Giorno: 7 Dicembre 2020

Dalla parte del torto, un po’ di lato

Una donna speciale Lidia durante tutta la sua lunga vita. Ci mancherà: tanto. Pubblico con piacere e commozione questo ricordo dell’amico Piergiorgio Paterlini.
(Effe Emme)

di Piergiorgio Paterlini

Di lei, della carissima Lidia Menapace, portata via dal Covid-19 non importa a che età, sempre troppo presto e davvero tristemente, sentirete dire e leggerete, e avrete già sentito dire e letto, tutto il bene possibile.

So che non dovrei scriverlo, ma non ci riesco. Non solo eravamo molto amici, ma ci volevamo un bene dell’anima, un  affetto forte e più ancora allegro. E io tutta la vita, fin da ragazzino, da questo affetto senza compiacimento mi sono sentito scaldato (a partire da quel diventare ex-cattolici che non era poi una faccenda tanto semplice). E adesso ho più freddo di ieri.

Perché lei sapeva trasmettere affetto, ma era anche sempre tosta, e implacabilmente ironica, una cosa che io amavo infinitamente. Una di quelle rare persone che – non si sa bene come facciano – riusciva a non farti pesare il dolore nel momento stesso in cui te lo raccontava senza sconti e senza alcun falso pudore.

Non lo dovrei scrivere, che eravamo così amici, perché cosa ve ne importa, a voi lettori? Nulla. Giustamente. E non sto mica usando lei, e la sua morte, per parlare di me, tanto meno per vantarmi o crogiolarmi nell’anedottica. E perché lo diranno, lo hanno già detto, lo stanno dicendo a migliaia.

Mi fa piacere?

Sì e no.

Le manifestazioni d’affetto per una persona cara scomparsa commuovono sempre. E che lei avesse tantissimi amici e tantissime persone che le volevano bene è assolutamente vero.

Ma io ne ho già beccati tanti, in queste prime ore di lutto, falsi e bugiardi e ipocriti.

E questo mi fa male e mi fa incazzare e non ho voglia di farlo passare così.

Allora scriverò una sola cosa di lei, una soltanto ma che che sono sicuro – purtroppo – non leggerete mai, da nessun’altra parte.

Se c’era da far fuori qualcuno, in un partito, in un giornale, in un’organizzazione… lei state sicuri era la prima. Se c’era da scegliere fra lei e un altro/a, era l’altro/a che passava davanti e spesso che le passava proprio sopra. Più volte di quanto potreste immaginare, è successo.

Perché è scoprire l’acqua calda che c’è il potere e i ci sono i giochi di potere e le classi e i privilegi e chi frequenta e chi non frequenta anche nelle “sinistre”. Allora sappiate che lei, in questo nostro mondo, era una di quelle che non frequentava e non contava. Non era nata abbastanza bene. Né sposata abbastanza bene. Nonostante l’intelligenza, la cultura, la storia personale, il coraggio, la dedizione, non era mai stata ammessa nel salotto buono della rivoluzione. Poi non era vittimista e ha fatto, questo è vero, a dispetto di tutto e di tutti, una montagna di cose buone e belle nella sua pienissima vita.

Cento anni dalla parte del torto, cara Lidia, con allegria, con ironia, dalla parte del torto come molti di noi, orgogliosamente, ma… anche un po’ di lato, in terza fila, che gli altri posti erano già tutti occupati da persone più importanti di te. Scusa, cara compagna, sei brava, ma… fatti un po’ più in là, per favore.

Quelli che senza tante cerimonie l’hanno sempre scansata, abbiano un po’ di pudore, oggi, nella loro triste retorica, mentre la piangiamo con lacrime che non sono di coccodrillo.

Pubblicato su Nuvole, il blog di Piergiorgio Paterlini [Vedi qui]

Comunicato Regione: Maltempo.

Maltempo. Esondazione Panaro e piena Secchia (Mo). Calano i livelli dei fiumi, che restano sorvegliati speciali. Squadre di tecnici al lavoro per ripulire strade e case. Domani nuova allerta meteo arancione

Sono in tutto 450 le persone evacuate nei comuni di Nonantola, Modena, Castelfranco e Campogalliano. Prosegue il lavoro di rialimentazione delle utenze elettriche, al momento restano in tutto a Nonantola solo 400 quelle ancora disalimentate

Bologna – È ancora rilevante la piena del Secchia, che resta sorvegliato speciale, insieme al Panaro. Il livello delle acque resta alto, anche se la piena sembra passare senza particolari e nuove criticità. Si sta gestendo bene il deflusso delle acque con il contributo fondamentale del Consorzio della Bonifica Burana, che sta convogliando in modo controllato le acque nel canale Torbido, liberando così aree sempre maggiori dei territori di Nonantola e Castelfranco Emilia.

Attraverso il deflusso delle acque nei canali consortili vengono man mano attivati micro-cantieri per la pulizia delle strade e delle case dai rifiuti definendo un percorso di smaltimento corretto, anche in modo differenziato, con l’attribuzione dei codici Cer (catalogo europeo rifiuti). Da domani asaranno al lavoro per lo sgombero di case e strade 120 unità specializzate con il contributo delle Regioni Piemonte, Lombardia e Veneto.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, è completamente risolta la situazione nella zona industriale di Nonantola che al momento è tutta alimentata e sono state riallacciate anche due stazioni base per la telefonia cellulare. Restano, sempre e solo a Nonantola, solo 400 utenze disalimentate (erano 1.800 a fine mattina).

Intanto, sono in tutto circa 450 le persone evacuate tra i Comuni di Nonantola Modena, Castelfranco Emilia e Campogalliano.

Questo in sintesi l’aggiornamento dopo la riunione al Centro unificato provinciale di Protezione civile di Marzaglia, che ha visto insieme, da remoto e in contatto col presidente Stefano Bonaccini, l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo, la direttrice dell’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e la Protezione civile, Rita Nicolini, il prefetto di Modena, Pierluigi Faloni, il direttore di Aipo, Luigi Mille, il presidente della Provincia di Modena, Gian Domenico Tomei, il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, il vicario del questore, Sabato Riccio, tutti gli enti locali del territorio, i Consorzi di bonifica, le Forze dell’ordine, i gestori e distributori di Enel e dei servizi di acqua, gas e telefonia.

Previsioni meteo: allerta arancione nell’Emilia centrale, fenomeni in attenuazione da mercoledì 9 dicembre

Pioggia e neve torneranno a scaricarsi diffusamente sull’Emilia-Romagna nella giornata di martedì 8 dicembre.

Dalla prima mattinata, sui settori più occidentali sono previste nevicate fino a quote collinari (400-500 metri), con possibilità di qualche fenomeno di acqua mista a neve a quote inferiori. Sulla parte centrale della regione, le nevicate si attesteranno a quote superiori (800-1000 metri).

Ventilazione orientale con rinforzi sulla costa e mare molto mosso. Le previsioni di altezza d’onda e livello del mare restano sotto la soglia di attenzione; tuttavia, considerati gli impatti dalle precedenti mareggiate, non si escludono locali fenomeni di dissesto, erosioni e/o inondazioni, favorite dall’abbassamento della quota di spiaggia e/o dall’assenza di duna invernale.

Nel pomeriggio, è prevista un’attenuazione dei fenomeni, mentre una breve ripresa, di minore intensità, potrà verificarsi nella serata-nottata.

Le piene dei fiumi stanno tornando sotto controllo. La propagazione delle acque interesserà le aree più prossime al Po, mentre le situazioni più critiche – Panaro, Secchia, Reno – stanno tornando sotto la soglia 2.

