Giorno: 16 Dicembre 2020

Emergenza coronavirus e affollamenti nelle vie del centro di Ferrara

Da: Gianni Molinari, Ufficio Stampa Prefettura di Ferrara

EMERGENZA CORONAVIRUS E AFFOLLAMENTI NELLE VIE DEL CENTRO DI FERRARA, PREFETTO CAMPANARO E SINDACO FABBRI CONCORDI SULL’INASPRIMENTO DEI CONTROLLI NEL PERIODO PRENATALIZIO

Se ne è parlato oggi nella riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica

Il Prefetto Michele Campanaro ha presieduto stamane, in videoconferenza da Palazzo don Giulio d’Este, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per mettere a punto, dopo gli affollamenti lungo le vie del centro di Ferrara registrati nell’ultimo fine settimana, un rafforzamento delle misure di contenimento e contrasto alla diffusione del contagio nel periodo prenatalizio.
Erano presenti il Presidente della Provincia Nicola Minarelli, il Sindaco di Ferrara Alan Fabbri con il Vice Sindaco Nicola Lodi, il Questore Cesare Capocasa, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Gabriele Stifanelli, il Comandante Provinciale interinale della Guardia di Finanza Luigi D’Abrosca, il Direttore Sanitario dell’Azienda USL di Ferrara Emanuele Ciotti con il Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Giuseppe Cosenza, il Commissario dell’azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Anna di Ferrara Paola Bardasi.
La riunione ha avuto inizio con un dettagliato rapporto sullo stato dell’emergenza pandemica nella provincia estense illustrato dai vertici delle strutture sanitarie territoriali, da cui si conferma che la curva del contagio, pur in lieve flessione, incide ancora pesantemente sui presidi sanitari territoriali, con un tasso complessivo d’occupazione del 77% che impone livelli di attenzione massimi nell’adozione di ogni necessaria misura precauzionale.
“Mancano pochi giorni all’avvio della campagna di vaccinazione, ma siamo alla svolta cruciale dell’andamento della curva pandemica – ha affermato il Prefetto Campanaro – Questi giorni che ci separano dal Natale e dalle ulteriori restrizioni alla mobilità previste fino all’Epifania dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 dicembre scorso, saranno determinanti per evitare una recrudescenza del contagio, che avrebbe conseguenze drammatiche per il nostro sistema sanitario. Per questo, mi rivolgo direttamente alla cittadinanza perché comprenda fino in fondo il senso dei sacrifici a cui tutti, io per primo, siamo chiamati in questi giorni, conservando in questo periodo natalizio comportamenti di sobrietà e di profonda responsabilità”.
“La gestione di questa fase – ha sottolineato il Sindaco Alan Fabbri – passa dalla garanzia del rispetto delle regole. Condividiamo, a tal fine, la linea del potenziamento dei controlli. Siamo quindi pronti, come fatto fino ad oggi, a fare la nostra parte, anche prevedendo un maggiore impiego della polizia locale e, se necessario, della vigilanza privata. Ringrazio le forze dell’ordine che dall’inizio della pandemia hanno offerto un contributo fondamentale. Questa sfida si affronta e si vince solo insieme”.
Escluso dal Primo cittadino, in ragione della peculiarità della zona del centro storico caratterizzata da un esteso reticolo di strade e piazze, il ricorso all’adozione di un’ordinanza sindacale di chiusura, il Prefetto ha, quindi, disposto, nei giorni che precedono il Natale, un ulteriore rafforzamento delle misure di contenimento e contrasto alla diffusione del contagio, attraverso il massimo impiego possibile delle Forze di polizia territoriali, integrato da un maggior numero di agenti della Polizia locale, a presidio dei varchi di accesso del centro storico ed impegnati in controlli mirati negli esercizi commerciali, per il rispetto dei protocolli di sicurezza.
In particolare nel prossimo fine settimana, ritenuto potenzialmente a maggior rischio assembramenti, i controlli ai varchi e negli esercizi commerciali ed i pattugliamenti delle strade e piazze del centro storico si amplieranno sull’intero arco della giornata, con turnazione mattina/sera, e saranno improntati alla “tolleranza zero”, con sanzioni dai 400€ in su e la chiusura temporanea degli esercizi commerciali.
“Ho ancora bene impresse le immagini degli affollamenti del centro di Ferrara nell’ultimo fine settimana. Se si ripetono, è più concreto il pericolo di una terza ondata. Quelle immagini richiamano – ha concluso il Prefetto Campanaro – al senso di responsabilità dei cittadini, perché lo shopping natalizio si può fare, ma si deve fare con ragionevolezza ed anche in giorni diversi, senza le calche del sabato e della domenica. Ancor prima, richiamano alla responsabilità massima le istituzioni ed il sistema economico territoriale ad impegnarsi, tutti insiemi e con leale collaborazione, a rispettare e a far rispettare le regole sul distanziamento ed i protocolli di sicurezza”.

Bergamini (LEGA ER): “Carenza vaccini anti-pneumococco: fatto grave, soprattutto nel corso di una pandemia”

Da: Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

COVID, BERGAMINI (LEGA ER): “CARENZA VACCINI ANTI-PNEUMOCOCCO: FATTO GRAVE, SOPRATTUTTO NEL CORSO DI UNA PANDEMIA”

BOLOGNA, 16 DIC – “Il vaccino anti-pneumococco sembrerebbe introvabile. Ci sono giunte diverse segnalazioni da parte di pazienti, infatti, che, a oltre un anno dalla somministrazione della prima dose, faticano ad effettuare la seconda”. Così i consiglieri della Lega ER componenti della Commissione Sanità Valentina Stragliati, Daniele Marchetti, Fabio Bergamini e Simone Pelloni che hanno depositato un’interrogazione (a prima firma Stragliati) per investire del problema la giunta Bonaccini.
Nell’atto ispettivo i consiglieri chiedono conto delle motivazioni che hanno portato “alla difficoltà di reperimento e se la questione riguardi l’intero territorio emiliano-romagnolo o sia limitato ad alcune zone circoscritte”.
Il vaccino anti-pneumococco favorisce la protezione dalle infezioni batteriche provocate da Streptococcus pneumoniae (pneumococco) che comportano infezioni dell’orecchio, sinusite, polmonite, infezioni del sangue e meningite.
“Alcuni pazienti sono stati informati di un possibile arrivo presso i medici di medicina generale di qualche dose solo a partire dalle prossime settimane. Ma la situazione ci preoccupa, soprattutto in un periodo come quello odierno, legato alla pandemia da Covid-19, visto che le persone che si vaccinano contro il pneumococco fanno solitamente parte di categorie a rischio” hanno spiegato i consiglieri.
“Queste le motivazioni che ci hanno portato a interrogare il parlamento di via Aldo Moro affinché “verifichi se sussistano problemi nel reperimento dei vaccini anti-pneumococco e per quale motivo”.
In caso di risposta positiva, aggiungono i leghisti – chiediamo di sapere “con quali tempistiche, ragionevolmente, potrà essere risolto il nodo della reperibilità del farmaco”.

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 16 dicembre

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: su oltre 17.500 tamponi effettuati, 1.238 nuovi positivi (7%), di cui 727 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Quasi 3.000 guariti, calano i casi attivi (-1-786) e i ricoveri

Eseguiti anche 805 test sierologici e 3.004 tamponi rapidi. Il 95,8% dei casi attivi in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 48,6 anni. 78 i decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 148.974 casi di positività, 1.238 in più rispetto a ieri, su un totale di 17.567 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti scende ancora, arrivando al 7% .
Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 727 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 260 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 463 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 48,6 anni.

Sui 727 asintomatici, 403 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 126 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 7 con gli screening sierologici, 20 tramite i test pre-ricovero. Per 171 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Ravenna con 210 nuovi casi, Bologna (202), Reggio Emilia (178), Modena (148), Rimini (133), Parma (84), Piacenza (74), Ferrara (73). Poi Cesena (50), Forlì (49) e Imola (37).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

