-23, in sintonia con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e con il Green Deal europeo, nelle strategie regionali per lo sviluppo sostenibile e il contrasto al cambiamento climatico.

Con il convegno “Verso il nuovo piano triennale di attuazione 2021-2023 del piano energetico regionale”, che si è tenuto oggi pomeriggio, l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Green economy, Vincenzo Colla, ha quindi ufficialmente aperto i lavori per la definizione del nuovo Piano di attuazione (2021-2023) della Regione Emilia-Romagna.

“Le linee strategiche alla base del Piano energetico triennale- ha affermato Colla- verranno concertate con associazioni, imprese, esperti dei vari settori, attraverso un percorso di consultazione democratica e partecipata, partendo dall’ incontro odierno, e si completeranno entro gennaio 2021”.

“Ridurre del 40% le emissioni inquinanti, raggiungere il 27% di fonti rinnovabili e aumentare fino al 47% il livello complessivo di efficienza energetica sono gli obiettivi fissati dalla Regione nel nuovo Piano- ha sottolineato l’assessore-. L’Emilia-Romagna, accettando la sfida del Green Deal europeo, vuole dimostrare che con l’ambiente si può crescere, sviluppando imprese e creando buona occupazione. E parte da Ecomondo la discussione sul piano energetico, che dovrà portare, attraverso una fase di transizione pianificata, a un ‘piano regolatore’ regionale per il pieno utilizzo delle diverse fonti rinnovabili e all’implementazione della ricerca green, con l’obiettivo di garantire un futuro sostenibile per tutti”.

“I giovani nelle piazze di tutto il mondo ci ricordano che ‘non esiste un pianeta B’ ed è nostro dovere impegnarci per difenderlo e preservarlo. Per questo– ha annunciato Colla sostituendo nelle conclusioni il presidente Bonaccini- con il nuovo Patto per il lavoro e per il clima ci impegniamo a gestire la transizione verso un nuovo modello di sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile, e a dotarci di una legge regionale per il Clima e una sulle Comunità energetiche”.

Al convegno di oggi, aperto dall’intervento di Carlo Alberto Nucci dell’Università di Bologna, che ha parlato di “Reti e produzione per la transizione Energetica ed il futuro sostenibile”, è seguita una  tavola rotonda dedicata all’approfondimento sul  tema delle infrastrutture e degli impianti di produzione di energia, sotto l’aspetto dell’efficienza energetica e del ruolo crescente del contributo delle fonti rinnovabili, a cui hanno partecipato Matteo Mazzoni, Head Market Strategy di Snam; Roberto Giovannini, responsabile Sostenibilità di Terna; Marilisa Partipilo, responsabile Affari istituzionali Area Nord  del Gruppo Enel; Lapo Pistelli, Public Affairs Director di Eni e Luigi Castagna, presidente Confservizi Emilia-Romagna. Assente il sottosegretario Todde, per il Ministero dello Sviluppo economico è intervenuto il dott. Andrea Lo Presti.

Le tematiche in campo

Negli incontri previsti fino a fine gennaio, saranno affrontati vari temi: innanzitutto quello fondamentale delle Reti per la transizione energetica e il futuro sostenibile, della ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati.

“È necessario individuare le azioni che possano contribuire a rendere il parco immobiliare più resiliente- ha spiegato l’assessore-, ad aumentarne il livello di digitalizzazione e ridurre le bollette energetiche contrastando la povertà, ad aumentare e dare impulso al settore dell’edilizia costituendo un’occasione per sostenere le piccole e medie imprese e i posti di lavoro a livello locale”.

Altro tema che sarà affrontato nel corso degli incontri sarà quello della rigenerazione urbana, e della trasformazione del sistema produttivo per un’economia pulita e circolare, con un modello sostenibile di crescita inclusiva in grado di affrontare la duplice sfida della trasformazione verde e digitale. Ovviamente per far questo è necessario un new deal dei saperi e delle competenze e profili professionali adeguati alla green economy, con percorsi organizzati dalla Regione. È necessaria infine una mobilità sostenibile e intelligente, in grado di soddisfare i bisogni di mobilità di persone e merci attraverso soluzioni e sistemi più economici, accessibili, sani e puliti; la pianificazione della mobilità a scala nazionale, regionale e locale, nonché nuovi carburanti, con lo sviluppo dei veicoli a basso impatto ambientale anche per i mezzi pubblici.

“Anche per la produzione di energia, l’obiettivo- ha aggiunto l’assessore- sarà quello di averla pulita, economica e sicura, attraverso il crescente ricorso alle fonti rinnovabili, con particolare attenzione alla decarbonizzazione del gas. Puntiamo anche alla realizzazione di infrastrutture innovative, guardando in particolare all’utilizzo dell’idrogeno”.

Il rapporto di monitoraggio 2017-20

Le iniziative e misure realizzate dalla Regione nel precedente Piano triennale,in linea con gli  obiettivi europei al 2020, 2030 e 2050 in materia di clima ed energia e illustrate nel 2° Rapporto di monitoraggio, hanno quantificato gli investimenti pubblici in oltre 440 milioni di euro, per il triennio 2017-2019, con risultati importanti in tutti i settori: imprese manifatturiere, terziario e Pubblica Amministrazione, trasporti, agricoltura, ricerca, formazione. Tra questi un ottimo livello per quanto riguarda il target sul risparmio energetico (-28% al 2018), livello intermedio sulle fonti rinnovabili (13% al 2018), mentre per quello sulle emissioni di gas serra l’obiettivo al 2020 risulta più distante (-11% al 2018). /CL

Ligabue: Chiusura temporanea della mostra
Biglietti rimborsati

da: Fondazione Ferrara Arte

In ottemperanza al DPCM del 4 novembre 2020, la mostra  a Palazzo dei Diamanti Antonio Ligabue. Una vita d’artista rimarrà chiusa da giovedì 5 novembre 2020 fino a giovedì 3 dicembre 2020

Se hai un biglietto per il periodo di momentanea chiusura (fino al 3 dicembre 2020) sarai rimborsato.
Da questo momento, il servizio di prenotazione online è sospeso.

