Giorno: 20 Novembre 2020

Coronavirus. In Emilia-Romagna già individuati i luoghi di stoccaggio e somministrazione del vaccino anti-Covid

Coronavirus. In Emilia-Romagna già individuati i luoghi di stoccaggio e somministrazione del vaccino anti-Covid. Prime dosi in arrivo nei prossimi mesi, destinate in via prioritaria al personale sanitario e ai presidi residenziali per anziani

Oggi da viale Aldo Moro videoconferenza con i vertici dell’assessorato e i direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere. Trasmessa al ministero della Salute la prima mappa delle strutture individuate, dotate di congelatori a -80° per la conservazione dei vaccini

Bologna – Definiti in Emilia-Romagna, d’intesa tra assessorato alle Politiche per la salute e Aziende sanitarie e ospedaliere, i centri di stoccaggio regionale del vaccino e anche le strutture sanitarie che somministreranno le prime dosi, destinate nella fase iniziale agli operatori sanitari e ai presidi residenziali per anziani.

Come richiesto dal ministero della Salute, la Regione si è immediatamente attivata per contribuire alla predisposizione del piano nazionale, individuando i luoghi idonei alla conservazione – in particolare congelatori che permettono temperature fino a -85 gradi – e allo stoccaggio dei vaccini anti-Covid (di Pfizer-Biontech).

Luoghi che, per ragioni di sicurezza come peraltro richiesto a livello nazionale, non vengono resi noti.

Ad effettuare la ricognizione dei centri di stoccaggio e delle strutture sanitarie scelte per la somministrazione delle prime dosi, sono stati oggi, con i vertici dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute, i direttori generali di tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere, in un incontro in videoconferenza da viale Aldo Moro.

Per quanto riguarda i criteri di scelta, le strutture sanitarie sono state individuate, da Piacenza a Rimini, in base ai bacini di utenza, al personale sanitario impiegato, oltre a quello operante sul territorio e in grado di raggiungere il presidio entro 30-60 minuti.

Coronavirus. Aggiornamento in Emilia-Romagna
20 novembre

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: su oltre 22.300 tamponi 2.533 nuovi positivi, di cui 1.036 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 558 i guariti. Il 95,4% dei casi attivi in isolamento a casa, con sintomi lievi. L’indice Rt scende a 1,14, quarta settimana consecutiva di calo

Effettuati anche 3.776 test sierologici. Restano stabili le terapie intensive. L’età media dei nuovi positivi è di 45,8anni. 47 decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 100.344 casi di positività, 2.533 in più rispetto a ieri, su un totale di 22.307 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi dell’11,3%, stabile rispetto a ieri (1,4%).

E, secondo la rilevazione settimanale della Cabina di Regia nazionale, l’indice di trasmissione del contagio (Rt), in Emilia-Romagna scende a 1,14. E’ il quarto calo consecutivo, dopo quelli delle tre settimane precedenti (rispettivamente: 1,63, 1,57, 1,4).

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 1.036 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 259 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 431 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 45,8 anni.

Su 1.036 asintomatici, 391 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 161 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 10 con gli screening sierologici, 16 tramite i test pre-ricovero. Per 458 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province dell’Emilia-Romagna vede Modena con 625 nuovi casi, Bologna con 534, Reggio Emilia con 363, Piacenza (309), Ravenna (158), Parma (125), Rimini (109) e Ferrara (101). Poi l’area di Imola (80), Cesena (68) e Forlì (61).

Questi, dunque, i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 22.307 tamponi, per un totale di 1.957.785. A questi si aggiungono anche 3.776 test sierologici.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 62.934 (1.928 in più di ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 60.156 (+1.883 rispetto a ieri), il 95,5% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 47 nuovi decessi: 13 in provincia di Reggio Emilia (7 uomini di 72 anni, 73 anni e gli altri rispettivamente di 75, 80, 85, 88 e 92 anni e 6 donne di 74, due di 82, 88, 92, 95 anni), 10 a Modena (8 uomini di 68 anni, 74, 77, 78, due di 79, 92, 95 anni e 2 donne di 74 e 79 anni), 2 a Ravenna (1 donna di 83 anni e un uomo di 95), 2 a Piacenza (2 uomini di 100 e 70 anni), un decesso in provincia di Forlì Cesena (una donna di 89), 12 a Rimini (6 donne di 77, 84, 93, due di 94 anni, 99 anni e 6 uomini di 58, 79, 84, 85 anni e due di 89 anni), 3 a Parma (3 uomini di 73, 85, 86), 3 a Ferrara (3 donne di 77, 86, 96 anni), nessuno a Bologna. Un uomo di 85 anni deceduto a Modena era residente fuori Regione. Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, in Emilia-Romagna i decessi sono complessivamente 5.265.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 244 (stabili rispetto a ieri), 2.534 quelli in altri reparti Covid (+45).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 14 a Parma (invariato rispetto a ieri), 29 a Reggio Emilia (+1), 61 a Modena (+1), 63 a Bologna (invariato), 5 a Imola (invariato), 17 a Ferrara (-3),12 a Ravenna (+1), 6 a Forlì (invariato), 1 a Cesena (invariato) e 23 a Rimini (-1).