È inoltre disponibile il Report periodico sull’andamento della pandemia in Emilia-Romagna, al link https://bit.ly/3gWLYfB. Confermato il calo dei contagi misurato ogni 5 giorni: sono stati 7.248 nei giorni dal 7 all’11 dicembre, rispetto ai 9.220 dei giorni 2-6 dicembre e ai 9.686 dei giorni 27 novembre-1 dicembre.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 17.567tamponi, per un totale di 2.367.376. A questi si aggiungono anche 805 test sierologici e 3.004 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.946 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 79.151.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 62.846 (-1.786 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 59.861 (-1.760), il 95,3% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 78 nuovi decessi: 36 in provincia di Bologna (21 donne, di cui tre di 93 anni, due di 91, due di 89 anni e le rimanenti di 60, 70, 73, 76, 78, 80, 82, 83, 84, 87, 94, 95, 96 e 97 anni e 15 uomini, di cui due di 70 anni, due di 89 e i restanti di 56, 63, 73, 78, 79, 82, 84, 85, 87, 88 e 90 anni), 9 a Modena (6 donne di cui tre di 88, due di 89 e una di 90 anni e 3 uomini di 70, 72 e 73 anni), 9 a Ravenna (6 donne di 84, 85, 92, 93, 94 e 97 anni e 3 uomini di 74, 78 e 88 anni), 8 a Ferrara (6 donne di 61, 79, 85, 86, 90 e 92 anni e 2 uomini di 90 e 101 anni), 5 a Rimini (3 donne di 44, 90 e 93 anni e 2 uomini di 82 e 98 anni), 4 a Piacenza (2 uomini di 66 e 87 anni e 2 donne di 81 e 87 anni), 3 in provincia di Forlì-Cesena (2 uomini di 80 e 83 anni e 1 donna di 91 anni), 2 a Reggio Emilia (1 donna di 77 anni e 1 uomo di 81 anni), 2 a Parma (1 uomo di 83 e 1 donna di 95 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 6.797.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 212 (-2 rispetto a ieri), 2.773 quelli negli altri reparti Covid (-24).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 16 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 18 a Parma (+1), 23 a Reggio Emilia (-1), 39 a Modena (+1), 57 a Bologna (-2), 5 a Imola (-1), 15 a Ferrara (-1), 14 a Ravenna (invariato rispetto a ieri), 5 a Forlì (invariato), 1 a Cesena (invariato) e 19 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 13.971 a Piacenza (+74 rispetto a ieri, di cui 26 sintomatici), 11.907 a Parma (+84, di cui 46 sintomatici), 20.796 a Reggio Emilia (+178, di cui 35 sintomatici), 27.284 a Modena (+148, di cui 100 sintomatici), 29.269 a Bologna (+202, di cui 86 sintomatici), 4.620 a Imola (+37, di cui 16 sintomatici), 7.580 a Ferrara (+73, di cui 17 sintomatici), 10.676 a Ravenna (+210, di cui 69 sintomatici), 5.235 a Forlì (+49, di cui 27 sintomatici), 4.879 a Cesena (+50, di cui 36 sintomatici) e 12.577 a Rimini (+133, di cui 53 sintomatici).

In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati sono stati eliminati 2 casi (uno a Cesena e uno a Ferrara) in quanto giudicati non Covid-19.

Cantieri della bonifica a pieno regime

Da: Cristina Romagnoli, Comune di Copparo

Iniziati i lavori in via Boccati e affidati quelli di ripresa frane in via Faccini

Procedono a grandi passi le opere, a cura del Consorzio di Bonifica di Pianura di Ferrara, le opere funzionali alla tenuta e all’efficienza idraulica del territorio copparese.
Sono iniziati i lavori di ripresa delle frane sul Canale Naviglio a lato di via Boccati. Il cantiere è già entrato nel vivo dell’attività con gli interventi di infissione dei pali lignei ai piedi della sponda, la quale verrà poi sistemata e rivestita con pietrame.
Sta avanzando anche l’opera necessaria a far fronte alle frane sul Canale Naviglio in fregio a via Ariosto. Si sta andando avanti con il rivestimento del fondo in cemento armato ed è anche stato realizzato un tratto del rivestimento della sponda, dopo la ricostruzione con sasso e ghiaione. Questa lavorazione, a completare il consolidamento dell’intera sezione trapezoidale, si susseguirà con le medesime modalità per tratti, fino al ponte.
Altro cantiere attivo è quello di realizzazione della nuova chiavica di Coccanile: sono stati completati i getti in calcestruzzo per l’edificazione della fondazione. A breve incomincerà la costruzione dei muri in elevazione.
È inoltre stato affidato all’impresa F.lli Sambi un ulteriore intervento di ripresa frane in via Faccini a lato del canale Collettore Acque Alte, che prenderà il via la prossima settimana. Si tratta di vari tratti di intervento per una lunghezza complessiva di circa 226 metri, finanziati per 90mila euro con i fondi della Protezione Civile. Per garantire la sicurezza del traffico, tra le località di Coccanile e Ambrogio, sulla strada comunale che va da via Piumana a via Faccini attigua al canale, sarà disposto un divieto di transito per tutti i veicoli sino al termine dei lavori di ripristino della sede stradale.

In dirittura d’arrivo ‘Ponti per l’Europa’

Da: Cristina Romagnoli, Comune di Copparo

Evento finale, venerdì 18 dicembre dalle 11, in video conferenza, trasmessa da Copparo

Evento finale, venerdì 18 dicembre, per ‘Ponti per l’Europa’, il progetto realizzato da Fondazione Cfp Cesta e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Bando per promozione della cittadinanza europea 2020. Al termine dei cinque laboratori territoriali, su lavoro, welfare, scuola e formazione, ambiente e sostenibilità, sviluppo del territorio, e dopo le indagini rivolte ai cittadini, attraverso un questionario online e cartoline, la fase conclusiva definirà gli esiti del percorso partecipato, che saranno raccolti in idee progettuali, da candidare sui fondi europei della programmazione 2021-27.
L’appuntamento è dalle 11 in video conferenza, trasmessa dalla sala consigliare del Comune di Copparo, che si potrà seguire in diretta streaming dalla pagina facebook di ‘Ponti per l’Europa’.
La mattinata, moderata dal giornalista Alberto Lazzarini, si aprirà con i saluti di Fabrizio Pagnoni, sindaco di Copparo, e di Andrea Zamboni, presidente dell’Unione Terre e Fiumi. Ad entrare nel vivo dei lavori saranno Caterina Ferri di Secis Servizi e Giovanni Lolli, presidente della Fondazione CFP Cesta, che tracceranno il bilancio delle attività del progetto e ne delineeranno i prossimi passi. Quindi Anguel Konstantinov Beremliysky, project/process manager – directorate-general for Regional and Urban Policy, relazionerà su ‘I fondi europei 2021/27: quali opportunità per le Aree Interne’. Dopo lo spazio riservato agli interventi, le conclusioni saranno affidate a Barbara Lori, assessore con delega alle Aree Interne della Regione Emilia-Romagna.
Troverà dunque concretizzazione il percorso di ‘Ponti per l’Europa’, finalizzato a individuare le misure più adeguate al rilancio territoriale partendo dai bisogni e dalle proposte espresse da cittadini, mondo associativo, tessuto economico, associazioni di categoria delle realtà dell’Area Interna del Basso Ferrarese.

Ferrara Monumenti Aperti 2020

Da: Ufficio Stampa Ferrara Off Teatro

Più di 7000 visualizzazioni per la quarta edizione dell’iniziativa in streaming.

La quarta edizione di Ferrara Monumenti Aperti si è conclusa con più di 7000 visualizzazioni, da tutta l’Italia, della video première sui canali Youtube e Facebook, dedicati alla manifestazione a livello locale e nazionale, e su quelli di Ferrara Off.

La quarta edizione di Ferrara Monumenti Aperti si è conclusa con più di 7000 visualizzazioni, da tutta l’Italia, della video première sui canali Youtube e Facebook, dedicati alla manifestazione a livello locale e nazionale, e su quelli di Ferrara Off.
Durante la diretta nazionale, che sì è tenuta su web tv da Cagliari nel fine settimana del 5 e 6 dicembre, erano già stati creati collegamenti con Ferrara – che, in rappresentanza dell’Emilia Romagna, ha partecipato all’evento insieme a Lombardia e Puglia, oltre che alla Sardegna – ed erano state mostrate alcune immagini in anteprima dell’edizione ferrarese, che si è svolta integralmente sabato 12 e domenica 13 dicembre.
L’inedita natura della manifestazione del 2020 (che, come anticipato, a livello nazionale si è realizzata nei giorni 5 e 6 dicembre) – patrocinata dal Comune di Ferrara, coordinata dalla ONLUS cagliaritana Imago Mundi e organizzata dall’Associazione Culturale Ferrara Off in collaborazione con Fondazione Ferrara Arte – ha permesso al vasto pubblico del web di avvicinarsi virtualmente a Ferrara e alla sua affascinante evoluzione. Ventuno classi, di undici differenti scuole, per ventuno video-racconti, due giorni di proiezioni in prima visione su Facebook e YouTube, per ripercorrere la storia della città estense, dalle origini a oggi. Accanto al percorso storico, in ordine cronologico, anche un focus dedicato all’arte e alla sua evoluzione a Ferrara.
Cinquecento studenti coinvolti, cinquanta operatori tra insegnanti e collaboratori, fondamentale l’apporto creativo alla narrazione dei suggerimenti forniti dallo scrittore Luigi Dal Cin e l’intervento dei formatori teatrali dell’Associazione Ferrara Off.
“Credo che progetti come Monumenti Aperti abbiano un forte valore formativo, perché consentono di conoscere epoche, vicende, monumenti, opere d’arte della nostra città attraverso l’impegno attivo dei giovani partecipanti. Potremmo dire che si tratta di un grande progetto che stimola la “cittadinanza attiva” fin dalla più giovane età, in quanto rende consapevoli dell’identità attuale e dei percorsi storici che hanno condotto al nostro presente, insegna ad amare ed apprezzare il patrimonio inestimabile che ci circonda e, pertanto, a valorizzarlo e salvaguardarlo. Gli studenti di oggi saranno i cittadini di domani: è importante che conoscano, apprezzino e sentano propria la città straordinaria nella quale vivono. Per Ferrara è importante esserci in una situazione così difficile e dolorosa. Quest’anno ha visto molti lutti, molte difficoltà, un cambiamento drastico e drammatico nelle nostre abitudini di vita. Purtroppo, ci ha tolto anche, praticamente da marzo ad oggi, la cultura, non potendo più assistere a spettacoli teatrali, di danza o musicali, visitare mostre e musei, frequentare biblioteche. Si è trattato di una mancanza di non lieve entità perché, nei momenti più difficili per le comunità, la cultura può rappresentare un forte elemento per lenire disagi individuali e collettivi. Avere monumenti, teatri e musei chiusi è una sofferenza nella sofferenza ed è importante per Ferrara farli conoscere, sia pure in forma virtuale, grazie all’entusiasmo di tutti coloro che sono stati coinvolti in questo progetto, gli studenti e i loro insegnanti prima di tutto”.