Anche i musei civici e le altre mostre aperte in questo periodo (Tra simbolismo e futurismo. Gaetano previatiFrancesco del Cossa e Schifanoia. L’oro degli Estensi Attraversare l’immagine) resteranno chiusi fino al 3 dicembre.

Lettera: su Sgarbi, Il Sindaco e Italo Balbo

da: Giorgio Bottoni

Gentile direttore,

 l’altro giorno alla Camera dei deputati il ferrarese, onorevole Vittorio Sgarbi è stato trasportato fuori, a braccio dai commessi d’aula, non perché le mancasse la forza di camminare sulle proprie gambe, ma per disobbedienza all’ordine di espulsione inflittogli dalla presidenza. Durante il suo intervento commemorativo del decesso prematuro di una parlamentare, ora presidente della regione Calabria, giacché parlava con la mascherina tenendola solamente sul naso, il Presidente della Camera lo invitava, come decretato dalla legislazione vigente a coprirsi anche la bocca, e anche perché lo vuole il corretto uso di questa protezione, in funzione appunto della  protezione di chi parla e anche di chi ascolta. Pratica ritenuta dagli scienziati indispensabile, particolarmente, in ambienti chiusi. Prima esibiva un certificato medico di esenzione. (avrebbe da quarantenni la rinite) un documento ritenuto non sufficiente dal Presidente. Di rimando Sgarbi lo tacciava  a microfono acceso di “fascista”. Non è la prima volta che esce dall’aula in questo modo. E’ un modo utile  anche per conquistare le prime pagine di taluni quotidiani e questo lo ottiene anche con fare di sfida, esibendo il radunando attorno un tavolo di un ristorante, altri avventori, ma fuori orario. Una poco onorevole sfida col Coronavirus, ed anche della propria salute e di quella altrui, nonché delle stesse disposizioni dei Dpcm.

Infine mi sia data la possibilità di  far presente al sindaco di Ferrara, che nella lettera in cui disquisisce sulla proposta avanzata dallo stesso personaggio di dedicare un luogo pubblico della nostra città a Italo Balbo. Proposta trovata interessante perché formulata da uno studioso. Sarà uno studioso, ma le sue capacità di individuare il fascista, mi sembra alquanto lacunosa. Un po’  per l’età e quindi ha avuto la fortuna di non conoscere e vivere l’epoca fascista e ora, da studioso lo indica chi non lo è. Pensate un po’. Lo indica in chi presiede una tra le più nobili istituzioni democratiche. Ma invece chi il fascismo l’ha fondato, costruito e imposto, lo vorrebbe immortalare e nascondere nel valente trasvolatore. Non essendo un ingenuo, lo fa con calcolata furbizia, ma con poco decoro della città.

Giorgio Bottoni

Regione: Coronavirus. Aggiornamento 5 novembre:
su oltre 20.300 tamponi 2.180 nuovi positivi, di cui 1.156 asintomatici.
Oltre il 97% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: su oltre 20.300 tamponi 2.180 nuovi positivi, di cui 1.156 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Oltre il 97% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa

Fatti anche 3.092 test sierologici. L’età media nei nuovi positivi è di 44 anni. +162 guariti. 13 i nuovi decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 65.091 casi di positività2.180 in più rispetto a ieri, su un totale di 20.332 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi del 10,7%.

Dei nuovi contagiati, sono 1.156 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: complessivamente, tra i nuovi positivi 314 persone erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 437 sono state individuate nell’ambito di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,3 anni.

Su 1.156 asintomatici, 446 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 65 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 8 per screening sierologico, 18 con i test pre-ricovero. Per 619 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 599 nuovi casiModena con 332,poi Reggio Emilia (262), Ravenna (225), Piacenza (186), Rimini (151), Parma (140), Ferrara (120); seguono Imola (58), Cesena (54) e Forlì (53).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

tamponi effettuati sono stati 20.332, per un totale di 1.674.462. A questi si aggiungono anche 3.092 test sierologici.

casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 31.976 (2.005 in più di ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 30.211(+1.955 rispetto a ieri), quasi la totalità (97,5 %) dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 13 nuovi decessi: 4 in provincia di Ferrara (tutte donne, rispettivamente di 98, 93, e due di 90 anni), 3 in provincia di Reggio Emilia (tutti uomini di 94, 89, 79 anni), 3 in provincia di Modena (tutti uomini di 92, 88 e 79 anni), 1 in provincia di Parma (una donna di 95), 1 a Bologna (una donna di 71 anni), 1 Piacenza (un uomo di 96 anni)  Non si registrano decessi nelle province di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini. Dall’inizio dell’epidemia i decessi in Emilia-Romagna sono complessivamente 4.712.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 177 (+16 rispetto a ieri), 1.588 quelli in altri reparti Covid (+34).

Sul territorio, le  persone ricoverate in terapia intensiva sono così distribuite: 9 a Piacenza (+1 rispetto a ieri),17 a Parma (numero stabile rispetto a ieri), 14 a Reggio Emilia (+2 rispetto a ieri), 33 a Modena (+4), 63 a Bologna (+5), 4 a Imola (invariato rispetto a ieri), 9 a Ferrara (+ 1 da ieri), 8 a Ravenna (+1), 3 a Forlì (invariato rispetto a ieri), 2 a Cesena (+1) e 15 a Rimini (+1 rispetto a ieri).

Le persone complessivamente guarite 28.403 salgono a (+162 rispetto a ieri).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella i cui è stata fatta la diagnosi: 7.746 a Piacenza (+186 rispetto a ieri, di cui  77 sintomatici), 6.337 a Parma (+140, di cui 97 sintomatici),10.049 a Reggio Emilia (+262, di cui 153 sintomatici),10.170 a Modena (+332, di 151 cui sintomatici), 12.774 a Bologna (+599, di cui 241 sintomatici), 1.247 casi a Imola (+58, di cui 22 sintomatici), 3.095 a Ferrara (+120, di cui  15 sintomatici), 3.696 a Ravenna (+225, di cui 114 sintomatici), 2.696 a Forlì (+53, di cui 36 sintomatici), 2.056 a Cesena (+54, di cui 39 sintomatici) e 5.225 a Rimini (+151, di cui 79 sintomatici). /Ti.Ga.