Le persone complessivamente guarite salgono a 32.145 (+558 rispetto a ieri).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 10.763 a Piacenza (+309 rispetto a ieri, di cui 74 sintomatici), 8.719 a Parma (+125, di cui 77 sintomatici), 14.706 a Reggio Emilia (+363, di cui 270 sintomatici),18.109 a Modena (+625 di cui 452 sintomatici), 20.001 a Bologna (+534, di cui 337 sintomatici), 2.477 casi a Imola (+80, di cui 40 sintomatici), 4.858 a Ferrara (+101, di cui 17 sintomatici), 6.073 a Ravenna (+158, di cui 97 sintomatici), 3.729 a Forlì (+61, di cui 40 sintomatici), 3.112 a Cesena (+68, di cui 47 sintomatici) e 7.797 a Rimini (+109, di cui 46 sintomatici).

In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati sono stati eliminati tre casi (due a Bologna, uno a Ravenna) in quanto giudicati non covid-19

Nuova condanna Lodi

Da: Unione comunale PD Ferrara

Nicola Lodi non è un cittadino modello, lo sappiamo bene.
Nicola Lodi, che ha fatto della condanna al degrado e all’illegalità la sua bandiera, dovrebbe conoscere bene cosa siano l’uno e l’altra. Nicola Lodi è il Vicesindaco di una città alla quale nasconde sistematicamente le vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto, mentre l’amministrazione pubblica richiederebbe una condotta più trasparente ed esemplare. Non sta facendo il bene dei propri concittadini e della sua città. Continua a prenderli in giro – dopotutto, dopo oltre un anno e mezzo dall’inizio del suo prestigioso incarico continua ad occupare un alloggio Acer del quale ben altri avrebbero diritto – e persevera nel trarre vantaggi personali dall’incarico che ricopre e sulla pelle di altri.
Un datore di lavoro che non adempie ai doveri verso i suoi dipendenti, dopotutto, cosa può fare quando ha la possibilità di lucrare sulla pelle di tutti i ferraresi? Noi non siamo sudditi, esigiamo trasparenza cristallina da chi ha l’onore e l’onere di guidare una città. Ancora una volta, sappiamo che questo onore e onere è condiviso con il Sindaco Fabbri, che con il suo silenzio dimostra quanto abbia in spregio la rettitudine dei suoi più stretti collaboratori.

Visita a Copparo del neodirettore sanitario dell’AUSL

Da: Comunicati del comune di Copparo

Emanuele Ciotti ha incontrato il sindaco Fabrizio Pagnoni nella residenza municipale di Copparo

Nella mattinata di venerdì 20 novembre il sindaco, Fabrizio Pagnoni, ha incontrato nella residenza municipale di Copparo il nuovo direttore sanitario dell’Azienda Usl di Ferrara, Emanuele Ciotti.
«È stato un incontro molto cordiale e proficuo – afferma il primo cittadino copparese -, durante il quale ho potuto apprezzare la
disponibilità del neodirettore, soprattutto a fronte il periodo complesso e denso di impegni che stiamo affrontando».
Pagnoni e Ciotti hanno confermato il rapporto di sinergia e piena collaborazione, già precedentemente instaurato, e hanno riconosciuto la
necessità per quanto riguarda la locale Casa della Salute di rimanere una struttura di riferimento per il territorio, a servizio della
comunità. Si è inoltre discusso della programmazione dei tamponi rapidi a Copparo, pianificando anche il coinvolgimento dei medici di medicina generale.

Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a Copparo

Da:Comunicati comune di Copparo

L’Amministrazione, in collaborazione con Cadf e Clara, ha donato 500 borracce alla scuola primaria

In occasione della Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che celebra la storica data dell’approvazione della
Convenzione sui diritti dell’infanzia da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’Amministrazione comunale di Copparo, in collaborazione con Cadf e Clara, ha donato 500 borracce agli alunni della scuola primaria ‘O. Marchesi’.
La consegna simbolica a una classe del plesso copparese è stata effettuata dal sindaco Fabrizio Pagnoni, dal vicesindaco Franca Orsini e
dalla responsabile del settore Scuola Rita Sattin, alla presenza del dirigente scolastico Domenico Marcello Urbinati, che ha rilevato
«l’importanza di questo segnale nella direzione della tutela delle risorse naturali unita all’attenzione per la sicurezza nell’utilizzo
della preziosa risorsa, in questo particolare periodo storico».
Le borracce saranno infatti utili per il consumo individuale di acqua in sicurezza durante la permanenza a scuola e nella mensa scolastica, dove sostituiranno le bottiglie.
«Oltre all’utilità nell’affrontare le disposizioni anticovid, le borracce richiamano il diritto alle giovani generazioni a vivere in un
mondo in cui sia garantita la tutela dell’ambiente e la sostenibilità del pianeta – ha affermato il sindaco -. Lo riteniamo un gesto
emblematico in questa giornata che ricorda l’adozione della Convenzione Onu, che per la prima volta ha riconosciuto i bambini come aventi diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, e che quest’anno assume un significato ancor più rilevante, in considerazione
di quanto l’emergenza sanitaria abbia tolto ai nostri bimbi e ai nostri
ragazzi, al loro percorso di crescita e di formazione. Un gesto che vuole inoltre esprimere concretamente ribadisce l’impegno
dell’Amministrazione verso la scuola, che riveste un ruolo centrale per la comunità».