Nelle note dell’Allerta, si sottolinea come la falla lungo l’argine del fiume Panaro sia stata chiusa alle ore 08:30 del 7 dicembre. Le acque fuoriuscite dalla rotta stanno defluendo nei canali del Consorzio della Bonifica Burana, che potranno pertanto presentare livelli particolarmente alti, nei comuni di Nonantola, Sant’Agata Bolognese, Crevalcore, Finale Emilia, Cento e Bondeno.

In particolare, domani martedì 8 dicembre, è allerta Arancione per criticità idraulica in pianura tra Parma e Bologna (zona F) riferita all’esaurimento della piena in atto nelle ultime sezioni del Secchia.

È invece Gialla l’allerta sulle zone C, D, E (le colline fra Ravenna e Bologna, la pianura emiliana orientale e la costa ferrarese, le colline fra Parma e Bologna).

E ancora allerta Gialla, per criticità idrogeologica (rischio frane e piene dei corsi minori), sulle zone C, E, G, H (la montagna e la collina fra Piacenza e Bologna, le pianure fra Piacenza e Parma); per neve sulle sottozone C1, E1, G1 e G2, H1 (la montagna fra Piacenza e Bologna e la collina fra Piacenza e Parma); e per criticità costiera sulla sottozona D2 (costa ferrarese).

Da questo quadro meteorologico deriva la nuova Allerta – Numero 97/2020, valida dalle 00.00 alle 24.00 di martedì 8 dicembre -, emanata dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, sulla base dei dati previsionali del Centro Funzionale Arpae E-R.

Nella giornata di mercoledì 9 dicembre è prevista un’attenuazione di questi fenomeni.

L’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, in stretto raccordo con Arpae E-R, seguirà l’evoluzione della situazione; si consiglia di consultare l’Allerta e gli scenari di riferimento sulla piattaforma web: https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it.

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 7 dicembre

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 1.891 nuovi positivi, di cui 1.068 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 519 nuovi guariti, in calo i ricoveri in terapia intensiva

Eseguiti 9.865 tamponi, 1.124 test sierologici e 327 tamponi rapidi. Il 95,6% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 46,5 anni. 57 i decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 135.651 casi di positività, 1.891 in più rispetto a ieri, su un totale di 9.865 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 19,2%.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 1.068 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 518 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 688 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,5 anni.

Sui 1.068 asintomatici, 599 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 83 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 25 con gli screening sierologici, 18 tramite i test pre-ricovero. Per 343 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Modena con 414 nuovi casi, Bologna (276), Reggio Emilia (227), Ravenna (219), Rimini (193), Parma (149), Piacenza (118), Ferrara (103), quindi i territori di Cesena (81), Imola (59) e Forlì (52).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 9.865 tamponi, per un totale di 2.232.336. A questi si aggiungono anche 1.124 test sierologici e 327 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 519 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 59.951.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 69.481 (+1.315 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 66.437 (+1.248), il 95,6% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 57 nuovi decessi: 20 a Bologna (12 uomini di cui due di 83 anni, due di 88 anni e i rimanenti di 59, 61, 68, 76 77, 85, 90 e 97 anni e 8 donne di cui due di 95 anni e le rimanenti di 77, 79, 85, 87, 90 e 93 anni) 10 a Ravenna (7 donne di 85, 86, 87, 89, 93, 96 e 99 anni e 3 uomini di 60, 79 e 93 anni) 8 a Modena (6 uomini di cui due di 83 anni, due di 90 anni e i rimanenti di 72 e 96 anni e 2 donne di 87 e 91 anni), 5 a Rimini (3 donne di cui duedi 84 e una di 85 anni e 2 uomini di 89 e 91 anni), 4 a Piacenza (4 donne di cui due di 78 anni e le rimanenti di 84 e 92 anni), 4 a Reggio Emilia (3 uomini di cui due di 82 anni e uno di 77 e 1 donna di 86 anni), 3 a Parma (3 uomini di 37, 70 e 78 anni) e 3 in provincia di Forlì-Cesena (2 donne di 77 e 82 anni e un uomo di 88 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 6.219.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 239 (-2 rispetto a ieri), 2.805 quelli negli altri reparti Covid (+69).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 13 a Parma (invariato), 30 a Reggio Emilia (-2 da ieri), 54 a Modena (invariato), 63 a Bologna (invariato), 7 a Imola (invariato), 17 a Ferrara (invariato), 13 a Ravenna (+1), 6 a Forlì (invariato), 2 a Cesena (+1) e 21 a Rimini (-3).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 13.299 a Piacenza (+118 rispetto a ieri, di cui 67 sintomatici), 11.220 a Parma (+149, di cui 69 sintomatici), 19.297 a Reggio Emilia (+227, di cui 71 sintomatici), 24.909 a Modena (+414, di cui 278 sintomatici), 26.224 a Bologna (+276, di cui 54 sintomatici), 4.060 casi a Imola (+59, di cui 25 sintomatici), 6.762 a Ferrara (+103, di cui 19 sintomatici), 9.285 a Ravenna (+219, di cui 69 sintomatici), 4.869 a Forlì (+52, di cui 34 sintomatici), 4.363 a Cesena (+81, di cui 56 sintomatici) e 11.363 a Rimini (+193, di cui 81 sintomatici).

In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati è stato eliminato 1 caso (a Bologna) in quanto giudicato caso non COVID-19.

Economia ittica, Fabbri (Pd): “Rivedere accordo con poligono tiro foce Reno per allentare limiti all’attività di pesca”

Da: Ufficio Stampa Gruppo PD Emilia-Romagna

“Il monitoraggio della situazione legata all’utilizzo del poligono tiro foce Reno, in località Borsetti in provincia di Ravenna, è necessario per individuare un nuovo accordo che consenta maggiore flessibilità alle attività dei pescatori di Porto Garibaldi, già provati dalla forte crisi che sta investendo il settore”. Lo afferma il consigliere regionale Pd Marco Fabbri che con una interrogazione chiede alla Giunta di promuovere una interlocuzione tra Regione, Comando Regione Esercito di Bologna, Comando della Guardia Costiera di Ravenna, Amministrazioni locali e comparto dei pescatori.

“Da sempre tale poligono che dal 1975 svolge attività di addestramento dell’Esercito e di altri corpi armati dello Stato – spiega Fabbri – limita fortemente le attività della pesca: precludere la navigazione nel tratto di mare antistante la costa genera indubbie limitazioni alla economia ittica dei lidi ravennati e comacchiesi, specialmente in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo a causa del Covid”.

“Fino al 2013 – specifica il consigliere dem nell’atto ispettivo – i pescatori erano obbligati ad aggirare le zone di mare antistanti il poligono, costretti a lunghi tragitti con consumi di carburante tali da rendere quasi antieconomica l’attività di pesca professionale. Da lì in poi la Regione aveva concluso un accordo grazie al quale era stato possibile per il Comitato Misto Paritetico dell’Emilia-Romagna adottare un’importante delibera relativa alla parziale riduzione dei divieti di navigazione vigenti”. Da tempo le marinerie della pesca locale chiedevano di attraversare il settore immediatamente a sud di Porto Garibaldi, oltre a modificare le giornate di interdizione per potersi avvicinare ulteriormente alla costa. “Dal momento che tale accordo prevedeva monitoraggi periodici – osserva il consigliere ferrarese – a distanza di ormai 8 anni la marineria di Porto Garibaldi chiede una revisione di tale situazione, anche per valutare l’effettivo utilizzo del poligono da parte dell’Esercito; si consideri anche – aggiunge Fabbri – che oggi è in corso di istituzione “Adriatico settentrionale Emilia-Romagna”, un nuovo sito di importanza comunitaria volto a tutelare le eccellenze naturalistiche che caratterizzano questo tratto di mare, ecco perché sarebbe opportuno rivedere la situazione nel suo insieme”.