“Il grazie sentito di Imago Mundi – ha detto Massimiliano Messina,Presidente della Onlus cagliaritana – va alla città di Ferrara, al Comune e alla comunità tutta, alla Fondazione Ferrara Arte, a Ferrara Off per il lavoro profondo svolto, organizzativo, di coordinamento, di alto valore didattico, pedagogico, documentario e documentale, che in tempi estremamente difficili ci restituisce innanzitutto una scuola viva, reattiva, carica di stimoli, attraverso gli insegnanti, i bambini, i ragazzi e tutti gli operatori coinvolti, che sono il cuore fondante del progetto Monumenti Aperti. Un segnale davvero incoraggiante, un’iniezione di speranza, energie positive, esperienze, di cui faremo tesoro in prospettiva futura. Ferrara, seppure in condizioni complicate e con un ‘format’ della manifestazione necessariamente rimodulato, si conferma un esempio virtuoso, una best practice del come Monumenti Aperti, iniziativa nata quasi venticinque anni fa a Cagliari, possa essere realizzata con successo in altri contesti e realtà, da portare come testimonianza a livello nazionale, e non solo”.
“Era un’edizione davvero straordinaria per noi – ha dichiarato Monica Pavani, Presidente dell’Associazione Ferrara Off – resa tale da tutte le incognite che l’emergenza sanitaria ha generato anche in tutto il settore scolastico. Nonostante le incertezze, “La Storia di Ferrara” e i focus relativi a “L’evoluzione dell’Arte a Ferrara” sono stati magistralmente narrati nei videoracconti realizzati dai cinquecento alunni delle ventuno classi della scuola Primaria e Secondaria di primo grado del nostro territorio, che a maggio avevano aderito al progetto. Il nostro grazie va alle insegnanti, che anche in questo periodo difficile, con dedizione e passione si sono lasciate guidare, facendo loro un progetto didattico – recentemente insignito dalla Medaglia del Presidente della Repubblica – che prima di ogni altra cosa è esperienza umana di scambio di saperi”.

L’intera raccolta, composta da quasi sette ore di video-racconti, resterà a disposizione online sul canale YouTube di Monumenti Aperti nazionale, come un archivio didattico sempre accessibile.

Per informazioni: Ferraraoff.it – info@ferraraoff.it

Ospedale “SS. Annunziata di Cento”: interruzioni di via Vicini per il 17 dicembre e chiusura al traffico di via del Cremonino venerdì 18 dicembre

Da: AUSL Ferrara

Ospedale “SS. Annunziata di Cento”: interruzioni di via Vicini per il 17 dicembre e chiusura al traffico di via del Cremonino venerdì 18 dicembre per il trasporto nuovo magnete della Risonanza Magnetica

Nei prossimi giorni sono previste delle interruzioni al traffico locale per consentire alcuni interventi di supporto logistico all’ospedale di Cento.

Giovedì 17 dicembre per l’intero arco della giornata, sarà occupata una parte del marciapiede di via Vicini, di fronte all’entrata principale dell’Ospedale di Cento, per consentire l’installazione di una struttura coperta temporanea destinata all’attesa delle persone che accederanno all’ospedale, mentre venerdì 18 dicembre dalle sei del mattino alle 18 sarà chiusa al traffico via del Cremonino nel tratto compreso tra via Facchini e via Loris Bulgarelli; vietata anche la sosta su entrambi i lati e il senso di marcia di via Facchini sarà temporaneamente invertito, e pertanto sarà percorribile da via Cremonino direzione via Vicini, per consentire il trasporto all’interno dell’ospedale del magnete della nuova Risonanza magnetica che sarà attivata presso l’ospedale.

La Conferenza Stato-Regioni approva il piano vaccini presentato dal Commissario per l’emergenza Arcuri

Sanità. La Conferenza Stato-Regioni approva il piano vaccini presentato dal Commissario per l’emergenza Arcuri. L’assessore Donini: “Bene questa accelerazione, l’Emilia-Romagna è pronta”

Già in moto tutte le procedure per dare il via alla campagna vaccinale. Partita nella nostra regione una ricognizione organizzativa preliminare per acquisire “l’intenzione alla vaccinazione” da parte del personale sanitario: non ancora una adesione, ma un utile elemento per la definizione delle scorte

Bologna – “E’ un’ottima notizia il via libera dato stamattina dalla Conferenza Stato-Regioni al piano vaccini presentato dal Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Condivido in pieno questa accelerazione. E mentre attendiamo le indicazioni operative che saranno inviate dal Commissario alle Regioni, voglio dire che l’Emilia-Romagna è già al lavoro per rendere concreta l’opportunità per tutti di fare il vaccino, secondo il calendario di priorità definito dal Governo. A partire dai professionisti impegnati negli ospedali e nelle case di riposo per anziani”

E’ quanto afferma l’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini, commentando la notizia secondo la quale già dai primi di gennaio potrebbero prendere il via le vaccinazioni nel nostro Paese.

“Sarà una operazione molto importante- spiega Donini- rispetto alla quale stiamo comunque già lavorando. E’ già stata inviata, tra l’altro, una nota a cura della Direzione generale dell’Assessorato per acquisire, da parte del personale sanitario, una disponibilità alla vaccinazione. Non sarà, questa, l’adesione formale al programma vaccinale da parte dei singoli professionisti della sanità, ma sarà comunque un elemento utile alla ricognizione organizzativa preliminare, necessaria anche alla definizione delle scorte necessarie per la nostra regione”.

”L’operazione complessiva necessaria per garantire a tutti il vaccino- conclude l’assessore alla Salute- è evidentemente complessa e delicata. Ma stiamo mettendo in campo tutto quanto serve per uscire da questa pandemia, grazie alla solidità del nostro Sistema sanitario e di chi, tutti i giorni, con il proprio lavoro, ne garantisce gli eccellenti standard di qualità, che ovunque ci riconoscono”.

Anche i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori della provincia di Ferrara partecipano all’incontro in webinar organizzato oggi da Poste taliane

Da: Vincenzo Sardone, Poste Italiane

POSTE ITALIANE: ANCHE LE ASSOCIAZIONI DEL FERRARESE PARTECIPANO AL WEBINAR CON I RAPPRESENTANTI
DEI CONSUMATORI DELLA MACROAREA CENTRO NORD

Ferrara, 16 dicembre 2020 –
Partecipano anche i rappresentanti della provincia di Ferrara all’incontro, che si svolge oggi 16 dicembre dalle 14 alle 18 in modalità webinar, con 40 Associazioni dei Consumatori di Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Umbria, organizzato da Poste Italiane nell’ambito della dodicesima edizione di “Dialogando con i Consumatori”.
L’incontro di aggiornamento rinnova e consolida uno storico rapporto di collaborazione tra Poste e le Associazioni, nell’ottica del raggiungimento dell’eccellenza della qualità dei servizi offerti e della tutela e cura del consumatore.
Il corso, realizzato con il supporto di Consumers’ Forum, coinvolge i conciliatori di prodotti postali e di Bancoposta; intervengono diversi responsabili aziendali che accompagnano i partecipanti in una passeggiata virtuale all’interno dell’HUB di Bologna e illustrano le novità messe in campo per contrastare le frodi informatiche.
In questa occasione vengono infine presentati i numeri sulle conciliazioni e sulle attività collegate in tutto il Paese, attività che non si sono fermate mai neanche durante il lockdown: un momento di confronto importante per ascoltare gli umori dei rappresentanti territoriali delle Associazioni dei Consumatori e continuare sulla strada del dialogo, della collaborazione e della condivisione delle informazioni.

Comacchio solidale: da giovedì 17 dicembre parte l’iniziativa “Dona una spesa”

Da: Lucia Felletti, Comune di Comacchio

Partecipare all’iniziativa è semplice e l’avvio è previsto per giovedì 17 dicembre: si acquistano prodotti alimentai (e non) e si consegna la borsa della spesa in uno dei 5 punti di raccolta sparsi sul territorio comunale: gli operatori provvederanno a distribuire i prodotti alle famiglie in difficoltà e più vulnerabili, soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria. Questa è la Comacchio Solidale che con l’iniziativa “Dona una spesa” intende sovvenire alle necessità delle fasce più deboli della popolazione in questo periodo natalizio: per questo il Comune di Comacchio ha stretto una partnership con Centro Servizi Volontariato Terre Estensi – Ferrara Modena, con il coinvolgimento di Caritas, San Vincenzo Femminile, Agesci/Scouts, In cammino verso Maria e Volontari di Strada, al fine di creare una rete di distribuzione degli alimenti attraverso i volontari.