Lagosanto: da sabato 07 novembre 2020
riparte il servizio SPESA AMICA

da: Comune di Lagosanto

Dalla giornata di sabato 07 novembre 2020, a Lagosanto, ripartirà il servizio di consegna a domicilio sia
della spesa che dei medicinali.

ASSISTERE LE FASCIE DEBOLI, IN PARTICOLARE I NOSTRI ANZIANI NON È SOLO UN DOVERE, BENSÌ È UN
ONORE, PER QUESTA AMMINISTRAZIONE, POTERE ESSERE D'AIUTO A COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO
A EDIFICARE LA NOSTRA MERAVIGLIOSA COMUNITÀ.

L’Amministrazione Comunale, attraverso la preziosa e sempre disponibile “Protezione Civile di Lagosanto”,
attiverà il servizio “SPESA AMICA”. servizio di spesa e consegna medicinali a domicilio, per conto degli
anziani e delle persone deboli residenti nel territorio comunale, che non hanno familiari in grado di fornire
loro un sostegno adeguato in questo momento delicato.

Il servizio sarà operativo tutte le giornate di mercoledì e sabato, per le prenotazioni si prega di telefonare
alll'URP (Ufficio relazioni con il pubblico) del Comune di Lagosanto, che risponde al numero 0533.909511,
nelle giornate di martedì e venerdì e dalle ore 10:00 alle ore 12:30.

Il servizio è GRATUITO, seguirà l'andamento dell'emergenza, e verrà modulato di conseguenza:
aumentando (se necessario), le giornate di operatività e quindi di prenotazione.

*** Prenotazione servizio “SPESA AMICA”:

– Martedì dalle ore 10:00 alle ore 12:30;
– Venerdì dalle ore 10:00 alle ore 12:30.

*** Erogazione servizio “SPESA AMICA”:

– Mercoledì dalle ore 09:00 fino a esaurimento calendario giornaliero;
– Sabato dalle ore 09:00 fino a esaurimento calendario giornaliero.

Dalla giornata di sabato 07 novembre 2da: Comune di Lagosanto020, a Lagosanto, ripartirà il servizio di consegna a domicilio sia

della spesa che dei medicinali.

ASSISTERE LE FASCIE DEBOLI, IN PARTICOLARE I NOSTRI ANZIANI NON È SOLO UN DOVERE, BENSÌ È UN
ONORE, PER QUESTA AMMINISTRAZIONE, POTERE ESSERE D'AIUTO A COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO
A EDIFICARE LA NOSTRA MERAVIGLIOSA COMUNITÀ.

L'Amministrazione Comunale, attraverso la preziosa e sempre disponibile “Protezione Civile di Lagosanto”,
attiverà il servizio “SPESA AMICA”. servizio di spesa e consegna medicinali a domicilio, per conto degli
anziani e delle persone deboli residenti nel territorio comunale, che non hanno familiari in grado di fornire
loro un sostegno adeguato in questo momento delicato.

Il servizio sarà operativo tutte le giornate di mercoledì e sabato, per le prenotazioni si prega di telefonare
alll'URP (Ufficio relazioni con il pubblico) del Comune di Lagosanto, che risponde al numero 0533.909511,
nelle giornate di martedì e venerdì e dalle ore 10:00 alle ore 12:30.

Il servizio è GRATUITO, seguirà l'andamento dell'emergenza, e verrà modulato di conseguenza:
aumentando (se necessario), le giornate di operatività e quindi di prenotazione.

*** Prenotazione servizio “SPESA AMICA”:

– Martedì dalle ore 10:00 alle ore 12:30;
– Venerdì dalle ore 10:00 alle ore 12:30.

*** Erogazione servizio “SPESA AMICA”:

– Mercoledì dalle ore 09:00 fino a esaurimento calendario giornaliero;
– Sabato dalle ore 09:00 fino a esaurimento calendario giornaliero.

Save the Children, molte le segnalazioni di assenza dalle lezioni dai territori più a rischio di emarginazione sociale
necessaria attenzione ai 4 milioni di studenti in didattica a distanza

da: ufficio stampa Save the Children

Scuola: Save the Children, molte segnalazioni di assenza dalle lezioni arrivano dai territori più a rischio di emarginazione sociale, necessaria attenzione ai 4 milioni di studenti di nuovo in didattica a distanza

“Il ritorno della didattica a distanza per le scuole superiori e in alcune regioni per la seconda e terza classe della secondaria di primo grado, senza considerare la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado imposta da alcune ordinanze locali, coinvolgerà circa 4 milioni di studenti ed è indispensabile non perdere di vista coloro che sono maggiormente a rischio di dispersione scolastica”. Cosi Raffaela Milano, Direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children commenta le misure restrittive sulla frequenza scolastica stabilite dal nuovo Dpcm e i numeri lanciati stamattina da Tuttoscuola. “La dispersione scolastica in Italia, negli ultimi cinque anni, ha raggiunto anche il 15% del totale degli studenti e oggi non è ancora scesa sotto il 13,5%. Le difficoltà nella continuità del legame forte e diretto con la scuola possono avere una conseguenza pesante per gli studenti. Una particolare attenzione va dedicata a quei territori che sono “rossi” anche sul piano dell’emergenza educativa, dove si rilevano i picchi più alti di dispersione scolastica, come ad esempio la Calabria, dove il numero dei dispersi è del 21,5% e dove le diseguaglianze digitali sono molto accentuate”.