Premi Fair Play “Valentino Galeotti” del Panathlon Club di Ferrara

Da: Panathlon Club Ferrara

Uno dei compiti dei Panathlon Club è quello di promuovere sul territorio il concetto di Fair Play e riconoscere e valorizzare i gesti, le
persone, le organizzazioni che si impegnano in tal senso. Per perseguire questo obbiettivo il Panathlon Club di Ferrara annualmente
consegna i suoi Premi Fair Play, dedicati dal 2019 alla figura del past president Valentino Galeotti. Per farlo ha bisogno di raccogliere
segnalazioni e in questo mondo sempre più connesso si è pensato che il modo migliore per farlo sia promuovere il premio tramite i social
network e le segnalazioni tramite email.

Le categorie per le quali presentare le candidature sono 4:
IL GESTO ad atleti o team per gesti di Fair Play che si sono svolti nel 2020 (premio internazionale di
riferimento “Pierre De Coubertin”)
IL GESTO (under 20) ad atleti o team under 20 per gesti di Fair Play che si sono svolti nel 2020
(premio internazionale di riferimento “Fair Play per i Giovani – Jacques Rogge”)
ALLA CARRIERA per chi ha dimostrato un atteggiamento di sportività e di costante Fair Play durante
tutta la carriera sportiva (premio internazionale di riferimento “Jean Borotra”)
PER LA COMUNICAZIONE a persone od organizzazioni che hanno promosso azioni ed attività per
favorire il fair play come organizzazione di campagne divulgative, conferenze, libri, articoli su media
(premio internazionale di riferimento “Willi Daume”)

Le categorie sono così formulate per essere riconducibili a quelle dei più prestigiosi premi nazionali ed
internazionali, in modo che i meritevoli possano diventare “segnalazioni” per questi. Sarà cura del
Panathlon Club di Ferrara avanzare queste candidature ai vari organi del Panathlon International e al
Comitato Internazionale Fair Play -CIFP (www.fairplayinternational.org).
Termine ultimo per la segnalazione delle candidature (tramite email al
panathlonclubferrara@gmail.com corredate di breve testo descrittivo, fotografia e referenze cartacee o
web) è fissato nel 11 dicembre 2020.
Le candidature verranno poi vagliate dalla Commissione Fair Play del Panathlon Club di Ferrara in modo
da poter designare i vincitori di ogni categoria, che riceveranno uno speciale premio, e i diplomi di merito
per gli altri partecipanti che avranno comunque meritato speciale menzione.

Nuove luci verso il Natale di Copparo

Da: Comune di Copparo

Dall’8 dicembre le sculture luminose e la filodiffusione

A partire da martedì 8 dicembre, il territorio di Copparo comincerà a vestirsi a festa in vista del prossimo Natale. Lo start sarà affidato all’accensione delle luminarie lungo le vie del centro cittadino e delle frazioni, a completamento delle luci attivate in occasione della prima della stagione del Teatro De Micheli, trasmessa in diretta streaming lo scorso 28 novembre. Fra le novità l’albero di Natale che saluterà chi entra a Copparo dalla rotatoria in via Primicello, con i suoi 30 cordoni luminosi e l’altezza di circa 13 metri, e la grande scultura luminosa all’ingresso dei giardini della piazza, che dalla vigilia di Natale si animeranno con i villaggi a tema per i più piccoli.
Si accenderanno anche l’albero di Natale e il Presepe nell’atrio della residenza municipale e risuonerà la filodiffusione, a creare una avvolgente atmosfera musicale natalizia per le vie del centro.
«Proseguiamo nel nostro percorso di avvicinamento a un Natale che quest’anno sarà molto particolare, segnato com’è dall’emergenza sanitaria e dalle restrizioni per il contenimento della pandemia – afferma il sindaco Fabrizio Pagnoni -. Luci e musiche non solo per non dimenticare che, nonostante tutto, va coltivato lo spirito natalizio nella comunità e nei più piccoli soprattutto, ma anche per sostenere le nostre attività: acquistiamo i regali sul territorio, serviamoci dalle nostre realtà e avremo la meglio sulle difficoltà».

Test sierologici ai dipendenti comunali

Da: Comune di Copparo

Lo screening, in collaborazione con l’Ausl, sarà su base volontaria

La settimana prossima si terrà, su base volontaria, il test sierologico rivolto al personale dipendente del Comune di Copparo.
La collaborazione con l’Azienda Usl di Ferrara consente di effettuare un percorso di screening sierologico per la ricerca degli anticorpi anti SARS-CoV-2.
Un ulteriore strumento, oltre ai protocolli e alle misure da mesi adottate, per rafforzare l’azione di prevenzione e controllo della pandemia e per garantire la sicurezza sanitaria degli operatori e dei cittadini che usufruiscono dei servizi, oltre che l’accesso a uffici e ambienti di lavoro il più possibile sicuri.

Costituzione e attività del Comitato Famiglie Ferrara

Da: Comitato Famiglie Ferrara

A seguito dell’incontro del 30 settembre con Sindaco e Assessora Kusiak, il Comitato Famiglie Ferrara ha fissato un nuovo incontro, per il 17 dicembre, come da accordi, per confrontarsi sul lavoro svolto dall’Amministrazione durante questi due mesi, specialmente in questo momento così delicato per tutta la fascia infanzia-adolescenza.
Il Comitato ha inoltre inviato al Comune di Ferrara il proprio atto costitutivo, che riporta la data ufficiale del 14 ottobre 2020

Durante l’incontro si discuterà, come da accordi, degli ambiti seguiti dal Comitato quali:
Sport e Palestre
Parchi, aree giochi e relativi arredi
Biblioteche
Centri Famiglie
Informagiovani
Progetti per l’Adolescenza
Manifestazioni Ludico-Formative

Ulteriore importante argomento è quello della Consulta per la Genitorialità (attivata nel 2017 ma non ancora ripristinata dopo l’avvicendamento dell’amministrazione), riguardo alla quale si attendono gentilmente novità dall’Assessora Kusiak.

Ricordiamo che il Comitato Famiglie Ferrara, formatosi a seguito della vicenda estate bambini, si occupa di tematiche relative a infanzia-adolescenza e intende:

_ costituirsi come interlocutore civico attento del Comune di Ferrara per il mantenimento di progetti esistenti e lo sviluppo di nuove progettualità;
_ farsi portavoce delle istanze delle famiglie e dei cittadini del Comune di Ferrara e frazioni;
_promuovere la sensibilità degli organi istituzionali preposti alle tematiche relative a infanzia-adolescenza;
_partecipare direttamente agli incontri ed ai tavoli di lavoro e/o di consultazione
_organizzare campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di tutti gli organi istituzionali che abbiano il potere di intervenire in maniera diretta od indiretta per garantire i diritti dei cittadini .

Il Comitato, trasversale e aconfessionale, è nato dal dialogo e dallo scambio avvenuto tra famiglie. Se si desidera partecipare, sia più attivamente o anche solo per sollecitare nuove idee da sottoporre, ecco tutti i contatti.