Test Pneumologici: temporanea sospensione dell’attività da 1 dicembre 2020

Da: ausl Ferrara

In seguito all’incremento dell’ondata epidemica Covid, per garantire la massima sicurezza a utenti, personale medico e tecnico-infermieristico coinvolto nella esecuzione degli esami, i test diagnostici pneumologici spirometrici con broncocostrittore aspecifico (test alla metacolina) saranno temporaneamente sospesi dal mese di dicembre nella sede provinciale presso la Casa della Salute di Copparo-Ambulatori Pneumologici.
La decisione aziendale è supportata dal documento congiunto di AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) e SIP (Società Italiana Pneumologi) in cui sono definiti nuovi standard di sicurezza collegati alla pandemia Covid per le prestazioni diagnostiche di pneumologia.
Nel documento sono stati revisionati tutti gli esami diagnostici pneumologici in base al rischio di produzione di aerosol, le goccioline di vapore acqueo emesso dal paziente durante l’esecuzione dell’esame nella fase di espirazione forzata ed alcuni test devono prevedere revisioni delle procedure esecutive di sicurezza con l’utilizzo di diversi dispositivi di protezione individuali per gli operatori e metodiche di sanificazione di apparecchi e locali.
Il periodo di sospensione servirà alla messa in sicurezza del percorso specifico per questi esami, previa verifica da parte del Servizio di Prevenzione e Protezione e della Medicina del Lavoro aziendali, per riprendere nel più breve tempo possibile questo tipo di esami.
Al momento, i cittadini in appuntamento -dieci prenotazioni sul presidio di Copparo- saranno contattati per comunicare la sospensione temporanea della prestazione. Sarà, poi, cura dell’helpdesk aziendale prendere in carico questi pazienti per riprogrammare la prenotazione alla ripresa in sicurezza dell’attività.

CONTRO VERSO
I bambini che aspettano

I bambini che aspettano

Non ho quasi mai tradito la rima. Quel giorno mi è capitato, senza pretese, cercando una forma per dire di quei bambini che guardano ai grandi, agli adulti, pieni di speranza e di attesa. Una fiamma che si spegne poco a poco, per ogni delusione che si aggiunge alle precedenti.

I bambini che aspettano
hanno il cuore contuso.
Contano i giorni
solo fino a dieci.
Poi ricominciano con voce più fioca.

I bambini che aspettano
hanno gli occhi d’attesa.
Si gonfia a ondate
e sfrangia nell’intrico dei motivi
che buttano carbone nella calza.

I bambini che aspettano
inventano storie
di mostri e giganti
danzanti nella giungla dei padri
– loro no, non possono capire
si sa, sono piccoli –

ma devono annidarsi
(i giganti, s’intende)
da qualche parte del corpo.
O in qualche scontro
o in qualche dose
o in qualche bottiglia spezzata.
Nel guardie e ladri spinto
che appunto sanno i grandi.

In tutto il non amore che
avvelena le notti
In tutto il non amore che
tradisce l’attesa
In tutto il non amore
che un bambino non contempla
che un bambino non prevede
ma che può imparare.

Un bambino trascurato può facilmente sviluppare problemi di relazione. Una bambina trascurata ha buone probabilità di non stimare se stessa. I figli messi in un angolo ad aspettare – che papà smetta di bere, o mamma di drogarsi, o… o… – non sono fagottini indifferenti. Neppure interruttori che si possono accendere e spegnere – genitori ON e OFF – a proprio piacimento. Il non amore torna indietro, travestito dall’adolescenza, e risponde al male subito.

Santa Maria Codifiume: mercoledì 25 novembre lavori di potenziamento della rete idrica

Da: Francesco Reggiani,Gruppo Hera

Santa Maria Codifiume: mercoledì 25 novembre lavori di potenziamento della rete idrica

Dalle 8 alle 16 di mercoledì 25/11 Hera eseguirà un importante intervento sulla rete idrica, al confine del territorio tra i comuni di Argenta e Ferrara e, più precisamente, in Via Fascinata.

Le opere svolte consentiranno un’alternativa di alimentazione al servizio delle località di Santa Maria Codifiume, Ospital Monacale e Traghetto. Esse, inoltre, sono propedeutiche a un ulteriore potenziamento della rete idrica del territorio argentano, già programmato.

Più nel dettaglio, gli interventi del 25 novembre sono tesi a collegare la rete idrica che corre sotto via Fascinata con quella posta in via Bova, così da creare una sussidiarietà tra le infrastrutture, e in questo modo mitigare eventuali disservizi dovuti a guasti della rete.