Nel nostro Paese – ricorda l’Organizzazione – dalla rilevazione dei fabbisogni delle istituzioni scolastiche condotta dal MIUR e conclusasi lo scorso 1^ settembre, così come riportata in relazione tecnica del DL Ristori, le scuole necessitano ancora di 283.461 pc e ben 336.252 studenti non hanno alcuna connessione internet. Inoltre come certifica l’Istat, il 12,3% dei minori non ha un computer o un tablet in casa per seguire le lezioni a distanza[1] (850 mila minori in termini assoluti), percentuale che arriva al 20% nel Mezzogiorno, e il 57% di coloro che ne dispongono, lo deve condividere con altri componenti della famiglia per esigenze sia di studio che di lavoro. Solo il 30% dei ragazzi che si sono trovati impegnati nella didattica a distanza, peraltro, presentava competenze digitali elevate ed idonee all’uso delle piattaforme online mentre due terzi hanno competenze basse o di base (ed il 3% nessuna).

“Stiamo già registrando segnali preoccupanti dai territori su casi di ripetute assenze e perdita di motivazione nello studio che sembrano protrarsi anche dal primo periodo di lockdown. Facciamo appello a tutte le scuole, dirigenti e insegnanti, perché si faccia ogni sforzo possibile per non perdere il contatto con gli studenti più vulnerabili, attivando un monitoraggio serrato delle assenze ripetute da scuola e dei bisogni di chi manifesta maggiori difficoltà, anche attraverso task force territoriali con il coinvolgimento del terzo settore, per prevenire, rintracciare e recuperare ogni caso di dispersione”, ha dichiarato Raffaela Milano.  “Studenti “dispersi” o concretamente a rischio necessitano di piani educativi individualizzati, realizzati anche in sinergia con gli altri attori della comunità educante esterni all’istituzione scolastica. E’ inoltre necessario garantire agli studenti più fragili la possibilità di frequentare la scuola in presenza, secondo quanto previsto dalle disposizioni governative, e – per chi vive in condizioni di precarietà abitativa – la messa a disposizione di spazi dove poter concentrarsi per seguire le lezioni on line e fare i compiti. Non possiamo permetterci che le conseguenze della crisi sanitaria si riversino proprio sui percorsi di studio dei più giovani.”

Ferrara: Nuova Postazione Straordinaria per tamponi Emergenza Covid-19 in Cittadella S. Rocco

da: comunicazione@ausl.fe.it

Iniziati i lavori di allestimento delle tensostrutture a cura dell’Esercito Italiano

Personale qualificato del reggimento genio ferrovieri dell’Esercito Italiano da questa mattina – 5 novembre – è all’opera per allestire le nuove strutture temporanee che saranno adibite per effettuare tamponi Covid-19 in modalità Drive Through.

La nuova postazione che sarà realizzata dall’Esercito, sarà collocata nell’ex “parcheggio dipendenti”, con accesso diretto da via Rampari di San Rocco ed è composta da:

  • un’area coperta dove transiteranno i veicoli all’interno dei quali saranno presenti gli utenti che dovranno essere sottoposti al tampone;
  • una tenda di servizio per il personale sanitario e di supporto al lavoro;
  • una tenda con funzioni di spogliatoio del personale sanitario e operativo.

L’esercito fornirà anche una ulteriore tenda che verrà data in gestione all’Azienda USL di Ferrara per la realizzazione di un’aggiuntiva postazione per l’esecuzione di “Tamponi rapidi” eseguiti dal personale dell’azienda USL.

Il personale militare assegnato al presidio sarà di circa quindici persone che, una volta completata l’installazione delle strutture, rimarrà presso il “campo” con funzioni di supporto e logistiche: trasporto dei tamponi al laboratorio dedicato; sistemazione dell’affluenza delle persone nell’area oltre alla responsabilità della disinfezione giornaliera a fine turno.

Per garantire la possibilità di parcheggio ai cittadini che dovranno accedere in  Cittadella S. Rocco, vista la riduzione delle disponibilità all’interno della struttura, con la disponibilità del Comune di Ferrara e Ferrara Tua Holding da oggi 5 novembre i parcheggi di via Rampari di San Rocco, adiacenti alla Casa della salute saranno resi gratuiti.

pier-paolo-pasolini

Io so (ma non sono un complottista)

Le frasi che leggerete sotto sono facilmente strumentalizzabili – del resto, se uno come Nietzsche è stato considerato un filosofo filonazista capiamo a che livello di insipienza, o di strumentalizzazione politica, possa arrivare il potere. Eppure sono frasi che designano il ruolo di un intellettuale: quello di unire i puntini tra i fatti per disegnare un quadro, che li renda significativi e dotati di senso e non singoli eventi slegati e casuali. In questa fase del dibattito pubblico social (che chiamo così per conferirgli una dignità che non possiede), tuttavia, le frasi sottostanti potrebbero essere condivise dal complottista o dal negazionista da tastiera, come se potessero legittimare il suo complottismo o il suo negazionismo. Questo non fa che sottolineare l’importanza di insegnare un pensiero che non sia puro calcolo, che conservi la capacità di approfondire i temi, che sia capace di selezionare le fonti, che colga l’importanza dell’emotività. L’importanza del pensiero umanistico, l’importanza degli umanisti.

“Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere“.

Pier Paolo Pasolini

Maternità surrogata, utero in affitto

PERCHE’ SONO CONTRO LA MATERNITA’ SURROGATA

Da quando, e sono tanti anni, mi batto per la messa al bando universale della maternità surrogata mi sento dire che, nelle discussioni,  tiro su muri proprio perché mi esprimo “contro”  una pratica e che questo muro mi impedisce di mettermi in ascolto.  Anni fa quando iniziai a occuparmi di questo tema il mio primo incontro è stato con le famiglie arcobaleno. Gli Incontri, che sono sempre stati segnati dal rispetto reciproco, da subito hanno evidenziato quanto fosse quasi impossibile capirci. Eravamo in una babele.
Le parole cardine per nominare questa pratica, madri, maternità, gestazione , gravidanza, amore, dono, figlio/a, utero, corpo, rimandavano a significanti differenti a seconda di chi le usava e si trasformavano in quel muro che ci impediva di comunicare.
Oggi continuo a riflettere sul quel muro e forse ho trovato” le parole per dirlo” , per spiegarlo concretamente.