Contatti:

_Mail: comitatofamiglieferrara@gmail.com

La Biblioteca comunale “Giorgio Bassani”, dal 9 dicembre 2020, sarà riaperta al pubblico

Da: Katia Romagnoli, Comune di Codigoro

La Biblioteca comunale “Giorgio Bassani”, dal 9 dicembre 2020, sarà riaperta al pubblico, in applicazione dell’art. 1 lettera r del D.P.C.M. emanato il 3 dicembre scorso.
Sarà ripristinata la consultazione dei libri a scaffale aperto e saranno aperte, MA SOLO SU PRENOTAZIONE, le sale studio e la sala ragazzi del piano terra, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, previste dalle linee guida regionali.

Per accedere alla biblioteca sarà necessario indossare la mascherina e disinfettarsi le mani, tramite apposito dispenser, posto all’ingresso. Agli scaffali e alle sale studio potranno accedere un massimo di due persone alla volta, per 15 minuti.

Nelle sale di lettura del primo e del secondo piano potranno accomodarsi ai tavoli n° 3 utenti in simultanea, rispettando le norme di distanziamento indicate, con appositi cartelli informativi.

Le prenotazioni dei libri potranno essere effettuate secondo le modalità già in uso:
1) tramite il portale del Polo bibliotecario ferrarese,
2) via mail all’indirizzo di posta elettronica biblioteca@comune.codigoro.fe.it
3)telefonicamente al numero: 0533-729585.

Per agevolare la restituzione dei libri ceduti in prestito, i lettori potranno depositare gli stessi in un carrello posto all’ingresso della biblioteca, così come si sta procedendo dallo scorso mese di maggio 2020. I libri restituiti saranno sottoposti a quarantena di 5 giorni, prima della loro re-immissione nel circuito del prestito.

Gli orari di apertura al pubblico restano immutati: dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18 nei pomeriggi del martedì, mercoledì e giovedì.

Dopo il successo dei primi due appuntamenti, proseguirà, inoltre, mercoledì 9 dicembre, alle ore 17,30, la rassegna di letture online #OGGILEGGOIO. Anche il terzo incontro, voluto dall’Amministrazione Comunale per mantenere un contatto diretto con i lettori, durante il periodo di chiusura della biblioteca, sarà incentrato sulla promozione della cultura dialettale. I versi di Giulio Giari, tratti dall’antologia SPARPAI, saranno protagonisti della diretta Facebook, che sarà messa in onda dal Municipio.
Come sempre, sono ben accetti suggerimenti e proposte all’indirizzo di posta elettronica: biblioteca@comune.codigoro.fe.it
La rassegna #OGGILEGGOIO proseguirà il 15 dicembre prossimo con una sorpresa per i piu’ piccoli: prenderà il via, in quella occasione, una serie di pomeriggi dedicati alla lettura di fiabe in tema natalizio. Nei prossimi giorni saranno svelati altri, piccoli dettagli.

Istituzione del Parco Unico del Delta del Po. L’Assessora regionale Barbara Lori risponde all’interrogazione di Europa Verde.

Da: Stefania Minghini Azzarello, Assemblea legislativa Regione Emilia Romagna

Silvia Zamboni, Capogruppo di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa: “Sono soddisfatta dell’impegno espresso dalla Giunta regionale di attivare al più presto ogni atto formale necessario, d’intesa con la Regione Veneto e il Ministero dell’Ambiente, per giungere all’istituzione del Parco Unico del Delta del Po”.

Bologna, 07/12/2020 – Il gruppo Europa Verde ha presentato oggi in Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea legislativa un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale quali azioni intenda mettere in campo per valorizzare un habitat unico al mondo, quale è il territorio regionale compreso nel Parco del Delta entrato a pieno diritto nella rete delle riserve Mab “Uomo e Biosfera” dell’Unesco, e se al tal fine intenda riavviare al più presto il dialogo con la Regione Veneto per arrivare finalmente alla realizzazione del Parco Unico del Delta del Po.

Nella risposta, l’Assessora alla montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità Barbara Lori ha confermato l’impegno della Giunta a formalizzare a più presto, d’intesa con la Regione Veneto e il Ministero dell’Ambiente, quanto prima l’istituzione del Parco Unico del Delta del Po.

“Sono soddisfatta che l’Assessora Barbara Lori abbia confermato l’impegno della Giunta ad avviare al più presto ogni atto formale necessario per giungere alla istituzione del Parco Unico del Delta del Po, d’intesa con la Regione Veneto e il Ministero dell’Ambiente – afferma Silvia Zamboni, Capogruppo di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa -. L’area del Delta del Po rappresenta l’ambiente umido più importante d’Italia e tra i più rilevanti d’Europa: si caratterizza infatti per paesaggi unici, l’estensione di canneti e valli d’acqua, l’abbondanza e varietà della fauna e più in generale per la ricchezza di biodiversità. La gestione unitaria di questo territorio, col dovuto coinvolgimento delle comunità e delle Istituzioni locali consentirebbe un approccio uniforme e una progettualità coordinata e di più ampio respiro, oltre a potere contare su maggiori risorse economiche ed umane, necessarie ad un presidio puntuale ed efficace di un habitat unico al mondo”.

Lettera aperta: : sciopero del personale del pubblico impiego indetto per l’intera giornata del 9 dicembre 2020

Da: Uil Fpl Ferrara

I Contratti nazionali di sanità, enti locali e amministrazioni centrali sono scaduti da due anni. La
pandemia ha dimostrato che il lavoro pubblico serve al Paese e i servizi pubblici per cittadini e
imprese vanno rafforzati. Per questo chiediamo al Governo più risorse per i contratti di tutti i
lavoratori pubblici. Per dare servizi migliori a cittadini e imprese. Per organizzare meglio le
amministrazioni. Per personale più qualificato. Le risorse sono riconoscimento di salario, ma per
noi del settore pubblico sono necessarie anche per riformare il sistema di qualificazione
professionale.
Il dibattito sulla “opportunità” o meno di uno sciopero del personale del pubblico impiego risulta, in
questo periodo, predominate. Finalmente si torna a parlare delle lavoratrici e dei lavoratori del
pubblico impiego. La vulgata populista, alimentata da Confindustria, “Giornalai”, Governo ed
opposizione parlamentare, ha provato a far passare queste lavoratrici e questi lavoratori come:
fannulloni, iper-garantiti, irresponsabili, disfattisti.
Non una parola, invece, sulle evidenze di questi giorni e sulla attuale situazione dei lavoratori in
questo settore. La pandemia ci ha insegnato, fra le tante cose, che quando tutto si ferma è il
pubblico l’unico in grado di dare delle risposte universali ai bisogni.
ASSUNZIONI – per avere enti pubblici più efficaci e sostenere cittadini e imprese, servono risorse
puntate all’assunzione: 500.000 sono i lavoratori che verranno a mancare alla PA, a causa di
pensionamenti e blocchi delle assunzioni. Per questo chiediamo un piano straordinario di
assunzioni.
PRECARIATO – nella PA ci sono circa 170.000 precari, per questo la Commissione Europea ha
aperto una procedura di infrazione contro l’Italia. Ridare dignità al lavoro è una priorità.
SICUREZZA – in tutti i luoghi di lavoro, il personale deve essere fornito di adeguati DPI e gli
ambienti devono essere sicuri. Per questo diciamo basta ai turni che superano spesso le 12 ore.
Basta anche alle aggressioni e alle offese ai lavoratori pubblici. Nella pandemia, senza protezioni e
con pesanti carichi di lavoro, tali lavoratori hanno organizzato il lavoro e i servizi.
Lo sciopero è un diritto dei lavoratori, che non va a togliere nulla agli altri, senza creare
discriminazioni. Un Paese normale non mette in contrapposizione dipendenti pubblici e dipendenti
privati. Non specula sulle difficoltà reali del mondo del lavoro autonomo e privato per attaccare i le
dipendenti e i dipendenti dei servizi pubblici. Se veramente si volesse tutelare la buona
occupazione, basterebbe emanare una Legge sulla rappresentanza del mondo del lavoro privato.
Proprio perché una Legge in questa direzione consentirebbe a chi lavora maggiori tutele e questo
Confindustria non lo vuole.