Per eseguire lavori, e per tutta la loro durata, sarà necessario interrompere il servizio idrico all’abitato di Santa Maria Codifiume, nel comune di Argenta. Al fine di limitare l’inevitabile disagio, per il quale Hera si scusa, sarà a disposizione di cittadini e attività produttive un servizio sostitutivo con autobotte, presso la quale sarà possibile rifornirsi di acqua potabile. Il mezzo sarà collocato a S.M. Codifiume, in Piazza Luigi Gualandi.

L’Emilia-Romagna celebra la Giornata nazionale dell’albero, a Ferrara circa 5.400 piante per 800 beneficiari

Comunicato regione

L’Emilia-Romagna celebra la Giornata nazionale dell’albero con iniziative on line, laboratori e nuove piante donate nell’ambito della campagna ‘Mettiamo radici per il futuro’. Ad oggi più di 182mila le piante in distribuzione a oltre 16mila tra enti, associazioni e cittadini. A Ferrara circa 5.400 piante per 800 beneficiari, frangola e tiglio le specie più richieste

L’assessore Priolo: “Una grande adesione da parte di Comuni e cittadini, oggi celebriamo anche il nostro lavoro di squadra”. Da Piacenza a Rimini, gli eventi e le nuove piantumazioni organizzate, nel rispetto delle norme anti-Covid, da scuole, biblioteche, Comuni, associazioni ed Enti locali nell’ambito della festa green, e aderenti alla campagna regionale “Quattro milioni e mezzo di alberi in più. Piantiamo un albero per ogni abitante dell’Emilia-Romagna”. Domani, sabato, sarà piantato anche l’albero dell ‘Emilia-Romagna, nel giardino Kenzo Tange

Bologna – Sono già più di 182mila i nuovi alberi e arbusti che oltre 16mila tra cittadini, enti e associazioni dell’Emilia-Romagna hanno piantato dal 1^ ottobre ad oggi per la campagna, promossa dalla Regione, “Mettiamo radici per il futuro”, il piano green da 14 milioni di euro che nei prossimi quattro anni distribuirà gratis 4,5 milioni di specie arboree, una per ogni abitante.

Un grande bosco che domani saluterà la Giornata nazionale dell’albero con tante iniziative a partire dalla piantumazione dell’albero dell’Emilia-Romagna – un esemplare di Liquidambar (Liquidambar styraciflua) – nel giardino Kenzo Tange, alle ore 10.30, da parte dell’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo e della vice-sindaco di Bologna, Valentina Orioli (all’evento, che si potrà seguire in diretta Facebook sui canali della Regione, non è prevista la presenza di pubblico in ottemperanza alle norme anti assembramento).

“Sono soddisfatta della risposta campagna da parte dei cittadini e dei Comuni, che hanno aderito con slancio alla proposta di sviluppare iniziative per questa importante giornata e che stanno partecipando numerosi al progetto avviato lo scorso primo ottobre- commenta Priolo-. Questo è un grande esempio di lavoro di squadra che vede enti locali, associazioni, scuole e cittadini impegnati in prima linea per rendere sempre più verde e sostenibile la nostra regione. Ognuno di noi può fare qualcosa ed è parte di questa bella storia”.

Tra le iniziative, tutte nel rispetto delle norme anti-Covid, in programma da Piacenza a Rimini per la giornata nazionale, ci sono piantumazioni nei giardini, nelle scuole, nelle biblioteche abbinate a eventi e incontri in streaming, laboratori e proiezioni on line.

E la Regione guarda già al Natale con una specifica campagna per invitare i cittadini ad aggiungere un albero per ogni pacchetto confezionato e regalato. “A Natale aggiungi un albero ai tuoi regali”, un piccolo gesto per contribuire, e magari superare prima del 2025, al traguardo verde dell’Emilia-Romagna.

Gli alberi già piantati e prenotati provincia per provincia

Per quanto riguarda il report di monitoraggio dell’iniziativa, aggiornato al 13 novembre, si contano circa 152mila piante consegnate – e oltre 30mila già prenotate da Enti locali – e 16.600 beneficiari, di cui 16.147 sono cittadini, 160 le associazioni e 322 enti pubblici.

Si tratta di una distribuzione pari al 36,4% delle piante messe a disposizione dal bando per il 2020, corrispondente a un investimento regionale di circa 400mila euro.

Questo il dettaglio della distribuzione sul territorio: circa 15mila alberi sono andati a oltre 1.500 beneficiari della provincia di Bologna, 5.400 a 800 destinatari sul territorio di Ferrara, più di 17mila piante a 2200 utenti di Modena e provincia. E ancora 48mila alberi sono stati piantati da 5.000 tra enti, cittadini e associazioni in provincia di Parma, in quella di Piacenza circa 7500 specie per circa 850 beneficiari, a Ravenna 4.100 per più di 500 destinatari, 36.135 piante a 4mila beneficiari della provincia di Reggio Emilia, a Rimini gli alberi piantati sono più di 3.800 per 304 destinatari e quasi 14mila sono le piante ritirate da 1.387 beneficiari nella provincia di Forlì-Cesena.