Uno degli argomenti più popolari tra coloro che sostengono la maternità surrogata è che se la pratica esiste allora bisogna regolamentarla per evitare che succedano aberrazioni, o almeno limitarne un uso improprio. Il ragionamento che sta dietro a questo assunto è sensato e logico, però, per regolamentare una pratica c’è bisogno di usare le parole.
La legge ha bisogno di parole che siano chiare e comprensibili; ma  per mettere nero su bianco la pratica della maternità surrogata c’è bisogno di disincarnare la parola, si deve usare una parola slegata dai suoi significanti profondi e umani.  Questa legge ha bisogno di slegare le parole dalla carnalità se no non può essere scritta.
Le madri surrogate diventano contenitori, valige in viaggio che portano un pacco … sono de-umanizzate.
Durante la gestazione queste donne, sono affiancate da psicologi che le aiutano a ricordare continuamente che non sono le madri della creatura, ma che stanno compiendo un ”viaggio”  per altri, proprio per evitare quell’attaccamento biologico naturale che si forma nei nove mesi di gestazione, in loro non deve radicarsi in  alcun modo la coscienza di essere gravide. Ma  la parola non è solo una parola di senso che giunge al cervello che, poi, come un software la analizza razionalmente, la parola è anche il pianto del bambino neonato  che appena nasce chiede il contatto con il corpo che lo ha portato in grembo perché è l’universo che conosce, la parola è anche lo strazio di vedere allontanato il frutto del proprio grembo, la parola è la vita e tutte le sfumature emotive che porta con sè.

Quel bambino che nasce da una madre contenitore che si ripete di non esserlo per nove mesi quali parole potrà avere? Quella donna che vende o dona il frutto del suo grembo si ammalerà per questo? Disincarnare le parole ha delle conseguenze su tutti, non solo su chi ne fa un uso, e porta alla famosa disfunzionalità di cui mi sembra sia affetta la società occidentale contemporanea.
E quello che mi è sempre più chiaro è che non ci possono essere parole incarnate per descrivere la maternità surrogata. Dividere la maternità tra gestazione e maternità è disumanizzare tutto il racconto della vita, perché relega la gestazione a un processo puramente meccanico mentre sappiamo che la gestazione è il punto di partenza del lungo viaggio della maternità, un viaggio che prende corpo e che contiene in sé tutti quegli aspetti ambivalenti che fanno parte del mistero della vita.
Dunque questa pratica per essere descritta ha bisogno di sovvertire un ordine simbolico.

Chi come me si schiera “contro questa pratica” mi dice di chiamarla ‘utero in affitto’ proprio per rendere evidente che si sta sfruttando una donna e i suoi organi, ma io mi ostino a chiamarla maternità surrogata perché noi donne durante la gestazione non siamo solo quell’utero, siamo persone con una storia e la maternità non è scissa da quella esperienza gestazionale. Allora poi mi si fa notare che esaltare la gravidanza discrimina le madri adottive – forse loro sono da meno di una madre naturale?  Certo che no! ad alcune di quelle madri adottive (non tutte) mancherà quella esperienza di gestazione (curioso che si parli sempre del dolore di una madre che non può avere figli e quasi mai del padre che non li può avere), ma noi tutti siamo esseri mancanti, tutti prima o poi facciamo esperienza di una mancanza.
È vero alcuni fanno esperienze mancanti durissime altri meno, mistero della vita, ma chi se la sente di mettere in una scala di valori  assoluto le mancanze?
Nessuno è dentro le persone e ne conosce le sofferenze interne
, l’inconscio non fa distinzioni. Per alcuni certe mancanze sono al limite del tollerabile e se non messe in parole diventano tunnel da cui non si esce mai e per me chi non riesce ad avere figli e vuole un figlio a tutti costi in realtà non mette in parola  questa mancanza, non la trasforma in altro.

Eppure la vita terrena non è altro che fare i conti con le mancanze e trasformarle, renderle mancanze feconde, capaci di generare altro! L’adozione è anche questo. Dunque siamo tutti mancanti ma il fatto di esserlo non giustifica il fatto che sia possibile usare qualsiasi mezzo per cancellare quella mancanza. Ricapitolando per mettere in parola questa pratica bisogna de-umanizzare le parole e questo è un processo in atto da tempo che a mio avviso  sta manipolando  la forma mentis delle persone, ecco perché  si deve lavorare sulle narrazioni e svelare quelli che secondo me sono i tranelli narrativi che il  dio mercato utilizza per rendere accettabile una pratica che non lo è.
Il mito transumanista, è al servizio proprio di questo dio mercato, di un dio tecnologia, di  cui la sinistra nel nostro paese curiosamente sta diventando la testimonial!

Basta guardare a cosa sta avvenendo alla Camera in questi giorni di discussione sul DDL Zan, andate a vedere come definiscono le parole sesso, genere e identità di genere; ci sarebbe da ridere se non fosse che  invece è drammatico). In Inghilterra non si può più parlare di donna incinta e si deve dire persona incinta, donna incinta è discriminatorio, non si può più parlare di donne che hanno il ciclo si deve dire soggetti mestruatori. Guardate la campagna della Tampax – il tweet  che voleva essere un inno alla inclusività e a sostegno delle persone transgender “È un fatto: non tutte le donne hanno il ciclo”, si legge nel messaggio del colosso Usa, “un altro dato di fatto: non tutte le persone con il ciclo sono donne.
Celebriamo la diversità di tutte le persone che hanno il ciclo [vedi: #mythbusting , #periodtruths#transisbeautiful ] per fortuna si è trasformato in un boomerang perchè le donne sono insorte!
Ecco è venuto il tempo di capire che con le parole non si scherza. Il femminismo si sta risvegliando. Le donne e i loro corpi non sono merci e gli esseri umani non sono prodotti o pacchi !
Ma per andare a fondo della questione delle parole in tanti campi, per chi è giunto alla fine di questo lungo articolo consiglio questa  conferenza di Nicoletta Dentico (che traduce magistralmente Vandana) con Vandana Shiva dal titolo  Ricchi e buoni? Il volto oscuro della filantropia globale [Vedi qui]– [ perché secondo me mostra  bene come le parole vengano piegate a certi interessi per  somministrare come tollerabili pratiche che altrimenti non lo sarebbero  e come questo avvenga in tutti i campi non solo in quello di cui ho parlato qui sopra.