In un Paese normale, la Ministra della Funzione Pubblica non scriverebbe una lettera aperta ai
sindacati, li convocherebbe per contrattare il salario e le condizioni di lavoro di lavoratrici e
lavoratori. Ed invece niente.
Quelli che in questi mesi sono stati definiti “eroi” in realtà non lo sono. Sono semplicemente uomini
e donne, dipendenti pubblici, che hanno continuato e continuano a svolgere diligentemente il
proprio lavoro. Chiedono sicurezza, stabilità, giusto salario. Esattamente come i dipendenti del
settore privato. Chiedono il rispetto per il proprio lavoro. È giunta l’ora che a quelle lavoratrici ed a
quei lavoratori venga restituita la dignità che meritano.
È per questi motivi che FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA hanno proclamato uno sciopero
nazionale dei comparti e delle aree pubbliche di sanità, trasporti, funzioni centrali e funzioni locali
per Mercoledì 9 dicembre 2020, per rivendicare investimenti per il rafforzamento e l’innovazione
della Pubblica Amministrazione.
Natale Vitali – FP CGIL
Sonia Uccellatori – CISL FP
Fabio Izzi – UIL PA
Leonardo Uba – UIL FPL

Interpellanza Pd su modifiche al Regolamento TCP (Tariffa Corrispettiva Puntuale)

Da: Francesco Colaiacovo, Il Consigliere Comunale Gruppo PD

Premesso

Che dal 1 gennaio 2018 il Comune di Ferrara ha introdotto la Tariffa Corrispettiva Puntuale dei rifiuti, passando la gestione della tariffa in capo al gestore, HERA SpA;

Che tale sistema ha consentito alla città di Ferrara di superare l’86% di raccolta differenziata, consentendo alla giunta di non aumentare la tariffa, e all’Assessore Balboni di compiacersi sulla stampa per tale risultato in reiterate occasioni;

Che la pandemia legata al COVID-19 sta avendo gravi ripercussioni sulle imprese della città, penalizzando in particolare i settori legati al turismo e agli eventi;

Considerato

Che alla precedente interrogazione PG 130248/2020 avente ad oggetto “Interrogazione sul pagamento Tariffa Corrispettiva Puntuale 2020”, non è stata data nessuna risposta scritta, preferendo da parte degli Assessori competenti un’uscita propagandistica sulla stampa locale, senza nessun risultato concreto per le imprese;

Che nel comunicato stampa di Hera SpA in risposta agli Assessori si legge che: “come gli assessori competenti sanno, è già da tempo aperto un tavolo di verifica sugli effetti della variazione della struttura della TCP , a suo tempo decisa dall’amministrazione competente, che vede la piena collaborazione di Hera”.

Che il Regolamento TCP è materia di Consiglio Comunale, e dall’insediamento della Giunta a giugno 2019 ad oggi, i Consiglieri non sono mai stati coinvolti o informati sulle variazioni alle quali la Giunta starebbe lavorando insieme ad Hera;

Che l’Osservatorio Rifiuti, previsto all’art. 28 del Regolamento suddetto non è mai stato riunito, sostituendolo con incontri con le associazioni di categoria, senza prevedere il coinvolgimento dei Consiglieri come previsto dal Regolamento, senza tuttavia aver provveduto alla soppressione di tale organismo;

Si interpellano nuovamente il Sindaco e la Giunta

per sapere se e quali iniziative intendano mettere in campo per rispondere alle giuste richieste delle categorie economiche, agendo nei confronti del gestore HERA o direttamente con poste di bilancio comunale; per sapere se e quando verranno discusse le modifiche al Regolamento TCP attualmente in essere e quando entreranno in vigore.

I Consiglieri Comunali

Francesco Colaiacovo
Caterina Ferri
Davide Bertolasi
Deanna Marescotti
Simone Merli

CPIA Ferrara:
“E il mondo continuò una riga più in basso”

di Ippolita Franciosi    

Se il Covid ha come prima conseguenza sociale quella di dividere, separare e farci relazionare a distanza di sicurezza, c’è una scuola statale che, anche adesso, è centro di unione tra culture e generazioni differenti. Nelle classi del CPIA un mondo variegato di stranieri studia e frequenta nelle sedi di Ferrara, Cento, Codigoro, Portomaggiore e nella Casa Circondariale.                                                                      

Sono oltre 1000 gli studenti che sono oggi seduti dietro ai banchi del Cpia (Centri provinciali per l’istruzione degli adulti) per imparare la lingua italiana o per completare il percorso di studi obbligatorio (scuole medie e biennio scuola professionale). Se dovessimo scrivere le nazionalità degli studenti iscritti al CPIA non ci sarebbe spazio, vengono infatti da tutto il mondo per differenti ragioni ad imparare la lingua italiana, in primis cittadini stranieri che devono raggiungere il livello di competenza A2 (lingua soglia) del Quadro comune europeo, per poter avere un permesso di lungo soggiorno nel nostro Paese.

Da Marzo 2020 con la chiusura delle scuole, il CPIA ha funzionato con la didattica a distanza, con molte difficoltà di attuazione visto la grande diversità di utenza e la forte discrepanza di accesso ai mezzi informatici e di possibilità economiche degli studenti. L’anno scolastico 2020-2021, con forte determinazione da parte dei docenti e del dirigente, è iniziato con la formula in presenza attuando le dovute precauzioni sanitarie. Classi meno numerose, orari differenziati, aumento del personale ATA, aerazione dei locali, restrizione delle proposte formative extrascolastiche sono alcune delle soluzioni che il Cpia ha messo in atto per garantire le lezioni in presenza. Le attività extrascolastiche sono state per anni punti forza di questa scuola aprendosi a tutta la cittadinanza e sul territorio ferrarese realizzando periodicamente il corso di teatro, il corso di fotografia, corsi di lingua e corsi i dedicati all’alfabetizzazione digitale per l’accesso ai servizi pubblici online.

Una scuola quindi basata sul concetto di unione, unione del territorio ferrarese, unione di culture lontane, unione di età differenti.

Tra le conseguenze sociali del virus c’è una contrapposizione di fondo basata sull’antitesi di due concetti: divisione e unione. La divisione del mondo in zone rosse si contrappone al concetto di unione, l’unione di vivere tutti in una identica e nuova forma di vita sociale, separata. Contrapposizione che si potrebbe riassumere nella frase “il mondo unito in nuovo modo di vivere separati”

In questi giorni che si celebrano i cento anni della nascita di Gianni Rodari, conviene tenere in mente questa sua poesia:

Il dittatore
Un punto piccoletto,
Superbioso e iracondo,
“Dopo di me- gridava- verrà la fine del mondo!” Le parole protestarono:
“Ma che grilli ha pel capo?
Si crede un Punto-e-basta,
E non è che un Punto-e-a-capo”.
Tutto solo a mezza pagina
Lo piantarono in asso,
E il mondo continuò
Una riga più in basso.