L’assessora ai Servizi Sociali – Associazionismo Tiziana Gelli sottolinea “Si tratta di una iniziativa che assume grande significato, proprio perché l’abbiamo pensata per questo momento difficile in cui l’emergenza sanitaria e le festività imminenti costituiscono un binomio che non può che far emergere le fragilità e soprattutto che può e deve richiamare la coscienza di ognuno, per rendere solidale la nostra visione. Ringrazio fin da ora i cittadini che vorranno partecipare donando una spesa, il CVS e le associazioni che rendono possibile questa straordinaria azione di solidarietà condivisa”.

Analoga la soddisfazione di Alberto Caldana, presidente CSV “E’ proprio nella mission del Csv collaborare con Comune, istituzioni e terzo settore per avviare iniziative a favore della Comunità e supportare le azioni volontarie di associazioni e cittadini che, soprattutto in un momento di crisi come questo di emergenza sanitaria, si adoperano per supportare e sostenere le persone più fragili e vulnerabili”.

Dove donare la spesa? Questo l’elenco dei punti di raccolta:

Comacchio
Teatro del Duomo di Comacchio
Via Mons. Menegazzi, 5/7 – Comacchio FE
Lun-Mer-Ven dalle 9.30 alle 12.00 Tel 327 7784532

Caritas Parrocchia San Giuseppe
Piazza Della Rimembranza, 2 – Comacchio FE
Tutti giorni 9.30 – 12.00 e 14.30 – 17.30

Caritas Parrocchia Porto Garibaldi
Via Nino Bonnet, 74 – Porto Garibaldi FE
Tutti i giorni 09.00-12.00 e 15:00-18:00 presso le ceste sotto la pensilina dell’ingresso

San Vincenzo de Paoli Conferenza Femminile
Via Edgardo Fogli, 16 – Comacchio FE
Tel 340 0738025

Volontari di Strada
Viale Stati Uniti D’America, 63 – Lido delle Nazioni FE
Tutti giorni dalle 15.00 alle 18.00

Sul sito www.comacchiosolidale.it è possibile reperire tutte le informazioni utili.

Monopattini elettrici sì, rispettando le regole del Codice della strada.

Mobilità sostenibile. Monopattini elettrici sì, rispettando le regole del Codice della strada. La Regione Emilia-Romagna presenta le linee guida e un video per scuole ed enti locali per muoversi in sicurezza coi nuovi mezzi

In collaborazione con Comune e Polizia locale di Bologna e Gruppo monopattini elettrici Bologna. L’assessore Corsini: “Rapidi, comodi e rispettano l’ambiente. L’utilizzo è cresciuto, grazie anche agli incentivi statali e regionali: segno della forte domanda per una mobilità alternativa per spostarsi in città, rispetto ad auto, bici e bus. Ma servono regole per la sicurezza di tutti gli utenti della strada”

Bologna – Sono tra i nuovi protagonisti della mobilità verde, leggeri, veloci – anche troppo per i detrattori –, cugini delle bici elettriche, ma ancora più smart. I monopattini elettrici vivono il loro momento di gloria, ma se in tanti li amano, stanno crescendo anche le perplessità, dovute soprattutto alla mancanza di regole chiare quando si conducono i mezzi per strada.

E proprio per fare chiarezza sul loro uso in sicurezza nel rispetto delle regole della strada e su diritti e doveri dei monopattinisti, anche alla luce di incidenti stradali avvenuti sul nostro territorio, la Regione Emilia-Romagna ha messo a punto una strategia ad hoc, realizzata in collaborazione con Comune e Polizia locale di Bologna e gruppo Monopattini Elettrici Bologna. Materiali che saranno distribuiti alle scuole di ogni ordine e grado dell’Emilia-Romagna, grazie a un accordo con l’Ufficio scolastico regionale, alle università, agli enti locali e ad Anas, oltre che al dipartimento Sicurezza stradale del ministero dei Trasporti.

Le linee guida e il video, realizzato da Lepida, sono stati illustrati questa mattina dall’assessore regionale alla Mobilità, Andrea Corsini, dal presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale, Mauro Sorbi, insieme all’assessore alle Politiche per la mobilità del Comune di Bologna, Claudio Mazzanti e, in rappresentanza della Polizia locale di Bologna, Maura Rossi.

“Abbiamo voluto realizzare una campagna di informazione specifica sull’uso dei monopattini che si stanno sempre più diffondendo nelle nostre città- afferma Corsini- con un duplice obiettivo. Da una parte valorizzarne l’utilizzo come nuovo e utile strumento di mobilità sostenibile, dall’altro ribattere che si tratta sempre di un mezzo che circola sulle strade e per questo è necessario riflettere sulla sicurezza di chi li utilizza e degli altri utenti della strada: pedoni, ciclisti, automobilisti. Il diritto di circolare del monopattinista comporta infatti dei doveri, regole base della convivenza stradale- spiega l’assessore-. E nasce proprio da qui l’idea delle linee guida regionali, rivolte a studenti e cittadini in generale, che illustrano, in modo sintetico e immediato, i comportamenti corretti a cui attenersi e quelli errati da evitare”.

Corsini ha poi ricordato la strategia della Regione per incentivare una mobilità sempre più sostenibile, come “Bike to work” l’iniziativa messa in campo a maggio che premia con 3,3 milioni di euro i 30 Comuni firmatari del Piano aria integrato regionale più Formigine, Fiorano e Rubiera che hanno aderito volontariamente al Piano, con finanziamenti fino al 70% per realizzare corsie riservate al trasporto pubblico locale e piste ciclabili, oltre ad altre misure per rendere agevole muoversi sulle due ruote in città, poi rimborsi fino al 60% del costo sostenuto per l’acquisto di bici e altri veicoli elettrici, incentivi chilometrici fino a un massimo di 50 euro al mese ai lavoratori che scelgono le due ruote per andare in azienda e fino a 300 euro agli abbonati ferroviari per comprare la bici pieghevole.

“Un provvedimento- continua Corsini- che si aggiunge ai circa 60 già attivi in Emilia-Romagna per lo sviluppo della mobilità ciclabile e agli oltre 250 km di piste ciclabili, finanziati con circa 35 milioni di euro”.

L’intervento regionale si salda con il Bonus mobilità 2020 previsto dal Decreto legge nazionale “Rilancio” che prevedeva a giugno 2020 un contributo per l’acquisto di biciclette, anche elettriche o monopattini e hoverboard.

“Le regole sono molto chiare- ha spiegato Sorbi-. I monopattini possono circolare sulle piste ciclabili o ciclopedonali, sulle strade urbane prive di corsie riservate con limite di velocità di 50 chilometri orari, tenendo però la destra della carreggiata e sulle extraurbane ma solo se dotate di pista ciclabile. Dove è presente una pista ciclabile, bisogna usarla; così come si deve attraversare sulle strisce pedonali scendendo dal mezzo, dare la precedenza a destra e non percorrere strade a senso unico contromano. Vi sono poi alcune norme da rispettare nel dettaglio: il limite dei 25 chilometri orari di velocità, che scendono a 6 nelle aree pedonali e nelle piste ciclabili, il divieto di circolare sui marciapiedi e sotto i portici, l’obbligo di segnalatori acustici (campanello) e visivi (luce bianca davanti, rossa dietro) oltre che l’uso del giubbotto riflettente di notte e il divieto di traino e di trasporto passeggeri”.

E da gennaio di quest’anno i monopattini sono sostanzialmente equiparati alle biciclette, anche se bisogna avere almeno 14 anni per guidarli. Ma i dubbi di chi li utilizza sono tanti: uso del cellulare ed eventualmente del casco, trasporto di terze persone, velocità, attraversamenti delle strade, percorsi sulle preferenziali in città, possibilità di spostarsi sulle extra-urbane.
Secondo l’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale servono regole ulteriori. Una per tutte, l’obbligo di indossare il casco e non solo per i minorenni. Inoltre, i monopattinisti dovrebbero essere provvisti di un’assicurazione. Altro tema scottante, sempre per l’Osservatorio regionale, è l’uso del cellulare: nelle linee guida appena pubblicate non è previsto il divieto di utilizzare il cellulare durante la circolazione, che rimane però una delle maggiori cause di distrazione./OC

Tutti i materiali della campagna sono sul portale ER, sezione mobilità, a questo link: https://bit.ly/34ifabW

Ecco le proposte Cna per sostenere le imprese

Da: Stefano Ravioli, CNA Ferrara

Tempi lunghi per la restituzione dei prestiti e proroga della moratoria sul credito: ecco le proposte Cna per sostenere le imprese

“Se vogliamo che, dopo l’emergenza Covid, la nostra economia riprenda, bisogna fare in modo che le aziende sopravvivano. Per questo abbiamo formulato una serie di proposte operative e le abbiamo presentate all’Osservatorio provinciale sul Credito. Per evitare il collasso è necessario uno sforzo eccezionale sia da parte dello Stato, sia da parte delle banche”

Il direttore provinciale di Cna, Diego Benatti, presenta così le proposte elaborate dall’Associazione. Le richieste Cna sono contenute in un documento portato all’attenzione del Prefetto e quindi dell’Osservatorio sul Credito.

Il primo punto da affrontare, secondo CNA Ferrara, sono i finanziamenti con garanzia dello Stato che tante imprese hanno contratto prima dell’estate attraverso linee speciali attivate a causa dell’emergenza. “Moltissime aziende – spiega Benatti – dopo il lockdown di primavera non hanno nemmeno riaperto, o sono state costrette a chiudere nuovamente. E’ evidente quindi che non riusciranno a onorare i debiti contratti nei tempi previsti. I tempi vanno quindi allungati fino a 15, 20 o addirittura 30 anni, prevedendo un parallelo allungamento dei tempi di preammortamento”.