La logica della costruzione e dei diritti delle cosiddette minoranze (che è la base del progressismo attuale) non può che portare ad un disastro: non sta in piedi ne da un freddo punto di vista logico ne da un più profondo punto di vista emotivo, etico e “spirituale”. E’ esattamente questa logica che sta alla basa del pensiero politicamente corretto (che è palesemente una forma di violenza); ed è sempre questa logica che spinge verso soluzioni transumaniste e manipolazioni di ogni tipo (certo non è il solo fattore). Bisogna pensarci molto seriamente perchè molte cose che sembrano contrarie a questo folle capitalismo neoliberista finanziario che sta portando alla distruzione delle civiltà (e del pianeta) ne sono in realtà i più fortei alleati a livello culturale e sociale.

17 PROGETTI AMMESSI ALLA SECONDA FASE DEL BANDO COOPSTARTUP
DI LEGACOOP ESTENSE E COOPFOND

da: Legacoopestense

RIPARTIRE IN COOPERATIVA:
17 PROGETTI AMMESSI ALLA SECONDA FASE DEL BANDO COOPSTARTUP DI LEGACOOP ESTENSE E COOPFOND

Ferrara 5 novembre – Sono 17 i progetti di impresa ammessi alla seconda fase del Bando Coopstartup Estense, promosso da Legacoop Estense e Coopfond per sostenere la nascita di startup cooperative: 11 su Modena e 6 su Ferrara. Le idee di business spaziano dall’economia circolare all’educazione digitale, dai servizi alla persona alle attività culturali ed artistiche. Eterogenea anche la composizione dei team partecipanti, 40% donne e 60% uomini, 68% under 40, divisi fra studenti, persone occupate, disoccupati, imprenditori e partite iva. Ogni gruppo di aspiranti soci, come da legge per la costituzione di un’impresa cooperativa, è composto da almeno tre persone.

Si passa ora alla seconda fase del Bando, al via nelle prossime settimane, che prevede una formazione di gruppo – svolta naturalmente in modalità online – la valutazione di fattibilità del progetto e un tutoraggio personalizzato per la definizione del business plan. Al termine di questa fase, a febbraio 2021, si terrà la selezione finale, con la presentazione dei progetti d’impresa da parte dei partecipanti e la designazione dei 5 vincitori.

“A luglio abbiamo lanciato il Bando Coopstartup guardando con fiducia alla ripartenza, per sostenere aspiranti cooperatori che avessero il coraggio di investire in una nuova idea imprenditoriale” afferma Chiara Bertelli, referente territoriale di Legacoop Estense. “Ora che ci stiamo apprestando ad entrare nuovamente in una fase difficile dal punto di vista economico e sociale, pensiamo che sia ancora più importante sostenere nuovi progetti che abbiano una capacità di visione. Daremo il nostro supporto e affiancamento a chi, nonostante il momento critico, abbia voglia di impegnarsi per creare una nuova impresa sostenibile e inclusiva”.

In palio oltre 50.000 €, suddivisi fra 2 premi ordinari del valore di 12.000 euro ciascuno – assegnati ai due progetti migliori – e 3 premi speciali del valore di 9.500 euro ciascuno: il premio “Servizi all’abitare”, promosso dalle cooperative Abitcoop, Castello, Unicapi e Politecnica, il premio  “Servizi ai cittadini” promosso Conad Nord Ovest e il premio “Sostenibilità ambientale”, che verrà assegnato da Coop Alleanza 3.0.

Coronavirus. Emilia-Romagna in FASCIA GIALLA (criticità moderata):
tutte le misure del nuovo Dcpm in vigore da venerdì 6 novembre

Coronavirus. Emilia-Romagna in fascia gialla (criticità moderata), da venerdì 6 novembre in vigore le misure base del nuovo Dpcm valide nell’intero territorio nazionale. L’assessore Donini: “Non arretriamo nella battaglia contro il virus, occorre davvero l’impegno di tutti nel rispetto di tutte le regole di sicurezza”

Stop agli spostamenti dalle 22 alle 5; didattica distanza che sale al 100% alle scuole superiori e alle Università; capienza al 50% di bus e treni regionali; chiusura di musei e mostre; chiusura dei centri commerciali nel week end. I provvedimenti introdotti dal nuovo Decreto. La Regione Emilia-Romagna fuori dalle zone arancioni e rosse

Bologna – Divieto di spostamento dalle ore 22 alle 5 del giorno successivo, se non “per comprovate esigenze lavorative o motivi di salute”; didattica a distanza al 100% per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e Università; sospensione dei servizi di ristorazione – bar, pub , ristoranti, gelaterie e pasticcerie – dalle 18 alle 5; nelle giornate festive e prefestive, sono chiusi gli esercizi commerciali all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presìdi sanitari e punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. Ancora: capienza al 50% per il trasporto pubblico locale e il servizio ferroviario regionale; sospensione degli spettacoli e delle mostre aperti al pubblico in teatri, sale da concerto, musei; stop alle attività di palestre e centri benessere; raccomandazione al più ampio uso dello smart working per le attività lavorative e professionali, sia nel privato sia nel pubblico impiego.
Queste le principali misure restrittive (in parte conferme, in parte novità) previste dal Dpcm firmato ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che scatteranno da venerdì 6 novembre e fino al 3 dicembre in Emilia-Romagna e in tutto il territorio nazionale.Emilia-Romagna in zona gialla
Il Decreto stabilisce in sostanza tre tipologie di intervento: misure nazionali restrittive valide appunto in tutto il territorio italiano (la cosiddetta “zona gialla”, nella quale è necessario contrastare la diffusione del virus), a cui si aggiungono ulteriori misure anti-Covid valide a livello regionale – e quindi non per l’Emilia-Romagna – a seconda che la regione rientri in uno scenario di elevata gravità (la cosiddetta “zona arancione”) o di massima gravità (la cosiddetta “zona rossa”).