INVITO/ Coronavirus, il punto sull’andamento dei contagi in Emilia-Romagna

comunicato regione Oggi, venerdì 20 novembre, alle ore 17.30 diretta Facebook dall’Ospedale di Cona (Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara) con l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini

La trasmissione sulla pagina @RegioneEmiliaRomagna. Presente anche il dottor Massimo Gallerani

Bologna – L’andamento dei contagi, sul territorio regionale, in diretta Facebook sulla pagina @RegioneEmiliaRomagna. L’appuntamento, che si rinnova dopo quello della scorsa settimana, è per oggi, venerdì 20 novembre, a partire dalle ore 17.30.

A fare il punto l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, in diretta dall’Ospedale di Cona (Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara). Con l’assessore ci sarà anche Massimo Gallerani, direttore del Dipartimento di Medicina dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Anna di Ferrara e direttore dell’Unità Operativa di Medicina Interna Ospedaliera.

SCHEI
La morte in banca, parte seconda

“Cambiava umore con facilità estrema, i giudizi e i commenti degli altri lo trovavano più indifeso e contribuivano ad aumentare il suo smarrimento. Tutto era forse accaduto troppo in fretta e bisognava ricominciare da capo. Ma ora che erano cadute tante premesse, non aveva più una meta e niente che ne colmasse l’assenza; adattarsi gli sembrava una resa, la sua crisi non poteva finire così. Trovava assurda la sua vita, ritornava su certe constatazioni con una fissità che lo stancava e gli faceva talvolta desiderare di evadere, di tornare a muovere, di distrarsi”. Questo estratto, tratto da “La morte in banca” di Giuseppe Pontiggia, primo romanzo aziendale italiano, potrebbe attagliarsi allo stato d’animo di un neo assunto di studi classici alle prese con un mondo calcolante e meschino, abbracciato per necessità; ma anche di un piccolo neo ristoratore che, causa epidemia, vede il suo sogno imprenditoriale ucciso sul nascere, e la banca trasformarsi da assistente a spietata, indifferente matrigna.

Per una volta Antonio Patuelli, presidente dell’ABI(Associazione Banche Italiane), non parla solo pro domo sua quando dice: “Il primo meccanismo che con l’arrivo del Coronavirus non può funzionare è quello che tecnicamente viene definito ‘calendar provisioning‘, insieme alla nuova definizione che è stata proposta per il ‘default’. Un combinato disposto micidiale per l’economia e i cittadini. Le regole pensate prima della pandemia non possono essere fatte valere adesso, come se tutto fosse normale. Ne va della salute non tanto delle banche quanto dell’economia in generale, della vita di tutti noi. Dei cittadini che investono, delle aziende, piccole o grandi che siano. Secondo la definizione in vigore tra un mese e mezzo, cade in default chi ha un debito arretrato di 90 giorni, anche per soli cento euro. Se si tratta di aziende il limite sale a 500 euro, in ogni caso bassissimo. È un meccanismo micidiale soprattutto in epoca di pandemia perché chi accusa quel ritardo finisce per essere inserito nella lista dei cattivi pagatori, con tutto quello che ne consegue. È evidente che tutto ciò in periodo di pandemia finirebbe per strangolare l’economia”.

E’ la vigilanza BCE il fulcro del sistema, ed è quella che può far partire la macchina che cambi le regole e le adatti alla guerra pandemica in corso. Dal 2018 a capo dell’organo c’è Andrea Enria, economista italiano, proveniente dall’Autorità Bancaria Europea (EBA). L’AD di Mediobanca, Alberto Nagel, conferma che le norme che impongono accantonamenti piu’ rapidi sui crediti deteriorati, eliminando la discrezionalita’ e portando a svalutare i NPL di un terzo ogni anno, comprese le inadempienze probabili, i cosiddetti UTP(unlikely to pay), sono “… applicate alla situazione post-covid, come una bomba atomica”.  Poi aggiunge che ha fiducia in Enria, che è uno con cui si può parlare. Lo speriamo tutti, e non perchè le silhouettes di Nagel e Enria siano particolarmente rassicuranti: anzi, vedere le loro foto mi fa correre un brivido lungo la schiena, perchè mostra la siderale distanza tra loro, la loro vita, e la nostra. Tuttavia esistono, a volte, top managers e massimi decisori economici che risultano all’altezza dei momenti storici, e questo lo è, senza ombra di dubbio. La nostra fiducia in loro non può riporsi nel fatto che possano in qualche modo “mettersi nei nostri panni”. Questo non è possibile. La nostra fiducia in loro (Andrea Enria, Christine Lagarde) deve riporsi nel fatto che siano ben consapevoli che la montagna di denaro e privilegi e, per carità, responsabilità sulla quale sono seduti sta già smottando. Se questa montagna franasse, loro sarebbero gli ultimi a fallire in senso economico, essendo in cima alla scala, ma i primi a fallire in senso storico, e questo potrebbe essere un colpo mortale per il loro ego. Dobbiamo confidare nella loro egocentrica e disperata capacità di non passare alla storia come i più ricchi del cimitero: quel cimitero sociale che non sarebbero stati in grado di scongiurare.

 

L’Emilia-Romagna si aggiudica oltre 7,7 milioni di finanziamenti statali per 19 progetti di ricerca. Al centro degli studi la biomedica innovativa e il settore clinico-assistenziale.