Il secondo punto è l’attuale moratoria su prestiti, linee di credito, scoperti di conto corrente e smobilizzo crediti: “al momento la moratoria scade il 31 gennaio. È evidente che non basta: la moratoria va prolungata ben oltre il 30 giugno, e la decisione va presa subito: le imprese hanno bisogno di certezze il prima possibile”.

Infine, le perdite che inevitabilmente figureranno nei bilanci 2020 di un’infinità di aziende. Su questo punto CNA Ferrara chiede alle banche un impegno straordinario: “il Decreto liquidità (DL 23/2020) sospende l’obbligo di ricapitalizzazione per le aziende che chiudono il bilancio con predite rilevanti. Qualcosa di simile dovranno fare le banche: le eventuali chiusure in perdita non dovranno comportare revoche degli affidamenti in essere né incidere sulla concessione di linee di credito o nuovi finanziamenti”. Conclude Cna: “Regole analoghe, finalizzate a scongiurare la chiusura delle società, dovranno essere attivate per le altre forme d’impresa, comprese le ditte individuali”

Sono queste le proposte che Cna Ferrara ha portato all’osservatorio: “sono proposte concrete e attuabili – spiega Benatti – se vogliamo che il mondo imprenditoriale abbia qualche chance di risollevarsi”

Interpellanza su volantini negazionisti covid-19 distribuiti davanti alle scuole

Da: Gruppo Partito Democratico Ferrara

PREMESSO CHE

• In alcune scuole della città sono stati distribuiti volantini “negazionisti” da parte di un
sedicente gruppo chiamato “Popolo delle mamme” che inneggiano sostanzialmente a
non indossare la mascherina in quanto dannosa per la salute dei bambini (vedi
allegato);

ASSUNTO CHE

• Sono molte le fake news che girano in rete e la Società italiana di Pediatria (Sip) in un
video divulgativo ha smentito una serie di notizie false che circolano sui social media,
precisando che “i bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per più ore al
giorno non rischiano la carenza di ossigeno né la morte per ipossia”, “la mascherina
previene il diffondersi delle infezioni e va portata dai bambini per evitare la
trasmissione del coronavirus tra asintomatici”. Inoltre, non ci sono evidenze che
documentino un legame tra uso della mascherina e un’alterazione della flora batterica
o disbiosi intestinale;

OSSERVATO CHE

• Purtroppo, anche tra alcuni (per fortuna pochi) politici locali (o pseudo tali) si osserva
una grave e immotivata resistenza all’uso della mascherina, come ampiamente
documentato da fotografie e comportamenti non consoni;

SI CHIEDE QUINDI AL SIG. SINDACO
 Se sia al corrente della situazione;
 Se intenda prendere una posizione di dura e ferma condanna dell’accaduto e
dissociarsi fermamente verso coloro che divulgano disinformazione sull’utilizzo della
mascherina e soprattutto verso chi, diverse volte attraverso comportamenti non
consoni o illegali, non ha utilizzato correttamente la mascherina stessa;
Si richiede risposta scritta.

I consiglieri comunali
Davide Bertolasi
Aldo Modonesi
Ilaria Baraldi
Francesco Colaiacovo
Caterina Ferri
Anna Chiappini

Cresce la popolazione studentesca dell’Emilia-Romagna, con quasi 53 mila immatricolati in più negli Atenei del territorio

Università. Cresce la popolazione studentesca dell’Emilia-Romagna, con quasi 53 mila immatricolati in più negli Atenei del territorio. Garantito dalla Regione il 100% delle borse di studio, per un investimento complessivo di 97 milioni. E con 38 milioni di euro si aggiudica a livello nazionale la quota più alta del Fondo integrativo statale

Nell’anno accademico 2020/2021 cresce del 4% rispetto al precedente l’investimento regionale per borse di studio, in denaro e servizi. L’assessore Salomoni: “Qui massimo impegno per garantire ai giovani il diritto a raggiungere i più alti gradi dell’istruzione, premiate dal ministero le nostre politiche regionali”

Bologna – In Emilia-Romagna ancora una volta sarà il 100% degli studenti idonei, cioè oltre 26.700, a ricevere le borse di studio universitarie, in denaro e servizi, richieste per l’anno accademico 2020/2021.

Un risultato confermato e ottenuto grazie al potenziamento dell’impegno finanziario regionale e alla politica di razionalizzazione delle spese attuata dall’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori Ergo: tra risorse regionali ed europee, infatti, vengono stanziati 97 milioni di euro, compresi i 38 milioni della quota – la più alta a livello nazionale – destinata all’Emilia-Romagna dal riparto del Fondo integrativo statale 2020 per le borse di studio.

Dai dati delle graduatorie provvisorie si registra un aumento del numero di studenti idonei, cioè l’11,3% in più rispetto allo scorso anno accademico, di cui oltre il 45% fuori sede, con un conseguente incremento della spesa di 4 milioni.

Sempre più studenti beneficiari, dunque, così come sono sempre più numerosi i giovani che studiano negli Atenei dell’Emilia-Romagna:ad oggi gli iscritti superano i 161 mila (+3% rispetto all’anno accademico 2019/2020), con quasi 53mila immatricolati in più.

“Crescono gli studenti che hanno diritto alla borsa di studio negli Atenei dell’Emilia-Romagna e la Regione aumenta i fondi per non lasciare indietro nessuno, arrivando così a garantire un beneficio a tutti gli studenti idonei- sottolinea Paola Salomoni, assessore regionale alla Scuola e Università-. Le borse di studio rappresentano da sempre un sostegno economico per i giovani che intraprendono la strada della formazione universitaria, e in un momento difficile come quello che stiamo attraversando, in cui molte famiglie subiscono la crisi economica legata alla pandemia, sono un contributo indispensabile”.

“I risultati che abbiamo raggiunto- conclude l’assessore – premiati anche a livello nazionale, ci consentono di continuare ad investire sul futuro dei nostri giovani edi rendere effettivo il diritto a raggiungere i più alti gradi dell’istruzione; soprattutto per gli studenti meritevoli, ai quali va garantita la possibilità di accedere a una formazione accademica di qualità, a prescindere dalle condizioni economiche, personali o familiari”.

Le risorse stanziate

In totale la Regione, per l’anno accademico 2020/2021, ha garantito la copertura del fabbisogno di 97 milioni di euro, in denaro e servizi, (4 milioni in più rispetto allo scorso anno) attraverso 28,5 milioni di risorse regionali, inclusi i servizi di Ergo, 7 milioni di fondi europei, 23,5 milioni di gettito di tassa regionale per il diritto allo studio, e 38 milioni di fondo nazionale: la quota più alta tra tutte le Regioni.

Incontro “Pitture murali del Guercino a Casa Provenzali”

Da: Culturalia

Incontro “Pitture murali del Guercino a Casa Provenzali”

18 dicembre 2020, ore 17.30
Evento in diretta streaming

La seconda conferenza del ciclo di incontri online della rassegna “Autunno Guerciniano”, promossi dal Comune di Cento e dal Centro studi Internazionale Il Guercino, si terrà venerdì 18 dicembre alle ore 17.30. L’appuntamento sarà curato dalla Prof. Barbara Ghelfi, docente di storia dell’arte presso l’Università di Bologna – Campus di Ravenna, che approfondirà i primi risultati delle indagini diagnostiche condotte, sotto la sua direzione, dal Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna sulle “Pitture murali del Guercino a Casa Provenzali” di Cento. Affiancheranno la Ghelfi la restauratrice Licia Tasini e l’architetto Alberto Ferraresi.
Il ciclo pittorico in esame è di particolare interesse: infatti, come riporta lo storico dell’arte Renato Roli, è molto probabile che sia stato il nobile Alberto Provenzali, fratello del grande pittore e mosaicista Marcello Provenzali, ad affidare al giovane Guercino la decorazione di una sala nella propria casa.

Il fregio Provenzali, raffigurante le gesta mitiche di Provenco, valoroso ed eroico centurione al seguito di Giulio Cesare e antenato della Famiglia Provenzali, viene menzionato dallo Scanelli, storico contemporaneo del Guercino nel 1657. E il Malvasia nel 1678 ne fissa l’anno di esecuzione. Nella prima guida di Cento di Righetti Dondini del 1768 troviamo una succinta descrizione. Il Calvi nel 1808 riporta gli otto telamoni dipinti a chiaroscuro dal Guercino, sull’esempio di quelli più famosi del Carracci nel Palazzo Fava di Bologna. Gaetano Atti nel 1853 descrive puntualmente tutta la decorazione. Spetta però al massimo esperto del Guercino Sir Denis Mahon l’aver, nel 1937, rintracciato il fregio che il maestro centese dipinse nel 1614 con la collaborazione di alcuni suoi allievi. Arrampicatosi su una scala e munito di una torcia elettrica, lo studioso britannico riuscì ad intravvedere i dipinti rimasti nascosti nell’intercapedine tra l’antico soffitto e uno più basso costruito nella seconda metà del secolo scorso.