Lettera al direttore.
Sicurezza in Città: una brutta classifica

Gentile Direttore,
come ogni anno, in autunno, a distanza di circa quindici giorni l’una dall’altra, sono state pubblicate le classifiche del Sole 24 Ore e di Italia Oggi sulla qualità della vita nelle città italiane.
Ricordo perfettamente che, negli scorsi anni, la stampa ferrarese ha dato grande risalto a tali classifiche, sottolineando soprattutto i dati sulla sicurezza nel caso in cui la nostra amata città avesse perso qualche posizione.
Quest’anno in entrambe le pubblicazioni Ferrara ha avuto un netto peggioramento, in particolare proprio riguardo al tema della sicurezza, ma sulla stampa locale non è apparso neppure un trafiletto. Mi può dare una spiegazione per questo diverso trattamento?
La ringrazio per l’eventuale gentile riscontro e saluto cordialmente.
Linda Cattabriga

Ho letto anche io (senza grande passione) le classifiche sulla Qualità della vita stilate da Il Sole 24 ore e Italia Oggi . Personalmente ritengo più attendibili le prime rispetto alle seconde, ma in ogni caso su queste classifiche – piuttosto complicate e basate su una grande quantità di indicatori – va detto che andrebbero prese con le pinze. Se infatti, anche per Ferrara, confrontiamo gli ultimi dati con quelli dei 3 o 5 o 10 anni precedenti, vediamo che la posizione della nostra città oscilla ogni anno in modo rilevante, perdendo o salendo di varie posizioni.
Così, per fare un esempio, nella classifica generale sulla qualità della vita del Sole (quella  che riassume tutte le sezioni tematiche dell’indagine) la città di Ferrara si  posiziona nel 2016 al 58° posto, per salire nel 2017 al 45°, nel 2018 al 47°. Nel 2019 scende di 16 posizioni (64°) per recuperarne alcune nel 2020. Stessi dati ‘ballerini’ li incontriamo nelle classifiche particolari, compresa quella che riguarda la Sicurezza.
Facciamoci una domanda: è possibile, e attendibile, che in soli 12 mesi una città e il suo territorio possa migliorare o peggiorare così tanto? A me non pare. Credo insomma che queste classifiche vadano prese come indicazione generale, nel loro insieme, guardando soprattutto alla serie storica. Non è invece corretto prendere l’ultimo dato – o il dato che più può servire alla nostra parte – per farne oggetto di battaglia politica.
Questo è invece quello che ha puntualmente fatto la Lega nell’ultima campagna elettorale per le elezioni municipali di Ferrara, tutta centrata sul tema della Sicurezza, dell’Invasione dei Clandestini, del Gad in mano alla malavita organizzata… Ora, i dati  2020 che registrano sul tema della sicurezza un peggioramento, non segnalano solo o tanto il fallimento della giunta leghista che avrebbe mancato il suo primo obbiettivo (più sicurezza), ma ci dicono che  ‘il tema sicurezza’ non può essere ridotto a slogan elettorale, allo schieramento di nuove truppe, o a questa o quella iniziativa propagandistica (parchi sicuri), ma richiede un grande e lungo lavoro su vari campi per migliorare la condizione sociale ed economica delle famiglie ferraresi.
Al di là dei numeri della Sicurezza, dalla serie storica delle classifiche, vediamo come Ferrara (il suo territorio, la sua società, la sua economia) siano in continua decadenza. L’era Covid non potrà che peggiorare la situazione. Occorre quindi che il governo di una città di questo si occupi. Invece – questo è almeno quello che vedo – negli ultimi 18 mesi si è continuato a fare solo propaganda. Di questo passo, al di là dei dati di questa o quella statistica, Ferrara continuerà la sua triste discesa.
Francesco Monini

LE PAROLE PROIBITE:
Tassa Patrimoniale

Ci sono alcuni temi, addirittura alcune parole, che in questo Paese, per il pensiero unico mainstream, sembra non si possano neanche pronunciare. Una è la parola tassa patrimoniale. E’ bastato che alcuni parlamentari, in testa Fratoianni e Orfini, presentassero un emendamento alla legge di bilancio su un’ipotesi di tassa patrimoniale, che peraltro si potrebbe discutere dal punto di vista tecnico e politico, per far venire giù l’ira di Dio.
Lasciamo stare le destre, per cui ogni imposizione fiscale è una bestemmia, ma qui non c’è da stupirsi, visto il blocco di interessi che rappresenta. Anche Renzi occhieggia a quel mondo, o perlomeno – diciamo così – è decisamente sensibile alle sirene confindustriali. Ma sentire Di Maio affermare che così si danneggia la classe media – esempio fulgido di ignoranza o di tentativo di intorbidire le acque – e il PD, che dice che loro non c’entrano niente con quest’estemporanea iniziativa, lascia un po’ interdetti. Comunque, almeno in questa fase, l’obbiettivo di bloccare il tutto non è riuscito, visto che dapprima la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati aveva dichiarato l’emendamento inammissibile con una motivazione incredibile, “per carenza o inidoneità della compensazione”, ossia sostenendo che esso avrebbe prodotto una scopertura finanziaria, per poi doverlo riammettere.

Mi sono chiesto da dove deriva quest’accanimento pregiudiziale contrario anche solo a voler discutere dell’imposizione patrimoniale. Una prima risposta è che non si vuole neanche minimamente togliere il velo alle spaventose e crescenti disuguaglianze esistenti nel Paese. S
Sempre per stare alla ricchezza, che riguarda il patrimonio immobiliare e finanziario degli individui e non va confuso con il reddito degli stessi, al 1° semestre del 2019 essa ammontava a ben 9.279 miliardi di €.  Secondo i dati della Ong Oxfam, Il 20% più ricco degli italiani deteneva quasi il 70% della ricchezza nazionale, il successivo 20% era titolare del 16,9% del patrimonio nazionale, mentre il 60% più povero possedeva appena il 13,3% della ricchezza del paese. Il 10% più ricco della popolazione italiana (in termini patrimoniali) possiede oggi oltre 6 volte la ricchezza della metà più povera della popolazione.
Guardando il vertice della piramide della ricchezza, il risultato è ancora più sconfortante: il patrimonio del 5% più ricco degli italiani (titolare del 41% della ricchezza nazionale netta) è superiore a tutta la ricchezza detenuta dall’80% più povero.
E non è tutto: tra gli inizi dei primi anni 2000 e il primo semestre del 2019, le quote di ricchezza nazionale netta detenute dal 10% più ricco degli italiani e dalla metà più povera della popolazione hanno mostrato un andamento divergente. La quota di ricchezza detenuta dal 10% più ricco è cresciuta del 7,6%, mentre la quota della metà più povera degli italiani è lentamente e costantemente scesa, riducendosi complessivamente negli ultimi 20 anni del 36,6 per cento. Ancora: nel 1995, nel nostro Paese, il 10% più ricco della popolazione concentrava nelle proprie mani circa la metà della ricchezza netta, mentre nel 2016 questa quota ha superato il 60 %.

La seconda ragione di quest’occultamento risiede nel fatto che il PD, peraltro in compagnia della gran parte dell’esperienza socialdemocratica europea, di fronte alla crisi del Welfare State, si è lasciato ammaliare ed egemonizzare dal pensiero neoliberista degli ultimi decenni, provando al massimo a temperarne i suoi eccessi più estremi. Che, in tema di tassazione, ha predicato con successo che il livello della tassazione era troppo alto, che ciò ingenerava inefficienze nel sistema economico, e che lasciare ai ricchi risorse importanti avrebbe comportato un suo ‘gocciolamento’ ( il famoso trickle-down) verso la popolazione più povera, per cui i benefici economici elargiti a vantaggio dei ceti abbienti avrebbero favorito l’intera società, comprese la classe media e le fasce di popolazione meno abbiente.