Sanità. L’Emilia-Romagna si aggiudica oltre 7,7 milioni di finanziamenti statali per 19 progetti di ricerca. Al centro degli studi la biomedica innovativa e il settore clinico-assistenziale. L’assessore Donini: “Un risultato che rende merito al nostro servizio sanitario e alla capacità di fare sistema. Mai come in questo momento è chiaro quanto la ricerca sia fondamentale”

Pubblicata dal ministero della Salute la graduatoria dei progetti vincitori del ‘Bando di ricerca finalizzata 2019’. La Regione seconda in Italia per numero di proposte finanziate. Coinvolte le Aziende Ospedaliero-Universitarie di Bologna, Modena, Ferrara e Parma e tutti gli Irccs

Bologna – Il valore della ricerca, il merito di un sistema regionale capace di metterla al centro, a partire dalla sanità.

L’Emilia-Romagna si aggiudica oltre 7,7 milioni di finanziamenti statali, piazzandosi al secondo posto tra le Regioni italiane, dopo il Veneto, per numero di progetti finanziati: 19. Di fondamentale importanza gli ambiti degli studi proposti: 10 riguardano la ricerca biomedica innovativa, quindi legata all’acquisizione di nuove conoscenze (‘theory enhancing’) e 9 sono mirati allo studio di nuove strategie clinico-assistenziali e organizzative (‘change promoting’).

A stilare, e pubblicare, la graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento, il ministero della Salute, dopo aver concluso l’iter del ‘Bando di ricerca finalizzata 2019’: dei 19 complessivamente finanziati alla Regione Emilia-Romagna, 8 (di cui 2 progetti ordinari di ricerca finalizzata, 4 progetti “Giovani ricercatori” e 2 borse di studio “Starting Grant”) ottengono risorse per quasi 3 milioni di euro; agli altri 11 presentati dagli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) vanno oltre 4,7 milioni.

I ricercatori emiliano-romagnoli che lavoreranno allo sviluppo dei progetti afferiscono alle Aziende ospedaliero-universitarie di Bologna (900mila euro), Modena (450mila), Ferrara (563mila), Parma (1.029.444 euro) e ai 4 Irccs della regione (il riconoscimento per il Policlinico Sant’Orsola, infatti, è arrivato nel 2020): Istituto ortopedico Rizzoli (1.764.490 euro) e Istituto delle Scienze neurologiche (1.651.900) di Bologna, Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola (442.000) e Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia di Reggio Emilia (900.000).

“Complimenti alle nostre Aziende ospedaliero-universitarie e ai nostri Irccs che hanno raggiunto questo importante risultato, di cui siamo orgogliosi- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. È un riconoscimento che rende merito al servizio sanitario dell’Emilia-Romagna e alla capacità di fare sistema, e soprattutto premia il lavoro dei ricercatori e delle ricercatrici, della cui importanza oggi più che mai siamo tutti pienamente consapevoli”.

Numerose le discipline interessate dai progetti dell’Emilia-Romagna: per l’ambito ‘avanzamento delle conoscenze’ oncologia (3 progetti), ortopedia (2), ematologia e immunologia (2), dermatologia, neurologia e psichiatria, geriatria (1 progetto in ciascun ambito). Per il settore ‘clinico-assistenziale e organizzativo’, i progetti vincitori sono mirati allo studio di nuove strategie nell’ambito della neurologia e psichiatria (3), diagnostica (2), malattie infettive (1), cardiologia – pneumologia (1), riabilitazione (1) e ortopedia (1).

A livello nazionale sono stati erogati 100 milioni, destinati a finanziare complessivamente 211 progetti di ricerca, 7 progetti di ricerca cofinanziati, 38 borse di studio under 33 e due Programmi di Rete cofinanziati dalle Regioni, cioè considerati altamente innovativi e con un elevato impatto sul Servizio sanitario nazionale, oltre a un progetto di ricerca sulla Fibromialgia che ha visto coinvolte tutte le Regioni, con il coordinamento della Liguria.

Lettera: Vittorio Emanuele II : da cortiletto a cortiletto?

Nel 2010 il compianto avvocato Giorgio Anselmi ,come presidente della Federazione Provinciale di Ferrara del Nastro Azzurro anche a nome e per conto dei presidenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma ricordava come nel 1889 fosse stato inaugurato a Ferrara il monumento al re Vittorio Emanuele II, precisando che la statua, realizzata dallo scultore Giulio Monteverde fu collocata inizialmente sul sagrato della Cattedrale quindi, nel 1927 spostata in piazza della Repubblica.Sempre all’aperto.