L’idea di base del fregio risiede nell’aver immaginato che il riverbero proveniente dal camino si ripercuotesse nelle finte statue, animandole con singolare vivacità. Il fregio è dunque indicativo della volontà dell’artista di porre in particolare risalto il problema illuministico, realizzando vistosi effetti di illusionismo scenografico.

Il ciclo di dipinti, oltre a rappresentare un tassello fondamentale per la conoscenza dello stile giovanile del Guercino, costituisce un riferimento importante per lo studio della sua tecnica pittorica nell’ambito della decorazione murale. Nell’estate del 2019 lo staff del Laboratorio Diagnostico del Dipartimento di Beni Culturali dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, in collaborazione con il Centro Studi Guercino che ha finanziato il progetto e con Lumiere Technology, ha avviato una serie di indagini tecnico diagnostiche sulle decorazioni di Casa Provenzali; un’iniziativa che si inserisce nel progetto “Guercino oltre il colore”, avviato dal Laboratorio Diagnostico nel marzo del 2017.

Nel corso della conferenza la responsabile Barbara Ghelfi fornirà i primi risultati di questi studi, illustrando alcune delle novità emerse nel corso dell’indagine, riguardanti in particolare la tecnica esecutiva delle pitture e il loro stato di conservazione.

La curatrice del restauro in atto Licia Tasini relazionerà sulle tecniche e sulle metodologie utilizzate dal Guercino, mentre l’architetto Alberto Ferraresi fornirà interessanti notizie sul contenitore, la struttura originaria di Casa Provenzali e il progetto architettonico strutturale di recupero dell’attuale Palazzo, con specifico riferimento alle stanze di interesse. Tutto il ciclo pittorico è ancora ubicato nella sua originaria sede, fatto alquanto raro.

Il Laboratorio Diagnostico del Dipartimento di Beni Culturali dell’UNIBO e l’Arte

Il Laboratorio Diagnostico del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna (Ravenna Campus) da diversi anni svolge la propria attività di studio nell’ambito di un filone di ricerca denominato Diagnostica&Arte. La linea di ricerca ha una vocazione trasversale e collega le attività tecnico-scientifiche del Laboratorio con quelle di ricerca storico-artistica condotte dagli specialisti del Dipartimento, mettendo a frutto competenze, modelli, metodi e strumenti multidisciplinari, la cui sinergia consente di indagare i temi oggetto di studio da differenti punti di vista. L’obiettivo è quello di giungere, attraverso analisi stilistiche, storico-critiche, trattatistico-documentarie, storico-tecniche e scientifiche, ad una visione onnicomprensiva dei manufatti artistici, con particolare riferimento allo stato di conservazione, ai materiali, alla tecnica esecutiva e al processo creativo delle opere pittoriche. Il gruppo di ricerca, che si muove in una dimensione internazionale, si occupa, oltre che di campagne di indagine finalizzate ad approfondire la tecnica pittorica di personalità artistiche appartenenti a differenti periodi storici, dello sviluppo di un protocollo innovativo che, coinvolgendo sia la storia dell’arte sia le metodologie scientifiche, consenta di effettuare una valutazione il più possibile oggettiva del bene ai fini della sua autenticazione.
Tra i principali progetti pluriennali dedicati a personalità artistiche e alla loro eredità sono attualmente in corso:
– Guercino: oltre il colore;
– Storia e Diagnosi di Testimonianze Leonardesche.

Guercino: oltre il colore

Il progetto di ricerca pluriennale promosso dal Laboratorio Diagnostico del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna in collaborazione con Lumière Technology è stato inaugurato nella primavera del 2017 con le indagini tecnico diagnostiche eseguite su dipinti del Guercino presenti alla mostra Guercino tra sacro e profano (Piacenza, 4 marzo – 4 giugno 2017). Il progetto ha come obiettivo l’esecuzione di una vasta campagna di indagini diagnostiche finalizzata ad integrare ed ampliare la documentazione tecnica sui dipinti di uno tra i più importanti pittori del barocco emiliano e della sua bottega. La responsabilità scientifica del progetto è delle professoresse Barbara Ghelfi e Mariangela Vandini, il coordinamento dei rilievi tecnico diagnostici è della Dott.ssa Chiara Matteucci dell’Università di Bologna.
L’obiettivo è quello di offrire una prima mappatura scientifica sia dei dipinti mobili che di quelli murali conservati a Cento, Piacenza, Parma, Bologna, Genova, Rimini e Roma. Al progetto hanno aderito importanti istituzioni pubbliche e diversi collezionisti privati, che hanno autorizzato lo svolgimento di analisi non invasive e micro invasive. Il progetto di ricerca è stato avviato allo scopo di avere una visione organica dell’opera del Guercino mettendo a confronto, per la prima volta in maniera sistematica, i dati tecnico materiali con l’indagine storico artistica. Attualmente, come per altri importanti artisti del Seicento, escludendo il caso di Caravaggio, non esiste un catalogo tecnico ragionato delle sue opere.

Gruppo di ricerca: Ghelfi Barbara (professore associato, Unibo), Vandini Mariangela (professore associato, Unibo), Matteucci Chiara (tecnico con funzione specialistica, Unibo), Apicella Salvatore Andrea (Lumière Technology, Francia), Cataldo Martina (borsista di ricerca, Unibo), Cotte Pascal (Lumière Technology, Francia), Stenta Pasquale (dottorando, Unibo), Tarantola Gaia (Unibo), Stone David (University of Delaware, USA), Benati Daniele (professore ordinario, Unibo); Kryshtall Ivàn (Museo della Cultura Cristiana, San Pietroburgo), Garzia Giuseppe (ricercatore confermato, Unibo), Rizzà Laura (professore a contratto, Unibo), Bevilacqua Fabio (professore a contratto, Unibo), Brennan Corey (Rutgers University, USA), Thistlewood Jevon (Ashmolean Museum, Oxford).

Barbara Ghelfi: curriculum
Dopo la laurea in Lettere moderne presso l’Università di Bologna, Barbara Ghelfi si è specializzata in Storia dell’arte presso la stessa Università e ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia dell’arte all’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Dal 2017 è professore associato presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna. Si occupa di temi riguardanti la pittura e la storia del collezionismo in Emilia nel Seicento. È autrice, fra l’altro, dell’edizione critica del Libro dei conti del Guercino, dei volumi sulla Pittura a Ferrara nel Seicento e ha in preparazione uno studio sulla collezione d’arte dei principi Hercolani di Bologna.

INFORMAZIONI UTILI:

TITOLO: Autunno Guerciniano 2020-2021 – incontro “Pitture murali del Guercino a Casa Provenzali”
PERIODO: 18 dicembre 2020, ore 17.30
DOVE: in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune di Cento (www.facebook.com/ComuneCento) e sul sito web www.comune.cento.fe.it

ORGANIZZATO DA: Comune di Cento e Centro Studi Internazionale il Guercino

Teatro. Al Comunale di Ferrara Alessandro Baricco racconta “Ludwig van Beethoven, 5 cose da sapere sulla sua musica”

Teatro. Al Comunale di Ferrara Alessandro Baricco racconta “Ludwig van Beethoven, 5 cose da sapere sulla sua musica”: uno spettacolo dedicato alle scuole di tutta Italia. Felicori: “In un anno difficile, un importante segnale per l’istruzione e la cultura. Serve il coraggio di innovare”

L’evento è il frutto di una produzione che la Fondazione del Teatro Comunale ha voluto per celebrare i 250 anni dalla nascita del celebre compositore. Il progetto è stato realizzato con il sostegno del Miur e in collaborazione con il Mibact e la Regione Emilia-Romagna. Oggi la prima visione streaming dedicata agli studenti italiani. Il 26 dicembre la replica per il grande pubblico

Ferrara – “Ludwig van Beethoven, 5 cose da sapere sulla sua musica” e a spiegarle è lo scrittore e saggista Alessandro Baricco dal palco del Teatro Comunale di Ferrara. Oggi, quindi, sipario aperto in maniera virtuale su una prima visione dedicata, esclusivamente, agli studenti di tutta Italia. Numerose le scuole che hanno voluto aderire al progetto ideato da Alessandra Pellegrini e Baricco stesso e prodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, con il sostegno del Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con il Mibact, la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Ferrara e la partecipazione di Visit Ferrara. Il 26 dicembre la replica per il grande pubblico, con modalità ancora de definire.

Lo spettacolo, in onda in streaming sul canale Vimeo del Teatro, è stato registrato e messo a disposizione per celebrare i 250 anni dalla nascita del celebre compositore: un racconto ‘pop’ sulla sua musica senza tempo, simbolo di potenza e genialità. Un dono fatto agli allievi del Paese, in un anno così difficile per loro e per tutto il mondo della cultura.

“La pandemia ha messo a dura prova la cultura e in particolare il mondo dello spettacolo dal vivo. Ma sappiamo bene– dice Mauro Felicori, assessore regionale alla Cultura– che la crisi in atto ha messo in risalto tutte le opportunità connesse alle nuove tecnologie. Serve, quindi, creatività per innovare e consegnare al futuro il nostro immenso patrimonio culturale, di cui la musica è un pezzo fondamentale. E la scuola ha un ruolo centrale in questa sfida. Ecco perché l’interesse riscosso dall’iniziativa del Comunale di Ferrara da parte di tanti istituti italiani è un segnale importante. Così come– conclude Felicori– il sostegno di due Ministeri a un progetto teatrale dell’Emilia-Romagna è un ulteriore, importante riconoscimento della qualità delle nostre produzioni”.