Le regioni in cui si applicano le ulteriori misure previste per le zone arancioni e rosse sono individuate con ordinanza del Ministro della Salute, sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, sulla base del monitoraggio dei dati epidemiologici e dei dati elaborati dalla cabina di regia, sentito il Comitato tecnico scientifico, sulla base di 21 indicatori sottoposti a monitoraggio (fra questi: l’andamento dell’indice Rt, il numero di casi sintomatici; l’andamento dei ricoveri in terapia intensiva e non; la percentuale di tamponi positivi su quelli fatti; il personale addetto all’attività di tracciamento e di somministrazione dei tamponi, il tasso di occupazione dei posti letto; il numero dei focolai attivi).

L’Emilia-Romagna è inserita in zona gialla, quindi non in uno degli scenari di più elevata gravità: per questo, qui si applicano le misure restrittive base previste per tutto il resto del territorio nazionale.

Restano confermate tutte le indicazioni relative all’uso dei dispositivi di protezione individuali nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private, e all’aperto, fatto salvo che per i bambini al di sotto dei sei anni, le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e durante l’esercizio dell’attività sportiva. L’utilizzo dei DPI si deve accompagnare alle altre misure di riduzione del contagio quali il distanziamento fisico di almeno un metro e l’igiene costante e accurata delle mani. Resta in vigore l’obbligo di rimanere presso la propria abitazione e contattare il medico curante per tutte le persone con infezione delle vie respiratorie con febbre maggiore di 37,5 gradi.

“Stiamo conducendo una battaglia contro il virus che non ci deve vedere arretrare- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini– un impegno che ci coinvolge sia come Istituzioni che come singoli cittadini, chiamati a rispettare le limitazioni previste da questo nuovo Dpcm, pur nella consapevolezza dei sacrifici anche pesanti che questo richiederà per tutti. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, il sistema sanitario sta tenendo, ma dobbiamo ridurre la curva del contagio per evitare che raggiunga livelli di pressione che inevitabilmente ricadrebbero sulle prestazioni ordinarie. Siamo la Regione che fa gli screening epidemiologici più estesi, col più alto numero di test sierologici, per individuare i positivi asintomatici e che arriva a fare in media 18-19 mila tamponi al giorno. A giorni avremo a disposizione un milione di tamponi rapidi, che saliranno a quasi 3 milioni entro fine mese. Strumenti importanti, con in primo piano lo sforzo senza sosta di medici, infermieri, operatori sanitari che ancora una volta voglio ringraziare”.

“Tuttavia- conclude l’assessore – il rischio zero non esiste e, lo ripeto, la battaglia che abbiamo davanti, in attesa del vaccino, richiede ancora uno sforzo collettivo e comportamenti individuali improntati al massimo della responsabilità. A partire dal rispetto delle tre regole fondamentali – uso della mascherina, distanziamento, igiene delle mani – che rappresentano una barriera fondamentale di difesa contro il virus”.

Scuola e concorsi
Nelle scuole superiori la didattica a distanza passa al 100% in tutto il territorio nazionale: per quelle dell’Emilia-Romagna vuole dire lezioni esclusivamente da remoto, visto che la Dad qui era fissata al 75%. Resta salva la possibilità di attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per assicurare l’effettiva inclusione degli alunni con disabilità o bisogni educativi speciali. Il nuovo Dpcm mantiene in presenza per le Regioni classificate in zona gialla l’attività didattica ed educativa delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, ma con uso obbligatorio della mascherina fatta eccezione per i bambini con meno di sei anni e le persone con patologie incompatibili. Saranno invece totalmente a distanza le attività formative e curriculari delle Università, ad eccezione di quelle del primo anno di studi e di laboratorio. Sospesi anche i viaggi di istruzione e le uscite didattiche. E lo è anche lo svolgimento delle prove concorsuali, ad esclusione dei casi in cui la valutazione sia effettuata solo su base curriculare o per via telematica

Rsa e Pronto soccorso
L’accesso di parenti e visitatori alle Residenze sanitarie assistite (Rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani e persone con disabilità è limitato ai casi indicati dalla direzione sanitaria, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire forme di trasmissione dell’infezione.
E’ anche previsto il divieto di permanenza nella sala di attesa dei Pronto soccorso per gli accompagnatori dei pazienti.

Commercio e somministrazione di alimenti
Le attività commerciali al dettaglio si possono svolgere liberamente fermo restando il rispetto della distanza interpersonale, gli accessi dilazionati e il rispetto dei protocolli di sicurezza. Il limite delle ore 18 non vale – ma limitatamente ai propri clienti – per l’attività di ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive. Resta consentita la ristorazione da asporto fino alle 22 e il delivery senza limiti di orario.
Nessun limite orario anche nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e aeroporti. Restano garantiti anche i servizi bancari, finanziari e assicurativi, l’attività del settore agricolo e agroalimentare.

Sale giochi e scommesse
Sospesa l’attività di sale giochi e scommesse, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente, sale bingo e casinò.

Sport
Sono ammesse le attività di tipo riabilitativo e terapeutico fornite da piscine, centri benessere e termali, così come quelle rientranti nei livelli essenziali di assistenza. E’ consentito svolgere attività motoria e sportiva all’aperto o nelle aree attrezzate dei parchi pubblici, nel rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro e due metri rispettivamente. Restano consentiti gli eventi sportivi di interesse nazionale così come verranno definiti in un atto del Coni – sia per quanto riguarda gli sport individuali che di squadra – ma senza la presenza di pubblico. A porte chiuse anche le sessioni di allenamento degli atleti -professionisti e non- che partecipano a tali competizioni.