Ora il monumento, smembrato e col Re privo della spada, dopo essere stato confinato in un cortiletto interno e di non facile accesso al pubblico presso il Museo del Risorgimento e della Resistenza in Corso Ercole d’Este dovrebbe essere spostato nell’angusto cortiletto, usato attualmente anche come indispensabile parcheggio dall’AVIS e dalle associazioni d’arma.
Nel ricordare che l’Avvocato Anselmi chiese di trovare idonea collocazione alla statua e che l’Ing. Rendine,allora consigliere comunale, chiese alla giunta Tagliani di adoperarsi affinché l’Amministrazione si attivasse al fine posizionare il monumento, di grande significato per l’unità d’Italia, in Piazzale Giordano Bruno,dietro l’ASL di Via Cassoli, dissento totalmente dal proposito dell’assessore Gulinelli di rendere poco visibile la statua del “Re Galantuomo”.Quel monumento nacque per stare all’aperto e per essere visto da tutti,turisti e cittadini. E credo che meriti,come la statua di Garibaldi e quella di Paolo V, di respirare l’aria libera.Già Ferrara ha condannato alla “damnatio memoriae” tutti i simboli sabaudi (a differenza di tanti comuni , fra cui Portomaggiore, la cui piazza principale è dedicata a Umberto I). Mi sembra ora giusto restaurare e riportare alla luce la statua di Vittorio Emanuele II, ma per destinarla all’aperto – come vorrebbe Gulinelli – e non al chiuso del cortiletto di un museo.

MAURO MARCHETTI

Polizia Provinciale denuncia in pochi giorni 3 cacciatori

Da: Provincia di Ferrara

Prosegue l’intensa attività della Polizia Provinciale, finalizzata al contrasto dei mezzi vietati durante l’esercizio venatorio. Sono 3 i cacciatori segnalati all’autorità giudiziaria per l’uso di mezzi vietati durante l’esercizio venatorio e nello specifico si tratta di richiami acustici. Un primo intervento è stato effettuato in un’azienda faunistico venatoria nel comune di Jolanda di Savoia che ha portato alla denuncia di una doppietta veneta impegnata, da un appostamento temporaneo, ad attirare le allodole con ben due richiami acustici vietati, abilmente nascosti in mezzo agli stampi di allodole in plastica, grazie ai quali aveva abbattuto 5 capi della stessa specie. E’ un cacciatore ferrarese quello denunciato, anch’esso per l’impiego di un richiamo a funzionamento elettromagnetico, in una zona di caccia nel comune di Riva del Po che aveva abbattuto un’allodola prima dell’intervento della pattuglia della Polizia provinciale. Infine è un seguace di Diana, proveniente dalla Romagna, quello denunciato, per le medesime modalità di utilizzo di mezzi vietati per l’esercizio venatorio in comune di Argenta nella località Fiorana. Complessivamente sono stati sequestrati 3 fucili, 4 richiami acustici a funzionamento elettromagnetico vietato dalla normativa sulla caccia, poiché emette un canto continuo che attira facilmente la piccola fauna migratoria e 6 esemplari di Allodole.
Per ognuno dei 3 reati contestati ovvero caccia con mezzi vietati, l’uso di richiami acustici, è prevista un’ammenda fino a 1580 euro.
La Procura ha convalidato i sequestri dei fucili, dei richiami e della fauna selvatica.
“Un nuovo plauso ai miei uomini che solo con lunghi appostamenti, spesso mimetizzati fra canneti o stesi lungo gli argini, grazie ai quali osservare i comportamenti non corretti ed intervenire al momento giusto – dice il Comandante della Polizia Provinciale, Claudio Castagnoli – contribuiscono alla tutela della legalità e del rispetto delle regole”.

Al cantón fraréś: Dó màdar, dó fiòli…
La figura materna vista da due autrici

La figura materna vista da due autrici ferraresi.

La prima, Graziella Vezzelli, rivede la mamma indaffarata e sporca di bianco o di nero; ne rivede le mani premurose nelle faccende di casa, negli affetti, nel lavoro. E riassapora nel ricordo carezze e baci.
La seconda, Graziella Rossi, pur consapevole della difficile vita della madre vissuta tra patimenti, fame e guerra, confessa in un canto dolente il proprio bisogno di tenerezza, mai appagato.

Ill to maη
Am li arcòrd ill to maη, mama,
sémpar svelti e alźiéri,
come sparpài sóra ‘η źardìη
mai stufi ‘d vulàr.
Sémpar sicuri, int ill caréz
e int al lavór.
Am li arcòrd, impgnà,
con gùcia e fil par arpźàr
pagn unèst e puvrìt,
o intrigà int la tié dla roca a filàr
par tèsar tela ‘d burazìna
ruvida come la vita d’i to temp.
A li rivéd iηfarinà
par impastàr pan o gratìn,
e tinti ad calìźan,
tra i cavdùn dal camìη,
par atizàr al zòch
quand al calàva ‘d vampa.

Ill to maη, mama,
am par ad sentirli aηcora
tramèz ai mié cavì
par farm ill tréz,
o sóra la mié front
par misuràr la fiévra,
e ill to dida freschi
sóta al mié barbùz ad putìna
par alzàram la faza
e darm uη baś.