Insieme a Baricco, sul palco ferrarese, la versatile pianista Gloria Campaner e trenta musicisti, tutti under 25, dell’Orchestra da camera Canova, diretti dal coetaneo Enrico Saverio Pagano. Un viaggio gioioso attraverso la musica di Beethoven, passata al setaccio in un dialogo continuo e intelligente dell’autore con i musicisti, provenienti da varie parti d’Europa: da Bergamo a Catania, dalla Polonia alla Spagna. A ulteriore dimostrazione della dimensione universale del genio del compositore tedesco.

Assembramenti, Peruffo: “Al di là delle restrizioni serve coscienza civica”

Da: Paola Peruffo, Capogruppo Forza Italia

Si parla molto in questi giorni del tema dell’affollamento del centro città per lo shopping natalizio e le passeggiate tra vie, piazze e vetrine addobbate, con conseguente intervento del Prefetto per limitare gli assembramenti.
Da un lato le aperture sono indispensabili per dare ossigeno a molte attività e, parallelamente a questo, serpeggia un malcontento sempre più diffuso riguardante i provvedimenti stringenti che stanno per essere adottati in vista delle Festività.
Personalemnte ritengo che il Governo abbia palesato molte carenze in merito alla gestione della pandemia, in particolare sulla diffusione deficitaria dei vaccini antinfluenzali, sull’organizzazione dei trasporti dopo la prima ondata, per il ritardo sui bandi tesi a rafforzare il personale sanitario e le relative strutture, fino all’organizzazione ancora molto precaria dei vaccini anticovid.

La mia riflessione, però, intende andare oltre. Al di là dei provvedimenti in atto e quelli che verranno presi a breve, sforziamoci di tenere presente che a fare la differenza sono le nostre coscienze e le responsabilità che ci prendiamo a livello individuale.
Parlo concretamente: evitare gli assembramenti, al di là delle mere limitazioni forzate e delle sanzioni, è un qualcosa che dobbiamo rispettare per noi stessi, per non mettere a rischio, nell’ordine: la nostra salute, quella dei nostri cari (specie se anziani), oltre che per senso di solidarietà con il Servizio Sanitario.
Per quanto scontato, occorre ricordare che occupando risorse significative nella cura di patologie prevenibili (e il Covid in buona parte lo è, specie per chi non è impegnato in prima linea) fa mancare sostegno, mezzi e personale per fronteggiare malattie che non lo sono assolutamente come tumori e tante altre patologie gravi.
Dal punto di vista civico la salute non è solo un diritto, ma è anche nostro dovere morale mantenerla al meglio.

DI MERCOLEDI’
Tre volte Ferrara

‘Tre volte Ferrara’, perché della mia città non ho scritto finora e in questo modo riguadagno terreno e perché la ritrovo protagonista di tre libri che ho letto, o riletto, in queste settimane.

Storia di Anna di Giuliano Giallini è il più recente in quanto è uscito nel febbraio di questo 2020. Mi ha affascinato la prospettiva da cui la protagonista conosce Ferrara dopo che vi si è trasferita per motivi di lavoro; infatti sono i luoghi bassaniani a farle da guida. Il romanzo comincia così: ”Con Il romanzo di Ferrara, Anna Mantovani andava alla scoperta della città. Aveva venticinque anni. Tra le strade volava, rapida e curiosa. Un giorno fantasticò da Via del Pozzo, dove viveva in un minuscolo appartamento, fino alla Porta degli Angeli. La sua vita stava cominciando, finalmente la sua. Voleva prendersi ogni cosa. Anche il giardino dei Finzi-Contini”.
Di una così, che porta con sé la letteratura come fa la chiocciola con la sua casa, mi importa subito. Ho continuato a leggere chiedendomi quali angoli della città e quali atmosfere potevano colpirla di più, e se diventasse presto consapevole della bellezza che è diffusa e palpabile, specie quando è la nebbia fredda a spalmarla sulla pelle, o quando la canicola la fa bruciare con la sua luce bianca.
Mi ha intrigato vedere che Anna ben presto conosce Marco e se ne innamora sentendosi leggera. Seguono il matrimonio e la nascita di Giovannino. Come pars construens nella parabola di una vita è tutto perfetto. Però non mi lascio andare fino in fondo a gioire di tutta questa regolarità, temo che ci saranno cambiamenti. Subentra infatti dalla pagina seguente un netto processo di peggioramento nella vita della protagonista, come del resto accade nel romanzo di Bassani, di cui parlerò tra un momento. Dopo il fallimento del suo rapporto col marito e i problemi di salute del figlio, Anna cede e attraversa un lungo periodo di buio, colta dalla malattia mentale che la tiene lontana dalla sua casa in Via Camposabbionario e dalla famiglia.
Qui interviene di nuovo la città: nelle sue uscite solitarie dalla struttura che la ospita, Anna è di nuovo di fronte agli spazi di Ferrara da percorrere in bicicletta. Non ci sono relazioni umane in questa fase di risalita dal buio che ha dentro; ci sono i dialoghi con la statua di papa Paolo V, ci sono solo gli sguardi su di lei dei passanti e degli automobilisti che la incrociano tra Viale della Costituzione e Viale IV Novembre. Il finale implicito del romanzo lascia credere che Anna ritrovi se stessa e una dose accettabile di libertà.

Le città del dottor Malaguti è un romanzo visionario del 1993, che Roberto Pazzi ha dedicato interamente alla sua città, tirandole le orecchie per la sua assenza di vitalità. L’ho riletto d’un fiato, spinta dalla storia difficile di Anna che si ammala nella indifferenza del suo contesto di vita, mi viene da dire che si ammala anche a causa della indifferenza che sente all’intorno. Il dottor Malaguti dal canto suo è morto ormai da vent’anni ma non sa staccarsi dalle vicende dei suoi familiari e di Ferrara.
Pare che molti altri morti si aggirino soprattutto di notte tra le pieghe della città e si diano da fare per intervenire quaggiù, incapaci di partire una volta per tutte per il loro viaggio verso l’infinito. Nel romanzo, il cui finale lieto ristora il lettore, Ferrara è un luogo dotato di grande bellezza, ma privo di grandezza. Fin dalle prime pagine il dottore, che è il narratore della storia, smaschera la malattia da cui sono colpiti i suoi abitanti, cioè l’arrivismo e la sete di ricchezza e prestigio da mettere in mostra: “se uno dei più tipici mali del secolo è vivere di rappresentazione agli occhi altrui, nessuno è più moderno e narcisista dei miei concittadini…Per questa precoce coscienza del malessere della mia città, da ragazzo…decisi che all’università avrei studiato medicina per diventare oculista. L’età mi faceva considerare quel male come una miopia. Per quasi cinquant’anni ho cercato nella vista dei miei concittadini il segreto di una deformazione che, dall’anima, sembrava salita tutta agli occhi”. Dopo la fase splendida del Rinascimento ferrarese la città è caduta nell’apatia, tradita dalla storia: partito l’ultimo duca del casato estense nel 1598,  “l’inerzia dei secoli successivi si è consumata come una degenerazione dell’anima: ne è nata l’attesa perpetua di un’epifania, di un padre che non ritornerà più”.

Nel suo romanzo Gli occhiali d’oro uscito nel 1958, Bassani rimette in campo la chiusura dei ferraresi, stavolta messi di fronte al tema della omosessualità attraverso la figura esemplare del dottor Fadigati, “Athos Fadigati, sicuro…, l’otorinolaringoiatra che aveva studio e casa in Via Gorgadello, a due passi da piazza delle Erbe, e che è finito così male, poveruomo, così tragicamente, proprio lui che da giovane, quando venne a stabilirsi nella nostra città dalla nativa Venezia, era parso destinato alla più regolare, più tranquilla, e per ciò stesso più invidiabile delle carriere…”
La storia si sviluppa tra la primavera e l’autunno del 1937, da quando il dottor Fadigati fa amicizia con il gruppo di studenti universitari che viaggia ogni mattina sul treno per Bologna e di cui fa parte il narratore. Nell’estate a Riccione scoppia lo scandalo della relazione amorosa tra Fadigati e il  giovane più brillante del gruppo, che gli si concede ma poi lo sfrutta e presto lo abbandona. Lo abbandona a se stesso e al disdoro delle famiglie bene di Ferrara, che frequentano la stessa spiaggia, lo condanna alla emarginazione da parte dell’intera città.
Il narratore, che veste i panni del giovane Bassani, rientra a Ferrara in autunno e condivide con Fadigati un feroce senso di esclusione: per il dottore a causa della sua omosessualità divenuta ora palese, per Bassani a causa della campagna denigratoria contro gli ebrei che si è scatenata sui giornali. Manca poco alla promulgazione delle leggi razziali e il clima si va facendo pesante, solo girando per la città fino al punto che gli è più caro, fino alla Mura degli Angeli, egli ritrova la bellezza che può placare il suo senso di lacerazione.