Fiere e manifestazioni pubbliche
Sono sospesi i convegni, i congressi ad eccezione di quelli che si svolgono a distanza. Stop anche sagre e fiere. Vietate anche le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto comprese quelle conseguenti a cerimonie civili e religiose. Nelle abitazioni private è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi. L’accesso ai luoghi di culto è ammesso solo con misure organizzative tali da evitare assembramenti, così come per le funzioni religiose. /PF

PAROLE A CAPO
Luciana Idini: “Acqua di fiume” e altre poesie

La poesia è un modo di prendere la vita alla gola.”
(Robert Frost)

 La resilienza

Serpeggia un profumo salmastro.
Dal sentiero
oltre i muri scrostati
scorgo sorrisi
scolpiti sui sassi

(agosto 2020)

 

Respira la notte

Mi piace la notte.
Le strade e le piazze
si aprono vive
allargando le braccia

La luce dei lampioni
sale verso il cielo
estende l’orizzonte
tocca l’infinito

Da varchi di memoria
dei vicoli antichi
avanzano echi
di vite vissute

Pervadono l’aria
in sussurri di brina
alitando ricordi
bianchi
freschi e leggeri

(17 settembre 2020)

 

Acqua di fiume

Per me eri un torrente
che scorreva lascivo
sopra i miei sassi rotondi
Nel profondo scavavi
le mie asperità più segrete
fendendo gli angoli acuti guardiani
della mia indipendenza

Mi distrasse lo sciabordio
di acque pazienti
che tracciavano il letto del fiume
con l’ineludibile fluire del cosmo
e lasciai che quella dolcezza
si distendesse tra le pieghe
dei miei pensieri contorti.

E ora che quel corso d’acqua
che credevo perenne
si è inaridito
brucia la terra
offerta al sole feroce
laddove non riparammo
al vento impetuoso
venuto dal mare

Luciana Idini (Sassari, 1966)
Da sempre, scrittrice solo per passione. Dopo un diploma tecnico ho scelto di seguire studi in lettere moderne con indirizzo storico perché, dopo la letteratura, la Storia è il mio secondo amore. Mi piace scrivere poesie e racconti brevi.

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Gian Paolo Benini e Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Ferraraitalia.
Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]

GLI SPARI SOPRA
Il governatore Toti e i pesi morti della società

“Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del paese, che vanno però tutelate” parole e musica di Giovanni Toti, governatore della Liguria.
Credo che queste parole non debbano essere solamente fonte di indignazione. Queste esternazioni devono essere studiate, perché sono la perfetta sintesi del nostro presente, del nostro sistema, la legge del capitale, dove chi è produttivo merita di essere salvato, mentre chi non lo è può essere sacrificabile: una specie di rupe di Sparta da cui gettare i pesi morti.
Il virus, non è affatto democratico, così come gran parte delle malattie, una infima percentuale di ‘paraculati’ al secondo colpo di tosse viene monitorato, testato, ricoverato e curato con i metodi più moderni, la cure sperimentali, i nosocomi migliori, solo perché possono permetterseli. Miliardari che ogni due giorni sono tamponati, controllati e verificati. Gli esempi si sprecano, dalle multinazionali in pantaloncini corti della serie A, dal Cavaliere mentore del governatore (che è pure ottuagenario, ma indispensabile), a Mr. Billionaire.
Tutti gli altri si ammalano, attendono, chiamano, aspettano, rimangono a casa, poi, quando si aggravano, dopo giorni possono iniziare il loro fottuto protocollo. Un sistema marcio dalle fondamenta. Gli anziani, gli immunodepressi, gli ammalati, possono essere gettati dalla rupe, con un po’ di dispiacere, ma meglio loro di noi. Così ragiona il governatore, così ragionano in molti, così è il sistema.
Una singola ora di vita, un singolo respiro, sono un valore inestimabile, ritenere gli anziani fonte di memoria, cibo contro l’ignoranza della storia, ricordo, favole ed esperienza non indispensabili è una delle più grosse merdate che sia stata partorita dalle menti semplici del nostro ceto dirigente.
Un sistema basato sulla competitività, sulla meritocrazia, sulla forza, sul vigore, sui soldi a discapito di tutto, è quanto di peggio il genere umano abbia mai potuto concepire. Questo è il sistema vincente, questo a detta di molti è la vittoria della storia, questo è quella merda che già da un paio di secoli viene denominato capitalismo.

Non credo in un lapsus o un refuso o in una mancata comprensione del testo scritto. Il governatore voleva dire altro, ma intanto ha scritto quello che aveva in testa e che molti pensano. La dittatura sanitaria, il cattivo governo che ci affama, noi vogliamo la libertà di non proteggerci, perché non ce n’è covid, oppure se c’è colpisce solo gli altri, i vecchi, gli ammalati.
A parte che non è così, i dati, i freddi numeri dicono altro, ma nel sistema che si basa sui tre pilastri del “produci, consuma e crepa” aleggia una sorta di eugenetica latente.

Non tutte le vite sono uguali, non tutti hanno la stessa dignità di esseri umani, la privatizzazione di tutto, spesso ci ha privato di tutto
La sanità pubblica, fortuna nostra che esiste ancora, è anch’essa stata aggredita dal privato, le Aziende Sanitarie Locali, che in questi tempi di pandemia stanno facendo i miracoli, grazie soprattutto alle persone che vi lavorano, sono state non a caso, trasformate in aziende. La sanità, come la scuola non può avere scopo di lucro.
Finanziare con soldi pubblici la sanità privata è ancora mille volte peggio, allo stesso modo dei finanziamenti pubblici alle scuole private. I governi di Centro Destra e Centro Sinistra che si sono susseguiti negli ultimi trent’anni hanno fatto questo.

Produttività, profitto, target, budget, sono il motivo per cui la nostra società ci chiede di correre, come fossimo leoni o gazzelle indifferentemente. Così, quando il leone perde i denti, la gazzella si azzoppa o entrambi cominciano a sentire il peso degli anni nella savana, diveniamo carne sacrificabile sull’altare della ricchezza altrui.
La competitività, la ricerca di una vita performante, la meritocrazia, obiettivi che ci sono imposti dagli altri. Una vita, la nostra, gestita  dall’esterno, tutti petto in fuori, tutti con un ego alla Rocco. Ma è tollerato dal sistema chi invece non ha queste caratteristiche? E’ possibile essere pesci rossi in un acquario di squali? E’ possibile essere deboli o fragili, senza doverne rendere conto al format che ci viene imposto?

Deve per forza esistere qualcosa di meglio, io credo che le persone siano tutte indispensabili, anzi no, chi ritiene il contrario non lo è.

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