Le tue mani
(traduzione dell’autrice)
Rammento le tue mani, mamma, / sempre svelte e leggere, / come farfalle in un giardino / mai stanche di volare. / Sempre sicure, nelle carezze / e nel lavoro. / Le ricordo, alacri, / con ago e filo rappezzare / abiti poveri e onesti, / o alle prese con la rocca, / tessere, filando, tela grezza, / ruvida come la tua vita vissuta. / Le rivedo bianche di farina / lavorare pane o pasta, / e nere di fuliggine, / tra gli alari del camino, / per attizzare il ciocco / di legno che s’andava spegnendo. /

Le tue mani, mamma, / mi pare ancora di sentirle / tra i miei capelli / per farne trecce / o sulla mia fronte / se scottava, / e le tue dita fresche / sotto il mio mento di bimba, / a sollevarmi il volto / per darmi un bacio.

Tratto da: Nuove voci della mia terra, premio letterario nazionale “Bruno Pasini”, Ferrara, Festina Lente, 2014.

Graziella Vezzelli (Portomagggiore 1936 – 2012)
Commerciante di abbigliamento intimo, conduceva il negozio “Graziella” a Portomaggiore. Ha pubblicato la raccolta poetica Grap ad Stéll (2007). Altre sue poesie sono inoltre presenti nelle antologie  dei concorsi dialettali nei quali ha ricevuto numerosi premi e segnalazioni.

 

 

 

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At jér dura
At jér dura
mai ‘n abràz,
surìś póchi e mai uη baś…
che mi ‘m arcòrda.

At jér dura
parché la vita niént l’at ha sparamià:
fam, miseria, guèra e smaηgaηlà;
t’jé rastàda seηza mama a nóv ann
e a diéś, sùbit a zarcàrt al pan,
iη meź ai spròch a spigàr,
a sédaś iη fabrica a lavuràr.

At jér dura
A źnóv ann t’ha pèrs al prim putìn
e, al témp dal “fàssio” e dl’oli ad rizìη,
con mié pàdar su iη muntagna,
t’andàvi, ad nòt, a rubàr iη campagna
ill patàch e al furmantón d’i fituàri
e al zùcar dl’”Eridania” sui binari.

At jér dura
La par ‘na fòla, la par… fantasciéηza
ma ‘na fòla indóv ti, mama, at iéri al león
ach difendéva la so tana co’ i uηgióη;
‘na dòna ch’ha fat la “Resisteηza”
e, al gióran dla vitòria,
lè córsa in piazza a far la stòria.

At jér dura
Al benèsser l’è rivà
coi cavì griś e la traηquilità;
ma i ann int ha briśa viηcà,
la scòrza la t’è vaηzada
e, sol coη la bóca, at fasévi qualch ridàda.

At jér dura
Adès che t’aη gh’jé più, purtròp,
adès che più al témp al pasa
e più am vién al gróp,
adès ch’a jò capì tut, finalmènt,
an pós più dìrat quél ch’a sént
e a spandrév tut i mié baiòch
par védar al surìś int i tò òć.
At jér dura!

Eri dura (traduzione dell’autrice)
Eri dura / mai un abbraccio, / sorrisi pochi e mai un bacio… / che mi ricordi. /
Eri dura / perché la vita niente ti ha risparmiato: / fame, miseria, guerra e manganellate; / sei restata senza mamma a nove anni /e a dieci, subito a cercarti il pane, / in mezzo ai campi a spigolare, / a sedici in fabbrica a lavorare. /
Eri dura / A diciannove anni hai perso il tuo primo figlio / e ai tempi del fascismo e dell’olio di ricino, / con mio padre su in montagna, / andavi, di notte, a rubare in campagna / le patate e il frumento degli affittuari / e lo zucchero dell’Eridania sui binari. /
Eri dura / Sembra una fiaba, pare… fantascienza / ma una favola dove tu, mamma, eri il leone / che difendeva la sua tana con le unghie; / una donna che ha fatto la “Resistenza” / e, il giorno della vittoria, / è corsa in piazza a fare la storia. /
Eri dura / Il benessere è arrivato / coi capelli grigi e la tranquillità; / ma gli anni non ti hanno piegata, / la scorza ti è rimasta / e, solo con la bocca facevi qualche risata. /
Eri dura / Adesso che non ci sei più, purtroppo, / adesso che più il tempo passa / e più mi viene il magone, / adesso che ho capito tutto, finalmente, / non posso più dirti quello che sento / e spenderei tutti i miei soldi / per vedere il sorriso nei tuoi occhi. / Eri dura!

Tratto da: Scrittori dialettali di casa nostra : terzo concorso letterario “Mario Roffi” in vernacoli provinciali, a cura  della Circoscrizione via Bologna, Ferrara, Comune di Ferrara, 1999.

Graziella Rossi (Ferrara 1940 – 2012)
Capufficio al Comune di Ferrara, appassionata lettrice di gialli e di fantascienza, componeva rime e zirudele in occasioni conviviali. Partecipando a concorsi dialettali ha ottenuto lunsinghieri riconoscimenti. Autrice di Piera, autobiografia romanzata stampata in proprio.

Al cantóη fraréś: testi di ieri e di oggi in dialetto ferrarese, la rubrica curata da Ciarin per Ferraraitalia, esce ogni 15 giorni al venerdì mattina. Per leggere le puntate precedenti clicca [Qui] 

Cover: Maternità (particolare), pastello di Laura Govoni.

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