In realtà, per fortuna, in altri Paesi, si discute, eccome, dell’imposta patrimoniale. Il governo spagnolo, seppure con una modalità discutibile,  l’ha introdotta nella recente legge di bilancio, fissando un prelievo dell’1% sui patrimoni superiori a 10 milioni di €.
Persino negli Stati Uniti, si ragiona sulla proposta di Sanders. Essa è una proposta radicale: far pagare l’1% a chi possiede più di 32 milioni di dollari di patrimonio, con un’aliquota crescente fino all’8% per chi possiede più di 10 miliardi di dollari. Secondo le stime tratte dal sito di Sanders, la misura consentirebbe di accumulare oltre 4.000 miliardi di dollari in 10 anni, riducendo in modo sostanziale la concentrazione della ricchezza negli Stati Uniti.
Per stare all’Italia, un semplice e grezzo calcolo matematico ci dice che, applicando un prelievo con un’aliquota dell’1% sul 5% più ricco della popolazione ( altro che ceti medi!), si potrebbe arrivare ad un gettito molto consistente, superiore ai 30 miliardi di €. Un bel contributo per ridurre le disuguaglianze, ottenere risorse senza indebitarsi per finanziare un Piano straordinario per il lavoro, trainato da investimenti pubblici, provare a costruire una traiettoria positiva per uscire dalla crisi sanitaria ed economica che ci affligge, uscire dai politicismi e dagli interessi di bottega che sembrano essere la natura più profonda del dibattito politico in corso.
Ma forse è chiedere troppo: ci basterebbe, più modestamente, sviluppare una discussione trasparente, impegnata e capace di stare al merito delle questioni, senza demonizzazioni o silenzi imbarazzati.

I 44 ospedali privati oggetto dello Studio si confermano centrali per la crescita e la competitività economica della Regione Emilia-Romagna

Da: Ufficio Stampa AIOP Emilia-Romagna

AIOP Emilia-Romagna e Nomisma presentano in diretta streaming giovedì 10 dicembre il 4° Bilancio Sociale 2019.

I 44 ospedali privati oggetto dello Studio si confermano centrali per la crescita e la competitività economica della Regione Emilia-Romagna: valore di produzione (+812 milioni) e occupazione (+8.340 unità). Vincente il rapporto di integrazione-collaborazione di AIOP con la Sanità Pubblica, dentro e fuori la Pandemia.

L’Ospedalità Privata AIOP Emilia-Romagna, presenta alla cittadinanza il 4°Bilancio Sociale 2019 offrendo agli stakeholder una panoramica aggiornata dei risultati e delle iniziative adottate in ambito sociale, economico ed ambientale degli ospedali AIOP operanti sul territorio regionale.

I dati dello studio redatto e curato da Nomisma verranno illustrati in diretta streaming giovedì 10 dicembre alle ore 10 con la partecipazione di figure chiave dell’intera filiera sanitaria. Per la Regione Emilia-Romagna sono previsti gli interventi dell’assessore alle Politiche per la Salute Raffaele Donini e della dirigente Kyriakoula Petropulacos.

Dentro e fuori l’emergenza COVID, i 44 ospedali privati AIOP attestano il loro ruolo strategico accanto alla Sanità Pubblica. Ecco i valori portanti per il 2019:

posti letto totali: 5.163, di cui 4.779 (93%), accreditati con il SSN.
Personale: 8.340 unità in crescita del 3,8% rispetto all’anno precedente.
Valore della produzione: 812 milioni di euro, in rialzo del 7% rispetto al 2018.

“Il Bilancio Sociale sarà l’occasione per riflettere sulle sfide che insieme dovranno affrontare Sanità Pubblica e Privata. Ragionando su come potrà essere la nuova normalità post-Covid, siamo chiamati a ridisegnare modelli di assistenza e di cura, dove l’ospedale sarà ancora più integrato sul territorio e sempre più veloce nel dare risposte ai cittadini. Le strutture AIOP operanti in Emilia-Romagna sono state in prima linea durante la prima e la seconda ondata che è in atto e continueranno a contrastare questa emergenza dandosi nuove progettualità per il futuro, ponendosi come volano per il perfezionamento del Sistema Sanitario Nazionale, un’eccellenza a livello mondiale, al fianco alle strutture della Componente di Diritto Pubblico.” – queste le parole del presidente regionale AIOP e vicepresidente nazionale AIOP Bruno Biagi.

Fra i temi che saranno affrontati all’evento di presentazione del Bilancio:
la medicina digitale.
la riduzione delle liste d’attesa per una maggiore equità sociale.
l’evoluzione della partnership pubblico-privato accreditato. 

Proprio il modello misto e integrato fra componente pubblica e privata che da tempo caratterizza il Servizio Sanitario Regionale ha dato una straordinaria risposta durante tutto il periodo di questa emergenza, come spiega M.Cristina Perrelli Branca, Project manager Nomisma:

“Durante la prima ondata, per cui si hanno dati consolidati, l’Ospedalità Privata AIOP ER ha assorbito il 12,4% dei ricoveri COVID, con contributi significativi a Piacenza e a Bologna, dove le quote dei dimessi dalle strutture AIOP sul totale regionale hanno raggiunto rispettivamente il 24,7% e il 18,3%. Alla data del 24 Novembre 2020, i posti letto messi a disposizione dalle strutture AIOP a supporto della rete ospedaliera regionale sono 1.557, ben il 44% del totale dei posti letto normalmente autorizzati dalla Regione per attività a carico del SSN”.

Per iscriversi all’evento online collegarsi al link qui riportato https://www.nomisma.it/presentazione-della-quarta-edizione-del-bilancio-sociale-di-aiop-emilia-romagna/

PROGRAMMA – Saluti Introduttivi
Luigi SCAROLA | Responsabile Sviluppo territoriale e welfare Nomisma
Bruno BIAGI | Presidente AIOP ER
Presentazione del Bilancio Sociale AIOP ER a cura di
M.Cristina PERRELLI BRANCA | Project manager Nomisma
Tavolo di lavoro
Raffaele DONINI | Assessore alle politiche della salute della Regione Emilia-Romagna
Silvia DE DOMINICIS | AD Johnson & Johnson Medical Spa
Kyriakoula PETROPULACOS | Membro del Comitato tecnico scientifico Ministero della Salute e Direttrice generale Cura della Persona, salute e welfare Regione ER 
Paolo BORDON | Direttore generale Azienda USL di Bologna
Barbara CITTADINI | Presidente AIOP nazionale
Modera
Giulio SANTAGATA – Consigliere Nomisma
Nb: Il Ministro della Salute, On.le Roberto SPERANZA, è stato invitato a portare la visione del Governo.

Comunicato Regione: Maltempo. Chiusa la rotta sul Panaro (Mo)

Maltempo. Chiusa la rotta sul Panaro (Mo), l’assessore Priolo: “Cantiere moto complesso organizzato in tempi record e in difficili condizioni meteo, ora si lavora alla sigillatura dell’argine”

Al lavoro nella notte 4 squadre i coordinati dai tecnici di Aipo (21 persone complessivamente all’opera), 150 camion e 4.500 tonnellate di materiali impiegati. Continua la sorveglianza sul Secchia

Bologna – La rotta sul Panaro è chiusa. In 24 ore dall’esondazione del fiume che ieri mattina aveva travolto l’argine a monte dell’abitato di Nonantola, alle ore 8.30 quattro squadre coordinate dai tecnici Aipo hanno chiuso una falla di 70 metri lineari e messo così in sicurezza la cittadina del modenese. In tutto 21 persone, organizzate appunto in 4 squadre, hanno lavorato tutta notte sull’argine: 150 i camion impiegati che hanno trasportato 4.500 tonnellate di materiali.