La provo a mia volta, poiché mi rendo conto di avere estrapolato dalle mie letture i poli di un contrasto antico che anima Ferrara, da una lato la bellezza delle sue vie e dei palazzi, delle torri e dei giardini, e poi delle chiese e dei monasteri. Dall’altro il grigiore del suo provincialismo.
In una pagina degli Occhiali d’oro Bassani nomina il mio paese, quando descrive il viaggio in treno da Ferrara a Bologna e ritrae coloro che salgono alle stazioncine intermedie come “gente della campagna che parlava già nello sguaiato dialetto bolognese” e precisa che “l’assalto die vilàn cominciava a Poggio Renatico”. Ecco, io di questa definizione dei miei compaesani mi sono adontata alla prima lettura, quando ero ragazza, e ancora mi procura un leggero fastidio. Lessi queste parole e le misi in relazione subito con l’atteggiamento di superiorità che in quegli anni una delle sorelle di mia madre riversava su di noi, i parenti rimasti in paese, mentre lei aveva sposato un ferrarese e si era trasferita in città dalle parti dei grattacieli, alla ricerca vorace di un imborghesimento che la riscattava e di cui andò fiera per tutta la vita. Le misi in relazione anche con l’indifferenza di alcuni miei compagni di liceo, che in cinque anni non seppero trovare un soprannome diverso da dedicarmi, se non il nome del mio paese.

Ci ho poi insegnato per trentacinque anni, in questa città, cercando di aprirmi e di aprire lo sguardo dei ragazzi. L’ho apprezzata e anche amata.
Ancora non riesco a sottrarmi, però, alla empatia che provo davanti alla sofferenza delle sue vittime. Nei capitoli finali delle Città del dottor Malaguti si affaccia il nuovo scenario della migrazione, che nel ’93 Pazzi ha letto con lucidità e ne ha prefigurato gli sviluppi. A parte la generosità tutta personale di Fabio, il nipote del narratore, che accoglie due giovani extracomunitari nella sua tenuta di campagna, la reazione della città è fatta di paura. Nella discussione che avviene in famiglia sulla migrazione dal sud e dall’est, il padre stesso di Fabio “si difende schierandosi dalla parte di chi teme nel diverso da sé il nemico”.

Coraggio, unità e sicurezza i punti di forza di Libraccio nel 2020

Da: Eventi Ferrara

Quest’anno gli italiani hanno scelto la vita di quartiere e la lettura,
continuando a premiare il lavoro dei librai

Coraggio, Unità e Sicurezza sono per il Gruppo Libraccio le tre parole simbolo di questo
difficile 2020, un anno che ha visto i quasi 500 librai impiegati nelle librerie continuare a fare
il proprio mestiere, restando vicini alla comunità dei lettori e alle tante famiglie che si
riferiscono a Libraccio nel settore scolastico.
Coraggio perché le librerie Libraccio sono state le prime in Italia a riaprire dopo il lock down
della scorsa primavera non appena le ordinanze regionali lo hanno permesso. Coraggio
perché quest’anno Libraccio ha aperto tre nuove librerie, la prima a Busnago (MB)
all’interno di un importante centro commerciale, la seconda a Milano in via Canonica e la
terza sotto forma di corner Libraccio all’interno della prestigiosa e rinnovata Feltrinelli di
Piazza Piemonte, sempre a Milano
Unità perché in questo difficile frangente a fare la differenza è stata la straordinaria
disponibilità di tutti i collaboratori nel mettersi a disposizione del Gruppo e fare squadra. È
grazie al contributo di ogni singola persona che è stato possibile mettere in atto i processi
legati alle misure di sicurezza e prendere tutte le decisioni necessarie a ripartire, soprattutto
in termini di assortimento e profondità di catalogo.
Sicurezza perché l’azienda non si è limitata a mettere i librai in condizione di lavorare in
sicurezza fornendo tutti i presidi necessari, ma ha deciso di utilizzare un sistema di
sanificazione innovativo come l’atomizzatore elettrostatico Victory, in modo da garantire
una sanificazione totale e senza correre il rischio di danneggiare le copertine dei libri.

IL COMMENTO DI EDOARDO SCIOSCIA, AD GRUPPO LIBRACCIO

“Le nostre scelte testimoniano la volontà del gruppo di affrontare a testa alta la situazione,
certi che al termine di questo difficile periodo l’importanza e la necessità delle relazioni
sociali favoriranno un rilancio del commercio. Le nuove necessarie misure di sicurezza
adottate dalle Autorità per contenere la seconda ondata della pandemia hanno fiaccato
la ripresa del mercato nel comparto delle vendite offline e la speranza è che con il
miglioramento della situazione sanitaria sia possibile gestire il periodo delle vendite natalizie
con maggior fiducia. Come gruppo ci siamo rapportati con le istituzioni e certamente il
Governo ha agito sul settore, garantendo rapida riapertura e considerando i libri bene
primario. Quello che auspichiamo oggi è che il tax credit venga rafforzato e che APP 18
venga potenziata diventando un sostegno stabile del settore per incentivare i consumi
culturali.”

I LIBRI PIU’ VENDUTI DEL 2020

I titoli scelti dagli italiani quest’anno testimoniano da un lato il desiderio di documentarsi
sull’attualità e dall’altro quello di trovare nella lettura un momento di leggerezza,
distrazione e riflessione. Tra i più richiesti nel 2020 per quanto riguarda la narrativa Riccardino
di Andrea Camilleri (Sellerio); Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin (E/O); Fu sera e fu
mattina di Ken Follet (Mondadori); L’enigma della camera 622 di Joël Dicker, Come un
respiro di Ferzan Ozpetek (Mondadori). La classifica della saggistica invece vede nella top
five Spillover di Quammen (Adelphi), Helgoland di Rovelli (Adelphi), La mossa del cavallo.
Come ricominciare, insieme (Marsilio), Il dopo di Ilaria Capua (Mondadori) e Una terra
promessa, l’atteso memoir di Barack Obama (Garzanti).

NUOVE TENDENZE: QUARTIERI CONTRO CENTRO STORICO

Nel 2020 le librerie di quartiere e nelle zone periferiche hanno visto un maggior flusso di
clientela rispetto ai punti vendita situati nei centri storici, in controtendenza rispetto a
quanto accadeva in passato.

COMPORTAMENTI A ABITUDINI

Da tutte le librerie il feedback è unanime e positivo: i clienti sono ligi alle regole, le presenze
contingentate fanno si che il clima sia ancora più disteso.

GRUPPO LIBRACCIO
Nata nel 1979, Libraccio vanta oltre 40 anni di esperienza e successi. Oggi è presente sul
territorio con una delle più estese catene di librerie indipendenti in Italia: 51 punti vendita
in 7 regioni. Specializzata in libri nuovi e usati, testi scolastici, remainder, libri fuori catalogo,
rarità editoriali e modernariato, completa l’offerta delle sue librerie con un ampio
assortimento di cartoleria, dvd, cd, vinili, giocattoli e una linea di prodotti low cost, a
marchio Libraccio, dedicati al corredo scolastico. Dal 2009 è online con la sua offerta di
nuovo e usato con il sito Libraccio.it leader in Italia nella vendita di scolastica che dal 2018
è parte di un’alleanza italiana con i siti Ibs.it e Feltrinelli.it, joint venture guidata da Feltrinelli.

Per interviste e approfondimenti
Daniela Ravanetti – daniela.ravanetti@gmail.com – cell. 3283819504
Elena Scroffa – elenascroffa@gmail.com – +393297942077

Il gorilla ce l’ha piccolo
L’ultimo libro di Vincenzo Venuto ad Autori a corte

Guardare il mondo, la natura, gli animali e quindi l’uomo come farebbe un osservatore alieno che deve capire. Vincenzo Venuto, biologo, etologo, autore di programmi televisivi, scrittore, nel suo Il gorilla ce l’ha piccolo (HarperCollins) si chiede il perché dei comportamenti degli animali e degli uomini accompagnandoci in un viaggio intorno al mondo e dentro i nostri istinti, il senso del pudore appreso, dentro la nostra cultura che ha una storia antica.
L’homo sapiens, scrive Venuto, nasce poligamo, come tutte le grandi scimmie, poi qualcosa cambia nell’evoluzione e diventa monogamo. Perché? E il tradimento è qualcosa di innato? Gli uomini, a differenza degli animali, riflette Venuto, sono dotati di empatia, coscienza, etica e quindi senso di colpa. Gli uomini sperimentano il dolore, e gli animali? Pare che certi animali non siano privi di una forma di sofferenza di fronte alla perdita, come dimostrano i comportamenti di elefanti e gorilla analizzati dagli etologi. Riconoscere, quindi, che anche gli animali abbiano emozioni, chiarisce Venuto, spiegare alcuni nostri comportamenti con le leggi dell’evoluzione naturale “non toglie nulla alla nostra umanità, ma ci dà uno strumento molto più potente per capire chi siamo”. E l’osservatore alieno deve allora “scendere dal piedistallo”, osservare gli animali e da lì l’uomo e tutto ciò che gli sta alle spalle nella sua storia evolutiva.
Il libro, infatti, attraversa corteggiamento, tradimento, sessualità, società, violenze e devianze, invecchiamento, lutto e amore tanto degli uomini, quanto degli animali di cui intravedere personalità e attitudini, certe volte, quasi antropomorfe.
Il gorilla ce l’ha piccolo sarà presentato venerdì 18 dicembre alle 17 per la rassegna Autori a corte in streaming dalla pagina facebook di Autori a corte. Dialoga con l’autore Riccarda Dalbuoni.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

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