“È stato organizzato in tempi record- spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo- un cantiere molto complicato dalla logistica di accesso, dalla forte corrente del fiume e dalle condizioni meteorologiche. Ora le squadre dei tecnici stanno proseguendo i lavori per la sigillatura definitiva dell’argine. Ringrazio Aipo per la tempestività degli interventi che hanno permesso di evitare il propagarsi del problema ad altri territori e di dare un aiuto concreto ai cittadini di Nonantola, la nostra priorità. E un ringraziamento speciale- chiude l’assessore- va alle donne e agli uomini di Prefettura, forze dell’ordine, esercito, enti locali, volontari e operatori dell’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e Protezione civile, che da due giorni stanno lavorando senza sosta per far fronte a una piena mai registrata finora”.

Continua intanto la sorveglianza sul Secchia e alle 12 è previsto un nuovo aggiornamento sulle prosecuzioni di tutte le attività.

Attivato dal Prefetto di Ferrara Michele Campanaro il tavolo di coordinamento dei comparti della scuola e dei trasporti

Da: Carlo Morandini, Ufficio di Gabinetto, Prefettura di Ferrara

Diffuse le prime linee operative in vista della ripresa il 7 gennaio 2021 dell’attività didattica in presenza nelle scuole di secondo grado.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 dicembre 2020 ha previsto che, con decorrenza dal 7 gennaio 2021, l’attività didattica sia garantita in presenza per il 75% della popolazione studentesca delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado.
In tale specifico ambito, lo stesso decreto ha previsto che i Prefetti svolgano un’importante funzione di coordinamento, volta ad assicurare che l’effettiva ripresa delle attività didattiche in presenza, per le predette istituzioni scolastiche, venga a coniugarsi con le capacità del sistema di mobilità pubblica. A tal fine, il Prefetto di Ferrara Michele Campanaro ha costituito il tavolo di coordinamento che, oltre alle amministrazioni statali del comparto scolastico e dei trasporti, vede coinvolte la Regione Emilia-Romagna, la Provincia ed i Comuni di Cento e Ferrara, oltre all’Agenzia di Mobilità ed alle aziende del trasporto locale. A tale sede istituzionale è affidata la definizione del più idoneo raccordo fra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto a tal fine utilizzabili.
In vista della riunione di insediamento del tavolo prefettizio di coordinamento, il Prefetto Campanaro ha intanto diffuso le prime linee operative ai componenti del tavolo, ricordando che il compito affidato ai Prefetti si inscrive nell’ambito delle funzioni di rappresentanza generale del governo, di coordinamento delle amministrazioni statali periferiche e di leale collaborazione con le autonomie territoriali.
L’obiettivo di ripristinare nella misura del 75% della popolazione studentesca interessata la didattica in presenza ha un orizzonte temporale breve, fissato alla data del 7 gennaio 2021, sicchè il Rappresentante del Governo ha invitato, preliminarmente, il Presidente della Provincia di Ferrara ed il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale ad elaborare le proposte del documento operativo, previsto dal d.P.C.M. del 3 dicembre scorso, contenente le varie misure che i diversi attori istituzionali dovranno porre in essere nell’ambito delle rispettive competenze. Il documento deve indicare un termine, pienamente compatibile con la data prefissata di ripresa della didattica in presenza il 7 gennaio 2021, termine entro il quale saranno assunte le misure condivise.
“Nel caso in cui, trascorso il termine da me indicato, dovessi intravedere una situazione di inerzia, a causa di criticità di varia natura non superabili attraverso la fase di coordinamento – ha evidenziato il Prefetto Campanaro – come previsto dal d.P.C.M. del 3 dicembre scorso provvederò a segnalare la situazione al Presidente della Regione per l’esercizio del potere di ordinanza previsto dall’ art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833”.

Una forte raccomandazione

Sono passati ormai dei mesi dal giorno in cui un caro amico iniziò ad assillarmi con questa sua puerile idea della maionese fatta con lo Zabov al posto dell’uovo.
Francamente non so più come gestirlo.
Mi chiama tutti i giorni per chiedermi se c’ho provato e/o ci proverò.
A suo dire – lui l’ha già fatta più volte – è un’idea meravigliosa (e soprattutto versatile) per farcire “dei mini-tramezzini dolci ottimi a colazione”.
Non so più cosa fare, io al mattino solitamente faccio colazione con caffè e sigaretta e all’idea di un cabaret di tramezzini farciti con dello Zabov montato + – idea sua – “della rucola fritta dopo averla passata in una pastella dolce”: non lo so, mi sento un po’ stranito.
Qualcuno potrebbe dire che – questo mio amico – lo potrei bellamente mandare a cagare (cit.) ma io credo che l’amicizia sia assai importante.
Una bottiglia di Zabov poi in casa fa sempre comodo e soprattutto: fa sempre colore.
Quindi penso che in questi giorni ne potrei comunque acquistare almeno una.
La potrei mettere da qualche parte e attendere poi che a questo mio amico passi questa scimmia terribile e molesta, chi lo sa.
Oppure boh, così – per amicizia – un giorno mi potrei decidere a seguire questo suo consiglio che ormai non è più un consiglio bensì – per usare un’espressione attualmente in auge – “una forte raccomandazione”.
Insomma, vedremo.
Alla peggio potrei bere tutta la bottiglia e poi telefonargli io così, proprio a sorpresa, e dirgli tutto quello che non gli ho mai detto per vedere poi se la pianta una buona volta con queste sue “forti raccomandazioni”.
Intanto mi prendo del tempo per pensarci.
Nel frattempo cordiali saluti e buona settimana.

Journey to the centre of the egg (Brian Ano, 2020)

Richiamo all’ordine!

Appena iniziato il lockdown di marzo, una mia amica mi invia un messaggio per invitarmi a seguire un webinar gratuito sul metodo di studio di Massimo De Donno (ideatore del corso Genio in 21 Giorni). Il primo punto che disse, lo step numero zero per uno studio efficace senza perdita di tempo, fu: metti in ordine la scrivania. Eh già, un ambiente ordinato significa molto per la nostra capacità di concentrazione. Allora mi è tornato in mente quando, da adolescente, ho reagito ai periodi più critici riordinando la mia camera; cercavo l’equilibrio interiore, ma quello esteriore poteva diventarne uno specchio, o aiutarmi a trovarlo. In effetti, scegliere la disposizione degli oggetti stimola il senso critico: questo mi serve o lo butto? E qual è il posto più funzionale per questo?…
Ho scoperto che per i monaci buddhisti mettere in ordine ha un grande valore ed è una forma di meditazione. Ordine significa anche scegliere di seguire una regola, di rivestire un ruolo (penso alla Chiesa cristiana quando dice “ordinare sacerdote”, “l’ordine dei frati”, ecc).
Per quel che mi riguarda, posso confermare che sistemare la scrivania mi ha aiutato a studiare meglio. Non solo: pormi degli obiettivi da appuntare su un’agenda la domenica per la settimana successiva, e la sera per il giorno dopo pure hanno aiutato molto la mia persona e formazione. Credo che l’importante sia non cadere al lato opposto del caos, ossia un formalismo troppo rigido: organizziamo sì le giornate, ma lasciamoci anche scombinare i piani se serve! A volte è molto meglio così!

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

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